{"id":9942,"date":"2012-10-16T00:06:25","date_gmt":"2012-10-15T22:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=9942"},"modified":"2013-03-20T14:41:33","modified_gmt":"2013-03-20T13:41:33","slug":"cera-una-volta-a-bologna-appunti-intorno-al-referendum-sui-finanziamenti-alle-scuole-paritarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/10\/cera-una-volta-a-bologna-appunti-intorno-al-referendum-sui-finanziamenti-alle-scuole-paritarie\/","title":{"rendered":"#Bologna, la scuola pubblica, la suicidariet\u00e0 della sinistra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9957\" title=\"La scuola parificata\" alt=\"La scuola parificata\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/scuola-materna-suore-940x500.jpg\" width=\"500\" height=\"413\" \/><\/p>\n<p>\u00a0di <strong>Wu Ming 4 | <\/strong>Appunti intorno al referendum sul finanziamento delle scuole paritarie<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>1. PRENDERLA ALLA LARGA, OVVERO: PARADOSSI DI BASE<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<h5>\u00abLe cose viste dall&#8217;alto fanno sempre meno impressione.\u00bb<br \/>\n<em>Per un pugno di dollari<\/em>, 1964<\/h5>\n<\/blockquote>\n<p>C&#8217;era una volta la Sinistra, che pensava cose di sinistra e che sulla propria carta d&#8217;identit\u00e0 avrebbe potuto scrivere all&#8217;incirca questo:<br \/>\n\u00abIn politica, &#8220;Sinistra&#8221; \u00a0descrive\u00a0una prospettiva o posizione specifica che accetta o appoggia l&#8217;eguaglianza sociale. Solitamente, ci\u00f2 comprende una preoccupazione per quanti, nella societ\u00e0, siano svantaggiati rispetto ad altri, e il presupposto che esistano disuguaglianze ingiustificate (che la destra invece ritiene naturali o giustificate dalle tradizioni)\u00a0che\u00a0andrebbero ridotte o abolite.\u00bb [dalla voce &#8220;Left-wing&#8221; di Wikipedia]<!--more--><br \/>\nLa Sinistra &#8211; in tutte le sue varie correnti e sfumature &#8211; ha l&#8217;idea d&#8217;eguaglianza tra i suoi pilastri filosofici e culturali. Per questo ha sempre ritenuto fondamentale conquistare e garantire l&#8217;istruzione pubblica universale. Perch\u00e9 tutti avessero a disposizione gli strumenti di conoscenza basilari, perch\u00e9 potessero ottenere le nozioni e le capacit\u00e0 per affrontare il mondo e guadagnare consapevolezza di s\u00e9.<\/p>\n<p>Non solo. Nel corso della sua storia &#8211; dalla Rivoluzione Francese in avanti &#8211; la Sinistra \u00e8 giunta a concepire una scuola pubblica, laica, inclusiva, che garantisse la convivenza tra individui differenti per attitudine, provenienza, religione, situazione economica &#8211; con eguali diritti e parit\u00e0 di trattamento. Insomma la scuola come palestra di convivenza civile tra diversi.<br \/>\nQuesta idea \u00e8 radicata nella visione del mondo di Sinistra, che qui potremmo molto genericamente definire &#8220;socialista&#8221;, e si distingue dall&#8217;idea dell&#8217;istruzione pubblica concepita invece dalla visione del mondo che definiremo altrettanto genericamente &#8220;liberale&#8221;. Quest&#8217;ultima prevede che lo Stato debba s\u00ec garantire l&#8217;istruzione pubblica a tutti, ma accettando a questo fine anche l&#8217;apporto dei privati cittadini, liberi di organizzare la propria scuola e di vederla inserita organicamente nel sistema scolastico nazionale, purch\u00e9 soddisfi gli standard educativi stabiliti dall&#8217;autorit\u00e0 pubblica. In altre parole: nel primo caso lo Stato si impegna a costruire un modello scolastico pubblico uguale per tutti e a esso riserva le risorse finanziarie, mentre lascia liberi i privati di costituire scuole con denaro privato; nel secondo caso lo Stato stabilisce dei parametri in base ai quali, oltre a finanziare la scuola pubblica, riconosce e finanzia anche le scuole private, cio\u00e8 che corrispondono a orientamenti specifici (siano essi pedagogici o confessionali).<\/p>\n<p>Storicamente parlando, il primo modello ha generalmente trovato maggiore corrispondenza nelle societ\u00e0 europee continentali, mentre il secondo in quelle anglosassoni.<br \/>\nCapita per\u00f2 di trovarsi in presenza di sistemi ibridi, in cui i due modelli si intersecano. E&#8217; il caso dell&#8217;Italia. L&#8217;ordinamento scolastico repubblicano \u00e8 stato improntato al primo modello fino al 2000, anno in cui la <a title=\"legge 62\" href=\"http:\/\/www.stranieriinitalia.it\/briguglio\/immigrazione-e-asilo\/2010\/agosto\/legge-62-2000.html\">Legge 62<\/a> ha riconosciuto le scuole paritarie private come parte del sistema scolastico nazionale.<\/p>\n<p>Questa legge ha almeno due caratteristiche curiose. La prima \u00e8 che \u00e8 stata varata da un governo di centrosinistra, e in particolare da un ministro dell&#8217;istruzione esponente di un partito di sinistra. La seconda \u00e8 il plateale paradosso contenuto al comma 3, nel quale si afferma che<\/p>\n<blockquote><p>\u00able scuole paritarie, svolgendo un servizio pubblico, accolgono chiunque, accettandone il progetto educativo, richieda di iscriversi, compresi gli alunni e gli studenti con handicap. Il progetto educativo indica l&#8217;eventuale ispirazione di carattere culturale e religioso. Non sono comunque obbligatorie per gli alunni le attivit\u00e0 extra-curriculari che presuppongono o esigono l&#8217;adesione ad una determinata ideologia o confessione religiosa\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il paradosso consiste nel fatto che se per chiedere l&#8217;accesso a una scuola paritaria bisogna accettarne &#8220;il progetto educativo&#8221;, cio\u00e8 &#8220;l&#8217;eventuale ispirazione di carattere culturale e religioso&#8221;, non si capisce come sia possibile poi essere esonerati dalle &#8220;attivit\u00e0 extra-curriculari&#8221; di tipo ideologico o confessionale. Come se un genitore iscrivesse i figli a una scuola di orientamento religioso per poi chiedere l&#8217;esonero dall&#8217;ora di religione.<br \/>\nTale paradosso \u00e8 il frutto dell&#8217;ibridazione, appunto, tra la concezione laica e pubblica dell&#8217;istruzione e la concezione &#8220;sussidiaria&#8221;, che in Italia fa riferimento alla dottrina sociale della Chiesa cattolica, piuttosto che al liberalismo anglosassone.<\/p>\n<p>Ma occorre ampliare l&#8217;analisi del paradosso, perch\u00e9 la faccenda \u00e8 pi\u00f9 complessa di cos\u00ec. Il problema non riguarda solo la laicit\u00e0 o meno di una scuola che riceve fondi dallo Stato. Nella scuola pubblica infatti \u00e8 gi\u00e0 possibile avvalersi dell&#8217;insegnamento della religione cattolica, a dimostrazione del fatto che lo Stato italiano, per motivi storici e culturali, considera importante, ancorch\u00e9 non imprescindibile, dare l&#8217;opportunit\u00e0 ad alunni e studenti di conoscere i fondamenti di quella particolare confessione religiosa.<br \/>\nE&#8217; evidente quindi che chi sente il bisogno di una scuola paritaria di orientamento cattolico \u00e8 invece interessato a una formazione pi\u00f9 strettamente confessionale. Allo stesso modo qualcun altro potrebbe essere interessato a un altro tipo di formazione religiosa; o a un modello pedagogico diverso da quello offerto nella scuola pubblica, come ad esempio quello <a title=\"steineriano\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rudolf_Steiner#Pedagogia_Waldorf\">steineriano<\/a>, o magari quello <a title=\"&quot;personalizzato&quot;\" href=\"http:\/\/www.scuolacerreta.org\/files\/scuola_specifica_per_ragazze.htm\">&#8220;personalizzato&#8221;<\/a>, che prevede classi divise per genere: maschi con maschi, femmine con femmine. O ancora, un genitore potrebbe volere che i figli vengano cresciuti in base a determinate idee, valori etico-culturali che non vede rispecchiati nella scuola pubblica.<\/p>\n<p>Da un lato dunque si lavora all&#8217;edificazione di una scuola pubblica pluralista, aperta a tutti, e si continua ad affermare come valore positivo la capacit\u00e0 di condividere spazi e momenti di vita, di apprendimento e confronto, tra individui diversi per formazione e provenienza sociale, senza che debbano necessariamente condividere la stessa &#8220;ispirazione di carattere culturale o religioso&#8221;; dall&#8217;altro lato si includono nel sistema pubblico istituti che non applicano il medesimo principio. Si potrebbe dire che mentre la scuola pubblica va nella direzione dell&#8217;interculturalismo, le scuole private paritarie realizzano il multiculturalismo. Il condizionale per\u00f2 \u00e8 d&#8217;obbligo, perch\u00e9 in realt\u00e0, considerando che la stragrande maggioranza delle scuole paritarie in Italia \u00e8 d&#8217;ispirazione cattolica, ci\u00f2 che si realizza \u00e8 l&#8217;assegnamento di una fetta sempre pi\u00f9 grossa dell&#8217;istruzione pubblica (attualmente il 26%) alla scuola monoconfessionale.<\/p>\n<p>Va detto che l&#8217;opzione privata paritaria si basa su un&#8217;idea molto accattivante: quella che ogni famiglia possa avere un servizio scolastico pubblico tarato sulle proprie esigenze. Ci\u00f2 che si vorrebbe avere a disposizione \u00e8 una scuola che alla differenza prediliga l&#8217;identit\u00e0 (etica, culturale, religiosa, di censo). E questa garanzia dovrebbe fornirla lo Stato attraverso i finanziamenti e l&#8217;integrazione di tali scuole nel sistema d&#8217;istruzione pubblica. L&#8217;intenzione \u00e8 quella di mettere i figli a contatto non gi\u00e0 con l&#8217;alterit\u00e0 e la molteplicit\u00e0, ma con un contesto che confermi e rafforzi senza dubbio il bagaglio culturale della famiglia. Invece di uno spazio aperto, laico, diversificato, si vuole uno spazio delimitato e sicuro. Uno spazio privato non gi\u00e0 accanto, bens\u00ec all&#8217;interno del sistema pubblico.<br \/>\nIntegrando questa pretesa nel sistema scolastico pubblico, attraverso la sussidiariet\u00e0, lo Stato italiano disfa con una mano quello che costruisce con l&#8217;altra.<br \/>\nEcco il paradosso vero &#8211; ed enorme &#8211; dell&#8217;attuale sistema ibrido.<\/p>\n<p>Il paradosso esplode quando, complici i tagli statali alla spesa per l&#8217;istruzione pubblica e il &#8220;patto di stabilit\u00e0&#8221;, capita ad esempio che la scuola dell&#8217;infanzia non sia pi\u00f9 garantita a tutti. In quel caso, quando i bambini e le bambine che avrebbero il diritto di frequentare la scuola pubblica restano fuori, qualcuno inizia a chiedersi perch\u00e9 in un frangente del genere si debba continuare a finanziare allo stesso modo la scuola privata paritaria, mentre si riducono i fondi a quella pubblica, e non si debba invece fare esattamente il contrario.<br \/>\nSi pone, com&#8217;\u00e8 evidente, un problema di scelte politiche, che a loro volta chiamano in causa visioni diverse della scuola, della formazione, e forse anche del vivere associato.<br \/>\nE&#8217; quello che sta succedendo a Bologna, la citt\u00e0 in cui viviamo. L&#8217;episodio \u00e8 tanto pi\u00f9 interessante perch\u00e9 accade qui, in un luogo dove l&#8217;istruzione pubblica ha una fortissima tradizione.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n2. BONONIA FELIX<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<h5>\u00abCominci\u00f2 dunque una battaglia che nessuno si aspettava; venne chiamata Battaglia dei Cinque Eserciti, e fu tremenda. Da un lato, Orchi e Lupi Selvaggi; dall&#8217;altro, Elfi, Uomini e Nani.\u00bb<br \/>\n<em>Lo Hobbit<\/em>, 1937<\/h5>\n<\/blockquote>\n<p>Dopo la mannaia dei tagli alla scuola pubblica calata dagli ultimi governi, il sistema delle scuole comunali e statali in citt\u00e0 inizia a scricchiolare forte. Molti plessi scolastici sono costretti ormai a richiedere in maniera organica un obolo volontario alle famiglie per coprire alcune spese basilari; il personale scolastico scarseggia; gli incastri e le turnazioni tra i docenti per garantire la copertura dell&#8217;orario sono sempre pi\u00f9 acrobatici; le rette di nidi e materne aumentano.<br \/>\nSi pu\u00f2 dire che in una citt\u00e0 abituata a uno standard alto nei servizi e nell&#8217;istruzione per l&#8217;infanzia, il vaso \u00e8 traboccato quando, un mese fa, alla ripresa dell&#8217;anno scolastico, quattrocento bambini sono rimasti senza posto alla scuola materna. Taglia e taglia, finisce che qualcuno resta fuori, e la libert\u00e0 di scelta di un genitore si riduce a tenere i figli a casa oppure iscriverli a una scuola privata paritaria aderendo al &#8220;progetto educativo&#8221; che passa il convento (\u00e8 il caso di dirlo), pagando pure di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Non ci voleva un genio per capire che si sarebbe arrivati a questo. Bastava leggere le tendenze demografiche, migratorie, economiche in atto da anni.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi dunque se a fronte di tutto questo, nel 2011 \u00e8 nato un comitato di cittadini che chiede di potersi pronunciare su un particolare aspetto delle politiche dell&#8217;amministrazione: i finanziamenti alle scuole private paritarie.<br \/>\nAi tagli alla scuola pubblica calati direttamente o indirettamente dall&#8217;alto non \u00e8 corrisposta una diminuzione della quota di finanziamento comunale alle scuole private, che anzi nel corso degli anni \u00e8 aumentata. Attualmente ammonta a poco pi\u00f9 di un milione di euro annui.<br \/>\nIl comitato di cittadini in questione, che si chiama <strong><a title=\"Comitato Articolo 33\" href=\"http:\/\/referendum.articolo33.org\/\">Comitato Articolo 33<\/a><\/strong>, ritiene che i bolognesi dovrebbero esprimersi su questo con un referendum consultivo.<br \/>\nIn particolare, i promotori del referendum credono che se i soldi scarseggiano, sia pi\u00f9 utile &#8211; oltre che pi\u00f9 conforme all&#8217;articolo 33 della Costituzione, appunto &#8211;\u00a0 investirli tutti nella salvaguardia degli standard della scuola pubblica, piuttosto che in quella privata paritaria.<\/p>\n<p>Quando c&#8217;era ancora la Sinistra, un&#8217;argomentazione del genere non avrebbe destato alcuna sensazione, anzi, sarebbe stata considerata l&#8217;ABC della grammatica politica.<br \/>\nOggi non \u00e8 cos\u00ec. Cosa resti di quella visione di sinistra, al di fuori dei libri di storia e delle memorie di chi l&#8217;ha conosciuta, \u00e8 difficile dirlo se ci si guarda intorno. Un trentennio di offensiva liberista e neoconservatrice ha scavato solchi profondi nella psiche collettiva, ha plasmato menti, atrofizzato cervelli, accomodato coscienze, saldato interessi. Al punto che forse proprio la battaglia in difesa dell&#8217;istruzione pubblica potrebbe diventare la cartina al tornasole per capire chi ancora riesce a fare riferimento a una cultura e a una visione del mondo di sinistra e chi invece si \u00e8 perso nei meandri del disastro che abbiamo alle spalle e che ha prodotto il baratro su cui ci troviamo.<\/p>\n<p>E&#8217; interessante notare quale confine la campagna referendaria abbia tracciato tra (e dentro) le forze politiche cittadine.<br \/>\nTra coloro che si dichiarano fermamente contrari al referendum si contano:<br \/>\n&#8211; l&#8217;amministrazione comunale e in primis il Sindaco (il quale l&#8217;anno scorso, al presidio contro i tagli alla scuola pubblica, affermava che prima di ogni decisione in merito di finanziamenti ci sarebbero state <a title=\"&quot;modalit\u00e0 di partecipazione&quot;\" href=\"http:\/\/radio.rcdc.it\/archives\/merola-stati-generali-sulla-scuola-bolognese-79886\/\">&#8220;modalit\u00e0 di partecipazione&#8221;<\/a> e oggi attacca i referendari accusandoli di essere <a title=\"demagogici\" href=\"http:\/\/radio.rcdc.it\/archives\/scuole-paritarie-merola-arrabbiato-con-chi-propone-il-referendum-105174\/\">demagogici<\/a>);<br \/>\n&#8211; il principale partito di maggioranza (PD);<br \/>\n&#8211; i partiti di centrodestra (che hanno promosso un comitato anti-referendum);<br \/>\n&#8211; la Curia e le associazioni cattoliche;<br \/>\n&#8211; la FISM (Federazione Italiana Scuole Materne\u2026 Cattoliche);<br \/>\n&#8211; i vertici della CGIL, la CISL, la UIL;<br \/>\n&#8211; entrambi gli assessori di SEL (una dei quali, ex-candidata di SEL alle primarie del centrosinistra cittadino, attivista cattolica, l&#8217;anno scorso <a title=\"appoggi\u00f2 il referendum\" href=\"http:\/\/referendum.articolo33.org\/2011\/05\/amelia-frascaroli-sul-referendum-paritarie\/\">appoggi\u00f2 il referendum<\/a>, per poi fare <a title=\"dietrofront\" href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2012\/07\/27\/referendum-anche-la-frascaroli-si-defila.html\">dietrofront<\/a> giusto l&#8217;estate scorsa)<\/p>\n<p>Tra i sostenitori del referendum troviamo invece:<br \/>\n&#8211; i partiti minori della maggioranza (i consiglieri di SEL, IdV);<br \/>\n&#8211; la Federazione della Sinistra;<br \/>\n&#8211; il Movimento 5 Stelle;<br \/>\n&#8211; il PCdL;<br \/>\n&#8211; la FLC-CGIL (che \u00e8 tra i promotori);<br \/>\n&#8211; la FIOM-CGIL (idem);<br \/>\n&#8211; l&#8217;USB;<br \/>\n&#8211; i Cobas;<br \/>\n&#8211; i CUB;<br \/>\n&#8211; la Chiesa Metodista;<br \/>\n&#8211; l&#8217;UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti);<br \/>\n&#8211; svariate associazioni politiche o legate al mondo scolastico (genitori, insegnanti, lavoratori precari del settore).<\/p>\n<p>Da una parte troviamo istituzioni, Chiesa, parrocchie, forze politiche di centrodestra, apparati di partito e sindacali; dall&#8217;altra cittadini autorganizzati (di varia provenienza, tra cui anche esponenti del PD), lavoratori, partiti e sindacati minori, o singole categorie sindacali.<br \/>\nCartina al tornasole, dicevamo.<br \/>\nE aggiungiamo che la cittadinanza bolognese sta rispondendo positivamente alla chiamata: in poche settimane \u00e8 gi\u00e0 stata raccolta pi\u00f9 della met\u00e0 delle firme necessarie per indire il referendum.<br \/>\nE&#8217; chiaro che per qualcuno il referendum \u00e8 come fumo negli occhi, almeno quanto \u00e8 chiaro che <span style=\"text-decoration: underline;\">questa vertenza si combatter\u00e0 a sinistra. Ovvero tra le macerie psichiche e politiche della Sinistra che fu<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9976\" title=\"Che ci sia o meno sproporzione di forze\" alt=\"Che ci sia o meno sproporzione di forze\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/butch_cassidy_and_the_sundance_kid.jpg\" width=\"500\" height=\"375\" \/> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>3. FUOCO DI FILA<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<h5>\u00abMa Osgiliath si trovava fra di loro, e fu abbandonata, mentre le ombre ne occupavano le rovine.\u00bb<br \/>\n<em>Il Signore degli Anelli<\/em>, 1954<\/h5>\n<\/blockquote>\n<p>A conti fatti \u00e8 interessante passare in rassegna le argomentazioni con le quali i detrattori &#8220;di sinistra&#8221; del referendum attaccano i suoi promotori.<\/p>\n<p>La prima accusa al referendum \u00e8 che sarebbe &#8220;ideologico&#8221; e il quesito &#8220;fuorviante&#8221;; di conseguenza non promuoverebbe una &#8220;vera democrazia&#8221;, bens\u00ec &#8220;ginnastica ideologica&#8221; [<a title=\"Assessore alla Scuola del Comune di Bologna\" href=\"http:\/\/radio.rcdc.it\/archives\/pillati-il-referendum-costera-500mila-euro-103812\/\">Assessore alla Scuola del Comune di Bologna<\/a>].<br \/>\nLa sintassi del quesito in effetti non brilla per chiarezza (come del resto in quasi tutti i quesiti referendari):<\/p>\n<blockquote><p>\u00abQuale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali, che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con la scuola d\u2019infanzia paritaria a gestione privata, ritieni pi\u00f9 idonea per assicurare il diritto all\u2019istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell\u2019infanzia?<br \/>\na) utilizzarle per le scuole comunali e statali<br \/>\nb) utilizzarle per le scuole paritarie private.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La formula \u00e8 involuta, ma in definitiva ci viene chiesto di esprimerci su quale sia la &#8220;pi\u00f9 idonea&#8221; tra due opzioni rispetto al diritto all&#8217;istruzione dei bambini: finanziare la scuola pubblica o quella privata paritaria.<br \/>\nE&#8217; chiaro che se per qualcuno credere nel primato della scuola pubblica \u00e8 una posizione ideologica allora s\u00ec, il referendum e il quesito lo sono, almeno quanto lo \u00e8 la Costituzione della Repubblica Italiana, che all&#8217;articolo 33 recita:<br \/>\n\u00ab\u2026Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.\u00bb<br \/>\nSe per certi amministratori ispirarsi ai principi costituzionali \u00e8 essere &#8220;ideologici&#8221;, e chiamare in causa la cittadinanza per dare un parere d&#8217;indirizzo sulle scelte dell&#8217;amministrazione non \u00e8 vera democrazia, questo la dice lunga su quale idea di politica e di democrazia costoro condividano.<\/p>\n<p>La seconda accusa mossa ai promotori \u00e8 che il referendum coster\u00e0 cinquecentomila euro all&#8217;erario comunale. Come a dire che con i tempi che corrono questo s\u00ec sarebbe un vero spreco di risorse. Da che se ne deduce che per qualcuno \u00e8 meglio dare ogni anno due volte quella cifra agli istituti privati piuttosto che investirla per fare esprimere la cittadinanza su un tema di interesse generale. Forse \u00e8 questo che si intende per &#8220;vera democrazia&#8221;.<br \/>\nAd ogni modo il Comitato Articolo 33 ha suggerito di accorpare il referendum alle prossime elezioni politiche per abbattere i costi (cosa che si potrebbe fare con una piccola modifica al regolamento comunale). Non resta che auspicarsi che i &#8220;veri democratici&#8221; abbiano il coraggio delle proprie idee davanti agli elettori.<\/p>\n<p>Tra i detrattori del referendum c&#8217;\u00e8 poi chi (<a title=\"il segretario del PD bolognese\" href=\"http:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2012\/07\/24\/news\/donini_referendum-39637825\/\">il segretario del PD bolognese<\/a>) ricorda che il milione di euro dato alle scuole convenzionate private equivale soltanto al 3% del bilancio che il Comune spende per la scuola e che quella cifra consente a 1.736 bambini di avere un posto in una scuola privata convenzionata, alleviando i costi all&#8217;erario pubblico, che altrimenti dovrebbe spendere molti pi\u00f9 soldi. Il discorso \u00e8 chiaro: le scuole paritarie &#8211; per lo pi\u00f9 confessionali &#8211; vanno benissimo perch\u00e9 ci tolgono i bambini dalle spese. Questo \u00e8 l&#8217;unico argomento che conta. L&#8217;idea di garantire a tutti la scuola materna pubblica non \u00e8 nemmeno pi\u00f9 una priorit\u00e0 politica. Dopodich\u00e9 \u00e8 interessante la metafora utilizzata: chiedere ai bolognesi se preferiscono le scuole materne pubbliche o quelle private paritarie sarebbe \u00abcome chiedere a un bambino se vuole pi\u00f9 bene alla mamma o a uno zio lontano\u00bb.<br \/>\nIndicativo il paragone tra la cittadinanza e un infante, incapace di riflessione e intenzione politica. Chi discute invece nel merito delle cose ha ben presente che il vero nodo non \u00e8 economico (va detto che non sarebbe certo il taglio dei finanziamenti comunali a mandare in rovina le scuole paritarie, le quali appunto hanno altre fonti di finanziamento: private, regionali e statali). Questo \u00e8 emerso chiaramente durante il dibattito pubblico svoltosi il 12 ottobre scorso all&#8217;Hotel Europa tra promotori e <a title=\"contrari al referendum\" href=\"http:\/\/www.lorenzotomassini.it\/2012\/10\/chi-e-lo-squalo-della-scuola\/\">contrari al referendum<\/a>. Una cosa su cui entrambe le parti si sono trovate subito d&#8217;accordo \u00e8 che in questa faccenda i soldi non sono la questione pi\u00f9 importante e che il nodo vero \u00e8 la scelta per il modello di scuola, che sta a monte dei finanziamenti.<br \/>\nDetto questo bisognerebbe anche chiedersi chi sia lo &#8220;zio lontano&#8221;.<br \/>\nEcco qua un ritratto con un po&#8217; di biografia:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/vademecum-sulle-scuole-private-paritarie2.pdf\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9990\" title=\"Il potere destituente\" alt=\"Il potere destituente\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/nuns_guns.jpg\" width=\"496\" height=\"164\" \/>Vademecum sulle scuole private paritarie (pdf)<\/a><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Ci si potrebbe chiedere ad esempio:<br \/>\nquanti di quei 1.736 bambini sono stranieri?<br \/>\nL&#8217;1,8%, contro il 17,3% nella scuola pubblica. E&#8217; evidente che moltissimi stranieri emigrati a Bologna non possono permettersi le rette della scuola privata paritaria, oltre probabilmente a non condividerne l&#8217;impostazione confessionale.<br \/>\nQuanti di quei bambini sono diversamente abili?<br \/>\nLo 0,7%, contro il 2,1% nella scuola pubblica. E&#8217; chiaro che una scuola paritaria deve accogliere i bambini &#8220;certificati&#8221;, come stabilisce la legge del 2000, ma se non ha le strutture adeguate o le risorse sufficienti, non ne potr\u00e0 accogliere che una percentuale minima n\u00e9 si potr\u00e0 obbligarla ad accoglierne di pi\u00f9.<br \/>\nQuanti tra quei bambini non sono cattolici?<br \/>\nManca il dato, ma il presentimento \u00e8 che sia una percentuale possibilmente ancora pi\u00f9 bassa delle altre due.<br \/>\nInsomma non \u00e8 poi cos\u00ec difficile capire a chi volere pi\u00f9 bene in un&#8217;ottica di salvaguardia del pluralismo e del diritto, anche senza bisogno dei rimbrotti degli zii vicini un po&#8217; suonati\u2026<\/p>\n<p>\u2026 e anche delle zie. Secondo una <a title=\"consigliera regionale\" href=\"http:\/\/www.paolamarani.it\/?p=2358\">consigliera regionale<\/a> dello stesso partito di maggioranza il referendum sbaglia bersaglio: non bisognerebbe chiedere al virtuosissimo Comune di Bologna di cambiare indirizzo rispetto al sistema scolastico integrato pubblico-privato, bens\u00ec domandare allo Stato centrale di farsi carico dell&#8217;aumento delle sezioni scolastiche.<br \/>\nRisulta difficile capire in base a quale principio di schizofrenia politica chiedere una certa linea di condotta allo Stato sarebbe cosa buona e giusta, mentre chiederla al Comune no. Dovremmo cio\u00e8 protestare contro il governo centrale perch\u00e9 taglia i fondi alle scuole pubbliche e agevola le convenzioni con quelle private, mentre lodiamo il Comune che d\u00e0 vita a \u00abun virtuoso esempio di sussidiariet\u00e0&#8221;, applicando alacremente la legge stessa. Si chiede un maggiore intervento statale mentre si porta a modello la sussidiariet\u00e0 realizzata dal Comune! Siamo al trionfo del biconcettualismo.<\/p>\n<p>Ma ai referendari viene imputato addirittura di aggravare la situazione della scuola. L&#8217;ultima accusa &#8211; lanciata dal <a title=\"Segretario della Camera del Lavoro\" href=\"http:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2012\/10\/08\/news\/i_sindacati_bocciano_il_referendum_sulle_private-44141368\/\">Segretario della Camera del Lavoro<\/a> &#8211; \u00e8 che il referendum non risolve il problema dei quattrocento bambini rimasti fuori dalle liste scolastiche, \u00abperch\u00e9 se avr\u00e0 effetti saranno su tempi medio-lunghi, mentre l&#8217;emergenza \u00e8 ora\u00bb. Per cui \u00abl&#8217;attenzione va concentrata su questo problema e non su polemiche per un appuntamento ordinario\u00bb.<br \/>\nSiamo all&#8217;assurdo. Accusare un referendum consultivo su un aspetto della politica amministrativa di non risolvere l&#8217;emergenza del momento \u00e8 un nonsenso logico. Mentre \u00e8 vero che volere affrontare seriamente l&#8217;emergenza potrebbe essere lo stimolo per iniziare a porsi il problema in una nuova prospettiva politica, strutturalmente diversa. Del resto, garantire a quei quattrocento bambini l&#8217;accesso alla scuola pubblica e laica \u00e8 comunque compito dell&#8217;amministrazione e dello Stato. Tant&#8217;\u00e8 che il Comune sta cercando di arrabattare una soluzione parziale per gli esclusi, aprendo sezioni supplementari a mezza giornata. Dovrebbe essere proprio un frangente come questo a far riflettere sull&#8217;opportunit\u00e0, in prospettiva, di tenersi il milione di euro annuo stanziato per le scuole convenzionate, lasciando che queste reperiscano i fondi altrove, visto che ne hanno la possibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n4. ODONTOIATRIA<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<h5>\u00abYou one ugly motherfucker!\u00bb<br \/>\n<em>Predator<\/em>, 1987<\/h5>\n<\/blockquote>\n<p>Eppure, a forza di battere l\u00e0 dove il dente duole, la lingua finisce per dire la verit\u00e0. <a title=\"Coordinatore di Giunta\" href=\"http:\/\/radio.rcdc.it\/archives\/il-referendum-costa-troppo-accorpiamolo-alle-politiche-del-2013-103998\/\">Il coordinatore di giunta<\/a> (PD) afferma con chiarezza in Consiglio Comunale che \u00able scuole paritarie sono una realt\u00e0 del nostro sistema dal 1995\u00bb. Ribadisce l&#8217;intenzione della Giunta di proseguire il percorso intrapreso, nella convinzione che sia \u00abil modo migliore per potere affrontare le problematiche che riguardano le famiglie bolognesi\u00bb.<\/p>\n<p>Eccoci al nocciolo della questione. Si parla di &#8220;sistema&#8221;. Dunque la sussidiariet\u00e0 \u00e8 ormai accettata come sistemica, perch\u00e9 \u00e8 considerata la soluzione &#8220;migliore&#8221;. E non da ieri. Se la legge dello Stato che parifica le scuole private \u00e8 del 2000, ci\u00f2 significa che l&#8217;amministrazione comunale bolognese ha agito con almeno cinque anni d&#8217;anticipo rispetto alla legge nazionale, quindi sulla base di un indirizzo politico-economico autonomo e condiviso. <em>En passant<\/em> ricorderemo che, in quei ruggenti anni Novanta, a Bologna la stessa amministrazione privatizz\u00f2 le farmacie comunali, rinunciando a un incasso di due miliardi di lire all&#8217;anno. Era ben prima che finissero i soldi, prima della crisi e dei tagli. Alla fine, gira e rigira, \u00e8 sempre alla politica che si torna. E alle scelte d&#8217;indirizzo.<br \/>\nDice bene una <a title=\"fuoriuscita\" href=\"http:\/\/referendum.articolo33.org\/2012\/09\/referendum-a-bologna-la-parola-ai-cittadini\/\">fuoriuscita<\/a> dalla compagine del primo partito di maggioranza:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abdietro l&#8217;affermazione che \u201cnon ci sono i soldi e bisogna far quadrare i conti\u201d appare in controluce, ma chiarissima, una vera e propria visione strategica di questa Amministrazione, per la quale pubblico e privato appaiono come identici, dotati di medesima natura e principi fondanti. Usando la pesantezza della situazione economica, il Comune sta accelerando sulle scelte di privatizzazione e quindi sulle prospettive che riguardano il futuro del sistema di welfare cittadino.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ecco perch\u00e9 i piccoli timonieri bolognesi sono cos\u00ec scocciati e rabbiosi contro questo referendum. Mica perch\u00e9 pensano che dovranno prenderne sul serio i risultati &#8211; hanno gi\u00e0 detto che per loro non \u00e8 &#8220;vera democrazia&#8221; -, ma perch\u00e9 se passasse aprirebbe contraddizioni, farebbe cadere in contraddizione, farebbe cadere certi paraventi lessicali e retorici. Gi\u00e0 adesso ci fa capire che i trent&#8217;anni che abbiamo alle spalle non sono trascorsi invano. Chi si \u00e8 rassegnato \u00e8 diventato organico a un certo stato delle cose, a una certa tendenza, e messo alle strette lo rivendica. Qualcuno si azzarda ancora a chiamarlo &#8220;riformismo&#8221;, ma \u00e8 soltanto un modo ipocrita di mascherare la resa psichica e politica all&#8217;avversario.<\/p>\n<div id=\"attachment_9981\" style=\"width: 346px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9981\" class=\"size-full wp-image-9981\" title=\"Troppo tardi per cambiare rotta\" alt=\"Troppo tardi per cambiare rotta\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/helmsman1xa6.jpg\" width=\"336\" height=\"500\" \/><p id=\"caption-attachment-9981\" class=\"wp-caption-text\">\u00abTroppo tardi per cambiare rotta.\u00bb<\/p><\/div>\n<p>Cos\u00ec torniamo all&#8217;affermazione iniziale: il caso bolognese diventa una cartina al tornasole, e scoperchia la realt\u00e0 che sta sotto le belle frasi. La realt\u00e0 \u00e8 che la tendenza all&#8217;equiparazione di pubblico e privato, in atto a Bologna da met\u00e0 anni Novanta, \u00e8 in buona sostanza condivisa, al di l\u00e0 della mera contingenza economica. Ma se la tendenza \u00e8 inarrestabile, allora quel milione di euro \u00e8 destinato ad aumentare. La sussidiariet\u00e0, vale a dire la penetrazione del privato nel pubblico, avanzer\u00e0 lentamente e inesorabilmente. E se la risposta a chi dice: \u00abFermiamoci, cambiamo rotta\u00bb \u00e8 \u00abNon si pu\u00f2\u00bb, allora significa che la politica \u00e8 gi\u00e0 morta, che la quota d&#8217;interesse privato nella mentalit\u00e0 di chi guida la nave \u00e8 gi\u00e0 oltre il 50% &#8211; con buona pace del segretario del PD. Ma soprattutto viene da chiedersi: <span style=\"text-decoration: underline;\">se la rotta \u00e8 una sola, e dunque il pilota \u00e8 automatico, cosa ci stanno a fare in plancia i timonieri?<\/span> A farci firmare una delega in bianco per cinque anni e a darci degli &#8220;ideologici&#8221; se chiediamo di pronunciarci su come andrebbero spesi i soldi delle nostre tasse?<br \/>\nQuesto ceto politico dovrebbe iniziare a rendersi conto che tra la sussidiariet\u00e0 e la <em>suicidariet\u00e0<\/em> il passo \u00e8 pi\u00f9 breve di quello che pu\u00f2 sembrare.<br \/>\nC&#8217;era una volta la Sinistra, dicevamo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<object width=\"500\" height=\"375\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/ck3wa-VlsZM?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"500\" height=\"375\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/ck3wa-VlsZM?version=3&amp;hl=it_IT\" allowFullScreen=\"true\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\" \/><\/object><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00a0di Wu Ming 4 | Appunti intorno al referendum sul finanziamento delle scuole paritarie 1. PRENDERLA ALLA LARGA, OVVERO: PARADOSSI DI BASE \u00abLe cose viste dall&#8217;alto fanno sempre meno impressione.\u00bb Per un pugno di dollari, 1964 C&#8217;era una volta la Sinistra, che pensava cose di sinistra e che sulla propria carta d&#8217;identit\u00e0 avrebbe potuto scrivere [&hellip;]","protected":false},"author":117,"featured_media":9957,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,8],"tags":[1587,142,1612,798,200,1671,1582,1583,1586,1585,1584],"class_list":["post-9942","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-appunti","category-editoriali","tag-articolo-33","tag-bologna","tag-ciellini-ovunque","tag-costituzione","tag-referendum","tag-referendumbologna","tag-scuola-pubblica","tag-scuole-private","tag-sinistra","tag-suicidarieta","tag-sussidiarieta"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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