{"id":61204,"date":"2026-04-23T00:00:09","date_gmt":"2026-04-22T22:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=61204"},"modified":"2026-04-22T19:57:36","modified_gmt":"2026-04-22T17:57:36","slug":"resistenze-ia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2026\/04\/resistenze-ia\/","title":{"rendered":"Oltre gli schermi: scrittura, IA e resistenze tecnologiche"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_61217\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/12102280105_2dec0fb76e_k.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-61217\" class=\"wp-image-61217\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/12102280105_2dec0fb76e_k-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/12102280105_2dec0fb76e_k-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/12102280105_2dec0fb76e_k-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/12102280105_2dec0fb76e_k-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/12102280105_2dec0fb76e_k.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-61217\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/thepreiserproject\/\">The Preiser Project<\/a>, <em>Hacker<\/em>, 2014<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Roberto Laghi<\/strong> *<\/p>\n<h4><b>1. Il nodo del linguaggio: IA, scrittura, creativit\u00e0<\/b><\/h4>\n<p>Nel digitale tutto \u00e8 scrittura \u2013 i siti web, i social media, le immagini e i video, ogni azione, come mettere un like o comprare qualcosa \u2013 tutto \u00e8 fatto di scrittura, nelle sue fondamenta di codice informatico, ma la maggior parte di questa scrittura rimane nascosta ai nostri occhi, esclusa <i>by design<\/i> dagli schermi che ci circondano e su cui passa una parte sempre pi\u00f9 grande delle nostre vite.<\/p>\n<p>L&#8217;\u00abimperativo funzionale\u00bb di cui parla <strong>Marcello Vitali-Rosati<\/strong> in<i> <a href=\"https:\/\/www.editions-zones.fr\/livres\/eloge-du-bug\/\">\u00c9loge du bug. \u00catre libre \u00e0 l&#8217;\u00e9poque du num\u00e9rique<\/a><\/i> (Zone, 2024)<i> <\/i>\u00e8 incorporato nei dispositivi e nei servizi che ci circondano e ci dice, anzi, ci <em>impone<\/em> di non preoccuparci di come funzionano, di come sono stati costruiti e di quale influenza hanno su di noi e sui nostri comportamenti, anzi: applicazioni, telefoni e piattaforme devono essere il pi\u00f9 semplici e intuitivi possibile, funzionare senza intoppi, in modo in modo da renderci produttivi ogni istante che passiamo a usarli e a esserne usati.<\/p>\n<p>Ogni volta che agiamo all&#8217;interno di un social media commerciale, che facciamo una ricerca su Google, che usiamo un chatbot basato su un modello linguistico noi stiamo di fatto lavorando anche se ci stiamo svagando, siamo produttivi e contribuiamo alla creazione di valore per il pugno di aziende che ha costruito un oligopolio a cui \u00e8 quasi impossibile sottrarsi.<!--more--><\/p>\n<p>Gran parte del successo dei chatbot e dei modelli linguistici dipende da una ragione molto evidente: sono macchine che usano il linguaggio (quasi) come noi. Fino a pochi anni fa, il linguaggio e, in particolare, la scrittura erano peculiarit\u00e0 umane: ogni espressione linguistica, ogni testo presupponevano l&#8217;esistenza di un essere umano con un pensiero e un&#8217;intenzione comunicativa. Ora le macchine scrivono pi\u00f9 di noi, tanto che <strong>Matthew Kirschenbaum<\/strong> ha parlato di un&#8217;<i>apocalisse testuale<\/i>, \u00ab<a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/technology\/archive\/2023\/03\/ai-chatgpt-writing-language-models\/673318\/\">textpocalypse<\/a>\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.meltemieditore.it\/catalogo\/scritture-digitali\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61230 size-medium\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/solocover_laghi_scritture-digitali_small-203x300.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/solocover_laghi_scritture-digitali_small-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/solocover_laghi_scritture-digitali_small.jpg 306w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>Quale sar\u00e0 l&#8217;effetto su noi esseri umani? Difficile dirlo, oggi, anche se alcuni studi \u2013 che per\u00f2 non hanno ancora passato la peer review \u2013 sembrano dirci che usare costantemente modelli linguistici per la scrittura <a href=\"https:\/\/www.media.mit.edu\/publications\/your-brain-on-chatgpt\/\">riduce le nostre funzionalit\u00e0 cognitive<\/a>. Certo \u00e8, come sostengo in<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.meltemieditore.it\/catalogo\/scritture-digitali\/\">Scritture digitali<\/a><\/i>,<i> <\/i>che ci servono nuovi strumenti concettuali e interpretativi per cogliere appieno la portata dei cambiamenti in atto.<\/p>\n<p>\u00abLa digitalizzazione del mondo \u00e8 una costruzione matematica\u00bb, scrivono <strong>Lass\u00e8gue e Longo<\/strong> in <a href=\"https:\/\/www.puf.com\/lempire-numerique\"><i>L&#8217;empire num\u00e9rique. De l&#8217;alphabet \u00e0 l&#8217;IA<\/i><\/a> (Puf, 2025) e del resto \u00abil mondo non ha alcun bisogno di essere messo in numeri\u00bb (<strong>Felice Cimatti<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.cronopio.it\/edizioni\/2024\/05\/%E2%88%83xfx-logica-della-decisione\/\"><i>\u2203x(fx) <\/i><i>L<\/i><i>ogica della decisione<\/i><\/a>, Cronopio, 2024) se non per renderlo <i>contabile<\/i>. In questo senso, per Lass\u00e8gue e Longo l\u2019informatica non \u00e8 altro che una nuova tappa nell&#8217;evoluzione della scrittura. Ma cosa succede quanto questa scrittura \u00e8 sempre pi\u00f9 prodotta dalle macchine e ci diventa, in qualche modo, estranea? Che cosa significa questo per la nostra relazione con la scrittura e con la realt\u00e0, per l&#8217;accesso alla conoscenza, per la nostra capacit\u00e0 di pensare e dire (scrivere) il mondo?<\/p>\n<p>\u00abI chatbot cambiano ci\u00f2 che chiunque pu\u00f2 legittimamente aspettarsi dalla lingua\u00bb, scrivono ancora Lass\u00e8gue e Longo. <strong>Justin Joque<\/strong> ci ricorda inoltre che la scrittura informatica propria, la programmazione, \u00e8 probabilmente l&#8217;esempio pi\u00f9 evidente della <i>diff\u00e9rance<\/i> derridiana: il filosofo francese <strong>Jacques Derrida<\/strong> sosteneva che nessuno scrive in un linguaggio di cui ha il completo controllo e questo, oggi, sembra valere ancora di pi\u00f9 per i linguaggi di programmazione, in particolare di sistemi complessi come l&#8217;intelligenza artificiale, su cui gli stessi informatici che li sviluppano non sono in grado di avere il pieno controllo.<\/p>\n<p>La produzione automatizzata di scrittura e l&#8217;opacit\u00e0 crescente dei sistemi informatici sembrano avere inoltre come conseguenza una de-alfabetizzazione collettiva, derivante dal fatto che il codice informatico \u00e8 illeggibile per la maggior parte delle persone, oltre che nascosto intenzionalmente dai dispositivi di uso comune. Su questa colossale opera di scrittura e riscrittura che \u00e8 il digitale per come sviluppato oggi, noi abbiamo sempre meno controllo, a maggior ragione quando questi sistemi sono presentati come soluzioni rapide e funzionali per produrre lavori creativi.<\/p>\n<p>Il senso del creare arte sta nel percorso che ci porta a un determinato risultato, sta nel corpo a corpo con gli strumenti che usiamo, con i nostri limiti, con il contesto in cui ci troviamo e con la capacit\u00e0 di rielaborare gli elementi culturali in cui siamo immersi e che, giocoforza, influenzano il nostro sentire, il nostro pensare, il nostro creare. Delegare a una macchina queste funzioni pu\u00f2 andare bene per generare immagini o testi pubblicitari, forse, oppure noiosi report aziendali che nessuno legger\u00e0, perch\u00e9 rientrano in quei <i>bullshit jobs<\/i> cos\u00ec ben descritti da <strong>David Graeber<\/strong>. Altra faccenda, per esempio, delegare la letteratura. La letteratura non \u00e8 l&#8217;output generato da un prompt rivolto a un sistema pi\u00f9 o meno bravo a produrre testo su base probabilistica, la letteratura \u00e8 un processo, \u00e8 una questione di comunit\u00e0 e di corpi, di condivisione, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2025\/12\/letteratura-e-intelligenza-artificiale\/\">come ha spiegato molto bene <strong>Wu Ming 1<\/strong><\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_61225\" style=\"width: 205px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/b4017294c2dfa4e3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-61225\" class=\"wp-image-61225\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/b4017294c2dfa4e3.png\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"201\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-61225\" class=\"wp-caption-text\">Rage Against The Machine Learning.<\/p><\/div>\n<p>C&#8217;\u00e8 una <a href=\"https:\/\/www.bloodinthemachine.com\/p\/why-the-ai-backlash-has-turned-violent\">crescente rabbia nei confronti degli strumenti di IA<\/a>, come dimostrano anche le reazioni indignate davanti ad autori e autrici accusati di aver fatto uso di modelli linguistici per la realizzazione delle proprie opere, come nel recente <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2026\/mar\/20\/hachette-horror-novel-shy-girl-suspected-ai-use-mia-ballard\">caso del romanzo <\/a><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2026\/mar\/20\/hachette-horror-novel-shy-girl-suspected-ai-use-mia-ballard\"><i>Shy girl<\/i><\/a>, ritirato dal mercato. In questo senso, l&#8217;IA si presenta come una scorciatoia per un potenziale successo facile: ancora una volta i criteri sembrano pi\u00f9 legati a produttivit\u00e0 e mercato che all&#8217;interesse per l\u2019espressione artistica sulla condizione umana.<\/p>\n<p>La sensazione \u00e8 che spesso ci troviamo davanti a un riflesso pavloviano, un automatismo che passa da \u00abtecnicamente si pu\u00f2 fare\u00bb ad \u00aballora si fa\u00bb senza nessuna riflessione critica nel mezzo. Viene in mente, a questo proposito, il caso della <a href=\"https:\/\/www.rsi.ch\/info\/scienza-e-tecnologia\/Il-caso-Grammarly-e-gli-%E2%80%9Csloppelg%C3%A4nger%E2%80%9D-dell%E2%80%99IA-generativa--3603336.html\">funzione Expert Review introdotta dalla piattaforma di scrittura assistita Grammarly<\/a>: questa funzione generava suggerimenti editoriali presentandoli come se provenissero da autori e autrici note, tra cui <strong>Stephen King<\/strong>, <strong>bell hooks<\/strong> e <strong>Carl Sagan<\/strong>. La reazione all&#8217;introduzione di Expert Review \u00e8 stata molto dura \u2013 e include anche una class action negli Stati Uniti \u2013 e c&#8217;\u00e8 chi ha coniato il termine \u00ab<i>sloppelg\u00e4nger<\/i>\u00bb per questo prodotto di Grammarly, sottolineando il fatto che la sbobba IA fosse attribuita a persone autorevoli.<\/p>\n<p>Ancora una volta siamo di fronte a una logica estrattiva, la stessa che \u00e8 alla base di tutti questi sistemi: prendere senza autorizzazione testi, immagini, creazioni artistiche, privatizzarli e rivenderli come servizio ai consumatori. Il motto della Silicon Valley \u00ab<em>move fast and break things<\/em>\u00bb sembra essersi ormai esteso alla societ\u00e0 intera e non sembra esserci altra ragione che il profitto e la concentrazione del potere.<\/p>\n<h4><b>2. Travolti dal digitale? <\/b><\/h4>\n<p>Negli ultimi vent&#8217;anni siamo stati travolti da nuovi servizi e nuove applicazioni, nuovi dispositivi e nuove piattaforme a una velocit\u00e0 tale che non ci ha lasciato il tempo di riflettere, di metabolizzare quest&#8217;ondata. All&#8217;inizio sembrava un&#8217;ubriacatura, di quelle grosse ma prese bene: pubblicare e condividere video gratis, wow! Gli smartphone, che spettacolo! I social media, posso esprimermi come voglio e rimanere in contatto con tutti, bellissimo! Un mondo percepito come magico, inevitabile e meraviglioso era a portata di polpastrello, una rivoluzione che appariva democratizzante, quasi liberatoria: le nostre vite sarebbero migliorate, diventate pi\u00f9 facili e ricche&#8230;<\/p>\n<p>La sensazione, oggi, \u00e8 che quella sbronza non sia mai passata, ma che a essa si siano affiancati, allo stesso tempo, i postumi e che, inoltre, siamo sempre al lavoro. Ci troviamo cos\u00ec \u2013 e il noi plurale si riferisce alla societ\u00e0 intera \u2013 entusiasti e storditi, eccitati come bambini in un negozio di giocattoli dove tutto sembra gratis, e allo stesso tempo con il fastidioso mal di testa e il costante sfinimento dato dal sovraccarico cognitivo che deriva dall&#8217;essere connessi 24 ore su 24, dal flusso di notifiche e notizie in tempo reale, dall&#8217;imperativo alla partecipazione a cui sembra non ci possiamo sottrarre, dall&#8217;accelerazione del nostro vivere a cui il digitale ha contribuito in misura significativa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/timeo.store\/products\/medium-hot\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61229 size-medium\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mediumhot-200x300.jpg\" alt=\"Medium Hot\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mediumhot-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mediumhot.jpg 536w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Non solo: sembra che le cose possano andare solo cos\u00ec. Non \u00e8 un caso che il determinismo tecnologico sia una delle idee che le aziende spingono di pi\u00f9 per convincerci che quello che fanno segue il corso inevitabile del progresso e a noi non resta che adattarci: molto del marketing intorno alla cosiddetta \u00abintelligenza artificiale\u00bb gira proprio intorno a questo e, noi, ci dicono, o saltiamo sul treno in corsa o saremo esclusi \u2013 da tutto, o quasi. Ma, come sottolinea l&#8217;artista e ricercatrice <strong>Hito Steyerl<\/strong> nel suo <i><a href=\"https:\/\/timeo.store\/products\/medium-hot\">Medium Hot<\/a> <\/i>(Timeo, 2025), le tre fallacie pi\u00f9 significative sul progresso tecnologico sono che sia \u00abinevitabile, automatico e che beneficer\u00e0 tutti\u00bb. Niente di pi\u00f9 lontano dal vero.<\/p>\n<p>La tecnologia non \u00e8 neutra. Dietro a ogni dispositivo e ogni servizio ci sono aziende con obiettivi precisi, che poi si riducono a uno: massimizzare i profitti. Aziende fatte di persone che, a loro volta, hanno visioni del mondo e agiscono all&#8217;interno di un contesto anch&#8217;esso permeato da elementi economici, storici, sociali che concorrono alla progettazione dei prodotti che finiscono sul mercato. Questi elementi ideologici condizionano quindi la nostra esperienza, la nostra relazione con la realt\u00e0 e la nostra visione del mondo, spesso senza che ce ne accorgiamo nemmeno, perch\u00e9 sono incorporati nei servizi e nei dispositivi che usiamo. In altre parole, ogni tecnologia, prima ancora di essere tecnologica, \u00e8 situata storicamente, economicamente, socialmente.<\/p>\n<p>Questi elementi ideologici sono pienamente visibili da tempo: l&#8217;allineamento (finanziario e operativo) dei giganti della Silicon Valley al potere assoluto di Trump; il recente <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2026\/4\/21\/technofacism-why-palantirs-pro-west-manifesto-has-critics-alarmed\">\u00abmanifesto\u00bb di Palantir<\/a>, da pi\u00f9 parti definito \u00abtecnofascista\u00bb; le dichiarazioni del CEO di Palantir <strong>Alex Karp<\/strong>, secondo cui l&#8217;automazione portata dall&#8217;IA colpir\u00e0 soprattutto l&#8217;elettorato democratico e le donne in particolare, e del suo socio <strong>Peter Thiel <\/strong>sull&#8217;\u00abanticristo\u00bb; per non dire delle sparate a cui <strong>Elon Musk<\/strong> ci ha abituato nel tempo.<\/p>\n<h4><b>3. IA, agenda neoliberale e speculazione finanziaria<\/b><\/h4>\n<p>Chiariamo una cosa: ci sono applicazioni delle tecnologie che vengono promosse e vendute sotto il termine di \u00abintelligenza artificiale\u00bb che hanno un&#8217;utilit\u00e0 concreta, come i sistemi usati in ambito medico, per esempio, che sono addestrati in modo preciso e puntuale per essere di aiuto ai professionisti che operano negli ospedali, cos\u00ec come strumenti per l\u2019analisi di grandi quantit\u00e0 di dati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/libro\/9791259678447\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61218 size-medium\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/bender_hanna_inganno-203x300.jpg\" alt=\"L'inganno dell'intelligenza artificiale\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/bender_hanna_inganno-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/bender_hanna_inganno-691x1024.jpg 691w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/bender_hanna_inganno-768x1137.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/bender_hanna_inganno.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>Quando invece parliamo di intelligenza artificiale \u00abgenerativa\u00bb \u2013 come per esempio i modelli linguistici tipo ChatGPT o Gemini o quelli di immagine come Midjourney o DALL-E \u2013 le cose cambiano. Come spiegano molto bene <strong>Emily M. Bender<\/strong> e <strong>Alex Hanna<\/strong> in <a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/libro\/9791259678447\"><i>L&#8217;inganno dell&#8217;intelligenza artificiale<\/i><\/a> (Fazi, 2026), pensare che un generatore statistico di testo che, ricordiamolo, non ha e non pu\u00f2 avere accesso al senso della scrittura, possa sostituire un essere umano in ambito educativo, sanitario o culturale \u00e8 solo un altro modo per dire che l&#8217;obiettivo \u00e8 tagliare i costi, a prescindere dalla qualit\u00e0 del servizio che ne risulter\u00e0, perch\u00e9 la qualit\u00e0 del servizio non interessa, come abbiamo gi\u00e0 potuto osservare in decenni di tagli al settore pubblico (sanit\u00e0, educazione, trasporti\u2026), in piena applicazione del manuale del pensiero neoliberale.<\/p>\n<p>Il fatto che OpenAI, Anthropic, Alphabet (la casa madre di Google) e Microsoft spingano senza tregua per far adottare i loro modelli in ogni ambito \u00e8 molto semplice: stanno perdendo un sacco di soldi.<\/p>\n<p>Queste tecnologie hanno costi altissimi, in termini di investimento in capacit\u00e0 di calcolo (CPU e data center) e di consumo di energia e di acqua e non permettono di guadagnare abbastanza perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 un modello di business che funzioni. Gli aspetti economici della bolla speculativa intorno all&#8217;IA <a href=\"https:\/\/www.wheresyoured.at\/the-subprime-ai-crisis-is-here\/\">ricordano molto da vicino quelli della crisi dei subprime<\/a> che ha fatto tremare gli Stati Uniti e, a catena, l&#8217;economia globale alla fine degli anni Zero. Le aziende stanno disperatamente cercando di far tornare i conti e sono in tanti a pensare che questa ennesima bolla tecnologica speculativa stia per scoppiare. Ma intanto, per citare ancora Steyerl, \u00abin assenza di una <i>killer app<\/i>, il settore ripiega sulle <i>killer app<\/i> originarie: le armi\u00bb.<\/p>\n<h4><b>4. Un excursus su IA e guerra<\/b><\/h4>\n<p>Sul campo di battaglia la combinazione tra sistemi predittivi e sistemi conversazionali \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 \u2013 per esempio a Gaza e in Iran \u2013 <a href=\"https:\/\/www.guerredirete.it\/che-cosa-fa-lintelligenza-artificiale-in-guerra\/\">come ben racconta <strong>Andrea Daniele Signorelli<\/strong> su Guerre di rete<\/a>. L&#8217;uso dell&#8217;IA in ambito bellico consente un&#8217;accelerazione significativa nell&#8217;identificazione dei possibili obiettivi e nella conseguente esecuzione degli attacchi. Ma questa velocit\u00e0 complica l&#8217;individuazione della responsabilit\u00e0 e riduce il ruolo dell&#8217;umano. Se, per ora, ci sono ancora degli umani che valutano gli output dell&#8217;IA e prendono decisioni, in futuro il settore si muover\u00e0 verso sistemi completamente automatizzati?<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che si inserisce lo scontro tra Anthropic, che produce il modello linguistico Claude, e il Pentagono: Claude era infatti gi\u00e0 integrato in Maven, un sistema usato dall\u2019esercito statunitense per analizzare, comparare e incrociare informazioni di intelligence in modo automatico, prodotto da Palantir dopo che Google aveva abbandonato il progetto a causa delle proteste dei suoi dipendenti. Anthropic aveva dichiarato che il suo modello linguistico non avrebbe dovuto essere utilizzato per armi completamente autonome n\u00e9 per la sorveglianza di massa a livello nazionale. <strong>Peter Hegseth<\/strong>, segretario della difesa USA, aveva chiesto la rimozione di questi limiti di sicurezza e, davanti al rifiuto di Anthropic, l\u2019azienda \u00e8 stata dichiarata \u00ab<em>supply chain risk to national security<\/em>\u00bb ed esclusa dai contratti militari. OpenAI \u00e8 stata ben felice di prendere il suo posto.<\/p>\n<p>L&#8217;IA \u00e8 stata anche al centro di un&#8217;altra questione legata alla guerra contro l&#8217;Iran, in particolare: il bombardamento della scuola a Minab, che ha ucciso 156 civili, di cui 120 erano bambine. La responsabilit\u00e0 di questa strage di civili \u00e8 stata pi\u00f9 volte attribuita all&#8217;IA ma una macchina non pu\u00f2 essere ritenuta responsabile e, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/news\/2026\/mar\/26\/ai-got-the-blame-for-the-iran-school-bombing-the-truth-is-far-more-worrying\">come spiega <strong>Kevin T Baker<\/strong> sul Guardian<\/a>, la situazione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abQualcuno ha deciso di accorciare il processo decisionale che porta alle uccisioni. Qualcuno ha deciso che prendere tempo per la riflessione equivaleva a essere troppo lenti. Qualcuno ha deciso di creare un sistema in grado di generare 1.000 decisioni all&#8217;ora sui bersagli da colpire e di definirle di alta qualit\u00e0. Qualcuno ha deciso di dare inizio a questa guerra\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/bristoluniversitypress.co.uk\/resisting-ai\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61231 size-medium\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/resistingAI-191x300.webp\" alt=\"Resisting AI\" width=\"191\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/resistingAI-191x300.webp 191w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/resistingAI.webp 319w\" sizes=\"auto, (max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/a>Questo non \u00e8 un problema di IA, \u00e8 un problema strutturale e culturale, politico, l&#8217;IA \u00e8 &#8220;solo&#8221; lo strumento perfetto nelle mani di chi incarna questo problema. Non a caso <strong>Dan McQuillan<\/strong> parla dell&#8217;IA come di qualcosa che \u00abamplifica l&#8217;austerit\u00e0\u00bb e \u00abfavorisce politiche autoritarie\u00bb. Il software \u00e8 un meccanismo ideologico e l&#8217;intelligenza artificiale \u00e8 (anche) al servizio della guerra.<\/p>\n<p>L&#8217;uso militare dei sistemi di IA, o di loro variazioni o integrazioni, e la propaganda sulla democratizzazione dell&#8217;arte e della creativit\u00e0 sono, evidentemente, due facce della stessa medaglia e rendono chiaro quanto l&#8217;intelligenza artificiale, per come \u00e8 sviluppata e venduta al giorno d&#8217;oggi, sia una forza tecnologica sostanzialmente reazionaria, quando non direttamente fascista. Lo illustra in maniera articolata il gi\u00e0 citato McQuillan nel suo <a href=\"https:\/\/bristoluniversitypress.co.uk\/resisting-ai\"><i>Resisting AI.<\/i><i> An Antifascist Approach to Artificial Intelligence<\/i><\/a> (Bristol University Press, 2022).<\/p>\n<h4><b>5. Per una critica radicale dell&#8217;IA e dei suoi presupposti ideologici<\/b><\/h4>\n<p>Se c&#8217;\u00e8 una risonanza tra l&#8217;IA e l&#8217;emergere di soluzioni fasciste ai problemi sociali, come sostiene McQuillan, \u00e8 anche perch\u00e9 tutto viene ridotto a misura, a calcolo, e questi meccanismi computazionali non possono che riprodurre sistemi di ingiustizia perch\u00e9 sono basati su dati prodotti da societ\u00e0 basate su ingiustizie strutturali e, per di pi\u00f9, sono indifferenti alla causalit\u00e0.<\/p>\n<p>Il mondo <i>datificato<\/i>, inoltre, rimane separato dalla dimensione di continuit\u00e0 dell\u2019esperienza, e il ricorso massiccio e operativo all\u2019uso di grandi quantit\u00e0 di dati ha le sue radici nella discriminazione razziale e nell\u2019eugenetica, come dimostrano sia il gi\u00e0 citato lavoro di Bender e Hanna, che quello di <strong>Anita Say Chan<\/strong> (in particolare <a href=\"https:\/\/www.ucpress.edu\/books\/predatory-data\/paper\"><i>Predatory Data. Eugenics in Big Tech and Our Fight for an Independent Future<\/i><\/a>, University of California Press, 2025), e non fa altro che riprodurre modelli esistenti, incorporandoli nel calcolo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNel processo di creazione di identit\u00e0 datificate, l\u2019IA e i sistemi che si basano sui big data non si limitano a concretizzare una \u201crealt\u00e0\u201d sulla base di passate nozioni di differenza, ma riducono anche le diverse esperienze incarnate e vissute dagli individui solamente a quelle componenti che possono essere velocemente rese leggibili e sensate per i sistemi basati sui dati. La chiave dei processi basati sui dati predatori, quindi, risiede non solo nella capacit\u00e0 di manipolare le identit\u00e0 umane individuali attraverso l\u2019assegnazione di etichette predeterminate, ma anche nella capacit\u00e0 di manipolare le <i>relazioni<\/i> umane attraverso raggruppamenti classificatori che codificano le relazioni sociali \u201cpassate\u201d e di automatizzare la riproduzione delle gerarchie sociali esistenti nel \u201cfuturo\u201d delle relazioni nel mondo reale.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ucpress.edu\/books\/predatory-data\/paper\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61232 size-medium\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/predatorydata-200x300.webp\" alt=\"Predatory Data\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/predatorydata-200x300.webp 200w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/predatorydata.webp 334w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Ottimizzare, velocizzare, aumentare la performativit\u00e0, in guerra come nella gestione della vita politica e sociale. Ridurre a categorie computabili, etichettare, mettere sul mercato, plasmare il futuro sul passato. Questo sembra essere l\u2019obiettivo <i>embedded<\/i> nei dispositivi tecnologici basati su IA e big data. E chi non rientra nella produttivit\u00e0 e nella computabilit\u00e0? Viene scartato, attraverso l&#8217;applicazione automatizzata di sistemi di discriminazione preesistenti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che tra i principali sostenitori dell&#8217;IA ci siano tanti \u2013 uomini, bianchi, occidentali \u2013 che sposano ideologie di estrema destra, caratterizzate anche da un forte, bianchissimo, pro-natalismo. L&#8217;IA \u00abagisce come una presa di potere epistemica che nasconde politica e ideologia sotto la sua opacit\u00e0 macchinica\u00bb, scrive ancora McQuillan e forse non \u00e8 un caso nemmeno che l&#8217;IA emerga proprio in un momento in cui l&#8217;ordine neoliberale dominante sembra in crisi, e questo riporta, in un circolo vizioso necropolitico, alla virata militare e tecno-sicuritaria nell&#8217;azione dei governi. Del resto, questa IA in qualche modo bisogner\u00e0 pur usarla, no?<\/p>\n<h4><b>6. Costruiamo un futuro tecnologico diverso<\/b><\/h4>\n<p>Davanti a uno scenario cos\u00ec inquietante, quale spazio rimane per pensare e costruire un presente e un futuro tecnologico diversi? Soprattutto se consideriamo che il digitale viene spesso accettato per come ci \u00e8 proposto dalle grandi aziende tech, senza alcuna messa in discussione critica, non di rado anche in ambiente militante, dove l&#8217;uso dei recinti proprietari come Instagram, Facebook e Gmail sembra essere ancora dominante.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le scelte critiche relative al consumo non valgono anche per la tecnologia? Io faccio spesso l\u2019esempio del bar all\u2019angolo che fa un ottimo caff\u00e8: ci andiamo perch\u00e9 il caff\u00e8 \u00e8 molto buono, appunto, ma se scoprissimo che il gestore finanzia gruppuscoli fascisti e partecipa a ronde e aggressioni razziste, omofobe e transfobiche, continueremmo a prendere il caff\u00e8 nel suo bar? Credo di no. E allora perch\u00e9 continuiamo a usare piattaforme e app di <a href=\"https:\/\/freefediverse.org\/index.php\/Nightmares\">aziende che fanno esattamente queste cose<\/a>, per di pi\u00f9 su scala globale e con un impatto devastante?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61233\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/hacktivism-300x300.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/hacktivism-300x300.png 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/hacktivism-150x150.png 150w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/hacktivism.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Esistono strumenti e pratiche alternative, per un digitale che nasca dai bisogni delle persone e delle comunit\u00e0 e che queste persone e queste comunit\u00e0 tuteli, che abbia un minore impatto ambientale (e cognitivo), che non sia distorto da <a href=\"https:\/\/theconversation.com\/meta-and-google-just-lost-a-landmark-social-media-addiction-case-a-tech-law-expert-explains-the-fallout-278409\">algoritmi che creano dipendenza<\/a> n\u00e9 riempito di inutile sbobba fatta con l\u2019IA. Il primo passo, pi\u00f9 che mai necessario, \u00e8 costruire una grande alfabetizzazione digitale critica, partendo dal basso, dal nostro vissuto e dall\u2019alienazione che tutte e tutti viviamo a causa della pervasivit\u00e0 spesso tossica che dispositivi e servizi commerciali portano con s\u00e9.<\/p>\n<p>L&#8217;alfabetizzazione digitale permetterebbe di contrastare quello che Lass\u00e8gue e Longo definiscono una specie di ritorno a una societ\u00e0 di scribi, una classe oggi rappresentata da programmatori e informatici, in cui il sapere non \u00e8 diffuso perch\u00e9 in pochissimi hanno accesso al codice informatico e lo possono capire.<\/p>\n<p>Tutte le persone dovrebbero essere in grado di capire il funzionamento delle macchine, di vedere cosa succede al loro interno e di essere consapevoli di come condizionano la nostra relazione con il mondo e con gli altri (e pure con noi stessi, visto il ruolo da &#8220;psicologi&#8221; di cui sempre pi\u00f9 spesso vengono investiti i chatbot).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/circex.org\/it\/news\/libro-pedagogia-hacker-fant-milani\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61227\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/600-202x300.jpg\" alt=\"Pedagogia Hacker\" width=\"200\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/600-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/600.jpg 433w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Il lavoro di gruppi come <a href=\"https:\/\/circex.org\/it\/news\/libro-pedagogia-hacker-fant-milani\"><strong>C.I.R.C.E.<\/strong> e la loro pedagogia hacker<\/a> sono un passo fondamentale in questa direzione: mostrare e smontare gli automatismi, farlo collettivamente e a partire dal vissuto delle persone, imparare insieme a leggere interfacce e piattaforme per come sono progettate e per quello che ci chiedono\/impongono, problematizzare la nostra relazione con i dispositivi.<\/p>\n<p>Contrastare l&#8217;imperativo funzionale e preferire l&#8217;attrito o il <em>bug<\/em> alla fluidit\u00e0 dell&#8217;esperienza senza intoppi, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si apre la possibilit\u00e0 di rallentare, di attivare uno sguardo critico e comprendere cosa sta succedendo. Anche nell&#8217;accesso all\u2019informazione <em>l&#8217;attrito \u00e8 importante<\/em>, come ci ricordano Bender e Hanna, perch\u00e9 ci spinge a verificare e a confrontare fonti, ad attivare la nostra attenzione critica.<\/p>\n<p>Questa ricerca dell&#8217;attrito, dell&#8217;errore, dell&#8217;uso improprio e non produttivo pu\u00f2 essere portata avanti in campo artistico, come raccontano bene il lavoro di <strong>Valentina Tanni<\/strong> (in particolare in <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/problemi-contemporanei\/antimacchine-valentina-tanni-9788806265861\/\"><i>Antimacchine. Mancare di rispetto alla tecnologia<\/i><\/a>, Einaudi, 2025) e le pratiche di \u00ab<a href=\"https:\/\/aksioma.org\/unrealdata\/\">unreal data, real effects<\/a>\u00bb raccolte e presentate da <strong>Aksioma<\/strong>. O ancora tramite azioni di <a href=\"https:\/\/algorithmic-sabotage.gitlab.io\/asrg\/\">sabotaggio algoritmico<\/a>, che puntano a confondere, rallentare o impedire l&#8217;accaparramento di testi e immagini da parte dei <i>crawler<\/i> delle aziende di intelligenza artificiale.<\/p>\n<div id=\"attachment_61220\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/algorithmic-sabotage.gitlab.io\/asrg\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-61220\" class=\"wp-image-61220\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/algorithmic_sabotage_output-922-300x223.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/algorithmic_sabotage_output-922-300x223.png 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/algorithmic_sabotage_output-922-1024x762.png 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/algorithmic_sabotage_output-922-768x571.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-61220\" class=\"wp-caption-text\">Algorithmic Sabotage Manifesto. Grafica di <strong>Apsara Flury<\/strong>, 2025.<\/p><\/div>\n<p>In questi approcci critici rientrano anche le lotte contro la costruzione di centri dati, sempre pi\u00f9 diffuse a livello globale, cos\u00ec come la possibilit\u00e0 di rifiutarsi di usare certi servizi o certe piattaforme. Le <a href=\"https:\/\/alternativeto.net\/\">alternative<\/a> per app e software di uso quotidiano esistono gi\u00e0, esistono anche liste di app e software alternativi creati <a href=\"https:\/\/european-alternatives.eu\/\">all\u2019interno dell&#8217;Unione Europea<\/a>\u00a0che, nonostante i tanti problemi e le tante battaglie su cui non dobbiamo abbassare la guardia, ha standard molto pi\u00f9 altidel resto del mondo per quanto riguarda la protezione dei dati personali e i diritti degli utenti.<\/p>\n<p>Davanti al gigantesco potere economico e politico di Big Tech e, in particolare, alla bolla attuale dell\u2019intelligenza artificiale, pu\u00f2 sembrare che ci sia poco margine di azione, ma organizzarsi e resistere \u00e8 possibile e forse \u00e8 arrivato il momento, per usare ancora le parole di Hito Steyerl, di \u00abdisabituarci a un sistema basato su molteplici forme di estorsione ed estrazione\u00bb e rivendicare forme di libert\u00e0 nelle nostre societ\u00e0 digitali.<\/p>\n<p>__<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">* <strong>Roberto Laghi<\/strong> \u00e8 ricercatore indipendente, traduttore e sound artist. Per Meltemi ha pubblicato <i>Scritture digitali. Dai social media all&#8217;IA e all&#8217;editing genetico<\/i> (2025) e di recente ha tradotto <i>L&#8217;inganno dell\u2019intelligenza artificiale. Come resistere a big tech e costruire il futuro che vogliamo<\/i> di Emily M. Bender e Alex Hanna (Fazi, 2026). \u00c8 stato tra i cofondatori di Information Guerrilla, punto di riferimento dell&#8217;informazione indipendente italiana nei primi anni Zero. \u00c8 tra i membri fondatori del collettivo <a href=\"https:\/\/socialini.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer nofollow noopener\">Socialini<\/a>, che si occupa di educazione critica al digitale, ed \u00e8 una delle voci della trasmissione <a href=\"https:\/\/hackordie.gattini.ninja\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer nofollow noopener\"><i>Hack or Die<\/i><\/a> su Radio Citt\u00e0 Fujiko.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Roberto Laghi * 1. 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