{"id":57863,"date":"2025-06-14T11:47:37","date_gmt":"2025-06-14T09:47:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=57863"},"modified":"2025-06-24T18:22:05","modified_gmt":"2025-06-24T16:22:05","slug":"chiamare-genocidio-il-genocidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2025\/06\/chiamare-genocidio-il-genocidio\/","title":{"rendered":"Chiamare genocidio il genocidio"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><span style=\"font-size: small;\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/to-call-genocide-a-genocide\/\"><strong>English version here<\/strong><\/a> \u2013 <a href=\"https:\/\/aesteladodelmediterraneo.wordpress.com\/2025\/06\/21\/llamar-genocidio-al-genocidio\/\"><strong>Traducci\u00f3n al castellano aqu\u00ed<\/strong><\/a>. \u2013 <a href=\"https:\/\/aplaneta.org\/2025\/06\/23\/23866\/\"><strong>Euskarazko itzulpena hemen<\/strong><\/a>.<\/span><\/div>\n<div id=\"attachment_57904\" style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-57904\" class=\"size-full wp-image-57904\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/gernika.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"630\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/gernika.jpg 1200w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/gernika-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/gernika-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/gernika-768x403.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><p id=\"caption-attachment-57904\" class=\"wp-caption-text\">Gernika\/Guernica, Euskadi, 9 dicembre 2023. Migliaia di manifestanti riproducono la bandiera palestinese accanto a un dettaglio del quadro che porta il nome della citt\u00e0, dipinto da Picasso per denunciarne il bombardamento (1937).<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[<strong>WM<\/strong>:\u00a0Stavamo impaginando quest&#8217;articolo quando, il 13 giugno, le forze armate israeliane hanno avviato l&#8217;operazione \u00abLeone che sorge\u00bb, colpendo numerosi obiettivi in territorio iraniano. L&#8217;escalation in Asia occidentale \u2013 \u00abMedio oriente\u00bb, in fondo, \u00e8 un&#8217;espressione eurocentrica di derivazione colonialista \u2013 e lo scontro diretto tra il regime del Likud e quello degli Ayatollah, a cui si aggiunge la distruzione da parte dell&#8217;IDF dell&#8217;ultimo collegamento Internet di Gaza, hanno momentaneamente oscurato il genocidio in corso nella Striscia, ma la situazione resta quella descritta da Girolamo De Michele. Gli ultimi sviluppi non solo non inficiano le analisi e riflessioni che seguono, ma le rafforzano.]<\/span><\/p>\n<p>di <strong>Girolamo De Michele<\/strong> *<\/p>\n<h4><strong>0. Premessa<\/strong><\/h4>\n<p>Il conto totale dei morti \u00e8 quasi impossibile, ma in qualche modo va tentato; ci sono le vittime dichiarate dal Ministero della Sanit\u00e0 di Gaza, ritenute attendibili da organizzazioni internazionali; cui vanno aggiunti i morti ancora sepolti, e che forse non saranno mai disseppelliti; cui vanno aggiunti i morti per cause conseguenti \u2013 ferite con lungo decorso, malattia, denutrizione. <a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lancet\/article\/PIIS0140-6736(24)01169-3\/fulltext\">Uno studio ospitato su <em>Lancet<\/em><\/a> lo scorso luglio \u2013 quando la stima dei morti era di circa 37mila, poco meno della met\u00e0 del conteggio al momento in cui scrivo, pi\u00f9 10mila sotto le macerie secondo le stime dell&#8217;ONU \u2013 affermava:<\/p>\n<p>\u00abAnche se il conflitto terminasse immediatamente, nei prossimi mesi e anni continuerebbero a verificarsi numerose morti indirette dovute a cause quali malattie riproduttive, trasmissibili e non trasmissibili. Si prevede che il bilancio totale delle vittime sar\u00e0 elevato, data l&#8217;intensit\u00e0 del conflitto, la distruzione delle infrastrutture sanitarie, la grave carenza di cibo, acqua e alloggi, l&#8217;impossibilit\u00e0 per la popolazione di rifugiarsi in luoghi sicuri e la perdita di finanziamenti all&#8217;UNRWA, una delle pochissime organizzazioni umanitarie ancora attive nella Striscia di Gaza. Nei conflitti recenti, tali morti indirette vanno da 3 a 15 volte il numero di morti dirette. Applicando una stima prudente di 4 morti indirette per ogni decesso diretto ai 37.396 decessi segnalati, non \u00e8 improbabile stimare che fino a 186mila o anche di pi\u00f9 decessi potrebbero essere attribuibili all&#8217;attuale conflitto a Gaza. Utilizzando la stima della popolazione della Striscia di Gaza del 2022 di 2.375.259 persone, ci\u00f2 si tradurrebbe nel 7,9% della popolazione totale della Striscia di Gaza.\u00bb<!--more--><\/p>\n<h4><strong>1. La parola genocidio esiste perch\u00e9&#8230;<\/strong><\/h4>\n<p>Dieci morti, in questa situazione, sono una goccia nell&#8217;oceano. Ma anche una goccia conta, se riesce a rispecchiare il mare e consente, come caso esemplare, di descrivere l&#8217;universale. Lo scorso 24 maggio un bombardamento mirato su un&#8217;abitazione dove risiedeva una coppia di medici che si alternavano fra casa e ospedale ha ucciso nove dei loro dieci bambini, e dopo tre giorni di agonia, il padre. La madre ha visto i corpi carbonizzati dei figli sfilarle davanti nell&#8217;ospedale dove lavora come pediatra.<\/p>\n<p><strong>Matteo Nucci<\/strong>, grecista di fama che dall&#8217;inizio del genocidio palestinese ha messo la sua erudizione al servizio dell&#8217;interpretazione dell&#8217;orrore, ha scritto della Niobe (il personaggio mitologico i cui dodici figli furono sterminati da Apollo e Artemide) di Gaza, traducendo un testo pubblicato in Grecia:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDei dieci figli di Niobe di Gaza, nove non furono uccisi da frecce, ma da una bomba. Il pi\u00f9 piccolo aveva sei mesi, il pi\u00f9 grande dodici anni. E non fu la hybris della madre a causarne la morte, ma il semplice fatto della loro esistenza, il fatto che al momento del disastro si trovavano nella loro casa a Khan Younis, senza aver obbedito all&#8217;ordine di evacuare l&#8217;area dichiarata &#8220;zona di guerra pericolosa&#8221; dall&#8217;esercito israeliano\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;ordine di evacuazione, peraltro, era stato revocato nel settore in cui sorgeva la casa dei due medici. Abbiamo dunque una strage di civili, al cui interno sono colpiti due medici e dieci bambini. E una canea negazionista che per due giorni ha sguaiatamente gridato alla \u00abfake news\u00bb. \u00c8 quanto basta per cominciare a scrivere di questo genocidio.<\/p>\n<p>Ma proprio sul limite del cominciamento c&#8217;\u00e8 il classico elefante nella stanza: la parola <em>genocidio<\/em>; anzi: due elefanti, giacch\u00e9 accanto alla prima c&#8217;\u00e8 la parola <em>antisemita<\/em>. Due parole che, parafrasando <strong>Valentina Pisanty<\/strong>, sono, come l&#8217;intero dibattito politico e culturale, dopo il 7 ottobre 2023, \u00abostaggio di una militarizzazione e di una grave confusione su cosa \u00e8 antisemitismo, cosa \u00e8 antisionismo\u00bb, cos\u00ec come su cosa \u00e8 genocidio e cosa non lo \u00e8 (cfr. V. Pisanty, <a href=\"https:\/\/www.bompiani.it\/catalogo\/antisemita-9788830138605\"><em>Antisemita. Una parola in ostaggio<\/em><\/a>, Bompiani 2025).<\/p>\n<p>\u00abGenocidio\u00bb \u00e8 una parola che definisce un determinato crimine e un correlato concetto giuridico. <a href=\"https:\/\/docs.un.org\/en\/A\/79\/384\">Lo ha detto molto bene <strong>Francesca Albanese<\/strong><\/a>, che da anni svolge un ruolo fondamentale come <em>Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian territories occupied since 1967<\/em>: \u00abApartheid e genocidio non sono parole scabrose: sono crimini. \u00c8 scabroso che li si tolleri\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_57879\" style=\"width: 201px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-57879\" class=\"wp-image-57879 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lemkin-e1749763012815.png\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-57879\" class=\"wp-caption-text\">Raphael Lemkin (1900 \u2013 1959)<\/p><\/div>\n<p>Com&#8217;\u00e8 (in apparenza) noto, il termine \u00abgenocidio\u00bb \u00e8 stato creato dal giurista ebreopolacco <strong>Raphael Lemkin<\/strong> nel suo libro <a href=\"https:\/\/www.lawandisrael.org\/wp-content\/uploads\/Topics\/Holocaust\/Genocide\/Lemkin-Axis-Rule-Genocide.pdf\"><em>Axis Rule in Occupied Europe<\/em><\/a> (1944), mai tradotto in italiano \u2013 come del resto con tutte le sue opere: una raccolta imponente dei \u00abcrimini senza nome\u00bb, cio\u00e8 privi di un adeguato concetto giuridico per essere definiti, che venivano commessi nell&#8217;Europa sotto il dominio dell&#8217;Asse.<\/p>\n<p>Attenzione: pur essendo predominante il ruolo dell&#8217;esercito e dell&#8217;amministrazione occupante nazista, Lemkin indaga i crimini commessi dalle forze dell&#8217;Asse, dunque anche da quelle italiane. Contro gli ebrei, e gli ebrei polacchi, certo: ma Lemkin non si limita agli ebrei dell&#8217;Europa orientale, e dettaglia un lungo elenco di gruppi nazionali vittime di genocidio in Cecoslovacchia, Alsazia e Lorena, Grecia, Lussemburgo, Polonia, Russia, Slovenia, Albania, Francia (ebrei francesi), Belgio, Macedonia; inoltre documenta l&#8217;azione genocida in Serbia nei confronti di serbi, ebrei, e zingari; e segnala i crimini dell&#8217;esercito occupante italiano nei confronti della popolazione croata.<\/p>\n<p>Lemkin scrisse il libro dopo aver verificato come la conoscenza documentata, gi\u00e0 nel 1942, dei crimini nazisti in Europa lasciasse indifferenti i leader occidentali Roosevelt e Churchill: lo stesso Lemkin non ebbe risposta a un report inviato a Roosevelt, cos\u00ec come <strong>Jan Karski<\/strong>, che era riuscito ad ottenere un colloquio col presidente USA. Dei tanti paragoni mentula canis fatti in questi mesi, spesso con l&#8217;intento di negare l&#8217;analogia fra i genocidi perpetrati durante la Seconda Guerra Mondiale e quello in corso in Palestina, questo andrebbe invece sottolineato: anche nel 1942 non \u00abil mondo\u00bb \u2013 espressione che non significa alcunch\u00e9 \u2013, ma i governi occidentali erano a conoscenza di quello che stava accadendo, quantomeno attraverso i libri di denuncia pubblicati dal governo polacco in esilio a Londra e dal Jewish Socialist Bund (che Lemkin utilizz\u00f2). E voltarono la testa altrove, praticando quella che \u00e8 stata definita \u00abl&#8217;arte politica della compassione attentamente calibrata\u00bb.<\/p>\n<p>Lemkin d\u00e0 del suo neologismo questa definizione:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCon &#8220;genocidio&#8221; intendiamo la distruzione di una nazione o di un gruppo etnico. In generale, il genocidio non significa necessariamente la distruzione immediata di una nazione, tranne quando \u00e8 compiuto tramite uccisioni di massa di tutti i suoi membri: si intende piuttosto indicare un piano coordinato di diverse azioni volte alla distruzione delle fondamenta essenziali della vita dei gruppi nazionali, con lo scopo di annientare i gruppi stessi\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Da questa pagina del cap. IX di <em>Axis Rule<\/em>, fino al 9 dicembre 1948, c&#8217;\u00e8 una lunga storia che non posso qui riassumere; mi limito quindi alla definizione che di \u00abgenocidio\u00bb d\u00e0 l&#8217;art. 2 della Convenzione per la Prevenzione e Repressione del Crimine di Genocidio:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPer genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l&#8217;intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale: uccisione di membri del gruppo; lesioni gravi all&#8217;integrit\u00e0 fisica o mentale di membri del gruppo; il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale; misure miranti a impedire nascite all&#8217;interno del gruppo; trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;articolo 2 della Convenzione dovrebbe costituire il punto di riferimento comune a partire dal quale si pu\u00f2 sensatamente argomentare pro o contro l&#8217;appropriatezza dell&#8217;uso linguistico. Uso linguistico che per\u00f2 fa segno al diritto internazionale, e ai suoi strumenti, quantomeno a partire dai processi che hanno condannato i responsabili dei genocidi in Bosnia e Rwanda, in applicazione della Convenzione del 1948. Senza questa comune stella polare, si finisce per ricadere in una sorta di genocidio fai-da-te, partecipando, volenti o nolenti, a quella peste del linguaggio che <strong>Italo Calvino<\/strong> denunciava nelle sue <em>Lezioni americane<\/em>: perch\u00e9 se le parole non sono in grado di essere intese e di creare condivisione perch\u00e9 afflitte dalla peste, se il rapporto fra essere umani non \u00e8 mediato dal linguaggio, alla mediazione linguistica subentra quella della ferocia, la condizione umana ricade nella barbarie, e il pensiero si trasforma in contemplazione impotente della disumanizzazione, come ha scritto di recente Bifo in <a href=\"https:\/\/timeo.store\/products\/pensare-dopo-gaza\"><em>Pensare dopo Gaza. Saggio sulla ferocia e la terminazione <\/em><em>dell&#8217;umano<\/em><\/a>, Timeo 2025.<\/p>\n<p>La parola genocidio esiste perch\u00e9 esistono i genocidi: proprio per questo \u00e8 necessario usare \u00abprecise parole\u00bb per nominarli, anche in considerazione di quell&#8217;uso performativo del linguaggio che consiste nella pronunzia delle sentenze da parte dei tribunali e delle corti internazionali.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 la Shoah abbia svolto un ruolo rilevante nell&#8217;orientare le Nazioni Unite verso la tutt&#8217;altro che scontata approvazione della Convenzione, nella definizione di \u00abgenocidio\u00bb non c&#8217;\u00e8, in modo intenzionale, alcun riferimento alla Shoah o ad altri eventi genocidiari che accadono \u2013 dalla Nakba ai pogrom dei fanatici induisti contro i musulmani indiani nel 1947-48, e che pure sono citati nelle discussioni che portano all&#8217;approvazione della Convenzione. Ancora due ore prima dell&#8217;approvazione fu bocciato un ultimo emendamento presentato da Polonia e Cecoslovacchia, che chiedeva di inserire un riferimento, seppure generico, agli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Ancora con le parole di Lemkin:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abil genocidio non \u00e8 un fenomeno eccezionale, ma accade nelle relazioni fra gruppi umani con una certa regolarit\u00e0, cos\u00ec come l&#8217;omicidio ha luogo nelle relazioni fra individui\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Lo stesso Lemkin aveva concepito ben dieci anni prima la necessit\u00e0 di una norma di diritto internazionale \u2013 quello che oggi si chiama Diritto Umanitario Internazionale \u2013 per prevenire e reprimere questo crimine, che nel 1933 denomin\u00f2 \u00abbarbarie\u00bb (l&#8217;equivalente del genocidio) e \u00abvandalismo\u00bb (la distruzione degli elementi di base dell&#8217;identit\u00e0 culturale e nazionale di un gruppo) <span style=\"font-size: small;\"><sup>[1]<\/sup><\/span>.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 indietro, gi\u00e0 negli anni Venti, in presenza di due omicidi politici che videro cadere sotto i colpi di uno studente armeno uno dei responsabili turchi del genocidio degli Armeni (nel 1921), e poi l&#8217;ex Primo ministro ucraino Petljura (nel 1926), uno dei responsabili al pi\u00f9 alto livello dei pogrom contro gli ebrei nel corso della guerra civile del 1918 per mano di uno studente ebreo anarco-bolscevico, Lemkin us\u00f2 l&#8217;espressione \u00abbellissimo crimine\u00bb [<em>sheyne farbrekhens<\/em>, sul giornale yiddish <em>Haynt<\/em>], sostenendo che la legittima esigenza di giustizia per crimini commessi contro l&#8217;umanit\u00e0 non poteva realizzarsi nella pur legittima, sul piano morale, vendetta individuale, ma doveva trovare una sede sovra-nazionale che impedisse al diritto nazionale dei singoli Stati di lasciare impuniti tali crimini.<\/p>\n<p>Vale la pena di sottolineare che Lemkin, alla met\u00e0 degli anni Cinquanta, aveva rafforzato il suo convincimento \u2013 che risaliva ad anni addietro \u2013 sulla stretta relazione fra genocidio e colonialismo d&#8217;insediamento, e vedeva un caso esemplare nel genocidio in atto in Algeria da parte del colonialismo francese. Proprio in quegli anni \u2013 prima di morire all&#8217;improvviso per un attacco di cuore nel &#8217;59 \u2013 Lemkin aveva stretto un rapporto di collaborazione col diplomatico palestinese (nato a Kahn-Yunis) <strong>Muhammad el-Farra<\/strong>, col quale collaborava nella denuncia dei crimini coloniali francesi. El-Farra era al tempo rappresentante all&#8217;ONU degli Stati Arabi; dieci anni dopo, ambasciatore ONU per la Giordania, denuncer\u00e0 dal seggio delle Nazioni Unite il genocidio americano in Vietnam e quello israeliano in Palestina:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCome possiamo noi, delegazione della Giordania, un piccolo membro delle Nazioni Unite, trovare un linguaggio mite e pacato per descrivere le bombe al napalm americane usate dagli israeliani contro il nostro popolo e il nostro eroico piccolo esercito, che ha combattuto senza macchinari adeguati, senza copertura aerea, ma con ogni sacrificio, con tutto il coraggio, con virilit\u00e0 e determinazione? E con questa e molte altre atrocit\u00e0 israeliane, come possiamo trovare una scusa per i politici americani che, per guadagni politici a buon mercato, sfruttano la sofferenza e le perdite inflitte a noi e gli atti di genocidio commessi contro il nostro popolo?\u00bb (13 giugno 1967)<\/p><\/blockquote>\n<h4><strong>Il Likud \u00e8 un partito fascista: parola di Primo Levi<\/strong><\/h4>\n<p>Il secondo elefante armato che presidia il dibattito pubblico \u00e8 l&#8217;accusa di antisemitismo, spesso sostenuta dalla falsa equazione antisionismo=antisemitismo, che nasconde in quell&#8217;apparente segno \u00ab=\u00bb molte altre arbitrarie uguaglianze. \u00abEbreo\u00bb e \u00absionista\u00bb non sono sinonimi; n\u00e9 lo sono \u00abisraeliano\u00bb ed \u00abebreo\u00bb, giacch\u00e9 esistono israeliani la cui origine arabo-palestinese \u00e8 motivo di una discriminazione motivata non da ci\u00f2 che (in via ipotetica) si fa, ma da ci\u00f2 che si \u00e8: ad esempio, prendere un aereo per un cittadino palestinese israeliano significa essere sottoposto a un&#8217;umiliante perquisizione personale comprensiva di denudamento e ispezione anale e genitale.<\/p>\n<p>Va detto che il contesto argomentativo \u00e8, il pi\u00f9 delle volte, tossico: la calviniana peste del linguaggio, per l&#8217;appunto. Un contesto che ha radici poco limpide \u2013 la ritualit\u00e0 escludente dei \u00abgiorni della memoria\u00bb, con i loro \u00abguardiani\u00bb, ad esempio: un campo di battaglia sul quale da anni \u00e8 impegnata <strong>Valentina Pisanty<\/strong>. Di certo possiamo concordare con lei nel sostenere che \u00abantisionismo si dice in molti modi\u00bb, e \u00abla maggior parte di queste posizioni non ha nulla a che fare con l&#8217;antisemitismo\u00bb. Ma possiamo anche affermare che la questione di cosa il sionismo \u00e8, era, voleva essere ed \u00e8 diventato \u2013 e dell&#8217;inevitabilit\u00e0 o meno delle sue derive \u2013 \u00e8 una questione che oggi possiamo lasciare da parte, perch\u00e9 \u00absionista\u00bb \u00e8 una definizione troppo larga e imprecisa per designare il Likud, la sua genealogia politica e la sua attuale dirigenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_57880\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-57880\" class=\"wp-image-57880\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Schermata-2025-06-12-alle-23.19.21.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Schermata-2025-06-12-alle-23.19.21.png 446w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Schermata-2025-06-12-alle-23.19.21-300x284.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-57880\" class=\"wp-caption-text\">Fascista: Ze&#8217;ev Jabotinsky (1880 \u2013 1940)<\/p><\/div>\n<p>Il Likud discende per filiazione diretta da una fazione di estrema destra del sionismo degli anni Venti, quell&#8217;\u00abala del sionismo fascista che adott\u00f2 il saluto nazista\u00bb (parole di <strong>Amir Goldestein<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/magazine\/2025-05-23\/ty-article-magazine\/.premium\/the-zionistfascist- wing-that-adopted-the-nazi-salute\/00000196-f8e1-db1f-a7b6-fae158ee0000? lts=1748967792284\">su <em>Haaretz<\/em><\/a>) il cui esponente principale fu <strong>Ze&#8217;ev Jabotinsky<\/strong>, ammiratore e amico di Mussolini, dal quale ebbe in dono una stazione radio a Civitavecchia.<\/p>\n<p>Che Jabotinsky sia stato un fascista, e che fascista possa essere detto a giusta ragione il suo erede <strong>Menachem Begin<\/strong>, fondatore del Likud, lo disse a chiare lettere <strong>Primo Levi<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPer Begin &#8220;fascista&#8221; \u00e8 una definizione che accetto. Credo che lo stesso Begin non la rifiuterebbe. E stato allievo di Jabotinsky: costui era l&#8217;ala destra del sionismo, si proclamava fascista, era uno degli interlocutori di Mussolini. S\u00ec, Begin \u00e8 stato suo allievo\u00bb <span style=\"font-size: small;\"><sup>[2]<\/sup><\/span>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non per caso da <em>Haynt<\/em>, il giornale yiddish polacco su cui scriveva Lemkin, Jabotinsky fu cacciato quando cominci\u00f2 a esplicitare le sue idee fasciste.<\/p>\n<p>Se Levi dava del fascista al Begin Primo ministro negli anni Ottanta, <strong>Hannah Arendt<\/strong> e <strong>Albert Einstein<\/strong>, alla testa di decine di intellettuali ebrei emigrati negli USA, il 2 dicembre 1948 \u2013 una settimana prima dell&#8217;approvazione della Convenzione ONU sul genocidio \u2013 ci andarono molto pi\u00f9 pesante: in <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/AlbertEinsteinLetterToTheNewYorkTimes.December41948\/page\/n1\/mod e\/2up\">una lettera aperta pubblicata sul <em>New York Times<\/em><\/a> non esitarono a paragonare Begin a Hitler, definendo il suo Partito della Libert\u00e0 (Tnuat Haherut) \u00abun partito politico che nella organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell\u2019azione sociale appare strettamente affine ai partiti Nazista e Fascista\u00bb. I firmatari della lettera evocavano il massacro terroristico di Der Yassin come caso esemplare per un partito che non esitava a usare i mezzi del terrorismo verso arabi, inglesi ed ebrei per imporre il proprio obiettivo di uno Stato oppressivo delle minoranze.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/AlbertEinsteinLetterToTheNewYorkTimes.December41948\/page\/n1\/mod e\/2up\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-57894\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/231106_einstein_israel_1948-scaled-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"542\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/231106_einstein_israel_1948-scaled-1.jpeg 2560w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/231106_einstein_israel_1948-scaled-1-300x232.jpeg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/231106_einstein_israel_1948-scaled-1-1024x793.jpeg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/231106_einstein_israel_1948-scaled-1-768x595.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per quel che riguarda l&#8217;attuale classe dirigente israeliana, il termine esatto \u00e8 <em>likudnik<\/em>, come espressione di una concezione politica totalitaria e coloniale, che legittima sul piano politico e razziale, prima ancora che nelle prassi, l&#8217;apartheid e la pulizia etnica. Cos\u00ec come <em>likudnik<\/em> sono i suoi sostenitori in Italia: fra i quali non manca chi ben prima del 7 ottobre sosteneva la necessit\u00e0 di deportare i palestinesi di Cisgiordania e di attuare su Gaza una politica <em>boots on the roots<\/em>, e non manca di definire \u00abutile idiota\u00bb o \u00abebreo antisemita\u00bb lo stesso Primo Levi.<\/p>\n<h4><strong>Se sono nostri amici non \u00e8 genocidio<\/strong><\/h4>\n<p>Cosa \u00e8 genocidio, e cosa non \u00e8, non lo si stabilisce in base alla maggiore o minore vicinanza alla Shoah, n\u00e9 in base alla maggiore o minore distanza dello Stato di Israele rispetto al Terzo Reich; non c&#8217;\u00e8 una soglia quantitativa che discrimina (per quanto orribile sia a dirsi, i numeri del genocidio di Srebrenica sono proporzionalmente bassissimi rispetto ad altri eccidi: ma una sentenza della Corte di Giustizia internazionale ha riconosciuto come genocidio il massacro della comunit\u00e0 musulmano-bosniaca operato dalle milizie serbo-cristiane), n\u00e9 una peculiare procedura operativa (giacch\u00e9 le modalit\u00e0 genocidiarie mutano col mutare dei tempi).<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 genocidio lo definisce una Convenzione ONU sottoscritta da oltre 150 nazioni, non la simpatia o la vicinanza politica verso lo Stato che lo commette; tantomeno, se chi ne \u00e8 responsabile \u00e8 un \u00abautocrate\u00bb o \u00e8 stato \u00abdemocraticamente eletto\u00bb. Dovrebbe essere una banalit\u00e0, ma nel discorso pubblico, cos\u00ec come in quello politico, non lo \u00e8. Lo dimostra il fatto che abbia sentito il bisogno di puntualizzarlo <strong>William Schabas<\/strong>, in <a href=\"https:\/\/www.estense.com\/2025\/1124980\/se-sono-nostri-amici-non-e-genocidio-il-doppiostandard-sul-genocidio-a-gaza\/\">un&#8217;intervista concessa alla rivista on line <em>The New Arab<\/em><\/a> <span style=\"font-size: small;\"><sup>[3]<\/sup><\/span>. William Schabas \u00e8 uno dei pi\u00f9 autorevoli, se non il pi\u00f9 autorevole, esperto mondiale di diritto internazionale umanitario, e in particolare del genocidio; il suo <em>Genocide in International Law. The Crime of Crimes<\/em> (che riprende nel sottotitolo la definizione di \u00abcrimine dei crimini\u00bb di Lemkin) \u00e8 considerato un commento imprescindibile alla legislazione mondiale sul genocidio. Schabas, avendo pi\u00f9 coraggio di molti altri suoi colleghi accademici \u2013 o forse, come puntualizza con ironia, avendo ormai una certa et\u00e0 \u2013 denuncia il ricatto morale e il rischio di ritorsioni accademiche per chi si avventura a dire con chiarezza la parola \u00abgenocidio\u00bb.<\/p>\n<p>Eppure questa parola va pronunciata, non solo per quel dovere \u2013 non solo di chi si definisce \u00abscrittore\u00bb \u2013 di dire le cose come stanno, senza nulla omettere. Il genocidio in corso a Gaza \u00e8 solo uno degli aspetti di un pi\u00f9 vasto attacco alle istituzioni internazionali \u2013 a partire dall&#8217;ONU e dalle sue agenzie, alle Corti di Giustizia che rendono espressiva la Convenzione, destinata altrimenti a rimanere una mera dichiarazione di principio, allo stesso Diritto Internazionale Umanitario, la cui esistenza \u00e8 inscindibile dal riconoscimento che ci sono crimini che non possono essere legittimati dal diritto sovrano dello Stato che li compie, o che protegge chi li compie. Con le parole di<strong> Rula Jebreal<\/strong>: \u00abla Palestina \u00e8 il canarino nella miniera di carbone del nuovo autoritarismo mondiale\u00bb, del nuovo imperialismo occidentale. Questa \u00e8 la posta in gioco.<\/p>\n<p>La definizione di genocidio della Convenzione del 1948 non contiene solo un elenco di atti, ma anche un termine decisivo per distinguere il genocidio da altri crimini internazionali \u2013 crimini di guerra, contro la pace o contro l&#8217;umanit\u00e0: <em>intenzione<\/em>.<\/p>\n<p>Sul piano giuridico \u2013 e dunque su ci\u00f2 che potrebbe accadere nelle Corti di Giustizia internazionali, quando questi atti saranno processati \u2013, tutto ruota attorno al concetto di atto intenzionale. Per atto intenzionale possiamo distinguere dei comportamenti diffusi che agiscono, in via preliminare, sul contesto, e sono al tempo stesso la spia e un primo passo del processo genocidiario; e atti interni all&#8217;azione genocida stessa, che fanno segno a una precisa intenzione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/neripozza.it\/libro\/9788854529649\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-57881\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/i__id11418_mw600__1x.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/i__id11418_mw600__1x.jpg 600w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/i__id11418_mw600__1x-181x300.jpg 181w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Nella prima categoria possiamo collocare la pulizia etnica e l&#8217;apartheid.<\/p>\n<p>La prima non \u00e8 classificata come crimine internazionale, non certo perch\u00e9 sia consentita, ma perch\u00e9 \u00e8 difficile distinguerla da un genocidio in corso, o ne segnala l&#8217;avvio di un&#8217;escalation che avr\u00e0 come termine il genocidio. Che la Nakba si configuri come pulizia etnica \u00e8 un fatto acquisito anche da una parte della storiografia israeliana: non solo <strong>Ilan Papp\u00e9<\/strong>, ma anche <strong>Benny Morris<\/strong> (il cui percorso politico, dalla critica del colonialismo sionista all&#8217;appoggio all&#8217;attuale governo, dice molto delle trasformazioni della societ\u00e0 israeliana).<\/p>\n<p>L&#8217;apartheid, invece, \u00e8 un crimine sancito dalla Carta di Roma: basterebbe scorrerne la casistica e compararla con le leggi militari in vigore nell&#8217;intera Cisgiordania, per vederne le evidenti corrispondenze. Oppure, leggere il romanzo di <strong>Nathan Thrall<\/strong> <a href=\"https:\/\/neripozza.it\/libro\/9788854529649\"><em>Un giorno nella vita di Abed Salama <\/em><\/a>(Premio Pulitzer 2024), che partendo da un fatto di cronaca \u2013 un incidente stradale che coinvolge un pulmino di scolari, e un genitore che cerca di recarsi nell&#8217;ospedale in cui sono ricoverate le vittime per sapere se il suo bambino \u00e8 fra i vivi o fra i morti \u2013 per comprendere come essere un palestinese cisgiordano o di Gerusalemme Est sia equivalere a un essere umano di serie B privo di diritti universali e assoggettato a un potere dispotico per il semplice fatto di essere quel che \u00e8 \u2013 una vita indegna di vivere, una <em>lebensunwerte Leben<\/em>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;interregno fra questi due atti criminali \u2013 ma anche fra le due aree semantiche in cui si suddivide l&#8217;intenzione genocidiaria \u2013 \u00e8 la mostrificazione dell&#8217;Altro, cio\u00e8 del palestinese. Un processo definitorio di un&#8217;identit\u00e0 superiore e una correlata identit\u00e0 inferiore, che inizia sin dalla manualistica della scuola di base, e si prolunga nell&#8217;implicito e nell&#8217;esplicito della vita sociale. \u00c8 parte di questo processo di mostrificazione la creazione di false notizie sul 7 ottobre, vere e proprie iperboli dell&#8217;orrore, escrescenze narrative innestate sull&#8217;orrore dei massacri realmente avvenuti. Il fact checking di queste voci \u00e8 stato fatto, in modo professionale e accurato, dalla stampa critica israeliana, da storici come <strong>Lee Mordechai<\/strong>, autore di un report aggiornato fino alla versione 6.0 (luglio 2024), da giornalisti indipendenti <span style=\"font-size: small;\"><sup>[4]<\/sup><\/span>. \u00c8 falsa, ad esempio, la notizia dei 40 bambini decapitati, o delle fucilazioni di bambini radunati davanti ai propri genitori, bench\u00e9 queste notizie siano state date per vere (salvo poi essere smentite) anche dall&#8217;ex presidente USA <strong>Joe Biden<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo stesso ricorso allo stupro di massa come crimine di guerra \u00e8 tutt&#8217;ora sub judice, come attesta il fatto che non un solo procedimento penale sia ancora stato aperto dalla giustizia israeliana; intanto Israele, che rifiuta di fornire le pretese evidenze dichiarate essere in suo possesso, cos\u00ec come rifiuta il consenso a un&#8217;indagine indipendente internazionale, ha sostituito la sua voce, la voce dello Stato, a quella delle donne vittime del pogrom del 7 ottobre: si \u00e8 appropriato della voce delle vittime per parlare in loro vece. Il che \u00e8 una forma di stupro.<\/p>\n<p>A fabbricare queste fake news sono stati propagandisti militanti, come la sedicente \u00abtestimone oculare\u00bb <strong>Shari Mendes<\/strong>; ma soprattutto, un&#8217;associazione estremistica, ZAKA (il cui fondatore <strong>Meshi Zahav<\/strong> era stato costretto a dimettersi nel 2021 sotto l&#8217;accusa di aver stuprato 6 fra uomini e donne). Degno di attenzione \u00e8 che una youtuber dedita da tempo all&#8217;islamofobia, dalla improbabile autobiografia, dichiari senza problemi di ricevere da ZAKA le informazioni che propala.<\/p>\n<p>ZAKA non \u00e8 un caso isolato: inchieste svolte dalla stampa indipendente israeliana <span style=\"font-size: small;\"><sup>[5]<\/sup><\/span> hanno dimostrato l&#8217;esistenza di una rete di associazioni <em>likudnik<\/em> (o peggio). FakeReporter, un&#8217;orgnizzazione di attivisti dell&#8217;informazione, ha dimostrato con un&#8217;inchiesta indipendente l&#8217;esistenza di un network di piattaforme fittizie \u2013 Non-Agenda, The Moral Alliance e Unfold Magazine \u2013 che attraverso centinaia di profili fake orientava l&#8217;opinione pubblica in favore del governo. La campagna diffamatoria contro i lavoratori dell&#8217;UNRWA, accusati di essere coinvolti nel massacro del 7 ottobre, \u00e8 la loro pi\u00f9 riuscita creazione.<\/p>\n<h4><strong>Se non credete ai palestinesi, credete ai medici americani che operano in Gaza<\/strong><\/h4>\n<p>Atti intenzionali interni al genocidio sono le uccisioni mirate di intere categorie: insegnanti, giornalisti e medici. Ma anche \u2013 e questa \u00e8 una novit\u00e0 di cui bisogner\u00e0 tener conto \u2013 la programmazione con un algoritmo di sistemi di intelligenza artificiale (ma di programmazione umana). La declinazione militare delle piattaforme e delle societ\u00e0 di data analytics tramite intelligenza artificiale, con lucrose commesse verso Israele, \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che ha arricchito alcuni \u00abanarco-capitalisti\u00bb che si propongono oggi come nuova \u00e9lite del potere politico negli USA.<\/p>\n<p>In particolare, come ha rivelato un&#8217;inchiesta condotta da diverse testate israeliane \u2013 ripresa dal <em>Guardian<\/em> e, in Italia, <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/intelligenza-artificiale-e-power-targets-una-fabbrica-di-morte\">dal manifesto<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/yuval-abraham\/2023\/12\/14\/la-fabbrica-della-morte\">da <em>Internazionale<\/em><\/a>\u00a0\u2013 c&#8217;\u00e8 un programma in uso nell\u2019esercito israeliano, denominato Habsora (\u00abThe Gospel\u00bb) che pu\u00f2 generare obiettivi quasi automaticamente; uno dei militari dell\u2019IDF intervistato ha dichiarato:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNiente succede per caso. Quando una bimba di tre anni viene uccisa in una casa a Gaza, \u00e8 perch\u00e9 qualcuno nell\u2019esercito ha deciso che la sua morte non \u00e8 un dramma \u2013 che \u00e8 un prezzo accettabile da pagare per poter colpire un obiettivo. Non siamo Hamas. Non lanciamo razzi a caso. Tutto \u00e8 intenzionale. Sappiamo esattamente quanti danni collaterali ci sono in ogni casa\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non ci sono danni collaterali, ci sono intenzionali uccisione mirate e danni conseguenti. Fra questi, l&#8217;intero sistema scolastico nella Striscia di Gaza. Con le parole della pi\u00f9 antica e grande societ\u00e0 storica statunitense, l&#8217;American Historical Association, che ha votato all&#8217;inizio del 2025 <a href=\"https:\/\/www.democracynow.org\/2025\/1\/6\/aha_scholasticide_resolution_gaza\">un vibrante documento di denuncia e condanna<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLa distruzione da parte delle IDF dell&#8217;80% delle scuole di Gaza, lasciando 625.000 bambini senza accesso all&#8217;istruzione;<br \/>\nLa distruzione da parte dell&#8217;IDF di tutti e 12 i campus universitari di Gaza;<br \/>\nLa distruzione da parte dell&#8217;IDF di archivi, biblioteche, centri culturali, musei e librerie di Gaza, tra cui 195 siti storici, 227 moschee, tre chiese e la biblioteca dell&#8217;Universit\u00e0 al-Aqsa, che ha conservato documenti cruciali e altri materiali relativi alla storia e alla cultura di Gaza;<br \/>\nI ripetuti spostamenti violenti della popolazione di Gaza da parte delle IDF, che hanno portato alla perdita insostituibile dei materiali didattici e di ricerca degli studenti e degli insegnanti, che cancelleranno il futuro studio della storia palestinese.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-57878\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rovelli_al_Aqsa.png\" alt=\"\" width=\"698\" height=\"476\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rovelli_al_Aqsa.png 698w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rovelli_al_Aqsa-300x205.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 698px) 100vw, 698px\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;elenco \u00e8 purtroppo incompleto: manca l&#8217;uccisione mirata di tutti i presidi di facolt\u00e0 palestinesi. Sull&#8217;uccisione mirata di giornalisti e operatori dell&#8217;informazione \u2013 oltre 200 \u2013 senza mai fornire una prova della loro millantata appartenenza ad Hamas, credo ci sia ben poco da dire, al netto dell&#8217;ignavia e della vilt\u00e0 di buona parte della stampa italiana, che si \u00e8 acquattata ai bordi del genocidio svolgendo in modo consapevole il ruolo di scorta mediatica dei massacri \u2013 <a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/siamo-la-scorta-mediatica-dei-massacri\/\">parole della denuncia di <strong>Raffaele Oriani<\/strong><\/a>, che per questa ragione ha lasciato Repubblica dopo 12 anni: se non che la loro strage, il cui scopo \u00e8 impedire l&#8217;accesso alla verit\u00e0, trasforma di fatto in portatori di verit\u00e0 i medici e gli operatori della sanit\u00e0 in testimoni in prima linea. Questo spiega la strage mirata di medici, o i loro sequestri con detenzioni senza motivazione e torture (quando non assassinati): fino al punto di spogliarsi dei camici e dei segni di riconoscimento del loro mestiere prima di uscire dagli ambulatori e ospedali, per non essere individuati dai cecchini appostati all&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Lo stato israeliano non ha mai fornito alcuna prova dei pretesi collegamenti fra ospedali e basi di Hamas, dell&#8217;uso militare dei tunnel sotterranei (alcuni dei quali in realt\u00e0 creati dall&#8217;occupazione israeliana in passato). E quando ha provato a farlo, \u00e8 stato smentito dagli organi di stampa internazionali <span style=\"font-size: small;\"><sup>[6]<\/sup><\/span>: che esistono, e a differenza di quelli italiani (salvo eccezioni) verificano con proprie fonti (agenzie di stampa comprese) le informazioni che provengono dalla Palestina \u2013 e, com&#8217;\u00e8 ovvio, lo dichiarano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-57877\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Gaza_Adnan-al-Bursh.png\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"766\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Gaza_Adnan-al-Bursh.png 590w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Gaza_Adnan-al-Bursh-231x300.png 231w\" sizes=\"auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><\/p>\n<p>Sono oltre mille gli operatori della sanit\u00e0 \u2013 medici, infermieri, volontari \u2013 assassinati dal 7 ottobre 2023 nella Striscia di Gaza <span style=\"font-size: small;\"><sup>[7]<\/sup><\/span>. Come <strong>Adnan al-Bursh<\/strong>, ortopedico di fama, sequestrato assieme ad altri dieci colleghi mentre stava operando nel campo profughi di Jabalya nel dicembre 2023, detenuto illegalmente nel famigerato centro di torture di Sde Teiman \u2013 il Garage Olimpo israeliano, nel deserto del Negev \u2013 e <a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2024\/05\/03\/middleeast\/gaza-surgeon-adnan-al-bursh-israeli-prison-intl-hnk\">dichiarato morto il 2 maggio 2024<\/a>. I medici detenuti vengono torturati per estorcere loro confessioni di pretesi rapporti con Hamas; ma al-Bursh non si era piegato. Un mese prima di essere sequestrato aveva pubblicato un ultimo post su X, nel quale scriveva (in arabo): \u00abMoriremo in piedi, non in ginocchio. Tutto ci\u00f2 che rimane in questa valle sono le sue pietre, e noi siamo le sue pietre\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 invece ancora sconosciuta la sorte di <strong>Hussam Abu Safiya<\/strong>, anche lui transitato per Sde Teiman, che aveva rifiutto di evacuare l&#8217;ospedale, anche dopo l&#8217;uccisione mirata di suo figlio Ibrahim. L&#8217;ultima immagine che abbiamo di lui da uomo libero lo inquadra mentre a piedi, da solo, si avvia verso un carro armato israeliano: l&#8217;equivalente palestinese del ragazzo con i secchi in piedi davanti ai carri armati cinesi in piazza Tienanmen.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-57875\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Schermata-2025-06-12-alle-22.57.47.png\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"752\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Schermata-2025-06-12-alle-22.57.47.png 559w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Schermata-2025-06-12-alle-22.57.47-223x300.png 223w\" sizes=\"auto, (max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/p>\n<p>\u00abSe non credete ai palestinesi, credete ai medici americani che operano in Gaza\u00bb: \u00e8 una frase che sottende le molte inchieste e testimonianze di medici statunitensi ed europei che operano come volontari sugli scenari di guerra \u2013 dall&#8217;Afghanistan alla Siria, all&#8217;Iraq, al Sudan <span style=\"font-size: small;\"><sup>[8]<\/sup><\/span>.<\/p>\n<p>L&#8217;inchiesta pi\u00f9 completa, e agghiacciante, \u00e8 quella condotta all&#8217;interno di un pool di 65 medici volontari dal medico californiano <strong>Feroze Sidhwa<\/strong>, pubblicata sul <em>New York Times<\/em> il 9 ottobre 2024; lo stesso \u00e8 autore di una denuncia assieme a <strong>Mark Perlmutter<\/strong>, medico di guerra della North Carolina, divenuto suo malgrado famoso per avere in passato salvato la vita in Iraq a un futuro senatore; e ancora <strong>Adam Hamamay<\/strong>, <strong>Mimi Sayed<\/strong>, fino alla pediatra <strong>Tanya Haj-Hassan<\/strong> <span style=\"font-size: small;\"><sup>[9]<\/sup><\/span>. Quello che emerge dalle loro testimonianze \u00e8 che \u00abinsieme, Israele e gli Stati Uniti stanno trasformando Gaza in un deserto urlante\u00bb; sono parole dei 65 medici protagonisti dell&#8217;inchiesta di Feroze Sihawa, che concludono: \u00abl&#8217;orrore deve finire. Gli Stati Uniti devono smettere di armare Israele. E dopo, noi americani dovremo fare un lungo e duro esame di coscienza dentro noi stessi\u00bb.<\/p>\n<p>Uno dei dati raccolti dai medici \u00e8 la regolarit\u00e0 con cui arrivano negli ospedali, gi\u00e0 morti o in fin di vita, bambini colpiti da singoli proiettili alla testa: se fosse un caso, se fosse un &#8220;effetto collaterale&#8221;, non accadrebbe con tale frequenza, giorno dopo giorno. Non sarebbero singoli proiettili, se le vittime si fossero trovate per caso sotto il fuoco nemico.<\/p>\n<p>Nel caso dell&#8217;inchiesta dei 65 medici, il <em>New York Times<\/em> ha pubblicato tre foto ai raggi X di crani di bambini con un proiettile all&#8217;interno; in risposta a una serie di lettere che sostenevano che la storia fosse falsa, il NYT ha dichiarato che il giornale aveva verificato che tutti i medici e le infermiere avessero lavorato a Gaza; che le immagini erano state inviate a esperti indipendenti in ferite da arma da fuoco, radiologia e trauma pediatrico, che hanno confermato l&#8217;autenticit\u00e0 delle immagini; che le foto dei bambini erano state confrontate con i metadati digitali delle immagini. Nell&#8217;approvare la pubblicazione dell&#8217;inchiesta, il NYT ha specificato di essere in possesso di foto che corroborano le immagini ai raggi X, ma aveva scelto di non pubblicarle perch\u00e9 \u00abtroppo orribili\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-57872\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1.jpg 800w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1-768x768.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;uccisione deliberata di bambini \u00e8 uno dei mezzi con i quali lo Stato di Israele sta cancellando un popolo dalla sua terra. Ecco perch\u00e9 l&#8217;assassinio di nove bambini e del loro padre, figli di una coppia di medici, nella loro casa \u00e8 un caso esemplare: perch\u00e9 tutte le tipologie dell&#8217;intento genocida convergono in quella casa abbattuta da un missile lanciato da un drone dell&#8217;IDF. E questo spiega la campagna negazionista, mista al linciaggio sessista e islamofobo della madre Alaa: negare il bombardamento della casa della famiglia al-Najjar sottintende che un evento del genere non pu\u00f2 essere accaduto perch\u00e9 l&#8217;IDF non uccide medici e bambini \u2013 e questo a dispetto del fatto che la BBC abbia verificato l&#8217;attendibilit\u00e0 del video fornito dal Ministero della Sanit\u00e0 di Gaza [\u00ab<em>A video shared by the director of the Hamas-run health ministry and verified by the BBC showed small burned bodies lifted from the rubble of a strike in Khan Younis<\/em>\u00bb], e abbia supportato l&#8217;informazione con <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/articles\/c0eq9lq7xr1o\">l&#8217;intervista ad alcuni medici britannici<\/a> in servizio nell&#8217;ospedale in cui Alaa al-Najjar ha visto sfilare i resti carbonizzati dei suoi nove figli, il marito in fin di vita e l&#8217;unico figlio superstite.<\/p>\n<p>Dostoevskij ha scritto che la sofferenza di un singolo bambino \u2013 uno solo: non decine di migliaia \u2013 \u00e8 un prezzo intollerabile, e il suo scandalo mette in discussione la stessa esistenza di dio, nella quale credeva; mentre non credeva nel diavolo, se non come creazione dell&#8217;essere umano. E oggi il diavolo, qualunque cosa sia o non sia, appare un dilettante rispetto a esseri umani \u2013 perch\u00e9 tali sono, non &#8220;bestie&#8221;: questo \u00e8 uno di quei casi in cui \u00e8 vietato sminuire l&#8217;orrore prodotto dagli umani con metafore e paragoni col mondo animale \u2013 capaci di una pianificazione intenzionale di crimini che mettono in questione quello stesso dio nel quale dichiarano di credere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-57884\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Bifo.png\" alt=\"\" width=\"693\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Bifo.png 693w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Bifo-300x70.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 693px) 100vw, 693px\" \/><\/p>\n<p>Un genocidio trasmesso in mondovisione: e noi, come abitanti in una casa che affaccia su Auschwitz, vediamo dal nostro giardino il fumo uscire dai camini. La sacrosanta, legittima indignazione che questa visione suscita, soprattutto in generazioni che del Vietnam hanno solo sentito parlare \u2013 ma proprio per questo \u00e8 giusto dire che Gaza \u00e8 \u00abil loro Vietnam\u00bb \u2013 si contrappone all&#8217;indifferenza e all&#8217;ignavia con cui un&#8217;altra parte della pubblica opinione mondiale accetta in modo passivo, quando non lo legittima, il genocidio in corso.<\/p>\n<p>Chiedersi dove possa portare questa acquiescienza, quali conseguenze possono scaturire dal superamento di una soglia morale che si pensava fosse intransitabile, e quale vaso di Pandora <span style=\"font-size: small;\"><sup>[10]<\/sup><\/span> sia stato scoperchiato, \u00e8 indispensabile.<\/p>\n<h5><strong>Note<\/strong><\/h5>\n<p><span style=\"font-size: small;\">1. Quel \u00abgenocidio culturale\u00bb che non fu inserito nella Convenzione, ma che ha ispirato concetti giuridici quali \u00abeducidio\u00bb o \u00abscolasticidio\u00bb, per definire la pratica israeliana di distruzione delle istituzioni scolastiche e culturali e l&#8217;assassinio mirato dei membri del corpo docente palestinesi all&#8217;interno delle molte aggressioni compiute contro la Striscia di Gaza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">2. Primo Levi, \u00abIo, Primo Levi, chiedo le dimissioni di Begin\u00bb, intervista a Giampaolo Pansa, La Repubblica, 24 settembre 1982, ora in <em>Opere Complete<\/em>, vol. III, a cura di Marco Belpoliti, Einaudi, Torino 2018, p. 306.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">3. Vedi anche l&#8217;intervista <a href=\"https:\/\/nyc1.iv.ggtyler.dev\/1s4LKr3qK4M?t=3\">\u00abImmunity or impunity? International justice after Gaza\u00bb<\/a>, in particolare dal minuto 41:25.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">4. <a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/israel-news\/2023-12-04\/ty-article-magazine\/.premium\/hamascommitted-documented-atrocities-but-a-few-false-stories-feed-the-deniers\/0000018c-34f3-da74-afce-b5fbe24f0000\">\u00abHamas Committed Documented Atrocities. But a Few False Stories Feed the Deniers\u00bb<\/a>, Haaretz;<br \/>\nLee Mordechai, <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/112967602\/Bearing_Witness_to_the_Israel_Gaza_War_updated_to_18_June_2024\">\u00abBearing Witness to the Israel-Gaza War\u00bb<\/a>;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.thetimes.com\/magazines\/the-times-magazine\/article\/israel-hamas-rape-investigationevidence-october-7-6kzphszsj\">\u00abIsrael says Hamas weaponised rape. Does the evidence add up?\u00bb<\/a>, The Times;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/israel-hamas-war-sexual-violence-zakaca7905bf9520b1e646f86d72cdf03244\">\u00abHow 2 debunked accounts of sexual violence on Oct. 7 fueled a global dispute over Israel-Hamas \u00a0war\u00bb<\/a>, Associated Press;<br \/>\nRula Jebreal, <a href=\"https:\/\/www.edizpiemme.it\/libri\/genocidio\/\"><em>Genocidio. Quello che rimane di noi nell&#8217;era neo-imperiale<\/em><\/a>, Piemme 2025, cap. 4: \u00abLa guerra contro la verit\u00e0 dei fatti\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">5. <a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/israel-news\/security-aviation\/2024-03-19\/ty-article-magazine\/.premium\/israeli-influence-op-targets-u-s-lawmakers-on-hamas-unrwa\/0000018e-5098-d282-a19f-7dd95cc70000\">\u00abIsraeli Influence Operation Targets U.S. Lawmakers on Hamas-UNRWA\u00bb<\/a>, Haaretz. Il rapporto integrale Pro-Israeli Influence Network <a href=\"https:\/\/img.haarets.co.il\/bs\/0000018e-6fde-ddf4-a3de6ffe56380000\/0a\/34\/69bc45d64be4a21a215531725951\/pro-israeli-influence-network-report-march-2024.pdf\">\u00e8 qui<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">6. <a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2024\/01\/29\/world\/israel-cemetery-bani-suheila-intl\">\u00abIsrael claims a tunnel ran through this Gaza cemetery it destroyed. A visit to the site raised more questions than answers\u00bb<\/a>, CNN.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">7. Vedi il capitolo &#8220;Punire chi protegge le vite&#8221; in Rula Jebreal, <em>Genocidio<\/em>, cit.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">8. Il Sudan \u00e8 oggi l&#8217;equivalente di \u00abe allora le foibe?\u00bb \u2013 e allora i morti in Sudan? A chi importa il Sudan? Perch\u00e9 non parlate del Sudan? \u2013 dei negazionisti likudnik de noantri. Va da s\u00e9 che, oltre ai medici di guerra, le organizzazioni umanitarie \u2013 da Medici Senza Frontiere a Emergency \u2013 in Sudan ci sono, e sui loro organi di stampa ne parlano da anni. Ma certi negazionisti che non distinguono il Sudan dal Darfur, sono come il personaggio farlocco di <em>Boris<\/em>, che non sapendo dire dov&#8217;\u00e8 quel Darfur al quale millantava di donare il suo compenso, se la cavava dicendo che \u00abil Darfur \u00e8 dentro di noi\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">9. Feroze Sidhwa, <a href=\"https:\/\/madisonrafah.org\/65-doctors-nurses-and-paramedics-what-we-saw-ingaza\/\">\u00ab65 Doctors, Nurses and Paramedics: What We Saw in Gaza\u00bb<\/a>, New York Times, Oct. 9, 2024;<br \/>\nMark Perlmutter and Feroze Sidhwa, <a href=\"https:\/\/www.politico.com\/news\/magazine\/2024\/07\/19\/gazahospitals-surgeons-00167697\">\u00abWe Volunteered at a Gaza Hospital. What We Saw Was Unspeakable\u00bb<\/a>, Politico Magazine;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/jacobin.com\/2024\/08\/hamawy-gaza-israel-devestation-medical\">\u00abDr Adam Hamawy: I&#8217;ve Never Seen Devastation Like in Gaza\u00bb<\/a>, Jacobin;<br \/>\nTanya Haj-Hassan, pediatra a Gaza: <a href=\"https:\/\/inv.nadeko.net\/KEBOfUjmvws?__goaway_challenge=meta-refresh&amp;__goaway_id=539e7237796d2a1a0722758c5c4b7ae2&amp;__goaway_referer=https%3A%2F%2Finv.nadeko.net%2Ffeed%2Fpopular\">\u00ab\u00c8 troppo tardi per tutti questi anni di ingiustizia\u00bb<\/a>, La7.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">10.La metafora del vaso di Pandora riferita a Gaza \u00e8 di Chris Hedges, che oltre ad aver raccolto i suoi reportage nel recente <i>Un genocidio annunciato<\/i>, sta svolgendo col mestiere che gli \u00e8 proprio un prezioso lavoro di informazione sul su<i>o <a href=\"https:\/\/chrishedges.substack.com\/\">The Chris Hedges Report<\/a><\/i>.<\/span><\/p>\n<p>* <strong>Girolamo De Michele<\/strong> (Taranto, 1961) vive e insegna a Ferrara. Collabora con varie riviste, cartacee e on line, fra cui <em>Il manifesto<\/em>, doppiozero<em>, estense.com<\/em>. Tra le sue pubblicazioni: <em>Storia della bellezza<\/em>, a cura di e in collaborazione con Umberto Eco (2004); <em>La scuola e\u0300 di tutti. Ripensarla, costruirla, difenderla <\/em>(2010); <em>Filosofia. Corso di sopravvivenza <\/em>(2011); la curatela dell\u2019autobiografia in tre volumi di Toni Negri <em>Storia di un comunista<\/em> (2015-20); <em>If the Kids are United. Musica e politica tra i 60 e gli 80<\/em>, con Fant Precario (2017) e <em>Un delitto di regime. Vita e morte di don Minzoni, prete del popolo (2023)<\/em>; e i romanzi <em>Tre uomini paradossali <\/em>(2004), <em>Scirocco <\/em>(2005), <em>La visione del cieco <\/em>(2008), <em>Con la faccia di cera <\/em>(2008), <em>Le cose innominabili <\/em>(2019) e <em>Lo scacchista del diavolo <\/em>(2023).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"English version here \u2013 Traducci\u00f3n al castellano aqu\u00ed. \u2013 Euskarazko itzulpena hemen. [WM:\u00a0Stavamo impaginando quest&#8217;articolo quando, il 13 giugno, le forze armate israeliane hanno avviato l&#8217;operazione \u00abLeone che sorge\u00bb, colpendo numerosi obiettivi in territorio iraniano. 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