{"id":9715,"date":"2012-09-21T23:40:39","date_gmt":"2012-09-21T21:40:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=9715"},"modified":"2013-10-09T09:18:14","modified_gmt":"2013-10-09T07:18:14","slug":"il-movimento-arts-and-crafts-e-j-r-r-tolkien","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/09\/il-movimento-arts-and-crafts-e-j-r-r-tolkien\/","title":{"rendered":"Il Movimento <i>Arts and Crafts<\/i> e J.R.R. Tolkien"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arts-crafts_011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9806\" title=\"arts-crafts_01\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arts-crafts_011.jpg\" width=\"449\" height=\"450\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[In occasione dello <a title=\"Hobbit Day\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hobbit_Day\">Hobbit Day<\/a>, nell&#8217;anno di uscita del primo film ispirato a <em>Lo Hobbit<\/em>, pubblichiamo il testo di un intervento tenuto alcuni anni fa a un convegno internazionale della Tolkien Society. L&#8217;autrice, Ty Rosenthal, \u00e8 una fan neozelandese di J.R.R. Tolkien, che partendo dall&#8217;intuizione di pi\u00f9 celebri studiosi (<a title=\"Hammond e Scull\" href=\"http:\/\/www.abebooks.co.uk\/Tolkien-J.R.R-Artist-Illustrator-Wayne-Hammond\/8269175326\/bd\">Hammond e Scull<\/a>) sostiene &#8211;\u00a0 immagini e citazioni alla mano &#8211; una tesi molto interessante ma poco approfondita dalle nostre parti. Vale a dire l&#8217;influenza diretta che <a title=\"William Morris\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/William_Morris\">William Morris<\/a>, la pittura dei <a title=\"Pre-Raffaeliti\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pre-Raphaelite_Brotherhood\">Pre-Raffaeliti<\/a> e il <a title=\"movimento Arts and Crafts\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Arts_and_Crafts_movement\">movimento <em>Arts and Crafts<\/em><\/a> esercitarono su Tolkien, sulla sua visione estetica e narrativa.<br \/>\nIn Italia non ci si \u00e8 impegnati granch\u00e9 a indagare il legame tra Tolkien e una delle poche fonti di ispirazione letteraria da lui esplicitamente riconosciute: William Morris (forse, ipotizziamo, a causa dell&#8217;irriducibilit\u00e0 di questa figura ai parametri politico-culturali nostrani). Ty Rosenthal lo fa con la semplicit\u00e0 della lettrice amatoriale, andando a leggere i testi e soprattutto considerando Tolkien anche come artista figurativo e come calligrafo.<br \/>\nCi sembra un buon modo di festeggiare il compleanno di Bilbo e Frodo Baggins, quello di incoraggiare un punto di vista diverso su Tolkien, sulla sua formazione artistica, inserendone l&#8217;opera in un <em>phylum<\/em> culturale in buona parte ancora da indagare.]<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<h4><strong>Immaginario della Terra di Mezzo e filosofia dell&#8217;arte manuale<\/strong><\/h4>\n<p>di Ty Rosenthal*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1971, in una lettera indirizzata a un&#8217;amica, Tolkien raccont\u00f2 questo aneddoto:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQualche anno fa a Oxford ricevetti la visita di un uomo il cui nome ho dimenticato [\u2026]. Era rimasto molto colpito dallo strano modo per cui molti vecchi quadri gli sembravano essere stati disegnati appositamente per illustrare <em>Il Signore degli Anelli<\/em> molto prima che io l&#8217;avessi scritto. Aveva portato con s\u00e9 una o due di queste riproduzioni. Penso che inizialmente volesse semplicemente scoprire se la mia immaginazione si era ispirata a questi quadri, come era gi\u00e0 successo per altre opere letterarie. Quando fu ovvio che, a meno che io non stessi mentendo, non avevo mai visto prima quei dipinti e che anzi non ero un esperto di arte pittorica, rest\u00f2 in silenzio. Mi accorsi che mi stava guardando fisso. Improvvisamente disse: &#8216;Naturalmente Lei non creder\u00e0 di aver scritto il libro tutto da solo?&#8217;. Tale e quale Gandalf!\u00bb[1]<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tolkien rispose al suo visitatore: &#8220;No, credo proprio di no&#8221;. Tuttavia \u00e8 sorprendente vedere come J.R.R. Tolkien, che era un artista dilettante piuttosto dotato, non si considerasse colto in ambito artistico, n\u00e9 ispirato dall&#8217;arte &#8211; anche se in almeno un caso un personaggio, Gandalf, venne ispirato da un quadro [2]. Riferendosi a quell&#8217;impacciato incontro, Tolkien usa l&#8217;espressione specifica &#8220;arte pittorica&#8221;. Se la stessa domanda gli fosse stata fatta a proposito di un tipo diverso di ispirazione artistica, avrebbe potuto rispondere di s\u00ec. Perch\u00e9 tanto nella sua arte quanto nell&#8217;approccio filosofico all&#8217;arte, all&#8217;artigianato, e alla creativit\u00e0, Tolkien era evidentemente influenzato dal movimento <em><strong>Arts and Crafts<\/strong><\/em> inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;immagine che coglie la quintessenza del legame tra Tolkien e l&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> \u00e8 una delle illustrazioni per <strong><em>Lo Hobbit<\/em><\/strong>, che rappresenta Bilbo, ritratto come una piccola figura a cavallo di un barile, mentre viene trasportato attraverso un paesaggio fluviale fatto d&#8217;acqua che scorre e alberi stilizzati. Nell&#8217;uso della linea, del colore, nella resa del paesaggio, questo interessante dipinto attinge direttamente dalle stilizzazioni dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_9716\" style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9716\" class=\"size-medium wp-image-9716    \" title=\"J.R.R._Tolkien_-_Bilbo_comes_to_the_Huts_of_the_Raft-elves_(II)\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/J.R.R._Tolkien_-_Bilbo_comes_to_the_Huts_of_the_Raft-elves_II-265x300.jpg\" width=\"265\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-9716\" class=\"wp-caption-text\">Figura 1: Bilbo arriva alle baracche dei barcaioli elfici (3)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia non \u00e8 questa l&#8217;immagine che ha ispirato la presente ricerca. Quel dipinto mostra gli effetti di una certa influenza su Tolkien; non mostra come tale influenza ha avuto luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prossima sequenza di tre immagini, molto simili nello stile e collegate al movimento <em>Arts and Crafts<\/em>, dimostra in maniera nitida il percorso di questa influenza. La prima \u00e8 una pagina di ghirigori casuali niente meno che dalla mano del grande <strong>William Morris<\/strong>:<\/p>\n<div id=\"attachment_9718\" style=\"width: 267px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9718\" class=\"size-full wp-image-9718 \" title=\"Morris\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Morris.jpg\" width=\"257\" height=\"347\" \/><p id=\"caption-attachment-9718\" class=\"wp-caption-text\">Figura 2: Schizzi di William Morris, anni Sessanta dell&#8217;Ottocento (4)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Confrontiamola con questo foglio di modelli per le esercitazioni degli studenti inglesi di disegno artistico:<\/p>\n<div id=\"attachment_9719\" style=\"width: 226px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9719\" class=\" wp-image-9719 \" title=\"Ghirigori\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Ghirigori-216x300.jpg\" width=\"216\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-9719\" class=\"wp-caption-text\">Figura 3: Foglio di esercizi della London School of Art (5)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trent&#8217;anni dopo, lo stile di decorazione botanica dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> era talmente consolidato che immagini stilizzate di questo tipo erano un esercizio artistico per ragazzi, sotto l&#8217;egida del London School Board, dovunque sventolasse l&#8217;Union Jack. Da bambino, Tolkien ricevette la sua prima educazione artistica negli anni Novanta del XIX secolo. Pi\u00f9 tardi, da adulto, disegnava ancora nello stesso stile, come si evince da questa busta:<\/p>\n<div id=\"attachment_9721\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9721\" class=\"size-medium wp-image-9721 \" title=\"GhiriTolkien\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/GhiriTolkien-300x134.jpg\" width=\"300\" height=\"134\" \/><p id=\"caption-attachment-9721\" class=\"wp-caption-text\">Figura 4: Disegnini di J.R.R. Tolkien su una busta (6)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cento anni dopo i ghirigori di Morris, almeno un artista dimostrava ancora l&#8217;influenza dei giorni di scuola tardo-vittoriani con i suoi schizzi di piante stilizzate e simmetriche. Qui l&#8217;arte casuale di Tolkien non \u00e8 copiata da qualcos&#8217;altro: si possono osservare gli spunti creativi propri di Tolkien e un po&#8217; della sua scrittura elfica. Ma i paralleli visivi tra i ghirigori di Tolkien e quelli di Morris sono evidenti, e sono collegati tra loro dal London School Board e dall&#8217;enorme influenza di Morris sulla cultura inglese in generale e su Tolkien in particolare, i quali hanno fatto da ponte. Questo insieme d&#8217;immagini \u00e8 ci\u00f2 che ha ispirato la mia ricerca e questa trattazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di un&#8217;ulteriore analisi, vorrei far notare che ogni discussione sull&#8217;arte di Tolkien ha un debito con i suoi allievi e studiosi <strong>Wayne Hammond<\/strong> e <strong>Christina Scull,<\/strong> e con il loro libro<em> J.R.R. Tolkien: Artist and Illustrator<\/em>. Il loro precedente lavoro ha messo a nostra disposizione la sfera della produzione artistica di Tolkien, e la loro lungimiranza nell&#8217;includere certe immagini ha reso possibile questo progetto di ricerca. Loro discutevano il legame tra Tolkien e il movimento <em>Arts and Crafts;<\/em> l&#8217;obiettivo di questa trattazione \u00e8 di costruire su quelle fondamenta, entrando nei particolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Sul movimento <em>Arts and Crafts<\/em> inglese<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento <em>Arts and Crafts<\/em> inglese fu un insieme di influenze artistiche, architettoniche e filosofiche. Lo scrittore Steven Adams nota:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abEsso incorpor\u00f2 un&#8217;ampia variet\u00e0 di artisti, scrittori, artigiani e di donne\u2026 alcuni dei suoi precursori erano profondamente conservatori e guardavano con nostalgia al passato medievale, mentre altri erano socialisti e ardenti riformatori\u00bb [7].<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra loro c&#8217;erano protestanti, cattolici, e artisti che andavano dai pittori ai vasai. Il movimento comp\u00ec il suo ciclo, dall&#8217;inizio alla fine, tra il 1860 e i tardi anni Trenta del Novecento. In quell&#8217;arco di tempo impatt\u00f2 con lo sviluppo della produzione manifatturiera, il suffragio femminile, e i cambiamenti di idee sul ruolo dell&#8217;arte e sulla natura in una societ\u00e0 industrializzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I semi dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> vennero piantati nella prima et\u00e0 vittoriana, tra il 1830 e il 1860, da architetti gotici, come <strong>Augustus Pugin<\/strong> [8]. Quegli architetti ritenevano che l&#8217;architettura medievale fosse molto superiore agli edifici della loro epoca. I loro alleati, inclusi autori come <strong>Thomas Carlyle<\/strong> e <strong>John Ruskin<\/strong>, contestavano il fatto che il design vittoriano era prodotto usando le macchine, e secondo loro questo annullava l&#8217;aspetto umano e la &#8220;dignit\u00e0 creativa&#8221; della maestria artigiana [9]. Con il loro volgersi indietro e idealizzare le opere preindustriali, costoro stabilivano un&#8217;affinit\u00e0 artistica con i <strong>Pre-Raffaeliti.<\/strong> Questi erano un gruppo di artisti che rifiutava le convenzioni accademiche, classiche, incarnate dalla pittura di Raffaello. Si sforzavano invece di creare opere che avessero un valore emozionale e simbolico [10]. Ai loro inizi, i Pre-Raffaeliti erano un gruppo di sette membri, con base a Londra, e che avrebbe poi incluso William Morris.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la sua vita, William Morris domin\u00f2 benevolmente il movimento <em>Arts and Crafts<\/em> inglese; oggi il suo nome \u00e8 quasi un sinonimo dello stile <em>Arts and Crafts.<\/em> Tolkien stesso avrebbe forse desiderato un&#8217;educazione come quella di Morris, nell&#8217;abbraccio di una famiglia benestante e affettuosa che assecondava gli interessi medievalisti del figlio. Il padre di Morris aveva perfino fatto costruire una piccola armatura completa per lui in modo che potesse andarsene all&#8217;avventura per i cortili di casa in groppa a un pony! [11] In quanto giovane agiato, Morris ebbe il tempo e i mezzi per incontrare i Pre-Raffaeliti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Pre-Raffaeliti diedero vita a una pittura e a una poesia profondamente romantiche. Spesso le loro opere esprimevano ideali di bellezza, i quali ispirarono o entrarono in sintonia con il movimento<em> Arts and Crafts.<\/em> Quei lavori includevano temi del folklore inglese, spesso collegandoli alla mitologia greco-romana, il ciclo di Re Art\u00f9 e l&#8217;immaginario fatato\/pre-cristiano, oppure illustravano le opere di <strong>Shakespeare<\/strong>. Favorivano anche la rappresentazione della spiritualit\u00e0, sia quella pagano-mitologica sia quella cristiana [12]. La ricca, romantica combinazione di temi, come la bellezza femminile e il rapimento spirituale, \u00e8 ben evidente nella poesia di <strong>Dante Rossetti<\/strong> <em>The Blessed Damozel,<\/em> che in seguito egli accompagn\u00f2 con un dipinto [13].<\/p>\n<div id=\"attachment_9722\" style=\"width: 266px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9722\" class=\"size-full wp-image-9722 \" title=\"blessed\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/blessed.jpg\" width=\"256\" height=\"298\" \/><p id=\"caption-attachment-9722\" class=\"wp-caption-text\">Figura 5: &#8220;La Damigella Beata&#8221; di Dante Grabriel Rossetti<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Morris ader\u00ec al movimento Pre-Raffaelita insieme alla sua giovane moglie, <strong>Jane Burden<\/strong>. Burden era un&#8217;artista di merito, specializzata in tessuti e ricami, che avrebbe dato un contributo significativo alle produzioni tessili dell&#8217;<em>Arts and Crafts.<\/em> E&#8217; ricordata soprattutto per la sua folgorante bellezza e per essere stata la musa di suo marito e la modella preferita di Dante Rossetti [14]. Nel 1860, William e Jane si trasferirono nella romantica <strong>Red House<\/strong>. La casa era stata commissionata dai Morris, e decorata con temi ideati da loro e dai loro amici. Questa incantevole dimora ideale era concepita per essere un rifugio dai malanni dell&#8217;ipercinetica societ\u00e0 moderna. Fu tra le mura della Red House che inizi\u00f2 davvero il movimento <em>Arts and Crafts<\/em> inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;inizio Morris e i suoi sodali erano una piccola compagnia, concepita come una comunit\u00e0 di &#8220;lavoratori delle belle arti&#8221;. Lavorando con una variet\u00e0 di mezzi, il loro intento era quello di ritagliarsi un ruolo nella riforma delle arti decorative. Grazie al loro stile medievalista e alla loro miscela di radicalismo e conservatorismo, molte delle loro prime commissioni vennero dalle chiese. Lentamente ma inesorabilmente, i loro bellissimi progetti acquistarono sempre pi\u00f9 ammiratori e committenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostalgia medievale dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> si diffuse per reazione alle trasformazioni portate in Inghilterra dall&#8217;industrializzazione e dall&#8217;espansione coloniale. L&#8217;emigrazione e il lavoro industriale stavano cambiando per sempre il volto del proletariato, con un grande spostamento di persone dalle campagne alle citt\u00e0, soprattutto verso i quartieri poveri. La vita quotidiana di molti veniva stritolata nella macchina della produzione industriale. Il libro di <strong>George Orwell<\/strong> <em>La Strada per Wigan Pier<\/em> fornisce un&#8217;evocativa, ancorch\u00e9 tarda, visione di quel tipo di vita. Per coloro che potevano permettersi di coglierlo, c&#8217;era un aspetto affascinante nei prodotti del lavoro industriale. Qualsiasi cosa fosse nuova per tecnologia e fabbricazione divenne popolare. Si pubblicizzavano gli alimenti pretrattati. I nuovi sviluppi della chimica e della metallurgia instillavano poco alla volta cambiamenti nel vestiario delle donne, rendendo l&#8217;acciaio abbastanza economico da essere usato nei corsetti e nelle crinoline, e producendo vividi coloranti d&#8217;anilina, soprattutto tonalit\u00e0 di porpora, per rendere i vestiti pi\u00f9 brillanti. La Grande Esibizione dell&#8217;Industria di Tutte le Nazioni del 1851, al <strong>Crystal Palace<\/strong> di vetro-acciaio di Londra, celebr\u00f2 le virt\u00f9 e i prodotti dell&#8217;industrializzazione vittoriana. Fuochi d&#8217;artificio, marchingegni a batterie, fontane, telai meccanici, macchine falciatrici, e la meraviglia architettonica del Palazzo stesso incantarono le folle. La volta di vetro del Palazzo, che racchiudeva un albero, era essa stessa un&#8217;immagine del trionfo della tecnologia sulla natura [15].<\/p>\n<div id=\"attachment_9723\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9723\" class=\"size-medium wp-image-9723 \" title=\"23\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/23-300x232.jpg\" width=\"300\" height=\"232\" \/><p id=\"caption-attachment-9723\" class=\"wp-caption-text\">Figura 6: illustrazione dell&#8217;interno del Crystal Palace di Londra<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella stessa epoca in Inghilterra, la borghesia in crescita iniziava a insidiare i privilegi dell&#8217;aristocrazia e a emergere soprattutto grazie all&#8217;istruzione, alla transizione vincente verso la societ\u00e0 industrializzata, al suo ruolo di distributrice dei beni industriali. Parte della nostalgia per la semplicit\u00e0 di un&#8217;epoca di fanti e signori evocata da questo cambiamento era efficacemente incanalata nella spinta coloniale dell&#8217;Impero Britannico, la quale univa la virt\u00f9 del successo capitalistico propria della classe media (come quello della Compagnia delle Indie Orientali) all&#8217;idea della superiorit\u00e0 britannica (esemplificata nella poesia di <strong>Rudyard Kipling<\/strong> <em>White Man&#8217;s Burden<\/em> [16]). Tuttavia ci\u00f2 provocava anche una certa inquietudine, poich\u00e9 comportava un costante flusso di cibi stranieri, arte straniera, tessuti stranieri, e gente straniera. In mezzo alle lusinghe dell&#8217;impero, cosa significava ormai essere inglese?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu da questi presupposti che l&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> svilupp\u00f2 le sue visioni filosofiche. Quella pi\u00f9 comunemente citata al giorno d&#8217;oggi \u00e8, guarda caso, di William Morris: &#8220;Non abbiate nulla nelle vostre case che non riconosciate come utile o che non riteniate bello&#8221; [17]. Questa massima tanto \u00e8 affascinante quanto \u00e8 in grado di riassumere nitidamente la credenza dell<em>&#8216;Arts and Crafts<\/em> che la bellezza e gli oggetti d&#8217;uso quotidiano potessero e dovessero fondersi assieme. Per Morris, una bella decorazione era una &#8220;alleanza con la natura&#8221;, e la natura, come gli uccelli, gli alberi, e la possibilit\u00e0 di vivere a contatto con l&#8217;ambiente, era altamente apprezzata[18]. Cos\u00ec come il passato. La storia, il folklore e i miti britannici, celtici e nordici, venivano osservati attraverso lenti rosa, per valorizzare l&#8217;eredit\u00e0 inglese e incoraggiare gli artisti in Inghilterra a cercare ispirazione nella tradizione locale [19].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli idealisti dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> sono forse stati i primi ad adottare l&#8217;idea che si potesse &#8220;pensare globalmente, comprare localmente&#8221;, e preferivano che i loro oggetti fossero fabbricati da artigiani locali, quando addirittura non se li costruivano da soli. I fabbricanti di tappeti del movimento <em>Arts and Crafts<\/em> accettarono di avvalersi della manodopera irlandese meno cara, solo perch\u00e9 era una maestranza &#8220;locale&#8221;, e cos\u00ec molti tappeti vennero fabbricati nel Donegal.<br \/>\nIncoraggiare questa forma di impiego nasceva dall&#8217;idea che praticare un&#8217;arte avrebbe elevato le qualit\u00e0 morali e spirituali. Le pagelle delle scuole d&#8217;arte e design in Nuova Zelanda incoraggiavano specificatamente i lavoratori e le lavoratrici ad avere cura di se stessi e a migliorare [20].<br \/>\nInoltre, gli articoli della produzione <em>Arts and Crafts<\/em> dovevano essere fatti di sostanze e fibre naturali, evitando innovazioni come la celluloide, il lattice, e le tinte sintetiche [21]. Questi ideali erano applicati anche ai corpi e ai sentimenti degli artigiani, ritenendo che abiti semplici (soprattutto per le donne) e libert\u00e0 emotiva avrebbero condotto alla buona salute e favorito la creativit\u00e0. A livello spirituale, l&#8217;estetica <em>Arts and Crafts<\/em> era tanto in sintonia con il folklore pagano quanto indubbiamente cristiana. Entrambi gli aspetti si ritrovavano nel sentimento implicito nell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> che le cose un tempo erano andate meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista artistico, questo medievalismo si esprimeva in stili differenti. Il revival gotico, il revival celtico, il recupero della rusticit\u00e0, si sforzavano di rievocare l&#8217;Inghilterra di un&#8217;epoca pi\u00f9 semplice, prima dell&#8217;industrializzazione e del colonialismo.<\/p>\n<div id=\"attachment_9724\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9724\" class=\"size-full wp-image-9724 \" title=\"Vetrata\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Vetrata.jpg\" width=\"300\" height=\"338\" \/><p id=\"caption-attachment-9724\" class=\"wp-caption-text\">Figura 7: &#8220;Le Nozze di Sir Tristano&#8221;, vetrata istoriata da Edward Burne-Jones, 1862 (22)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da principio furono artisti professionisti a creare le opere <em>Arts and Crafts.<\/em> Quando per\u00f2 il movimento inizi\u00f2 a progredire e la gente inizi\u00f2 a saperne di pi\u00f9 sul suo conto, i progetti fai-da-te ebbero una parte importante nella realizzazione della visione estetica dell&#8217;<em>Arts and Crafts.<\/em> Morris e gli altri, fornendo attrezzatura e dando lezioni, nonch\u00e9 attraverso alla pubblicazione dei cataloghi, consentirono ai dilettanti a casa di diventare anch&#8217;essi artisti artigiani [23]. Potendo contare sulle abilit\u00e0 nei lavori manuali che erano molto diffusi nell&#8217;era pre-televisiva, spesso queste opere &#8220;fatte in casa&#8221; o &#8220;amatoriali&#8221; erano indistinguibili da quelle realizzate nello studio di Morris. Le donne furono ampiamente coinvolte nell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> grazie alla sua apertura, motivata dall&#8217;idea che questo tipo di lavoro artistico fosse un&#8217;occupazione appropriata per una donna e che elevasse lo spirito. Le donne divennero anche intagliatrici e orafe professioniste proprio grazie ai curricula della scuola di <em>Arts and Crafts<\/em> [24].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento <em>Arts and Crafts<\/em> inglese esercit\u00f2 un&#8217;influenza evidente, ma ebbe anche successo? Lo stesso William Morris giunse a dubitare di avere raggiunto i propri obiettivi. Osserv\u00f2, a ragione, che molti oggetti prodotti dal suo gruppo erano destinati solo ai benestanti, e che le masse rimanevano escluse dal piacere della loro visione [25]. Ai loro inizi, in epoca vittoriana, gli studi di produzione <em>Arts and Crafts<\/em> conseguirono solo un modesto successo commerciale. A quei tempi, lo stile e le filosofie a esso correlate erano radicali e controverse, per gli intellettuali e, in alcuni casi, perfino per quelli che volevano suscitare scandalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua devozione alla bellezza, all&#8217;utilit\u00e0 e alla storia, l&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> sacrific\u00f2 il senso dell&#8217;umorismo. Questo lo rese un bersaglio perfetto per chi voleva fare satira sul movimento. Gli schernitori dell&#8217;epoca trovavano nuove frecce per il loro arco quando l&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> veniva preso di mira dagli Esteti &#8211; gente della classe medio-alta che amava l&#8217;arte perch\u00e9 era di moda, senza fare molte distinzioni sulla sua provenienza [26]. <strong>Oscar Wilde,<\/strong> in contemplazione di gigli e girasoli per trarne ispirazione, l&#8217;idea che l&#8217;arte non deve avere alcuna finalit\u00e0 e che la Natura non \u00e8 importante, erano tutte cose tipicamente estetiche. La famosa vignetta vittoriana di <strong>George Du Maurier,<\/strong> <em>The Six-Mark Teapot,<\/em> rappresenta una sciocca stortura della convinzione dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> che gli oggetti d&#8217;uso quotidiano dovessero essere belli, e che qui invece hanno cominciato a essere feticizzati [27].<\/p>\n<div id=\"attachment_9725\" style=\"width: 196px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9725\" class=\"size-medium wp-image-9725 \" title=\"punch\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/punch-186x300.jpg\" width=\"186\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-9725\" class=\"wp-caption-text\">Figura 8: George Du Maurier, The Six-Mark Teapot, 1880<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il design <em>Arts and Crafts<\/em> ebbe una maggiore diffusione e venne prodotto su larga scala soprattutto nella prima met\u00e0 del XX secolo, mescolato con altri stili architettonici edoardiani. (Il corrispettivo movimento <em>Arts and Crafts<\/em> americano, con il suo approccio meno idealistico all&#8217;artigianato, fu un successo commerciale). Anche se noi oggi lo consideriamo un classico, l&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> dur\u00f2 poco pi\u00f9 che un momento. Inevitabilmente, evolse in altri stili artistici e il momento pass\u00f2. In Europa i suoi spunti vennero raccolti dalle diverse diramazioni del movimento Estetico, gli spazi di Glasgow di <strong>Charles Rennie Mackintosh,<\/strong> l&#8217;<em><strong>Art Nouveau<\/strong><\/em> in Francia, lo <em><strong>Jugendstil<\/strong><\/em> in Austria, e gli albori del movimento <strong>Modernista<\/strong> e della <strong>Bauhaus<\/strong> [28].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine degli anni Quaranta, l&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em>, come movimento artistico, era concluso. Ma a quel punto aveva gi\u00e0 avuto la possibilit\u00e0 di imprimere il proprio sigillo su un fenomeno culturale che sarebbe giunto fino al XXI secolo: l&#8217;arte e la scrittura di J.R.R.Tolkien.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. La vita e l&#8217;arte di Tolkien<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tolkien \u00e8 famoso per i suoi scritti, ma era anche un artista completo a pieno titolo. Era modesto sui propri talenti artistici; a proposito delle illustrazioni de <em>Lo Hobbit<\/em> dichiar\u00f2:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon sono molto buone e potrebbero anche essere inadatte tecnicamente [29]\u2026 Sono anche molto grato nonch\u00e9 piacevolmente sorpreso che i disegni per <em>Lo Hobbit<\/em> possano essere utilizzati\u2026 Ora ne accludo altri 6. Ovviamente sono tutti imperfetti [30].\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista artistico, il suo forte erano i paesaggi, il tratto eccellente, l&#8217;inventiva, un talento che forse oggi otterrebbe un pi\u00f9 giusto riconoscimento, l&#8217;abilit\u00e0 con mappe e caratteri. Il suo pi\u00f9 grande punto debole artistico era tutto ci\u00f2 che riguardava i bipedi senzienti. Ecco come ha succintamente descritto la sua mancanza artistica: &#8220;Ho provato, ma ahim\u00e8!, riesco solo a disegnare in maniera molto imperfetta quello che posso, e non quello che vedo&#8221; [31]. Per capire la ragione di questo limite occorre prendere in esame la sua educazione artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tolkien era nato nel 1892. Nel 1896 suo padre mor\u00ec, e lui, suo fratello e sua madre andarono a vivere in Inghilterra, da principio in un sobborgo semi-rurale di Birmingham. Tolkien trascorse i suoi primi anni con i nonni, e l&#8217;arte era parte integrante della storia famigliare. <strong>Humphrey Carpenter,<\/strong> nella sua biografia di Tolkien, nota che gli antenati di Tolkien erano stati incisori. Suo nonno poteva scrivere il Padre Nostro nella circonferenza di una moneta da sei pence usando un pennino affilato, e raccont\u00f2 al giovane Tolkien l&#8217;aneddoto di quanto era stato lodato da re Guglielmo IV per il suo eccellente lavoro artistico [32]. Istruito da una madre altrettanto talentuosa, il giovane Tolkien sapeva gi\u00e0 scrivere a cinque anni &#8211; molto bene in corsivo. Secondo Carpenter, sia Tolkien sia sua madre avevano una calligrafia &#8220;elegante e idiosincratica&#8221;. La madre di Tolkien forn\u00ec i primi elementi della sua educazione artistica, che continu\u00f2 con corsi di disegno a scuola, e con i frequenti disegni realizzati per diletto durante le vacanze. Tolkien sped\u00ec disegni alla madre quando fu ricoverata in ospedale per diabete nel 1904 [33].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora come oggi, l&#8217;arte faceva parte dell&#8217;educazione scolastica di base. A uno studente di oggi un insegnamento del genere, con esercitazioni ed esami, sembrerebbe perfino troppo irregimentato. Alla fine dei corsi scolastici di base e dell&#8217;educazione artistica che gli avevano fornito, i punti di forza e di debolezza di Tolkien come artista erano ormai fissati. Lo dimostrano due disegni fatti da Tolkien nel 1910, all&#8217;et\u00e0 di diciott&#8217;anni. Il primo \u00e8 uno schizzo a penna de <em>Le Rovine dell&#8217;Abbazia di Whitby.<\/em> Questo scorcio di paesaggio elegante, meditativo, \u00e8 realizzato con finezza e abilit\u00e0; proprio come sar\u00e0 nella sua narrativa, Tolkien usa l&#8217;ombra, le allusioni a una bellezza lontana, e il peso del passato come parte integrante del disegno.<\/p>\n<div id=\"attachment_9727\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9727\" class=\"size-medium wp-image-9727 \" title=\"Abbazia\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Abbazia-300x210.jpg\" width=\"300\" height=\"210\" \/><p id=\"caption-attachment-9727\" class=\"wp-caption-text\">Figura 9: J.R.R. Tolkien, &#8220;Le Rovine dell&#8217;Abbazia di Whitby&#8221;, 1910 (34)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Confrontiamolo con lo schizzo a matita del porto di Whitby, realizzato da Tolkien durante la stessa estate. Questo pezzo \u00e8 abbastanza ben riuscito &#8211; finch\u00e9 l&#8217;osservatore non nota i tentativi di aggiungere alcuni bambini in mezzo alla strada. Le piccole figure sono cos\u00ec abbozzate e sgraziate da sembrare fuori posto. Un po&#8217; di tempo in studio con modelli in carne e ossa avrebbe potuto correggere questa mancanza, ma all&#8217;epoca questo non faceva parte dell&#8217;educazione al disegno di un giovane rispettabile. Invece, agli studenti venivano presentati calchi in gesso di parti anatomiche neutre, come nasi e braccia. L&#8217;esercitazione consisteva nella sommatoria delle parti invece che nel cogliere l&#8217;insieme, come gli studenti stessi erano soliti rimarcare.<\/p>\n<div id=\"attachment_9749\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9749\" class=\"size-medium wp-image-9749 \" title=\"0020\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/00201-300x237.jpg\" width=\"300\" height=\"237\" \/><p id=\"caption-attachment-9749\" class=\"wp-caption-text\">Figura 10: J.R.R.Tolkien, schizzo del Porto di Whitby, 1910<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_9750\" style=\"width: 226px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9750\" class=\"size-full wp-image-9750 \" title=\"Dettaglio\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Dettaglio1.jpg\" width=\"216\" height=\"176\" \/><p id=\"caption-attachment-9750\" class=\"wp-caption-text\">Figura 11: J.R.R.Tolkien, Ibidem (dettaglio), 1910 (35)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da dove viene l&#8217;influenza dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> su Tolkien? Al tempo in cui Tolkien era un ragazzo e poi un giovanotto, l&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> era entrato nel suo periodo tardo, quello di maggiore diffusione commerciale; le sue tracce erano ovunque. Senz&#8217;altro un&#8217;importante origine dell&#8217;influenza dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> sul giovane Tolkien pu\u00f2 essere rintracciata nei libri che amava. I volumi di <em>Fairy Stories<\/em> di <strong>Andrew Lang<\/strong>, che Tolkien apprezzava [36], erano una miniera di influenze artistiche romantiche e pre-raffaelite, e Tolkien si imbatt\u00e9 senz&#8217;altro nei lavori di <strong>Walter Crane<\/strong> e di <strong>Kate Greenaway<\/strong> <em>[N.d.T.: Entrambi membri del movimento A&amp;C inglese: Walter Crane (1845-1915), allievo di W. Morris, pioniere dello stile Liberty, famoso illustratore di libri per bambini, realizzatore di manifesti e disegni per tappezzeria e carta da parati. Catherine &#8220;Kate&#8221; Greenaway (1846-1901), celebre poetessa per l&#8217;infanzia, illustratrice di libri per ragazzi e realizzatrice di exlibris].<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le case edoardiane non erano soggette al rapido ricambio della societ\u00e0 consumistica di oggi. Gli oggetti che entravano in casa, soprattutto nelle residenze modeste, erano probabilmente destinati a rimanerci per un pezzo. Questo valeva non solo per il patrimonio di libri per l&#8217;infanzia vittoriani, ma anche per l&#8217;arredamento e i ricami. Nelle storie ambientate nella Terra di Mezzo, Tolkien mostra un&#8217;originale sensibilit\u00e0 per i ricami, i lavori di cucito e di tappezzeria. M\u00edriel, Melian e L\u00fathien, con i loro ricami e tessiture, sono l&#8217;equivalente femminile dei talentuosi fabbri di Tolkien: F\u00ebanor, Celebrinbor e il nano Telchar. Questo apprezzamento derivava probabilmente dall&#8217;ambiente in cui era cresciuto, dove il lavoro di ricamo era presente e tenuto in considerazione.<br \/>\nUn altro collegamento tra Tolkien e il movimento <em>Arts and Crafts<\/em> \u00e8 la miscela di medievalismo, amore per la natura e per il mondo vegetale, e la conseguente avversione per l&#8217;industrialismo. I sentimenti di Tolkien, acquisiti durante la giovinezza nella campagna inglese, si protrassero per tutto il corso della sua vita.<br \/>\nIl suo incontro pi\u00f9 importante con un&#8217;opera legata all&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> avvenne nel 1914. Tolkien vinse un concorso letterario che aveva in palio un premio di cinque sterline. Us\u00f2 il denaro per comprare alcuni libri di William Morris &#8211; la traduzione della <em>Volgsungsaga<\/em> e il romanzo storico <em>The House of the Wolfings.<\/em> Il contenuto letterario di quest&#8217;ultimo, un racconto immaginario del viaggio dei Goti attraverso l&#8217;Europa, determin\u00f2 l&#8217;enorme influenza del celebre scrittore su Tolkien [37]. Se queste opere nella loro forma stampata avessero avuto qualche somiglianza con i lavori calligrafici di Morris o con le opere della sua rinomata e sontuosa casa editrice artistica <strong>Kelmscott Press,<\/strong> allora potrebbero avere lasciato un segno sull&#8217;opera di Tolkien anche in un altro senso. Ma la Kelmscott Press non pubblic\u00f2 <em>The House of the Wolfings<\/em>, sicch\u00e9 questa rimane una congettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Il design dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> classico e le opere di Tolkien<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A un confronto diretto, molta dell&#8217;arte di Tolkien risulta evidentemente influenzata dal movimento <em>Arts and Crafts.<\/em> Uno degli esempi pi\u00f9 evidenti sono i disegni di Tolkien per gli stemmi nobiliari degli Elfi. I quadrati e i tondi stilizzati, simili a mandala, sono raccolti in un&#8217;illustrazione incompiuta. Sono quasi identici, nella forma e nello stile, agli esercizi di disegno per studenti nella tradizione dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> inglese, che venivano insegnati utilizzando i metodi della London School of Art.<\/p>\n<div id=\"attachment_9730\" style=\"width: 306px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9730\" class=\" wp-image-9730 \" title=\"ArtsandCraftsandTolkien\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/ArtsandCraftsandTolkien.jpg\" width=\"296\" height=\"338\" \/><p id=\"caption-attachment-9730\" class=\"wp-caption-text\">Figura 12: schizzi di Tolkien per l&#8217;araldica elfica (38)<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_9731\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9731\" class=\"size-medium wp-image-9731 \" title=\"Craft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Craft-300x145.jpg\" width=\"300\" height=\"145\" \/><p id=\"caption-attachment-9731\" class=\"wp-caption-text\">Figura 13: esercizi eseguiti dagli studenti d&#8217;arte (39)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle illustrazioni di Tolkien pi\u00f9 conosciute, <em>L&#8217;ingresso di Bag End<\/em> disegnato per <em>Lo Hobbit,<\/em> ci fornisce l&#8217;esempio dell&#8217;interno di un&#8217;abitazione della Terra di Mezzo come l&#8217;immaginava Tolkien. Con le sue linee curve, il contrasto tra il legno lavorato e l&#8217;intonaco, il pavimento piastrellato, questo vestibolo \u00e8 sorprendentemente simile al corridoio della Red House di Morris, nella distribuzione del colore, nella lavorazione delle pareti, e anche negli elementi tondeggianti [40].<\/p>\n<div id=\"attachment_9733\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9733\" class=\"size-medium wp-image-9733 \" title=\"139\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/1391-300x285.jpg\" width=\"300\" height=\"285\" \/><p id=\"caption-attachment-9733\" class=\"wp-caption-text\">Figura 14: J.R.R.Tolkien, &#8220;L&#8217;ingresso di Bag End&#8221;<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_9734\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9734\" class=\" wp-image-9734 \" title=\"red_house_upper_landing\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/red_house_upper_landing-300x290.jpg\" width=\"300\" height=\"290\" \/><p id=\"caption-attachment-9734\" class=\"wp-caption-text\">Figura 15: il corridoio della Red House di William Morris<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;Ingresso di Bag End<\/em> \u00e8 uno dei pochi disegni di interni eseguiti da Tolkien. In quel caso disegn\u00f2 un insolito elemento decorativo, in parte forse come tentativo di rendere un modello, ma forse anche di cogliere un luogo immaginario. Uno dei suoi disegni geometrici \u00e8 conservato con il titolo <em>Tappeto N\u00f9menoreano.<\/em> L&#8217;uso del colore e il ripetersi delle volute e dei rombi, ancora una volta rimanda allo stile <em>Arts and Crafts,<\/em> in questo caso nel campo della tappezzeria. I tappeti di William Morris mostravano elementi simili, bench\u00e9, concepiti per essere tessuti a mano, avessero un disegno pi\u00f9 semplice. (Molti disegni di tappeti del periodo <em>Arts and Crafts<\/em> vennero resi pi\u00f9 lineari e ottimizzati nel passaggio dalla progettazione artistica alla produzione del tappeto).<\/p>\n<div id=\"attachment_9737\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9737\" class=\"size-medium wp-image-9737 \" title=\"Tappeti2\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Tappeti2-300x230.jpg\" width=\"300\" height=\"230\" \/><p id=\"caption-attachment-9737\" class=\"wp-caption-text\">Figura 16: &#8220;Tappeto N\u00f9menoreano&#8221; di J.R.R. Tolkien (41) a confronto con un tappeto disegnato da William Morris 42)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tolkien esegu\u00ec altri disegni per cogliere la realt\u00e0 del suo luogo immaginario, riservando particolare cura all&#8217;illustrazione dei suoi manoscritti, una cosa che facevano anche i membri del movimento <em>Arts and Crafts<\/em>, e che al giorno d&#8217;oggi \u00e8 ancora un passatempo popolare per chi ha l&#8217;hobby del Medioevo. I pi\u00f9 noti lavori di calligrafia di Tolkien furono realizzati abbastanza tardi nella sua vita, e sono rivelatori di una buona consapevolezza sia come artista sia come scrittore, tanto che le sue idee e i suoi disegni meritano che si dedichi loro pi\u00f9 tempo e che si entri maggiormente nel dettaglio. Alcuni di questi lavori, come la scrittura di <em>Dangweth Pengolodh: La Risposta di Pengolod<\/em>, sono realizzati in inglese [43]. Nel merito, questo lavoro \u00e8 coerente con la storia del testo che contiene, immaginata da Tolkien, cio\u00e8 la testimonianza della discussione tra un Elfo e un uomo mortale, con quest&#8217;ultimo che ritorna nella Terra di Mezzo. Nella logica immaginaria della Terra di Mezzo, un manoscritto del genere potrebbe davvero essere esistito in inglese [44]. Altri pezzi, come ad esempio la lettera scritta in elfico da Re Aragorn per Samwise [45], sono quasi del tutto fantastici, collocati interamente nella Terra di Mezzo e inaccessibili a chiunque non sia un fervente studioso dei linguaggi immaginari di Tolkien. Questa lettera regge il confronto con alcuni dei lavori prodotti dalla Kelmscott Press di William Morris. In molti casi (specialmente nel romanzo di Morris <em>The Glittering Plain<\/em>) i manoscritti della Kelmscott erano talmente ricoperti di decorazioni che si faticava a leggerli, a considerarli come qualcosa di diverso da oggetti artistici; eppure questo grande sfarzo accresceva l&#8217;idea che il testo potesse essere una vera cronaca dei giorni incantati di un tempo antico. La Kelmscott Press produsse una fastosa edizione del <strong>Beowulf<\/strong>, che Tolkien potrebbe avere visto, o della quale potrebbe perfino avere posseduto una copia.<\/p>\n<div id=\"attachment_9739\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9739\" class=\"size-medium wp-image-9739 \" title=\"Lettere\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Lettere1-300x279.jpg\" width=\"300\" height=\"279\" \/><p id=\"caption-attachment-9739\" class=\"wp-caption-text\">Figura 17 e 18: J.R.R.Tolkien, Lettera di Re Elessar a Samwise Gamgee; prima pagina del romanzo di William Morris &#8220;The Glittering Plain&#8221;, Kelmscott Press<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. Arte e creativit\u00e0 nella Terra di Mezzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosofia dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em>, proprio come la sua arte, coincide con quella della Terra di Mezzo di Tolkien. L&#8217;autore e il movimento condividono molte caratteristiche: la vicinanza alla natura, la valorizzazione del folklore, e l&#8217;apprezzamento per i lavori raffinati di artigianato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come l&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em>, Tolkien esaltava gli artigiani. Nei suoi scritti ambientati nella Terra di Mezzo elogia soprattutto le cose belle realizzate dagli Elfi, seguite da quelle dei Nani, ma rende l&#8217;abilit\u00e0 artigiana un attributo anche degli Hobbit e dei migliori tra gli Uomini mortali. Nel <em>Signore degli Anelli<\/em>, il dono di Galadriel alla Compagnia [46] esemplifica l&#8217;adagio &#8220;utile \u00e8 bello&#8221; <em>[beautiful and useful, N.d.T.]<\/em>. Quando gli Hobbit si trovano nei guai, quel dono porta loro soccorso, a volte in modi inaspettati &#8211; come quando Sam usa la corda di <em>hithlain<\/em> per legare Gollum, o quando Pipino lascia la sua spilla elfica come segnale per Aragorn. Quando la spilla di Pipino, con la sua scintillante bellezza, cattura lo sguardo in mezzo al fango dove sono passati gli orchi, realizza il proprio scopo. Le virt\u00f9 della corda di <em>hithlain<\/em> sono pi\u00f9 sottili. La corda viene descritta come &#8220;robusta, serica al tatto, di colore grigio come i mantelli elfici&#8221; [47]. A questo oggetto d&#8217;artigianato \u00e8 concessa una menzione speciale, e Samwise ha uno scambio particolarmente cordiale con un elfo a proposito della corda di <em>hithlain<\/em>, dove emerge che la fabbricazione di corde \u00e8 qualcosa che lui e gli Elfi hanno in comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I doni pi\u00f9 persistentemente utili, ancorch\u00e9 in modo gentile, sono i mantelli elfici, i quali incorporano l&#8217;idea di Tolkien della &#8220;funzione subcreativa&#8221; [48] che si esprime nella creativit\u00e0 materiale. Quei mantelli nascondono coloro che li indossano agli occhi di chi li circonda; una qualit\u00e0 che mantiene gli hobbit celati agli orchi in pi\u00f9 di un&#8217;occasione.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe stato difficile precisarne il colore: grigia, sembrava, del colore del vespro tra gli alberi; eppure muovendola, o cambiando luce, era verde come foglie ombreggiate, o marrone come di notte un campo a maggese, o argento brunito come acqua al lume di stelle. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Sono questi dei mantelli magici?&#8221;, domand\u00f2 Pipino, guardandoli meravigliato.<br \/>\n&#8220;Non so cosa tu intenda dire&#8221;, rispose il capo degli Elfi. [\u2026] Sono beninteso vesti elfiche, se \u00e8 questo che volevi sapere. Foglia e ramo, acqua e pietra; hanno il colore e lo splendore di tutto ci\u00f2 che ci circonda, immerso nel crepuscolo della nostra L\u00f2rien adorata. In ogni cosa che facciamo noi infondiamo le immagini di tutto quel che amiamo. [49].<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">In senso pi\u00f9 generale, Tolkien mostra la sua ammirazione per l&#8217;artigianato inserendolo sempre al culmine di bellezza delle sue civilt\u00e0. A Valinor, gli Elfi sono scalpellini, intagliatori di gemme, costruttori di barche, e le loro mogli sono abili tessitrici e ricamatrici. Menegroth \u00e8 un prodigio di architettura nanesca e di arti elfiche, ornato dagli arazzi tessuti da Melian. Pi\u00f9 tardi, quando si piange la caduta di N\u00f9menor, c&#8217;\u00e8 una menzione speciale dei &#8220;suoi gioielli e le sue tele, i dipinti e le sculture&#8221; [50]. Ne <em>Lo Hobbit<\/em>, i Nani ricordano i giorni di Erebor prima dell&#8217;avvento del drago dicendo: &#8220;Il pi\u00f9 povero di noi aveva denaro da prestare e da spendere, e agio di costruire cose belle per il solo piacere di farlo&#8221; [51]. E dopo l&#8217;abbattimento di Sauron, Minas Tirith viene ricostruita con una combinazione di arte e natura: &#8220;\u2026La Citt\u00e0 fu resa pi\u00f9 bella di quanto non fosse mai stata, persino nei giorni della sua prima gloria; fu empita di alberi e di fontane, e i suoi cancelli forgiati in acciaio e in mithril, e le sue strade pavimentate di marmo bianco; e la Gente della Montagna vi lavor\u00f2, e la Gente del Bosco fu felice di andarvi&#8221; [52]. Nella Terra di Mezzo, sia il paradiso originario sia i lietofine offrono alla gente l&#8217;opportunit\u00e0 e il tempo di essere creativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A corollario di tutta questa virt\u00f9 artigiana, ci sono anche vizi creativi; la ricerca spasmodica del potere attraverso gli oggetti creati, e la bramosia di quegli oggetti. Il male inizia quando l&#8217;arte e i tesori vengono celati. Ai personaggi positivi, gli Elfi donano gemme e Bilbo dispone del suo patrimonio con generosit\u00e0 alla fine delle sue avventure. Di contro, l&#8217;accumulazione dei Silmaril da parte di F\u00ebanor porta all&#8217;egoismo che alla fine condurr\u00e0 alla morte dei Due Alberi di Valinor. Egli rifiuta di cedere le sue creazioni perch\u00e9 vengano distrutte cos\u00ec che la loro luce possa portare i Due Alberi di nuovo in vita. Il Vala malvagio Morgoth allora ruba i gioielli, scatenando una lunga, amara, e in definitiva inutile guerra [53].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo tema \u00e8 ripreso con maggiore raffinatezza nella concezione tolkieniana degli Anelli del Potere. Coloro che cadono sotto l&#8217;influsso dell&#8217;Unico Anello inevitabilmente lo trovano un oggetto meraviglioso, la sua bellezza e il suo potere sono egualmente allettanti. Ci sono motivi ulteriori per cui gli Anelli del Potere sono segnati negativamente fin dall&#8217;inizio dai loro creatori. Lo scopo per cui Sauron crea l&#8217;Unico Anello \u00e8 il controllo puro. Quanto agli Elfi che lo aiutarono, Tolkien ha descritto il modo in cui andarono oltre i limiti della creativit\u00e0 &#8220;buona&#8221;, oltrepassando la linea sottile tra arte e tecnologia: &#8220;Il particolare &#8216;desiderio&#8217; degli Elfi di Eregion &#8211; una &#8216;allegoria&#8217;, se si vuole, del loro amore per la macchina, e per i marchingegni tecnologici\u2026&#8221; [54]. Con gli Anelli che protraggono la vita, essi aspirano ad andare oltre i limiti della natura e del destino mortale nella Terra di Mezzo; nella lettera citata, Tolkien fa notare che il potere malvagio e distorto che ne risulta \u00e8 il sottoprodotto tossico di questo tentativo, l&#8217;equivalente dell&#8217;inquinamento industriale. Come i filosofi dell&#8217;Arts and Crafts amanti della natura, Tolkien odiava l&#8217;industria e i suoi effetti &#8220;disumanizzanti&#8221;. Sublimare le passioni industriali con la bellezza le rende seducenti, e ancora pi\u00f9 nocive, al contrario di quanto fanno gli abietti simboli del male che Tolkien ci mostra con i macchinari di Isengard ne <em>Le Due Torri,<\/em> e con il mulino meccanizzato di Ted Sabbioso ne <em>Il Ritorno del Re<\/em>. Nella Terra di Mezzo, l&#8217;Arte non pu\u00f2 salvare l&#8217;Industria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per sconfiggere l&#8217;accumulazione e l&#8217;industria, nella Terra di Mezzo tolkieniana, la soluzione \u00e8 un generoso ritorno alla natura. In una sorta di parabola ecologica [55], Isengard viene distrutta dai pastori d&#8217;alberi, gli Ent, e dal popolo degli alberi, gli Ucorni, come se uno dei manifesti di design di William Morris prendesse vita per compiere una vendetta. Oggetti preziosi e lavori d&#8217;artigianato danno il loro meglio quando vengono dati via. I gentili hobbit istituzionalizzano questo principio con la pratica di donare i mathom, gli oggetti belli che continuano a circolare all&#8217;infinito come regali. In un frangente assai pi\u00f9 grave, Tom Bombadil, ne <em>La Compagnia dell&#8217;Anello,<\/em> si confronta con il tesoro accumulato dallo spettro dei tumuli. &#8220;Comand\u00f2 loro [i tesori] di restare l\u00ec, &#8216;liberi di essere presi da chiunque, bestie, uccelli, Uomini o Elfi, e ogni gentile creatura&#8217;: questo era infatti il modo per rompere l&#8217;incantesimo del Tumulo e allontanare per sempre i freddi e tetri Spettri&#8221; [56]. Bilbo, allo stesso modo, d\u00e0 via buona parte del tesoro del drago e del bottino dei troll che ha ottenuto, affermando di sentire che esso non gli \u00e8 mai appartenuto veramente, e pi\u00f9 avanti cede molti dei suoi averi quando lascia la Contea, dimostrando uno slancio socialista che i progressisti dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> avrebbero apprezzato. La circolazione e il libero dono di oggetti preziosi, che rendono la bellezza disponibile per molti, riecheggia gli obiettivi delle imprese <em>Arts and Crafts<\/em> (alcune delle quali operavano in costante perdita finanziaria) [57].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un episodio de <em>La Compagnia dell&#8217;Anello<\/em> tiene assieme questi tre temi: la virt\u00f9 creativa, la nocivit\u00e0 dell&#8217;accumulazione e dell&#8217;industria, e il potere che nasce dal maneggiare cose belle. Durante la scena della consegna dei doni a Lothl\u00f2rien, Galadriel chiede a Gimli cosa vorrebbe da lei come regalo, ed egli, colpito dal suo splendore, chiede un capello della sua chioma, da custodire gelosamente in ricordo della sua amicizia e bellezza. Galadriel glielo concede, e gli elargisce anche l&#8217;augurio che l&#8217;oro fluisca dalle sue mani, senza mai ottenere il dominio su di lui [58]. Anche questo destino riecheggia gli ideali dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em> di devozione alla bellezza pi\u00f9 che al profitto industriale. E&#8217; coerente che ci\u00f2 sia concesso da un personaggio femminile il quale, con la sua veste bianca e i suoi capelli fluenti, potrebbe essere stato modellato su una bellezza pre-raffaelita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. Albero, Foglia e Conclusione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle immagini che appare pi\u00f9 spesso negli scritti di Tolkien \u00e8 quella di un bellissimo albero dal significato simbolico. Ci sono Laurelin e Telperion, gli alberi che un tempo illuminarono la terra dei Valar; c&#8217;\u00e8 l&#8217;Albero Bianco Galathion con i suoi rampolli, che indica la continuazione della linea dinastica di Elendil; c&#8217;\u00e8 il <em>mallorn<\/em> che cresce e fiorisce nella Contea; e l&#8217;Albero perfetto idealizzato da Niggle, che pu\u00f2 esistere solo in un allegorico aldil\u00e0. Questo Albero compare anche nel lavoro artistico di Tolkien.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTra le mie &#8216;carte&#8217; ho pi\u00f9 di una versione dell&#8217;albero mitologico che salta sempre fuori regolarmente in quei momenti in cui mi sento portato a riprodurre campioni [\u2026] l&#8217;albero porta oltre a foglie di varie forme anche molti fiori, piccoli e grandi che alludono alle poesie e alle leggende [59]\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli alberi che ispirarono a Tolkien questa visione potevano trovarsi in natura cos\u00ec come nell&#8217;arte del suo tempo. Perch\u00e9 immagini di alberi ricorrono pi\u00f9 volte nel design <em>Arts and Crafts<\/em>. Tendaggi, ricami e motivi decorativi ripetono questa immagine, a volte in modi che sembrano combaciare con le stesse visualizzazioni di Tolkien.<\/p>\n<div style=\"width: 445px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/images\/img_united.jpg\" width=\"435\" height=\"548\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Figura 19: disegno di un tappeto di C.F. Voysey (60)<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_9741\" style=\"width: 365px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9741\" class=\" wp-image-9741 \" title=\"albero2\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/albero2.jpg\" width=\"355\" height=\"552\" \/><p id=\"caption-attachment-9741\" class=\"wp-caption-text\">Figura 20: J.R.R.Tolkien, &#8220;L&#8217;albero di Anarion&#8221; (61)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui sopra sono messi a confronto il disegno di un tappeto di <strong>C.F. Voysey<\/strong> che rappresenta un albero elaborato, e lo schizzo di un albero eseguito da Tolkien. Entrambi condividono linee curve, foglie e fiori diversi. L&#8217;albero di Tolkien \u00e8 pi\u00f9 vario. Il titolo del disegno \u00e8 <em>L&#8217;Albero di Anarion<\/em>, ma evoca facilmente l&#8217;albero presente in un altro suo scritto, il racconto <em>Foglia di Niggle<\/em>. In questa storia, un artista immagina un grande e glorioso albero, senza riuscire mai a coglierlo interamente con la propria pittura, a causa del continuo procrastinare e delle distrazioni che giungono dal mondo esterno. Dopo il metaforico &#8220;viaggio della morte&#8221; [62], nella parte extra-terrena della vicenda, Niggle arriva in un luogo dove il suo Albero, l&#8217;Albero che aveva immaginato, esiste davvero. Contemplando la sua visualizzazione artistica fattasi realt\u00e0, Niggle esclama: &#8220;E&#8217; un dono!&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un momento struggente che ci spinge a riconsiderare il modo in cui guardiamo all&#8217;arte di Tolkien. Il racconto <em>Foglia di Niggle,<\/em> con il suo protagonista talentuoso ma limitato e rimandatario, viene spesso interpretato come una metafora della relazione di Tolkien con la scrittura. Tuttavia pu\u00f2 riguardare anche la relazione di Tolkien con il proprio lavoro artistico. Come Tolkien disse di se stesso, il talento artistico di Niggle non \u00e8 all&#8217;altezza delle sue visioni: &#8220;Niggle faceva il pittore. Non aveva molto successo [\u2026]. Aveva messo mano a parecchi quadri, gran parte dei quali troppo vasti e ambiziosi per le sue capacit\u00e0 [63]&#8221;. In questa storia allegorica, dopo svariate prove e tribolazioni, Niggle viene ricompensato con l&#8217;esperienza di ritrovarsi in un mondo dove la pittura che egli avrebbe voluto realizzare di pi\u00f9, quella di un grande albero, carico di frutti e di uccelli, \u00e8 divenuta reale. Ancora di pi\u00f9: il luogo dove si trova l&#8217;Albero combina assieme la realt\u00e0 di un paesaggio con il fascino di un fondale dipinto. &#8220;Si poteva andare avanti e avanti, e trovare un paese intero in un giardino, o magari in un quadro&#8221;. La cosa migliore per Niggle \u00e8 che in questo luogo sperimenta l&#8217;ideale di &#8220;paradiso creativo&#8221; espresso da Tolkien, dal momento che questo paesaggio richiede da parte sua ulteriori rifiniture creative e che lo completi, insieme al suo amico Parish. Cos\u00ec, quando Parish arriva, i due si mettono a lavorare in coppia. In questo si sente l&#8217;eco delle comunit\u00e0 creative dei Pre-Raffaeliti e delle imprese ispirate ai princ\u00ecpi dell&#8217;<em>Arts and Crafts<\/em>. E quando infine Niggle \u00e8 pronto per partire, gi\u00e0 ci si aspetta un ulteriore contributo creativo dalla moglie di Parish, quando sar\u00e0 il suo turno di arrivare. I due uomini hanno immaginato gli alberi e le foreste e i giardini, ma la casa attende il tocco di lei. &#8220;Penso che mia moglie sar\u00e0 in grado di migliorarla ancora&#8221;, dice Parish [64]. C&#8217;\u00e8 qualche dubbio su quale stile di design Tolkien immaginava lei avrebbe usato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelli di noi che apprezzano la creativit\u00e0 di Tolkien in tutte le sue forme possono guardare con gratitudine al movimento <em>Arts and Crafts<\/em> come parte di ci\u00f2 che sospinse e diede forza a Tolkien, per quanto egli possa avere considerato il proprio lavoro artistico pi\u00f9 come una foglia di Niggle che come l&#8217;Albero completo di Niggle.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9804\" title=\"sss\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/sss2.jpeg\" width=\"284\" height=\"177\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. H. Carpenter, <em>The Letters of J.R.R. Tolkien<\/em>, Houghton Mifflin Co., 1995. Letter 133. [J.R.R.Tolkien, <em>La Realt\u00e0 in Trasparenza &#8211; Lettere<\/em>, a cura di H. Carpenter, Bompiani, Milano, 2001, lettera 328, p. 464]<br \/>\n2. http:\/\/www.tolkiensociety.org\/news\/gandalf-painting.html . The Tolkien Society.<br \/>\n3. W.G. Hammond, Ch. Scull, <em>J.R.R. Tolkien: Artist and Illustrator<\/em>, Harper &amp; Collins Publishers, London, 1995.<br \/>\n4. G. Naylor, ed. <em>William Morris By Himself: Designs and Writings<\/em>, MacDonald Orbis, London, 1998.<br \/>\n5. A. Calhoun, <em>The Arts and Crafts Movement in New Zealand, 1870-1940<\/em>. Auckland University Press, Auckland, 2000.<br \/>\n6. W.G. Hammond, Ch. Scull, op. cit., 1995<br \/>\n7. S. Adams, <em>The Arts and Crafts Movement<\/em>, Apple Press Ltd, Baldock, 1987.<br \/>\n8. Ibidem.<br \/>\n9. Ibidem.<br \/>\n10. S.F. Cooper, <em>Pre-Raphaelite Art in the Victoria and Albert Museum<\/em>, V&amp;A Publications, London, 2003.<br \/>\n11. L. Parry, ed., <em>William Morris<\/em>, Philip Wilson Publishers Limited, London, 1996.<br \/>\n12. S.F. Cooper, op. cit., 2003.<br \/>\n13. http:\/\/eir.library.utoronto.ca\/rpo\/display\/poem1763.html, University of Toronto.<br \/>\n14. G. Naylor, op. cit., 1998.<br \/>\n15. http:\/\/www.ric.edu\/rpotter\/cryspal.html, Rice University.<br \/>\n16. \u201cTake up the White Man&#8217;s burden \/ Send forth the best ye breed \/ Go bind your sons to exile \/ To serve your captives&#8217; need; \/ To wait in heavy harness, \/ On fluttered folk and wild \/ Your new-caught, sullen peoples, \/ Half-devil and half-child.\u201d Dalla poesia White Man\u2019s Burden, Rudyard Kipling, 1899. [Trad.: &#8220;Addossatevi il fardello del Bianco \/ Mandate i migliori della vostra razza \/ Andate, costringete i vostri figli all\u2019esilio \/ Per servire ai bisogni dei sottoposti; \/ Per custodire in pesante assetto \/ Gente irrequieta e sfrenata \/ Popoli truci, da poco soggetti, \/\u00a0Mezzo demoni e mezzo bambini.&#8221;]<br \/>\n17. I. Anscombe, Ch. Gere, <em>Arts and Crafts in Britain and America<\/em>, Academy Editions, London, 1978.<br \/>\n18. S. Adams, op. cit., 1987.<br \/>\n19. I. Anscombe, Ch. Gere, op. cit., 1978.<br \/>\n20. A. Calhoun, op. cit., 2000.<br \/>\n21. G. Naylor, op. cit., 1998.<br \/>\n22. S.F. Cooper, op. cit., 2003.<br \/>\n23. I. Anscombe, Ch. Gere, op. cit., 1978.<br \/>\n24. A. Calhoun, op. cit., 2000.<br \/>\n25. G. Naylor, op. cit., 1998.<br \/>\n26. S. Adams, op. cit., 1987.<br \/>\n27. Ibidem. Didascalia della vignetta:<br \/>\n\u201cAESTHETIC BRIDEGROOM: It is quite consummate, is it not?\u201d<br \/>\nINTENSE BRIDE: \u201cIt is, indeed! Oh, Algernon, let us live up to it!\u201d<br \/>\n[MARITO ESTETA: &#8211; E&#8217; piuttosto consumata, non trovi?<br \/>\nMOGLIE SENSIBILE: &#8211; Lo \u00e8, davvero! Oh, Algernon, fa che ne siamo degni!]<br \/>\n28. Adams, op. cit., 1987.<br \/>\n29. H. Carpenter, <em>La Realt\u00e0 in Trasparenza<\/em>, op. cit.., Lettera 9, p. 19-20.<br \/>\n30. Ibidem, Lettera 10, p. 20-21.<br \/>\n31. Ibidem, Lettera 151, p. 211.<br \/>\n32. H. Carpenter, <em>J.R.R.Tolkien: A Biography<\/em>, Harper &amp; Collins Publishers, London, 1977, p. 14. [H. Carpenter, <em>J.R.R.Tolkien &#8211; La biografia<\/em>, Fanucci Editore, Roma, 2002, p. 44.]<br \/>\n33. Ibidem.<br \/>\n34. W.G. Hammond, Ch. Scull, op. cit., 1995<br \/>\n35. Ibidem.<br \/>\n36. H. Carpenter, op. cit., 1977 (Biography)<br \/>\n37. Ibidem.<br \/>\n38. W.G. Hammond, Ch. Scull, op. cit., 1995<br \/>\n39. NZ AC<br \/>\n40. S. Adams, op. cit., 1987<br \/>\n41. W.G. Hammond, Ch. Scull, op. cit., 1995<br \/>\n42. M. Haslam, <em>Arts and Crafts Carpets<\/em>, Rizzoli International Publications, Inc., New York, 1991.<br \/>\n43. W.G. Hammond, Ch. Scull, op. cit., 1995<br \/>\n44. Tolkien, J.R.R., <em>The Book of Lost Tales 1<\/em>, Harper &amp; Collins Publishers, London, 1982. [J.R.R.Tolkien, <em>Racconti Ritrovati &#8211; Parte I<\/em>, Bompiani, Milano, 2000].<br \/>\n45. W.G. Hammond, Ch. Scull, op. cit., 1995<br \/>\n46. \u201cFarewell to Lorien,\u201d Tolkien, J.R.R., <em>The Fellowship of the Ring<\/em> (FOTR), Ballantine Books, London, 1954. [&#8220;Addio a Lori\u00e9n&#8221;, in <em>La Compagnia dell&#8217;Anello<\/em>, Bompiani, Milano, 2005, p. 477].<br \/>\n47. Ibidem.<br \/>\n48. H. Carpenter, op. cit.,1977, Letter 131: \u201cTheir Magic is Art, delivered from many of its human limitations\u2026And its object is Art not Power, subcreation not domination\u2026.By the making of gems the subcreative function of the elves is chiefly symbolized\u2026\u201d. [J.R.R.Tolkien, <em>La Realt\u00e0 in Trasparenza<\/em>, op. cit., Lettera 131: &#8220;La loro &#8216;magia&#8217; \u00e8 Arte, libera da molte delle sue limitazioni umane\u2026 E il suo obiettivo \u00e8 l&#8217;Arte, non il Potere, la sub-creazione, non il dominio\u2026 La creazione delle gemme simboleggia al massimo grado la funzione sub-creativa degli elfi&#8221;.]<br \/>\n49. &#8220;Addio a Lori\u00e9n&#8221; in\u00a0<em>La Compagnia dell&#8217;Anello<\/em>, op. cit., p. 480<br \/>\n50. J.R.R. Tolkien, <em>The Silmarillion<\/em>, edited by Christopher Tolkien, Ballantine Books, London, 1977. [J.R.R.Tolkien, <em>Il Silmarillion<\/em>, Bompiani, Milano, 2000.]<br \/>\n51 J.R.R. Tolkien, <em>The Hobbit<\/em>, New York, NY; Harper &amp; Collins publishers reprint of George Allen and Unwin 1937 edition, with all illustrations and cover by J.R.R. Tolkien. [J.R.R.Tolkien, <em>Lo Hobbit<\/em>, Bompiani, Milano, 2012, p. 31.]<br \/>\n52. \u201cThe Steward and the King&#8221;, in J.R.R. Tolkien, <em>The Return of the King<\/em> (ROTK). London, UK, Ballantine Books, 1955. [J.R.R.Tolkien, &#8220;Il Sovrintendente e il Re&#8221;, in <em>Il Ritorno del Re<\/em>, Bompiani, Milano, 2005, p. 284.]<br \/>\n53. J.R.R. Tolkien, <em>The Silmarillion<\/em>, op. cit.<br \/>\n54. H. Carpenter, op. cit., Lettera 153.<br \/>\n55. Eco-parabola della distruzione di Isengard?<br \/>\n56. &#8220;Nebbia sui Tumulilande&#8221;, in <em>La Compagnia dell&#8217;Anello<\/em>, op. cit., p. 212.<br \/>\n57. L. Parry, op. cit., 1996.<br \/>\n58. &#8220;Addio a Lori\u00e9n&#8221;, op. cit.<br \/>\n59. H. Carpenter, op. cit., Lettera 253.<br \/>\n60. M. Haslam, op. cit., 1991.<br \/>\n61. W.G. Hammond, Ch. Scull, op. cit., 1995<br \/>\n62. H. Carpenter, op. cit., 1977 (Biography)<br \/>\n63. J.R.R. Tolkien, <em>Tales from the Perilous Realm<\/em>, Harper &amp; Collins Publishers, London, 1997. [J.R.R.Tolkien, &#8220;Foglia di Niggle&#8221;, in <em>Albero e Foglia<\/em>, Bompiani, Milano, 2000, p. 108]<br \/>\n64. Ibidem, [p. 133.]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bibliografia aggiuntiva:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; E.Z., Karlin, <em>Jewelry &amp; Metalwork in the Arts and Crafts Tradition<\/em>, Schiffer Publishing Ltd., Atglen, PA, 1993.<br \/>\n&#8211; A. Lang, ed., illustrations H.J. Ford, H.J. The Crimson Fairy Book. New York, NY: Dover Publications reprint of Longmans, Green and Company, 1903 edition.<br \/>\n&#8211; Ch. Smith, <em>The Lord of the Rings: Weapons and Warfare<\/em>, HarperCollins Publishers, London, 2003. *A book published to accompany the Return of the King movie release in 2003.<br \/>\n&#8211; S.O. Thompson, <em>American Book Design and William Morris<\/em>, R.K. Bowker Company, London, 1977.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*Nota biografica:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ty Rosenthal \u00e8 da sempre una fan di Tolkien. Il suo testo precedente, del 2003, <em>Warm Beds are Good: Sex and Libido in Tolkien&#8217;s Writing<\/em>, ha ricevuto il Mithril Award per il fan writing come miglior saggio critico, ed \u00e8 stato pubblicato sul numero 42 del giornale della Tolkien Society &#8220;Mallorn&#8221;. <em>Il Movimento Arts and Crafts e J.R.R.Tolkien<\/em> \u00e8 il testo della conferenza che ha tenuto alla Aston University di Birmingham nel 2005, in occasione del convegno internazionale organizzato dalla Tolkien Society per i cinquant&#8217;anni dalla pubblicazione del <em>Signore degli Anelli<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[In occasione dello Hobbit Day, nell&#8217;anno di uscita del primo film ispirato a Lo Hobbit, pubblichiamo il testo di un intervento tenuto alcuni anni fa a un convegno internazionale della Tolkien Society. L&#8217;autrice, Ty Rosenthal, \u00e8 una fan neozelandese di J.R.R. 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