{"id":54632,"date":"2024-04-18T09:00:07","date_gmt":"2024-04-18T07:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=54632"},"modified":"2025-12-03T15:31:11","modified_gmt":"2025-12-03T14:31:11","slug":"fantasy-norma-cossetto-4-bugie-sulla-laurea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2024\/04\/fantasy-norma-cossetto-4-bugie-sulla-laurea\/","title":{"rendered":"Gli incontrollati fantasy su Norma Cossetto, 4a parte | Miti e bugie intorno a una laurea"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><span style=\"font-size: small;\">Tutte le puntate dell&#8217;inchiesta <\/span><\/div>\n<div align=\"center\"><span style=\"font-size: small;\">sul caso Norma Cossetto sono <strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/norma-cossetto-inchiesta\/\">qui<\/a>.<\/strong><\/span><\/div>\n<div id=\"attachment_54637\" style=\"width: 1609px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54637\" class=\"size-full wp-image-54637\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/concetto_marchesi_rettore.jpeg\" alt=\"\" width=\"1599\" height=\"615\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/concetto_marchesi_rettore.jpeg 1599w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/concetto_marchesi_rettore-300x115.jpeg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/concetto_marchesi_rettore-1024x394.jpeg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/concetto_marchesi_rettore-768x295.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1599px) 100vw, 1599px\" \/><p id=\"caption-attachment-54637\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Concetto Marchesi<\/strong> (1878 \u2013 1957), latinista, rettore antifascista dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova durante l&#8217;occupazione tedesca, deputato del Pci, membro della Costituente. Un&#8217;ossessiva diceria lo descrive come mentore di <strong>Norma Cossetto<\/strong> e promotore della sua laurea ad honorem postuma. Il collettivo <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> \u2013 come avrebbe dovuto fare\u00a0chiunque abbia scritto di questa vicenda \u2013 ha consultato i documenti d&#8217;archivio dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova, per vedere se le cose andarono davvero cos\u00ec. La risposta \u00e8 stata un secco <em>no<\/em>. Ma quel no era solo l&#8217;inizio di una catena di ulteriori scoperte. Perci\u00f2, a distanza di cinque anni dalle prime tre puntate di quest&#8217;inchiesta, abbiamo deciso di pubblicarne altre due. Buona lettura.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> (*)<\/p>\n<h5><strong>INDICE<\/strong><br \/>\n<strong>0. Antefatto<\/strong><br \/>\n<strong>1. La versione di Canfora: problemi di metodo<\/strong><br \/>\n<strong>2. La versione di Sessi: quando \u00abproblemi di metodo\u00bb \u00e8 un eufemismo<\/strong><br \/>\n<strong>3. Allargando l&#8217;inquadratura tutto cambia<\/strong><br \/>\n<strong>4. L&#8217;origine della leggenda (1983)<\/strong><br \/>\n<strong>5. L&#8217;uovo di Colombo: leggere i documenti<\/strong><br \/>\n<strong>6. La versione di Canfora (Slight Return)<\/strong><\/h5>\n<p>Nel 2019 abbiamo pubblicato un trittico di articoli su <strong>Norma Cossetto<\/strong>.<br \/>\nIl <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/01\/fantasy-norma-cossetto-1-red-land\/\"><u>primo<\/u><\/a> era un&#8217;analisi critica storiografica e politica del film <i>Rosso Istria<\/i>, cofinanziato dalla Regione Veneto.<br \/>\nIl <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/01\/fantasy-norma-cossetto-2-cosa-sappiamo\/\"><u>secondo<\/u><\/a> una ricostruzione della genesi della narrazione &#8220;consolidata&#8221; su Norma Cossetto, una narrazione basata poco sulle fonti e molto su fantasie per niente innocenti.<br \/>\nIl <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/\"><u>terzo<\/u><\/a>\u00a0era una recensione del fumetto neofascista <i>Foiba rossa<\/i> e soprattutto del libro di <strong>Frediano Sessi<\/strong> <i>Foibe rosse<\/i>, per il quale abbiamo proposto la definizione di \u00aboggetto narrativo <i>male<\/i> identificato\u00bb. Due opere d\u2019ingegno in teoria distanti sul piano culturale e politico, in realt\u00e0 pi\u00f9 simili tra loro di quanto si potrebbe immaginare.<\/p>\n<p>L&#8217;anno successivo, intorno al 10 febbraio,<strong> Luca Casarotti<\/strong> \u2013 che, oltre a essere uno studioso di diritto romano e un musicista, fa parte del nostro gruppo di lavoro ed \u00e8 il presidente dell&#8217;ANPI di Pavia \u2013 \u00e8 stato attaccato dal giornalista <strong>Gian Micalessin<\/strong> per aver criticato la distribuzione istituzionale nelle scuole del fumetto\u00a0<i>Foiba Rossa<\/i>. Ne abbiamo parlato su Medium, nella nota <a href=\"https:\/\/nicolettabourbaki.medium.com\/i-veleni-del-giorno-del-ricordo-nei-media-e-nella-scuola-6d409137dd9e\"><i><u>I veleni del Giorno del Ricordo (nei media e nella scuola)<\/u><\/i><\/a>.<\/p>\n<p>Micalessin, prevedibile come pu\u00f2 esserlo un giornalista che scrive per un giornale che si chiama \u00abil Giornale\u00bb, ha utilizzato contro l&#8217;Anpi quella che i <i>cossettologi<\/i> considerano l&#8217;arma fine di mondo: la storia della laurea ad honorem concessa a Norma Cossetto \u00a0dall&#8217;Universit\u00e0 di Padova nel 1949, per volont\u00e0, cos\u00ec dice la vulgata, del prof. <strong>Concetto Marchesi<\/strong>, latinista di fama, personalit\u00e0 di spicco dell&#8217;antifascismo padovano durante l&#8217;occupazione tedesca, e padre costituente nelle file del Partito comunista italiano.<\/p>\n<p>Questa storia \u2013 in alcune varianti Marchesi \u00e8 anche indicato come relatore di tesi di Norma Cossetto \u2013 ci \u00e8 sempre sembrata <em>molto<\/em> strana, cos\u00ec abbiamo deciso di approfondirla.<!--more--><\/p>\n<h4><b>1. <\/b><b>La versione di Canfora: problemi di metodo<\/b><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-54640\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/sovversivo.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/sovversivo.jpeg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/sovversivo-206x300.jpeg 206w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p>Per prima cosa abbiamo letto la biografia di Concetto Marchesi in quel momento pi\u00f9 recente, quella scritta da <strong>Luciano Canfora<\/strong>,\u00a0che anche in altre occasioni si \u00e8 occupato del latinista:\u00a0<i>Il sovversivo.<\/i><b> <\/b><i>Concetto Marchesi e il comunismo italiano<\/i>, Laterza, Roma-Bari 2019.<\/p>\n<p>Canfora accenna alla vicenda di Norma Cossetto partendo da un articolo di Marchesi uscito il 31 dicembre 1944 su \u00abl\u2019Unit\u00e0\u00bb, intitolato <i>Partigiani del Nord<\/i>. Questa la citazione, cos\u00ec come la propone Canfora:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abla lotta partigiana ebbe inizio disordinato, in vari luoghi e con varia intensit\u00e0 [&#8230;] via via che la tendenza dell&#8217;attesa cedeva alla risolutezza dei gruppi di azione. I principi furono torbidi, tra il settembre e l&#8217;ottobre [del 1943]\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Canfora ipotizza che con l&#8217;espressione \u00abi principi furono torbidi\u00bb Marchesi intendesse<\/p>\n<blockquote><p>\u00abriferirsi a episodi quali la sadica, e infamante per chi la commise, uccisione di Norma Cossetto: istriana, allieva a Padova e a lui ben nota, massacrata da una banda di partigiani titini (o anche italiani) tra il 24 settembre e il 5 ottobre 1943, in zona tra Antignana e Parenzo (Istria), in quanto figlia di un esponente fascista locale. La notizia di tale infamia si diffuse poco dopo il 13 ottobre, quando la riconquista, da parte tedesca, di quella zona port\u00f2 all&#8217;arresto degli assassini-aguzzini. E fu, in seguito (maggio &#8217;49), su proposta di Marchesi, da poco fuori ruolo, che la Facolt\u00e0 di Lettere di Padova sugger\u00ec \u2013 e il rettore Aldo Ferrabino approv\u00f2 \u2013 il conferimento postumo a Norma Cossetto della laurea ad honorem\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma nell&#8217;articolo di Marchesi \u2013 incluso in: Concetto Marchesi, <em>Scritti politici<\/em>, a cura di Maria Todaro-Faranda, Editori Riuniti, 1958; <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Partigiani-del-nord_1958.pdf\">si pu\u00f2 leggere qui<\/a> \u2013 non c&#8217;\u00e8 nulla che suggerisca un possibile riferimento all&#8217;Istria del settembre\/ottobre &#8217;43. L&#8217;espressione \u00abprincipi torbidi\u00bb usata da Marchesi \u00e8 riferita all&#8217;affollamento di antifascisti dell&#8217;ultimo minuto che dopo l&#8217;8 settembre 1943 si avvicinano alla resistenza per interessi personali:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abproprietari, industriali, profittatori [che] sbucarono fuori dalle vacillanti linee fasciste per promettere e donare [&#8230;] dame vecchie e nuove dell&#8217;alta societ\u00e0 [\u2026] [che] s&#8217;inserirono per giocare alla guerra [&#8230;] ufficiali di carriera [che] si posero il problema della propria sistemazione\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Le ulteriori fonti di Canfora sono tre, elencate in due note al testo che rispettivamente recitano:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDebbo molte informazioni su questo orribile crimine alle ricerche solerti di <strong>Maria Grazia Ciani<\/strong>\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLa vicenda \u2013 pi\u00f9 volte riproposta nella polemica sulle gesta iugoslave in Istria \u2013 fu illustrata ancora una volta in Italia, in sede parlamentare, al Senato il 31 maggio 2002 (cfr. Atti parlamentari, Senato della Repubblica, XIV Legislatura, Risposte scritte ad interpellanze, fasc. 33, pp. 1283-1284). Del profondo turbamento di Marchesi per la vicenda Cossetto mi parl\u00f2 (1\u00b0 ottobre 1983) <strong>Lanfranco Zancan<\/strong>\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Proviamo quindi a ripercorrere le fonti indicate da Canfora.<\/p>\n<p>Maria Grazia Ciani \u00e8 una rinomata grecista, traduttrice di Omero; dopo aver lasciato l\u2019Istria durante l&#8217;esodo giuliano-dalmata, si \u00e8 laureata a Padova, dove \u00e8 stata docente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-54641\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/argo.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/argo.jpeg 200w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/argo-195x300.jpeg 195w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Abbiamo cercato traccia delle sue \u00abricerche solerti\u00bb sul caso Cossetto, che Canfora non specifica, e abbiamo trovato un solo possibile riferimento, vale a dire il romanzo breve \u2013 o racconto lungo \u2013 di evidente ispirazione autobiografica <i>Storia di Argo <\/i>(Marsilio, Venezia 2006). Leggendolo, abbiamo constatato che si tratta di una rievocazione di ricordi d&#8217;infanzia dell&#8217;autrice, nata nel 1940.<\/p>\n<p>Non entriamo nel merito di una valutazione del libro sotto il profilo letterario n\u00e9 sotto quello storiografico, se non per dire che ci sembra far parte di quel filone di memorialistica degli \u00abesuli giuliano-dalmati\u00bb di taglio vittimista, caratterizzata da un inconfondibile <i>mood<\/i> passivo-aggressivo e non esente dai peggiori <i>clich\u00e9s\u00a0<\/i>orientalisti applicati agli \u00abslavi\u00bb, dipinti sempre con i tratti disumanizzanti di una violenza minacciosa e atavica.<\/p>\n<p>In ogni caso, nel breve romanzo di Ciani non vi \u00e8 alcuna traccia della vicenda Cossetto. N\u00e9 poteva esserci, data la sua impostazione di <i>memoir <\/i>di un&#8217;autrice che, all\u2019epoca dei fatti, aveva tre anni. Ne abbiamo concluso che l&#8217;esito delle \u00absolerti ricerche\u00bb di Ciani debba essere stato comunicato a Canfora sotto forma di comunicazione privata, per via epistolare o pi\u00f9 probabilmente a voce.<\/p>\n<p>Il Lanfranco Zancan che ha riferito a Canfora del \u00abprofondo turbamento di Marchesi per la vicenda Cossetto\u00bb \u00e8 stato, anche lui, docente all&#8217;Universit\u00e0 di Padova \u2013 era farmacologo \u2013 e ha incrociato l&#8217;esistenza di Concetto Marchesi in una fase cruciale della lotta antifascista. Nel novembre 1943 Zancan aveva nascosto Marchesi in casa propria per sottrarlo all&#8217;arresto da parte dei tedeschi, irritati per il <a href=\"https:\/\/800anniunipd.it\/storia\/il-discorso-di-concetto-marchesi-dinaugurazione-del-722-anno-accademico\/\">discorso inaugurale dell&#8217;anno accademico padovano<\/a>.<\/p>\n<p>Come probabilmente per Ciani, anche in questo caso si tratta di una fonte orale, questa volta un po&#8217; pi\u00f9 circostanziata, vista la data dell&#8217;1 ottobre 1983. Se la testimonianza di Zancan si \u00e8 limitata a riferire questo stato d&#8217;animo di Marchesi, possiamo solo prenderne atto e notare che il suo contenuto \u00e8 privo di ulteriori riscontri. Presumibilmente, la testimonianza \u00e8 stata raccolta mentre Canfora lavorava a <i>La sentenza<\/i>, una ricerca sull&#8217;omicidio di <strong>Giovanni Gentile<\/strong> pubblicata nel 1985 da Sellerio.<\/p>\n<p>Veniamo ora all&#8217;unica fonte scritta e pubblicata citata da Canfora. Si tratta di una citazione che ci \u00e8 subito parsa alquanto evasiva e criptica.<\/p>\n<p><em>Evasiva<\/em>: Canfora scrive che la vicenda Cossetto \u00e8 stata \u00ab<i>pi\u00f9 volte<\/i> riproposta nella polemica sulle gesta jugoslave in Istria\u00bb ed \u00e8 stata \u00ab<i>illustrata ancora una volta<\/i> in Italia, in sede parlamentare\u00bb. Non fornisce alcun riferimento alle volte precedenti in cui la storia di Norma Cossetto \u00e8 stata \u00abriproposta\u00bb, n\u00e9 ci spiega per quale motivo, a suo parere, quest&#8217;ultima illustrazione \u00abin sede parlamentare\u00bb debba essere privilegiata fra le altre, al punto da assurgere a fonte per un testo storiografico di valore scientifico.<\/p>\n<p><em>Criptica<\/em>: per quale motivo un decano della storiografia come Canfora ci d\u00e0 solo gli estremi bibliografici degli atti del Senato, senza dirci nulla di pi\u00f9 su questo importante momento di vita parlamentare? Per esempio: chi ha presentato l&#8217;interpellanza, chi vi ha risposto, e di che tenore erano interpellanza e risposta?<\/p>\n<div id=\"attachment_54642\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54642\" class=\"wp-image-54642\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/meduri.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/meduri.png 243w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/meduri-237x300.png 237w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-54642\" class=\"wp-caption-text\">Renato Meduri<\/p><\/div>\n<p>Leggendo gli atti del Senato abbiamo scoperto che la fonte di Canfora altro non \u00e8 che la risposta scritta dell&#8217;allora \u2013 nel secondo governo Berlusconi \u2013 sottosegretario all&#8217;istruzione <strong>Stefano Caldoro<\/strong> a un&#8217;interrogazione presentata dall&#8217;allora senatore <strong>Renato Meduri<\/strong>.<\/p>\n<p>Alcuni di noi hanno sorriso durante la lettura, riconoscendo il personaggio: Meduri, classe 1937, esponente di spicco del neofascismo calabrese, \u00e8 stato uno dei capi dei \u00abBoia chi molla!\u00bb nel 1970; nel 1979 \u2013 stando a <a href=\"https:\/\/archive.is\/ITTH9\">quanto lui stesso racconta in un&#8217;intervista del 2015<\/a> \u2013 ha dato sostegno e ospitalit\u00e0 al neonazista\u00a0<strong>Franco Freda<\/strong> prima della fuga di quest&#8217;ultimo in Costarica. Senatore di Alleanza nazionale per pi\u00f9 legislature, Meduri ha presentato nel dicembre del 2001 un&#8217;interpellanza al governo, nelle cui premesse \u00e8 detto fra l&#8217;altro:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abche all&#8217;entrata dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova \u00e8 stata da tempo collocata una lapide dedicata ai \u201cmartiri del nazismo\u201d; che detta lapide fu voluta dall&#8217;allora Rettore dell&#8217;Universit\u00e0 prof. Concetto Marchesi, indicato da diverse fonti (tra le quali il libro del senatore <strong>Giorgio Pisan\u00f2<\/strong> Storia della Guerra Civile [&#8230;]) come uno dei mandanti dell&#8217;assassinio del filosofo Giovanni Gentile; che in tale lapide a ricordo dei &#8220;martiri del nazismo&#8221; figura anche il nome di Norma Cossetto, orrendamente seviziata e violentata da 17 partigiani titini. La descrizione del terribile atto criminoso \u00e8 riportata dallo storico <strong>Arrigo Petacco<\/strong> nel suo libro L\u2019Esodo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dopo le premesse, Meduri<\/p>\n<blockquote><p>\u00abchiede di sapere se non si intenda controllare la veridicit\u00e0 di quanto sopra esposto ed in caso affermativo se non si intenda chiedere alle competenti autorit\u00e0 quantomeno di togliere il nome di Norma Cossetto, martire istriana massacrata dai comunisti italo-titini nel settembre del 1943, dalla lapide posta all&#8217;ingresso dell\u2019Universit\u00e0 di Padova\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nella sua risposta al senatore Meduri, il sottosegretario Caldoro si limita a riportare il contenuto di una comunicazione da parte del rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, in cui si ripercorre l&#8217;iter del conferimento della laurea ad honorem a Norma Cossetto e si osserva che<\/p>\n<blockquote><p>\u00abl&#8217;espressione &#8220;martiri del nazismo&#8221; non compare in nessuna lapide dedicata ai caduti universitari per cause belliche. La lapide, ove \u00e8 inciso il nome di Norma Cossetto, riporta oltre un centinaio di nomi di studenti, docenti e non docenti caduti tra il 1943 e il 1945 per la causa della libert\u00e0\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Caldoro \u2013 ossia, per suo tramite, il rettore dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova \u2013 non dice nulla, nella sua risposta, riguardo alle circostanze dell&#8217;uccisione di Norma Cossetto, n\u00e9 circa un presunto ruolo di Marchesi nella vicenda del conferimento della laurea ad honorem. Tutti i particolari riportati da Canfora \u2013 la sadica e infamante uccisione, o massacro, ad opera di una banda di partigiani titini, o anche italiani; l\u2019arresto degli assassini-aguzzini da parte dei tedeschi riconquistatori; la proposta di Marchesi del conferimento postumo della laurea ad honorem quale risarcimento del misfatto \u2013, tutte queste circostanze, ripetiamo, <i>non ci sono<\/i> nella replica di Caldoro.<\/p>\n<p>Qualcuna di esse \u00e8 invece presente nell\u2019interrogazione dell\u2019anziano camerata Meduri, il quale peraltro \u2013 a differenza di Canfora \u2013 ha citato puntualmente le proprie fonti: la <i>Storia della guerra civile in Italia 1943-1945 <\/i>del fascista, e anche lui senatore, Giorgio Pisan\u00f2; e il volume <i>L&#8217;esodo. La tragedia negata degli italiani d\u2019Istria, Dalmazia e Venezia Giulia<\/i> del giornalista e divulgatore Arrigo Petacco.<\/p>\n<p>Fonti, si direbbe, non particolarmente attendibili, dato per esempio che Meduri, sulla scorta di Pisan\u00f2, ha erroneamente attribuito a Marchesi il ruolo di mandante nell&#8217;esecuzione di Giovanni Gentile. Errore non rilevato da Canfora, che pure sull&#8217;argomento ha scritto un intero libro.<\/p>\n<h4><b>2. La versione di Sessi: quando \u00abproblemi di metodo\u00bb \u00e8 un eufemismo<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_54643\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54643\" class=\"wp-image-54643\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/frediano-sessi.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/frediano-sessi.jpeg 1063w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/frediano-sessi-300x251.jpeg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/frediano-sessi-1024x857.jpeg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/frediano-sessi-768x643.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-54643\" class=\"wp-caption-text\">Frediano Sessi<\/p><\/div>\n<p>Nel febbraio 2020 abbiamo riletto anche le pagine di Frediano Sessi, e le nostre perplessit\u00e0 sono aumentate.<\/p>\n<p>Nella scrittura del suo libro, Sessi deve per forza aver consultato la documentazione dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova relativa al conferimento della laurea ad honorem, ma non ha indicato nessun riferimento d\u2019archivio in bibliografia. Nella finzione narrativa \u00e8 l\u2019amica di Norma, <strong>Andreina Bresciani<\/strong>, a mostrare all&#8217;autore i documenti d\u2019epoca, da lei gelosamente custoditi.<\/p>\n<p>Da quei documenti risulta per\u00f2 che il relatore di tesi non fosse Concetto Marchesi, come asserito dalla sorella <strong>Licia Cossetto<\/strong>, bens\u00ec il geografo irredentista <strong>Arrigo Lorenzi<\/strong>. Il Sessi narrante osserva anche che in quelle carte \u00absi sente la mancanza di qualcosa\u00bb: non solo Concetto Marchesi non compare come relatore, ma non compare proprio in nessun modo. Sessi allora, pur di tenere fermo il punto di un Concetto Marchesi promotore della laurea ad honorem, si lancia in strampalate congetture sulla fase geopolitica, tripli salti mortali pur di non ammettere che da decenni su questa cosa non la si racconta giusta.<\/p>\n<p>Sessi ipotizza che la diceria che Concetto Marchesi fosse il relatore di Norma Cossetto potrebbe essere un falso messo in giro (da chi?) per \u00abnascondere la tragedia delle foibe\u00bb (sfugge il nesso logico), e rimprovera a Marchesi di non aver smentito la diceria.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti, Sessi interpreta l&#8217;assenza di riferimenti a Marchesi nei documenti d&#8217;archivio relativi alla laurea ad honorem come il segno che Marchesi inizialmente (nel 1946) avrebbe proposto l&#8217;attribuzione della laurea perch\u00e9 all&#8217;epoca Togliatti criticava Tito, ma poi si sarebbe tirato indietro perch\u00e9 nel 1949 il Pci non poteva pi\u00f9 criticare Tito, in quanto la Jugoslavia offriva rifugio a molti comunisti italiani \u00abimplicati nei regolamenti di conti del nostro dopoguerra\u00bb.<\/p>\n<p>Si tratta di una tesi talmente rovesciata rispetto alla realt\u00e0 storica da risultare addirittura demenziale. Nel giugno 1948 il persistente ma, fino a quel punto, sotterraneo conflitto tra Stalin e Tito divenne pubblico con l&#8217;espulsione della Jugoslavia dal Cominform. Il Pci da un giorno all&#8217;altro smise di considerare Tito un eroe della lotta al nazifascismo e prese a dipingerlo come un criptofascista traditore della rivoluzione. Tra il 1948 e la morte di Stalin nel 1953, molti quadri comunisti italiani espatriati in Jugoslavia rimasero fedeli a Stalin seguendo le direttive del Pci, e per questo subirono processi politici, scontarono condanne anche molto dure, o decisero di tornare in Italia. Esattamente il contrario di quanto sostenuto da Sessi.<\/p>\n<p>Sessi infine ipotizza addirittura che Marchesi, dopo aver proposto la laurea ad honorem per Cossetto, ne abbia discretamente fatto modificare la motivazione, e fatto sostituire la dicitura \u00abuccisa dai partigiani slavi\u00bb con la pi\u00f9 generica \u00abcaduta per la libert\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>A noi invece sembrava, in quel febbraio del 2020, che l\u2019assenza di ogni riferimento a Concetto Marchesi nella documentazione relativa alla laurea ad honorem avesse una spiegazione pi\u00f9 semplice: Concetto Marchesi, in quell&#8217;operazione, probabilmente non aveva avuto nessun ruolo.<\/p>\n<h4><b>3. Allargando l&#8217;inquadratura tutto cambia<\/b><\/h4>\n<p>In quei giorni strani di febbraio abbiamo incontrato, nelle nostre verifiche online, una tesi di laurea magistrale in storia, compilata e discussa all&#8217;Universit\u00e0 di Padova nel 2013 da <strong>Giacomo Graziuso<\/strong> sotto la supervisione della prof. <strong>Giulia Albanese<\/strong>: <a href=\"https:\/\/thesis.unipd.it\/handle\/20.500.12608\/19490\"><i><u>Giovent\u00f9 e Universit\u00e0 italiana tra fascismo e Resistenza: l&#8217;attribuzione delle lauree Honoris Causa nell\u2019Archivio del Novecento dell\u2019Universit\u00e0 di Padova [1926-1956]<\/u><\/i><\/a>.<\/p>\n<p>In quella tesi \u00e8 ricostruita con dovizia di fonti una storia completamente diversa da quella che racconta Sessi.<\/p>\n<p>Il lavoro di Graziuso non si occupa specificamente di Norma Cossetto, e questo ci ha permesso per la prima volta di allargare l&#8217;inquadratura, operazione fondamentale quando ci si vuole occupare di narrazioni storiche quantomeno dubbie.<\/p>\n<p>Leggendo la tesi si appura che la laurea ad honorem di Norma Cossetto non fu un riconoscimento specifico a lei, ma rientrava in un&#8217;operazione a vasto raggio dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova che, nell&#8217;arco di un decennio a partire dal 1946, in cinque diverse cerimonie, ha attribuito lauree\u00a0ad honorem ai suoi studenti caduti durante la guerra.<\/p>\n<p>Fatti salvi alcuni paletti relativi alla militanza in formazioni collaborazioniste, il riconoscimento era destinato ai \u00abcaduti per la libert\u00e0 o sul campo d&#8217;onore\u00bb. Gi\u00e0 in questa dicitura \u00e8 possibile riscontrare un margine di ambiguit\u00e0 che nel tempo avrebbe creato contraddizioni anche stridenti. La formula infatti, in discontinuit\u00e0 con le lauree\u00a0ad honorem attribuite durante il periodo fascista, era pensata innanzitutto per onorare i caduti nelle formazioni partigiane, ma lasciava aperto uno spiraglio anche a chi, prima dell&#8217;8 settembre 1943, era morto indossando la divisa italiana nelle guerre imperialiste volute dal regime fascista.<\/p>\n<p>A decidere sull\u2019attribuzione delle lauree ad honorem fu un&#8217;apposita commissione che nel corso degli anni cambi\u00f2 pi\u00f9 volte composizione. Ne fecero parte sia personalit\u00e0 puramente accademiche \u2013 Efisio Mameli ed Enrico Guicciardi \u2013 sia personalit\u00e0 dal forte profilo politico \u00a0\u2013 l&#8217;azionista Norberto Bobbio, fino al 1947, e i democristiani Luigi Carraro e Lanfranco Zancan \u2013, ma Concetto Marchesi <em>non ne fece mai parte<\/em>.<\/p>\n<p>Proviamo ora a sintetizzare il lavoro della commissione, e come viene trattato il caso di Norma Cossetto.<\/p>\n<p>In una prima fase si raccolgono segnalazioni su casi di studenti morti per cause belliche. Nel 1946 si inviano a famiglie, associazioni \u00abdi combattenti\u00bb, a comuni di residenza, ecc. lettere di richiesta di informazioni dettagliate sui singoli casi. Successivamente la commissione vaglia i documenti e delibera sull&#8217;attribuzione delle lauree ad honorem. La prima cerimonia si svolge l&#8217;11 giugno 1947, la seconda l&#8217;8 febbraio 1948.<\/p>\n<p>Il primo contatto tra l&#8217;Universit\u00e0 di Padova e la famiglia Cossetto risale alla primavera del 1948. In settembre l&#8217;universit\u00e0 riceve dalla famiglia la documentazione richiesta, e nel novembre la commissione delibera la concessione della laurea ad honorem. La laurea viene ufficialmente attribuita nella cerimonia dell&#8217;8 maggio 1949.<\/p>\n<p>La quarta e la quinta cerimonia si svolgono rispettivamente nel 1954 e nel 1956.<\/p>\n<p>Durante tutto l&#8217;iter non risulta che Concetto Marchesi abbia svolto alcun ruolo. Il suo nome compare nei verbali una sola volta, cio\u00e8 quando la commissione, il 3 dicembre 1946, oltre ad affidare al rettore Meneghetti il compito di pronunciare l&#8217;elogio di Marchesi nella cerimonia dell&#8217;11 giugno 1947, registra la volont\u00e0 di Marchesi in merito alla targa da apporre nel cortile del Bo: secondo Marchesi la targa non avrebbe dovuto riportare i nomi degli studenti caduti, ma solo la motivazione della medaglia d\u2019oro al valor militare concessa all&#8217;universit\u00e0. \u00c8 peraltro cosa nota a chiunque entri al Bo che alla fine si opt\u00f2 per una targa che riportasse i nomi dei caduti.<\/p>\n<div id=\"attachment_54659\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54659\" class=\"wp-image-54659\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Desiderio-Milch_unipd_1.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Desiderio-Milch_unipd_1.jpeg 583w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Desiderio-Milch_unipd_1-211x300.jpeg 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-54659\" class=\"wp-caption-text\">Desiderio Milch (1923 \u2013 1944)<\/p><\/div>\n<p>Come abbiamo accennato, la formula \u00abcaduti per la libert\u00e0 o sul campo d&#8217;onore\u00bb risultava ambigua. A <strong>Desiderio Milch<\/strong>, morto ad Auschwitz dove era stato deportato in quanto ebreo, nella <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/19480526-verbali-commissione-onoranze-studenti-caduti-26-05-1948.pdf\">seduta del 26 maggio 1948<\/a> viene negata la laurea ad honorem perch\u00e9 \u00abla morte era dovuta a ragioni esclusivamente razziali\u00bb. La laurea gli viene poi assegnata nel 1954. Annotiamo che nella stessa seduta del 26 maggio 1948 viene invece dato sostanzialmente il via libera \u2013 con la sola richiesta di ulteriore documentazione \u2013 alla laurea a Norma Cossetto, \u00abuccisa dai partigiani slavi\u00bb, in quanto caduta per \u00abla causa dell&#8217;italianit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Quello di Cossetto non \u00e8 l&#8217;unico caso in cui la laurea viene assegnata a studenti caduti per mano di partigiani.<\/p>\n<p>Nella cerimonia dell&#8217;8 febbraio 1948, ad esempio, la laurea viene attribuita a <strong>Decio Astorri<\/strong>, tenente dei carabinieri, fucilato dai partigiani greci a Farsala in Tessaglia nel marzo del 1943.<\/p>\n<div id=\"attachment_54649\" style=\"width: 706px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54649\" class=\"size-full wp-image-54649\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/domeniko-1021x576-768x433-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/domeniko-1021x576-768x433-1.jpeg 696w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/domeniko-1021x576-768x433-1-300x169.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><p id=\"caption-attachment-54649\" class=\"wp-caption-text\">Kaukaki, Grecia. \u00abIn questo luogo furono uccisi in massa 118 uomini di Domeniko, 5 uomini di Dam\u00e0si, 12 uomini di Mesoh\u00f2ri, il 16\/2\/1943, dalle truppe italiane d&#8217;occupazione\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>Nel febbraio del 1943 a Domenikon, poco lontano da Farsala, l&#8217;esercito italiano si era reso responsabile di uno dei pi\u00f9 efferati crimini di guerra commessi in Grecia durante l&#8217;occupazione nazifascista: il massacro di 135 civili come rappresaglia per un attacco partigiano in cui erano rimasti uccisi nove militi italiani. La commissione ignora completamente il contesto in cui avvenne la morte di Astorri, anteponendo un astratto concetto di onore a ogni altro tipo di valutazione.<\/p>\n<h4><b>4. L&#8217;origine della leggenda (1983)<\/b><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-36854\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/storia_illustrata_1983.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"255\" \/>A quel punto ci era chiaro che l&#8217;intera faccenda della laurea voluta da Concetto Marchesi era un&#8217;invenzione.<\/p>\n<p>La possibile motivazione era facilmente immaginabile: utilizzare la figura di Concetto Marchesi \u2013 comunista, antifascista, costituente \u2013 come salvacondotto, utile a dare forza alla tenuta della narrazione dei <i>cossettologi<\/i>\u00a0e alle sue finalit\u00e0 politiche. Si trattava quindi di capire: invenzione di chi? Risalente a quando?<\/p>\n<p>Andando a ritroso nelle fonti che avevamo gi\u00e0 consultato e che nei post precedenti abbiamo citato, abbiamo scoperto che il nome di Marchesi in relazione a Cossetto compare per la prima volta nel luglio del 1983 nell&#8217;articolo <i>Tutta la verit\u00e0 sulle foibe.<\/i> 1943-1945. Le stragi di italiani in Venezia Giulia, Fiume, Istria e Dalmazia di <strong>Antonio Pitamitz<\/strong>, pubblicato sulla rivista \u00abStoria Illustrata\u00bb, n. 306, maggio 1983.<\/p>\n<p>Ce ne siamo gi\u00e0 occupati <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/01\/fantasy-norma-cossetto-2-cosa-sappiamo\/\">nella seconda puntata<\/a>: quell&#8217;articolo \u00e8 <em>fondativo<\/em>, vi compaiono per la prima volta molti dettagli che diverranno parte della vulgata su Norma Cossetto.<\/p>\n<p>Con riferimento alla laurea, Pitamitz afferma:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abl&#8217;Universit\u00e0 di Padova, su proposta di Concetto Marchesi, e con l&#8217;unanimit\u00e0 del Consiglio della Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia, le confer\u00ec la laurea &#8220;Honoris Causa&#8221;\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>E poi continua:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abE, come ha dichiarato Licia Cossetto a Storia Illustrata, a chi obiett\u00f2 che non era da dare, perch\u00e9 Norma non era caduta per la libert\u00e0, che non era una partigiana, Concetto Marchesi rispose che era caduta per l&#8217;italianit\u00e0 dell\u2019Istria, che lui la conosceva molto bene e meritava pi\u00f9 di chiunque altro quel riconoscimento\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Va notato che nel 1970 <strong>Flaminio Rocchi<\/strong>\u00a0\u2013 nel suo\u00a0<i>L\u2019esodo dei giuliani, fiumani e dalmati<\/i>, Difesa Adriatica, Roma 1970, pp. 60-61 \u2013 si era limitato a scrivere che \u00abnel 1949 l&#8217;Universit\u00e0 di Padova le attribuir\u00e0 la laurea ad honorem in lettere\u00bb. Invece nel 1990 lo stesso Rocchi, nella seconda edizione del medesimo volume, propose una nuova versione, aumentata persino rispetto a quella di Pitamitz:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPadova 1949. Il rettore dell&#8217;Universit\u00e0 conferisce la laurea a Norma Cossetto. Stava preparando la tesi di laurea con il professore comunista Concetto Marchesi. Questi, appresa la notizia della sua tragica morte, propose personalmente il conferimento della laurea\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>E pi\u00f9 avanti:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abA coloro che obiettavano che la Cossetto non era una partigiana, Marchesi rispose che essa se la meritava pi\u00f9 di ogni altro, perch\u00e9 era morta per l&#8217;italianit\u00e0 dell&#8217;Istria\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quindi possiamo dire che con buona probabilit\u00e0 \u00e8 stata Licia Cossetto a inventare la storia della laurea ad honorem voluta da Concetto Marchesi, e che \u00e8 stato Antonio Pitamitz a renderla pubblica.<\/p>\n<p>Diventa quindi ancora pi\u00f9 ridicolo il modo in cui Sessi tratta tutta la questione: rimprovera a Marchesi \u2013 morto nel 1957 \u2013 di non aver smentito una voce \u00a0\u2013 quella secondo cui sarebbe stato lui il relatore di Cossetto \u2013 entrata in circolo dopo il 1983. Una voce che, sempre secondo Sessi, aveva lo scopo di \u00abnascondere la tragedia delle foibe\u00bb (?).<\/p>\n<p>Ce n&#8217;era abbastanza per decidere di consultare direttamente la documentazione di Padova. Ma eravamo ormai alla fine del febbraio 2020. Di l\u00ec a poco sarebbe arrivato il lockdown e gli archivi sarebbero rimasti chiusi per chiss\u00e0 quanto tempo. E poi c&#8217;era <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2022\/10\/la-morte-la-fanciulla-e-lorco-rosso\/\"><em>La morte, la fanciulla e l&#8217;orco rosso<\/em><\/a>\u00a0da condurre in porto. Cos\u00ec il dossier \u00e8 finito nel cassetto, e l\u00ec \u00e8 rimasto per molto tempo.<\/p>\n<h4><b>5. L&#8217;uovo di Colombo: leggere i documenti<\/b><\/h4>\n<p>Passano gli anni, tra pandemie, guerre, crisi climatica. Tutto cambia, tranne la strana, morbosa attrazione del ceto politico italiano per Norma Cossetto; attrazione che si rinvigorisce ulteriormente nell&#8217;atmosfera satura di nazionalismo e di militarismo che avvolge la nuova fase.<\/p>\n<p>Arriva il 10 febbraio 2024 e all&#8217;ennesimo intervento dell&#8217;assessore di turno che per l&#8217;ennesima volta, dopo una rapida consultazione di Wikipedia, ricicla la solita storia di Concetto Marchesi che personalmente si adopera per far assegnare la laurea ad honorem a Norma Cossetto, decidiamo finalmente di riprendere in mano il dossier.<\/p>\n<p>Non troviamo nessuna difficolt\u00e0 nel consultare i documenti che ci interessano, conservati nell\u2019Archivio del Novecento dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova.<\/p>\n<p>Nel faldone su Norma Cossetto e nei verbali della commissione troviamo conferma a quanto avevamo ipotizzato leggendo la tesi di Graziuso: in tutta la procedura per l&#8217;assegnazione delle lauree ad honorem Concetto Marchesi non ha avuto alcun ruolo.<\/p>\n<div id=\"attachment_54644\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/piano_studi_Cossetto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54644\" class=\"wp-image-54644\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/piano_studi_Cossetto.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/piano_studi_Cossetto.jpg 1200w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/piano_studi_Cossetto-300x139.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/piano_studi_Cossetto-1024x473.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/piano_studi_Cossetto-768x355.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-54644\" class=\"wp-caption-text\">Dettaglio dal Piano di studi di Norma Cossetto.<\/p><\/div>\n<p>Dai documenti che abbiamo consultato emerge innanzitutto che Cossetto sostiene l&#8217;esame di latino al primo anno con Marchesi. Al terzo anno nel suo piano di studi viene annotato ufficialmente che il suo relatore di tesi \u00e8 il prof. Arrigo Lorenzi, geografo irredentista e sostenitore della teoria dei confini naturali. Per quanto riguarda le pratiche per il conferimento della laurea <i>ad honorem<\/i>, sulla busta relativa a Norma Cossetto si legge l&#8217;annotazione \u00abuccisa dai partigiani slavi\u00bb.<\/p>\n<p>Dalle carte risulta che il caso entra nel radar dell&#8217;universit\u00e0 nel novembre 1946, ma fino alla primavera del 1948 l&#8217;universit\u00e0 non riesce a mettersi in contatto diretto con la famiglia Cossetto, e pertanto la commissione rinvia di volta in volta la valutazione sul caso. Da notare che gli stessi problemi di mancata comunicazione riguardano numerosi studenti, non solo Cossetto.<\/p>\n<div id=\"attachment_54645\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/modulo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54645\" class=\"wp-image-54645\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/modulo.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/modulo.jpg 623w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/modulo-216x300.jpg 216w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-54645\" class=\"wp-caption-text\">Lettera dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova alla famiglia Cossetto, 13 marzo 1948, clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Il 13 marzo 1948 l&#8217;universit\u00e0 invia una lettera alla famiglia Cossetto, in cui chiede, non avendo ricevuto risposta alle precedenti lettere, di compilare un modulo ai fini della concessione della laurea <i>ad honorem<\/i>, e di allegare un atto ufficiale che certifichi la morte di Norma Cossetto \u00abin fatto d&#8217;arme o per causa bellica\u00bb.<\/p>\n<p>Il 29 aprile Licia Cossetto invia in risposta <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Lettera_di_Licia_Cossetto_29041948.pdf\">una lettera scritta a mano<\/a>, in cui, dopo essersi scusata per non aver risposto alle lettere precedenti, spiega che la sorella \u00abper essere stata sempre una pura italiana, e per essere stata insegnante di italiano in quei luoghi, a soli 23 anni ha dovuto subire torture indicibili ed \u00e8 finita in una foiba della profondit\u00e0 di 120 metri\u00bb. Alla lettera sono allegati il modulo compilato e firmato da Licia Cossetto e l&#8217;atto notorio del comune di Novara rilasciato su istanza della madre, Margherita Miccattovi Pacchialat vedova Cossetto.<\/p>\n<p>Il 26 maggio la commissione si riunisce, e \u00abpur non mettendo in dubbio l&#8217;atto di notoriet\u00e0, e pur ammettendo ed ammirando il sacrificio della scomparsa per i suoi sentimenti di italianit\u00e0\u00bb, chiede alla famiglia Cossetto un ulteriore atto ufficiale in cui le circostanze della morte e \u00abla causa di italianit\u00e0 per la quale la signorina \u00e8 stata selvaggiamente trucidata\u00bb siano attestate da persone che ne abbiano avuto conoscenza diretta, \u00abde visu\u00bb. Il documento richiesto, contenente la dichiarazione giurata di quattro testimoni del luogo, viene emesso dalla procura di Trieste il 5 agosto 1948, e inviato a Padova il 7 settembre.<\/p>\n<div id=\"attachment_54646\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/la_commissione_delibera.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54646\" class=\"wp-image-54646\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/la_commissione_delibera.jpg\" alt=\"Laurea ad honorem a Norma Cossetto: la delibera\" width=\"200\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/la_commissione_delibera.jpg 1000w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/la_commissione_delibera-205x300.jpg 205w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/la_commissione_delibera-701x1024.jpg 701w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/la_commissione_delibera-768x1122.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-54646\" class=\"wp-caption-text\">Verbale della seduta del 16\/11\/1948 della Commissione onoranze studenti caduti dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova, clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Il 16 novembre la commissione delibera il conferimento della laurea <i>ad honorem<\/i> senza ulteriori discussioni o richieste. Il 26 aprile 1949 l&#8217;universit\u00e0 spedisce alla famiglia Cossetto l&#8217;invito alla cerimonia dell&#8217;8 maggio. E questo \u00e8 quanto.<\/p>\n<p>Si tratta di un carteggio non particolarmente fitto, in cui l&#8217;interlocutore della famiglia Cossetto non \u00e8 in nessun modo Concetto Marchesi, ma l&#8217;Universit\u00e0 di Padova.<\/p>\n<p>Dobbiamo ora commentare il contenuto di alcuni documenti.<\/p>\n<p>Nel suo libro Sessi riporta la testimonianza diretta di Licia Cossetto, che racconta di aver messo subito in chiaro con Concetto Marchesi che loro padre era un fascista. E sostiene che Marchesi le avesse risposto che \u00abnon importava; era una ragazza meritevole, morta cos\u00ec tragicamente, per la libert\u00e0 dell\u2019Istria\u00bb. Ma Licia Cossetto, nella sua lettera manoscritta all\u2019Universit\u00e0 \u2013 e non a Concetto Marchesi, lo ripetiamo \u2013, non mette affatto in chiaro che il padre fosse un fascista. Al contrario, sta bene attenta a non parlare di fascismo, e si limita a parlare di \u00abpura italianit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Alla commissione questa \u00abpura italianit\u00e0\u00bb deve essere sembrata qualcosa di molto bello e romantico, immaginiamo; ma cosa intendessero dire i nazionalisti italiani quando parlavano di \u00abpura italianit\u00e0\u00bb in Istria, lo spieg\u00f2 bene il nazionalista italiano <strong>Ruggero Timeus<\/strong> nel 1912, dieci anni prima della marcia su Roma:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNell&#8217;Istria la lotta nazionale \u00e8 una fatalit\u00e0 che non pu\u00f2 avere il suo compimento se non nella sparizione completa di una delle due razze che si combattono\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Concetto chiarito ulteriormente nel 1913:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSe una volta avremo la fortuna che il governo sia quello della patria italiana, faremo presto a sbarazzarci di tutti questi bifolchi sloveni e croati\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Citazioni tratte da: Ruggero Timeus, <i>Scritti politici, 1911-1915<\/i>, Tipografia del Lloyd Triestino, Trieste 1929, cit. in Livio Isaak Sirovich, <i>Fatti e miti irredentisti e nazionalisti di un alpinismo di frontiera: il caso di Trieste<\/i>, in \u00abArchivio trentino\u00bb, 49, 2, 2000, pp. 53-64.<\/p>\n<p>La seconda osservazione sui documenti riguarda i due atti notori e il Foglio informazioni compilato da Licia Cossetto. In tutti e tre i documenti le circostanze della morte di Norma Cossetto vengono descritte in modo molto scarno: arrestata a casa propria a Santa Domenica di Visinada (Labinci) da partigiani jugoslavi il 2 ottobre, fu gettata nella foiba di Surani (\u0160urani) il 4 (o la notte tra il 4 e il 5) ottobre. Sessi (che queste carte le ha viste) osserva: \u00abcome mai le ricostruzioni successive si riferiscono sempre al 26 settembre?\u00bb<\/p>\n<p>Gi\u00e0. Come mai? Sessi non ritiene di dover approfondire. Lo faremo noi nella prossima puntata.<\/p>\n<h4><b>6. La versione di Canfora (Slight Return)<\/b><\/h4>\n<p>In quel processo sempre in atto che \u00e8 la ricerca storica, la verifica delle fonti \u2013 come ci ha insegnato <strong>Marc Bloch<\/strong> \u2013 \u00e8 un momento fondamentale, da affrontare con attenzione e disciplina pari alla ricerca, allo spoglio e alla presentazione di quelle fonti. E altrettanta attenzione va applicata alla verifica dell&#8217;autorevolezza non solo della fonte, non solo dell&#8217;oscuro testimone, ma anche di chi le fonti le propone. In questo senso, pensiamo sia importante, nel passaggio alla prossima puntata, tornare su quanto Canfora scrive a proposito di Concetto Marchesi e la laurea a Norma Cossetto.<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 stato possibile che uno storico serio come Canfora prendesse per buona una minestrina fatta di nulla, riscaldata nelle cucine tristi della memorialistica revanscista?<\/p>\n<p>Nel caso specifico il passaggio su Norma Cossetto pare dettato soprattutto dalla volont\u00e0 di mettere in luce l&#8217;umanit\u00e0 di Marchesi, di descriverlo come un uomo che \u00e8 turbato anche dai \u00abcrimini\u00bb commessi dalla propria parte. Il Pci-ismo incallito di Canfora, la sua difesa a spada tratta del retaggio di Togliatti (ma anche di Stalin) \u2013 compresa dunque la condanna dell&#8217;eresia jugoslava \u2013, il suo sospetto nei confronti di tutto ci\u00f2 che si muova dal basso (dai movimenti di oggi alle <i>jacqueries<\/i> e vendette di classe del passato) hanno fatto il resto. Ma a nostro avviso non si tratta solo di questo.<\/p>\n<p>Nella storia antica \u00e8 normale che, all&#8217;osso, le fonti consistano in un pugno di \u00abTizio dice che\u2026\u00bb, \u00abCaio riferisce che\u2026\u00bb. Si tratti di Tucidide, Senofonte, Erodoto, Plinio il vecchio, Tacito o chi altri, sulle loro asserzioni e testimonianze lo spazio di verifica delle fonti \u00e8 molto pi\u00f9 ristretto di quello su asserzioni e testimonianze di Indro Montanelli o Giorgio Pisan\u00f2 o\u2026 Maria Grazia Ciani. La storia contemporanea ha a che fare con una mole di documenti sterminata, incomparabile con quella su cui lavorano gli antichisti. Il problema \u00e8 che le voci messe in circolo da Tucidide non sono dispositivi che operano direttamente nel presente. Quelle messe in circolo da Antonio Pitamitz invece s\u00ec. E il rischio di amplificare voci e narrazioni non verificate e usate strumentalmente \u00e8 sempre dietro l&#8217;angolo.<\/p>\n<p>\u2013<\/p>\n<p><strong>N.B.<\/strong> I commenti verranno aperti in calce alla seconda puntata di questo dittico, la quinta della <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/tag\/inchiesta-su-norma-cossetto\/\"><strong>pentalogia<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">* <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> \u00e8 un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete, sulle false notizie a tema storico e sulla riabilitazione dei fascismi in tutte le sue varianti e manifestazioni. Il gruppo si \u00e8 formato nel 2012 in seguito a <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/09\/laguzzino-jettatore-e-il-mausoleo-delle-sfighe\/\">una discussione su questo stesso blog<\/a> e ha al suo attivo molte inchieste e diverse pubblicazioni.<br \/>\nNel 2017 ha ideato e curato lo speciale <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/nicoletta-bourbaki\/2017\/02\/10\/foibe\">\u00abLa storia intorno alle foibe\u00bb<\/a> per la rivista <em>Internazionale<\/em>.<br \/>\nNel 2018 ha pubblicato on line la guida didattica <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/questo-chi-lo-dice\/\"><em>Questo chi lo dice? E perch\u00e9?<\/em><\/a><br \/>\nNel 2019 un suo intervento intitolato <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/39545215\/La_narrazione_della_storia_in_Wikipedia_pratiche_ideologie_conflitti_per_la_memoria_nellEnciclopedia_Libera_Versione_pre_print_\">\u00abLa narrazione della storia in Wikipedia: pratiche, ideologie, conflitti per la memoria nell\u2019Enciclopedia libera<\/a>\u00bb \u00e8 stato incluso nel volume <em>Textual Philology Facing Liquid Modernity<\/em>: <em>Identifying Objects<\/em>, <em>Evaluating Methods<\/em>, <em>Exploiting Media <\/em>(numero monografico, fascicolo 5, della rivista <em>Storie e linguaggi<\/em>, fondata dagli storici Franco Cardini e Paolo Trovato).<br \/>\nNel 2022 ha pubblicato per le edizioni Alegre il saggio d\u2019inchiesta storiografica\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2022\/10\/la-morte-la-fanciulla-e-lorco-rosso\/\"><em>La morte, la fanciulla e l\u2019orco rosso. Il caso Ghersi: come si inventa una leggenda antipartigiana<\/em><\/a>.<br \/>\nNel 2024 ha portato a termine <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/tag\/inchiesta-su-norma-cossetto\/\">la pi\u00f9 completa ricerca mai realizzata sulla figura di <strong>Norma Cossetto<\/strong><\/a>, le circostanze della sua morte, le false notizie di stampo neofascista che la avviluppano.<br \/>\nLo pseudonimo \u00abNicoletta Bourbaki\u00bb \u00e8 un <em>d\u00e9tournement<\/em> di \u00abNicolas Bourbaki\u00bb, maschilissimo gruppo di matematici francesi attivo dagli anni Trenta agli anni Ottanta del XX secolo.<br \/>\nNicoletta Bourbaki \u00e8 <a href=\"https:\/\/nicolettabourbaki.medium.com\/\">su Medium<\/a> e <a href=\"https:\/\/t.me\/NicolettaBourbaki\">su Telegram<\/a>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tutte le puntate dell&#8217;inchiesta sul caso Norma Cossetto sono qui. di Nicoletta Bourbaki (*) INDICE 0. Antefatto 1. La versione di Canfora: problemi di metodo 2. La versione di Sessi: quando \u00abproblemi di metodo\u00bb \u00e8 un eufemismo 3. Allargando l&#8217;inquadratura tutto cambia 4. L&#8217;origine della leggenda (1983) 5. L&#8217;uovo di Colombo: leggere i documenti 6. 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