{"id":43541,"date":"2020-05-01T16:47:23","date_gmt":"2020-05-01T14:47:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=43541"},"modified":"2025-03-18T14:05:41","modified_gmt":"2025-03-18T13:05:41","slug":"primo-maggio-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/05\/primo-maggio-2020\/","title":{"rendered":"Primo Maggio 2020. La pandemia, il pandemonio, le lotte sul lavoro nella \u00abFase 2\u00bb."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_43580\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/3king_1Maggio_1_Minganti.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43580\" class=\"wp-image-43580\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/3king_1Maggio_1_Minganti.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"394\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43580\" class=\"wp-caption-text\">Bolognina, 1 maggio 2020. Prima tappa del trekking urbano, nel cortile interno delle ex-Officine Minganti, all&#8217;incrocio tra via della Liberazione e via Ferrarese.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Wu Ming<\/strong><\/p>\n<h5><strong>INDICE<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>1. Un trekking urbano in Bolognina est<\/strong><br \/>\n<strong>2. Tutto si tiene<\/strong><br \/>\n<strong>3. La \u00abgrande sostituzione\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>4. Il lavoro nei Dpcm: una cronistoria<\/strong><br \/>\n<strong>5. Pugno di ferro per chi passeggia, guanto di velluto coi padroni<\/strong><br \/>\n<strong>6. \u00abPiazzetta Contagiati di Covid-19 sul lavoro\u00bb<br \/>\n7. Ritorno alla Bolognina<\/strong><br \/>\n<strong>8. Sembrava una delazione, invece era l&#8217;opposto<br \/>\n<\/strong><\/h5>\n<p>Stamattina abbiamo celebrato il Primo Maggio con un piccolo trekking urbano nella zona Casaralta\/Bolognina. Partendo dalle vecchie Officine Minganti \u2013 dal 2006 trasformate in un centro commerciale dalle alterne fortune \u2013 abbiamo collegato tre luoghi di lotte operaie \u2013 lotte antifasciste, contro i licenziamenti per rappresaglia, contro le nocivit\u00e0 in fabbrica \u2013 per evocarne tutti gli spiriti. <em>Pan daimones<\/em>, in greco, da cui la parola \u00abpandemonio\u00bb.<!--more--><\/p>\n<p>Quelli che abbiamo scelto sono anche luoghi di speculazione edilizia e ristrutturazione urbana.<\/p>\n<p>Nelle tre tappe, abbiamo parlato di lavoro ed emergenza coronavirus, raccontato storie del passato collegandole al presente che stiamo vivendo, e letto alcuni versi. Come \u00e8 stato per il 25 aprile, quest&#8217;anno la scadenza del Primo Maggio ha assunto un senso diverso. Se in tempi di sospensione delle libert\u00e0 civili diventa simbolicamente importante celebrare chi \u00e8 morto per conquistare quelle libert\u00e0, allo stesso modo la festa dei lavoratori \u00e8 l&#8217;occasione per ricordare che gli interessi dei padroni, nella gestione grottesca e criminale dell&#8217;emergenza, hanno avuto fin dall&#8217;inizio un ruolo cruciale.<\/p>\n<p>Le due questioni, annullamento dei diritti civili e prevalenza degli interessi economici, vanno assieme, sono una complementare all&#8217;altra, e non una contrapposta all&#8217;altra, come invece vorrebbe una certa narrazione da \u00abestrema sinistra del governo Conte\u00bb. Ne parleremo diffusamente in questo post, come ne abbiamo parlato stamane.<\/p>\n<p>Con noi c&#8217;era una quarantina di persone, convenute dopo un passaparola amicale. Il tutto si \u00e8 svolto in scioltezza, senza complicazioni. Solo verso la fine, una signora ha chiamato i vigili, ma non se la sono filata di striscio, dato che non sono arrivati. Sulle prima abbiamo pensato fosse una delazione. Avremmo poi scoperto che era il contrario. Tempo al tempo.<\/p>\n<p>Un paio di ore prima, sulla Bolognina era passato l&#8217;elicottero della PS, ma poi non si sono viste pattuglie. In ogni caso, si \u00e8 sempre mantenuta la distanza di sicurezza e c&#8217;erano molte mascherine. In generale si \u00e8 cercato di fornire il minor numero di appigli possibile.<\/p>\n<p>Sotto quell&#8217;aspetto, in Emilia-Romagna la situazione \u00e8 la seguente: i media locali scrivono che Bonaccini, con l&#8217;ordinanza di ieri, ha introdotto \u00abl&#8217;obbligo di mascherina anche all&#8217;aperto\u00bb; molta gente \u00e8 gi\u00e0 convinta di doverla portare sempre; nell&#8217;ordinanza, per\u00f2, <a href=\"https:\/\/www.regione.emilia-romagna.it\/notizie\/attualita\/coronavirus-nuova-ordinanza-dal-4-maggio-obbligo-mascherine-riaprono-parchi-e-giardini-biblioteche-per-il-solo-prestito-e-cimiteri\">quest&#8217;obbligo generalizzato non c&#8217;\u00e8<\/a>. Si dice che la mascherina va indossata (corsivo nostro) \u00abnei locali aperti al pubblico e nei luoghi all\u2019aperto, <em>laddove non sia possibile mantenere il distanziamento di un metro<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Sono ben poche le situazioni all&#8217;aperto dove \u00abnon sia possibile\u00bb stare a un metro di distanza. \u00c8 possibile pi\u00f9 o meno sempre. Per strada e nei parchi ci si riesce pi\u00f9 che bene. In fila davanti a negozi e supermercati le persone si autoregolano e restano a un paio di metri l&#8217;una dall&#8217;altra. In genere, la maggior parte delle persone mostra senso di responsabilit\u00e0, anzi, \u00e8 persino troppo ligia. Quindi a che serve quella specificazione? Cosa si intende dire? Che la mascherina va indossata in caso di assembramenti? Ma gli assembramenti sono gi\u00e0 vietati. Insomma, \u00e8 il solito pastrocchio, che d\u00e0 la massima discrezionalit\u00e0 alle forze dell&#8217;ordine.<\/p>\n<p>Ma torniamo al trekking, e al perch\u00e9 lo abbiamo fatto in quella parte di citt\u00e0.<\/p>\n<p>La Bolognina \u00e8 parte del quartiere Navile, il pi\u00f9 settentrionale e uno dei pi\u00f9 popolosi di Bologna. \u00c8 nata a fine Ottocento come rione per ferrovieri e zona destinata all&#8217;espansione industriale, anche se i primi a insediarvisi furono i Salesiani, che dal 1897 hanno a disposizione un&#8217;area molto vasta, dirimpetto al ponte Matteotti, con scuole, laboratori artigiani, luoghi ricreativi&#8230;<\/p>\n<p>Le grandi officine sono rimaste qui per gran parte del XX secolo: le Casaralta, le Minganti, la Sasib, le Cevolani&#8230; Nell&#8217;anno e mezzo di Sal\u00f2, molti operai di quelle fabbriche fecero la guerra partigiana. Le vie del rione sono cosparse di lapidi a partigiani caduti e il 15 novembre di ogni anno si commemora la Battaglia della Bolognina.<\/p>\n<div id=\"attachment_43596\" style=\"width: 1510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/3king_1maggio-3-Sasib-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43596\" class=\"wp-image-43596 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/3king_1maggio-3-Sasib-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"846\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43596\" class=\"wp-caption-text\">Bolognina, 1 maggio 2020. Terza e ultima tappa del trekking urbano, nel parco all\u2019incrocio tra via di Saliceto e via Passarotti, sul terreno dove un tempo sorgeva la fabbrica Sasib. Alle spalle di chi legge, la sede amministrativa bolognese della Alstom Ferroviaria S.p.A.<\/p><\/div>\n<p>Proprio nel novembre del 2017, durante un lungo trekking urbano, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/resistenze-bolognina-officine-minganti\/\">avevamo raccontato<\/a> l&#8217;epopea della clandestinit\u00e0 antifascista e delle lotte operaie alle Minganti fino al 1970, anno in cui mor\u00ec la padrona, <strong>Gilberta Minganti<\/strong>. Stamattina abbiamo letto brani del post che avevamo tratto da quella giornata. [Di questa prima parte del reading abbiamo la registrazione, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/1maggio2020-Minganti-Wu-Ming.zip\">si scarica qui<\/a>. Grazie a Freddy.]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/sirenaoperaia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-43574\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/sirenaoperaia.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a>Dalle Officine Minganti ci siamo spostati pi\u00f9 o meno in fila indiana lungo la pista ciclabile di via Ferruccio Parri, fermandoci al confine tra due fabbriche dismesse:<br \/>\n\u25a0 l&#8217;ex-Caserma Sani, stabilimento militare dove si macellavano manzi e se ne inscatolava la carne per il rancio dell&#8217;esercito (<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/01\/la-sfida-di-xm24-contro-il-nulla-2\/\">lo ha raccontato <strong>Wolf Bukowski<\/strong> qui<\/a>), per un breve periodo seconda sede di XM24, sgomberata il 16 gennaio scorso;<br \/>\n\u25a0 le Officine Casaralta, poi Casaralta S.p.A., dove si fabbricavano vetture per tram e treni.<\/p>\n<p>L\u00ec abbiamo raccontato degli operai della Casaralta e dei loro famigliari morti per mesotelioma, del processo di primo grado terminato nel 2017, del diritto alla salute sui luoghi di lavoro. Poi abbiamo letto una poesia che <strong>Alberto Bellocchio<\/strong>, poeta ed ex-sindacalista Fiom, ha dedicato all&#8217;operaio dell&#8217;Innocenti <strong>Elvio Burlini<\/strong>, morto di tumore nel 1975. La poesia fa parte di <em>Sirena operaia<\/em>, romanzo in versi sull&#8217;Autunno caldo pubblicato da Il Saggiatore nel 2000. Comincia cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIn un angolo remoto del piazzale<br \/>\nannerivano i tubi accatastati<br \/>\nsommersi dai ciuffi d&#8217;ortica. Dimmi<br \/>\nla verit\u00e0: ci avevi mai fatto caso?<br \/>\nPreferivi il metallo incandescente<br \/>\nle forme belle in cui veniva plasmato;<br \/>\nla ricchezza profonda della terra<br \/>\ne il segreto, nel pugno di un uomo.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Infine, ci siamo mossi verso ovest di pochi isolati e ci siamo piazzati nel brutto parco all&#8217;incrocio tra via Saliceto e via Passarotti, dove un tempo c&#8217;era la Sasib, fabbrica di macchine per la lavorazione del tabacco e di emettitrici automatiche di biglietti.<\/p>\n<div id=\"attachment_43576\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/lapidesasib.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43576\" class=\"wp-image-43576\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/lapidesasib.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"268\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43576\" class=\"wp-caption-text\">Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Della fabbrica non resta pi\u00f9 niente: l&#8217;edificio \u00e8 stato demolito dalla ditta di costruzioni Zucchini S.p.A., che in un battibaleno ha tirato su un grande complesso immobiliare dall&#8217;aspetto ospedaliero, dando al quartiere l&#8217;usuale contentino di un simulacro di giardino pubblico dall&#8217;aspetto cimiteriale, con tanto di filare di cipressi da viale di certosa. Una distesa di prato morto punteggiato da arredi urbani patibolari. Al centro, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 una lapide, replica di quella che stava dentro la fabbrica, in memoria di sette operai caduti nella guerra partigiana. Abbiamo raccontato le loro storie.<\/p>\n<p>Da decenni le fabbriche della Bolognina sono state abbandonate, alcune riconvertite, altre demolite, altre ancora al loro posto ma fatiscenti&#8230; Per la verit\u00e0 ce ne sono ancora di funzionanti, di piccole dimensioni, ben mimetizzate. Le masse in tuta blu di un tempo non ci sono pi\u00f9, ma la Bolognina resta un quartiere di working class, grazie all&#8217;immigrazione da oltre quaranta paesi: Europa dell&#8217;est, Asia, Africa, Sudamerica&#8230; Qui vive un proletariato multietnico che, per fortuna, nessuno \u00e8 ancora riuscito a far sloggiare. \u00c8 la ricchezza della Bolognina, tiene aperti gli orizzonti, riempie i parchi di bambine e bambini&#8230; Almeno, li riempiva prima del lockdown.<\/p>\n<p>Negli ultimi due mesi quella working class \u2013 impiegata nella logistica fuori citt\u00e0, nella ristorazione o in lavori precari e irregolari come le pulizie \u2013 ha subito duramente le conseguenze dell&#8217;emergenza coronavirus. Se una parte di essa ha continuato a lavorare come prima, <a href=\"https:\/\/www.zic.it\/lo-chiamavano-lockdown-i-dati-dellinterporto-parlano-da-soli\/\">ad esempio all&#8217;Interporto<\/a>, un&#8217;altra parte \u00e8 precipitata nella miseria e nell&#8217;angoscia. Chi non \u00e8 colato a picco lo deve solo alle reti sociali che le comunit\u00e0 di migranti riescono comunque a mantenere. Un \u00abmondo parallelo\u00bb, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/04\/classe-operaia-e-coronavirus\/#comment-37575\">come l&#8217;ha definito qui su <em>Giap<\/em> Antonella<\/a>, \u00abche i migranti organizzano ovunque si insediano e che \u00e8 ci\u00f2 che semplicemente permette di vivere a famiglie con redditi bassissimi e irregolari\u00bb.<\/p>\n<p>In ogni caso, tutte le famiglie hanno sofferto gli arresti domiciliari in appartamenti piccoli, affollati, poco ventilati, dove bambine e bambini hanno avuto enormi difficolt\u00e0 a seguire la didattica a distanza. Lo abbiamo detto pi\u00f9 volte: lo #stareincasa non \u00e8 mai stato uguale per tutti, fin dall&#8217;inizio quella narrazione ha avuto uno sfondo classista, escludente, discriminatorio. Lo sa bene chi ha legami col mondo della scuola.<\/p>\n<div id=\"attachment_43581\" style=\"width: 1290px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/3king-1maggio-2-Casaralta.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43581\" class=\"size-full wp-image-43581\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/3king-1maggio-2-Casaralta.jpeg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"721\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43581\" class=\"wp-caption-text\">Bolognina, 1 maggio 2020. Seconda tappa del trekking urbano, accanto all&#8217;ex-stazioncina del tram di via Ferrarese, dove confinano tra loro l&#8217;area dell&#8217;ex-Caserma Sani e quella delle ex-Officine Casaralta.<\/p><\/div>\n<h4><strong>2. Tutto si tiene<\/strong><\/h4>\n<p>Durante la quotidiana lezione in modalit\u00e0 didattica a distanza di una prima elementare, interviene la voce della mamma di Z., accento dell&#8217;est Europa, che si rivolge alla maestra. Comunica che dal 4 maggio dovr\u00e0 tornare a lavorare e dovr\u00e0 portare il telefonino con s\u00e9, lo stesso telefonino con cui sua figlia segue le lezioni. Ha cercato pi\u00f9 volte di mettersi in contatto con la scuola per avere notizie dei pc promessi, ma non ha mai risposto nessuno. La maestra dal video dice che l&#8217;istituto sta attendendo l&#8217;arrivo di 10 computer. Le classi sono dieci, quindi teoricamente ce n&#8217;\u00e8 almeno uno per classe, ma gli alunni di quinta avranno comunque la precedenza. In poche parole Z., che non \u00e8 nemmeno madrelingua, rischia di terminare la gi\u00e0 poca scuola a distanza con un mese d&#8217;anticipo sui suoi compagni di classe.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi che il mancato riferimento alle riaperture scolastiche da parte di Conte, nella conferenza stampa del 26 aprile, abbia suscitato grossa delusione e forti critiche. I media filogovernativi hanno risposto con un&#8217;ondata di pseudo-notizie terroristiche sul rischio sanitario per i bambini, per rinfocolare la paura genitoriale. Ma le critiche non sono cessate. A protestare non \u00e8 solo chi sperava in una parola di conforto almeno rispetto alla riapertura settembrina, ovvero sul ripristino del diritto allo studio, ma anche chi \u2013 come la mamma di Z. \u2013 si trova di fronte a un problema\u00a0 pi\u00f9 immediato: tornare al lavoro.<\/p>\n<div id=\"attachment_43603\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/i-bambini-nellarmadio\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43603\" class=\"wp-image-43603\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/bambiniarmadio.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"128\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43603\" class=\"wp-caption-text\">Su <em>Jacobin Italia<\/em> un bell&#8217;articolo di <strong>Alberto Prunetti<\/strong> sulla questione scuola e lavoro genitoriale nella pandemia.<\/p><\/div>\n<p>Si parla di quattro milioni (reali) di persone che il 4 maggio andranno ad aggiungersi a quelle che non hanno mai smesso di lavorare durante il <em>lockdown<\/em> perch\u00e9 attive in settori &#8220;essenziali&#8221;. La questione, sotto il profilo sanitario \u00e8 duplice. Da un lato, se le scuole restano chiuse e sar\u00e0 consentita la visita parenti, c&#8217;\u00e8 il rischio che a stare con i nipoti dovranno essere inevitabilmente i nonni, cio\u00e8 persone anziane che si ammalano pi\u00f9 facilmente, come \u00e8 accaduto due mesi fa, appena furono chiuse le scuole. Tant&#8217;\u00e8 che qualcuno suggerisce che <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/sbagliato-chiudere-le-scuole_it_5eaa69e3c5b633a854454c60\">ci sarebbe minor rischio nel riaprirle<\/a>, pur con tutta la prudenza del caso. Dall&#8217;altro lato, \u00e8 chiaro che diventa sempre pi\u00f9 cruciale verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza sanitaria nei luoghi di lavoro. Ed \u00e8 qui che, come si suol dire, casca l&#8217;asino.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 i dati parlano chiaro. Secondo <a href=\"https:\/\/www.inps.it\/docallegatiNP\/Mig\/Dati_analisi_bilanci\/Studi_e_analisi\/Nota_DCSR-INPS_Essenziali_COVID6.pdf\">l&#8217;analisi dell&#8217;INPS<\/a>, Dopo il lockdown del 22 marzo, nelle province dove \u00e8 maggiore del 50% l&#8217;incidenza delle attivit\u00e0 essenziali, i contagi sono continuati ad aumentare in media di 10 casi in pi\u00f9 al giorno rispetto alle province con meno del 50% di attivit\u00e0 essenziali. Prima del 22 marzo, invece, le curve dei contagi crescevano nello stesso modo. Un aumento di 10 contagi al giorno non \u00e8 piccolo, se si pensa che la media della variabile dei contagiati, dopo il 22 marzo, \u00e8 di 37 al giorno (10 casi in pi\u00f9 rappresentano quindi un aumento del 27%).<\/p>\n<p>Se poi si aggiunge all&#8217;incidenza di attivit\u00e0 essenziali anche la densit\u00e0 occupazionale di una provincia, l&#8217;aumento medio del numero di contagiati passa da 10 a 13 al giorno.<br \/>\nE quando la curva dei contagi comincia a scendere, lo fa pi\u00f9 lentamente nelle province con pi\u00f9 attivit\u00e0 essenziali, e ancora pi\u00f9 lenta in quelle con maggiore densit\u00e0 occupazionale.<\/p>\n<p>I lavoratori impiegati nelle attivit\u00e0 \u00abessenziali\u00bb risultano essere il 51,5% dei lavoratori dipendenti permanenti, al netto delle deroghe. Pi\u00f9 di sette milioni e mezzo di persone, <a href=\"https:\/\/www.inps.it\/docallegatiNP\/Mig\/Allegati\/NOTA_Settore_Bloccati_DCSR_INPS_final3.pdf\">sempre secondo l&#8217;INPS<\/a>.<\/p>\n<p>Nei settori \u00abnon essenziali\u00bb, quelli bloccati, sono pi\u00f9 rappresentate le categorie pi\u00f9 deboli della forza lavoro, con salari inferiori, carriere pi\u00f9 frammentate, maggiore incidenza di contratti a tempo determinato e part time, e maggiore presenza di under 30. Viceversa, i lavoratori adulti (over 30) e anziani (over 50) sono sovrarappresentati nei settori essenziali.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPertanto, \u2013 scrivono ancora i ricercatori dell&#8217;INPS \u2013 sotto l&#8217;ipotesi che la crisi pandemica in atto colpir\u00e0 pi\u00f9 duramente i lavoratori nei settori bloccati, ci\u00f2 potr\u00e0 implicare un ulteriore peggioramento delle dinamiche di disuguaglianza, di povert\u00e0 sul posto di lavoro (<em>working poor<\/em>) e di instabilit\u00e0 lavorativa\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Al tempo stesso, sul piano della salute, proprio i lavoratori \u00abessenziali\u00bb sopra i cinquant&#8217;anni, che hanno pi\u00f9 probabilit\u00e0 di sviluppare la malattia in modo grave, sono rimasti al loro posto.<\/p>\n<p>Morale: da un lato ci sono i lavoratori pi\u00f9 esposti al rischio di contagio; dall&#8217;altro quelli che sono rimasti a casa e possono solo sperare di trovarlo ancora, un lavoro, quando la pandemia sar\u00e0 passata. E se lo troveranno, difficilmente sar\u00e0 alle stesse condizioni. Nel frattempo, fanno la fame. Su 2,3 milioni di persone che attendono la cassa integrazione in deroga, <a href=\"https:\/\/it.reuters.com\/article\/topNews\/idITKBN22B2PU\">meno di 29mila l&#8217;hanno ricevuta<\/a>. I beneficiari di casse integrazioni ordinarie e assegni ordinari sono stati invece 4,9 milioni \u2013 su 7,7 milioni di aventi diritto \u2013 grazie alle anticipazioni versate dalle imprese (ma si parla di aziende medio\/grandi).<\/p>\n<div id=\"attachment_43612\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/spicciolata.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43612\" class=\"wp-image-43612\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/spicciolata.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43612\" class=\"wp-caption-text\">Ex-Officine Minganti, 1 maggio 2020. In attesa del reading, l&#8217;arrivo alla spicciolata. Foto di Michele Lapini.<\/p><\/div>\n<h4><strong>3. La \u00abgrande sostituzione\u00bb<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>Mentre accade tutto questo, il famigerato comitato tecnico-scientifico consulente del governo si arrovella per stabilire fino a dove i cittadini potranno spingersi fuori di casa o quali attivit\u00e0 all&#8217;aria aperta potranno svolgere, come se dirigesse un asilo infantile grande quanto l&#8217;intera penisola.<\/p>\n<p>Lo abbiamo detto a pi\u00f9 riprese, qui su <em>Giap<\/em>, fin da febbraio: il lockdown \u00aball&#8217;italiana\u00bb \u00e8 consistito in uno scambio spettacolare, che ha consentito di mantenere produttivi i lavoratori dei settori \u00abessenziali\u00bb, senza alcuna reale garanzia di sicurezza, mentre il resto della popolazione veniva blindato in casa, arruolato in un patriottismo da divano (o da balcone) e aizzato contro capri espiatori paradossali.<\/p>\n<p>Nel triste teatro politico degli ultimi due mesi, la sospensione indiscriminata dei diritti civili \u00e8 andata di pari passo con la deroga al diritto alla salute di milioni di lavoratori. Ci spingiamo fino a dire che la prima ha reso possibile la seconda. La caccia all&#8217;untore per le vie ha funzionato da spettacolo di copertura, distogliendo l&#8217;attenzione da ci\u00f2 che avveniva nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Ancora una volta, occorre ignorare il teatro per scoprire come stanno le cose.<\/p>\n<h4><strong>4. Il lavoro nei Dpcm: una cronistoria<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>Il primo DPCM valido sull&#8217;intero territorio nazionale che sospende le attivit\u00e0 lavorative \u00e8\u00a0 quello del <strong>9 marzo<\/strong>: vengono chiusi impianti di risalita, teatri, cinema, discoteche, pub, scuole e universit\u00e0, musei, palestre, piscine, impianti sportivi, circoli. Negli esercizi commerciali e nei ristoranti viene imposto il distanziamento fisico \u2013 subito definito, con una cattiva traduzione dall&#8217;inglese \u00ab<em>social distancing<\/em>\u00bb, distanziamento <em>sociale<\/em>. Se l&#8217;espressione inglese indica il mantenere le distanze in situazioni di socialit\u00e0, ben presto quella italiana diventer\u00e0 sinonimo di \u00abisolamento\u00bb: \u00abL&#8217;unica arma che abbiamo contro il virus \u00e8 l&#8217;isolamento\u00bb.<\/p>\n<p>Il <strong>14 marzo<\/strong> il governo sottoscrive con le parti sociali il <a href=\"http:\/\/www.protezionecivile.gov.it\/media-comunicazione\/news\/dettaglio\/-\/asset_publisher\/default\/content\/regolamentazione-delle-misure-per-il-contrasto-e-il-contenimento-della-diffusione-del-virus-covid-19-negli-ambienti-di-lavoro-una-sintesi-del-protocol\"><em>Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Codvi-19 negli ambienti di lavoro<\/em><\/a>. La verifica di queste <em>misure<\/em> \u00e8 affidata a un apposito comitato aziendale, con la partecipazione delle rappresentanze sindacali e del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Facile immaginare che questi Comitati non abbiano nemmeno visto la luce, nelle aziende con pochi dipendenti e scarsa rappresentanza sindacale.<\/p>\n<p>Il 22 marzo vengono chiuse le imprese e gli esercizi commerciali \u00abnon essenziali\u00bb. Scorrere <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2020\/03\/22\/20A01807\/sg\"><em>l&#8217;allegato 1<\/em><\/a>, dove sono elencate le attivit\u00e0 che non vengono sospese \u00e8 molto indicativo. Leggendo i quotidiani di quei giorni si ha la sensazione che le fabbriche e le imprese siano tutte bloccate, salvo le inevitabili eccezioni. Ovviamente non \u00e8 cos\u00ec, come abbiamo visto: met\u00e0 delle aziende italiane seguitano a lavorare, magari a ritmo ridotto. E di certo non tutte sono cos\u00ec fondamentali per il Paese, perch\u00e9 a codici ATECO come il numero 20 (&#8220;Fabbricazione di prodotti chimici&#8221;, essenziale!) corrispondono sotto-categorie come la 20.42.00, ovvero le industrie di profumi e cosmetici, mentre la <em>fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche<\/em> (codice 22, essenziale!) comprende materassini gonfiabili, mute da sub e tappetini (tutti rigorosamente in plastica o gomma).<\/p>\n<p>Oltre alle fabbriche, restano comunque aperti: supermercati, banche, farmacie, edicole, tabaccai, negozi di alimentari, ferramenta e &#8211; ovviamente &#8211; ospedali e RSA. Ma continuano a uscire di casa anche i riders, le immancabili forze dell&#8217;ordine, i netturbini, gli operatori di case protette, i lavoratori della logistica.<\/p>\n<p>Il decreto del 22 marzo consente anche le attivit\u00e0 funzionali alla filiera di quelle essenziali \u2013 le si potrebbe definire \u00abessenziali per propriet\u00e0 transitiva\u00bb. Per tenerle aperte \u00e8 sufficiente che le\u00a0 imprese lo comunichino al Prefetto. A quel punto, \u00abfino all&#8217;adozione dei provvedimenti di sospensione dell&#8217;attivit\u00e0, essa \u00e8 legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa\u00bb. Ovvero: fa fede la dichiarazione dell&#8217;impresa e a controllare ci penseranno le Prefetture. Vale a dire enti governativi sul territorio che negli anni hanno subito drastici tagli al personale e molto probabilmente non sono affatto in grado di svolgere quei controlli su una scala credibile.<\/p>\n<p>Il<strong> 25 marzo<\/strong>, dopo svariati scioperi spontanei nelle fabbriche, viene minacciato dai confederali \u2013 e proclamato dall&#8217;USB \u2013 lo sciopero generale per la sicurezza e la salute sul lavoro. \u00c8 questo che porta alla firma dell&#8217;accordo tra governo e confederali per ridurre il numero e il tipo di aziende che possono continuare la produzione.<\/p>\n<p>Sia in Veneto sia in Lombardia, i prefetti<a href=\"https:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/nel-paese-delle-deroghe-aziende-che-non-chiudono-operai-che-muoiono\"> ricevono 12.000 richieste di deroga alla chiusura<\/a>: 1.800 solo in provincia di Bergamo, 3.000 in provincia di Brescia; oltre 10.000 in Emilia-Romagna (che arriver\u00e0 poi a contarne 28.000); 7.000 in Toscana; 2.500 in Friuli Venezia Giulia. In particolare in Lombardia, dopo la revisione dell&#8217;elenco delle attivit\u00e0 essenziali, i lavoratori attivi <a href=\"https:\/\/www.cgil.lombardia.it\/21mila-aziende-attivano-gli-ammortizzatori-sociali-in-lombardia-cappelletti-cgil-lombardia-pagare-al-piu-presto-le-indennita-ai-lavoratori\/\">scendono da 1,61 milioni a 1,58 milioni<\/a> (quindi solo 30 mila in meno). Nella regione pi\u00f9 colpita dall&#8217;epidemia c&#8217;\u00e8 oltre un milione e mezzo di persone che ogni mattina si sposta e raggiunge i luoghi di lavoro.<\/p>\n<p>Infatti, nonostante il lockdown,<a href=\"https:\/\/enelx-mobilityflowanalysis.here.com\/dashboard\/ITA\/index.html#41.2928!12.5735!6!2020-04-29\"> la differenza nella mole degli spostamenti delle persone<\/a> risulta minima: se gioved\u00ec 19 marzo, la riduzione della mobilit\u00e0 in Emilia-Romagna rispetto a gennaio 2020 \u00e8 -43%, il giorno dopo l&#8217;entrata in vigore del decreto \u00e8 -47% e il 30 marzo arriver\u00e0 a -55%. Maggiore in Lombardia, con un aumento progressivo, ma comunque limitato: -57%, -61%, -66%; e in Piemonte: -57%, -63%, -67%. Le percentuali si impennano invece la domenica: -73% in Emilia-Romagna, -82% in Lombardia, -85% in Piemonte. \u00c8 evidente che le persone non si muovono nel weekend, per andare a fare picnic di nascosto, ma nei giorni infrasettimanali, per andare al lavoro o acquistare beni di prima necessit\u00e0 negli esercizi commerciali aperti.<\/p>\n<p>Il DPCM del <strong>10 aprile<\/strong> consente di riaprire cartolerie, librerie, negozi di fiori e vestiti per bambini.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.interno.gov.it\/sites\/default\/files\/circolare_14_aprile_2020_covid-19_dpcm_10_aprile_2020.pdf\">In una circolare del <strong>14 aprile<\/strong><\/a>, il Ministero dell\u2019Interno, dopo ben 18 giorni dal blocco delle aziende \u201cnon essenziali\u201d, specifica che i controlli sulle richieste di deroga alla chiusura potranno essere eseguiti dalla Guardia di Finanza e quelli sulle procedure di sicurezza del <em>Protocollo condiviso<\/em>, dall\u2019Ispettorato Nazionale del Lavoro e dal personale competente delle ASL.<\/p>\n<p>Il <strong>20 aprile<\/strong>, l\u2019Ispettorato pubblica la nota n. 149 dove \u00abprescrive ai propri Uffici territoriali di contribuire, su richiesta delle Prefetture, alle necessarie verifiche circa la ricorrenza delle condizioni previste per la prosecuzione o la ripresa delle attivit\u00e0 produttive, industriali e commerciali\u00bb. Questo pi\u00f9 di un mese dopo la firma dell\u2019accordo del 14 marzo tra il Governo e le parti sociali, quasi un mese dopo il primo lockdown delle aziende.<\/p>\n<p>Sempre nella circolare del 14 aprile, il capo di gabinetto Piantedosi sottolinea che \u00ab\u00e8 stato rilevato un notevole divario tra il dato delle comunicazioni trasmesse alle Prefetture e quello delle relative attivit\u00e0 istruttorie intraprese\u00bb. Ovvero, secondo i dati complessivi aggiornati all\u20198 aprile: n. 105.727 comunicazioni ricevute; n. 38.534 comunicazioni per cui \u00e8 in corso l\u2019istruttoria; n. 2.296 provvedimenti di sospensione. Da notare che le comunicazioni non devono per forza concludersi con un provvedimento espresso, se non quello di sospensione: vige la regola del silenzio assenso. Chi ha comunicato, in attesa di risposta, continua a tenere aperto.<\/p>\n<p>Alla data del<strong> 24 aprile<\/strong> saranno 192.443 le aziende che \u00abhanno presentato la comunicazione alle prefetture per poter continuare a lavorare in quanto funzionali ad assicurare la continuit\u00e0 delle filiere delle attivit\u00e0 non sospese oppure perch\u00e9 di rilevanza strategica per l\u2019economia nazionale\u00bb. Il maggior numero di comunicazioni \u00e8 stato presentato nelle regioni pi\u00f9 produttive del Nord, che per\u00f2 sono anche le pi\u00f9 colpite dalla pandemia: Lombardia (23% delle richieste), Veneto (16,4%) ed Emilia Romagna (16,4%). Seguono, molto staccate, le regioni del centro, Toscana (7,9%) e Lazio (4,5%), e le regioni del sud &#8211; Puglia (3,7%) e Campania (2%).<\/p>\n<p>Infine, con il DPCM del <strong>26 aprile<\/strong>, il governo avvia la Fase 2, consentendo ulteriori riaperture, come cantieri pubblici, industrie automobilistiche, tessili, mobilifici, edilizia privata. Tutti con l&#8217;obbligo di rispettare il protocollo di tutela dei lavoratori debitamente integrato.<\/p>\n<p>A controllare, come abbiamo visto, dovrebbero esserci i finanzieri, gli ispettori del lavori, i tecnici delle ASL, le prefetture. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec?<\/p>\n<h4><strong>5. Pugno di ferro per chi passeggia, guanto di velluto coi padroni<\/strong><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/1944-Banditi-e-Ribelli-ecco-la-vostra-fine.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-43590\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/1944-Banditi-e-Ribelli-ecco-la-vostra-fine.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"272\" \/><\/a>Il <a href=\"https:\/\/www.interno.gov.it\/it\/notizie\/emergenza-covid-19-limpegno-prefetture-ripresa-sicurezza-delleconomia-0\">sito del ministero dell\u2019Interno<\/a> precisa che \u00able verifiche da parte di task force appositamente costituite in prefettura hanno riguardato 116.237 comunicazioni (su 192.443) ed hanno portato all\u2019adozione di 2.631 (2,3%) provvedimenti di sospensione\u00bb. \u00c8 grottesco doverlo precisare, ma si tratta appunto di verifiche <em>burocratiche<\/em>, fatte \u00abin prefettura\u00bb, mentre il dato sui controlli\u00a0 eseguiti <em>nelle aziende<\/em> non viene fornito. Questo a dispetto invece della pubblicazione, sullo stesso sito, <a href=\"https:\/\/www.interno.gov.it\/it\/coronavirus-i-dati-dei-servizi-controllo\">giorno per giorno e settimana per settimana<\/a>, dei dati sui controlli effettuati dalle forze dell&#8217;ordine sui privati cittadini e sugli esercizi commerciali.<\/p>\n<p>Tra <strong>l&#8217;11 marzo e il 27 aprile<\/strong> ci sono stati <a href=\"https:\/\/www.interno.gov.it\/sites\/default\/files\/allegati\/report_totale_controlli_11marzo_27aprile.pdf\">oltre dieci milioni di controlli sulle singole persone in strada<\/a>, quasi seimila denunce e 386.872 (3,5%) sanzioni a privati cittadini.<br \/>\nLa percentuale di multe irrogate in strada (spesso per motivi assurdi) \u00e8 superiore di un terzo a quella dei provvedimenti di sospensione nei confronti delle aziende che hanno continuato a lavorare e non avrebbero dovuto (e in questo caso, visto che si tratta di un controllo d\u2019ufficio, \u00e8 molto probabile che il dato reale degli abusi sia ben superiore).<br \/>\nSempre il sito del Ministero dell\u2019Interno precisa che<\/p>\n<blockquote><p>\u00abper permettere la rapida ripresa delle attivit\u00e0 economico-produttive, \u00e8 stata prevista una procedura semplificata, che fa affidamento sul senso di responsabilit\u00e0 dei singoli imprenditori e che consente l\u2019immediato avvio dell\u2019attivit\u00e0 con la preventiva comunicazione al prefetto che \u00e8 chiamato a verificarne i presupposti\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Chiaro, no? Mentre le forze dell&#8217;ordine vengono sguinzagliate a pattugliare piazze, strade, stradelli e spiagge\u2026 il governo si affida al \u00absenso di responsabilit\u00e0\u00bb degli imprenditori, che a quanto pare sono gli unici cittadini italiani considerati in grado di esercitarlo.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 per questo che il DPCM del 26 aprile, quello che apre la fantomatica Fase 2, riprendendo e integrando il Protocollo del 14 marzo, non fa riferimento a sanzioni? Si legge soltanto che \u00abla mancata attuazione dei protocolli che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell&#8217;attivit\u00e0 fino al ripristino delle condizioni di sicurezza\u00bb (art. 2, comma 8 e <a href=\"https:\/\/www.guidafinestra.it\/media\/Allegato-6-AMBIENTI-DI-LAVORO.pdf\">allegato 6<\/a>).<\/p>\n<p>In ossequio al vecchio adagio che fidarsi \u00e8 bene, ma non fidarsi \u00e8 meglio, resta in testa la domanda: i controlli nelle aziende vengono fatti o no?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-43549\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/cisint.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/>La questione non sembra interessare i principali quotidiani, che si accontentano di pubblicare, di tanto in tanto, articoli-velina su singoli <em>blitz <\/em>delle forze dell&#8217;ordine, magari ai danni dei soliti, <a href=\"https:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2020\/04\/14\/news\/controlli_bologna_pasqua_pasquetta-253989765\/\">farabuttissimi imprenditori cinesi<\/a>. Nelle Marche, diversi siti d&#8217;informazione danno, senza battere ciglio, la notizia di <a href=\"https:\/\/www.cronachemaceratesi.it\/2020\/03\/17\/covid-19-controlli-nelle-aziende-10-sopralluoghi-nel-maceratese\/1377058\/\">controlli eseguiti per lo pi\u00f9 \u00abal telefono\u00bb<\/a>. <em>Il Piccolo <\/em>riferisce che la sindaca di Monfalcone ha avviato \u00abla stretta sui controlli nelle aziende\u00bb, ma <a href=\"https:\/\/ilpiccolo.gelocal.it\/trieste\/cronaca\/2020\/03\/20\/news\/il-comune-di-monfalcone-avvia-la-stretta-sui-controlli-nelle-aziende-1.38615794\">leggendo l&#8217;articolo<\/a> si scopre che <strong>Anna Cisint<\/strong> ha scritto alle tante imprese del suo territorio per avere notizie circa l&#8217;applicazione del protocollo di sicurezza. Hanno risposto in 6 (sei). Allora Cisint ha messo in piedi \u2013 manco a dirlo \u2013 una <em>task force<\/em>, il cui obiettivo per\u00f2 \u00abnon \u00e8 sanzionare, ma supportare le aziende\u00bb con utili consigli, mentre i droni stanano i camminatori nei boschi del Carso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.open.online\/2020\/04\/19\/controlli-chi-verifica-aziende-lombardia-applichino-protocollo-sicurezza\/\">Interpellata da Open<\/a>, \u00abl\u2019Ats Lombardia \u2013 deputata al controllo sanitario delle aziende \u2013 non ha saputo fornire dati sul numero di controlli effettuati dall\u2019inizio del lockdown, n\u00e9 sul numero totale del personale coinvolto. La Prefettura di Milano invece fa sapere che in provincia sarebbero stati fatti in totale 228 controlli da Ats, Nas e Carabinieri addetti alla tutela del lavoro per verificare &#8220;le condizioni di sicurezza e rispetto della normativa su attivit\u00e0 che possono lavorare&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Duecentoventotto controlli su un totale di oltre 4000 aziende della provincia che lavorano in deroga, oltre a tutte quelle essenziali, nelle quali andrebbe comunque controllata l&#8217;applicazione del <em>Protocollo condiviso<\/em>.<\/p>\n<p>Il 17 aprile, i sindacati confederali lombardi, dopo avere incontrato i vertici regionali, <a href=\"https:\/\/www.cgil.lombardia.it\/le-quattro-d-per-ora-restano-uno-slogan\/\">hanno denunciato duramente<\/a> l&#8217;assenza di una proposta seria su come garantire la sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e nel trasporto pubblico.<\/p>\n<p>Intanto, per chiudere il cerchio, la Federazione dei Lavoratori Pubblici <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/abruzzo\/notizie\/2020\/04\/23\/ispettori-del-lavoro-controlli-solo-se-garantite-protezioni_4f33d12e-5fc5-4f94-b1a8-e74e28ccc942.html\">ha fatto sapere<\/a> che gli ispettori del lavoro, chiamati ad eseguire i controlli, non sono disposti a farlo con la propria auto, senza mascherine e senza una formazione adeguata.<\/p>\n<p>Per due mesi abbiamo assistito all&#8217;esaltazione massmediatica dei controlli delle forze dell&#8217;ordine sui privati cittadini e delle pene per i &#8220;furbetti&#8221;, con corollario di posti di blocco, elicotteri che scacciano singoli bagnanti dalle spiagge, poliziotti che inseguono podisti solitari, anziani multati perch\u00e9 stazionavano su panchine invece di circolare, ecc. Ben poco \u00e8 filtrato sui media mainstream rispetto a quella che dovrebbe invece essere la preoccupazione maggiore: i controlli nelle aziende.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.reggiosera.it\/2020\/04\/coronavirus-perche-non-vengono-forniti-i-dati-dei-controlli-nelle-aziende\/265094\/\">Un articolo sulla testata online <em>Reggiosera<\/em><\/a>, il 23 aprile, parlava proprio di questo:<br \/>\n\u00ab\u00c8 molto probabile che le grandi aziende che hanno riaperto rispettino gli standard di sicurezza previsti, perch\u00e9 l\u00ec vigila il sindacato e difficilmente ci saranno grossi problemi. Ma siamo sicuri che in tante piccole ditte della nostra provincia tutto si svolga regolarmente? Se i controlli nelle aziende vengono fatti (e non dubitiamo che sia cos\u00ec), allora sarebbe giusto dare alla stampa anche questi dati. Sarebbe paradossale e clamoroso che un lavoratore potesse stare per otto ore in condizioni non sicure nella sua azienda e poi, una volta tornato a casa, prendesse la multa perch\u00e9 porta il cane a fare i suoi bisogni nel parco dietro casa.\u00bb<\/p>\n<p>Da quanto abbiamo visto fin qui, invece, qualche dubbio sul fatto che quei controlli siano eseguiti c&#8217;\u00e8 eccome. Detto ci\u00f2, il paradosso clamoroso a cui si riferisce l&#8217;articolo \u2013 non ci stancheremo mai di ripeterlo \u2013 \u00e8 precisamente l&#8217;architrave del lockdown \u00aball&#8217;italiana\u00bb.<\/p>\n<p>Lo stesso paradosso che, se accettato passivamente, o addirittura convintamente, potr\u00e0 essere riproposto al riemergere di ogni nuovo focolaio di contagio.<\/p>\n<h4><strong>6. \u00abPiazzetta Contagiati di Covid-19 sul lavoro\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>I contagiati sul lavoro sono stati ricordati, la notte scorsa, da una doppia azione di guerriglia odonomastica, stavolta priva di rivendicazione. L&#8217;abbiamo fatta tutte e tutti.<\/p>\n<p>In pieno centro, una porzione di Largo Caduti del Lavoro \u00e8 stata ribattezzata \u00abPiazzetta Contagiati di Covid-19 sul Lavoro \u2013 per colpa di Confindustria e delle deroghe prefettizie\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/piazzettacontagiati-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-43565\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/piazzettacontagiati-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"954\" height=\"926\" \/><\/a><\/p>\n<p>Intanto, nel quartiere San Donato, i cartelli di via del Lavoro venivano &#8220;<em>d\u00e9tourn\u00e9s&#8221; <\/em>per mezzo di adesivi, e la via reintitolata ai \u00abContagiati sul Lavoro \u2013 perch\u00e9 Confindustria non volle chiudere\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/viacontagiati.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-43566\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/viacontagiati.jpeg\" alt=\"\" width=\"1272\" height=\"635\" \/><\/a><\/p>\n<h4><strong>7. Ritorno alla Bolognina<\/strong><\/h4>\n<p>Al centro di questo parco fallito dov&#8217;\u00e8 stata demolita la Sasib, non si pu\u00f2 non ricordare che la Bolognina \u00e8 da anni sotto attacco. Sotto attacco perch\u00e9 a due passi dal centro, ergo zona molto appetibile per speculazioni. Che ci fa un quartiere popolare a un quarto d&#8217;ora a piedi da Piazza del Nettuno? \u00c8 un&#8217;opportunit\u00e0 di sviluppo sprecata!<\/p>\n<p>La nuova stazione AV, che d\u00e0 le spalle al centro e s&#8217;affaccia sulla Bolognina, doveva essere il &#8220;volano&#8221; di un nuovo sviluppo, di un&#8217;arrembante <em>gentrification.<\/em> Idem la nuova faraonica, orrenda, energivora sede del Comune in via Fioravanti, nell&#8217;area dell&#8217;ex-mercato ortofrutticolo. La prima area a essere aggredita.<\/p>\n<p>Si era deciso che i poveri, i proletari, i ceti popolari della Bolognina erano d\u2019impiccio. E per &#8220;ripulire&#8221; il quartiere, cosa meglio di un&#8217;emergenza? Per questo un&#8217;aggressiva campagna-stampa ha dipinto la Bolognina come il South Bronx degli anni Settanta, e additato a una parte degli abitanti un falso nemico: il \u00abdegrado\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;intento era piallare, leccare, infighettire. Qui si doveva fare un salotto trendy: localini cool, artisti, appartamenti per ricchi, alberghi di lusso&#8230; Dopo quasi vent&#8217;anni, non ce l&#8217;hanno ancora fatta. Se ci fossero riusciti, anche chi pensava di essere tra i salvati si sarebbe trovato tra i sommersi. Prima ti spingono a prendertela con gli immigrati, poi fanno fuori anche te. I ceti popolari dovevano andare a vivere pi\u00f9 lontano.<\/p>\n<p>Con la crisi del 2008 i grandi progetti immobiliari si sono bloccati, perch\u00e9 le ditte sono fallite. La gentrification ha subito una battuta d&#8217;arresto, e negli anni dello stop la Bolognina si \u00e8 riempita di occupazioni abitative. Ma a met\u00e0 degli anni Dieci la macchina \u00e8 ripartita. \u00c8 una storia che su <em>Giap<\/em> <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/tag\/bolognina\/\">abbiamo indagato e raccontato in tempo reale<\/a>, con continuit\u00e0. Una storia di sgomberi a tappeto e di attacco forsennato a un centro sociale, XM24, culminato anch&#8217;esso in uno sgombero&#8230; e poi in un altro sgombero.<\/p>\n<div id=\"attachment_29118\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/muragliameticcia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-29118\" class=\"wp-image-29118\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/muragliameticcia.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"394\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-29118\" class=\"wp-caption-text\">Bolognina, 19 maggio 2015. La \u00abmuraglia meticcia\u00bb, il presidio di italiani e migranti che quel giorno imped\u00ec lo sgombero dell\u2019ex-Telecom di via Fioravanti, poi avvenuto con grande dispiegamento di forze il 20 ottobre.<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;occupazione abitativa all&#8217;ex-Telecom \u00e8 stata il penultimo ostacolo alla gentrification di via Fioravanti, XM24 \u00e8 stato l&#8217;ultimo. Quella che fino a pochi anni fa era una delle vie pi\u00f9 vivaci e interessanti di Bologna, oggi, almeno nel suo primo tratto, \u00e8 irriconoscibile, triste, omologata e in preda al <em>vero<\/em> degrado. Il vero degrado \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/10\/prima-i-poveri-la-resistenza-dellextelecom-e-la-gestione-del-potere-a-bologna-e-in-italia\/\">aver cacciato 82 famiglie con bambini<\/a> per fare <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/07\/student-hotel\/\">un hotel di catena spacciato per \u00abstudentato\u00bb<\/a>, rivolto a studenti danarosi e fighetti.<\/p>\n<p>Nel frattempo, in via della Liberazione, brutture di edilizia \u00abclasse A\u00bb chiamate \u00abP-House\u00bb, \u00abP-House 2\u00bb, \u00abP-Tower\u00bb&#8230; P sta per Pazzaglia, il costruttore, \u00abimprenditore playboy\u00bb pi\u00f9 volte immortalato nella rassegna <em>Cafonal<\/em> di Dagospia.<br \/>\nI <em>P-cosi<\/em> sono esempi di \u00abarchitettura ostile\u00bb, sembrano fortilizi piazzati in Bolognina come avamposti di un&#8217;invasione. Per costruirli, si sono demolite anche le vecchie Officine Cevolani.<\/p>\n<div id=\"attachment_43600\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/ptower.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43600\" class=\"wp-image-43600\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/ptower.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43600\" class=\"wp-caption-text\">La P-Tower. <em>Feng Shui<\/em> agghiacciante: spigoli puntati contro via della Liberazione e contro il quartiere.<\/p><\/div>\n<p>Ultimi in ordine di tempo, questi casermoni bianchi tra via di Saliceto e via Corticella.<\/p>\n<p>Eppure la ristrutturazione del quartiere va a rilento. Il principale ostacolo sulla sua strada, quello che permette ancora di vivere in un quartiere popolare, sgarrupato e interessante, e soprattutto permette di viverci a molte persone di reddito basso, \u00e8 stato il presunto \u00abdegrado\u00bb, cio\u00e8 \u2013 traducendo dalla neolingua neoliberale \u2013 l&#8217;immigrazione. \u00c8 grazie alle persone migranti che ci vivono se al Navile, anche quando la bolla immobiliare era ai massimi, si trovavano ancora case a prezzi accessibili.<\/p>\n<p>Ora, dopo il lockdown, l&#8217;edilizia riparte. \u00c8 sempre stato uno dei primi punti toccati da Bonaccini in ogni suo discorso: l&#8217;edilizia, il cemento, il mattone, tutto deve ripartire come prima, pi\u00f9 di prima!<\/p>\n<p>A dirla tutta, i cantieri in Bolognina hanno continuato a lavorare fin dentro il lockdown, come ha raccontato <strong>Plv<\/strong> in <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/03\/criminalizzare-il-jogging\/#comment-35148\">un commento del 21 marzo scorso<\/a>.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, l&#8217;edilizia. Erigere catafalchi ovunque si liberi uno spazio. Resteranno in gran parte incompiuti o invenduti\/sfitti, ma intanto verr\u00e0 distrutta la specificit\u00e0 del quartiere.<\/p>\n<p>Toccher\u00e0 resistere anche a questo, nelle fasi 2, 3, \u221e.<\/p>\n<h4><strong>8. Sembrava una delazione, invece era l&#8217;opposto<\/strong><\/h4>\n<div class=\"frame message-frame\" data-embedded-img-loader=\"\" data-inject-message-media=\"\">\n<div class=\"bodyDecrypted email message-body-container\" ng-class=\"{'plain': message.isPlain}\" render-message-body=\"\" ng-if=\"message.viewMode === 'html' &amp;&amp; !message.failedDecryption\" toggle-blockquote=\"\" scroll=\"true\">\n<p class=\"\"><span class=\"\">Mentre ci allontaniamo dall\u2019immondo giardinetto, dall\u2019altra parte di via Saliceto si alza una voce maschile. <\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">\u2013 Ehi, signorina, mi scusi! <\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">Un tipo bello robusto attraversa la strada a passo deciso. \u2013 Signorina, dico a lei! <\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">Capiamo che ce l\u2019ha con la ragazza che ci ha avvisato del possibile arrivo dei vigili urbani, dopo aver sentito una signora che li chiamava al telefono. L\u2019uomo aumenta l\u2019andatura, a petto in fuori: \u2013 Signorina, mi scusi, dove va? <\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">Al che un ragazzo, con la stella rossa sulla mascherina di stoffa, si gira di scatto, a brutto muso: \u2013 Senti, lei va dove cazzo le pare, hai problemi? <\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">C\u2019\u00e8 aria di lite, se non di pacche. Il tipo si ferma, \u00e8 circondato.<\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">\u2013 Volevo solo dire che non sono stato io a chiamare i vigili. E\u2019 stata mia moglie! <\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">\u2013 E chissenefrega! \u2013 Gli ribatte uno incazzato \u2013 Non stavamo facendo niente di male! <\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">La risposta del tipo ci spiazza: \u2013 Lo so, &#8211; dice \u2013 proprio per questo. L&#8217;altro ieri ero qua con mia moglie e la bambina, le facevamo provare la bici senza rotelle. \u00c8 due mesi che stiamo chiusi in un appartamento qui all&#8217;angolo, anche lei avr\u00e0 diritto a uscire, no? Fatto sta che arrivano i vigili e ci fanno segno di andare via, aria. Allora oggi siamo tornati e stiamo di l\u00e0 dalla strada, sul marciapiede. Per\u00f2 qua, ieri, c\u2019erano quelli coi cani e adesso ci siete voi, che fate la vostra cosa, va benissimo, ma perch\u00e9 i cani s\u00ec e la bambina no? Ecco perch\u00e9 mia moglie s\u2019\u00e8 arrabbiata e ha chiamato i vigili, per dirgliene quattro, chiedere qual \u00e8 il criterio. Non ce l\u2019abbiamo con voi, anzi! All\u2019aria aperta non si fa niente di male, vedete, nemmeno io porto la mascherina, ma i vigili non la vogliono capire!<\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">Vorremo stringergli la mano, ma non si pu\u00f2. Allora annuiamo con la testa, gli diamo la nostra solidariet\u00e0, rincariamo la dose sull\u2019arbitrio delle forze dell\u2019ordine, la vaghezza delle misure, i bambini segregati in casa. Lui ha voglia di parlare, \u00e8 contento di aver messo le cose in chiaro, non gli andava proprio di farci la figura della spia.<\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">&#8211; Guardate, &#8211; dice \u2013 io sono autotrasportatore, faccio servizio per gli ospedali, in &#8216;sto periodo lavoro tutti i giorni, anzi, tutte le notti, e quando sono l\u00ec sul camion, vestito da lavoro, cosa vuoi che stia facendo?, e invece i vigili mi hanno fermato lo stesso, per vedere l\u2019autocertificazione, i documenti\u2026 E d\u00e0i una volta e d\u00e0i due volte, alla fine uno non ne pu\u00f2 pi\u00f9! Vabbe&#8217;, mi fa piacere che ci siamo capiti. <\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">E mentre se ne va ci dice: <\/span><\/p>\n<p class=\"\"><span class=\"\">\u2013 Buon Primo Maggio, ragazzi!<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Wu Ming INDICE 1. Un trekking urbano in Bolognina est 2. Tutto si tiene 3. La \u00abgrande sostituzione\u00bb 4. Il lavoro nei Dpcm: una cronistoria 5. Pugno di ferro per chi passeggia, guanto di velluto coi padroni 6. \u00abPiazzetta Contagiati di Covid-19 sul lavoro\u00bb 7. Ritorno alla Bolognina 8. 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