{"id":47065,"date":"2021-07-16T10:32:42","date_gmt":"2021-07-16T08:32:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=47065"},"modified":"2025-03-18T15:48:30","modified_gmt":"2025-03-18T14:48:30","slug":"disvisioni-servitu-volontaria-e-cecita-selettiva-ai-tempi-del-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/07\/disvisioni-servitu-volontaria-e-cecita-selettiva-ai-tempi-del-covid-19\/","title":{"rendered":"<i>Disvisioni<\/i>. Servit\u00f9 volontaria e cecit\u00e0 selettiva ai tempi del Covid-19."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-47066 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Ilusioni-Ottiche-Oleg-Shuplyak-02-e1521575332368.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"856\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Ilusioni-Ottiche-Oleg-Shuplyak-02-e1521575332368.jpg 620w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Ilusioni-Ottiche-Oleg-Shuplyak-02-e1521575332368-217x300.jpg 217w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Stefania Consigliere<\/strong> e <strong>Cristina Zavaroni*<\/strong><\/p>\n<h4><b>1. Weird fiction<\/b><\/h4>\n<p>Cominciamo dalla \u201ctrama ontologica\u201d di un romanzo uscito qualche anno fa. In un\u2019epoca imprecisata ma contemporanea, in zona balcanica, due citt\u00e0 che tutto \u2013 storia, lingua, geografia \u2013 apparenta, hanno imboccato vie diverse. Bes\u017ael ha scelto di vivere un tempo pi\u00f9 lento, fatto di strade tranquille e polverose, edifici un po\u2019 malandati ma a loro modo accoglienti, poche automobili e l\u2019ubiqua presenza di vecchi caff\u00e8 e bancarelle. \u00c8 una citt\u00e0 in cui non succede molto e dove l\u2019economia procede lenta, pi\u00f9 sul valore d\u2019uso che su quello di scambio. Ul Qoma si \u00e8 invece tuffata decisa nel flusso della modernit\u00e0 e ha quindi i suoni, i colori e le geometrie di tutte le grandi metropoli internazionali; i grattacieli e il traffico incessante di auto lussuose testimoniano di un\u2019economia in rapida espansione, animata da un\u2019umanit\u00e0 in piena \u201cgrande trasformazione\u201d antropologica. Come accade anche nella penisola dei campanili, la rivalit\u00e0 fra le due citt\u00e0 nasce proprio dalla vicinanza geografica: cos\u00ec i cittadini dell\u2019una non perdono occasione per ironizzare sul modo di vita dell\u2019altra e ciascuna sprezza, e segretamente desidera, ci\u00f2 che l\u2019altra ha.<\/p>\n<p>Uno scenario piuttosto normale, salvo per un dettaglio: Bes\u017ael e Ul Qoma occupano lo stesso spazio geografico; non sono solo spazialmente contigue, ma sovrapposte, coincidenti. Sono poche le strade, gli edifici e le piazze che appartengono integralmente a una sola citt\u00e0: la maggior parte degli spazi urbani \u00e8 condiviso fra le due secondo ritagli variabili (pu\u00f2 capitare, ad esempio, che il basamento di un edificio sia in entrambe le citt\u00e0, i primi piani appartengano a Ul Qoma e gli ultimi piani a Bes\u017ael). E poich\u00e9 le due citt\u00e0 godono di completa autonomia legislativa ed esecutiva, le leggi che si applicano dipendono, punto per punto e soggetto per soggetto, dall\u2019appartenenza all\u2019una o all\u2019altra comunit\u00e0 urbana.<!--more--><\/p>\n<p>La distinzione fra le due \u2013 e la possibilit\u00e0, per ciascuna di esse, di continuare a funzionare alla propria maniera \u2013 si fonda su un lungo e accurato addestramento. Agli abitanti di ciascuna comunit\u00e0 viene insegnato, fin da piccolissimi, a ignorare tutto ci\u00f2 che appartiene all\u2019altra, spingendo ai margini della percezione e nell\u2019inconsapevolezza tutti i segnali non conformi. Imparano a vedere solo le sfumature di colori, i tagli di vestito, le forme architettoniche, lo stile di guida che appartengono alla propria citt\u00e0 e a ignorare quelli che appartengono all\u2019altra. Gli stranieri considerano Bes\u017ael e Ul Qoma come una bizzarra anomalia e, per potervi accedere, devono superare un corso. Non sempre tutto fila liscio: attraversare una strada pu\u00f2 essere vera roulette russa e capita a tutti, continuamente, di percepire qualcosa che non dovrebbe essere percepito: non se ne pu\u00f2 parlare, per\u00f2, e subito bisogna zittire quella percezione clandestina. Le violazioni intenzionali sono severamente punite da un\u2019oscura entit\u00e0 di controllo che, nella sua azione di pattugliamento, arriva perfino far sparire i felloni che si sono abbandonati a percezioni proibite.<\/p>\n<p>Il verbo usato da China Mi\u00e9ville, l\u2019autore di <a href=\"https:\/\/www.fanucci.it\/products\/_978-88-347-1782-0-la-citta-e-la-citta\"><i>The city &amp; the city<\/i><\/a>, per indicare questo processo di continua dismissione delle percezioni vietate \u00e8 <i>unsee<\/i>: disvedere.<\/p>\n<h4><b>2. Atlante delle citt\u00e0 gemelle<\/b><\/h4>\n<p>Sar\u00e0 pure una trovata letteraria, ma il concetto di disvedere ha una portata filosofica straordinaria: lega fra loro una serie di fenomeni, epifanie, dubbi e intuizioni frammentarie che, messi in costellazione, rendono possibile una diversa lettura del mondo. Qui proviamo a declinarlo secondo quattro forme.<\/p>\n<p>Per cominciare, si pu\u00f2 usare il concetto di disvisione per render conto delle situazioni, simili a quella descritta nel romanzo, in cui due diverse popolazioni occupano fisicamente lo stesso luogo geografico, transitano per le stesse strade e continuamente si sfiorano, senza potersi realmente vedere. Va cos\u00ec in tutte le citt\u00e0 italiane, dove la popolazione migrante vive una vita parallela e spazialmente coincidente a quella della popolazione sedicente autoctona. Va cos\u00ec nelle grandi strutture del turismo, dell\u2019universit\u00e0, della cultura, degli stati, popolate di giorno da bianchi\/abbienti, e pulite all\u2019alba e al crepuscolo da non bianchi\/non abbienti. Pare che a Trieste, fra popolazione variamente \u201citaliana\u201d e popolazione variamente \u201cbalcanica\u201d, viga una sorta di analogo disvedere; e non si fa fatica a immaginare che gran parte dei luoghi attraversati da frontiere dolenti si trovi nella stessa situazione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-15-alle-18.12.51.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-47069\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-15-alle-18.12.51.png\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-15-alle-18.12.51.png 650w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-15-alle-18.12.51-300x210.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a>Si potrebbe stilare un vero e proprio atlante delle citt\u00e0 gemelle costruite in questa maniera e sospettiamo che un po\u2019 ovunque, sul globo, ci siano quartieri, intersezioni, vie o piazze che si comportano esattamente come quelle di Bes\u017ael e Ul Qoma. Tanto per fare un esempio casalingo, a Genova \u00e8 chiaro come il sole, e universalmente noto, che alle pelli nere si applica un insieme di leggi del tutto differente da quello in vigore per le pelli bianche. \u00c8 solo strano, rispetto al modello perfetto descritto nel romanzo, che ad applicarle sia la medesima forza di polizia municipale; ma forse la scissione geografica ipotizzata nel romanzo \u00e8 diventata, qui da noi, una scissione interna agli agenti.<\/p>\n<p>Per quanto analogo, questo disvedere ha comunque una qualit\u00e0 pi\u00f9 debole rispetto a quella descritta da Mi\u00e9ville: chi sceglie di non vedere lo fa spinto dalla fretta o dalla comodit\u00e0 (ad esempio, disvede il mendicante perch\u00e9 non ha voglia di lasciargli qualche moneta), ma ha la possibilit\u00e0, se lo vuole, di riaprire gli occhi ed entrare in una qualche relazione con <i>the others<\/i> che popolano le sue vie. Sociologicamente comodo, questo modo di disvisione non \u00e8 obbligatorio e chi sceglie di non praticarlo non subisce, per questo, alcuna sanzione.<br \/>\nLungo altri bordi, tuttavia, la disvisione non \u00e8 una scelta.<\/p>\n<h4><b>3. I mondi umani e la penombra ai loro margini<\/b><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/05\/effetto-nocebo-coronavirus\/\">Nei due<\/a> <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/12\/come-siamo-arrivati-fin-qui\/\">post precedenti<\/a> abbiamo scritto che la cultura non \u00e8 un velo che ricopre una qualche natura universale, un abito che si possa mettere o togliere a piacimento, ma il modo stesso nel quale veniamo plasmati come umani. La cultura entra nei corpi, nelle cellule, nel genoma; d\u00e0 forma al modo in cui percepiamo il mondo, struttura le nostre pulsioni e le nostre risposte emotive, ci fa funzionare secondo un certo regime fisiologico e patologico. Gli esiti sono diversissimi: esistono mondi in cui i figli non appartengono alla medesima categoria ontologica dei genitori; altri in cui gli spiriti degli animali impartiscono insegnamenti o in cui la guarigione passa attraverso i sogni; altri ancora in cui piccoli pezzi di carta continuamente si trasformano in qualsiasi altra cosa. Non \u00e8 questione di vero o falso \u2013 o meglio, non \u00e8 <i>solo<\/i> questione di vero o falso (l\u2019epistemologia \u00e8 una coperta troppo corta): ogni processo mondo-poietico attualizza le sue verit\u00e0, le fa esistere.<\/p>\n<p>Il concetto di disvisione \u00e8 utile, qui, per descrivere ci\u00f2 che accade ai margini di ciascun mondo. Se l\u2019impresa culturale \u00e8 instaurazione di mondo a partire da ci\u00f2 che i miti chiamavano caos (e cio\u00e8 un reale eccessivo, inabitabile perch\u00e9 troppo al di l\u00e0 delle limitate forze umane), allora ogni mondo umano, per poter esistere, deve compiere delle scelte ontologiche, ammettere qualcosa a esclusione di qualcos\u2019altro: una volta consolidato, il monoteismo tende a far scomparire il politeismo dall\u2019orizzonte; la strutturazione pulsionale duale getta la poligamia nell\u2019impraticabile; il tempo ciclico esclude quello lineare; e cos\u00ec via. Quali che siano i presupposti ontologici di un mondo, qualcosa viene lasciato fuori ed \u00e8 inevitabile che sia cos\u00ec: ciascuna scelta esclude le altre, le tiene ai margini perch\u00e9 l\u2019abitabilit\u00e0 faticosamente stabilita non sia continuamente rimessa in causa. Ci\u00f2 significa che, in una certa misura, il disvedere \u00e8 essenziale alla tenuta dei mondi e viene accuratamente insegnato ai bambini fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0 (in alcune zone dell\u2019Africa subsahariana si dice che occorre \u201cchiudere gli occhi\u201d ai bambini perch\u00e9, nella loro selvaggia capacit\u00e0 di vedere tutto, mettono in pericolo s\u00e9 stessi e gli altri).<\/p>\n<p>Ma anche qui, come ovunque, <i>est modus in rebus<\/i>: il rapporto fra incluso ed escluso, fra attuale e immaginario, \u00e8 forse il dato pi\u00f9 cruciale in relazione alla qualit\u00e0 di un mondo. Fra il disvedere e la rimozione c\u2019\u00e8 una bella differenza e la gran parte dei mondi umani esistenti ed esistiti ha elaborato mezzi sofisticati per restare in una relazione sensata con ci\u00f2 che, per costituirsi, ha dovuto porre ai propri margini: i mondi degli altri (costruiti in base a differenti presupposti), l\u2019immaginario e il preindividuale, le entit\u00e0 umane e non umane che abitano il cosmo. Sanno di dover disvedere e, per questa ragione, predispongono luoghi e tempi dove sia possibile, per il tempo che serve, tornare a vedere. Di questi \u201cdispositivi di dis-disvisione\u201d fanno parte, fra l\u2019altro, l\u2019onirocritica, la trance, la meditazione, la divinazione, molte forme di terapia, la diplomazia fra mondi, certe procedure iniziatiche, e ciascuno di essi \u00e8 ben attagliato al mondo che lo pratica.<\/p>\n<p>Dalle nostre parti, dove crediamo che la scienza gi\u00e0 ci metta sotto il naso tutto quello che c\u2019\u00e8 da vedere, per ri-vedere la complessit\u00e0 del reale dobbiamo di solito passare per una forma di straniamento: quella indotta dell\u2019arte, ad esempio, o lo spaesamento che si prova in certi viaggi; oppure ancora il movimento sottile e profondo di quelle che Foucault chiamava \u201ctecniche del s\u00e9\u201d. (Tutte zone, non a caso, da tempo soggette a sterilizzazione forzata: dal turismo alla depoliticizzazione dell\u2019arte, dalla patologizzazione del perturbante alla squalificazione di tutto ci\u00f2 che non \u00e8 oggettivabile.) Che si tratti di viaggi, di ricerca nelle inquiete terre di confine fra discipline o di tecniche per accedere a differenti forme di esperienza, il punto cruciale \u00e8 questo: \u00e8 possibile smettere di disvedere solo a partire da una triangolazione che includa l\u2019altrove. Senza questa terziet\u00e0, il pesce non pu\u00f2 vedere l\u2019acqua in cui nuota.<\/p>\n<div id=\"attachment_47070\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/artworks-OcERGK32YBBARvaD-kuIfrA-t500x500.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47070\" class=\"wp-image-47070\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/artworks-OcERGK32YBBARvaD-kuIfrA-t500x500.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/artworks-OcERGK32YBBARvaD-kuIfrA-t500x500.jpg 500w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/artworks-OcERGK32YBBARvaD-kuIfrA-t500x500-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/artworks-OcERGK32YBBARvaD-kuIfrA-t500x500-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-47070\" class=\"wp-caption-text\">Il Re \u00e8 nudo!<\/p><\/div>\n<p>Ai margini dei mondi, dunque, non basta decidere di cessare la disvisione: serve anche l\u2019occasione giusta, un incontro, fortuito o fortunato, con l\u2019altrove e l\u2019altrimenti. Inoltre, anche se non \u00e8 immediatamente sanzionata, questa riapertura della percezione fa correre qualche rischio: coloro che hanno avuto accesso a mondi altrui o a forme differenti di esperienza e conoscenza vengono spesso bollati come \u201cfricchettoni\u201d, \u201crimasti\u201d, \u201calternativi\u201d. In antropologia c\u2019\u00e8 perfino un\u2019espressione specifica per designare chi, partito per il campo, ha deciso di non tornare al mondo occidentale: <i>gone native<\/i> ovvero, in libera traduzione, \u201candato nativo\u201d, cos\u00ec come in italiano si dice, spregiativamente, \u201candato a male\u201d.<\/p>\n<h4><b>4. L\u2019ideologia e la cecit\u00e0 selettiva<\/b><\/h4>\n<p>Si pu\u00f2 andare oltre. Come ha insegnato Marx, il disvedere pu\u00f2 anche essere l\u2019esito di uno specifico addestramento ideologico, velo che copre una realt\u00e0 spinosa che, tanto singolarmente quanto collettivamente, <i>non si deve vedere<\/i>. In questo caso non si tratta n\u00e9 di una questione di comodit\u00e0, n\u00e9 dell\u2019effetto collaterale di una scelta ontologica antica, ma di un nascondimento deliberato, necessario ogni volta che la verit\u00e0 di un mondo, le \u201ccose nascoste\u201d che stanno alle sue fondamenta, sono talmente insostenibili da mettere a rischio la sua tenuta. Inutile dire che, in linea di massima, le cose nascoste hanno a che fare con la violenza.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Per questo l\u2019omeostasi dei grandi sistemi opera continuamente in favore della disvisione. Le strategie di sbarramento sono diverse. Da un lato ci sono quelle classiche, tipiche dei regimi ma ampiamente praticate anche dalle democrazie, della propaganda e della riscrittura della storia (per una semplice dimostrazione, si provi a leggere le pagine che i manuali scolastici dedicano al colonialismo; o i timbri con cui, ancora e sempre, vengono descritti i \u201cprogressi industriali\u201d o le condizioni sociali del terzo mondo). Pi\u00f9 di recente, la via della distrazione e del doping di massa \u2013 con il suo profluvio di serie tv, cinema escapista, psicofarmaci, alcol e <i>shot<\/i> dopanti di ogni genere \u2013 si \u00e8 rivelata altrettanto efficace.<\/p>\n<p>Comunque vengano occultate, le \u201ccose nascoste\u201d non scompaiano completamente dall\u2019orizzonte e, in qualche modo, continuano a farsi sentire. Non pi\u00f9, per\u00f2, secondo la loro forma originaria, ma come fantasmi, spettri che infestano i luoghi e le relazioni, tracce ancora attive di violenze rimosse, inquietudini senza nome.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Capita, a volte, di transitare per luoghi che, senza ragione apparente, inducono un sottile malessere; di percepire qualcosa di tremendo sotto una risposta noncurante; di essere percorsi da sospetti impronunciabili su talune buone intenzioni. \u00c8 difficile dire di cosa si tratti, inchiodare la percezione a una causa specifica; alcuni, tuttavia, hanno provato a prendere sul serio questi \u201cpassaggi del fantasma\u201d e a seguirli fino a capirne, almeno in parte, l\u2019origine. E se i romantici sono stati i primi a dar voce agli spettri della modernit\u00e0, anche questa volta il capostipite dell\u2019impresa critica \u00e8 Marx quando, in aperta opposizione alle favolette degli economisti classici (\u00abc\u2019erano una volta una formica e una cicala\u2026\u00bb) dimostra che, lungi dall\u2019essere un fatto di natura, la differente distribuzione delle ricchezze e del potere \u00e8 stata prodotta da un\u2019immane violenza storica e pu\u00f2 mantenersi solo grazie al dispiegamento invisibile di una violenza altrettanto tremenda.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La rivelazione di ci\u00f2 che \u00e8 stato occultato arriva in una doppia tonalit\u00e0 emotiva: spavento da un lato, perch\u00e9 la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 difficile e crudele di quel che pensavamo; ma anche sollievo, perch\u00e9, se cos\u00ec stanno le cose, allora non eravamo pazzi a pensare che, sotto sotto, qualcosa non andava, a sentire certe voci, a nutrire certi sospetti\u2026 Per questo il <i>Capitale<\/i>, <i>La societ\u00e0 dello spettacolo<\/i>, <i>Dialettica dell\u2019Illuminismo<\/i> e tutti i grandi testi critici hanno un effetto cos\u00ec liberatorio. E si potrebbe perfino dire che ogni mossa di sottrazione, ogni gesto da <i>refusenik<\/i> del sistema, cominciano proprio quando ai margini del campo visivo s\u2019intravede qualcosa che, normalmente, non si deve vedere.<\/p>\n<h4><b>5. Con cautela<\/b><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-47072\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/native-american-ghost-stories-robert-chanate-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/native-american-ghost-stories-robert-chanate-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/native-american-ghost-stories-robert-chanate-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/native-american-ghost-stories-robert-chanate-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/native-american-ghost-stories-robert-chanate.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/p>\n<p>Ecco dunque un elenco, ondivago e poco sistematico, di violenze che stanno alla base del nostro mondo e che, di solito, disvediamo: il genocidio coloniale; la tratta atlantica; lo schiavismo nei campi; la disciplina di fabbrica; la trasformazione del corpo maschile in carne da cannone e da fabbrica e di quello femminile in carne da riproduzione e ricreazione; i roghi delle streghe dai due lati dell\u2019Atlantico; le torture e le uccisioni dei bambini nativi nelle <i>boarding schools<\/i>; il mantenimento della popolazione non-bianca in stato di inferiorit\u00e0 sociale ed economica; i morti nel Mediterraneo; l\u2019orrore delle frontiere nella nuova tratta della migrazione; il fracking; la catastrofe climatica; la psichiatrizzazione della devianza; la criminalizzazione della solidariet\u00e0; la sistematica rescissione dei legami fra umani in favore della dipendenza di tutti dal denaro; l\u2019inquinamento delle terre, delle acque, dei cieli; gli allevamenti intensivi; la deforestazione; l\u2019industria delle droghe; le guerre preventive; il business della ricostruzione. E molto altro, ovviamente, ma per prendere contatto con l\u2019entit\u00e0 della rimozione questo catalogo \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>O, quantomeno, \u00e8 sufficiente a farsi un\u2019idea intellettuale da cui per\u00f2, ancora una volta, la percezione resta in larga parte esclusa. Negli anni Settanta, quando il movimento delle donne faceva i primi passaggi di una rivoluzione gentile che ancora ci riguarda, il disvelamento dei rapporti di violenza patriarcale poteva lasciare storditi. Cos\u00ec una donna, la cui voce \u00e8 riportata in <a href=\"https:\/\/www.libreriadelledonne.it\/pubblicazioni\/non-credere-di-avere-dei-diritti\/\"><i>Non credere di avere dei diritti<\/i><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>Il primo impulso che mi viene da questa lettura \u00e8 un rifiuto: rifiuto di accettare come vera la teoria che noi, le donne, abbiamo vissuto e continuiamo a vivere strumentalizzate e gestite dall\u2019uomo e dalla sua storia. Mi rendo conto che con questa protesta cerco una difesa, ma riconosciamo almeno che possano essere drammatico, per una donna giunta a met\u00e0 del suo percorso di vita, e che ha sempre creduto di agire per il meglio, sentirsi dire: \u201csei stata ingannata per tutta la vita; i valori che credevi giusti, come la famiglia, la fedelt\u00e0 in amore, la purezza, persino il tuo lavoro di donna di casa: tutto pessimo, tutto risultato di una sottile strategia trasmessa di generazione in generazione per uno sfruttamento continuo della donna\u201d. Ripeto: c\u2019\u00e8 da restare inebetite.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quando la struttura profonda di un mondo costruito sulla violenza si mostra senza orpelli, <i>c\u2019\u00e8 da restare inebetite<\/i>. Di recente un uomo di grande intelligenza e sensibilit\u00e0 ci diceva che, se all\u2019improvviso tutti i cittadini del primo mondo avvertissero la violenza, lo sfruttamento e la crudelt\u00e0 che fondano e rendono possibile il nostro mondo, non potrebbero resistere all\u2019impatto. Impazzirebbero, forse, oppure morirebbero sul colpo. Il rischio \u00e8 reale e perci\u00f2 \u2013 per la nostra stessa possibilit\u00e0 di tenuta \u2013 bisogna procedere con cautela.<\/p>\n<div id=\"attachment_47073\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47073\" class=\"wp-image-47073\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/camernews-Eric-De-Rosny.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/camernews-Eric-De-Rosny.jpg 500w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/camernews-Eric-De-Rosny-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/camernews-Eric-De-Rosny-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><p id=\"caption-attachment-47073\" class=\"wp-caption-text\">Eric De Rosny in Camerun<\/p><\/div>\n<p>Qui occorre una digressione. In antropologia \u00e8 diventato paradigmatico il racconto dell\u2019iniziazione del <a href=\"https:\/\/opac.sbn.it\/opacsbn\/opaclib;jsessionid=D522DED6A0964DDFCEB93D2DCFF277A7\">gesuita Eric de Rosny<\/a> al \u201cmondo di sotto\u201d dei guaritori Duala del Camerun. Secondo il religioso, in quel contesto culturale l\u2019iniziazione serve precisamente a questo: a permettere al futuro guaritore di vedere la violenza che soggiace alle umane relazioni senza farsene travolgere. Pi\u00f9 in generale, la formazione dei terapeuti pu\u00f2 essere vista anche come una pedagogia della dis-disvisione, un processo che \u201cmette in grado di vedere\u201d ci\u00f2 che, normalmente, \u00e8 nascosto (la patologia soggiacente ai sintomi, ad esempio, oppure l\u2019azione di un trauma).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Riprendendo ora la famosa <a href=\"https:\/\/www.raffaellocortina.it\/scheda-libro\/gilles-deleuze\/critica-e-clinica-9788870784275-456.html\">diade deleuziana<\/a>, potremmo dire che il lavoro critico \u00e8 proprio questo: saper sostenere la visione del disastro che abbiamo di fronte senza impazzire, senza suicidarci e senza entrare in un processo mimetico. \u00c8 una lunga formazione, soggettiva e collettiva, a uno sguardo clinico sul mondo che non si fermi alla catastrofe, ma possa cogliere anche, sotto le rovine, tutte le guarigioni possibili. (Inutile dire che, in questi movimenti, c\u2019\u00e8 sempre qualcosa di magico \u2013 ma di questo un\u2019altra volta.) La sola alternativa a questa lenta, dolorosa e liberatoria educazione sentimentale resta la disvisione.<\/p>\n<p>(<i>Off topic<\/i> ma non troppo: con WM1, sospettiamo che i fedeli di QAnon siano persone che, a un certo punto della loro vita, hanno smesso di disvedere e, inebetite a fronte di tanto orrore neoliberista, hanno creduto alla prima spiegazione disponibile. Per non impazzire, forse \u2013 o per impazzire in modo meno incontrollato e pi\u00f9 collettivo.)<\/p>\n<h4><b>6. Servit\u00f9 volontaria<\/b><\/h4>\n<p>Concludiamo con la descrizione di un quarto modo della disvisione: quello di chi, trovandosi nella posizione di poter vedere pi\u00f9 di quanto normalmente concesso, decide di tornare immediatamente a disvedere. \u00c8 quanto abbiamo visto in Italia nell\u2019ultimo anno e mezzo e vale la pena di ricapitolare telegraficamente il momento storico.<\/p>\n<p>Non serviva il Covid-19 per sapere che il mondo \u00e8 un disastro: i dati sulla catastrofe climatica e quelli sulla catastrofe psichica bastano e avanzano. Le piogge, le ondate di caldo, i colori del cielo, cos\u00ec come gli attacchi di panico, le depressioni, i suicidi e le dipendenze ci dicono da anni, con tutta la forza possibile, che qualcosa non va; che l\u2019attuale regime di estrazione del plusvalore e di svuotamento delle soggettivit\u00e0 \u00e8 tossico per tutti. Abbiamo continuato a disvederlo, al punto tale, che ormai quasi tutti i testi critici prendono le mosse proprio dall\u2019<i>incredibile<\/i> negazione collettiva dell\u2019evidenza che abbiamo messo in atto.<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo della pandemia, l\u2019insostenibilit\u00e0 della nostra forma di vita \u00e8 balzata prepotentemente davanti agli occhi di tutti: impossibile non vederla, non sentirla, non subirla. Impossibile, ma forse troppo angoscioso: nel nuovo registro di visibilit\u00e0, molti hanno scelto (consapevolmente? inconsapevolmente?) di gettarsi in un\u2019adesione quasi religiosa alla \u201cverit\u00e0 unica\u201d e lottare con foga missionaria contro ogni dubbio, incertezza, complessit\u00e0 e pluralit\u00e0 di spiegazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/altan-merda-non-sabbia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-47076\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/altan-merda-non-sabbia.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"155\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/altan-merda-non-sabbia.jpg 309w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/altan-merda-non-sabbia-290x300.jpg 290w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>A ci\u00f2 si devono aggiungere, almeno per quanto riguarda l\u2019Italia, gli effetti e i timbri dell\u2019infodemia. Il terrore a mezzo stampa ha suscitato tempeste psichiche: nell\u2019impossibilit\u00e0 di raccapezzarsi fra dati, ipotesi, teorie e informazioni, molti hanno scelto la strada che pareva la meglio battuta e si sono rifugiati nell\u2019adesione cognitiva, emotiva e pulsionale alla narrazione governativa, alla soteriologia dei virologi-vedette, alla mano provvidenziale dello stato-padre. Poco importa, in questo fuggi fuggi dell\u2019intelligenza collettiva, che si sia buttato ai rovi ogni ipotesi di pluralit\u00e0 scientifica; ogni lettura complessa degli eventi; e mezzo secolo di epistemologia anarchica, femminista, pluralista, minoritaria.<\/p>\n<p>Tutto questo non sorprende \u2013 ma di certo spaventa. Perch\u00e9 se esistono periodi storici di maggiore o minore disvisione ideologica, le epoche che l\u2019hanno praticata con maggiore accanimento e con assoluta inflessibilit\u00e0 sono quelli che coincidono con le dittature e con i totalitarismi. Tornare alla disvisione quando si potrebbe infine vedere significa aver del tutto introiettato il poliziotto di frontiera, scegliere di fare il galoppino del sistema pur di non guardare. Ma, soprattutto, questa mossa risponde a una logica atroce, forse ancor pi\u00f9 inquietante di quella in opera nello sfruttamento ai fini del profitto. Si pu\u00f2 riassumere con il verso di una canzone dei <a href=\"https:\/\/www.ratm.com\/\">Rage Against The Machine<\/a>: <i>there is no other pill to take, so swallow the one that makes you ill<\/i>. Per moltissimi nostri contemporanei, le sole soluzioni psichicamente accettabili per uscire dalla crisi sono quelle che appartengono alla medesima logica che ha causato il disastro. Eravamo depressi perch\u00e9 poveri di relazioni sensate? Per salvarci dovremo stare del tutto soli. I nostri figli avevano problemi di dipendenza da schermi? Basta permetter loro di passare tutto il tempo davanti a uno schermo e il problema non si presenta pi\u00f9. Eravamo preoccupati per il gigantismo degli ospedali a scapito della medicina di base? Ma se ci si cura di covid solo in ospedale! E via dicendo. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Qui il disvedere non \u00e8 mossa di comodo, n\u00e9 limite strutturale di un mondo e neppure copertura ideologica, ma manovra di autoprotezione in vista della servit\u00f9 volontaria. Un\u2019adesione che, per forza di cose, richiede la disvisione.<\/p>\n<h4><b>7. Le porte dei mondi possibili<\/b><\/h4>\n<p>C\u2019\u00e8 tutto un filone critico, assai interessante, che rimette in questione il privilegio che la cultura occidentale accorda alla visione e mette a confronto quest\u2019impostazione culturale con altre differenti (ad es., un certo privilegio accordato all\u2019ascolto, e dunque all\u2019udito, nella cultura ebraica, o la differente lavorazione dei sensi presso diversi gruppi umani). Come cambierebbe il nostro mondo se l\u2019enfasi non cadesse pi\u00f9, in modo cos\u00ec prepotente, sulla visione? Quali epistemologie, quali etiche per l\u2019udito, l\u2019olfatto, il tatto, il gusto, l\u2019equilibrio, la propriocezione?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Intersecando queste ricerche, la prospettiva antropologica delineata sopra e la potenza figurativa del disvedere, \u00e8 possibile dire qualcosa di pi\u00f9 sugli \u201caltri mondi possibili\u201d che, da Seattle in avanti, ancora aspettano di diventare attuali. Se, per costruire uno specifico mondo umano, la cultura deve plasmare le percezioni dei soggetti che vi appartengono (delimitando, ad esempio, le zone del visibile, ammettendo alcune sensazioni ma non altre, dando un peso differenziale ai diversi sensi), allora l\u2019etica non dipende, in primo luogo, da un sistema di regole e norme, non \u00e8 questione di deduzioni, argomentazioni e dimostrazioni: essa deriva, semmai, da <i>come si sente il mondo<\/i>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Melandri l\u2019ha detto in modo insuperabile mezzo secolo fa in un libro labirintico, ora un <a href=\"https:\/\/www.indiscreto.org\/unaltra-idea-di-magia\/\">giovane filosofo<\/a> lo sta dicendo in una tutt\u2019altra maniera, pi\u00f9 consona ai tempi:<\/p>\n<blockquote><p>A voler scavare in un qualunque discorso, ci si accorge di come si fondi su basi indimostrabili e assiomatiche. Questo fondamento originario \u00e8 sempre di tipo estetico. [\u2026] L\u2019estetica fondamentale \u00e8 un sentire (<i>aisthesis<\/i>) immediato, che ci attrae verso alcune forme e ci spinge via da altre \u2013 una forma interiorizzata di quel movimento tra \u201camore\u201d (<i>filotes<\/i>) e \u201codio\u201d (<i>neikos<\/i>) narrato da Empedocle. L\u2019estetica comune, quella che si sviluppa in noi nel corso degli anni sulla base di esperienza e educazione, \u00e8 basata su questo modello originario.<\/p><\/blockquote>\n<p><i>Come ogni altra cosa<\/i>, l\u2019estetica comune \u00e8 frutto di esperienza ed educazione. Se per strada percepisco la <i>piped music<\/i> con piacere e il brusio delle voci con fastidio; se le deiezioni di cani mi colpiscono con pi\u00f9 violenza delle manette alla cintura del vigile; se vedo il colore della pelle del mendicante, ma non la \u00ablinea del colore\u00bb costruita dal colonialismo \u2013 a tutto questo seguir\u00e0 una posizione etica di un certo tipo. Per trasformarla, bisogna cambiare non tanto il pensiero sul mondo, ma la percezione del mondo, allenarsi a un altro modo di sentirlo. Per questo il concetto di disvisione \u00e8 cos\u00ec utile: perch\u00e9 suggerisce la possibilit\u00e0 di un training emotivo che apre, e a volte crea, altri mondi, altri modi di essere umani. Magari perfino felici.<\/p>\n<p>__<\/p>\n<p>* <strong>Stefania Consigliere<\/strong> \u00e8 ricercatrice all\u2019universit\u00e0 di Genova, dove insegna Antropologia e Antropologia dei sistemi di conoscenza, e dove coordina il <em>Laboratorio Mondi Multipli<\/em>, luogo di ricerca e di sperimentazione delle conseguenze ontologiche, epistemologiche, etiche, politiche ed esistenziali che derivano dal precetto antropologico di \u00abprendere gli altri sul serio\u00bb. Altre informazioni e articoli su: <a class=\"moz-txt-link-abbreviated\" href=\"http:\/\/www.stefaniaconsigliere.it\/\">www.stefaniaconsigliere.it<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Cristina Zavaroni<\/strong>, antropologa culturale ed etnologa africanista, ha una lunga esperienza di ricerca presso i Bakonzo del Rwenzori in Uganda. Specializzata in antropologia cognitiva ed etnopsichiatria, lavora da diversi anni come consulente per l\u2019<em>Associazione Mamre Onlus<\/em> di Torino. Dal 2013 fa parte del<em> Laboratorio Mondi Multipli<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Stefania Consigliere e Cristina Zavaroni* 1. Weird fiction Cominciamo dalla \u201ctrama ontologica\u201d di un romanzo uscito qualche anno fa. In un\u2019epoca imprecisata ma contemporanea, in zona balcanica, due citt\u00e0 che tutto \u2013 storia, lingua, geografia \u2013 apparenta, hanno imboccato vie diverse. 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