/quasi/giap/ - Un'esperienza dolorosa ma utile - 10 marzo 2002


Una selezione di messaggi, commenti, interrogativi ed esortazioni da parte delle iscritti e degli iscritti a Giap, ricevuti a partire dal /quasi/giap/ del 22 febbraio scorso. Per alcuni messaggi accludiamo le nostre risposte. Vi sono repliche e proposte sul “girotondismo”,  perplessita' su certi link presenti sul nostro sito, commenti sul nostro rapporto conflittuale con molta cronaca culturale di questo paese. Il criterio di selezione non dipende dal nostro essere d'accordo con le posizioni espresse, bensi' dalla chiarezza dell'impostazione e dalla rilevanza del tema.
------------------------


23/02, da Cesano, the fellas at www.officinanoir.it :


<<CHI E' SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA ONDA
A Cesano la radio l'ascoltiamo dal citofono e poi moriamo. Tutti insieme.


Cari Giapatisti
Se avete sfogliato di recente i quotidiani italiani, non vi può essere sfuggita la conferma che la Ss. Chiesa è a tutti gli effetti il vero Anticristo.
Chiesa come Anticristo. Chiesa genitrice di dolore e "sfuggente" dispensatrice di morte.
No! Non stiamo commentando un capitolo di "Uh"! Né parafrasando pensieri già captati altrove.
Si tratta, ahinoi, di cose più terrene. Che ci toccano da vicino. A qualcuno pure troppo…
Che Berlusconi, adducendo immunità scovate sotto le sconnesse mattonelle della legge, riesca in questa "Nnostra" Italia a farla spudoratamente franca, già ci colpisce al mento come un Uppercut di Sonny Liston. Ma la gragnola di cazzotti sferrati da impercettibili quanto subdoli e dolorosi cavilli giuridico-internazionali a cui si appella l’Anticristo in questione, proprio ci lascia al tappeto. Sanguinanti.
Non è però il sangue di Cristo. Bensì quello di coloro che (a differenza di Cristo) non erano tenuti a versarlo.
Signori, la Santissssima Chiesa uccide. E’ il XXI secolo, e continua a farlo (non contenta di aver risvegliato i fervori santi islamici con le "sante" crociate. Fervori che colpiscono oggi al tempo delle bombe atomiche e degli aerei, e non purtroppo, come l’occidente al tempo delle spade e dei cavalli).
Le torture oggi colpiscono sottoforma di onde elettromagnetiche.
Una gigantesca antenna (sono due?) il Nuovo Pietro Carafa.
Come giungere alla salvazione? Quale il nuovo Beneficio di Cristo?
Non potremmo saperlo fino a quando l’addotto Beneficio dell’extraterritorialità permetterà loro di colpire ancora impunemente, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo…
Auspicando un Vaticano in quel di Avignone (per quanto ci possa dispiacere per i cugini transalpini) cordiali indulgenze dai vostri N&J di officinanoir.it, che vi lasciano con questo
Post scriptum:
Allora è forse un problema di mezzi??? Perché se cosi' fosse, uccidere colletti bianchi devastando due torri è (ovviamente) una cosa deprecabile, mentre è semplicemente extraterritoriale uccidere bambini innocenti con venefiche onde elettromagnetiche….Domanda: Come fa la Ss Chiesa a stigmatizzare Bin Laden???? Verrebbe quasi voglia, visti gli sviluppi dopo l’11 settembre e alcuni manovrabillisimi trattati internazionali, di rispondere alle terroristiche onde assassine (Legittima difesa internazionale), con missili e bombardamenti contro il Vaticano, se non fosse che poi a rimetterci sarebbero ancora una volta gli abitanti di Cesano.>>

-

A., 22/02:

EQUIVOCI COMANDANTI E ORECCHIE IN FASE D'APERTURA

<<solo un pensiero poco elaborato che mi passa per la testa ...
vi ringrazio per lo stralcio di discussione del Bologna Social Forum, perché sono i dubbi che mi hanno assalito quando settimana scorsa un amico mi ha sollecitata ad andare alla manifestazione indetta da Micromega a Milano ...
una resistenza soprattutto di stomaco mi diceva di non andare, non andare perché è chiaro che questa santificazione della magistratura, come baluardo di "resistenza", ci ha stufato e anche speventato, ancora di più Nanni Moretti, non tanto per ciò che ha detto, ma per l'eco e le reazioni che ha suscitato, il prof di geografia, lasciamolo perdere ... è insostenibile ... poi di pietro, è un fascista ... insomma un'accozzaglia un po' pesante da sostenere!!!
comunque sono andata, per curiosità essenzialmente, per guardare la gente che partecipa, per sentire con le mie orecchie quello che si dice, o meglio quello che si dicono tra di loro ...
ho constatato che le signore in pelliccia non erano la maggioranza, era un pubblico abbastanza vario, abbastanza attempato e non ho incontrato neppura una faccia nota!!!
E' vero, ciò che univa gli astanti era forse solo un odio istintivo, forse poco elaborato e consapevole, forse un po' egoista e provinciale, suscitato da tutto ciò che berlusconi "impone" quotidianamente ...
ma, abitando a Milano, quindi diciamo nel regno del peggio, è stato sorprendente in fondo vedere 40.000 persone, non le solite, che se ne stavano li in piedi ad ascoltare, ma soprattutto a discutere tra di loro, commentare, inveire, ringhiare ...
ed è stato soprattutto sorprendente o meglio comico, sentire poi che questa massa inoffensiva, anche da un punto di vista di immagine, poteva addirittura evocare le brigate rosse ... cosa avrà pensato la sciura quando l'indomani ha letto i giornali?!
insomma non me ne sono andata dal Palavobis (che già è un posto orrendo) entusiasta, per niente; non penso proprio che ci si debba unire a questa carovana condotta da equivoci comandanti, ma tenerne conto, cioè tenere conto di chi era li', appunto non solo snob intellettuali di "sinistra", ma persone che stanno aprendo le orecchie ...
cioa a.>>

-

D.E. ,22/02:

LO STRAPOTERE DI CERTI FIGURI

<<sento l'esigenza di dire anch'io la mia sulla cosiddetta mobilitazione dei professori...
Premetto che per questa casta chiusa ed elitaria professo un disprezzo assoluto...
disprezzo che si fa ancora più acuto scrivendo da una città come pisa dove non esiste una vera e propria controcultura antagonista dello strapotere di questi loschi figuri...pur nel mio estremismo posso concedere che ci siano persone di un certo valore ed è pur sempre piacevole ascoltare la retorica di un ginsborg, ma chiediamoci un attimo perché ad un certo punto c'è stata questa levata di scudi di queste persone...semplice: puro interesse di parte e di casta.
i professori di destra iniziano ad alzare la testa a rivendicare posti cariche funzioni finanziamenti che
prima toccavano loro marginalmente. Non a caso la rivolta è partita da Firenze ateneo chiaramente
impostato a sinistra dove i nostri chiari professori sentono mancare il terreno sotto i piedi...
per mia sfortuna per ragioni di lavoro(sono uno stagista di merda, uno di quelli che sgobbano 8 ore al
giorno lavorando e dico LAVORANDO SENZA PRENDERE UNA LIRA e di questo devo ringraziare i vari governi di sinistra e il caro berlusconi)faccio il pendolare tra firenze e pisa e mi capita spesso di finire in treno in una prima classe declassata con 5 o 6 professori universitari...
il mio bruciore di stomaco dopo 8 ore di sgobbo non fa che aumentare esponenzialmente ascoltando i loro discorsi per un'ora di treno. Una continua lamentela sul governo berlusconi e fino a qui ben venga, poi si passa alle magagne dell'ulivo per finire ad un'irresponsabile condotta degli italiani che hanno votato berlusconi ecc...ecc...
tutto questo dai loro pulpiti dorati viaggiando in prima classe (loro i biglietti ce li hanno io devo sperare in una prima declassata per fare un viaggio umano) ascoltando quello che scrive sull'unità, su repubblica e cazzi vari, che se ne va a parigi nel fine settimana con i suoi 6 milioni al mese..cazzo se questi sono gli intellettuali che l'ulivo vuole recuperare meglio perderli...Perché invece non ci interessiamo di recuperare il morto di fame siciliano, campano...
sono loro che hanno votato berlusconi, in sicilia il nostro caro amico ha fatto il pieno e non mi vengano a dire che in sicilia sono solo gli imprenditori che lo hanno votato, la verità è che a votarlo ci sono stati quelle persone che sognano in un futuro migliore per sé e per i propri figli.
a queste persone l'ulivo e gli intellettuali di sinistra non sanno più parlare. E' normale che arrivi un grande venditore di fumo che promette mari e monti e quelli nella loro disperazione e ignoranza(purtroppo dove c'è povertà c'è quasi sempre ignoranza)gli credono lo votano lo osannano e danno la colpa agli altri se non ottengono quello che hanno voluto....
va beh scusate lo sfogo ora devo andare che al capo serve il computer ciao e continuate cosi'>>

-

23/02:

LE AQUILE HANNO METE PIU' ALTE E BERLUSCONI E' DAVVERO BASSINO

<<Non è rilevante chi sia l'interprete ma l'opera che sta recitando.Togliamo il nano di Arcore, molto bene, bis. Per mettere chi? Quelli che sono appena usciti, o candidiamo Casarini e Agnoletto?
Mi è indifferente chi indossa la livrea del potere formale, è molto piú importante che si abbia la capacitá di rispondere colpo su colpo alle sue iniziative. Ed abbiamo visto con quale vigore si è risposto alle velleitá della signora Moratti, agli spropositi della coppia Bossi-Fini, e la forza "messa in campo" contro il colpo basso della liberalizzazione dei licenziamenti.
Soffermiamoci su questo, che è la cosa più importante, e sbarazziamoci di ingiustificate sindromi di varia natura che affliggono i perdenti di sempre.
E' cosí difficile ammettere che non si è mai stati tanto forti negli ultimi 20 anni? Paura del trionfalismo? Però la cecità da pipistrelli è peggiore.
Le aquile non danno la caccia alle mosche, hanno mete più alte, e Berlusconi è davvero...bassino. Di fronte ad una inedita ed originale situazione in cui "l'altro polo" dell'alternanza nel sistema della democrazia rappresentativa è in stato confusionale, è l'opposizione sociale reale che materialmente contrasta il dominio, che si ritrova ad essere accidentalmente anche forza politica decisiva per far cadere un governo.
Paradossolmente, coloro che solo qualche tempo fa ci irridevano, o disquisivano dottamente sulla palese inferioritá dei movimenti ripetto alla forma-partito, oggi ci rincorrono sul nostro terreno. A Porto Alegre abbiamo visto persino primi ministri,
ministri, senatori e sindaci: questa gente ci serve? La discriminante tra fautori della guerra e no, era propio il minimo che si potesse fare, ma non è sufficiente.
Il movimento (senza denominazione di origine controllata) è arrivato dove si trova percorrendo un cammino che parte dalla base, con l'auto-organizzazione, è esterno alle istituzioni, e si esprime con l'agire diretto. E' sorto perché non si sente rappresentato da nessuno, e valuta come deficitari, incompleti, mutilati i percorsi che hanno come massima espressione la scelta di "rappresentanti" con delega a tutto.
Insomma, il minimo comun denominatore, è la comune e condivisa convinzione della progressiva eclissi della democrazia rappresentativa, giudicata come antitetica alla democrazia sociale.
E' una singolare coincidenza che l'apparizione dei general manager della politica mancina nei nostri ambiti, coincida con l'affiorare di discorsi spuri e di un minimalismo fuorviante, per di piú con l'insana, insopportabile e provocatoria presenza del giacobinismo giudiziario. Abbiamo bisogno di queste alleanze?
Una cosa da non dimenticare è che quelli che governano, oggi piú che mai, nella scala della gerarchia del potere non sono che valletti, ossia quelli che intascavano il 10% per ogni transazione. E' piú saggio occuparsi di quelli che glieli allungavano. E, ancor di piú, di quei senza volto che si riuniscono annualmente nelle nuove istituzioni globalitarie.
Chi obietta che il Nano di Arcore è l'una cosa più l'altra, deve rammentare che la sua vocazione per la politica nacque come alternativa forzata alla galera.Il primo passo falso nella sua resistibile ascesa ne provocherà inevitabilmente una serie successiva, cosi' come la prima riforma generò l'implosione della irriformabile URSS.
Il movimento (no DOC) deve continuare a fare esattamente quel che è venuto facendo finora, perché appalesa i limiti di manovra del governo e fa toccar con mano che non è onnipotente. Rifiutare la demonizzazione e continuare a contrastare concretamente le politiche che cerca di imporre, per aggravare le contraddizioni interne all'armata Brancaleone capeggiata dal Nano.
Non accettare il corteggiamento di "Nanni e ballerine" è utile pure per indurli a radicalizzarsi (non ci vuole poi molto). Insomma, se vogliono tornare al potere che si sbattino di piú. Io, di certo, non li aiuto.
W.B.>>

-

G., 25/02:

FORSE IL RE NUDO SI STA RIVESTENDO?

<<[...] Leggo che "Questo governo cadrà", e concordo. Ma da dove vengono il sangue e le macerie del mio sogno? Forse, e me lo auguro, quella del cataclisma è solo una metafora del linguaggio onirico. Cosi' com’è altrettanto probabile, che rovine e sfracellamenti vari siano una parte di me, che si sta decomponendo al buio. Spengo la web cam e tant’è. Il discorso non cambia."Come sopra cosi' sotto", dice la legge. E in quanto parte dell’impero, quindi della moltitudine, rivendico la mia quota d’immaginario, per poi confondermi nel soggetto divorato.
L’ultimo desiderio? Riflettere sugli intellettuali (un dolore a caso). Mentre a destra impazza la ricerca di una testa pensante, un esempio su tutti, l’ultimo libro di veneziani, a sinistra, contemporaneamente, si tenta di ricucire il dialogo "con nanni e ballerine". Ma non solo. Il diktat è quello di ri-appropriarsi della piazza, fottendola al movimento, che abbocca e si schiera, aime', dietro la figura del Giudice. Si blatera di “globalizzazione dal basso". Il mantra è quello di "Basta con gli inciuci". La verità è che il tubo digerente dell’impero sta metabolizzando il dissenso. Il Giudice si ri-appropria dei conflitti. Il re era nudo, ma ora si sta rivestendo. L’odore acre è quello dei succhi gastrici.
E il movimento che fa? Brulica d’intellettuali, e d’interpreti autentici degli intellettuali. Da Virno a Marazzi, passando per Deleuze e Guattari. Le idee non mancano. Ma sono confinate nei laboratori. Si è deciso di non fare pedagogia. Lo scopo, infatti, è quello di distillare un’identità. Mi riconosco puntualmente, nell’"uomo" macchina pensiero desiderio azione retroazione e karma espiativo. Ma non è questo il punto. Probabilmente le cose stanno andando molto più velocemente di quanto abbiamo saputo immaginare. Qual è, allora, il ruolo degli intellettuali? Fuori o dentro? E se dentro come? Al coitus ex cathedra si contrappone, necessariamente, l’accoppiamento selvaggio sui banchi? O forse, lo chiedo a voi, c’è una terza via, tipo dentro e fuori, contemporaneamente e senza sosta?>>

-

Sbancor, 28/02:

ALTRO CHE GIUSTIZIA! PACE SUBITO

<<Miei cari e saggi amici,
Visto che mi costringete di nuovo all'azione (proprio a me, teorico dell'ozio pratico) vi infliggo alcune riflessioni meta-politiche.
1. E' ricominciato il teatrino italiano, con tanto di bomba, che poi è un botto o, in napoletano "pereta".
2 Vi sono almeno tre movimenti nell'agone politico: i global no global (che saremmo noi), i "lavoratori", da Bernocchi a Cofferati, gli autoconvocati.
3. L'incubo politico dei politici è che i global e i lavoratori in occasione dello sciopero generale portassero (o portino) in piazza 1. milione di persone.
4. Parte del movimento degli autoconvocati, attenzione solo una parte, quella azionista e giustizialista, è stata evocata proprio come un diversivo.
5.Obiettivo è criminalizzare "i disobbedienti" con una dinamica stile autonomia '77. Hanno riciclato pure Kossiga.
6. Questo teatrino, come tutti i teatrini dimentica la realtà. La realtà è quella di uno scenario internazionale da incubo. La guerra in Irak e forse anche in Iran. Le mie agenzie già mi danno gli schieramenti, la predisposizione dei centri di comando, le azioni di controllo dei Kurdi (e lo scioglimento del PKK) L'invasione questa volta verrà da Nord, dalla Turchia, ostaggio del FMI. Probabilmente una serie di azioni di guerriglia kurda, poi la campagna aerea e poi un blitzkrieg su Bagdhad. Date o in Primavera o a Settembre. Finora si sono trattenuti per l'opposizione di Sauditi e Kwaitiani, ma, attenzione, l'attacco non partirà ne dall'Arabia Saudita ne dal Kwuait.
7. Domanda: perché, una volta tanto, non giochiamo d'anticipo. tutti ci aspettano sul terreno dell'art 18. E noi spiazziamoli. montiamo un movimento "pacifista". Un movimento mondiale. Chiediamo a tutti gli altri "movimenti", a partire proprio dagli autoconvocati di schierarsi sulla Guerra. Recuperiamo, Dio mi perdoni, i cattolici. Sulla pace spezziamo in due i DS. Con i cattolici, si anche con Lilliput, rompiamo l'isolamento. E i due movimenti (global e lavoratori, potranno incontrare il terzo (autoconvocati) su un terreno non ambiguo. Altro che Giustizia! Pace subito.
Baci. Sbancor>>

-

W.B., 01/03:

TUTTE LE ALBE SI SOMIGLIANO, MA NON LE GIORNATE CHE LE SEGUONO  

<<Gli avvenimenti che trovano eco sulle prime pagine, le cronache delle risposte che riempiono le piazze, i messaggi che animano varie mailing list, stanno segnalando che questi temi sono sorprendentemente attuali. E non sono affatto scontati, secondari o di seconda mano.
Vedo arrivare una risacca di confusionismo e di sconcerto che, tra molte altre cose, confonde forme con contenuti.
Pur essendo tutte le albe apparentemente simili, non per questo le giornate che le seguono necessariamente si assomigliano. Pur affollando le piazze in modo auto-organizzato, animate a spronare e sostituire un partito assente, non per questo si equivalgono o sono confondibili quanti criticano e fanno da argine allo strapotere delle istituzioni nazionali e trans, con quelli che -alla fine- stanno solidarizzandosi con una di esse: la magistratura.
Non è assimilabile la critica pratica collettiva della politica, dell'economia e delle nuove istituzioni globali, con lo spirito di smarrimento di quanti si sentono orfani di un partito ora schizofrenico, che amministrò la transizione all'euro e impose senza cincischiare la ricetta universale neoliberista. Alla fin fine, costoro sentono una gran nostalgia di quel protagonismo giudiziario che -non va mai dimenticato- era passato come un rullo compressore su tutto il movimento italiano.
Il colpo di grazia al movimento che con straordinaria vitalità si prolungò dal 68 fino all' 80, non dimentichiamolo mai, lo assestarono i giudici.
Io non vedo nessuna novità sotto il sole, se non che gli orfani del partito hanno scoperto gli incanti modernisti della lobby, per rimanere sullo stesso terreno di sempre. Ma questo ha poco a che vedere con il passo di chi praticamente critica la democrazia rappresentativa.>>
 
-

I., 06/03:


CON TUTTE LE DIFFERENZE CHE CONVIVONO NEL MOVIMENTO...

<<Carissimi,
come sempre ho letto avidamente quanto arriva dai giapster, come sempre mi è venuta voglia di dire la mia. Questa volta lo faccio, mi prendo il rischio e il gusto di dire cazzate, rischio che le altre volte mi ha frenato.
Ma sulle Affinità e divergenze tra i girotondisti e noi ho una testimonianza e alcune riflessioni.
Parto premettendo un sostanziale accordo con tutti gli interventi del quasi giap u.s.. Paradossale, perché alcuni di quegli interventi non erano d'accordo tra loro.
Ma il paradosso, e tento di venire al dunque, si ricompone distinguendo tra base e vertici; se è vero quel che dice G.F. del paese reale, è anche vero che molta base ds era a genova anche se il partito gli aveva detto di starsene a casa a giocare a tombola (alla festà dell'unità).
Io ho parlato, e duramente, vi assicuro, con questa gente qua, i girotondisiti: mi sembra gente che ha voglia di fare cose, aspetta chi li può trascinare, e adesso corrono dietro ai professori, anche perché abituati a violante...
Ma è gente, almeno in parte, con cui vale la pena, credo, di tentare contatti, cercare temi comuni, spiegarsi. Una di loro, che credo possa essere rappresentativa, mi ha detto "noi non ne sappiamo un cazzo della globalizzazione, spiegateci...cosa vuoi a 50 anni mica posso rimettermi a fare la movimentista come 30 anni fa ... però, insieme ... si, la legalità è una pessima parola d'ordine ma intanto ci siamo mossi ...".
Insomma, ho l'impressione che molti di loro, annichiliti dal recente passato del loro partito di riferimento, fossero come in letargo, poi il primo pirla che ha detto bau ad alta voce li ha un po' risvegliati, e loro dietro.
L'importante sarebbe che i girotondi non sfociassero nel riattaccare l'ossigeno a una dirigenza politica già in morte cerebrale (e non capisco se è un rischio o una realtà), per il resto non vedrei male dei ponti anche verso le signore (magari non in pelliccia), magari non vengono a smontare i cpt ma fanno il presidio al comune per l'ammissione alla materna dei figli degli irregolari (tanto per dirne una).
Probabilmente non può essere il movimento a trascinarli, anche solo per motivi generazionali, però le "mosse del movimento" potrebbero (dovrebbero?) contribuire a determinare quella che sarà (se sarà) la nuova classe dirigente della sinistra borghese e moderata che sta tornando a dire "ci sono anch'io".
Con tutte le differenze che convivono nel movimento, volete che nella "nuova sinistra" non ci stia quella tra il movimento e il girotondo?
(tanto mica possiamo riempirla da soli la "nuova sinistra")
Almeno, mi pare.

Confusamente logorroico,
tiranneggiato dal tempo di produzione,
I..>>


[WM4:]

Sono d'accordo, anche se credo che la convergenza tra "no global" [aaarrgh!] e "girotondisti" abbia molti ostacoli nel mezzo.
E' infatti evidente che l'impresentabile dirigenza ulivastra sta cercando di alzarsi dal lettino dell'obitorio, scrollarsi i vermi di dosso come Lazzaro nel "Mistero buffo" di Dario Fo, e risalire in sella. Quindi tenterà di giocarsi i girotondisti CONTRO i no global [aaaargh!], per mettere il movimento anti-liberista in un angolo e sostenere di essere stata rilegittimata dalla piazza a guidare ancora la sinistra.
Questi morti viventi (Fassino, D'Alema, Rutelli, ecc.) devono essere sconfitti, se vogliamo salvare il "buono" che c'è nei girotondi. E per fare ciò è necessario si', come dici tu, cercare canali di comunicazione con i signori e le signore di 50 anni, ma soprattutto è necessario mettere a nudo le contraddizioni che hanno.
Un esempio tra i tanti possibili: i girotondisti vogliono la giustizia uguale per tutti? Siamo d'accordissimo. Dunque se Berlusconi deve andare in galera, allo stesso modo non è possibile accettare che vengano costruiti carceri etnici e che degli esseri umani, solo perché nati in un altro paese, vengano privati della libertà perchè non possiedono un pezzo di carta. Come non è possibile votare a favore dei bombardamenti sull'Afghanistan, sull'Iraq o sull'Iran, che fanno strage di civili e devastano irreparabilmente i territori, inquinano le falde acquifere, creano milioni di profughi in tutto il mondo, ecc. ecc.
E' assolutamente necessario sconfiggere Berlusconi e i suoi gregari, ma occorre farlo in nome di un'alternativa possibile, non dell'insostenibile e fraudolenta "terza via" propugnata da D'Alema e Tony Blair. Altrimenti altro che ricostruzione della sinistra in Italia e in Europa... si rischia soltanto di cambiare la bombola dell'ossigeno a vecchi leader senza più sangue nelle vene e con il cervello frollato.
-


D.V., 04/03:

ATTENTATO ALLA SALUTE PUBBLICA

<<Cari GIAP, da un po' non visitavo il sito ( mi limitavo a leggere la newsletter, tempo permettendo ). Visto oggi, ho trovato il link di peter duesberg: me ne dispiaccio molto. Faccio il medico in ospedale, occupandomi, appunto di HIV/AIDS, e, per quello che so, non solo PD sostiene il falso, ma pure è in malafede: da anni rifiuta , invitato a farlo, di inocularsi l'HIV che a suo dire non provocherebbe infezione.
Questa non è controinformazione ma attentato alla salute pubblica.
Mettete il link della LILA piuttosto!
Cordiali saluti, D.V.>>


[WM1:]

Caro D.,


sarebbe facile risponderti che non sei il primo a dare velatamente (e credo non del tutto consapevolmente) del criminale o del terrorista a noi e a chi ha i nostri stessi dubbi. "Attentato alla salute pubblica" è un'espressione più da ghigliottinatore che da erede morale di Ippocrate. E' proprio la dimensione *pubblica* (cioè inclusiva e non monopolizzata dagli "esperti") del dibattito sulla salute quella a cui maggiormente teniamo.

Sarebbe facile risponderti che anche nella comunità scientifica - nonostante le multinazionali vi facciano il bello e (soprattutto) il cattivo tempo e si venga costantemente colti alla sprovvista da "emergenze" causate dalla subalternità della ricerca al profitto, dal Talidomide alla BSE - dovrebbe vigere il diritto al dissenso e al libero dibattito di posizioni "minoritarie" rispetto al Pensiero Unico del filone Gallo-Montagner.
Questo diritto a Duesberg viene negato da anni - persino Franco Prattico su Repubblica defini' "immorale" il fatto che si negassero fondi alle ricerche alternative. Eppure Duesberg è lo scopritore dei retrovirus e uno dei più illustri microbiologi e immunologi del mondo.

Sarebbe facile risponderti che non si tratta solo di Duesberg ma di centinaia di scienziati in tutto il mondo, alcuni dei quali molto prestigiosi, vincitori di Premi Nobel (Kary Mullis, per esempio).

Sarebbe facile risponderti che sull'operato della Glaxo-Wellcome e sull'ultradecennale utilizzo dell'AZT gravano ombre inquietanti e che non si può fare finta di niente.

Sarebbe facile risponderti che negli ultimi quattro anni a tutti quelli che ci ponevano il problema abbiamo lanciato una sfida: leggere e confutare punto per punto le affermazioni fatte da Duesberg nel suo libro "Aids, il virus inventato" (Baldini e Castoldi, 1998), e che anche i più granitici sostenitori delle teorie ufficiali hanno dovuto ammettere di provare una grande inquietudine e hanno constatato l'esistenza di zone d'ombra.
Zone d'ombra sul cui limitare le spiegazioni ufficiali vacillano (soprattutto intorno al concetto di "sieropositività", che rovescia completamente il quadro epistemologico in materia di immunologia, e all'ermeneutica a dir poco disinvolta dell'espressione "sindrome da immunodeficienza acquisita" e le ripercussioni che questa ha sulle statistiche di mortalità, etc. etc.).

Sarebbe.

Ma non è facile.

L'argomento è pesante e non ospiteremmo quei link se non fossimo convinti che anche e soprattutto "profani" come noi, che medici non sono, debbano far si' che la discussione esca dalle catacombe o dai capannelli nei corridoi di oscuri convegni. E' una questione di pratica della democrazia, nientemeno.
In Italia siamo in compagnia di colleghi altrettanto profani (cito ad esempio Beppe Grillo, Jacopo Fo e tutta la comunità di Alcatraz, la redazione di Frigidaire, le edizioni Andromeda, l'autrice femminista Roberta Tatafiore etc.)

Il mio invito è a leggerti con attenzione Duesberg e gli altri scienziati del dissenso (zona di discorso molto composita e variegata, dalla rete REGIMED all'italiano Luigi De Marchi).
Quando avrai fatto la tara, forse scoprirai che la differenza tra peso netto e peso lordo è più piccola di quanto pensassi.

Ciao e continua a seguirci,

R.>>



[chiosa di D.:]

<<Caro R, certamente non criminali né terroristi.
Sulle multinazionali del farmaco, tutti d'accordo.
Duisberg l'ho letto e non mi ha convinto.
Il problema vero, per me, è che io vedo i malati ogni giorno ( che nei primi 90 morivano come mosche e ora vanno molto molto meglio ) e loro, e io con loro, abbiamo bisogno di certezze che alle volte l'ortodossia può dare.
Ora esco, vado a comprarmi 54 e spero di divertirmi un pò.
ciao D.>>

-

Nick De Profundis, 09/03:

UN'ESPERIENZA UTILE MA DOLOROSA

<<[Mitopoiesi:] non so quanto possa essere conveniente utilizzare lo stesso termine per la poetica dei vostri romanzi e per parlare del movimento, si potrebbe facilmente strumentalizzare, come il vostro Giap di ieri ci fa notare, i giornalisti sono gente viscida [per carità, mica tutti, N.d.WM1], e il tuo silenzo stampa, prima per questioni politiche poi letterarie, fa pensare. E' come se Wu Ming in quanto legato a doppio filo con la propria "base" di lettori, avesse uno scopo ulteriore, oltre a quello che si è prefisso, mettere alla prova l'intera industria culturale e politica e riferire l'esperienza, come è successo con "benvenuti a sti frocioni", "tomahawk", e i casini legati alle parole di Ravagli. E' un'esperienza utile, ma abbastanza dolorosa. Non mollate.>>
 
-

W.B., 10/03:

SONO ANCHE UN PO' MASSIMALISTA

<<Non intendo far retorica. hai ed avete tutto il diritto di buscarvi il pane con il lavoro duro che fate, e asce di guerra ne è la riprova, perché chiaramente è un libro che è il frutto di ricerca, minuziosa, certosina, di una storia che non interessa + a molti. però io sono anche un po' massimalista: per me , p.es., o da costanzo non ci si va mai, altrimenti niente, altrimenti si è compromessi, e io, lasciamo perdere, non sono certo un puro , ma proprio per questo dal fondo del porcilaio in cui vivo, oso predicare, e dico: uno non può essere "fuori" certe logiche, "contro" una certa cultura, e poi
spuntare sulle reti di berlusconi.
attenzione: non mi riferisco certo a wu ming.
chiariamo un altro punto: io vivo fuori d'italia, la tv italiana non la prendo nemmeno, occasionalmente leggo il manifesto su internet, ma faccio attenzione a saltare le tante notizie che mi danno mal di
stomaco. per cui non leggo repubblica, non sapevo della tua intervista, non ero li' pronto.
capita che abbia appena finito asce di guerra, capita che sono pronto a leggere Q, e mi capita di leggere la tua mail.
ho reagito all'associazione di wu ming e "repubblica", vorrei che chi ha scritto asce di guerra (e tante altre cose lette su internet già nei mesi passati, anche ai tempi di luther blisset), non avesse mai a
che fare con "repubblica" , ma mi pare che la tua esperienza parli da sola [...]>>

[Wm1:]

Nemmeno "spuntare" sulle reti di altri, se è per questo: noi la tv proprio zero. Però, non è per darti una brutta notizia: sia l'Einaudi (che ha pubblicato Q e 54) sia la Tropea (che ha pubblicato Asce di guerra) fanno parte del megagruppo Mondadori, il cui principale azionista è proprio Berlusconi. In Italia è quasi impossibile evitarlo, ma attenzione, come si è visto la partecipazione aziendale non implica necessariamente un'eterodirezione o un controllo dei contenuti [o delle forme, vedi il no-copyright], e sia in Mondadori sia in Mediaset esistono persone con cui è possibile lavorare. Non perché Berlusconi sia "buono", per carità, se potesse licenzierebbe tutti. Ma proprio non gli converrebbe.
-

D., 10/03:

<<...WM1, ti devo delle scuse per quello che ho pensato quando ho letto le tue Giap/precisazioni sull'articolo di repubblica su 54.
Mi sono detta: "ecco il solito... prima rilasci l'intervista e poi ti lamenti, eppure ormai lo sappiamo bene come (non)ragionano i giornalisti, e sapendolo, come è possibile che persone consapevoli (ed ex manipolatori di media) non siano ancora riuscite a trovare un meccanismo di difesa a parte le lamentele e il silenzio stampa?" (tipo, pensavo, non rilasciare interviste ma dar via comunicati stampa)?
Pensavo: non è possibile! Mi dava fastidio questa lamentela che non mi sembrava altro che un modo borioso per piangere sul latte versato...
MA poi, oggi, ho letto l'articolo (non tutto per non rovinarmi neppure 1 delle sorprese di 54).
HAI RAGIONE ad essere incazzato, solo l'incipit fa venire il sangue agli occhi, il tono a metà tra il paternalismo e l'etologo, un modo di scrivere che, fingendo di "andare oltre l'apparenza, alla ricerca dell'umano che c'è sotto" - baffoni che nascondono un volto (e quindi un animo??) da bambino-, o a scovare le contraddizioni del "tipo umano" (di sinistra nebulosa??) che non riescono a far rientrare nelle loro categorie, mentre si passeggia "per i viottoli fangosi del parco".
Anche accettando il loro punto di vista, perché dovrebbe interessare me, lettore potenziale, se fate un lavoro part-time o in cosa siete laureati o chi è il più giovane?
Che poi non si tratti di un libro sul PCI immagino sia duro da levare dal cervello dei giornalisti di repubblica (del resto, non si dà ai lettori quello che vogliono sentirsi dire?), non credo siano minimamente allenati all'ascolto.
Quindi hai ragione a precisare, e io avevo torto a pensare ad uno sfogo infantile per quello che serve hai tutta la mia approvazione, anche sul silenzio stampa, ma continuo a pensare che dovremmo trovare (noi "diversi" che loro non riescono ad inquadrare) un sistema per interagire con i mass media senza essere manipolati a loro uso e consumo (sia esso sociologico o pubblicitario)
ciao
D.>>

[WM1:] Accetto le scuse :-)
Il silenzio stampa totale è una mia scelta personale che non coinvolge il resto del collettivo.
Sono troppo esposto e mi ritiro in buon ordine per non danneggiare il lavoro comune.
Quanto agli altri, d'ora in poi solo interviste per iscritto, via e-mail, fatta eccezione per cronisti di altri paesi.
Abbiamo già verificato che se un cronista culturale italiano vuole incontrarci di persona significa che vuole fare il pezzo "di colore".
Comunque: chiaro che hanno maggior risalto gli "incidenti", ma la rassegna stampa raccolta sul nostro sito dimostra una cosa: è possibile farci interviste o scrivere di noi senza mettere in isfilza dozzine di minchiate.
A questo proposito, una comunicazione: lo stesso giorno in cui è uscito il pezzo su Repubblica, L'Unità ha pubblicato una recensione molto puntuale di 54, a firma di Antonio Caronia. Questo scritto, assieme ad alcuni altri, è on line alla sezione “54” di wumingfoundation.com


---------
Cominciano a pervenire i primi commenti di chi ha finito 54, il che ci permetterà di inaugurare l'apposita sotto-sezione del sito. Mandateci le vostre recensioni, il feedback è sacro.

---------
Questo /quasi/giap viene spedito a 1832 iscritti/e