{"id":51222,"date":"2023-02-15T09:20:22","date_gmt":"2023-02-15T08:20:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=51222"},"modified":"2025-03-18T14:06:09","modified_gmt":"2025-03-18T13:06:09","slug":"guerra-alla-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2023\/02\/guerra-alla-guerra\/","title":{"rendered":"Il linguaggio belligerante e il diritto di dissentire. Un estratto dal nuovo libro di Matteo Pucciarelli \u00abGuerra alla guerra\u00bb"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_51226\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858150306\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-51226\" class=\"wp-image-51226\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/guerra_alla_guerra.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"1050\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/guerra_alla_guerra.jpg 800w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/guerra_alla_guerra-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/guerra_alla_guerra-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/guerra_alla_guerra-768x1152.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-51226\" class=\"wp-caption-text\">Il nuovo libro di Matteo Pucciarelli (Livorno, 1984). \u00abUn libro reportage per raccontare le storie e i protagonisti di un pensiero critico, alto e silenziato di cui ci sarebbe bisogno oggi pi\u00f9 che mai.\u00bb<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[Esce in questi giorni per i tipi di Laterza il nuovo libro di <strong>Matteo Pucciarelli<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858150306\"><em>Guerra alle guerra. Guida alle idee del pacifismo italiano<\/em><\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Il capitolo 8, di cui riportiamo ampi estratti e che s&#8217;intitola \u00abGuerra nelle parole. Il linguaggio belligerante e il diritto di dissentire\u00bb, \u00e8 in larga parte imperniato su un&#8217;intervista a WM1 realizzata nel settembre 2022 e <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/08\/in-viro-veritas-q-di-qomplotto\/\">sul lavoro critico fatto da Wu Ming<\/a> nel pieno dell&#8217;emergenza pandemica, durante un <em>coprifuoco dell&#8217;anima<\/em> durato un biennio. Pucciarelli getta uno sguardo retrospettivo su quel lavoro, lo riconsidera e ne prolunga diverse linee.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Non capita ogni giorno \u2013 anzi, non ci era ancora capitato \u2013 di veder riconoscere legittimit\u00e0 e valore a quelle nostre riflessioni e prese di posizione in un testo pubblicato da una delle principali case editrici del Paese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Il fatto che a riconoscerlo sia un giornalista che lavora a <em>Repubblica<\/em>, il quotidiano che pi\u00f9 si mostr\u00f2 forsennato nella caccia all&#8217;untore \u2013 ossia, nelle varie fasi: al \u00abfurbetto\u00bb, al \u00abnegazionista\u00bb, al \u00abnomask\u00bb, al \u00abnovax\u00bb, al \u00abnogreenpass\u00bb ecc. \u2013 e che oggi ha il primato della retorica guerrafondaia rende l&#8217;evento ancor pi\u00f9 importante. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Grazie dunque a Matteo, e buona lettura. <strong>WM<\/strong>]<\/span><\/p>\n<p>di <strong>Matteo Pucciarelli<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNarrazioni tossiche\u00bb*: \u00e8 questa la definizione che il collettivo di scrittori Wu Ming ha dato a tutta una serie di distorsioni e mistificazioni di parole, in questa guerra che solo dopo si combatte con i fucili o con i droni telecomandati, con la violenza e la prevaricazione, ma prima \u00e8 fatta di un sapiente e costante lavoro di decostruzione culturale. Il 1\u00b0 marzo 2022 sul loro sito,<em> Giap<\/em>, pubblicarono un lungo articolo. Titolo: <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2022\/03\/virus-militarismo\/\"><em>Una dichiarazione \u2013 politica e di poetica \u2013 sul virus del militarismo nel corpo sociale<\/em><\/a>. Scrivevano:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abOggi militarismo e bellicismo sono totalmente sdoganati, non li mette in questione quasi nessuno. Abbiamo visto due mar\u00f2 accusati di omicidio trasformati in eroi della patria. Abbiamo visto l\u2019esercito schierato nelle strade con compiti di ordine pubblico. Lo abbiamo visto fare propaganda nelle scuole elementari. Soprattutto negli ultimi due anni abbiamo subito la militarizzazione spinta della gestione pandemica, con il ricorso a una retorica bellicista, il tricolore ovunque e un generale in mimetica a rappresentare la campagna vaccinale. L\u2019emergenza pandemica come \u2018guerra al virus\u2019\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il parallelismo tra le guerre vere e quella sanitaria poteva pure sembrare ardito, ma era un fatto: [la pandemia] l&#8217;avevamo noi stessi letta, raccontata e vissuta come un&#8217;esperienza di tipo militare. <!--more-->C&#8217;era stato il coprifuoco, c&#8217;era stata la cultura del sospetto verso i nostri vicini di casa (sono per caso usciti senza un valido motivo?), c&#8217;era stato il controllo ferreo esterno e autoimposto sui nostri spostamenti,i posti di blocco e la giustificazione necessaria per superarli, c&#8217;era stata la ricerca dell\u2019arma finale necessaria per sconfiggere il nemico, c&#8217;era stata l&#8217;armatura simbolica, cio\u00e8 le mascherine, anche all&#8217;aperto, soli nel parco; c&#8217;era stata la campagna vaccinale, e \u00abcampagna\u00bb cos&#8217;\u00e8 se non un&#8217;altra parola di guerra?; soprattutto, alla fine, c&#8217;era proprio il nemico e tutto il carico di retorica che questo si porta appresso, poco conta che si trattasse di qualcosa di invisibile e che non puoi toccare.<\/p>\n<p>Non ci eravamo chiesti le origini di quel male, di quel virus, n\u00e9 se avessimo avuto delle colpe nel crearlo e nel diffonderlo;non volevamo neanche domandarci se le politiche decennali di smantellamento della sanit\u00e0 pubblica a favore di quella privata avessero avuto un qualche peso in quel trovarci impreparati, ridotti al collasso; ma ci sentivamo in trincea, impegnati nella nostra guerra, non c&#8217;era tempo per farsi domande. Giornali, radio e televisioni: trincea, guerra, combattere, eroi sul fronte con il loro supremo sacrificio. Quando c&#8217;\u00e8 da vincere una guerra il dissenso \u00e8 d&#8217;intralcio, gli spazi di democrazia si riducono: decretazione d&#8217;urgenza e sospensione dei normali diritti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-51232\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/trickolores.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/trickolores.jpg 830w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/trickolores-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/trickolores-768x370.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Quei due anni di virus potevano essere stati dei complici, degli alleati, nell&#8217;altra guerra, quella delle parole che stavamo vivendo adesso, dove dissentire sull&#8217;utilizzo delle armi pareva proibito pena lo stigma sociale? [&#8230;]<\/p>\n<p>Era strano, perch\u00e9 i sondaggi all\u2019inizio della guerra in Ucraina dicevano che la stragrande maggioranza degli italiani era contraria ad inviare armi all&#8217;esercito di un altro paese. Eppure questa era un&#8217;opinione sottorappresentata: nelle piazze, in televisione, sui giornali, in Parlamento, l&#8217;idea prevalente era un&#8217;altra e opposta. Dobbiamo farlo, \u00e8 giusto farlo, non farlo sarebbe criminale: armi, armi, ancora armi. Provare a chiedersi perch\u00e9 la stessa solerzia non c&#8217;era stata in altri conflitti, a favore di altri popoli egualmente minacciati, non era ammesso.<\/p>\n<p>Gli spazi per i contrari all&#8217;escalation militare venivano appaltati invece a chi perorava posizioni completamente opposte, in difesa delle ragioni di Putin. Il dibattito si stava polarizzando esattamente com&#8217;era avvenuto con il Covid-19, quando la societ\u00e0 doveva essere per forza suddivisa in due categorie: i s\u00ec vax e i no vax; c&#8217;erano quindi i pro-Ucraina e i pro-Russia; il bene e il male; noi e il nemico. Bianco o nero. N\u00e9 allo sforzo di comprensione aiutavano le sovrapposizioni, per cui molto spesso se eri un no vax, oggi tifavi Russia; se non ti eri posto alcun dubbio sulla gestione pandemica, assistendo senza batter ciglio a tutte le innumerevoli contraddizioni logiche e operative delle autorit\u00e0, adesso non te ne ponevi nessuno sull&#8217;approccio del governo e del mondo occidentale al conflitto.<\/p>\n<p>Sui social andavano di moda le bandierine a fianco del proprio nome, come fa un esercito \u2013 come in guerra, di nuovo \u2013, quando bisogna uniformarsi e quindi mettersi la divisa, radunarsi attorno al simbolo, ai propri colori, riconoscersi grazie a quelli. In uno schema del genere, ripetuto mese dopo mese, c&#8217;\u00e8 spazio per l\u2019approccio critico, per la pace, per la diserzione, per il rifiuto, per i signorn\u00f2? [&#8230;]<\/p>\n<p>Fatte le premesse [sul definirsi non \u00abpacifista\u00bb ma \u00abantimilitarista\u00bb, NdR], <strong>Wu Ming 1<\/strong> arriva all&#8217;oggi, al \u00abdisarmo psicologico\u00bb che sta vivendo il pensiero radicale e alternativo che rifiuta guerre e militarismo. \u00abC\u2019\u00e8 un rapporto di causa ed effetto ricorrente: il riemergere del pensiero, delle parole, dei gesti nazionalistici si porta dietro, sul breve e sul medio termine, tensioni e pulsioni belliciste\u00bb, ragiona. Breve riepilogo storico per capire come siamo arrivati fin qui: \u00abCade il muro di Berlino, evento simbolico che consideriamo spartiacque della storia. Subito dopo in Italia &#8220;Mani pulite&#8221; spazza via i partiti che avevano governato ininterrottamente fino ad allora in un contesto di divisione bipolare del mondo, dove la Dc e gli alleati garantivano il posizionamento del nostro paese. Se la divisione bipolare non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, il sistema perde il proprio collante\u00bb.<\/p>\n<p>Allora serve trovarne un altro in fretta e dal cilindro magico viene ripescato l&#8217;antico ma sempre valido nazionalismo \/ patriottismo, su larga scala e su piccola. Basti pensare al nome della nuova prima forza politica della Seconda Repubblica: &#8220;Forza Italia&#8221;, l&#8217;incitamento da stadio per la propria squadra, per il proprio paese, per la propria bandiera. L&#8217;altra nuova forza, la Lega Nord, propone una sorta di nazionalismo in salsa locale, un indipendentismo senza una reale base storica a cui appoggiarsi, cucito su misura per l&#8217;area pi\u00f9 ricca del paese, e anche qui \u00e8 un trionfo di simboli e bandiere identitarie, che fossero posticce poco importava. In questo febbrile ritorno al passato, a cui va aggiunto l&#8217;arrivo dei postfascisti di Alleanza nazionale al governo assieme a Forza Italia e Lega Nord, si accodano alcune iniziative portate avanti dalla massima istituzione, la presidenza della Repubblica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-51233\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/napolitanofrecce.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/napolitanofrecce.jpg 700w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/napolitanofrecce-300x196.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019analisi di Wu Ming 1 \u00e8 che prima con <strong>Carlo Azeglio Ciampi<\/strong> e poi con <strong>Giorgio Napolitano<\/strong> \u2013 figure per le quali, durante il nostro colloquio, esprime un netto disprezzo \u2013 si sia spinto su iniziative e retoriche di stampo patriottico, riuscendo nell\u2019intento: la celebrazione dell&#8217;unit\u00e0 nazionale e della Grande Guerra con il relativo recupero di simbologie e liturgie pubbliche. Un esempio \u00e8 il diverso destino delle feste del 2 giugno e del 25 aprile: il 2 giugno era ritenuta da Ciampi una festa centrale, ripristinata con una legge nel novembre 2000. Un evento con la parata militare in via dei Fori imperiali a Roma trasformata nel momento di autocelebrazione pi\u00f9 importante nel calendario civile italiano, con le Frecce tricolori \u2013 aerei agghindati a mo\u2019 di spettacolo pirotecnico, ma pur sempre mezzi militari utilizzati per cosa, se non la guerra? \u2013 nuovo simbolo unificante [&#8230;]<\/p>\n<p>In quegli anni ci sono anche vicende minori che per\u00f2 entrano nell\u2019immaginario, creano egemonia: ai mondiali di calcio del 1994 negli Usa non c&#8217;era un calciatore che cantasse l\u2019inno nazionale n\u00e9 lo cantava il pubblico. \u00abCiampi \u2013 ricorda Wu Ming 1 \u2013 fece suo questo invito a darsi la carica con l&#8217;inno\u00bb. C&#8217;\u00e8 voluto qualche anno, ma poi l&#8217;inno all\u2019inizio delle partite \u00e8 diventato un momento nazionalistico per eccellenza, con i calciatori a cantarlo a squarciagola e il pubblico anche.<\/p>\n<div id=\"attachment_51231\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-51231\" class=\"wp-image-51231 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/innonazionale2019.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"531\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/innonazionale2019.png 700w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/innonazionale2019-300x228.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-51231\" class=\"wp-caption-text\">Bologna, stadio Dall&#8217;Ara, 19 giugno 2019. La nazionale Under 21 canta l&#8217;Inno di Mameli prima di affrontare la Polonia (e perdere 0 a 1).<\/p><\/div>\n<p>Trenta anni di nazionalismo, parola &#8220;cattiva&#8221;, e di patriottismo, parola &#8220;buona&#8221;, sono confluiti nella stesso fiume carsico [&#8230;] L&#8217;occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dall&#8217;unit\u00e0 d\u2019Italia amplifica queste caratteristiche, dove \u00e8 per\u00f2 vitale oscurare i passaggi pi\u00f9 dolorosi della nostra storia [&#8230;]<\/p>\n<p>Si arriva cos\u00ec alla pandemia militarizzata, a milioni di persone recluse in casa che cantano l&#8217;inno nazionale dai balconi (<em>\u00absiam pronti alla morte, l\u2019Italia chiam\u00f2\u00bb<\/em>, il che strideva un po&#8217; con la voglia di vivere, con la speranza di uscirne sani e salvi&#8230;) e mettono fuori il tricolore dalle finestre; restiamo sgomenti di fronte alla bare di Bergamo portate via con i camion dell&#8217;esercito in mimetica, agli elicotteri della polizia con la diretta televisiva in corso in cerca di ribelli che in solitudine prendevano il sole in spiaggia, quest&#8217;ultima una scena che rivista oggi appare comica ma \u00e8 invece una distopia che abbiamo realmente vissuto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-51248\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/tvpolicestate.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"476\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/tvpolicestate.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/tvpolicestate-300x204.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Se tutto diventa la simulazione di una guerra, la pace che fine fa? Se le parole e i gesti sono mutuati da quelli bellici, dove si esige il pieno e convinto sostegno all\u2019autorit\u00e0, se la legge di fronte ad ogni emergenza diventa marziale, come puoi praticare l&#8217;obiezione di coscienza e scegliere di non essere irreggimentato?<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 in quei due anni di crisi sanitaria entra in scena un&#8217;altra figura ancora, quella del disertore, del pusillanime.<\/p>\n<p>\u00abCon l&#8217;arrivo dei vaccini, l&#8217;asse della metafora bellica sembra spostarsi dal virus (un nemico esterno) al disertore-traditore che non si vaccina (nemico interno). E fa scoppiare la guerra civile, che apre la strada alle vendette personali e lascia ferite difficili da cicatrizzare\u00bb, scrive [<strong>Francesca Capelli<\/strong> nel suo <em><a href=\"https:\/\/www.transeuropaedizioni.it\/prodotto\/wargasms-orgasmi-di-guerra\/\"><em>Wargasms. Orgasmi di guerra. Come la comunicazione pandemica ci ha insegnato ad amare l&#8217;emergenza<\/em><\/a>, Transeuropa, 2022].<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_51225\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.transeuropaedizioni.it\/prodotto\/wargasms-orgasmi-di-guerra\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-51225\" class=\"wp-image-51225\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/wargasms.jpg\" alt=\"Copertina di Wargasms\" width=\"200\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/wargasms.jpg 536w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/wargasms-217x300.jpg 217w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-51225\" class=\"wp-caption-text\"><em>Wargasms<\/em>, l&#8217;importante libello di Francesca Capelli.<\/p><\/div>\n<p>Anche in quei mesi porsi in una condizione critica e di ascolto, di comprensione delle paure seppur nella diversit\u00e0 di vedute, era un esercizio rischioso: bastava un attimo, una frase pi\u00f9 sfumata del solito, un punto interrogativo in pi\u00f9, per finire a propria volta nella lista dei sospettati fiancheggiatori di no vax e assimilati. Riscoperta del sentire nazionalistico e parole di guerra applicate alla pandemia: ecco che la successiva guerra vera si trasforma cos\u00ec in inevitabile, nell&#8217;unico approccio possibile per risolvere l&#8217;emergenza, perch\u00e9 gli &#8220;anticorpi&#8221; sono ormai terminati.<\/p>\n<p>Gli effetti distorsivi generati da questo mischione di rivisitazioni storiche, patriottismo e un rinnovato virile spirito di combattimento, di voglia di imporre le proprie idee e la propria supremazia [&#8230;] crea dei cortocircuiti sbalorditivi che in pochi, in quelle settimane dopo l&#8217;inizio dell\u2019invasione russa in Ucraina, riescono a cogliere.<\/p>\n<p>Quindi mentre i principali organi di informazione spingono senza dubbi di sorta il nostro paese a difendere quello aggredito inviando armamenti e aumentando la spesa militare, in un clima generale dove c\u2019\u00e8 ampio spazio per le dimostrazioni pratiche di russofobia, esattamente in quei giorni il Parlamento italiano (con un solo voto di astensione) istituisce una giornata della memoria che commemora una battaglia di aggressione dell\u2019esercito italiano fascista: il 26 gennaio.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abScopo del provvedimento \u2013 cos\u00ec il dispositivo di legge \u2013 \u00e8 quello di tenere vivo il ricordo della battaglia di Nikolajewka, combattuta dagli alpini il 26 gennaio del 1943 e di promuovere &#8220;i valori della difesa della sovranit\u00e0 e dell\u2019interesse nazionale nonch\u00e9 dell&#8217;etica della partecipazione civile, della solidariet\u00e0 e del volontariato, che gli alpini incarnano&#8221;\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per ricordare di cosa si stesse effettivamente parlando, ovvero di un gigantesco ribaltamento della realt\u00e0, gli storici <strong>Francesco Filippi<\/strong>, <strong>Carlo Greppi<\/strong> ed <strong>Eric <\/strong><strong>Gobetti<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/finestre\/la-scelta-degli-alpini\/\">scrivono<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abOgni giorno in cui i soldati italiani hanno combattuto sul fronte russo, prima avanzando e poi ritirandosi, \u00e8 stato un giorno in pi\u00f9 in cui i cancelli di Auschwitz restano sprangati sull&#8217;orrore. E in cui si permette alla guerra d&#8217;aggressione dell&#8217;Asse di mietere milioni di vittime\u00bb [&#8230;]<\/p><\/blockquote>\n<p>Solo dopo la contestazione degli storici il partito del centrosinistra \u2013 quel Pd che negli anni precedenti si proponeva di diventare il \u00abpartito della nazione\u00bb, a proposito di stilemi nazionalistici \u2013 ammetter\u00e0 di aver fatto un grave errore di valutazione storica. Una dissonanza cognitiva spiegabile solo attraverso le lenti del nazionalismo, di un racconto pubblico teso ad esaltare le virt\u00f9 passate del proprio \u00abpopolo\u00bb, rimuovendo ogni aspetto disdicevole, e insieme l\u2019attuale presunta superiorit\u00e0 economica, culturale e morale del mondo occidentale, di cui l&#8217;Italia fa pienamente parte.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 infine un altro fattore che pu\u00f2 spiegare la tempesta perfetta che rende incredibilmente realistica la minaccia nucleare e assieme la debolezza pacifista nel riuscire a proporre un modello di approccio completamente diverso da quello messo in campo da istituzioni e grandi media. Il funzionamento dei social media, un argomento che il collettivo Wu Ming <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/12\/lamore-e-fortissimo-il-corpo-no-1-twitter-addio\/\">ha affrontato in pi\u00f9 occasioni<\/a>, sembra fatto apposta per acuire le differenze, avvelenando il linguaggio.<\/p>\n<p>Sulle grandi piattaforme inventate e possedute da una manciata di plurimiliardari<\/p>\n<blockquote><p>\u00abla logica prevalente\u00bb [riflette Wu Ming 1] \u00ab\u00e8 quella dello scontro, del non sapere ascoltare, dell&#8217;istinto, [sono] luoghi dove gli utenti si ritrovano fomentati dalla fretta, incalzati dall&#8217;algoritmo. Discussioni dove prevale la sollecitazione del paleocervello. Senza dimenticare che poi ci sono operazioni fatte ad hoc, con troll di agenzie diverse e contrapposte che alimentano la polarizzazione. Il bilancio per le nostre societ\u00e0, dopo l&#8217;invasione di questi strumenti, \u00e8 estremamente negativo: hanno fatto un deserto e l&#8217;hanno chiamata comunicazione, hanno isolato le persone, le hanno atomizzate facendole credere parte di comunit\u00e0, dovevano aiutare a parlare e a capirsi e invece le distanze sono aumentate\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il nostro studio, la nostra cameretta, la nostra postazione in ufficio, i nostri venti minuti di viaggio in metropolitana con lo sguardo fisso e immerso nello smartphone: la piccola trincea quotidiana nella guerra delle parole, dello scontro sistematico, delle idee inconciliabili, delle bolle rassicuranti dalle quali si esce in avanscoperta per azzuffarsi con quelle altrui, &#8220;colpisci e affonda&#8221;, &#8220;asfalta&#8221; il nemico.<\/p>\n<p>Se la pace \u00e8 un percorso di mediazione, ascolto, accettazione e comprensione della complessit\u00e0, se la pace \u00e8 una risposta meditata e faticosa mentre attorno tutti urlano, se la nonviolenza \u00e8 un approccio che comporta la cura dell&#8217;altro, del diverso, dello sconosciuto, esercitare quotidianamente queste qualit\u00e0 in spazi pubblici dove la sete di dopamina ci spinge a fare il contrario rappresenta una difficolt\u00e0 doppia rispetto al passato [&#8230;] La dimensione storica dell&#8217;impegno va completamente persa; i social chiedono un coinvolgimento qui e ora, una risposta prima di subito, un commento sul fatto del momento prima degli altri. Un dispendio di energie emotive sul brevissimo percorso che abitua quindi a pensieri e pratiche mordi e fuggi, allontanandoci dalla fatica e dalla complessit\u00e0 di processi di cambiamento sul medio e lungo termine.<\/p>\n<p>Eppure, continua nella sua analisi Wu Ming 1, anche un movimento pacifista, antimilitarista e nonviolento gi\u00f9 di morale come pu\u00f2 apparire quello attuale,<\/p>\n<blockquote><p>\u00abper il potere \u00e8 ancora troppo. E allora bisogna inveirgli contro preventivamente, <em>trollarlo<\/em>, intimidirlo, ridicolizzarlo. Chi comanda sa che il sistema \u00e8 fragile, che le persone fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e anche quel poco che c&#8217;\u00e8 che aspira a un modello economico e sociale diverso \u00e8 pericoloso e va tenuto sotto controllo. Nei movimenti tendiamo a sottovalutarci perch\u00e9 invece la consapevolezza diffusa pu\u00f2 davvero portare alla ribellione e a un rovesciamento dello stato di cose. Altrimenti perch\u00e9 il sistema di potere dovrebbe investire cos\u00ec tanto in sorveglianza, negli algoritmi, nelle videocamere ovunque, nelle analisi predittive? Semplice: \u00e8 la dimostrazione di un sistema che sa bene di essere debole, di non avere un reale sostegno da buona parte della popolazione\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La conversazione con Wu Ming 1 si conclude cos\u00ec, con un auspicio di rivolta e consapevolezza, alla ricerca di forme e metodi nuovi, ma anche se non soprattutto linguaggi, per spezzare l\u2019incantesimo militarista.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>\u2014<\/p>\n<p><em>\u25a0 Guerra alla guerra<\/em> <a href=\"https:\/\/www.bookdealer.it\/libro\/9788858150306\/guerra-alla-guerra-guida-alle-idee-e-alle-pratiche-del-pacifismo-italiano\">su Bookdealer<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.goodbook.it\/scheda-libro\/matteo-pucciarelli\/guerra-alla-guerra-guida-alle-idee-e-alle-pratiche-del-pacifismo-italiano-9788858150306-4111920.html\">su Goobook<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858150306\">sul sito di Laterza<\/a>.<\/p>\n<p><em>\u25a0<\/em> Una &#8220;spigolatura&#8221;: il titolo <em>Guerra alla guerra<\/em> riprende il celebre motto ma anche, pi\u00f9 nello specifico, il titolo di un altro libro, il grande classico assemblato e pubblicato da <strong>Ernst Friedrich<\/strong> nel 1924, di cui le edizioni WoM hanno appena pubblicato <a href=\"https:\/\/www.womedizioni.it\/catalogo\/ernst-friedrich-guerra-alla-guerra\/\">una nuova, curatissima edizione<\/a>. La consigliamo vivamente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.womedizioni.it\/catalogo\/ernst-friedrich-guerra-alla-guerra\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-51250\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/friedrich_guerra_alla_guerra.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"988\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/friedrich_guerra_alla_guerra.png 2008w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/friedrich_guerra_alla_guerra-212x300.png 212w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/friedrich_guerra_alla_guerra-725x1024.png 725w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/friedrich_guerra_alla_guerra-768x1084.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<h4><strong>* Postilla: una definizione di \u00abnarrazione tossica\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p><strong>Narrazione tossica.<\/strong> Storia raccontata senza varianti, sempre dalla stessa angolatura, omettendo gli stessi dettagli e aspetti, gli stessi elementi di contesto e complessit\u00e0, secondo una coerente logica di selezione e rimozione, con l\u2019esito di intossicare l\u2019immaginazione e prevenire ogni altro approccio all\u2019oggetto del narrare.<\/p>\n<p>Caratteristiche principali di una narrazione tossica:<\/p>\n<p><em>Sguardo sul mondo totalizzante<\/em>. Una narrazione tossica \u00e8 tutta all&#8217;indicativo. Nessuna dimensione congiuntiva n\u00e9 condizionale, ovvero: nessun cambio di prospettiva n\u00e9 possibilit\u00e0 alternative, sviluppi imprevisti, ipotesi controfattuali. Al loro posto l&#8217;idea<br \/>\nche \u00able cose stanno cos\u00ec e basta\u00bb.<\/p>\n<p><em>Pretesa di oggettivit\u00e0<\/em>. La narrazione tossica si pretende <em>neutra <\/em>e <em>imparziale<\/em>. Se le cose stanno cos\u00ec e basta, ogni altra maniera di raccontare, ogni angolatura alternativa sar\u00e0 ritenuta \u00abideologica\u00bb, \u00abfaziosa\u00bb o quantomeno \u00abstrana\u00bb. Di contro, l\u2019ideologia che<br \/>\ninforma di s\u00e9 la narrazione tossica \u2013 cio\u00e8 l\u2019ideologia dominante \u2013 \u00e8 costantemente invisibilizzata ed \u00e8 <em>innominabile<\/em> in quanto ideologia. L\u2019universalismo \u00e8 la sua mascheratura.<\/p>\n<p><em>Deterioramento delle forme del raccontare<\/em>. Una narrazione tossica non avvelena solo il proprio oggetto e l\u2019immaginario di chi ne fruisce, ma le forme a cui ricorre. Sovente l\u2019antagonista \u2013 il \u00abcattivo\u00bb \u2013 di una storia tossica non \u00e8 credibile, anche solo a livello di<br \/>\ncoerenza interna. Esempi: il \u00abnemico pubblico\u00bb di qualunque ondata di <em>moral panic<\/em>, il \u00abnegazionista\u00bb durante l&#8217;emergenza Covid, ecc. Stessa cosa per le motivazioni che spingono il protagonista della storia \u2013 il \u00abbuono\u00bb, e si tratta quasi sempre di autorit\u00e0, governanti o forze dell\u2019ordine \u2013 e per la battaglia che combatte. Le narrazioni tossiche non sono tali solo perch\u00e9 il loro referente \u00e8 spesso un <em>fattoide<\/em>, uno pseudoepisodio gonfiato ad hoc, ma perch\u00e9 sono esse stesse <em>narratoidi<\/em>: la ripetizione identica le fa dare per scontate e sembrare solide, mentre sono inconsistenti. Dopo una lunga esposizione ai narratoidi, le aspettative rispetto alle storie si fanno pi\u00f9 modeste, e si tende a credere a storie sempre pi\u00f9 scarse.<\/p>\n<p><em>Eliminazione dei \u00abfrattempi\u00bb<\/em>. Una narrazione tossica <em>incalza<\/em>, si apre la via grazie alla fretta. A essere intossicante, per esempio, \u00e8 l&#8217;intero dispositivo delle <em>ultime notizie<\/em>. I riflessi condizionati, l&#8217;incalzare dei clich\u00e9, la mancanza di momenti\u2011cuscinetto, di interstizi temporali \u2013 <em>fra\u2011tempi<\/em> \u2013 in cui rallentare, riflettere e rimettere in prospettiva quanto appena udito o visto, tutto ci\u00f2 impedisce di inserire nel flusso la dimensione <em>congiuntiva<\/em> di cui sopra.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Voce scritta collettivamente per il libro di Wu Ming 1 <a href=\"https:\/\/edizionialegre.it\/product\/la-q-di-qomplotto\/\"><em>La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni;: come le fantasie di complotto difendono il sistema<\/em><\/a>, Alegre, Roma 2021, dove \u00e8 introdotta da queste frasi: \u00abNarrazione tossica. Da quando, nell\u2019ottobre 2010, avevamo coniato l\u2019espressione su <em>Giap<\/em>, molte altre persone l\u2019avevano usata, spesso ignorandone la provenienza e in modi pi\u00f9 generici rispetto al nostro. In vista del mio libro avevamo deciso, finalmente, di scrivere una vera e propria definizione. Lo sforzo collettivo aveva dato questo risultato.\u00bb<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Esce in questi giorni per i tipi di Laterza il nuovo libro di Matteo Pucciarelli, Guerra alle guerra. Guida alle idee del pacifismo italiano. Il capitolo 8, di cui riportiamo ampi estratti e che s&#8217;intitola \u00abGuerra nelle parole. 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