{"id":61364,"date":"2026-05-05T10:59:38","date_gmt":"2026-05-05T08:59:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=61364"},"modified":"2026-05-05T10:59:38","modified_gmt":"2026-05-05T08:59:38","slug":"yekatit-12-un-romanzo-a-fumetti-sulla-resistenza-etiope","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2026\/05\/yekatit-12-un-romanzo-a-fumetti-sulla-resistenza-etiope\/","title":{"rendered":"<i>Yekatit 12.<\/i> Un romanzo a fumetti sulla resistenza etiope."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_61367\" style=\"width: 957px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/yekatit_12_cover-distesa-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-61367\" class=\"wp-image-61367 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/yekatit_12_cover-distesa.jpg\" alt=\"\" width=\"947\" height=\"1333\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/yekatit_12_cover-distesa.jpg 947w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/yekatit_12_cover-distesa-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/yekatit_12_cover-distesa-727x1024.jpg 727w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/yekatit_12_cover-distesa-768x1081.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 947px) 100vw, 947px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-61367\" class=\"wp-caption-text\">Clicca l&#8217;immagine per aprire la copertina completa<\/p><\/div>\n<p>Esce oggi, pubblicato da Tunu\u00e9, <a href=\"https:\/\/www.andreasestante.com\/yekatit12.html\">il romanzo a fumetti di <strong>Andrea Sestante<\/strong><\/a> dedicato alla resistenza etiope, e in particolare agli avvenimenti che ruotano intorno al tentativo di uccidere il vicer\u00e9 Rodolfo Graziani. La data non \u00e8 casuale: il 5 maggio (Meyazya 27), in Etiopia si celebra <span lang=\"am\">\u12e8\u12a0\u122d\u1260\u129e\u127d \u12f5\u120d \u1240\u1295, la \u00abgiornata della vittoria dei patrioti\u00bb, che sconfissero l&#8217;occupazione fascista e prepararono il ritorno di <strong>Haile Selassie<\/strong> ad Addis Abeba, cinque anni esatti dopo l&#8217;ingresso di <strong>Pietro Badoglio<\/strong> in citt\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Wu Ming 2 ha scritto la prefazione e aveva appena rivisto le bozze quando ci \u00e8 giunta la notizia che il 19 febbraio 2026 un giardino di Roma, a pochi passi dall&#8217;obelisco di Dogali, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/photo_2026-05-05_09-38-27.jpg\">avrebbe preso il nome di <strong>Zerai Deres<\/strong><\/a>, patrono della guerriglia urbanistica. Non siamo riusciti a modificare il testo, ma come capirete leggendolo qui sotto, ci \u00e8 sembrata una coincidenza di ottimo auspicio. E forse, molto pi\u00f9 che una coincidenza.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Nel 1946, al termine della Seconda guerra mondiale, il governo dell\u2019Etiopia presento\u0300 un memorandum alla Conferenza di pace di Parigi, per chiedere il riconoscimento dei crimini italiani commessi durante l\u2019occupazione del Paese. Alla voce \u00abMassacro del febbraio\u00bb sono calcolate trentamila vittime.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pre1-copy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61370\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pre1-copy.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pre1-copy.jpg 600w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pre1-copy-300x219.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Questo libro racconta la storia di quel massacro.<br \/>\nLa premessa narrativa e\u0300 la ricerca minuziosa che <strong>Andrea Sestante<\/strong> ha condotto per anni intorno all\u2019episodio, a partire da uno spunto casuale: i nomi sulle targhe stradali di un quartiere, la Cirenaica di Bologna. Nomi che celebravano l\u2019invasione della Libia e del Dodecaneso da parte dell\u2019esercito del Regno d\u2019Italia. Nel 1949, il consiglio comunale stabili\u0300 di sostituirli con quelli di partigiani come <a href=\"https:\/\/resistenzeincirenaica.com\/2019\/07\/11\/paulus\/\"><strong>Ilio Barontini<\/strong><\/a>, che con l\u2019Etiopia aveva un legame particolare. Delle vecchie intitolazioni resto\u0300 soltanto via Libia, per mantenere \u00abil significato di un nostro eventuale diritto a questa terra\u00bb, come disse un consigliere del PCI. In quei giorni, infatti, la Societa\u0300 delle Nazioni discuteva il futuro delle ex colonie italiane.<\/p>\n<p>L\u2019indagine storica dell\u2019autore, per quanto molto accurata, e\u0300 pero\u0300 soltanto una leggera cornice. Accennata nel prologo, finisce subito sotto traccia, per lasciare spazio ai protagonisti della vicenda: gli uomini e le donne che furono coinvolti nell\u2019attentato contro <strong>Rodolfo Graziani<\/strong>, vicere\u0301 d\u2019Etiopia, il 19 febbraio 1937, dodicesimo giorno del mese di Yekatit dell\u2019anno millenovecentoventotto, secondo il calendario copto.<\/p>\n<p>Le bombe scagliate da <strong>Abraha Deboch<\/strong> e <strong>Mogos Asghedom<\/strong> innescarono un\u2019immane rappresaglia e divennero il pretesto per stragi e deportazioni, che a loro volta diedero un eccezionale impulso alla resistenza degli <em>arbegnocc<\/em>, i partigiani etiopi.<\/p>\n<p>Senza nascondere le tensioni e le spaccature interne a quel movimento, Andrea Sestante gli assegna un posto nella memoria degli Italiani, tra coloro che contribuirono alla sconfitta del nazifascismo, ben prima che in Europa esistessero formazioni organizzate per combatterlo in armi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pre3-copy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-61371\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pre3-copy.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pre3-copy.jpg 1000w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pre3-copy-300x117.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pre3-copy-768x300.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Eppure, a dispetto di una conoscenza sempre piu\u0300 diffusa su questi avvenimenti, la guerra di liberazione dell\u2019Etiopia non gode ancora, in Italia, della giusta considerazione. Se cosi\u0300 fosse, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/10\/patria-e-odore-i-vespasiani-di-bologna-salutano-graziani-a-noi\/\">il mausoleo \u00abal soldato\u00bb di <strong>Affile<\/strong><\/a>, inaugurato nel 2012 per celebrare Rodolfo Graziani, non sarebbe ancora al suo posto. Ne\u0301 si cercherebbe di sminuirlo come un caso isolato, che riguarda giusto un buco nero della Penisola. Nel cosiddetto Belpaese centinaia di strade sono dedicate a caduti e decorati con la medaglia d\u2019oro al valor militare nel corso delle \u00aboperazioni di polizia coloniale\u00bb, cioe\u0300 la repressione feroce della guerriglia degli arbegnocc e del popolo che la sosteneva.<\/p>\n<p>Nella motivazione per l\u2019onorificenza <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/onorificenze\/insigniti\/13851\">conferita a <strong>Marcello Pucci<\/strong><\/a> si legge che mori\u0300 \u00abin aspro combattimento contro numerosa orda ribelle\u00bb, il 29 settembre 1937, a Meta, in Oromia, quando Graziani era vicere\u0301 e i \u00abribelli\u00bb erano partigiani antifascisti. A Milano, porta il suo nome una strada tra corso Sempione e i grattacieli di City Life. A Bergamo, via <strong>Gennaro Sora<\/strong> e\u0300 dedicata al tenente colonnello degli alpini che comando\u0300 sul campo la <a href=\"https:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Pioselli_N.-77.pdf\">strage di Amategna Washa<\/a>, la \u201cgrotta del ribelle\u201d, vicino a Zeret, nell\u2019aprile 1939. Ottocento persone fucilate dopo che si erano arrese e piu\u0300 di mille uccise con armi chimiche, iprite e arsine, dentro il loro rifugio nelle viscere della montagna. In gran parte si tratto\u0300 di anziani, donne e bambini.<\/p>\n<p>Cosa direbbe il mondo se a Jeseni\u0301k, citta\u0300 natale di <strong>Walter Reder<\/strong>, ci fosse una piazza intitolata al criminale di guerra responsabile degli eccidi di Monte Sole? In Italia, un caso del genere suscita al massimo qualche polemica locale, perche\u0301 all\u2019Italia non frega nulla del mondo, e al mondo non frega nulla dell\u2019Italia. Il quadro e\u0300 ancora piu\u0300 ripugnante se si considera che i nomi di questi soldati non sono finiti sulle targhe stradali soltanto durante la dittatura fascista, per poi rimanerci, dimenticati, anche nella Repubblica nata dalla Resistenza. A Parma, una strada porta <a href=\"https:\/\/colonialismoparma.it\/luoghi\/via-bonfiglio-zanardi\/\">il nome di <strong>Bonfiglio Zanardi<\/strong><\/a>, che il 29 agosto 1937, a Gish Abay, \u00abassumeva spontaneamente il comando di una mezza compagnia incaricata di un\u2019operazione di polizia contro i ribelli\u00bb. Anche in questo caso, partigiani etiopi. L\u2019intitolazione risale al 1959, come quella, due incroci piu\u0300 in la\u0300, di <a href=\"https:\/\/colonialismoparma.it\/luoghi\/via-emilio-maccolini-parma\/\">via <strong>Emilio Maccolini<\/strong><\/a>, capomanipolo delle Camicie Nere, morto durante l\u2019invasione fascista dell\u2019Etiopia.<\/p>\n<p>La vergogna aumenta se ci spostiamo dalle strade alle scuole. In questo caso, non vale nemmeno la scusa che un cambio di denominazione comporterebbe il disagio di modificare gli indirizzi di residenti, uffici e attivita\u0300 commerciali. Nondimeno, ogni mattina, bambini e bambine della primaria si ritrovano in edifici dedicati alla memoria di <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/onorificenze\/insigniti\/13671\"><strong>Dalmazio Birago<\/strong><\/a>, aviatore che bombardo\u0300 l\u2019Etiopia, o di <a href=\"https:\/\/www.anareggioemilia.it\/sezione\/le-3-medaglie-doro-al-valor-militare\/#agosti\"><strong>Vasco Agosti<\/strong><\/a>, volontario nella riconquista fascista della Libia, nella Guerra d\u2019Etiopia e nelle famigerate \u00aboperazioni di polizia coloniale\u00bb. L\u2019elenco potrebbe continuare con Antonio Locatelli, Ivo Oliveti, Tommaso Gulli, Giorgio Bombonati, Reginaldo Giuliani&#8230;<\/p>\n<p>L\u2019augurio e\u0300 che questo libro, insieme a tanti altri, dia un contributo alla presa di coscienza dell\u2019eredita\u0300 coloniale italiana, affinche\u0301 le scorie di razzismo e di militarismo che contaminano il paesaggio ricevano il giusto trattamento. Non tanto attraverso la loro estinzione, ma sfruttandole per agitare la memoria.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Schermata-2026-05-05-alle-10.38.17.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-61377\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Schermata-2026-05-05-alle-10.38.17.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Schermata-2026-05-05-alle-10.38.17.png 850w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Schermata-2026-05-05-alle-10.38.17-209x300.png 209w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Schermata-2026-05-05-alle-10.38.17-715x1024.png 715w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Schermata-2026-05-05-alle-10.38.17-768x1100.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Come accadde il 14 giugno 1938 con la protesta di <strong>Zerai Deres<\/strong>, un eritreo di ventidue anni, inviato a Roma proprio dopo il massacro di Yekatit 12, in qualita\u0300 di interprete dei notabili etiopi deportati in quell\u2019occasione.<br \/>\nDiretto alla stazione Termini, Zerai rende omaggio alla statua del Leone di Giuda, che gli italiani hanno trafugato da Addis Abeba, per collocarla davanti a un altro monumento coloniale: l\u2019obelisco in memoria dei cinquecento caduti nella battaglia di Dogali.<\/p>\n<p>Zerai s\u2019inginocchia, forse prega. La scena non passa inosservata. Due militari gli si avvicinano, gli ordinano di circolare. Il ragazzo si alza di scatto, sfodera una sciabola. Secondo il verbale di polizia, pronuncia \u00abparole ingiuriose indirizzo Italia e Duce inneggiando negus\u00bb. Una piccola folla gli si raduna intorno, cercano di fermarlo, qualcuno rimane lievemente ferito. Un carabiniere spara, colpisce Zerai alla coscia, quindi lo arrestano.<\/p>\n<p>Rinchiuso nell\u2019ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), muore tra quelle mura il 6 luglio 1945. Gli Alleati hanno liberato la citta\u0300 due anni prima, ma nessuno s\u2019e\u0300 interessato al suo caso, nemmeno a guerra finita. Il fratello ottiene soltanto che la salma venga rimpatriata e sepolta nel villaggio natale, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Tomba-zerai.jpg\">tra due leoni di pietra<\/a>.<\/p>\n<p>A chi leggera\u0300 <em>Yekatit 12<\/em> il compito di celebrare Zerai Deres come patrono della \u00abguerriglia urbanistica\u00bb, rinnovando gesti e azioni anticoloniali per le strade e le citta\u0300 dello Stivale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Esce oggi, pubblicato da Tunu\u00e9, il romanzo a fumetti di Andrea Sestante dedicato alla resistenza etiope, e in particolare agli avvenimenti che ruotano intorno al tentativo di uccidere il vicer\u00e9 Rodolfo Graziani. 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