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	<title>Commenti a: Intransigenti con noi stessi</title>
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	<description>Il romanzo solista di Wu Ming 4 - in libreria dal 29 aprile 2008</description>
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		<title>Di: Wu Ming 4</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=18&#038;cpage=1#comment-129</link>
		<dc:creator>Wu Ming 4</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 11:23:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Credo che Davide abbia colto un punto importante. La riscoperta del mito per il Lewis storico passa attraverso l&#039;approdo al cristianesimo in età matura, ovvero per un&#039;illuminazione sulla via di Damasco. Qualcosa che lo ha trasformato in una sorta di novello San Paolo, un moderno intellettuale cristiano in lotta contro i mali contemporanei (moderno nel senso di non-bigotto né clericale, quindi a suo modo originale). Il suo uso del mito in narrativa è completamente allegorico, dantesco, schiacciato sulla finalità apologetica. Tutto il contrario di Tolkien, che invece non aveva da convincere nessuno e scriveva con tutt&#039;altre finalità. Non è un caso che la narrativa prodotta da Lewis non sia di grande valore letterario, al contrario della sua prosa saggistica che invece - a prescindere dalla condivisione o meno dei contenuti - è indubbiamente brillante, inconsueta, efficace. Penso non solo a &quot;I Quattro Amori&quot;, ma anche alle &quot;Lettere di Berelicche&quot; e a &quot;Sorpreso dalla Gioia&quot;, la sua autobiografia spirituale, ipocrita e reticente, ma letterariamente bellissima.
La frase citata sulla veridicità del mito cristiano Lewis la prende da Tolkien - dalla famosa discussione notturna in cui iniziò il suo processo di riavvicinamento alla fede - e dal poemetto che Tolkien gli dedicò successivamente, &quot;Mitopoeia&quot;. La differenza tra i due resta comunque abissale e infatti finì per produrre una rottura (derivata anche da fattori personali) e l&#039;esaurimento dell&#039;esperienza degli Inklings. 
Tolkien non cercava allegorie o metafore, gli interessava la costruzione di mondi e non a caso, anche se nella storia della Terra di Mezzo gioca un ruolo la Provvidenza e si possono rintracciarne i presupposti cristiani, la presenza di Dio è dietro le quinte, a distanza, progressivamente lontana. Non c&#039;è un Cristo leonino che interviene direttamente nella storia per cambiarne il corso, ma tutt&#039;al più dei fattori angelici che si sbattono in mezzo ai mortali per provare a salvare il salvabile. La visione di Tolkien resta al fondo pessimistica, quindi più umana, caduca, se vogliamo anche rassegnata. Il trionfo del Bene, l&#039;eucatastrofe finale, è sempre temporanea, apre spiragli di speranza, interzone di sopravvivenza, prolungamenti di vita, ma non è mai trionfalistica e definitiva. Almeno fino al giorno del giudizio, che però trascende l&#039;umana visione.
Per venire al mio Lewis, il Lewis di &quot;Stella del Mattino&quot;, bisogna dire che vive la propria parabola a monte di tutto questo. E&#039; un personaggio che partendo dalla negazione del mito arriva ad accettarne l&#039;ambiguità e a rappacificarsi quindi con la propria stessa ambiguità, cioè con la componente inconscia e irrazionale dell&#039;esistenza. Era questa natura prismatica e filtrante del mito che mi interessava raccontare in merito alla sua vicenda. Questo in effetti ricollega in parte il mio personaggio al Lewis storico dell&#039;età matura, ovvero con il Lewis dell&#039;amore tardivo per Joy Gresham, immortalato dal film di Attenbrough &quot;Shadowlands&quot; (strepitosa interpretazione di Anthony Hopkins). Perché, pur con tutti gli apprezzamenti contraddittori che la sua parabola biografica e intellettuale può suscitare, C.S. Lewis rimane senz&#039;altro un&#039;anima interessante e brillante.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che Davide abbia colto un punto importante. La riscoperta del mito per il Lewis storico passa attraverso l&#8217;approdo al cristianesimo in età matura, ovvero per un&#8217;illuminazione sulla via di Damasco. Qualcosa che lo ha trasformato in una sorta di novello San Paolo, un moderno intellettuale cristiano in lotta contro i mali contemporanei (moderno nel senso di non-bigotto né clericale, quindi a suo modo originale). Il suo uso del mito in narrativa è completamente allegorico, dantesco, schiacciato sulla finalità apologetica. Tutto il contrario di Tolkien, che invece non aveva da convincere nessuno e scriveva con tutt&#8217;altre finalità. Non è un caso che la narrativa prodotta da Lewis non sia di grande valore letterario, al contrario della sua prosa saggistica che invece &#8211; a prescindere dalla condivisione o meno dei contenuti &#8211; è indubbiamente brillante, inconsueta, efficace. Penso non solo a &#8220;I Quattro Amori&#8221;, ma anche alle &#8220;Lettere di Berelicche&#8221; e a &#8220;Sorpreso dalla Gioia&#8221;, la sua autobiografia spirituale, ipocrita e reticente, ma letterariamente bellissima.<br />
La frase citata sulla veridicità del mito cristiano Lewis la prende da Tolkien &#8211; dalla famosa discussione notturna in cui iniziò il suo processo di riavvicinamento alla fede &#8211; e dal poemetto che Tolkien gli dedicò successivamente, &#8220;Mitopoeia&#8221;. La differenza tra i due resta comunque abissale e infatti finì per produrre una rottura (derivata anche da fattori personali) e l&#8217;esaurimento dell&#8217;esperienza degli Inklings.<br />
Tolkien non cercava allegorie o metafore, gli interessava la costruzione di mondi e non a caso, anche se nella storia della Terra di Mezzo gioca un ruolo la Provvidenza e si possono rintracciarne i presupposti cristiani, la presenza di Dio è dietro le quinte, a distanza, progressivamente lontana. Non c&#8217;è un Cristo leonino che interviene direttamente nella storia per cambiarne il corso, ma tutt&#8217;al più dei fattori angelici che si sbattono in mezzo ai mortali per provare a salvare il salvabile. La visione di Tolkien resta al fondo pessimistica, quindi più umana, caduca, se vogliamo anche rassegnata. Il trionfo del Bene, l&#8217;eucatastrofe finale, è sempre temporanea, apre spiragli di speranza, interzone di sopravvivenza, prolungamenti di vita, ma non è mai trionfalistica e definitiva. Almeno fino al giorno del giudizio, che però trascende l&#8217;umana visione.<br />
Per venire al mio Lewis, il Lewis di &#8220;Stella del Mattino&#8221;, bisogna dire che vive la propria parabola a monte di tutto questo. E&#8217; un personaggio che partendo dalla negazione del mito arriva ad accettarne l&#8217;ambiguità e a rappacificarsi quindi con la propria stessa ambiguità, cioè con la componente inconscia e irrazionale dell&#8217;esistenza. Era questa natura prismatica e filtrante del mito che mi interessava raccontare in merito alla sua vicenda. Questo in effetti ricollega in parte il mio personaggio al Lewis storico dell&#8217;età matura, ovvero con il Lewis dell&#8217;amore tardivo per Joy Gresham, immortalato dal film di Attenbrough &#8220;Shadowlands&#8221; (strepitosa interpretazione di Anthony Hopkins). Perché, pur con tutti gli apprezzamenti contraddittori che la sua parabola biografica e intellettuale può suscitare, C.S. Lewis rimane senz&#8217;altro un&#8217;anima interessante e brillante.</p>
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		<title>Di: Davide</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=18&#038;cpage=1#comment-126</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 16:47:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Raccolgo la premessa di Wu Ming 4 di non avere fretta nel commentare per inserirmi in un dibattito di un po&#039; di tempo fa ormai. 
Vorrei aggiungere due osservazioni su Lewis. Come diceva un commento nonsodove un pregio di SDM è quello di far ritrovare i personaggi di cui tratta. Mentre leggevo SDM avevo per le mani anche il saggio di Lewis “I quattro amori”. Sebbene la distanza tra i due libri sia abissale (saggio uno l’altro romanzo, SDM parla del Lewis giovane I quattro amori è un’opera dell’ultimo Lewis ecc ecc) è stata particolarmente forte la percezione di una familiarità tra il Lewis personaggio e quello scrittore. Come dire…avevo la netta percezione di leggere due cose simili, in comunione con una parola un po’ forte. Ma non riesco molto a giustificare questa mia percezione.
Invece riguardo al Lewis personaggio, oltre alla sua efficacia letteraria e nella storia, secondo me necessaria in ottica di equilibrio di bilanciare i punti di vista sulla complessità di Lawrence e dell’uso del  mito, la cosa che più mi ha colpito è il vederlo rispetto al Lewis storico. 
Lewis amerà visceralmente il Mito. Da un certo punto di vista basa la sua vita, letteraria e non, su di esso. La sua stessa conversione al cristianesimo parte dal Mito (“La storia di Cristo è semplicemente un mito vero: un mito che opera su di noi allo stesso modo degli altri, ma con questa enorme differenza che questo mito è realmente accaduto.” Tratto da Wikipedia, comunque deve essere nella raccolta di saggi “il cristianesimo così com’è” ). Al contrario di Tolkien però in SDM, Lewis parte da un’avversione al mito, nel libro lo rifiuta, ne sfugge e vuole distruggerlo personificandolo in Lawrence. Quello che ho trovato interessante è proprio il diverso punto di partenza e il diverso cammino con cui i personaggi arrivano al trovare nel mito e nella sua narrazione la via di uscita alla loro situazione. Inoltre a questo ho ricondotto l’uso specifico del mito che Tolkien e Lewis faranno nella loro produzione letteraria (Graves non lo conosco e quindi non mi esprimo). In Tolkien l’uso del mito trovo sia “massiccio” il costruire completamente un mondo il dargli le coordinate e farlo vivere, l’allegoria usata in modo sottile e mai esplicito. Lewis invece è più diretto, in Narnia, nella trilogia cosmica tutto è un molto immediato, il mito non rimanda alla realtà è nella realtà, o meglio ne è una sua parte. I significati che Lewis vuole dare al mito sono evidenti e diretti. Riferito a SDM, trovo che sia molto verosimile l’arrivare a un uso del mito di questo genere partendone dalla sua negazione, mentre Tolkien più “pacato” e non avverso vi arriva naturalmente, quasi senza strappi e questo si riflette nella sua Poetica. Spero di essermi spiegato! Un grazie di cuore a Wu Ming 4, non ringraziamo mai abbastanza gli autori per i libri che ci sono piaciuti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Raccolgo la premessa di Wu Ming 4 di non avere fretta nel commentare per inserirmi in un dibattito di un po&#8217; di tempo fa ormai.<br />
Vorrei aggiungere due osservazioni su Lewis. Come diceva un commento nonsodove un pregio di SDM è quello di far ritrovare i personaggi di cui tratta. Mentre leggevo SDM avevo per le mani anche il saggio di Lewis “I quattro amori”. Sebbene la distanza tra i due libri sia abissale (saggio uno l’altro romanzo, SDM parla del Lewis giovane I quattro amori è un’opera dell’ultimo Lewis ecc ecc) è stata particolarmente forte la percezione di una familiarità tra il Lewis personaggio e quello scrittore. Come dire…avevo la netta percezione di leggere due cose simili, in comunione con una parola un po’ forte. Ma non riesco molto a giustificare questa mia percezione.<br />
Invece riguardo al Lewis personaggio, oltre alla sua efficacia letteraria e nella storia, secondo me necessaria in ottica di equilibrio di bilanciare i punti di vista sulla complessità di Lawrence e dell’uso del  mito, la cosa che più mi ha colpito è il vederlo rispetto al Lewis storico.<br />
Lewis amerà visceralmente il Mito. Da un certo punto di vista basa la sua vita, letteraria e non, su di esso. La sua stessa conversione al cristianesimo parte dal Mito (“La storia di Cristo è semplicemente un mito vero: un mito che opera su di noi allo stesso modo degli altri, ma con questa enorme differenza che questo mito è realmente accaduto.” Tratto da Wikipedia, comunque deve essere nella raccolta di saggi “il cristianesimo così com’è” ). Al contrario di Tolkien però in SDM, Lewis parte da un’avversione al mito, nel libro lo rifiuta, ne sfugge e vuole distruggerlo personificandolo in Lawrence. Quello che ho trovato interessante è proprio il diverso punto di partenza e il diverso cammino con cui i personaggi arrivano al trovare nel mito e nella sua narrazione la via di uscita alla loro situazione. Inoltre a questo ho ricondotto l’uso specifico del mito che Tolkien e Lewis faranno nella loro produzione letteraria (Graves non lo conosco e quindi non mi esprimo). In Tolkien l’uso del mito trovo sia “massiccio” il costruire completamente un mondo il dargli le coordinate e farlo vivere, l’allegoria usata in modo sottile e mai esplicito. Lewis invece è più diretto, in Narnia, nella trilogia cosmica tutto è un molto immediato, il mito non rimanda alla realtà è nella realtà, o meglio ne è una sua parte. I significati che Lewis vuole dare al mito sono evidenti e diretti. Riferito a SDM, trovo che sia molto verosimile l’arrivare a un uso del mito di questo genere partendone dalla sua negazione, mentre Tolkien più “pacato” e non avverso vi arriva naturalmente, quasi senza strappi e questo si riflette nella sua Poetica. Spero di essermi spiegato! Un grazie di cuore a Wu Ming 4, non ringraziamo mai abbastanza gli autori per i libri che ci sono piaciuti.</p>
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		<title>Di: monica</title>
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		<dc:creator>monica</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 22:13:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La mia presenza ha a che fare con Stella, presto saprai perché : )]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia presenza ha a che fare con Stella, presto saprai perché : )</p>
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		<title>Di: Wu Ming 4</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=18&#038;cpage=1#comment-86</link>
		<dc:creator>Wu Ming 4</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 14:35:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ Monica: bé, sì, i due dipinti di Augustus John esistono, stanno pure sui libri. La cosa che mi sono inventata io è la presenza del ritratto di S.A. nelle sale espositive del museo (oltreché ovviamente aver cambiato il nome al ritrattista). Storicamente, come ci ha fatto notare Paola Di Giulio, il ritratto venne forse eseguito al museo ma per conto di privati e in mani private è rimasto. 
Spero che la gita oxoniense sulle tracce di TEL &amp; soci ti abbia gasato per la presentazione di giovedì prossimo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Monica: bé, sì, i due dipinti di Augustus John esistono, stanno pure sui libri. La cosa che mi sono inventata io è la presenza del ritratto di S.A. nelle sale espositive del museo (oltreché ovviamente aver cambiato il nome al ritrattista). Storicamente, come ci ha fatto notare Paola Di Giulio, il ritratto venne forse eseguito al museo ma per conto di privati e in mani private è rimasto.<br />
Spero che la gita oxoniense sulle tracce di TEL &amp; soci ti abbia gasato per la presentazione di giovedì prossimo.</p>
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		<title>Di: sergio</title>
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		<dc:creator>sergio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 14:24:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@annaluisa grazie. è stato bello soprattutto per me, scrittor tardivo eccetera, sentire dalla viva voce (o meglio penna o ancor meglio tastiera) di un autore tante cose interessanti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@annaluisa grazie. è stato bello soprattutto per me, scrittor tardivo eccetera, sentire dalla viva voce (o meglio penna o ancor meglio tastiera) di un autore tante cose interessanti.</p>
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		<title>Di: Anna Luisa</title>
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		<dc:creator>Anna Luisa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 12:15:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ monica: di ritorno da Oxford... mmmh che invidia! L&#039;ultima volta che ci sono stata risale a un sacco di anni fa, all&#039;epoca inseguivo lo spirito di Oscar Wilde. Qualcosa mi dice che la tua presenza lì ha a che fare con TEL... 

@ sergio: bella l&#039;intervista sul tuo blog, molto variegata, avete toccato tanti argomenti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ monica: di ritorno da Oxford&#8230; mmmh che invidia! L&#8217;ultima volta che ci sono stata risale a un sacco di anni fa, all&#8217;epoca inseguivo lo spirito di Oscar Wilde. Qualcosa mi dice che la tua presenza lì ha a che fare con TEL&#8230; </p>
<p>@ sergio: bella l&#8217;intervista sul tuo blog, molto variegata, avete toccato tanti argomenti.</p>
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		<title>Di: sergio</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=18&#038;cpage=1#comment-83</link>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 10:18:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@WM4 ed @Eugenio, volevo dire la mia su Tolkien, che non ho letto (ma mi sono sparato i film con le mie bambine che si nascondevano sotto la coperta ogni volta che appariva &quot;il mio tessssoro&quot;, ed è stata comunque una bella esperienza). Per me è il personaggio più affascinante. C&#039;è qualcosa in lui che prefigura la grandezza dei sogni, la visionarietà e la voglia di raccontare qualcosa di universale (la lotta tra il bene e il male cosa è, se non la storia più raccontata del mondo), cercando però una sua via, originale (credo) per l&#039;epoca. è affascinante nel suo lavoro di studio delle parole. io lo vedo come il personaggio più risolto del gruppo, quello che meglio riesce a rielaborare la tragedia della guerra per metterla al servizio della creatività. è difficile descrivere come uno riesca a scoprire i propri talenti, ma nel libro è stato fatto, e colpisce al cuore. lui trova la sua strada e, in fondo, se ne fotte un po&#039; di tutto il resto, perchè quello che sta cercando. forse perchè è una condizione esistenziale che mi appartiene, in questo periodo, ma lo ho sentito molto vicino alla mia sensibilità.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@WM4 ed @Eugenio, volevo dire la mia su Tolkien, che non ho letto (ma mi sono sparato i film con le mie bambine che si nascondevano sotto la coperta ogni volta che appariva &#8220;il mio tessssoro&#8221;, ed è stata comunque una bella esperienza). Per me è il personaggio più affascinante. C&#8217;è qualcosa in lui che prefigura la grandezza dei sogni, la visionarietà e la voglia di raccontare qualcosa di universale (la lotta tra il bene e il male cosa è, se non la storia più raccontata del mondo), cercando però una sua via, originale (credo) per l&#8217;epoca. è affascinante nel suo lavoro di studio delle parole. io lo vedo come il personaggio più risolto del gruppo, quello che meglio riesce a rielaborare la tragedia della guerra per metterla al servizio della creatività. è difficile descrivere come uno riesca a scoprire i propri talenti, ma nel libro è stato fatto, e colpisce al cuore. lui trova la sua strada e, in fondo, se ne fotte un po&#8217; di tutto il resto, perchè quello che sta cercando. forse perchè è una condizione esistenziale che mi appartiene, in questo periodo, ma lo ho sentito molto vicino alla mia sensibilità.</p>
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		<title>Di: monica</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=18&#038;cpage=1#comment-82</link>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 05:48:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al volissimo di ritorno da Oxford, per Anna Luisa e WM4, i ritratti di Lawrence e Feisal di cui parli esistono, sono stati dipinti dallo stesso pittore (tale Augustus John) ma non sono da tempo in mostra al museo dell&#039;Ashmolean, in quanto sono stati messi in deposito :-(]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al volissimo di ritorno da Oxford, per Anna Luisa e WM4, i ritratti di Lawrence e Feisal di cui parli esistono, sono stati dipinti dallo stesso pittore (tale Augustus John) ma non sono da tempo in mostra al museo dell&#8217;Ashmolean, in quanto sono stati messi in deposito <img src='http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Anna Luisa</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=18&#038;cpage=1#comment-79</link>
		<dc:creator>Anna Luisa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 13:43:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Su Lewis, in sintesi (e semplificando al massimo):

proprio la complessità interiore di cui avete parlato, mi ha spinto fin da subito a &quot;simpatizzare&quot; con L. Il personaggio essendo così articolato ha una notevole capacità di coinvolgimento su chi legge (o almeno, su di me). Non solo, il suo modo di relazionarsi con l&#039;indecifrabile mito di Lawrence è sì, in qualche modo, poco sottile, lineare e molto istintivo, ma tutto questo ha un esito finale: lo rende molto umano, anche quando sbaglia.
Molto meno empatica è, a parer mio, la figura di Nancy N. Le sue sentenze sono granitiche; se ricordo bene, in un passo del libro, dice che a Lawrence non interessano le amicizie ma solo ammiratrici e amanti:una frase tremenda pronunciata per annullare in un istante tutto il fascino di TEL!!
Tuttavia è un comportamento perfettamente in linea con il ruolo del personaggio... la funzione di Nancy (scusa Ferderico se banalizzo e taglio un po&#039; con l&#039;accetta) secondo me è questa: riportare (tramite gesti e azioni) gli uomini che la affiancano alla realtà, al vissuto quotidiano, ogni volta che iniziano a eccedere nel soliloquio e a...  filosofeggiare un po&#039; troppo :-))]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su Lewis, in sintesi (e semplificando al massimo):</p>
<p>proprio la complessità interiore di cui avete parlato, mi ha spinto fin da subito a &#8220;simpatizzare&#8221; con L. Il personaggio essendo così articolato ha una notevole capacità di coinvolgimento su chi legge (o almeno, su di me). Non solo, il suo modo di relazionarsi con l&#8217;indecifrabile mito di Lawrence è sì, in qualche modo, poco sottile, lineare e molto istintivo, ma tutto questo ha un esito finale: lo rende molto umano, anche quando sbaglia.<br />
Molto meno empatica è, a parer mio, la figura di Nancy N. Le sue sentenze sono granitiche; se ricordo bene, in un passo del libro, dice che a Lawrence non interessano le amicizie ma solo ammiratrici e amanti:una frase tremenda pronunciata per annullare in un istante tutto il fascino di TEL!!<br />
Tuttavia è un comportamento perfettamente in linea con il ruolo del personaggio&#8230; la funzione di Nancy (scusa Ferderico se banalizzo e taglio un po&#8217; con l&#8217;accetta) secondo me è questa: riportare (tramite gesti e azioni) gli uomini che la affiancano alla realtà, al vissuto quotidiano, ogni volta che iniziano a eccedere nel soliloquio e a&#8230;  filosofeggiare un po&#8217; troppo <img src='http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> )</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Anna Luisa</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=18&#038;cpage=1#comment-78</link>
		<dc:creator>Anna Luisa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 15:52:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=18#comment-78</guid>
		<description><![CDATA[Grazie per la segnalazione! 

Vado di fretta quindi, per questioni di tempo, non aggiungo nulla al vostro dibattito su Lewis figura che io... hem, hem... ho invece trovato molto più interessante e più calda rispetto a Tolkien (anche se gli episodi &quot;gotici&quot; che lo riguardano sono emotivamente davvero coinvolgenti per il lettore).


ciao!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per la segnalazione! </p>
<p>Vado di fretta quindi, per questioni di tempo, non aggiungo nulla al vostro dibattito su Lewis figura che io&#8230; hem, hem&#8230; ho invece trovato molto più interessante e più calda rispetto a Tolkien (anche se gli episodi &#8220;gotici&#8221; che lo riguardano sono emotivamente davvero coinvolgenti per il lettore).</p>
<p>ciao!</p>
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