{"id":44644,"date":"2020-07-09T09:00:58","date_gmt":"2020-07-09T07:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=44644"},"modified":"2020-07-09T15:08:12","modified_gmt":"2020-07-09T13:08:12","slug":"il-ritorno-di-mesmer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/07\/il-ritorno-di-mesmer\/","title":{"rendered":"Il ritorno di <em>Mesmer<\/em>. Un inesauribile bisogno di magia, contro i mentalisti al potere &#8211; di Mariano Tomatis"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-44645\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/image.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"994\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[Finalmente, dopo una lunga attesa, \u00e8 uscito ed <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/index.php?type=libro&amp;id=mesmer2\">\u00e8 ordinabile<\/a> il secondo volume di <em>Mesmer<\/em>, la storia del mentalismo a cui il nostro compagno di strada <strong>Mariano Tomatis<\/strong>, scrittore e mago, lavora da molti anni.<br \/>\nPer chi non lo sapesse, il mentalismo \u00e8 quel ramo dell&#8217;illusionismo nel quale, grazie a espedienti linguistici e retorici, si simulano &#8220;poteri della mente&#8221;: intelligenza superiore, telepatia, chiaroveggenza, capacit\u00e0 di ipnotizzare e\/o condurre le altre persone in stati di alterazione quali la trance, il sonnambulismo ecc.<br \/>\nPerch\u00e9 una storia del mentalismo? E cosa significa \u00abmagia militante\u00bb?<br \/>\nQuali sono i rapporti tra l&#8217;approccio militante alla magia e il lavoro di <strong>Wu Ming<\/strong>?<br \/>\nPer quali motivi comprendere il mentalismo, e ricostruirne la genealogia, ha un&#8217;importanza <em>politica<\/em>, per i movimenti che sfidano lo status quo?<br \/>\nNel testo che segue, scritto appositamente per <em>Giap<\/em>, Mariano risponde a queste domande.<br \/>\nA seguire, la prefazione a <em>Mesmer<\/em> 2 scritta da <strong>Filo Sottile<\/strong>.<br \/>\nBuona lettura. <strong>WM<\/strong>]<\/span><\/p>\n<p>Uno dei primi esercizi che si imparano quando si studia il mentalismo si apre con la semplice domanda: \u00abPreferisci le carte rosse o le carte nere?\u00bb Il verbo \u00abpreferisci\u00bb segue una precisa strategia verbale: in una busta abbiamo chiuso un tre di fiori, e vogliamo creare l\u2019illusione che una persona sia in grado di indovinare valore e seme della carta. Se la risposta \u00e8 \u00abPreferisco le nere\u00bb, elimineremo le rosse e proseguiremo chiedendo se, tra i semi neri, preferisce \u00abfiori\u00bb o \u00abpicche\u00bb; se invece risponde \u00abPreferisco le rosse\u00bb, diremo: \u00abBene, ti consegno le carte che preferisci e proseguiremo con quelle che mi restano in mano\u00bb; dimenticando le prime, proporremo dunque la stessa alternativa tra \u00abfiori\u00bb o \u00abpicche\u00bb.<!--more--><\/p>\n<p>Il nostro obiettivo \u00e8 di arrivare al tre di fiori, eliminando ogni volta met\u00e0 delle carte: a seconda che la scelta del pubblico combaci o meno con la carta nella busta, elimineremo la categoria selezionata o proseguiremo con quella. Al termine, avremo eliminato tutte le carte tranne il tre di fiori; aprendo la busta, si avr\u00e0 la prova che le decisioni prese dal pubblico sono state tutte (misteriosamente) coerenti con il valore della carta nascosta.<\/p>\n<p>L\u2019inganno sta nel lasciare indeterminato l\u2019intento della domanda, e stabilirlo solo quando si ottiene la risposta. Se chiedessimo \u00abQuali carte vuoi <i>eliminare<\/i> \u2013 le rosse o le nere?\u00bb e ci rispondessero \u00able nere\u00bb, non avremmo via d\u2019uscita: il verbo \u00abeliminare\u00bb non va bene perch\u00e9 non \u00e8 abbastanza ambiguo. Lo scenario da allestire deve concedere una libert\u00e0 limitata a poche opzioni; per ciascuna, inoltre, deve prevedere una strategia che conduca a un risultato stabilito in anticipo.<\/p>\n<p>Per metterci in difficolt\u00e0, il pubblico potrebbe mettere in discussione la scelta binaria: l\u2019alternativa tra le carte rosse e nere d\u00e0 per scontato l\u2019uso delle carte francesi (cuori, quadri, fiori e picche). Chi gioca abitualmente a \u00abUno\u00bb potrebbe rispondere che preferisce le carte blu. A Napoli si potrebbe optare per le carte gialle, facendo riferimento ai denari che \u2013 insieme a spade, coppe e bastoni \u2013 sono ritratti sulle carte regionali pi\u00f9 note. Risposte del genere esprimerebbero una forma di resistenza, da parte del pubblico, al potere che stiamo incarnando: quello di chi stabilisce il materiale di gioco, le sue regole, lo spazio di azione consentito, la cornice interpretativa e le conseguenze delle scelte effettuate.<\/p>\n<p>Il mentalismo \u00e8 la branca della prestigiazione che studia, in particolare, le modalit\u00e0 di esercizio di questa forma di potere: nato da una smaterializzazione dell\u2019illusionismo classico, \u00e8 una disciplina teatrale che gioca con questioni filosofiche importanti \u2013 dall\u2019esistenza del libero arbitrio alla direzione della freccia del tempo, fino alla possibilit\u00e0 di comunicare attraverso facolt\u00e0 extrasensoriali.<\/p>\n<p class=\"centrato\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"st\">\u2042<\/span><\/p>\n<p>Il 13 gennaio 2019, in risposta alle sollevazioni dei\u00a0<i>gilets jaunes<\/i>,\u00a0<b>Emmanuel Macron<\/b> lancia un \u00abgrande dibattito nazionale\u00bb sulle richieste avanzate dai contestatori. Il confronto proposto dall\u2019Eliseo ha la forma di un \u00abquestionario rapido\u00bb a risposte multiple, da compilare sul web. Diviso in quattro sezioni tematiche (\u00abEcologia\u00bb, \u00abFiscalit\u00e0\u00bb, \u00abDemocrazia\u00bb e \u00abOrganizzazione dello Stato\u00bb), propone domande di questo tipo:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">Per ridurre il deficit pubblico della Francia, le cui uscite sono maggiori delle entrate, pensate che bisognerebbe prima di tutto [1 sola risposta possibile]: ( ) ridurre la spesa pubblica, ( ) aumentare le imposte, ( ) fare entrambe le cose, ( ) non lo so.<\/p>\n<\/blockquote>\n<div id=\"attachment_44646\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44646\" class=\"wp-image-44646\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/001.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"247\" \/><p id=\"caption-attachment-44646\" class=\"wp-caption-text\">Domanda 3 dalla sezione &#8220;Fiscalit\u00e0&#8221; del questionario sul Grand D\u00e9bat.<\/p><\/div>\n<p>Insomma, preferite le carte rosse o le carte nere?<\/p>\n<p>Accorgendosi che Macron sta usando un trucco da mentalista, la magistrata francese\u00a0<b>Adeline Baldacchino<\/b> fa notare che<\/p>\n<blockquote><p>la formulazione della maggior parte delle domande del Grand D\u00e9bat ricade nella categoria della \u2018falsa scelta\u2019: limitando il campo delle possibilit\u00e0 ad alcune risposte, il modo in cui sono formulate impone una polarizzazione nelle reazioni di chi legge. Alla richiesta di esprimersi sull\u2019alternativa tra abbassare la spesa pubblica o alzare le imposte, manca un\u2019opzione che suggerisca di aumentare\u2026 <i>alcune<\/i>\u00a0imposte (per esempio, alle persone pi\u00f9 ricche), di ridurre\u00a0<i>alcune<\/i> spese (per esempio, quelle pi\u00f9 improduttive).<\/p><\/blockquote>\n<p>Qualunque risposta si scelga, la domanda successiva chiede comunque quali imposte sia necessario abbassare per prime \u2013 escludendo di nuovo l\u2019ipotesi di impiegare un mazzo diverso o di partecipare a un gioco le cui regole prevedono un\u2019imposta patrimoniale (come nel Monopoli) o un esproprio proletario (come nel vecchio gioco di Robin Hood della Clementoni).<\/p>\n<div id=\"attachment_44648\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44648\" class=\"wp-image-44648\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/002.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"163\" \/><p id=\"caption-attachment-44648\" class=\"wp-caption-text\">Domanda 4 dalla sezione &#8220;Fiscalit\u00e0&#8221; del questionario sul Grand D\u00e9bat.<\/p><\/div>\n<p>Raccontando le lotte dei gilet gialli come l\u2019espressione di un \u00abinsaziabile bisogno di magia\u00bb, Baldacchino scorge nelle rivendicazioni del movimento francese la volont\u00e0 di \u00abliberarsi dai legami che vincolano l\u2019immaginario, l\u2019anima e la vita materiale nelle reti del disagio e della miseria\u00bb e la possibilit\u00e0 di ispirarsi a<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">una delle grandi tradizioni della magia, quella dell\u2019escapologia, incarnata da <strong>Houdini<\/strong>: l\u2019arte di chi all\u2019ultimo minuto trova sempre una via di fuga, per quanto legato e ammanettato, da un baule che si credeva chiuso a tripla mandata [\u2026] Questi illusionisti sanno che \u00e8 necessario capire la realt\u00e0 per padroneggiarla, trasformarla e realizzare cos\u00ec l\u2019improbabile.<\/p>\n<\/blockquote>\n<div id=\"attachment_44647\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44647\" class=\"wp-image-44647\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/003.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-44647\" class=\"wp-caption-text\">La scrittrice e magistrata <strong>Adeline Baldacchino<\/strong>.<\/p><\/div>\n<p>Per la scrittrice, l\u2019intero dibattito pubblico \u00e8 gestito da un sistema che \u2013 come i mentalisti \u2013 limita le scelte a quelle che garantiscono il mantenimento dello\u00a0<i>status quo<\/i>, senza mai minacciare i fondamenti del capitalismo neoliberista: il mazzo di carte \u00e8 stabilito una volta per tutte, le regole fissate e al massimo possiamo scegliere tra il rosso e il nero.<\/p>\n<p>In\u00a0<i>Notre insatiable d\u00e9sir de magie. Houdini contre Macron<\/i> (Fayard 2019), Adeline Baldacchino propone di contrapporre alla magia nera del potere che arriva dall\u2019alto, operata da superuomini e impostori, figure illusionistiche sovversive, in grado di \u00absvelarci vie sconosciute dove vediamo solo percorsi predeterminati e limitati dalla nostra mancanza di immaginazione\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-44649\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/004.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"318\" \/><\/p>\n<p>Portare la magia in politica si traduce nel \u00abconcedersi il diritto di mettere in discussione la famigerata espressione TINA (<i>there is no alternative<\/i>, non c\u2019\u00e8 alternativa)\u00bb, e cos\u00ec facendo<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">invocare interventi da tempo accantonati, [\u2026] riportare nell\u2019ambito istituzionale tutta una serie di riflessioni sulla democrazia diretta, sulla gratuit\u00e0 dei servizi pubblici e sull\u2019economia sociale e solidale che \u00e8 a poco a poco sparita, sacrificata al vitello d\u2019oro della performance, della redditivit\u00e0 e della concorrenza.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Laddove il ciarlatano Macron \u00absi considera un dio e si relaziona al mondo facendoci credere che possiamo trovare la salvezza solo in Giove\u00bb, chi gli contrappone una magia che arriva dal basso \u00absi prende gioco degli dei, crea qualcosa di nuovo dove non c\u2019era altro che vecchiume e gode a sovvertire la realt\u00e0 attraverso le sue conoscenze e la propria destrezza\u00bb. E se il presidente \u00absi muove nel registro dell\u2019ipnosi\u00bb, con uno stile comunicativo basato sullo sguardo che soggioga e impone, la magia popolare \u00abci mostra che esiste una possibile fuga dall\u2019inevitabile. Mentre il primo piega la realt\u00e0 a suo favore con la menzogna, il secondo la trasforma dicendo la verit\u00e0 \u2013 ovvero facendo notare che c\u2019\u00e8 un trucco, una ricetta che non \u00e8 irrazionale ma semplicemente impensabile o mai concepita prima. Ritengo\u00bb, conclude la magistrata francese, \u00abche la politica dovrebbe diventare un grande convegno illusionistico collettivo, basato su una gioiosa demistificazione: un luogo dove concedersi di lasciarsi stupire (ma non ingannare), dove accettare di farsi meravigliare (ma non plagiare), dove il palcoscenico \u00e8 aperto a tutte le migliori illusioniste\u2026 a condizione che ci svelino i loro segreti\u00bb.<\/p>\n<p>Consapevole che lo stupore si basa in larga misura sull\u2019ignoranza del trucco, Baldacchino si rende conto che il sistematico disvelamento dei segreti potrebbe privare l\u2019esperienza della magia di tutto l\u2019incanto: la soluzione non \u00e8 alimentare la divisione tra una casta di incantatori e un\u2019altra di individui che si lasciano incantare, ma fare appello alla creativit\u00e0 per<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">inventare sempre nuove storie e nuovi trucchi, al fine di rinnovare ogni volta la magia. Questa, come l\u2019amore, attinge da una fonte inesauribile. E se il nostro desiderio di magia \u00e8 infinito, la magia deve mostrarsi all\u2019altezza di quella fame mostruosa. E forse \u00e8 proprio quando crederemo di aver esaurito i trucchi da mettere in scena che diventer\u00e0 concepibile inventarne di nuovi.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Se la magia operata dal basso<\/p>\n<blockquote><p>\u00e8 l\u2019arte di proporre soluzioni nuove laddove non si scorgevano che vicoli ciechi, solo chi svela le proprie tecniche \u00e8 legittimato a esercitare il potere di cambiare un pezzo del nostro mondo. La rivelazione, che \u00e8 la trasmissione di una conoscenza, costituisce il solo antidoto contro l\u2019atteggiamento di orgogliosa superiorit\u00e0 di chi detiene il sapere. \u00c8 dunque necessario che, a occuparsi di magia, siano persone propense alla condivisione.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nella magia imposta dall\u2019alto,<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">il mago appare tradizionalmente come colui che domina i nostri spiriti, le sue assistenti e il pubblico. Dietro il rapporto che di norma instaura con chi lo osserva c\u2019\u00e8 un tacito contratto di sottomissione che mette in pericolo chi si trova nel ruolo del dominato; per questo motivo dobbiamo aspirare a una &#8220;scena aperta&#8221;. La politica \u00e8 uno spettacolo in cui \u00e8 necessario ribaltare il palcoscenico: solo portando alla luce i suoi meccanismi segreti possiamo impadronirci dei mezzi che ci consentono di riprendere il controllo del nostro futuro.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Baldacchino auspica la caduta dei \u00absacerdoti il cui potere riposa sulla fede nei miracoli\u00bb e l\u2019ascesa di figure illusionistiche che agiscano come \u00abingegneri del reincanto. N\u00e9 divinit\u00e0, n\u00e9 persone bugiarde ma individui in grado di sognare e agire\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_37523\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37523\" class=\"wp-image-37523\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/luther-blissett-immagine.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"163\" \/><p id=\"caption-attachment-37523\" class=\"wp-caption-text\">Il volto-logo del Luther Blissett Project (1994-1999).<\/p><\/div>\n<p>Nell\u2019Italia di fine Anni Novanta, lo stesso spirito di contrapposizione anima le strategie di lotta del collettivo\u00a0<b>Luther Blissett<\/b>; per inquadrare la filosofia che ne ispira le spiazzanti incursioni nel mondo dei media e della cultura,\u00a0<b>Andrea Grilli<\/b>\u00a0cita\u00a0<b>Michail Bachtin<\/b>:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">Alla menzogna patetica di tutti i generi alti, ufficiali, canonizzati [\u2026] si contrappone non la verit\u00e0 patetica e diretta, ma l\u2019allegro e intelligente inganno come giustificata menzogna ai mentitori. Alle lingue dei preti e dei monaci, dei re e dei signori, dei cavalieri e dei ricchi cittadini, dei dotti e dei giuristi, alle lingue di tutti i potenti e ben piazzati nella vita si contrappone la lingua dell\u2019allegro furfante. (1)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/AdS_Bicetre.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-17695\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/AdS_Bicetre.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"305\" \/><\/a>Il discorso si fa via via pi\u00f9 esplicito nella produzione editoriale di\u00a0<b>Wu Ming<\/b>, il collettivo nato da una costola del Luther Blissett Project, raggiungendo il culmine ne\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?cat=1944\"><i>L\u2019armata dei sonnambuli\u00a0<\/i>(Einaudi 2014)<\/a>.<\/p>\n<p>Il romanzo propone un\u2019ampia riflessione sulle strategie con cui sfidare il \u201cregistro dell\u2019ipnosi\u201d dei reazionari <i>\u00e0 la<\/i>\u00a0Macron, ambientando il tutto nella Rivoluzione Francese, tra le tinozze di\u00a0<b>Franz Anton Mesmer<\/b>\u00a0e le esperienze di sonnambulismo del\u00a0<b>marchese di Puys\u00e9gur<\/b>.<\/p>\n<p>Il Mesmerismo \u00e8 per Wu Ming un vaso di Pandora, spalancando il quale (al grido di \u00ab<i>Vive la Trance!\u00bb<\/i>) ci si trova al centro di un affascinante e complesso groviglio di elementi: la suggestione e il suo uso politico, le neuroscienze, il rapporto tra incanto e disincanto, la psicologia delle folle, la propaganda mediatica, l\u2019inconscio e le nevrosi, i demagoghi trascinatori di masse, il necessario equilibrio tra\u00a0<i>mark<\/i>\u00a0e\u00a0<i>smart<\/i>\u00a0e l\u2019intontimento prodotto dai social media.<\/p>\n<p>Completata la lettura del romanzo, capisco di aver trovato \u2013 nel collettivo bolognese e nella pi\u00f9 ampia Wu Ming Foundation \u2013 il giardino ideale in cui coltivare i miei interessi: un luogo dove approfondire collettivamente i risvolti culturali e politici dell\u2019arte magica, restituendo significato a una disciplina che, fuori da una prospettiva militante, mi sembra ormai irredibimile. E non scelgo l\u2019aggettivo a caso: \u00e8 la punkastorie\u00a0<b>Filo Sottile<\/b>\u00a0la prima a usarlo, per parlare di illusionismo, in occasione del nostro primo incontro.<\/p>\n<p>Provando orrore per l\u2019approccio\u00a0<i>mainstream<\/i>\u00a0all\u2019arte dell\u2019illusione, troviamo entrambe \u2013 nel collettivo che gravita intorno a Wu Ming \u2013 uno spazio dove usare gli strumenti del teatro e della narrazione per coltivare le potenzialit\u00e0 eversive della magia, l\u2019uso militante del paranormale, l\u2019impiego della stregoneria nella lotta politica, l\u2019evocazione medianica come strumento di indagine dell\u2019identit\u00e0\u00a0<i>punk<\/i>\u00a0e il recupero in chiave transfemminista dei\u00a0<i>freak show<\/i>.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019uscita de\u00a0<i>L\u2019armata dei sonnambuli\u00a0<\/i>avevo pubblicato\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.mesmer.it\/?id=introduzione\">Te lo leggo nella mente<\/a>\u00a0<\/i>(Sperling&amp;Kupfer 2013, poi AssoKappa 2020), un saggio introduttivo sul mentalismo che aveva in esergo l\u2019ammonimento latino <i>Hominem te esse memento<\/i>, \u00abricorda che sei solo un essere umano\u00bb. Sette anni dopo, anche Adeline Baldacchino avrebbe messo in discussione il superomismo del prestigiatore medio, scrivendo che l\u2019ascesa di leader reazionari come Macron \u00e8<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">una sorta di inciampo della Storia, che per l\u2019ennesima volta fa l\u2019errore di cercare un eroe, quando in realt\u00e0 avrebbe bisogno di maghi senza il costume di scena e di poeti senza fondotinta.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-44661\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/008.jpg\" alt=\"\" width=\"1854\" height=\"1400\" \/><\/p>\n<p>Data l\u2019ampiezza del tema, il mio saggio si limita a grattare la superficie: molto resta da esplorare del mentalismo, soprattutto da una prospettiva storica; perfino\u00a0<b>Clara Gallini<\/b>, autrice del fondamentale\u00a0<i>La sonnambula meravigliosa<\/i>\u00a0(Feltrinelli 1983), aveva notato la mancanza di studi specifici sui risvolti illusionistici del Mesmerismo \u2013 un tema fino ad allora affrontato esclusivamente da una prospettiva medica, sociologica e tutt\u2019al pi\u00f9 politica. Citando i primi spettacoli pubblici di magnetismo, l\u2019antropologa aveva attribuito l\u2019idea al<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">fertile ingegno dell\u2019abate Faria, che cominci\u00f2 ad esibirsi attorno al 1825. Da allora, dilag\u00f2 per tutta Europa una moda, di cui varrebbe la pena di rintracciare la storia. (2)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Sentendo rivolto a me l\u2019appello di Gallini, negli ultimi cinque anni ho lavorato a una biografia del mentalismo concepita con un approccio radicale \u2013 dove<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">radicale vuol dire arrivare a considerare un problema a partire dai suoi assunti di base. Solo a partire dall\u2019analisi di questi assunti la critica pu\u00f2 arrivare a un livello di profondit\u00e0 tale da poter prospettare un cambiamento. Se al contrario l\u2019analisi resta in superficie, le soluzioni si porranno solo al livello del sintomo, non della malattia. (3)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/06\/mesmer-lezioni-di-mentalismo\/\">primo volume<\/a>, intitolato <i>Dall\u2019et\u00e0 della pietra all\u2019et\u00e0 dell\u2019anima<\/i> (2016), individua le origini del mentalismo nella graduale smaterializzazione del magnetismo da forza legata alla pietra magnetica a energia sottile \u2014 il magnetismo animale di cui sarebbero dotati gli esseri umani. La tesi del libro \u00e8 che il mentalismo nasca come messa in scena teatrale dei poteri erroneamente attribuiti alle pratiche mesmeriche, mimando il linguaggio scientifico ma facendo tesoro dei principi nati in ambito illusionistico. Ci\u00f2 contribuir\u00e0 a inquinare la ricerca scientifica sul mesmerismo e il dibattito pubblico sulla realt\u00e0 di tali fenomeni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-44650\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/005.jpg\" alt=\"\" width=\"2050\" height=\"1411\" \/><\/p>\n<p>Uscito lo scorso 1\u00b0 luglio,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/index.php?type=libro&amp;id=mesmer2\">il secondo volume, intitolato <i>La zona del crepuscolo<\/i>\u00a0(2020)<\/a>, prende in esame la regione liminale da cui, tra il 1784 e il 1819, si sprigionarono visioni e potenzialit\u00e0 che sembravano paranormali: il tema non si limit\u00f2 a stimolare l\u2019indagine scientifica ma fin\u00ec sui palcoscenici, influenzando il mentalismo di tutto l\u2019Ottocento. Il libro esplora cinque soglie cruciali tra il sonno e la veglia, tra la vita e la morte, tra il visibile e l\u2019invisibile, tra realt\u00e0 e simulazione e tra lucidit\u00e0 e follia \u2013 il tutto da un punto di vista periferico; la scelta di tale prospettiva \u00e8 stata determinante.<\/p>\n<p>Nato negli ambienti dell\u2019aristocrazia francese, il mentalismo coltiva intorno a s\u00e9 una nicchia elitaria che nutre un certo disprezzo verso i classici illusionisti: da sempre la disciplina solletica nei propri affiliati l\u2019idea di trovarsi pi\u00f9 in alto rispetto ai semplici \u00abprestidigitatori\u00bb, colleghi pi\u00f9 adatti alle piazze dei mercati che ai salotti buoni. Sfidando tale disposizione d\u2019animo, la mia analisi prova a invertire il punto di vista, esplorando le diverse regioni liminali non tanto <i>dal<\/i>\u00a0basso \u2013 perch\u00e9 la preposizione sembra alludere a un luogo da abbandonare verso un altrove pi\u00f9 in alto \u2013 ma con la prospettiva di restarci,\u00a0<i>in<\/i>\u00a0basso; perch\u00e9 \u00e8 dalle periferie che si vede meglio il centro. Per farlo \u00e8 fondamentale impedire, a chi \u00e8 sotto i riflettori, di mettere in ombra le figure ai margini: per ricostruire alcuni nodi chiave nella storia del mentalismo \u00e8 necessario scavare tra le pieghe della Storia, ritrovare personaggi dimenticati e riconoscere il ruolo fondamentale che hanno giocato \u2013 quasi sempre restando nell\u2019ombra. Tra i motivi di tale oblio ci sono praticamente sempre questioni di classe o di genere: non a caso le vere protagoniste de\u00a0<i>La zona del crepuscolo<\/i>\u00a0sono donne o persone non binarie.<\/p>\n<p>Scostando il velo che le nasconde, si scoprono la sonnambula\u00a0<b>Magdaleine<\/b>\u00a0di Dormans, la cartomante di Parigi\u00a0<b>Henri[ette]<\/b>, la ricca veggente\u00a0<b>Madame de Saint Paul<\/b>, l\u2019illusionista\u00a0<b>Sophie Lloyd<\/b>\u00a0(che, come\u00a0<b>Lady Oscar<\/b>, si fingeva maschio per essere ammessa a un club magico riservato agli uomini),\u00a0<b>Eulalie Caron<\/b>\u00a0la fantasmagoreuta,\u00a0<b>Fran\u00e7oise Laurent<\/b>\u00a0la ragazza invisibile,\u00a0<b>Marianne Pambour<\/b>\u00a0la sensitiva maestra nel marketing,\u00a0<b>Ersilia Rouy<\/b>\u00a0la pianista escapologa, fino alla madre della bella addormentata, le cui imprese chiudono il percorso storico nella Londra contemporanea. In alcuni casi, la rimozione \u00e8 stata profonda e se ne recupera solo l\u2019iniziale del nome \u2013 come per\u00a0<b>Mademoiselle N***<\/b>, la sonnambula che \u201cleggeva\u201d le carte da gioco con una benda sugli occhi.<\/p>\n<p>Quando si distoglie l\u2019attenzione dal centro della scena per concentrarsi sui margini, qui emergono \u2013 lontane da ogni clich\u00e9 \u2013 figure insieme epiche e patetiche, eroiche e gaglioffe; una dualit\u00e0 che non deve stupire, visto che il mentalismo nasce proprio sul conflittuale incrocio tra la cultura d\u2019\u00e9lite e la cultura popolare. Sono personaggi che scintillano di una bellezza poetica e tremenda, incarnando il meglio e il peggio di ciascuna epoca: non recuperiamo le loro vicende dalla spazzatura della Storia per celebrarne la grandezza, ma perch\u00e9 i loro protagonisti sono uno specchio fedele del proprio tempo e perch\u00e9 \u2013 in quanto tali \u2013 entrano in risonanza con l\u2019epoca contemporanea, svelando chi siamo in modo obliquo e illuminante. Da questo punto di vista, quello che \u00e8 successo tra il 1784 e il 1819 \u2013 il periodo che prendo in esame \u2013 \u00e8 ancora vivo nei tic, negli automatismi e nei modi in cui discutiamo di mentalismo, mettiamo in scena la magia e ne cerchiamo una definizione (chiedendoci se sia arte, teatro o solo showbiz&#8230;).<\/p>\n<p>L\u2019elemento comune tra i due libri \u00e8 il conflitto: a conferma che<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">la storia [del mentalismo] \u00e8 funestata da diverbi privati e sfide pubbliche, colpi bassi e inganni, ricatti e tradimenti, a suggerire che lo scontro ne sia un elemento imprescindibile. (4)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>anche la zona del crepuscolo si rivela un terreno di dibattiti tanto aspri quanto fertili \u2013 n\u00e9 si tratta di una notizia sorprendente: anche tra gli Stati-nazione, i confini sono sempre stati motivo di tensioni e guerre e mai come oggi \u00e8 importante metterli in discussione. Rifuggendo ogni (cerchiobottista) equidistanza, il mio approccio alla magia mira a far saltare le frontiere di ogni tipo, individuandovi il non-luogo in cui \u00e8 possibile giocare con i simboli e le appartenenze culturali cristallizzate, dando vita a combinazioni inusuali e minando alle fondamenta il dogma del\u00a0<i>there is no alternative<\/i>.<\/p>\n<p>Entrambi i libri presentano, nella seconda parte, un poderoso apparato di lezioni pratiche di mentalismo: si tratta di tutto il materiale didattico utilizzato in occasione dei corsi che ho tenuto a Torino e dei laboratori organizzati in giro per l\u2019Italia \u2013 uno dei quali, insieme a Wu Ming 1, in occasione della presentazione del romanzo\u00a0<i>La macchina del vento<\/i>\u00a0(Einaudi 2019). L\u2019ampia raccolta di effetti di mentalismo fa tesoro di un lavoro collettivo sul tema che comprende i contributi di numerose colleghe mentaliste e colleghi illusionisti<\/p>\n<p>Se da un lato la disomogeneit\u00e0 tra le due sezioni pu\u00f2 spiazzare, un approccio alla materia a tutto tondo non pu\u00f2 prescindere n\u00e9 da una riflessione teorica sulle sue origini, n\u00e9 dagli elementi pratici che rendono tanto persuasivi gli inganni su cui si fonda il mentalismo. Il pragmatismo che domina le sezioni dedicate agli aspetti tecnici dell\u2019arte magica resta un ingrediente fondamentale per la sua pratica concreta. Spiegandone il ruolo, in apparenza paradossale, Adeline Baldacchino scrive che<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">se abbiamo bisogno che la poesia e la magia ci ricordino l\u2019essenziale \u00e8 perch\u00e9, in verit\u00e0, nessun essere umano \u00e8 pi\u00f9 realista di chi si occupa di poesia e nessuno pi\u00f9 pragmatico dell\u2019illusionista. Entrambe le figure hanno la mente rivolta alla morte e si occupano di incantare la vita per renderla sopportabile. Entrambe lavorano sulla lingua e con i gesti per rendere visibile l\u2019invisibile \u2013 che \u00e8 ci\u00f2 che fino a quel momento si riteneva impossibile.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Dopo\u00a0<b>Luca Casarotti<\/b>, che aveva firmato la prefazione del primo volume (<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/06\/mesmer-lezioni-di-mentalismo\/\">qui su\u00a0<i>Giap<\/i><\/a>), non poteva essere che\u00a0<b>Filo Sottile<\/b>\u00a0a introdurre\u00a0<i>La zona del Crepuscolo<\/i>: come la magistrata francese, l\u2019attivista e punkastorie individua nella magia un\u2019efficace via di fuga e una concreta possibilit\u00e0 di contrasto alle imposizioni del reale. Per sconfiggere il fantasma thatcheriano che annienta ogni idea di futuro possibile \u2013 e che Baldacchino chiama \u00ab<i>Le spectre de TINA\u00bb<\/i> \u2013 non baster\u00e0 la neutralit\u00e0 scientista di chi non crede agli ectoplasmi: occorrer\u00e0 concertare un attacco collettivo, facendo appello ai poteri magici dei fucili protonici.<\/p>\n<h4><strong>Prefazione di Filo Sottile<\/strong><\/h4>\n<blockquote><p>\u00abChi rompe un oggetto per scoprire che cos\u2019\u00e8 ha lasciato la via della saggezza\u00bb (Gandalf a Saruman in J.R.R.Tolkien, Il signore degli anelli, 1954).<\/p>\n<p>\u00abPoi usciamo nella notte a tirar sassi alle stelle che a colpirle sembra che splendon di pi\u00f9.\u00bb (Bobo Rondelli, I vitelloni, 2008).<\/p><\/blockquote>\n<p>Avete fra le mani il secondo capitolo di una biografia del mentalismo. Nel primo volume\u00a0<b>Mariano Tomatis<\/b>\u00a0si \u00e8 spinto fino alle soglie della Rivoluzione Francese; da qui\u00a0<i>La zona del crepuscolo<\/i>\u00a0riprende le fila.<\/p>\n<p>Le rivoluzioni non sono eventi puntuali, riassumibili in una sola circostanza. Si tratta di processi molteplici e contraddittori. Periodi di incertezza, di slanci, di cadute, di trionfi, di miserie, di tradimenti e conversioni, di errori di valutazione e coincidenze insperate. Una fetta spessa di territorio fra un\u00a0<i>prima<\/i>\u00a0che si vuole trasformare e un\u00a0<i>poi<\/i>\u00a0che si immagina via via. In questo senso,\u00a0<i>La zona del crepuscolo<\/i>\u00a0\u00e8 un libro di rivoluzioni. Esplora terre di confine, in cui i cippi sono erratici e in cui \u00e8 difficile risalire alla provenienza delle figure che le percorrono.<\/p>\n<p>Mariano ci conduce lungo un trentennio, a cavallo fra XVIII e XIX secolo, luogo di scontro e di incontro fra scienza e teatro, incubi e premonizioni, poteri ESP e giochi di prestigio. Correnti cos\u00ec diverse non possono che produrre marosi \u2013 e infatti\u00a0<i>La zona del crepuscolo<\/i>\u00a0\u00e8 anche un decameron di avventure che si intrecciano.<\/p>\n<p>Ne\u00a0<i>Le novelle marinaresche di Mastro Catrame<\/i>\u00a0(1894) di\u00a0<b>Emilio Salg\u00e0ri<\/b>, il marinaio del titolo \u00e8 condannato dal suo capitano a raccontare per dodici sere le sue peripezie fra gli oceani. Catrame narra, senza un briciolo di ironia e con perfetta adesione, dodici fra le pi\u00f9 terribili leggende di mare. Al termine di ogni storia, quando il resto della ciurma \u00e8 avvinta e atterrita, il capitano della nave smonta le\u00a0<i>fandonie<\/i>\u00a0del mastro con il piglio irridente del positivista. Salg\u00e0ri prova a camminare su un asse sottilissimo. Sa che per raccontare storie di mare nella sua epoca non pu\u00f2 rinunciare all\u2019azione di\u00a0<i>debunking<\/i>\u00a0del capitano, ma fa in modo che questa riverberi del fascino tenebroso del leggendario marinaresco. Polarizza le due pulsioni in una coppia di personaggi contrapposti e le sintetizza in un racconto che inquadra entrambi.<\/p>\n<p>Della stessa ampiezza e ambivalenza gode la cornice montata da Mariano: fra i documenti di quei tre decenni, traccia itinerari poco battuti, ma panoramici e rivelatori. Cammina in bilico fra l\u2019investigazione e la narrazione, senza farsi abbagliare dalle luci, n\u00e9 spaventare dalle ombre. Si offre di farci da guida in questa zona. Il crepuscolo \u2013 come la rivoluzione \u2013 non \u00e8 un luogo circoscritto, puntiforme, ma quel lasso di tempo in cui il giorno trascolora nella notte, per sua stessa definizione sfumato, compresenza ibrida, terra di nessuno, landa bizzarramente abitata. In questa zona, che \u00e8 in effetti un\u2019ampia soglia, Mariano ci propone cinque percorsi liminali, in cui i nostri passi abitano il confine pi\u00f9 che oltrepassarlo, i nostri sensi sono messi all\u2019erta e il muscolo dello stupore continuamente sollecitato.<\/p>\n<div id=\"attachment_44765\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44765\" class=\"wp-image-44765\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/puysegur.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"255\" \/><p id=\"caption-attachment-44765\" class=\"wp-caption-text\">Armand- Marie-Jacques de Chastenet, marchese di Puys\u00e9gur.<\/p><\/div>\n<p>Nel primo percorso vediamo il\u00a0<b>marchese di Puys\u00e9gur<\/b>\u00a0intento alle sue sperimentazioni magnetiche. \u00c8 un momento nevralgico: il suo lavoro ispirer\u00e0 tanto l\u2019ipnosi medica che il mentalismo a venire. L\u2019apparente quiete che accompagna le induzioni \u00e8 carica di tensione e apre conflitti: ci\u00f2 a cui assistiamo \u00e8 terra vergine per il sapere scientifico o un fenomeno truffaldino da smascherare? Mariano ci propone una terza via: abitare la frattura e immedesimarci nelle anonime sonnambule che si prestano agli esperimenti.<\/p>\n<p>Il secondo itinerario ci porta nella terra d\u2019incubo della fantasmagoria.\u00a0<b>Philidor<\/b>\u00a0e i suoi epigoni, con le loro lanterne magiche, si muovono laddove scienza e tecnica, occulto e storia si incontrano. Travestendole da esperienze didattiche, allestiscono un teatro degli orrori in cui vengono materializzati fantasmi inconsci. Queste apparizioni, come il padre di\u00a0<b>Amleto<\/b>, pongono dilemmi e invitano a prendere posizioni. Non si tratta solo di discutere di massimi sistemi, di vita e di morte, ma anche \u2013 pi\u00f9 prosaicamente \u2013 di capire il significato politico di un\u2019apparizione del re da poco decapitato e di interrogarsi sull\u2019evocazione dello spirito di un congiunto: vampirismo della nostalgia o rituale psicomagico?<\/p>\n<p>La terza esplorazione ci porta nel territorio delle donne invisibili. Una sedicente scoperta scientifica diviene paradossale attrazione spettacolare. La voce disincarnata di queste donne apre a idealizzazioni e fantasie erotiche. Mariano qui ci porta dietro le quinte e rende ancora pi\u00f9 esplicita un\u2019attenzione per le questioni di genere che pervade tutto il suo lavoro.<\/p>\n<div id=\"attachment_44762\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Abbe-Faria-Goa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44762\" class=\"wp-image-44762\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Abbe-Faria-Goa.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-44762\" class=\"wp-caption-text\">Panaji, capitale dello stato indiano di Goa: la statua che celebra l&#8217;abate Faria, raffigurato (guarda un po&#8217;) nell&#8217;atto ipnotizzare una donna.<\/p><\/div>\n<p>Il quarto e il quinto percorso sembrano specchiarsi l\u2019uno nell\u2019altro. Nel primo incontriamo l\u2019<b>abate Faria<\/b>. Il magnetizzatore di origine indiana, il primo a spettacolarizzare in modo esplicito il sonnambulismo, ci costringe a interrogarci: realt\u00e0 o simulazione? Si pu\u00f2 prestare credito a fenomeni fuori dal nostro controllo, che avvengono nella coscienza altrui? La sua contrastata parabola, costellata di critiche e sabotaggi, sembra cercare via di fuga al dilemma. E di evasioni inverosimili, ancora pi\u00f9 di quella tentata dal Faria de\u00a0<i>Il Conte di Montecristo<\/i>\u00a0(1844), narra l\u2019ultimo itinerario, sul confine fra lucidit\u00e0 e follia. Protagonista \u00e8\u00a0<b>Ersilia Rouy<\/b>. Rinchiusa in manicomio per questioni di eredit\u00e0, sembra pescare dai saperi dell\u2019illusionismo e dall\u2019armamentario dell\u2019occulto per piegare le sbarre che la rinchiudono.<\/p>\n<p>La prospettiva de\u00a0<i>La zona del crepuscolo<\/i>\u00a0non \u00e8\u00a0<i>dal<\/i>\u00a0basso, ma \u00e8\u00a0<i>in<\/i>\u00a0basso. Se la tecnica principe dell\u2019illusionista \u00e8 la\u00a0<i>misdirection<\/i>\u00a0\u2013 guarda l\u00ec, c\u2019\u00e8 un asino che vola! \u2013 qui invece ci viene chiesto di porre attenzione ai margini, fuori dal centro, in basso, a lato dei riflettori e delle roboanti dichiarazioni di principio, dove accade la storia spiccia: le transazioni, i contratti, le relazioni, i tradimenti, le alleanze. Cos\u00ec scopriamo che \u2013 visto da qui sotto, restituitagli l\u2019umanit\u00e0 e le sue miserie e privato del lezzo d\u2019acqua di colonia \u2013 il mentalismo non perde un grammo del suo fascino.<\/p>\n<p>Una lunga trattazione meriterebbe il capitolo che chiude il libro, quello sulla \u201cbella addormentata\u201d che si trova al Museo Tussauds di Londra, ma non \u00e8 questa la sede per farlo. Lascio che sia Mariano a rivelarvi il segreto che muove l\u2019incanto. Io vi propongo una suggestione di tutt\u2019altro genere, che mi pare che con quella riflessione faccia rima. Si tratta di una scena secondaria di\u00a0<i>Nirvana<\/i>\u00a0(1997), film di fantascienza di\u00a0<b>Gabriele Salvatores<\/b>. I protagonisti si trovano a Bombay City, un sobborgo sotterraneo di una citt\u00e0 distopica, in un\u00a0<i>ashram<\/i>\u00a0in cui la puja incontra le pi\u00f9 avanzate tecnologie informatiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-44651\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/006.jpg\" alt=\"\" width=\"1400\" height=\"765\" \/><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un uomo appeso, cavi ed elettrodi lungo tutto il corpo. Gli occhi sono chiusi, ogni tanto ha degli spasmi. La guida dell\u2019<i>ashram<\/i>\u00a0spiega:<\/p>\n<p class=\"citazione\">\u2013 \u00c8 ricercato da tutte le polizie del pianeta. Gli hanno inserito in testa un trasmettitore e se il suo cervello entra in fase di pensiero attivo pu\u00f2 essere immediatamente rintracciato. Quello che ci hai portato \u00e8 un software rubato direttamente alla Sushom Psycho Lab. Ci aiuter\u00e0 a mantenerlo in fase REM fino a quando non riusciremo a togliere il trasmettitore.<br \/>\n\u2013 Vuoi dire che continuate a farlo sognare?<br \/>\n\u2013 Esatto. Se sogna, non pensa. Se non pensa, il trasmettitore non entra in funzione. Se continua a sognare, non pu\u00f2 essere individuato.<\/p>\n<p>La pratica del sogno come via di fuga e possibilit\u00e0 di contrasto alle imposizioni del reale, ai\u00a0<i>there is no alternative<\/i>, alla \u201clegge dell\u2019ormai\u201d \u00e8 una strada fatta di macchine, immaginario, furti, hackeraggi, trucchi da illusioniste e, soprattutto, azioni collettive. In questo finale, Mariano ce lo conferma.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">*\u00a0<b>Filomena \u201cFilo\u201d Sottile<\/b>\u00a0batte palchi e piazze da oltre due decenni nei panni della punkastorie. Ha pubblicato un romanzo, racconti, articoli su viandanze, piante, transfemminismo, questioni No TAV. Il suo ultimo pamphlet si intitola\u00a0<i>La mostruositrans<\/i>\u00a0(Eris 2020). Ha scritto per <em>Giap!<\/em>, <em>Carmilla<\/em>, <em>Alpinismo Molotov<\/em>. Cura il blog <a href=\"http:\/\/filosottile.noblogs.org\">filosottile.noblogs.org<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong>Note<\/strong><br \/>\n1. Michail Bachtin, \u201cLa parola nel romanzo\u201d in\u00a0<i>Estetica e romanzo<\/i>, Einaudi, Torino 1979 cit. in Andrea Grilli,\u00a0<i>Luther Blissett. Il burattinaio della notizia<\/i>, PuntoZero, Bologna 2000, p. 22.<br \/>\n2. Clara Gallini,\u00a0<i>La sonnambula meravigliosa<\/i>, Feltrinelli, Milano 1983, p. 109.<br \/>\n3.\u00a0<a href=\"https:\/\/archive.org\/stream\/MenInRed\/mir-2#page\/n48\/mode\/1up\"><i>MIR Rivista di ufologia radicale<\/i>, n. 2, 1998, p. 47.<\/a><br \/>\n4. Mariano Tomatis, <i>Mesmer. Dall\u2019et\u00e0 della pietra all\u2019et\u00e0 dell\u2019anima<\/i>, Vol. 1, Torino 2016, p. 17.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Finalmente, dopo una lunga attesa, \u00e8 uscito ed \u00e8 ordinabile il secondo volume di Mesmer, la storia del mentalismo a cui il nostro compagno di strada Mariano Tomatis, scrittore e mago, lavora da molti anni. 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