{"id":60478,"date":"2026-01-22T00:00:33","date_gmt":"2026-01-21T23:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=60478"},"modified":"2026-02-11T18:57:13","modified_gmt":"2026-02-11T17:57:13","slug":"ia-colonialismo-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2026\/01\/ia-colonialismo-sardegna\/","title":{"rendered":"IA, transizione energetica e colonialismo: cosa sta succedendo in Sardegna \u2013 di Omar Onnis"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_60502\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.40.32.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60502\" class=\"wp-image-60502\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.40.32.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.40.32.jpeg 1200w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.40.32-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.40.32-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.40.32-768x432.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60502\" class=\"wp-caption-text\">Orgosolo (NU): murale recente che congiunge la lotta popolare del 1969 alla mobilitazione contro la speculazione energetica di questi anni. \u00abFuori lo stato militare. Fuori lo stato nucleare. Fuori lo stato di minaccia dalla Sardegna\u00bb.<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo, che non solo prende spunto dalla discussione in corso su <em>Giap<\/em> riguardo all&#8217;intelligenza artificiale, ma si riallaccia a due nostri &#8220;filoni&#8221; storici: la lotta in difesa dei territori contro le \u00abgrandi opere\u00bb e il disvelamento dell&#8217;italico colonialismo, in questo caso &#8220;interno&#8221;. Se aggiungiamo che il romanzo collettivo a cui stiamo lavorando affronta la questione della produzione energetica, ecco che abbiamo fatto quaterna. Buona lettura. <strong>WM<\/strong>]<\/span><\/p>\n<p>di <strong>Omar Onnis<\/strong>*<\/p>\n<p>Le <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2025\/12\/letteratura-e-intelligenza-artificiale\/\">note di Wu Ming 1 sull&#8217;IA<\/a> tra le altre cose sollevano una questione solitamente opacizzata o del tutto rimossa dal dibattito, e tuttavia centrale. L&#8217;IA, soprattutto nella sua architettura tecnica di stampo USA, \u00e8 una tecnologia altamente energivora, implica un notevole consumo di acqua e inevitabilmente, nella sua infrastruttura materiale, occupa spazio, molto spazio.<\/p>\n<p>Omettere la sua materialit\u00e0 consente anche di ignorare le questioni a essa legate: chi controlla l&#8217;IA e la tecnologia che la fa funzionare? Dove e come si produce l&#8217;energia che serve al suo funzionamento? E con quali impatti sociali, ambientali, politici? Nell&#8217;ambito dell&#8217;ideologia economica (ancora) dominante, quello che per semplicit\u00e0 definiamo neoliberismo, tutto ci\u00f2 \u00e8 etichettato come <em>esternalit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>La presunta disincarnazione di questa presunta intelligenza \u00e8 un elemento mitologico, parte fondamentale della fascinazione che essa suscita. Ma non c&#8217;\u00e8 nulla di &#8220;virtuale&#8221; nell&#8217;IA. Non c&#8217;\u00e8 nemmeno nulla di &#8220;neutrale&#8221;, n\u00e9 nella sua architettura informatica, n\u00e9 nella sua base concreta.<\/p>\n<p>Consideriamo la questione dell&#8217;energia necessaria al suo funzionamento. Nel contesto italiano, il tema \u00e8 emerso ultimamente per via delle notizie sulla <a href=\"https:\/\/www.affaritaliani.it\/milano\/data-center-milano-politecnico-ricerca-998301.html\">realizzazione di grandi centri dati a Milano e dintorni<\/a>.<!--more--><\/p>\n<p>Nel presente frangente storico, cos\u00ec saturo di retoriche conflittuali, assertive e aggressive, anche la tecnologia informatica, e l&#8217;IA innanzitutto, \u00e8 ormai una risorsa irrinunciabile per i ceti dirigenti. L&#8217;Italia, specie per via della sua postura politica attuale (mi risparmio una definizione), non pu\u00f2 esimersi dal partecipare al circo. E chiaramente questi investimenti infrastrutturali e tecnologici vanno fatti nell&#8217;area \u00abpi\u00f9 produttiva del Paese\u00bb. Citazione non casuale, perch\u00e9 tratta da dichiarazioni riguardanti un progetto strategico imposto dal governo alla Sardegna: la posa del cavo sottomarino <a href=\"https:\/\/www.tpi.it\/ambiente\/tyrrhenian-link-cavo-sottomarino-tra-sicilia-sardegna-e-campania-202511211207941\/\"><strong>Tyrrhenian link<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito di questo discorso, la Sardegna \u00e8 un caso di studio esemplare, e vedremo subito perch\u00e9.<\/p>\n<p>Il Tyrrhenian link \u00e8 un collegamento via cavi sottomarini dalla Sardegna alla Sicilia e da questa alla Campania. Un&#8217;infrastruttura di notevole portata strategica e tecnologica che rientra nella pi\u00f9 ampia campagna di connessione elettrica tra la Sardegna e la penisola italiana, pianificata e realizzata negli ultimi vent&#8217;anni. Bench\u00e9 in Italia non se ne parli \u2013 se non per stigmatizzare l&#8217;ostilit\u00e0 \u00abdei sardi\u00bb, quest&#8217;entit\u00e0 collettiva quasi mitologica, verso le fonti energetiche rinnovabili \u2013 \u00e8 una faccenda di notevole portata e tutt&#8217;altro che contingente.<\/p>\n<p>Facciamo un passo indietro e proviamo a mettere in prospettiva la questione.<\/p>\n<h5><strong>2003: la Sardegna non \u00e8 (al buio come) l&#8217;Italia<\/strong><\/h5>\n<p>Nella notte tra il 27 e il 28 settembre 2003 l&#8217;Italia rimane al buio a causa <a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/il-piu-grande-blackout-in-italia-avvenne-nel-2003-tutto-parti-da-un-albero\/\">del pi\u00f9 rilevante blackout della sua storia<\/a>. Un albero caduto su una linea ad alta tensione in Svizzera, a cui \u00e8 collegata la rete elettrica italiana, causa una sorta di effetto domino che lascia pressoch\u00e9 tutta la penisola \u00absenza luce\u00bb. Tra chi legge, molte persone ricorderanno quell&#8217;evento.<\/p>\n<p>Nelle immagini satellitari di quella notte spicca un elemento incongruo: mentre tutta l&#8217;Italia \u00e8 avvolta nelle tenebre, la Sardegna riluce, ignara e indifferente al disastro.<\/p>\n<p>L\u00ec per l\u00ec, nell&#8217;isola quest&#8217;immagine suscita prevalentemente commenti ironici. \u00c8 un periodo caldo, dal punto di vista delle mobilitazioni popolari. Il 2003 \u00e8 un anno di manifestazioni di piazza e di prese di posizione singolarmente forti da parte della stessa politica sarda, a causa della ventilata intenzione del governo di Roma di fare dell&#8217;isola il luogo di stoccaggio delle scorie radioattive nazionali, nonch\u00e9 la possibile sede di una nuova centrale nucleare. Ne ha tratto nuova linfa il movimento indipendentista, in quel momento in una fase di passaggio e di rinnovamento.<\/p>\n<p>Una delle battute pi\u00f9 diffuse, spesso recitata con fare ammiccante \u2013 ossia, tra il serio e il faceto \u2013 anche in ambienti non proprio inclini al conflitto con lo stato italiano, \u00e8 lo slogan di lungo corso \u00abSardigna no est It\u00e0lia\u00bb, la Sardegna non \u00e8 Italia. \u00a0A guardare l&#8217;immagine satellitare dell&#8217;isola illuminata e della penisola al buio la cosa assume i contorni di un dato di fatto, almeno in quel senso l\u00ec.<\/p>\n<p>Non \u00e8 detto che sia quella stessa immagine a ispirare i governi italiani o comunque i grandi decisori strategici. Fatto sta che di l\u00ec a pochi anni comincia a manifestarsi il fenomeno dell\u2019aggressione speculativa in ambito energetico in molte zone della Sardegna.<\/p>\n<h5><strong>Col pugno di FER<\/strong><\/h5>\n<p>La questione delle fonti rinnovabili (FER) era gi\u00e0 emersa nel discorso pubblico, spesso associata alle misure di contenimento delle emissioni di CO<span style=\"font-size: small;\"><sup>2<\/sup><\/span> e al tema del riscaldamento globale. Nell&#8217;isola questi discorsi assumono molto presto i connotati di una sorta di assalto selvaggio e sregolato a porzioni di territorio poco adatte a ospitare grandi impianti industriali (quando si parla di FER si parla di impianti industriali): zone di pregio naturalistico, aree archeologiche \u2013 e in Sardegna \u00e8 difficile non imbattersi in monumenti del passato \u2013 e comprensori a vocazione agricola.<\/p>\n<div id=\"attachment_60503\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60503\" class=\"wp-image-60503\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.41.41.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"705\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.41.41.jpeg 715w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.41.41-298x300.jpeg 298w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.41.41-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-60503\" class=\"wp-caption-text\">Manifesto del comitato NO Tyrrhenian link: \u00abla campagna deve restare campagna\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>Fin dai tardi anni Zero, la questione entra nel novero dei temi da battaglia, soprattutto in ambito indipendentista, insieme all&#8217;occupazione militare di vaste porzioni di territorio sardo, alla \u00abvertenza entrate\u00bb (per decenni lo stato centrale non ha riversato alla Regione Autonoma la quota di imposte esatte che pure le spettavano in base allo Statuto, che \u00e8 legge di rango costituzionale), al problema dei trasporti, alla questione linguistica, eccetera.<\/p>\n<p>Gli schieramenti politici dominanti, racchiudibili nel duopolio centrodestra-centrosinistra, non hanno mai amato prendere posizione su temi difficili, che esporrebbero i loro rappresentanti sardi a possibili conflitti con lo stato centrale e dunque con le proprie case madri peninsulari, a cui devono legittimazione e carriere. \u00c8 il motivo per cui la questione energetica resta a lungo una faccenda a cui si dedicano gli indipendentisti e i vari comitati locali che cominciano a formarsi qua e l\u00e0, nelle zone pi\u00f9 interessate al fenomeno.<\/p>\n<p>\u00c8 con il governo Draghi che la questione energetica assume in Sardegna una visibilit\u00e0 maggiore ed entra anche nel mainstream mediatico. Quel governo stabilisce un salto di qualit\u00e0 nell&#8217;intervento statale in materia di FER e di produzione energetica. Ne fa parte, come viceministra dello sviluppo economico, anche la futura presidente della Regione Autonoma Sardegna, <strong>Alessandra Todde<\/strong>, in quota M5S. I famigerati \u00abdecreti Draghi\u00bb, poi ulteriormente precisati dai decreti del nuovo ministro <strong>Pichetto Fratin<\/strong>, sono la base normativa che destina la Sardegna a essere un grande polo produttivo di energia elettrica da fonti rinnovabili, con la clausola di supremazia degli \u00abinteressi nazionali\u00bb su qualsiasi fattore o esigenza locale.<\/p>\n<p>La giustificazione, oltre al tema generale della necessaria \u00abtransizione energetica\u00bb, \u00e8 essenzialmente condensata nell&#8217;asserzione che la Sardegna produce ancora troppa energia da fonti fossili, contribuendo cos\u00ec colpevolmente al problema del riscaldamento globale. La Sardegna \u00e8 presentata, sui media e nelle dichiarazioni degli esponenti politici, non solo governativi, come la regione che inquina di pi\u00f9.<\/p>\n<p>La colpevolizzazione dell&#8217;isola rester\u00e0 un&#8217;argomentazione forte, nella retorica che sostiene la visione del governo italiano \u2013 dei governi italiani \u2013 sul ruolo della Sardegna in questa partita.<\/p>\n<p>In effetti, a tutt&#8217;oggi in Sardegna si produce energia elettrica bruciando combustibili fossili \u2013 nelle aree industriali o ex industriali di Portovesme, Sulcis, e Fiumesanto, Sassari \u2013 e scarti di raffinazione \u2013 presso la SARAS di Sarroch, Cagliari, con la sua societ\u00e0 Sarlux. La SARAS produce anche GPL.<\/p>\n<p>Una delle conseguenze di questa combinazione di interessi privati ed esigenze pubbliche \u00e8 che in Sardegna la bolletta elettrica \u00e8 una delle pi\u00f9 care dello stato italiano e lo stesso GPL, cos\u00ec come i carburanti, bench\u00e9 prodotti in loco, con immaginabili (e certificati) danni ambientali, costano pi\u00f9 che altrove.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un paradosso. La SARAS, societ\u00e0 privata che agisce dentro le logiche di mercato, pu\u00f2 immettere in rete l&#8217;energia elettrica prodotta tramite i propri scarti di raffinazione nel momento in cui pu\u00f2 spuntare un prezzo migliore, perch\u00e9 la sua elettricit\u00e0 la <em>vende<\/em> alla rete. \u00c8 un vantaggio garantito dal fatto che, appunto, gli scarti di raffinazione sono qualificati come riciclaggio di materia prima, fonte energetica virtuosa.<\/p>\n<p>In generale, quest&#8217;esito paradossale, cos\u00ec come i danni ambientali e sociali dovuti alle altre \u00abservit\u00f9 industriali\u00bb \u2013 vedi la questione dei \u00abfanghi rossi\u00bb nel Sulcis e le continue vertenze per mantenere in servizio industrie obsolete e altamente energivore \u2013 sono l&#8217;eredit\u00e0 del Piano di Rinascita industriale ideato e realizzato a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso. Contro le richieste della societ\u00e0 civile e della politica sarda, dai governi centrali fu imposta all&#8217;isola l&#8217;industrializzazione petrolchimica, di cui si giovarono le famiglie lombarde dei Moratti e dei Rovelli.<\/p>\n<p>Il Piano di rinascita doveva trarre l&#8217;isola fuori dalla sua \u00abarretratezza\u00bb, doveva \u00abmodernizzarla\u00bb. Doveva anche modificarne il tessuto socio-culturale, contrastando la \u00abatavica\u00bb vocazione criminale dell\u2019etnia sarda, soprattutto dove permaneva l&#8217;economia agro-pastorale. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia (forse).<\/p>\n<p>Per tornare a noi, va detto che in Sardegna in realt\u00e0 si produce anche molta energia da fonti rinnovabili &#8220;vere&#8221; (aerogeneratori, pannelli fotovoltaici), tanto che la produzione complessiva di energia elettrica supera di un buon 40% il fabbisogno interno. Non esiste, insomma, un problema di approvvigionamento, casomai di pianificazione intelligente della produzione e della distribuzione.<\/p>\n<p>Da anni, peraltro, alcuni comuni sardi hanno deciso di organizzarsi in comunit\u00e0 energetiche, secondo le prescrizioni di apposite direttive europee. Mal recepite, tuttavia, dallo stato centrale, che solo di recente ha varato le necessarie misure attuative.<\/p>\n<p>Si tratta di una forma di produzione e distribuzione dell&#8217;energia di tipo mutualistico, decentrato. Non suscita sentimenti particolarmente favorevoli nella politica italiana. Al contrario delle societ\u00e0 con interessi finanziari e\/o industriali nel campo delle tecnologie energetiche basate su vento e sole. La Sardegna dispone di entrambe le risorse in grande quantit\u00e0. Perch\u00e9 dunque non andare a prendere le risorse laddove esistono e ricondurle nel vantaggioso alveo dell&#8217;estrazione di valore di stampo brutalmente capitalista?<\/p>\n<p>Dopotutto, come pi\u00f9 volte dichiarato dai vertici politici dello stato e dagli amministratori di Terna, \u00e8 giusto produrre energia da fonti rinnovabili dove ci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 comodo, e poi trasportare l&#8217;energia dove serve. Nelle \u00abaree pi\u00f9 produttive del Paese\u00bb, appunto.<\/p>\n<div id=\"attachment_60506\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.54.50.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60506\" class=\"wp-image-60506\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.54.50.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.54.50.jpeg 1280w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.54.50-300x139.jpeg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.54.50-1024x474.jpeg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.54.50-768x355.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60506\" class=\"wp-caption-text\">Cortese invito dei comitati a Terna, sul litorale di Quartu S. Elena.<\/p><\/div>\n<p>Se questo discorso appare fin troppo consonante con pratiche tipiche del colonialismo, forse \u00e8 perch\u00e9 l&#8217;intera faccenda ne ha molti tratti. Lo stesso collegamento della Sardegna con la penisola italiana, tramite cavi sottomarini, \u00e8 un progetto molto articolato e di notevole complessit\u00e0 che viene presentato come un vantaggio per la Sardegna \u2013 serve a stabilizzare la rete elettrica locale, si dice \u2013 ma evidentemente la sua funzione \u00e8 quella pi\u00f9 intuibile: trasportare l&#8217;energia prodotta in Sardegna verso la penisola italiana.<\/p>\n<p>Oltre al Tyrrhenian link, gi\u00e0 menzionato, esistono altri due collegamenti, anch&#8217;essi di notevole portata tecnica: il <a href=\"https:\/\/www.terna.it\/it\/progetti-territorio\/sapei\">Sa.Pe.I.<\/a>, che connette il Nord Sardegna col Lazio, e il <a href=\"https:\/\/www.italiadomani.gov.it\/content\/sogei-ng\/it\/it\/Interventi\/investimenti\/sa-co-i-3.html\">Sa.Co.I.<\/a> che connette la Sardegna e la Toscana, via Corsica.<\/p>\n<h5><strong>Pratobello 24 e le resistenze in Sardegna<\/strong><\/h5>\n<p>Tuttavia, le cose non sono andate proprio lisce, in questi ultimi anni. Se nel 2024 l&#8217;elezione a presidente della Regione Autonoma di Alessandra Todde \u2013 professionalmente legata al mondo delle societ\u00e0 con interessi nella produzione energetica \u2013 sembrava dare garanzie di una rapida accettazione del ruolo stabilito per l&#8217;isola, le reazioni popolari hanno messo qualche granello di sabbia nel potente ingranaggio.<\/p>\n<p>Nel dopo pandemia, quando il disegno governativo \u00e8 risultato chiaro e sono emerse le dimensioni dell&#8217;assalto neocoloniale all&#8217;isola, la mobilitazione che si opponeva ai mega-impianti energetici ha assunto un carattere di massa. Pur avendo contro sia i due poli politici dominanti \u2013 a loro volta garantiti nel loro oligopolio da una legge elettorale <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Elezioni_regionali_in_Sardegna_del_2014\">tra le pi\u00f9 restrittive e antidemocratiche dell&#8217;intera Europa<\/a> \u2013 sia i mass media (soprattutto il giornale La Nuova Sardegna di Sassari, controllato da una cordata con interessi diretti anche in ambito energetico), sia una certa parte del ceto medio riflessivo e dell&#8217;ambientalismo, i comitati e le associazioni ecologiste non compromesse hanno portato la protesta a un livello non pi\u00f9 ignorabile.<\/p>\n<p>Addirittura sono stati in grado di organizzare una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare \u2013 fattispecie prevista nello Statuto sardo \u2013 che ha raggiunto in pochi mesi quota 211mila. In un&#8217;isola che ospita un milione e mezzo di abitanti. Fatta la proporzione con lo Stato italiano, \u00e8 come se fossero state raccolte otto milioni di sottoscrizioni.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa aveva il nome evocativo di Pratobello24, dalla localit\u00e0 in territorio di Orgosolo, Pratobello appunto, teatro di uno scontro tra la popolazione locale e il governo italiano, nella tarda primavera del 1969, a causa dell&#8217;imposizione di un poligono di addestramento militare su pascoli pubblici. Dal conflitto era uscita vincitrice, in modo incruento, la popolazione. Un fatto divenuto presto simbolico, evocato in poesie e canzoni ancora oggi ben note ed eseguite.<\/p>\n<div id=\"attachment_60501\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.38.43.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60501\" class=\"wp-image-60501\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.38.43.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.38.43.jpeg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.38.43-300x164.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60501\" class=\"wp-caption-text\">2 ottobre 2024, manifestazione sotto il palazzo del Consiglio regionale a Cagliari, a sostegno della consegna delle firme per la legge di iniziativa popolare \u00abPratobello24\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>Il contenuto dell&#8217;articolato su cui si erano raccolte le firme si avvaleva di un approccio originale, basato sulla normativa urbanistica e sulle competenze primarie della Regione Autonoma, bypassando le prescrizioni dei Decreti Draghi e Pichetto Fratin. Con tutta probabilit\u00e0 era destinato all&#8217;impugnazione e al respingimento finale da parte degli organi statali competenti, ma aveva il vantaggio di impostare il discorso su un piano diverso da quello governativo, e soprattutto di essere una proposta sostenuta da una larghissima fetta dell&#8217;elettorato in tutta l&#8217;isola. Fattore che avrebbe consentito ai vertici politici regionali di confrontarsi con quelli statali su una posizione di forza, data la consistente legittimazione popolare.<\/p>\n<p>Invece la giunta regionale di centrosinistra \u2013 o <em>campolargo<\/em> che dir si voglia \u2013 ha cercato in tutti i modi di evitare che l&#8217;iniziativa politica fuoriuscisse dal Palazzo. Ha ignorato le firme raccolte \u2013 nonostante fossero state depositate secondo le procedure previste \u2013 e ha varato dapprima una legge di &#8220;moratoria&#8221; (primavera 2024), per bloccare \u2013 a suo dire \u2013 i progetti di speculazione energetica, poi, nell&#8217;autunno, ha varato una legge regionale (L.R. 20\/2024) in applicazione della normativa statale, senza metterne minimamente in discussione premesse, natura e prescrizioni.<\/p>\n<p>Entrambe le leggi regionali sono state impugnate dal governo centrale e poi cassate dalla Corte Costituzionale, lasciando la Regione priva di norme specifiche, soprattutto sulla spinosa questione delle \u00abaree idonee\u00bb. La recente decretazione del governo (D.L. n. 175\/2025) ribadisce, radicalizzandola, la supremazia statale in materia energetica, anche <a href=\"https:\/\/www.italiachecambia.org\/2026\/01\/energia-rinnovabili-speculazione\/\">a dispetto delle competenze proprie delle regioni<\/a>.<\/p>\n<p>L&#8217;esito previsto di questa produzione normativa \u00e8 che la Sardegna dovr\u00e0 piegarsi ai piani governativi e garantire l&#8217;installazione dei 6,2 GW di potenza previsti come quantit\u00e0 <em>minima<\/em> a carico dell&#8217;isola. Nel frattempo \u00e8 andata avanti la realizzazione del Tyrrhenian link, opera contestata soprattutto dalla popolazione di Selargius (CA), comune principalmente coinvolto nel progetto. Terna, <a href=\"https:\/\/www.terna.it\/it\/progetti-territorio\/tyrrhenian-link\/approfondimenti\">nel suo sito<\/a>, presentava cos\u00ec il progetto (i grassetti sono nel testo originale):<\/p>\n<blockquote><p>\u00abL&#8217;approdo dei cavi marini sar\u00e0 realizzato con la tecnica Horizontal Directional Drilling (HDD), <strong>una trivellazione rettilinea che evita scavi a cielo aperto sulle spiagge<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dall&#8217;approdo di Terra Mala<\/strong> i cavi interrati invisibili percorreranno prevalentemente strade gi\u00e0 esistenti, per circa 30 km, lasciando inalterati ambiente e paesaggio.<\/p>\n<p>L\u2019inserimento nella rete di trasmissione nazionale (RTN) sar\u00e0 reso possibile attraverso una stazione di conversione da corrente continua in corrente alternata e una stazione di smistamento con brevi raccordi aerei a linee esistenti. Entrambe le stazioni saranno realizzate a Selargius (Cagliari) <strong>in aree vicine alla stazione elettrica gi\u00e0 esistente<\/strong>.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Nonostante le dichiarazioni, l&#8217;impatto sul territorio \u00e8 stato notevole, con aree agricole compromesse, interi oliveti espiantati, colline sbancate, litorale precluso agli usi civili.<\/p>\n<div id=\"attachment_60500\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.37.03.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60500\" class=\"wp-image-60500\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.37.03.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.37.03.jpeg 960w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.37.03-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.37.03-768x432.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60500\" class=\"wp-caption-text\">Una delle tante manifestazioni presso il presidio del comitato No Tyrrhenian Link nelle campagne di Selargius (CA). \u00abBasta speculare con il vento, costruire le comunit\u00e0 energetiche\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>La lotta popolare ha avuto grandi momenti di solidariet\u00e0 e di sostegno anche da altre zone dell&#8217;isola. I comitati locali hanno creato e gestito per mesi un presidio permanente, hanno avuto momenti di successo (come il reimpianto, nottetempo, degli olivi espiantati, con larga partecipazione pan-sarda), hanno fatto informazione, hanno evitato a lungo espropri e vendite. Il Comune, tuttavia, in particolare la sua giunta, non ha mai preso una posizione decisa contro il progetto, risultando anzi spesso una controparte della mobilitazione popolare. Invece il sindaco di Quartu (altro comune coinvolto), <strong>Graziano Milia<\/strong>, si \u00e8 espresso ripetutamente e in modo particolarmente ostile <em>contro<\/em> i comitati e le loro ragioni.<\/p>\n<p>Altre azioni sono state compiute altrove nell\u2019isola, come il disturbo degli sbarchi di rotori eolici e materiali annessi e connessi (con conseguente repressione da parte delle forze dell\u2019ordine), a cui si aggiungono la costante opera di studio, informazione e divulgazione (dossier, ricorsi, convegni, assemblee, manifestazioni musicali, video e film); il monitoraggio costante dei progetti in fase di realizzazione: la critica alle scelte, o non scelte, della politica locale e regionale.<\/p>\n<h5><strong>IA, geopolitica e zone \u00abdi sacrificio\u00bb<\/strong><\/h5>\n<div id=\"attachment_60504\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.44.44.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60504\" class=\"wp-image-60504\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.44.44.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.44.44.jpeg 505w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.44.44-199x300.jpeg 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60504\" class=\"wp-caption-text\">Locandina di un evento organizzato nell&#8217;anniversario della \u00abrivolta degli ulivi\u00bb di Selargius.<\/p><\/div>\n<p>Da subito, tra chi provava a ragionare in termini sistemici sulla questione, \u00e8 emersa la domanda sulle ragioni reali di un&#8217;aggressione speculativa dai tratti cos\u00ec rapaci e prepotenti.<\/p>\n<p>Ovviamente l&#8217;argomento della transizione energetica (o addirittura ecologica), per quanto insistentemente reiterato (anche da molta parte dell\u2019ambientalismo), non ha mai convinto nessuno. Soprattutto perch\u00e9 nell&#8217;ambito della stessa mobilitazione la stragrande maggioranza delle persone attive e tutte quelle che avevano un ruolo di portavoce hanno sempre ribadito di non essere contro la transizione energetica in quanto tale.<\/p>\n<p>I dati raccolti, l\u2019analisi dei progetti, la loro dimensione, i rischi concreti per le aree coinvolte, la totale estraneit\u00e0 ai piani governativi dei bisogni della popolazione e delle attivit\u00e0 produttive locali sono tutti elementi la cui valutazione lascia poco adito a dubbi. Serve che la Sardegna produca molta energia, da convogliare verso la penisola, e in particolare verso <em>il Nord della penisola<\/em>.<\/p>\n<p>I progetti di centri dati a Milano, di cui si parla con toni enfatici in queste settimane, e la nuova ossessione per il business della difesa forse bastano a spiegare a cosa servir\u00e0 tanta energia elettrica.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 non risulta che qualcuno, in Italia e in Europa, stia provando a mettere in discussione il modello di IA americano, tremendamente energivoro e impattante. A questo sommiamo anche la proliferazione delle monete virtuali, tipo bitcoin, a loro volta bisognose di grande potenza di calcolo, quindi di server dedicati con tutte le implicazioni ecologiche del caso.<\/p>\n<p>Di fatto, tutte le scelte politiche concrete sulla transizione energetica, al di l\u00e0 dei proclami, sono state fatte seguendo la logica capitalista pi\u00f9 brutale. Il vantaggio privato e \u2013 in parallelo, non in contrasto \u2013 i piani dei governi hanno orientato decisioni e investimenti verso una modalit\u00e0 di spregiudicato estrattivismo, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno come sempre fatto verso le parti del pianeta sottoposte a pratiche coloniali. Poco cambia che, in questo caso, le \u00abaree di sacrificio\u00bb siano individuate dentro i confini del medesimo stato.<\/p>\n<p>Del resto, per quanto riguarda la Sardegna, non \u00e8 affatto una novit\u00e0. Basti pensare alle cosiddette \u00abservit\u00f9 militari\u00bb: circa 35mila ettari destinati ad attivit\u00e0 di esercitazione e sperimentazione bellica. O alla recente decisione di collocare nell&#8217;isola tre delle sette carceri speciali italiane destinate a ospitare detenuti in regime di art. 41-bis, con implicazioni sul tessuto socioeconomico non proprio auspicabili, dato il trasferimento al seguito dei boss di tutto il loro entourage, compresi i faccendieri dediti al riciclaggio di denaro e alle altre attivit\u00e0 tipiche delle loro organizzazioni.<\/p>\n<p>Quando si parla di IA cos\u00ec come di transizione energetica \u2013 ma vale per qualsiasi tipo di tecnologia e per moltissimi beni di consumo \u2013 quasi mai si fanno emergere le loro premesse e implicazioni materiali, sociali, politiche.<\/p>\n<p>Per giunta il tema dell&#8217;energia \u00e8 uno dei pi\u00f9 strategici tra i temi strategici, dunque ha anche un decisivo aspetto geopolitico. Per poco che ci piaccia questo approccio (e a me non piace per niente), i vari governi ne sono ossessionati. Tanto pi\u00f9 questo aspetto \u00e8 delicato, quanto pi\u00f9 scivoliamo rapidamente verso uno scenario planetario estremamente conflittuale. Con l&#8217;aggravante che l&#8217;Europa rischia di subire gli scossoni derivati dalle mire imperialistiche altrui.<\/p>\n<p>Europa, che, divisa e attraversata da attriti, ostaggio delle classi dirigenti dei suoi ottusi e anacronistici stati-nazione, con un ceto dirigente continentale del tutto inadeguato, rischia di avvitarsi in una spirale anti-democratica in cui l&#8217;unica dialettica politica sar\u00e0 tra le oligarchie affaristiche e le destre nazionaliste e reazionarie, dove pi\u00f9 dove meno apertamente ispirate al fascismo, spesso sostenute, quando non finanziate, da entit\u00e0 politiche esterne.<\/p>\n<p>La partita dell&#8217;energia \u00e8 gi\u00e0 oggi gestita in modo semi-demenziale, tra ossessioni neoliberiste e propensioni autoritarie. A farne le spese saranno le varie aree di sacrificio su cui i grandi centri di interesse privato e i governi tendono a scaricare le esternalit\u00e0 delle proprie realizzazioni.<\/p>\n<p>La posa magniloquente e autocelebrativa del governo italiano attuale, in questo non meno che in altri aspetti ben degno del suo modello di riferimento, fedele a pi\u00f9 di un padrone (ma soprattutto a quello con la zazzera rossiccia che sta a Washington, o a Mar-a-Lago), \u00e8 in prima fila in questo teatro dell\u2019assurdo storico. Nella sua prospettiva, la Sardegna \u00e8 l&#8217;area di sacrificio per eccellenza, come del resto \u00e8 sempre stata per lo stato italiano. Con l&#8217;aggravante che di Sardegna e delle cose che la riguardano al di l\u00e0 del Tirreno se ne sa davvero poco e quel poco \u00e8 di solito incorniciato di stereotipi, pregiudizi, luoghi comuni.<\/p>\n<div id=\"attachment_60505\" style=\"width: 1290px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.48.26.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60505\" class=\"wp-image-60505 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.48.26.jpeg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.48.26.jpeg 1280w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.48.26-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.48.26-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-20-21.48.26-768x432.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60505\" class=\"wp-caption-text\">Locandina del documentario di <strong>Antoni C\u00f2nzu<\/strong> <em>Quo vadis, Sardinna?<\/em><\/p><\/div>\n<p>Nondimeno, come altri &#8220;margini&#8221; dello stato italiano, guarda caso spesso coincidenti con territori in lotta, il caso Sardegna pu\u00f2 aiutare a comprendere, su una scala che va oltre il caso locale, di cosa parliamo davvero quando parliamo di IA, di transizione energetica, di \u00absviluppo sostenibile\u00bb e altri feticci mediatici di moda.<\/p>\n<h4><strong>Aggiornamento, 11 febbraio 2026<\/strong><\/h4>\n<p>In <a href=\"https:\/\/sardegnamondo.eu\/2026\/02\/11\/un-popolo-minus-habens-da-rieducare-mistificazioni-e-fallacie-argomentative-sulla-popolazione-sarda-e-la-lotta-contro-la-speculazione-energetica\/\">un nuovo articolo su SardegnaMondo<\/a>, <strong>Omar Onnis<\/strong> affronta il tema di come le lotte in Sardegna vengono raccontate sul continente, &#8220;a sinistra&#8221;, e in particolare da un certo giornalismo ambientalista, che sempre <em>disvede<\/em>\u00a0la questione coloniale.<\/p>\n<p>Lo spunto \u00e8 l&#8217;ultimo numero della newsletter <em>A fuoco<\/em>, nel cui cappello introduttivo la mobilitazione raccontata qui sopra \u00e8 addirittura tacciata di neo-negazionismo climatico (ma in inglese, in virt\u00f9 dei soliti automatismi: \u00abNew Denial\u00bb).<\/p>\n<p>Chi ha letto l&#8217;articolo quass\u00f9 potrebbe pensare di avere le traveggole&#8230; Ma bando agli indugi, <a href=\"https:\/\/sardegnamondo.eu\/2026\/02\/11\/un-popolo-minus-habens-da-rieducare-mistificazioni-e-fallacie-argomentative-sulla-popolazione-sarda-e-la-lotta-contro-la-speculazione-energetica\/\">la parola a Omar<\/a>.<\/p>\n<p>\u2013<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">* <strong>Omar Onnis<\/strong>, nuorese, \u00e8 scrittore di saggistica e di narrativa, divulgatore storico e traduttore dal e in sardo. Dal 2013 ha pubblicato una dozzina di libri, tra cui due romanzi, e diversi articoli su riviste di vario taglio e diffusione. Svolge attivit\u00e0 di conferenze, reading e laboratori didattici. Fa parte dei gruppi di studio e lavoro <a href=\"https:\/\/lastoriasarda.com\">La storia sarda nella Scuola italiana<\/a> (redazione e diffusione gratuita di testi didattici) e <a href=\"https:\/\/www.filosofiadelogu.eu\">Filosofia de Logu<\/a> (con cui ha pubblicato due volumi collettanei nel 2021 e nel 2024, per Meltemi). Dal 2007 \u00e8 tenutario di un blog personale, <a href=\"https:\/\/www.sardegnamondo.eu\">SardegnaMondo<\/a>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo, che non solo prende spunto dalla discussione in corso su Giap riguardo all&#8217;intelligenza artificiale, ma si riallaccia a due nostri &#8220;filoni&#8221; storici: la lotta in difesa dei territori contro le \u00abgrandi opere\u00bb e il disvelamento dell&#8217;italico colonialismo, in questo caso &#8220;interno&#8221;. 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