Indice di /Giap/ 5 n.s. - Duemilaedue col pugnale tra i denti - 4 gennaio 2002
 

1. Presentazione del numero, annunci per il nuovo anno
2. Il secondo anno palindromo delle nostre vite - di Wu Ming 2
3. Prosegue il "romanzo totale" a n+1 mani
4. An Evening with Marco Trotta: il "rogo" di Lasciate che i bimbi
5. Salviamo l'Occidente, chiudiamo i CPT! - di Wu Ming 4
6. Un /giapster/ ripresenta Nemici dello Stato
7. Scarafaggi e ipermercati
 
 

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Riecco /Giap/, dopo un'assenza di diverse settimane, durante le quali e' successo di tutto (a noi e al pianeta).
L'ultimo dispaccio non era un numero della newsletter bensi' un aggiornamento su un "carico pendente", una spada di Damocle lasciata appesa al soffitto della baracca dal precedente occupante, Mr. "Luther Blissett".
Il primo grado della causa civile istruita dal magistrato bolognese Lucia Musti contro il pamphlet *Lasciate che i bimbi* (presuntamente lesivo della di lei reputazione) si e' concluso con una "condanna al rogo". Tutta la storia e' raccontata nel dossier Back Pages: storia di un libro maledetto, scaricabile dal sito. Un riassunto in forma di intervista (per gentile concessione di Marco Trotta, infaticabile attivista telematico) e' incluso in questo /Giap/5ns.
Come funeste congiunzioni d'astri, sgraditi accadimenti hanno accompagnato la fine del 2001, anno tormentato come raramente se n'erano visti. E' discutibile suddividere in anni e decadi l'incessante con-fluire delle storie e della Storia, ma adottando col dovuto distacco tale convenzione vi diciamo che il 2002 sara', oltre che palindromo e spiazzante (ne scrive qui sotto Wu Ming 2), un anno di discesa agli inferi, di prove imposteci dagli dei, di conflitti durissimi e vacche magre, che va affrontato col pugnale tra i denti, saltando fuori dalla trincea e inoltrandosi nella no man's land. Per dirla con Lou X e gli Assalti Frontali: "Vedo arrivare merda a valanga". /Giapsters/ avvisati, mezzi salvati.
Ad ogni modo, sara' un anno interessante, ancora una volta di movimenti e di resistenza diffusa, e non e' detto che non si vinca qualche importante battaglia. Una che non si puo' non intraprendere e' quella contro il razzismo istituzionalizzato, di cui scrive Wu Ming 4, e contro le nuove, strumentali "emergenze".
Cogliamo l'occasione per annunciare che verra' ristampato il nostro saggio Nemici dello Stato (Derive Approdi, 1999), in attesa di una seconda release con aggiornamento. Per i neofiti, il /giapster/ Gabriele ha scritto una scheda, inclusa in questo numero.
Per noi di Wu Ming sara' l'anno decisivo, quello in cui capiremo se e come proseguire il progetto. Con 54 - in uscita a marzo - ci giochiamo quasi tutto, dopo il mezzo passo falso di Asce di guerra e la boccata d'ossigeno di Havana Glam.
Perche' Asce di guerra e' stato "un mezzo passo falso"? Dopotutto, lavorare e viaggiare con Vitaliano e' stata un'esperienza eccezionale, il libro e' stato molto apprezzato, durante le presentazioni ci ha avvolti da un calore umano inimmaginabile (a proposito: saluti alle compagne e ai compagni del CPA di Firenze, sgomberato poco tempo fa) e, solo col passaparola, abbiamo smazzato 20.000 copie.
Appunto. Solo col passaparola. Il libro e' rimasto invisibile, pochissime recensioni, totale disinteresse (anzi, aperta ostilita') da parte dell'editore (cfr. /Giap/ 29, "Cieli nuovi e terre nuove", oltre al racconto "Tomahawk" scaricabile dal sito). Di fatto, la promozione del "marchio" Wu Ming ha subito un rallentamento di parecchi mesi. Solo grazie a Wu Ming 5 e al suo "album solista" abbiamo ripreso velocita'.
54 e' il nostro libro piu' complesso e ambizioso, per scriverlo ci abbiamo messo quasi tre anni (e che tre anni!). Il tour promozionale sara' faticoso e lungo come Apocalypse Now Redux ("Never get out of the fucking boat!"). Altri progetti sono in stand-by, in attesa di concretizzarsi. Dobbiamo ancora capire se la scrittura puo' assicurarci un reddito stabile. Sinora non e' stato cosi'.
A quest'ultimo proposito: la sottoscrizione per /Giap/ e' andata malissimo. Poco piu' di 4,5 milioni di lire, molto meno del minimo sperato. Abbiamo cambiato server, pagato le bollette, pagato i debiti accumulati dalla ditta, ricomprato il dominio per altri due anni. Continueremo a lavorare alla newsletter, ma non abbiamo nessun "margine di manovra", ora che ci si e' messa anche la magistratura e dobbiamo tirar su la "pilla" necessaria a ricorrere in appello. Per forza di cosa hanno la priorita' quei lavori (collettivi e individuali) che ci servono a campare. Quindi la periodicita' si dilata. Ringraziamo comunque tutti coloro che hanno contribuito.
Per ora e' tutto. Rimbocchiamoci le maniche. Buona lettura.
 
 
 
 

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[WM2:]
Digerito il capitone, scartati i regali, letti gli oroscopi, spesi i primi euro: quanti di noi hanno notato la caratteristica chiave del nuovo anno?
2002. Cifra palindroma. Letta a rovescio, rimane immutata. Per la cronaca: la frase di questo genere piu' lunga che si conosca e' un indovinello latino, reso famoso dal titolo di un film di Debord: in girum imus nocte et consumimur igni (andiamo in giro di notte e siamo consumate dal fuoco: allude alle lucciole). In italiano, una delle piu' lunghe e': Eran i modi di dominare. Ma torniamo al 2002.
Molti fanno confusione tra palindromo e bifronte. Bifronte e' qualcosa che ha due facce, spesso diverse. Dunque ambiguo. Il palindromo, invece, e' un bifronte senza ambivalenze, si specchia in se' stesso. Da qualunque parte lo prendi, comunica sempre il suo messaggio. Per questo il 2002 sara' un anno cruciale, senza mezzi termini. E notate che un anno del genere arriva, di norma, ogni centodieci (1661, 1771, 1881). Due a distanza ravvicinata capitano solo al passaggio di un millennio (999/1001 e 1991/2002)
 Vivere due anni palindromi e' qualcosa di eccezionale, e il periodo compreso tra i due non puo' che essere molto particolare. Non a caso, lo storico Hobsbawm fa terminare il XX secolo proprio nel 1991. Dopo 10 anni 'di passaggio', il Terzo Millennio potrebbe  cominciare nel 2002.
Non a caso, il bifronte Giano e' dio dei cancelli e delle porte (ianua, in latino, forse da yana, via, in sanscrito, lo stesso che Tao (dao) per i cinesi). Simboleggia l'apertura al nuovo. Protegge nelle fasi di transizione, e secondo alcuni e' una personificazione della Prudenza. Nell'antica Roma lo si festeggiava durante i solstizi, come l'Iniziatore, colui che ruotando su una terza faccia invisibile, cioe' l'asse del mondo, apriva le porte delle stagioni, accompagnando la Natura nel passaggio da uno  stato all'altro.
Giano, con le sue due facce, era anche il dio della Pace e della Guerra. Purtroppo i volti di Giano palindromo sono in realtà lo stesso volto. Guerra Totale, anche se qualcuno proverà a chiamarla pace.
Ma Giano ha pure quattro occhi. Due guardano avanti. Due indietro. Due scrutano il futuro, due il passato. Antichi per il futuro, ricordate? In marcia contro l'Impero. Grazie alla retro-vista, sara' ancora piu' difficile mettercela nel culo.

Intermezzo curioso: i sostantivi palindromi piu' lunghi della lingua italiana sono ossesso, kayak, anilina, radar.
Ossesso significa indiavolato, spiritato. L'ossessione e' motivo di angoscia. Il termine deriva da obsessus, participio passato del latino obsidere, assediare.
Il kayak serve agli eschimesi per tenersi a galla e navigare sulle acque impetuose dell'Artico.
L'anilina e' un composto incolore usato per fabbricare coloranti di ogni genere.
Il radar e' indispensabile per la guerra. I pipistrelli hanno un sistema di ecolocazione tipo radar per orientarsi: grazie ad esso si muovono nel buio della notte molto meglio di tutti gli altri.

Per capire meglio la particolarità di un anno palindromo, si puo' guardare cosa accadde nell'ultimo trascorso, il 1991. Alcuni avvenimenti ricordano quelli di oggi. Altri suonano come auguri o minacce. Giudicate voi:
- Un presidente americano di nome George Bush scatena la guerra contro un paese asiatico e musulmano. Studia diversi piani per eliminare un pericoloso leader islamico. Fallisce.
- Muore il piu' grande partito della sinistra italiana.
- De Michelis e' Ministro degli Esteri. (Guardate il programma di Ferrara e Lerner su La7 e vi sembrera' che nulla sia cambiato.)
- Una squadra di calcio vince il primo scudetto della sua storia.
- Un peronista viene eletto presidente dell'Argentina.
- Scoppia una seconda guerra a sfondo etnico religioso.
- Si sgretola il piu' grande paese socialista del mondo.
- In Italia si parla di 'fuoriuscita dalla costituzione' e 'complotto politico-affaristico-editoriale'. Un grande amico dell'attuale Primo Ministro invoca la Repubblica Presidenziale.
- Navi stracolme di stranieri attraccano sulle coste italiane.
- A Maastricht, firmato l'accordo per la moneta comune europea.

L'elenco potrebbe servire da mappa in questo strano anno palindromo, senza un verso, disorientante.
Eran i modi di dominare.
In girum imus nocte, su questo non c'e' dubbio. Resta da capire se ci consumeremo nel fuoco. O se troveremo un radar.
 

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Dal 26 dicembre e' disponibile il quinto capitolo del Romanzo Totale sul sito www.Xaiel.com - Sezione Idee. Invitiamo tutti a leggere il promemoria con i suggerimenti per la prosecuzione e a cimentarsi nell'impresa. Ormai mancano solo quattro capitoli alla conclusione. Le proposte per il prossimo dovranno pervenire entro martedì 15 gennaio.
 
 

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An evening with Marco Trotta
 

MT: Puoi ricostruirci le vicende giudiziarie che hanno caratterizzato l'uscita del libro Lasciate che i bimbi?

WM1: Il libro descriveva - usando varie tecniche di scrittura, tra cui il cut-up - la galleria degli orrori giornalistico-giudiziari allestita in Italia e in Europa nel triennio 1996-98, quando sembrava che la "pedofilia" fosse il problema piu' grave al mondo, che i "pedofili" fossero dappertutto e costituissero un'organizzazione clandestina potentissima, praticamente i padroni occulti di Internet, i cui agenti erano presenti in quasi tutti i luoghi pubblici delle nostre citta'. Si trattava di una "emergenza", anzi, di una vera e propria psicosi collettiva, i cui principali risultati furono un arretramento generale sul terreno delle liberta' individuali, l'approvazione in diversi paesi di leggi censorie e liberticide e la distruzione di centinaia di vite, vite di innocenti che da un giorno all'altro, senza sapere perche', si trovavano sbattuti in prima pagina come "mostri". Lasciate che i bimbi e' stato un libro pionieristico: da allora, diverse contro-inchieste hanno dimostrato quali abusi siano stati compiuti allo scopo di "proteggere i bambini". Addirittura, il CSM sta indagando sulla condotta del famigerato Pietro Forno, coordinatore del famigerato "pool anti-pedofili" di Milano, dopo che diverse corti d'appello hanno assolto con formula piena molte persone da lui perseguitate. Fin dai primi giorni, Lasciate che i bimbi fu preso di mira da elementi reazionari, che ne chiesero il sequestro e la distruzione. In particolare all'inizio del '98 Lucia Musti, gia' PM nell'inchiesta contro Marco Dimitri e i Bambini di Satana - processo raccontato nel cap. 1 del libro - adi' le vie legali giudicando il libro "lesivo" nei confronti della di lei reputazione e identita', solo perche' metteva in fila tutti gli espedienti, le ridicolaggini e le dichiarazioni allarmistiche a cui la pubblica accusa era ricorsa per "mostrificare" Dimitri e tenerlo in galera. Musti trascino' in giudizio l'editore (Castelvecchi) e due internet providers (Cybercore e 2mila8) sui cui servers si trovava il file di Lasciate che i bimbi, scaricabile gratuitamente. Complessivamente, chiedeva 450 milioni di lire, il sequestro e la distruzione delle copie cartacee, e la rimozione dalla rete delle versioni elettroniche. Curiosamente, nell'atto di citazione la clausola "no copyright" era paragonata a una "licenza di uccidere", poiche' favoriva la riproduzione incontrollata dell'opera e quindi la moltiplicazione del danno morale e materiale subito dalla Musti. Con una mossa che - eufemisticamente - ritengo molto discutibile, Castelvecchi rivelo' il mio nome al tribunale, indicandomi come l'autore del libro, quando il libro e l'inchiesta che lo avevano partorito erano prodotti di un lavoro collettivo e io ero solo il firmatario del contratto. Quindi la mia posizione era ed e' bizzarra: la mia controparte non era la dottoressa Musti, bensi' il mio editore. Quanto ai soldi, le richieste di Musti sono state molto ridimensionate, da 450 a 80 milioni. Di questi 80 milioni, a Castelvecchi ne vengono richiesti 30. A sua volta, Castelvecchi puo' chiedere a "me" (tra virgolette, perche' dietro di me c'e' una collettivita') l'indennizzo del 50% della cifra, vale a dire 15 milioni. Ma nel frattempo la Castelvecchi Srl. e' fallita, quindi non so bene cosa succedera'. Di certo la sentenza va impugnata. Il bello e' che il dispositivo della sentenza NON mi identifica come l'autore del libro, ma comunque mi condanna per aver "concorso" con Castelvecchi a cagionare il danno.
 

MT: La Dott. Musti e' anche quella che si e' occupato dell'indagine sulla Uno Bianca e delle indagine che hanno portato all'invio di 57 avvisi di garanzia ad alcuni manifestanti del 13 maggio 2000 contro Forza Nuova.

WM1: Dell'indagine sulla Uno Bianca se ne occupo' principalmente Spinosa, di cui Musti fu il braccio destro. I due imboccarono una pista clamorosamente falsa, inquisendo tali fratelli Santagata, pregiudicati residenti al Pilastro, e tenendoli in "custodia cautelare" finche' indagini piu' serie non strinsero il cerchio intorno ai Savi. Si trattava di fratelli, si', ma non erano quelli giusti. La punk-band bolognese Ghetto 84 compose una canzone sulla vicenda, intitolata Dozza Prison Blues: "I giornali ti hanno condannato / Sei del Pilastro, e' un reato? / Voci e grida nei corridoi: / erano sbirri, non eravamo noi!". Quanto ai 57 avvisi di garanzia agli antifascisti, mi limito a osservare che il 13 maggio 2000 quelle persone, di fronte alla completa latitanza delle istituzioni, impugnarono la Costituzione e la fecero osservare, impedendo lo svolgimento a Bologna di un meeting fascista. Inquisire loro anziche' i pronipoti scemi del fabbro di Predappio puo' far pensare che la Procura di Bologna muova l'azione penale a seconda di come tira il vento. Sta per svolgersi il Giubileo? Dagli al satanista! Va al potere la destra? Dagli all'antifascista! E cosi' via.
 

MT: Il tribunale ha sancito che la ripubblicazione possa aver luogo cancellando due capitoli. Cosa vi si affermava? E perche' la Dott. Musti si e' sentita diffamata?

WM1: Il primo capitolo si intitola "Bambini di Satana: anatomia di una montatura" ed e' un sunto della nostra contro-inchiesta. L'altro non e' un capitolo, ma un paragrafo aggiunto praticamente in appendice, si intitola "Il caso Dimitri e' chiuso" e rendeva conto dell'assoluzione in primo grado. Musti non ha potuto negare la verita' di quanto e' scritto in quelle pagine, per il semplice fatto che, rilasciando interviste a nastro, era stata lei a fornire i metri e metri di corda con cui Luther Blissett, metaforicamente, la strangolo'... Cosi' si e' appigliata ad alcune espressioni suppostamente "incivili", ma se si va a leggere non si trovera' alcunche' di infondato. L'atto di citazione e la risposta del mio avvocato, Franco Bambini, sono riportati all'interno di Back Pages, il dossier sulla vicenda scaricabile gratis all'indirizzo <http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/lasciate.htm>
 

MT: Un'altra decisione e' anche quella di chiedere la cancellazione da tutti i siti internet ancora oggi e' possibile scaricare il libro. Sicuramente da allora molte cose sono cambiate sul web e nuove legislazioni (penso all'ultima in materia di editoria) hanno imposto vincoli piu' forti. Pensi che sia attuabile e con quali eventuali pericoli per il principio costituzionale della libera espressione?

WM1: Dico solo che nei quattro anni successivi all'inizio della causa civile i mirror sites del libro sono proliferati, il che rende quasi impossibile l'esecuzione della sentenza.
 

MT: Che tipo di azioni intraprenderete in risposta a questa decisione del tribunale?

WM1: Come dicevo, la sentenza va impugnata, per ovvie ragioni etiche e politiche. Stiamo chiedendo a diverse situazioni cittadine di organizzare benefits per pagare le spese dell'appello. Le cause civili sono molto costose.
 

MT: Nel libro affermavate di esservi interessati alla vicenda per un principio di giustizia nei confronti di quella che ritenevate una montatura su questioni che sono di certo un nervo scoperto della nostra societa' come la pedofilia e la liberta' di culto. Pensi che la denuncia di quel libro sia ancora attuale?

WM1: Oggi piu' che mai, purtroppo. Qualche anno dopo il Luther Blissett Project pubblico' un saggio piu' corposo dal titolo Nemici dello Stato: criminali, "mostri" e leggi speciali nella societa' di controllo (Derive Approdi, Roma 1999). Le tematiche di Lasciate che i bimbi venivano riprese e ampliate, e inserite nel contesto di una spinta trentennale a trasformare l' "emergenza" (cioe' la sequenza : individuazione del nemico pubblico - campagna di allarme morale - modifica della legislazione in senso
repressivo) in metodo di governo. Si e' iniziato negli anni Settanta col terrorismo, un'emergenza direttamente legata all'ordine pubblico, e si e' proseguito con emergenze altrettanto parossistiche ma sempre piu' "culturali" in senso lato, legate alle differenze individuali, ai comportamenti dei singoli, alla biopolitica, come si confa' al passaggio dalla vecchia societa' disciplinare all'ultramoderna societa' del controllo. La "pedofilia" e l'isteria sulle sette ne sono esempi paradigmatici. Dopo l'11 settembre, si e' tornati alla emergenza-terrorismo, che pero' ha in se' molti tratti biopolitici, legata com'e' all'individuazione di un "alieno" (il musulmano) da trasformare in capro espiatorio.
 
 

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Difendiamo l'Occidente: chiudiamo i CPT
 

di Wu Ming 4
 
 

E cosi' l'Europa e' fatta. La Piccola Europa, il topolino partorito dalla montagna grande quanto i dieci anni di "politica dei sacrifici" che hanno portato a raggiungere questo fenomenale obiettivo. Un topolino bianco, uscito dal laboratorio, col sistema immunitario massacrato dagli esperimenti batteriologici. Il risultato e' questo piccolissimo angolo di mondo, politicamente annichilito dall'enduring war planetaria e dalla recessione a cui la guerra vorrebbe dare risposta. I paesi europei partono per il f
ronte in ordine sparso, anzi, agli ordini dell'industria bellica nordamericana, mentre "a casa" ci si appresta a posare gli ultimi mattoni della Fortezza, a spazzare via cio' che resta della "democrazia occidentale". Grazie a G.W. Bush e ai suoi grandi elettori, negli States e' gia' cosi': tribunali speciali, violazione della privacy, censura di Internet, sospensione dei diritti civili, e chi piu' ne ha piu' ne metta. Le sedute spiritiche richiamano i morti dalla tomba: il senatore Joseph McCarthy batte un
 colpo.
In Europa, e specificamente in Italia (il sudamerica europeo, da sempre paese laboratorio di svolte liberticide) si aboliscono gli ultimi baluardi di senso giuridico, la logica stessa del pactum su cui i "padri fondatori" del pensiero politico europeo moderno avevano poggiato ogni ipotesi. Erano princi'pi borghesi, i loro, proto-liberali, partoriti a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, si erano fatte delle rivoluzioni per affermarli, in Inghilterra e in Francia, si era versato del sangue, si erano ribal
tati antichi regimi.
Reset. Si ricomincia dalle crociate.
Mentre i parlamenti indossano l'uniforme per difendere il Santo Occidente e i suoi interessi petroliferi, cio' che di giuridicamente buono era stato ottenuto in tre secoli di storia europea viene liquidato poco per volta.
I governi di centro-sinistra ci avevano regalato una contraddizione in termini: l'idea che un reato amministrativo (essere sprovvisti della documentazione che attesta il diritto di permanere nel territorio europeo) doveva portare alla privazione della liberta'. Gli architetti avevano cominciato a costruire i Centri di Permanenza Temporanea. Prigioni a cielo aperto, campi di raccolta dei "clandestini", campi di concentramento degli individui sprovvisti di documenti in regola, in attesa del rimpatrio.
Ma il paradosso giuridico andava risolto. La prigione per un reato amministrativo? E allora chi viene trovato alla guida senza patente? No, non poteva funzionare, mancava il secondo passaggio. Mancava un governo di centro-destra che lo realizzasse. A ciascuno la sua parte. La "clandestinita'" doveva diventare un reato penale. Allora si' che la prigione avrebbe trovato una giustificazione giuridica. Ma il diritto non e' soltanto frutto della penna dei legislatori, nasce anche dell'elaborazione culturale, st
orica. Nasce dal sangue stratificato e rinsecchito di generazioni di rivoluzionari. Affermare che essere privi di adeguati documenti e' un "reato penale", ha delle implicazioni, che piaccia o no. E' qualcosa che rimanda piuttosto all'altra storia dell'occidente. Quella dei totalitarismi, dai Pirenei agli Urali. I colonnelli in doppio petto stirano sorrisi spastici.
La storia giuridica, la logica occidentale, ci dice che un reato penale si definisce a partire da un dolo nei confronti di qualcosa o qualcuno. Qual e' il reato, il dolo procurato da un "clandestino" in quanto tale? La legge Bossi-Fini, l'establishment politico italiano, membro dell'Unione Europea, ha una sola risposta: la clandestinita'. Non avere i documenti in regola. Questo basta per essere rinchiusi in un carcere speciale, dove anche altri princi'pi cardinali della giurisprudenza occidentale sono ben
lungi dall'essere tutelati. Cosucce come il diritto di difesa e di autodifesa, la presunzione d'innocenza, il diritto a un'assistenza legale, ecc. ecc.
Cosi', mentre i governi e i parlamenti europei vanno alla crociata contro la "barbarie terroristica" e il "dispotismo orientale", la barbarie e il dispotismo vengono affermati e sanciti qui da noi.
Non c'e' alcuna possibilita' di mediazione per fermare l'incivilta' dilagante dentro la Fortezza: si puo' soltanto ribaltare l'assunto dei nuovi crociati, facendolo collassare su cio' che di buono la storia europea ha prodotto. Ma non riusciremo a negare le nostre esistenze di "reclusi di lusso" all'interno della Bastiglia Europa, non riusciremo ad affermare un'ipotesi diversa per questo continente, se non riusciremo ad affrontare questo primo punto di svolta. Se non riusciremo a chiudere i CPT.
 
 
 

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Nemici dello Stato del Luther Blissett Project (Derive Approdi, Roma 1999)
 

Dagli autori del romanzo Q, un libro di saggistica sull'Italia contemporanea e sulla gestione della giustizia.
Sotto l'aspetto meno importante, l'aspetto della forma, appare meno unitario rispetto alle opere di narrativa di questo scrittore collettivo o collettivo di scrittori; laddove in Q e' impossibile riconoscere le varie mani di scrittura, qui troviamo quasi tre libri in uno.
I primi capitoli del libro attraversano il periodo storico che va dagli anni '70, dal caso Naria al caso 7 Aprile, ai primi anni '90 di Tangentopoli, passando attraverso le vicende della mafia e del maxiprocesso di Palermo.
Una parte centrale del libro e' dedicata al nuovo codice di procedura penale e alla vicenda degli squatter, e qui si nota un diverso registro di scrittura rispetto ai capitoli precedenti.
La seconda parte ancora diversa dalle precedenti e' incentrata sullo Stato nello Stato: il Vaticano e il suo ruolo nella criminalizzazione delle "devianze" di natura religiosa.
Ma aldila' degli aspetti formali quello che conta e' il contenuto, la sostanza delle storie e delle vicende spesso rimosse, dimenticate o mai conosciute.
E' un testo spiazzante, spigoloso e duro.
Completamente diverso dai romanzi e dalla narrativa a cui si lega e a cui  rimanda.
Un libro di giurisprudenza e di storia del diritto penale nell'Italia contemporanea che non studierete mai all'Universita'. Un libro che analizza con precisione, riscontri e citazioni puntuali un aspetto fondamentale della societa' contemporanea: il controllo e la repressione delle devianze e del dissenso in uno stato democratico. La tesi del libro e' che il concetto di  emergenza, sulla base del quale si e' costruita la giurisprudenza dell'Italia  contemporanea, e' ed e' stata un'invenzione in nome della
quale si sono potuti sospendere i principi Costituzionali (e quindi di fatto negando valore alla Costituzione, se in se non e' sufficiente a difenderci dalle emergenze),  perpetrare un apparato repressivo ed impedire il rafforzamento dei movimenti antagonisti nel nostro paese. Di fatto una reiterata criminalizzazione di
frange marginali politicamente o di singoli individui, sufficiente pero' per "educare" tutti.
Lo spiazzamento non nasce tanto nel dipanarsi di vicende giudiziarie assurde, quanto nel configurarsi, sullo sfondo delle vicende drammatiche a cui abbiamo assistito, di lotte di potere tra apparati dello stato e quindi  ogni azione, iniziativa legislativa, ecc. assumere significato in tale funzione (da cui e' disceso un diverso concetto di garantismo o di emergenza in funzione dei personaggi coinvolti). Oppure dal travalicamento dei ruoli tra i diversi attori della scena politica e giudiziaria.
Altro elemento centrale e' l'analisi dell'introduzione della figura del pentito nel nostro ordinamento.
A vent'anni di distanza, tirando le somme, i danni prodotti sono stati incommensurabilmente piu' elevati dei benefici.
Da qui le riserve espresse dagli autori sull'operato di autentici miti dell'Italia di oggi quali Falcone e Borsellino o del pool di Mani Pulite. (Io personalmente ritengo ancora molto difficile esprimere riserve perlomeno nei  confronti di Gherardo Colombo, figura di magistrato fuori della norma, colui che ha scoperchiato il verminaio della P2)
Luther Blisset ci dice anche un'altra cosa: ci dice che se vogliamo essere veramente democratici dobbiamo avere il coraggio di difendere gli "indifendibili"; un concetto molto difficile da assimilare come la vicenda  degli squatter ha insegnato.
Recentemente e' stata annunciata l'intenzione di procedere alla stesura di una seconda edizione aggiornata, dopo che la prima edizione e' andata esaurita.
Alcune cosette vanno segnalate : come la calata dei barbari/pellegrini a Roma, per fortuna non si e' verificata ed anche il concetto della difesa della "modernita'" di fronte al neo ecumenismo papale appare un po' debole.
Mi permetto di suggerire infine che la seconda parte del libro sulle vicende  religiose/inquisitorie potrebbe diventare un libro a se, una biografia (non autorizzata?) del prossimo Papa, il Carafa del terzo millennio: il cardinale Ratzinger.
Gabriele
 
 

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Scarafaggi e ipermercati
 

Firenze e' una statua perfetta, che non ti stancheresti mai di guardare.
Poi accade che abbassi lo sguardo e trovi l'umanita' che la circonda e che la potrebbe rendere veramente godibile, o no.
L'Italia e' un giardino perfetto che circonda firenze ed altre statue. E le amplifica ed allontana al tempo stesso.
L'italica umanita' e' qualcosa cui appartieni anche se vorresti fuggirne.
Ancora abbassi lo sguardo e trovi gli stessi scarafaggi nelle stesse faccende affaccendati.
L'occidente e' una serie di piccole e grandi italie, che se non si svegliano in tempo per capire la rabbia che sta montando dentro ed intorno ... se non si sveglia in tempo, non ci sara' piu' tempo per svegliarsi.
Lunga vita al CPAFirenze Sud,
luogo di cultura e sperimentazione,
sgomberato per dar vita ad un ipermercato.
 

Michele
 

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