{"id":8693,"date":"2012-06-30T18:02:24","date_gmt":"2012-06-30T16:02:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=8693"},"modified":"2013-04-01T11:33:23","modified_gmt":"2013-04-01T09:33:23","slug":"henry-jenkins-occupy-wall-street","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/06\/henry-jenkins-occupy-wall-street\/","title":{"rendered":"Henry Jenkins, #Occupy e la partecipazione come lotta. Audio dell&#8217;incontro di Bologna"},"content":{"rendered":"<div style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Henry Jenkins ammira gli affreschi di Palazzo Marescotti - foto di Roberto Serra\" alt=\"Henry Jenkins ammira gli affreschi di Palazzo Marescotti - foto di Roberto Serra\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Jenkins_Henry_0001-199x300.jpg\" width=\"199\" height=\"300\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Henry Jenkins ammira gli affreschi di Palazzo Marescotti (Foto di Roberto Serra)<\/p><\/div>\n<p>Ecco la registrazione della conferenza tenuta da <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=8616\"><strong>Henry Jenkins<\/strong><\/a> al DAMS di Bologna il 27 giugno scorso. Per facilitare l&#8217;ascolto, proponiamo un breve compendio del suo discorso.<br \/>\nJenkins inizia elencando i progetti nei quali \u00e8 attualmente coinvolto: nell&#8217;arco dei prossimi sei mesi usciranno ben quattro libri che lo vedono tra gli autori. I titoli riflettono l&#8217;ampio spettro dei suoi interessi. Oltre all&#8217;attenzione per le tematiche educative e legate all&#8217;istruzione, emerge &#8211; ed emerger\u00e0 ancor pi\u00f9 nel corso della conferenza &#8211; la torsione pi\u00f9 esplicitamente <em>politica<\/em> che il suo lavoro sta conoscendo negli ultimi tempi.<br \/>\nLa ripresa di attivismo politico-sociale sulle due sponde dell&#8217;Atlantico e l&#8217;irruzione sulla scena USA di un movimento come <strong>Occupy Wall Street<\/strong>\u00a0(Jenkins lo cita pi\u00f9 volte nell&#8217;intervento iniziale e nelle risposte alla domande) hanno <em>retroagito<\/em> sulle teorie del professore, che per molti versi, studiando la cultura dei fan, ne aveva intuito l&#8217;avvento, le modalit\u00e0 partecipative e le pratiche di riappropriazione e remix delle immagini mediatiche. Tra gli esempi pi\u00f9 icastici che mostrer\u00e0 nel corso dell&#8217;incontro, spicca il <a href=\"http:\/\/knowyourmeme.com\/memes\/casually-pepper-spray-everything-cop\">Casually Pepper Spray Everything Cop<\/a>.<!--more--><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/playtagger_mod\/playtagger_mod.js\"><\/script><br \/>\nDopo la breve intro, Jenkins propone un&#8217;articolata analisi della parola &#8220;contenuto&#8221;. E&#8217; una parola sempre pi\u00f9 usata nell&#8217;industria culturale e dell&#8217;intrattenimento, ma il suo significato viene dato per scontato, mentre di scontato non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla. La realt\u00e0 che il termine descrive sta subendo radicali trasformazioni.\u00a0 Ben presto, il contenuto come l&#8217;abbiamo conosciuto fino a oggi non esister\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile &#8220;chiudere a chiave&#8221; [<em>lock down<\/em>] il contenuto, esso non conosce pi\u00f9 luoghi esclusivi n\u00e9 versioni definitive, non viene prodotto una volta per tutte per essere trasmesso a un pubblico che si limita a riceverlo e fruirlo nei modi che ci erano consueti. Il contenuto non \u00e8 pi\u00f9 definibile senza prendere in considerazione l&#8217;uso che ne viene fatto dal &#8220;pubblico&#8221;, i riutilizzi da parte della comunit\u00e0. Oggi il contenuto \u00e8 <span style=\"text-decoration: underline;\">aperto<\/span>, <span style=\"text-decoration: underline;\">partecipato<\/span>, <span style=\"text-decoration: underline;\">rimixabile<\/span>, <span style=\"text-decoration: underline;\">&#8220;spalmabile&#8221;<\/span> [<em>spreadable<\/em>] su diverse piattaforme, potenzialmente <span style=\"text-decoration: underline;\">globale<\/span> (sebbene il suo varcare le frontiere geoculturali avvenga in modi imprevedibili) e <span style=\"text-decoration: underline;\">transmediale<\/span>.<\/p>\n<p>Jenkins precisa che con l&#8217;aggettivo &#8220;transmediale&#8221; indica l&#8217;insieme delle <em>relazioni<\/em> che si creano tra gli elementi di una narrazione che vengono &#8220;dispersi&#8221; tra i vari media. Perch\u00e9 si possa parlare di transmediale, la dispersione deve avvenire in modi significativi, cio\u00e8 che producono ulteriore senso. Ci\u00f2 riguarda tanto l&#8217;insieme quanto i singoli elementi considerati ciascuno per conto proprio. Un film tratto da un romanzo non \u00e8 un esempio di transmedialit\u00e0; lo sarebbe invece un film che <em>proseguisse<\/em> e arricchisse la storia iniziata in un romanzo, per poi passare il testimone a un fumetto, a un gioco di ruolo etc.<br \/>\nA un certo punto, Jenkins indica gli affreschi, gli altorilievi e le statue dell&#8217;ex-salone da ballo di Palazzo Marescotti, e definisce quell&#8217;insieme un esempio di transmedialit\u00e0 &#8220;di un&#8217;epoca precedente alla nostra&#8221; [gli affreschi di Giuseppe e Antonio Rolli risalgono alla fine del XVII secolo, quelli di Giuseppe Antonio Caccioli ai primi del XVIII, N.d.R.]. I soggetti mitologici dei dipinti fanno riferimento a storie iniziate altrove e con altri mezzi (i poemi epici, il teatro tragico), storie che a loro volte vengono riprese dalle sculture, e ogni elemento \u00e8 in risonanza con gli altri. &#8220;Non \u00e8 necessario che il transmediale sia digitale&#8221;.<br \/>\nAltri &#8211; non lui &#8211; utilizzano il termine &#8220;crossmediale&#8221;, che per\u00f2 non descrive lo stesso fenomeno. Secondo Jenkins, &#8220;crossmediale&#8221; si riferisce a strategie di marketing e campagne di promozione predisposte dall&#8217;industria dei media, mentre &#8220;transmediale&#8221; si riferisce a una narrazione che <em>prosegue nel tempo attraverso diversi media<\/em> con la partecipazione attiva (e molto spesso con la spinta iniziale) di una o pi\u00f9 comunit\u00e0 di fan.<\/p>\n<p>Secondo Jenkins, anche le lotte sindacali [<em>labor struggles<\/em>] nell&#8217;industria culturale avvengono in uno scenario mutato e riplasmato dal transmediale. Ne \u00e8 un esempio lo sciopero degli autori avvenuto a Hollywood qualche anno fa. L&#8217;oggetto del contendere era se i contenuti on line andassero considerati mera &#8220;promozione&#8221; o ulteriore contenuto da remunerare.<\/p>\n<p>Jenkins fa ulteriori e importanti precisazioni terminologiche, o meglio, concettuali:<\/p>\n<p>1. <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">&#8220;Cultura partecipativa&#8221;<\/span><\/strong> non \u00e8 sinonimo di &#8220;web 2.0&#8221; e nemmeno di &#8220;prodotti interattivi&#8221;. &#8220;Web 2.0&#8221; \u00e8 un modello di business, &#8220;interattivit\u00e0&#8221; \u00e8 una dimensione predeterminata e preincorporata dall&#8217;industria nei suoi prodotti, mentre la <em>partecipazione<\/em> nasce dal basso e per iniziativa degli utenti, del &#8220;pubblico&#8221;, dei fan, dei riappropriatori e remixatori. E spesso la <em>partecipazione<\/em> \u00e8 strappata dai fan con le unghie e coi denti, contro le pretese dell&#8217;industria di predeterminare il rapporto. L&#8217;esempio sono le proteste degli utenti dei social network contro le norme di utilizzo, le politiche sulla privacy etc. Jenkins dice (e la definizione ci sembra davvero significativa): &#8220;La cultura partecipativa \u00e8 la <span style=\"text-decoration: underline;\">storia delle lotte<\/span> sulle diverse piattaforme mediali&#8221;. Questa dimensione <span style=\"text-decoration: underline;\">conflittuale<\/span> \u00e8 stata pi\u00f9 volte sottolineata. Ci preme rimarcarlo, perch\u00e9 a volte Jenkins \u00e8 stato semplicisticamente descritto come un ottimista, mentre \u00e8 uno studioso delle contraddizioni e delle battaglie in corso nell&#8217;industria dei media (non ci sembra fortuita la sua menzione di <strong>Karl Marx<\/strong> in una delle risposte fornite a Palazzo Marescotti). Battaglie il cui esito non \u00e8 scontato.<\/p>\n<p>2. <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">&#8220;Virale&#8221;<\/span><\/strong> \u00e8 una parola da <strong>non<\/strong> usare, da evitare, perch\u00e9 implica che la comunit\u00e0 degli utenti sia un mero oggetto di <em>contagio<\/em>, l&#8217;insieme dei ricettori di un virus. L&#8217;aggettivo &#8220;virale&#8221; inquadra la situazione nel modo sbagliato, rimettendo la palla in mano all&#8217;industria dei media, ridando potere a quest&#8217;ultima.<\/p>\n<p>3. <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">&#8220;Consumatori&#8221;<\/span><\/strong> \u00e8 un&#8217;altra parola che dovremmo sforzarci di non usare, di superare, perch\u00e9 oggi \u00e8 difficilissimo distinguere in modo netto l&#8217;atto del &#8220;consumo&#8221; da quello di un&#8217;ulteriore produzione di contenuto.<\/p>\n<p>4. <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">&#8220;Circolazione&#8221;<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">&#8220;distribuzione&#8221;<\/span><\/strong> non sono affatto la stessa cosa: la distribuzione di un prodotto dipende dalle scelte dell&#8217;industria, mentre la sua circolazione dipende dalle scelte della comunit\u00e0 degli utenti.<\/p>\n<p>5. Oltre a essere &#8220;spalmabile&#8221;, un contenuto di successo dev&#8217;essere anche <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>&#8220;trivellabile&#8221;<\/strong><\/span> [<em>drillable<\/em>], ovvero: a partire da esso devono essere possibili molteplici approfondimenti, un &#8220;andare a fondo&#8221; che precisa e arricchisce il messaggio. L&#8217;esempio negativo fornito da Jenkins \u00e8 la recente campagna <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Kony_2012\"><strong>Kony2012<\/strong><\/a>, il cui contenuto era certamente <em>spreadable<\/em> ma non certo <em>drillable<\/em>, dato che tutto si fermava alla superficie di un messaggio semplicistico. I realizzatori del video non hanno fornito alcuna chiave o possibilit\u00e0 di approfondire e saperne di pi\u00f9 sull&#8217;argomento: il sito web era molto povero, lo staff scarsamente preparato etc.<\/p>\n<p>La parte delle domande &amp; risposte \u00e8 densa e piena di spunti. Parlando del <strong>Tea Party<\/strong>, Jenkins spiega che non tutto ci\u00f2 che viene &#8220;dal basso&#8221; \u00e8 per forza buono e progressista: esistono processi &#8220;dal basso&#8221; nocivi e culture partecipative reazionarie, negli USA come in Europa. <em><br \/>\n[Compendio a cura di Wu Ming 1]<\/em><\/p>\n<p>E ora, buon ascolto! Per scaricare il file, cliccare sulla freccia puntata verso il basso.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Henry_Jenkins_in_Bologna_June27th_2012_part1.mp3\">HENRY JENKINS | HOW CONTENT GAINS MEANING AND VALUE IN THE AGE OF SPREADABLE MEDIA &#8211; 1h 13&#8242;<\/a><br \/>\nHENRY JENKINS | HOW CONTENT GAINS MEANING AND VALUE IN THE AGE OF SPREADABLE MEDIA &#8211; 1h 13&#8242;<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Henry_Jenkins_in_Bologna_June27th_2012_part2.mp3\">QUESTIONS &amp; ANSWERS &#8211; 32&#8242; 58&#8243;<\/a><br \/>\nQUESTIONS AND ANSWERS &#8211; 32&#8217;58&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Un altro resoconto della conferenza \u00e8 leggibile qui:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/caffeletterario-bologna.blogautore.repubblica.it\/2012\/06\/27\/jenkins-e-la-cultura-partecipativa\/\"><strong>Alberto Sebastiani, &#8220;Henry Jenkins e la cultura partecipativa&#8221;<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ecco la registrazione della conferenza tenuta da Henry Jenkins al DAMS di Bologna il 27 giugno scorso. 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