{"id":46661,"date":"2021-05-05T09:00:34","date_gmt":"2021-05-05T07:00:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=46661"},"modified":"2021-05-05T11:01:23","modified_gmt":"2021-05-05T09:01:23","slug":"i-due-maraun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/05\/i-due-maraun\/","title":{"rendered":"I due Maraun, ovvero: il nazista e il suo doppio. A proposito di un libro tossico"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_46725\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46725\" class=\"wp-image-46725\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Maraun.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"516\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Maraun.jpg 407w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Maraun-204x300.jpg 204w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><p id=\"caption-attachment-46725\" class=\"wp-caption-text\">Uno dei due Maraun. Un raffinato, una gran testa. L&#8217;altro Maraun \u00e8 quello vero.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Mr. Mill<br \/>\n<\/strong>con una premessa del gruppo di lavoro <strong>Nicoletta Bourbaki *<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">\u00abIl partito nazionalsocialista sfruttava a proprio favore la paura della gente verso gli ebrei e nei confronti del Comunismo, accrescendo non di poco le proprie adesioni. Gli ebrei tedeschi di quel periodo erano effettivamente pi\u00f9 istruiti e meglio retribuiti della media della popolazione e chi non era ebreo li percepiva come sfruttatori di stato. I nazisti, inoltre, con il loro modello di stato sociale, eliminando la disoccupazione, incrementando i lavori pubblici, reprimendo il crimine, distribuendo contributi familiari e sovvenzioni per l\u2019agricoltura, riuscirono a conquistare la quasi totalit\u00e0 del popolo tedesco. Il NSDAP fu il primo grande partito popolare in Germania che coese il proprio popolo come non mai, aumentandone l\u2019autostima, offrendo benessere e generando una tale forza di integrazione mai esistita prima di allora. Oltre a tutto ci\u00f2, il Nazionalsocialismo pretendeva ci fosse sempre un colpevole esterno per i problemi del paese: il capitale straniero, i banchieri ebrei, i bolscevichi russi, la Borsa di Londra ecc. In sostanza, i nazisti non sostenevano l&#8217;altrui inferiorit\u00e0, ma il fatto che i tedeschi fossero di gran lunga superiori a tutti gli altri, e questo pensiero, quello di appartenere a una razza di superuomini, univa ricchi e poveri.\u00bb (Andrea Cominini, <em>Il nazista e il ribelle<\/em>)<\/span><\/p>\n<p>Nei giorni scorsi, <a href=\"https:\/\/mrmillbase.wordpress.com\/2021\/04\/26\/il-nazista-e-lo-scrittore-un-libro-avvelenato-si-aggira-per-le-librerie\/\">sul suo blog<\/a>, <strong>Mr Mill<\/strong> ha recensito il libro di <strong>Andrea Cominini<\/strong>, <em>Il nazista e il ribelle. Una storia all\u2019ultimo respiro<\/em>, pubblicato da Mimesis con una prefazione di <strong>Mimmo Franzinelli<\/strong>.<\/p>\n<p>A queste latitudini, Mr Mill \u00e8 di casa: giapster di lungo corso, componente tra i pi\u00f9 infaticabili del gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki e del collettivo Alpinismo Molotov, \u00e8 un pilastro della Wu Ming Foundation. Se oggi ripubblichiamo qui su <em>Giap<\/em> la sua recensione, per\u00f2, non \u00e8 per via del curriculum vitae di chi l\u2019ha scritta. La ripubblichiamo perch\u00e9 \u00e8 una riflessione importante, che va ben al di l\u00e0 del contenuto del libro di Cominini. Quel libro \u00e8 un caso, e come tale va studiato. Un caso che, come tanti altri, rivela una tendenza pi\u00f9 generale di certi lavori sulla storia (ci sembra eccessivo chiamarli tout court &#8220;storiografici&#8221;, come diremo tra poco).<!--more--><\/p>\n<div id=\"attachment_27177\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27177\" class=\"size-full wp-image-27177\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pavone2.jpg\" alt=\"Claudio Pavone\" width=\"240\" height=\"160\" \/><p id=\"caption-attachment-27177\" class=\"wp-caption-text\">Claudio Pavone<\/p><\/div>\n<p>Il libro si occupa di una vicenda che interessa la storia locale del bresciano, in particolare della media Valle Camonica, perci\u00f2 ha attirato l\u2019attenzione di Mr Mill, che in quella zona \u00e8 nato e cresciuto. E la Resistenza \u00e8 anche un insieme di storie locali composte in un quadro complessivo, come mostrano tutti i grandi libri di storia generale della guerra partigiana: basterebbe questo a spiegare perch\u00e9 la riflessione sul libro di Cominini non deve restare confinata al dibattito locale. Ma prima di tutto, la recensione di Mr Mill \u2013 maturata in un piccolo gruppo di lettura critica del testo \u2013 affronta una questione di metodo. La questione che, ad esempio, si pone <strong>Claudio Pavone<\/strong> nella sua <em>Prima lezione di storia contemporanea<\/em> (Laterza, 2009), proprio con riferimento alla guerra di Liberazione.<\/p>\n<p>Ridotta all\u2019osso, la questione \u00e8: posto che il condizionamento del ricercatore rispetto all\u2019oggetto della ricerca esiste ed \u00e8 ineliminabile, quali sono gli attrezzi del mestiere che permettono allo storico di sorvegliare i propri pregiudizi sugli eventi indagati? Domanda che si fa particolarmente urgente, quando la distanza tra il presente dello storico e il passato prossimo della storia \u00e8 molto ridotta, e quando esiste ancora una memoria vivente del passato prossimo che si studia.<\/p>\n<p>Ben lungi dal trattarle con l\u2019estrema cautela necessaria, Cominini si fa guidare dalle sue precomprensioni, a cui cerca conferma a ogni costo. Subisce palesemente il fascino del nazista che d\u00e0 il titolo al suo libro, il maresciallo <strong>Werner Maraun<\/strong>. Poco importa che l\u2019autore non si senta filonazista. Non c\u2019\u00e8 motivo di dubitare che sia intimamente convinto di non esserlo: tra l\u2019altro, ha collaborato in passato con l&#8217;Archivio della Resistenza di Brescia e l&#8217;Istituto della Resistenza di Bergamo. Il punto non \u00e8 questo. Non \u00e8 mai questo. Il punto \u00e8 cosa dice l\u2019opera, non cosa pensa di dire l\u2019autore.<\/p>\n<p>I limiti del libro sono evidenti ad apertura di pagina: <em>tolle, lege<\/em>, diceva quel tale. Per non fare che un esempio, tratto dalle primissime battute del libro: a cosa serve che Cominini si dilunghi per un intero paragrafo a raccontarci che da piccolo cacciava i passerotti a casa dei nonni, se non a sovraccaricare l\u2019emotivit\u00e0 (l\u2019istanza patetica) della sua esposizione? \u00c8 questa la tendenza di certi lavori sulla storia di cui parlavamo prima. Ma quindi uno storico non pu\u00f2 fare autobiografia? Certo che pu\u00f2, e non serve scomodare i <em>souvenirs de guerre<\/em> di <strong>Marc Bloch<\/strong>, ma a patto che i riferimenti autobiografici siano funzionali alla ricerca. Qui sono soltanto pretesti.<\/p>\n<div id=\"attachment_46723\" style=\"width: 194px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46723\" class=\"size-medium wp-image-46723\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/franzinelli-184x300.png\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/franzinelli-184x300.png 184w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/franzinelli.png 409w\" sizes=\"auto, (max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><p id=\"caption-attachment-46723\" class=\"wp-caption-text\">Mimmo Franzinelli<\/p><\/div>\n<p>Infine, \u00e8 inutile nasconderlo, sulla ricezione del libro di Cominini, specie in ambienti antifascisti bresciani, pesa l\u2019<em>endorsement<\/em> di <strong>Mimmo Franzinelli<\/strong>. Il suo nome in copertina e la sua breve ma laudatoria prefazione hanno indotto molti, indubbiamente in buona fede, a prendere senz\u2019altro per buono il volume. In pi\u00f9, l\u2019abbassamento dell\u2019attenzione critica ha un altro risvolto sgradevole: chi, come Mr Mill, prova a entrare nel merito delle tesi di Cominini, viene liquidato in modo sprezzante. Anche qui, un solo esempio: in un messaggio all\u2019autore, che poi lo ha reso pubblico su facebook, il presidente dell\u2019ANPI provinciale di Brescia <strong>Lucio Pedroni<\/strong> ha definito \u00abiperideologica\u00bb la recensione, senza peraltro menzionarla espressamente e senza motivare il suo giudizio.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 bisogno di precisarlo, ma a scanso di equivoci lo facciamo ugualmente: Franzinelli \u00e8 e resta uno storico di grande levatura, che ha scritto libri importantissimi, ai quali anche noi abbiamo attinto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte nei nostri post. Il fatto che sia un autore stimabilissimo, per\u00f2, non ci impedisce di dire che, prestandosi a quest\u2019operazione, sembra essere incorso in uno scivolone grossolano.<\/p>\n<p>Purtroppo Franzinelli stesso non aiuta a sottrarsi a quest\u2019impressione: <a href=\"https:\/\/mrmillbase.wordpress.com\/2021\/04\/26\/il-nazista-e-lo-scrittore-un-libro-avvelenato-si-aggira-per-le-librerie\/\">intervenendo nei commenti alla recensione<\/a>, non ha saputo far di meglio che dare del \u00abvigliacchetto\u00bb a Mr Mill, pretendere i suoi dati anagrafici, sfidarlo a singolar tenzone, senza dire una sola parola sul perch\u00e9 ritenga il libro di Cominini tanto lodevole.<\/p>\n<p>Da tutto questo, comunque, bisogna cercare di prescindere, se si vuole valutare davvero il peso delle critiche sollevate nella recensione. Noi le troviamo ben ponderate, non offensive per nessuno, ma giustamente sferzanti. Buona lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"aCOpRe\">\u2042<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-46689 size-medium\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/passato-prossimo-cominini-nazista-ribelle-200x300.jpg\" alt=\"Il nazista e il ribelle\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/passato-prossimo-cominini-nazista-ribelle-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/passato-prossimo-cominini-nazista-ribelle.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Nel novembre 2020 \u00e8 stato pubblicato da Mimesis, nella collana storica <em>Passato prossimo<\/em>, <em>Il nazista e il ribelle. Una storia all\u2019ultimo respiro<\/em>, che si apre con un\u2019entusiastica prefazione firmata dal noto storico Mimmo Franzinelli. L\u2019autore del libro, Andrea Cominini, stando a quanto riportato nella scheda di presentazione del libro, intende ricostruire \u00abun episodio apparentemente minore, accaduto nella Valle Camonica negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale\u00bb.<\/p>\n<p>Gli episodi centrali della narrazione, stando al titolo del libro, dovrebbero per\u00f2 essere due: l\u2019assassinio dopo la cattura, con un colpo di pistola sparato a freddo in pieno volto, di un partigiano delle formazioni Fiamme Verdi, <strong>Bortolo Bigatti<\/strong>, <strong>nome di battaglia M\u00f3ha<\/strong>, avvenuto il 6 febbraio 1945 presso Piazza Garibaldi in Esine; la cattura e l\u2019uccisione del maresciallo delle <em>Waffenschule Oberbehfelshaber S\u00fcdwest<\/em> (comando locale di Boario), <strong>Werner Paul Maraun<\/strong>, mentre veniva condotto da una piccola folla di abitanti di Esine verso la sunnominata piazza, il 28 aprile 1945.<\/p>\n<p>In effetti la lettura del libro \u2013 piatta e faticosa, per la scrittura e per la struttura \u2013 sembra dare ragione alla scheda, pi\u00f9 che al titolo del libro: l\u2019intenzione di ricostruire in parallelo le vite di Bortolo Bigatti e di Werner Maraun vede infatti la narrazione nettamente sbilanciata a favore del nazista, che si prende larga parte del testo. Al centro di tutto c\u2019\u00e8 sempre e comunque lui, il solerte nazista che guid\u00f2 le operazioni anti-partigiane nella media Valcamonica (e che prima partecip\u00f2, sempre in funzione anti-partigiana, all\u2019occupazione della Francia e poi all\u2019invasione dell\u2019Unione Sovietica). Il partigiano Bigatti c\u2019\u00e8, suo malgrado, ma la sua presenza \u00e8 da co-protagonista, il suo ruolo funzionale a rendere potabile quella che \u00e8 di fatto una biografia di \u2013 e molto empatica con \u2013 Maraun, un nazista fatto e finito.<\/p>\n<p>Sempre la scheda di presentazione del libro riporta poi che <em>Il nazista e il ribelle<\/em> \u00e8 una \u00abricerca di formazione\u00bb. Non \u00e8 ben chiaro cosa s\u2019intenda, cos\u00ec come risulta completamente fuori fuoco tirare in ballo, come fa anche Mimmo Franzinelli nella sua Prefazione, la <em>public history<\/em>. Sar\u00e0 forse che l\u2019autore si \u00e8 formato con questa ricerca, circostanza che potrebbe pure alleggerire le responsabilit\u00e0 di una narrazione pretenziosa e presuntuosa, dannosa come si dir\u00e0 pi\u00f9 avanti, ma pi\u00f9 probabilmente il riferimento vuole dare dignit\u00e0 alla dimensione personale e famigliare che avrebbe spinto Cominini a spendersi in questa ricerca: la figura del nonno dell\u2019autore e il ruolo dei suoi racconti, che avrebbero attivato fin dall\u2019infanzia la curiosit\u00e0 dell\u2019autore per la figura del maresciallo Maraun.<\/p>\n<p>Oppure, ancora, il riferimento \u00e8 alla formazione di una sua opinione sull\u2019assassinio di Bigatti, dato che tracce delle sue, di Cominini, interazioni in rete ci testimoniano che se un tempo era convinto della responsabilit\u00e0 di Maraun, poi ha deciso di spendere quattrocento pagine \u2013 senza dar conto in queste ultime di come la sua convinzione sia mutata n\u00e9 portando a giustificazione di tale mutamento di opinione, perch\u00e9 di questo si tratta, qualche supporto documentale \u2013 per scagionare da responsabilit\u00e0 specifiche il maresciallo nazista come fa nel libro:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abI am so sad about [Maraun]. He killed a young boy in my village but I think that the partisans had no rights to kill him&#8230;\u00bb<br \/>\nAndrea81 (aka Andrea Cominini), <a href=\"https:\/\/www.forum-der-wehrmacht.de\/index.php?thread\/30802-military-biography-feldw-werner-p-maraun\/&amp;postID=188537#post188537\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">10 settembre 2010<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 quel \u00aball\u2019ultimo respiro\u00bb che risuona di mistero, di non svelato, che anticipa la tensione di una ricerca ricca di scoperte, di rivelazioni; mistero che \u00e8 per\u00f2 puro artefatto, rivelazioni che non sono certo d\u2019importanza tale da giustificare il sottotitolo. Meglio, un colpo di scena c\u2019\u00e8 \u2013 molto caricato \u2013 ma si consuma nella prima parte del volume: l\u2019autore rintraccia la figlia di Maraun e con lei intesse una corrispondenza, corrispondenza che rappresenter\u00e0 poi il materiale per ricostruire \u00abl\u2019uomo Maraun\u00bb (ma un nazista \u00e8 <em>anche<\/em> un uomo, che scoperte\u2026).<\/p>\n<p>Si sar\u00e0 capito, la lettura di questo libro \u2013 svolta in un piccolo gruppo di lettura condivisa \u2013 \u00e8 risultata respingente e molto irritante. I motivi saranno chiariti pi\u00f9 avanti. Ma visto il frutto avvelenato che rappresenta, se ne scrive qui sia perch\u00e9 anche un\u2019operazione intellettualmente disonesta come questa, pubblicata col <em>placet<\/em> di uno storico come Franzinelli, pu\u00f2 essere utile come caso di studio, una volta trovata l\u2019angolatura giusta da cui guardarla; e perch\u00e9 magari, prima di accettare la mela offerta, ci sar\u00e0 chi ci penser\u00e0, o comunque l\u2019addenter\u00e0 con circospezione.<\/p>\n<p>Per prima cosa, pertanto, \u00e8 necessario tracciare il perimetro del discorso utile a porre sotto critica <em>Il nazista e il ribelle<\/em>; a seguire, alcune annotazioni pi\u00f9 meditate e circonstanziate che riguardano il libro di Cominini e, per concludere, alcune brevi considerazioni sulla ricezione locale del libro.<\/p>\n<h4><strong>Storia, memoria, memoria storica<\/strong><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/luzzatto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-46706 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/luzzatto.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/luzzatto.jpg 204w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/luzzatto-178x300.jpg 178w\" sizes=\"auto, (max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a>Circa tre lustri fa, <strong>Sergio Luzzatto<\/strong> dava alle stampe un agile quanto battagliero volume: <em>La crisi dell\u2019antifascismo<\/em>, in cui lo storico illuminava il gioco sporco sempre pi\u00f9 presente nel discorso pubblico in Italia di confondere storia e memoria, con la seconda che viene surrettiziamente sostituita alla prima e che, nella prassi, si concretizza nel recupero della memoria di parte fascista (la parte \u00abdei vinti\u00bb).<\/p>\n<p>Di questa offensiva \u2013 funzionale a plasmare un nuovo consenso, definito \u00abpost-antifascista\u00bb da Luzzatto e da altri indicato come \u00abanti-antifascista\u00bb, teso nella retorica pubblica alla riconciliazione tra i nemici del passato \u2013 \u00e8 facile individuare un alfiere in <strong>Giampaolo Pansa<\/strong>. Se esistesse un podio dell\u2019anti-antifascismo, certamente Pansa salirebbe su uno dei gradini pi\u00f9 alti, per il (de)merito di avere contribuito a legittimare nel mainstream leggende d\u2019odio antipartigiane che erano rimaste confinate fino a vent\u2019anni fa nelle cerchie neofasciste; e anche per avere dato forma a uno stile narrativo in cui episodi storici reali \u2013 sovente privi di contestualizzazione \u2013 si combinano con la fiction \u2013 utile a mettere all\u2019opera la rappresentazione di un sentimento di commozione che coinvolga chi legge.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 ben esposto in un articolo firmato da <strong>Gino Candreva<\/strong>, dal titolo <a href=\"http:\/\/storieinmovimento.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Zap-39_14-StoriaAlLavoro2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La storiografia \u00e0 la carte di Giampaolo Pansa<\/em><\/a>, in cui oltre a dar conto del metodo pansiano, tra le altre cose, si cita \u2013 a proposito di questa \u00abstoria romanzata\u00bb \u2013 un passaggio da un articolo di <strong>Nicola Gallerano<\/strong> che fa riferimento alla necessaria tendenza a un \u00abapproccio biografico; alla personalizzazione della vicenda storica e all\u2019apertura indiscriminata verso il privato e lo psicologico\u00bb per agganciare emotivamente il pubblico.<\/p>\n<p>Tornando alle tesi contenute nel libro di Luzzatto, va detto che queste oggi risultano in parte da adeguare per il sopravvenire dell\u2019ampia possibilit\u00e0 di accesso alle informazioni offerta dalla centralit\u00e0 della digitalizzazione e dalla connettivit\u00e0 globale. A tal proposito nella recentissima apologia della storia scritta da <strong>Adriano Prosperi<\/strong>, dal titolo <em>Un tempo senza storia. La distruzione del passato<\/em>, si trovano riflessioni importanti e utili anche per sintonizzare alla stretta contemporaneit\u00e0 il gioco sporco individuato da Luzzatto. Prosperi prende atto del profondo mutamento che ha investito la \u00abmemoria sociale\u00bb, cio\u00e8 quel processo di trasmissione di sapere e memorie tra generazioni, cos\u00ec come la perdita di centralit\u00e0 dei cosiddetti \u00abcorpi intermedi\u00bb (partiti, sindacati, ecc.) e dei contesti ambientali di sociabilit\u00e0 novecenteschi (la fabbrica, il laboratorio artigianale, ecc.) come luoghi e relazioni di scambio.<\/p>\n<p>La \u00abmemoria sociale\u00bb scompare, cos\u00ec come l\u2019abbiamo conosciuta, e cambia la sua stessa definizione:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abOggi il termine pi\u00f9 usato \u00e8 quello di \u00abmemoria storica\u00bb, qualcosa che fonde insieme l\u2019informazione storica slegata, ideologizzata e in pillole anonime (&#8220;l\u2019ho letto su Internet&#8221;) e brandelli di vissuto individuale. Spesso si tratta di una zuppa indigesta, cucinata da cuochi che non sono in genere disinteressati n\u00e9 innocenti e lavorano per conto di committenti che lo sono ancor meno.\u00bb (pp. 16-17)<\/p><\/blockquote>\n<p>Poco pi\u00f9 avanti, Prosperi continua:<\/p>\n<blockquote><p>A questi fattori esterni di carattere politico e sociale bisogna aggiungere qualcosa che \u00e8 accaduto nello statuto della conoscenza storica. Qui c\u2019\u00e8 stato l\u2019ingresso inavvertito di un soggettivismo idealistico che ha fatto breccia nella durezza delle nozioni di fatto e di documento e ha portato a rendere sempre pi\u00f9 evanescente il confine tra storia e romanzo. Non del tutto inavvertito, in realt\u00e0.\u00bb (p. 25)<\/p><\/blockquote>\n<p>Ora, se questi riferimenti sono per noi il perimetro del discorso entro cui sottoporre a una disamina critica il volume scritto da Andrea Cominini senza cedere alla mera stroncatura, possiamo dire in sintesi che <em>Il nazista e il ribelle<\/em> \u00e8 il risultato di una miscela di storia, memoria e soggettivismo idealistico, che fa di questa narrazione un caso esemplare di \u00abmemoria storica\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>L\u2019Io ipertrofico<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-46733\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/ego.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"266\" \/>Come gi\u00e0 accennato, l\u2019autore apre e chiude la narrazione con il riferimento ai racconti narratigli dal proprio nonno. Il riferimento \u00e8 un mero pretesto, dato che la figura del nonno non ha ruolo nelle vicende che si vogliono ricostruire e i suoi racconti sono pi\u00f9 evocativi che descrittivi. Al lavoro tra le righe, oltre al tentativo di agganciare chi legge con i riferimenti paesani all\u2019infanzia dell\u2019autore e al \u00abcalore famigliare\u00bb, c\u2019\u00e8 una concezione familistica, cosa che diviene funzionale nel momento in cui nel libro ci si dilunga sulla figura umana di Maraun e sul suo ruolo di marito e padre, come diremo meglio oltre, che viene resa con toni sentimentalistici. Allo stesso tempo fin dall\u2019attacco della narrazione, questo elemento evidenzia l\u2019ingombrante e ingiustificata voce autoriale che \u00e8 sempre presente, spesso per sottolineare la faticosit\u00e0 della ricerca e l\u2019ostinazione richiesta da quest\u2019ultima.<\/p>\n<p>I riferimenti autobiografici dell\u2019autore non hanno mai una funzione esplicativa precisa per la ricerca. Soprattutto nel momento in cui la sua voce si sostituisce a quella della figlia di Maraun \u2013 di cui non \u00e8 data possibilit\u00e0 di conoscere le confidenziali parole espresse nello scambio epistolare con l\u2019autore \u2013 a chi legge risulta difficile cogliere quando l\u2019autore esprime considerazioni derivanti da una propria riflessione, quando trae evidenze dalle ricerche d\u2019archivio e dove invece riporta quanto riferitogli dalla figlia di Maraun.<\/p>\n<p>La presenza della voce autoriale risulta per lo pi\u00f9 invasiva ed egotica, inadeguata a una ricostruzione storica, infastidisce perch\u00e9 scopertamente cerca d\u2019immergere chi legge nel punto di vista dei nazisti attraverso la spinta sul lato emotivo e la psicologizzazione del nazista protagonista.<\/p>\n<p>Questa presenza costante e ingiustificata dell\u2019Io autoriale pare aver a che fare pi\u00f9 con un incontenibile presenzialismo di Andrea Cominini e fa riecheggiare le riflessioni di <strong>Giovanni Arduino<\/strong> e <strong>Loredana Lipperini<\/strong> in <a href=\"https:\/\/mrmillbase.wordpress.com\/2014\/05\/12\/e-una-dichiarazioni-dintenti-recensione-di-morti-di-fama-iperconnessi-e-sradicati-tra-le-maglie-del-web-di-loredana-lipperini-e-giovanni-arduino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Morti di fama. Iperconnessi e sradicati tra le maglie del web<\/em><\/a> (2013) sull\u2019autopromozione di s\u00e9 stessi, il \u00ab<em>Me Logo<\/em>\u00bb, l\u00e0 dove \u00able persone si trasformano in brand di s\u00e9 stessi\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Il nazista, i nazisti<\/strong><\/h4>\n<p>Quella che viene presentata come ricostruzione storica deve molto, per quanto riguarda la vita di Werner Paul Maraun, alle indicazioni che l\u2019autore ha ricevuto nella sua frequentazione di un forum online dedicato alla Wehrmacht, il nome che l\u2019esercito della Germania acquis\u00ec nel 1935 e che port\u00f2 fino al termine della seconda guerra mondiale. Le richieste e le interazioni dell\u2019autore nel forum \u2013 il cui nickname <strong>Andrea81<\/strong> e i riferimenti nei suoi commenti non lasciano dubbi sull\u2019identit\u00e0 dell\u2019utente \u2013 si possono visualizzare <a href=\"https:\/\/www.forum-der-wehrmacht.de\/index.php?user-post-list\/10260-andrea81\/&amp;pageNo=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_46696\" style=\"width: 1326px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea81sulforumdeifandellaWehrmacht.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46696\" class=\"wp-image-46696 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea81sulforumdeifandellaWehrmacht.jpg\" alt=\"\" width=\"1316\" height=\"456\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea81sulforumdeifandellaWehrmacht.jpg 1316w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea81sulforumdeifandellaWehrmacht-300x104.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea81sulforumdeifandellaWehrmacht-1024x355.jpg 1024w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea81sulforumdeifandellaWehrmacht-768x266.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1316px) 100vw, 1316px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-46696\" class=\"wp-caption-text\">Cominini in preda all&#8217;entusiasmo \u2013 ma \u00abtanto triste\u00bb per la fine di Maraun \u2013 sul Forum der Wehrmacht.<\/p><\/div>\n<p>Nei commenti, scritti in lingua inglese (e conditi da svariate frasi come \u00abIt\u2019s difficult for me German idiom\u00bb, \u00abMy German is poor\u00bb), Cominini chiede suggerimenti e riceve indicazioni, utili anche a individuare e contattare la figlia di Maraun, con cui intratterr\u00e0 uno scambio epistolare \u2013 sempre in lingua inglese \u2013 da cui trarr\u00e0 l\u2019immagine di Maraun che poi trasler\u00e0 nella narrazione di <em>Il nazista e il ribelle<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019immagine, appunto, plasmata sui ricordi di una figlia del padre morto quando lei era bambina, elaborata su elementi \u2013 racconti, fotografie, lettere \u2013 di una memoria famigliare, privata, raccontata in et\u00e0 avanzata in una lingua che non \u00e8 la propria lingua madre.<\/p>\n<p>Eppure, Cominini maneggia con noncuranza questo materiale, ripropone questa narrazione senza nessuna avvertenza diretta a chi legge, alterna questi riferimenti a quanto \u00e8 riuscito a ricostruire sulla carriera militare di Maraun (perlopi\u00f9, pare di capire, con una ricerca in alcuni archivi militari sugli spostamenti delle truppe in cui Maraun \u00e8 via via inquadrato), ad altre testimonianze che dice raccolte dopo aver individuato reduci dell\u2019occupazione nazista in Valcamonica o parenti di quest\u2019ultimi.<\/p>\n<p>In <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/storia\/storia-contemporanea\/i-crimini-di-guerra-tedeschi-in-italia-carlo-gentile-9788806217211\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>I crimini di guerra tedeschi in Italia (1943-45)<\/em><\/a>, testo che si trova nella bibliografia di <em>Il nazista e il ribelle<\/em>, <strong>Carlo Gentile<\/strong> apre il suo volume con una lunga nota metodologica di critica delle fonti, avvertendo che \u00ablo storico non pu\u00f2 permettersi di considerare \u201coggettivi\u201d neppure i rapporti militari, che pure a un primo esame possono apparire sobriamente fattuali\u00bb (p. 20). Dunque, che valore possono avere degli ego-documenti come il racconto di un\u2019anziana spinta a rielaborare i propri ricordi d\u2019infanzia sul padre e le memorie di parte, presentate acriticamente, degli occupanti?<\/p>\n<p>E ancora, possibile che all\u2019autore sia sfuggita la lettura di un documento facilmente reperibile com\u2019\u00e8 il caso del <a href=\"https:\/\/italien.diplo.de\/blob\/1600290\/91b68fe8ac6b370ee612debfee141419\/rapporto-hiko-data.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto della Commissione storica italo-tedesca<\/a> (2012), in cui si legge che<\/p>\n<blockquote><p>\u00abla guerra partigiana contro gli occupanti tedeschi venne dipinta [in Germania] come ingiustificata e subdola; qualsiasi mezzo utilizzato per combatterla fu considerato legittimo, e questo anche retrospettivamente. Era questa una variante del mito postbellico tedesco della \u2018Wehrmacht pulita\u2019, credibile proprio rispetto all\u2019Italia, dove non era possibile metterlo in questione ricorrendo all\u2019argomento del coinvolgimento della Wehrmacht nello sterminio degli ebrei d\u2019Europa.\u00bb\u00a0(p. 14)<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 chiaro che di una riflessione critica sulle fonti Cominini non ha sentito il bisogno. Privo di senso, a questo punto, chiedersi come mai non una riga sia stata spesa, data la centralit\u00e0 del racconto di <strong>Hannah Maraun<\/strong>, su come avvenne il confronto con il passato nazista nella Germania del Dopoguerra, in particolar modo nella Repubblica Federale di Germania (Hannah Maraun risulta aver sempre vissuto nel distretto Zehlendorf, in quella che era Berlino Ovest), sulla <em>Vergangenheitsbew\u00e4ltigung<\/em>, il \u00absuperamento del passato\u00bb. Un processo tutt\u2019altro che lineare e privo di ombre se ancora negli anni Sessanta, come scrive <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/leredita-di-barth-e-bonhoeffer\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> <strong>Sergio Bologna<\/strong>, \u00aba ovest c\u2019era molta resistenza anche a riconoscere il ruolo dell\u2019opposizione all\u2019interno dell\u2019esercito (von Stauffenberg, l\u2019attentato a Hitler), all\u2019interno dei circoli della nobilt\u00e0 prussiana (Kreisauer Kreis, von Moltke) e della giovent\u00f9 cattolica (la Rosa Bianca).\u00bb<\/p>\n<p>Il binario su cui Cominini ha instradato il rapporto con Hannah Maraun \u00e8 rappresentato come rettilineo e privo di ostacoli, tanto da far pensare che questo sia stato fortemente influenzato dalla voglia di farsi accettare come controparte affidabile, come tradisce anche una certa incontinenza verbale che mal si addice al ricercatore e che con altrettanta noncuranza viene riversata su chi legge.<\/p>\n<p>Con faciloneria e financo con una nota truffaldina Cominini poi si approccia alla storiografia di riferimento. Basti un esempio, proprio riguardante il libro di Gentile poco sopra citato: raccontando della partecipazione di Maraun all\u2019Operazione Barbarossa \u2013 l\u2019invasione nazista dell\u2019Unione Sovietica \u2013 Cominini tiene a sottolineare che quella fu per le truppe tedesche un\u2019esperienza che determin\u00f2 una radicalizzazione che si tradusse in un surplus di violenza e spietatezza nella lotta antipartigiana in Italia, una tesi che viene sostenuta in nota da una citazione di Carlo Gentile: \u00abQuesta tesi, legata soprattutto al nome di <strong>Lutz Klimkhammer<\/strong> e in tempi pi\u00f9 recenti a quello di <strong>Peter Lieb<\/strong>, dimostrerebbe il fatto che la <em>Osterfahrung<\/em>, ossia l\u2019esperienza del fronte orientale, fu uno dei fattori determinanti tra quelli che contribuirono a influenzare il comportamento dei soldati impegnati nella lotta antipartigiana e sort\u00ec un effetto radicalizzante sulle truppe impiegate sul fronte meridionale e occidentale\u00bb.<\/p>\n<p>E per\u00f2 Gentile, nello scritto a cui si fa riferimento, scrive \u00abIn questa sezione del lavoro viene messa alla prova la tesi, [\u2026]\u00bb per poi proseguire come riportato da Cominini. E non \u00e8 per formalit\u00e0 che si ritiene disonesto il modo in cui viene richiamato il lavoro di Gentile, dato che alcune righe oltre lo storico continua scrivendo: \u00abSecondo la mia ipotesi, non era affatto indispensabile essere un combattente imbarbarito dalla \u201cOsterfahrung\u201d o un nazionalsocialista convinto per macchiarsi del sangue di civili innocenti. Per converso, numerosi ufficiali e soldati della Wehrmacht, delle SS e della polizia reduci dall\u2019Est non furono affatto coinvolti in crimini\u00bb. Non proprio uguale. Ha voglia Mimmo Franzinelli a scrivere nella Prefazione che \u00abnon a caso, nella fase della ricerca Cominini ha avuto quali interlocutori Carlo Gentile e Lutz Klimkhammer, pionieri in questo settore\u00bb se l\u2019interlocuzione ha portato a questi frutti avvelenati.<\/p>\n<p>Se l\u2019autore si fosse confrontato con metodo con la storiografia non avrebbe mai potuto arrivare a scrivere passaggi come questo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abI tempi del giovane e gentile Werner, amante dell\u2019arte e della musica, erano oramai lontani; qualcosa in lui era cambiato, pi\u00f9 di quattro anni di guerra avevano profondamente e irreversibilmente rimodellato il suo animo. Pare che, sempre dai racconti della figlia, egli fosse ovviamente deluso dall\u2019andamento della guerra e che, dopo l\u2019esperienza in Russia, fosse particolarmente contrariato dai sabotaggi e dai combattimenti avuti nelle retrovia con i partigiani russi, considerati, dall\u2019esercito tedesco, dei veri e propri terroristi, banditi senza scrupoli [\u2026].\u00bb (p. 117)<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_46709\" style=\"width: 797px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46709\" class=\"wp-image-46709 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/doppio.jpg\" alt=\"\" width=\"787\" height=\"651\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/doppio.jpg 787w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/doppio-300x248.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/doppio-768x635.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 787px) 100vw, 787px\" \/><p id=\"caption-attachment-46709\" class=\"wp-caption-text\">Cominini &#8220;recita&#8221; Maraun.<\/p><\/div>\n<p>L\u2019autore lascia trapelare, un po\u2019 dappertutto, una fortissima fascinazione per il maresciallo Maraun, dal sapore tipicamente classista: una cifra che si nota confrontando le modalit\u00e0 e i diversi repertori linguistici con cui Cominini racconta le vicende che riguardano \u201cil ribelle\u201d Bortolo Bigatti. Il testo raggiunge livelli parodistici dove l\u2019autore cita la spedizione alla famiglia, da parte di Maraun, di una poltroncina d\u2019epoca trafugata dal Museo del Louvre; a giustificazione del gesto, una lunga nota recita:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abI nazisti non furono semplici &#8220;predoni&#8221;, non si limitarono a depredare musei e palazzi per accaparrarsi opere d\u2019arte e ricchezze. In molte occasioni \u00e8 stato rivelato che essi, soprattutto gli ufficiali di alto rango, fossero dei veri e propri intenditori d\u2019arte, colti, amanti della musica, della pittura e dell\u2019arte in ogni sua espressione. Caso emblematico \u00e8 quello del feldmaresciallo <strong>Hermann G\u00f6ring<\/strong> (Rosenheim, 12 gennaio 1893 \u2013 Norimberga, 15 ottobre 1946), il quale fece razziare moltissime opere d\u2019arte presenti nei territori occupati dai tedeschi [\u2026]. Anche Maraun, quindi, rappresenta perfettamente la figura del colto nazista amante dell\u2019arte.\u00bb (p. 90)<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: revert; text-align: left; color: initial;\">Questa concezione classista della cultura, che lavora sottotraccia nel libro di Cominini, non coglie che la cultura che si fa violenza, esaltata e organizzata, fino ai mezzi estremi dei campi di sterminio, \u00e8 uno dei tratti caratteristici del totalitarismo nazista: vi si arriv\u00f2 rifondando la legge e la morale, rendendo lecito e addirittura un diritto sopraffare e uccidere. Cosa vorr\u00e0 mai suggerire, dunque, l\u2019immagine del \u00abcolto nazista amante dell\u2019arte\u00bb? Come se, nei campi di concentramento, la musica classica dei grandi compositori tedeschi avesse potuto alleviare gli ultimi metri che separavano internate e internati dalle docce\u2026<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_46710\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46710\" class=\"size-full wp-image-46710\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/hermann-goering-lo_3457911b.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/hermann-goering-lo_3457911b.jpg 620w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/hermann-goering-lo_3457911b-300x187.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><p id=\"caption-attachment-46710\" class=\"wp-caption-text\">Cultori dell&#8217;arte.<\/p><\/div>\n<p>Un indizio di questo processo sarebbe stato rintracciabile anche nella ricostruzione del \u00abromanzo di formazione\u00bb di Maraun nel farsi del totalitarismo nazista, per esempio l\u00ec dove si riporta che \u00abnell\u2019aprile 1929, mentre [Maraun] ancora frequentava la scuola, inizi\u00f2 a lavorare presso la casa editrice Julius Springer Verlag\u00bb (p. 42) e che nel \u00ab1934 aveva gi\u00e0 una buona posizione all\u2019interno dell\u2019organico\u00bb (p. 46), ma non trova spazio un minimo accenno all\u2019arianizzazione delle imprese tedesche. Eppure l\u2019arianizzazione coinvolse nel 1933 anche la casa editrice Julius Springer Verlag (\u00ab<a href=\"https:\/\/core.ac.uk\/download\/pdf\/6941939.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">not issues of religion but of race<\/a>\u00bb), stesso anno in cui risulta \u2013 dalle stesse parole di Maraun, citate da Cominini, in cui lui si descriveva come \u00abritenuto un nazista convinto\u00bb dal 1931 \u2013 che Maraun \u00e8 incorporato nelle SA (le prime formazioni paramilitari del Partito nazista, NSDAP) e diviene membro della NSBO (<em>Nationalsozialistische Betriebszellenorganisation<\/em>), un\u2019organizzazione pseudo-sindacale con cellule nelle aziende tedesche che agiva con metodi violenti e aggressivi.<br \/>\nRaccontare come un destino scritto e ineludibile l\u2019adesione convinta di Maraun all\u2019ideologia nazista, al principio d\u2019azione nazista di sterminio, prevaricazione e dominio mondiale, \u00e8 un escamotage che non regge.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 anche dovuto, lo si riporta qui <em>en passant<\/em>, a come con la medesima superficialit\u00e0 Cominini d\u00e0 conto della necessaria inquadratura di contesto generale in cui si collocano le vicende specifiche che ricostruisce: le pagine dedicate alla nascita della Germania nazista sono penose e dilettantesche, zeppe di luoghi comuni e sbattute l\u00ec in una maniera che fa stridere i denti.<\/p>\n<p>Non regge nemmeno il tentativo di mettere in dubbio la posizione e le responsabilit\u00e0 nella guerra antipartigiana in cui Maraun svolse un ruolo centrale in Valcamonica, il suo (di Maraun) essere o meno stato inquadrato nelle Schutzstaffel (SS): la conoscenza delle lingue straniere, tra cui l\u2019italiano, non fanno di Maraun un erudito, ma pi\u00f9 banalmente un elemento utile a un agente dell\u2019intelligence di una forza d\u2019occupazione, che interagendo con la popolazione locale mirava a eradicare ogni forma di resistenza \u2013 armata e non \u2013 al nazifascismo.<\/p>\n<p>Tutto l\u2019inchiostro speso per investigare se Maraun fosse o no inquadrato nelle SS \u00e8 un argomento iper-capzioso. Poco conta che spesso si trovi indicato come SS nella memorialistica partigiana e in alcuni scritti sulla resistenza in Valcamonica (e, cosa che Cominini si scorda di riportare o di cui non \u00e8 a conoscenza, in almeno un caso anche da parte dei repubblichini, come si pu\u00f2 leggere nel Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana del 26\/02\/1945, consultabile, con una ricerca, <a href=\"https:\/\/www.notiziarignr.it\/ricerca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>).<\/p>\n<div id=\"attachment_46731\" style=\"width: 728px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46731\" class=\"size-full wp-image-46731\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/priebke_e_giovani_nenonazistitedeschi.jpg\" alt=\"\" width=\"718\" height=\"538\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/priebke_e_giovani_nenonazistitedeschi.jpg 718w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/priebke_e_giovani_nenonazistitedeschi-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 718px) 100vw, 718px\" \/><p id=\"caption-attachment-46731\" class=\"wp-caption-text\">\u00abRispondeva a tutti coloro gli scrivevano\u00bb. E salutava sempre.<\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<br \/>\n<\/span>Eppure a quest\u2019ultimo aspetto Cominini arriva a dedicare alcune pagine per raccontare di come ha deciso nella primavera del 2013 di contattare <strong>Erich Priebke<\/strong>, che dopo essersi fatto conoscere a Roma oper\u00f2 a Brescia, per chiedere se \u00abil famoso capitano delle SS\u00bb avesse ricordo di Maraun: se Erich Priebke \u2013 questo \u00e8 il ragionamento di Cominini \u2013 non ricorda di aver conosciuto Maraun, necessariamente ci\u00f2 sta a significare che Maraun non era una SS.<\/p>\n<div id=\"attachment_46711\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46711\" class=\"wp-image-46711\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/erichpriebke-300x246.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/erichpriebke-300x246.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/erichpriebke.jpg 586w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-46711\" class=\"wp-caption-text\">Gregory Giachini e Audrey Priebke.<\/p><\/div>\n<p>Per arrivare a Priebke Cominini contatta il suo avvocato, <strong>Paolo Giachini<\/strong> (<em><a href=\"https:\/\/www.micciacorta.it\/2013\/10\/2013-10-17-06-52-25\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questo<\/a><\/em> Paolo Giachini): \u00abL\u2019avvocato mi rispose che Priebke era solito rispondere solo alle lettere inviate da cittadini tedeschi e non avrebbe mai risposto a un italiano, cos\u00ec spedii la mia lettera a Hannah Maraun, figlia di Werner, che a sua volt\u00e0 la invi\u00f2 a Roma a Priebke. All\u2019interno della busta che io inviai, inserii, oltre alle varie domande, tutta la documentazione in mio possesso, comprese alcune sue fotografie\u00bb (p. 380).<\/p>\n<p>La risposta di Priebke arriva il 1\u00b0 maggio 2013, Cominini riporta nel libro le sue sensazioni a caldo dopo la lettura del breve messaggio:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abrimasi innanzitutto colpito da come un uomo cos\u00ec anziano potesse avere ancora la forza di rispondere a tutti coloro che gli scrivevano. Fui contento di questa risposta\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\u00abTutti\u00bb s\u00ec, ma tedeschi e come \u00e8 facile immaginare, camerati.]<\/p>\n<p>Il messaggio di Priebke, riportato per intero nel libro, \u00e8 vago nei riferimenti sulla sua permanenza a Brescia e pu\u00f2 essere riassunto nella frase di commiato del criminale nazista: \u00abNon ricordo altri dettagli ora (avr\u00f2 cento anni alla fine di luglio).\u00bb<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019inconsistenza della risposta, nonostante la domanda a cui si cerca di dare risposta sia fuorviante, Cominini riesce a dedicare due pagine di pseudo-interpretazioni per darsi ragione e, soprattutto, per soddisfare la sua volont\u00e0 di squalificare in toto la memorialistica antifascista che ricorda Maraun \u2013 SS o meno che fosse \u2013 come un feroce e sanguinario nazista.<\/p>\n<div id=\"attachment_33177\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/questo-chi-lo-dice\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33177\" class=\"wp-image-33177\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Guida_Nicoletta_Bourbaki-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"283\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33177\" class=\"wp-caption-text\">La guida di Nicoletta Bourbaki: come riconoscere le bufale storiche.<\/p><\/div>\n<p>Questo appena riportato \u00e8 un episodio eclatante, ma Cominini procede dalla prima all\u2019ultima pagina di questa tendenziosa ricostruzione eludendo due domande fondamentali \u2013 che siano le lettere di Hannah o quella di Priebke \u2013 da porsi al cospetto di qualsivoglia fonte. Sono le domande che danno il titolo alla guida didattica redatta dal gruppo di lavoro sui falsi storici <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong>, ispirata alle lezioni di Marc Bloch e al suo <em>Apologia della storia<\/em>: <em><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/questo-chi-lo-dice\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Questo chi lo dice? E perch\u00e9?<\/a><\/em><\/p>\n<p>Andrea Cominini pare risolvere la delicata questione dicendo: \u00abLo riporto io, fidatevi\u00bb. La risposta che merita, parafrasando il Bartleby di Melville, \u00e8 \u00abWe would prefer not to\u00bb. Ma soprattutto, questa richiesta implicita di adesione al punto di vista di Cominini rivolta surretiziamente a chi legge, dovrebbe essere oramai evidente, maschera l&#8217;enorme problema, quello che inficia tutto il suo lavoro: il <em>frame<\/em> \u2013 la cornice cognitiva \u2013 all\u2019interno della quale l\u2019autore, consapevole o meno, sguazza, senza vedere il tono bruno della stessa acqua in cui \u00e8 immerso e in cui cerca di immergere chi legge <em>Il nazista e il ribelle<\/em>.<\/p>\n<h4><strong>Il ribelle, i\/le ribelli<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_46730\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46730\" class=\"wp-image-46730\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Moha.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Moha.png 400w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Moha-237x300.png 237w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-46730\" class=\"wp-caption-text\">Bortolo Bigatti, M\u00f3ha, fucilato a Esine il 6 febbraio 1945.<\/p><\/div>\n<p>Non \u00e8 necessario dilungarsi molto qui sulla figura del \u00abribelle\u00bb. Bortolo Bigatti detto M\u00f3ha, nella sua breve vita interrotta da un colpo di arma da fuoco nazista, fece ripetutamente la scelta giusta: disert\u00f2 e scamp\u00f2 dall\u2019essere arruolato nell\u2019esercito repubblichino; una volta raggiunto nuovamente il suo paese, si un\u00ec ai primi nuclei di partigiani; si spese con coraggio in azioni di guerriglia contro l\u2019occupante tedesco e gli aguzzini dello stato fantoccio della Repubblica sociale italiana; fino all\u2019ultimo minuto, non trad\u00ec i suoi compagni e le sue compagne.<\/p>\n<p>La scelta giusta.<\/p>\n<p><strong>Davide Conti<\/strong>, in un articolo dal titolo <em><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/il-populismo-storico-contro-i-valori-fondativi-dellantifascismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il populismo storico contro i valori fondativi dell\u2019antifascismo<\/a><\/em>, scrive, inappuntabile:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLa Resistenza rappresent\u00f2, insegna Claudio Pavone, tre tipi di conflitto connessi, complessi e in ultima istanza unificanti: guerra di liberazione nazionale dall\u2019occupante tedesco e fascista; guerra civile che oppose europei fascisti ad europei antifascisti; guerra di classe che pose all\u2019ordine del giorno la partecipazione diretta e le istanze di emancipazione delle masse popolari e del lavoro nella vita pubblica e nella rifondazione degli Stati democratici. Da questo insieme di fattori emerse la risposta sistemica, sostanziata dalla &#8220;Scelta&#8221; dall\u2019impegno diretto delle giovani generazioni, alla crisi europea terminata nel 1945.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>In <em>Il nazista e il ribelle<\/em> le pagine dedicate a M\u00f3ha, oltre ad apparire spese, come gi\u00e0 detto, per far risaltare la figura del nazista Maraun \u2013 nobile d\u2019animo e imbarbarito dalla guerra \u2013, rappresentano il giovane partigiano \u2013 \u00abribelle tra i ribelli\u00bb \u2013 come <em>\u2018n b\u00f2rtol<\/em> indisciplinato, irresponsabile, nelle numerose insinuazioni di Cominini, anche nei confronti dei suoi compagni e delle sue compagne di lotta. Il giovane proletario evidentemente non entra nelle simpatie di Cominini, che ne scrive come un Enrico Bottini \u2013 \u00abdi carattere impreciso, incostante nei suoi propositi etici, schiavo di ambigui culti della personalit\u00e0\u00bb \u2013 scrivesse di un Franti \u2013 e, beninteso, \u00ab\u00e8 naturale che in questo crescendo di accuse e di infamie la nostra simpatia vada tutta a Franti\u00bb, direbbe <strong>Umberto Eco<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-46712\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/achtung-300x165.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"110\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/achtung-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/achtung.jpg 452w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Ma non si tratta solamente di questo: sono i e le resistenti tutti\/e \u2013 in Francia, in Unione Sovietica, in Italia \u2013 che quando compaiono nelle pagine di questo libro pare di immaginarseli con un cartello al collo su cui compare la scritta \u00abAchtung banditen\u00bb, proprio come voleva la rappresentazione della propaganda nazifascista. Come il partigiano M\u00f3ha, i movimenti resistenziali sono privati di profondit\u00e0 e complessit\u00e0.<\/p>\n<p>Il dolo di <em>Il nazista e il ribelle<\/em> sta in bella mostra sulla copertina del libro: quella congiunzione \u00abe\u00bb, che accosta ci\u00f2 che eticamente non potrebbe essere accostabile: un nazista attivo nella repressione dei movimenti popolari di resistenza armata al nazifascismo, un giovane proletario partigiano che fece la scelta giusta, la cosa giusta.<\/p>\n<p><strong>Joyce Lussu<\/strong>, nelle conversazioni raccolte da <strong>Silvia Ballestra<\/strong> in <em>Joyce Lussu. Una vita contro<\/em> (1996), spiega nei migliori dei modi possibili l\u2019incommensurabilit\u00e0 di un tale accostamento:<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-46713\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/joyce-150x134.jpg\" alt=\"Joyce Lussu\" width=\"150\" height=\"134\" \/>\u00abLa guerra non pu\u00f2 risolvere un problema, ma ci\u00f2 non significa che non si debbano fare delle distinzioni in proposito: ogni istituzione militare significa essenzialmente stato, e un movimento di liberazione che si metta in armi per la difesa popolare non fa parte dello stesso orizzonte, non lo puoi includere nella stessa nozione di guerra, poich\u00e9 agisce per legittima difesa, cos\u00ec come farebbe chiunque venga aggredito.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Che Maraun sia stato parte in causa nella morte di M\u00f3ha \u00e8 cosa certa, non improbabile che ne sia stato l\u2019esecutore materiale, forse con quella \u201ce\u201d si vorrebbe attribuire al ribelle Bortolo Bigatti la responsabilit\u00e0 morale della morte di Maraun?<\/p>\n<h4><strong>Il male della banalit\u00e0 smascherato da una proposta<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_46714\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/moha.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46714\" class=\"wp-image-46714\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/moha.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"130\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-46714\" class=\"wp-caption-text\">Non sta bene che ci sia solo il partigiano, non \u00e8 equanime, mettiamoci anche il nazista!<\/p><\/div>\n<p>Della Prefazione di Franzinelli gi\u00e0 si \u00e8 detto, incomprensibilmente elogiativa. Ma non \u00e8 stato il solo, Franzinelli, ad aver accolto positivamente, quasi con giubilo, la pubblicazione di questo libro in Valcamonica. A sponsorizzare e tingere di uno sbiadito color rosso il frutto avvelenato \u00e8 stato il <a href=\"https:\/\/www.circologhislandi.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Circolo culturale \u201cGuglielmo Ghislandi\u201d<\/a> (per inciso, <strong>Guglielmo Ghislandi<\/strong> fu il primo sindaco, socialista, della Brescia liberata): l\u2019endorsement ad Andrea Cominini e al suo <em>Il nazista e il ribelle<\/em> probabilmente potr\u00e0 aver tratto in inganno pi\u00f9 di qualcuno \u2013 anche se meno dell\u2019indicazione in copertina \u00abPrefazione di Mimmo Franzinelli\u00bb \u2013, almeno fino al momento di una lettura attenta e onesta del libro.<\/p>\n<p>Se di abbaglio o di salda convinzione si tratti, questa apparente larga accoglienza positiva (salvo la <a href=\"https:\/\/associazionegraffiti.blogspot.com\/2021\/03\/alberto-panighetti-ad-andrea-cominini.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">voce critica di <strong>Alberto Panighetti<\/strong><\/a> che ha tentato invano di incalzare con le sue critiche l\u2019inscalfibile \u2013 nelle proprie certezze \u2013 autore) si vedr\u00e0 quel giorno che dalla penna si dovesse passare allo scalpello.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 non da oggi ma almeno dal 2015, Cominini \u00e8 latore di una proposta che vuole accostare non solo sulla carta Bortolo Bigatti e Werner Maraun, ma anche sulla pietra marmorea della targa a ricordo dell\u2019assassinio di Bigatti: \u00abuna piccola modifica alla lapide\u00bb \u2013 come si legge sul foglio <em>Il mio paese<\/em> del giugno 2015 \u2013, \u00abaggiungere la dicitura: \u201cIl 28 aprile 1945, nello stesso luogo, venne giustiziato il presunto assassino di Bortolo Bigatti, il Maresciallo Werner Paul Maraun, nato a Berlino il 23 maggio 1914\u201d, potrebbe rivelarsi un vero e proprio esempio di maturazione e di responsabilit\u00e0 storica.\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 impossibile tenere separato <em>Il nazista e il ribelle<\/em> da questa proposta, viaggiano evidentemente sovrapponendosi e, di pi\u00f9, quest\u2019ultima grida \u00abIl re \u00e8 nudo!\u00bb a un volume che dovrebbe essere udibile anche a chi non vuol sentire.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 \u00abmaturazione\u00bb (?) che tenga, n\u00e9 \u00abresponsabilit\u00e0 storica\u00bb (?) che dia senso all\u2019idea di riportare su una lapide a ricordo di un partigiano antifascista vittima della violenza nazifascista, il nome di un nazista che ebbe grandi responsabilit\u00e0 \u2013 questo \u00e8 fuor di dubbio, e il \u00abpresunto assassino\u00bb della proposta suona come un\u2019assoluzione, ma la lapide non sta esposta in una chiesa\u2026 \u2013 nella repressione delle bande partigiane in Valcamonica e, nello specifico, un ruolo attivo nell\u2019assassinio di Bortolo Bigatti.<\/p>\n<div id=\"attachment_46716\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/corriere_due_vittime.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46716\" class=\"wp-image-46716\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/corriere_due_vittime.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"550\" srcset=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/corriere_due_vittime.png 1000w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/corriere_due_vittime-300x236.png 300w, https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/corriere_due_vittime-768x603.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-46716\" class=\"wp-caption-text\">7 marzo 2021, sul dorso bresciano del Corriere della Sera il nazi ci sorride e diventa \u00abvittima\u00bb (e nazi e partigiani pari sono).<\/p><\/div>\n<p>Certo non possono in alcun modo, riabilitando la figura di Maraun, contribuire a \u00abdestrutturare versioni di comodo, frutto di semplificazioni manichee che, nelle rivisitazioni del dopoguerra, trasformarono ogni partigiano in un cavaliere dell\u2019ideale e ogni tedesco nell\u2019incarnazione del male\u00bb come scrive Franzinelli nella Prefazione riferendosi al lavoro di Cominini, anche perch\u00e9 questa rappresentazione \u00e8 stata tutt\u2019altro che egemonica, anche nel fronte antifascista.<\/p>\n<p>Peraltro, se Cominini e Franzinelli pensano che la figura di Bigatti e la targa in sua memoria fissino l\u2019immagine di un \u00abcavaliere dell\u2019ideale\u00bb, dovrebbero rivolgere la loro critica alle forze politiche del cosiddetto arco costituzionale che nel dopoguerra, largamente, operarono per istituzionalizzare e sterilizzare il movimento resistenziale, una riduzione della complessit\u00e0 che fu subita dai partigiani e dalle partigiane.<\/p>\n<p>Il libro e la proposta di modificare la targa nella piazza di Esine \u2013 per concludere \u2013 discendono da una lettura moralistica dei fatti. Ci\u00f2 che non rientra nell\u2019orizzonte di questa narrazione \u00e8 il piano etico della giustizia \u2013 materiale prima che formale \u2013, del riscatto dei subalterni e delle subalterne dopo l\u2019aver subito infamie e miserie e prepotenze e lutti.<\/p>\n<p>Bortolo Bigatti detto M\u00f3ha perse la vita mentre lottava per questo riscatto.<\/p>\n<p>L\u2019uccisione del nazista Werner Maraun, \u00abfu atto di giustizia e cos\u00ec doveva accadere\u00bb (Tani Bonettini, <em>\u201cLa neve cade sui monti\u201d, dal diario di un ribelle<\/em>, 1989).<\/p>\n<p>_<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong>Nota di Wu Ming:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2021\/05\/i-due-maraun\/#comment-43504\">il commento lasciato da WM2<\/a> vale a tutti gli effetti come nostra postilla.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">* <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> \u00e8 un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete, sulle false notizie a tema storico e sulla riabilitazione dei fascismi in tutte le sue varianti e manifestazioni. Il gruppo si \u00e8 formato nel 2012 in seguito a <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/09\/laguzzino-jettatore-e-il-mausoleo-delle-sfighe\/\">una discussione su questo stesso blog<\/a> e ha al suo attivo molte inchieste e diverse pubblicazioni. Lo pseudonimo collettivo \u00abNicoletta Bourbaki\u00bb \u00e8 un <em>d\u00e9tournement<\/em> transfemminista di \u00abNicolas Bourbaki\u00bb, maschilissimo gruppo di matematici francesi attivo dagli anni Trenta agli anni Ottanta del XX secolo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Mr. Mill con una premessa del gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki * \u00abIl partito nazionalsocialista sfruttava a proprio favore la paura della gente verso gli ebrei e nei confronti del Comunismo, accrescendo non di poco le proprie adesioni. Gli ebrei tedeschi di quel periodo erano effettivamente pi\u00f9 istruiti e meglio retribuiti della media della [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":46725,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1943],"tags":[4491,4481,189,4486,4489,4482,4480,4488,4483,4487,4490,2359,185,4484,4485],"class_list":["post-46661","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-inchieste","tag-sti-due-maraun","tag-andrea-cominini","tag-antifascismo","tag-bortolo-bigatti","tag-era-tanto-una-brava-persona","tag-fascinazione","tag-il-nazista-e-il-ribelle","tag-la-narrazione-tossica-del-nazista-buono","tag-mimmo-franzinelli","tag-moha","tag-mr-mill","tag-nicoletta-bourbaki","tag-resistenza","tag-valle-camonica","tag-werner-maraun"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I due Maraun, ovvero: il nazista e il suo doppio. 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