{"id":8128,"date":"2012-05-30T22:55:35","date_gmt":"2012-05-30T20:55:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=8128"},"modified":"2012-06-20T16:47:59","modified_gmt":"2012-06-20T14:47:59","slug":"sfiga-e-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/","title":{"rendered":"Sfiga e rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Crisi dell&#8217;euro e crisi di sovrapproduzione: la forma e la sostanza<\/strong><\/p>\n<p>di <a href=\"http:\/\/www.maurovanetti.info\/\"><strong>Mauro Vanetti<\/strong><\/a> (<em>guest blogger<\/em>)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"L'Euro, la Grecia\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/3461Grecia2004_M.jpg\" alt=\"L'Euro, la Grecia\" width=\"330\" height=\"325\" \/>Sar\u00e0 mica che porto sfiga?<\/p>\n<p>Nell&#8217;estate del 2007 mi trovavo in California; quello fu l&#8217;anno della crisi dei mutui <em>subprime<\/em>. Il nome \u00e8 improprio, come tutti i nomi che vengono dati ai vari crack del capitalismo; i giornalisti amano etichettare le catastrofi economiche a seconda del <em>casus belli<\/em>, camuffandone in questo modo le cause profonde. Con questa nomenclatura, la Prima Guerra Mondiale dovrebbe chiamarsi la Guerra dell&#8217;Attentato di Sarajevo, mentre la Seconda potrebbe essere registrata nei libri di storia come la Guerra della <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Incidente_di_Gleiwitz\">Radiostazione di Gleiwitz<\/a>. Ad ogni modo, l&#8217;esplosione della bolla immobiliare mise in luce la fragilit\u00e0 della crescita statunitense; si erano accumulate montagne di dollari vendendo case a prezzi sempre crescenti a famiglie senza soldi e ad imprese senza liquidit\u00e0, e costruendo castelli di carta speculativi su previsioni irrealistiche di crescita eterna di questi prezzi. <!--more-->L&#8217;era Bush entrava in declino in un clima crepuscolare ben descritto da quelle scene di <em>Capitalism, a Love Story <\/em>di Michael Moore in cui si mostra come le banche abbiano imposto allo stesso Congresso il Grande Salvataggio (<em>bail out<\/em>) nell&#8217;autunno 2008, inducendo dozzine di parlamentari smidollati ad approvarlo dopo che il 29 settembre la Borsa era crollata perch\u00e9 i deputati avevano \u201cvotato sbagliato\u201d in uno strano sussulto di democrazia. Il <em>Bail Out <\/em>era di 700 miliardi di dollari tondi; a chi chiese perch\u00e9 la cifra fosse proprio quella, si rispose con compiacimento che non c&#8217;erano motivi tecnici, doveva solo sembrare \u00abbella grossa\u00bb.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 mica che porto sfiga?<\/p>\n<p>Nel 2008 mi ero trasferito a Londra; quello fu l&#8217;anno della crisi bancaria britannica. Dopo che per qualche mese si erano combattuti su riviste e giornali gli \u201cottimisti\u201d e i \u201cpessimisti\u201d rispetto alla possibilit\u00e0 che la crisi \u201cimmobiliare\u201d statunitense potesse esondare oltre il settore immobiliare e al di l\u00e0 dell&#8217;Atlantico, i fatti hanno dato ragione a chi riteneva che la bolla immobiliare USA aveva coperto per anni, come le ghette da ricco di Zio Paperone, non solo i piedi d&#8217;argilla dell&#8217;economia degli Stati Uniti, ma quelli dell&#8217;intero capitalismo mondiale e in particolare europeo. La locomotiva nordamericana stava frenando e il primo vagone a sbatterle contro era quello con la Union Jack. Sui giornaletti gratuiti della metropolitana si leggeva una parola che sembrava bandita da decenni: <em>nazionalizzazione<\/em> di una banca che stava crollando, <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Nationalisation_of_Northern_Rock\">Northern Rock<\/a>; era dagli anni Settanta che non si nazionalizzava pi\u00f9 niente nel Regno Unito. Northern Rock diventa statale, viene spezzata in due parti, una <em>good bank <\/em>e una <em>bad bank<\/em>. La parte buona viene rivenduta a Virgin Money nel 2012 per 747 milioni di sterline, met\u00e0 di quello che lo Stato ci aveva buttato dentro l&#8217;anno precedente. La parte cattiva resta nazionalizzata, lasciando ai bilanci pubblici la minaccia di perdite potenziali fino a 21 miliardi di sterline. Di rado si \u00e8 visto un esempio pi\u00f9 clamoroso di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 mica che porto sfiga?<\/p>\n<p>Nel 2009 torno in patria; la crisi mi segue e sbarca in continente.<\/p>\n<p>Si inizia a parlare di crisi dei debiti sovrani. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi, i liberisti dell&#8217;altroieri da un paio d&#8217;anni erano tutti diventati mezzi keynesiani pronti a \u201cstimolare l&#8217;economia\u201d con disperati salvataggi finanziati coi fondi pubblici. I discorsi concentrati sul settore finanziario tendono a nascondere per\u00f2 il legame con l&#8217;economia reale: la crisi non era solo delle banche, ma di tutti i settori dell&#8217;economia, non foss&#8217;altro perch\u00e9 non \u00e8 oggi possibile tracciare confini netti tra economia reale e finanza, quando qualsiasi impresa o famiglia ha bisogno di un flusso di credito continuo, e viceversa quasi ogni impresa e moltissime famiglie hanno investimenti in questo o quel prodotto finanziario. Non esiste una grande holding che non abbia una controllata che si occupa di finanza e talvolta anche di speculazione immobiliare; ci sono milioni di lavoratori con pensione e liquidazione in parte o del tutto sotto forma di fondi d&#8217;investimento. Se questa \u00e8 la situazione, le spese folli degli Stati per salvare le banche non potevano certo essere finanziate dalla semplice tassazione dell&#8217;economia reale, a sua volta boccheggiante. Questi regali colossali al capitale finanziario sono avvenuti a spese di un incremento dell&#8217;indebitamento pubblico; basti pensare che nell&#8217;anno del Grande Salvataggio il deficit USA \u00e8 cresciuto di mille miliardi di dollari, realizzando il pi\u00f9 grande buco di bilancio dalla fine della Guerra della Radiostazione di Gleiwitz. Nell&#8217;agosto 2011 gli Stati Uniti d&#8217;America sono arrivati addirittura a un passo dal default quando in parlamento non si riusciva a trovare un accordo per innalzare il tetto del debito pubblico; per la prima volta nella storia, i titoli di Stato USA hanno subito un <em>downgrading<\/em> da parte di Standard &amp; Poor&#8217;s.<\/p>\n<p>Se il debito pubblico di un Paese come gli Stati Uniti, che per difendere la propria credibilit\u00e0 hanno pur sempre a disposizioni abbastanza armi da radere al suolo l&#8217;intero globo, poteva dare dei grattacapi, figuriamoci quello di Paesi come la Grecia o l&#8217;Italia. Una complicazione aggiuntiva \u00e8 data dal fatto che mentre gli USA sono padroni della propria moneta e quindi la Federal Reserve pu\u00f2 intervenire in situazioni di emergenza scaricando sul dollaro i problemi dei conti pubblici (e viceversa), la Grecia o l&#8217;Italia devono mettersi d&#8217;accordo con gli altri Paesi della zona euro se vogliono tenere a galla i loro Stati a spese della moneta comune. Se l&#8217;economia affonda come il Titanic, conti pubblici e stabilit\u00e0 della moneta sono Rose e Jack finiti nell&#8217;acqua gelida dell&#8217;Atlantico: complici i fianchi troppo rotondetti di Kate Winslet, se Di Caprio vuole salvarla deve starsene a mollo perch\u00e9 sulla zattera improvvisata non c&#8217;\u00e8 posto per entrambi. Ma quei due perlomeno si amavano anche nel corso di un naufragio, mentre tra le borghesie europee non si pu\u00f2 dire che si applichi il motto <em>\u00abA friend in need is a friend indeed<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;euro, armatura comune forgiata sognando tempi di vacche grasse, in tempi di vacche magre diventa una camicia di forza proprio per le economie pi\u00f9 deboli. Politiche monetarie anticicliche che sulla carta sarebbero opportune per la Grecia non sono accettabili per la Germania, che anzi pretende dai governi greci comportamenti \u201cvirtuosi\u201d ovvero di austerity dura, in nome dell&#8217;euro e in cambio di \u201caiuti\u201d ricattator\u00ee. Nelle volute delle bizantine procedure decisionali dell&#8217;Unione Europa e dell&#8217;Eurogruppo si creano i vuoti democratici adatti a contenere una moderna tecnocrazia, che negli anelli deboli del mercato comune assume il volto di una sorta di colonialismo finanziario prussiano.<\/p>\n<p>Forse porto sfiga davvero. <span style=\"text-decoration: underline;\">O forse facciamo un errore di prospettiva quando confondiamo la crisi con le sue manifestazioni<\/span>, illudendoci che riguardi una certa moneta, un certo Paese, un certo aspetto dell&#8217;economia e della politica, una certa porzione di umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Siamo gli australiani della citt\u00e0 di Darwin che il 1\u00b0 settembre 1939 leggono sul giornale della sera dell&#8217;incidente avvenuto il giorno prima alla radiostazione di Gleiwitz, in Polonia; a chi ci dice che il problema \u00e8 la voracit\u00e0 dell&#8217;imperialismo, non solo tedesco, dovuta alla crisi mondiale del capitalismo iniziata nel 1929, rispondiamo che non ci interessano discorsi astratti, ma fatti concreti e soluzioni concrete, praticabili localmente. Da vicino, le spiegazioni generali sembrano generiche, le soluzioni complessive sembrano complicate. Due anni e mezzo dopo, noi australiani della citt\u00e0 di Darwin siamo morti: l&#8217;aviazione dell&#8217;Asse ci ha bombardato con 242 aerei giapponesi. Che sfiga.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8159\" title=\"Bombing of Darwin, 1942\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/bombing-650-supplied.jpg\" alt=\"Bombing of Darwin, 1942\" width=\"497\" height=\"339\" \/><br \/>\nTocca fare un passo indietro e col rischio di sembrare scolastici ripetere verit\u00e0 un tempo acquisite e oggi sepolte dall&#8217;arretramento ideologico degli anni Ottanta e Novanta. Le crisi periodiche dell&#8217;economia capitalistica sono di regola <em>crisi di sovrapproduzione<\/em>. Qualcuno in questi casi osserva che questa volta \u00e8 diverso e non c&#8217;\u00e8 sovrapproduzione. Sia lecito soltanto ricordare che da molti decenni \u00e8 chiaro anche in ambito marxista, oltre che in qualsiasi libro di Economia Industriale, che <span style=\"text-decoration: underline;\">la sovrapproduzione si manifesta nei settori maturi del capitalismo come <em>sovracapacit\u00e0 <\/em><\/span>cio\u00e8 sovrapproduzione <em>potenziale.<\/em> Gli economisti spiegano che nei settori con una struttura di mercato pi\u00f9 concorrenziale, dove l&#8217;offerta di molte aziende cerca la sua domanda, la crisi ha la forma della sovrapproduzione (l&#8217;esempio tipico \u00e8 quello della distruzione di prodotti agricoli invenduti); nei settori, tipicamente oligopolistici, dove la domanda crea la sua offerta, la crisi ha la forma del mancato utilizzo degli impianti che scatena autodistruttive guerre di prezzo (qui l&#8217;esempio tipico \u00e8 il settore automobilistico, dove le poche marche presenti sul mercato mondiale cercano di capire chi dovr\u00e0 chiudere qualche stabilimento perch\u00e9 sia assorbita la capacit\u00e0 produttiva in eccesso che oggi in Europa pare sia addirittura intorno al 30%).<\/p>\n<p>Del resto, che la sovrapproduzione sia un fatto reale e non uno schema libresco di un marxismo datato, \u00e8 un fatto che chiunque pu\u00f2 verificare facilmente se ha purtroppo a che fare con una crisi aziendale. Quest&#8217;ultimo inverno ho avuto modo di incontrare due presid\u00ee operai nella provincia dove abito. In entrambi i casi, tutti i dipendenti erano minacciati di licenziamento, addirittura in una delle due fabbriche il padrone sembra fosse scappato in un Paese dell&#8217;est. Fuori dai cancelli, c&#8217;erano i lavoratori con gli striscioni e le bandiere, con il fuoco acceso in un bidone e con la rabbia e la solidariet\u00e0 che sono il respiro e il battito del cuore di questi momenti di lotta. Dentro i cancelli, in una fabbrica c&#8217;erano dozzine di roulotte e camper invenduti allineati nel parcheggio che faceva da magazzino; nell&#8217;altra c&#8217;erano migliaia e migliaia di marmitte. La crisi nel capitalismo non \u00e8 come le carestie di un tempo; le vacche non sono magre, sono obese.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Presidio Elnagh\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/elnagh.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"282\" \/><\/p>\n<p>Quando l&#8217;economia reale entra o sta per entrare in questa situazione \u00e8 perch\u00e9 si rompe la capacit\u00e0 degli investimenti di generare profitto con lo stesso ritmo di prima. Siccome nel capitalismo fare profitto aprendo una fabbrica, piuttosto che comprando dei derivati sul mercato finanziario, piuttosto che affittando un terreno, \u00e8 semplicemente un modo come un altro di investire i propri soldi, c&#8217;\u00e8 un sistema di vasi comunicanti tra il profitto, l&#8217;interesse e la rendita. Nella misura in cui si prosciugano le occasioni di profitto nell&#8217;economia reale, i capitali affluiscono in quella fittizia, finch\u00e9 le bolle che l\u00ec si creano non scoppiano a loro volta. D&#8217;altronde, per via di quella che Lenin chiamava \u00abla fusione delle banche con lo Stato\u00bb, le difficolt\u00e0 della finanza privata non possono lasciare indenne la finanza pubblica. La crisi di sovrapproduzione\/sovracapacit\u00e0 diventa crisi bancaria diventa crisi del debito sovrano diventa crisi valutaria. Non \u00e8 sfiga!<\/p>\n<p>Nel 2001 un&#8217;americana che conosco mi scrisse che l&#8217;attentato alle Torri Gemelle dimostrava\u2026 la necessit\u00e0 di limitare la vendita dei biglietti aerei a persone di provata fiducia. Questo semplicismo pu\u00f2 sembrare ingenuo, ma che dire allora di quei sapientoni che nel 2008 sostenevano su autorevoli giornali che la cosiddetta crisi dei mutui <em>subprime<\/em> dimostrasse la necessit\u00e0 di controllare meglio certi derivati finanziari? (E i pi\u00f9 spudorati avranno anche detto che \u00abnon van pi\u00f9 fatti i mutui ai negri\u00bb.) Come se il problema iniziasse e finisse in quegli uffici dove con un timbro e una firma frettolosa si accendevano mutui-spazzatura che poi venivano inoculati in prodotti finanziari diversificati che ne nascondevano la tossicit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Quando la crisi ha cominciato a mandare in tilt il mercato dei debiti sovrani, ad ogni punto di <em>spread<\/em> si ripeteva sugli stessi giornali la formula magica di tagliare i costi morti dello Stato; ancora una volta, come se il problema iniziasse e finisse quando i parlamentari schiacciano il pulsante verde per votarsi l&#8217;ennesimo aumento di stipendio\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8161\" title=\"Palingenesi\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/1000_marco_polo.jpg\" alt=\"Palingenesi\" width=\"500\" height=\"271\" \/><\/p>\n<p>Nel 2012 il <em>frame <\/em>dominante del discorso pubblico sulla crisi in Italia sta diventando un altro: l&#8217;uscita dall&#8217;euro. L&#8217;Italia \u00e8 uno dei pochi Paesi d&#8217;Europa dove gli euroscettici hanno sempre contato poco o niente; la stessa Lega Nord che qualche volta borbottava contro l&#8217;euro non ha mai alzato la voce su questo tema. Anche a sinistra l&#8217;europeismo, con qualche o nessun distinguo, l&#8217;ha sempre fatta da padrone. Il primo governo Prodi ci ha portato nell&#8217;euro attuando un massacro sociale, con l&#8217;assenso nei fatti dei sindacati e di tutta la sinistra parlamentare. Ci\u00f2 ha creato \u2013 e giustamente \u2013 forti lacerazioni. Ricordo un muro (o era uno striscione?) con la scritta \u00abPer l&#8217;Europa sociale\u00bb, ambiguo slogan utilizzato per dire s\u00ec all&#8217;Unione Europea <em>idealmente <\/em>ma no all&#8217;Unione Europea <em>immanente<\/em>; qualcuno aveva sbarrato l&#8217;ultima lettera e aveva corretto \u00absociale\u00bb in \u00absocialista\u00bb, trasformandolo nella parola d&#8217;ordine contrapposta dai pi\u00f9 \u201cduri\u201d, che dicevano che l&#8217;Unione Europea era <em>dei padroni<\/em> e quindi irriformabile. La cosa buffa \u00e8 che chi aveva corretto lo slogan non aveva corretto la firma: faceva evidentemente parte di un&#8217;ala diversa della stessa organizzazione.<\/p>\n<p>Un dibattito tardivo \u00e8 un dibattito cattivo. Lasciamo pure perdere riformisti, socialdemocratici impenitenti, burocrati sindacali e politicanti del centrosinistra: per costoro, sventolare la bandiera blu con le dodici stelle \u00e8 una conseguenza logica del loro collocamento tutto interno alla logica del capitalismo europeo. Quelli che ci interessano sono invece i nodi irrisolti nel dibattito sull&#8217;Europa e sull&#8217;euro <em>all&#8217;interno della sinistra di classe e di movimento<\/em>. Siamo arrivati al 2012 senza esserci mai chiariti le idee su questo tema, fatte salve alcune analisi pi\u00f9 acute e profetiche che non sono purtroppo diventate patrimonio comune di un&#8217;area abbastanza ampia. Oggi ci svegliamo con <strong>Beppe Grillo<\/strong> che capitalizza facili consensi sulla proposta raffazzonata di ritorno alla lira e improvvisamente siamo reclutati frettolosamente in una delle due tifoserie contrapposte: quelli che tengono per l&#8217;euro contro quelli che tifano lira. Riproduciamo in una forma pi\u00f9 provinciale e banalizzata una discussione che spacca la sinistra greca.<\/p>\n<p>Cosa c&#8217;\u00e8 che non va in questo <em>frame<\/em>? C&#8217;\u00e8 che <span style=\"text-decoration: underline;\">la causa della crisi e dell&#8217;austerity non \u00e8 l&#8217;euro<\/span>. Abbiamo visto che la crisi \u00e8 iniziata negli Stati Uniti, dove tutti gli indizi fanno ritenere che la moneta a corso legale sia il dollaro. Abbiamo visto che la crisi ha colpito la Gran Bretagna, un arcipelago europeo in cui si usano banconote con la faccia della regina Elisabetta II. Tutti i Paesi dell&#8217;Unione Europea sono stati in recessione almeno un anno dall&#8217;inizio della crisi, con una sola eccezione (la Polonia), a prescindere dal fatto di avere o non avere l&#8217;euro. Anche i Paesi europei fuori dall&#8217;Unione sono stati colpiti, la Serbia \u00e8 tuttora in caduta libera e addirittura la solidissima Svizzera, dopo aver avuto seri problemi nel 2009 (PIL -1,9%) ed essersi ripresa, \u00e8 a rischio di una seconda recessione nel 2012.<\/p>\n<p>Gli economisti \u201ceterodossi\u201d che propugnano come soluzione l&#8217;uscita dall&#8217;euro, la svalutazione competitiva della dracma o della lira e un sano intervento statale per rilanciare i consumi, magari finanziando il deficit pubblico con il gentile aiuto della banca centrale nazionale, in primo luogo non sono poi cos\u00ec eterodossi (sono idee vecchissime su come salvare il capitalismo da s\u00e9 stesso), in secondo luogo la fanno troppo semplice. Sembrano credere che la crisi sia il frutto di una follia collettiva chiamata monetarismo o liberismo, e in particolare della cocciutaggine della BCE e di Angela Merkel.<\/p>\n<p>Assecondare queste idee pu\u00f2 sembrare molto rivoluzionario ma in realt\u00e0 significa ritenere che il capitalismo sia un sistema ancora funzionale, che si \u00e8 semplicemente un attimo inceppato in una manciata di Paesi del nostro continente per colpa della moneta comune. Se diciamo questo stiamo credendo che Hitler si sia davvero preso tanto a cuore la radiostazione di Gleiwitz.<\/p>\n<p>Sia chiaro, il discorso vale a maggior ragione per gli innamorati dell&#8217;euro. Un aspetto positivo di questa ventata di euroscetticismo \u00e8 che si spera metta il mordacchio alle tante scemenze da bar che ci siamo sorbiti negli ultimi anni: \u00abSenza euro saremmo in Africa\u00bb\u2026 come la Svezia? \u00abSenza euro la crisi ci avrebbe distrutto\u00bb\u2026 e invece cosa \u00e8 successo?<\/p>\n<p>Al tempo stesso \u00e8 utopistico credere che gli effetti catastrofici della rottura dell&#8217;euro siano fandonie profetizzate soltanto per fare terrorismo psicologico contro i greci. Chi sostiene la dracma o la lira spiega che in fondo una svalutazione anche notevole pu\u00f2 non riflettersi in un&#8217;inflazione galoppante, perch\u00e9 non tutto viene importato e quindi anche se importare diventasse pi\u00f9 costoso del 50% non tutto questo aumento dei costi si ripercuoterebbe sui prezzi, ma magari solo un 5-10%. Per esempio, se un greco comprasse un pesce pescato nel mar Egeo da una nave greca e processato da una ditta greca, il prezzo del pesce in dracme non schizzerebbe in alto, salvo un pochino in pi\u00f9 per l&#8217;aumentato costo del carburante usato dalla nave e dalla fabbrica.<\/p>\n<p>Questo discorso dimentica completamente il contesto internazionale. Se l&#8217;euro si spacca, con la Grecia che se ne va sbattendo la porta (ovvero ripudiando una parte del suo debito verso le banche francesi, tedesche, italiane ecc.), qualcuno crede che i capitalisti tedeschi e francesi osserveranno compiaciuti l&#8217;export della Grecia crescere grazie ad una dracma svalutata? L&#8217;<em>Economist <\/em><a href=\"http:\/\/www.economist.com\/node\/21540259\">non la manda a dire<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abI pochi rimasti nell&#8217;euro [\u2026] avrebbero uno svantaggio competitivo [\u2026] Oltre a imporre controlli sui capitali, i Paesi attuerebbero una ritirata verso l&#8217;autarchia, innalzando barriere doganali per rappresaglia. La sopravvivenza del mercato unico europeo e della stessa UE sarebbe minacciata\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non si pu\u00f2 discutere di economia monetaria come se fossimo di fronte a un esperimento da laboratorio sulla manipolazione dei tassi di cambio invece che nel bel mezzo di una crisi epocale \u2013 anche perch\u00e9 le cavie potrebbero avere qualcosa da ridire.<\/p>\n<p>Inoltre, siamo sicuri che la questione del tasso di cambio tra monete, e quindi della moneta unica o della moneta nazionale, riguardi soprattutto l&#8217;export e l&#8217;import di beni e servizi, ovvero la bilancia commerciale? Gli stessi che tuonano ogni istante contro la finanziarizzazione dell&#8217;economia, quando si parla di politica monetaria sembrano improvvisamente dimenticarsene. Il motivo principale per cui al mondo si convertono euro in dollari o yuan in franchi svizzeri non \u00e8 per comprare beni di consumo: \u00e8 per speculare (cio\u00e8 per rivenderli quando il prezzo sar\u00e0 risalito) o per acquistare <em>capitale<\/em>. I flussi di capitale e in particolare di capitale azionario sono pi\u00f9 importanti della bilancia commerciale nel determinare quali monete sono forti e quali deboli.<\/p>\n<p>Gli aspetti veramente drammatici di un&#8217;uscita dall&#8217;euro in un contesto capitalistico sarebbero dovuti ai flussi di capitale, speculativi e non. Nel 2010 16 miliardi di dollari di capitale azionario di imprese greche era in mano straniera, uno stock equivalente al 5% del PIL annuo; d&#8217;altronde gli stessi capitalisti greci non si faranno certo scrupoli patriottici nell&#8217;investire all&#8217;estero se l&#8217;andamento dei cambi lo render\u00e0 pi\u00f9 vantaggioso. La fuga dei capitali, specialmente se accelerata da meccanismi di panico degli investitori o addirittura di sabotaggio cosciente da parte dei grandi gruppi finanziari, \u00e8 la vera questione che dovrebbe affrontare un governo che decidesse il ritorno alla dracma. Questo dovrebbe preoccupare a maggior ragione i nostalgici della lira qui da noi, dove lo stock di investimenti esteri si aggira attorno al 12% del PIL.<\/p>\n<p>Con questo sto dicendo che per evitare di mettere in fuga i capitalisti bisogna stare a tutti i costi nell&#8217;euro? Assolutamente no. Sto dicendo che non esiste una via d&#8217;uscita che non si ponga il problema di chi controlla i flussi di capitale, cio\u00e8 di chi possiede i mezzi di produzione. Per questo motivo non esistono n\u00e9 in Italia n\u00e9 in Grecia dei settori importanti della classe imprenditoriale che tifino per la lira o per la dracma: perch\u00e9 sanno che <em>per loro<\/em> non esiste una via sensata di sviluppo <em>capitalistico<\/em> alternativo all&#8217;austerity e all&#8217;adeguamento alle politiche della BCE. Del resto, se anche una tale via fosse praticabile <em>a modo loro<\/em>, lo sarebbe solo a costo di attacchi ai lavoratori, ai pensionati, ai disoccupati altrettanto duri di quelli che implica il rispetto dei vincoli dell&#8217;euro: dal punto di vista dei lavoratori, la lotta all&#8217;austerity dell&#8217;euro si trasformerebbe in lotta per la difesa dei salari reali dall&#8217;inflazione e lotta per la difesa dei posti di lavoro dalla fuga di capitali. \u00c8 un nuovo ring per lo stesso match.<\/p>\n<p>Paradossalmente, gli unici a credere ad un capitalismo dal volto umano in Europa sono quegli spezzoni della sinistra radicale ex\/post\/neo-comunista che non hanno il coraggio di parlare apertamente di rivoluzione sociale; attorno alle loro ambiguit\u00e0 vegeta un sottobosco di economisti neokeynesiani, di strateghi del default amichevole, di complottisti o semicomplottisti che possiamo etichettare come signoraggisti, fautori delle \u201cmonete di popolo\u201d, rossobruni o guru \u201ciperkeynesiani\u201d della <em>Modern Money Theory.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8151 alignright\" title=\"100 bolivares\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/100bolivares.jpg\" alt=\"100 bolivares\" width=\"149\" height=\"339\" \/>L&#8217;Europa \u00e8 oggi al bivio tra declino e rivoluzione. <em>Mutatis mutandis<\/em>, i processi su scala continentale in corso dalla fine del XX secolo in America Latina ci suggeriscono il tipo di quadro con cui dovremo confrontarci. Si noti, a questo proposito, che l&#8217;uscita (realizzata o rivendicata) di alcuni Paesi latinoamericani dalla dollarizzazione \u00e8 stata talvolta parte di processi rivoluzionari, talvolta semplicemente una misura d&#8217;emergenza che si \u00e8 imposta in un quadro di conservazione del sistema esistente, facendone pagare i costi sociali alle masse. Viceversa, il governo bolivariano del Venezuela, che non pu\u00f2 certo essere accusato di essere amico degli <em>yanqui<\/em>, tenta di mantenere un tasso di cambio fisso col dollaro; l&#8217;aggancio al dollaro \u00e8 stato deciso da Ch\u00e1vez proprio in risposta ai tentativi controrivoluzionari del 2003 ed \u00e8 stato duramente criticato e sabotato dalla Confindustria venezuelana. Anche nel periodo della Guerra Fredda, il rublo sovietico e altre monete del blocco orientale erano spesso poste in parit\u00e0 con valute dei Paesi imperialisti occidentali, di solito la sterlina. Cito apposta Paesi di questo genere perch\u00e9 sovente sono mitizzati da certi ambienti del movimento e della sinistra: speriamo che questo faccia sorgere in loro il dubbio che il nesso tra anticapitalismo e libera fluttuazione dei cambi sul mercato non si ponga nei termini in cui lo rappresentano. Sarebbe peraltro curioso che, sventolando bandiere rosse nelle piazze, ci appellassimo alla mano invisibile del mercato arrivati alla soglia delle agenzie di cambio.<\/p>\n<p>Sto dicendo, insomma, di ribaltare i termini della questione. Non si tratta di cercare scampo all&#8217;austerity nel ritorno a monete nazionali svalutate; si tratta di rifiutare l&#8217;austerity, lo strangolamento per debiti, la distruzione della societ\u00e0 causata dalla crisi economica, portando questo rifiuto fino alle sue estreme conseguenze. Tra queste conseguenze, certo, c&#8217;\u00e8 con ogni probabilit\u00e0 la rottura non solo dell&#8217;euro ma anche di tutti gli altri trattati europei, atlantici e del Fondo Monetario Internazionale. Infatti rompere la garrota del debito che costringe all&#8217;austerity significa attuare un default non negoziato, rifiutando ai grandi creditori nazionali e stranieri il pagamento di interessi usurai e parassitari. Lo stress che questo imporrebbe alle banche nazionali ne imporrebbe l&#8217;immediata nazionalizzazione; d&#8217;altronde questo tab\u00f9 l&#8217;hanno rotto i padroni per primi e non si capisce perch\u00e9 la nazionalizzazione truffaldina di Northern Rock vada bene mentre nazionalizzare il sistema bancario nell&#8217;interesse della massa della popolazione debba essere considerato sacrilego. Nazionalizzare il sistema creditizio apre immediatamente la strada al controllo delle leve fondamentali dell&#8217;economia di un Paese, perch\u00e9 al giorno d&#8217;oggi i grandi gruppi industriali e commerciali, come la grande propriet\u00e0 fondiaria e immobiliare, sono tutti in una posizione subordinata rispetto alle banche. Del resto, la fuga di capitali e le delocalizzazioni andrebbero contrastate con misure drastiche di controllo, che entrerebbero in sinergia con lotte dal basso, per esempio le occupazioni di fabbriche e di uffici che si stanno moltiplicando anche in Europa via via che la crisi minaccia con la chiusura dei luoghi di lavoro la vita di milioni di famiglie operaie e impiegatizie.<\/p>\n<p>Avanzare un programma di questo genere significa rompere con l&#8217;euro, nei Paesi dove c&#8217;\u00e8 l&#8217;euro, ma anche rompere con qualsiasi altro assetto di potere nei Paesi dove non c&#8217;\u00e8. La questione valutaria diventa una mera variante tattica di un&#8217;uscita rivoluzionaria dalla crisi che si pone in termini simili in tutti i Paesi; anzi, rifiutarsi di porre un programma simile come se il suo perno fosse l&#8217;uscita dall&#8217;euro significa porlo gi\u00e0 in chiave internazionale, ovvero evitare di sostenere che la soluzione della questione greca o italiana vada trovata entro i confini della Grecia o dell&#8217;Italia. Non stiamo dicendo alle masse dell&#8217;Europa in crisi che ce ne andiamo e lasciamo a loro la patata bollente, stiamo proponendo una soluzione che pu\u00f2 e deve essere emulata. Non credo alla rivoluzione sovranazionale simultanea, ma credo all&#8217;effetto domino. <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Revolutions_of_1917%E2%80%9323\">Non sarebbe la prima volta.<\/a> Non avrebbe infatti molto fiato una Grecia rivoluzionaria nel bel mezzo di un&#8217;Europa ostile e incarognita se non fosse l&#8217;innesco di un processo di trasformazione sociale su scala perlomeno continentale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8142\" title=\"Syriza\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Syriza.jpg\" alt=\"Syriza\" width=\"500\" height=\"291\" \/><br \/>\nSono allucinazioni? La crisi ha solo sbocchi di destra? Chi pensa cos\u00ec legga <a href=\"http:\/\/www.gadlerner.it\/2012\/05\/24\/il-programma-di-syriza.html\">il programma di Syriza<\/a>, la coalizione di sinistra che forse vincer\u00e0 le elezioni greche tra qualche giorno. I fatti contano pi\u00f9 delle parole e le azioni di governo contano pi\u00f9 della carta straccia dei programmi elettorali, ma \u00e8 chiaro che il fatto che in Europa si possano vincere elezioni con un programma del genere \u00e8 come minimo indicativo di una consapevolezza di massa in Grecia sulla necessit\u00e0 di misure radicali e anticapitaliste come unica alternativa all&#8217;austerity e al declino per debito. Guardiamo all&#8217;aspetto dinamico del processo, non all&#8217;istantanea del punto a cui siamo arrivati finora. Una rivoluzione non \u00e8 l&#8217;assalto di un gruppo compatto di rivoluzionari ai palazzi dei padroni, una rivoluzione stravolge e trasforma anche gli stessi gruppi che intendono guidarla o che si trovano loro malgrado a farlo: i punti pi\u00f9 acerbi e utopici (mi riferisco in particolare al 2, che propone in sostanza una riforma della BCE) saranno i bastioni delle tendenze pi\u00f9 moderate all&#8217;interno di Syriza, i punti pi\u00f9 audaci (quelli che parlano di nazionalizzazioni, di diritti dei lavoratori, di uscita dalla NATO e dalle missioni di guerra) saranno agitati dalla base radicalizzata e dagli <em>hardliner<\/em>.<\/p>\n<p>Il Partito Comunista Greco (KKE) nel trattare Syriza alla stregua di un Fran\u00e7ois Hollande qualsiasi sta probabilmente sbagliando la bracciata e rischia di essere punito severamente dalle masse nelle urne e nella societ\u00e0. Ponendo la dracma come criterio discriminante e di fatto come pretesto per non formare un fronte unitario traccia una linea divisoria che non rappresenta correttamente i due lati della vera barricata.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, comunque la si pensi rispetto al dibattito nella sinistra greca, questi temi sono destinati ad uscire dalle nostre assemblee ristrette e dai siti web \u201cd&#8217;area\u201d per diventare argomenti di confronto politico quotidiano anche nel nostro Paese. A dispetto di tutti i ritardi politici e culturali che l&#8217;Italia si porta dietro, i fatti avranno la testa pi\u00f9 dura della zucca di legno di tanti dirigenti politici e sindacali; <span style=\"text-decoration: underline;\">il tipo di temi su cui litigheremo o ci scopriremo compagni sono questi e non altri<\/span>; i <em>frame <\/em> tossici sono destinati ad essere smontati uno dopo l&#8217;altro. Una rivoluzione consiste prima di tutto in milioni di persone comuni che iniziano a discutere di politica volando alto rispetto alle miserie del gossip parlamentare. Il primo passo di una rivoluzione \u00e8 quando si cerca una spiegazione collettiva alle sfighe individuali.<\/p>\n<p>Le sfighe che ci stanno colpendo sono parecchie, ma hanno una causa e una soluzione comune. Prepariamoci a parlare un bel po&#8217;.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\">&#8211; \u00a7 &#8211;<\/h5>\n<h5>Di Mauro Vanetti consigliamo anche:<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/archives\/2012\/03\/004236.html\"><br \/>\n<strong>SIGNORAGGIO FAQ, ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi del Complotto e a odiare il Capitale<\/strong><\/a> (scritto con Luca Lombardi)<\/h5>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Crisi dell&#8217;euro e crisi di sovrapproduzione: la forma e la sostanza di Mauro Vanetti (guest blogger) Sar\u00e0 mica che porto sfiga? Nell&#8217;estate del 2007 mi trovavo in California; quello fu l&#8217;anno della crisi dei mutui subprime. Il nome \u00e8 improprio, come tutti i nomi che vengono dati ai vari crack del capitalismo; i giornalisti amano [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":21210,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,8],"tags":[995,1473,966,1476,1472,845,1474,1475],"class_list":["post-8128","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-appunti","category-editoriali","tag-crisi","tag-euro","tag-grecia","tag-kke","tag-mauro-vanetti","tag-rivoluzione","tag-sovrapproduzione","tag-syriza"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Uscire dall&#039;euro? Un dibattito tardivo \u00e8 un dibattito cattivo<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Cosa c&#039;\u00e8 che non va in questo frame? C&#039;\u00e8 che la causa della crisi e dell&#039;austerity non \u00e8 l&#039;euro. Abbiamo visto che la crisi \u00e8 iniziata...\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Uscire dall&#039;euro? Un dibattito tardivo \u00e8 un dibattito cattivo\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Cosa c&#039;\u00e8 che non va in questo frame? C&#039;\u00e8 che la causa della crisi e dell&#039;austerity non \u00e8 l&#039;euro. Abbiamo visto che la crisi \u00e8 iniziata...\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Giap\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2012-05-30T20:55:35+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2012-06-20T14:47:59+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/3461Grecia2004_M.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"330\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"325\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Wu Ming\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@Wu_Ming_Foundt\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@Wu_Ming_Foundt\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Wu Ming\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"22 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Wu Ming\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\"},\"headline\":\"Sfiga e rivoluzione\",\"datePublished\":\"2012-05-30T20:55:35+00:00\",\"dateModified\":\"2012-06-20T14:47:59+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/\"},\"wordCount\":4520,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/05\\\/3461Grecia2004_M.jpg\",\"keywords\":[\"crisi\",\"euro\",\"Grecia\",\"KKE\",\"Mauro Vanetti\",\"rivoluzione\",\"sovrapproduzione\",\"Syriza\"],\"articleSection\":[\"Appunti\",\"Esternazioni\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/\",\"name\":\"Uscire dall'euro? Un dibattito tardivo \u00e8 un dibattito cattivo\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/05\\\/3461Grecia2004_M.jpg\",\"datePublished\":\"2012-05-30T20:55:35+00:00\",\"dateModified\":\"2012-06-20T14:47:59+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\"},\"description\":\"Cosa c'\u00e8 che non va in questo frame? C'\u00e8 che la causa della crisi e dell'austerity non \u00e8 l'euro. Abbiamo visto che la crisi \u00e8 iniziata...\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/05\\\/3461Grecia2004_M.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/05\\\/3461Grecia2004_M.jpg\",\"width\":330,\"height\":325},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2012\\\/05\\\/sfiga-e-rivoluzione\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Sfiga e rivoluzione\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/\",\"name\":\"Giap\",\"description\":\"Il sito ufficiale di Wu Ming, collettivo di scrittori\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\",\"name\":\"Wu Ming\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"caption\":\"Wu Ming\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Uscire dall'euro? Un dibattito tardivo \u00e8 un dibattito cattivo","description":"Cosa c'\u00e8 che non va in questo frame? C'\u00e8 che la causa della crisi e dell'austerity non \u00e8 l'euro. Abbiamo visto che la crisi \u00e8 iniziata...","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Uscire dall'euro? Un dibattito tardivo \u00e8 un dibattito cattivo","og_description":"Cosa c'\u00e8 che non va in questo frame? C'\u00e8 che la causa della crisi e dell'austerity non \u00e8 l'euro. Abbiamo visto che la crisi \u00e8 iniziata...","og_url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/","og_site_name":"Giap","article_published_time":"2012-05-30T20:55:35+00:00","article_modified_time":"2012-06-20T14:47:59+00:00","og_image":[{"width":330,"height":325,"url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/3461Grecia2004_M.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Wu Ming","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@Wu_Ming_Foundt","twitter_site":"@Wu_Ming_Foundt","twitter_misc":{"Scritto da":"Wu Ming","Tempo di lettura stimato":"22 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/"},"author":{"name":"Wu Ming","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f"},"headline":"Sfiga e rivoluzione","datePublished":"2012-05-30T20:55:35+00:00","dateModified":"2012-06-20T14:47:59+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/"},"wordCount":4520,"image":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/3461Grecia2004_M.jpg","keywords":["crisi","euro","Grecia","KKE","Mauro Vanetti","rivoluzione","sovrapproduzione","Syriza"],"articleSection":["Appunti","Esternazioni"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/","name":"Uscire dall'euro? Un dibattito tardivo \u00e8 un dibattito cattivo","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/3461Grecia2004_M.jpg","datePublished":"2012-05-30T20:55:35+00:00","dateModified":"2012-06-20T14:47:59+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f"},"description":"Cosa c'\u00e8 che non va in questo frame? C'\u00e8 che la causa della crisi e dell'austerity non \u00e8 l'euro. Abbiamo visto che la crisi \u00e8 iniziata...","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/3461Grecia2004_M.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/3461Grecia2004_M.jpg","width":330,"height":325},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/05\/sfiga-e-rivoluzione\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Sfiga e rivoluzione"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#website","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/","name":"Giap","description":"Il sito ufficiale di Wu Ming, collettivo di scrittori","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f","name":"Wu Ming","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","caption":"Wu Ming"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8128"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8128\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21210"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}