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	<title>Commenti a: Da Camelot a Damasco &#8211; di Wu Ming 4</title>
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	<description>Il romanzo solista di Wu Ming 4 - in libreria dal 29 aprile 2008</description>
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		<title>Di: fabiandirosa</title>
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		<dc:creator>fabiandirosa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 07:10:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal canto mio invece devo ammettere di non essere ferrato con le parole. Conosci un blog, un luogo adatto su web dove si discute di questo argomento, proprio in relazione al tuo romanzo o, se vuoi, più in generale sulla relazione tra audiovisivo e NIE-UNO?
Grazie, ciao :)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal canto mio invece devo ammettere di non essere ferrato con le parole. Conosci un blog, un luogo adatto su web dove si discute di questo argomento, proprio in relazione al tuo romanzo o, se vuoi, più in generale sulla relazione tra audiovisivo e NIE-UNO?<br />
Grazie, ciao <img src='http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Wu Ming 4</title>
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		<dc:creator>Wu Ming 4</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 19:22:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Purtroppo questo blog ha esaurito la sua spinta da alcuni mesi e credo che non sia più il luogo migliore per discutere degli argomenti che vuoi trattare. Il tuo discorso non mi risulta chiarissimo, devo ammetterlo. Ma forse è dovuto al fatto che non mastico molto la materia audiovisiva.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo questo blog ha esaurito la sua spinta da alcuni mesi e credo che non sia più il luogo migliore per discutere degli argomenti che vuoi trattare. Il tuo discorso non mi risulta chiarissimo, devo ammetterlo. Ma forse è dovuto al fatto che non mastico molto la materia audiovisiva.</p>
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		<title>Di: fabiandirosa</title>
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		<dc:creator>fabiandirosa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 20:45:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chiedo scusa per la mia ingenuità e presunzione nella frase finale qui sopra di cui vorrei non teneste conto_
Mio unico desiderio è riaccendere il discorso anche tenendo conto delle recenti considerazioni in La salvezza di Euridice a proposito dell&#039;espressione audiovosiva del nuovo epico coniugato naturalmente con il romanzo in topic]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo scusa per la mia ingenuità e presunzione nella frase finale qui sopra di cui vorrei non teneste conto_<br />
Mio unico desiderio è riaccendere il discorso anche tenendo conto delle recenti considerazioni in La salvezza di Euridice a proposito dell&#8217;espressione audiovosiva del nuovo epico coniugato naturalmente con il romanzo in topic</p>
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		<title>Di: fabiandirosa</title>
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		<dc:creator>fabiandirosa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 10:53:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Breve premessa: avevo visto questo ‘articolo’ alla sua uscita, che ha poi indotto la lettura di Stella del mattino. Non avevo seguito la discussione che ne è scaturita. Parlare in termini critici non è nelle mie prerogative. Non ho molti strumenti per farlo. Tuttavia questa pagina web mi riguarda molto da vicino in quanto sto preparando insieme col mio gruppo alcune serate di reading incentrate proprio su SdM e Manituana. Mia la responsabilità dell’audiovisivo durante lo spettacolo.

Dunque, quando ho realizzato pochi giorni fa un brevissimo video di prova che accompagni la lettura del brano ‘Racconti perduti’ (in cui, lo ricordo, Ronald Tolkien descrive una scena di battaglia delle Somme che lo vede protagonista in trincea) non conoscevo l’intervento di Giuseppe Genna del 4 novembre scorso, delle ore 22,41. In particolare quando dice:

 “Il comico non è il parodistico - è il sintomo di una compresenza del tragico. Io vedo l’epica come un’espansione della tragedia (visione, ammetto, idiosincratica, seppure supportata da molta filologia). E’ questo aspetto, il minuzioso, che mi interessa in quanto sostiene nel suo saggio WM4. Cosa avviene, in pratica, lavorando minuziosamente alla narrazione? La realtà non viene posta sotto mimesi, ma si svela nella sua indistinguibilità di comico e tragico. In SdM, per me, accade questo”

 io vedo con maggiore chiarezza quel che ho realizzato.
Ho estratto dieci secondi dieci dal film Shoulder arms di Charlie Chaplin (Charlot soldato) con l’intenzione di riraccontarlo attraverso le parole del romanzo di WM4.
Non avrei potuto descrivere meglio la mia scelta di rallentare drasticamente il pezzetto di film – tanto da farlo durare 120 secondi circa - per togliere quel che di archetipico si è sedimentato sulla maschera del buffo Charlot (Genna: Il comico non è il parodistico… La realtà non viene posta sotto mimesi, ma si svela nella sua indistinguibilità di comico e tragico.) ; di filtrare il bianco e nero col rosso (‘non è sangue è rosso’ dice Godard, il rosso è rosso ‘‘ciò significa che il testo – in questo caso la ministoria raccontata nel video estratto, ma anche il brano di SdM - si sottrae a qualunque interpretazione: è il testo, punto e basta’’);  la possibilità di vedere con calma e minuzia singoli fotogrammi che ritraggono la tragedia di un soldato che spara come un cecchino, o che ha visto la morte in faccia avendo ricevuto una pallottola sul casco; la ministoria in slow motion – si può vedere qui: http://www.youtube.com/watch?v=Iv_4KaMlvWo  - mantiene la sua natura comica nella sequenza finale (Le interpretazioni sono “costrette” a diventare narrazioni) così come il brano del romanzo ‘Racconti perduti’ conclude: 

“Tra una cannonata e l&#039;altra Ronald ripete le disposizioni. Devono lanciare ancora razzi luminosi per chi si perde nella Terra di Nessuno. Riceve in risposta uno sguardo perplesso. L&#039;imbecille non capisce più quello che gli dice. Nessuno ci riesce. E&#039; più imbarazzante della macchia scura che si allarga sui pantaloni.
Il senso d&#039;impotenza aumenta fino ad ammutolirlo.”

E’ un eroe non eroe, anche se questo su you tube non c’è, ci sarà dal vivo..
     
Se WM4 e G. Genna o gli altri partecipanti a questa discussione sono ancora all’ascolto vorrei essere confortato o confutato_ 
Grazie.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Breve premessa: avevo visto questo ‘articolo’ alla sua uscita, che ha poi indotto la lettura di Stella del mattino. Non avevo seguito la discussione che ne è scaturita. Parlare in termini critici non è nelle mie prerogative. Non ho molti strumenti per farlo. Tuttavia questa pagina web mi riguarda molto da vicino in quanto sto preparando insieme col mio gruppo alcune serate di reading incentrate proprio su SdM e Manituana. Mia la responsabilità dell’audiovisivo durante lo spettacolo.</p>
<p>Dunque, quando ho realizzato pochi giorni fa un brevissimo video di prova che accompagni la lettura del brano ‘Racconti perduti’ (in cui, lo ricordo, Ronald Tolkien descrive una scena di battaglia delle Somme che lo vede protagonista in trincea) non conoscevo l’intervento di Giuseppe Genna del 4 novembre scorso, delle ore 22,41. In particolare quando dice:</p>
<p> “Il comico non è il parodistico &#8211; è il sintomo di una compresenza del tragico. Io vedo l’epica come un’espansione della tragedia (visione, ammetto, idiosincratica, seppure supportata da molta filologia). E’ questo aspetto, il minuzioso, che mi interessa in quanto sostiene nel suo saggio WM4. Cosa avviene, in pratica, lavorando minuziosamente alla narrazione? La realtà non viene posta sotto mimesi, ma si svela nella sua indistinguibilità di comico e tragico. In SdM, per me, accade questo”</p>
<p> io vedo con maggiore chiarezza quel che ho realizzato.<br />
Ho estratto dieci secondi dieci dal film Shoulder arms di Charlie Chaplin (Charlot soldato) con l’intenzione di riraccontarlo attraverso le parole del romanzo di WM4.<br />
Non avrei potuto descrivere meglio la mia scelta di rallentare drasticamente il pezzetto di film – tanto da farlo durare 120 secondi circa &#8211; per togliere quel che di archetipico si è sedimentato sulla maschera del buffo Charlot (Genna: Il comico non è il parodistico… La realtà non viene posta sotto mimesi, ma si svela nella sua indistinguibilità di comico e tragico.) ; di filtrare il bianco e nero col rosso (‘non è sangue è rosso’ dice Godard, il rosso è rosso ‘‘ciò significa che il testo – in questo caso la ministoria raccontata nel video estratto, ma anche il brano di SdM &#8211; si sottrae a qualunque interpretazione: è il testo, punto e basta’’);  la possibilità di vedere con calma e minuzia singoli fotogrammi che ritraggono la tragedia di un soldato che spara come un cecchino, o che ha visto la morte in faccia avendo ricevuto una pallottola sul casco; la ministoria in slow motion – si può vedere qui: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Iv_4KaMlvWo" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=Iv_4KaMlvWo</a>  &#8211; mantiene la sua natura comica nella sequenza finale (Le interpretazioni sono “costrette” a diventare narrazioni) così come il brano del romanzo ‘Racconti perduti’ conclude: </p>
<p>“Tra una cannonata e l&#8217;altra Ronald ripete le disposizioni. Devono lanciare ancora razzi luminosi per chi si perde nella Terra di Nessuno. Riceve in risposta uno sguardo perplesso. L&#8217;imbecille non capisce più quello che gli dice. Nessuno ci riesce. E&#8217; più imbarazzante della macchia scura che si allarga sui pantaloni.<br />
Il senso d&#8217;impotenza aumenta fino ad ammutolirlo.”</p>
<p>E’ un eroe non eroe, anche se questo su you tube non c’è, ci sarà dal vivo..</p>
<p>Se WM4 e G. Genna o gli altri partecipanti a questa discussione sono ancora all’ascolto vorrei essere confortato o confutato_<br />
Grazie.</p>
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		<title>Di: Paola Di Giulio</title>
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		<dc:creator>Paola Di Giulio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 16:52:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Già. E&#039; il loro mestiere. Né sono cambiati molto da quando hanno iniziato, te lo assicuro. Mi ha divertito molto però aver incrociato questo riferimento, più o meno credibile, dato che Lewis è un personaggio di SDM...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già. E&#8217; il loro mestiere. Né sono cambiati molto da quando hanno iniziato, te lo assicuro. Mi ha divertito molto però aver incrociato questo riferimento, più o meno credibile, dato che Lewis è un personaggio di SDM&#8230;</p>
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		<title>Di: Wu Ming 4</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=30&#038;cpage=1#comment-468</link>
		<dc:creator>Wu Ming 4</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 15:22:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039; vero però che quei fissati della T.E.Lawrence Society vedono Lawrence dappertutto :-)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero però che quei fissati della T.E.Lawrence Society vedono Lawrence dappertutto <img src='http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Paola Di Giulio</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=30&#038;cpage=1#comment-467</link>
		<dc:creator>Paola Di Giulio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 22:25:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@WM4: non puoi aver letto il breve saggio sul Journal of the T.E.Lawrence Society che si intitola &#039;From Carchemish to Cair Paravel&#039;, noooo. 
E giustamente hai detto fin dall&#039;inizio che Lewis e Tolkien non avevano conosciuto Lawrence ad Oxford. 
Ho appena letto che, secondo l&#039;autore di questo scritto, c&#039;è un riferimento a Lawrence &quot;...as &#039;Orruns&#039; the faun in one of C.S. Lewis&#039;s Narnia stories&quot; ! 
L&#039;avevo detto che la scelta dei personaggi di SDM intorno a Lawrence erano veramente azzeccati.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@WM4: non puoi aver letto il breve saggio sul Journal of the T.E.Lawrence Society che si intitola &#8216;From Carchemish to Cair Paravel&#8217;, noooo.<br />
E giustamente hai detto fin dall&#8217;inizio che Lewis e Tolkien non avevano conosciuto Lawrence ad Oxford.<br />
Ho appena letto che, secondo l&#8217;autore di questo scritto, c&#8217;è un riferimento a Lawrence &#8220;&#8230;as &#8216;Orruns&#8217; the faun in one of C.S. Lewis&#8217;s Narnia stories&#8221; !<br />
L&#8217;avevo detto che la scelta dei personaggi di SDM intorno a Lawrence erano veramente azzeccati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Wu Ming 4</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=30&#038;cpage=1#comment-465</link>
		<dc:creator>Wu Ming 4</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 08:46:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non ho letto i libri della Renault, ma sembra evidente che abbia preso spunto dalla leggenda e vicenda di Lawrence. Il quale a sua volta - come cercavo di dimostrare nella mia lecture - era influenzato dai &quot;classici&quot;, quindi il circolo è vizioso (o virtuoso, che dir si voglia). Quando la Renault frequentava Oxford, tra le due guerre mondiali, le cose non erano eccessivamente cambiate dai tempi di Lawrence e si respirava ancora un&#039;aria abbastanza simile. 
Giusta anche la seconda osservazione. E infatti è proprio quella la direzione in cui adesso sto cercando di sviluppare il mio discorso (mi concetrerò però in particolare sul rapporto tra l&#039;eroe e il femminino).
A questo proposito aggiungerei una considerazione alle tue. La mutilazione sentimentale è più vasta di quel che sembra e non riguarda soltanto gli affetti personali, l&#039;erotismo privato, la frustrazione a cui i maschi si condannano. A me pare che in generale il cinismo e/o il nihilismo come punti di approdo esistenziali, psicologici, siano derivazioni dirette della disillusione post-romantica. Disillusione tutta maschile, poiché frutto di un&#039;idealità prima univocamente posta, proiettata sul mondo, poi delusa e infranta. E&#039; l&#039;autocondanna che diventa autoassoluzione di Lawrence, appunto. L&#039;eroe post-eroico è soltanto all&#039;apparenza un prodotto della sconfitta storica. In realtà è semplicemente un poveraccio che cerca di imputare alla storia (&quot;volevo, ma non me l&#039;hanno lasciato fare...&quot;) o al passare del tempo (&quot;incendiario a vent&#039;anni, pompiere a cinquanta&quot;) il proprio egoismo e la propria inconcludenza, la propria incapacità di diventare uomo. L&#039;amara ironia post-moderna non è altro che una corazza di gelo per proteggere la fragilità del maschio occidentale e un vuoto d&#039;amore spaventoso.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho letto i libri della Renault, ma sembra evidente che abbia preso spunto dalla leggenda e vicenda di Lawrence. Il quale a sua volta &#8211; come cercavo di dimostrare nella mia lecture &#8211; era influenzato dai &#8220;classici&#8221;, quindi il circolo è vizioso (o virtuoso, che dir si voglia). Quando la Renault frequentava Oxford, tra le due guerre mondiali, le cose non erano eccessivamente cambiate dai tempi di Lawrence e si respirava ancora un&#8217;aria abbastanza simile.<br />
Giusta anche la seconda osservazione. E infatti è proprio quella la direzione in cui adesso sto cercando di sviluppare il mio discorso (mi concetrerò però in particolare sul rapporto tra l&#8217;eroe e il femminino).<br />
A questo proposito aggiungerei una considerazione alle tue. La mutilazione sentimentale è più vasta di quel che sembra e non riguarda soltanto gli affetti personali, l&#8217;erotismo privato, la frustrazione a cui i maschi si condannano. A me pare che in generale il cinismo e/o il nihilismo come punti di approdo esistenziali, psicologici, siano derivazioni dirette della disillusione post-romantica. Disillusione tutta maschile, poiché frutto di un&#8217;idealità prima univocamente posta, proiettata sul mondo, poi delusa e infranta. E&#8217; l&#8217;autocondanna che diventa autoassoluzione di Lawrence, appunto. L&#8217;eroe post-eroico è soltanto all&#8217;apparenza un prodotto della sconfitta storica. In realtà è semplicemente un poveraccio che cerca di imputare alla storia (&#8220;volevo, ma non me l&#8217;hanno lasciato fare&#8230;&#8221;) o al passare del tempo (&#8220;incendiario a vent&#8217;anni, pompiere a cinquanta&#8221;) il proprio egoismo e la propria inconcludenza, la propria incapacità di diventare uomo. L&#8217;amara ironia post-moderna non è altro che una corazza di gelo per proteggere la fragilità del maschio occidentale e un vuoto d&#8217;amore spaventoso.</p>
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		<title>Di: Dalia</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=30&#038;cpage=1#comment-464</link>
		<dc:creator>Dalia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 22:10:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho da poco terminato la lettura di &#039;Stella del Mattino&#039;.  Mi è piaciuto; l&#039;ho trovato forte, complesso, coinvolgente. E questo tuo intervento a Damasco (così come altre cose dette in questo blog) è molto suggestivo. Vorrei fare due considerazioni/domande (premettendo che prima di leggere il tuo romanzo, ed in seguito vedere il film, non sapevo assolutamente nulla su T.E.Lawrence). 
1) La vicenda di Lawrence, così come appare nel tuo libro, anche illuminata dalle osservazioni che hai fatto in questo intervento,  mi ha immediatamente ricordato la figura di Alessandro Magno, visto dagli occhi di Mary Renault (&quot;Fire from Heaven&quot;, &quot;The Persian Boy&quot;).
Innamorato dell&#039;Oriente, ne impara la lingua, ne adotta usi e costumi, e vestiti. 
Piccolo di statura, con uno sguardo impossibile da dimenticare.
Attraversa un deserto impossibile da attraversare, con un gruppo di guerrieri che lo adorano.
L&#039;adorato amante muore di malattia, e lui non è al suo fianco quando si sarebbe forse potuto prevenire il peggio. Gli onori tributati al corpo.
Il libro del sommo poeta – l&#039;Iliade – sempre nella bisaccia, e nella tenda.
La vita dedicata a opera di proporzioni titaniche coronata da un enorme, effimero, successo.
Anche la Renault, come a questo punto immaginavo, ha studiato a Oxford. St Hugh&#039;s College (femminile, ovviamente).
Che ne pensi? Coincidenza? Forma mentale degli intellettuali inglesi? Incarnazione del passato mitico?
2) La maschera d&#039;oro dell&#039;Occidente.
Questo duro volto di metallo è un volto maschile.
E&#039; il volto che l&#039;uomo deve mostrare alle donne e agli altri maschi competitori. E&#039; la maschera di potere che l&#039;uomo si può togliere solo quando è tra compagni/amanti. Allora, Achille (come Alessandro) può piangere, senza che ciò ne diminuisca la virilità. Allora il guerriero nella tenda si può abbandonare alle emozioni – il termine inglese è più intenso, surrender, abbandonare/arrendersi- tra le braccia del compagno.
Al di fuori di questi momenti intimi, per gli uomini la tenerezza, l&#039;abbandono nell&#039;amore, la vera empatia sono sentimenti proibiti.
Il nostro duro, vittorioso, mondo non li consente. Questa mutilazione sentimentale non genera uomini forti e temprati, ma produce pulsioni distruttive, verso le donne, i deboli,i non assimilati, gli stravaganti - queer, i non-bianchi o i meno-bianchi, i non-umani.
È senz’altro vero, come è stato detto altrove in questo blog, che l’omosessualità maschile è stata anche, spesso, il frutto della sessuofobia, separazione tra i sessi, segregazione delle donne.
Ma mi sembra che l’omoerotismo che si respira così frequente nel romanzo – l’amore che non osa dire il suo nome - contenga anche un anelito forte alla pienezza della vita, sia la ricerca di una delle strade alternative possibili.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho da poco terminato la lettura di &#8216;Stella del Mattino&#8217;.  Mi è piaciuto; l&#8217;ho trovato forte, complesso, coinvolgente. E questo tuo intervento a Damasco (così come altre cose dette in questo blog) è molto suggestivo. Vorrei fare due considerazioni/domande (premettendo che prima di leggere il tuo romanzo, ed in seguito vedere il film, non sapevo assolutamente nulla su T.E.Lawrence).<br />
1) La vicenda di Lawrence, così come appare nel tuo libro, anche illuminata dalle osservazioni che hai fatto in questo intervento,  mi ha immediatamente ricordato la figura di Alessandro Magno, visto dagli occhi di Mary Renault (&#8220;Fire from Heaven&#8221;, &#8220;The Persian Boy&#8221;).<br />
Innamorato dell&#8217;Oriente, ne impara la lingua, ne adotta usi e costumi, e vestiti.<br />
Piccolo di statura, con uno sguardo impossibile da dimenticare.<br />
Attraversa un deserto impossibile da attraversare, con un gruppo di guerrieri che lo adorano.<br />
L&#8217;adorato amante muore di malattia, e lui non è al suo fianco quando si sarebbe forse potuto prevenire il peggio. Gli onori tributati al corpo.<br />
Il libro del sommo poeta – l&#8217;Iliade – sempre nella bisaccia, e nella tenda.<br />
La vita dedicata a opera di proporzioni titaniche coronata da un enorme, effimero, successo.<br />
Anche la Renault, come a questo punto immaginavo, ha studiato a Oxford. St Hugh&#8217;s College (femminile, ovviamente).<br />
Che ne pensi? Coincidenza? Forma mentale degli intellettuali inglesi? Incarnazione del passato mitico?<br />
2) La maschera d&#8217;oro dell&#8217;Occidente.<br />
Questo duro volto di metallo è un volto maschile.<br />
E&#8217; il volto che l&#8217;uomo deve mostrare alle donne e agli altri maschi competitori. E&#8217; la maschera di potere che l&#8217;uomo si può togliere solo quando è tra compagni/amanti. Allora, Achille (come Alessandro) può piangere, senza che ciò ne diminuisca la virilità. Allora il guerriero nella tenda si può abbandonare alle emozioni – il termine inglese è più intenso, surrender, abbandonare/arrendersi- tra le braccia del compagno.<br />
Al di fuori di questi momenti intimi, per gli uomini la tenerezza, l&#8217;abbandono nell&#8217;amore, la vera empatia sono sentimenti proibiti.<br />
Il nostro duro, vittorioso, mondo non li consente. Questa mutilazione sentimentale non genera uomini forti e temprati, ma produce pulsioni distruttive, verso le donne, i deboli,i non assimilati, gli stravaganti &#8211; queer, i non-bianchi o i meno-bianchi, i non-umani.<br />
È senz’altro vero, come è stato detto altrove in questo blog, che l’omosessualità maschile è stata anche, spesso, il frutto della sessuofobia, separazione tra i sessi, segregazione delle donne.<br />
Ma mi sembra che l’omoerotismo che si respira così frequente nel romanzo – l’amore che non osa dire il suo nome &#8211; contenga anche un anelito forte alla pienezza della vita, sia la ricerca di una delle strade alternative possibili.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Wu Ming 4</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=30&#038;cpage=1#comment-426</link>
		<dc:creator>Wu Ming 4</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 21:08:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sulla faccenda dei supereroi marveliani posso dire che l&#039;accostamento con alcuni di essi, Spider Man, certo, ma non solo, è azzeccato. Questo perché in generale l&#039;universo Marvel è forse uno dei luoghi dell&#039;immaginario dove più si è affrontato e sviluppato il tema dell&#039;eroe, della sua crisi, della sua sopravvivenza nella modernità, etc. Io ho preferito lavorare sugli archetipi epici, perché non sono un grande lettore di fumetti (non più, purtroppo), ma sono certo che si potrebbero impostare argomentazioni analoghe partendo proprio dai supereroi.
Per quanto riguarda il mio intervento alla Facoltà di Lettere di Bologna, mi sembra che tu abbia già le risposte (basta togliere i punti di domanda). Sul piano letterario la mia riflessione prosegue. Sto rendendo più organico quell&#039;intervento e vorrei sviluppare un altro pezzo, che si spingesse ulteriormente avanti nell&#039;analisi. Alla fine vorrei comporre un trittico di articoli sull&#039;eroe. Stiamo a vedere.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla faccenda dei supereroi marveliani posso dire che l&#8217;accostamento con alcuni di essi, Spider Man, certo, ma non solo, è azzeccato. Questo perché in generale l&#8217;universo Marvel è forse uno dei luoghi dell&#8217;immaginario dove più si è affrontato e sviluppato il tema dell&#8217;eroe, della sua crisi, della sua sopravvivenza nella modernità, etc. Io ho preferito lavorare sugli archetipi epici, perché non sono un grande lettore di fumetti (non più, purtroppo), ma sono certo che si potrebbero impostare argomentazioni analoghe partendo proprio dai supereroi.<br />
Per quanto riguarda il mio intervento alla Facoltà di Lettere di Bologna, mi sembra che tu abbia già le risposte (basta togliere i punti di domanda). Sul piano letterario la mia riflessione prosegue. Sto rendendo più organico quell&#8217;intervento e vorrei sviluppare un altro pezzo, che si spingesse ulteriormente avanti nell&#8217;analisi. Alla fine vorrei comporre un trittico di articoli sull&#8217;eroe. Stiamo a vedere.</p>
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