{"id":58223,"date":"2025-07-17T00:27:27","date_gmt":"2025-07-16T22:27:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=58223"},"modified":"2025-07-17T11:50:55","modified_gmt":"2025-07-17T09:50:55","slug":"restare-umani-in-tempo-di-guerra-tolkien-e-il-dilemma-etico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2025\/07\/restare-umani-in-tempo-di-guerra-tolkien-e-il-dilemma-etico\/","title":{"rendered":"Restare umani in tempo di guerra: Tolkien e il dilemma etico"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-58311\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Alfred_Leete_-_The_1914_British_wartime_recruitment_poster_depicting_Lord_Kitchener_with_the_wo_-_MeisterDrucke-1061885.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"886\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Alfred_Leete_-_The_1914_British_wartime_recruitment_poster_depicting_Lord_Kitchener_with_the_wo_-_MeisterDrucke-1061885.jpg 995w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Alfred_Leete_-_The_1914_British_wartime_recruitment_poster_depicting_Lord_Kitchener_with_the_wo_-_MeisterDrucke-1061885-237x300.jpg 237w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Alfred_Leete_-_The_1914_British_wartime_recruitment_poster_depicting_Lord_Kitchener_with_the_wo_-_MeisterDrucke-1061885-809x1024.jpg 809w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Alfred_Leete_-_The_1914_British_wartime_recruitment_poster_depicting_Lord_Kitchener_with_the_wo_-_MeisterDrucke-1061885-768x973.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[Riportiamo il testo della conferenza che <strong>Wu Ming 4<\/strong> ha tenuto presso l&#8217;<em>Hiroshima Mon Amour<\/em> di Torino e in apertura del <em>Festival Attraverso<\/em>, a Gavi (AL), il 10 e 11 luglio scorsi, nel quale riassume e amplia le riflessioni su Tolkien e la guerra che nel corso degli anni ha sparso in varie sue pubblicazioni. La conferenza \u00e8 durata un&#8217;ora, quindi c&#8217;\u00e8 da mettersi comodi.]<\/span><\/p>\n<h4><strong>1. Dalla Terra di Nessuno alla Terra di Mezzo<\/strong><\/h4>\n<p>\u00c8 la notte del 14 luglio 1916, vicino ai villaggi di La Boiselle e Ovilliers, a una quindicina di chilometri a nord del fiume Somme, nell&#8217;Alta Francia, sul fronte occidentale della Prima guerra mondiale. In quel tratto del fronte, La Boiselle funge da retrovia e Ovilliers da prima linea. Siamo in pieno secondo anniversario dello scoppio della Grande Guerra. E sono trascorse due settimane dall&#8217;inizio della Grande Offensiva anglo-francese contro i tedeschi, che passer\u00e0 alla storia come <strong>Battaglia della Somme<\/strong>. Gli inglesi l&#8217;hanno chiamata \u00abThe Big Push\u00bb, un attacco che \u00e8 stato pianificato a lungo dallo Stato Maggiore, e preparato da settimane di cannoneggiamenti ininterrotti delle linee nemiche. L&#8217;idea era che bersagliando le trincee tedesche senza sosta, queste si sarebbero svuotate, consentendo quindi alla fanteria di avanzare senza incontrare troppa resistenza e di spostare avanti il fronte di decine di chilometri, magari anche di sfondarlo in pi\u00f9 punti.<!--more--><\/p>\n<p>Ma la stato maggiore alleato ha fatto i conti senza l&#8217;oste. Infatti i tedeschi si sono rintanati sottoterra, scavando gallerie e rifugi dove resistere ai bombardamenti, vivendo per settimane come talpe o goblin. Non appena le artiglierie hanno smesso di tuonare, sono tornati in fretta nelle trincee pronti ad accogliere l&#8217;avanza alleata.<\/p>\n<p>Soltanto il primo giorno dell&#8217;offensiva, il 1 luglio 1916, dei centomila soldati britannici lanciati attraverso la Terra di Nessuno, ventimila sono morti, trentacinquemila sono rimasti feriti, svariate migliaia sono andati dispersi.<\/p>\n<p>Alla fine della campagna, del Big Push, a novembre, le perdite tra gli Alleati britannici e francesi saranno seicentoventimila e quattrocentotrentamila tra i tedeschi, trasformando quella della Somme in una delle battaglie pi\u00f9 sanguinose della storia. E delle pi\u00f9 inutili, perch\u00e9 il fronte non venne sfondato, e l&#8217;avanzata fu ridicola rispetto allo sforzo sostenuto. Il punto massimo di avanzamento fu di dieci chilometri. Per certi versi \u00e8 l&#8217;episodio che racchiude tutto il tragico <em>nonsense<\/em> di quella guerra e di quel modo di condurla.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Somme.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-58227\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Somme-300x208.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"138\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Somme-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Somme-1024x708.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Somme-768x531.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Somme.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Ma torniamo a quel 14 luglio, alla fine della seconda settimana di offensiva, nelle trincee britanniche di fronte alla collina di Ovilliers, dov&#8217;\u00e8 ammassato l&#8217;11\u00b0 Fucilieri del Lancashire, parte della Settima Brigata di fanteria. Per arrivare in prima linea, i soldati hanno attraversato un paesaggio devastato dai bombardamenti e dai combattimenti che ci sono gi\u00e0 stati. Una terra desolata costellata di crateri e di fango, da cui emergono rottami, cadaveri in putrefazione, fantasmi.<\/p>\n<p>Di fronte a loro c&#8217;\u00e8 la collina che dovrebbero espugnare, un pendio terrazzato, coperto di filo spinato, con una trincea alleata alla base, che \u00e8 la prima tappa da raggiungere, e una trincea tedesca in cima. Per molti sar\u00e0 il battesimo del fuoco.<\/p>\n<p>L&#8217;assalto viene lanciato a mezzanotte. La collina esplode di luci, spari, detonazioni e grida. L&#8217;attacco \u00e8 un disastro, anzi un massacro. I britannici di rincalzo non riescono nemmeno a guadagnare la loro trincea pi\u00f9 avanzata alla base della collina. Ma subito i superstiti della prima ondata vengono affiancati dal secondo gruppo. Di questo fa parte un giovane sottotenente, addetto alle comunicazioni. Comunicazioni che diventeranno presto un caos, nel tentativo di non essere intercettati dal nemico le si provano tutte: cavi del telefono srotolati in mezzo alla battaglia, piccioni viaggiatori trasportati dentro le gabbie, bandierine di segnalazione, razzi luminosi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Tolkien-cadets-KingEdwardsSchool-4April1907-2-300x226-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-58228\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Tolkien-cadets-KingEdwardsSchool-4April1907-2-300x226-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"151\" \/><\/a>Il sottotenente \u00e8 arrivato in Francia da poche settimane, non \u00e8 ancora mai stato in prima linea, e senza dubbio quella sera gli manca il conforto della messa, la messa cattolica, perch\u00e9 \u00e8 un fervente cattolico. \u00c8 probabile che si senta fuori luogo, lui che \u00e8 partito per la guerra fresco di laurea in lingua e letteratura inglese medievale all&#8217;universit\u00e0 di Oxford. Come tanti, si \u00e8 arruolato sotto il peso della pressione sociale, perch\u00e9 non arruolarsi all&#8217;epoca era impensabile, saresti stato tacciato di codardia, di antipatriottismo, sbeffeggiato per la strada o peggio, trattato alla stregua di un traditore. Nei college universitari venivano organizzate esercitazioni militari propedeutiche all&#8217;arruolamento e anche lui ha dovuto partecipare a quei training. Dunque ha rimandato fino almeno al conseguimento della laurea, poi \u00e8 partito, come tutti.<\/p>\n<p>E quindi eccolo in quella trincea, quando alle due di notte viene dato il segnale per il secondo assalto e i soldati si lanciano all&#8217;attacco. Per la seconda volta vengono respinti, e molti di loro non tornano dalla Terra di Nessuno. Terra di Nessuno che la mattino del 15 luglio si presenta come una distesa di cadaveri assaliti da nugoli di mosche nel caldo estivo.<\/p>\n<p>Dopo un giorno di tregua, la notte successiva viene tentato un terzo attacco, che non ha esito migliore dei precedenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Five-Armies.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-58229\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Five-Armies-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Five-Armies-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Five-Armies.jpg 736w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Spostiamoci un attimo altrove. C&#8217;\u00e8 un&#8217;altro personaggio che si trova nel mezzo di una battaglia sanguinosissima. Non \u00e8 quella della Somme, ma la <strong>Battaglia dei Cinque Eserciti<\/strong>, che si svolge ai piedi della Montagna Solitaria, nella parte nord-orientale della Terra di Mezzo, il 23 novembre 2941 della Terza Era. Questo personaggio \u00e8 <strong>Bilbo Baggins<\/strong>, ed \u00e8 uno hobbit, senz&#8217;altro un soldato d&#8217;occasione, decisamente fuori posto in uno scontro armato di quella portata e soprattutto fuori taglia. Ma resistente. Infatti sopravviver\u00e0 (anche grazie a un anello dell&#8217;invisibilit\u00e0, com&#8217;\u00e8 noto). Ecco, quando le sorti dello scontro sembrano volgersi al peggio e i goblin e i lupi stanno per travolgere gli eserciti di Uomini, Nani ed Elfi (ecco perch\u00e9 i cinque eserciti), Bilbo pensa questo: \u00abHo ascoltato canzoni su molte battaglie, e ho sempre inteso che la sconfitta potesse essere gloriosa. Sembra molto spiacevole, invece, per non dire angosciosa. Quanto vorrei esserne fuori\u00bb (<em>LH<\/em>, cap. XVII).<\/p>\n<p>Le canzoni di guerra, la retorica bellicista, la propaganda, gli hanno sempre fatto credere che la sconfitta e la morte gloriosa in battaglia potessero essere una sorta di vittoria simbolica, un \u00abvincere morendo\u00bb, come in quel vecchio motto latino \u00abdulce et decorum est pro patria mori\u00bb, \u00ab\u00e8 dolce e onorevole morire per la patria\u00bb, che il poeta soldato <strong>Wilfred Owen<\/strong>, morto proprio sul finire della Prima guerra mondiale, definisce in una sua celebre poesia \u00ab<em>the old lie<\/em>\u00bb, la vecchia bugia. L&#8217;unico desiderio di Bilbo \u00e8 \u00abesserne fuori\u00bb.<\/p>\n<p>Torniamo a Ovilliers, in Francia. Il 16 luglio 1916, con un quarto assalto, finalmente i Fucilieri del Lancashire costringono i tedeschi ad alzare bandiera bianca. Il costo in vite umane di quella vittoria \u00e8 stato tragico. Il nostro sottotenente \u00e8 rimasto in battaglia per cinquanta ore consecutive e finalmente, illeso, se ne va a dormire come un sasso nelle retrovie.<\/p>\n<p>Anche la Battaglia dei Cinque Eserciti alla fine vede le sue sorti ribaltate. Con l&#8217;arrivo di rinforzi via terra e via aria, i Goblin vengono sconfitti, ma comunque a costo di una carneficina. Bilbo Baggins rinviene da un colpo che ha preso alla testa e osserva la piana costellata di cadaveri: \u00ab\u201cVittoria, dopotutto, immagino!\u201d disse, sentendo la testa fargli male. \u201cBe\u2019, sembra una faccenda molto triste\u201d\u00bb (<em>LH<\/em>, cap. XVIII).<\/p>\n<p>Dunque, in guerra la sconfitta \u00e8 angosciosa e la vittoria \u00e8 triste. Per quanto riguarda il sottotenente e il suo alter ego letterario quei due giorni hanno cambiato la loro vita per sempre e sicuramente li hanno messi al riparo da qualunque fascinazione per la guerra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/TCBS.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-58230\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/TCBS-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"112\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/TCBS-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/TCBS-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/TCBS-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/TCBS.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Il sottotenente rester\u00e0 al fronte ancora tre mesi, e ne vedr\u00e0 delle belle, anzi delle brutte e delle bruttissime. Nella Grande Offensiva cadono due dei suoi migliori amici, due compagni di universit\u00e0 con i quali aveva grandi progetti letterari: <strong>Robert Quilter Gilson<\/strong>, il primo giorno della Grande Offensiva, e il poeta <strong>Geoffrey Bache Smith<\/strong> poco dopo la fine della battaglia della Somme. Quest&#8217;ultimo, presentendo che non ne sarebbe uscito vivo, nella sua ultima lettera gli aveva scritto: \u00abPossa tu raccontare le cose che ho cercato di dire anche dopo che non sar\u00f2 pi\u00f9 qui per farlo\u00bb. Quasi un lascito testamentario.<\/p>\n<p>Il sottotenente invece ha fortuna. La giovane moglie \u2013 si sono sposati a marzo, poco prima che lui partisse per la guerra \u2013 non ha mai nutrito troppe speranze di rivederlo. Invece succede che a ottobre, il sottotenente si becca la febbre da trincea, trasmessa dai pidocchi, un&#8217;influenza estremamente debilitante, e viene rimandato prima nelle retrovie poi in Inghilterra, a guarire in un ospedale militare.<\/p>\n<p>E l\u00ec succede una cosa strana. Un fenomeno psicosomatico molto particolare: per tre volte il sottotenente guarisce e sarebbe pronto per essere rispedito al fronte, e poco prima di partire ha una ricaduta. \u00c8 come se il suo corpo mettesse in atto una strategia di sopravvivenza istintiva, di resistenza all&#8217;ordine di andare a morire.<\/p>\n<p>Questo gli lascia il tempo di fare due cose. Sopravvivere e scrivere. Ovvero di diventare lo scrittore fantasy pi\u00f9 importante della letteratura contemporanea, nonch\u00e9 un classico del Novecento, che risponde al nome di <strong>John Ronald Reuel Tolkien<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gondolin.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-58231\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gondolin-300x281.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gondolin-300x281.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gondolin-1024x958.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gondolin-768x718.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gondolin.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Ecco, in quei mesi di degenza ospedaliera e di convalescenza, il sottotenente Tolkien scrive il primo racconto ambientato nella Terra di Mezzo. \u00c8 la storia dell&#8217;assedio di una citt\u00e0 elfica, <strong>Gondolin<\/strong>, da parte di un esercito di orchi, draghi e balrog. Un assedio devastante, fatto di combattimenti all&#8217;arma bianca, s\u00ec, ma anche di getti incendiari, forza d&#8217;urto corazzata, di esplosioni, di fumi. Ancora una carneficina. I pochi superstiti riescono a fuggire da una via secondaria e raggiungere la salvezza alle foci del fiume Sirion.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;inizio della costruzione di un universo letterario: il pi\u00f9 complesso che sia mai stato realizzato da un singolo autore, al quale non baster\u00e0 una vita intera per ultimarne l&#8217;esplorazione. Perch\u00e9 ovviamente \u00e8 impossibile esplorare un intero mondo da soli. Un universo letterario composto di cosmogenesi, teologia, mitologia, legendarium, storia, etnologia, e perfino delle lingue che vi vengono parlate e di cui quello che si pu\u00f2 leggere sulla carta sarebbe una traduzione. Almeno questo \u00e8 il gioco letterario di Tolkien che le lingue le studiava, le insegnava e le inventava.<\/p>\n<p>A un certo punto, negli anni seguenti, Tolkien far\u00e0 confluire in quel mondo anche le storie della buonanotte che racconta ai suoi figli nati nel frattempo. Storie che hanno per protagonista un omuncolo che vive in una tana ipogea, anzi, \u00abin una buca nel terreno\u00bb. Questo piccolo uomo, cos\u00ec comune e borghese, diventer\u00e0 l&#8217;eroe della sua prima storia pubblicata, un romanzo di formazione tardiva, perch\u00e9 quando l&#8217;avventura comincia il protagonista, lo hobbit Bilbo Baggins, ha cinquant&#8217;anni ed \u00e8 un single solitario e nevrotico, chiuso nel suo mondo fatto di routine e consuetudini paesane, che si ritrova catapultato in un&#8217;avventura fantastica, in mezzo a nani, maghi, elfi, creature mostruose, che lo porter\u00e0 a tu per tu con un drago&#8230; e alla fine perfino in guerra, come si \u00e8 visto. Molti anni dopo, in una lettera destinata a diventare celebre (lettera n. 131, 1951), Tolkien scriver\u00e0 che con gli hobbit ha voluto esaltare l&#8217;importanza dei piccoli, delle persone comuni che \u2013 se messe alle strette \u2013 possono rivelare un coraggio e un eroismo inaspettati e fare la differenza. Questa innovazione, questo contrasto tra individuo comune moderno e scenario fantasy arcaico \u00e8 una delle chiavi del suo successo letterario.<\/p>\n<h4><strong>2. Uomini e orchi<\/strong><\/h4>\n<p>Negli anni Trenta, quando Tolkien scrive e pubblica <em>Lo Hobbit<\/em>, e poi inizia a scriverne il seguito, che lo impegner\u00e0 per oltre dieci anni, il mondo fa in tempo a precipitare di nuovo in una guerra mondiale, se possibile ancora pi\u00f9 distruttiva di quella precedente. Una guerra che mette davvero in bilico le sorti del mondo e che all&#8217;inizio sembra volgere al peggio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Orcs.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-58232\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Orcs-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Orcs-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Orcs.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Quando pubblicher\u00e0 <em>Il Signore degli Anelli,<\/em> negli anni Cinquanta, Tolkien rifiuter\u00e0 sempre la lettura del romanzo come allegoria della Seconda guerra mondiale o come allegoria di qualunque altro evento storico. E in effetti non lo \u00e8. Gli orchi di Sauron non possono essere i nazisti, perch\u00e9 i nazisti non sono orchi. Per la stessa ragione non possono essere i comunisti di Stalin, scrive Tolkien in una lettera di quegli anni (lettera n. 203, 17 novembre 1957). Gli orchi sono l&#8217;allegoria di qualcos&#8217;altro e nel mondo primario non stanno da una parte sola:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abS\u00ec, penso che gli Orchi siano reali quanto qualsiasi creazione di un romanzo \u201crealistico\u201d: [\u2026] nella vita reale si trovano in entrambe le fazioni, naturalmente. [&#8230;] Nella vita reale (esteriore) gli uomini sono da entrambe le parti: e questo significa una variegata alleanza di orchi, bestie, demoni, semplici uomini naturalmente onesti, e angeli\u00bb (lettera n. 71, 25 maggio 1944).<\/p><\/blockquote>\n<p>Perch\u00e9 sente di doverlo specificare? Perch\u00e9 sente di dover dire che nei conflitti uomini e orchi stanno da entrambe la parti? Essenzialmente per tre ragioni.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che intende togliere qualunque appiglio per una lettura razzista o sciovinista in cui appunto sugli Orchi della Terra di Mezzo venga ricalcata l&#8217;immagine del nemico di turno dell&#8217;Occidente atlantico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ritratto-di-agostino-sandro-botticelli-1480-chiesa-di-ognissanti-firenze_6874ac54_800x1090.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58233 alignleft\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ritratto-di-agostino-sandro-botticelli-1480-chiesa-di-ognissanti-firenze_6874ac54_800x1090-220x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ritratto-di-agostino-sandro-botticelli-1480-chiesa-di-ognissanti-firenze_6874ac54_800x1090-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ritratto-di-agostino-sandro-botticelli-1480-chiesa-di-ognissanti-firenze_6874ac54_800x1090-752x1024.jpg 752w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ritratto-di-agostino-sandro-botticelli-1480-chiesa-di-ognissanti-firenze_6874ac54_800x1090-768x1046.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ritratto-di-agostino-sandro-botticelli-1480-chiesa-di-ognissanti-firenze_6874ac54_800x1090.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>La seconda ragione \u00e8 che tanto pi\u00f9 vuole smontare la possibile lettura manichea della sua opera. Il bene e il male non sono principi assoluti, o per lo meno il male non lo \u00e8. Tolkien \u00e8 un figlio di <strong>Sant&#8217;Agostino<\/strong>: il male non ha essenza, il male \u00e8 assenza di bene, \u00e8 la Caduta dalla grazia di Dio. Quindi il mondo, la realt\u00e0, non \u00e8 ontologicamente bipolare. Il principio creatore \u00e8 sempre uno solo, ed \u00e8 positivo. Ci\u00f2 che gli si contrappone casomai \u00e8 la corruzione, il decadimento, la Caduta, appunto. Quindi nessuno nasce dannato e nessuno pu\u00f2 essere dichiarato irredimibile, per quanto possa arrivare a esserlo. \u00abAll\u2019inizio niente \u00e8 malvagio. Neppure Sauron lo era\u00bb, dir\u00e0 un personaggio del <em>Signore degli Anelli<\/em> che ritroveremo tra poco.<\/p>\n<p>La terza ragione \u00e8 che per due volte nell&#8217;arco della sua vita Tolkien ha assistito alla militarizzazione della societ\u00e0 e delle coscienze, alla propaganda bellica che diventa cultura ed etica guerriera, e sa cosa comporta tutto questo, sa che nel tentativo di dipingere i nemici come orchi \u00e8 ben facile diventare orchi a propria volta:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLo spreco assolutamente stupido della guerra, non solamente materiale ma morale e spirituale, \u00e8 realmente sconcertante per quelli che lo devono sopportare. E lo \u00e8 sempre stato (malgrado i poeti) e sempre lo sar\u00e0 (malgrado la propaganda); naturalmente, in un mondo malvagio, \u00e8 stato, \u00e8 e sar\u00e0 necessario confrontarcisi. Ma la memoria umana \u00e8 cos\u00ec corta e le sue generazioni sono cos\u00ec evanescenti che in solo circa trent&#8217;anni rimarranno in pochi, o nessuno, con l&#8217;esperienza diretta che sola va realmente al cuore. Una mano scottata d\u00e0 la migliore lezione possibile sul fuoco\u00bb (lettera n. 64, 30 aprile 1944).<\/p><\/blockquote>\n<p>Tolkien scrive queste righe al figlio che \u00e8 sotto le armi nell&#8217;aprile del 1944, mentre nella Terra di Mezzo un personaggio col quale l&#8217;autore stesso afferma di identificarsi (\u00abtranne per il coraggio\u00bb), ossia il Capitano <strong>Faramir<\/strong>, figlio cadetto di Denethor, Gastaldo di Gondor, nel pieno della guerra per difendere il proprio paese dalle orde di Sauron, sembra fargli eco:<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58262 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images-1.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"250\" \/><\/a>\u00abDev\u2019esserci guerra, per difendere la nostra vita da un distruttore che divorerebbe tutto; ma io non amo la spada lucente per il taglio, n\u00e9 la freccia per la rapidit\u00e0, n\u00e9 il guerriero per la gloria. Amo solo quel che difendono: la citt\u00e0 degli Uomini di N\u00famenor; e vorrei vederla amata per le vestigia, la vetust\u00e0, la bellezza e la saggezza attuale. Non temuta, se non come gli uomini possono temere la dignit\u00e0 di un uomo vecchio e saggio\u00bb (SdA, libro IV, cap. V).<\/p><\/blockquote>\n<p>La guerra difensiva pu\u00f2 essere necessaria. Lo \u00e8 quella contro Sauron nella Terra di Mezzo, tanto quanto lo \u00e8 stata nel mondo primario quella per fermare Hitler, contro il quale Tolkien afferm\u00f2 che sarebbe stato un soldato migliore a 49 anni di quanto non lo fosse stato contro il Kaiser a 22 (lettera n. 45, 9 giugno 1941). Proprio come l&#8217;ex-sottotenente Tolkien, Faramir non \u00e8 un fautore della non-violenza, ma sa che facilmente la guerra porta con s\u00e9 il fascino per le armi con cui la si combatte e soprattutto per la gloria marziale. Lui combatte invece per la cultura, per impedire che venga cancellata dalla storia, e sa bene che in guerra si corre un grosso rischio:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCome i Rohirrim, noi adesso amiamo la guerra e il coraggio in quanto cose buone in s\u00e9, vuoi come svago vuoi come fine; e pur se ancora convinti che un guerriero debba possedere, oltre al mestiere delle armi e dell\u2019uccidere, anche altre competenze e cognizioni, nondimeno reputiamo un guerriero superiore a uomini d\u2019altri mestieri. Questo i tempi richiedono. E cos\u00ec era mio fratello, Boromir: un prode e, pertanto, ritenuto l\u2019uomo migliore di Gondor. E invero assai valente egli era: da lunghi anni nessun erede di Minas Tirith s\u2019era mai mostrato cos\u00ec resistente alle fatiche, sempre primo in battaglia, n\u00e9 capace di suonare una nota pi\u00f9 potente con il Grande Corno.\u00bb (SdA, libro IV, cap. V).<\/p><\/blockquote>\n<p>Esaltando i valori guerrieri si finisce per considerare i professionisti della guerra superiori agli altri, e per collocarli al vertice della societ\u00e0, favorendo l&#8217;avvento di modelli etici e culturali che concepiscono la guerra come prova del proprio valore, appunto, quindi come un fine. E cos\u00ec si arriva a mettere in secondo piano proprio quella cultura, quel patrimonio di vetust\u00e0, di bellezza e di saggezza, che si vorrebbe difendere con le armi in pugno.<\/p>\n<p>Nondimeno Faramir ammette che \u00abquesto i tempi richiedono\u00bb: in certi frangenti bisogna ricorrere alla guerra per non soccombere. Questa necessit\u00e0 porta con s\u00e9 il dilemma di <em>come farlo<\/em>. Un dilemma che ancora una volta vede il mondo primario e quello secondario, la realt\u00e0 e la narrativa, rispecchiarsi.<\/p>\n<p>Il 25 ottobre dell&#8217;anno 3018 della Terza Era, nell&#8217;ultima casa accogliente degli Elfi a ovest dei Monti Brumosi, un luogo che in elfico si chiama Imladris e in inglese Rivendell (in italiano Forraspaccata, Gran Burrone, Valforra, a seconda di quale resa piaccia di pi\u00f9), si tiene il consiglio di Elrond. Consiglio al quale partecipano i rappresentanti dei popoli liberi minacciati dall&#8217;offensiva di Sauron: Elfi, Nani, Uomini e due Hobbit, cio\u00e8 Bilbo e Frodo Baggins. E ovviamente l&#8217;immancabile mago Gandalf.<\/p>\n<p>Cosa si deve decidere in questo consiglio? Niente meno che cosa farsene dell&#8217;arma pi\u00f9 potente che sia mai stata creata e che \u00e8 fortuitamente finita nelle mani di quei due hobbit e al momento di uno dei due in particolare, cio\u00e8 Frodo. Quest&#8217;arma \u00e8 ovviamente l&#8217;Anello del Potere, l&#8217;Unico Anello, coniato da Sauron in persona.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Boromir.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58235 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Boromir-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Boromir-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Boromir-731x1024.jpg 731w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Boromir-768x1075.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Boromir.jpg 1047w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Uno dei partecipanti al consiglio, <strong>Boromir<\/strong> \u2013 \u00abritenuto l&#8217;uomo migliore di Gondor\u00bb, dir\u00e0 il fratello Faramir \u2013 e che ragiona da guerriero, pensa che quest&#8217;arma potentissima rappresenti un&#8217;opportunit\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAvvalendosene, i Liberi Signori dei Liberi potrebbero senz&#8217;altro sconfiggere il Nemico. \u00c8 quello che pi\u00f9 teme, a mio avviso. [\u2026] Il valore ha bisogno innanzitutto di forza, quindi di un&#8217;arma. Che l&#8217;Anello sia la vostra arma, se ha tutto il potere che gli attribuite. Prendetelo e andate incontro alla vittoria!\u00bb (SdA, libro II, cap. II).<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma <strong>Elrond<\/strong> lo stronca senza appello:<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Elrond.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58261 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Elrond-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Elrond-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Elrond.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Elrond-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Elrond-768x768.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>\u00abNon possiamo usar l\u2019Anello Dominante. Lo sappiamo fin troppo bene ormai. Appartiene a Sauron, da lui solo forgiato, ed \u00e8 radicalmente malvagio. La sua forza, Boromir, \u00e8 troppo grande per usarne a piacimento; pu\u00f2 farlo solo chi possiede gi\u00e0 un grande potere personale. Ma per costoro racchiude un pericolo pi\u00f9 micidiale ancora. [&#8230;] Se uno dei Saggi dovesse grazie a questo Anello sconfiggere il Signore di Mordor, servendosi delle proprie arti, s\u2019insedierebbe lui sul trono di Sauron, e avremmo un altro Oscuro Signore. Ragione di pi\u00f9 per distruggere l\u2019Anello: finch\u00e9 resta nel mondo rappresenta un pericolo perfino per i Saggi. Perch\u00e9 all\u2019inizio niente \u00e8 malvagio. Neppure Sauron lo era. Io ho paura di prendere l\u2019Anello per nasconderlo. Non voglio prendere l\u2019Anello per poi farne uso\u00bb <em>(SdA, libro II, cap. II).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>\u00abNeanch\u2019io\u00bb, aggiunge subito <strong>Gandalf<\/strong>, che\u00a0per altro l&#8217;Anello lo ha gi\u00e0 rifiutato quando, prima ancora di partire, Frodo gliel&#8217;ha offerto. La sua risposta \u00e8 stata molto simile a quella di Elrond:<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gandalf.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-58237\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gandalf-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"165\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gandalf-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Gandalf.jpg 397w\" sizes=\"auto, (max-width: 165px) 100vw, 165px\" \/><\/a>\u00abCon quel potere il mio sarebbe troppo grande e terribile. E su di me l&#8217;Anello acquisterebbe un potere ancor pi\u00f9 grande e micidiale. [&#8230;]Non mi tentare! Non voglio diventare come l\u2019Oscuro Signore. L\u2019Anello tocca il mio cuore con la piet\u00e0, piet\u00e0 per la debolezza, e il desiderio di avere la forza per compiere il bene. Non mi tentare! Non oso prenderlo, neanche per custodirlo, inutilizzato. Troppo grande sarebbe la voglia di avvalermene per le mie forze. Ne avrei tanto bisogno. Grandi pericoli mi si prospettano\u00bb (SdA, cap. II, libro I).<\/p><\/blockquote>\n<p>Elrond e Gandalf, forse i due esseri pi\u00f9 saggi della Terra di Mezzo, sanno che nelle loro mani l&#8217;Anello rappresenterebbe una minaccia molto pi\u00f9 grande che nelle piccole mani di Frodo, e perfino che nelle mani di Sauron. \u00c8 Tolkien stesso a dirlo, in una lettera degli anni Sessanta:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abGandalf come Signore dell&#8217;Anello sarebbe stato molto peggiore di Sauron. Sarebbe rimasto &#8216;virtuoso&#8217;, ma di una virt\u00f9 ipocrita. Avrebbe continuato a governare e organizzare le cose per il &#8216;bene&#8217;, e a beneficio dei suoi sudditi secondo la propria saggezza (che era e sarebbe rimasta grande). [\u2026] Gandalf avrebbe reso il bene detestabile e l&#8217;avrebbe fatto assomigliare al male\u00bb (n. 246, settembre 1963).<\/p><\/blockquote>\n<p>In altre parole quella di Gandalf sarebbe stata una tirannia illuminata, ma pur sempre una tirannia e come tale percepita. Utilizzare i mezzi del nemico per sconfiggerlo, fosse anche per il fine migliore, porta a sovrapporsi al nemico stesso e trasforma quel miglior fine in qualcosa di molto simile al male. Sono i mezzi che giustificano il fine, non il contrario.<\/p>\n<h4><strong>3. La Macchina e il bombardiere<\/strong><\/h4>\n<p>Si \u00e8 detto che realt\u00e0 e narrativa si rispecchiano. Tolkien almeno la vede cos\u00ec durante la seconda guerra mondiale, mentre la Germania inizia a dare segni di cedimento, sotto i bombardamenti dell&#8217;aviazione alleata.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Destroyed-City-Center-of-Dresden-Bundesarchiv-Image-Retrieved-from-Wikimedia-Commons.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-58242\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Destroyed-City-Center-of-Dresden-Bundesarchiv-Image-Retrieved-from-Wikimedia-Commons-300x196.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"131\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Destroyed-City-Center-of-Dresden-Bundesarchiv-Image-Retrieved-from-Wikimedia-Commons-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Destroyed-City-Center-of-Dresden-Bundesarchiv-Image-Retrieved-from-Wikimedia-Commons-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Destroyed-City-Center-of-Dresden-Bundesarchiv-Image-Retrieved-from-Wikimedia-Commons.jpg 945w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Il governo del Regno Unito ufficialmente negava che i propri bombardieri provocassero intenzionalmente la morte in massa dei civili tedeschi: tutt&#8217;al pi\u00f9 si trattava di inevitabili effetti collaterali dei bombardamenti sui distretti industriali, che avevano lo scopo di azzerarne la produttivit\u00e0. In realt\u00e0, fin dalla cosiddetta <strong>Casablanca Directive<\/strong> del febbraio 1942, il Ministero dell&#8217;aria britannico aveva ordinato di concentrare gli attacchi sul morale della popolazione civile nemica, soprattutto dei lavoratori dell\u2019industria. Bombe sulla classe operaia. Questa strategia terroristica \u2013 il cui obiettivo era gettare nella disperazione la popolazione civile e piegarne la resistenza psicologica \u2013 era stata teorizzata nel primo dopoguerra dal fondatore della Royal Air Force, Sir Hugh Trenchard, che l&#8217;aveva sperimentata contro le rivolte anti-coloniali in Medio Oriente, e tocc\u00f2 l&#8217;apice con il bombardamento a tappeto della citt\u00e0 di Dresda, tra il 13 e il 15 febbraio 1945, che rase al suolo l&#8217;intero centro storico cittadino, non certo la zona dove si concentravano le industrie. Non \u00e8 chiara la stima dei morti civili di quei tre giorni di bombardamento, ma siamo nell&#8217;ordine delle decine di migliaia, forse oltre centomila. Comunque una caterva.<\/p>\n<p>Ma nel 1944 la maggior parte dei cittadini britannici era ancora convinta che si bombardassero soltanto obiettivi militari e infrastrutture viarie e le notizie contrastanti scatenarono un grosso dibattito sul fatto che fosse giusto o no praticare il \u00abTerror bombing\u00bb o \u00abStrategic bombing\u00bb sulla popolazione civile. La questione morale si fece talmente pressante che nel 1945 Churchill, con una faccia tosta da attore navigato, avrebbe chiesto al generale Eisenhower se non fosse giunto il momento di verificare se le citt\u00e0 tedesche venivano bombardate solo per aumentare il terrore, per quanto gli attacchi fossero motivati con altri pretesti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Bombers.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-58238\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Bombers-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Bombers-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Bombers-768x572.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Bombers.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Ma gi\u00e0 nell&#8217;aprile del &#8217;44, c&#8217;era stata la \u00abBig Week\u00bb, una settimana di bombardamenti a tappeto delle citt\u00e0 industriali tedesche. Tolkien aveva commentato: \u00abStiamo tentando di sconfiggere Sauron usando l&#8217;Anello. E (sembra) ci riusciremo. Ma il prezzo da pagare sar\u00e0, [&#8230;] la generazione di nuovi Sauron, e la lenta trasformazione di Uomini ed Elfi in Orchi\u00bb (lettera n. 66, 6 maggio 1944).<\/p>\n<p>E ancora, pochi mesi dopo: \u00abNon puoi combattere il Nemico con il suo stesso Anello senza trasformarti in un Nemico; ma sfortunatamente la saggezza di Gandalf sembra essere partita con lui nel Vero Occidente\u00bb (lettera n. 81, 23-25 settembre 1944).<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dell&#8217;applicabilit\u00e0 allegorica, Tolkien stesso spiega che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;Anello, concettualmente parlando. L&#8217;Anello \u00e8 la Macchina che offre la scorciatoia per la realizzazione immediata di scopi e desideri. \u00c8 un artefatto potenziante che aggiudica il dominio sugli esseri e sulle cose. O almeno ce ne d\u00e0 l&#8217;apparenza. Perch\u00e9 mentre lo fa rende anche dipendenti dal proprio potere: non si potr\u00e0 pi\u00f9 fare a meno dell&#8217;infinita possibilit\u00e0 che la Macchina sembra offrire. Cos\u00ec si diventa suoi schiavi. Schiavi dell&#8217;Anello.<\/p>\n<p>Sempre in quel 1944 Tolkien scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDiversamente dall&#8217;arte, che si contenta di creare un nuovo mondo secondario nella mente, la macchina tenta di realizzare un desiderio, e quindi di creare un potere in questo Mondo; e ci\u00f2 non \u00e8 possibile farlo in modo realmente soddisfacente. Le macchine per risparmiare fatica finiscono solo per creare fatiche perpetue e peggiori. E a questo difetto fondamentale di ogni creatura si aggiunge la Caduta, per cui i nostri aggeggi non solo sono inefficaci a soddisfare i desideri, ma si rivolgono a nuove e orribili malvagit\u00e0. Cos\u00ec da Dedalo e Icaro si arriva inevitabilmente al bombardiere gigante. Non \u00e8 un progresso di saggezza!\u00bb (lettera n. 75, 7 luglio 1944).<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/nagasaki.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-58247\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/nagasaki-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"131\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/nagasaki-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/nagasaki.jpg 457w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Il bombardiere gigante che un anno dopo servir\u00e0 a sganciare le bombe atomiche su due citt\u00e0 del Giappone e porre cos\u00ec termine in un istante alla Seconda guerra mondiale. Qualcosa che, al netto del sollievo per la fine del conflitto, far\u00e0 inorridire Tolkien per quella che definir\u00e0 \u00abl&#8217;assoluta follia di questi fisici pazzi che hanno accettato di realizzare una tale opera a scopo di guerra, progettando tranquillamente la distruzione del mondo! Simili esplosivi nelle mani degli uomini, mentre il loro livello morale e intellettuale \u00e8 in declino, sono altrettanto utili quanto distribuire armi da fuoco a tutti i detenuti di una prigione e poi dire che si spera che questo \u201cassicurer\u00e0 la pace\u201d\u00bb (lettera n. 102, 9 agosto 1945).<\/p>\n<p>Eppure il dilemma rimane ancora sul piatto. Perch\u00e9 se gli scienziati nazisti avessero realizzato la bomba atomica prima di quelli alleati, forse che Hitler avrebbe esitato a sganciarla? Certo non si fece scrupolo di lanciare i missili V2 sulle citt\u00e0 inglesi.<\/p>\n<p>Dilemma che potrebbe essere riformulato cos\u00ec: rifiutando di usare l&#8217;Anello, non si mette a repentaglio la sicurezza e la sopravvivenza propria e del mondo che si vorrebbe salvare? Non si offre un vantaggio al nemico che potrebbe vincere la guerra? Pragmaticamente, non sarebbe meglio correre il rischio di diventare il Nuovo Sauron e prevalere, anzich\u00e9 quello di soccombere? Non avr\u00e0 ragione Boromir?<\/p>\n<p>La risposta negativa di Tolkien \u00e8 tanto netta quanto paradossale. Paradossale come solo una visione cristiana pu\u00f2 esserlo, cio\u00e8 quella di una religione che si fonda sulla morte di Dio, sul suo lasciarsi crocifiggere e sconfiggere qui e ora per poi risorgere e rimandare a un ritorno e a un trionfo alla fine dei tempi. Il simbolo dei cristiani non \u00e8 una tomba vuota, ma una croce. \u00c8 il simbolo del sacrificio di Dio, della sua morte terrena.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Frodo-The-Ring.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-58243\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Frodo-The-Ring-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Frodo-The-Ring-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Frodo-The-Ring-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Frodo-The-Ring-768x384.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Frodo-The-Ring.jpg 1140w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Anche Frodo si sacrifica, per certi versi. Perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che la missione di Frodo, che non \u00e8 certo un <em>alter Christus<\/em>, ma un fallibilissimo mezzuomo, \u00e8 una missione impossibile. L&#8217;unico che ha avuto l&#8217;occasione di distruggere l&#8217;Anello prima di lui, \u00e8 stato il principe Isildur, alla fine della Seconda Era, che dopo avere tagliato la mano di Sauron che portava l&#8217;Anello, se n&#8217;\u00e8 impossessato, ma invece di gettarlo nella voragine del fato, ha ceduto alla tentazione di tenerlo per s\u00e9. E questo ha segnato il suo destino. Il potere dell&#8217;Anello \u00e8 troppo forte perch\u00e9 si possa resistergli. Soprattutto se ci si avvicina cos\u00ec tanto al luogo in cui \u00e8 stato forgiato, al suo punto d&#8217;origine. Infatti nemmeno Frodo ci riuscir\u00e0. Proprio sul finale, quando si trova sul ciglio del baratro e deve gettare l&#8217;Anello, viene sopraffatto: \u00ab\u201cSono venuto,\u201d disse. \u201cMa ora non scelgo di fare quello che sono venuto a fare. Non far\u00f2 quel gesto. L\u2019Anello \u00e8 mio!\u201d\u00bb (<em>SdA<\/em>, libro VI, cap. III). Solo il fortuito assalto di Gollum, in quel momento, realizza la missione. Gollum stacca a morsi il dito di Frodo e si riprende l&#8217;Anello, ma mette il piede in fallo e precipita nel baratro con il suo <em>Tessssoro<\/em>.<\/p>\n<p>Secondo Gandalf, che ha il vantaggio di prestare spesso la voce al pensiero e all&#8217;onniscienza dell&#8217;autore, non si tratta di un caso. Gli eventi che si sono susseguiti nel corso delle epoche e che riguardano l&#8217;Anello sono collegati e fanno parte di un piano provvidenziale, quindi anche Gollum \u00e8 una pedina della provvidenza:<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58258 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"157\" \/><\/a>\u00abDietro c&#8217;era qualcos\u2019altro all&#8217;opera, oltre ogni mira del creatore dell&#8217;Anello. Per esser chiari fino in fondo, dir\u00f2 che Bilbo era destinato a trovare l\u2019Anello, e non per volont\u00e0 del suo creatore. Nel qual caso anche tu [Frodo] eri destinato ad averlo. E questo potrebbe essere un pensiero incoraggiante\u00bb (SdA, Libro I, cap. II).<\/p><\/blockquote>\n<p>Il pensiero incoraggiante \u00e8 quello di agire dentro un piano metastorico, un percorso verso il bene, che si realizzer\u00e0 in qualche modo, e di cui si fa inevitabilmente parte. Questa fiducia nella provvidenza dovrebbe respingere la disperazione, il nihilismo, la percezione d&#8217;impotenza, e incoraggiare a non usare l&#8217;Anello, bens\u00ec a distruggerlo. Per\u00f2 al tempo stesso potrebbe anche spingere a ritenere ogni agire superfluo. Se la storia avr\u00e0 comunque un lieto fine, perch\u00e9 impegnarsi e preoccuparsi di usare o non usare l&#8217;Anello?<\/p>\n<p>Innanzi tutto perch\u00e9 in quest&#8217;ottica nulla esclude che appunto l&#8217;impegno specifico del singolo serva alla realizzazione di quel piano provvidenziale, non si pu\u00f2 darlo per scontato ma nemmeno escluderlo, si pu\u00f2 soltanto fare la propria parte. Ma soprattutto perch\u00e9 \u00e8 la propria salvezza, cio\u00e8 la preservazione della propria umanit\u00e0, a passare senz&#8217;altro per le nostre scelte, cio\u00e8 da cosa facciamo \u00abdel tempo che ci \u00e8 dato\u00bb, dice Gandalf, e dall&#8217;esercizio del libero arbitrio. Ecco perch\u00e9 non \u00e8 affatto scontato n\u00e9 superfluo scegliere di non usare l&#8217;Anello. Se la sua distruzione rientra in un piano provvidenziale, la nostra salvezza dipende da noi. Cosa siamo e cosa saremo dipende da cosa facciamo. Dal nostro agire ci riconosceremo. Quindi anche dalla scelta di rinunciare a qualunque scorciatoia e salvacondotto etico per affermare il bene, accettando il rischio di fallire, proprio come fa Frodo (ed \u00e8 per questo che alla fine otterr\u00e0 la \u00abgrazia\u00bb elfica, cio\u00e8 il passaggio verso le Terre Beate). Ecco il paradosso. In fondo, dice il cristiano Tolkien, la storia non \u00e8 che \u00abuna lunga sconfitta\u00bb (lettera n. 195, 15 dicembre 1956). \u00c8 storia della Caduta, cio\u00e8 di un fallimento, e questa \u00e8 la condizione umana con cui dobbiamo fare i conti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/The-road.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58244 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/The-road.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"244\" \/><\/a>Come nel romanzo di <strong>Cormac McCarthy<\/strong>, <em>La Strada<\/em>, dove un&#8217;umanit\u00e0 \u00abcaduta\u00bb, post-apocalittica, \u00e8 divisa in due gruppi. Ci sono i cannibali, che per sopravvivere hanno soppresso ogni empatia per la specie, hanno violato il pi\u00f9 antico dei tab\u00f9, hanno accettato l&#8217;<em>homo homini lupus<\/em> e il <em>mors tua vita mea<\/em>; e poi ci sono gli altri, quelli che non vogliono cedere alla bestialit\u00e0 della concorrenza per la vita e confidano ancora nell&#8217;istinto sociale, nel riconoscere se stessi negli altri, nel restare umani a costo di fallire. \u00c8 la parte di quelli che, con le parole di Tolkien, si potrebbero definire \u00absempre sconfitti ma mai sottomessi\u00bb (lettera n. 77, 31 luglio 1944).<\/p>\n<p>Nel capitolo I del libro III del <em>Signore degli Anelli<\/em>, mentre Frodo e Sam hanno lasciato la Compagnia alle cascate di Rauros e se ne stanno andando da soli verso Mordor, <strong>Aragorn<\/strong> deve decidere se seguirli, insieme a Legolas e Gimli, o se piuttosto andare dietro alla banda di orchi che ha rapito gli altri due hobbit, Merry e Pippin. \u00c8 evidente che da un punto di vista logico e pragmatico la priorit\u00e0 sarebbe quella di seguire il portatore dell&#8217;Anello per aiutarlo a compiere la sua missione. Ma cos\u00ec facendo si abbandonerebbero due compagni a una fine orribile. Sappiamo qual \u00e8 la scelta di Aragorn:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAvrei condotto Frodo a Mordor e sarei rimasto al suo fianco fino alla fine; ma se lo cerco adesso nelle zone selvagge, dovrei abbandonare i prigionieri al supplizio e alla morte. Il mio cuore finalmente parla chiaro: il destino del Portatore non \u00e8 pi\u00f9 nelle mie mani. La Compagnia ha fatto la sua parte. Ma noi che restiamo, finch\u00e9 ci rimarr\u00e0 un po\u2019 di forza non possiamo abbandonare i compagni. Andiamo!\u00bb (SdA, libro III, cap. I).<\/p><\/blockquote>\n<p>Lasciare morire i compagni senza nemmeno tentare di salvarli, per quanto possa essere un tentativo disperato, \u00e8 una cosa che Aragorn non \u00e8 disposto a fare. Non c&#8217;\u00e8 causa di forza maggiore che tenga. \u00c8 precisamente questo che lo distingue dal suo Nemico e gli impedisce di diventare orco. E anche il fatto di confidare che altri, pur diversi da lui, possano condividere questa sua visione, convinto com&#8217;\u00e8 che \u00abil bene e il male non sono cambiati dall&#8217;anno scorso; n\u00e9 sono una cosa per gli Elfi e i Nani e un&#8217;altra per gli Uomini\u00bb (<em>SdA<\/em>, libro III, cap. II). Considerando che questo \u00e8 precisamente il punto di svolta nella parabola del suo personaggio, che dal momento di massima crisi lo porta a iniziare la risalita verso la regalit\u00e0 che gli spetta, si pu\u00f2 dire che questa prova, questa scelta, \u00e8 la condizione necessaria perch\u00e9 quel percorso si compia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Sam.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-58248\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Sam-300x181.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"120\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Sam-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Sam-768x463.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Sam.jpg 973w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Lo stesso ragionamento se lo fa <strong>Sam Gamgee<\/strong>, quando si ritrova da solo, a Mordor, dopo che Frodo \u00e8 stato avvelenato dal ragno gigante Shelob. Sam pensa che Frodo sia morto e allora prende l&#8217;Anello per portare a termine la missione, perch\u00e9 si dice: \u00absei l\u2019ultimo di tutta la Compagnia. La missione non deve fallire\u00bb. Ma non appena arrivano gli orchi e si scopre che Frodo non \u00e8 morto, \u00e8 solo narcotizzato dal veleno, e gli orchi se lo portano via, Sam decide che non lo abbandoner\u00e0. Non importa se la missione fallir\u00e0, se gli orchi lo uccideranno mentre cerca di salvare Frodo e gli prenderanno l&#8217;Anello: \u00abIl mio posto \u00e8 accanto al signor Frodo. Dovranno capirlo, Elrond e il Consiglio, e i grandi Signori e le grandi Dame con tutta la loro saggezza. I loro piani sono falliti. Non posso essere io il Portatore dell\u2019Anello. Non senza il signor Frodo\u00bb (<em>SdA<\/em>, libro IV, cap. X).<\/p>\n<p>I personaggi del romanzo tolkieniano ribadiscono che non si pu\u00f2 vincere a ogni costo. Non si pu\u00f2 vincere abbandonando alla morte i propri compagni, perch\u00e9 questo rappresenterebbe la negazione dell&#8217;umanit\u00e0 per cui si combatte e quindi si risolverebbe in una vittoria monca e contraddittoria.<\/p>\n<h4><strong>4. Restare umani<\/strong><\/h4>\n<p>Come si pu\u00f2 restare umani nella disumanit\u00e0 della guerra? \u00c8 quello che si chiede Frodo alla fine del suo viaggio. Traumatizzato come un reduce, come i tanti che Tolkien aveva visto ritornare a casa dal fronte, sconvolti dalle esplosioni, nevrastenici, incapaci di rimettersi a vivere, di tornare alla normalit\u00e0, soprattutto allergici alla violenza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Bywater.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-58252\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Bywater-300x218.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Bywater-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Bywater.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Quando i quattro hobbit che hanno partecipato alla Guerra dell&#8217;Anello fanno ritorno alla Contea, la trovano soggiogata da un regime dispotico instaurato dallo stregone Saruman e dai suoi scagnozzi, detti \u00able canaglie\u00bb [<em>ruffians<\/em>]. Facendo tesoro della loro esperienza, Frodo, Sam, Merry e Pippin guidano il popolo degli hobbit all&#8217;insurrezione armata per riconquistare la libert\u00e0.<\/p>\n<p>Ma il reduce Frodo \u2013 reduce da ferite che non potranno mai essere del tutto curate, perch\u00e9 sono ferite psichiche, come quelle di ogni reduce \u2013 ha il rigetto viscerale per l&#8217;uccisione:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCombattere?\u00bb disse Frodo. \u00abBe&#8217;, prima o poi ci arriveremo. Ma ricordate: nessuno hobbit dev&#8217;essere ammazzato, neanche se \u00e8 passato dall\u2019altra parte. Passato sul serio, intendo; non soltanto costretto a obbedire agli ordini delle canaglie perch\u00e9 ha paura. Nessuno hobbit ne ha mai ucciso un altro di proposito nella Contea, e non cominceremo adesso. Anzi, se \u00e8 possibile, non dev&#8217;essere ucciso proprio nessuno. Mantenete la calma e trattenete la mano fino all&#8217;ultimissimo istante!\u00bb (SdA, libro VI, cap. VIII).<\/p><\/blockquote>\n<p>Per Frodo le uccisioni devono essere evitate fino all&#8217;ultimissimo istante e certo non devono riguardare la popolazione, nemmeno la parte collusa col regime.<\/p>\n<p>Il pragmatico Merry ha senz&#8217;altro da obiettare:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abMa se queste canaglie sono molte,\u00bb disse Merry, \u00absi finir\u00e0 per forza per combattere. Quell&#8217;aria sconvolta e triste non ti baster\u00e0 a salvare n\u00e9 Lotho n\u00e9 la Contea, mio caro Frodo\u00bb\u00bb. [E pi\u00f9 avanti:] \u00abHai visto, Frodo!\u00bb disse Merry. \u00abLo sapevo che avremmo dovuto combattere. E poi hanno cominciato loro a uccidere\u00bb (Ibidem).<\/p><\/blockquote>\n<p>Secondo Merry Brandybuck se hanno cominciato loro siamo pi\u00f9 che giustificati ad ammazzarli.<\/p>\n<p>Ma Frodo non molla:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIo non vorrei ammazzamenti; neppure di canaglie, a meno che non sia necessario, per impedirgli di fare del male a qualche hobbit\u00bb (<em>Ibidem<\/em>).<\/p><\/blockquote>\n<p>Per Frodo l&#8217;unica eventualit\u00e0 che giustifica l&#8217;uccisione \u00e8 la legittima difesa: uccidere per non essere uccisi. Questa \u00e8 la sua interpretazione del quinto comandamento biblico, \u00abNon uccidere\u00bb, che trasfigura in volont\u00e0 di Dio quella che \u00e8 la resistenza dell&#8217;umano alla soppressione della vita altrui. Perch\u00e9 &#8211; per restare dentro l&#8217;allegoria tolkieniana &#8211; uccidendo l&#8217;altro si uccide anche l&#8217;umano che \u00e8 in noi e si d\u00e0 spazio invece alla nostra componente orchesca. E se tocca farlo, per non essere uccisi, allora i limiti posti da Frodo diventano tanto pi\u00f9 importanti: uccidere soltanto come <em>extrema ratio<\/em> e soltanto coloro che a loro volta stanno per ucciderci, evitando ogni rappresaglia.<\/p>\n<p>Forse soltanto cos\u00ec, cio\u00e8 mettendo sempre davanti questa problematicit\u00e0 e interrogandosi su questo limite, \u00e8 possibile non diventare orchi mentre si combatte. \u00abEssere duri senza perdere la tenerezza\u00bb, per citare <strong>Ernesto Guevara<\/strong>, uno che le armi le ha imbracciate, ma ponendosi sempre il problema di come farlo e di dove fermarsi per non diventare come i propri nemici.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/orc-soldier.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58254 alignleft\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/orc-soldier-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/orc-soldier-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/orc-soldier.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/orc-soldier-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/orc-soldier-768x768.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Quelli che pensano che il fine giustifichi ogni mezzo, che non ci sia uccisione che non possa essere compiuta pur di prevalere \u2013 a prescindere che a morire siano canaglie, simpatizzanti o persone incolpevoli \u2013, e che le vittime collaterali siano un inevitabile prezzo da pagare, o meglio, da far pagare agli altri, perch\u00e9 \u00abhanno cominciato loro\u00bb&#8230; ecco, quelli che ragionano cos\u00ec hanno gi\u00e0 soppresso la propria componente umana e sono diventati orchi. Sono gi\u00e0 indistinguibili dal Nemico che combattono. Stanno gi\u00e0 usando l&#8217;Anello, convinti di poterlo fare a fin di bene.<\/p>\n<p>Scegliere di restare umani a costo di perdere, anzich\u00e9 vincere a ogni costo, cio\u00e8 fare la scelta giusta anzich\u00e9 quella facile \u2013 come direbbe la buonanima di Albus Silente \u2013, \u00e8 certo tanto pi\u00f9 complicato quando tutto intorno, l&#8217;intera narrazione sociale, nonch\u00e9 l&#8217;ideologia dominante, \u00e8 incentrata sull&#8217;essere vincenti nella battaglia per la vita, guerrieri vittoriosi sugli altri competitori. Viviamo gi\u00e0 immersi in una visione del mondo bellicistica. Non c&#8217;\u00e8 soltanto un problema etico, ma anche un problema culturale, come rilevava Faramir, per cui i migliori, gli <em>aristoi<\/em>, sono i vincenti, i prodi, gli emergenti, quelli che suonano pi\u00f9 forte il Grande Corno: i Boromir, che saranno sempre i primi a cedere alla tentazione dell&#8217;Anello.<\/p>\n<p><strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>, una volta ha scritto:<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/PPP.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58255 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/PPP-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/PPP-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/PPP.jpg 586w\" sizes=\"auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/a>\u00abMa io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello \u00e8 che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virt\u00f9\u00bb (P.P. Pasolini, Saggi sulla politica e sulla societ\u00e0, Mondadori, I Meridiani).<\/p><\/blockquote>\n<p>Se non si \u00e8 disposti a difendere la Terra di Mezzo adottando \u00abmodi sleali e spietati\u00bb, e si \u00e8 quindi disposti ad accettare la possibilit\u00e0 della sconfitta, si sta gi\u00e0 alludendo a un&#8217;antropologia diversa, che \u00e8 qualcosa di reale e non utopico.<\/p>\n<p>Nei momenti pi\u00f9 critici della loro avventura, quando tutto sembra perduto, gli Hobbit ripensano sempre alla Contea, che non \u00e8 solo un luogo fisico, non \u00e8 solo \u00abcasa\u00bb, ma il ricordo di una possibilit\u00e0 diversa del vivere, certo fatta di paesaggi, profumi, cibo, ma soprattutto di affetti, di relazioni, di convivenza e di condivisione. A dare loro la forza di proseguire nonostante tutto non \u00e8 la fede in un qualche codice etico o in qualche ideale o in qualcosa di l\u00e0 da venire, ma il ricordo concreto del bene esperito, del bene che si \u00e8 vissuto, che si \u00e8 toccato con mano. Per questo gli hobbit si battono: perch\u00e9 la Contea &#8211; quella possibilit\u00e0 diversa &#8211; non venga cancellata.<\/p>\n<p>La Terra di Mezzo da difendere non \u00e8 un confine, ma un crocevia. \u00c8 un luogo dove Uomini, Elfi, Nani e Hobbit, con tutte le loro differenze e contrasti, riescono ancora a riconoscersi come simili e a non cedere agli orchi, tanto quelli che li attaccano quanto quelli che si portano dentro. \u00c8 precisamente quello che si realizza dopo l&#8217;<em>eucatastrofe<\/em> finale nel <em>Signore degli Anelli<\/em>. Questa terra intermedia \u00e8 l&#8217;unico paese per cui valga la pena battersi. Tutto congiura per schiacciarla, ma, come diceva Churchill (che era un ipocrita senza scrupoli, ma sapeva usare le parole magistralmente): \u00abIl successo non \u00e8 mai definitivo, il fallimento non \u00e8 mai fatale. \u00c8 il coraggio di continuare che conta\u00bb. E se anche si andasse incontro alla rovina, \u00e8 ancora Tolkien a offrire le parole giuste per affrontarla. Sono quelle dell&#8217;ent <strong>Barbalbero<\/strong>, che guida i suoi fratelli contro Saruman, lo stregone che pensa che non ci sia alleanza o mezzo irrinunciabile per perseguire i propri scopi di dominio e di vittoria:<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/treebeard-var-main.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58265 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/treebeard-var-main-219x300.jpg\" alt=\"\" width=\"146\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/treebeard-var-main-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/treebeard-var-main.jpg 327w\" sizes=\"auto, (max-width: 146px) 100vw, 146px\" \/><\/a>\u00ab\u00c8 senz&#8217;altro assai probabile, amici miei, [\u2026] assai probabile che andiamo incontro alla nostra fine: l&#8217;ultima marcia degli Ent. Ma se restassimo a casa senza fare niente, la sorte giungerebbe comunque, prima o poi. \u00c8 un pensiero che covavamo in cuore ormai da tanto; e per questo adesso ci siamo messi in marcia. S\u00ec, [\u2026] prima di sparire avremo modo di aiutare gli altri popoli\u00bb (SdA, libro III, cap. IV).<\/p><\/blockquote>\n<p>Nessun gesto cade nel vuoto, nessun atto di resistenza che riaffermi il primato dell&#8217;umano sull&#8217;orco \u00e8 inutile. Dopo gli Ent \u2013 e grazie a loro \u2013 altri proseguiranno la marcia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>\u2042<\/b><\/p>\n<p>A mo&#8217; di postilla segnaliamo l&#8217;intervista fatta da <strong>Giulia Bocchio<\/strong> a Wu Ming 4 su Tolkien sul sito di critica letteraria <a href=\"https:\/\/poetarumsilva.com\/2025\/07\/15\/non-ce-letteratura-alta-o-bassa-ce-chi-sa-raccontare-e-tolkien-lo-sapeva-intervista-a-wu-ming-4\/\">Poetarum Silva<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Riportiamo il testo della conferenza che Wu Ming 4 ha tenuto presso l&#8217;Hiroshima Mon Amour di Torino e in apertura del Festival Attraverso, a Gavi (AL), il 10 e 11 luglio scorsi, nel quale riassume e amplia le riflessioni su Tolkien e la guerra che nel corso degli anni ha sparso in varie sue pubblicazioni. 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