Giap #3 Va serie - A Dario Berveglieri - 18 febbraio 2004

0 - Preambolo
1 - Ricordo di Dario - di Stefano Tassinari
2 - E' nei negozi il cd "54" degli Yo Yo Mundi
3 - New Thing: com'è andata a Palermo
4 - Kai Zen, WM5, Evangelisti: La potenza di Eymerich
5 - Calendario prossime date

 

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Questo numero di Giap è dedicato a Dario che, come ha voluto scrivere la sua famiglia, "ha iniziato una nuova esistenza". Un'espressione laica, che mette d'accordo tutti, credenti e non-credenti nell'Aldilà. Comunque vada, Dario inizia davvero una nuova esistenza, nel ricordo di chi lo ha avuto vicino e in ciò che lascia, le sue due bimbe, i progetti che è riuscito a concludere e quelli rimasti a metà. Di certo, la nostra collaborazione con lui proseguirà. Nelle prossime settimane allestiremo sul sito una galleria delle sue immagini, quelle che aveva selezionato per illustrare "54" - inteso come libro che va oltre se stesso, diventa storie da condividere, spettacolo dal vivo, infine un cd degli Yo Yo Mundi di cui parliamo più sotto. Abbiamo chiesto al collega scrittore Stefano Tassinari, che conosceva Dario da almeno vent'anni, di scrivere qualcosa per la newsletter. Lo ha fatto, e di questo lo ringraziamo.


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RICORDO DI DARIO
di Stefano Tassinari

"Che le vostre lacrime diventino sorrisi". È con questo messaggio altruista e positivo che Dario Berveglieri, lo scorso 10 febbraio, ha voluto salutare per l'ultima volta tutte le persone che gli volevano bene. Nel giro di tre mesi, il solito male incurabile se l'è portato via, a soli quarantadue anni e con mille progetti di vita da mandare avanti, a partire da quello di accompagnare la crescita dei suoi due bellissimi bambini di due e sei anni d'età. Dario, fotografo ferrarese, era l'autore - tra l'altro – delle immagini proiettate nell'ambito dello spettacolo "54", tratto dall'omonimo romanzo dei Wu Ming e musicato dagli Yo Yo Mundi, che io stesso curai all'interno delle rassegne "In musica e versi" e "La parola immaginata" nel 2002. Da pochi giorni quella lettura scenica è diventata un CD, ma lui, per una questione di ore, il CD non ha fatto in tempo nemmeno a vederlo. Come sempre accade in questi casi è difficile parlare di un amico al passato, dovendo così accettare uno strappo che si vorrebbe poter ricucire al primo risveglio, ma è giusto farlo, innanzi tutto perché Dario merita di essere ricordato, e poi perché, con grande dignità, ha chiesto a tutti noi di essere altrettanto dignitosi di fronte alla sua morte. Per parlare di lui parto da un momento in cui lui non c'era più, e cioè dal suo funerale, "pianificato" dallo stesso Dario, tre giorni prima di morire, in un colloquio svolto con il nostro comune amico Luca Gavagna. La sua prima richiesta era stata quella di essere salutato dalle note dell' "Internazionale" e di "Bella Ciao", perché, aveva detto, "muoio da comunista", alla faccia di un mondo che pullula di ex e di post, capaci solo di vergognarsi di avere avuto una passione politica (ma l'avranno avuta sul serio?). Ci ha pensato Roberto Manuzzi, sassofonista del gruppo di Guccini, ad accontentare lui e anche noi, che in centinaia, assiepati in un piazzale dell'estrema periferia di Ferrara, ascoltando quelle note così condivise, ci siamo emozionati e commossi, riuscendo per la prima volta persino a sorridere, come ci aveva chiesto lui attraverso la frase citata all'inizio, fatta scrivere sul retro di una sua foto distribuita durante la cerimonia. "Non si poteva non volergli bene" – mi ha detto un'amica mentre la musica sfumava. Può sembrare una riflessione retorica, ma non lo è: Dario era molto generoso, ironico e autoironico, capace di ascoltare gli altri. "Quando nel nostro gruppo, da ragazzi, nasceva qualche screzio – mi ha detto un altro amico – era sempre lui a mettere a posto le cose, anche perché era l'unico con cui non litigavamo mai". Di frasi come questa ne ho sentite tante quella mattina, girando per i capannelli formatisi spontaneamente intorno agli album di fotografie che in molti hanno portato. E tra un "ti ricordi quella volta a Roma, alla manifestazione contro i missili?", e un "guarda, qui sembra un bambino, avrà avuto sedici anni!", è andato in scena un rito collettivo dell'affetto, che di sicuro gli avrebbe fatto piacere. Poi c'era il Dario fotografo di professione da circa vent'anni, in grado di spaziare dalla cronaca allo spettacolo, dalle foto di scena a quelle pubblicitarie. Ci sarà tempo per ricordare questa parte importantissima della sua vita, magari attraverso mostre e altre iniziative, già messe in cantiere dall'assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Alberto Ronchi, che era anche un suo caro amico. Io posso solo aggiungere che sul lavoro si comportava come nella vita, non riuscendo a percepire, come capita agli artisti, la differenza tra due mondi normalmente separati. Quando gli telefonai per proporgli di collaborare con noi al progetto "54", mi rispose subito di sì, con un entusiasmo misto ad ironia ed umiltà. "Ho letto il romanzo dei Wu Ming e mi è piaciuto moltissimo" – mi disse, aggiungendo poi in classico stile ferrarese: "Certo che mi hai zullato una bella pesca, anche perché non so da che parte cominciare. Ma in qualche modo faremo." Il risultato del suo lavoro, poi, l'abbiamo applaudito in tanti e a lungo. Ma questo, io, lo sapevo fin dall'inizio. Ciao Dario, amico caro e compagno di molti sogni.
[Bologna-Ferrara, 16 febbraio 2004]

 

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Finalmente è uscito.
Venerdì scorso, all'Estragon di Bologna, la prima serata di presentazione del cd, con concerto e lettura scenica. Chi c'era ci ricorderà un poco frastornati, un po' meno comunicativi del solito. La morte di Dario Berveglieri e l'arresto di Cesare Battisti ci erano calati sulla nuca nelle stesse ore. Stefano ci aveva appena raccontato gli ultimi giorni di Dario, e il funerale. Ci sforzavamo di ridacchiare, di rispondere alle domande di chi si avvicinava, ma... insomma, ci siamo capiti. Però la serata ci ha fatto bene, molto bene, e dopo eravamo arzilli. Alcune chicche di quelle ore:

"Un oggetto del genere, tipo cofanetto, con questa cura grafica e un libretto con un tot di pagine, tutto a otto euro, è la prova definitiva che gli altri sono dei ladri"(WM3)
"Io ormai inizio tutte le frasi con: 'Questo è un Paese di merda', qualunque sia l'argomento." (WM3)
"Dovevamo metterci una ghost track, tipo che finisce l'ultimo pezzo ma il cd continua a girare, e dopo dieci minuti si sente la voce di Luca che dice: 'Questo è un Paese di merda' " (WM1)

Per il sito abbiamo realizzato una pagina speciale, dedicata al cd, in cui se ne ripercorre la storia. Ci sono anche due pezzi scaricabili in mp3: uno è "Il paperotto" (pagg. 421-422 del romanzo), brano letto da Giuseppe Cederna. L'altro è il pezzo che era già disponibile sul sito, "KGB", registrato dal vivo a Ferrara la sera in cui conoscemmo Dario.
Ecco l'URL: http://www.wumingfoundation.com/italiano/54/yoyomundi_54.html

Nel booklet del cd c'è uno scritto inedito di WM5. Lo proponiamo qui sotto.
Appuntamento a Torino venerdì 20 e a Milano sabato 21 (tutti i particolari al link di cui sopra).

[WM5:]
"Dicono alcuni che i romanzi nascono con un proprio destino, inscritto nella qualità e nella profondità dei processi che lo hanno visto nascere, o nelle congiunture astrali del cielo sotto cui vedono la luce. Certo è che il destino di 54 sarebbe stato assai meno benevolo senza tutta la gente, tutti gli uomini e tutte le donne che lo hanno letto, amato e consigliato.
Ho partecipato alla costruzione di 54 in maniera defilata. Non ho scritto, materialmente, una sola riga. Può sembrare un paradosso, ma queste note potevano essere scritte solo da me, perché testimoniano di un allargamento, di un ampliamento, di un'estensione della comunità originaria che ha concepito il romanzo, che lo ha captato e ritrasmesso, per usare un'espressione cara a Wu Ming. Io sono il primo terminale posto tra la stazione trasmittente e la comunità allargata che altri chiamano il pubblico. Dopo queste note, potrò dire almeno di aver scritto per 54, per la comunità che lo ha amato, per gli Yo Yo Mundi e per gli attori che hanno dato voce a quelle parole.
Nei giorni che hanno visto la stesura del romanzo stavo compiendo un apprendistato nella bottega artigiana di Wu Ming. Leggevo, assimilavo, riprocessavo e vedevo in tempo reale quello che i compagni scrivevano. Prestavo assistenza e fornivo documentazione, specie su pugilato e Filuzzi, lo sport e la musica da ballo tipiche della vita di strada di una Bologna trascorsa. La narrazione si espandeva, lievitava man mano, e i personaggi divenivano vividi, familiari, tanto quelli che amavo quanto quelli che (doverosamente) detestavo. Ho immaginato spesso l'effetto sulla scena di quanto leggevo: del resto, uno dei protagonisti del romanzo è un attore e la musica ha un'importanza centrale nella vicenda di un altro. Le righe che leggevo erano già implicitamente musica e recitazione. L'abilità artigiana e la passione di chi ha lavorato alla realizzazione di questo disco hanno saputo rendere esplicita, sensibile e godibile una vocazione."

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Da "La Repubblica" - Palermo, 24 gennaio 2004:

Jazz e parole in maschera per Wu Ming 1 e Switters
Una serata di pura emozione alla Cuba per le Orestiadi

Gigi Razete


Switters: Francesco Cusa, Vincenzo Vasi, Gianni Gebbia

L´introduzione è breve e secca, giusto per condensare il senso di quello che vuole essere "il primo tentativo di cerimoniale laico" e accennare allo scenario da cui provengono le storie, quell´America di fine anni Sessanta dilaniata dalla morte di Martin Luther King e dalla febbricitante creatività di un jazz nero che oltrepassava il be bop per tuffarsi nel futuro. Poi, con la stessa immediatezza espressiva che appartiene alla concisione del linguaggio graffitico dei murales, sintesi di enfasi e simbolismo, la "New Thing" proposta in prima esecuzione assoluta giovedì sera alla Cuba, nell´ambito delle Orestiadi Gibellina Musica, scatta veloce sui ritmi ora dolenti ora concitati ora beffardi del Trio Switters e sul salmodiare della voce narrante di Wu Ming 1, fino alla fine protetto dall´anonimato di un passamontagna di seta nera (solo al termine della performance il pubblico rimasto nel backstage ha potuto riconoscervi Roberto Bui, già esponente del Luther Blissett Project e oggi membro del collettivo letterario bolognese Wu Ming, noto per l´estrema coerenza dell´impegno no global).
Il basso elettrico di Vincenzo Vasi e la batteria di Francesco Cusa, anch´essi inizialmente protetti da mascherine alla Zorro, forniscono un magmatico tappeto elastico su cui rimbalzano, alternativamente, le folate immaginifiche del sax alto di Gianni Gebbia e le declamazioni tratte dalle pagine di New Thing, racconto siglato Wu Ming che a breve verrà finalmente pubblicato da Einaudi [...] Dalle storie sanguigne di Ornette Coleman, John Coltrane, Thelonious Monk e degli altri grandi artisti che operarono quella che fino a oggi è rimasta ancora l´ultima rivoluzione del jazz, la voce di Wu Ming 1 trae frammenti palpitanti che si intrecciano indissolubilmente con i suoni lirici, brucianti e dissonanti dei loro standard, evocati e resi attualissimi dall´immedesimazione del Trio Switters, mentre dalla campana del sassofono di Gebbia escono note che dapprima sono autentico zucchero filato per poi tramutarsi senza preavviso in spruzzi di acido muriatico. Pura emozione.

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"New Thing" riparte a giugno.
Per informazioni: exb@exb.it
Francesca Scarinci
Via Caff 25 - 95131 Catania (Italy)
phone & fax: +39 095 31 12 63
mobile: +39 328 90 35 283
http://www.exb.it/


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LA POTENZA DI EYMERICH
Un racconto illustrato, con protagonista l'inquisitore NICOLAS EYMERICH, in dieci capitoli da costruire assieme
Un progetto di scrittura e illustrazione a n+1 mani di Kai Zen, Valerio Evangelisti e Wu Ming 5

Cos'è il romanzo totale

Jorge Luis Borges, aveva già pensato ad un "libro totale", un libro che contenesse l'infinito, o meglio le infinite alternative di narrazione possibile, fondato su una struttura aperta del romanzo, dove si mescolano molteplici voci narrative e dove la rete di connessioni diventa una specie di enciclopedia, una forma di conoscenza del mondo.
Come applicare questo suggestivo tema letterario ai moderni strumenti della navigazione sul web?
Si tratta di mettere in rete l'inizio di un romanzo con una prima illustrazione ed invitare poi i lettori a continuare quell'ideale primo capitolo secondo la propria personale ispirazione, così da realizzare un circuito di alternative possibili, in un vero e proprio work in progress.
Com'è organizzato questo lavoro che sarà anche un concorso? Un gruppo di scrittori nato sulle pagine del portale www.xaiel.it con un'iniziativa simile, che ha fatto del "romanzo aperto" il punto di partenza della sua attività e che si è raccolto quest'anno attorno alla sigla: Kai Zen, a partire da domenica 15 febbraio su www.xaiel.it/scripta e su www.bookmarklibri.com/kaizenlab proporrà assieme a Valerio Evangelisti e Wu Ming, l'inizio di un romanzo accompagnato da un'illustrazione di Silvio Giordano e tutti i navigatori - lettori - scrittori potranno, entro una novena (nove giorni), continuare il testo seguendo la traccia d'esordio. Potranno inoltre avvalersi di un servizio di consulenza rapida, visto il contenuto e l'ambientazione particolare della storia, fornito dal progetto Grimorio, scrivendo le proprie domande e curiosità a info@grimorio.it. e di una sezione del sito dedicata alla discussione e allo sviluppo della trama e dei personaggi (il bestiario) in cui si ipotizzerà un canovaccio su cui lavorare o a cui ispirarsi anche se non necessariamente o in maniera pedissequa. Un luogo in cui testo e metatesto si incontrano, si confrontano e si scontrano.
In seguito la redazione del concorso, selezionerà il brano che sarà parso più convincente, il quale, dopo quattro giorni, apparirà (se necessario ritoccato da un editing rispettoso del testo) sul sito come ufficiale continuazione. In rete finiranno anche gli altri racconti che avranno passato una prima selezione, secondo l'idea, appunto, del "romanzo aperto". A quel punto, di nuovo, l'operazione si ripete con nove giorni a disposizione dei lettori per presentare la continuazione del nuovo capitolo. Tutti sono messi in gioco ancora una volta (tranne, ovviamente, l'autore del testo selezionato). Il quinto capitolo, poi, sarà composto dai ragazzi del corso di scrittura creativa di Potenza che interverranno per riportare la narrazione su una traccia organica. Questo anche per il decimo capitolo (assieme a Kai Zen sezione Eymerich) che segnerà la conclusione della storia. Resterà, in questo modo, la struttura principale del romanzo selezionato, ma non verranno certo scartate le molteplici alternative degli autori. L'ipotesi conclusiva, infatti, è quella di mettere in rete il romanzo compiuto, al termine delle successive selezioni, proponendolo come il "romanzo multiplo", ovvero la concentrazione delle diverse voci narranti che hanno collaborato alla definizione del libro. Intendiamo inoltre presentare, in rete, le alternative al romanzo principale. Seguirà all'iniziativa di scrittura un esperimento di "illustrazione totale" che seguendo i principi del romanzo totale vedrà coinvolti illustratori, grafici e designer, che in un lasso temporale più ampio manderanno i loro lavori ispirati dalla storia e selezionati in seguito da una giura. I grafici, pittori ed illustratori avranno a disposizione quindici giorni per inviare i loro lavori inerenti il capitolo seguente. Una redazione apposita, selezionerà l'illustrazione che sarà parsa più congrua a rappresentare il contenuto di ogni capitolo, la quale apparirà sul sito come ufficiale continuazione grafica.

Per le informazioni di carattere storico e contenutistico ai fini della stesura dei capitoli: info@grimorio.it
Per inviare i vostri capitoli: kaizenlab@amnesiacarts.com
Attenzione. I capitoli non dovranno superare le 6.666 battute.

Per inviare le vostre illustrazioni: info@amnesiacarts.com
Attenzione. I files per la selezione dovranno essere in formato jpg ed avere le dimensioni di 800x600(circa) pixel ed una risoluzione di 72dpi. In seguito agli illustratori selezionati verrà chiesta l'immagine a dimensione naturale ad una risoluzione di 300dpi.

Partecipare all'iniziativa significa aderire alla clausola del copyleft.

Siti di riferimento:

http://www.kaizenlab.it
http://www.wumingfoundation.com
http://www.eymerich.com
http://www.xaiel.it
http://www.amnesiacarts.com
http://www.versacrum.com


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Demetrio Stratos
vocalist degli Area

Su Rolling Stone in edicola questo mese (con Ligabue in copertina), c'è uno speciale sugli anni Settanta italiani, con un bel servizio fotografico su Parco Lambro, un'intervista a Guido Chiesa sul nostro film e un lungo articolo di Manuel Agnelli degli Afterhours (che nel film interpretano gli Area) su come e perché hanno fatto la cover di "Gioia e rivoluzione" e com'è stato lavorare sul set, concludendo con una sacrosanta critica a certo centrosocialismo reale. Più avanti, a uscita del film imminente, metteremo sul sito una sezione speciale in cui ci sarà la rassegna-stampa, e questo pezzo di Manuel spiccherà.
Pochi giorni fa abbiamo visto il montaggio semi-definitivo del film e ne siamo rimasti straniati e colpiti. E' una cosa diversa da ogni cosa venga definita "cinema" oggi in Italia. Ci fermiamo qui perché Guido è uno scaramantico, e se ne scriviamo troppo bene si spaventa :-)


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ATTENZIONE: D'ora in avanti, tutte le nostre date (presentazioni, reading, interventi etc.), oltre che su Giap, verranno pubblicate sul sito man mano che le concordiamo, alla nuova pagina "Calendario":
http://www.wumingfoundation.com/italiano/calendario.html
Siccome Giap viene spedito ogni due-tre settimane mentre il calendario on line verrà aggiornato molto più spesso, consigliamo di metterlo tra i vostri segnalibri (bookmarks), per poterlo consultare e accorgervi per tempo se veniamo dalle vostre parti. Da aprile in avanti gireremo per quattro motivi diversi: presentazioni di due diversi libri (*), reading/concerto con gli Switters, reading/concerto con gli Yo Yo Mundi, quindi ci sarà possibilità di incontrarci.

* Al romanzo di WM2 dedicheremo il prossimo numero di Giap, con il titolo definitivo e notizie sull'ormai famosa "battaglia della carta".

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Questo numero di Giap viene spedito a 5201 iscritt*