{"id":44133,"date":"2020-06-03T10:00:51","date_gmt":"2020-06-03T08:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=44133"},"modified":"2025-03-18T14:10:10","modified_gmt":"2025-03-18T13:10:10","slug":"smarmella-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/06\/smarmella-tutto\/","title":{"rendered":"Il lavoro fatto su <em>Giap<\/em> durante l&#8217;emergenza coronavirus. Un bilancio \u2013 e un glossario \u2013 mentre si \u00absmarmella tutto\u00bb"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-44199\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/smarmella.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><\/p>\n<p align=\"left\">[Per tutto il periodo febbraio-maggio non abbiamo rilasciato interviste sull&#8217;emergenza coronavirus. Finch\u00e9 durava la buriana, abbiamo valutato fosse meglio esprimerci solo per iscritto e solamente su <em>Giap.<\/em> Abbiamo declinato ogni invito di radio, giornali e riviste. Unica eccezione, l&#8217;intervista che esce oggi, a cura di <strong>Jakub Hornacek<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.advojka.cz\/\">sulla rivista politico-culturale ceca <em>A2<\/em><\/a>. Il titolo, tradotto dal ceco, suona cos\u00ec: \u00abInvece delle fabbriche hanno chiuso i parchi\u00bb. Le risposte le abbiamo spedite il 19 maggio scorso e <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/WM_intervista_A2.pdf\"><strong>le rendiamo disponibili anche in italiano, qui il pdf<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p align=\"left\">Rileggendole pochi giorni fa, ne abbiamo ricevuto un pungolo: era tempo di ricapitolare il lavoro fatto su questo blog, insieme alla comunit\u00e0 che qui ha discusso. Non solo per capire come siamo arrivati qui, ma per comprendere cosa ci attende dopo la fase &#8220;acuta&#8221; dell&#8217;emergenza. L&#8217;intervista, dunque, ha fatto da &#8220;trampolino&#8221; a un testo nuovo, dove aggiorniamo e approfondiamo varie questioni emerse su <em>Giap<\/em> fino a oggi, proponendo anche un &#8220;glossario&#8221; dell&#8217;emergenza. Appunti e spunti per chi, in futuro, dovr\u00e0 storicizzare questo 2020. Buona lettura. <strong>WM<\/strong>]<\/p>\n<h5 align=\"left\"><strong>INDICE<\/strong><\/h5>\n<h5 align=\"left\"><strong>0. Le destre in piazza, ma che sorpresa!<\/strong><br \/>\n<strong>1. \u00abRiaperturismo\u00bb di destra e di &#8220;sinistra&#8221;<\/strong><br \/>\n<strong>2. L&#8217;aperto e il chiuso<\/strong><br \/>\n<strong>3. Lo scaricabarile psicopatogeno (per dirla con Bifo)<\/strong><br \/>\n<strong>4. \u00abLockdown\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>5. \u00abCasa\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>6. \u00abDistanziamento sociale\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>7. \u00abMascherina\u00bb e \u00abGuanti\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>8. \u00abMinorenni\u00bb (scomparsa dei)<\/strong><br \/>\n<strong>9. \u00abMorti\u00bb (rispetto per i)<\/strong><br \/>\n<strong>10. \u00abReddito\u00bb (di quarantena)<br \/>\n11. \u00abRipartenza\u00bb (tutto in nome della)<\/strong><br \/>\n<strong>12. Un \u00abcanto di Natale\u00bb a primavera<!--more--><\/strong><\/h5>\n<h4><strong>0. Le destre in piazza, ma che sorpresa!<\/strong><\/h4>\n<p>Mentre scriviamo si parla molto delle \u00abdestre che scendono in piazza cavalcando il malcontento\u00bb. Su questo blog gi\u00e0 dai primi di aprile avvisavamo che presto o tardi sarebbe accaduto: quel malcontento \u2013 la rabbia per la gestione dell&#8217;emergenza coronavirus e per le sue conseguenze sociali \u2013 stava gi\u00e0 montando, ma si esprimeva in modi che non entravano nei radar, oppure ci entravano, ma venivano subito fraintesi, distorti, sminuiti, derisi.<\/p>\n<p>Nel mainstream e &#8220;a sinistra&#8221; \u2013 qualunque cosa ci\u00f2 voglia ormai dire in Italia \u2013 l&#8217;esistenza di un malcontento era negata: nella rappresentazione dominante il Popolo temeva solo ed esclusivamente il virus, era felice di #stareincasa e metteva i like sotto i video del premier su Facebook. Noi invece davamo per scontato che, non appena calata la paura, le destre avrebbero capitalizzato sulla rabbia, prendendosi simbolicamente le piazze e, soprattutto, prendendosi l&#8217;esclusiva della critica all&#8217;emergenza.<\/p>\n<p>La destra fa il suo lavoro. Il problema \u00e8 chi le d\u00e0 modo di farlo bene. Il problema \u00e8 &#8220;a sinistra&#8221;, dove non c&#8217;\u00e8 stata disponibilit\u00e0 a recepire alcuna critica dei modi e tempi del lockdown. Chi ne esprimeva, anche da un punto di vista anticapitalistico e di classe, era subito messo nel mucchio insieme ai fascisti.<\/p>\n<div id=\"attachment_44174\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44174\" class=\"wp-image-44174\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/giletarancioni.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"466\" \/><p id=\"caption-attachment-44174\" class=\"wp-caption-text\">Pappalardo e i suoi \u00abgilet arancioni\u00bb.<\/p><\/div>\n<h4><strong>1. \u00abRiaperturismo\u00bb di destra e di &#8220;sinistra&#8221;<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_44168\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44168\" class=\"wp-image-44168\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/zangrillo.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"175\" \/><p id=\"caption-attachment-44168\" class=\"wp-caption-text\">Alberto Zangrillo. Le polemiche seguite alle sue dichiarazioni si inseriscono nello scontro tra due narrazioni \u00abriaperturiste\u00bb, quella del governo e quella delle opposizioni di destra, entrambe basate su reticenze e omissioni.<\/p><\/div>\n<p>Reazione ancora riscontrabile quando si parla dello stato attuale della pandemia e si azzardano sguardi retrospettivi su come l&#8217;abbiamo affrontata. Pensiamo agli strascichi della controversia scatenata da <strong>Alberto Zangrillo<\/strong>, primario del reparto terapie intensive dell&#8217;ospedale San Raffaele.<\/p>\n<p>Zangrillo ha dichiarato che \u00abdal punto di vista clinico\u00bb il Covid-19 \u00e8 stato praticamente sconfitto, la \u00abseconda ondata\u00bb prevista per fine maggio non c&#8217;\u00e8 stata, si muore sempre meno, da tempo non ci sono nuovi ricoveri in terapia intensiva, i sintomi del Covid sono in media molto pi\u00f9 lievi e i tamponi rivelano una carica virale \u00abinfinitesimale\u00bb rispetto a quella di due mesi fa.<\/p>\n<p>Zangrillo \u00e8 un grosso nome della sanit\u00e0 privata lombarda e un sodale di Berlusconi, e le risposte polemiche che ha ricevuto dal fronte governista e dai suoi media si sono concentrate su questo.<\/p>\n<p>Nello spettacolino della politica, oggi la contrapposizione \u00e8 tra le &#8220;sinistre&#8221; (sempre <em>lato sensu<\/em>) che difendono le scelte compiute a marzo e aprile \u2013 difendono <em>la memoria del lockdown<\/em>, si potrebbe dire \u2013 e le destre che invece devono intercettare il malcontento e lo scetticismo cresciuti in questi mesi.<\/p>\n<p>Il governo sta ormai riaprendo tutto, sta addirittura &#8220;smarmellando&#8221;, ma quanto pi\u00f9 lo fa, tanto pi\u00f9 deve mantenere una postura &#8220;responsabile&#8221; e una narrazione che preservi un po&#8217; di allarme, perch\u00e9 le riaperture non devono sembrare il &#8220;contrordine&#8221; che all&#8217;atto pratico sono. Al contrario, devono sembrare il pi\u00f9 possibile <em>in continuit\u00e0<\/em> con le restrizioni di prima. Anzi, il <em>merito<\/em> delle riaperture va dato alle restrizioni. Ne deriva il pi\u00f9 classico \u00abdoppio legame\u00bb: io riapro tutto e quindi ti comunico che le cose vanno meglio, ma se dici che le cose vanno meglio intervengo subito a dire che non \u00e8 vero.<\/p>\n<p>Le destre, invece, devono rimarcare che le riaperture sono <em>in contrasto<\/em> con almeno alcune delle scelte fatte a marzo, e scaricare sul governo nazionale il maggior numero di colpe possibile. Ovviamente, nel farlo, glissano sul fatto che molti governatori e sindaci di destra sono stati tra i pi\u00f9 alacri sceriffi e hanno imposto i divieti pi\u00f9 draconiani e demenziali. Soprattutto, glissano sulle responsabilit\u00e0 della destra lombarda, senza le cui negligenze iniziali l&#8217;impatto del coronavirus sarebbe stato molto meno disastroso. Per non dire di responsabilit\u00e0 pi\u00f9 di lungo corso, bipartisan ma con un forte protagonismo delle destre: pensiamo alla crescente privatizzazione della sanit\u00e0, che in Lombardia ha portato allo smantellamento della medicina di territorio (e gli esiti si sono visti).<\/p>\n<p>La polemica sulle dichiarazioni di Zangrillo ha avuto luogo in questa cornice, la risposta \u00e8 stata <em>ad hominem<\/em> e cos\u00ec sono passate in secondo piano alcune cose fondamentali.<\/p>\n<h4><strong>2. L&#8217;aperto e il chiuso<\/strong><\/h4>\n<p>Da svariati giorni l&#8217;articolo pi\u00f9 letto sul sito di <em>Internazionale<\/em> \u2013 non certo una rivista di destra \u2013 \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/luca-carra\/2020\/05\/26\/italia-meno-morti-covid\">\u00abPerch\u00e9 in Italia si muore sempre meno di Covid?\u00bb<\/a> di <strong>Luca Carra<\/strong>. Cosa vi si legge?<\/p>\n<p>Molto in sintesi: il virus ha fatto strage soprattutto in Lombardia \u2013 regione che da sola annovera oltre la met\u00e0 dei morti in Italia \u2013 e soprattutto tra persone anziane e con co-morbilit\u00e0, per via delle condizioni in cui si era ritrovata la sanit\u00e0 lombarda e per un concatenamento di errori diagnostici e procedurali dovuti a quelle condizioni e all\u2019effetto-sorpresa.<\/p>\n<p>Oggi la mortalit\u00e0 \u00e8 dieci volte pi\u00f9 bassa rispetto a marzo. Secondo le testimonianze mediche raccolte da Carra, si spiega cos\u00ec: i soggetti a rischio sono pi\u00f9 consapevoli e tutelati, le procedure sanitarie sono pi\u00f9 appropriate e la carica infettante media, che era schizzata alle stelle per via della \u00absuperdiffusione\u00bb dovuta alle infezioni ospedaliere, \u00e8 ora calata a livelli bassissimi.<\/p>\n<p>Nel frattempo, e qui ci inseriamo, tutti siamo tornati a circolare e a vivere gli spazi pubblici, facendo quello che soltanto un mese fa era demonizzato a media unificati, in titoli cubitali e giganteschi <em>shitstorm<\/em> su Facebook. \u00c8 evidente a chiunque viva la propria citt\u00e0 che ogni giorno, da settimane, ci sono &#8220;assembramenti&#8221; nelle piazze, nei parchi, nei dehors&#8230; Dove viviamo noi, a Bologna, sabato scorso ci sono state ben <i>cinque<\/i> manifestazioni politiche pi\u00f9 o meno concomitanti. Quanto a noi, eravamo impegnati in <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/05\/appenninismo-molotov-30-maggio-2020\/\">un trekking sull&#8217;Appennino<\/a>, insieme ad altre centocinquanta persone. Si pu\u00f2 ormai girare ovunque, da oggi non c&#8217;\u00e8 nemmeno pi\u00f9 l&#8217;autocertificazione&#8230; Eppure non sta succedendo alcuna catastrofe sanitaria. Com\u2019\u00e8 possibile?<\/p>\n<p>La risposta era chiara da tempo, bench\u00e9 i mezzi d&#8217;informazione italiani non abbiano fatto nulla per farla conoscere \u2013 anzi, si sono proprio impegnati a sostenere il contrario.<\/p>\n<p>La risposta \u00e8: all&#8217;aperto, il contagio da SarsCov2 \u00e8 sempre stato molto, molto, <em>molto<\/em> improbabile.<\/p>\n<div id=\"attachment_44171\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44171\" class=\"wp-image-44171\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/bromage.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"247\" \/><p id=\"caption-attachment-44171\" class=\"wp-caption-text\">Erin Bromage<\/p><\/div>\n<p>Anche l\u2019articolo sul coronavirus pi\u00f9 condiviso a livello mondiale nelle ultime settimane, quello dell\u2019immunologo <b>Erin Bromage<\/b> che si trova <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/erin-bromage\/2020\/05\/15\/rischi-contagio-conoscerli-evitarli\">tradotto in italiano sempre su <em>Internazionale<\/em><\/a>, dice con nettezza che all\u2019aperto il rischio di contagio da Sars-Cov-2 \u00e8 minimo, perch\u00e9<\/p>\n<blockquote><p>\u00aba due metri di distanza e con uno spazio aperto capace di ridurre la carica virale, il covid-19 non ha il tempo sufficiente per diffondersi. Il sole, il caldo e l\u2019umidit\u00e0 sono tutti fattori che ostacolano la sopravvivenza del virus e minimizzano il rischio di trasmissione all\u2019aperto.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Infatti, scrive Bromage, \u00abnei paesi che svolgono un tracciamento adeguato \u00e8 stato registrato solo un focolaio collegato a un evento che si \u00e8 svolto all\u2019esterno. Meno dello 0,3 per cento dei contagi accertati.\u00bb<\/p>\n<p>Il problema sono sempre stati gli spazi chiusi. In particolare, gli spazi chiusi, affollati e poco ventilati. Guardacaso, molti dei luoghi di lavoro rimasti aperti per tutto il tempo corrispondono alla descrizione.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIn tutte le situazioni prese in esame\u00bb, prosegue Bromage, \u00able persone sono state esposte al virus presente nell\u2019aria per un periodo prolungato (ore). Anche se si trovavano a 15 metri di distanza (coro e call-center) e la dose infettante era ridotta, il contatto prolungato con il virus \u00e8 stato sufficiente a provocare il contagio e in alcuni casi la morte.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il quadro che emerge \u00e8 coerente con molte delle cose scritte qui su <em>Giap<\/em> negli ultimi tre mesi e mezzo.<\/p>\n<p>La demonizzazione dell\u2019aria aperta e la conseguente caccia all\u2019untore portate avanti da media e politici <em>non c\u2019entravano nulla<\/em> con le reali dinamiche del contagio e dei decessi. Questi ultimi sono stati in gran parte conseguenza dei focolai scoppiati in ospedali e altre strutture sanitarie e sociosanitarie.<\/p>\n<p>La demonizzazione, la titolazione terroristica tipo <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/04\/coronavirus-nell-aria\/\">\u00abil virus \u00e8 nell\u2019aria\u00bb<\/a> (smentita dagli stessi studi scientifici citati nell&#8217;articolo), la caccia all\u2019untore e al &#8220;furbetto&#8221; hanno distolto l\u2019attenzione, avvelenato il clima e causato sofferenze soprattutto ai pi\u00f9 deboli, con conseguenze sociali che pagheremo a lungo.<\/p>\n<h4><strong>3. Lo scaricabarile psicopatogeno (per dirla con Bifo)<\/strong><\/h4>\n<p>La cosa pi\u00f9 logica sarebbe stata chiudere le fabbriche \u2013 se si fosse fatto per tempo in Val Seriana, plausibilmente non sarebbe avvenuto tutto il resto \u2013 e organizzare la vita sociale perch\u00e9 la gente potesse stare il pi\u00f9 possibile all\u2019aria aperta in parchi, boschi, campi, spiagge&#8230; Invece si \u00e8 fatto l&#8217;opposto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-44222\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/barile.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"394\" \/><\/p>\n<p>Per l\u2019ennesima e ultima volta ribadiamo che c\u2019\u00e8 stato uno \u00abscambio spettacolare\u00bb. La chiusura delle fabbriche \u00e8 stata una mezza farsa, c\u2019\u00e8 stata una pioggia di deroghe (vedi <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/05\/primo-maggio-2020\/\">la nostra inchiesta pubblicata l\u20191 maggio scorso<\/a>) e pi\u00f9 della met\u00e0 dei lavoratori dipendenti ha continuato a lavorare, mentre si \u00e8 feticizzato lo #stareincasa e si sono tenuti milioni di persone in cattivit\u00e0. Contagiati e non contagiati insieme, dato che non c\u2019\u00e8 mai stata una seria campagna di test sulla cittadinanza.<\/p>\n<p>Si \u00e8 punito e messo alla gogna chi usciva a sgranchirsi le gambe e prendere una boccata d\u2019aria, si sono multati persino conviventi perch\u00e9 erano usciti insieme, si sono chiusi i parchi, si \u00e8 messo il nastro rosso e bianco intorno ai giochi dei bambini, si sono mandati gli elicotteri a pattugliare le spiagge e i droni a sorvegliare i boschi, si sono inondate le strade di varechina, tutte cose del tutto irrazionali rispetto al fine propagandato, e spesso dannose. Dannose non col senno di poi, ma con quello di prima: <a href=\"http:\/\/www.arpa.piemonte.it\/news\/ipoclorito-di-sodio-sconsigliato-luso-massivo\">gi\u00e0 il 15 marzo<\/a> l&#8217;ARPA Piemonte aveva chiesto ai sindaci di non lavare i manti stradali con l&#8217;ipoclorito di sodio, perch\u00e9<\/p>\n<blockquote><p>\u00abn<i>on vi \u00e8 evidenza che [ci\u00f2] possa avere efficacia per il contrasto alla diffusione del CODIV-19 dal momento che le pavimentazioni esterne non consentono interazione con le vie di trasmissione umana [&#8230;]<\/i><i> L\u2019ipoclorito di sodio, componente principale della candeggina, \u00e8 sostanza inquinante che potr\u00e0 nel tempo contaminare le acque di falda, direttamente o attraverso i suoi prodotti di degradazione.\u00bb<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>Il 18 marzo, <a href=\"http:\/\/www.trovanorme.salute.gov.it\/norme\/renderNormsanPdf?anno=2020&amp;codLeg=73700&amp;parte=1%20&amp;serie=null\">dichiarava la stessa cosa<\/a> l&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0. Sullo spettacolo della \u00absanificazione\u00bb dei luoghi pubblici, allestito anche contro le evidenze scientifiche, consigliamo il bell&#8217;articolo di <strong>Donato Greco<\/strong> intitolato <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/sorvegliare-e-pulire-eccessi-da-sanificazione\/donato-greco\/2020-05-19\"><em>Sorvegliare e pulire<\/em><\/a>, pubblicato su <em>Scienza in Rete<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_44172\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44172\" class=\"wp-image-44172\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/bifo.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"210\" \/><p id=\"caption-attachment-44172\" class=\"wp-caption-text\">Bifo.<\/p><\/div>\n<p>Nel mentre, come si \u00e8 detto, le dinamiche reali del contagio erano tutt\u2019altre.<\/p>\n<p><strong>Franco &#8220;Bifo&#8221; Berardi<\/strong>, in un articolo sul quale ritorneremo, descrive quanto accaduto pi\u00f9 o meno al nostro stesso modo, e chiama lo scambio spettacolare <a href=\"https:\/\/operavivamagazine.org\/il-sistema-psico-immunitario-della-generazione-proto-digitale\/\">\u00abscaricabarile psicopatogeno\u00bb<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl potere ha compiuto un\u2019operazione che consiste nel colpevolizzare la societ\u00e0 usando l\u2019arma sanitaria, e rovesciando la reciprocit\u00e0 affettuosa in una sorta di labirinto delle colpevolizzazioni. La chiamano responsabilit\u00e0, ma io la chiamo in un\u2019altra maniera: scaricabarile psicopatogeno. Quelli che hanno distrutto il sistema sanitario pubblico e molte altre cose, ci hanno detto: state tutti a casa, non muovetevi, altrimenti ammazzate la nonna. Lavorate moltissimo davanti a uno schermo, non chiedete aumenti di salario, accontentatevi di quello che passa il convento, altrimenti crolla l\u2019economia.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Lo scaricabarile \u00e8 stato occultato in diversi modi, uno \u00e8 stato l&#8217;uso astratto e generalizzante del termine \u00ablockdown\u00bb.<\/p>\n<p>Su questo blog abbiamo cercato di sviluppare una critica all\u2019uso capzioso di termini ed espressioni come \u00ablockdown\u00bb, \u00abchiudere\u00bb\/\u00abriaprire\u00bb , \u00abstare a casa\u00bb e \u00abdistanziamento sociale\u00bb. Ci siamo impegnati, collettivamente, a discernere ogni volta, a smontare i discorsi per capire a cos\u2019erano riferiti. Ecco una sintesi in forma di glossarietto. L&#8217;ordine non \u00e8 alfabetico, segue l&#8217;argomentazione.<\/p>\n<h4><strong>4. \u00abLockdown\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/rorschach.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44203\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/rorschach.gif\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"166\" \/><\/a>\u00abTu sei contro il lockdown\u00bb, \u00abnon si poteva non fare il lockdown\u00bb, \u00abguarda cos&#8217;\u00e8 successo dove non hanno fatto il lockdown\u00bb&#8230;<\/p>\n<p>\u00ab<em>Il<\/em> lockdown\u00bb non vuol dire niente. Non esistono paesi che hanno fatto \u00ab<i>il<\/i> lockdown\u00bb e altri che non l\u2019hanno fatto. Tutti i paesi hanno chiuso qualcosa, hanno fatto <i>dei<\/i> lockdown, compresa la vituperata Svezia. La questione \u00e8 sempre stata: lockdown <em>di cosa<\/em>, come, quando e per quanto tempo. Non \u00e8 mai esistito un unico &#8220;pacchetto&#8221;, un unico modello, un unico insieme di divieti e restrizioni. Le strategie sono state variegate e modulate \u2013 bene, benino, male o malissimo \u2013 nello spazio e nel tempo.<\/p>\n<p>Ad oggi non sappiamo se i diversi tipi di lockdown abbiano prodotto risultati diversi in termini di contagio, letalit\u00e0, mortalit\u00e0 ecc. In linea di massima, il virus sembra essersi comportato ovunque in maniera molto simile. Tuttavia, proprio guardando a come il virus si \u00e8 comportato, possiamo dire che alcuni provvedimenti di questo o quel &#8220;pacchetto&#8221; non avevano giustificazione.<\/p>\n<p>\u00abLockdown\u00bb al singolare, per\u00f2, \u00e8 un termine-ombrello che impedisce di discernere, utile a giustificare qualunque cosa. Soprattutto in Italia, dove \u00e8 servito a mettere insieme tutte le chiusure, restrizioni, limitazioni, proibizioni introdotte a livello nazionale, regionale e municipale. Misure necessarie (ma spesso applicate nei tempi e modi sbagliati), misure magari non necessarie ma sensate, e misure del tutto irrazionali.<\/p>\n<p>L&#8217;uso dell&#8217;espressione \u00ab<em>il<\/em> lockdown\u00bb ha fatto credere, ad esempio, che ci fosse un\u2019inesorabile progressione logica tra vietare gli &#8220;assembramenti&#8221; e starsene tappati in casa.<\/p>\n<h4><strong>5. \u00abCasa\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44178\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dreamhouse.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"241\" \/>Il chiudersi in casa non \u00e8 mai stato conseguenza obbligata del distanziamento fisico n\u00e9 del \u00ablockdown\u00bb. <em>Repetita iuvant<\/em>: nella lingua italiana un conto \u00e8 \u00abstare a casa\u00bb dal lavoro, un conto \u00e8 pensare si debba stare sempre <i>in<\/i> casa. Anche in inglese esiste la differenza tra stare \u00ab<i>at home<\/i>\u00bb e stare \u00ab<i>indoors<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p>Nei vari paesi che hanno affrontato la pandemia, la limitazione di spostamenti e interazioni \u00e8 stata declinata in modi anche molto diversi tra loro. In Italia, lo stare a casa \u00e8 diventato ben presto stare <em>in<\/em> casa, e se ne \u00e8 data un\u2019interpretazione rigidissima, tetragona, che ha dato la stura a fenomeni inquietanti, a \u00abritorni del rimosso\u00bb, a riemersioni di mentalit\u00e0 profonde.<\/p>\n<p>#Iorestoacasa \u00e8 stato una narrazione discriminatoria, escludente, <em>classista<\/em>. Per chi gode di un privilegio, quel privilegio \u00e8 come l\u2019acqua per il pesce. Privilegio di classe, di genere, di &#8220;razza&#8221;: chi ce l\u2019ha lo d\u00e0 per naturale, scontato e soprattutto universale, non si accorge che il suo punto di vista \u00e8 <em>situato<\/em>, se altre persone non glielo fanno notare e non gli smontano la costruzione davanti agli occhi. \u00c8 dunque normale che chi aveva le condizioni per passarsi \u00abtutto sommato bene\u00bb la clausura domestica sia incline a pensare che <em>tutti quanti<\/em> se la siano passata \u00abtutto sommato bene\u00bb, e che l&#8217;angolatura da cui guarda quei mesi sia quella &#8220;normale&#8221;. Consultando la sua cerchia di amicizie e relazioni, il pi\u00f9 delle volte, avr\u00e0 solo conferme, perch\u00e9 il <em>bias<\/em> \u00e8 comune. A volte, poi, la cerchia \u2013 spesso un gruppo su Whatsapp \u2013 \u00e8 divenuta una <em>bolla<\/em>, in seguito a scazzi e alla fuoriuscita o esclusione di chi non vedeva la situazione allo stesso modo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-44165\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/restoacasa.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>Sovente i progressisti del ceto medio ci hanno chiesto \u2013 astrattamente e senza pensare all&#8217;assurdit\u00e0 della cosa \u2013 di \u00abempatizzare coi morti\u00bb. Al tempo stesso, <em>proprio<\/em> <em>non riuscivano a capire<\/em> che stavamo empatizzando con molte persone <em>vive<\/em>: famiglie proletarie costrette in appartamenti minuscoli, bambini e adolescenti impossibilitati a seguire la DAD perch\u00e9 in tutta la famiglia c&#8217;era un solo dispositivo ed era il telefono del pap\u00e0, donne costrette tra quattro mura con mariti prevaricatori, disabili e sofferenti psichici rimasti senza assistenza, elementi deboli e discriminati del mondo LGBTQ+, migranti, e in generale tutte le persone per le quali la reclusione domestica non \u00e8 stata una fase \u00abrigenerante\u00bb, non \u00e8 coincisa con la riflessione, con la riscoperta di vecchi hobby, col cucinare manicaretti, con l&#8217;aperitivo a distanza su Zoom, con niente di tutto questo.<\/p>\n<p>Ecco, quando parliamo di cos\u2019\u00e8 stata la \u00abFase 1\u00bb, cerchiamo di non rimuovere il fatto che la \u00abcasa\u00bb della narrazione #iorestoacasa era la casa borghese \u2013 e, sovente, <em>liberal<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_44176\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44176\" class=\"wp-image-44176\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dominijanni.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/><p id=\"caption-attachment-44176\" class=\"wp-caption-text\">Ida Dominijanni<\/p><\/div>\n<p>Di fronte a questa realt\u00e0 concreta, ai fini del confronto e dell&#8217;analisi non ci pare centrato n\u00e9 utile disquisire, <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/ida-dominijanni\/2020\/04\/26\/lockdown-non-siamo-gli-stessi\">come ha fatto <strong>Ida Dominijanni<\/strong><\/a>, sullo #stareincasa come scelta libera e altruistica, non imposizione dall&#8217;alto ma \u00ab(auto)contenimento della potenzialit\u00e0 di ciascuno di infettare l\u2019altro: e dunque come [&#8230;] segno di una postura relazionale e responsabile, non ego-centrata e asservita.\u00bb<\/p>\n<p>Non mettiamo in dubbio le <em>intenzioni<\/em> di chicchessia: semplicemente, ci interessano poco. A interessarci sono gli <em>esiti<\/em> dell&#8217;emergenza sulle vite di chi non ha potuto scegliere dove, come e con chi #stareincasa, n\u00e9 ha avuto libert\u00e0 di distinguere tra stare <em>at home<\/em> e <em>indoors<\/em>. Per non dire di chi una <em>home<\/em> non ce l&#8217;aveva, o stava <em>indoors<\/em> ma non <em>at home<\/em>, perch\u00e9 in una RSA o in un CPR. Il tutto, sempre ricordando che <em>indoors<\/em> era molto pi\u00f9 facile prendersi il virus, mentre per pigliarselo <em>outdoor<\/em> bisognava proprio andarlo a cercare.<\/p>\n<p>Nell&#8217;incontro con determinati costrutti ideologici, in ambienti che hanno aderito allo #stareincasa &#8220;da sinistra&#8221; e con grande zelo, lo #stareincasa ha portato a derive penitenziali e sacrificali. \u00c8 riemerso qualcosa di profondissimo, di &#8220;hardcore&#8221;, proveniente da qualche recesso della <em>Kultur<\/em> italiana, localizzabile tra le memorie remote del cristianesimo medievale e il retaggio della Controriforma.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44180\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/caterina.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"299\" \/>Non ci riferiamo all&#8217;esperienza del cristianesimo come <span class=\"polytonic\" dir=\"ltr\" lang=\"grc\">\u1f10\u03ba\u03ba\u03bb\u03b7\u03c3\u03af\u03b1 \u2013 raduno, assemblea,<\/span> comunit\u00e0. Anzi, dai cristiani che si vivono come ecclesia sono spesso giunte critiche \u2013 e disobbedienze \u2013 ai dpcm e ordinanze. No, ci riferiamo ad altre correnti e sfaccettature dell&#8217;esperienza storica cattolica, a quelle zone oscure in cui l&#8217;accento cade su percorsi di penitenza, restrizione, mortificazione e sacrificio <em>individuali<\/em>: clausura, isolamento, espiazione, eremitaggio, misticismo&#8230;. Abbiamo letto un diario della quarantena dove si vedevano in filigrana gli esercizi spirituali di Sant&#8217;Ignazio, e a un certo punto c\u2019era la foto di una ragade venuta a furia di lavarsi le mani col disinfettante. L\u2019apparizione delle stimmate. Santa Caterina da Siena o, pi\u00f9 plausibilmente, Padre Pio.<\/p>\n<p>Anche senza arrivare a tali estremi, ci sembra che l\u2019emergenza coronavirus abbia scavato molto in profondit\u00e0. Sono argomenti che fanno tremare le ginocchia, ed \u00e8 difficile scriverne in modo equilibrato. Possiamo solo offrire questi spunti. Approfondirli sar\u00e0 compito di storici, sociologi e antropologi.<\/p>\n<h4><strong>6. \u00abDistanziamento sociale\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>L&#8217;espressione inglese \u00ab<em>social distancing<\/em>\u00bb indica lo stare discosti l&#8217;uno dall&#8217;altro nelle occasioni di socialit\u00e0. Occasioni che non vengono negate, anzi, sono poste a premessa e cornice dell&#8217;interazione.<\/p>\n<p>\u00abSocial\u00bb \u00e8 spesso un <em>false friend<\/em>, perch\u00e9 ha connotazioni diverse dal nostro \u00absociale\u00bb. Ecco il <em>primo<\/em> significato del lemma riportato dall&#8217;Oxford Dictionary: \u00ab<span id=\"social_sngs_2\" class=\"shcut-g\"><span class=\"def\"><em>connected with activities in which people meet each other for pleasure<\/em>\u00bb. Nel Merriam-Webster il primo \u00e8 invece, molto americanamente, \u00ab<em>involving allies or confederates<\/em>\u00bb, ma il secondo \u00e8 \u00ab<em>a) <span class=\"sb-0\"><span class=\"dt \"><span class=\"dtText\">marked by or passed in pleasant companionship with friends or associates; b) sociable; c) of, relating or designed for sociability<\/span><\/span><\/span><\/em>\u00bb e il terzo \u00e8: \u00ab<span class=\"sb-0\"><span class=\"dt \"><span class=\"dtText\"><em>of or relating to human society, the interaction of the individual and the group, or the welfare of human beings as members of society<\/em>\u00bb. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"social_sngs_2\" class=\"shcut-g\"><span class=\"def\"><span class=\"sb-0\"><span class=\"dt \"><span class=\"dtText\">Insomma: piacere dell&#8217;incontro e della compagnia, amicizia, socievolezza, benessere degli esseri umani in quanto membri della societ\u00e0. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span>L&#8217;espressione \u00ab<em>social distancing<\/em>\u00bb dice che le distanze fisiche vanno rispettate senza annullare tutto questo.<br \/>\nAl contrario, \u00abdistanziamento sociale\u00bb contiene gi\u00e0 <em>lo sfilacciarsi dei legami<\/em>.<br \/>\nAver reso \u00ab<em>social\u00a0 distancing<\/em>\u00bb in &#8220;traduttese&#8221; letterale anzich\u00e9 con una parafrasi in italiano corretto \u00e8 stato un errore fecondo di mostri. Ha contribuito a produrre <em>distanza sociale<\/em>, patita da tutti i soggetti pi\u00f9 deboli. Addirittura, spesso si \u00e8 sentito usare come quasi-sinonimo \u00abisolamento sociale\u00bb. Bel lapsus.<\/p>\n<h4><strong>7. \u00abMascherina\u00bb e \u00abguanti\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44183\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/maschera_da_fagiano.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"133\" \/>La prescrizione di mascherina e guanti anche all&#8217;aria aperta e in altre situazioni dove non sarebbero serviti a nulla ha dato luogo a un vero e proprio feticismo, proprio nell&#8217;accezione del termine usata in etnologia: a quegli oggetti si sono attribuiti poteri pressoch\u00e9 magici. Al punto che anche nella letteratura medica, in <a href=\"https:\/\/www.nejm.org\/doi\/full\/10.1056\/NEJMp2006372\">testi dove si dice che persino nelle strutture sanitarie portare la mascherina ovunque \u00e8 di dubbia utilit\u00e0<\/a>, si usano parole come \u00abruolo simbolico\u00bb e \u00abtalismano\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 forse il primo talismano usa-e-getta della storia, e ha gi\u00e0 prodotto miliardi di tonnellate di pattume che finir\u00e0 in mare o verr\u00e0 bruciato sprigionando diossina.<\/p>\n<p>Su questo, non abbiamo molto altro da aggiungere. Avevamo scritto gi\u00e0 molto nel post <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/04\/obbligo-mascherina\/\">\u00abAl ballo mascherato della viralit\u00e0\u00bb<\/a>, che \u00e8 dell&#8217;8 aprile.<\/p>\n<h4><strong>8. \u00abMinorenni\u00bb (scomparsa dei)<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/kids.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44225\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/kids.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"106\" \/><\/a>Ad aver sofferto il distanziamento sociale sono stati soprattutto i bambini e gli adolescenti.<\/p>\n<p>Nelle vite degli adolescenti, la negazione della compagnia e della corporeit\u00e0, l&#8217;affermarsi di una pervasiva narrazione basata su sospetto nei confronti dell&#8217;Altro \u2013 del suo approssimarsi, dei suoi fluidi e umori, e proprio nella fase in cui si dovrebbe scoprire l&#8217;eros \u2013, tutto ci\u00f2 avr\u00e0 conseguenze a lungo termine.<\/p>\n<p>Del succitato articolo di Bifo non condividiamo l&#8217;impostazione \u00abnoi giovani degli anni &#8217;70 invece\u00bb e il disfattismo nero nei confronti delle nuove generazioni (che secondo noi possono riservarci grandi sorprese), ma alcune osservazioni sono perfette, come quando parla di \u00absensibilizzazione fobica al corpo dell\u2019altro, alle labbra, che d\u2019ora in avanti saranno nascoste per sempre come pudenda pericolose.\u00bb<\/p>\n<p>Avr\u00e0 conseguenze su ragazze e ragazzi anche il non essere stati minimamente considerati, l&#8217;essere stati <em>rimossi dal quadro \u2013<\/em> mai nominati nei testi di dpcm e ordinanze, ignorati nelle conferenze stampa del premier, esclusi a priori dall&#8217;autocertificazione \u2013 salvo essere <em>reintrodotti all&#8217;improvviso<\/em> solo quando serviva usarli come facili capri espiatori, perch\u00e9 dopo la riapertura si &#8220;assembravano&#8221; o si davano alla &#8220;movida&#8221;.<\/p>\n<p>Durante quest&#8217;emergenza si \u00e8 espressa tutta l&#8217;<em>adolescentofobia<\/em> di una societ\u00e0 di attempati e di \u00abgiovani per proroga dei termini\u00bb.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 mentre, nella comunit\u00e0 scientifica, emergeva la consapevolezza che bambini e ragazzi molto difficilmente vengono contagiati dal SarsCov2, e nei casi in cui ci\u00f2 avviene difficilmente contagiano altre persone. L&#8217;afflizione e la colpevolizzazione <em>extra<\/em> che sono state riservate ai minori \u2013 con l&#8217;avallo di certi virologi da talk-show \u2013 hanno sempre avuto basi scientifiche molto precarie. La constatazione dei danni &#8220;collaterali&#8221; dell&#8217;emergenza, invece, ha basi molto solide.<\/p>\n<p>\u00c8 quel che hanno fatto notare i pediatri che hanno scritto e firmato <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/covid19-lallarme-dei-pediatri-tra-presunti-rischi-e-documentati-danni-collaterali\/\">un appello<\/a> apparso sul Manifesto il 29 maggio scorso. Dove si critica anche l&#8217;ossessivo focus su virologia e infettivologia, come se il punto di vista specialistico di quelle discipline riassumesse in s\u00e9 tutta la scienza e fosse sufficiente a descrivere l&#8217;impatto di un&#8217;epidemia sulla societ\u00e0:<\/p>\n<p>\u00abI pediatri sono portatori di una visione pi\u00f9 ampia su salute, sviluppo, assistenza e benessere dei bambini. Infatti, le maggiori riviste e associazioni internazionali pediatriche continuano a ribadire in modo chiaro e, al meglio delle conoscenze, inequivocabile, che il rischio di contagio per e da parte dei bambini \u00e8 molto basso mentre il rischio di compromissione di aspetti cognitivi, emotivi e relazionali conseguenti alla prolungata chiusura delle scuole \u00e8 molto alto.<\/p>\n<p>Oltre a tutto, si sono enfatizzati i rischi di contagio derivanti dalla riapertura delle scuole e dei nidi, senza tener conto che i bambini lasciati a casa non ne sono affatto esenti: al contrario, affidati a parenti o amici o lasciati soli (i pi\u00f9 grandicelli) stanno andando incontro a rischi infettivi senz\u2019altro maggiori di quelli insiti in situazioni controllate dove gli adulti (insegnanti, educatori, ecc,) sono sottoposti a misure di prevenzione e controllo, dove si seguono regole di distanziamento, igiene personale e sanificazione ambientale.<\/p>\n<p>Questo squilibrio si \u00e8 verificato e si verifica in Italia a differenza di molti altri Paesi europei, dove, a partire dalle massime autorit\u00e0 fino a buona parte delle istituzioni locali, ci si \u00e8 preoccupati di assicurare l\u2019integrit\u00e0 fisica cognitiva ed emotiva dei bambini con una prospettiva pi\u00f9 olistica, comprensiva di tutti gli aspetti.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi urgente cambiare rotta, se si vuole evitare che alla crisi sanitaria e a quella economica si aggiunga una crisi educativa e sociale dalle conseguenze pesanti per tutti i bambini, e drammatiche per una consistente minoranza, che gi\u00e0 in precedenza viveva situazioni di difficolt\u00e0 di apprendimento. Vanno aperti, e riaperti sollecitamente spazi ludici con componenti educative, e vanno messe in campo iniziative specifiche di supporto per quei bambini, che gli insegnanti e gli educatori gi\u00e0 conoscono, con difficolt\u00e0 specifiche.\u00bb<\/p>\n<h4><b>9. \u00abMorti\u00bb (rispetto per i)<br \/>\n<\/b><\/h4>\n<p>Come ricorda <strong>Gina Kolata<\/strong> in <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/gina-kolata\/2020\/05\/21\/quando-come-finisce-pandemia\">un pezzo sul <em>New York Times<\/em> tradotto da <em>Internazionale<\/em><\/a>, la fine <em>sociale<\/em> di una pandemia arriva spesso prima della fine sanitaria. Arriva quando la gente non ne pu\u00f2 pi\u00f9 di avere paura. Tra le due &#8220;fini&#8221; c\u2019\u00e8 un momento di inevitabile contraddizione, dentro la quale \u00e8 necessario muoversi.<\/p>\n<p>Riscontriamo intorno a noi una grandissima voglia di stare in giro il pi\u00f9 possibile. Nessuno si illude che d&#8217;ora in avanti le cose vadano bene: nell&#8217;immaginario incombe la crisi pi\u00f9 grande di sempre, portatrice di nuove povert\u00e0 ed esclusioni, e incombono collassi ecologici epocali, a cominciare dalla crisi idrica dietro l&#8217;angolo. Eppure camminare, prendere aria, chiacchierare persino con gli estranei \u00e8 la vistosa prassi di chiunque: si esce dal lavoro e non si torna subito a casa ma si passeggia a lungo perch\u00e9 \u00abmeglio fare scorta, nel caso <em>quelli<\/em> decidano di rinchiuderci di nuovo\u00bb; ci sono famiglie che \u00abnoi praticamente stiamo vivendo nei parchi\u00bb; anche chi \u00e8 ridotto in malora preferisce essere in malora all\u2019aperto, con gente intorno, piuttosto che starsene in casa.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 davvero la fine sociale dell\u2019epidemia. Certo, il virus non \u00e8 scomparso del tutto, per questo la gente porta le mascherine dov\u2019\u00e8 utile portarle, in fila mantiene le distanze, rispetta le regole sensate. La differenza \u00e8 che lo fa senza affogare pi\u00f9 nella paura.<\/p>\n<p>Come lo fa adesso, avrebbe potuto farlo anche prima. E infatti viene detto. Tuco questa frase l\u2019ha sentita in triestino, ma si ode in tutta Italia: \u00ab<em>o i ne cioleva pel cul prima, o i ne ciol pel cul \u2018desso, o tutte e due<\/em>\u00bb. Un livello di socialit\u00e0 attenta si sarebbe potuto mantenere anche prima, senza panico n\u00e9 odio fomentato contro chi \u201ctrasgrediva\u201d, senza paranoie n\u00e9 capri espiatori. Ci sarebbero stati meno veleni in circolazione, ci sarebbe stato meno malessere psichico, soprattutto ci sarebbe stato pi\u00f9 dibattito razionale.<\/p>\n<p>E invece si \u00e8 dato per scontato che le italiane e gli italiani fossero una masnada di imbecilli, una massa inerte da frastornare, da mobilitare con metafore belliche e intruppare dietro un nazionalismo d\u2019accatto. Se all\u2019inizio pu\u00f2 essere stato puro panico, anche da parte della classe dirigente, gradualmente \u00e8 prevalso <em>l\u2019interesse<\/em> a impedire che si pensasse con la propria testa, a impedire che si facesse gi\u00e0 ad aprile quel che tutti hanno poi fatto a maggio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44276\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/bare.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"110\" \/>Per impedirlo si \u00e8 ricorso al ricatto morale: \u00abci sono i morti\u00bb, \u00abbisogna avere rispetto per i morti\u00bb&#8230; L&#8217;accusa di non rispettare i morti \u00e8 scattata ogni volta che qualcuno ha reclamato il diritto di <em>vivere<\/em>, non solo di sopravvivere. \u00abI morti\u00bb sono anche serviti per interdire ogni discorso critico: \u00abnon mi interessa parlare di questo, ci sono i morti\u00bb, \u00aba chi critica farei vedere le foto di tutte quelle bare\u00bb&#8230;<\/p>\n<p>Di fronte ai morti, bisognava mostrarsi pi\u00f9 che contriti. E a esigere tale contrizione erano spesso <em>i responsabili politici di quelle morti<\/em>.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, si ritorna al tema del fare penitenza, e allo scaricabarile.<\/p>\n<h4><b>10. \u00abReddito\u00bb (di quarantena)<br \/>\n<\/b><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44231\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/quentin.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"250\" \/>La fine sociale dell&#8217;epidemia non \u00e8 la fine dell&#8217;emergenza. L&#8217;emergenza, lo abbiamo gi\u00e0 scritto, ha funzionato e continuer\u00e0 a funzionare come acceleratore di processi che erano gi\u00e0 in corso.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi ha scambiato la spesa pubblica di questi mesi \u2013 spesso consistita in meri annunci \u2013 per l&#8217;alba di un nuovo socialismo, o quantomeno di un nuovo \u00abredditismo\u00bb dopo quello incentrato sul reddito di cittadinanza, &#8220;bruciato&#8221; dal M5S. Si \u00e8 dunque vista nell&#8217;imposizione del lockdown un&#8217;imperdibile occasione rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Scommettere sul \u00abreddito di quarantena\u00bb, per\u00f2, ha portato a scommettere politicamente sulla quarantena stessa, sul suo protrarsi per chiss\u00e0 quanto. Durante quel lunghissimo #stareincasa, cos\u00ec si vagheggiava, si sarebbe combattuta la madre di tutte le battaglie. Ma stando tappati in casa non si fanno <em>battaglie<\/em>, n\u00e9 madri n\u00e9 figlie. Al massimo si fa <em>clicktivism<\/em>, cio\u00e8 battaglie d&#8217;opinione, il pi\u00f9 delle volte imbelli. Nel caso specifico, <em>doppiamente<\/em> imbelli, perch\u00e9 portate avanti con mille gergalismi e riferimenti criptici che le rendevano elitarie, e perch\u00e9 portate avanti da una comunit\u00e0 paradossale, di persone atomizzate che vivevano sui social dandosi ragione a vicenda.<\/p>\n<p>Nulla di male nella rivendicazione in s\u00e9, ci mancherebbe. Ma mettendola al centro del proprio agire \u2013 o forse del proprio non-agire, <em><i>w\u00fa w\u00e9i<\/i> <\/em>(\u65e0\u4e3a) \u2013 e <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/05\/mao-dun\/\">focalizzando i discorsi sempre e solo sul rischio virus<\/a>, senza mai denunciare assurdit\u00e0 e abusi dell&#8217;emergenza, si \u00e8 caduti in una trappola cognitiva dopo l&#8217;altra.<br \/>\nNon si \u00e8 capito che in molti settori l&#8217;emergenza e lo #stareincasa creavano disagi e problemi a cui non si poteva rispondere con la rivendicazione di un reddito. Ad esempio, nella scuola: perdita della socialit\u00e0, sofferenze psichiche, dinamiche escludenti nella DAD, calo dell&#8217;apprendimento, aumento della dispersione&#8230;<br \/>\nSoprattutto, non si \u00e8 capito che la maggior parte delle persone <em>non desidera affatto<\/em> starsene reclusa in casa purch\u00e9 arrivi un sussidio con cui fare la spesa e pagare i giga di traffico.<\/p>\n<p>La vita per cui si lotta, per cui si fa anche la lotta <em>di classe<\/em>, \u00e8 sempre stata molto pi\u00f9 di questo. Si lotta per una vita degna di essere vissuta, piena, ricca di relazioni. Si lotta per la salute, certo, ma non \u00e8 salute fare una vita da talpe, sacrificando tutto pur di non ammalarsi. Essersi scordati di questo ha velato lo sguardo, cos\u00ec non si \u00e8 visto che nella societ\u00e0, accanto alla paura del contagio, montava l&#8217;insofferenza <em>verso l&#8217;emergenza stessa<\/em>. Anche perch\u00e9 il \u00abreddito di quarantena\u00bb \u00e8 rimasto un sogno o un&#8217;ipotesi, mentre la realt\u00e0 dei fatti mordeva il culo.<\/p>\n<p>Non solo: scommettere sul lockdown \u2013 anche in vista di obiettivi condivisibili \u2013 ha portato a <em>scommettere sulla paura<\/em>, sulla <em>politica della paura<\/em> e sull&#8217;emergenza come modello di <em>governance<\/em> basato sulla percezione di un pericolo ubiquo e informe. La percezione, ricordiamo? Quante volte abbiamo condannato scelte politiche \u2013 in tema di immigrazione, di decoro urbano, di proibizionismo, di \u00ablegittima difesa\u00bb \u2013 basate sulla \u00abpercezione\u00bb?<\/p>\n<p>Da tutto ci\u00f2 \u00e8 derivato un notevole &#8220;codismo&#8221; verso il governo Conte, con l&#8217;apoteosi dell&#8217;adesione di molt* &#8220;radicali&#8221; al famigerato appello \u00abcontro gli agguati\u00bb. Mossa a tutta prima <a href=\"https:\/\/www.centroriformastato.it\/e-ancora-possibile-criticare-conte-senza-essere-un-nemico-del-popolo-2\/\">sconcertante<\/a>, ma in realt\u00e0 conseguente alla scommessa politica fatta dal principio.<\/p>\n<p>Scommessa fallita, perch\u00e9 lo #stareincasa non poteva durare oltre, n\u00e9 aveva giustificazione scientifica <em>in the first place<\/em>. E faceva schifo.<\/p>\n<h4><strong>11. \u00abRipartenza\u00bb (tutto in nome della)<\/strong><\/h4>\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 stato chi non ha scommesso sulla paura ma ha ceduto alle tentazioni del \u00abpenso positivo\u00bb e del <em>wishful thinking<\/em>, vedendo l&#8217;emergenza come occasione per un ripensamento del modello di sviluppo: abbiamo avuto la dimostrazione che senza auto e senza aerei le emissioni crollano, ora non potranno non tenerne conto&#8230; Si \u00e8 visto che la sanit\u00e0 pubblica \u00e8 indispensabile, \u00e8 un passo avanti&#8230;<\/p>\n<p><em>Sorry to be the ones to tell you, <\/em>ma&#8230; no. Purtroppo no.<\/p>\n<p>Chi comanda sa benissimo che alla spesa pubblica d&#8217;emergenza seguiranno una stretta austeritaria e una nuova macelleria sociale. In quel quadro, l&#8217;emergenza \u2013 pi\u00f9 prosaicamente: la situazione causata dalla pandemia e\/o dal \u00ablockdown\u00bb, con conseguente necessit\u00e0 di \u00abripartire\u00bb \u2013 verr\u00e0 usata per giustificare ogni passo indietro su terreni come il lavoro, l&#8217;ambiente, il welfare, la scuola, la sanit\u00e0 stessa&#8230;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 un mese fa Confindustria ha chiesto la sospensione dei contratti nazionali e una rinegoziazione azienda per azienda di turni, orari e quant&#8217;altro, mentre c&#8217;\u00e8 chi propone che la Lombardia e altre zone pi\u00f9 colpite dalla pandemia divengano ZES, \u00abzone economiche speciali\u00bb dove valgano deroghe fiscali e sui diritti dei lavoratori.<\/p>\n<p>La &#8220;ripartenza&#8221; sta gi\u00e0 avvenendo a colpi di grandi opere inutili: i governatori lanciano i progetti di ulteriori colate d&#8217;asfalto, si trovano supercazzole per giustificare la ripresa dei lavori sulla Torino-Lione, si torna persino a proporre il Ponte sullo Stretto di Messina&#8230; e \u00abil s\u00ec \u00e8 trasversale\u00bb, titolano i giornali.<\/p>\n<p>Si sono fatti <em>giant steps<\/em> a ritroso sulla questione della plastica: subito prima dell&#8217;emergenza sembrava una questione cruciale, circondata di indignazione, i fiumi e i mari pieni di plastica, gli animali uccisi dalla plastica, cosa fare della plastica&#8230; Poi la plastica ha invaso le nostre vite come non mai: miliardi e miliardi di paia di guanti, di flaconi di amuchina et similia, di sacchetti e vaschette di cibo ordinato su Just Eat o Deliveroo, e l&#8217;imballaggio della roba ordinata on line&#8230;<br \/>\nLa plastica ha detto, imperiosa: \u2013 Non vi libererete di me.<br \/>\nE tutti hanno risposto: \u2013 Ah, ok.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-44162 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/differenziata.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p>Questi mesi di DAD hanno fatto schifo a chiunque li abbia vissuti sulla propria pelle, ma sono stati cruciali per imporre pi\u00f9 privatizzazione strisciante della scuola. Al contempo, l&#8217;emergenza \u00e8 usata per chiedere pi\u00f9 verticismo e autoritarismo nella vita scolastica: pi\u00f9 potere ai dirigenti e meno prerogative agli organi collegiali, detestato residuo di anni Settanta. A tale proposito, <a href=\"https:\/\/www.anp.it\/le-proposte-anp-per-la-riapertura-delle-scuole-a-settembre\/\">si leggano le proposte \u2013 e si valuti l&#8217;<em>anglicorum<\/em> aziendalistico \u2013<\/a> dell&#8217;ANP (la pi\u00f9 grande associazione nazionale di dirigenti scolastici).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/12\/lamore-e-fortissimo-il-corpo-no-1-twitter-addio\/\">Nel dicembre scorso<\/a> avevamo scattato la fotografia di una fase di contraccolpo, di <em>backlash<\/em> contro i colossi del Big Tech, con appannamento dell&#8217;immagine delle grandi piattaforme racchiuse nell&#8217;acronimo GAFAM: Google Apple Facebook Amazon e Microsoft. Oggi, grazie all&#8217;emergenza coronavirus, l&#8217;immagine di quelle corporation \u00e8 tornata a scintillare, hanno &#8220;dimostrato&#8221; di essere imprescindibili, hanno &#8220;salvato&#8221; la scuola e la societ\u00e0, hanno macinato profitti portentosi mentre nessuno pi\u00f9 parlava del loro strapotere, del <em>data mining<\/em>, del capitalismo della sorveglianza ecc. E lo #stareincasa ha portato al parossismo le dinamiche tossiche dei social media che avevamo descritto.<\/p>\n<p>Sono solo alcuni esempi di quanto l&#8217;emergenza coronavirus ci abbia riportati indietro. E in generale, poich\u00e9 per diversi mesi non si \u00e8 potuto parlare d&#8217;altro, oggi ci ritroviamo aggrediti da tutti i problemi aggravatisi nel frattempo, con percorsi di lotta \u2013 come quello sul clima \u2013 da riavviare pi\u00f9 o meno da capo, e con destre e <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/05\/coronavirus-complottismo-qanon\/\">complottisti vari<\/a> a intercettare la rabbia sociale e deviarla verso sbocchi reazionari.<\/p>\n<h4><strong>12. Un \u00abcanto di Natale\u00bb a primavera<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44188\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/a-christmas-carol-1938-2.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"248\" \/>L\u2019istinto generalizzato sar\u00e0 quello di lasciarsi rapidamente l\u2019esperienza traumatica alle spalle. Casomai ci sar\u00e0 da lavorare sulla sindrome post-traumatica, che agisce pi\u00f9 sottilmente di quanto si immagini. Chi \u00e8 caduto negli equivoci di cui sopra per un po\u2019 rester\u00e0 afasico, poi torner\u00e0 a esternare come se nulla fosse accaduto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rimarr\u00e0, nella percezione o nell\u2019inconscio collettivo, \u00e8 quel che l\u2019emergenza ha rivelato del paese e di noi stessi: i meccanismi di cattura, gli scambi spettacolari, la segregazione domestica, la paradossale convivenza di paranoia e scetticismo, la bolla nefasta dei social media e l\u2019intruppamento dei mass media che hanno avvelenato l\u2019aria, lo stato di polizia e l\u2019appoggio da sinistra a un governo ultraconfindustriale (prima, durante e dopo la pandemia), i quindici miliardi alle imprese e gli spiccioli alla scuola pubblica. E ovviamente la povert\u00e0. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 gente alla fame. Letteralmente.<\/p>\n<p>Crediamo che questa vicenda abbia messo davvero il paese allo specchio e gli abbia mostrato il suo vero volto. Ora, appunto, ci si affretter\u00e0 a passare oltre, perch\u00e9 nessuno vuole pensare sempre all\u2019orrore delle decine di migliaia di morti e all\u2019infelicit\u00e0 e sofferenza dei tre mesi scorsi. Ma nella retina rimarr\u00e0 comunque impressa quell\u2019immagine di s\u00e9 tanto ridicola quanto inquietante e orribile. Per quello che si \u00e8 stati capaci di esprimere, perdendo la testa e il raziocinio e abbandonandosi al dolore, al panico, alle fobie.<\/p>\n<p>Quell\u2019immagine, spinta alla periferia del campo visivo, potr\u00e0 essere colta con la coda dell\u2019occhio in ogni momento, per quanto ignorata dalla coscienza, fino a diventare, nelle notti che verranno, una sorta di spettro dickensiano del \u00abNatale passato\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Per tutto il periodo febbraio-maggio non abbiamo rilasciato interviste sull&#8217;emergenza coronavirus. Finch\u00e9 durava la buriana, abbiamo valutato fosse meglio esprimerci solo per iscritto e solamente su Giap. Abbiamo declinato ogni invito di radio, giornali e riviste. Unica eccezione, l&#8217;intervista che esce oggi, a cura di Jakub Hornacek, sulla rivista politico-culturale ceca A2. 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