{"id":58982,"date":"2025-10-14T00:00:35","date_gmt":"2025-10-13T22:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=58982"},"modified":"2025-12-09T14:01:09","modified_gmt":"2025-12-09T13:01:09","slug":"treno-della-vergogna-nessuna-fonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2025\/10\/treno-della-vergogna-nessuna-fonte\/","title":{"rendered":"Il \u00abtreno della vergogna\u00bb a Bologna: una storia senza fondamento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/photo_2025-10-10-14.10.21.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-59036 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/photo_2025-10-10-14.10.21.jpeg\" alt=\"Fotogramma dal video Il treno della vergogna\" width=\"700\" height=\"1280\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/photo_2025-10-10-14.10.21.jpeg 700w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/photo_2025-10-10-14.10.21-164x300.jpeg 164w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/photo_2025-10-10-14.10.21-560x1024.jpeg 560w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<h5><strong>Un convoglio di esuli istriani dileggiato dai ferrovieri \u00abrossi\u00bb. Un episodio ambientato nel 1947, ma che non ha riscontro in nessuna fonte dell&#8217;epoca e ha preso la sua attuale forma soltanto nel XXI secolo.<\/strong><\/h5>\n<p>di <strong>Nicoletta Bourbaki *<\/strong><\/p>\n<h5><strong>INDICE<\/strong><br \/>\n<strong>1. Filmati falsi fatti con l&#8217;IA e vecchie fantasie di martirio<\/strong><br \/>\n<strong>2. Giornali, questura, prefettura: negli archivi nessuna traccia<\/strong><br \/>\n<strong>3. Pola 1947<\/strong><br \/>\n<strong>4. 1957, \u00abil PCI contro il treno degli esuli!!1!\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>5. 1991, Magris traghetta la storia nel mainstream<\/strong><br \/>\n<strong>6. 2004, arrivano i sassi e il latte versato<\/strong><br \/>\n<strong>7. Sempre pi\u00f9 dettagli, sempre pi\u00f9 incongrui, persino Vivoda smentisce<\/strong><br \/>\n<strong>8. Wikipedia: Different Trains<\/strong><br \/>\n<strong>9. Discorsi istituzionali e para-istituzionali: Meloni, Cristicchi &amp; Co.<\/strong><br \/>\n<strong>10. Un articolo mai esistito e la reale posizione del PCI<br \/>\nFlash forward: 2 agosto 1991<\/strong><\/h5>\n<p><!--more--><\/p>\n<h4><strong>1. Filmati falsi fatti con l&#8217;IA e vecchie fantasie di martirio<\/strong><\/h4>\n<p>Da alcune settimane circola un video intitolato \u00abIl treno della vergogna\u00bb. Lo si pu\u00f2 reperire facilmente su YouTube ma preferiamo descriverlo, riportando in corsivo il testo letto dalla voce narrante.<\/p>\n<p>Il video si apre sulle note di una musica drammatica, sembra un quartetto d&#8217;archi. Scorrono uno dopo l&#8217;altro vari filmati &#8220;d&#8217;epoca&#8221;. Un treno a vapore arriva in una stazione. Una voce impostata, mesta ma decisa, comincia subito a raccontare:<\/p>\n<p><em>18 febbraio 1947: un treno merci arriva a Bologna, sotto il gelo dell\u2019inverno. Dentro, donne, bambini, anziani<\/em>. Si vedono donne, bambini e anziani sulla paglia dentro un carro merci.<\/p>\n<p><em>Sono italiani, in fuga dall\u2019Istria, dalle foibe, dalla fame.<\/em> Un filmato mostra una famiglia che abbandona a piedi una citt\u00e0 in fiamme.<\/p>\n<p><em>Hanno affrontato un viaggio disperato. Li aspettano pasti caldi preparati dalla Croce rossa. <\/em>Stacco su una cucina da campo.<\/p>\n<p><em>Ma ad accoglierli c&#8217;\u00e8 l&#8217;odio. <\/em>Nuovo stacco, carrellata su un picchetto operaio. Un cartello compare per un momento in primo piano. C&#8217;\u00e8 scritto:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abTO NOO TCNCOCTNJ INC NNDWAI DOWINO FACCISTS! FAFIASTI INNIFACAS\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>Dai microfoni voci sindacali minacciano lo sciopero. Li chiamano fascisti. Dai marciapiedi volano sassi, pomodori.<\/em> Gente scende dal treno sotto una gragnuola di sassi.<\/p>\n<p><em>Il latte per i bambini versato con disprezzo sulle rotaie.<\/em> Un tizio versa del latte sui binari da una grande bigoncia di alluminio. Zoom sulla mezza figura di una madre dal volto disperato.<\/p>\n<p><em>Il treno riparte, umiliato. Solo a Parma troveranno assistenza. Quel convoglio \u00e8 passato alla storia come il treno della vergogna.<\/em> Un treno parte dalla stazione. Sulla fiancata, a caratteri cubitali, c&#8217;\u00e8 scritto: \u00abVERGOGNA\u00bb<i>. <\/i><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 l&#8217;Italia quel giorno volt\u00f2 le spalle ai suoi figli.<\/em><\/p>\n<p>Fine.<\/p>\n<div id=\"attachment_59033\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-14.02.37.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59033\" class=\"wp-image-59033\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-14.02.37.png\" alt=\"Finta immagine d'epoca tratta dal video Il treno della vergogna, realizzato con l'IA.\" width=\"200\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-14.02.37.png 497w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-14.02.37-202x300.png 202w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-59033\" class=\"wp-caption-text\">Finta immagine d&#8217;epoca tratta dal video \u00abIl treno della vergogna\u00bb, realizzato con l&#8217;IA.<\/p><\/div>\n<p>Il video utilizza immagini e filmati generati digitalmente in modo da sembrare &#8220;autentici&#8221;. In questo caso l&#8217;utilizzo dell&#8217;IA \u00e8 dichiarato mediante una scritta, e il lavoro \u00e8 grezzo, come dimostrano le scritte senza senso sui cartelli. Tuttavia, l&#8217;estrema facilit\u00e0 e rapidit\u00e0 con cui, grazie all&#8217;IA generativa, si possono confezionare falsi storici \u2013 non dichiarati e ben pi\u00f9 convincenti di questo \u2013 pone enormi problemi alla storiografia di oggi e ancor pi\u00f9 ne porr\u00e0 a quella di domani.<\/p>\n<p>Lo scrisse gi\u00e0 <strong>Marc Bloch<\/strong> ormai pi\u00f9 di ottant&#8217;anni fa: \u00abtra tutti i veleni capaci di viziare una testimonianza, l&#8217;impostura \u00e8 il pi\u00f9 virulento\u00bb. E quanto a <em>carica virale<\/em>, rispetto al 1940-43 l&#8217;impostura ha fatto passi da gigante.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario attrezzarsi, senza lasciarsi travolgere, senza ansie. \u00abQuando tutto accade veloce, impara a essere lento\u00bb, diceva il personaggio di un romanzo. Sulle sfide che ha di fronte il metodo storiografico nell&#8217;epoca dell&#8217;IA stiamo riflettendo fittamente e coi nostri tempi ne scriveremo.<\/p>\n<p>Ma andiamo ora al <em>contenuto<\/em> del video in questione, alla storia che la voce fuori campo ci narra.<\/p>\n<h4><strong>2. Giornali, questura, prefettura: negli archivi nessuna traccia<\/strong><\/h4>\n<p>L&#8217;episodio, prima di ridursi a un prompt da far processare a un software, era gi\u00e0 diventato nel corso dei decenni uno degli eventi canonici della narrativa sull&#8217;esodo istriano.<\/p>\n<p>In questa storia, tuttavia, l&#8217;unica cosa di cui \u00e8 possibile trovare un riscontro documentato da fonti coeve \u00e8 la sosta a Bologna, il 18 febbraio 1947, di un treno che trasportava diverse centinaia di profughi istriani in viaggio da Ancona a La Spezia.<\/p>\n<p>Su <em>L&#8217;Avvenire d&#8217;Italia<\/em>, quotidiano cattolico stampato a Bologna \u2013 in seguito sarebbe diventato semplicemente <em>l&#8217;Avvenire <\/em>\u2013 il 20 febbraio <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Avvenire20021947.jpg\">compare un trafiletto<\/a> che riporta la seguente notizia:<\/p>\n<blockquote><p><strong><i>Transitati da Bologna altri 2200 profughi di Pola.<\/i><\/strong><\/p>\n<p>Affettuosa assistenza della P.C.A.<\/p>\n<p><i>Ieri sono passati dalla nostra Stazione diretti in varie citt\u00e0 circa 2200 profughi di Pola. Accolti sempre dalla Commissione Pontificia e ristorati con vivande calde hanno proseguito il loro viaggio. Tutti sono gratissimi della accoglienza che loro riserva il Posto di Ristoro della Pontificia Commissione Assistenza. \u00c8 sempre pressante l\u2019invito per aiuti al Posto di Ristoro della Commissione Pontificia per poter dare ai fratelli di passaggio una accoglienza degna del loro grande sacrificio.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>In tutto il mese di febbraio nessun giornale locale riporta notizie di disordini alla stazione di Bologna. Non c&#8217;\u00e8 niente su l&#8217;Avvenire d&#8217;Italia, n\u00e9 sul Progresso d&#8217;Italia e nemmeno sul Giornale dell&#8217;Emilia, nome provvisorio, adottato in attesa che si calmassero le acque, del Resto del Carlino, testata troppo associata al collaborazionismo filonazista.<\/p>\n<p>L&#8217;Avvenire d&#8217;Italia del 7 febbraio <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/avvenire_7feb1947.jpg\">riporta in prima pagina<\/a> la notizia di uno sgarbo dei ferrovieri di Vercelli, che non hanno permesso l&#8217;apposizione di striscioni di benvenuto ai profughi presso il punto di ristoro allestito nella stazione dalla Pontificia commissione di assistenza.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque molto probabile che, se a Bologna si fossero svolti episodi analoghi o addirittura pi\u00f9 eclatanti, il giornale ne avrebbe parlato. A maggior ragione ne avrebbe parlato l&#8217;anticomunista Giornale dell&#8217;Emilia.<\/p>\n<p>\u00c8 poi addirittura certo che, se vi fossero state contestazioni violente \u2013 o anche pacifiche \u2013 nei confronti dei profughi, ve ne sarebbe traccia negli archivi della Questura e della Prefettura, dove invece non risulta nulla.<\/p>\n<p>I giornali dell&#8217;epoca li abbiamo consultati direttamente, mentre per le ricerche d&#8217;archivio in Questura e Prefettura facciamo riferimento alla tesi di laurea magistrale di <strong>Alberto Rosada<\/strong> intitolata <a href=\"https:\/\/thesis.unipd.it\/handle\/20.500.12608\/63959\">The reception of the Istrian-Dalmatian refugees between history and memory<\/a>, compilata sotto la supervisione della professoressa <strong>Giulia Albanese<\/strong>, che ci ha fornito molte conferme e ulteriori spunti per l&#8217;indagine.<\/p>\n<p>La storia del \u00abTreno della vergogna\u00bb, raccontata proprio come nel video descritto sopra, \u00e8 ritenuta praticamente da tutti un fatto storico acclarato. Talmente acclarato che quasi nessuno ha ritenuto di dover cercare riscontri nelle fonti coeve.<\/p>\n<p>Ovviamente il cantante <strong>Simone Cristicchi<\/strong> l&#8217;ha inserita <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/02\/quello-che-cristicchi-dimentica-di-dire-magazzino-18-gli-italiani-brava-gente-e-le-vere-larghe-intese\/\">nel suo show <em>Magazzino 18<\/em><\/a>, insieme ad altri eventi &#8220;canonici&#8221; in cui la fantasia ha abbondantemente sopperito alla mancanza di fonti storiche.<\/p>\n<p>Eppure, di quella storia <em>non esistono tracce anteriori al 1957<\/em>. Nemmeno nella pubblicistica di nicchia dell&#8217;associazionismo esule. E nel mainstream nazionale compare per la prima volta soltanto nel 1991.<\/p>\n<p>Per ricostruire la genesi di questo mito dobbiamo fare un salto indietro nel tempo e spiegare per sommi capi cosa stesse accadendo a Pola nel 1947.<\/p>\n<h4><strong>3. Pola 1947<\/strong><\/h4>\n<p>Dopo la liberazione dal nazifascismo, avvenuta il 5 maggio 1945 ad opera dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia, Pola fu amministrata fino al 12 giugno dai poteri popolari instaurati dal partito comunista jugoslavo.<\/p>\n<p>In seguito agli accordi di Belgrado tra jugoslavi e angloamericani, la citt\u00e0 pass\u00f2 sotto il GMA, Governo Militare Alleato, insieme a Gorizia e Trieste.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;arrivo degli alleati, nel giugno del 1945, fu fondato il CLN, Comitato di Liberazione Nazionale di Pola, di cui facevano parte democristiani, socialisti, liberali e azionisti, in contrapposizione ai comunisti che partecipavano invece all&#8217;UAIS, Unione Antifascista Italo-Slava, di orientamento filo jugoslavo.<\/p>\n<p>A un lettore italiano l&#8217;espressione CLN richiama alla mente la lotta al nazifascismo nel periodo tra l&#8217;8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, ma quando ci si riferisce all&#8217;Istria la risonanza \u00e8 fuorviante. Il CLN di Pola non nacque nella lotta contro il nazifascismo, ma solamente dopo la liberazione, in contrapposizione alla linea filojugoslava dei comunisti.<\/p>\n<p>L&#8217;amministrazione angloamericana dur\u00f2 fino al 1947, quando fu firmato (10 febbraio) ed entr\u00f2 in vigore (15 settembre) il trattato di Pace di Parigi, che assegn\u00f2 Gorizia all&#8217;Italia e Pola alla Jugoslavia, e istitu\u00ec il Territorio Libero di Trieste, sottoposto alla sovranit\u00e0 dell&#8217;ONU e diviso in due zone, una amministrata dagli angloamericani e una dagli jugoslavi.<\/p>\n<p>Ricordiamo <em>en passant<\/em> che nei Balcani l&#8217;Italia aveva perso la guerra che essa stessa aveva cominciato insieme alla Germania nel 1941, invadendo la Grecia e la Jugoslavia. Aveva perso anche la guerra dichiarata a Francia e Regno Unito nel 1940, quella dichiarata all&#8217;Unione Sovietica nel 1941 e quella dichiarata agli USA sempre nel 1941. A Parigi dunque si present\u00f2 alle trattative da paese sconfitto, e in quanto tale sub\u00ec perdite territoriali sia sul confine occidentale sia su quello orientale, e perse tutte le colonie.<\/p>\n<p>A Pola il biennio 1945\/47 fu un periodo torbido, ben descritto da <strong>Gaetano Dato<\/strong> nel suo libro <a href=\"https:\/\/www.leg.it\/index.php?route=product\/product&amp;product_id=278\"><em>Vergarolla 18 agosto 1946. Gli enigmi di una strage tra conflitto mondiale e guerra fredda<\/em><\/a>, ed. LEG, 2014. In citt\u00e0 si fronteggiavano a viso scoperto i militanti filoitaliani e quelli filojugoslavi, e a viso coperto i servizi segreti angloamericani, jugoslavi e italiani. Erano inoltre presenti sul territorio diversi gruppi armati: ex partigiani comunisti, antifascisti italiani antijugoslavi e\/o anticomunisti, e fascisti irriducibili.<\/p>\n<div id=\"attachment_59038\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Brig_R_W_M_de_Winton.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59038\" class=\"wp-image-59038\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Brig_R_W_M_de_Winton.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Brig_R_W_M_de_Winton.jpeg 236w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Brig_R_W_M_de_Winton-228x300.jpeg 228w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-59038\" class=\"wp-caption-text\">Il generale di brigata Robert de Winton, assassinato all&#8217;et\u00e0 di 38 anni dalla fascista Maria Pasquinelli.<\/p><\/div>\n<p>Il giorno stesso della firma del trattato di pace il generale <strong>Robert de Winton<\/strong>, comandante delle forze britanniche a Pola, fu ucciso a colpi di pistola da <strong>Maria Pasquinelli<\/strong>, un&#8217;ex agente dell&#8217;intelligence della X MAS. Di lei e del suo ruolo nel raccogliere e diffondere leggende nere sulle foibe del 1943 <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2024\/04\/fantasy-norma-cossetto-5-cambiare-le-date\">abbiamo scritto a proposito del caso di <strong>Norma Cossetto<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nella tarda primavera del 1946 era ormai chiaro a tutti che la citt\u00e0 sarebbe passata alla Jugoslavia, e il governo italiano, di concerto con il CLN di Pola e con la Pontificia Commissione di Assistenza, cominci\u00f2 a organizzare l&#8217;evacuazione della componente italiana della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Non indagheremo qui le complesse dinamiche sociali, politiche, economiche e anche psicologiche che portarono alla partenza da Pola di quasi 30mila abitanti \u2013 quasi tutti italiani \u2013 sui circa 40mila totali. A chi fosse interessato ad approfondire l&#8217;argomento, consigliamo di cominciare dal volume <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/storia_di_un_esodo_ocr\/mode\/2up\"><i>Storia di un esodo. Istria 1945-1956<\/i><\/a>, Istituto regionale per la storia del Movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia, Trieste 1980.<\/p>\n<p>Riteniamo per\u00f2 importante sottolineare che non si tratt\u00f2 di una fuga rocambolesca di persone incalzate da un nemico in armi, come suggerisce il filmato fake che abbiamo descritto all&#8217;inizio di questo post. Si tratt\u00f2 invece di un&#8217;evacuazione ordinata, organizzata dal governo italiano \u2013 prima le masserizie e poi le persone \u2013, con partenze regolari di grosse navi e liste di imbarco a cui i cittadini che volevano partire dovevano iscriversi.<\/p>\n<p>Il grosso delle operazioni si svolse nei mesi di febbraio e marzo. I trasbordi di massa cominciarono gi\u00e0 prima della firma del trattato di pace, e si conclusero con largo anticipo rispetto al passaggio di consegne tra angloamericani e jugoslavi, che avvenne solo in settembre.<\/p>\n<p>Quasi met\u00e0 dei profughi furono trasportati in Italia sul piroscafo Toscana, che comp\u00ec in tutto dieci viaggi, sette da Pola a Venezia e tre da Pola ad Ancona. Altri profughi furono trasportati a Trieste sulle navi Pola e Grado, e altri ancora si mossero su navi pi\u00f9 piccole o con mezzi propri.<\/p>\n<p>Nel periodo che interessa a noi, quello tra il 15 e il 21 febbraio, il Toscana fece due viaggi: il 16 febbraio trasport\u00f2 circa 2200 profughi ad Ancona, e il 21 febbraio trasport\u00f2 circa 1000 profughi a Venezia.<\/p>\n<p>L&#8217;episodio del passaggio del treno alla stazione di Bologna il 18 febbraio si riferirebbe ai profughi che partirono da Pola il 16 mattina e arrivarono ad Ancona la sera di quel giorno.<\/p>\n<h4><strong>4. 1957, \u00abIl PCI assalt\u00f2 il treno degli esuli!!1!!\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Abbiamo appurato che sulla stampa locale bolognese di qualsiasi orientamento politico, in tutto il mese di febbraio (e marzo) non c&#8217;\u00e8 il minimo riferimento a episodi di contestazione nei confronti degli esuli. Abbiamo dunque consultato l\u2019Arena di Pola, giornale che all&#8217;epoca esprimeva le posizioni del CLN di Pola e successivamente divenne giornale di riferimento delle associazioni degli esuli.<\/p>\n<p>Nell&#8217;edizione cartacea del giornale da febbraio a settembre 1947 non abbiamo trovato nessuna traccia dell\u2019episodio in questione.<\/p>\n<div id=\"attachment_59026\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59026\" class=\"wp-image-59026\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/lino-vivoda.png\" alt=\"Vivoda, unico testimone diretto dell'episodio del treno della vergogna\" width=\"200\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/lino-vivoda.png 602w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/lino-vivoda-293x300.png 293w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-59026\" class=\"wp-caption-text\">Lino Vivoda (1931 \u2013 2022), per tutto il XX secolo sua l&#8217;unica testimonianza diretta riguardante il \u00abtreno della vergogna\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>Le annate dal 1948 in avanti sono tutte <a href=\"http:\/\/www.arenadipola.com\/\">digitalizzate e consultabili online<\/a>. Utilizzando il motore di ricerca interno abbiamo trovato il riferimento pi\u00f9 antico all&#8217;episodio della stazione di Bologna: si tratta di <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/vivoda_arenapola_13feb57.jpg\">un articolo di <strong>Lino Vivoda<\/strong><\/a> apparso il 13 febbraio del 1957, nel decennale del trattato di pace.<\/p>\n<p>Vivoda \u00e8 stato per decenni uno dei principali animatori dell&#8217;associazionismo esule. L&#8217;articolo \u00e8 notevole, perch\u00e9 l&#8217;autore esprime un sostanziale apprezzamento per il gesto di Maria Pasquinelli \u2013 l&#8217;assassinio del generale de Winton \u2013 rammaricandosi solo del fatto che si fosse trattato di un disperato gesto individuale a cui non segu\u00ec la necessaria ribellione generalizzata. Scrive Vivoda:<\/p>\n<p>\u00abFu cos\u00ec che la mattina del 10 febbraio 1947 Maria Pasquinelli, mentre a Parigi si preparava la cerimonia della firma del trattato di pace con la Italia, sparava contro il Brigadier Gen. De Winton comandante la 13.a Brigata inglese di fanteria uccidendolo davanti alla truppa schierata per l&#8217;ispezione. Parecchi erano disposti prontamente a rispondere a quel rabbioso gesto tendente ad attirare l\u2019attenzione mondiale sull&#8217;infame baratto che si stava perpetrando; altri giurarono di far s\u00ec che al momento della consegna agli slavi della citt\u00e0 non rimanesse che un cumulo di macerie. Ma la polizia anglo-americana vigilava e prima col coprifuoco immediatamente imposto, poi con minacce, ricatti, allontanamenti a viva forza dei sospetti la resistenza che s&#8217;andava organizzando fu stroncata n\u00e8 alcun successo potevano avere atti singoli che l&#8217;organizzazione di una qualche resistenza se non coordinata da un&#8217;unico comando non poteva avere alcun successo come era stato ampiamente dimostrato dalla guerra appena conclusasi.\u00bb<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti Vivoda prosegue:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIntanto in Italia ci attendeva l&#8217;ostilit\u00e0 delle orde social-comuniste aizzate dai capicellula secondo le direttive del partito e fuorviate nei nostri confronti da quella che era la realt\u00e0 delle velenose corrispondenze dello inviato dell&#8217;Unit\u00e0 milanese Tommaso Giglio.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Poi si lancia in una concione con toni dichiaratamente da guerra santa:<\/p>\n<p>\u00abOgnuno di noi, come un novello crociato con la sua sola presenza contribuiva alla missione di disintossicare l&#8217;Italia dal veleno comunista. E fummo ancora noi che per primi rialzammo il tricolore, noi che portandolo stretto al collo quando ancora il rosso predominava nelle contrade di Italia dove ci disperdemmo, e fu un bene nella sventura perch\u00e8 cos\u00ec tutti poterono constatare che l\u2019esodo non era propaganda ma dolorosa realt\u00e0, gridammo in faccia a tutti che alla Patria non si rinuncia.\u00bb<\/p>\n<p>Infine, ecco il riferimento cercato:<\/p>\n<p>\u00abAllora, quando le masse rosse di Ancona accorrevano al molo dove attraccava il Toscana per fischiarci e le truppe erano schierate non per renderci un qualche saluto ma per proteggerci; allora, quando il treno merci sul quale viaggiavamo veniva smistato sui sperduti binari delle grandi stazioni affinch\u00e9 nessuno si accorgesse di noi ed<strong> a Bologna dove la P.C.A. aveva preparato qualche bevanda calda per ristorarci, di fronte alla minaccia di uno sciopero per causa nostra, fummo fatti proseguire in fretta e furia senza alcuna sosta<\/strong>, e si viaggiava gi\u00e0 da una ventina di ore sulla paglia, noi, travagliati dalle nostre peripezie ed angosciati dal ricordo dei focolari abbandonati, di fronte allo spettacolo che ci si presentava, ed allo stato in cui era ridotta l&#8217;Italia disperavamo dell&#8217;avvenire. N\u00e9 si pensava che un giorno avremmo potuto dire con fierezza: il nostro sacrificio non fu vano, perdemmo la nostra amata citt\u00e0, ma contribuimmo a salvare l&#8217;Italia!\u00bb<\/p>\n<p>Osserviamo subito che non si parla di pietre e uova lanciate contro il treno, n\u00e9 di latte versato sui binari. Si parla solo della minaccia di uno sciopero e di una sosta <em>mancata<\/em>.<\/p>\n<p>Come si nota, l&#8217;Avvenire d&#8217;Italia smentisce indirettamente anche quest&#8217;ultima circostanza, riferendo invece di una regolare sosta del treno a Bologna e di una calorosa accoglienza dei profughi con bevande calde da parte della Pontificia commissione.<\/p>\n<p>Quanto alle truppe schierate sul molo di Ancona per proteggere i profughi dalle \u00abmasse rosse\u00bb, la circostanza non trova nessun riscontro n\u00e9 sulla Voce Adriatica (giornale di Ancona), n\u00e9 sul Giornale dell&#8217;Emilia, n\u00e9 sulla stessa Arena di Pola, che riferiscono invece di un&#8217;accoglienza quasi trionfale per i profughi al momento dello sbarco, con le autorit\u00e0 ad attenderli in prima fila.<\/p>\n<div id=\"attachment_59023\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59023\" class=\"wp-image-59023\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ancona22feb47.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ancona22feb47.jpg 613w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ancona22feb47-300x185.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-59023\" class=\"wp-caption-text\">La Voce Adriatica, quotidiano di Ancona, 22 febbraio 1947. <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/arena19feb47.jpg\">Sull&#8217;Arena di Pola di quattro giorni prima<\/a> il titolo era: \u00abAncona marinara abbraccia con fervore \/ i fratelli di Pola italianissima\u00bb. Non il minimo riferimento a \u00abmasse rosse\u00bb accorse al molo per \u00abfischiare\u00bb gli esuli e tenute a bada dalla \u00abtruppa\u00bb, Vivoda introdurr\u00e0 questi elementi nella narrazione solamente dieci anni dopo.<\/p><\/div>\n<p>Fino alla fine del ventesimo secolo Vivoda risulta essere <em>l&#8217;unico testimone diretto dell&#8217;episodio di Bologna<\/em>.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;articolo del 1957 torna a scriverne altre due volte sull&#8217;Arena, il 25 settembre 1982 e il 7 febbraio 1987, senza aggiungere dettagli significativi.<\/p>\n<h4><strong>5. 1991, Magris traghetta la storia nel mainstream<\/strong><\/h4>\n<p>La storia del \u00abtreno della vergogna\u00bb arriva nel mainstream solamente negli anni Novanta.<\/p>\n<p>A fare da traghettatore, nell&#8217;estate del 1991, \u00e8 lo scrittore triestino <strong>Claudio Magris<\/strong>, nella veste di corsivista del Corriere della Sera.<\/p>\n<p>Il momento \u00e8 particolare: si \u00e8 da poco conclusa la prima guerra del golfo, l&#8217;Unione Sovietica \u00e8 appena stata sciolta da <strong>Boris Eltsin<\/strong>\u00a0e la Jugoslavia sta precipitando rapidamente verso la guerra civile, mentre tutti i paesi europei, Italia compresa, si preparano ad affondare voluttuosamente le mani nelle sue frattaglie.<\/p>\n<div id=\"attachment_59027\" style=\"width: 881px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/magris1991.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59027\" class=\"wp-image-59027 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/magris1991.png\" alt=\"Magris porta sulla stampa nazionale la storia del treno della vergogna\" width=\"871\" height=\"699\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/magris1991.png 871w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/magris1991-300x241.png 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/magris1991-768x616.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 871px) 100vw, 871px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-59027\" class=\"wp-caption-text\">31 agosto 1991, l&#8217;articolo con cui Claudio Magris traghett\u00f2 la storia del \u00abtreno della vergogna\u00bb nel mainstream giornalistico italiano.<\/p><\/div>\n<p>Il 31 agosto Magris scrive sul Corriere della Sera uno strano articolo intitolato \u00abQuando le foto parlano d&#8217;infamia\u00bb. L&#8217;articolo analizza tre episodi, ma \u00e8 corredato da due foto soltanto. Il primo episodio \u00e8 appena avvenuto: si tratta dell&#8217;umiliazione inflitta da Eltsin a Gorbaciov dopo il fallito golpe ordito dalla vecchia guardia del PCUS contro il padre della Perestrojka. Una delle due foto si riferisce proprio a questo episodio.<\/p>\n<p>Il terzo episodio analizzato da Magris \u00e8 la morte di <strong>Libero Grassi<\/strong>, ucciso dalla mafia nell\u2019estate del \u201891 perch\u00e9 si era rifiutato di pagare il pizzo. L&#8217;altra foto che accompagna l&#8217;articolo mostra il corpo dell\u2019imprenditore riverso a terra.<\/p>\n<p>Il secondo episodio, incastrato a forza tra gli altri due e, a dispetto del titolo, privo di foto che lo illustrino, risale invece al 1947: \u00e8 l\u2019episodio del \u00abtreno della vergogna\u00bb. Scrive Magris:<\/p>\n<p>\u00abFEBBRAIO &#8217;47. La nave Toscana compie pi\u00f9 di un viaggio attraverso l&#8217;Adriatico per trasportare gli italiani di Pola che abbandonano in massa, con un esodo pressoch\u00e9 totale, la loro citt\u00e0 occupata dagli jugoslavi, in un clima di intimidazione, di vendetta e di violenza nazionalista che li spinge a lasciare tutto e a prendere la via dell&#8217;esilio e dei campi profughi.\u00bb<\/p>\n<p>Facciamo notare che nel febbraio del 1947, e fino al settembre dello stesso anno, Pola non \u00e8 occupata dagli jugoslavi, ma dagli angloamericani. Magris prosegue:<\/p>\n<p>\u00abLa nave li sbarca ad Ancona ed essi, ancora storditi dalla calamit\u00e0 che li ha divelti, vengono caricati su un treno con le famiglie, i loro vecchi e i loro bambini, le masserizie che sono riusciti a portarsi dietro. A Bologna, alla stazione, \u00e8 stato preparato per loro, da qualche opera assistenziale religiosa, un ristoro. I ferrovieri comunisti, mobilitati insieme ad altri militanti dalle organizzazioni di partito, impediscono a quella gente raminga di scendere dal treno e di mangiare qualcosa, minacciando di bloccare con uno sciopero il pi\u00f9 importante nodo ferroviario d&#8217;Italia se il treno si fermer\u00e0 troppo a lungo nella stazione.\u00bb<\/p>\n<p>Infine Magris conclude parlando di fischi ad Ancona:<\/p>\n<p>\u00abGi\u00e0 allo sbarco ad Ancona, come poco dopo a Bologna, quei fuggiaschi senza tetto erano stati accolti con fischi, insulti e qualche rissa. Agli occhi dei loro aggressori erano fascisti, perch\u00e9 lasciavano il Paradiso in Terra, un paese comunista, e quindi, come Adamo ed Eva scacciati dall&#8217;Eden, dovevano avere buoni motivi per esserne colpevolmente indenni. Appena ventiquattro ore dopo, alla stazione di Parma, arrivarono alcune provviste portate dai militari.\u00bb<\/p>\n<p>Si tratta sostanzialmente del racconto di Vivoda, scritto un po&#8217; meglio. Non si parla ancora di sassate, n\u00e9 di latte versato sui binari. Per quello bisogner\u00e0 attendere il nuovo secolo.<\/p>\n<h4><strong>6. 2004, arrivano i sassi e il latte versato<\/strong><\/h4>\n<p>Nel settembre del 2004 <strong>Gian Aldo Traversi<\/strong>\u00a0pubblica <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20250625044540\/https:\/\/leganazionale.it\/il-treno-della-vergogna\">un articolo intitolato \u00abIl treno della vergogna\u00bb<\/a> nel dossier <em>Il tricolore a Trieste<\/em>, supplemento del Quotidiano Nazionale, uscito in occasione del cinquantesimo anniversario del \u00abritorno di Trieste all&#8217;Italia\u00bb.<\/p>\n<p>Scrive Traversi:<\/p>\n<p>\u00ab[\u2026] A ricordarlo \u00e8 uno di quei profughi, Lino Vivoda, allora quindicenne, che s&#8217;era imbarcato con i genitori sul piroscafo &#8220;Toscana&#8221;. Una delle tante storie di addio a una terra amata e cancellata per sempre vissuta da chi, a guerra finita, scelse l&#8217;esilio per continuare a sentirsi italiano. &#8220;Ad Ancona l&#8217;impatto fu tremendo. C&#8217;era un cordone dell&#8217;esercito a proteggerci e tanta gente che scendeva dalla parte alta della citt\u00e0. Noi, dal ponte della nave, agitavamo le mani in segno di saluto, con le bandiere al collo, anche perch\u00e9 faceva freddo, nevicava. E loro rispondevano col pugno chiuso&#8221;.\u00bb<\/p>\n<p>Par di capire che Traversi stia riportando parole pronunciate da Vivoda. Il racconto prosegue cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u00abDa l\u00ec partimmo con un lungo treno di vagoni merci la sera di luned\u00ec 17 febbraio, sdraiati sulla paglia, attraverso l&#8217;Italia semisepolta dalla neve. Dopo innumerevoli soste in stazioncine secondarie arrivammo a Bologna. Era marted\u00ec, poco dopo mezzogiorno. La Pontificia Opera di Assistenza e la Croce Rossa Italiana avevano preparato un pasto caldo, atteso soprattutto dai bambini e dai pi\u00f9 anziani&#8221;. Ma dai microfoni &#8220;rossi&#8221; una voce grid\u00f2: &#8220;Se i profughi si fermano, lo sciopero bloccher\u00e0 la stazione&#8221;. Poco prima il convoglio, che i ferrovieri chiamavano il &#8220;treno dei fascisti&#8221;, era stato preso a sassate da un gruppo di giovanissimi che sventolavano le bandiere con la falce e il martello. Ci fu perfino chi, per eccesso di zelo, vers\u00f2 sui binari il latte destinato ai bambini gi\u00e0 in grave stato di disidratazione. Il treno scomparve nella nebbia con il suo carico di delusione e di fame: la meta finale sarebbe stata una caserma di La Spezia. I pasti della PCA nel frattempo vennero trasportati a Parma con automezzi dell&#8217;esercito e distribuiti dalle crocerossine.\u00bb<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro se sia sempre Vivoda a parlare, ma notiamo che compaiono qui per la prima volta \u2013 <em>a quasi cinquant&#8217;anni di distanza<\/em> dai presunti fatti \u2013 le sassate contro il treno e il latte versato sui binari.<\/p>\n<p>Questa non \u00e8 l&#8217;unica novit\u00e0 introdotta da Traversi nella narrazione. Pi\u00f9 avanti, infatti, sembra fornire dettagli precisi su quelle che Vivoda nel 1957 aveva chiamato \u00abvelenose corrispondenze dello inviato dell&#8217;Unit\u00e0 milanese <strong>Tommaso Giglio<\/strong>\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abC&#8217;era chi istigava all&#8217;odio anche dalle colonne dei giornali. Tommaso Giglio che allora scriveva per l&#8217;edizione milanese dell&#8217;Unit\u00e0 e che poi diresse l&#8217;Espresso, in quei giorni firm\u00f2 tre articoli. In uno titol\u00f2 &#8220;Chiss\u00e0 dove finir\u00e0 il treno dei fascisti?&#8221;\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Dall&#8217;articolo par di capire che questo dettaglio sia stato riferito a Traversi da <strong>Guido Rumici<\/strong>. Tra le altre cose consulente storico del film <em>Red Land<\/em>, di lui <a href=\"https:\/\/archive.is\/HUSXU\">abbiamo scritto qui<\/a>.<\/p>\n<h4><strong>7. Sempre pi\u00f9 dettagli, sempre pi\u00f9 incongrui, persino Vivoda smentisce<\/strong><\/h4>\n<p>Nel ventunesimo secolo si moltiplicano le testimonianze e le contraddizioni.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi colloca l&#8217;episodio nel 1949, chi addirittura nel 1956. Qualcuno lo colloca a Verona, e qualcuno lo colloca a Bologna, ma durante un viaggio da Udine ad Altamura. Qualcuno si spinge a dire che tutti i treni di profughi transitati per Bologna furono presi a sassate. <a href=\"http:\/\/intranet.istoreto.it\/esodo\/parola.asp?id_parola=17\">Sul sito dell&#8217;Istituto Storico della Resistenza di Torino<\/a> si pu\u00f2 consultare una raccolta di testimonianze orali, tutte rilasciate dopo il duemila.<\/p>\n<p>Di fronte a questo proliferare di apocrifi, nel 2009 Vivoda si sente in dovere di ribadire la sua versione. Lo fa in un volumetto dal titolo <em>Quel lungo viaggio verso l&#8217;esilio.<\/em> Pola-Ancona-Bologna-La Spezia. Nell&#8217;introduzione scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPurtroppo nel citare l&#8217;episodio molti lo arricchiscono di <strong>particolari non corrispondenti alla realt\u00e0, come ad esempio il lancio dei sassi contro i finestrini del treno, cosa impossibile dato che si viaggiava su vagoni bestiame privi di finestre.<\/strong> <strong>Inoltre che a Bologna furono versati i bidoni del latte. Altra inesattezza: non si fecero vedere ferrovieri o civili comunisti intorno al treno fermo.<\/strong> La carognata la commisero i capi comunisti che ordinarono l&#8217;annuncio con l&#8217;altoparlante, atto squalificante che dimostra di che consistenza intellettiva, accecati dalla faziosit\u00e0 politica, fossero forniti.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_59028\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59028\" class=\"wp-image-59028\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/spazzali.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/spazzali.jpeg 440w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/spazzali-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/spazzali-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-59028\" class=\"wp-caption-text\">Roberto Spazzali. In un suo libro, senza produrre alcuna fonte, aggiunge una sottotrama monfalconese alla storia del \u00abTreno della vergogna\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>Lo storico triestino <strong>Roberto Spazzali<\/strong> evidentemente non aveva letto le precisazioni di Vivoda quando ha scritto il libro <em>Pola. Citt\u00e0 perduta: L&#8217;agonia, l&#8217;esodo (1945-47)<\/em>, uscito nel 2022. Nel libro riporta l&#8217;episodio di Bologna raccontando ancora di bidoni del latte versati sui binari.<\/p>\n<p>Spazzali aggiunge anche un nuovo dettaglio: nel suo racconto l&#8217;azione contro il treno dei profughi avviene su istigazione dei comunisti di Monfalcone, che sarebbero andati appositamente a Bologna prima dell&#8217;arrivo del treno per distribuire volantini in cui i profughi erano etichettati come fascisti.<\/p>\n<p>Spazzali non cita nemmeno una fonte a sostegno di questa sottotrama.<\/p>\n<p>Tale pressapochismo &#8220;orientato&#8221; non ci stupisce: <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/02\/se-questo-e-un-direttore-di-istituto-storico-della-resistenza-roberto-spazzali-e-i-guasti-dellideologia-da-giornodelricordo\/\">di Spazzali avevamo gi\u00e0 scritto nel 2016<\/a> e consigliamo di rileggere quel post, perch\u00e9 affronta molte questioni strettamente collegate alla vicenda che stiamo trattando.<\/p>\n<h4><strong>8. Wikipedia: Different Trains<\/strong><\/h4>\n<p>Nella nostra disamina non possiamo tralasciare <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20251001192334\/https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Treno_della_vergogna\">la pagina dedicata al \u00abtreno della vergogna\u00bb su Wikipedia<\/a>.<\/p>\n<p>Si tratta di una pagina parecchio dozzinale, corredata da foto casuali di treni e di binari pieni di persone \u2013 in un caso incongruamente sorridenti \u2013 e didascalie che dicono platealmente il falso. In una delle foto si intravvede dietro il treno il cofano di una moderna monovolume.<\/p>\n<div id=\"attachment_59029\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20251001192334\/https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Treno_della_vergogna\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59029\" class=\"wp-image-59029\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/wikipedia_treno_vergogna.png\" alt=\"La voce Treno della vergogna su Wikipedia nello stato in cui versava l'1 ottobre 2025.\" width=\"700\" height=\"618\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/wikipedia_treno_vergogna.png 749w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/wikipedia_treno_vergogna-300x265.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-59029\" class=\"wp-caption-text\">La voce \u00abTreno della vergogna\u00bb su Wikipedia, immagine scattata l&#8217;1 ottobre 2025.<\/p><\/div>\n<p>Per quanto riguarda il testo, la pagina \u00e8 costruita mettendo insieme tutti i clich\u00e9s che abbiamo descritto finora. Inoltre stabilisce un nesso tra l&#8217;episodio del treno e un altro classico delle <i>echo chambers<\/i> dell&#8217;associazionismo esule, l&#8217;articolo di <strong>Piero Montagnani<\/strong> pubblicato sull&#8217;Unit\u00e0 di Milano il 30 novembre 1946.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/archive.is\/992FV\">Ne avevamo parlato nel 2019<\/a>. Si tratta di un falso, prodotto cucendo insieme pezzi di frasi estrapolate dall&#8217;articolo, in modo da ottenere un&#8217;invettiva contro gli esuli che \u00absono fascisti e non meritano la nostra solidariet\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Come abbiamo dimostrato <i>per tabulas<\/i>, Montagnani non diceva affatto che gli esuli fossero dei \u00abfascisti che non meritano la nostra solidariet\u00e0\u00bb. Diceva invece che <em>a differenza<\/em> dei fascisti e dei criminali di guerra in fuga, che \u00abnon meritano la nostra solidariet\u00e0\u00bb, i profughi provenienti dall&#8217;Istria \u00absono dei veri fratelli nostri\u00bb e che \u00abla loro tragedia ci commuove e ci fa riflettere\u00bb.<\/p>\n<p>Montagnani sosteneva inoltre che l&#8217;esodo si sarebbe potuto evitare se il governo italiano invece di assecondare le fantasie revansciste del CLN di Pola avesse intavolato trattative col governo jugoslavo, allo scopo di ottenere garanzie e tutele per le comunit\u00e0 italiane dell&#8217;Istria.<\/p>\n<h4><strong>9. Discorsi istituzionali e para-istituzionali: Meloni, Cristicchi &amp; Co.<\/strong><\/h4>\n<p>Rileviamo infine che negli ultimi anni la storia del \u00abtreno della vergogna\u00bb, nella sua versione pi\u00f9 hardcore, ha trovato ampio spazio in diversi discorsi istituzionali. La ministra Calderone ad esempio ha sostanzialmente <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20250908172310\/https:\/\/www.reggioreport.it\/2024\/02\/il-treno-del-ricordo-in-stazione-a-bologna-con-la-ministra-calderone-18-febbraio-1947-linfamia-delle-sassate-ai-profughi-istriani-il-latte-per-i-bambini-fu-rovesciato-nei-binari\/\">accusato il PCI e la CGIL di aver organizzato un pogrom contro il treno degli esuli<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20240211050458\/https:\/\/www.governo.it\/it\/articolo\/giorno-del-ricordo-lintervento-del-presidente-meloni-alla-cerimonia-presso-la-foiba-di\">L&#8217;intervento della presidente del consiglio Meloni<\/a> in occasione del giorno del ricordo del 2024 \u00e8 stato solo un pochino pi\u00f9 paludato:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abQuando quel treno si ferm\u00f2 nella stazione di Bologna, venne preso a sassate. Il latte che era destinato ai bambini, che erano gi\u00e0 in stato di disidratazione, venne buttato sulle rotaie. Gli esuli vennero insultati, fu impedito loro di scendere da chi aveva come patria un&#8217;ideologia e considerava un tradimento preferire la propria appartenenza nazionale a quella ideologia.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Partita nel 1957 da una sgangherata filippica di Lino Vivoda, sdoganata nel 1991 da un articolo di Magris, questa storia fumosa e priva di riscontri \u00e8 oggi parte integrante della liturgia civile repubblicana del XXI secolo.<\/p>\n<p>Come abbiamo detto altre volte in casi simili \u2013 valga per tutti <a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?client=safari&amp;rls=en&amp;q=La+morte%2C+la+fanciulla+e+l%27orco+rosso&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8\">il nostro libro sul caso <strong>Giuseppina Ghersi<\/strong><\/a> \u2013 \u00a0si spacciano per resoconti storici racconti e dicerie, che passando di bocca in bocca si arricchiscono di particolari a seconda delle epoche, delle circostanze, del contesto sociale e politico. Un fenomeno reso possibile anche dalla pigrizia e dal conformismo della classe intellettuale di questo paese.<\/p>\n<p>Una storia come questa \u00e8 molto comoda nel nostro cupo presente. Permette ad esempio al gi\u00e0 citato Cristicchi, cantore dei peggiori stereotipi sull&#8217;esodo istriano-dalmata, di darsi un tono impegnato dicendo cose come:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIn fondo fra quanti rovesciarono a Bologna il latte destinato ai bambini del &#8220;treno della vergogna&#8221;, quello che trasportava i profughi istriani in fuga, e quanti avrebbero sparato sui barconi in arrivo a Lampedusa non c&#8217;\u00e8 differenza\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questa dichiarazione risale all&#8217;ottobre del 2013, ai giorni del naufragio di Lampedusa, in cui morirono 368 profughi in fuga dall&#8217;Eritrea, vittime della politica di difesa della fortezza Europa dalla presunta \u00abinvasione dei migranti\u00bb.<\/p>\n<p>Invasione, peraltro, ossessivamente denunciata dalla stessa parte politica che applaude e osanna Cristicchi e diffonde a tutto spiano narrazioni tossiche. Come, ad esempio, quella del \u00abtreno della vergogna\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_59030\" style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59030\" class=\"wp-image-59030 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cristicchi.png\" alt=\"Simone Cristicchi, fra i principali propagatori della storia del Treno della vergogna\" width=\"1200\" height=\"672\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cristicchi.png 1200w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cristicchi-300x168.png 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cristicchi-1024x573.png 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cristicchi-768x430.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><p id=\"caption-attachment-59030\" class=\"wp-caption-text\">Simone Cristicchi, fra i principali propagatori della storia del \u00abtreno della vergogna\u00bb.<\/p><\/div>\n<h4><strong>10. Un articolo mai esistito e la reale posizione del PCI<\/strong><\/h4>\n<p>Una volta appurata l&#8217;inconsistenza di questa storia \u00e8 doveroso verificare quanto di vero ci sia nelle ripetute accuse rivolte al PCI di aver aizzato le folle contro gli esuli dalle colonne dell\u2019Unit\u00e0, in particolare ad opera di <strong>Tommaso Giglio<\/strong>.<\/p>\n<p>Abbiamo consultato l&#8217;Unit\u00e0, sia l&#8217;edizione nazionale che quella dell&#8217;Italia settentrionale, stampata a Milano, e abbiamo verificato che anche tali accuse sono del tutto prive di riscontro.<\/p>\n<p>Nel febbraio del 1947 Tommaso Giglio scrive tre articoli sull&#8217;esodo da Pola, e nessuno di questi \u00e8 intitolato \u00abChiss\u00e0 dove finir\u00e0 il treno dei fascisti?\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_59031\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/giglio_4feb47_nord_a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59031\" class=\"wp-image-59031\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/giglio_4feb47_nord_a.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/giglio_4feb47_nord_a.jpg 901w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/giglio_4feb47_nord_a-243x300.jpg 243w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/giglio_4feb47_nord_a-829x1024.jpg 829w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/giglio_4feb47_nord_a-768x949.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-59031\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Unit\u00e0, edizione Nord Italia, 5 febbraio 1947.<\/p><\/div>\n<p>Il primo articolo esce il 5 febbraio nell&#8217;edizione di Milano col titolo \u00abL&#8217;incubo della foiba per fare di Pola una terra bruciata\u00bb e nell&#8217;edizione nazionale col titolo <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/Giglio5feb.pdf\">\u00abTerra bruciata a Pola per volont\u00e0 degli alleati\u00bb<\/a>.<i> <\/i>Nell&#8217;edizione nazionale c&#8217;\u00e8 un occhiello che si chiede: \u00abPerch\u00e9 c&#8217;\u00e8 l&#8217;esodo\u00bb, e un sommario che spiega: \u00abAsportazione di macchinari per seminare il panico &#8211; Una battaglia e un funerale a via Dignano &#8211; Lavoratori sotto processo\u00bb. Il riferimento alle foibe nel titolo dell&#8217;edizione nord \u00e8 fuorviante. L&#8217;articolo accenna di sfuggita alle foibe solo in un brevissimo passaggio:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[\u2026] la stampa di destra scorge agenti dell&#8217;OZNA in ogni angolo della citt\u00e0 e li indica come elementi incaricati direttamente da Tito di &#8220;infoibare&#8221; tutti gli italiani nel momento stesso in cui avverr\u00e0 il passaggio di Pola alla Jugoslavia.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il contenuto dell\u2019articolo \u00e8 lo stesso in entrambe le edizioni. La tesi sostenuta da Giglio \u00e8 che gli alleati, che amministrano la citt\u00e0, stiano smantellando il sistema produttivo di Pola per spingere i cittadini a partire verso l\u2019Italia e per creare tensione tra italiani e jugoslavi, secondo la tipica logica coloniale del divide et impera.<\/p>\n<p>Giglio riferisce di uno sciopero contro lo smantellamento di un mulino industriale, e degli spari della polizia alleata contro la folla, che lasciano a terra due morti e numerosi feriti. Giglio ritiene che i partiti politici riuniti nel CLN di Pola stiano assecondando la politica degli angloamericani<\/p>\n<blockquote><p>\u00abperch\u00e9 sperano di poter speculare sulla miseria e sulle sventure di coloro che essi stessi costringono ad abbandonare la propria citt\u00e0.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il secondo articolo esce il 7 febbraio sia nell&#8217;edizione nazionale, col titolo <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/Giglio7feb.pdf\">\u00abLa fabbrica dell&#8217;esodo\u00bb<\/a>, sia in quella milanese, col titolo \u00abQuanti saranno i profughi da Pola?\u00bb. Giglio vi sostiene che, nonostante le pressioni esercitate dal CLN, i cittadini di Pola non stanno (ancora) abbandonando in massa la citt\u00e0. Per la precisione, Giglio si riferisce al fatto che nel primo viaggio del Toscana si sarebbero effettivamente imbarcati solo 750 polesani dei 3000 che si erano prenotati. Il tono dell&#8217;articolo \u00e8 vagamente sarcastico, ma il sarcasmo \u00e8 ancora una volta rivolto ai politici del CLN di Pola, definiti \u00abimprovvisati ragionieri delle disgrazie altrui\u00bb.<\/p>\n<p>Giglio riprende poi la tesi del suo articolo precedente: lo smantellamento del sistema industriale della citt\u00e0 \u00e8 perseguito in modo sistematico dagli alleati, allo scopo di lasciare agli jugoslavi una citt\u00e0 ridotta a guscio vuoto.<\/p>\n<p>Ovviamente Giglio aveva preso una cantonata riguardo alla consistenza dell&#8217;esodo, visto che di l\u00ec a poco la citt\u00e0 sarebbe stata abbandonata dalla quasi totalit\u00e0 dei suoi abitanti italiani. L&#8217;Arena di Pola non aveva perso l&#8217;occasione per rinfacciarglielo in <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/arena18feb47.jpg\">un corsivo uscito il 18 febbraio<\/a>, che si concludeva cos\u00ec: \u00abAl compagno Giglio due sole parole schiette all\u2019istriana vogliamo dire: fai schifo!\u00bb<\/p>\n<p>Questi erano i toni della quotidiana polemica che si svolgeva a Pola sulle pagine dei giornali di opposto orientamento, cio\u00e8 tra quelli vicini al CLN e quelli vicini all&#8217;UAIS. Nelle strade le cose non andavano meglio, tra risse, spari e attentati. Il giorno dell&#8217;omicidio del generale de Winton, ad esempio, due bombe colpirono la sede dell&#8217;UAIS e quella del suo quotidiano di riferimento, <em>Il nostro giornale<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20250916140243\/https:\/\/leganazionale.it\/lunita-1947-bruceremo-pola\/\">Il terzo articolo di Giglio<\/a> esce il 12 febbraio solo nell&#8217;edizione milanese dell&#8217;Unit\u00e0, ed \u00e8 intitolato \u00abBruceremo Pola\u00bb. Si tratta di un attacco frontale alla retorica del CLN, che in quei giorni proclama iperbolicamente che Pola una volta abbandonata dovr\u00e0 bruciare, affinch\u00e9 agli jugoslavi non resti in mano niente. L&#8217;articolo si conclude cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u00abMessi di fronte a una simile tragedia i polesi pensano con angoscia che coloro i quali hanno saputo arrivare fino a questo punto potrebbero non fermarsi pi\u00f9 e allora il grido di \u201cbruceremo Pola\u201d arriva fino al loro sangue e li sconvolge. Che cosa \u00e8 vero, che cosa \u00e8 falso, di tutto quello che dicono? \u00c8 possibile, in un simile clima di panico, distinguere tra la certezza e l&#8217;incertezza? \u00c8 difficile, molto difficile. E allora uno, a un certo momento, pensa che \u00e8 meglio levarsi di mezzo, \u00e8 meglio sfuggire in qualsiasi modo questo disastro, e sale sulla nave mentre ancora si sente promettere che costruiranno una citt\u00e0 tutta per lui e lo alloggeranno negli alberghi di lusso.\u00bb<\/p>\n<p>Attribuire l&#8217;esodo da Pola esclusivamente alla pressione psicologica esercitata dal CLN \u00e8 riduttivo. Si tratta di una forzatura dettata dalla difficile posizione del PCI, intrappolato tra la lealt\u00e0 dovuta ai compagni jugoslavi e l&#8217;esigenza di accreditarsi in Italia come forza politica nazionale.<\/p>\n<p>\u00c8 una contraddizione che ha accompagnato il PCI fin dai tempi della lotta al nazifascismo nelle <em>borderlands<\/em> della marca giuliana. E per\u00f2 ancora una volta la polemica di Giglio \u00e8 rivolta al CLN, cio\u00e8 a un preciso soggetto politico che persegue una precisa agenda revanscista, non ai profughi che lasciano la citt\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_59032\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-13.53.25-e1760097297129.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-59032\" class=\"wp-image-59032\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-13.53.25-e1760097297129.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-13.53.25-e1760097297129.png 297w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-13.53.25-e1760097297129-184x300.png 184w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-13.53.25-e1760097297129-200x325.png 200w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-13.53.25-e1760097297129-295x479.png 295w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-13.53.25-e1760097297129-246x400.png 246w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-13.53.25-e1760097297129-172x280.png 172w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Schermata-2025-10-10-alle-13.53.25-e1760097297129-218x354.png 218w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-59032\" class=\"wp-caption-text\">Luigi Longo sull&#8217;Unit\u00e0, 14 febbraio 1947.<\/p><\/div>\n<p>La leggenda del PCI che aizza le masse contro i profughi \u00e8 appunto una leggenda. La cosa risulta ancora pi\u00f9 chiara dall&#8217;articolo di <strong>Luigi Longo<\/strong> che <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/Longo.pdf\">compare il 14 febbraio<\/a> sia sull&#8217;Unit\u00e0 nazionale che su quella milanese.<\/p>\n<p>Longo \u00e8 il vicesegretario del partito e gode di una popolarit\u00e0 e di una credibilit\u00e0 immense presso la base comunista, conquistate sul campo durante la guerra in Spagna e la lotta di liberazione in Italia. L&#8217;articolo si intitola \u00abChi ha ingannato i nostri fratelli di Pola?\u00bb e comincia con un attacco al CLN di Pola, al governo italiano, al Vaticano e agli alleati.<\/p>\n<p>Secondo Longo questi soggetti hanno spinto i polesani ad abbandonare la citt\u00e0 in massa, da un lato paventando un futuro nero per chi fosse rimasto, dall&#8217;altro promettendo casa e lavoro a chi fosse partito. Dopo questa premessa, Longo precisa che non ha senso recriminare, e che ora bisogna pensare ad aiutare i profughi, a trovar loro una sistemazione.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abEssi sono fratelli nostri doppiamente sventurati perch\u00e9 hanno abbandonato tutto quanto avevano di pi\u00f9 caro e perch\u00e9 ora abbisognano di tutto. Essi devono incontrare la nostra affettuosa e fraterna solidariet\u00e0.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La proposta di Longo per dare concretezza alla solidariet\u00e0 \u00e8 quella di destinare ai profughi di Pola gli alloggi precedentemente concessi ad altri &#8220;profughi&#8221;, quelli s\u00ec indesiderabili: i criminali di guerra fascisti, cetnici e ustascia fuggiti dalla Jugoslavia nel 1945.<\/p>\n<p>Si tratta di 40mila individui, e a ricordarcelo \u00e8 curiosamente proprio l&#8217;Arena di Pola il 3 aprile del 1947, in <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/arena3apr47.jpg\">un trafiletto in prima pagina<\/a> intitolato \u00abA 40 mila ammontano i rifugiati jugoslavi in Italia\u00bb. Il trafiletto affianca l&#8217;articolo di apertura del giornale, intitolato \u00abSi inizia in Jugoslavia la lotta per la liberazione nazionale\u00bb, con un occhiello che recita: \u00abQui radio Ravna Gora. Vi parliamo dalle montagne della libera Jugoslavia\u00bb.<\/p>\n<p>Quelli che l&#8217;Arena di Pola saluta come i futuri liberatori della Jugoslavia sono proprio i cetnici, i collaborazionisti serbi dei nazifascisti, che dopo la cattura e la fucilazione del loro leader <strong>Dra\u017ea Mihajlovi\u0107<\/strong> stanno cercando di riorganizzarsi nella diaspora e sulle montagne della Serbia centrale, nella zona di Ravna Gora.<\/p>\n<div id=\"attachment_36742\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Menia.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36742\" class=\"wp-image-36742\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Menia.png\" alt=\"Gianfranco Fini e, alle sue spalle, Roberto Menia, all'epoca il suo braccio destro.\" width=\"200\" height=\"217\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36742\" class=\"wp-caption-text\">Trieste, 1988. Gianfranco Fini e Roberto Menia.<\/p><\/div>\n<h4><strong><em>Flash forward<\/em>, 2 agosto 1991<\/strong><\/h4>\n<p>Con la benedizione del Presidente della Repubblica <strong>Francesco Cossiga<\/strong> alcuni esponenti della destra italiana, tra cui <strong>Gianfranco Fini<\/strong> e <strong>Roberto Menia<\/strong>, volano a Belgrado per prendere contatti con gli eredi dei cetnici di Ravna Gora, in vista di un possibile intervento militare italiano a sostegno della Serbia contro la Croazia. In cambio chiedono la restituzione dell&#8217;Istria all&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Di l\u00ec a poco il Vaticano e la Germania imporranno la linea opposta, dalla parte della Croazia, e non se ne far\u00e0 nulla. Il ritorno di fiamma del revanscismo invece inquiner\u00e0 il discorso pubblico nei decenni successivi, fino a deformare la natura stessa della Repubblica nata dalla Resistenza.<\/p>\n<p>Alla fine di quello stesso agosto Claudio Magris, senza la minima verifica, porta la storia del \u00abtreno della vergogna\u00bb sui grandi mezzi di informazione nazionali.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/Il_treno_della_vergogna_a_Bologna_nessuna_fonte.pdf\">Scarica quest&#8217;articolo in formato pdf<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong>N.B.<\/strong> L&#8217;inchiesta prosegue nei commenti <strong>\u2193<\/strong>, sempre pi\u00f9 collettiva.<\/span><\/p>\n<p>\u2013<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">* <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> \u00e8 un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete, sulle false notizie a tema storico e sulla riabilitazione dei fascismi in tutte le sue varianti e manifestazioni. Il gruppo si \u00e8 formato nel 2012 in seguito a <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/09\/laguzzino-jettatore-e-il-mausoleo-delle-sfighe\/\">una discussione su questo stesso blog<\/a> e ha al suo attivo molte inchieste e diverse pubblicazioni.<br \/>\nNel 2017 ha ideato e curato lo speciale <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/nicoletta-bourbaki\/2017\/02\/10\/foibe\">\u00abLa storia intorno alle foibe\u00bb<\/a> per la rivista <em>Internazionale<\/em>.<br \/>\nNel 2018 ha pubblicato on line la guida didattica <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/questo-chi-lo-dice\/\"><em>Questo chi lo dice? E perch\u00e9?<\/em><\/a><br \/>\nNel 2019 un suo intervento intitolato <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/39545215\/La_narrazione_della_storia_in_Wikipedia_pratiche_ideologie_conflitti_per_la_memoria_nellEnciclopedia_Libera_Versione_pre_print_\">\u00abLa narrazione della storia in Wikipedia: pratiche, ideologie, conflitti per la memoria nell\u2019Enciclopedia libera<\/a>\u00bb \u00e8 stato incluso nel volume <em>Textual Philology Facing Liquid Modernity<\/em>: <em>Identifying Objects<\/em>, <em>Evaluating Methods<\/em>, <em>Exploiting Media <\/em>(numero monografico, fascicolo 5, della rivista <em>Storie e linguaggi<\/em>, fondata dagli storici Franco Cardini e Paolo Trovato).<br \/>\nNel 2022 ha pubblicato per le edizioni Alegre il saggio d\u2019inchiesta storiografica\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2022\/10\/la-morte-la-fanciulla-e-lorco-rosso\/\"><em>La morte, la fanciulla e l\u2019orco rosso. Il caso Ghersi: come si inventa una leggenda antipartigiana<\/em><\/a>.<br \/>\nNel 2024 ha portato a termine <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/norma-cossetto-inchiesta\/\">la pi\u00f9 completa ricerca mai realizzata sulla figura di <strong>Norma Cossetto<\/strong><\/a>, le circostanze della sua morte, le false notizie di stampo neofascista che la avviluppano.<br \/>\nLo pseudonimo \u00abNicoletta Bourbaki\u00bb \u00e8 un <em>d\u00e9tournement<\/em> di \u00abNicolas Bourbaki\u00bb, maschilissimo gruppo di matematici francesi attivo dagli anni Trenta agli anni Ottanta del XX secolo.<br \/>\nNicoletta Bourbaki \u00e8 <a href=\"https:\/\/nicolettabourbaki.medium.com\/\">su Medium<\/a> e <a href=\"https:\/\/t.me\/NicolettaBourbaki\">su Telegram<\/a>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un convoglio di esuli istriani dileggiato dai ferrovieri \u00abrossi\u00bb. 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