Per orientarciGiap #12, VIIIa serie - Rivolte e guerre preventive - 6 giugno 2007

A Elia, 1992-2007

00 . FATE CONTO CHE SIA UN PREAMBOLO
01. STIAMO GIÀ SCRIVENDO IL NUOVO ROMANZO?
02. PONTIAC, STORIA DI UNA RIVOLTA - Reading/concerto di WM2
03. LE GUERRE PREVENTIVE DI "LIBERO" (nel senso del giornale)
04. SPIGOLATURE, STRANO MA VERO, FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
a. Mille iscritti al Livello 2
b. Le bestie di Bedlam, di Giuseppe Vergara
c. Videointervista a Wu Ming (ebbene sì!)
d. Audio: Petrol & Compagnia Fantasma, Cherry Valley
e. Audio: 2/9 dei Modena City Ramblers, Ballad of Esther Johnson
f. Audio: Valerio Evangelisti presenta Manituana
(ovvero: accerchia Bologna insieme a Wu Ming!)
g. Ancora a proposito di slowdrink
h. Epidemia di passaparola. Le recensioni sul web
i. Altre recensioni ed interviste
05. NEW THING E GUERRA AGLI UMANI IN FRANCIA
06. COME UNA SPORCA MAREA, E FINO IN INDIA!
07. THE OLD NEW THING: PRIME RECENSIONI E...
08. VIDEO: LA CAMPAGNA CONTRO IL PRESTITO BIBLIOTECARIO A PAGAMENTO
09. ANCORA SU DIETRO LA CORTINA DI BAMBÙ, LA STORIA DI DERINO ZECCHINI

(+ un ringraziamento a Moni Ovadia)


Aiutaci ad aiutarliFATE CONTO CHE SIA UN PREAMBOLO

[Mail ricevuta in data 01/06/2007:]

Ho sentito dire da una mia amica che il libro Manituana di Wu Ming, cui vi fa riferimento [sic], e molto bello. Ora prima di acquistarlo vorrei sapere se, come tutta la pappa che ci passa l'editoria comunista, si tratta solo di un libro a sfondo comunista oppure se gli scrittori sono imparziali. Questa mia mail deriva dal fatto che reputo disonesti a priori tutti gli appartenenti alla sinistra (la peggiore sciagura dell'umanità). Saluti,
Federica

[WM5:] Cara signora, la ringrazio per la divertente mail. Ora, è risaputo che gli imparziali non scrivono un granché bene. Forse per leggere un buon libro dovrà contaminare le mani con le pagine di Manituana, che grondano comunismo, faziosità e un tipo di letteratura, come direbbe la sua amica ,"molto bella".
A presto, e continui così.

P.S. Tre giorni dopo la medesima persona, stavolta da un diverso indirizzo e-mail e firmandosi "Giorgio", ci ha spedito quest'altro messaggio: "Ho preso in biblioteca il libro Manituana e dopo 10 pagine ho smesso di leggerlo. Secondo me è solo spazzatura comunista. Ma a Bologna c'è sempre Via Stalingrado?".
Sì, c'è sempre. E a Scarlino, provincia di Grosseto, c'è ancora Piazza dei Martiri d'Istia? O l'hanno re-intitolata al colonnello Graziani?


batisferaSTIAMO GIÀ SCRIVENDO IL NUOVO ROMANZO?


Sì, lo stiamo già scrivendo, abbiamo il prologo e diversi capitoli.
Anche questo, come Manituana, si svolge negli anni Settanta del XVIII° secolo. Lo sfondo è sempre la guerra d'indipendenza americana, ma cambiano radicalmente scenari, punti di vista e tematiche.
Le ambientazioni sono più urbane che di frontiera, i personaggi si muovono a New York, nel New Jersey, in Pennsylvania e in Virginia.
Il punto di vista sulla rivoluzione americana è prevalentemente quello di immigrati europei (italiani e tedeschi).
Se Manituana aveva come tema l'incontro-scontro di civiltà, questo romanzo tratterà della tecnica (innovazione tecnologica applicata alla guerra, nascita e sviluppo della proprietà intellettuale).
Poiché una delle sottotrame era già impalcata da tempo, speriamo di finire la stesura in poco più di due anni.
Il romanzo sarà un'opera completamente autonoma da Manituana, ma vi saranno rimandi e citazioni, riconoscibili da chi ha letto le avventure di Ronaterihonte, Thayendanega e i Mohock di Londra.
A partire dal dicembre 2007, metteremo on line "racconti di avvicinamento" (o "prolegòmeni"), come abbiamo fatto durante la stesura di Manituana.

P.S. Nei primi due mesi di presenza in libreria, Manituana ha già venduto più di 54 nel primo anno (marzo-dicembre 2002). Nia:wen kowa sewakwekon! (in Mohawk: "Grazie di cuore a tutti!")


Capo PontiacPONTIAC, STORIA DI UNA RIVOLTA - READING / CONCERTO DI WM2

Il reading/concerto di Wu Ming 2 ispirato a Manituana. Un testo inedito, 12 letture che insieme a musica e immagini raccontano la cosiddetta rivolta di Pontiac del 1763, sollevazione indiana contro la Corona Britannica che ha molto da dirci sugli Imperi di oggi e le motivazioni profonde delle nuove Guerre di Frontiera.
Un nuovo capitolo nell’indagine che Wu Ming conduce da anni sulle vicende di uomini e donne in rivolta.
Pontiac espande l’universo narrativo di Manituana, partecipa allo stesso sforzo transmediale, ma rimane autonomo e indipendente, come lo sono altre tessere dello stesso mosaico.
Per godere questo spettacolo di cantastorie, non è fondamentale aver letto il romanzo. Chi lo ha fatto potrà cogliere legami e raggomitolare fili d'Arianna. Tutti gli altri ascolteranno comunque una storia completa, dove parole e musica stanno sullo stesso piano, in un interazione molto più simile a un concerto che a un monologo teatrale.
Le musiche sono composte ed eseguite dallo stessa band che ha orchestrato il reading tratto da Guerra agli Umani di Wu Ming 2.
Egle Sommacal (ex-Massimo Volume e Ulan Bator), chitarra
Paul Pieretto (Settlefish), elettronica, basso elettrico
Stefano Pilia (Three Quarter Had Been Eliminated), chitarra, contrabbasso, basso elettrico
Federico Oppi (Settlefish), batteria, percussioni
Il racconto è a cura di Wu Ming 2.
Le date finora confermate sono:

14 luglio, SOLZA (BG)
h. 21:30
Castello Bartolomeo Colleoni
18 luglio, ITALIA WAVE
h. 23:10
Area Osmannoro Sud - Sesto Fiorentino (FI)
10 agosto, MODENA
Giardino Ducale
16 settembre, AREZZO
19 ottobre, GUBBIO (PG)
Altrocioccolato
www.altrocioccolato.org
26 ottobre, PESCARA
Festival delle Letterature

N.B. Il calendario completo (presentazioni & reading) di giugno-luglio è qui.


Onore al kamikaze padano LE GUERRE PREVENTIVE DI LIBERO (NEL SENSO DEL GIORNALE)

Siamo entrati in possesso soltanto pochi giorni fa di un interessante pezzo del poeta Davide Brullo (*), apparso sul quotidiano Libero una settimana prima dell'uscita di Manituana. Titolo: "I rivoluzionari perdono la faccia".
Ci è parso utile riproporlo ai nostri lettori, col senno di (oltre) due mesi dopo. Se vi è piaciuto Bonura de l'Avvenire sarete entusiasti di Brullo di Libero!
Il testo integrale è su manituana.com, qui ne anticipiamo l'inizio:

Vi sono libri di cui, vista l'assoluta mancanza di uno standard stilistico accettabile, si può parlare prima ancora che vengano pubblicati. Quantomeno se disponiamo delle informazioni necessarie per capire dove l'autore vuole andare a parare. Per quanto riguarda il gruppo dei fantastici cinque, cioè dei Wu Ming, di notizie ne abbiamo a palate. Persino attorno al loro ultimo libro, "Manituana", che Einaudi, così dicono i bollettini, manderà in libreria il 20 di marzo. State certi: le dieci righe che scriviamo qui le riscriveremmo anche a lettura completa del libro in questione il quale, essendo privo di stile, cioè di letteratura, non c'importa in quanto libro ma in quanto saggio per giunta neppure autoriale.

* Davide Brullo è nato a Milano nel 1979 e si è laureato all'Università Statale. E' autore del poema Il fiume (Smylife, Milano, 2003) e della raccolta Annali (Atelier, Borgomanero 2004).


SPIGOLATURE, STRANO MA VERO, FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

QUOTA MILLE. Mentre scriviamo questo numero di Giap, il livello 2 di manituana.com conta circa 990 iscritti. E' imminente il superamento di quota mille. L'area più frequentata è ovviamente "Conversazioni", dove si discute del romanzo e della sua ricezione, si commentano le presentazioni fatte in giro per l'Italia, e a dire il vero si discute anche di altro (ma il fuoritema è armonioso e contenuto).

LE BESTIE DI BEDLAM. Il giapster Beppe Vergara, da Trieste, ci ha mandato un racconto per la sezione "Diramazioni". Vi si ri-narra un episodio della seconda parte di Manituana (l'evasione di massa dal manicomio), ma visto dall'altra parte dei gabbioni, da un ricoverato. Ricoverato che però è...

VIDEOINTERVISTA A WU MING (!) La colonna sonora di Manituana composta e incisa dalle band di Casasonica sta avendo un grosso impatto per numero di download e interesse suscitato, e senecandebù.
Sull'ultimo numero di Giap non abbiamo potuto segnalarla perchè è andata on line il giorno dopo, quindi lo facciamo ora: videointervista a WM1, WM2 e WM3 su Newsonica, la video-newsletter di Casasonica. Si può vedere in formato leggero cliccando su "Bassa definizione", o a schermo grande scegliendo "Alta definizione" (Ma va'? Ma lo sai che da solo non ci arrivavo?)

CHERRY VALLEY. Sempre in tema di colonne sonore: Cherry Valley è il brano composto dai Petrol per la compilation di cui sopra. Gli indomiti guerrieri della Compagnia Fantasma hanno arricchito il pezzo con le loro voci. Il risultato è una fiammata nera e raggelante, di sacrificale intensità. Buon ascolto.

2/9 DEI MODENA CITY RAMBLERS. E ancora a proposito di colonne sonore: Massimo "Ice" Ghiacci e Francesco "Fry" Moneti dei Modena City Ramblers ci hanno regalato un pezzo strumentale dedicato al personaggio più dibattuto sul Livello 2 insieme a Philip Lacroix Ronaterihonte. Ballad of Esther Johnson, ballata per rondini, fruscio e vecchi strumenti scovati in soffitta. Ice: tema, whistle, mandolino, banjo, glockenspiel, percussioni, voce; Fry: chitarra e violino.

VALERIO EVANGELISTI PRESENTA MANITUANA
All'uscita di Manituana abbiamo deciso all'unanimità e senza rimorsi di NON fare presentazioni a Bologna, per il profondo disamore che abbiamo maturato nei confronti della città, delle sue asfittiche politiche amministrative, del suo striminzito eterno presente, del suo avere paura della propria ombra, del suo sindaco da museo delle cere, dei suoi dibattiti prèsbiti.
Abbiamo deciso di incontrare i lettori nei comuni e paesi limitrofi, dove si respira aria un po' meno pesante. Abbiamo parlato a San Lazzaro di Savena, a Castenaso e a Rastignano (comune di Pianoro).
Proprio alla biblioteca comunale di Rastignano, la sera del 31 maggio, ci ha introdotti Valerio Evangelisti. Che ha detto cose molto belle.
Le riproponiamo su manituana.com (in streaming o da scaricare). L'intervento dura 20:54 minuti, mp3 a 160 k.
Prossimamente: Castel S. Pietro Terme, 15 giugno, h.21, biblioteca comunale. Accerchiare Bologna es la consigna.

A PROPOSITO DI COCKTAIL. Sul precedente numero di Giap abbiamo parlato di liquori, cocktail, intrugli e Slowdrink. Un giapster di nome Brando ci ha scritto: "Qua nelle marche girano: il Carrettiere (assai autarchico: Vecchia Romagna, Stravecchio Branca e un goccio di Varnelli) e per scherzare il CupraLibre (Verdicchio e cocacola)". Purtroppo l'utilizzo della cocacola impedisce di qualificare il CupraLibre come bevanda certificata da Slowdrink :-) A questo punto, se avete notizia di altri long drink anti-imperialisti e anti-plutocratici, fatelo sapere a costoro.

Ipse dixit EPIDEMIA DI PASSAPAROLA. Non va in secca il ruscello di recensioni di Manituana scritte dai lettori su blog, siti e webzines. Lo abbiamo già fatto notare: il livello medio è più alto di quello delle recensioni "professionali" apparse su giornali e riviste, e il motivo è semplice: chi recensisce per passione non ha scadenze né obblighi né lunghezze standard da rispettare, non legge in tutta fretta, non bluffa, non si accontenta del press kit o della quarta di copertina, non si pone il problema di compiacere o scontentare chicchessìa. Se recensisci per passione vuoi soltanto far sapere che hai amato un libro (o che non lo hai amato).
Ecco alcuni scritti che crediamo valga la pena segnalare.

Sul sito Fumetti di carta Pino Paoliello si chiede:

Come giudicare se un romanzo è stato solo una buona lettura o se è stato una lettura importante? Per quanto mi riguarda la risposta è semplice: penso ai personaggi. Quando dopo giorni, senza apparente motivo, mi ritrovo a pensare ad una persona conosciuta nelle pagine di un romanzo, allora capisco che quel romanzo, per me, è stato importante. Manituana appartiene a questa categoria.

E figurarsi se a noi dispiace!

Approfondita l'analisi di Ferdinando Cotugno su Ceci n'est pas un livre. Un estratto da quello che ci sembra il capoverso-chiave della recensione:

54 era un romanzo sulle conseguenze della Storia sulla vita degli esseri umani. Il teatro di guerra (e pace, ma soprattutto guerra) era raccontato dai margini, visto nella suggestiva controluce di partigiani senza patria, bar di lotta e di governo, spacciatori, attori di Hollywood trascinati dai flussi e riflussi degli eventi, e alla ricerca di una collocazione, seppur minima, all'interno di essi [...] Manituana invece ribalta la prospettiva, e si sforza di raccontare non gli effetti, ma le cause della Storia, ciò che determina le date che impariamo a memoria durante gli anni della scuola media (la Dichiarazione d'Indipedenza del 1776 è soltanto menzionata, perché nella logica del libro è quasi un ovvio riflesso di fatti che hanno avuto luogo altrove), quel misto di bassezza e grandezza che sempre gli esseri umani e i popoli mettono nel creare, fare e disfare il proprio destino. Per questo, suppongo, Manituana è più difficile di 54, sia da leggere che da scrivere. Le logiche contano quanto gli eventi, i passaggi determinanti non possono essere elaborati e interpretati, perché avvengono in presa diretta, sulla pagina che stai leggendo, e dopo non ci sarà tempo per inserirli in una cornice di senso ultimo e compiuto, perché altri eventi, altri passaggi, li soppianteranno, permettendo che la vicenda storica raccontata trovi il suo senso non in una sintesi finale, ma nel quadro d'insieme tessuto dal racconto.

"Manituana, ovvero dei tavoli fumosi" è il titolo della recensione apparsa sull'e-zine In Your Eyes a firma di Massimo Argo. E' un pezzo soggettivo e impressionistico, più che una recensione. Perché per Manituana, sostiene Argo, "non va bene una recensione classica, ovvero standard. Come il romanzo, la recensione deve essere mobile, nascere e poi continuare". E allora via:

Passi risuonano sull'asfalto, la giornata tramonta dietro lo smog, le tenebre occupano il loro spazio, eterno ritorno. In una stanza un accendino scatta accendendo una sigaretta, bocche parlano, vediamo roghi nel cervello degli uomini che parlano concitatamente. Una, due, mille storie nascono, si gonfiano, inumidiscono, si stirano e poi vengono servite fresche. Una frontiera muore, ne nasce un'altra, uomini fagocitano uomini, si rovescia il mondo, gli spiriti non parlano più. L'Atlantico, fluido divenire, fa sobbalzare racconti, spezza vele, nella risacca muoiono memorie.

La recensione apparsa su Coolclub a firma di Dario Goffredo torna, ribadendolo, sulla rappresentazione del conflitto non manichea bensì "eticamente sabbiosa" (per riprendere una definizione volata nelle discussioni del Livello 2). La questione "buoni & cattivi" è il maggiore equivoco in cui sono caduti i "non-lettori-ma-recensori" alla Brullo (vedi sopra):

Non ci sono buoni e cattivi contrapposti come il bianco e il nero. È inevitabile che le simpatie vadano verso una delle due parti, e verso certi personaggi in particolare, ma non c’è l’eroe buono con il quale identificarsi al cento per cento. C’è la Storia, senza manicheismi e senza facilonerie. I buoni e i cattivi convivono da entrambe le parti, spesso le stesse persone sono buone e cattive, compiono gesta eroiche e infrangono tabù, si elevano al di sopra della mediocrità e compiono azioni esecrabili. Ma è la Storia [...] È la storia di Gemello Destro e di Gemello Sinistro, antica leggenda indiana che permea del suo significato tutto il romanzo.

ALTRE RECENSIONI E INTERVISTE

A tutta pagina su La Nuova Sardegna del 16 maggio scorso, intervista a cura di Andrea Melis. Estratto:

Noi guardavamo la moltitudine un po' dall'alto, e per giunta col binocolo a rovescio. Pensavamo a un romanzo mostruosamente grande, stipato di folla. Vedevamo un brulicare di soggetti: mercenari, pirati, quaccheri, armaioli tedeschi. E indiani. Gli indiani si sono staccati dallo sfondo e avvicinati sempre di più, finché non ci hanno picchiati in testa coi tomahawk. A quel punto abbiamo deciso: dovevamo scrivere di loro.

Ne approfittiamo per ricordare che saremo a Cagliari l'8-9-10 giugno (cioè questo week-end), al Marina Cafe Noir, qui tutti i dettagli.

RONATERIHONTE VIVE! Recensione di Mauro Gervasini su FilmTv, anno XV, n.17, 29/04/2007. Estratto:

Philip Lacroix Ronaterihonte, irochese educato dai gesuiti francesi. Ha visto in faccia l'orrore che plasma il Nuovo Mondo, si è trasformato in una furia di Dio [...] figura michaelmanniana di incredibile, dolorosa potenza. Certe pagine che lo riguardano le avremo rilette cento volte. La sua ombra non ci abbandona, è già fiaba per un bimbo, il cacciatore di Cappuccetto Rosso, il cavaliere che sconfigge il drago. Guardatelo negli occhi questo fantasma epico, perché Ronaterihonte vive.


NEW THING E GUERRA AGLI UMANI IN FRANCIA E...

In Francia siamo fermi da anni, non è un mistero. Anzi, non siamo mai partiti.
Q
fu tradotto (un peu à la cazz) e pubblicato dalle edizioni Seuil nel 2001 ma con un altro titolo (L'Oeil de Carafa) perché in francese la lettera "q" si pronuncia uguale a "cul" e quindi vaffanq.
Jeté au sbaraille, il libro ebbe qualche buona recensione ma si inabissò in poco tempo, forse per non riaffiorare mai più.
Da allora, nessun altro nostro romanzo è stato pubblicato Oltralpe.

Ci eravamo già messi il cuore in pace, benché talvolta giocassimo alle volpi che snobban l'uva, ripetendoci il celebre motto del Duca di Wellington: "We always have been, we are, and I hope that we always shall be, detested in France."
L'anno scorso, però, grazie all'impegno del collega Serge Quadruppani (autore di noir pubblicati anche in Italia, oltreché traduttore francese di Camilleri, De Cataldo, Evangelisti e altri scrittori italiani), certe rotelle han ripreso a girare: due nostri "solisti" sono stati acquisiti dall'editrice Metailié, Quadruppani li ha tradotti e a settembre usciranno coi titoli New Thing e Guerre aux humains. Per entrambi Serge ha scritto una lunga introduzione su di noi, il nostro percorso, il nostro lavoro.

E non finisce qui: è notizia recentissima, Metailié ha comprato anche i diritti di traduzione di Manituana.
Vediamo come va. Noi in Italia Aznavour lo abbiam sempre trattato bene...


COME UNA SPORCA MAREA, E FINO IN INDIA!

Get Perplexed"Chi minchia o ming siete? un collettivo di anonimi, senza il coraggio di firmarvi? [...] Non pretenderete mica che legga tutte queste puttanate qua sotto. vedete di non rompermi più le palle."
"Oramai questi wu minghia non incantano più nessuno: mi vanto di essere stato il primo a sputtanarli per quello che erano".
"La verità è che senza [Berlusconi], certi rivoluzionari pop starebbero ancora a pulire il culo a qualche amico terrorista".
"Dietro l'apparenza giacobina e leninista, sono dei piccolo borghesi attenti 'al 27 dello stipendio', agli affarucci con Berlusconi, alle amicizie mafiose con cui scambiare raccomandazioni e prefazioni..."
"Basta, non se ne può più di questa mafietta di poveri pirla, altro che scrittori, sfigatissimi di aspetto, di pensiero debolissimo e ancor più fragile (in)cultura, queste melisse, o lecciso, sempre pronte a stravaccare, a spaccare il capello in quattro su come sfruttare, senza compromettersi, coprendo e ritirandosi come una sporca marea, ogni strage, tragedia, scandalo o porcata"
"Chi versa la lacrima di cordoglio per i giornalisti di sinistra ammazzati in Iraq, e, invece, versa la lacrima di risata (Wu Minghia ne sa qualcosa?) per soldati o guardie private trucidati nello stesso contesto"
"Sono griffati Mondadori/Einaudi, e se le tengono strette: vanno anzi facendovi carriera, da imbrattacarte a manager, direttori di collana; inutile dire che se ci scappa un filmettino revisionista sul mitico Settantasette se lo fanno finanziare ça va sans dire da Medusa. Chissà che sofferenza tutti quei cont(r)atti col regime, quegli anticipi, quelle opportunità promozionali, quelle strategie, si parla di spazi vitali a oriente, fino in India!"
"Pene durissime alle nuove Br: ergastolo a Laura Proietti, 20 a Cinzia Banelli al processo per D'Antona. I giudici non hanno tenuto conto dell'appoggio morale delle nuove wu minghia".
"I wu minghia li ho denunciati mille volte".

Prima di tutto, scomodiamo un grande filosofo.
In secundis, invitiamo a leggere questo testo pubblicato su Carmilla qualche giorno fa. Abbiamo fornito al cittadino informazioni taciute da tutti, senza le quali una querelle scoppiata in rete nella terza settimana di maggio ci è parsa fuori fuoco e campata in aria. Il sapere va condiviso, noi ne abbiamo maturato uno (nostro malgrado) e lo abbiamo messo a disposizione del pubblico.


THE OLD NEW THING: PRIME RECENSIONI E ...

...e una comparsata nella trasmissione Battiti di Radio 3.
Sono uscite le prime recensioni di The Old New Thing, il doppio cd + booklet curato da Wu Ming 1 e dedicato al free jazz della Esp-Disk, un'ora e mezza di frullato/remix di brani di Albert Ayler, Sun Ra, Ornette Coleman, Giuseppi Logan, Marzette Watts, Milford Graves, Sunny Murray, Charles Tyler, Sonny Simmons, Free Music Quintet e anonime moltitudini. E' un tentativo di portare questa musica generosa e oltranzista nelle orecchie di chi non la conosce ma potrebbe scoprirla e apprezzarla, poiché è la madre nascosta di molta musica odierna. Se il tentativo sia bene o male impostato, è un giudizio che devono dare gli ascoltatori.
Qui le recensioni di Blow Up, del Venerdì di Repubblica e di Rumore.

In teoria, nella notte tra giovedì 7 e venerdì 8 giugno, Wu Ming 1 dovrebbe essere ospite (radiofonico) della trasmissione Battiti di Radio 3, un programma di Pino Saulo in onda dal lunedì e venerdì dalle 00.10. WM1 sarà intervistato da Antonia Tessitore.


Non pago di leggereVIDEO: LA CAMPAGNA CONTRO IL PRESTITO BIBLIOTECARIO A PAGAMENTO

Ciao Wu Ming,
vi informiamo che la terza puntata del VideoBlog sul tema della proprietà intellettuale dedicata alla questione della direttiva europea sul prestito bibliotecario e alla Campagna "No Pago di Leggere" è on-line su arcoiris tv e sul nostro sito. Per scaricarla ad alta definizione, qui. Abbiamo parlato anche di voi e della vostra "dicitura"... Speriamo che il lavoro possa rappresentare, per la campagna, un motore in più.
Un caro saluto,
Christian Biasco e Francesca Terri

Sull'argomento vedi anche: "Biblioteche fuorilegge", di Wu Ming 2 (febbraio 2004)



Moni OvadiaANCORA SU DIETRO LA CORTINA DI BAMBÙ

In un precedente numero di Giap abbiamo segnalato/recensito il libro (+ DVD) Dietro la cortina di bambù, diario 1946-1958 di Derino Zecchini, partigiano friulano, disertore della Legione Straniera in Indocina, attivista del Vietminh.
A Zecchini, nel 2000, dedicammo un lungo capitolo di Asce di guerra, poi lo abbiamo conosciuto di persona, in una circostanza che abbiamo già rievocato. Nel DVD, Moni Ovadia legge parti del testo mentre scorrono immagini di repertorio. Tutto questo è stato realizzato grazie alla documentarista Sabrina Benussi, che dopo quel Giap è stata bombardata di mail e richieste di presentazione.
Adesso, finalmente, il libro/DVD è ordinabile on line, dal sito della libreria "Nero su bianco" di Trieste.

Cogliamo l'occasione per ringraziare Moni Ovadia, che per il suo ultimo libro Lavoratori di tutto il mondo, ridete. La rivoluzione umoristica del comunismo (Einaudi Stile Libero) ha preteso le stesse condizioni e diciture dei nostri: copyleft, carta riciclata, dicitura contro il prestito bibliotecario a pagamento.