{"id":47971,"date":"2021-11-17T08:59:29","date_gmt":"2021-11-17T07:59:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=47971"},"modified":"2021-11-26T09:14:38","modified_gmt":"2021-11-26T08:14:38","slug":"strange-days-no-green-pass-trieste-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/11\/strange-days-no-green-pass-trieste-2\/","title":{"rendered":"Gli <em>strange days<\/em> di Trieste contro il green pass. Il racconto di una lotta sbalorditiva \u2013 Seconda puntata"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-47991\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/stargate-1.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"599\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/stargate-1.jpg 766w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/stargate-1-300x257.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[Dopo <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/11\/strange-days-no-green-pass-trieste-1\/\">la prima puntata<\/a> del suo reportage ibrido e perturbante \u2013 che \u00e8 stata pubblicata <a href=\"https:\/\/lundi.am\/Jours-etranges-a-Trieste-contre-le-pass-sanitaire\">anche in francese<\/a> su <em>Lundi Matin<\/em> \u2013 con questa seconda (di tre che saranno) <strong>Andrea Olivieri<\/strong> si addentra nel vivo delle contraddizioni, raccontando l&#8217;incredibile 16 ottobre al varco 4 del porto di Trieste. La giornata dell&#8217;iper-spettacolarizzazione, dell&#8217;invasione di troupes televisive e ambigui personaggi. Il momento in cui tutto \u00e8 parso dileguarsi e i caca-sentenze-preventive gi\u00e0 esultavano per aver avuto ragione&#8230;<br \/>\nE invece no. Citando ancora una volta <strong>Alain Badiou<\/strong>: \u00abper impedire questo genere di disastro \u00e8 necessario che la forza d&#8217;esistenza nell&#8217;apparire del sito compensi il suo dileguare\u00bb. \u00c8 necessario, cio\u00e8, che l&#8217;evento di una sollevazione popolare inattesa abbia pi\u00f9 forza della sua rappresentazione \u2013 a colpi di montesani e madonne e leader &#8220;carismatici&#8221; e ospitate nei tolksci\u00f2 \u2013 in quello che Andrea chiama giustamente \u00abmetaverso\u00bb. Il metaverso esiste gi\u00e0, non \u00e8 una promessa di Zuckerberg.<br \/>\nDopo la &#8220;ripartenza&#8221;, avvenuta soprattutto grazie all&#8217;impegno del Coordinamento No Green Pass, Andrea racconta la violenza dello sgombero e l&#8217;intera giornata del 18, tra manovre da politicanti nel &#8220;salotto buono&#8221; della citt\u00e0 e scontri e nubi di lacrimogeni nelle vie della Trieste proletaria, tra la gente con cui, inutile girarci intorno, bisogna stare. <strong>WM<br \/>\nAggiornamento 26\/11: <\/strong>la terza puntata <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/11\/strange-days-no-green-pass-trieste-3\/\">\u00e8 qui<\/a>.]<\/span><\/p>\n<p>di <strong>Andrea Olivieri<\/strong> *<\/p>\n<h4><strong>9. Prologo al caos<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>La mattina di sabato 16 ottobre mi presento al varco piuttosto presto, per vedere che aria tira dopo la prima notte, poi dovr\u00f2 andarmene a lavorare. Ai gate <strong>Stefano Puzzer<\/strong>, appena arrivato anche lui, si sta lamentando con alcuni dei presenti per qualche cartaccia e mozziconi di sigaretta rimasti l\u00e0 davanti dalla sera prima. \u2013 Muli, qua xe pien de scovaze \u2013, dice sconsolato, \u2013 no se pol veder. Poi recupera una scopa e inizia a pulire.<!--more--><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 ancora molta gente, che significa che ce n\u2019\u00e8 almeno un paio di centinaia, pi\u00f9 quelli che stanno riposando tra macchine e camper. Di chi non \u00e8 rimasto per la notte io sono tra i primi ad arrivare, ma non il solo, il flusso inizia a riprendere. Mi fermo al gazebo dei lavoratori autorganizzati, che \u00e8 diventato il punto di riferimento di lavoratori di altre aziende e di quelli provenienti soprattutto da Monfalcone. Mi arriva un caff\u00e8 benedetto, ricambio lasciando alcuni cornetti che ho portato, e seguo una conversazione nella quale ci si scambia notizie sulle probabilit\u00e0 che questa o quella azienda conceda i tamponi. Capisco che in molti casi l\u2019esito di queste trattative \u00e8 condizionato dai capricci delle varie sigle sindacali. Alcune si stanno muovendo e facendo pressione nelle singole aziende, altre, come in Trieste Trasporti, pare puntino a lasciar sbollire la protesta per non dare soddisfazione a quelli che la stanno animando e che in molti casi stanno restituendo le tessere. Poi magari chiederanno i tamponi, dopo aver lasciato i lavoratori a casa anche per settimane.<\/p>\n<p>Sento la voce di Puzzer al microfono. Mi avvicino per ascoltare. Dice di dover fare una comunicazione importante. Spiega in tono piuttosto dimesso che \u00abpurtroppo\u00bb alcuni colleghi quella mattina sono stati costretti ad andare a lavorare, anche con velate minacce di licenziamento, e quindi almeno in parte l\u2019attivit\u00e0 in porto \u00e8 ripresa. \u00abMa devo dirvi una cosa molto grave\u00bb, aggiunge alzando decisamente il tono. \u00abAl Clpt \u00e8 stato segnalato che tra questi portuali al lavoro, diversi sono operativi senza greenpass, perch\u00e9 alcune aziende non hanno predisposto controlli. Siamo molto arrabbiati per questo, e ora presenteremo un esposto al riguardo\u00bb.<\/p>\n<p>Resto perplesso sul senso di questa comunicazione. Mi ricorda il periodo del coprifuoco, nel quale la maggioranza delle persone, quella che non si era fatta terrorizzare dagli annunci governativi, sapeva che perlopi\u00f9 nessuno si preoccupava di applicare la misura, e altrettanto sapeva che dirlo rischiava di fare il gioco degli altri, quelli che l\u2019avevano accolta con zelo, alimentando la richiesta di ulteriori restrizioni. Quindi si stava zitti, si violava il coprifuoco e si partecipava alla grande ipocrisia. Il re \u00e8 nudo, ma guai a dirlo. Disvedere sempre.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la parte che mi lascia pi\u00f9 perplesso della comunicazione di Puzzer \u00e8 quella a cui ha dato meno enfasi. Di fatto ha detto che lo sciopero \u00e8 terminato, e pochi dei presenti sembrano aver colto le implicazioni di quell\u2019affermazione.<\/p>\n<p>Mentre rimugino ricevo un messaggio da Wu Ming 1: \u00abGira voce che <strong>Enrico Montesano<\/strong> stia salendo a Trieste\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>Impreco in silenzio.<\/p>\n<p>Poi torno a lavorare anch\u2019io.<\/p>\n<h4><strong>10. Che ci faccio io qui?<\/strong><\/h4>\n<p>Nella condizione straniante e sospesa del varco 4 si rischia di dimenticare che questo nonluogo \u00e8, come scrivevo, anche un ponte e una zona di intersezione \u2013 geografica, sociale, culturale, politica e chiss\u00e0 che altro\u2026 Caratteristiche che il travaso della mobilitazione contro il greenpass dalle piazze al varco finiranno per accentuare, determinando situazioni surreali. In questa dimenticanza si rischia di rimuovere le ambivalenze e le contraddizioni, le differenze tra ci\u00f2 che sta sopra e ci\u00f2 che sta in basso, alla ricerca di letture lineari di ci\u00f2 che accade. Vale per chi di questa mobilitazione tentasse di raccontare solo gli elementi di rottura con il pensiero unico virocentrico, come per chi al contrario vi cercasse solo la conferma che \u00e8 una mobilitazione insensata e irrazionale, una reazionaria espressione di egoismo individualistico.<\/p>\n<p>Per spiegare meglio di cosa sto parlando tento di rispondere a una domanda che in queste settimane mi hanno posto spesso amici e familiari: ma tu, cosa ci fai l\u00ec? Domanda che io stesso in alcune occasioni mi sono posto: gi\u00e0, cosa ci faccio io qui?<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato un momento, verso la met\u00e0 di settembre in cui, con Wu Ming 1 e con alcune compagne e compagni del giro <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong>, avevamo iniziato a notare che dai cortei triestini arrivavano segnali di qualcosa che metteva in seria discussione la narrazione dominante sulle proteste innescate dalla gestione della campagna vaccinale e dall\u2019introduzione del green pass.<\/p>\n<p>La prima domanda, di fronte a manifestazioni che assumevano proporzioni enormi in relazione alle dimensioni della citt\u00e0 stessa e della sua popolazione, derivava dal nostro vissuto condiviso: perch\u00e9 proprio a Trieste?<\/p>\n<p>Da qualche anno avevamo una lente puntata su questo territorio, per via del lavoro di ricerca storica che tutti noi condividevamo. Lavoro che traeva origine dalla consapevolezza che i fenomeni e i conflitti politici e sociali appaiono pi\u00f9 netti via via che lo sguardo si sposta dal centro verso i bordi. In questo caso verso una <em>borderland,<\/em> nella quale ogni evento storico del Novecento aveva prodotto fratture e capovolgimenti che hanno strascichi ancora oggi.<\/p>\n<div id=\"attachment_47987\" style=\"width: 970px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47987\" class=\"size-full wp-image-47987\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/we-the-people.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/we-the-people.jpg 960w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/we-the-people-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/we-the-people-768x400.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><p id=\"caption-attachment-47987\" class=\"wp-caption-text\">Trieste indipendentista, 15 settembre 2013.<\/p><\/div>\n<p>Nel 2013 questo lavoro ci aveva portato a indagare, oltre gli stereotipi del mainstream giornalistico, uno strano fenomeno neoindipendentista che aveva avuto il suo apice in un&#8217;altra manifestazione triestina di proporzioni considerevoli. <strong>Tuco<\/strong> (Martino Prizzi) e io in particolare, ma anche Wu Ming 1, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/tag\/movimento-trieste-libera\/\">avevamo in qualche modo &#8220;debunkato&#8221; quel fenomeno<\/a>, ma mantenendo uno sguardo che, se da un lato ne aveva individuato le contraddizioni storiche e politiche (o geopolitiche, se si preferisce), come quelle riguardanti gli interessi economici che rappresentava, dall\u2019altro faceva qualcosa che gli altri osservatori evitavano pregiudizialmente: prenderlo sul serio. Cosa ben diversa dallo sposarne le tesi e il programma.<\/p>\n<p>In seguito il gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki \u2013 la sua componente altoadriatica \u2013 era stato parte, nel novembre del 2018, di una mobilitazione antifascista nata in risposta al tentativo di Casapound nazionale di strumentalizzare la citt\u00e0 in occasione del centenario della supposta \u00abvittoria italiana\u00bb nella Prima guerra mondiale. Avevamo messo a disposizione le nostre competenze storiche per smascherare la manipolazione. Molti altri collettivi e associazioni avevano lavorato per un mese fino a costruire una contromanifestazione che aveva portato in piazza non meno di diecimila persone \u2013 un numero impressionante per una scadenza locale e per una citt\u00e0 che, frettolosamente, veniva etichettata come \u00abdi destra\u00bb \u2013, inondando le strade della citt\u00e0 e ridicolizzando la calata nazionale di Casapound, del tutto estranea alla citt\u00e0 e ridotta a una triste parata con meno di un migliaio di partecipanti.<\/p>\n<div id=\"attachment_48002\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/multitudes.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-48002\" class=\"wp-image-48002\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/multitudes.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/multitudes.jpg 2048w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/multitudes-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/multitudes-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/multitudes-768x511.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-48002\" class=\"wp-caption-text\">Trieste antifascista, 3 novembre 2018. La splendida foto di Claudia Bouvier, divenuta simbolo di quella mobilitazione.<\/p><\/div>\n<p>In tutti questi fenomeni di piazza e di mobilitazione, una sorta di sesto senso mi aveva segnalato l\u2019emergere faticoso e contraddittorio di nuovi soggetti politici, intesi come riconfigurazioni di aggregati sociali determinati dal permanente stato di crisi del neoliberismo. Ma era appunto solo una sensazione, o forse una proiezione dei miei desideri. Che in ogni caso avrebbe meritato di essere indagata ulteriormente con un lavoro collettivo, senza interpretare quella scadenza come semplice riproposizione dell\u2019attivazione di anticorpi al fascismo. Anticorpi che, ne sono convinto, nella societ\u00e0 di questi territori resistono, malgrado anni di connivenze e di sottovalutazione da parte della sinistra istituzionale, ma che nel caso triestino, come in <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/02\/the-darkest-hour\/#more-32896\">quello maceratese del febbraio precedente<\/a>, non spiegavano tutto.<\/p>\n<p>A partire da questa domanda, \u00abperch\u00e9 proprio a Trieste?\u00bb, e memore di quelle esperienze, mi ero infine deciso a partecipare a uno dei cortei no green pass, quello della mattina di sabato 25 settembre, \u00abper mapparne la composizione e le strutture di sentimento\u00bb, come avrei scritto.<\/p>\n<h4><strong>11. \u00c8 Facebook ad avermi portato qui<\/strong><\/h4>\n<p>A quel punto per\u00f2 accadeva uno strano episodio. Poche ore dopo la manifestazione del 25 settembre ricevevo alcuni messaggi e telefonate che mi informavano di qualcosa che altrimenti non sarei venuto nemmeno a sapere, dal momento che non uso pi\u00f9 Facebook dall\u2019inizio della pandemia: la mia presenza alla manifestazione era stata filmata a mia insaputa e, sempre a mia insaputa, postata sul fetentissimo social di Zuckerberg. Il commento che la accompagnava, tra il sarcastico e l\u2019indignato, lasciava intendere, senza nominarmi direttamente, che da attivista conosciuto in citt\u00e0 per la mia militanza antifascista fossi finito a scendere in piazza coi fascisti. Per di pi\u00f9, si diceva nei commenti, risultando patetico, perch\u00e9 a cinquant\u2019anni mi comportavo come se ne avessi venti.<\/p>\n<p>Un ritratto professionale e dell\u2019attivit\u00e0 \u00absocial\u00bb della persona autrice di quel post \u2013 che conosco da molti anni, ma con cui da tempo avevo contatti meno che sporadici bench\u00e9 amichevoli \u2013 potrebbero risultare paradigmatici di quel metodo che confonde, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/09\/ostaggi-in-assurdistan-2\/#comment-46279\">come scriveva <strong>Wu Ming 2<\/strong><\/a>, \u00abi risultati intermedi della ricerca scientifica con le verit\u00e0 pi\u00f9 consolidate della scienza, e attribuisce a entrambi la stessa, incontestabile autorevolezza\u00bb. Ma non \u00e8 questo il punto. E solo in parte lo sono la rabbia e l\u2019amarezza per quell\u2019attacco pubblico <i>ad personam<\/i> che mi era stato rivolto, senza nemmeno la richiesta preventiva di un chiarimento.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 quell\u2019episodio del tutto marginale era paradigmatico di questioni pi\u00f9 generali. Conteneva in s\u00e9 molti degli aspetti critici su cui stavamo ragionando: uso e diffusione di dati e informazioni personali, tracciamento, relazioni smaterializzate, manipolazione delle informazioni, pregiudizi. Pregiudizi in base ai quali, secondo quelle persone, io stavo flirtando con \u00abi fascisti no vax\u00bb, e pertanto tutta la mia storia meritava di essere coperta di pece e piume.<\/p>\n<p>Non solo: l&#8217;episodio indicava un nostro errore di approccio, perch\u00e9 quelle domande che ci ponevamo sui conflitti post-pandemici le formulavamo usando il tempo futuro, quando in realt\u00e0 erano gi\u00e0 domande sul presente. Un presente che in parte rifiutavo, che mi spingeva a tentare di rifugiarmi anch\u2019io in qualche pregiudizio e in antiche certezze che, almeno da venti mesi a quella parte \u2013 ma forse venti erano gli anni \u2013 erano sbiadite e quasi inservibili, ma che sarebbero state utili a buttarmi quel casino alle spalle, e fingere che non ci fosse.<\/p>\n<p>Soprattutto per\u00f2 l\u2019episodio aveva i tratti di un oscuro presagio: qualcosa da cui credevo di essermi sottratto mi veniva a cercare, come avrebbe fatto ben presto con chiunque, utilizzando proprio lo spazio di intersezione del varco 4, che \u00e8 anche un ponte che pu\u00f2 unire e dividere, e quindi potrebbe anche essere visto e raccontato come una sorta di portale interdimensionale, come uno stargate, o anche l\u2019ultravarco dei Pokemon.<\/p>\n<h4><strong>12. Il metavarco<\/strong><\/h4>\n<p><i>Strange days have found us<br \/>\n<\/i><i>Strange days have tracked us down<br \/>\n<\/i><i>They&#8217;re going to destroy<br \/>\n<\/i><i>Our casual joys<br \/>\n<\/i><i>We shall go on playing or find a new town.<\/i><\/p>\n<p>Quando ritorno al varco sono quasi le tre del pomeriggio. Nelle ore precedenti ho segnalato ad alcuni contatti del Coordinamento No GP, via via con maggiore urgenza, l\u2019annuncio dell\u2019arrivo di Montesano e il serio rischio che la sua presenza danneggi tutta la mobilitazione. Come scrive in quelle ore Wu Ming 1,<\/p>\n<blockquote><p>\u00absperiamo che il coordinamento e i portuali non gli consentano di fare il suo consueto spettacolino, e tengano la linea \u201cno ai personaggi mediatici che vengono qui a strumentalizzare la nostra lotta per farsi pubblicit\u00e0\u201d. Montesano \u00e8 un soggetto screditatissimo, il suo \u201cmagic touch\u201d a rovescio infliggerebbe alla lotta un danno d\u2019immagine peggiore di qualunque demonizzazione (perch\u00e9 la messa in ridicolo \u00e8 ben peggio della demonizzazione)\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quando arrivo inizio a capire il motivo per il quale nessuno mi ha risposto.<\/p>\n<p>Superata la zona d\u2019ombra sotto il cavalcavia mi rendo conto che c\u2019\u00e8 una strana luce diffusa su tutto il varco. Artificiale, come quella di un enorme set cinematografico. La giornata \u00e8 splendida, ma questa luce non ha nulla di naturale. La folla, immensa, sembra un fotomosaico dai colori ipersaturi, e cos\u00ec il cielo, e gli ingressi del porto che sembrano molto pi\u00f9 ampi di come li ricordavo e costellati di fari enormi e telecamere, al punto che a malapena intravedo il mare.<\/p>\n<p>Il flusso di persone che entrano \u00e8 enorme e rumoroso. Riconosco dialetti e accenti da tutta Italia, vedo agitare bandiere col leone di San Marco, cartelli che ringraziano e inneggiano ai \u00abportuali di Trieste\u00bb, altri con scritte tipo \u00abTrieste chiama, Molise risponde!\u00bb e grandi gonfaloni che ritraggono la Madonna o San Giorgio. Vedo intere compagnie di persone con scatoloni di roba da mangiare e casse di vino e di birra. Si aggirano personaggi sempre pi\u00f9 strampalati.<\/p>\n<p>Una figura enorme fende la folla, in piedi su un overboard su cui stanno accucciati anche tre volpini, reggendo un selfie stick e filmando s\u00e9 stesso e ci\u00f2 che lo circonda. Quando mi sfiora e ce l\u2019ho davanti mi accorgo che \u00e8 Jeeg Robot.<\/p>\n<p>Tento di considerare ci\u00f2 che ho appena visto ma sento grida, gente che si agita. A pochi metri da me si \u00e8 formato un capannello di persone al centro del quale vedo una giornalista. In mano agita un microfono che per\u00f2 \u00e8 un\u2019iguana viva, e molto indispettita sibila risposte a qualcuno dei dimostranti che la apostrofano formando un cerchio attorno a lei e al cameraman, che a sua volta tenta di convincere un tizio con un cartello con scritto \u00abLongobucco c\u2019\u00e8!\u00bb a non impallargli l\u2019inquadratura. La telecamera, ha il logo del Tg3, per\u00f2 \u00e8 uno strano intrico di organi e frattaglie pulsanti, come in <i>Existenz<\/i> di Cronenberg. A urlare pi\u00f9 degli altri verso la giornalista \u00e8 un nano dal labbro leporino e gli occhietti da faina, che sembra un cartone animato e sbraita come un cartone animato. \u2013 Dovete dire la verit\u00e0!!! Vogliamo la verit\u00e0!!! \u2013 e poi seguito da molti altri, tutti a gridare: \u2013 Veritah! Veritah!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-47974\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Ciccio-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"144\" \/>Il capannello si fa affollato e circonda sempre di pi\u00f9 la giornalista e il cameraman. Questo fa per abbassare la telecamera pulsante, sconfortato, quando si vede arrivare un gruppo di portuali in divisa da lavoro. Li guida Puzzer. O perlomeno sono certo che sia lui, per\u00f2 si \u00e8 trasformato: \u00e8 il Ciccio di nonna Papera. Porta la divisa fluorescente e il cappellino grigio, ma \u00e8 proprio lui, il personaggio Disney, solo in carne e ossa e con l\u2019aria meno tonta.<\/p>\n<p>Sono sbalordito. Mi porto le mani agli occhi per stropicciarli, ma quando le allontano vedo una manciata di pixel scendere come coriandoli. A posto, penso.<\/p>\n<p>Puzzer raggiunge la giornalista, fendendo due ali di folla che lo acclamano, che lo toccano, qualcuno lo supplica, c\u2019\u00e8 una tizia che si mette a piangere. Lui sorride e saluta tutti col becco da papero, stringe mani, poi finalmente avvicina la giornalista che, quando lo vede, smette di imprecare verso il tizio che la sta angariando. Ciccio Puzzer e lei parlottano un attimo, poi si mettono in posa per un\u2019intervista che dura poco, perch\u00e9 comunque un bel po\u2019 di gente continua a inveire. Lui allora prende un megafono e si rivolge alla folla che tace e ascolta.<\/p>\n<p>\u2013 Allora, benvenuti a tutti. Noi portuali di Trieste vogliamo ringraziare tutte le persone che sono venute fin qua per sostenere la nostra lotta, che \u00e8 la lotta di tutti! \u2013 Applausi e grida di approvazione. \u2013 Sono giorni difficili e faticosi, ma siamo decisi ad andare avanti. \u2013 Altri applausi. \u2013 Voglio poi dirvi una cosa sui nostri amici della stampa&#8230; \u2013 Parte una salva di fischi. \u2013 Aspettate, aspettate, devo dirvi una cosa importante&#8230; \u2013 La folla ascolta di nuovo. \u2013 Anche i giornalisti sono lavoratori come noi, e anche se non riportano sempre fedelmente le cose che diciamo, \u2013 e qui si gira verso la giornalista e le strizza l\u2019occhio \u2013 \u00e8 giusto che rispettiamo il loro lavoro. Quindi, amici, vi chiedo di non ostacolarli.<\/p>\n<p>Una parte della folla applaude. Molti rumoreggiano. Poi Ciccio Puzzer riprende a parlare.<\/p>\n<p>\u2013 E infine voglio dirvi ancora una cosa, che \u00e8 la pi\u00f9 importante: noi non molliamo! E quindi facciamo sentire il nostro canto! E attacca a cantare, \u00abLa-gen-te-co-me-noi-non-mol-la-maaai\u00bb. Il coro per\u00f2 non sembra quello solito, la melodia \u00e8 in tonalit\u00e0 minore e molto pi\u00f9 lenta. E rallenta ancora di pi\u00f9 quando la folla lo riprende, come Hal 9000 quando viene disattivato un modulo alla volta, finch\u00e9 il coro diventa un enorme borbottio di vocali. La giornalista fa una smorfia, come se fosse stata interrotta mentre diceva qualcosa di importante, vedo chiaramente il suo volto pixelarsi, poi di colpo lei e il cameraman si smaterializzano come nel teletrasporto di Star Trek.<\/p>\n<p>Mi muovo, vorrei arrivare al gazebo degli autorganizzati, un caff\u00e8 mi farebbe bene, magari corretto. Ma mi trovo incastrato tra centinaia di persone in cerchio che suonano tamburi e bonghi, e gente nel mezzo che balla come fosse in trance. Devio da un\u2019altra parte e mi imbatto in un altro cerchio. Questi sono tutti vestiti di bianco e si tengono per mano facendo un lungo e profondo Ohm. Tra di loro c\u2019\u00e8 questo ex psichiatra, Bertali, che ho intravisto nelle assemblee del coordinamento, dove incasina le discussioni parlando di metodo gandhiano nella lotta, e non si capisce dove voglia andare a parare con tutti quei discorsi sull\u2019armonia e un certo \u00absacro mantra Wuhan\u00bb. Capisco che \u00e8 lui, ma lo ricordavo con una lunga barba da santone, mentre ora ha le fattezze del direttore megagalattico di Ugo Fantozzi, alto, secco, elegantissimo, stempiato. E luminoso, circonfuso di luce in questo circo confuso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-47975\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Bertali_nel_metavarco.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Bertali_nel_metavarco.jpg 1754w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Bertali_nel_metavarco-300x155.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Bertali_nel_metavarco-1024x529.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Bertali_nel_metavarco-768x397.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Mentre pronuncia l\u2019ohm Bertali tiene gli occhi chiusi e una mano sulla fronte di un tizio pi\u00f9 basso di lui che lo fissa con gli occhi spalancati ma del tutto inespressivi. \u00c8 <strong>Ugo Rossi<\/strong>, quello che in Consiglio comunale nei prossimi cinque anni terr\u00e0 alto il livello del dibattito, cos\u00ec gli altri consiglieri e la cittadinanza tutta non sentiranno la mancanza di Tuiach. Anche Rossi \u00e8 un po\u2019 diverso, sembra l\u2019agente Smith di Matrix. Il signor Rossi e Mr. Smith. Almeno questo ha senso, penso.<\/p>\n<p>Faccio ancora qualche passo, inizio a non poterne pi\u00f9 di quel circo. Passo accanto a una decina di persone inginocchiate. Pregano, anche loro tenendosi per mano, c\u2019\u00e8 anche Tuiach, col megafono a tracolla e il ritratto della Madonna in braccio, per\u00f2 \u00e8 un gorilla e indossa un tut\u00f9 rosa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-47976\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Oscar.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Oscar.png 350w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Oscar-240x300.png 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Basta, me ne vado, penso. Ma in quel momento vedo Oscar, un giovane antifascista, uno bravo che sta anche nel coordinamento. Si guarda attorno, come cercando qualcuno, calmo. Ha le fattezze di uno degli Hanson Brothers, quelli della squadra di hockey di <strong>Paul Newman<\/strong> in <i>Colpo secco<\/i>. Lo raggiungo. C\u2019\u00e8 un casino infernale, musica e tamburi e salmodie e gente che canta in visibilio. Parliamo urlando, entrambi osservando quello che capita intorno.<\/p>\n<p>\u2013 Che cazzo sta succedendo? \u2013 grido.<br \/>\n\u2013 Metaverso! \u2013 mi risponde \u2013 Realt\u00e0 diminuita! E virtualit\u00e0 aumentata!<br \/>\n\u2013 E che cazzo vuol dire?<br \/>\n\u2013 Vuol dire \u2013 grida \u2013 decine di pullman, e centinaia di macchine da ogni angolo d\u2019Italia! Gente di ogni tipo che si \u00e8 fatta anche mille chilometri per venire qua! Carichi di speranza, di roba da mangiare e di cazzate sentite in televisione, o su Byoblu, o lette su Facebook, o nelle chat su Telegram e Whatsapp! Due anni di terrorismo virocentrico e decreti governativi! E due anni di fantasie di complotto che danno la colpa di tutto ai nazisti rettiliani ebrei! E poi giornalisti e telecamere da tutta Europa! Fanno domande idiote! Tipo perch\u00e9 lei non si vaccina, ha visto com\u2019\u00e8 alto l\u2019RT in provincia di Campobasso\u2026 Oppure domande assurde sulla citt\u00e0! Uno mi ha chiesto dove poteva trovare il pezzo di muro rimasto su dopo l\u201989!<br \/>\n\u2013 Ok! Bel casino! \u00c8 per questo che hai la faccia tutta pixelata? \u2013 dico.<br \/>\n\u2013 Credo di s\u00ec! Anche tu ce l\u2019hai!<br \/>\nMi passo una mano sul volto e di nuovo faccio i coriandoli.<br \/>\n\u2013 Ma i compagni? \u2013 gli chiedo.<br \/>\n\u2013 Eh, li sto cercando! Dobbiamo fare una riunione! E presto! Anche perch\u00e9 il coordinamento \u00e8 scomparso!<br \/>\n\u2013 In che senso? Sono andati via tutti?<br \/>\n\u2013 No! Il coordinamento nel metaverso sparisce! Ha deciso dall\u2019inizio di non avere portavoce! E nemmeno pagine Facebook! Solo un sito internet statico! Si stava appena parlando di aprire un canale Telegram! Ma poi \u00e8 partita \u2018sta baraonda! Siamo rimasti schiacciati tra gli antivaccinisti pi\u00f9 scoppiati e Ciccio Puzzer, che \u00e8 diventato una star della Disney e da ieri sera se gli chiedi qualcosa fa il vago o non ti parla proprio!<br \/>\n\u2013 Ma qualche intervista \u00e8 passata, ho visto Sabina!<br \/>\n\u2013 S\u00ec, ma diceva cose troppo serie! Il metaverso prima seleziona, poi estrae, quindi modera! Poi se insisti trolla o ti cancella!<br \/>\n\u2013 Ok, ma almeno cos\u00ec il coordinamento si salva! \u2013 grido. \u2013 Giusto?<br \/>\n\u2013 Speriamo! \u00c8 da vedere cosa resta quando finisce questo casino! E come finisce!<br \/>\n\u2013 E Montesano?<br \/>\n\u2013 Ah! L\u2019ho letto il tuo messaggio! \u2013 urla ironico, \u2013 se vuoi puoi aggiungere anche Pap\u00e0 Lardo alla galleria dei freaks!<br \/>\n\u2013 Pap\u00e0 Lardo? E chi \u00e8?<br \/>\n\u2013 Lo sbirro vestito da pagliaccio! \u2013 urla con un ghigno \u2013 \u00c8 arrivato mezz\u2019ora fa! Per fortuna Puzzer come con Paragone non l\u2019ha fatto parlare dal palco. In compenso tutti i giornalisti si accalcano per fargli dire qualche stronzata!<\/p>\n<div id=\"attachment_47979\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47979\" class=\"size-full wp-image-47979\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/flyingpuzzer.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/flyingpuzzer.jpg 350w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/flyingpuzzer-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><p id=\"caption-attachment-47979\" class=\"wp-caption-text\">\u00abAnche i fioi, dioc\u00e0n!\u00bb<\/p><\/div>\n<p>Un giocoliere in monociclo sfreccia tra di noi, seguito da una torma di ragazzini volanti con la faccia di Puzzer. Oscar fa una smorfia schivandosi appena in tempo dall\u2019ultimo del gruppo che per poco non gli piomba addosso.<br \/>\n\u2013 Anche i fioi, dioc\u00e0n! Non glieli dovrebbero dare i telefonini cos\u00ec presto! \u2013 esclama spazzolando i pixel caduti sulla divisa dei Charlestown Chiefs.<br \/>\n\u2013 Senti un po&#8217;! \u2013 Grido \u2013 Ma io qua nel metaverso a chi assomiglio?<br \/>\nMi guarda per un attimo, e subito distoglie lo sguardo, imbarazzato.<br \/>\n\u2013 Be\u2019\u2026 Pare che ognuno di noi sia un avatar\u2026 \u2013 dice abbassando la voce, lo sento a malapena.<br \/>\n\u2013 Come? \u2013 grido.<br \/>\n\u2013 Un avatar! Siamo tutti avatar presi nel metaverso! Non mi \u00e8 chiaro del tutto come funziona! Ma da quanto ho capito ha a che vedere con le nostre raffigurazioni in rete! Pezzi di biografia e informazioni estratte a cazzo, magari da altri o da noi stessi! Tipo quando ti taggano in un post o scrivi uno stato e ci metti una foto o un\u2019immagine! E poi rimescolate con figure pop, o mitologiche, o dell\u2019immaginario collettivo.<br \/>\n\u2013 Ah, ok, ha senso! E quindi qual \u00e8 il mio avatar?<br \/>\n\u2013 Sei sicuro di volerlo sapere?<br \/>\nLo guardo per fargli capire di non farla tanto lunga.<\/p>\n<p>\u2013 Ok! Se proprio ci tieni! Sei Peter Pan! Ma in divisa da SS! E hai una svastica tatuata in fronte!<br \/>\nMi porto le mani sulla faccia. \u2013 Quella stronz\u2026<br \/>\nL\u2019imprecazione mi muore tra le labbra perch\u00e9 in quel momento un movimento della folla ci fa voltare verso il cavalcavia di accesso al varco, che \u00e8 una ragnatela piena di celerini che giocano a dondolarsi, cadendo a uno a uno e poi risalendo, mentre cantano <i>Un <\/i><i>elefante si dondolava\u2026<\/i><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-47977\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/montesano.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/montesano.jpg 596w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/montesano-255x300.jpg 255w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Da quella direzione marcia una falange di persone che circonda e riprende coi telefonini un tizio che cammina veloce, e ride come un attore consumato, perch\u00e9 <em>\u00e8<\/em> un attore pi\u00f9 che consumato, praticamente esausto. Lui a sua volta si riprende col telefonino e lo ruota dal suo volto a quelli della folla a cui sta andando incontro e che man mano che lui si avvicina si spalanca per farlo passare e intanto sfodera i telefonini e inizia a riprendere a sua volta. Lui cammina veloce verso gli ingressi del porto, perch\u00e9 qualcuno deve averglielo detto che l\u00e0 c\u2019\u00e8 un palco e un microfono, e qualcuno deve anche avergli detto che glieli far\u00e0 usare. E la gente tutto attorno lo filma e si filma e grida Enrico! Enrico! E pure quelli coi tamburi fanno un gioco di prestigio notevole, perch\u00e9 ogni tamburo di colpo diventa un telefonino e con quello iniziano a correre dietro a Montesano pure loro, riprendendolo e gridando Enrico! Enrico! Enrico!<\/p>\n<p>E devo dire che fa una certa impressione vedere che pure certi santoni vestiti di bianco hanno smesso quell\u2019aria da respiriani stralunati e fumatori di semi cosmici, per tirare fuori pure loro i cazzo di telefonini e inseguire questo ex mediocre interprete della pi\u00f9 scarsa commedia all\u2019italiana, che ovviamente \u00e8 l\u2019avatar di s\u00e9 stesso, gridando Enrico! Enrico! Enrico!<\/p>\n<p>Mentre mi allontano dalla calca \u2013 mi manca solo di finire immortalato con questo qua! \u2013, ripenso alle parole di Wu Ming 1. <i>Magic touch<\/i>. <i>Magic touch<\/i> a rovescio. <i>Magic touch<\/i>. A rovescio. Sopra e sotto il ponte.<\/p>\n<p>Una troupe televisiva ritardataria arranca verso l\u2019attrazione. E vedo di nuovo il troll dal labbro leporino che si fionda da un lato correndo sulle gambette stecche per intercettarli.<br \/>\n\u2013 Dovete dire la verit\u00e0!!! Veritah! Veritah!.<br \/>\nGli vado incontro mentre rincorre la troupe, mi paro davanti a lui. \u2013 Tu! \u2013 gli grido. \u2013 Da dove vieni?<br \/>\n\u2013 Rimini! \u2013 risponde pronto.<br \/>\n\u2013 E qui che ci fai? Perch\u00e9 non sei a Rimini a protestare? \u2013 dico.<br \/>\n\u2013 Sono il capo dei forconi di Rimini! Sono qui perch\u00e9 devo parlare coi portuali, con Puzzer!<br \/>\n\u2013 E ci hai parlato con Puzzer?<br \/>\n\u2013 No, non ancora \u2013 risponde un po\u2019 indeciso ora.<br \/>\n\u2013 Perch\u00e9 tormenti i giornalisti? Non l\u2019hai sentito Puzzer che diceva di lasciarli lavorare?.<br \/>\n\u2013 Si, ma\u2026<br \/>\n\u2013 \u201cMa\u201d un par di palle, tu sei di Rimini e qui siamo a Trieste, e se i triestini ti dicono di non rompere i coglioni tu fai come ti dicono o te ne torni a Rimini.<br \/>\n\u2013 Ma non dicono la verit\u00e0! \u2013 dice con un tono che diventa cos\u00ec acuto da essere quasi lamentoso. \u2013 I giornalisti non dicono la verit\u00e0ahh!!!<br \/>\nLo afferro per il giubbotto: \u2013 Razza di troll di merda! Quale sarebbe la verit\u00e0 che non dicono?<\/p>\n<p>\u00c8 paonazzo. Terrorizzato. Mi guarda senza fiato. \u2013 Qual \u00e8 questa cazzo di verit\u00e0 che io non so? \u2013 grido \u2013 Me lo vuoi dire?<br \/>\nNon fiata, trema. Io alzo lo sguardo verso il molo, vedo il mare ora, scintillare nella luce del pomeriggio. Di colpo mi assalgono decine di ricordi di vent\u2019anni prima, le giornate e le notti passate su quel molo, tra i container e le gru, tra i rumori del lavoro e quella pace del mare tutto attorno che solo i portuali e i marinai conoscono. Mi salgono lacrime agli occhi. Guardo il troll, che ora sembra solo un tizio un po\u2019 basso e spaventatissimo. Lo lascio andare, si allontana rapido.<\/p>\n<p>Mi scuoto, e siamo di nuovo sul ponte che \u00e8 di nuovo il varco che conosco e dove tutti ci troviamo. \u00c8 una bella giornata, c\u2019\u00e8 solo troppa gente, troppe aspettative e qualche testa di cazzo che fa il furbo. E nessuno era preparato a tutto questo.<\/p>\n<h4><strong>13. Giravolte e scherzi della sovraesposizione<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>In questa vicenda la contesa tra metaverso e realt\u00e0 fisica, o tra Spettacolo ed Evento se preferite, \u00e8 destinata a durare, con il primo dei due elementi che tenter\u00e0 di risolvere la questione ricorrendo alla forza bruta e ai colpi pi\u00f9 bassi dei suoi pi\u00f9 servili alleati in campo avverso. Ma tempo al tempo.<\/p>\n<p>Vale la pena ricordare che Enrico Montesano \u00e8 uno che si \u00e8 ripassato tutto l\u2019arco partitico italiano: venendo dal PSI di Craxi, viene eletto europarlamentare col PDS, poi vicino ad Alleanza Nazionale e a Francesco Storace, dopo ancora ha dichiarato di votare 5 Stelle, per i quali ha partecipato anche all\u2019iniziativa \u00abLa notte dell\u2019onest\u00e0\u00bb, prima di finire a inserire nei suoi spettacoli canzoni del fondatore di Casapound, Iannone, e pi\u00f9 di recente facendosi ritrarre mentre abbraccia Matteo Salvini di cui \u00abammira\u00bb le posizioni sull\u2019immigrazione. Soprattutto Montesano ora \u00e8 uno dei pi\u00f9 celebri tra quanti cavalcano l&#8217;onda delle bufale antivacciniste.<\/p>\n<p>Per quale ragione Stefano Puzzer abbia regalato una passerella a un personaggio simile, in una piazza operaia, affollata e combattiva, soprattutto piena di rischi per tutti, e che quindi di tutto ha bisogno tranne che di personaggi screditati, non riesco nemmeno a considerarlo un mistero. Perch\u00e9 \u00e8 un film ormai visto tante volte da non meritare pi\u00f9 di due righe. Film di cui Puzzer stesso ha avuto una miserabile anteprima tra le stesse fila dei suoi colleghi, con la penosa vicenda di <strong>Fabio Tuiach<\/strong> e prima ancora con i saltimbanchi del milieu neoindipendentista. (Disclaimer: ritenersi, o persino essere davvero, pi\u00f9 svegli di qualcun altro in questo campionato non conta un cazzo, perch\u00e9 alla fine non sei tu a decidere e le regole le fanno e le cambiano altri).<\/p>\n<p>Ma nelle stesse ore in cui si presta a questo teatrino, Puzzer deve fare i conti con questioni molto pi\u00f9 terra terra, e decisamente pi\u00f9 urgenti della remota possibilit\u00e0 di ritagliarsi un posticino nel fetente circo politico-televisivo italiano.<\/p>\n<p>Probabilmente \u2013 ma lo ipotizzo soltanto \u2013 in quelle ore \u00e8 alle prese con telefonate, colloqui e discussioni nelle quali parla con un bel po\u2019 di gente, dai vertici del porto a quelli della Questura e della Prefettura, dai componenti del direttivo del suo sindacato, il Clpt, a certi loschi figuri vicini a organizzazioni ultracattoliche e di estrema destra del Veneto.<\/p>\n<p>Telefonate, colloqui e discussioni nelle quali risuonano minacce tremende, che gi\u00e0 nei giorni scorsi sembra siano state formulate con visite poliziesche notturne a casa Puzzer. E in cui si lamenta l\u2019arrivo imprevisto \u2013 ma non proprio imprevedibile \u2013 di migliaia e migliaia di persone stufe, per decine di ragioni diverse, di essere del tutto escluse da venti mesi, da ogni decisione che riguarda le proprie vite. E di come quel presidio sia in parte sfuggito di mano a chi l\u2019ha lanciato, come a chi lo ha sostenuto dall\u2019inizio.<\/p>\n<p>Telefonate, colloqui e discussioni dalle quali Puzzer esclude le uniche persone che potrebbero aiutarlo a trovare una soluzione dignitosa, onesta e soprattutto davvero utile alla lotta intrapresa: le persone che con pi\u00f9 consapevolezza e responsabilit\u00e0 hanno accolto il suo invito a bloccare il porto di Trieste, sia dentro il Coordinamento No greenpass cittadino, come tra gli stessi portuali. Persone alle quali sarebbe sufficiente spiegare, con chiarezza e onest\u00e0, che le cose hanno preso una piega pericolosa per tutti, e che quindi tutti assieme, davvero uniti, va trovata una via d\u2019uscita.<\/p>\n<p>Ma Puzzer a quel punto deve essere preso tra l\u2019enorme rilascio di endorfine che la sovraesposizione mediatica gli procura e l\u2019umana paura delle minacce che sta ricevendo dalle autorit\u00e0. E forse \u2013 ipotizzo ancora, in base a quello che sento e vedo \u2013, decide di affidarsi a queste ultime, che gli consigliano altre vie d\u2019uscita, magari le stesse proposte da quei loschi figuri veneti.<\/p>\n<div id=\"attachment_47980\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47980\" class=\"wp-image-47980\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/zenodagostino.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/zenodagostino.png 350w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/zenodagostino-249x300.png 249w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-47980\" class=\"wp-caption-text\">Zeno D&#8217;Agostino<\/p><\/div>\n<p>Verso le sette di sera di quel sabato, <strong>Zeno D\u2019Agostino<\/strong>, presidente dell\u2019Autorit\u00e0 portuale, compare su tutti i notiziari nazionali per dire che il giorno successivo andr\u00e0 dal prefetto di Trieste a chiedere lo sgombero del presidio al varco 4. A dirla tutta non usa nemmeno la parola \u00abpresidio\u00bb, ma anche lui dice \u00abcirco\u00bb, per\u00f2 nell\u2019accezione spregiativa e di superiorit\u00e0 che \u00e8 la cifra dominante della narrazione mediatica su questa mobilitazione. Che il circo lo cerca e lo crea.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno negli stessi minuti Puzzer convoca un altro comizio\/conferenza stampa, per la seconda volta senza dire nulla a chicchessia del Coordinamento No greenpass come a molti portuali, e fa uno degli interventi pi\u00f9 sgangherati e opachi tra i molti interventi sgangherati e opachi che pronuncer\u00e0 nei giorni successivi.<\/p>\n<p>Parla con grande enfasi di un \u00abcoordinamento nazionale\u00bb al quale \u00abi portuali di Trieste\u00bb stanno lavorando, assieme agli \u00abaltri porti italiani\u00bb, ai vigili del fuoco e anche ai rappresentanti delle forze dell\u2019ordine contrari al greenpass. Un coordinamento che andr\u00e0 a Roma il 30 ottobre a parlare alla Camera e al Senato, persino a incontrare il governo, per manifestare la totale contrariet\u00e0 al decreto e chiederne il ritiro. E mentre, sfidando il ridicolo, ricama sul fatto che non \u00e8 nelle piazze che cambiano le cose, ma \u00abnegli uffici\u00bb, e presenta la gita a Roma come l\u2019uovo di Colombo che porter\u00e0 \u00abil popolo\u00bb a mettere il governo con le spalle al muro, infila riferimenti alla mobilitazione al varco, accennando al \u00abgrande segnale\u00bb che \u00e8 stato dato, persino a una \u00abgrande vittoria\u00bb gi\u00e0 ottenuta, suggerendo infine che restare l\u00e0 non ha pi\u00f9 molto senso, che stasera sar\u00e0 un momento di grande festa per il risultato raggiunto, che domani arriver\u00e0 ancora altra gente che verr\u00e0 accolta, e poi in serata inizier\u00e0 questo nuovo percorso che porter\u00e0 la lotta a Roma il 30 ottobre. \u00abPerch\u00e9 noi non molliamo!\u00bb.<\/p>\n<p>Il coro \u00abla gente come noi non molla mai\u00bb, lanciato non appena finito di dire queste cose \u00e8 grottesco a livelli quasi insostenibili.<\/p>\n<p>Com\u2019era prevedibile, ma evidentemente non \u00e8 stato previsto, la piazza non se la beve. Prima di tutto perch\u00e9 la maggior parte dei presenti, che ad andarsene non ci pensa proprio, non ha nemmeno sentito il discorso \u2013 una costante di questa mobilitazione \u00e8 che mai i mezzi audio saranno all\u2019altezza delle dimensioni. E poi perch\u00e9 gi\u00e0 dopo pochi minuti, nei capannelli che si formano, chi ha mangiato la foglia spiega cosa sta succedendo a chi ci arriva dopo.<\/p>\n<p>Rompendo almeno in parte l\u2019incantesimo del metaverso, anche il Coordinamento finalmente si riunisce. Un\u2019assemblea fiume, incasinata dalla marea di persone venute da fuori, nella quale chi ci sta dall\u2019inizio non pu\u00f2 fare altro che denunciare il modo in cui Puzzer si \u00e8 preso la scena, tagliando fuori tutti gli altri, alla faccia dei proclami all\u2019unit\u00e0 e alla fratellanza, finendo persino per dichiarare la smobilitazione di un presidio che, lui da solo e per primo, aveva proposto, proclamando che sarebbe continuato \u00aba oltranza fino al ritiro del decreto green pass\u00bb. Puzzer alla fine si presenta pure lui all\u2019assemblea. E di nuovo, nella maniera ambigua e melliflua che ha ormai adottato, tenta di convincere tutti di quale opportunit\u00e0 sia quella che si \u00e8 presentata.<\/p>\n<p>Ma stavolta non attacca. Il Coordinamento ha molti limiti, ma un grande merito che, fosse anche l\u2019unico, ha fatto da collante e da garanzia di reciproca fiducia tra tutte le sue componenti: crede fermamente che da questa lotta si esce solo lottando, senza dare per certa la vittoria con proclami da imbonitori, consapevoli di essere partiti da una piazza e che solo in una piazza si potr\u00e0 finire, comunque vada. Inoltre sa che, dal 15 ottobre, milioni di persone sono costrette a pagare per lavorare e studiare e vivere, oppure relegate ai margini della societ\u00e0, magari senza stipendio. Ed \u00e8 questo che viene detto a Puzzer, ricordandogli di quando lui stesso si era presentato a un\u2019assemblea, chiedendo al Coordinamento di mobilitarsi al porto, assieme ai portuali e non come ruota di scorta.<\/p>\n<p>Quella giornata surreale finisce con l\u2019ennesimo voltafaccia del suo volto pi\u00f9 noto che, di nuovo davanti ai cancelli, spiega al microfono che le sue parole sono state male interpretate, soprattutto dai media \u2013 che stavolta davvero non hanno colpe. E che lo stesso vale per il comunicato emesso dal Clpt che, nero su bianco, le riportava. Ora afferma di nuovo che il presidio continua, a oltranza, perch\u00e9 qua nessuno molla niente.<\/p>\n<p>Ma stavolta il coro non lo lancia. Fosse mai gli sia venuto il dubbio che porti un po\u2019 sfiga?<\/p>\n<h4><strong>14. Una difficile ripartenza<\/strong><\/h4>\n<p>Non ho assistito all\u2019assemblea che la sera di sabato 16 ha ribaltato la decisione unilaterale del Clpt di smobilitare il blocco al varco 4. La calata nel metaverso che qui ho raccontato in forma di fiction \u2013 la sola che forse pu\u00f2 sottrarre la realt\u00e0 dei fatti alle manipolazioni di un\u2019impossibile \u201cimparzialit\u00e0 dell\u2019informazione\u201d \u2013 mi ha letteralmente sconfortato. In quelle ore per la prima volta mi sono detto, dandomi anche un po\u2019 del mona, \u00ab\u00e8 tutto sbagliato\u00bb.<\/p>\n<p>Me ne sono andato persino prima dell\u2019annuncio della smobilitazione, illudendomi di sfuggire a quella che Wu Ming 1, riferendosi all\u2019arrivo di Montesano, ha perfettamente definito come \u00abuna cappa plumbea di discredito\u00bb su una mobilitazione che fino a quel giorno, con tutte le sue contraddizioni, si era presentata con i tratti di quanto di pi\u00f9 simile al movimento No Tav avessi visto finora. Con la differenza, importante e certo non unica, che questo movimento non ha trent\u2019anni di lotta e di esperienza alle spalle.<\/p>\n<p>Sono comunque riuscito a seguire quanto \u00e8 stato detto, pubblicamente e non solo, perch\u00e9 la pervasivit\u00e0 del metaverso \u2013 in realt\u00e0, di ci\u00f2 che spinge per essere tale \u2013 \u00e8 ormai totale, al punto da far pensare che, ormai, qualsiasi lotta e conflitto sociale deve capire come sottrarvisi o utilizzarla senza esserne fagocitata. Nelle varie dirette in rete ho sentito le parole di Puzzer e persino intuito le reazioni di molti. Ma in quei giorni ho anche capito che affidarsi alla mediazione del punto di vista altrui \u00e8 molto rischioso. E ne avr\u00f2 diversi esempi nelle giornate seguenti, quando la mobilitazione, non pi\u00f9 compressa al varco, assumer\u00e0 dislocazioni multiple in diverse occasioni.<\/p>\n<p>Anche la mattina di domenica 17 ottobre sono al varco sul presto. Trovo diverse centinaia di persone, un maggiore spiegamento di forze dell\u2019ordine, e un flusso di persone che inizia a riprendere e finir\u00e0 di nuovo per contarne migliaia. Il ponte inizia a rianimarsi nei capannelli dei tre punti di ristoro, dove riesco a parlare con un po\u2019 di persone e capire una volta di pi\u00f9 quanto sia complessa la realt\u00e0 delle cose. Molti vengono da fuori e, secondo la stampa e le autorit\u00e0, questo dimostrerebbe che i \u00abno vax\u00bb avrebbero sottratto la mobilitazione ai portuali e ai triestini che erano scesi in piazza nelle settimane scorse.<\/p>\n<p>Anch\u2019io da principio ero portato a credere che quelli arrivati da altre regioni e dal Friuli fossero soprattutto antivaccinisti, soprattutto di area cattolica. E ieri in effetti le presenze pi\u00f9 organizzate, quelle arrivate in pullman dal Veneto, in parte lo confermavano. Ma ora, parlando con un po\u2019 di questa gente nei capannelli che si formano, mi rendo conto che la faccenda \u00e8 pi\u00f9 complessa, perch\u00e9 in realt\u00e0 la maggioranza sono lavoratrici e lavoratori che hanno raccolto l\u2019indicazione data dai portuali: tamponi gratis per tutti o per nessuno, e in quel caso ritiro del GP.<\/p>\n<p>Parlo anche con uno degli attivisti del Coordinamento che era all\u2019assemblea. Mi racconta com\u2019\u00e8 andata.<\/p>\n<p>\u2013 Di tutte le cazzate che ha fatto Stefano ieri, quella che non capir\u00f2 mai \u00e8 perch\u00e9 si sia presentato all\u2019assemblea convinto che ci bevessimo la storiella della gita a Roma coi sindacati di polizia. Aveva finalmente l\u2019occasione di fare la cosa pi\u00f9 giusta e ovvia, rimediando anche a come si era comportato nei giorni scorsi, facendo sempre di testa sua e senza confrontarsi col Coordinamento. Se avesse spiegato che sui portuali, e sul Clpt in particolare, si stanno riversando pressioni enormi e che tenere il blocco rischia di far saltare tutto, molti avrebbero capito. E si sarebbe partiti da questo dato di consapevolezza condiviso. Perch\u00e9 nessuno di noi vuole che qualcuno rischi pi\u00f9 di altri. E loro qui oltre alle botte e alle denunce, rischiano anche il posto di lavoro. Questo \u00e8 chiaro alla maggioranza del Coordinamento.<\/p>\n<p>Capisco bene la difficolt\u00e0 della situazione, per\u00f2 gli chiedo perch\u00e9 allora non sia stato il Coordinamento a proporre un\u2019altra via d\u2019uscita. Ormai \u00e8 certo che domani o marted\u00ec al massimo arriver\u00e0 lo sgombero, e le conseguenze sono imprevedibili.<\/p>\n<p>\u2013 Siamo venuti qui perch\u00e9 il Clpt l\u2019ha proposto, e Puzzer ha detto \u00aba oltranza\u00bb. Non ce lo siamo inventato noi! E lavoratori di altre aziende hanno accettato l\u2019invito e scommesso su questa cosa, mettendoci anche il culo proprio. Senza nemmeno un sindacato che li tuteli.<\/p>\n<p>Mentre parliamo il varco ha ripreso a riempirsi di brutto, di nuovo nell\u2019ordine delle migliaia, e di nuovo riprendono i tamburi che sono ormai una costante della mobilitazione.<\/p>\n<p>\u2013 Poi quando siamo arrivati Stefano ha iniziato a gestire tutto da solo. Ma un conto \u00e8 la responsabilit\u00e0 del fatto di essere a casa propria, un altro dire \u00abvenite e lottiamo tutti assieme\u00bb e poi metterti a fare la rockstar, che \u00e8 anche il meno, ma soprattutto decidendo tutto di testa tua. E alimentando tra l\u2019altro questa differenza illogica e sbagliata tra i portuali e tutti gli altri, che proprio i portuali rischiano di pagare pi\u00f9 di tutti.<\/p>\n<p>Quella mattina Puzzer comunica di essersi dimesso dalla carica di presidente del Clpt, contro la volont\u00e0 degli altri. Poco prima sul suo profilo Facebook ha postato un messaggio un po\u2019 criptico, nel quale si assume tutta la responsabilit\u00e0 di quanto successo il giorno prima, affermando che \u00e8 solo colpa sua e scusandosi con tutti. Il successivo comunicato del Clpt conferma le dimissioni e, ringraziandolo per il lavoro svolto, chiarisce anche che la sigla sindacale si ritira dal presidio, al quale i lavoratori portuali ora aderiranno a titolo personale. Come del resto stanno facendo anche tutte le lavoratrici e i lavoratori di altre aziende.<\/p>\n<p>A rimettere queste persone al centro della mobilitazione \u00e8 una conferenza stampa del Coordinamento No GP che, simbolicamente, si tiene non ai cancelli del porto, ma presso il gazebo degli autorganizzati. Qui a met\u00e0 pomeriggio viene letto un comunicato che ribadisce i contenuti della lotta, lotta che \u00abad oltranza, per ora continua al Varco 4 del Porto di Trieste, giorno e notte\u00bb. Viene riportato l\u2019elenco delle realt\u00e0 lavorative presenti, che sono molte, pi\u00f9 di quando \u00e8 iniziato il blocco. Queste lavoratrici e lavoratori affermano di assumersi collettivamente la responsabilit\u00e0 della mobilitazione a oltranza assieme coi portuali.<\/p>\n<p>Pochi minuti dopo la scena si sposta nuovamente ai cancelli, dove Puzzer prende di nuovo la parola. Prima di tutto per ribadire quanto gi\u00e0 scritto nei comunicati e sui social. Poi per fare un comizio che in tutta sincerit\u00e0 faccio fatica a seguire, perch\u00e9 di fatto non dice nulla di sostanziale, e per gli obliqui messaggi che lancia parlando di \u00abpersone che vogliono dividere i portuali\u00bb e spargono voci sul fatto che sarebbero divisi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un atmosfera strana, ho l\u2019impressione che i portuali siano molti di meno dei giorni precedenti, e qualcuno di quelli che ci sono lo dice chiaro che c\u2019\u00e8 della rabbia per come sono state gestite le cose. Inoltre intorno a Puzzer si muovono personaggi strani, che col porto non sembrano avere a che fare.<\/p>\n<p>Mentre ascolto penso che il problema grosso che hanno tutti \u00e8 l\u2019aver mancato la scommessa pi\u00f9 importante, quella che questa mobilitazione prendesse piede nel resto del paese, mutuando le parole d\u2019ordine che l\u2019hanno resa cos\u00ec forte proprio qui, nella mia citt\u00e0. Non \u00e8 successo, non finora almeno. Per quanto se ne sa, le altre piazze italiane sono restate tutte in mano alle componenti antivacciniste, spesso quelle pi\u00f9 irrazionali e quindi esposte alla facile riprovazione. E hanno cos\u00ec lasciato spazi di manovra enormi ai fascisti che le usano per le mosse in cui sono impegnati i Fiore e i Castellino e, soprattutto, i Di Stefano, in vista degli spazi che apre la cooptazione della Lega, e di fatto anche di Fratelli d\u2019Italia, nel \u201cgrande nulla\u201d dell\u2019Unit\u00e0 Nazionale che la gestione pandemica ci regala.<\/p>\n<p>Poche le eccezioni. Milano la pi\u00f9 opaca e difficilmente interpretabile, con cortei molto partecipati e incazzati. Qui il Corriere della Sera \u00e8 riuscito nella paradossale impresa di imbastire la solita gnagnera degli opposti estremismi, mettendo assieme i fascistoni dei Dodici Raggi con la presenza nel corteo di un ex Br, salvo poi certificare l\u2019imprevedibilit\u00e0 e l\u2019indecifrabilit\u00e0 di questa ondata di proteste.<\/p>\n<div id=\"attachment_48018\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/yewtu.be\/watch?v=t21gc-lrdc8&amp;autoplay=0&amp;continue=0&amp;dark_mode=true&amp;listen=0&amp;local=1&amp;loop=0&amp;nojs=0&amp;player_style=youtube&amp;quality=dash&amp;thin_mode=false\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-48018\" class=\"wp-image-48018 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Milano.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"454\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Milano.png 700w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Milano-300x195.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-48018\" class=\"wp-caption-text\">Milano, 25 settembre 2021, Jolly Roger contro la destra. Manifestanti anti-lasciapassare forzano i blocchi per contestare Giorgia Meloni e il suo partito.<\/p><\/div>\n<p>E poi Genova, dove i portuali si sono mossi da par loro, bloccando a loro volta il porto e ottenendo infine i tamponi gratuiti. Dispiace che una parte vorr\u00e0 poi prendere le distanze da Trieste, pur nel legittimo sconcerto per certe mosse di Puzzer e di certi \u201ccompari\u201d di strada che finir\u00e0 per scegliersi, ma dimenticando che, in fondo, \u00e8 lui stesso e il Clpt ad aver intrapreso questa lotta prima di tutto rifiutando i tamponi gratuiti solo per i portuali, e chiedendo che siano concessi a tutte le categorie di lavoratori.<\/p>\n<p>Dubito che le migliaia di persone presenti al varco anche questa domenica pomeriggio abbiano chiaro cosa significano tutti quei proclami, le due conferenze stampa tenute in punti diversi del ponte, le dimissioni di Puzzer dal Clpt e soprattutto quelle assunzioni di responsabilit\u00e0 collettiva.<\/p>\n<p>Tutte quelle persone continuano per\u00f2 a condividere un bisogno e una speranza. Che in realt\u00e0 \u00e8 una mole enorme di bisogni e di speranze che sono stati rinchiusi, controllati, normati e repressi con ogni mezzo. Relegando ognuno nella propria bolla social, e infine nella propria solitudine, in nome di un malinteso senso di comunit\u00e0. Che forse, a guardar bene, di solidale ha ben poco, mentre i tratti della comunit\u00e0 nazionale interclassista li mostra tutti.<\/p>\n<p>Il green pass \u00e8 solo la punta dell\u2019iceberg. E quel che ho visto emergere faticosamente al varco 4 \u00e8 stato ben altro che l\u2019espressione dell\u2019idea di libert\u00e0, tipicamente neoliberista, per la quale l\u2019individuo ha il diritto di fare ci\u00f2 che vuole. Ho percepito di gran lunga pi\u00f9 spesso la voglia di liberarsi assieme dalla iattura del lavoro per un padrone, che pretende che tu continui a produrre a qualsiasi costo e condizione, per di pi\u00f9 ribaltando su di te anche il rischio di una pandemia. Altro che egoismo e individualit\u00e0, qui ho visto dopo tanto tempo le crisalidi di nuove singolarit\u00e0 cooperanti.<\/p>\n<p>I padroni del vapore, e del gas e del carbone, con cui fanno navigare i loro container l\u2019hanno capito. E hanno capito che alla lunga nemmeno il pi\u00f9 raffinato metaverso sar\u00e0 sufficiente a farli stare tranquilli. Per questo domattina passeranno alle maniere forti, come loro sanno fare.<\/p>\n<h4><strong>15. Che la vadi ben, o che la vadi mal\u2026<\/strong><\/h4>\n<p>Quando i camion con i cannoni ad acqua, decine di blindati e centinaia di agenti in tenuta antisommossa compaiono al varco 4, provenendo dall\u2019interno del porto franco di Trieste, la folla che staziona sul ponte \u00e8 decisamente numerosa per un luned\u00ec mattina. Numerosa e una volta ancora sospesa, anche se meno stranita ormai.<\/p>\n<p>Lo sgombero ha una sua logica interna ferrea e inappellabile. I portuali, con il loro rispetto sacrosanto per l\u2019altezza, che deriva dal riconoscere il pericolo del vuoto di una stiva, la colgono perfettamente da giorni. Siamo su un ponte, ovvero una struttura che ha solo due vie di accesso. Se una \u00e8 sbarrata resta una sola via di fuga. Ai lati, il vuoto. A dirla tutta, a met\u00e0 del varco parte una delle rampe che immettono nella superstrada. Ma imboccarla, magari inseguiti dalla celere o dai blindati, sarebbe peggio che ficcarsi in un vicolo cieco.<\/p>\n<p>Insomma, motivi di preoccupazione per quanto sta per accadere non ne mancano. E i portuali, che sono a casa loro e quel ponte lo conoscono bene, ne sentono tutta la responsabilit\u00e0. E anche quando, solo in parte e per pochi minuti, si troveranno a recitare la parte di chi, in cordone, d\u00e0 le spalle alla polizia e la fronte agli altri manifestanti, non mi sentir\u00f2 di biasimarli.<\/p>\n<p>\u00c8 per questa responsabilit\u00e0 che quando i camion con gli idranti superano gli ingressi e si affacciano sul varco, loro sono tutti l\u00e0 davanti, di nuovo numerosi, con il resto della gente appena un po\u2019 pi\u00f9 indietro, come loro hanno chiesto. E sono loro quindi a prendere i primi getti d\u2019acqua, che da principio schizzano l\u2019aria, tentando di dissuadere dal restare con una pioggia quasi innocua, ma subito si abbassano, iniziando a colpire la gente. Ed \u00e8 ancora un portuale che prende un getto dritto nel petto, da pochi metri, che quasi lo tramortisce e costringe i suoi compagni a portarlo via a braccia, e quindi caricarlo su un\u2019ambulanza.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<figure><div style=\"width: 700px;\" class=\"wp-video\"><video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-47971-1\" width=\"700\" height=\"393\" preload=\"auto\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/idranti_trieste.mp4?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/idranti_trieste.mp4\">https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/idranti_trieste.mp4<\/a><\/video><\/div><figcaption><span style=\"font-size: small;\">Video pubblicato su Twitter da <a href=\"https:\/\/nitter.42l.fr\/alessiolasta\/status\/1449990444541169670#m\">Alessio Lasta<\/a>.<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nC\u2019\u00e8 gi\u00e0 qui un primo dato di realt\u00e0: luned\u00ec 18 ottobre il governo Draghi spazza via la lotta che da settimane aveva portato migliaia di persone a protestare contro il green pass nelle strade di Trieste e davanti al porto. Lo fa usando cannoni ad acqua, manganelli, scudi e lacrimogeni contro i corpi di migliaia di persone riunite in un picchetto operaio. Lo fa utilizzando anche un dispositivo mediatico che in queste settimane ha ripetuto all\u2019infinito, perlopi\u00f9 unanime, che questa \u00e8 una falsa lotta su un falso problema, negando che quanto stava accadendo avesse a che fare con parole come \u00absciopero\u00bb e \u00abdiritto al lavoro\u00bb, e scavando tra tutto ci\u00f2 che questa piazza poteva fornire per puntare i fari solo sugli aspetti che la raffiguravano come un coacervo di fanatici fascistoidi e irrazionali che non \u00abcredono nella scienza\u00bb.<\/p>\n<p>Lo sgombero ha una sua logica interna ferrea e inappellabile: sgomberare il varco principale del porto di Trieste per fare in modo che la produzione riprenda a pieno ritmo, e l\u2019anomalia di questa lotta abbia fine una volta per tutte.<\/p>\n<p>Solo per cacciare tutta quella gente dal varco per\u00f2 ci vogliono almeno due ore e mezza. Durante le quali si vede gente che prega, che bestemmia, che canta pace amore e libert\u00e0, che si prende manganellate e colpi di scudo senza battere ciglio, che rimprovera altra gente di provocare perch\u00e9 si copre il volto, che si copre il volto per farsi vedere, che fa l\u2019ohm, che suona i bonghi, che chiede ai celerini chi glielo fa fare, che denuncia la violazione del Territorio Libero di Trieste, che limona duro davanti al cordone di guardie che avanza, che ostacola l\u2019avanzata delle guardie, che tenta di convincerle ad andarsene, che prova a fermarle a mani nude\u2026<\/p>\n<p>E si vedono i portuali, a casa loro, fare da cuscinetto tra gli altri dimostranti e la polizia, e altri dimostranti dire ai portuali che si parte e si torna tutti assieme, e finch\u00e9 resteranno, resteranno anche loro.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 un momento in cui tutti sembrano condividere una consapevolezza collettiva, forse stanchi della parte che ognuno \u00e8 costretto a interpretare, perch\u00e9 in quei giorni, nel bene e nel male, \u00e8 successo qualcosa. E solo gli idioti o i superbi non ammetteranno che quel qualcosa li ha cambiati. \u00c8 il momento in cui tutti capiscono che l\u00e0, sul varco, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare. \u00c8 il momento in cui la folla intona un coro che non c\u2019entra nulla col non mollare mai. \u00c8 un coro che parla proprio dell\u2019opposto del non mollare mai. Ed \u00e8 la canzone popolare triestina pi\u00f9 famosa e pi\u00f9 cantata, e quella attorno alla quale circolano le versioni pi\u00f9 disparate \u2013 per alcuni \u00e8 un inno asburgonostalgico, con \u00abviva l&#8217;A\u00bb che vorrebbe dire \u00abviva l&#8217;Austria\u00bb \u2013 ma che nell&#8217;interpretazione maggiormente diffusa \u00e8 l\u2019espressione di un fatalismo senza cinismo n\u00e9 rassegnazione, che celebra la voglia di vivere e il non aver paura.<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/vivalaepobon_cut.mp3\">&#8230;<\/a><\/p>\n<p>\u00abE viva l\u00e0 e po\u2019 bon,<br \/>\nxe questo el moto triest\u00ecn.<br \/>\nChe la vadi ben,<br \/>\nche la vadi mal,<br \/>\nsempre alegri mai passion,<br \/>\nviva l\u00e0 e po\u2019 bon!\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 dopo quel coro, cantato a squarciagola e ripetuto pi\u00f9 volte, che parte un\u2019altra carica e le manganellate si fanno pi\u00f9 cattive, spingendo e chiudendo le persone tra le macchine parcheggiate e i guard rail, tra gli scudi che avanzano, gli idranti che colpiscono ancora e, infine, tra le decine e decine di lacrimogeni che, rendendo l\u2019aria irrespirabile, costringono la folla a lasciare il varco. Che finalmente pu\u00f2 essere riconsegnato alla sua funzione di produttivo e sconosciuto nonluogo.<\/p>\n<h4><strong>16. Una piazza &#8220;diversiva&#8221;<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019uscita dal varco, dove nel frattempo sono arrivate ancora pi\u00f9 persone di quante ce ne fossero all\u2019inizio, assume in breve i connotati di una diaspora. Come \u00e8 naturale che accadesse: la compressione al varco 4 di una mobilitazione moltitudinaria e spuria, con le distorsioni che il metaverso le ha imposto, raffigurandola come un gregge guidato da un unico pastore, hanno permesso a molti di illudersi che, una volta svuotato quel nonluogo, ci\u00f2 che conteneva si disintegrasse. O perlomeno si adeguasse alla logica del gregge, in modo da dover poi occuparsi solo del pastore per chiudere la pratica.<\/p>\n<p>Fuori da varco, dopo una prima resistenza agli incessanti attacchi con gli idranti e i lacrimogeni \u2013 alcuni dei quali finiscono anche nel cortile di una scuola, quel giorno adibita a seggio elettorale \u2013 il grosso dei manifestanti in effetti si incammina su passeggio Sant\u2019Andrea, in direzione delle Rive e del centro cittadino. Giunti in piazza Unit\u00e0 per\u00f2, invece di seguire l\u2019indicazione di alcuni di restare tutti nella piazza, il grosso della gente parte in un lungo corteo selvaggio di migliaia di persone che sfila per alcune ore attraversando il centro della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il corteo confluisce infine di nuovo in piazza Unit\u00e0, il \u201csalotto buono\u201d la cui protezione, nelle settimane successive, diventer\u00e0 l\u2019alibi per introdurre in tutta Italia la prima misura generalizzata di limitazione del diritto a manifestare nella storia della Repubblica. Da qui piccoli gruppi via via pi\u00f9 numerosi si dirigono verso il porto.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione dei mass media si concentra sulla piazza, da dove per\u00f2 per molte ore hanno ben poco da raccontare. Puzzer \u2013 investito solo dal ritorno di immagine costruito al varco \u2013 resta in attesa con chi ora lo accompagna di qualcosa e di qualcuno, che appena a met\u00e0 pomeriggio si riveleranno essere un incontro col prefetto e la comparsa di un losco personaggio fino a quel punto estraneo alla mobilitazione triestina. Si inganna il tempo facendo di tutto affinch\u00e9 le persone presenti in piazza \u2013 in gran numero provenienti da fuori \u2013 restino qui, invitandole di continuo a restare sedute, senza fare casini e, per quanto possibile, senza sapere cosa accade nel frattempo al porto.<\/p>\n<div id=\"attachment_48009\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-48009\" class=\"size-full wp-image-48009\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/piazza_unita_18_10_2021.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/piazza_unita_18_10_2021.png 700w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/piazza_unita_18_10_2021-300x169.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-48009\" class=\"wp-caption-text\">Trieste, 18 ottobre, piazza Unit\u00e0 dopo lo sgombero al porto e il corteo selvaggio.<\/p><\/div>\n<p>Un ulteriore blocco consistente di manifestanti \u00e8 infatti restato nei pressi dell\u2019incrocio di fronte al varco, qualcuno anche per recuperare i molti mezzi rimasti nel parcheggio, ma soprattutto con l\u2019intenzione di continuare a presidiare il porto in forma pacifica. \u00c8 uno dei due blocchi dove affluiranno di nuovo molte persone, e che di fatto non si scioglier\u00e0 prima di sera, malgrado la continua pioggia di lacrimogeni e i ripetuti bombardamenti d\u2019acqua.<\/p>\n<p>Un\u2019altra parte ancora si \u00e8 spostata di alcune centinaia di metri verso viale Campi Elisi, raggiungendo l\u2019incrocio con via Schiapparelli, e quindi la zona che fa da cerniera tra diversi rioni molto popolati, nonch\u00e9 un incrocio strategico per i mezzi che arrivano dalla Slovenia e dalla zona industriale. \u00c8 anche un punto di incontro molto popolare, con alcuni buffet tipici, bar e pizzerie, molto frequentati nei giorni feriali da chi lavora in porto ma non solo. Ed \u00e8 una zona che conosco bene, perch\u00e9 nelle vie che salgono da quell\u2019incrocio ho passato buona parte della mia infanzia, scorrazzando in bicicletta per giornate intere, o frequentando i ricreatori, i giardini pubblici e le piazze della zona, ai tempi in cui l\u2019infanzia non sottostava ancora all&#8217;ipercontrollo a cui \u00e8 sottoposta oggi.<\/p>\n<p>Su quell\u2019incrocio si stabilisce un blocco pi\u00f9 determinato, con cassonetti trascinati a bloccare il traffico e lanci di bottiglie e oggetti contro la polizia, fronteggiato da un incessante bombardamento di idranti e lacrimogeni che continuer\u00e0 per tutta la giornata.<\/p>\n<p>Di tutto questo chi ha preso il controllo di ci\u00f2 che (non) accade in piazza Unit\u00e0, dove le uniche e inutili tensioni riguardano le troupe televisive,\u00a0tenta per quanto possibile di non far trapelare nulla. Fino al ridicolo.<\/p>\n<p>Nelle battute finali della diretta di quasi nove ore che Local Team ha trasmesso da Trieste il 18 ottobre, ci sono venti minuti che potrebbero essere il teaser tragicomico di quanto accadr\u00e0 nei dieci giorni successivi.<\/p>\n<p>La scena si svolge nel pomeriggio inoltrato, e inizia con Stefano Puzzer, lo psichiatra Marco Bertali e il medico vicentino <strong>Dario Giacomini<\/strong> che escono dalla Prefettura, dove sono saliti in rappresentanza di \u00abnon_si_sa_che_cosa\u00bb, dal momento che Puzzer non rappresenta pi\u00f9 il Clpt e con l\u2019uscita dal porto non ha un ruolo definito. Bertali \u00e8 un componente del Coordinamento No green pass, che per\u00f2 non gli ha dato nessuna delega a rappresentarlo e in seguito chiarir\u00e0 di non cercare trattative istituzionali. Giacomini infine \u00e8 davvero un marziano comparso dal nulla, viene da Vicenza, nessuno l\u2019ha visto fino a quel punto nelle mobilitazioni triestine, ha un curriculum politico da ex candidato di Casapound e rappresenta un coordinamento antivaccinista chiamato ContiamoCi, che a Trieste finora non ha nessun ruolo.<\/p>\n<p>I tre si fanno spazio tra la folla per raggiungere una panchina dalla quale comunicare al megafono l\u2019esito del loro primo incontro ufficiale. Lo spazio ristretto di quel palco improvvisato regala un momento di comicit\u00e0 decisamente trash: Puzzer sale per primo, e Giacomini resta per diversi secondi col sedere del gruista piantato in faccia prima di riuscire a issarsi a sua volta. Poi tocca a Bertali guadagnarsi il suo podio da buon terzo e non rischiare di restare fuori dalla storica inquadratura. Ma ci mette quasi un minuto prima di poter salire, finendo a sua volta per appiccicarsi alle terga di Giacomini. Il bisogno di apparire, visto da dietro, pu\u00f2 causare momenti imbarazzanti.<\/p>\n<div id=\"attachment_47996\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47996\" class=\"size-full wp-image-47996\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Puzzer_Giacomini.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Puzzer_Giacomini.png 700w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Puzzer_Giacomini-300x165.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-47996\" class=\"wp-caption-text\">Trieste, piazza Unit\u00e0, sera del 18 ottobre 2021, Puzzer e Giacomini.<\/p><\/div>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che inizia quello che doveva essere il battesimo della lunga marcia nelle istituzioni e nella politica di Stefano Puzzer, in veste non pi\u00f9 di portuale, ma di leader nazionale del movimento no green pass, a fianco di un medico antivaccinista gi\u00e0 candidato di un partitino neofascista. Peccato che, mentre Puzzer tenta di infiocchettare il primo della lunga serie di pacchi che le istituzioni gli faranno \u2013 demolendo a uno a uno tutti i suoi proclami \u2013, si sparge tra la folla la notizia che al porto la polizia sta ancora caricando. Dopo sette ore dallo sgombero del varco 4 e alla faccia delle rassicurazioni sulla fine delle ostilit\u00e0 che il prefetto ha garantito e che Puzzer ha ripetuto alla piazza.<\/p>\n<p>Quanto avvenuto a Trieste tra il 15 e il 18 ottobre \u00e8 stato un vero blocco della produzione e ha seriamente messo in scacco l\u2019idea, ampiamente riaffermata con la pandemia, che questa debba andare avanti a qualsiasi costo. Negarlo, o ridurlo a semplice risultante di cause concomitanti perch\u00e9 non \u00e8 stato solo uno sciopero inteso nel senso pi\u00f9 stretto della parola, non modificher\u00e0 questo fatto. Che \u00e8 un ulteriore dato di realt\u00e0.<\/p>\n<p>A ribadirlo e sottolinearlo, la colonna chilometrica di camion provenienti dalla frontiera slovena che, a causa dei blocchi stradali su viale Campo Marzio e di fronte al porto, paralizzer\u00e0 fino alla tarda serata del 18 ottobre tutto l\u2019asse viario retroportuale. Tanto pi\u00f9 che, per tentare di rimuovere quei blocchi, cannoni ad acqua e lacrimogeni vengono usati per tutto il giorno fin dentro un paio di rioni molto popolati, scatenando la rabbia degli abitanti, di cui molti sono scesi in strada per inveire contro la polizia. Che ricambia i saluti con altra acqua e altro gas.<\/p>\n<p>Quando verso le 20, in piazza Unit\u00e0, vedo Puzzer acclamato da una folla esausta per aver ottenuto la grazia di un incontro, da tenersi cinque giorni dopo, col ministro dell\u2019Agricoltura, per l\u2019ennesima volta mi dico \u00ab\u00c8 tutto sbagliato\u00bb. E per l\u2019ennesimo volta mi ripeto \u00abed \u00e8 giusto esserci\u00bb. Soprattutto ripensando a quanto ho visto e vissuto nei giorni e nelle ore precedenti.<\/p>\n<p>Le ultime ore in particolare, quando, dopo aver parcheggiato la moto in via Mamiani di fronte alla mia vecchia scuola materna, sono sceso lungo via Tonello, riconoscendo subito lo stesso odore acre e soffocante respirato in via Tolemaide a Genova, quello che anche a mesi di distanza dagli scontri No Tav impregnava ancora i boschi della Val Clarea. L\u2019odore di un gas che in Italia viene utilizzato legalmente, e sistematicamente, per reprimere le manifestazioni, ma che diversi organismi internazionali, supportati da molti studi scientifici, denunciano essere molto pericoloso per la salute, soprattutto se utilizzato in dosi massicce. A Trieste ne \u00e8 stato utilizzato un tale numero che la polizia \u00e8 stata persino filmata mentre lamenta di aver finito le scorte.<\/p>\n<p>Era giusto esserci. Malgrado le imboscate sui social, e le ciacole sullo stare a fianco dei fascisti che, come tutte le ciacole, stanno a zero. S\u00ec, li ho visti un po\u2019 di fascisti e fascistelli in Campi Elisi. Di quelli che rosicano ancora per il 3 novembre di tre anni fa, diecimila antifascisti dell\u2019Alto Adriatico a dire a qualche centinaia di \u00abpatrioti italiani\u00bb che questa non \u00e8 casa loro. E ne ho visti anche altri, gi\u00e0 meno etichettabili per\u00f2, perch\u00e9 man mano che ti schiodi dai comodi salotti dell\u2019illuminata borghesia, quella che manifesta e risolve i problemi con una firma, definire le appartenenze valoriali diventa una bella impresa a voler farlo seriamente.<\/p>\n<p>E poi, a trascinare cassonetti sulla strada \u2013 quei cassonetti che per un giorno ancora hanno bloccato la produzione \u2013 e a rispedire ai mittenti i proiettili fumanti dei lacrimogeni ho visto anche chi considera sacro il Primo maggio, e nei giorni precedenti magari ha fatto una promessa a s\u00e9 stesso e alla sua citt\u00e0, con l\u2019ostinazione di chi muore ogni giorno in un porto o in un reparto, e risorge ogni domenica in uno stadio.<\/p>\n<p>E infine a quell\u2019incrocio, che \u00e8 un accrocchio di locali dove \u00e8 una festa trovarsi anche solo in pausa pranzo, gi\u00e0 frequentatissimo di suo e oggi ancora pi\u00f9 affollato, tra gente che era al varco e i tanti che si sono aggiunti magari lasciando il lavoro, ho visto la mia gente, quella dei miei rioni. Incazzata di brutto per quel trattamento, per la doccia non richiesta, per tutta quella merda respirata. Cos\u00ec incazzata da tirarle pure lei a un certo punto le bottiglie contro le guardie, sbattendosene alla grande se poi scriveranno che era tutta Forza Nuova o gli intramontabili black bloc. Di certo tutta questa gente non stava assaltando la Cgil, e anzi ha contribuito a fermare un giorno in pi\u00f9 lo spettacolo che i padroni non vorrebbero che si fermi mai.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 anche sbagliato, mi dico.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 giusto esserci.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: small;\">[2 di 3 \/ Continua]<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">* <strong>Andrea Olivieri<\/strong>, autore del libro <a href=\"https:\/\/quintotipo.edizionialegre.it\/content\/una-cosa-oscura-senza-pregio\"><em>Una cosa oscura, senza pregio. Antifascisti tra la via Flavia e il West<\/em><\/a> (Alegre, 2019) collabora da diverso tempo con la Wu Ming Foundation e in particolare col gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete e sulle false notizie a tema storico <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong>. Alcuni dei suoi membri hanno collaborato anche a questo reportage.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">I commenti saranno aperti in calce alla terza e ultima puntata del reportage.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Dopo la prima puntata del suo reportage ibrido e perturbante \u2013 che \u00e8 stata pubblicata anche in francese su Lundi Matin \u2013 con questa seconda (di tre che saranno) Andrea Olivieri si addentra nel vivo delle contraddizioni, raccontando l&#8217;incredibile 16 ottobre al varco 4 del porto di Trieste. 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