{"id":47040,"date":"2021-07-04T10:48:31","date_gmt":"2021-07-04T08:48:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=47040"},"modified":"2025-03-18T15:51:01","modified_gmt":"2025-03-18T14:51:01","slug":"dalla-pandemia-virale-a-quella-di-opere-dannose-inutili-un-monito-dal-corno-alle-scale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/07\/dalla-pandemia-virale-a-quella-di-opere-dannose-inutili-un-monito-dal-corno-alle-scale\/","title":{"rendered":"Dalla pandemia virale a quella di Opere Dannose &#038; Inutili. Un monito dal Corno alle Scale."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_47042\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47042\" class=\"wp-image-47042 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/fanano-modena-3619435_1920.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/fanano-modena-3619435_1920.jpeg 700w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/fanano-modena-3619435_1920-300x201.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-47042\" class=\"wp-caption-text\">Il lago Scaffaiolo e il Rifugio Duca degli Abruzzi.<\/p><\/div>\n<p>Il cosiddetto &#8220;sviluppo sostenibile&#8221;, in Italia, ha da sempre un andamento altalenante: quando il piatto piange, le tasche sono vuote e bisogna accontentarsi del poco che c\u2019\u00e8, allora la necessit\u00e0 pu\u00f2 diventare virt\u00f9, e qualche progetto benemerito vedere la luce; non appena per\u00f2 si profilano all\u2019orizzonte fondi sostanziosi, finanziamenti europei e soldi a pioggia, subito la sostenibilit\u00e0 torna ad essere soltanto una foglia di fico, un paravento retorico, dietro al quale innalzare opere inutili e dannose. Prendete ad esempio il settore del turismo: in tempi di vacche magre, un sindaco di montagna potr\u00e0 anche convincersi a investire sulla rete dei sentieri, l\u2019ospitalit\u00e0 diffusa, le produzioni locali, i cammini storici, il paesaggio. E pure questo non senza contraddizioni, con il pacchetto vacanze nell\u2019antico borgo venduto come se fosse un soggiorno all-inclusive al Club Med, col vino rosso al posto del mojito e le faggete invece della barriera corallina. Ma lasciate che quel sindaco annusi l\u2019odore della grana, di un bando che si sblocca o di un imprenditore che mette mano al portafogli, ed ecco che torneranno in pista gli impianti di risalita, le grandi strutture ricettive, i bob a rotaia e tutto l&#8217;immancabile <strong>luna park d\u2019alta quota<\/strong>, ad uso e consumo di chi sta in citt\u00e0 e ha denaro da spendere. Eppure, nonostante\u00a0 l&#8217;inversione di marcia, si continuer\u00e0 a sbandierare un grande impegno \u201cper rispettare l\u2019ambiente\u201d, fingendo che non ci sia contraddizione tra il piano B per quando si era poveracci e quello adatto alla nuova, insperata liquidit\u00e0. Anzi: i risultati ottenuti col primo verrano esibiti come un lasciapassare verde per il secondo.<!--more--><\/p>\n<p>Con l\u2019istituzione del fondo Next Generation EU e l\u2019approvazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza<\/strong>, questi ingranaggi si rimettono in azione, in ogni ambito, come un motore tenuto al minimo ma pronto a ripartire, tanto pi\u00f9 vorace quanto pi\u00f9 alta \u00e8 l\u2019entit\u00e0 della cifra da macinare.<br \/>\nLe associazioni pi\u00f9 attive sui territori segnalano gi\u00e0 una schiera di mostri pronti ai blocchi di partenza, in attesa di una rapida verniciatura <em>green<\/em>. Proprio su questa vorremmo concentrare lo sguardo, chiedendoci come funzioni la macchina del consenso che permette di presentare interventi inutili, superati e di corto respiro come invece essenziali, sostenibili, innovativi e frutto di una <em>vision<\/em> al passo coi tempi.<br \/>\nPer farlo, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/03\/lappennino-ferito-e-i-miraggi-dello-sci-il-caso-del-corno-alle-scale\/\">torniamo a occuparci del nuovo impianto previsto sul <strong>Corno alle Scale<\/strong><\/a>, la montagna pi\u00f9 alta dell\u2019Appennino bolognese, nota per aver visto i primi slalom di Alberto Tomba. In questo caso, non si tratta (ancora) di un finanziamento da Recovery Fund, ma i trucchi retorici che vogliamo analizzare sono presenti al massimo grado, vista e considerata l\u2019assurdit\u00e0 massima di ampliare un comprensorio sciistico sull\u2019Appennino, sebbene cali, di anno in anno, la materia prima fondamentale per gli sport invernali da discesa: <strong>la neve<\/strong>.<br \/>\nIn estrema sintesi, il comune di <strong>Lizzano in Belvedere<\/strong> e la Regione Emilia-Romagna sostengono a spada sguainata la costruzione di una nuova seggiovia, che impatterebbe una prateria d&#8217;altura, ancora libera da cavi e piloni, in una zona tutelata da un Parco regionale e dalla Rete Natura 2000. Il costo dell\u2019intervento sarebbe di quasi 6 milioni di euro (pubblici) per poi dare in gestione tutta la baracca a un \u201cpool di imprenditori, manager, professionisti e realt\u00e0 locali diverse\u201d, <a href=\"https:\/\/www.bolognametropolitana.it\/Home_Page\/Notizie_dai_Comuni\/001\/Appennino_il_Corno_Alle_Scale_riparte\">come lo definisce la newsletter della Citt\u00e0 Metropolitana di Bologna<\/a>.<br \/>\nContro questo progetto, a gennaio, si \u00e8 costituito il comitato \u201c<strong>Un altro Appennino \u00e8 possibile<\/strong>\u201d, che dopo aver raccolto <a href=\"https:\/\/www.ideaginger.it\/progetti\/questa-e-la-via.html\">pi\u00f9 di 15 mila euro con un <em>crowdfunding<\/em><\/a>, ha depositato un ricorso al TAR, chiedendo di sospendere l\u2019iter di approvazione dei lavori, dal momento che questo non prevedeva nemmeno una Valutazione di Impatto Ambientale, che avrebbe invece fatto emergere diverse magagne. Il Tribunale amministrativo ha respinto la richiesta, con un\u2019ordinanza del 13 maggio.<br \/>\nNel mentre, l\u2019assessore regionale <strong>Andrea Corsini<\/strong> ha invitato il comitato a un incontro \u201cper una illustrazione del progetto e del suo percorso autorizzativo\u201d (non certo per ascoltare critiche e proposte.) A quell\u2019incontro, come rappresentante del comitato, era presente anche Wu Ming 2.<br \/>\nIncrociando le frasi pronunciate in quella sede, con le motivazioni dell\u2019ordinanza del TAR e i comunicati apparsi sui siti istituzionali, si ottiene un quadro molto interessante degli artifici retorici che ci interessano e che non riguardano soltanto il caso specifico del Corno alle Scale, ma pi\u00f9 in generale tutte le <strong>Opere Dannose e Inutili<\/strong> (ODI), grandi o piccole che siano.<br \/>\nEccoli nel dettaglio.<\/p>\n<p>1) <strong>La nuova ODI non \u00e8 mai davvero <em>nuova<\/em><\/strong>. Se possibile, anche un nuovo quartiere residenziale verr\u00e0 descritto come un ampliamento del rione vicino, o dell\u2019intera citt\u00e0. In passato, con la stessa ipocrisia, una nuova ferrovia ad Alta Velocit\u00e0 \u00e8 stata definita \u201cquadruplicamento veloce della tratta ferroviaria Bologna &#8211; Firenze\u201d, mentre la nuova autostrada che scavalca l\u2019Appennino \u00e8 nota come \u201cVariante di Valico\u201d. Nel caso del Corno alle Scale, secondo il TAR, la nuova seggiovia \u201cappare annoverabile quale modifica o estensione dell\u2019attuale impianto sciistico\u201d.<br \/>\nSi sa che la lingua italiana parlata dai comuni mortali e quella scritta nei codici &#8211; il cosiddetto \u201cburocratese\u201d &#8211; sono due idiomi piuttosto diversi.<br \/>\nLe parole \u201cnuovo\u201d, \u201cmodifica\u201d ed \u201cestensione\u201d potrebbero avere quindi un significato differente se pronunciate da un normale cittadino o nell\u2019aula di un tribunale.<br \/>\nTuttavia, ecco un esempio su cui pu\u00f2 essere utile confrontarsi: se decido di abbattere un muro, alto due metri e largo uno, e di costruire nello spazio lasciato libero un altro muro, alto quattro metri e largo due, posso dire di aver \u201cmodificato\u201d oppure \u201cesteso\u201d il vecchio muro, bench\u00e9 di quello non sia rimasto nemmeno un mattone? Non si tratta invece di un vero e proprio \u201cnuovo\u201d muro, anche perch\u00e9 pi\u00f9 ingombrante del precedente?<br \/>\nIl nuovo impianto che incombe sul Corno alle Scale \u00e8 nuovo com\u2019\u00e8 nuovo quel muro: ha piloni nuovi, cavi nuovi, nuove basi di cemento e ben tre nuove stazioni (una di partenza, una di testa e una intermedia).<br \/>\nPerch\u00e9 allora definirlo una semplice \u201cmodifica o estensione\u201d?<br \/>\nQui, come sempre, le ragioni non sono mai soltanto comunicative. Alla base, ci sono questioni molto materiali. Un\u2019opera \u201cnuova\u201d richiede verifiche, appalti, bandi e procedure diverse rispetto a una che gi\u00e0 esiste ma viene solo modificata.<br \/>\nSe fosse \u201cnuova\u201d la seggiovia quadriposto del Corno alle Scale dovrebbe superare una Valutazione di Impatto Ambientale. Come \u201cestensione\u201d, invece, pu\u00f2 farne a meno.<\/p>\n<p>2)<strong> La nuova ODI non solo estende o modifica un\u2019opera precedente, ma se possibile la \u201csostituisce\u201d<\/strong>. Anzi, ne sostituisce pi\u00f9 di una: se sul territorio ci sono strutture fatiscenti, che andrebbero abbattute, queste verranno eliminate nel contesto dei lavori della nuova opera, cos\u00ec da sostenere che \u201cgrazie ad essa\u201d si \u00e8 liberato il paesaggio da quelle antiche brutture. E\u2019 la logica delle famigerate \u201copere compensative\u201d, solo giocata per sottrazione: non la sede scolastica tanto attesa costruita <em>grazie<\/em> alla nuova autostrada, ma il vecchio impianto di risalita ormai fuori uso cancellato <em>grazie<\/em> al nuovo impianto. Nelle parole del dott. Valerio Marroni, responsabile del servizio valutazione impatto e promozione sostenibilit\u00e0 ambientale della Regione Emilia &#8211; Romagna, la nuova seggiovia sul Corno \u201cva in sostituzione dell\u2019impianto esistente, con un <em>plus<\/em> che consente di eliminare la sciovia sul crinale che sarebbe rimasta ad arrugginire per chiss\u00e0 quanti anni.\u201d<\/p>\n<div id=\"attachment_47043\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-03-alle-13.50.29.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47043\" class=\"wp-image-47043\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-03-alle-13.50.29.png\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-03-alle-13.50.29.png 1020w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-03-alle-13.50.29-300x277.png 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-03-alle-13.50.29-768x709.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-47043\" class=\"wp-caption-text\">Lo skilift Cupolino (n. 7), la seggiovia Direttissima (6) e la nuova seggiovia con 3 nuove stazioni (blu).<\/p><\/div>\n<p>Anzitutto, sarebbe pi\u00f9 corretto spiegare cosa s\u2019intende per \u201csostituzione\u201d. Se costruisco un\u2019autostrada sopra tre sentieri, ha senso dire che li ho <em>sostituiti<\/em> con un\u2019autostrada? La nuova seggiovia insisterebbe, per un tratto, su un tracciato sovrapponibile (ma non identico) a una vecchia (\u201cLa Direttissima\u201d), e per oltre duecento metri lineari &#8211; con almeno tre piloni e una nuova stazione di testa &#8211; su un versante di cento metri di dislivello ancora intatto.<br \/>\nSarebbe pi\u00f9 corretto spiegare che lo skilift del Cupolino &#8211; \u201cla sciovia sul crinale\u201d &#8211; \u00e8 fermo da anni (anche a causa del vento) e ha raggiunto nel 2017 il termine previsto dalla legge per la sua \u201cvita tecnica\u201d. In altre parole, \u00e8 un rottame. Quindi doveva gi\u00e0 essere smantellato, come previsto dalle misure specifiche di conservazione della SIC\/ZPS in cui si trova (\u201cMonte Cimone, Libro Aperto, Lago Pratignano\u201d). Non \u00e8 \u201cun <em>plus<\/em>\u201d che lo si elimini adesso, \u201c<em>grazie<\/em>\u201d al nuovo impianto, \u00e8 un <em>illecito<\/em> che sia rimasto l\u00ec fino ad ora.<br \/>\nIn ogni caso, smantellandolo, si eliminerebbe solo il suo impatto visivo, non certo quello pi\u00f9 generale. L\u2019area su cui insiste non tornerebbe mai \u201ccome nuova\u201d, soprattutto se, per togliere i piloni, si proceder\u00e0 con un cantiere a terra (l\u2019alternativa sarebbe l\u2019elicottero, ma il progetto\u2026 sorvola la questione).<br \/>\nInfine, sarebbe pi\u00f9 corretto dire che tutta l\u2019operazione comporter\u00e0 un gigantesco cantiere, anche laddove il tracciato del nuovo impianto si sovrappone a quello della vecchia seggiovia. Di nuovo, il termine \u201csostituire\u201d \u00e8 ingannevole: si tratta di una sostituzione che non avverrebbe per magia, ma attraverso lavori che andrebbero ad ampliare anche gli impatti gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p>3) <strong>La nuova ODI, sotto un qualche aspetto, \u00e8 sempre meno impattante di quella che estende, modifica o sostituisce<\/strong>. Questo aspetto verr\u00e0 evidenziato e gonfiato a dispetto di tutti gli altri. Sergio Polmonari, sindaco di Lizzano in Belvedere, nell&#8217;incontro col comitato del 3 maggio 2021 ha esposto ben quattro motivi per considerare il nuovo impianto una soluzione di minore impatto.<\/p>\n<p>i) \u201cil Cupolino arriva sopra il Lago Scaffaiolo, la sua stazione di arrivo \u00e8 sul crinale\u201d, mentre quella del nuovo impianto sarebbe a una quota pi\u00f9 bassa.<br \/>\nMa la quota di arrivo \u00e8 davvero un criterio di valutazione corretto?<br \/>\nCome detto, lo skilift del Cupolino era gi\u00e0 condannato. La sua eliminazione non \u00e8 un benefit di questo progetto, anche perch\u00e9 quella sciovia non \u00e8 nemmeno pi\u00f9 un impianto di risalita del comprensorio: \u00e8 solo un ammasso di ferraglia. Se la si vuole eliminare, lo si pu\u00f2 fare benissimo anche senza costruirne una nuova, da un\u2019altra parte.<br \/>\nPerch\u00e9 questo \u00e8 il punto: sar\u00e0 anche vero che la stazione d\u2019arrivo del Cupolino (minuscola, avete presente uno skilift?) si trova a 1850 metri sul livello del mare, mentre la nuova stazione d\u2019arrivo (molto pi\u00f9 grande, avete presente una seggiovia quadriposto?) si trova cento metri pi\u00f9 sotto, ma la nuova stazione si trova anche in un contesto diverso, sconosciuto agli impianti e molto pi\u00f9 visibile &#8211; fermo restando che l\u2019ambiente non si riduce a un bel panorama da contemplare o \u201crovinare\u201d.<\/p>\n<p>ii)\u201cLa somma della lunghezza dell\u2019impianto \u00abDirettissima\u00bb e del \u00abCupolino\u00bb \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 lunga dell\u2019impianto nuovo che si va a realizzare.\u201d<br \/>\nNon aggiungiamo altre considerazioni a quelle gi\u00e0 fatte sul rapporto istituito, in maniera ingannevole, tra i tre impianti (quello \u201cnuovo\u201d che <em>sostituirebbe<\/em> gli altri due).<br \/>\nIn ogni caso, la valutazione dell&#8217;impatto di un impianto non \u00e8 questione di metri lineari: dipende\u00a0<em>quali<\/em> metri sono,\u00a0<em>dove<\/em> si trovano, in che contesto.<\/p>\n<p>iii) \u201cIl numero di piloni che interessa attualmente la nostra montagna con i due impianti \u00e8 di cinque, sei piloni in pi\u00f9 rispetto a quello che andremo a realizzare\u201d<br \/>\nQuest\u2019affermazione si basa sempre sull\u2019idea che il nuovo impianto sostituisca i due che verranno eliminati. Ribadiamolo un\u2019altra volta: i piloni eliminati del Cupolino non sono comunque da conteggiare, perch\u00e9 li si doveva eliminare a prescindere.<br \/>\nInoltre, \u00e8 del tutto ingannevole contare i piloni come se quel conto desse la misura dell\u2019impatto. I piloni del nuovo impianto non coincidono con quelli del vecchio, anche laddove il tracciato \u00e8 simile, per non parlare dell\u2019area dove adesso, semplicemente, non c\u2019\u00e8 nessun pilone, nessun impianto.<\/p>\n<p>iv) \u201cCi teniamo molto a eliminare la partenza del Cupolino, che \u00e8 una stazione di partenza a diesel, mentre avremo energia pulita, energia elettrica, per il nuovo impianto\u201d<br \/>\nVale quanto detto in precedenza rispetto all\u2019impianto del Cupolino, la cui stazione a diesel non potrebbe in ogni caso ripartire e dovrebbe essere eliminata a prescindere dal nuovo impianto.<br \/>\nE\u2019 evidente a chiunque che la rimozione del Cupolino e delle sue strutture &#8211; gi\u00e0 comunque prevista &#8211; viene usata per giustificare meglio la costruzione della nuova seggiovia quadriposto, mentre quella vecchia, la \u201cDirettissima\u201d, potrebbe continuare a svolgere il suo lavoro fino al 2039 (termine della sua \u201cvita tecnica\u201d), e quindi non si vede il motivo di mandarla in pensione in anticipo.<br \/>\nInfine, bisognerebbe ricordare al sindaco Polmonari che &#8220;energia elettrica&#8221; non \u00e8 affatto un sinonimo di &#8220;energia pulita&#8221; (ammesso che quest&#8217;ultima esista).<\/p>\n<p>4) <strong>La nuova ODI ha sempre pi\u00f9 di un obiettivo<\/strong>, non si limita mai a perseguirne uno soltanto, il pi\u00f9 evidente. No. Direttamente o indirettamente, le sue ricadute positive saranno molteplici, e se possibile: sociali, benefiche, disinteressate. L\u2019impianto eolico che massacra un crinale sar\u00e0 corredato di tabelloni informativi e didattici sull\u2019energia rinnovabile, ad uso delle scuole. Il gigantesco cantiere porter\u00e0 lavoro. La cattedrale nel deserto diventer\u00e0 il simbolo della rinascita di un\u2019area negletta.<br \/>\n\u201cLa nostra idea \u00e8 di rendere il Corno alle Scale a portata d\u2019uomo, indipendentemente che uno avesse disabilit\u00e0 o meno. Vogliamo realizzare un impianto che abbatta le barriere architettoniche. Che permetta a chiunque di godersi della bellezza incontaminata dei nostri territori, quali il Lago Scaffaiolo o il crinale che interessa quell\u2019area\u201d (S. Polmonari, sindaco di Lizzano in Belvedere, durante l\u2019incontro del 3 maggio 2021)<br \/>\nL\u2019uso strumentale dei diritti della disabilit\u00e0 \u00e8 un trucco talmente sgamato che tra gli slogan delle associazioni impegnate in quel campo c\u2019\u00e8 il famoso \u201cNihil de nobis, sine nobis\u201d (Niente su di noi, senza di noi\u201d).<br \/>\nSorvoliamo poi sull\u2019equiparazione tra una montagna e una \u201cbarriera architettonica\u201d: con le attuali seggiovie, si pu\u00f2 gi\u00e0 raggiungere la vetta del Corno alle Scale dal parcheggio del Cavone, e godere di eccezionali bellezze. Basterebbe adattare quell\u2019impianto per permettere a chiunque di arrivare lass\u00f9, senza bisogno di costruire una nuova seggiovia quadriposto. Perch\u00e9 \u00e8 difficile sostenere l\u2019idea di rendere accessibili \u201cbellezze incontaminate\u201d, quando la stazione di testa e i piloni del nuovo impianto andrebbero a contaminare proprio quelle bellezze. Nessuno si sognerebbe di installare un ascensore esterno sulla torre degli Asinelli, per permettere a tutti di salire in cima solo schiacciando un bottone. Perch\u00e9 in montagna non dovrebbe valere lo stesso principio?<\/p>\n<p>5) <strong>Negare l\u2019evidenza<\/strong> \u00e8 forse un espediente troppo generico per elencarlo qui, ma ci dispiacerebbe non riportare le parole dell\u2019assessore Corsini: \u201cSembra che non debba mai nevicare nel nostro Appennino, ma abbiamo visto che quest\u2019anno \u00e8 nevicato anche molto. Lo dico perch\u00e9 una delle obiezioni che vengono fatte \u00e8 che non nevica pi\u00f9 nel nostro Appennino. Lo dico perch\u00e9 non ci sono delle verit\u00e0 assolute rispetto alla climatologia e alla meteorologia.\u201d<br \/>\nBando alle verit\u00e0 assolute, ci mancherebbe! Per\u00f2 qualcuno dovrebbe spiegare all\u2019assessore la differenza tra clima e meteo: non basta citare una giornata fredda per contrastare la tesi del riscaldamento globale, e non basta ricordare qualche grossa nevicata per mettere in crisi rilevazioni di ben pi\u00f9 lungo periodo. Le quali ci dicono che le precipitazioni nevose, sull\u2019Appennino, sotto i 2000 metri di quota, sono in diminuzione, e che il manto nevoso si mantiene per un tempo minore. Il destino delle stazioni sciistiche che operano in queste condizioni \u00e8 quello di reggersi sulla neve artificiale, cio\u00e8 su una scelta del tutto insostenibile, anche perch\u00e9 la neve, per quanto artificiale, ha il brutto vizio di sciogliersi a una certa temperatura.<\/p>\n<p>6) <strong>La nuova ODI dev&#8217;essere il pi\u00f9 possibile d\u2019interesse e di utilizzo generale, non parziale e limitato.<\/strong> Della ferrovia ad Alta Velocit\u00e0 Bologna &#8211; Firenze si disse che avrebbe unito le due citt\u00e0 come \u201cle fermate di una metropolitana\u201d, per suggerire che ne avrebbero beneficiato molte pi\u00f9 persone di quante non fossero quelle realmente interessate da un trasferimento veloce sulla linea Milano &#8211; Napoli. Dell\u2019impianto di risalita sul Corno alle Scale, si sottolinea allora che funzioner\u00e0 \u201canche d\u2019estate\u201d senza tener conto che in quella stagione il punto d\u2019arrivo della nuova seggiovia, cio\u00e8 il Rifugio Duca degli Abruzzi al Lago Scaffaiolo, \u00e8 gi\u00e0 preso d\u2019assalto, visto che lo si pu\u00f2 raggiungere con una breve gita a piedi dal parcheggio pi\u00f9 vicino, seguendo un sentiero panoramico o la strada forestale che arriva proprio al rifugio. Non solo: in estate sono attivi ormai da qualche anno anche i due tronconi di seggiovia che dal parcheggio del Cavone portano alla cima del Corno. Da l\u00ec, con una passeggiata di un\u2019oretta, per lo pi\u00f9 in quota, si raggiunge proprio il Lago Scaffaiolo e il rifugio Duca degli Abruzzi. Quindi quale sarebbe l\u2019utilit\u00e0 estiva della nuova seggiovia? Nessuna, salvo poter dire che \u201csar\u00e0 aperta anche d\u2019estate\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_47046\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/corno-seggiovia-new.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47046\" class=\"wp-image-47046\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/corno-seggiovia-new.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/corno-seggiovia-new.jpg 935w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/corno-seggiovia-new-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/corno-seggiovia-new-768x394.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-47046\" class=\"wp-caption-text\">Piloni dello skilift &#8220;Cupolino&#8221; (fucsia), della seggiovia Direttissima (azzurro) con la sua stazione d&#8217;arrivo (blu). In rosso, il tratto del nuovo impianto tra stazione intermedia e di testa.<\/p><\/div>\n<p>7) <strong>La nuova ODI ha sempre qualche potenzialit\u00e0 inespressa, un promessa da mantenere, un aspetto ancora in forse ma poi si vedr\u00e0<\/strong>. Sulle prime, si pu\u00f2 pensare che ci\u00f2 sia dovuto all\u2019imprecisione dei progetti, o alle tempistiche sballate, ma alla lunga ci si convince che si tratta di una vera e propria strategia, per enumerare presunti vantaggi dell\u2019opera che per\u00f2 non si possono sottoporre a critica o verifica, dal momento che i loro contorni non sono mai abbastanza chiari.<br \/>\nIl nuovo impianto del Corno alle Scale sar\u00e0 dotato di un gancio per il trasporto delle biciclette, \u201cma non sar\u00e0 possibile caricare le bici fino a che non ci sar\u00e0 un regolamento fatto col Parco\u201d. (Valerio Marroni, incontro con il comitato)<br \/>\nE\u2019 chiaro che per valutare fino in fondo i pro e i contro del trasporto di biciclette, bisognerebbe prima sapere come verr\u00e0 regolato il loro uso, e soprattutto: se sar\u00e0 possibile regolarlo. Davvero il Parco del Corno alle Scale \u00e8 in grado di sobbarcarsi e sostenere una sorveglianza di questo tipo? O una volta saliti in cima, i <em>bikers<\/em> saranno liberi di scendere dove pi\u00f9 gli piace?<\/p>\n<p>Chi pratica la mountain bike di solito ama usarla anche in salita, e sono sempre pi\u00f9 diffusi i modelli che prevedono un motore elettrico per la pedalata assistita, che aiuta a superare i dislivelli pi\u00f9 importanti. I ciclisti che prendono le seggiovie sono pi\u00f9 spesso quelli che praticano il <em>downhill<\/em>, cio\u00e8 la discesa. Ma perch\u00e9 questo sport non si traduca in un impatto gravissimo su sentieri e pendii, bisogna indirizzarlo su piste specializzate, che per\u00f2 &#8211; almeno in apparenza &#8211; non sono previste dal progetto, in quanto uno slogan dei suoi promotori \u00e8 proprio: \u201cnon faremo nuove piste\u201d.<br \/>\nOltretutto, in zona ci sono gi\u00e0 altre aree attrezzate allo scopo, alla Doganaccia e a Monte Pizzo: perch\u00e9 aggiungerne una terza, invece di consentire una convivenza pi\u00f9 equilibrata tra escursionisti, ciclisti, abitanti, flora e fauna del Corno alle Scale?<\/p>\n<p>8) <strong>Alcuni obiettivi della nuova ODI vanno banalmente taciuti.<\/strong> O meglio: taciuti in certe sedi, dichiarati in altre, evocati, sottintesi, vellicati in altre ancora. Cos\u00ec, sempre <a href=\"https:\/\/www.bolognametropolitana.it\/Home_Page\/Notizie_dai_Comuni\/001\/Appennino_il_Corno_Alle_Scale_riparte\">sulla newsletter della Citt\u00e0 Metropolitana di Bologna<\/a> si legge che: \u201cil piano per promuovere il turismo al Corno alle Scale prevede la realizzazione di un contesto attrezzato e organizzato per attivit\u00e0 sportive outdoor. Si vuole dare impulso tanto agli sport invernali quanto a quelli estivi per poter accogliere appassionati non solo di mountain walking e mountain biking ma anche cicloturismo down-hill e sci d\u2019erba.\u201d<br \/>\nMa non avevano appena detto che il downhill non si sarebbe fatto, perch\u00e9 \u201cniente nuove piste\u201d? (sopravvoliamo sull\u2019espressione \u201cmountain walking\u201d per evitare che ci prenda uno choc anafilattico)<br \/>\nIn maniera simile, ma ben pi\u00f9 grave, nessuno ammette che il nuovo impianto nasce per collegare, \u201csenza togliersi gli sci\u201d, i due versanti dell\u2019Appennino: in quello toscano, infatti, gi\u00e0 si prendono le misure per arrivare al Lago Scaffaiolo con <a href=\"https:\/\/lavocedellamontagna.it\/2021\/07\/il-nostro-no-alla-nuova-funivia-doganaccia-corno-alle-scale\/\">una funivia lunga 1600 metri, capace di 45 passeggeri, in partenza dalle piste della Doganaccia<\/a>, in provincia di Pistoia. Uno scempio ancora peggiore.<\/p>\n<p>9) <strong>Uno dei principali concetti-trappola per rendere accettabile una ODI \u00e8 quello di ripristino ambientale<\/strong>, come si evince dalle parole del sindaco Polmonari:<br \/>\n\u201cTutte le osservazioni che sono state poste nei sopralluoghi fatti al Corno per i ripristini ambientali, noi le abbiamo condivise, anzi, abbiamo aggiunto qualcosa in pi\u00f9, perch\u00e9 il territorio va rimesso in ordine meglio di quello che non \u00e8 stato lasciato\u201d.<br \/>\n\u201cRimettere in ordine\u201d il territorio come se fosse la stanza di un appartamento. Anzi, d\u00f2 anche un\u2019imbiancata alle pareti, cos\u00ec \u00e8 pure pi\u00f9 bella. \u201cRipristino ambientale\u201d \u00e8 un\u2019espressione tecnica, che indica una determinata procedura, ma non significa affatto che l\u2019ambiente torni come prima, o addirittura meglio. Invitiamo chi fosse convinto del contrario a visitare una qualunque cava verticale di pietra regolarmente \u201cripristinata\u201d.<br \/>\nVale per l\u2019ambiente quel che vale per il tubetto del dentifricio: una volta che spremi fuori il contenuto, non c\u2019\u00e8 modo di rimetterlo dentro.<\/p>\n<p>10) <strong>La nuova ODI, se possibile, verr\u00e0 presentata come espressione di un particolare <em>genius loci<\/em>, e meglio ancora, di una particolare <em>et\u00e0 dell\u2019oro<\/em><\/strong> vissuta dagli abitanti del territorio. Una nuova autostrada, di riffa o di raffa, evocher\u00e0 le infrastrutture costruite ai tempi del <em>boom<\/em> economico (o addirittura le strade consolari dell\u2019antica Roma); la rete ferroviaria ad Alta Velocit\u00e0 sar\u00e0 il pi\u00f9 importante progetto trasportistico dai tempi dell\u2019Autosole e uno scalo per navi da crociera rinverdir\u00e0 le tradizioni di accoglienza della gente del luogo. Secondo la newsletter della Citt\u00e0 Metropolitana di Bologna, \u00abl\u2019intento strategico\u00bb del \u00abprogetto di rilancio\u00bb del Corno alle Scale \u00ab\u00e8 la rinascita di una realt\u00e0 locale che ha rappresentato, tra gli Anni Settanta e Novanta, un motore di sviluppo e benessere per l\u2019intera vallata e che oggi ha un grande bisogno di tornare ad attrarre turisti, sia nella stagione invernale che in quella estiva, affinch\u00e9 le comunit\u00e0 montane non scompaiano\u00bb.<br \/>\nE\u2019 interessante notare che nel periodo menzionato come \u201cet\u00e0 dell\u2019oro\u201d, ovvero dal 1971 al 2001, la popolazione del comune di Lizzano \u00e8 scesa da 2772 a 2253 abitanti, con una perdita del 19%, mentre si \u00e8 mantenuta sostanzialmente stabile nei vent&#8217;anni successivi. Non sembra quindi che il turismo invernale sia un fattore di contrasto alla scomparsa delle comunit\u00e0 montane. Mentre \u00e8 di sicuro un modello di sviluppo e benessere vecchio di cinquant\u2019anni e senza particolari prospettive di rinnovamento.<\/p>\n<p>11) <strong>Nessuna nuova ODI pu\u00f2 fare a meno della sua dose di TINA<\/strong> (\u201cthere is no alternative \/ Non c\u2019\u00e8 alternativa&#8221;): senza il TAV in Valsusa l\u2019Italia si ritrover\u00e0 ai margini dell\u2019Europa, senza l\u2019ILVA non c\u2019\u00e8 futuro per Taranto, non possiamo fare a meno dei combustibili fossili.<br \/>\nAllo stesso modo, nelle parole di Clarisse Roda, consigliera comunale di Lizzano in B., delegata ai rapporti con la stazione di sci: \u201cIl turismo invernale rappresenta per noi ancora il 60% dell\u2019indotto. Quindi okay, tra dieci anni non ci sar\u00e0 pi\u00f9 neve, per\u00f2 per il momento c\u2019\u00e8 ancora e noi abbiamo bisogno ancora di questo tipo di turismo.\u201d<br \/>\nIl bello \u00e8 che nessuno, mai, ha detto che Lizzano deve fare a meno dello sci. Nessuno sostiene che gli impianti sul Corno alle Scale devono essere chiusi, smantellati e tanti saluti. Pi\u00f9 modestamente, ci pare assurdo costruirne di nuovi. E non ci pare assurdo perch\u00e9 non ci piacciono e siamo nemici dello sci. Ci pare assurdo analizzando i dati scientifici che abbiamo a disposizione: che non saranno perfetti al 100%, veri com\u2019\u00e8 vero che due pi\u00f9 due fa quattro, ma sono quelli che abbiamo, e negli ultimi vent\u2019anni, quando si sono dimostrati sbagliati, lo sono stati per difetto: gli inverni sono ancora pi\u00f9 caldi del previsto, la neve \u00e8 ancora meno.<br \/>\nSe un lago fosse l\u00ec l\u00ec per prosciugarsi, qualcuno investirebbe mai sull\u2019acquisto di nuovi pescherecci e nuove reti? E infatti: un privato investirebbe mai quasi 6 milioni di euro su un nuovo impianto al Corno alle Scale? No di sicuro, ma siccome i soldi per questo progetto sono pubblici, allora va bene, buttiamoli pure dalla finestra, tanto ci sono e in qualche modo bisogna spenderli.<br \/>\nPer inciso, va detto che Clarisse Roda, maestra di sci, \u00e8 la figlia di quel Flavio Roda che fu allenatore di Alberto Tomba, nonch\u00e9 presidente, dal 2012, della Federazione Italiana Sport Invernali. Non stupisce che dal suo punto di vista il turismo invernale sia una vacca da mungere fino a che non crepa.<\/p>\n<p>12) <strong>Eventuali alternative all\u2019ODI-TINA devono essere svilite, a priori, con un pretesto indipendente dal loro contenuto.<\/strong> Di solito, si tratter\u00e0 di un pi\u00f9 o meno velato argomento <em>ad hominem<\/em>: chi le propone non \u00e8 un tecnico, non \u00e8 del posto, non conosce, non capisce, vive sulla luna, \u00e8 un illuso, un velleitario, un ingenuo\u2026<br \/>\n\u201cLe alternative proposte dal comitato non prendono in considerazione chi vive in montagna in questo momento\u201d (Clarisse Roda, incontro del 3 maggio 2021).<\/p>\n<p>Come detto all\u2019inizio, l\u2019assessore Corsini ha proposto al comitato un incontro \u201cper una illustrazione del progetto e del suo percorso autorizzativo\u201d.<br \/>\nIl comitato ha deciso di partecipare con due rappresentanti, illudendosi che sarebbero emersi nuovi dettagli sul progetto, rispetto a quanto gi\u00e0 si sapeva e si poteva trovare nei documenti ufficiali.<br \/>\nNessuno ha chiesto al comitato di presentare alternative e il comitato si \u00e8 ben guardato dal farlo, limitandosi ad ascoltare.<br \/>\nEppure, l\u2019idea che \u201cquelli di citt\u00e0\u201d propongano le loro alternative sulla testa dei \u201cmontanari\u201d \u00e8 talmente pervasiva, da far vedere anche le alternative che NON sono state proposte. Un vero e proprio miraggio, non sapremmo come altro definirlo.<br \/>\nTra l\u2019altro, il comitato comprende anche persone che risiedono e lavorano in montagna, che in montagna fanno attivit\u00e0, guidano escursionisti, portano avanti progetti. E\u2019 un comitato che nasce proprio per ripensare il rapporto tra Bologna e l\u2019Appennino, per fare in modo che le Terre alte non vengano percepite come luoghi improduttivi, depositi di risorse e parchi giochi all\u2019aperto.<br \/>\nSi pu\u00f2 ben dire, invece, che alcuni abitanti della montagna fanno progetti &#8211; come questo &#8211; che non tengono in conto gli altri abitanti della montagna, quelli cio\u00e8 che non hanno un immediato interesse nel turismo invernale, o che, pur avendolo, hanno capito che occorre guardare oltre, smettendo di inseguire sogni senza costrutto, appena rivestiti con una patina di motivazioni pretestuose.<br \/>\nSogni destinati, nell\u2019immediato futuro, a trasformarsi in un incubo per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" id=\"ivplayer\" style=\"border: none;\" src=\"https:\/\/yewtu.be\/embed\/JgeEoRzSn5k\" width=\"640\" height=\"360\"><\/iframe><\/p>\n<p>[Video realizzato da <strong>Dima Montanari<\/strong> per il comitato &#8220;Un altro Appennino \u00e8 possibile&#8221; contro il progetto di una nuova seggiovia quadriposto sul Corno alle Scale]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il cosiddetto &#8220;sviluppo sostenibile&#8221;, in Italia, ha da sempre un andamento altalenante: quando il piatto piange, le tasche sono vuote e bisogna accontentarsi del poco che c\u2019\u00e8, allora la necessit\u00e0 pu\u00f2 diventare virt\u00f9, e qualche progetto benemerito vedere la luce; non appena per\u00f2 si profilano all\u2019orizzonte fondi sostanziosi, finanziamenti europei e soldi a pioggia, subito [&hellip;]","protected":false},"author":44,"featured_media":47042,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2153,1943,6],"tags":[4128,47,3309,4456,4452,1545],"class_list":["post-47040","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alpinismo-molotov","category-inchieste","category-news-e-segnalazioni","tag-ambiente","tag-appennino","tag-cambiamento-climatico","tag-corno-alle-scale","tag-critica-dellemergenza-pandemica","tag-montagna"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dalla pandemia virale a quella di Opere Dannose &amp; Inutili. 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