{"id":47640,"date":"2021-09-22T11:23:12","date_gmt":"2021-09-22T09:23:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=47640"},"modified":"2021-10-04T11:30:25","modified_gmt":"2021-10-04T09:30:25","slug":"la-cognizione-del-terrore-ritrovarci-tra-noi-ritrovare-la-fiducia-che-lemergenza-ha-distrutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/09\/la-cognizione-del-terrore-ritrovarci-tra-noi-ritrovare-la-fiducia-che-lemergenza-ha-distrutto\/","title":{"rendered":"La cognizione del terrore. Ritrovarci tra noi, ritrovare la fiducia che l&#8217;Emergenza pandemica ha distrutto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47651\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Trance-dance.jpg\" alt=\"\" width=\"1015\" height=\"825\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Trance-dance.jpg 1015w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Trance-dance-300x244.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Trance-dance-768x624.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1015px) 100vw, 1015px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\">di <strong>Stefania Consigliere<\/strong> e <strong>Cristina Zavaroni <\/strong>*<\/p>\n<p class=\"western\">Qualcosa si muove. Forse perch\u00e9 a scuole aperte la violenza del lasciapassare \u00e8 pi\u00f9 evidente; o perch\u00e9 le piazze del sabato stanno proseguendo e, pian piano, orientandosi; o per l\u2019effetto epistemologico dell\u2019appello dei docenti universitari; o perch\u00e9 i sindacati di base hanno qualcosa da eccepire; o, ancora, perch\u00e9 i collettivi pi\u00f9 lucidi hanno unito i puntini e trovato spaventosa la figura che ne esce.<\/p>\n<p class=\"western\">Ai margini dei parchi e delle piazze dove si ci si ritrova per elaborare collettivamente una critica al presente e scambiarsi strategie di resistenza, si avverte anche altro: l\u2019urgenza di fare i conti con una variet\u00e0 di esperienze intime che molte e molti \u2013 e di certo chi scrive \u2013 hanno sperimentato negli scorsi mesi e che ora, finalmente, sono dicibili. Spesso sono le donne a parlarne e, riandando al femminismo degli anni Settanta, la cosa non sorprende. In omaggio a quella stagione, proviamo allora a prendere sul serio quel che ci travaglia e leggerlo in termini politici con l\u2019aiuto di una manciata di autori.<!--more--><\/p>\n<h4><b>1. Sentimenti del presente<\/b><\/h4>\n<p class=\"western\">Ecco un elenco, erratico e ovviamente incompleto, di queste esperienza:<\/p>\n<p class=\"western\"><i>Paralisi cognitiva<\/i>. Il lasciapassare \u00e8 una misura sanitaria o una misura repressiva? Come si calcolano i benefici del vaccino sulle diverse fasce di popolazione? Quali costi ha avuto la didattica a distanza? Cosa dicono, esattamente, i numeri e come vengono raccolti? Perch\u00e9 in alcune regioni la pericolosit\u00e0 del virus \u00e8 (stata) pi\u00f9 alta che altrove? Esistono cure primarie efficaci? Cosa rischio a vaccinarmi, cosa a non vaccinarmi? Qual \u00e8 l\u2019incidenza del <i>long covid<\/i>? Cos\u2019\u00e8 successo alla sanit\u00e0 territoriale nella primavera del 2020? E via dicendo. La continua incertezza epistemologica induce in chi l\u2019affronta un senso di inadeguatezza, un sospetto di asinina ignoranza.<\/p>\n<p class=\"western\"><i>Inceppo critico<\/i>. Tutti i quadri teorici \u2013 marxisti, francofortesi, foucaultiani ecc. \u2013 sembrano far acqua. Se \u00e8 una crisi di crescita del capitale, perch\u00e9 le chiusure? Da dove arrivano i soldi del <i>recovery fund<\/i>? La salute delle comunit\u00e0 coincide con la politica sanitaria degli Stati? Quali guerre geopolitiche e di capitale stanno dietro le vaccinazioni? Nessun modello sembra riuscire a descrivere il quadro in modo accurato o convincente.<\/p>\n<p class=\"western\"><i>Labilit\u00e0 della memoria.<\/i> Quand\u2019anche, dopo molte fatiche, l\u2019intelligenza collettiva riesce a imbastire qualche spiegazione, l\u2019urgenza successiva sembra farla subito dimenticare. Come mostra, fra l\u2019altro, la storia dei commenti su questo blog, le stesse argomentazioni\u00a0 \u2013 sulle condizioni di scuola e sanit\u00e0, sul valore politico e non sanitario del lasciapassare, sulla differenza fra vaccino e vaccinazione \u2013 hanno dovuto essere ripetute un\u2019infinit\u00e0 di volte e perfino continuamente ricostruite, come se qualcosa intervenisse, ogni volta, a \u201cbucare\u201d il palloncino della coscienza critica.<\/p>\n<p class=\"western\"><i>Incredulit\u00e0 e \u201crottura del patto\u201d<\/i>. Dai timbri delle comunicazioni ufficiali alla valanga di dpcm, moduli, certificazioni, regolamenti e decreti attuativi, dall\u2019arbitrio concesso alle FdO all\u2019illogicit\u00e0 delle misure e dei proclama, un\u2019interminabile e inverosimile collezione di idiozie si \u00e8 rovesciata su di noi, talmente assurda che <i>non ci si poteva credere<\/i>. In molti qualcosa si \u00e8 spezzato: il rapporto di fiducia con lo Stato e le sue istituzioni si \u00e8 fatto problematico.<\/p>\n<p class=\"western\"><i>Spiazzamento politico<\/i>. Fin dall\u2019inizio, chi ha criticato la gestione della pandemia si \u00e8 trovato proiettato su posizioni all\u2019apparenza prossime a quelle che la destra portava in piazza, e neppure era chiaro perch\u00e9. La prossimit\u00e0 a quelle rivendicazioni \u00e8 stata, per molti, fonte d\u2019inquietudine. A peggiorare le cose, gran parte della sinistra antagonista, anzich\u00e9 interrogarsi sulle ragioni di quella convergenza, l\u2019ha usata contro i dissidenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-47642\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/piazzanogpbologna.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/piazzanogpbologna.jpg 1320w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/piazzanogpbologna-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/piazzanogpbologna-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/piazzanogpbologna-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\"><i>Incertezza pratica ed emotiva<\/i>. Fino a quale distanza da casa si pu\u00f2 passeggiare? chi sono esattamente i congiunti? dove bisogna mettersi per prendere un caff\u00e8? con quali treni si pu\u00f2 viaggiare senza lasciapassare? quanto dura la quarantena di un positivo, e a chi si estende? chi \u00e8 autorizzato, e chi no, a chiedere il pass? La mappa del quotidiano \u00e8 diventata incerta: come nello choc culturale descritto in antropologia, alcuni dei gesti e dei pensieri pi\u00f9 scontati devono essere ripensati e riappresi daccapo. Abbondano i gesti mancati, i passi e i movimenti s\u2019inceppano, nelle mappe cognitive si aprono buchi.<\/p>\n<p class=\"western\"><i>Fede superstiziosa nella logica e\/o nella Costituzione<\/i>. A fronte dell\u2019assurdo sistemico si \u00e8 tentati di aggrapparsi alla logica di base, sperando che la dimostrazione della falsit\u00e0 di un presupposto comporti <i>ipso facto<\/i> l\u2019abbandono di un discorso fallace. Cos\u00ec, \u201ca sinistra della sinistra\u201d, il discorso critico \u00e8 stato costruito controllando le fonti con acribia, discettando sulle virgole, usando solo i fili teorici pi\u00f9 solidi \u2013 fino a sfinirsi di ponderatezza, razionalit\u00e0 e <i>data check<\/i>. Allo stesso modo, \u00e8 tale la gravit\u00e0 delle norme imposte che viene spontaneo appellarsi direttamente ai principi costituzionali, come se fossero limiti fisici invalicabili e non dipendessero, invece, da un certo accordo su come si ragiona e come si vive.<\/p>\n<p class=\"western\"><i>Pavidit\u00e0<\/i>. Comunicazioni di massa e opinione pubblica hanno imposto una narrazione unica particolarmente aggressiva, che non esita a svilire, ridicolizzare, e perfino criminalizzare, ogni dubbio o esitazione. Per molti, in una variet\u00e0 di circostanze, \u00e8 stato quindi preferibile tacere, evitare di esporsi. Quelli di noi che, per professione o per passione, fanno lavoro culturale e di conoscenza, in certi momenti hanno avuto timore di parlare, reticenza nel riproporre discorsi e argomenti che, fino all\u2019altroieri, erano ovvii. L\u2019introiezione dell\u2019impossibilit\u00e0 \u2013 o inutilit\u00e0 \u2013 di contraddire la versione ufficiale \u00e8 uno degli effetti paradigmatici della censura.<\/p>\n<p class=\"western\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-47643\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/asterix-e-la-zizzania.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/asterix-e-la-zizzania.jpg 1176w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/asterix-e-la-zizzania-230x300.jpg 230w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/asterix-e-la-zizzania-784x1024.jpg 784w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/asterix-e-la-zizzania-768x1003.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Lutti silenti<\/i>. Il dolore per le relazioni interrotte sta travagliando molti. In ballo non c\u2019\u00e8 solo la <em>strage delle coscienze<\/em> nella sinistra di movimento, su cui c\u2019\u00e8 gi\u00e0 qualche ottima riflessione (<a href=\"https:\/\/ilrovescio.info\/2021\/08\/24\/napoli-le-piazze-contro-il-lasciapassare-e-il-movimento\/\">questa<\/a> e <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/nucleocom.org\/archivio\/archivionote\/vergogna_antagonismo.htm\">questa<\/a><\/u><\/span> ad esempio): la divisione \u00e8 entrata nei gruppi di prossimit\u00e0 e nelle famiglie, comunque queste siano definite, intossicando la \u201csostanza comune\u201d di cui sono fatte e mettendo padri contro figli, nipoti contro nonni, amici contro amici, amanti contro amanti. Se a questa descrizione \u00e8 sotteso un certo \u201cnoi\u201d, \u00e8 bene notare che lo stesso lutto stanno facendo anche gli altri.<\/p>\n<p class=\"western\"><i>Angoscia per l\u2019erosione, nel discorso pubblico e nelle pratiche, della minimale solidariet\u00e0 fra umani<\/i>. L\u2019intreccio \u2013 solo in apparenza contraddittorio \u2013 della \u201cpunizione di branco\u201d e del \u201ctutti contro tutti\u201d sembra salito di livello: si pensi all\u2019idea, recentemente circolata, secondo cui \u00e8 giusto che i non vaccinati paghino le terapie ospedaliere per Covid-19 e che dovrebbe suonare, a sinistra, come una bestemmia.<\/p>\n<p class=\"western\">Cosa indica questa costellazione?<\/p>\n<h4 class=\"western\"><b>2. I mondi e i loro margini<\/b><\/h4>\n<p class=\"western\">Facciamo un passo a lato. \u00c8 stato detto molte volte e dal punto di vista legislativo \u00e8 un dato di fatto: da un anno e mezzo siamo in <i>stato d\u2019eccezione<\/i>. Meno chiaro, invece, \u00e8 che prima di essere uno strumento giuridico, lo stato d\u2019eccezione \u00e8 una sospensione dell\u2019ordinario che agisce sul tessuto materiale, emotivo, psicologico, sociologico e immaginario della comunit\u00e0 colpita. Ha a che fare con il venir meno di un mondo, con i margini del noto, con la dismisura e con gli effetti che le situazioni liminali producono sulle biografie, i sentimenti, la psiche e la tenuta esistenziale. Ed \u00e8 proprio qui \u2013 a livello di \u201cstrutture di sentimento\u201d \u2013 che accadono le cose pi\u00f9 interessanti e pericolose.<\/p>\n<p class=\"western\">Per comprendere questo punto, riprendiamo l\u2019ipotesi antropologica di una molteplicit\u00e0 di mondi umani costruiti in modi diversissimi fra loro. Indipendentemente da com\u2019\u00e8 strutturato, ciascuno di essi intesse, volta per volta, una certa trama, delle regolarit\u00e0 che lo rendono abitabile. Non si tratta di certezze granitiche, ma di una provvisoria affidabilit\u00e0. Poco importa se gli dei che lo abitano sono molti, uno o nessuno; se il regime pulsionale si basa sulla coppia o sul gruppo; se le cure si praticano con molecole chimiche, con piante o con danze. Importa, invece, che garantisca le condizioni minime per abitare sensatamente quella particolare \u201cecologia umana\u201d: avere di che vivere, organizzare feste, tirar su i bambini, curare chi si ammala, mantenere buoni rapporti con i non-umani, seguire le piste attive di conoscenza e via dicendo. Un \u201cmondo\u201d \u00e8 appunto questo: una sfera di possibilit\u00e0 esistenziale, pazientemente filata, rimaneggiata e rattoppata, sospesa sopra un reale troppo complesso per essere afferrato con un unico sguardo.<\/p>\n<p class=\"western\">Se immaginiamo ciascun mondo come un fascio di luce che illumina solo una parte del reale, allora ai suoi margini c\u2019\u00e8 una zona in penombra che media fra il reale, nella sua vastit\u00e0 inafferrabile, e la trama locale, specifica, che viene portata in esistenza. \u00c8 la regione del non-ordinario, del possibile, del potenziale e dell\u2019inattuale, dove originano le biforcazioni e le alternative; dove gli scarti, i fantasmi e i futuri non realizzati vivono una vita postuma; ed \u00e8 anche, nello stesso tempo, la zona del caos, del panico, della dissoluzione, dell\u2019orrore, delle forze soverchianti, dei mostri e della tragedia.<\/p>\n<p class=\"western\">Il modo in cui il non-ordinario si manifesta dipende dalle condizioni d\u2019accesso.<\/p>\n<p class=\"western\">I mondi che ammettono la molteplicit\u00e0 \u2013 di persone umane e non-umane, di modi dell\u2019esistenza, di forme di conoscenza \u2013 sono soliti varcare periodicamente, in modo rituale e collettivo, i confini fra ordinario e non-ordinario. Lo fanno per modificare ci\u00f2 che nella quotidianit\u00e0 stringe troppo; per cercare soluzione ai problemi che la storia non cessa di porre; per trovare le vie della cura; per seguire piste di conoscenza. Oracoli, divinazione, feste, rituali di possessione, rave, assunzione di piante, danze sono, in questo senso, dispositivi conoscitivi e trasformativi; servono a esporsi consapevolmente al limite, all\u2019ignoranza e alla transitoriet\u00e0 e a prendere contatto con ci\u00f2 che, comunque, \u00e8 destinato a restare eccedente. (Tanto per non esotizzare troppo: la psicoterapia pu\u00f2 benissimo essere descritta come un affondo controllato in ci\u00f2 che sta ai margini del noto; e i matematici dicono che le loro scoperte avvengono spesso in uno stato di simil-trance.) Per questo, raccontano gli antropologi, le figure che \u201cballano sui margini\u201d non devono sbagliare: perch\u00e9 le cose con cui hanno a che fare sono al contempo salvifiche <i>e <\/i>pericolose, potenti <i>e <\/i>poco controllabili, e il modo in cui si manifestano dipende dalla perizia, dall\u2019astuzia e dalla sensibilit\u00e0 di chi le evoca.<\/p>\n<p class=\"western\">Ma pu\u00f2 capitare, anche, che nel normale funzionamento di un mondo qualcosa arrivi a spezzare la routine, gettando scompiglio: un incidente, una malattia, una violazione di interdetto, una guerra, una pandemia. Quando qualcosa \u201cfa evento\u201d e spariglia le regolarit\u00e0 consuete, il reale torna a rivelarsi in tutta la sua complessit\u00e0: si apre la crisi. Stato di eccezione non ricercato, la crisi \u00e8 un momento intrinsecamente pericoloso ma \u2013 come sanno terapeuti, insegnanti, genitori e rivoluzionari \u2013 anche altamente potenziale e generativo (nella sospensione dell\u2019ordinario \u00e8 possibile costruire alte forme, diversi modi della tenuta, magari pi\u00f9 belli, giusti e felici). Inutile dire che, perch\u00e9 non si risolva in disastro, bisogna saperla navigare \u2013 e qui siamo messi male.<\/p>\n<p class=\"western\">Per navigare una crisi, infatti, \u00e8 necessario ipotizzare che essa abbia un punto d\u2019arrivo diverso da quello di partenza, che sia opportunit\u00e0 di trasformazione e non solo danno. Che, insomma, il suo esito non sia il mero ripristino dello <i>status quo<\/i>, ma sia aperto al divenire e al molteplice \u2013 cose con cui abbiamo un rapporto difficile. Da quattro secoli il mondo unico del capitalismo prevede che nulla esista <i>davvero<\/i> se non ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 previsto; e da qualche decennio a questa parte \u2013 da quando, cio\u00e8, il capitalismo ha preso la sua estrema piega neoliberista \u2013 interpretiamo ogni crisi come mera deviazione dalla norma, anomalia di funzionamento da riportare il pi\u00f9 rapidamente possibile alla condizione precedente. Lo scientismo \u00e8 la forma ideologica di questa presunzione, che condanna dapprima all\u2019inesistenza, e poi alla distruzione, ci\u00f2 che eccede le sue categorie interpretative.<\/p>\n<p class=\"western\">Non solo, dunque, abbiamo perso presa sui processi sempre singolari e storici delle crisi, sulla delicatezza delle ecologie relazionali e sulle infinite vie della fisiologia (annullate dalla medicina dei protocolli); ma addirittura, in quanto moderni, siamo tenuti a ignorare l\u2019esistenza stessa dei margini, a tenerci a distanza da ci\u00f2 che permette di navigarli (i sogni, le intuizioni, le sincronicit\u00e0, il perturbante e l\u2019analogia), a dimenticare la felicit\u00e0 delle rivoluzioni e degli amori.<\/p>\n<div id=\"attachment_47644\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47644\" class=\"wp-image-47644\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/agamben_grim_reaper.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"484\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/agamben_grim_reaper.jpg 833w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/agamben_grim_reaper-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/agamben_grim_reaper-768x531.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-47644\" class=\"wp-caption-text\">Dissensofobia. Filosofobia. Tanatofobia.<\/p><\/div>\n<p class=\"western\">Il terror panico della morte e la vita come feticcio sono, da questo punto di vista, sintomatici: perch\u00e9 mai si ha meno paura della morte di quando si \u00e8 vivi, felici e innamorati. E se pure quei margini li abbiamo conosciuti, siamo tenuti a non farcene mai niente: non teorizzarli, non perseguirli, non ammetterli come veri e attivi. Questo ci priva dell\u2019apertura d\u2019orizzonte indispensabile alla trasformazione del mondo, condannandoci all\u2019eterno presente del realismo capitalista. Inoltre, la sistematica <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/07\/disvisioni-servitu-volontaria-e-cecita-selettiva-ai-tempi-del-covid-19\/\">disvisione<\/a><\/u><\/span> dei margini ci rende ciechi alla violenza, anche quando siamo noi stessi a subirla: senza un\u2019ipotesi di mondo altro, infatti, la violenza del proprio mondo appare come ordine naturale delle cose, la sopravvivenza come vita.<\/p>\n<p class=\"western\">Qui s\u2019intravede la possibilit\u00e0 di un confronto.<\/p>\n<h4 class=\"western\"><b>3. Lampi di felicit\u00e0 e rasoiate d\u2019angoscia<\/b><\/h4>\n<p class=\"western\">A nostra memoria, l\u2019intensit\u00e0 di quel che sta accadendo ha pochi precedenti \u2013 e anzi, ne ha uno solo. Nel luglio 2001, a Genova, tutto era sovvertito, il mondo come l\u2019avevamo conosciuto non esisteva pi\u00f9: la geografia urbana era stravolta, la legge in stato d\u2019eccezione, il tempo sospeso. Le relazioni, soprattutto, non erano pi\u00f9 le stesse: erano saltati tutti gli automatismi che, nella quotidianit\u00e0, le velano e le uniformano e questo rendeva visibili le distanze e le prossimit\u00e0, i rapporti di forza e le alleanze \u2013 in breve, la reale struttura del mondo. I campi erano chiari, nitidamente delineati: Stato, polizia, multinazionali \u2013 come si diceva allora \u2013 e mafie da una parte, con il loro enorme carico di violenza, \u201cnoi\u201d dall\u2019altra. Un \u201cnoi\u201d provvisorio, problematico e solo aurorale, ma proprio per questo splendido e potentissimo, tutto immerso com\u2019era nella solidariet\u00e0 spontanea, costitutiva, dei collettivi in divenire.<\/p>\n<div id=\"attachment_47645\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47645\" class=\"wp-image-47645\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/g8-genova.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"456\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/g8-genova.jpg 799w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/g8-genova-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/g8-genova-768x501.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-47645\" class=\"wp-caption-text\">Quando \u00abnoi\u00bb era <em>tout le monde<\/em> che <em>deteste la police<\/em>, prima che \u00abio\u00bb imparassi ad amarla, fuori e dentro me.<\/p><\/div>\n<p class=\"western\">L\u2019inimicizia fra schiere avverse derivava da interpretazioni opposte di un medesimo panorama di fondo, riassumibile cos\u00ec: economia, finanza e politiche degli Stati canalizzano il flusso della ricchezza mondialmente prodotta in direzione dei paesi del nord e delle classi privilegiate. Gli otto, l\u2019intelligence, i poliziotti e gran parte dei giornalisti erano l\u00ec a difendere quello stato di cose, che chiamavano \u201csviluppo\u201d; noi, invece, eravamo l\u00ec per opporci alla violenza sistemica di ci\u00f2 che chiamavamo \u201coppressione\u201d. In ci\u00f2 si ritrovava una classica prassi marxiana: quella di sollevare il velo ideologico che i sistemi di dominio gettano sulle loro malefatte per rivelare la quantit\u00e0 di violenza, repressione, ideologia e crudelt\u00e0 che continuamente devono applicare per mantenere il vantaggio.<\/p>\n<p class=\"western\">Proprio perch\u00e9 scomodo, e a volte difficile da sopportare, il disvelamento apre una situazione non ordinaria, in cui la consueta lettura del mondo e la disvisione della sua violenza sono interrotte; e in cui si pu\u00f2 tornare a porre il problema del mutamento, della giustizia, della buona vita. Momento rischioso e potenziale, in cui si manifesta in modo chiarissimo la potenza dei collettivi umani: la capacit\u00e0 di resistenza, organizzazione e solidariet\u00e0 fra le cui maglie s\u2019intravede, come un arcobaleno, la possibilit\u00e0 di altri mondi, migliori di quello che in cui c\u2019\u00e8 toccato vivere. \u00c8 quel che \u00e8 successo a Genova vent\u2019anni fa.<\/p>\n<p class=\"western\">Per questo \u2013 oltre alle botte, al sangue, al gas, ai traumi, al lutto, alla paura \u2013 quei giorni di eccezione hanno evocato in molti anche un paradossale e estatico senso di felicit\u00e0: nel rivelarsi del mondo, alla violenza degli uni si opponeva la lotta solidale e la capacit\u00e0 immaginativa collettiva degli altri. Per dirla con Benjamin:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"western\">\u00abLa tradizione degli oppressi ci insegna che lo &#8220;stato di emergenza&#8221; in cui viviamo \u00e8 la regola. Dobbiamo giungere a un concetto di storia che corrisponda a questo fatto. Avremo allora di fronte, come nostro compito, la creazione del vero stato di emergenza; e ci\u00f2 migliorer\u00e0 la nostra posizione nella lotta contro il fascismo.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"western\">Proprio qui sta il <i>great divide<\/i> che separa i giorni del G8 dall\u2019infinita crisi pandemica in cui ora siamo immersi. Mentre a Genova lo stato d\u2019eccezione era prodotto dalle abnormi misure repressive <i>come anche<\/i> dalla resistenza e dalla creativit\u00e0 di un collettivo fisicamente presente e teoricamente orientato, oggi esso cala dall\u2019alto senza trovare alcuna resistenza (o meglio: trovando qualche resistenza solo a destra). Sottoposti a terrore mediatico, infragiliti da confinamento e distanziamento e resi schizoidi dall\u2019immagine dello Stato come unico baluardo contro un rischio mortale, il non-ordinario di cui stiamo facendo esperienza non ha pi\u00f9 alcun carattere estatico e si presenta solo come blocco esistenziale, paralisi cognitiva, isolamento, timore e angoscia. Situazione temibile, che si pu\u00f2 forse meglio comprendere accostandola ad altre, pi\u00f9 estreme e quindi pi\u00f9 leggibili.<\/p>\n<h4 class=\"western\"><b>4. Spazi del terrore<\/b><\/h4>\n<p class=\"western\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-47646\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/taussig.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/taussig.jpg 295w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/taussig-199x300.jpg 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Oltre al non-ordinario consapevolmente praticato e a quello imprevisto della crisi, ne esiste anche un\u2019altra variet\u00e0, atroce e difficile da osservare.<i> Shamanism, Colonialism and the Wild Man<\/i> \u00e8 un testo straordinario, uscito nel 1987 e ancora mai tradotto in italiano. Intrecciando i disastri coloniali del Sudamerica, lo sciamanesimo, il materialismo di Walter Benjamin, la pratica del terrore, i rapporti di Roger Casement, le carceri argentine del regime di Videla, le proiezioni reciproche di colonizzatori e colonizzati, <strong>Michael Taussig<\/strong> indaga gli <i>spazi del terrore<\/i> e cio\u00e8 i luoghi dove <i>l\u2019uso sistematico e intenzionale della violenza arriva a creare un contesto allucinatorio<\/i>.<\/p>\n<p class=\"western\">Sono situazioni tremende \u2013 ben esemplificate, al loro estremo peggiore, dalla tortura \u2013 la cui logica si applica, tuttavia, anche a molte altre circostanze di minore intensit\u00e0. Se ne parliamo, non \u00e8 per paragonarle <i>sic et simpliciter<\/i> a ci\u00f2 che stiamo vivendo, ma perch\u00e9 l\u2019analisi del loro funzionamento permette di comprendere meglio alcuni fenomeni cruciali.<\/p>\n<p class=\"western\">Il meccanismo fondamentale \u00e8 semplice: dove, nella loro normalit\u00e0, i mondi umani sono attenti a regolare confini, passaggi e relazioni, gli spazi del terrore sono costruiti sulla violazione sistematica dei limiti, sulla distruzione di ogni ordine affidabile delle cose. Sono luoghi di <i>normalizzazione dell\u2019eccesso<\/i>, che fanno durare nel tempo un eterno presente in cui soglie e differenziali sono cancellati, infranti gli interdetti, recisi gli attaccamenti. In essi non si d\u00e0 vita ordinaria, tran tran quotidiano o abitudine, perch\u00e9 niente \u00e8 solido abbastanza da permettere di farci conto: regolazioni, luoghi di scambio, negoziazioni e pluralit\u00e0 sono distrutti, il tessuto stesso della vita comune svapora.<\/p>\n<p class=\"western\">Negli spazi del terrore si trova senz\u2019altro una parte di pura e semplice crudelt\u00e0 che, ogni volta, \u00e8 la pi\u00f9 difficile da spiegare. \u00c8 noto, per\u00f2, che questi eccessi di violenza non dipendono dal sadismo degli aguzzini, ma dalla pura e semplice distribuzione di potere f<span style=\"color: #ff0000;\">r<\/span>a gruppi all\u2019interno di uno spazio rigido sottoposto al comando un unico principio d\u2019autorit\u00e0 (v. gli esperimenti degli psicologi <strong>Stanley Milgram<\/strong> e <strong>Philip Zimbardo<\/strong>). Questo significa che le peggiori atrocit\u00e0 non derivano da un baco della \u201cnatura umana\u201d o dal riemergere dell\u2019animale in noi, ma dall\u2019azione di specifiche e malevole strutture di potere.<\/p>\n<p class=\"western\">Lungi dall\u2019essere eccessi occasionali, gli spazi del terrore hanno avuto, e hanno, una precisa funzione nell\u2019espansione dei sistemi di controllo e dominio, e in particolare di quello capitalista. A detta di molti, fra cui <strong>Hannah Arendt<\/strong>, le navi negriere, le piantagioni schiaviste, il Congo di re Leopoldo II di Belgio e la raccolta di caucci\u00f9 nel Putumayo amazzonico anticipano, in terra coloniale, gli orrori che i totalitarismi e le due guerre mondiali porteranno sul suolo europeo. Di fatto, ogni volta che il circuito del plusvalore ha avuto bisogno di nuova linfa, la terapia-choc del terrore \u00e8 stata lo strumento d\u2019elezione per l\u2019esproprio dei <i>commons<\/i> e il controllo delle popolazioni.<\/p>\n<p class=\"western\">Notiamo, infine, che senza arrivare agli estremi pi\u00f9 terribili, bolle di terrore si aprono anche negli anfratti del quotidiano in regime totalitario, sui fronti bellici, nelle carceri, nelle istituzioni totali, nelle famiglie abusanti, nei contesti di discriminazione. Non \u00e8 necessario che la violenza sia visibile o facilmente identificabile: condizioni di violenza strutturale (come quelle imposte dall\u2019economia o dal razzismo sistemico, dove gli abusi sono mascherati dal sempiterno \u201ccos\u00ec vanno le cose\u2026\u201d) instaurano regimi sociologici di terrore, al cui interno si registrano alcuni fenomeni sintomatici.<\/p>\n<h4 class=\"western\"><b>5. Mappa malconcia di un terra infame<\/b><\/h4>\n<p class=\"western\">La \u201cmappa interna\u201d degli spazi del terrore \u00e8 stata messa insieme a partire dalle testimonianze dei sopravvissuti e dalle descrizioni fatte da storici, sociologi, psicoterapeuti, antropologi e giornalisti. Pi\u00f9 che una mappa, \u00e8 un collage incerto di frammenti e spezzoni.<\/p>\n<p class=\"western\">Non potrebbe essere altrimenti: di questi spazi, infatti, non si d\u00e0 conoscenza in senso consueto, perch\u00e9 la \u201cconoscenza in senso consueto\u201d si basa su una serie di presupposti \u2013 separazione fra soggetto e oggetto, stabilit\u00e0 psichica e percettiva dell\u2019osservatore, corrispondenza fra parole e cose \u2013 che, qui, sono sistematicamente negati. Vero e falso, soggettivo e oggettivo, hanno corso solo all\u2019interno di un mondo ben strutturato, entro un ordine riconosciuto e abbastanza stabile delle cose. In situazioni estreme, dove la violenza abbia disintegrato ogni punto di riferimento, l\u2019esperienza non \u00e8 pi\u00f9 integrabile e le catene causali si spezzano.<\/p>\n<p class=\"western\">Taussig parla di <i>tenebre epistemologiche<\/i>: negli spazi del terrore non \u00e8 possibile stabilire cos\u2019\u00e8 vero e cos\u2019\u00e8 falso, cos\u2019\u00e8 successo a me e cosa ad altri, cos\u2019\u00e8 davvero accaduto e cosa \u00e8 stato solo fantasticato. La memoria discorsiva si fa inaffidabile, quella percettiva si acuisce fino all\u2019insopportabile. La produzione di un resoconto fedele \u00e8 dunque impossibile, mentre la memoria fisica dei luoghi e degli eventi \u00e8 incisa a fuoco. Da qui la loro strana qualit\u00e0 allucinatoria: quel che vi avviene resta fuori scena, irrappresentabile, osceno. Per questo la testimonianza dei reduci \u00e8 al contempo cos\u00ec cruciale e cos\u00ec impossibile: gli spazi del terrore non hanno storia documentabile, n\u00e9 narrazione progressiva, n\u00e9 testimoni attendibili. (A chi obiettasse che un osservatore imparziale potrebbe ancora descrivere oggettivamente la situazione, rispondiamo con una banalit\u00e0 di base della ricerca sociale: negli spazi di violenza, crudelt\u00e0 e terrore, <i>non esistono osservatori imparziali<\/i>. L\u2019ipotetica imparzialit\u00e0, infatti, sarebbe gi\u00e0 collusione.).<\/p>\n<div id=\"attachment_47647\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47647\" class=\"wp-image-47647\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/green-inferno2-e1444146830817-520x245-1.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/green-inferno2-e1444146830817-520x245-1.jpg 520w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/green-inferno2-e1444146830817-520x245-1-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-47647\" class=\"wp-caption-text\">Il contagio.<\/p><\/div>\n<p class=\"western\">Nell\u2019indistinzione di s\u00e9 e mondo, di ieri e domani, di vita e morte, di lecito e illecito, la soggettivit\u00e0 stessa \u00e8 in pericolo: gli spazi del terrore sono veri e propri <i>dispositivi di desoggettivazione<\/i>. Non a caso, le rivolte sono poche, meno di quelle che si ci aspetterebbe a fronte della differenza numerica fra carnefici e vittime. La ragione \u00e8 presto detta: la violenza del dominio non \u00e8 solo catena, frusta o filo spinato, ma anche choc, paralisi, blocco, stordimento, obbedienza. \u00c8 sguardo di Medusa prima di essere spada.<\/p>\n<p class=\"western\">Alcuni autori hanno provato a descrivere le tecniche in uso per spezzare la soggettivit\u00e0 dei prigionieri. L\u2019applicazione della paura e, nei casi peggiori, del dolore sono solo le pi\u00f9 ovvie. Un trucco assai comune per introdurre le vittime nel regno della dismisura consiste nel rompere il nesso fra le parole e i fatti, minando cos\u00ec la stabilit\u00e0 psichica: si pensi agli effetti schizofrenogeni del doppio vincolo nella relazione fra genitori e figli, alla sistematica negazione delle affermazioni delle vittime durante gli interrogatori \u2013 \u00abnon ci credo!\u00bb, \u00abmenti!\u00bb, \u00abdimmi la verit\u00e0!\u00bb \u2013 o ai vocabolari eufemistici che spuntano dentro le istituzioni totali (la \u00abdomandina\u00bb in carcere, la \u00abpastichetta\u00bb in psichiatria ecc.).<\/p>\n<p class=\"western\">Una profonda disarticolazione del rapporto fra parole e cose si ottiene, poi, con l\u2019imposizione di regolamenti al contempo arbitrari, mutevoli e vincolanti. In un contesto in cui l\u2019insensatezza delle norme recide il senso esistenziale dei comportamenti, la loro mutevolezza impedisce l\u2019adattamento e le violazioni sono punita con il massimo rigore, la vita \u00e8, a tutti gli effetti, impossibile. Detto altrimenti: <i>l\u2019assurdo \u00e8 una ben rodata tecnica di dominio<\/i>.<\/p>\n<p class=\"western\">La struttura logico-esistenziale di questi spazi \u00e8, ovviamente, quella carceraria. Contro l\u2019esuberanza della vita psicosociale, degli eventi e delle occasioni, contro il continuo emergere di alternative biografiche e storiche, gli spazi del terrore affermano l\u2019assoluta, schiacciante univocit\u00e0 del comando. In modo assai significativo, pi\u00f9 che sanzionare <i>ci\u00f2 che non si pu\u00f2<\/i> il loro impianto normativo delimita rigidamente <i>ci\u00f2 che si pu\u00f2<\/i>. Questo significa, appunto, che tutto ci\u00f2 che vi accade \u00e8 pre-visto, pre-determinato, amputato dell\u2019aleatoriet\u00e0 e dell\u2019apertura che caratterizzano la vita.<\/p>\n<p class=\"western\">I legami con il mondo di appartenenza dei prigionieri \u2013 diverso da quello istituito dal terrore e quindi prova dell\u2019esistenza di un altrove abitabile \u2013 vengono recisi con la massima crudelt\u00e0. Uno dei mezzi pi\u00f9 comuni per spezzare i prigionieri politici \u00e8, notoriamente, quello di isolarli completamente dai compagni di lotta e dall\u2019esterno, e di far loro credere che nessuno pi\u00f9, a casa, si cura di loro; che il loro destino si \u00e8 fatto irrilevante per quelli che stanno fuori; che nessuno li sta cercando o sentir\u00e0 la loro mancanza. Si tratta, insomma, di staccarli dai loro attaccamenti fondanti, in modo da annullare in loro anche quel mimino grado di autonomia che consiste nel \u00absentirsi altro\u00bb rispetto a chi comanda. Il trionfo di questi spazi non coincide con la morte dei prigionieri, ma con l\u2019accettazione della verit\u00e0 del carnefice come unica verit\u00e0 possibile. (Notiamo, di passaggio, che l\u2019efficacia della tortura ha fatto un deciso balzo in avanti quando, oltre al medico, nelle stanze degli aguzzini \u00e8 entrato lo psicologo.)<\/p>\n<p class=\"western\">La forma logica della scelta in regime di terrore \u00e8 quella dell\u2019alternativa infernale: \u00abse non parli, muori; se parli, muoiono i tuoi compagni\u00bb; \u00abper essere fedele al sistema, devi tradire il tuo prossimo; se resti fedele al tuo prossimo, tradisci il sistema\u00bb. E via dicendo. Le pi\u00f9 atroci sono quelle in uso negli spazi concentrazionari, ma gli ultimi quarant\u2019anni di offensiva neoliberista ci hanno ben addestrati alla <i>forma mentis<\/i> richiesta dalla loro vigenza: \u00abvuoi delocalizzare? aumenterai la disoccupazione!\u00bb, \u00abvuoi diminuire l\u2019inquinamento? ostacolerai lo sviluppo!\u00bb \u2013 un modo del ragionamento che, nel vernacolare genovese, \u00e8 definito come \u201cscegliere tra il marcio e la muffa\u201d. La trappola logica si basa sull\u2019esclusione a priori, e perfino sulla rimozione, di qualsiasi possibilit\u00e0 di una organizzazione del mondo.<\/p>\n<p class=\"western\">Come ha mostrato <strong>Fran\u00e7oise Sironi<\/strong>, le <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/francoise-sironi\/violenze-collettive\/9788807104619\">emozioni politiche<\/a><\/u><\/span>, vissute da chi le prova come reazioni del tutto soggettive, dipendono in realt\u00e0 da un intricato sistema sociale di detti e non detti, messaggi impliciti ed espliciti, racconti, inflessioni, giudizi di valore e risposte attese (un esempio generazionale: chi ha fatto le scuole elementari prima del crollo del muro di Berlino conserva probabilmente un\u2019immagine curiosamente sfocata dell\u2019Europa dell\u2019est). Gi\u00e0 forte nei periodi normali, in quelli non ordinari la plasmazione politica delle emozioni pu\u00f2 farsi schiacciante e cancellare ogni altra considerazione o minimale solidariet\u00e0.<\/p>\n<p class=\"western\">Gli spazi del terrore sono tali perch\u00e9 aboliscono le condizioni di fiducia che rendono possibile la vita: relazioni, intenzioni, sensibilit\u00e0, esperienza, scambio, cognizione, corrispondenza fra linguaggio e mondo. La fiducia \u2013 fatta di relazioni affidabili, linguaggio significativo, affetti solidi \u2013 non segue il soggetto, ma lo rende possibile; \u00e8 la condizione indispensabile di qualsiasi pienezza e felicit\u00e0. I luoghi di violenza intenzionale la annientano in modo consapevole e sistematico, sono veri e proprio laboratori di inveramento del peggio. La loro presa comincia con la manomissione dell\u2019immaginario: prima di essere agite, certe cose devono innanzi tutto essere pensate; e prima di essere pensate, devono essere pensabili. Due o tre secoli di irrisione e squalificazione dei \u201cselvaggi\u201d hanno reso possibile il Congo e il Putumayo; un decennio di propaganda anti-ebraica ha reso tollerabili i campi; un paio d\u2019anni di realismo capitalista hanno strozzato la Grecia. Ogni volta, nella narrazione egemone qualcosa proprio non torna, ma guai a dirlo ad alta voce.<\/p>\n<p class=\"western\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-47648\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/no-snitching-keep-our-streets-honest-obedience-is-un-american-no-67679752.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/no-snitching-keep-our-streets-honest-obedience-is-un-american-no-67679752.png 500w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/no-snitching-keep-our-streets-honest-obedience-is-un-american-no-67679752-184x300.png 184w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Nel terrore a largo raggio dei totalitarismi la delazione \u00e8 ubiqua. Promossa dai regimi, scopo dichiarato della tortura e a volte entusiasticamente abbracciata dagli zeloti, pi\u00f9 che atto specifico di una singola persona essa pu\u00f2 essere vista come una \u201cstruttura di sentimento\u201d, come una delle emozioni politiche che attraversano coloro che si trovano a vivere in questi spazi. Vicini che denunciano i vicini, mariti o mogli che denunciano il coniuge, figli che denunciano i padri e le madri: gli esempi abbondano in letteratura e producono un\u2019angoscia sorda e ostinata. Testimoniano, infatti, che tutto ci\u00f2 che diamo per certo e scontato, le fondamenta di fiducia su cui la nostra vita di basa, non sono date una volta per tutte e possono, in certe circostanze, rovesciarsi.<\/p>\n<p class=\"western\">Un\u2019ulteriore caratteristica, quasi impronunciabile, degli spazi del terrore \u00e8 la loro ambiguit\u00e0, fatta di una tremenda complicit\u00e0 di fatto fra dominatori e dominati: un <i>teatro del terrore<\/i> che riverbera, nelle vittime, come indicibile vergogna. Essa istituisce un crinale emotivo e cognitivo assai particolare, difficile da comprendere per chi osserva la situazione dall\u2019esterno, e che si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec: quel che vi succede \u00e8 talmente estremo, che non pu\u00f2 essere vero nel senso consueto del termine (la verit\u00e0 essendo, appunto, ci\u00f2 che ha una misura). Il luogo della dismisura assume quindi il carattere di rappresentazione e la vergogna affligge le vittime perch\u00e9 hanno pur sempre avuto una parte \u2013 per quanto involontaria \u2013 in quel reale e materialissimo \u201cteatro della crudelt\u00e0\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"western\"><b>6. La vita invivibile<\/b><\/h4>\n<p class=\"western\">\u00c8 possibile pensare la configurazione psicosociale nella quale ci troviamo come uno spazio del terrore? \u00c8 lecito paragonare quel che ci sta accadendo, le esperienze intime che ci travagliano, agli effetti della violenza intenzionale? Non lo sappiamo e forse, dal luogo in cui ci troviamo, neppure possiamo saperlo. A tutto quanto segue premettiamo allora, per salvarci l\u2019anima, il classico <i>si parva licet componere magnis<\/i> e consigliamo di leggerlo come se fosse il racconto di una strana avventura, fra l\u2019inaudito e il <i>d\u00e9j\u00e0-vu<\/i>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-47649\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/tarots.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/tarots.jpg 1807w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/tarots-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/tarots-1024x678.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/tarots-768x508.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\">Comincia con un nutrito mazzo di carte che scorrono a velocit\u00e0 vertiginosa. Ciascuna porta un\u2019immagine che descrive, in modo iconoclasta, qualcosa di assurdo o di eccessivo, impensabile fino a due anni fa, <i>e che pure abbiamo vissuto<\/i>.<\/p>\n<p class=\"western\">Sulla prima carta ci sono le sacre libert\u00e0 dei moderni, sancite dalla Costituzione, annullate dalla sera alla mattina. Gira la carta e si vede la vita quotidiana irreggimentata in spazi in cui \u00e8 tutto vietato, tranne ci\u00f2 che \u00e8 permesso. Gli istituti fondamentali dell\u2019umano vivere sono sospesi: un popolo di confinati campa per mesi in solitudine, senza sorrisi e gesti d\u2019affetto, senza assistere i propri malati, senza salutare i morti n\u00e9 dare il benvenuto ai nuovi nati. Dai luoghi del maggior contagio \u2013 RSA, carceri e fabbriche \u2013 non si pu\u00f2 uscire; nei parchi, nei teatri, sulle spiagge, per boschi, nei musei non si pu\u00f2 andare. Timbri mediatici fuori controllo, il terrore viaggia nell\u2019aria molto pi\u00f9 del virus, dilaga la pornografia della paura. Un po\u2019 pi\u00f9 tardi, ogni notizia avr\u00e0 un curioso retrogusto di aspartame. Generazioni in rivolta le une contro le altre: nonni contro nipoti untori, genitori rompiballe in telelavoro contro figli rompiballe in DAD. Passeggiatori solitari inseguiti dai droni, nel dileggio del pubblico TV. La distruzione della sanit\u00e0 pubblica, gi\u00e0 pagata dai pi\u00f9 a vantaggio dei pochi, produce nuovo plusvalore tramite royalties sui vaccini.<\/p>\n<p class=\"western\">Il tempo di girare una carta, e il pi\u00f9 grande filosofo italiano vivente si trasforma nella peggior canaglia che il Belpaese abbia prodotto nel dopoguerra. Spettrali vampiri di notoriet\u00e0 brandiscono in tv una Scienza indistinguibile da qualunque altro fondamentalismo. Le responsabilit\u00e0 svalangano verso il basso, parte la caccia al capro espiatorio. Qualcuno l\u2019ha detto veramente: amuchina sulle strade, banchi a rotelle, app di tracciamento, diametri da casa, aperitivi on line. Un senso di straniamento coglie chi vede, nei film pre-2020, scene in cui le persone stanno vicine senza mascherina. La placca tettonica giapponese svalica verso ovest: migliaia di adolescenti non vogliono pi\u00f9 uscire dalla loro stanza. Un miliardario va nello spazio con un razzo privato proprio mentre un sacco di gente, per una ragione o per l\u2019altra, crepa. Ospedali da campo in mezzo alle citt\u00e0. La mediazione cibernetica diventa la normalit\u00e0 del vivere, il cordone ombelicale da cui succhiamo socialit\u00e0 alienata. Messa in onda periodica di un variet\u00e0 governativo di grande successo. Rituale quotidiano dei numeri (i morti, gli infetti, quelli in isolamento, quelli in terapia intensiva) e mai che un numero sia affidabile (morti di\/con covid, autopsie sospese, il ballo dei tamponi, la farmacovigilanza passiva\u2026). A citt\u00e0 deserte, la burocrazia continua a richiedere moduli, form, autocertificazioni, giustificazioni, preventivi, consuntivi, adempimenti.<\/p>\n<p class=\"western\">Al fante di picche hanno dato il bonus vacanze, ma gli hanno detto che se va in vacanza \u00e8 un untore. La donna di fiori si \u00e8 iscritta al cashback di Natale, ma i giornali la descrivono come irresponsabile. Su un lato della carta c\u2019\u00e8 l\u2019agiografia dei sanitari che rischiano la pelle in reparto, sull\u2019altro la diffamazione di quelli che si lagnano per l\u2019obbligo vaccinale: i due gruppi, per\u00f2, sono indistinguibili. Al comando di una campagna sanitaria c\u2019\u00e8 un generale. Grande confusione sotto il cielo fra salute e non-infezione, fra salute collettiva e salute di Stato, fra medicina e ospedale. La scuola chiude i battenti, bambini e ragazzi danno di matto pi\u00f9 di prima (e gi\u00e0 prima non si scherzava). L\u2019universit\u00e0 sparisce e nessuno se ne accorge.<\/p>\n<p class=\"western\">Gira la carta e viene la guerra: quella fra bande capitaliste, giganti informatici e farmaceutici contro turismo e PMI. L\u2019industria militare \u00e8 disegnata su una carta diversa, e non ha nemici. Confinamento. Coprifuoco. Lasciapassare. Distanziamento. Trambusto nelle coscienze e nelle percezioni: la neolingua della malattia, del sintomo e del contagio sovrascrive i sentimenti di salute, di malanno, di cura di s\u00e9 e degli altri. Una strega brucia sul rogo: severa ma giusta punizione per chi, davanti alla salvezza vaccinale, non s\u2019inchina abbastanza rapidamente. Il <i>data mining<\/i> scava l\u2019intero delle nostre vite. La guerra civile fra parenti, amici, compagni.<\/p>\n<p class=\"western\">Nell\u2019ultima carta, non si sa come, il verso di una canzone; dice: <i>la maggioranza sta come una malattia.<\/i><\/p>\n<p class=\"western\">Adesso uniamo qualche puntino. Gestione autoritaria o apertamente militare della pandemia; terrore a mezzo stampa; assurdit\u00e0 di misure, norme e discorsi; prolungato isolamento dei soggetti; destrutturazione degli istituti di base della vita umana; streghizzazione del dissenso: \u00e8 possibile che tutto ci\u00f2 abbia configurato uno spazio del terrore a bassa intensit\u00e0?<\/p>\n<p class=\"western\">Se (ripetiamo: <i>se<\/i>) cos\u00ec fosse, allora si potrebbe ipotizzare che la nebbia cognitiva non si sia alzata per l\u2019ignoranza o la stupidit\u00e0 dei singoli, ma come conseguenza dell\u2019instabilit\u00e0 del mondo; che ansia, insonnia, irrequietezza e aumento del malessere psichico arrivino in risposta alla durevole esposizione a un regime d\u2019arbitrio; che l\u2019oppressione epistemologica di una narrazione unica incessante, onnipresente e aggressiva possa incrinare il nesso fra le parole e i fatti; che la <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/08\/governare-nel-torbido\/\">strategia euristica<\/a><\/u><\/span> di normalizzazione dell\u2019eccesso induca una sorta di paralisi etica in cui \u2013 come da manuale \u2013 non si riesce a reagire all\u2019insopportabile; che delazione e sospetto reciproco non vengano dalla miseria etica dei singoli, ma dalla miseria etica dei tempi; che <i>ciascun per s\u00e9 e Dio contro tutti<\/i> che il neoliberismo inculca da diversi decenni non sia la verit\u00e0 di base dell\u2019umana natura, ma l\u2019effetto delle condizioni inumane che esso stesso continuamente crea. E di certo si pu\u00f2 ipotizzare che il prolungarsi indefinito dell\u2019emergenza-covid sia una terapia-choc particolarmente ben assestata, un gol a porta vuota per il capitalismo digitale della <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/luissuniversitypress.it\/pubblicazioni\/il-capitalismo-della-sorveglianza\/\">sorveglianza<\/a><\/u><\/span>.<\/p>\n<p class=\"western\">Qualche parola in pi\u00f9 serve per la vergogna. Gli inni dal terrazzo, la caccia al runner, gli anziani lasciati a morire, i bambini abbandonati allo schermo, la paura di ammalarsi, la fobia per il prossimo, i mantra preceduti da hashtag sono arrivati in risposta alla paura e in quanto tale lo si pu\u00f2 ben comprendere: capita, nella vita, di sbagliare mira, di dire qualcosa di cui poi ci si vergogna, di scegliere la strada pi\u00f9 comoda.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-47650\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/trickolore_balconi.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/trickolore_balconi.jpg 885w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/trickolore_balconi-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/trickolore_balconi-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\">A passare e ripassare sull\u2019erba della psiche, per\u00f2, si scava un sentiero, le piccole collusioni diventano adesione. Una volta tracciato il sentiero della gregariet\u00e0, diventa difficile \u2013 sia come individui che come organizzazioni \u2013 cambiare idea senza passare per una dolorosa frattura con se stessi. Quanti fantasmi infesteranno nei prossimi anni la nostra coscienza collettiva? Come riprendere il filo dell\u2019internazionalismo se, per consolarci, abbiamo cantato in coro l\u2019inno di Mameli? Come rimettere in discussione l\u2019informazione <i>mainstream<\/i> se su di essa abbiamo basato scelte esistenziali cruciali? Prendersela con un capro espiatorio \u00e8, a breve termine, un\u2019efficace scorciatoia psichica per evitare il dolore.<\/p>\n<p class=\"western\">Stiamo cominciando solo adesso \u2013 e solo parzialmente \u2013 a uscire dalla tenaglia che ci ha immobilizzati per un anno e mezzo e a renderci conto che <i>in nome di un feticcio di salute, ci \u00e8 stato tolto il tessuto comune che rende possibile la vita<\/i>. \u00c8 l\u2019ennesimo esempio di accumulazione primitiva capitalista: separare gli umani dall\u2019ecologia delle loro relazioni e mettere a profitto quel che, in tal modo, si produce: individui isolati e quindi bisognosi di senso, terre di nessuno, forza lavoro ecc. Dopo quattro secoli di stermini coloniali spacciati per esportazione del progresso, di istituzioni totali spacciate per cura, di fascismi sempre in cova spacciati per natura umana, di guerra di tutti contro tutti spacciata come legge naturale, il plusvalore ha trovato un nuovo modo \u2013 geniale, nella sua semplicit\u00e0 \u2013 per fomentare il terrore e l\u2019esproprio facendo finta di perseguire il bene comune.<\/p>\n<h4 class=\"western\"><b>7. Danzare l\u2019ignoto<\/b><\/h4>\n<p class=\"western\">Intrinsecamente ambigue, le situazioni di sospensione dell\u2019ordinario portano con s\u00e9 terrore ed estasi, fine del mondo e promessa di nuovi inizi, annientamento del noto e modi altri della conoscenza. Dopo aver descritto gli spazi del terrore, il testo di Taussig offre un\u2019interpretazione poetica del curanderismo sudamericano e del nesso che esso crea fra esperienza sensibile, canti, stati non ordinari di coscienza, relazioni di potere, immagini e cura. Nella perdurante e totale incertezza esistenziale, sottoposti all\u2019incessante e atroce crudelt\u00e0 dei mercanti di caucci\u00f9, questi popoli avrebbero imparato a navigare il buio epistemologico con una variet\u00e0 di mezzi; a basare scelte e movimenti pi\u00f9 sul con-sentire con altri che sul costruire modelli; a inanellare (anzich\u00e9 dedurre) piste di cura; a contare sulla sincronicit\u00e0, sul potere trasformativo della relazione con altri viventi, sulla conoscenza sociale implicita che permette di continuare a vivere come umani in un contesto strutturalmente de-umanizzante.<\/p>\n<p class=\"western\">A differenza del modello conoscitivo occidentale, che separa soggetto conoscente e oggetto conosciuto ed esclude ogni perturbazione dovuta all\u2019azione del potere, \u00abil modello relazionale guaritore-paziente include nei \u201cdati sensibili\u201d dell\u2019esperienza grezza anche le impressioni sensoriali delle relazioni sociali, in tutta la loro umorale ambiguit\u00e0 di fiducia e dubbio\u00bb. Questa forma di conoscenza include, quindi, il brodo stesso dell\u2019esistenza umana, le relazioni di potere o dominio, di fiducia o inimicizia, di vicinanza o distanza. Inoltre, essa non ha bisogno di un soggetto a tutto tondo, nel pieno della sua maschia, bianca e coloniale Ragione, ma \u00e8 praticabile anche nelle circostanze pi\u00f9 difficili, quando la soggettivit\u00e0 \u00e8 fragile, parziale, fantasmatica, oppressa, incerta, dubitante \u2013 e cio\u00e8, <i>quando pi\u00f9 ce n\u2019\u00e8 bisogno<\/i>.<\/p>\n<p class=\"western\">Qui c\u2019\u00e8 un\u2019indicazione preziosa. Quando a venir meno sono le condizioni stesse dell\u2019esistenza in comune, la conoscenza pi\u00f9 utile non ha a che fare con dati oggettivi o modelli universali, ma con ci\u00f2 che accade <i>dentro<\/i> le relazioni. \u00c8 analogica pi\u00f9 che deduttiva, qualitativa prima che quantitativa. Pi\u00f9 che sulle somme e sulle mediane, si basa sui timbri e sulla lettura di segni; non si risolve in una tabella piena di cifre ma nella possibilit\u00e0, anche minima, di trasformare il contesto e (ri)costruire le condizioni di fiducia.<\/p>\n<p class=\"western\">In questa impresa servono tutti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47641\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/thor-circle.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"646\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/thor-circle.jpg 960w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/thor-circle-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/thor-circle-768x517.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\">Servono le scienze, o quantomeno molte di esse: quelle lente, che si prendono il tempo di raccogliere dati e ragionare; quelle marginali, che non si sa bene cosa studino; quelle gentili, che per conoscere non hanno bisogno di fare vittime.<\/p>\n<p class=\"western\">Serve una filosofia che sia, per dirla con Bonnefoy, \u00abun grande realismo, che aggravi anzich\u00e9 risolvere\u00bb. Poi servono anticorpi contro la tendenza al pensiero totalizzante, alla semplificazione, all\u2019eliminazione della molteplicit\u00e0: i racconti e le pratiche dei non moderni, quelli di chi alla modernit\u00e0 resiste, quelli di chi la fugge da dentro.<\/p>\n<p class=\"western\">Servono lavorazioni collettive, intelligenti e sensibili, di quel che \u00e8 accaduto: riti di lutto, per cominciare, la possibilit\u00e0 di saluto collettivo alle parti di noi che abbiamo perduto, come anche a tutti coloro che in questi mesi, in un modo o in un altro, se ne sono andati. E momenti di festa, di vicinanza, di condivisione.<\/p>\n<p class=\"western\">Serve un allenamento, rigoroso e spericolato, ad altri modi di narrare e di pensare<b>.<\/b> <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/comune-info.net\/mi-sono-svegliata-piangendo\/\">Questo<\/a><\/u><\/span> un esempio, potente e straziante, apparso nella primavera del 2020; oppure le magnifiche <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.mesmer.it\/?id=pillole\">pillole<\/a><\/u><\/span> di <strong>Mariano Tomatis<\/strong>; o ancora il breve, densissimo <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/uno-sciamano-potrebbe-darci-una-mano-michael-taussig\/\">testo<\/a><\/u><\/span> pubblicato da Taussig all\u2019inizio della pandemia, le lettere zapatiste, e quel che arriva dai piccoli collettivi che, proprio ora, cominciano a organizzarsi per una vita meno impaurita.<\/p>\n<p class=\"western\">Poi servono marinai, danzatori, epidemiologhe, musicanti, sciamane, infermieri, maghi da palcoscenico, cartografi, ecologhe, esploratrici della psiche, pupari, medici di base, poeti, cuochi, levatrici, contadini, topi di biblioteca, perdigiorno, pastori; e anche \u2013 per chi sa come contattarli \u2013 spiriti, ninfe, animali, persone non umane, cieli, piante, venti, lari&amp;penati, montagne. Il contrario di \u201cterrore\u201d \u00e8 \u201cmolteplicit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><u>_<\/u><\/p>\n<p>* <strong>Stefania Consigliere<\/strong> \u00e8 ricercatrice all\u2019universit\u00e0 di Genova, dove insegna Antropologia e Antropologia dei sistemi di conoscenza, e dove coordina il <em>Laboratorio Mondi Multipli<\/em>, luogo di ricerca e di sperimentazione delle conseguenze ontologiche, epistemologiche, etiche, politiche ed esistenziali che derivano dal precetto antropologico di \u00abprendere gli altri sul serio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cristina Zavaroni<\/strong>, antropologa culturale ed etnologa africanista, ha una lunga esperienza di ricerca presso i Bakonzo del Rwenzori in Uganda. Specializzata in antropologia cognitiva ed etnopsichiatria, lavora da diversi anni come consulente per l\u2019<em>Associazione Mamre Onlus<\/em> di Torino. Dal 2013 fa parte del<em> Laboratorio Mondi Multipli<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Stefania Consigliere e Cristina Zavaroni * Qualcosa si muove. 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