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Trentino

Le #ScheggeDiShrapnel del Wu Ming Contingent, 5 | Tintura di Shrapnel

Daniele Bernardi

“Tintura di shrapnel” è il nome che Daniele Bernardi – soldato trentino dell’esercito asburgico – diede a un intruglio di sua invenzione, misto di acquavite e foglie di ranuncolo. La pozione, spalmata sulla pelle con un batuffolo d’ovatta, provocava piaghe e vesciche simili a un’ustione da scheggia di granata. Grazie a questo rimedio, Bernardi riuscì a scampare la partenza per il fronte, nella primavera 1915, e venne ricoverato all’ospedale militare di Linz. Qui perfezionò il suo farmaco contro la guerra e si mise a distribuirlo ai commilitoni. Scrisse anche otto quaderni fitti di appunti e “insegnò il ranuncolo” ai coscritti di ogni angolo dell’Impero. Quando poteva uscire dall’ospedale, oltre a raccogliere piante e radici, girava per i caffè della città, raccontando della scheggia di shrapnel che gli aveva massacrato un piede in quel dei Carpazi, lontanissimo dalla sua Trento. “Questa storiella – scrive nel suo diario – mi fruttava sempre qualche cosa; chi mi dava qualche corona, chi mi dava sigarette, altri mi pagavano la birra, altri perfino la cena…” Prosegui la lettura ›

I «45 cavalieri» di Wikipedia. Da chi e cosa è libera l’enciclopedia libera?

Cent’anni a Nordest, terza puntata | Fantasmi sulle montagne

Fantasmi sulle montagne

[WM1] Con la terza puntata si conclude la pubblicazione, sul sito di Internazionale, del mio racconto-inchiesta sulle tensioni a Nordest nel centenario della Grande guerra.

Qui si parla di paesaggio, di montagne, di Trento e Bolzano, degli Alpini, degli Schützen, dei trentini che combatterono nell’esercito austroungarico, dei “relitti fascisti” in Alto Adige, di statue distrutte più volte, di “identità tirolese”, del tasso di suicidi nelle zone alpine e ancora di disertori, i disertori “dell’altra parte”.

Non solo: si tirano i fili delle puntate precedenti. Perché si fa presto a dire «Nordest», ma per spiegare cos’è, bisogna raccontare un po’ di storie. Storie che molti non gradiscono, e dietro al ponte c’è un cimitero, cimitero di noi soldà Prosegui la lettura ›

Cent’anni a Nordest: i mostri di oggi e la guera granda

Fronte italiano 1915 - 1918

[WM1] Settimana intensa: arriva in libreria Cantalamappa, Wu Ming 2 marcia in direzione Nordovest e io torno da una lunga dérive a Nordest.

Sul sito di Internazionale trovate la prima puntata di un testo a cui lavoro da mesi e per il quale prendo appunti almeno dal 2013, dai mesi del tour di Point Lenana.

Si tratta di un reportage narrativo, o meglio, di un racconto-inchiesta su come si vive, celebra o non celebra  il ricordo della prima guerra mondiale nel Nordest d’Italia, dove l’avvicinarsi del centenario – inizio ufficiale il 24 maggio, in perfetta concomitanza con le elezioni amministrative in Veneto – evoca spettri e memorie sepolte. Prosegui la lettura ›