{"id":59964,"date":"2025-12-26T00:00:53","date_gmt":"2025-12-25T23:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=59964"},"modified":"2026-01-24T00:27:20","modified_gmt":"2026-01-23T23:27:20","slug":"letteratura-e-intelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2025\/12\/letteratura-e-intelligenza-artificiale\/","title":{"rendered":"Note su letteratura e intelligenza artificiale (e sui corpi, a partire da recenti polemiche) \u2013 di Wu Ming 1"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><span style=\"font-size: small;\"><strong><a href=\"https:\/\/aesteladodelmediterraneo.wordpress.com\/2025\/12\/30\/notas-sobre-literatura-e-inteligencia-artificial-y-sobre-los-cuerpos-a-partir-de-polemicas-recientes\/\">Tambi\u00e9n en castellano<\/a><\/strong> &#8211; <strong><a href=\"https:\/\/lundi.am\/Notes-sur-la-litterature-et-l-intelligence-artificielle\">En fran\u00e7ais aussi<\/a><\/strong><\/span><\/div>\n<div id=\"attachment_59992\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59992\" class=\"wp-image-59992\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/AfterlightImage_53_copie_master-scaled.jpeg\" alt=\"Letteratura e intelligenza artificiale: un chatbot non pu\u00f2 avere mal di denti\" width=\"700\" height=\"850\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/AfterlightImage_53_copie_master-scaled.jpeg 2109w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/AfterlightImage_53_copie_master-scaled-247x300.jpeg 247w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/AfterlightImage_53_copie_master-scaled-844x1024.jpeg 844w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/AfterlightImage_53_copie_master-scaled-768x932.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-59992\" class=\"wp-caption-text\">Julien Auguste Herv\u00e8, \u00abRitratto di donna con mal di denti\u00bb, olio su tela, 1900 circa.<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[Mentre scrivevo <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2026\/01\/trecentonovantaquattro-giorni-gli-uomini-pesce-speciale-n-10-2\/\">la seconda parte<\/a> del mio &#8220;portolano&#8221; <em>Trecentonovantaquattro giorni<\/em> (<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2025\/12\/gli-uomini-pesce-394-giorni\/\">la prima \u00e8 qui<\/a>), alcune riflessioni su luoghi, corpi e scrittura hanno fatto reazione con recenti polemiche su letteratura e intelligenze artificiali. Quelli che dovevano essere due capoversi si sono allungati e sono diventati un testo a parte, fatto perlopi\u00f9 di appunti, che vanno presi come tali, ma che ritengo utile pubblicare. A questo punto, la seconda parte di <em>Trecentonovantaquattro giorni<\/em> uscir\u00e0 nei primi giorni del nuovo anno. Buona lettura. <strong>WM1<\/strong>]<\/span><\/p>\n<p>\u00abQuando restituisce un corpo, ecco: \u00e8 poesia.\u00bb<br \/>\n<strong>Ottavio Fatica<\/strong>, <em>Lost in translation<\/em><\/p>\n<p>\u00abIl capitale \u00e8 il cancro di cui la specie rischia di morire prima di cominciare a vivere realmente. In questo senso, la rivoluzione \u00e8 <i>biologica\u00bb<br \/>\n<\/i><strong>Giorgio Cesarano<\/strong>, <em>Manuale di sopravvivenza<\/em>*<\/p>\n<p>\u00abMentre l&#8217;intelligenza artificiale iper-appiattisce la cultura di massa, qualunque cosa mostri evidenze di umanit\u00e0 diventa qualcosa a cui aspirare.\u00bb<br \/>\n<strong>ANU<\/strong>, <a href=\"https:\/\/whatsanu.substack.com\/p\/aspirational-humanity\"><em>Aspirational Humanity<\/em><\/a><\/p>\n<p>Qui potrebbero arrivarmi accuse di \u00abantropocentrismo\u00bb, balzane\u00a0ma in voga tra gli apologeti dell&#8217;attuale modello di IA. Gente che quando va &#8220;bene&#8221; d\u00e0 letture riduttive degli enormi problemi ecologici e climatici che quel modello esaspera, e quando va male \u2013 quasi sempre \u2013 li rimuove proprio dal quadro**.<\/p>\n<p>La critica all&#8217;antropocentrismo \u00e8 imprescindibile, ma ha senso solo se declinata in termini ecologici, a difesa degli ecosistemi <em>viventi<\/em>. L&#8217;antropocentrismo non \u00e8 altro che <em>specismo<\/em>, ideologia del primato dell&#8217;Homo Sapiens sulle altre specie. Criticarlo, dunque, serve a\u00a0<em>riconoscere<\/em> <em>il vivente oltre l&#8217;umano<\/em>.<\/p>\n<p>Se invece si adotta una postura anti-antropocentrica per difendere un&#8217;entit\u00e0\u00a0<em>non-vivente<\/em>, una pseudosoggettivit\u00e0 inorganica \u2013 in pratica, marxianamente,\u00a0<em>lavoro morto<\/em>\u00a0\u2013 intorno a cui si \u00e8 costruito con tracotanza un modello industriale fra i pi\u00f9 energivori, sperequatori di risorse ed\u00a0<em>ecocidi<\/em> mai esistiti nel capitalismo, a sua volta il modo di produzione pi\u00f9 ecocida mai esistito&#8230; Beh, qui si abusa della postura.<!--more--><\/p>\n<p>\u00ab<em>Evidenze di umanit\u00e0<\/em>\u00bb lo intendo come: manifestazioni di resistenza del <em>vivente<\/em>. Di una corporeit\u00e0 che, a dispetto della sua fragilit\u00e0 o forse proprio grazie a essa, continua a rappresentare un limite, ma che per <em>essere davvero<\/em> un limite dovr\u00e0 includere corporeit\u00e0 non umane.\u00a0Per <em>cominciare a vivere realmente<\/em>, la nostra specie \u2013 come dice il <strong>dottor Stegagno<\/strong> \u2013 deve finalmente pensarsi come tale, cio\u00e8 specie <em>tra le altre<\/em>. L&#8217;Homo che avr\u00e0 fatto questo salto e avr\u00e0 piena esperienza della comunanza tra specie \u00e8 quello che\u00a0<strong>Jacques Camatte<\/strong> chiama\u00a0<em>Homo Gemeinwesen<\/em>. <em>Gemeinwesen<\/em>, essere comune, \u00e8 un altro termine marxiano.***<\/p>\n<p>\u00c8 vero che le accuse di \u00abantropocentrismo\u00bb trovano facili bersagli nel dibattito corrente sull&#8217;IA, quasi sempre mal posto e peggio sviluppato. Gli umanisti si stracciano le vesti: che ne sar\u00e0 dell&#8217;Autore se l&#8217;IA pu\u00f2 ormai \u00abtrarre in inganno\u00bb imitando lo \u00abstile\u00bb di chiunque, anche del pi\u00f9 geniale premio Nobel?<\/p>\n<p>Ah, l&#8217;Autore, questo eroe di un suprematismo dentro il suprematismo&#8230; La sua sacra ispirazione che l&#8217;IA dissacra&#8230; Le sue <em>res gestae <\/em>cos\u00ec importanti&#8230;<\/p>\n<p>La preoccupazione, naturalmente, \u00e8 pi\u00f9 venale: e se un giorno lettrici e lettori preferissero i libri scritti dalle IA a quelli scritti da esseri umani, e gli editori non avessero pi\u00f9 bisogno di questi ultimi? Insomma, una sfilza di premesse sbagliate, false questioni e fallacie logiche, alimentate da un articolo <a href=\"https:\/\/www.newyorker.com\/culture\/the-weekend-essay\/what-if-readers-like-ai-generated-fiction\">uscito pochi giorni fa sul New Yorker<\/a>.<\/p>\n<p>Ammesso e non concesso che questi siano problemi, nell&#8217;elenco di problemi causati dall&#8217;IA starebbero parecchio in fondo: combustibili fossili e persino <a href=\"https:\/\/www.pcmag.com\/news\/google-backs-10-new-nuclear-reactors-for-ai-will-it-work-this-time\">centrali nucleari ad hoc<\/a> per produrre l&#8217;abnorme energia necessaria; guerre e stupri dei territori per accaparrarsi terre rare e minerali critici; chilometri quadri di suolo consumato da sterminati centri dati; colossali quantit\u00e0 di acqua per prevenire surriscaldamenti; gli ecosistemi dei dintorni devastati, ecc. Per fortuna c&#8217;\u00e8 una risposta, in mezzo mondo proliferano le lotte contro i centri dati \u2013 e vincono pure, <a href=\"https:\/\/thehill.com\/policy\/technology\/5605667-data-center-criticism-study\/\">persino negli USA<\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_60031\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60031\" class=\"wp-image-60031\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-26-alle-01.27.15.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-26-alle-01.27.15.png 1435w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-26-alle-01.27.15-300x164.png 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-26-alle-01.27.15-1024x559.png 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-26-alle-01.27.15-768x419.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-60031\" class=\"wp-caption-text\">Saragozza, 27 settembre 2025, manifestazione contro molteplici progetti di centri dati in Aragona.<\/p><\/div>\n<p>Ad ogni modo, ponderiamo la questione. Io penso che le vere domande siano: cosa cerchiamo nella letteratura? E cosa ci d\u00e0? E quanta discrepanza c&#8217;\u00e8 tra quel che cerchiamo e quel che ci d\u00e0?<\/p>\n<p>Parliamoci chiaro: esiste da parecchio una produzione \u2013 sia romanzesca sia saggistica \u2013 che pare scritta da macchine, perch\u00e9 prodotta a nastro da umani ridotti a funzionare come macchine. Gran parte di quel che vediamo nelle vetrine di certe librerie di catena avrebbe potuto scriverlo un&#8217;IA, ed \u00e8 cos\u00ec da molti anni. Per fare qualche nome, <strong>\u00abJames Patterson\u00bb<\/strong> pu\u00f2 anche corrispondere a un tizio in carne e ossa, ma in pratica \u00e8 una macchina. <em>E lu l&#8217;\u00e8 &#8216;ncora viv<\/em>, che dire di <strong>\u00abRobert Ludlum\u00bb<\/strong>, che continua a &#8220;co-firmare&#8221; nuovi titoli bench\u00e9 sia morto nel 2001? Anche la recente elefantiasy di <em>romance<\/em> e di\u00a0<em>romantasy\u00a0<\/em>fa pensare a creazioni di menti artificiali.<\/p>\n<p>Se alla letteratura chiediamo roba tutta uguale, allora s\u00ec, ben presto non serviranno umani per scriverla. Ma a quel punto non serviranno nemmeno editori per pubblicarla: chiunque potr\u00e0 generarsela da s\u00e9. E se a ci\u00f2 non corrispondesse un immane, inimmaginabile sperpero di risorse verrebbe da dire: che facciano.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi la questione, anch&#8217;essa mal posta, dello \u00abstile\u00bb. Un approccio sbagliato alla lettura e al rapporto col personaggio-scrittore, unito alla costante pressione di imperativi commerciali, ci ha fatto credere, e pretendere, che un autore o autrice abbia\u00a0<em>uno<\/em> stile, uno solo, il suo e di nessun altro. Se compriamo un libro di, poniamo,\u00a0<strong>Zsigmond<\/strong>\u00a0<b>H\u00e1tszeghy <\/b>\u2013 nome che ho inventato pochi secondi fa \u2013 ci aspettiamo ogni volta un libro scritto \u00aballa H\u00e1tszeghy\u00bb. Se non \u00e8 scritto cos\u00ec ci restiamo male: ma come? Ebbene, per quello c&#8217;\u00e8 l&#8217;IA: \u00abScrivimi qualcosa alla Zsigmond H\u00e1tszeghy.\u00bb****<\/p>\n<p>Chi scrive non ha per forza sempre lo stesso stile, se per stile si intende la &#8220;voce&#8221;, il fraseggio, il ricorso frequente a certe tecniche e figure retoriche. A meno che i singoli libri non siano episodi di un unico grande libro\u00a0o avventure di un unico personaggio, chess\u00f2, Montalbano, Henry Chinasky&#8230; Ma <em>fuori<\/em> da questa serialit\u00e0, ogni libro richiede una <em>propria<\/em> voce, un <em>proprio<\/em> stile. <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/1988\/02\/21\/books\/gabriel-marquez-on-love-plagues-and-politics.html\">Lo disse molto bene<\/a> <strong>Gabriel Garcia Marquez<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNon si sceglie lo stile. Si pu\u00f2 indagare e cercare di scoprire qual \u00e8 il miglior stile per un tema. Ma lo stile \u00e8 determinato dal tema, dall&#8217;animo del momento. Se si cerca di utilizzare qualcosa che non \u00e8 adeguato, semplicemente non funzioner\u00e0. Poi i critici costruiscono teorie attorno a questo e vedono cose che io non avevo visto. Io rispondo solamente sul nostro <em>stile<\/em> di vita, la vita del Caribe.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;ultima frase non \u00e8 solo una battuta: illumina il malinteso. Si confonde lo stile \u2013 che pu\u00f2 variare a seconda dei progetti e delle esigenze espressive \u2013 con il <em>mondo<\/em> di un&#8217;autrice o autore, con la sua <em>Umwelt<\/em>, cio\u00e8, parafrasando <a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/libro\/9788874624959\">il biologo <strong>Jacob<\/strong>\u00a0<b>von Uexk\u00fcll<\/b><\/a>, \u00abil fondamento biologico che sta nell&#8217;esatto epicentro della comunicazione e del significato dell&#8217;animale-scrittore\u00bb (Uexk\u00fcll diceva \u00abanimale-uomo\u00bb)<em>. <\/em>Insomma, l&#8217;<em>universo soggettivo <\/em>di un&#8217;autrice o autore, che resta nel suo corpo, permane anche nel variare delle tecniche adottate e\u00a0non si pu\u00f2 desumere da una sola frase imitata da un&#8217;IA, come nell&#8217;esperimento riportato dal <em>New Yorker<\/em>.<\/p>\n<p>Se chiedi a un&#8217;IA un testo \u00aballa Marquez\u00bb, dovrebbe risponderti con una domanda: \u00ab<em>Quale<\/em> Marquez?\u00bb <em>L&#8217;autunno del patriarca<\/em>, per dire, \u00e8 scritto in uno stile diversissimo da quello di\u00a0<em>Cent&#8217;anni di solitudine<\/em>. Nondimeno, l&#8217;<em>universo soggettivo<\/em>\u00a0\u00e8 il suo. Quello che, semplificando, ha chiamato \u00abla vita del Caribe\u00bb. Nota bene: non la biografia individuale, di cui chi legge i romanzi potrebbe anche ignorare i dettagli; no, \u00abil <em>nostro<\/em> stile di vita\u00bb, c&#8217;\u00e8 un noi, un essere comune. L&#8217;essere comune che Marquez si \u00e8 portato dentro per tutti i suoi giorni. La sua versione di quell&#8217;essere comune.<\/p>\n<div id=\"attachment_59995\" style=\"width: 747px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59995\" class=\"size-full wp-image-59995\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/gabo_liquiliqui_1-1.png\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"859\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/gabo_liquiliqui_1-1.png 737w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/gabo_liquiliqui_1-1-257x300.png 257w\" sizes=\"auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><p id=\"caption-attachment-59995\" class=\"wp-caption-text\">Stoccolma, 8 dicembre 1982. Gabo si presenta alla cerimonia per il Nobel indossando un <em>liqui liqui<\/em>, abito tradizionale colombiano. Cio\u00e8 indossando la sua <em>Umwelt<\/em> di scrittore. Nella sala \u00e8 il pi\u00f9 elegante, e non \u00e8 un caso.<\/p><\/div>\n<p>Questo <em>Gemeinwesen<\/em> una macchina non pu\u00f2 riprodurlo, perch\u00e9 appunto \u00e8 un fondamento biologico, \u00e8 esperienza <em>vissuta<\/em>, mentre la macchina \u2013 \u00e8 bene non scordarlo mai \u2013 \u00e8 <em>non-viva<\/em>. Tuttalpi\u00f9 pu\u00f2 imitare, produrre simulacri,\u00a0ma che ce ne frega? Se sono simulacri e imitazioni a interessarci, siamo conciati male. Chiedere al primo pappagallo robot nei paraggi di fare il verso a un autore che abbiamo amato? Se il nostro rapporto con la letteratura \u00e8 tanto degradato, allora il problema, prima del pappagallo, siamo noi.<\/p>\n<p>Vale non solo per i romanzi, ma anche per i saggi. Quando nel marzo scorso usc\u00ec <em>Ipnocrazia<\/em>, firmato da un tale <strong>Jianwei Xun<\/strong> ma in realt\u00e0 scritto da un&#8217;IA &#8220;imbeccata&#8221; da\u00a0<strong>Andrea Colamedici<\/strong>, che l&#8217;autore cinese non esisteva lo capimmo subito, l&#8217;esperimento ci incurios\u00ec poco e \u2013 bench\u00e9 molti ci tirassero in ballo, citandoci a sproposito \u2013 decidemmo di non scriverne. Come noi cap\u00ec subito anche\u00a0<strong>Bifo<\/strong>, che invece ne scrisse, e sul suo bollettino <em>Il disertore<\/em> <a href=\"https:\/\/francoberardi.substack.com\/p\/lincubo-ipnocratico\">pose la questione in un modo che trovai impeccabile<\/a>:<\/p>\n<blockquote>\n<div id=\"attachment_60012\" style=\"width: 190px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60012\" class=\"wp-image-60012\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Jianwei-Xun-1528087368.jpeg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Jianwei-Xun-1528087368.jpeg 990w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Jianwei-Xun-1528087368-300x249.jpeg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Jianwei-Xun-1528087368-768x638.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><p id=\"caption-attachment-60012\" class=\"wp-caption-text\">Volto generato da un&#8217;IA e attribuito all&#8217;inesistente Jianwei Xun.<\/p><\/div>\n<p>\u00abXun descrive la superficie comportamentale della mutazione linguistica e cognitiva, ma non compare mai, neppure una volta, se non vado errato, la parola: &#8220;corpo&#8221;.<br \/>\nPerch\u00e9 Xun non sa nulla del corpo? Mi sorge quasi il sospetto che non parli mai del corpo perch\u00e9 non ne sa nulla. Probabilmente non ce l&#8217;ha. Ma chi \u00e8 allora Xun se non possiede un corpo?\u00a0Nel libro non troviamo mai n\u00e9 la parola sensibilit\u00e0, n\u00e9 la parola dolore\u00a0[&#8230;] nel libretto di Xun, mi dispiace doverlo dire, manca il mal di denti.\u00a0L&#8217;automa linguistico sa tutto del mal di denti, intendiamoci, vi pu\u00f2 offrire una bibliografia completa sull&#8217;argomento, e anche l&#8217;indirizzo di un buon dentista vicino a casa vostra. Ma il mal di denti non sa cosa sia, e se per disgrazia vi viene il mal di denti tutta la perfezione ipnocratica di cui parla Xun va a farsi fottere.\u00a0E il mal di denti non \u00e8 il peggiore dei mali di cui l&#8217;automa sa tutto ma non esperisce niente. Allo stesso modo l&#8217;automa non esperisce n\u00e9 la solitudine n\u00e9 la violenza, n\u00e9 la fame n\u00e9 il freddo, n\u00e9 la guerra.\u00a0Per questo il libro di Xun ci spiega tutto ma non ci serve a niente.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Si torna dunque all&#8217;inizio. Se alla letteratura chiediamo <em>evidenze di umanit\u00e0<\/em>, cio\u00e8 tracce del fatto che \u00e8 scritta col corpo, con l&#8217;interazione dei corpi, con le memorie dei corpi; se le chiediamo la festa dei neuroni specchio, che si attivano quando vediamo \u2013 o, leggendo, immaginiamo \u2013\u00a0<em>altri umani<\/em>\u00a0compiere azioni in cui possiamo immedesimarci; se le chiediamo <em>congiunzioni<\/em>\u00a0invece che connessioni*****; se le chiediamo di riempire di ulteriore senso i <em>luoghi<\/em>, che non sono meri spazi e men che meno spazi <em>virtuali&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Se \u00e8 ancora <em>questo<\/em> che chiediamo, \u00e8 probabile che quella letteratura continuer\u00e0 a darcela gente che ha un corpo e vive, come noi.<a name=\"appendice\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>Appendice (27\/12\/2025)<\/strong><\/h4>\n<h5><strong>Sulla frase che ha impressionato il New Yorker<\/strong><\/h5>\n<p>Nelle note qui sopra ho cercato di chiarire alcuni specifici equivoci su letteratura, scrittura e stile su cui secondo me si basano molte reazioni all&#8217;articolo del New Yorker \u00abWhat If Readers Like A.I.-Generated Fiction\u00bb. Equivoci che in realt\u00e0 sono gi\u00e0 nell&#8217;articolo, e nell&#8217;esperimento di cui racconta e su cui ricama. A monte c&#8217;\u00e8 una grande confusione su cosa sia e cosa faccia la letteratura e addirittura su cosa voglia dire scrivere; da qui discende l&#8217;assurdit\u00e0 concettuale e metodologica dell&#8217;esperimento, i cui esiti aggravano la confusione iniziale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-60071 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/librobianco-e1766916452595.jpg\" alt=\"\" width=\"236\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/librobianco-e1766916452595.jpg 236w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/librobianco-e1766916452595-187x300.jpg 187w\" sizes=\"auto, (max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/>Andiamo al nocciolo. Un ricercatore fa &#8220;mangiare&#8221; a un LLM diversi brani di opere di <strong>Han Kang<\/strong>. In traduzione inglese, mentre l&#8217;autrice pensa e scrive in coreano. Questo comporta gi\u00e0 una perdita di connotazioni, da autore tradotto in varie lingue lo so fin troppo bene; eppure da questi brani \u2013 non opere: brani \u2013 tradotti l&#8217;IA dovrebbe desumere e acquisire lo \u00abstile\u00bb di Han Kang, con tutti i malintesi su cosa sia lo stile, di cui ho gi\u00e0 scritto. Dopodich\u00e9, il ricercatore descrive all&#8217;IA una scena del romanzo <em>Il libro bianco<\/em>, che non \u00e8 tra i brani gi\u00e0 sottoposti, e le chiede di buttarla gi\u00f9 nello stile dell&#8217;autrice.<\/p>\n<p>In questa situazione, una madre veglia il proprio neonato, che ha dato alla luce solo due ore prima. Il bimbo sta morendo, lei lo implora di vivere, ma lui morir\u00e0. Se fosse vissuto, sarebbe stato il fratello maggiore della narratrice. Che dunque ci sta raccontando di <em>sua<\/em> madre. Siamo in un luogo intimo, il pi\u00f9 intimo possibile, e pericoloso per chiunque scriva.<\/p>\n<p>Nel romanzo (in inglese), la frase \u00e8:\u00a0\u00abFor God\u2019s sake don\u2019t die, she muttered in a thin voice, over and over like a mantra.\u00bb [traduzione mia: Per l&#8217;amor di Dio, non morire, mormorava con voce flebile, ripetendolo come un mantra\u00bb<\/p>\n<p>A tutta prima \u00e8 una frase banale e contiene un clich\u00e9 ormai logoro, \u00abcome un mantra\u00bb, ma \u2013 ecco uno degli equivoci che pi\u00f9 fanno arrabbiare noi scrittori e scrittrici \u2013 non si pu\u00f2 giudicare un&#8217;opera <em>da una sola frase<\/em>, va valutato l&#8217;effetto che essa ha in quel particolare punto del testo, arrivando dopo tutte le frasi precedenti e caricandosi di ulteriore senso grazie a quelle che seguono.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, ecco la frase alternativa generata dall&#8217;IA: \u00abShe held the baby to her breast and murmured, Live, please live. Go on living and become my son.\u00bb [Si teneva il bimbo al seno e mormorava: vivi, ti prego, vivi. Continua a vivere e diventa mio figlio]<\/p>\n<p>E il ricercatore, e dopo di lui i lettori di prova, e poi il New Yorker, e ulteriori lettori di prova, e infine i commentatori reagiscono cos\u00ec: urca! potente! commovente! Se un&#8217;IA pu\u00f2 scrivere una frase cos\u00ec, per gli scrittori cominciano a essere seri problemi! Presto alle case editrici converr\u00e0 far scrivere le IA e affinare giusto un poco, cosa che abbatterebbe i costi del dover compensare gli autori. A quel punto il ricercatore ripete l&#8217;esperimento con brani di altri autori, ne nasce un paper che esce in preprint, arriva il New Yorker e parte la sarabanda.<\/p>\n<p>Ora, se la frase rivela qualcosa, rivela proprio l&#8217;incorporeit\u00e0 e inumanit\u00e0 dell&#8217;IA, di cui si dice impropriamente che \u00abgenera\u00bb \u2013 da questo dibattito andrebbero banditi tutti gli antropomorfismi e animismi perch\u00e9 stanno facendo danni spaventosi \u2013 ma in realt\u00e0 non genera. Non avendo un grembo, non ha mai avuto in grembo una creatura vivente che deve nascere, non ha mai dato alla luce altra vita, non ha mai provato un dolore come quello di quella madre, pu\u00f2 solo tirare a indovinare nel produrre un&#8217;imitazione.<\/p>\n<p>Io credo che, in quelle circostanze, nessuna donna che ha scelto di essere madre direbbe: \u00abContinua a vivere e diventa mio figlio\u00bb, per la semplice ragione che \u00e8 <em>gi\u00e0<\/em> suo figlio, lo \u00e8 nel dato di fatto (\u00e8 nato da lei), e lo \u00e8 nell&#8217;amore che lei prova per lui da quand&#8217;era ancora in grembo. Non c&#8217;\u00e8 madre che non pensi alla creatura che ha nel ventre come <em>gi\u00e0<\/em> suo figlio o figlia. Vivono in simbiosi, lei sente la creatura muoversi, scalciare, capisce se sta bene o soffre, sono tutt&#8217;uno, sono <em>gi\u00e0<\/em> madre e figlio.<\/p>\n<p>Se un&#8217;imitazione cos\u00ec gelida, che andrebbe considerata un vero e proprio <em>lapsus<\/em> dell&#8217;IA, impressiona lettrici e lettori umani \u2013 anche del settore, anche scrittori! \u2013 perch\u00e9 come frase \u00abfunziona\u00bb \u00abletterariamente\u00bb, ribadisco che il problema pre-esiste all&#8217;IA, e concerne quel che chiediamo alla letteratura.<\/p>\n<p>Letteratura che non vuol dire una frase, non vuol dire nemmeno un testo, non si riduce all&#8217;esito rappresentato dal testo, ma \u00e8 un processo, un divenire continuo, \u00e8 un multiverso di opere \u2013 e un&#8217;opera non \u00e8 solo un testo \u2013 e di mondi e di incontri che avvengono in quei mondi e <em>tra<\/em> quei mondi, ha una dimensione sociale, concerne i corpi.<\/p>\n<p>Se temiamo che un&#8217;IA presuntamente brava a scrivere testi letterari sostituisca tutto questo, vuol dire che abbiamo una concezione miserrima dello scrivere e del leggere.<\/p>\n<div id=\"attachment_60058\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-27-alle-18.17.52.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60058\" class=\"wp-image-60058\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-27-alle-18.17.52.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-27-alle-18.17.52.png 1249w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-27-alle-18.17.52-300x171.png 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-27-alle-18.17.52-1024x584.png 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-27-alle-18.17.52-768x438.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60058\" class=\"wp-caption-text\">Abilene, Texas, settembre 2025. Uno dei cantieri del centro dati Stargate di OpenAI.<\/p><\/div>\n<h5><strong>Le \u00abesternalit\u00e0\u00bb di questo modello di sviluppo dell&#8217;IA<\/strong><\/h5>\n<p>Ma ribadisco: in cima alla lista dei problemi causati da questo modello di IA \u2013 <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/c63dae2b-b0d5-4b27-a718-2cce165097b9\">altri modelli erano stati ipotizzati<\/a>, e altri sarebbero realizzabili \u2013 ce ne sono di ben pi\u00f9 concreti, gravi, su scala ben pi\u00f9 vasta. Non \u00e8 possibile tener fuori dal quadro l&#8217;ecocidio. L&#8217;imprinting ideologico del modello \u00e8 il solito, quello che chi lotta contro le \u00abgrandi opere\u00bb ben conosce: <em>X \u00e8 tecnicamente fattibile? Allora va fatto<\/em>. Tutte le conseguenze che, se prese in considerazione, metterebbero in questione tale assunto vengono rimosse, diventano \u00abesternalit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Questo discorso irrita diversi operatori, pensatori e artisti che a livello &#8220;posturale&#8221; esibiscono pensiero critico, ma scattano in reazione a ogni analisi che reintroduca nel discorso le (false) esternalit\u00e0.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 criticare solamente l&#8217;uso dell&#8217;IA <em>a valle<\/em>, ad esempio il fatto che la grande maggioranza di chi la usa ogni giorno \u2013 per fortuna, pare, ancora una minoranza di chi sta in rete \u2013 lo faccia per produrre sbobba. Va criticato anche il modello <em>a monte<\/em>.<\/p>\n<p>Servono a ben poco i brillanti vademecum su usi etici e\/o presuntamente liberanti dell&#8217;IA se resta sottotematizzato il primevo dato di fatto: questo modello \u00e8 <em>letteralmente<\/em> tossico dal principio. \u00c8 espressione dei settori pi\u00f9 schifosi di Big Tech, di un pugno di multinazionali rapaci spesso guidate da miliardari sociopatici e con seri problemi cognitivi (cfr. <a href=\"https:\/\/www.monbiot.com\/2025\/11\/11\/billionaire-brain\/\"><strong>George Monbiot<\/strong>, <em>Billionaire Brain<\/em><\/a>); \u00e8 compromesso alla radice con interessi militari e genocidi; \u00e8 basato su lavoro sottopagato, alienato, invisibilizzato; \u00e8 vorace di suolo, energivoro, assetato, inquinante e climalterante, arrogantemente lanciato nella direzione opposta a quella in cui dovremmo muoverci come civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Dai discorsi che danno l&#8217;IA per scontata restano sempre fuori i mastodontici centri dati.<\/p>\n<p>I movimenti che lottano contro la loro costruzione sono molto pi\u00f9 avanti nella consapevolezza di qualunque teorico che si interroga su come usare un chatbot.<a name=\"fonemaK\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>Appendice 2: un ripescaggio audio<\/strong><\/h4>\n<p>Molti anni fa, nel gennaio 2009, tenni una lezione a un master dell&#8217;Universit\u00e0 di San Marino sull&#8217;importanza del muovere il corpo, e l&#8217;importanza della <em>fatica<\/em>, nel lavoro di Wu Ming e in generale di chi scrive, partendo dal suono stesso del verbo <em>scrivere<\/em>. Mi \u00e8 tornata in mente in questi giorni, ne ho recuperato un estratto e lo propongo qui. Buon ascolto.<\/p>\n<h5><strong>Il fonema K nella parola \u00abscrivere\u00bb<\/strong><\/h5>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/WM1_fonema_K_2009.mp3\"><strong>Il fonema K nella parola \u00abscrivere\u00bb<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Durata: 18:27<br \/>\nEstratto della lezione tenuta al master biennale in Comunicazione e nuovi media, Universit\u00e0 di San Marino, 17 gennaio 2009.<\/p>\n<h5><strong>Note<\/strong><\/h5>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-59974\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Cesarano_manuale.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Cesarano_manuale.png 280w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Cesarano_manuale-197x300.png 197w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>* Il fatto che la rivoluzione debba essere biologica non implicava, in Cesarano, un rigetto di quella che altri hanno chiamato \u00abla Tecnica\u00bb. Ecco cosa scrive in questo stesso libro, che \u00e8 di oltre cinquant&#8217;anni fa:<br \/>\n\u00abL&#8217;<em>uomo<\/em> ha sempre creduto di <em>trasformare<\/em> la natura, adeguandola ai suoi fini. Le ha imposto effettivamente violenze profonde, ma non ne ha potuto trasformare le leggi di equilibrio dinamico, che ora trova innanzi a s\u00e9 come l&#8217;imperativo insuperabile, al quale \u00e8 obbligato o ad adeguarsi o a morire. Ci\u00f2 che spetta all&#8217;uomo, \u00e8 <em>la conquista di s\u00e9 nella natura<\/em>, della sua collocazione coerente nel processo naturale. Scienze e tecnologie, questi miti operanti dell&#8217;esserci, queste mediazioni tra il farsi della specie e la resistenza opposta dalla materia, se fin qui hanno <em>rappresentato<\/em> soltanto, e con una miseria di cui stiamo tirando le somme desolanti, un&#8217;intelligenza del mondo di l\u00e0 da venire, e fabbricato un &#8220;mondo&#8221; illusorio di contingenza e di copertura, mentre di fronte al fallimento planetario devono estinguersi come tali \u2013 come scienze e tecnologie del fittizio e dell&#8217;illusorio \u2013 di s\u00e9 lasceranno all&#8217;uomo realizzato quel poco fondamento efficiente sul quale hanno fin qui sorretto la loro relativa efficacia prammatica. L&#8217;uomo signore di s\u00e9 e senza schiavi non sar\u00e0 n\u00e9 &#8220;selvaggio&#8221; n\u00e9 &#8220;animale&#8221;: ma cesser\u00e0 definitivamente di esserlo realmente. Cibernetica e automazione, sottratte al dominio del fittizio (e del profitto, che ne e il risultato storico pi\u00f9 concretemente astraente) appaiono gi\u00e0 fin d&#8217;ora come un ponte non troppo fragile gettato tra la fine delle false scienze e l&#8217;inizio della vera gnosi.\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">** Un esempio di rimozione \u00e8 nell&#8217;argomento che cos\u00ec riassumo: \u00abci preoccupavamo anche dei videoregistratori, e prima ancora della tv stessa, e se andiamo ancora pi\u00f9 indietro c&#8217;\u00e8 sempre stato un panico ideologico legato all&#8217;affermarsi di un nuovo medium e in generale di una nuova tecnologia, poi sono entrati nelle nostre abitudini e oggi certe argomentazioni ci sembrano ridicole e infondate\u00bb.<br \/>\nIl punto \u00e8 che alcune lo erano, altre no.<br \/>\nLa fallacia, qui, consiste nel dare per inteso, addirittura per assiomatico, che tutti i timori mediatici del passato fossero sbagliati. \u00c8 un bias cognitivo: se qualcosa si \u00e8 affermato cambiando le nostre abitudini&#8230; allora era buono. Le nostre abitudini sono buone, o comunque innocue<em>. Va tutto ben, madama la marchesa<\/em>.\u00a0\u00c8 la solita apologia dell&#8217;esistente, basata sulla rimozione di ogni \u00abcosto esterno\u00bb \u2013 ambientale e sociale \u2013 dello sviluppo capitalistico, sull&#8217;indifferenza a tutto ci\u00f2 che certe\u00a0<em>vittorie<\/em>\u00a0e abitudini costano e costeranno al mondo.<br \/>\nIn filosofia sarebbe hegelismo d&#8217;accatto: tutto ci\u00f2 che oggi \u00e8 reale \u00e8 razionale, e se \u00e8 razionale va accettato.<br \/>\nIn psicologia \u00e8 il \u00abpregiudizio di sopravvivenza\u00bb: pensare che le informazioni rimaste disponibili dopo un processo di selezione \u2013 anche violenta, anzi, il pi\u00f9 delle volte violenta \u2013 siano pi\u00f9 valide di quelle non pi\u00f9 disponibili. Chi denunciava, nella sempre maggiore personalizzazione dell&#8217;offerta mediatica, il pericolo del <em>cocooning<\/em>, dell&#8217;imbozzolarsi domestico, dell&#8217;isolamento, ha chiaramente, platealmente perso, e sulle macerie delle argomentazioni che portava si \u00e8 sparso il sale.<br \/>\nEppure da sotto quel sale qualcosa torna a crescere: la consapevolezza che<strong> <a href=\"https:\/\/www.404media.co\/you-cant-post-your-way-out-of-fascism\/\">\u00abyou can&#8217;t post your way out of fascism\u00bb<\/a><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">*** Per un&#8217;introduzione al pensiero di Camatte consiglio: <strong>Michele Garau<\/strong>, <a href=\"https:\/\/machinalibro.com\/product\/lo-scisma-da-un-mondo-che-muore\/\"><em>Lo scisma da un mondo che muore. Jacques Camatte e la rivoluzione<\/em><\/a> (Machina Libro, Derive Approdi, Bologna 2024).<br \/>\nDentro il Luther Blissett Project si leggevano autori come questi: <strong>Cesarano<\/strong>, <strong>Camatte<\/strong>, l&#8217;<strong>Amadeo Bordiga<\/strong> degli scritti su terra e ambiente&#8230; Non ricordo, almeno nella colonna bolognese, alcuna facile apologia della tecnologia, dello sviluppo, della velocit\u00e0 dei flussi. Piuttosto, ricordo il contrario, ed \u00e8 uno dei motivi per cui non ci &#8220;guantavamo&#8221; bene con <em>Decoder<\/em>, rivista che trovavamo tout court tecnofila e perci\u00f2 ingenua. In un comunicato blissettiano del 1996, ad esempio, si legge:<br \/>\n\u00abNel cyberspazio tutto \u00e8 troppo visibile e (pre)vedibile: ci sono troppi Lumi! Luther Blissett usa [Internet], ma ha anche bisogno di coni d&#8217;ombra, di strade lunghe e accidentate, di dicerie che cuociano la cultura di massa a fuoco lento. Quindi non aspettatevi da Luther le solite banalit\u00e0 hi-tech [&#8230;] e poi, Luther non intende assolutamente &#8220;abbandonare il corpo&#8221;\u00bb.<br \/>\nPoich\u00e9 il LBP non era Uno ma molteplice, tra coloro che adottavano il nome ci sar\u00e0 stato anche chi, durante o dopo, avr\u00e0 manifestato altro tipo di smanie, ceduto a tutt&#8217;altre retoriche,\u00a0ma la ricostruzione dell&#8217;americano <strong>Edmund Berger <\/strong>(<em>Accelerazione. Correnti utopiche da Dada alla CCRU<\/em>, Nero, Roma 2021), secondo cui il LBP rientrerebbe nella genealogia del cosiddetto \u00abaccelerazionismo\u00bb, \u00e8 da ritenersi erronea, basata sulla sovrainterpretazione di informazioni parziali, spesso indirette.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">**** A scopo di ricerca l&#8217;ho chiesto a Chat-GPT e mi ha risposto: \u00abCerto! Di seguito trovi un breve racconto ispirato allo stile di Zsigmund H\u00e1tszeghy\u00bb. Era una roba di cui riporto solo l&#8217;incipit:<br \/>\n\u00abNel villaggio di Kisfalud, nascosto tra le colline verdi e il mormorio del ruscello vicino, viveva un uomo di nome Andr\u00e1s. La sua casa era isolata dagli altri, circondata da boschi che sembravano sussurrare storie dimenticate ad ogni alito di vento.\u00bb<br \/>\nE chiss\u00e0, forse aver prodotto &#8216;sto capolavoro \u00e8 l&#8217;equivalente di aver bruciato cento metri quadri di bosco. Mi viene da vomitare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a href=\"https:\/\/www.neroeditions.com\/product\/e-la-congiunzione\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-59973 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Bifo-congunzione.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a>***** Per questa fondamentale distinzione rimando di nuovo a <strong>Bifo<\/strong>, che nella <em>declaratio terminorum<\/em> del suo libro pi\u00f9 importante (<a href=\"https:\/\/www.neroeditions.com\/product\/e-la-congiunzione\/\"><em>E: la congiunzione<\/em><\/a>, Nero, Roma 2021) scrive:<br \/>\n\u00abChiamo <em>congiunzione<\/em> una concatenazione di corpi e di macchine che pu\u00f2 generare significato senza riconoscere e ripetere un disegno preordinato, senza rispettare una sintassi.<br \/>\nLa <em>connessione<\/em>, invece, \u00e8 concatenazione di corpi e di macchine che pu\u00f2 generare significato soltanto seguendo un disegno intrinseco, e conformandosi a regole precise di comportamento e di funzionamento.<br \/>\nLa connessione non \u00e8 singolare, intenzionale o vibrazionale. Piuttosto \u00e8 concatenazione operativa tra agenti di significato preventivamente formattati: menti e macchine che siano stati preventivamente sottoposti a un lavoro di uniformazione, ovvero che siano stai formattati secondo un codice.<br \/>\nLa connessione genera messaggi il cui significato pu\u00f2 essere decifrato soltanto da un agente (una mente corporea o una macchina) che condivida lo stesso codice sintattico che ha generato il messaggio.<br \/>\nNella sfera della congiunzione l&#8217;agente di significato \u00e8 un organismo in vibrazione [&#8230;] La produzione di significato \u00e8 l&#8217;effetto di singolarizzazione di una serie di segni: tracce, memorie, immagini o parole.<br \/>\nLa congiunzione \u00e8 la sintonia temporanea e precaria di organismi vibratori che scambiano significato. Lo scambio di significato si fonda sulla simpatia, sulla condivisione di pathos.<br \/>\nLa congiunzione perci\u00f2 pu\u00f2 essere intesa come divenire altro. Le singolarit\u00e0 cambiano quando si congiungono, come l&#8217;amore cambia l&#8217;amante, o come la composizione congiuntiva di segni a-significanti provoca l&#8217;emergenza di un significato che precedentemente non esisteva.<br \/>\nAl contrario, nel modo connettivo della concatenazione ogni elemento rimane distinto e interagisce solo in maniera funzionale. Piuttosto che una fusione di segmenti, la connessione comporta un semplice effetto di funzionalit\u00e0 macchinica.<br \/>\nPerch\u00e9 la connessione si renda possibile i segmenti devono essere linguisticamente compatibili: la connessione presuppone quindi un processo attraverso il quale gli elementi che devono connettersi siano previamente resi compatibili [&#8230;]<br \/>\nLa congiunzione si pu\u00f2 definire come l&#8217;incontro e la fusione di corpi rotondi e irregolari che continuamente cercano la loro strada senza precisione, senza ripetizione, senza perfezione.<br \/>\nLa connessione come l&#8217;interazione puntuale e ripetibile di funzioni algoritmiche, di linee rette e di punti che si sovrappongono perfettamente e che si inseriscono o si disinseriscono secondo modalit\u00e0 discrete di interazione che rendono le parti differenti compatibili con uno standard prestabilito.\u00bb<\/span><\/p>\n<p><strong>N.B.<\/strong> I commenti verranno aperti dopo le feste. Le feste ci vogliono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tambi\u00e9n en castellano &#8211; En fran\u00e7ais aussi [Mentre scrivevo la seconda parte del mio &#8220;portolano&#8221; Trecentonovantaquattro giorni (la prima \u00e8 qui), alcune riflessioni su luoghi, corpi e scrittura hanno fatto reazione con recenti polemiche su letteratura e intelligenze artificiali. 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