{"id":44539,"date":"2020-06-30T09:00:21","date_gmt":"2020-06-30T07:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=44539"},"modified":"2020-07-01T08:51:34","modified_gmt":"2020-07-01T06:51:34","slug":"italpizza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/06\/italpizza\/","title":{"rendered":"Italpizza, 2018-2020. La lotta di classe prima e dopo il Covid, nel cuore del nuovo \u00abmodello emiliano\u00bb"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_44549\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44549\" class=\"wp-image-44549\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ulixes.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" \/><p id=\"caption-attachment-44549\" class=\"wp-caption-text\">11 dicembre 2019: forze dell&#8217;ordine, personale del Comune di Modena e dell&#8217;azienda Italpizza rimuovono l&#8217;installazione del collettivo Nomissis intitolata \u00abCi sono pizze indigeribili\u00bb. L&#8217;opera mostra un lavoratore incatenato a una margherita, tra acide foglie di basilico.<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[A poche decine di chilometri dalla citt\u00e0 in cui viviamo, attivamente sostenuta anche da compagne e compagni che conosciamo, \u00e8 in corso da tempo una delle pi\u00f9 radicali ed emblematiche lotte di questi anni: quella delle lavoratrici e dei lavoratori di Italpizza, <em>top player<\/em> nel settore delle pizze surgelate.<br \/>\nPer le caratteristiche della <em>working class<\/em> che ne \u00e8 protagonista \u2013 in gran parte donne immigrate da varie parti del mondo \u2013 e per gli aspetti toccati dalle sue molte diramazioni \u2013 razzismo, violenza contro i migranti, violenza di genere, \u00abdecoro\u00bb, consumo di suolo ecc. \u2013, quest&#8217;intricata vertenza \u00e8 una lotta pi\u00f9 \u00abintersezionale\u00bb che mai.<br \/>\nPietro \u00e8 un compagno di Modena e gestisce il blog <a href=\"https:\/\/militantduquotidien.blog\/\"><em>miitantduquotidien<\/em><\/a>, dove fa inchiesta e smonta i meccanismi e le retoriche del capitalismo \u00aball&#8217;emiliana\u00bb. Gli abbiamo chiesto di raccontare la storia della vertenza Italpizza dal 2018 a pochi giorni fa. Leggere l&#8217;intera sequenza \u00e8 rivelatore, e permette di comprendere alcuni caratteri della lotta di classe nell&#8217;Italia del post-Covid. Buona lettura. <strong>WM<\/strong>]<\/span><\/p>\n<p>di <strong>Pietro &#8211; militantduquotidien<\/strong> *<\/p>\n<blockquote><p>\u00abGiungere ad un punto che \u00e8 l&#8217;ABC dei diritti dei lavoratori, dopo una tale conflittualit\u00e0, che \u00e8 stata posta in essere fin dall&#8217;inizio dalle aziende in questa citt\u00e0, \u00e8 un elemento che giudichiamo pericoloso.\u00bb<br \/>\nEleonora Bortolato, sindacalista, 11 dicembre 2018<\/p><\/blockquote>\n<p>Se c&#8217;\u00e8 stato un elemento irrinunciabile per gli affari e per gran parte del sistema produttivo del Paese a cavallo fra gli anni Dieci e gli anni Venti del nuovo secolo, \u00e8 stato senza dubbio il <em>silenzio<\/em>. Dal caporalato bracciantile nei campi di mezza Italia, passando da <a href=\"https:\/\/contropiano.org\/regionali\/piemonte\/2020\/06\/19\/saluzzo-la-polizia-carica-i-braccianti-che-chiedono-soluzioni-alloggiative-dignitose-0129268\">Saluzzo<\/a> a <a href=\"https:\/\/nitter.net\/JigginoRuss\/status\/1272830773171834880?s=20\">Borgo Mezzanone<\/a>, dalle morti di <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180603225031\/https:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2018\/06\/04\/news\/migrante_ucciso_a_fucilate_in_calabria_incendio_nella_vecchia_tendopoli_e_oggi_sciopero_dei_braccianti-198089266\/\"><strong>Soumaila Sacko<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20200609220201\/https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/20_giugno_08\/storia-adnan-siddique-assassinato-avere-difeso-braccianti-caporali-7dcf7402-a94c-11ea-b9d7-2bd646fda8c5_preview.shtml?reason=unauthenticated&amp;cat=1&amp;cid=jli3MpjL&amp;pids=FR&amp;credits=1&amp;origin=https%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fcronache%2F20_giugno_08%2Fstoria-adnan-siddique-assassinato-avere-difeso-braccianti-caporali-7dcf7402-a94c-11ea-b9d7-2bd646fda8c5.shtml\"><strong>Adnan Siddique<\/strong><\/a>, fino ai distretti industriali del Nord, la geografia economica del paese sembra aver seguito grosso modo lo stesso <em>pattern<\/em>, quello di una filiera agroalimentare di cui si conosce poco o nulla e che sguazza nell&#8217;opacit\u00e0, scaricando tutto il peso della concorrenza sulle spalle dei lavoratori.<!--more--><\/p>\n<p>Torniamo all&#8217;alfabeto, all&#8217;ABC, a ci\u00f2 che nonni e bisnonni conoscevano e <em>ri-conoscevano<\/em> in termini elementari, nella semplice formula del \u00abNo allo sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo\u00bb. Da sempre, ovunque si sia ripresentata questa condizione, lo sfruttamento ha viaggiato, giorno e notte, in coppia col suo principale alleato: il silenzio, appunto. L&#8217;omertosa apatia del piccolo trambusto quotidiano. \u00c8 esattamente questo l&#8217;ambiente ideale a far correre gli affari e nutrire l&#8217;insaziabile sete di profitto: un clima aconflittuale e sostanzialmente privo di qualsivoglia voce critica.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pu\u00f2 capitare che, nell&#8217;Italia del 2020, anche la <em>parola<\/em> si faccia pericolosa, persino in territori che amano autodefinirsi e autoincensarsi come \u201cprogressisti\u201d e \u201cdemocratici\u201d. Ne \u00e8 un esempio quel che si legge in <a href=\"https:\/\/archive.is\/pZJOU\">un comunicato<\/a> della Casa del popolo Spartaco di Correggio:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAd un anno dalla partecipazione come Casa del Popolo Spartaco, insieme con altre realt\u00e0, associazioni, partiti e sindacati, alla campagna di &#8220;consumo consapevole&#8221; in solidariet\u00e0 alle lavoratrici e ai lavoratori di Italpizza, ci \u00e8 stata &#8220;recapitata&#8221; una querela per diffamazione aggravata, per un video da noi girato che documentava un volantinaggio davanti ad un supermercato.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che Italpizza adisce le vie legali. Nel settembre del 2019, l\u2019Amministratore Delegato dell&#8217;azienda Andrea Bondioli aveva querelato per diffamazione <a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2019\/09\/17\/a-proposito-di-italpizza-ho-visto-cose-che-voi-umani\/\">lo scrittore \u2013 nonch\u00e9 attivista sindacale e redattore di Carmilla \u2013 <strong>Giovanni Iozzoli<\/strong><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p>In un tempo ossessionato dall&#8217;immagine pu\u00f2 capitare che un ricchissimo <em>player<\/em> del territorio modenese, abituato a ben altro tipo di pubblicit\u00e0, possa risentirsi non poco se un branco di sfigati e <em>signori nessuno<\/em> si mette insieme, armato esclusivamente della parola e della solidariet\u00e0, e comincia a far sbiadire un <em>brand<\/em> che al contrario si vorrebbe sempre lustro e scintillante.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 alto: il silenziamento delle voci critiche attraverso <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/05\/sulluso-politico-dei-reati-di-diffamazione-e-ingiuria\/\">l&#8217;utilizzo politico della querela<\/a>. Anche solo lo spiegare o il denunciare con chiarezza ci\u00f2 che avviene nei propri territori rischia di trasformarsi in una potenziale \u201cdiffamazione\u201d, per la gioia di quelli che un tempo venivano chiamati, molto semplicemente, padroni.<\/p>\n<p>Allora, siccome il rischio \u00e8 alto e alla parola non vogliamo rinunciare, proviamo a ripercorrere insieme tutti i passaggi di una vertenza tra le pi\u00f9 radicali e significative di questi anni, sebbene poco conosciuta a livello nazionale o al di fuori del ristretto circolo degli \u201caddetti ai lavori\u201d.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9, se il fiuto non ci difetta, \u00e8 altamente probabile che nei prossimi mesi la gestione <em>manu militari<\/em> di possibili crisi aziendali o di conflitti che toccheranno il mondo del lavoro assuma caratteristiche molto simili alla repressione antioperaia posta in essere in questa vertenza. Una vertenza particolare, dalla quale, seguendo una logica induttiva, si possono ricavare indicazioni di carattere pi\u00f9 generale. Italpizza non sar\u00e0 Fca o l&#8217;ArcelorMittal Italia dell&#8217;ex Ilva di Taranto ma \u00e8 comunque una grossa azienda, un&#8217; &#8220;eccellenza&#8221; del territorio, del cosiddetto <em>Made in Italy e <\/em>dell&#8217;industria agroalimentare italiana. Un \u00abmarchio leader in Italia e famoso in tutto il mondo\u00bb per le sue pizze surgelate. Un gigante da 127 milioni di fatturato annuo in grado di esportare i propri prodotti in 55 paesi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-44570\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"616\" height=\"242\" \/><\/p>\n<p>I numeri d&#8217;altronde parlano chiaro. Come riporta <strong>Umberto Franciosi<\/strong>, segretario regionale della Flai-Cgil, sul <a href=\"https:\/\/www.nuovocaporalato.it\/2019\/07\/02\/italpizza-per-ogni-pizza-11-centesimi-da-comprimere-sulla-pelle-dei-lavoratori-per-incrementare-i-profitti\/\">blog Nuovo Caporalato<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abItalpizza in dieci anni ha incrementato il fatturato da 33.399.415 a 126.281.184 euro, un incremento [&#8230;] del + 278%; l\u2019utile netto, nello stesso periodo temporale, da 2.218.891 a 7.256.156 euro, un incremento del 227%; mentre l\u2019EBTA da 4.393.657 a 9.011.880 euro, un incremento del 105%. [\u2026] Una situazione economica che ha permesso di distribuire, alle societ\u00e0 a responsabilit\u00e0 limitata che controllano Italpizza [&#8230;] dividendi per oltre 35 milioni in cinque anni. Numeri cresciuti con un\u2019occupazione diretta che diminuisce: nei dieci anni presi in considerazione, passa da 110 dipendenti dell\u2019anno 2008 ai 101 del 2018.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Insomma un&#8217;azienda tutt&#8217;altro che in crisi, \u00abuna storia da favola\u00bb come la definisce la stessa Italpizza sul proprio sito.<\/p>\n<p>Proviamo a raccontarla anche noi, questa storia, suddivisa in quattro stagioni.<\/p>\n<h4><strong>1. Inverno<\/strong><\/h4>\n<p>Tutto inizia il 28 novembre del 2018 con uno sciopero indetto dal sindacato di base S.I. Cobas&#8230; <em>No, wait.<\/em> Facciamo prima un passo indietro. A fine 2015, al 29 dicembre per l&#8217;esattezza, giorno in cui Cgil-Cisl-Uil firmano un accordo con Italpizza per il passaggio del contratto a \u00abPulizie\/Multiservizi\u00bb.<\/p>\n<p>In principio i lavoratori di questo colosso della pizza surgelata erano assunti direttamente da Italpizza col contratto del settore alimentare. Poi, come spesso accade nei comparti dell&#8217;industria alimentare emiliana, sono stati trasferiti, come macchinari qualsiasi, alle cooperative appaltatrici con una variazione contrattuale peggiorativa \u2013 CCNL Logistica \u2013 e infine, con l&#8217;accordo firmato dai sindacati confederali, passano tutti al contratto Pulizie\/Multiservizi \u2013 che, in teoria, non dovrebbe essere applicato a chi manipola alimenti. Soltanto gli impiegati vengono mantenuti come dipendenti diretti dell&#8217;azienda.<\/p>\n<p>Tre anni dopo le cose esplodono. Oltre al problema contrattuale\u00a0 \u2013 il contratto da alimentarista tutela molto di pi\u00f9 il lavoratore, sia a livello di paga che a livello di orari \u2013 c&#8217;\u00e8 quello della flessibilit\u00e0 estrema che vige all&#8217;interno dello stabilimento di San Donnino e che rende impossibile ai lavoratori organizzare la propria vita. <a href=\"https:\/\/gazzettadimodena.gelocal.it\/modena\/cronaca\/2018\/11\/29\/news\/italpizza-protesta-si-cobas-turni-con-16-ore-di-lavoro-1.17511372\">Stando alle testimonianze delle lavoratrici<\/a>, infatti, nell&#8217;azienda \u00abmarchio leader\u00bb i turni sono comunicati giorno per giorno in base alle richieste del momento e possono essere annunciati pure all\u2019ultimo minuto, persino la notte stessa, dopo che si \u00e8 staccato, per rientrare direttamente il mattino dopo con turni che possono cos\u00ec arrivare a un totale di 15-16 ore consecutive.<\/p>\n<p>\u00c8 per questi motivi che, nel novembre del 2018, un gruppo di 9 donne e 4 uomini impiegati da tempo nelle cooperative Evologica e Cofamo si iscrive al S.i. Cobas. Come spesso avviene in questi casi, la reazione dell&#8217;azienda alla semplice iscrizione al sindacato non si fa attendere. Alcune\/i ricevono comunicazione di trasferimento in altri cantieri, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/5Z3-pC_39D8?t=378\">mentre altre tre vengono lasciate direttamente a casa<\/a>.<\/p>\n<p>Inizia lo sciopero. \u00c8 il 28 novembre del 2018 e il presidio davanti ai cancelli viene immediatamente raggiunto da Polizia e Carabinieri, con la Digos che presenzia alla prima trattativa fra iscritti al sindacato e propriet\u00e0. Tanto si tratta solo di donne, perlopi\u00f9 straniere, a chi mai potr\u00e0 interessare di loro e chi se ne frega se stanno solo chiedendo <a href=\"https:\/\/youtu.be\/5Z3-pC_39D8?t=408\">la corretta osservanza delle <\/a>leggi e dell&#8217;adeguato CCNL!<\/p>\n<p>Dopo le prime promesse di riassunzione, con lo sciopero si ottiene un tavolo di trattativa in Prefettura a Modena, previsto per il 5 dicembre. Ma il presunto tavolo scompare nell&#8217;arco di mezza mattinata. Il Prefetto, <strong>Maria Patrizia Paba<\/strong>, non intende nemmeno ascoltare i delegati sindacali.<\/p>\n<p>Cominciano a parlare i manganelli e i lacrimogeni, per giorni e giorni gli unici interlocutori che la \u00abRepubblica democratica, fondata sul lavoro\u00bb conceder\u00e0 alle lavoratrici e ai lavoratori di quest&#8217;azienda.<\/p>\n<p>La sera stessa, infatti, il presidio davanti allo stabilimento di San Donnino <a href=\"https:\/\/youtu.be\/ezL-NhDLsOo\">viene sgomberato con la forza e gasato col CS<\/a> \u2013 arma chimica <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/06\/29\/gas-cs-larma-anti-manifestanti-e-i-suoi-effetti-tossici\/279351\/\">bandita pure dalla Convenzione di Parigi<\/a>. Il sindacato risponde annunciando lo sciopero generale provinciale. La mattina seguente il presidio davanti ai cancelli di Italpizza \u00e8 affollatissimo. I lavoratori mostrano la quantit\u00e0 di lacrimogeni lanciati su di loro la sera precedente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Copertina_carnedamacello.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44577\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Copertina_carnedamacello.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"281\" \/><\/a>Pi\u00f9 che uno shock \u00e8 un copione che si ripete. Qualche anno prima, sempre nel modenese, era toccato alle industrie alimentari del distretto delle carni. Vertenze dure, riassunte anche in un libro dal titolo eloquente: <a href=\"https:\/\/www.redstarpress.it\/prodotto\/carne-da-macello\/\"><i>Carne da macello<\/i><\/a>. Storie vere, storie di lotta, di dignit\u00e0, di operai senza alcuna garanzia contrattuale sulle cui spalle per\u00f2 ricade l&#8217;intero peso di settori strategici dell&#8217;industria alimentare italiana. \u00c8 il nuovo \u00abmodello emiliano\u00bb, o meglio, i suoi aspetti meno visibili, di cui non si sente parlare mai.<\/p>\n<p>A onor del vero, della vertenza Italpizza si parler\u00e0 eccome, molto pi\u00f9 che delle lotte nel distretto delle carni. Ma <em>come<\/em> se ne parler\u00e0? <a href=\"https:\/\/militantduquotidien.blog\/2018\/12\/14\/achtung-banditen-sul-linguaggio-e-sulla-condizione-operaia-in-provincia-di-modena-nel-2018-il-caso-italpizza\/\">Sui giornali locali, <em>Gazzetta di Modena<\/em><\/a> in primis, dalle cronache di quanto accade fuori dai cancelli dell&#8217;azienda scompare, quasi per magia, la parola <em>\u00ab<\/em>lacrimogeni\u00bb, rimpiazzata da \u00abfumogeni\u00bb \u2013 pi\u00f9 miti e generalmente utilizzati dai manifestanti, non dalle forze dell&#8217;ordine. Le \u00abcariche\u00bb invece si trasformano in \u00abscontri\u00bb come se, anzich\u00e9 di una vertenza sindacale con motivazioni pi\u00f9 che legittime, si stesse raccontando di \u00abguerriglia\u00bb, di \u00abcanaglie\u00bb , di \u00abultras\u00bb, di <a href=\"http:\/\/www.laprivatarepubblica.com\/la-teppa-del-lavoro-operai-brigatisti-ultras\/\">teppa del lavoro<\/a> o di autentici <em>folk devil<\/em>.<\/p>\n<p>Dopotutto, si tratta perlopi\u00f9 di lavoratrici e lavoratori stranieri, anche se in Italia da decenni e con i figli nati nel grigio della pianura Padana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-44585\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/lavoratrici_Italpizza-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1160\" height=\"738\" \/><\/p>\n<p>Lo stabilimento di Italpizza, tuttavia, non \u00e8 ubicato alla periferia di un qualche distretto industriale ma \u00e8 situato lungo la Vignolese, una delle principali arterie che collegano la citt\u00e0 di Modena con la provincia. \u00c8 difficile ignorare quanto sta accadendo. Cos\u00ec, pi\u00f9 roteano i manganelli e i lacrimogeni, pi\u00f9 cresce la principale &#8220;arma&#8221; a disposizione dei lavoratori, quella che si riveler\u00e0 ben presto strabiliante per la sorte degli scioperanti: la solidariet\u00e0.<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab<i>La lotta guidata da queste donne ha trasformato il picchetto in uno sciopero generale provinciale: \u00e8 <\/i><strong><i>il primo sciopero contro il decreto sicurezza da poco convertito in legge<\/i><\/strong><i>. Le donne migranti che stanno bloccando la produzione, respirando lacrimogeni e fronteggiando le cariche della polizia, sfidano infatti apertamente e senza paura i provvedimenti che vietano i blocchi stradali e puniscono chi lotta, minacciando le e i migranti di espulsione.\u00bb<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec si apriva una <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/notes\/non-una-di-meno-bologna\/non-una-di-meno-sostiene-lo-sciopero-delle-lavoratrici-migranti-contro-italpizza\/965456330331486\/\">nota di Non Una di Meno Bologna<\/a>, il primo soggetto, insieme agli attivisti del Guernica di Modena sempre presenti e solidali durante gli scioperi, a schierarsi apertamente al fianco delle lavoratrici di Italpizza.<\/p>\n<p>L&#8217;8 dicembre si tiene una <a href=\"http:\/\/www.senzaquartiere.org\/2018\/12\/09\/8-dicembre-giornata-del-suolo-mobastacemento-a-presidio-del-campo-di-vaciglio\/\">\u00abgiornata a difesa del suolo\u00bb<\/a>, organizzata dal <a href=\"http:\/\/archive.is\/ldN4m\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer nofollow noopener\">comitato #mobastacemento<\/a>, che si batte contro le nuove cementificazioni previste in citt\u00e0. All&#8217;appuntamento si presentano anche alcune lavoratrici di Italpizza, che descrivono l&#8217;atmosfera respirata sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno dello stabilimento. Un ulteriore intreccio di questa vertenza, con appalti e subappalti che toccheranno anche le tematiche ambientali come il consumo di suolo, visto l&#8217;imminente ampliamento della fabbrica.<\/p>\n<p>Il movimento femminista e il comitato saranno seguiti a ruota dall&#8217;Unione Sindacale Italiana e dall\u2019opposizione Cgil di area \u00abIl sindacato \u00e8 un\u2019altra cosa\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_44578\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Aldo_Milani.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44578\" class=\"wp-image-44578\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Aldo_Milani.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"155\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-44578\" class=\"wp-caption-text\">Aldo Milani, segretario nazionale del S.I. Cobas. Nel 2017 oggetto di un &#8220;teorema&#8221; giudiziario e di una campagna stampa calunniosa, assolto con formula piena nel maggio 2019.<\/p><\/div>\n<p>Quest&#8217;ultimo denuncia apertamente il ruolo della polizia nella gestione davanti allo stabilimento <a href=\"https:\/\/resistenzeinternazionali.it\/2018\/12\/comunicato-stampa-il-sindacato-e-unaltra-cosa-cgil-modena\/\">spingendosi ad affermare<\/a>: \u00abcambiano i questori ma la musica \u00e8 sempre la stessa, la polizia agisce come una novella \u201cagenzia Pinkerton\u201d al servizio dei padroni \u2013 pur essendo pagata dalle tasse dei lavoratori, anche dei manganellati\u2026\u00bb con riferimento esplicito alle <a href=\"https:\/\/militantduquotidien.blog\/2018\/11\/01\/modena-pork-come-arrestare-luciano-lama-ai-tempi-della-cgil\/\">vicende di AlcarUno e all&#8217;arresto di <strong>Aldo Milani<\/strong>, segretario nazionale del S.i.Cobas<\/a>.<\/p>\n<p>Davanti ai cancelli, infatti, il margine di trattativa non esiste, non ha cittadinanza. Nella sola giornata di luned\u00ec 10 dicembre, dopo pi\u00f9 di una settimana di scioperi e blocchi continui, si contano almeno dieci cariche di polizia e carabinieri, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/eleonora.maqroll\/videos\/2245216412176249\/?t=9\">con annesso pestaggio di un giovane lavoratore inerme a terra<\/a>. Il bilancio della giornata conter\u00e0 cinque persone soccorse dalle ambulanze per le manganellate, pi\u00f9 altre \u2013 compresi diversi agenti di polizia sprovvisti di maschere antigas \u2013 svenute o crollate a terra per i malori provocati dal gas CS.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-44574\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/pizza_ai_lacrimogeni.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"391\" \/><\/p>\n<p>A lungo, a chiunque capiter\u00e0 di passare su via Vignolese, all&#8217;altezza di San Donnino, apparir\u00e0 lo scenario di un&#8217;azienda completamente militarizzata: blindati, jeep della municipale, auto di polizia, Digos e carabinieri. Sullo sfondo, il grande marchio Italpizza a troneggiare in prossimit\u00e0 dell&#8217;A1. Pi\u00f9 avanti, durante l&#8217;estate, sar\u00e0 addirittura necessario alzare il finestrino per non ritrovarsi l&#8217;auto piena di gas CS.<\/p>\n<p>Intanto, per\u00f2, la tenacia delle lavoratrici e dei solidali paga. Marted\u00ec 11 dicembre, dopo quasi due settimane di sciopero e sei ore di discussione, viene firmato il primo accordo in prefettura per il reintegro di tutte le tredici iscritte e iscritti al sindacato. Praticamente \u00abl&#8217;ABC dei diritti dei lavoratori.\u00bb<\/p>\n<p>Quella di Italpizza, tuttavia, \u00e8 una battaglia che \u00e8 gi\u00e0 andata oltre la semplice vertenza sindacale. In gioco, sul territorio, ci sono la libert\u00e0 sindacale e la giustizia sociale, <em>tout court<\/em>. Col decreto Salvini pubblicato in Gazzetta Ufficiale da appena una settimana \u2013 decreto che <a href=\"https:\/\/www.infoaut.org\/no-tavbeni-comuni\/il-decreto-salvini-e-il-reato-di-blocco-stradale\">reintroduce il reato di blocco stradale, depenalizzato nel 1999<\/a> \u2013 lo sciopero a Italpizza si pone anche all&#8217;avanguardia delle lotte contro la deriva securitaria e il razzismo istituzionale italiano portato avanti, in questi mesi, dal governo Conte 1.<\/p>\n<p>In citt\u00e0, la politica ha poca voglia di commentare quanto sta succedendo all&#8217;interno e all&#8217;esterno dello stabilimento. \u00c8 come se l&#8217;intero comparto industriale fosse considerato un corpo separato, una \u00abzona economica speciale\u00bb, estranea alla comunit\u00e0, <em>\u00ab<\/em><i>extracomunitaria<em>\u00bb<\/em><\/i> ed extraterritoriale. In aggiunta, il Comune di Modena, ha da poco concesso a Italpizza l<a href=\"https:\/\/www.comune.modena.it\/salastampa\/archivio-comunicati-stampa\/2018\/2\/via-libera-del-consiglio-all2019ampliamento-di-italpizza\">a possibilit\u00e0 di ampliare lo stabilimento<\/a> (1750 metri quadrati) in deroga agli strumenti urbanistici reso possibile grazie allo \u00abSblocca Modena\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/bortolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-44579\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/bortolo.jpg\" alt=\"\" width=\"167\" height=\"129\" \/><\/a>Cos\u00ec, se sindaco e assessori stanno in silenzio, \u00e8 al giovane segretario locale del PD, <a href=\"https:\/\/www.lapressa.it\/articoli\/economia\/italpizza-una-vertenza-che-non-va-assimilata-ad-altre\"><strong>Andrea Bortolamasi<\/strong>, che viene lasciato il compito di rilasciare dichiarazioni:<\/a> \u00abi problemi emersi, come quello dell\u2019ordine pubblico, non possono essere risolti dall\u2019ente locale ma devono essere affrontati dal legislatore e del Ministero degli interni [dunque Salvini, N.d.R.]\u00bb e che \u00abla vicenda dell\u2019Italpizza non va assimilata ad altre in quanto non siamo di fronte a coop spurie. Italpizza \u00e8 un\u2019impresa importante del nostro territorio che si sta espandendo e che esporta il prodotto pi\u00f9 conosciuto del made in Italy nel mondo, la pizza, e ha scelto Modena per investire e ampliarsi\u00bb.<\/p>\n<p>E Bortolamasi ha ragione, con Italpizza \u00abnon siamo di fronte a coop spurie\u00bb. Lo scrittore <strong>Giovanni Iozzoli<\/strong> \u00e8 uno dei primi a prendere posizioni forti sulla vertenza. Commentandone gli sviluppi nel <a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2019\/06\/01\/manganelli-quattro-stagioni\/\">suo pezzo \u201cincriminato\u201d afferma<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abGente organizzata [&#8230;] non i pirati della logistica con le loro cooperative spurie. Dio solo sa come abbiano convinto la Questura a mettersi sostanzialmente a disposizione dell\u2019azienda come una qualsiasi agenzia di guardie giurate [&#8230;] a quei cancelli si gioca una partita importante sulla rappresentanza e sui diritti: e [&#8230;] su questo crinale, \u00e8 meglio che le truppe armate dello Stato diano una mano agli intrepidi esportatori di pizza e alla benemerita opera di modernizzazione che stanno promuovendo.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La vertenza apre uno squarcio su quel che \u00e8 diventata l&#8217;industria agroalimentare italiana. Il cosiddetto <em>\u201c<\/em><i>Made in Italy<\/i><em>\u201d<\/em><i> <\/i>una filiera non pi\u00f9 sostenibile, strozzata dai grandi marchi e dalla grande distribuzione che scarica ormai tutti i margini di guadagno sui lavoratori. Dallo sfruttamento al caporalato nei campi ai grandi insediamenti industriali padani, una filiera che spesso si autotutela <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/fabio-ciconte\/2016\/10\/19\/caporalato-legge\">schermandosi dietro \u00abcodici etici\u00bb e certificazioni tese a scaricare sul pi\u00f9 piccolo responsabilit\u00e0 invece <\/a><a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/fabio-ciconte\/2016\/10\/19\/caporalato-legge\">molto pi\u00f9 ampie<\/a>. Un modello produttivo che sembra replicarsi su un unico fattore: la disperata disponibilit\u00e0 indotta dalla precariet\u00e0 e dalla miseria. Eccola qua, la tanto decantata genialit\u00e0 imprenditoriale italica, ecco il suo segreto.<\/p>\n<p>Come riporta <strong>Umberto Franciosi<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.nuovocaporalato.it\/2019\/07\/02\/italpizza-per-ogni-pizza-11-centesimi-da-comprimere-sulla-pelle-dei-lavoratori-per-incrementare-i-profitti\/\">sul blog Nuovo Caporalato<\/a> anche Italpizza \u00absi \u00e8 fatta certificare l\u2019appalto dalla Fondazione Biagi nell\u2019anno 2015. Una certificazione che certifica il modello, ma non la sua esecuzione, come riportato nel contratto.\u00bb Ed \u00e8 lo stesso segretario regionale della Flai-Cgil che, analizzando rapidamente il costo di produzione delle pizze surgelate, arriva a concludere: \u00abAppare ancora evidente il ruolo della Grande Distribuzione nel determinare le marginalit\u00e0 all\u2019interno della filiera agroalimentare, cos\u00ec come sembra evidente che Italpizza cerca di ridurre il costo del lavoro per recuperare qualche centesimo di marginalit\u00e0, ma che comunque diventano milioni di euro d\u2019incremento di fatturato e di utili, come possiamo leggere dai bilanci economici.\u00bb Sempre lo stesso Franciosi poi in un&#8217;intervista a <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/italpizza-un-incidente-sul-lavoro-scoperchia-il-sistema-appalti\/\">il Manifesto dichiara<\/a>: \u00abIl salario e il costo del lavoro \u00e8 inferiore del 40 per cento: il costo orario per un\u2019azienda che rispetta il contratto dell\u2019industria agroalimentare \u00e8 di 23 euro, con il multiservizi siamo a 14-15 euro\u00bb.<\/p>\n<p>Intanto, mentre a Modena la politica locale resta perlopi\u00f9 in silenzio, la vertenza Italpizza arriva in Parlamento tramite un\u2019interrogazione promossa dalla parlamentare modenese del M5S <strong>Stefania Ascari<\/strong>. Alla sua interrogazione risponde il Sottosegretario <strong>Alessandra Pesce<\/strong>, <a href=\"http:\/\/www.modenatoday.it\/politica\/sanzioni-evasione-coop-italpizza-conferma-governo-2019.html\">che elenca le violazioni amministrative accertate dall\u2019Ispettorato del <\/a><a href=\"http:\/\/www.modenatoday.it\/politica\/sanzioni-evasione-coop-italpizza-conferma-governo-2019.html\">Lavoro a carico di Evologica e Logicamente<\/a>, all&#8217;epoca societ\u00e0 appaltatrici di Italpizza: \u00abvariazione d\u2019attivit\u00e0 inerente all\u2019estensione del rischio Inail su tariffe e premi; il superamento della durata massima delle 48 ore settimanali di lavoro; il superamento delle 250 ore annue dei limiti di straordinario (ipotesi aggravata)\u00bb. Il quadro emerso dall&#8217;interrogazione, inoltre, include recuperi contributivi per Evologica di \u00aboltre 525mila euro a titolo di contributi previdenziali omessi e oltre 200mila euro di sanzioni civili e interessi\u00bb. Inoltre, la societ\u00e0 \u00abrisultava avere indebitamente fruito di benefici di esoneri contributi triennali e biennali\u00bb.<\/p>\n<p>Passano le feste e inizia un nuovo anno, il 2019. Il 20 gennaio \u00e8 la data fissata, in base all\u2019accordo strappato in Prefettura l&#8217;11 dicembre, per il reintegro di tutte le tredici lavoratrici e lavoratori colpiti da licenziamenti, sospensioni o da quelli che hanno tutta l&#8217;aria di essere trasferimenti punitivi. Intanto <a href=\"https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=628894287563296&amp;id=196869907432405\">in una nota<\/a> il S.i.Cobas fa sapere:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNelle stesse ore in cui a Roma si svolgeva l&#8217;incontro e il parlamento veniva informato degli sviluppi, alla presenza, nel mero ruolo di spettatori della delegazione di lavoratori, nel paese reale, dentro ad Italpizza continuavano ad essere poste in atto condotte vessatorie e discriminatorie verso le lavoratrici iscritte al sindacato e protagoniste di questa vertenza. Rientrate finalmente in azienda sono state allontanate dagli altri lavoratori e dalle mansioni che in precedenza svolgevano. Mandate a pulire il tetto dello stabilimento a 20 metri di altezza, senza alcuna protezione, guardate a vista da un caporale della cooperativa.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_44581\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44581\" class=\"wp-image-44581\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Semprini.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"164\" \/><p id=\"caption-attachment-44581\" class=\"wp-caption-text\">Enrico Semprini<\/p><\/div>\n<p>Sono passate poche settimane e l&#8217;accordo siglato in Prefettura sembra gi\u00e0 carta straccia, dunque si torna a protestare. Della vertenza parla anche il <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/01\/27\/italpizza-tensioni-a-modena-marcatempo-per-il-bagno-e-contratti-irregolari-operaie-messe-a-pulire-wc-dopo-proteste\/4923486\/\"><i>Fatto Quotidiano<\/i><\/a><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/01\/27\/italpizza-tensioni-a-modena-marcatempo-per-il-bagno-e-contratti-irregolari-operaie-messe-a-pulire-wc-dopo-proteste\/4923486\/\">, dove il coordinatore del sindacato intercategoriale <strong>Enrico Semprini<\/strong> dichiara<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abi patti non sono stati rispettati. Il risultato \u00e8 una vendetta costante nei confronti dei lavoratori. Pi\u00f9 che l\u2019adeguamento del contratto alle mansioni svolte si \u00e8 verificato l\u2019opposto, con le lavoratrici che sono state riammesse ma allontanate dalle mansioni abituali, mandate a fare le pulizie e a spalare la neve nei piazzali e sul terrazzo per isolarle dai colleghi.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ancora una volta la tenacia paga:<\/span> tutte le lavoratrici vengono riassunte o tornano alle loro mansioni, mentre <a href=\"http:\/\/archive.is\/cMOx1\">il 9 febbraio un grande corteo attraversa la citt\u00e0<\/a>. Il S.i.Cobas e tutte le realt\u00e0 solidali che si sono strette attorno a questa lotta sfilano lungo la via Emilia, nel &#8220;salotto buono&#8221; di Modena, a testa alta come solo le operaie e gli operai che hanno appena vinto una battaglia durissima sanno essere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-44582\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/leonesse_italpizza.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"356\" \/><\/p>\n<p>Si tratta per la maggior parte di persone di origine straniera, pienamente consapevoli della profonda precariet\u00e0 esistenziale che l&#8217;attuale organizzazione della societ\u00e0 ha loro riservato. Il perenne ricatto del permesso di soggiorno le condanna ad un girone burocratico che gli italiani \u00abdi sangue\u00bb non conoscono e spesso non immaginano. L&#8217;unione tra l&#8217;orgoglio e la volont\u00e0 di lottare fa il miracolo ed \u00e8 come se una vertenza sindacale, ad un tratto, espandesse il proprio respiro e si trasformasse armoniosamente in una vertenza sociale.<\/p>\n<p>\u00abOrmai i lacrimogeni sono come Chanel\u00bb. \u00abS\u00ec, siamo abituate\u00bb. \u00abProfumo di lotta\u00bb<\/p>\n<h4><strong>2. Primavera<\/strong><\/h4>\n<p>La vertenza in verit\u00e0 \u00e8 in stallo perch\u00e9 l&#8217;accordo vero, quello siglato in Prefettura l&#8217;11 dicembre, non riguardava solamente il reintegro delle tredici lavoratrici ma interessava anche festivit\u00e0, riposi compensativi e la cessazione immediata dell&#8217;odiosa e illegale pratica del lavoro a chiamata. Da ultimo \u2013 ed era questa la vera posta in palio \u2013 l&#8217;accordo prevedeva l&#8217;istituzione di un tavolo sindacale in cui valutare le condizioni contrattuali, retributive e contributive di ciascun lavoratore. Tavolo che non si aprir\u00e0 mai per via del rifiuto categorico, da parte dell&#8217;azienda, di trattare col S.I. Cobas. Rifiuto che nega alla base ogni possibilit\u00e0 di soluzione della vertenza.<\/p>\n<p>Dopo il primo ciclo di scioperi, cooperative e Italpizza cercano cos\u00ec di mettersi al riparo proponendo un nuovo accordo firmato questa volta solo dalla UIL Trasporti. Il gioco per\u00f2 non funziona e l&#8217;accordo, che deve ancora essere votato, <a href=\"http:\/\/www.cgilmodena.it\/italpizza-i-lavoratori-in-appalto-dicono-no-allaccordo-evologica-uil-trasporti\/\">riceve una sonora bocciatura nelle votazioni fra i lavoratori<\/a>.<\/p>\n<p>Dal 4 marzo inizia un nuovo ciclo di scioperi al quale si risponde alla solita maniera: coi <a href=\"https:\/\/archive.vn\/QpWYn\">manganelli e i lacrimogeni<\/a>. Secondo alcuni osservatori, il ricorso a questi ultimi davanti ai cancelli di Italpizza batter\u00e0 ogni record italiano, Val Susa esclusa.<\/p>\n<p>Si va avanti cos\u00ec <a href=\"https:\/\/archive.vn\/CZPCZ\">fino all&#8217;8 marzo<\/a>, quando una grande partecipazione e un&#8217;ampia solidariet\u00e0 investiranno nuovamente le lavoratrici e i lavoratori in lotta.<\/p>\n<p>Il 14 marzo un nuovo incontro in Prefettura con i rappresentanti di Cofamo e Evologica (Italpizza \u00e8 assente nonostante la convocazione formale da parte del Prefetto) produce l&#8217;ennesimo nulla di fatto. Sui contratti la piattaforma del S.I. Cobas in questo periodo coincide con quella della CGIL ma Italpizza sostiene invece di avere gi\u00e0 raggiunto un accordo coi sindacati confederali. In realt\u00e0 si tratta dell&#8217;accordo con la sola UIL Trasporti, accordo gi\u00e0 bocciato dalla maggioranza dei lavoratori.<\/p>\n<p>Lo stesso copione del nuovo incontro in Prefettura si ripete un paio di mesi dopo, il 15 maggio, a Roma. Questa volta, infatti, il tavolo si svolge presso il Ministero del Lavoro, convocato dal Sottosegretario <strong>Claudio Cominardi<\/strong>, ma l&#8217;azienda non si presenta, e come lei la Confindustria e la Uil. Come <a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2019\/06\/01\/manganelli-quattro-stagioni\/\">nota <\/a><a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2019\/06\/01\/manganelli-quattro-stagioni\/\">Iozzoli<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abItalpizza sta diventando metafora del modello emiliano 4.0: uffici stampa, presenza social, adesione a tutti i blandi protocolli che rimandano a una qualche memoria concertativa nella ex Emilia rossa. E operai sfruttati, precarizzati, mortificati e gestiti manu militari. In sovrappi\u00f9 l\u2019azienda si permette anche di disertare una convocazione presso il Ministero del Lavoro, perch\u00e9 non gradisce al tavolo la delegazione Cobas: una specie di dichiarazione d\u2019indipendenza dalle vecchie pastoie sottogovernative, una rivendicazione dell\u2019autonomia del comando d\u2019Impresa. Abbiamo il grano, i programmi di investimento, gli accordi sul piano regolatore: non rompete i maroni sulla forza lavoro \u2013 quella \u00e8 roba nostra. Per un sottosegretario Cinquestelle che convoca tavoli, c\u2019\u00e8 un sottosegretario leghista che manda la polizia. \u00c8 il governo dei tempi moderni.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel frattempo, si \u00e8 andati avanti con la repressione e l&#8217;intimidazione. Come riportato <a href=\"https:\/\/scioperoitalpizza.wordpress.com\/la-vertenza\/\">in questa sintesi della vertenza<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNella notte del 9 maggio 2019 (anniversario dell\u2019omicidio di Peppino Impastato) <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/05\/09\/modena-a-fuoco-auto-di-un-delegato-si-cobas-dellitalpizza-sindacato-intimidazioni-e-minacce-non-ci-fermano\/5166470\/\">viene incendiata l\u2019automobile di uno dei delegati sindacali S.I. Cobas<\/a> in azienda: l\u2019atto \u00e8 ancora pi\u00f9 spregevole per il fatto che, a pochi metri, riposa la moglie del delegato, incinta al nono mese, che partorir\u00e0 pochi giorni pi\u00f9 tardi. L\u2019azienda offre in prestito un\u2019automobile \u201cper recarsi al lavoro\u201d al delegato, che la rifiuta. Il sindacato gliene offre un\u2019altra e, grazie alla solidariet\u00e0 e all\u2019autotassazione degli iscritti, gli viene consegnata la somma necessaria a comprarne un\u2019altra. Lo stesso giorno la Procura di Modena emette 35 denunce, con accuse confezionate in maniera pi\u00f9 grave ai danni proprio dei delegati sindacali. Ne seguiranno altre decine, che al momento sono difficilmente quantificabili perch\u00e9 vengono notificate in maniera scaglionata ogni settimana.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>A maggio 2019, sette mesi dopo l&#8217;inizio della lotta, ricominciano gli scioperi e ricomincia anche la sagra del manganello e del candelotto. A fine mese, in citt\u00e0 ci saranno le comunali e anche <strong>Carolina Coriani<\/strong>, giovane candidata sindaca della lista Modena Volta Pagina, si presenta davanti ai cancelli dell&#8217;azienda con uno striscione in solidariet\u00e0 alle lavoratrici in lotta. Nemmeno questo \u00e8 consentito nella <em>democraticissima<\/em> Modena: il pericoloso striscione viene prontamente sequestrato dalla Digos.<\/p>\n<p>Alle proteste, a questo giro, si unisce anche una Cgil consapevole dell&#8217;importanza della vertenza e, per una volta, anche il sindacato che un tempo fu di gente come Di Vittorio, dichiara una settimana di sciopero contemporaneo a quello del S.I. Cobas.<\/p>\n<div id=\"attachment_44583\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44583\" class=\"wp-image-44583\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/abdelsalam.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/><p id=\"caption-attachment-44583\" class=\"wp-caption-text\">Abd Elsalam Ahmed Eldanf<\/p><\/div>\n<p>Gli scioperi per\u00f2 a Italpizza sono duri e i picchetti si concentrano sul blocco dei camion che entrano ed escono dallo stabilimento. Se non entrano le materie prime si blocca la produzione, mentre se non escono le pizze si interrompe il fatturato. In ogni caso il danno economico per l&#8217;azienda \u00e8 elevato. Ma non \u00e8 una passeggiata nemmeno per gli scioperanti, si rischia molto e, oltre alle botte della celere e ai gas lacrimogeni, il pericolo \u00e8 anche quello legato ai mezzi pesanti. A poco pi\u00f9 di 100 km dal piazzale di Italpizza, <a href=\"https:\/\/www.ilmanifestobologna.it\/wp\/2016\/09\/piacenza-e-la-logistica-dietro-la-morte-di-abd-elsalam-ahmed-eldanf\/\">a Montale di Piacenza, nel 2016<\/a>, il sindacalista dell&#8217;Usb <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/alessandro-leogrande\/2016\/09\/29\/piacenza-morte-operaio-procura\"><strong>Abd Elsalam Ahmed Eldanf<\/strong> veniva travolto e ucciso da un camion durante un picchetto<\/a>.<\/p>\n<p>Ma torniamo a noi. Lo sciopero del S.i. Cobas prevede un picchetto permanente giorno e notte, per l\u2019intera settimana che va dal 20 al 26 maggio. Al terzo giorno consecutivo di sciopero la repressione \u00e8 feroce e nonostante l\u2019indicazione dei delegati sindacali CGIL di non partecipare ai blocchi, la maggior parte dei lavoratori iscritti alla Camera del lavoro solidarizzano coi colleghi opponendosi alle cariche e ai lacrimogeni. Come riportato <a href=\"https:\/\/scioperoitalpizza.wordpress.com\/la-vertenza\/\">sempre nel riassunto della vertenza<\/a>: \u00abIl 22 maggio il coordinatore regionale e membro del direttivo nazionale del S.I. Cobas, <strong>Simone Carpeggiani<\/strong>, viene preso da 6 agenti che lo picchiano e, immobilizzato a terra, gli sferrano una ginocchiata al petto che gli procurer\u00e0 la frattura di 4 costole.\u00bb Lo stesso giorno viene inoltre fermato e portato in Questura <strong>Assouli Abdesamad<\/strong>, storico delegato del S.I. Cobas di Modena che verr\u00e0 poi rilasciato in serata. Di quella giornata <a href=\"http:\/\/archive.is\/u0GAH\">il S.I. Cobas <\/a><a href=\"https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=697238030728921&amp;id=196869907432405\">scrive<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abOggi \u00e8 il terzo giorno di sciopero congiunto S.I. Cobas \u2013 CGIL davanti ai cancelli di Italpizza, con presidio permanente giorno e notte: delle 5 linee di produzione dell\u2019azienda soltanto una sta funzionando, mentre il reparto di confezionamento \u00e8 ridotto al 20% della capacit\u00e0. Oltre alle lavoratrici e lavoratori davanti ai cancelli altre centinaia si sono astenute dal lavoro. [&#8230;] Per aggirare lo sciopero Italpizza tenta poi di far entrare dei lavoratori esterni in sostituzione di quelli davanti ai cancelli, pratica proibita dalla legge italiana come pratica antisindacale: alcuni addetti aprono un cancello provvisorio sul retro dello stabilimento, mentre in uno stradello adiacente i lavoratori esterni aspettano che il padrone della cooperativa li venga a prendere (foto sotto). Ma anche qui il l\u2019esempio della lotta si estende: dopo aver parlato con gli altri operai i lavoratori esterni decidono di unirsi allo sciopero e di non entrare ad Italpizza!\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La vertenza finisce anche <a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/italpizza-quando-lunita-sindacale-si-fa-nella-lotta\/\">su <em>Jacobin<\/em><\/a>, dove si elogia un&#8217;unit\u00e0 sindacale che sul campo, purtroppo, \u00e8 gi\u00e0 acqua passata. La segreteria della Cgil, infatti ,come <a href=\"https:\/\/scioperoitalpizza.wordpress.com\/la-vertenza\/\">si pu\u00f2 leggere in questa ricostruzione<\/a>, nella mattinata del quarto giorno di sciopero decide di sospendere unilateralmente la mobilitazione,<\/p>\n<blockquote><p>\u00abaprendo un tavolo di trattativa con azienda, Confindustria e centrali cooperative, con la esclusione esplicita del S.I. Cobas \u2013 in aperta contraddizione con il primo punto rivendicato: la \u201clibert\u00e0 sindacale all\u2019interno del sito\u201d. All\u2019interno della Cgil modenese <a href=\"https:\/\/scioperoitalpizza.wordpress.com\/2019\/05\/25\/italpizza-non-un-passo-indietro-appello-per-lo-sciopero-generale\/\">circola un appello firmato da decine di rappresentanti aziendali che chiede di non fare passi indietro<\/a> e, anzi, di rilanciare la lotta al fianco del S.I. Cobas, proclamando lo sciopero generale. Lo scopo della trattativa separata con la parte padronale \u00e8 quello di \u201cnormalizzare\u201d la situazione: ovvero di estromettere il S.I. Cobas dalla vita sindacale e politica della citt\u00e0, e far passare il pericoloso precedente che sia possibile negare ogni agibilit\u00e0 ad un sindacato scomodo.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il 31 maggio, giorno in cui si svolge il primo tavolo separato tra sindacati confederali, aziende, Legacoop, Confcooperative e Confindustria, \u00e8 giorno di sciopero e campeggio davanti ai cancelli. Alla sera, dopo un\u2019intensa giornata di lotta, il piazzale nel campo di strada Gherbella ospita una splendida cena di solidariet\u00e0 e raccolta fondi, a cui partecipano in tante cittadine e cittadini modenesi.<\/p>\n<p>Si attiva una rete di solidariet\u00e0 che far\u00e0 del volantinaggio nei supermercati la sua arma principale, nel tentativo e denunciare quale conflitto ci sia dietro quelle pizze inscatolate in vendita nei frigoriferi della grande distribuzione. Ci saranno volantinaggi nei supermercati di Modena, Parma, Bologna, Padova, Correggio, Carpi, Napoli, Milano, Piacenza, mentre cene di raccolta fondi per sostenere le famiglie degli scioperanti verranno organizzate dal Centro Documentazione Iskra di Carpi, Stella Nera di Modena, Casa del Popolo Spartaco di Correggio, Collettivo Il Picchetto di Padova, e da Non Una Di Meno Modena. Ed \u00e8 proprio a causa di uno di questi volantinaggi nei supermercati che a Casa Spartaco viene &#8220;recapitata&#8221; la famosa querela per diffamazione aggravata da parte di Italpizza con la quale abbiamo aperto questa ricostruzione.<\/p>\n<p>Se da un lato, la solidariet\u00e0 e la campagna di pressione sull&#8217;azienda, portata avanti anche attraverso <a href=\"https:\/\/invidio.us\/watch?v=Nmbzvv2BsFE&amp;autoplay=0&amp;continue=0&amp;dark_mode=true&amp;listen=0&amp;local=1&amp;loop=0&amp;nojs=0&amp;player_style=youtube&amp;quality=dash&amp;thin_mode=false\">iniziative di sensibilizzazione al consumo consapevole<\/a>, comincia a prendere piede, dall&#8217;altro la repressione non conosce sosta. A inizio maggio il Questore di Modena firma un foglio di via dalla citt\u00e0, della durata di due anni, nei confronti di una sindacalista del Si Cobas. Le motivazioni sono significative: la sindacalista avrebbe indetto manifestazioni non autorizzate (scioperi) \u00abnel corso delle quali i partecipanti avrebbero attuato un blocco merci\u00bb<em>. <\/em>A fine giugno <a href=\"https:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2019\/07\/26\/news\/si_cobas_modena_giudice_annulla_foglio_questura_di_via_a_sindacalista_italpizza-232032775\/\">il Tar di Bologna annulla il foglio di via con motivazioni estremamente chiare<\/a>, condannando anche il Ministero dell&#8217;Interno a pagare 2 mila euro di spese processuali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-44586\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/nofogliodivia.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"344\" \/><\/p>\n<p>Ma non \u00e8 certo finita qua. Le prime quattro denunce a livello nazionale per il reato di \u201cblocco stradale\u201d appena reintrodotto del Decreto Salvini (<a href=\"https:\/\/studiquestionecriminale.wordpress.com\/2019\/02\/12\/il-blocco-stradale-nel-decreto-salvini-appunti-di-breve-e-lungo-periodo-in-risonanza-tra-italia-e-francia-di-niccolo-cuppini-supsi-scuola-universitaria-professionale-della-svizz\/\">con pene fino a sei anni di carcere<\/a>) <a href=\"https:\/\/radioblackout.org\/2019\/01\/italpizza-le-lotte-dei-lavoratori-e-le-bufale-dellazienda\/\">vengono distribuite proprio<\/a> durante la vertenza Italpizza. Il 19 giugno davanti ai cancelli dell&#8217;azienda, in una situazione del tutto tranquilla, un sindacalista, <strong>Marcello Pini<\/strong>, viene preso, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/196869907432405\/videos\/2366989553363974\/\">tenuto per il collo dai carabinieri e minacciato.<\/a> La giornata seguente, il 20 giugno, \u00e8 ancora pi\u00f9 dura. Citiamo dalla <a href=\"https:\/\/scioperoitalpizza.wordpress.com\/la-vertenza\/\">sintesi della vertenza<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00able cariche si rivolgono per la prima volta in maniera decisa contro le donne \u2013 operaie e migranti \u2013 che da mesi animano lo sciopero. Una lavoratrice viene isolata e colpita ripetutamente, fino a cadere a terra. Verr\u00e0 portata in ospedale ancora in stato di incoscienza. Nel frattempo nel parcheggio poco distante qualcuno sfonda il finestrino dell\u2019auto di un iscritto Cobas. Poco dopo un dirigente della FIOM che passa di l\u00ec in macchina salutando con il segno della vittoria, viene inseguito in moto e multato. Una delegazione di lavoratrici e lavoratori si sposta a quel punto alla sala consiliare del Consiglio Comunale, riunito per la prima volta dopo lo elezioni che hanno riconfermato il mandato al sindaco PD Muzzarelli. Quest\u2019ultimo durante il lancio della sua campagna elettorale, alla domanda su quale posizione avesse rispetto alla vicenda Italpizza, aveva dichiarato: \u201cIo sono con i lavoratori, ma contro i Cobas\u201d.\u00bb (<a href=\"http:\/\/archive.is\/Ybrq1\">Qui le videointerviste di quella giornata.<\/a>)<\/p><\/blockquote>\n<p>In Consiglio Comunale una delegazione di lavoratrici e solidali espone uno striscione: \u00abLa polizia picchia i lavoratori! Solo omert\u00e0 dalle istituzioni.\u00bb. A rompere l&#8217;indifferenza surreale del Consiglio ci pensa il sindacalista <strong>Simone Carpeggiani<\/strong> che <a href=\"https:\/\/video.gazzettadimodena.gelocal.it\/locale\/italpizza-modena-sindacalista-sicobas-allontanato-per-disturbo-dal-consiglio-comunale\/117337\/117962\">a un certo punto sbotta e si mette a battibeccare<\/a> col presidente <strong>Fabio Poggi<\/strong> interrompendo la seduta: \u00abUn Consiglio di sinistra questo dovrebbe essere? Ma quale consiglio di sinistra! Allora cosa diciamo a questi lavoratori, non sono invisibili. Sono invisibili secondo voi? Mi dia una risposta.\u00bb. Forse l&#8217;istante pi\u00f9 alto e genuino dell&#8217;intera consiliatura da poco trascorsa. Lavoratrici e solidali verranno poi allontanati dagli agenti della municipale su esplicita richiesta del presidente Poggi.<\/p>\n<h4><strong>3. Estate<\/strong><\/h4>\n<p>Il 27 giugno, a una settimana esatta dalla protesta dei lavoratori in consiglio comunale e, quasi in contemporanea, da un altro intervento in Parlamento dell\u2019onorevole Stefania Ascari, la situazione repressiva si aggrava ulteriormente (<a href=\"http:\/\/archive.is\/Cni6T\">qui un video<\/a>). Da una settimana Italpizza \u00e8 di nuovo un&#8217;azienda militarizzata, con la celere che staziona fissa davanti ai cancelli e la Digos che presidia la situazione dal tetto dello stabilimento.<\/p>\n<p>L&#8217;aria \u00e8 tesa. <a href=\"http:\/\/www.senzaquartiere.org\/2019\/06\/27\/ancora-repressione-a-italpizza-fermati-due-delegati-sindacali-uno-tratto-in-arresto\/\">Si legge<\/a> di granate al gas Cs gi\u00e0 terminate alle dieci di mattina con gli agenti \u201ccostretti\u201d a utilizzare i lacrimogeni che si lanciano con i fucili. Si legge di due delegati del SiCobas che vengono presi, ammanettati e portati in Questura senza che nessun giornale cittadino ne dia notizia mentre la pagina <a href=\"https:\/\/archive.is\/1vMKM\">Facebook del S.i.Cobas posta le foto<\/a> di carabinieri in fila al Pronto Soccorso pronti a farsi refertare.<\/p>\n<p>Nel mentre l&#8217;azienda dai <em>\u00abValori genuini\u00bb (<\/em>come riportato sul loro sito) si d\u00e0 allo shopping: acquisisce un altro stabilimento produttore di pizze surgelate, <a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/mercati\/italpizza-il-made-in-italy-indigesto\">l&#8217;<\/a><a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/mercati\/italpizza-il-made-in-italy-indigesto\">Antico Forno<\/a> <a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/mercati\/italpizza-il-made-in-italy-indigesto\">a<\/a><a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/mercati\/italpizza-il-made-in-italy-indigesto\"> Legna<\/a><a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/mercati\/italpizza-il-made-in-italy-indigesto\"> di Mortara<\/a> (PV) e comincia a spendere in sponsorizzazioni per migliorare un&#8217;immagine logorata dalle proteste. In questo periodo, sul sito d&#8217;informazione locale online <em>La Pressa <\/em>comincia a campeggiare costantemente la pubblicit\u00e0 di Italpizza e nasce l&#8217;improbabile pagina Facebook \u00abNo Cobas\u00bb, che secondo alcuni &#8220;addetti ai lavori&#8221; sarebbe collegata all&#8217;ex consigliere comunale Antonio Montanini. Su Linkedin, mesi dopo, alla voce <em>Impiego<\/em> Montanini scriver\u00e0 \u00abCommunication and Public Relations Manager presso ITALPIZZA SPA\u00bb<em>. <\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-44610\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/nocobas.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"259\" \/><\/p>\n<p>Italpizza prova anche a sponsorizzare il Festival per i diritti umani \u00abVoci dalla citt\u00e0\u00bb, sostenuto da Amnesty International e da altre sigle sindacali, una sorta di <i>brandwashing <\/i>estivo, ma <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/07\/11\/italpizza-lazienda-accusata-di-sfruttare-gli-operai-sponsorizza-festival-per-diritti-umani-contratto-sospeso\/5317780\/\">una lettera di denuncia agli organizzatori dell&#8217;evento fa annullare la sponsorizzazione<\/a>. L&#8217;azienda si inserisce come <em>main sponsor<\/em> delle piazze di Radio Bruno Estate nelle citt\u00e0 di Modena, Prato, Cesenatico e Mantova, e qui non ci sono <a href=\"https:\/\/scioperoitalpizza.wordpress.com\/2019\/07\/30\/lettera-delle-lavoratrici-e-dei-lavoratori-di-italpizza-a-radio-bruno\/\">lettere che tengano<\/a>, contano i denari, contano eccome, nonostante verrebbe quasi da chiedersi come possano essere considerati esempi di <a href=\"https:\/\/nitter.net\/Petartrzz\/status\/1156826995529060352?s=19\">pubblicit\u00e0 <\/a><a href=\"https:\/\/nitter.net\/Petartrzz\/status\/1156826995529060352?s=19\">positiva certi spettacoli<\/a>.<\/p>\n<p>Il 5 luglio, nella sede di Confcooperative, Cofamo e Evologica (le due coop appaltatrici dei servizi di pulizie, logistica e farcitura) trattano coi sindacati confederali escludendo l&#8217;unico sindacato che non aveva firmato il famigerato accordo del dicembre 2015 e per primo si era battuto per un ritorno al contratto alimentare. In realt\u00e0 questo era gi\u00e0 successo il mese precedente, quando la triade Cgil, Cisl e Uil si era accordata con Italpizza per l&#8217;avvio di una contrattazione di sito che escludesse di fatto il sindacato intercategoriale Cobas.<\/p>\n<p>Un voltafaccia, quello della Cgil, maldigerito dal <a href=\"https:\/\/scioperoitalpizza.wordpress.com\/blog\/page\/1\/\">S.i.Cobas il quale affermer\u00e0<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abRicordiamo che i primi due punti della piattaforma di rivendicazioni della CGIL, per i quali \u00e8 stato proclamato lo sciopero di maggio, erano la \u201clibert\u00e0 di parola\u201d e la \u201clibert\u00e0 di associazione sindacale\u201d. Chiediamo quindi: \u00e8 giusto che venga firmato un accordo in cui \u00e8 prevista la libert\u00e0 sindacale solo per alcuni, ma con l\u2019esclusione dei lavoratori del S.I. Cobas? [\u2026] Il modello Italpizza rischia di essere il precedente per l\u2019abbassamento generalizzato dei diritti e dei salari, a Modena e non solo. Per quale motivo industrie come Barilla, Buitoni, Pavesi, Antico Forno, Valpizza, Cameo e Nestl\u00e8 dovrebbero continuare ad applicare il contratto alimentare, quando Italpizza dimostra che \u00e8 possibile applicare il contratto di pulizie ed avere persino l\u2019appoggio dei sindacati?\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il 17 luglio, dopo pi\u00f9 di nove mesi passati davanti ai cancelli di Italpizza, a seguito di un tavolo lunghissimo (15 ore di trattativa), dal quale tuttavia era escluso il sindacato che quella vertenza l\u2019aveva cominciata e portata avanti con determinazione, viene sottoscritto un accordo fra l&#8217;azienda e i confederali che prevede anche la rinegoziazione del contratto.<\/p>\n<p>Nove mesi di lotta durissima per fare il giro dell&#8217;oca, in pratica, e tornare (forse) alle condizioni di partenza di sette anni prima.<\/p>\n<p>A spiegarlo, ancora una volta, \u00e8 <a href=\"http:\/\/sicobas.org\/2019\/07\/18\/modena-italpizza-la-vittoria-della-lotta-e-un-accordo-deludente\/\">una breve nota di commento il S.i.Cobas<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abil Sistema-Modena, quel sistema in cui politica, istituzioni, caporalato industriale e malavita si intrecciano fino a diventare indistinguibili, \u00e8 stato piegato dalla forza e dalla determinazione della lotta. Senza scioperi, senza blocchi delle merci e senza la vasta campagna di solidariet\u00e0, Italpizza e Confindustria mai avrebbero concesso alcun diritto ai lavoratori. Ancora una volta viene dimostrato come \u201csolo la lotta paga\u201d. Si tratta invece di una vittoria sprecata dal punto di vista sostanziale: in pratica nel 2022 una parte dei lavoratori torner\u00e0 alle stesse condizioni contrattuali sottopagate del 2015 (il livello minimo Alimentare), prima dell\u2019accordo truffa firmato sempre da Cgil-Cisl-Uil che aveva fatto passare tutti al contratto Pulizie\/Multiservizi. La restante parte dei lavoratori manterr\u00e0 il contratto di Pulizie o avr\u00e0 il livello minimo della Logistica. In termini retributivi significa che invece dei 450 euro lordi mensili che dovevano essere riconosciuti subito, si arriver\u00e0 in 3 anni ad averne appena 100, e solo per una parte degli addetti. Il nostro sindacato rigetta infine ogni accordo nel quale vengano divisi i lavoratori, come in questo caso: chi lavora nell\u2019industria alimentare deve avere il contratto dell\u2019industria alimentare, senza ulteriori distinzioni, cos\u00ec come ottenuto grazie alle lotte nel distretto carni.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Insomma, una battaglia \u201cvinta\u201d ma chi per primo si \u00e8 battuto davanti ai cancelli di quell&#8217;azienda non vota l&#8217;accordo. Il 30 e 31 luglio, dentro lo stabilimento di San Donnino si vota, come riporta <strong>Massimo Franchi<\/strong> <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/le-donne-di-italpizza-vincono-ma-non-votano-laccordo\/\">su il Manifesto<\/a>:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-44580\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/eleonora.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"166\" \/>\u00ab954 aventi diritto, 610 votanti, 535 favorevoli, 66 contrari, 4 schede bianche, 5 schede nulle. I favorevoli sono quindi l\u201988% circa dei votanti. Si Cobas \u2013 ora con 50 iscritti, scesi per il clima di terrore instaurato dall\u2019azienda, ha chiesto di non votare ma non ha fatto campagna contro. La vertenza si \u00e8 quindi chiusa con un paradosso: chi ha portato avanti la protesta non ha partecipato alla trattativa e non ha firmato l\u2019accordo. &#8220;Per noi \u00e8 un accordo al ribasso \u2013 spiega <strong>Eleonora Bortolato<\/strong> del Si Cobas \u2013 . Siamo contro lo spezzettamento tra lavoratori di serie A con il contratto alimentaristi ma nel 2022 e lavoratori di serie B. Furono Cgil, Cisl e Uil dei trasporti nel 2015 a far passare i lavoratori delle coop al multiservizi. Ora invece noi abbiamo dei fogli di via per 9 dei nostri delegati, ma il 27 luglio abbiamo vinto il primo ricorso&#8221;, spiega.\u00bb<\/p>\n<p>Il primo agosto la conclusione della vertenza sbarca su <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/reportage\/annalisa-camilli\/2019\/08\/01\/italpizza-modena-appalti\"><em>Internazionale<\/em> che con un bellissimo pezzo della giornalista <strong>Annalisa Camilli<\/strong><\/a>, riassume la vertenza facendola conoscere a una fetta di opinione pubblica leggermente pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p>Che l&#8217;accordo firmato con la triade confederale sia estremamente fragile e una sorta di \u201ctregua armata\u201d lo sanno tutti. In una bella intervista di Massimo Franchi su <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/archivio\/?fwp_author=Massimo%20Franchi\">il Manifesto<\/a> <strong>Ruslana Stepaniuk<\/strong> ripercorre la vertenza con queste parole:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abHanno iniziato a parlare male di noi: che eravamo \u201cvandali\u201d, \u201ccattivi\u201d, che avremmo fatto \u201cchiudere la ditta\u00bb. \u00abLo scorso inverno abbiamo iniziato i blocchi. \u00c8 stata dura. Peggio che lavorare. Ma quando capisci che ti fregano, che ti trattano come una schiava, la forza la trovi per stare al picchetto notte e giorno.<br \/>\n[&#8230;] Sono stata picchiata dalla polizia: manganellate, strattoni quando non facevamo passare i camion. Denunciata per resistenza e portata in Questura perch\u00e9 non avevo i documenti. Anche mio marito che \u00e8 venuto ad aiutarci \u00e8 stato picchiato.<br \/>\n[&#8230;] Io sinceramente non posso dire che abbiamo vinto. S\u00ec, le cose miglioreranno. Ma finch\u00e9 non vedr\u00f2 il nuovo contratto e i soldi \u2013 che poi sono 580 euro lordi, solo la met\u00e0 netti \u2013 non dir\u00f2 che va meglio. Avremo vinto veramente quando tutti avranno il contratto degli alimentaristi. Quel giorno s\u00ec che festeggeremo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel frattempo cade il governo gialloverde. \u00c8 settembre e <strong>Matteo Salvini<\/strong> si schioda finalmente dalla poltrona del Ministero degli Interni e anche nella piccola citt\u00e0 dei giusti e dei moderati sono in tanti a festeggiare. Sono veramente pochi per\u00f2 a rendersi conto che, sul territorio, una buona fetta della battaglia contro il fascioleghismo, contro un discorso pubblico sempre pi\u00f9 feroce verso gli immigrati e un razzismo istituzionale di Stato sempre pi\u00f9 pervasivo, si \u00e8 giocata proprio l\u00ec a pochi chilometri, davanti ai cancelli di un&#8217;azienda alimentare, non solo sulla <em>Sea Watch <\/em>della comandante <strong>Carola Rackete<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_44593\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44593\" class=\"wp-image-44593\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Madalina.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"206\" \/><p id=\"caption-attachment-44593\" class=\"wp-caption-text\">Madalina<\/p><\/div>\n<p>Il 9 febbraio a Modena, dopo la prima vittoria per il reintegro delle lavoratrici, durante <a href=\"http:\/\/www.senzaquartiere.org\/2019\/02\/10\/anche-a-modena-si-puo-lottare\/\">il corteo per la libert\u00e0 delle lotte e contro la repressione<\/a>, lungo la via Emilia veniva srotolato un lungo striscione \u00abMai pi\u00f9 lager. N\u00e9 in Emilia Romagna n\u00e9 altrove\u00bb<em>,<\/em> contro l&#8217;apertura del Cpr in citt\u00e0. Antirazzismo reale e non di facciata. Dal furgone in testa al corteo interveniva <strong><a href=\"https:\/\/invidio.us\/watch?v=rzmuxKIjHaA&amp;autoplay=0&amp;continue=0&amp;dark_mode=true&amp;listen=0&amp;local=1&amp;loop=0&amp;nojs=0&amp;player_style=youtube&amp;quality=dash&amp;thin_mode=false\">Madalina<\/a><\/strong>, compagna romana e attivista rumena dei Blocchi Precari Metropolitani che lo Stato italiano avrebbe voluto deportare in Romania (paese dell\u2019area Schengen) perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/lettere\/attivista-e-integrata-madalina-non-deve-essere-allontanata-dallitalia\/\">ritenuta \u00absocialmente pericolosa\u00bb<\/a> dato (come scritto testuale dalla Questura di Roma) \u00abil suo coinvolgimento nelle lotte sociali, sintomo di non integrazione nella societ\u00e0 civile\u00bb. Si sente sempre dire che occorre \u00abriunificare le lotte\u00bb? Ecco, nel suo piccolo, questa vertenza l&#8217;ha fatto senza tanti discorsi, quasi come un legame chimico covalente, come tante piccole molecole che non possono fare altro se non unirsi.<\/p>\n<p>Piccole comunit\u00e0 resistenti, legate fra loro da un filo sottile ma sempre pronto a essere teso, comunit\u00e0 solidali che per l&#8217;Italia svolgono lo stesso lavoro essenziale e imprescindibile dell&#8217;acqua, erodendo lentamente e levigando le sofferenze e l&#8217;orizzonte di un possibile avvenire. Piccole infrastrutture solidali che ricreano il territorio, che si fanno e diventano territorio.<\/p>\n<p>\u00c8 per questi motivi che spesso la repressione punta gli occhi su di loro, come capitato recentemente anche ai compagni di Casa Spartaco.<\/p>\n<h4><strong>4. Autunno<\/strong><\/h4>\n<p>L&#8217;autunno del 2019 si apre con la repressione. Cambiano i governi ma la mano dello Stato sembra essere sempre la stessa. Il Tar regionale questa volta <a href=\"https:\/\/www.infoaut.org\/precariato-sociale\/otto-fogli-di-via-da-modena-per-italpizza\">conferma gli <\/a><a href=\"https:\/\/www.infoaut.org\/precariato-sociale\/otto-fogli-di-via-da-modena-per-italpizza\">otto <\/a><a href=\"https:\/\/www.infoaut.org\/precariato-sociale\/otto-fogli-di-via-da-modena-per-italpizza\">fog<\/a><a href=\"https:\/\/www.infoaut.org\/precariato-sociale\/otto-fogli-di-via-da-modena-per-italpizza\">li<\/a><a href=\"https:\/\/www.infoaut.org\/precariato-sociale\/otto-fogli-di-via-da-modena-per-italpizza\"> di via<\/a><a href=\"https:\/\/www.infoaut.org\/precariato-sociale\/otto-fogli-di-via-da-modena-per-italpizza\"> emanati a maggio dal Questore di Modena<\/a> <strong>Maurizio Agricola<\/strong> nei confronti di altrettanti attivisti sindacali di Bologna per le proteste davanti a Italpizza.<\/p>\n<p>Tracciare un bilancio complessivo della repressione dispiegata durante la vertenza Italpizza \u00e8 faccenda alquanto complicata. Nove fogli di via, tre arresti, centinaia e centinaia di lacrimogeni pi\u00f9 un numero imprecisato di denunce sono solo lo sfondo dell&#8217;ennesimo conflitto sociale affrontato esclusivamente come un problema di ordine pubblico.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;accordo di fine luglio e la \u201ccopertura\u201d da parte dei sindacati confederali al sostanziale status quo, in azienda la situazione sembra reggere. Il 25 ottobre per\u00f2, nella giornata di sciopero generale nazionale indetta dal S.i.Cobas, il piazzale davanti ai cancelli dell&#8217;azienda torna a riempirsi. Due striscioni vengono appesi lungo la rotonda fra strada Gherbella e via Vignolese: \u00abUn\u2019azienda, un contratto\u00bb e \u00abMuzzarella (Muzzarelli \u00e8 il sindaco di Modena) complice dello sfruttamento dei lavoratori a Modena\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_44594\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44594\" class=\"size-full wp-image-44594\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/caiumi.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"160\" \/><p id=\"caption-attachment-44594\" class=\"wp-caption-text\">Valter Caiumi<\/p><\/div>\n<p>Intanto, da circa un mese, si vocifera dell&#8217;intenzione di Italpizza di cambiare appalto e di trasferire, dall&#8217;1 dicembre, circa 250 lavoratori addetti alla logistica interna, pi\u00f9 altri 40 addetti alle pulizie e al deboxing, rispettivamente di Cofamo ed Evologica a una nuova societ\u00e0 appaltatrice, l&#8217;Aviva Spa di <strong>Andrea Fiorini<\/strong>. La cosa preoccupa anche i sindacati confederali sia per quanto riguarda il Tfr dei lavoratori generati dal cambio d&#8217;appalto sia per il famoso il cambio di contratto CCNL da Pulizie-Multiservizi a Logistica. <a href=\"https:\/\/nitter.net\/Petartrzz\/status\/1169498420400332800?s=20\">Invece il presidente di Confindustria Emilia<strong> Valter Caiumi<\/strong><\/a> si esprime cos\u00ec: \u00abIl cambio di appalto nel sito di Italpizza era gi\u00e0 stato deciso e previsto, forse non c&#8217;era neanche bisogno di andare sui giornali. Se guardo tutto quello che ha costruito Italpizza in questi anni, basta considerare i numeri, dico che \u00e8 veramente un&#8217;impresa da tenere stretta nel territorio. Non dico da proteggere, perch\u00e9 le regole vanno rispettate, ma sicuramente da accompagnare verso la crescita.\u00bb<\/p>\n<p>Il 30 ottobre Cgil, Cisl e Uil annunciano lo stato d&#8217;agitazione: sciopero di un&#8217;ora con assemblea! <em>\u00ab<\/em>Ma l\u2019assemblea non \u00e8 retribuita al lavoratore?! Allora perch\u00e9 farla con un&#8217;ora di sciopero facendola pagare ai lavoratori e non all\u2019azienda?!\u00bb obietter\u00e0 Simone Carpeggiani del S.i.Cobas in una nota su Facebook. L&#8217;assemblea, composta da circa un centinaio di lavoratori riuniti davanti ai cancelli dell&#8217;azienda decide per un ulteriore sciopero (8 ore questa volta) previsto per <a href=\"https:\/\/www.tvqui.it\/italpizza-sciopero-davanti-ai-cancelli-di-via-gherbella-alta-adesione\/\">luned\u00ec 4 novembre<\/a>.<\/p>\n<p>Due giorni dopo si tiene <a href=\"http:\/\/www.cgilmodena.it\/italpizza-dalla-trattativa-del-6-novembre-piccoli-passi-in-avanti-ma-insufficienti-per-chiudere-laccordo\/\">il primo tavolo fra confederali e Italpizza<\/a>. Il timore \u00e8 che, con il cambio d&#8217;appalto, venga superato l&#8217;accordo siglato per l\u2019applicazione del contratto degli alimentaristi entro l&#8217;1 gennaio 2022. Cgil, Cisl e Uil inoltre chiedono la garanzia, nero su bianco, del pagamento del Tfr durante il cambio d&#8217;appalto.<\/p>\n<p>Il 10 novembre il &#8220;problema&#8221; Italpizza sbarca su Rai3, nella trasmissione condotta da <strong>Lucia Annunziata<\/strong>, <i>Mezz\u2019ora in Pi\u00f9<\/i>, il S.i.Cobas non lo si nomina nemmeno, ma <strong>Eliana D&#8217;Addato<\/strong> della Cgil spiega che \u00abIl problema \u00e8 che 900 lavoratori su 1000 di Italpizza sono in appalto\u00bb.<\/p>\n<p>A met\u00e0 novembre viene siglata un&#8217;\u00ab<a href=\"http:\/\/www.cgilmodena.it\/italpizza-siglata-lipotesi-di-accordo-sindacale-per-i-circa-300-lavoratori-della-logistica\/\">ipotesi di accordo\u00bb<\/a>: continuit\u00e0 occupazionale per il cambio d&#8217;appalto, spettanze arretrate, ferie e permessi non goduti verranno liquidati entro il gennaio 2020, mentre il Tfr entro il marzo 2020. L&#8217;accordo va a completare quello gi\u00e0 siglato in luglio. Obiettivo 2022, quando, in teoria, si dovr\u00e0 passare da 900 lavoratori in appalto a soli 300 addetti alle attivit\u00e0 logistiche (CCNL logistica), mentre i rimanenti 600 addetti alla produzione saranno assunti da Italpizza con il contratto nazionale dell\u2019industria alimentare. Il S.i.Cobas non festeggia e si smarca dall&#8217;accordo inviando anche una diffida all&#8217;azienda contro possibili ripercussioni sui suoi iscritti.<\/p>\n<p>L&#8217;11 dicembre il collettivo artistico <strong>Nomissis<\/strong> installa, nella rotonda davanti all&#8217;azienda, un&#8217;opera dal titolo eloquente \u2013 \u00abCi sono pizze indigeribili\u00bb <em>\u2013<\/em>, <a href=\"https:\/\/nomissis.noblogs.org\/\">pubblicando poi le foto sul proprio sito<\/a>. L\u2019opera, evidentemente troppo scomoda, viene prontamente rimossa da Digos, Polizia Municipale e tecnici del Comune gi\u00e0 dalla prima mattina per poi essere posta sotto sequestro all\u2019interno degli Uffici di Polizia Giudiziaria.<\/p>\n<h4><strong>5. Oggi<\/strong><\/h4>\n<p>Torna l&#8217;inverno poi arriva il Covid-19. La situazione \u00e8 ovunque assai complicata. A Modena, il regime imposto dallo stato d&#8217;emergenza assume immediatamente le forme della repressione antioperaia e antisindacale. Del resto, pure col nuovo governo, i \u00abdecreti sicurezza\u00bb di marca Salvini non sono stati di certo abrogati, vista la loro utilit\u00e0 nel colpire le lotte nella logistica e nei settori pi\u00f9 conflittuali del mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Il 10 marzo, <a href=\"https:\/\/gazzettadimodena.gelocal.it\/modena\/cronaca\/2020\/03\/10\/news\/carpi-operaio-muore-schiacciato-da-un-macchianrio-1.38576207\">all\u2019Opas di Carpi (ex Italcarni) muore stritolato da un nastro trasportatore un lavoratore<\/a> iscritto al S.i.Cobas. Il giorno seguente i suoi colleghi scioperano davanti all&#8217;azienda. Vengono subito identificati e fatti sgomberare dalla Digos. <a href=\"https:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/modena\/cronaca\/coronavirus-operai-denunciati-carpi-1.5066911\">Saranno denunciati in otto, per assembramento<\/a>, in base a quelle stesse norme anti-Covid che valgono per gli operai che protestano per una morte sul lavoro ma che sembrano bloccarsi irrimediabilmente davanti alle porte delle aziende. Ricordiamo che il protocollo d\u2019intesa per la sicurezza negli ambienti di lavoro, il quale non far\u00e0 riferimento ad alcuna sanzione per le aziende, verr\u00e0 firmato da governo e sindacati confederali solo il 14 marzo.<\/p>\n<p>Tre giorni dopo, il 13 marzo, davanti all&#8217;Emiliana Serbatoi di Campogalliano <a href=\"https:\/\/militantduquotidien.blog\/2020\/05\/06\/non-andra-tutto-bene-seconda-parte\/\">vengono arrestati e condotti in Questura 8 lavoratori pi\u00f9 il coordinatore del S.i.Cobas &#8220;colpevoli&#8221; di scioperare<\/a>. Come se l\u2019articolo 40 della Costituzione fosse stato sospeso all&#8217;improvviso. Col carcere di Modena inagibile per via della recente rivolta, costata la vita a 9 detenuti, saranno tutti rilasciati e denunciati per violazione dei dpcm, violenza privata e manifestazione non autorizzata.<\/p>\n<p>Oltre alla repressione, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 anche il virus. Un po&#8217; come capiter\u00e0 in seguito <a href=\"https:\/\/www.radiocittafujiko.it\/focolaio-bartolini-i-lavoratori-chiamarono-polizia-carabinieri-e-asl\/\">a Bologna, col focolaio nel magazzino Bartolini<\/a>, \u00e8 il S.i.Cobas a denunciare pubblicamente casi di Covid-19 all&#8217;interno dello stabilimento. Come riportato in <a href=\"http:\/\/archive.is\/S8E2v\">un comunicato del sindacato datato 20 marzo<\/a>, infatti:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIn queste ore sono state confermati casi di lavoratori positivi al CoVid19 ad Italpizza, AlcarUno ed altre aziende in cui \u00e8 presente il nostro sindacato.In queste aziende si ammassano trecento persone a turno, gomito a gomito, che lavorano e confezionano prodotti alimentari da inviare direttamente sui banchi dei supermercati. Si segnalano sanificazioni insufficienti, protocolli di sicurezza approssimativi ed arbitrari, minacce per chi chiede maggiori tutele. In base ai decreti del governo non \u00e8 previsto alcun controllo sulle industrie, anche dopo che siano stati confermati casi positivi al tampone.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;azienda replica mettendo in funzione il suo ufficio Relazioni esterne, quello che vede come responsabile il gi\u00e0 citato ex-consigliere comunale Montanini. Italpizza <a href=\"https:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/modena\/cronaca\/coronavirus-italpizza-solidariet%C3%A0-1.5081925\">dona un ecografo per la terapia intensiva del Policlinico di Modena<\/a>, offre (<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/tuttosoldi\/jobnews\/2020\/03\/27\/news\/posti-di-lavoro-e-donazioni-di-pizze-da-un-azienda-modenese-1.38644788?ref=fbpp\">a mezzo stampa<\/a>) venti posti di lavoro a chi ha dovuto chiudere causa lockdown, consegna carichi di pizze alla Croce Rossa Italia, alla Caritas di Bergamo e a vari ospedali italiani. Il 31 marzo negli stabilimenti di Modena e Pavia \u2013 segnale che l&#8217;acquisizione dell<a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/mercati\/italpizza-il-made-in-italy-indigesto\">&#8216;<\/a><a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/mercati\/italpizza-il-made-in-italy-indigesto\">Antico Forno<\/a><a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/mercati\/italpizza-il-made-in-italy-indigesto\"> a<\/a><a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/mercati\/italpizza-il-made-in-italy-indigesto\"> Legna<\/a><a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/mercati\/italpizza-il-made-in-italy-indigesto\"> di Mortara<\/a> \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0 consolidata \u2013 <a href=\"https:\/\/primapavia.it\/cronaca\/italpizza-commemora-le-vittime-del-coronavirus-insieme-ce-la-faremo-foto\/\">si annuncia, a mezzo stampa<\/a>, che gli operai si fermeranno per un minuto in commemorazione delle vittime del coronavirus.<\/p>\n<p>Il 28 maggio a Modena, a margine di un&#8217;operazione antidroga, <a href=\"https:\/\/militantduquotidien.blog\/2020\/06\/04\/something-is-rotten-in-modena\/\">viene arrestato solo perch\u00e9 stava filmando la scena col cellulare il sindacalista <strong>Marcello Pini<\/strong><\/a>, uno dei protagonisti della vertenza Italpizza. Lo stesso che l&#8217;anno prima era stato preso dai carabinieri, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/196869907432405\/videos\/2366989553363974\/\">afferrato per il collo e minacciato<\/a> davanti ai cancelli dello stabilimento di San Donnino. Oltre all&#8217;arresto di Marcello, la polizia fa irruzione nella sede del sindacato identificando in maniera intimidatoria tutti i presenti.<\/p>\n<div id=\"attachment_44587\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44587\" class=\"size-full wp-image-44587\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/marcello_pini.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"217\" \/><p id=\"caption-attachment-44587\" class=\"wp-caption-text\">Marcello Pini<\/p><\/div>\n<p>Nei giorni successivi, all&#8217;episodio viene (stranamente) concesso ampio spazio sulla stampa locale. Il fatto \u00e8 grave ma per la credibilit\u00e0 della stampa della citt\u00e0, dopo <a href=\"https:\/\/www.popoffquotidiano.it\/2017\/01\/27\/montatura-contro-il-si-cobas-aldo-milani-respinge-le-accuse\/\">la vicenda dell&#8217;arresto di Aldo Milani<\/a>, chiudere ancora entrambi gli occhi o voltarsi da un&#8217;altra parte risulterebbe estremamente sconveniente, squalificante. Il coordinatore del sindacato della citt\u00e0 Enrico Semprini, sulla Gazzetta di Modena definir\u00e0 cos\u00ec la vicenda: \u00ab\u00e8 inaudita: mai \u00e8 accaduto, se non nel Ventennio, che venissero fatte irruzioni all\u2019interno di una sede sindacale\u00bb, mentre l&#8217;avvocato del S.i.Cobas <strong>Marina Prosperi<\/strong> denuncer\u00e0 la Questura di Modena per arresto arbitrario, invasione illegittima di un ufficio privato e per 613bis (reato di tortura), dato che Marcello afferma di essere stato denudato e umiliato durante il trattenimento in Questura.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 grave, l&#8217;irruzione della polizia all&#8217;interno di una sede sindacale \u00e8 un&#8217;azione che attiene direttamente alla sfera della democrazia. Nonostante ci\u00f2, la Cisl non commenta l&#8217;accaduto, la Uil parler\u00e0 di \u00abun fatto un po&#8217; anomalo\u00bb e la Cgil si limiter\u00e0 a dichiarare, per bocca del suo segretario cittadino Morena Gozzi che \u00abuna sede sindacale, da sempre, [\u00e8] un presidio di democrazia e libert\u00e0 e come tale [va] preservato\u00bb.<\/p>\n<p>A questi fatti si aggiunge la querela \u00abper diffamazione aggravata\u00bb denunciata da Casa Spartaco nel suo comunicato. Ma sia la politica ufficiale, sia la triade confederale sembrano totalmente indifferenti, sordi verso ogni discorso riguardante la repressione.<\/p>\n<p>Intanto, all&#8217;interno di Italpizza le acque ricominciano a muoversi.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio di giugno il S.i.Cobas denuncia che sono state recapitate 20 lettere di licenziamento ad altrettanti lavoratori della cooperativa Evologica iscritti al sindacato. Ma non erano stati <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/economia\/news\/2020-05-02\/fase-2-coronavirus-licenziamenti-reddito-emergenza-8496773\/\">sospesi tutti i licenziamenti per via del decreto Cura Italia?<\/a><\/p>\n<p>Si tratta di \u00abpersone con 19, 13, 3, 2 anni di anzianit\u00e0 lavorativa, non di persone per le quali le aziende non avessero ampiamente verificato la competenza e l\u2019affidabilit\u00e0\u00bb <a href=\"https:\/\/www.lapressa.it\/articoli\/societa\/si-cobas-no-ai-licenziamenti-per-covid\">dichiara il sindacato<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/modena\/cronaca\/si-cobas-italpizza-annuncia-aumenti-ma-poi-licenzia-1.5193963\">aggiungendo poi<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl 25 marzo sulla stampa locale e nazionale Italpizza offriva 20 posti di lavoro per le persone che si erano trovate in difficolt\u00e0, e pareva rivolta in particolare a piccoli imprenditori. A maggio, ad una ventina di lavoratrici e lavoratori di Italpizza che si era astenuta dal lavoro proprio a marzo e aprile, nel momento pi\u00f9 duro del contagio, sono state recapitate altrettante lettere di licenziamento. Esiste una connessione tra i due fatti?\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Insomma, se a Modena <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/06\/smarmella-tutto\/\">lo spettro dickensiano del \u00abNatale passato\u00bb<\/a> sembra essere gi\u00e0 arrivato, la vicenda Italpizza potrebbe presto trasformarsi nello spettro delle relazioni sindacali e dell&#8217;eterno conflitto capitale-lavoro nell&#8217;Italia post Covid.<\/p>\n<p>In questa lotta, infatti, si possono ritrovare tutti i tasselli di un puzzle a tinte fosche che ci parla di feroce repressione poliziesco-militare, del ruolo non proprio dignitoso dei sindacati confederali, della vacuit\u00e0 di una politica locale trasformata in mera <em>passacarte <\/em>di affaristi e capitali, di un&#8217;informazione troppo spesso reticente quando non proprio apertamente meschina e di una ferrea volont\u00e0, da parte dei padroni, di scaricare ulteriormente gli effetti della crisi sulle classi sociali subalterne, le stesse che si sono sobbarcate l&#8217;intero peso della societ\u00e0 durante l&#8217;emergenza Covid-19.<\/p>\n<p>_<\/p>\n<p>* Pietro \u00e8 un attivista, mediatore culturale e curatore del blog <a href=\"https:\/\/militantduquotidien.blog\/2020\/06\/04\/something-is-rotten-in-modena\/\">militantduquotidien<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[A poche decine di chilometri dalla citt\u00e0 in cui viviamo, attivamente sostenuta anche da compagne e compagni che conosciamo, \u00e8 in corso da tempo una delle pi\u00f9 radicali ed emblematiche lotte di questi anni: quella delle lavoratrici e dei lavoratori di Italpizza, top player nel settore delle pizze surgelate. 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