{"id":43284,"date":"2020-04-25T10:30:41","date_gmt":"2020-04-25T08:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=43284"},"modified":"2025-03-18T14:11:16","modified_gmt":"2025-03-18T13:11:16","slug":"sabbiuno-25-aprile-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/04\/sabbiuno-25-aprile-2020\/","title":{"rendered":"Dal dirupo di Sabbiuno, 25 aprile 2020. Come e per cosa lottare nelle fasi 2 e 3 dell&#8217;emergenza coronavirus"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_43448\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sabbiuno21aprile2020.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43448\" class=\"wp-image-43448 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sabbiuno21aprile2020_700px.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43448\" class=\"wp-caption-text\">Monte Sabbiuno (BO), 21 aprile 2021, h. 19:30. Monumento ai caduti della strage nazifascista del dicembre 1944.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Wu Ming<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<h5><strong>1. Monte Sabbiuno<\/strong><br \/>\n<strong>2. Un reading itinerante in pieno lockdown<\/strong><br \/>\n<strong>2b. L&#8217;apparizione della C.<\/strong><br \/>\n<strong>3. In base a cosa hanno recluso in casa i nostri bambini?<\/strong><br \/>\n<strong>4. L&#8217;epidemia pi\u00f9 duratura e letale<\/strong><br \/>\n<strong>5. Pensiero reazionario e pensiero della liberazione<\/strong><br \/>\n<strong>6. Il \u00abnulla pi\u00f9 come prima\u00bb: un&#8217;iperbole antistorica e un alibi ideologico<br \/>\n7. Dieci punti fermi per il futuro<br \/>\n8. Ritorno da Sabbiuno<br \/>\n<\/strong><\/h5>\n<p>Il 21 aprile 2020, poco prima delle sette di sera, abbiamo preso l\u2019autobus 52 in Piazza Cavour e siamo saliti in collina, a Monte Sabbiuno. Andandoci, non siamo usciti dai confini del comune di Bologna (il burrone col monumento ai caduti \u00e8 proprio al limite), ma siamo usciti dai limiti delle norme: lontani da casa, tipologia di spostamento non prevista dal modulo di autocertificazione. Ma eravamo certi di essere nel giusto, perfino sotto l&#8217;aspetto legale.<!--more--><\/p>\n<p>Ci sono state diverse prese di posizione critiche da parte di giuristi sulla decretazione d&#8217;emergenza, sul caos delle ordinanze, sull&#8217;illegittimit\u00e0 di certe restrizioni, sull&#8217;eccessiva discrezionalit\u00e0 concessa alle forze dell&#8217;ordine&#8230; Qui su <em>Giap<\/em>, da settimane <strong>Luca Casarotti<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/04\/multe-coronavirus\/\">risponde ai dubbi e alle preoccupazioni<\/a> di chi si \u00e8 visto affibbiare multe in circostanze di stralunante arbitrio.<\/p>\n<p>Tre ore prima che noi prendessimo il bus per Sabbiuno, l&#8217;ANSA rilanciava <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/valledaosta\/notizie\/2020\/04\/21\/coronavirus-magistrati-aosta-passeggiate-non-sono-illeciti_57cfbed6-37c8-48b9-939f-208bb03fcced.html\">la lettera aperta di nove magistrati di Aosta<\/a>, tra i quali il presidente del tribunale, dove si denunciava l\u2019assurdit\u00e0 del perseguire chi passeggia \u2013 in special modo se lo fa nei boschi, nei campi, lungo sentieri fuori citt\u00e0 \u2013 e della conseguente caccia all\u2019uomo, con tanto di elicotteri o droni:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCon estremo sconforto \u2013 soprattutto morale \u2013 abbiamo assistito \u2013 ed ancora assistiamo \u2013 ad ampi dispiegamenti di mezzi per perseguire illeciti che non esistono, poich\u00e9 \u00e8 manifestamente insussistente qualsiasi offesa all\u2019interesse giuridico (e sociale) protetto\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Siamo sempre pi\u00f9 convinti che abbia avuto luogo una truffaldina sostituzione dello stare-a-casa (dal lavoro) con lo stare-<em>in<\/em>-casa.<\/p>\n<p>Grazie a quella sostituzione, la maggior parte delle fabbriche dove si lavorava senza tutele sono rimaste aperte, mentre si sono costretti milioni di persone agli arresti domiciliari, ovunque, anche in zone con zero contagi, zone di montagna o campagna, zone a bassissimo indice demografico, zone lontanissime da ogni focolaio, isole&#8230;<\/p>\n<p>Quando siamo scesi dal 52, sul crinale che divide la valle del Reno da quella del Savena, ci siamo guardati intorno e ci siamo chiesti, quasi all&#8217;unisono: \u00abPerch\u00e9 mai uno dovrebbe stare in casa, <em>qui<\/em>?\u00bb<\/p>\n<div id=\"attachment_43450\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/qui2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43450\" class=\"wp-image-43450 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/qui2_700px.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43450\" class=\"wp-caption-text\">Monte Sabbiuno (BO), 21 aprile 2020, h. 19:15.<\/p><\/div>\n<p><a class=\"\" href=\"https:\/\/www.storiaememoriadibologna.it\/resistenza\/monumenti\/monumento-memoriale-di-sabbiuno\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer nofollow noopener\">Il monumento di Monte Sabbiuno<\/a><span class=\"\"> ricorda i partigiani e i prigionieri politici che i nazisti fucilarono in quel luogo, a pi\u00f9 riprese, dalla met\u00e0 di dicembre del 1944, prelevandoli dal carcere di San Giovanni in Monte a Bologna. Schierati sul crinale, venivano abbattuti e lasciati rotolare fino in fondo al dirupo. Inaugurato nel 1973, <a href=\"http:\/\/www.comune.bologna.it\/iperbole\/monumentosabbiuno\/storia_monumento.htm\"><strong>Bruno Zevi<\/strong> ha definito<\/a> questo esempio di <em>land art<\/em> \u00abil pi\u00f9 convincente e significativo tra le centinaia di \u201cmemorials\u201d ai caduti della lotta partigiana europea\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nel primo anniversario dell\u2019assassinio di <strong>Carlo Giuliani<\/strong> pubblicammo su Giap \u2013 all&#8217;epoca ancora una semplice newsletter \u2013 un articolo intitolato \u00ab<a class=\"\" href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/outtakes\/antifa\/sabbiuno.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer nofollow noopener\">20 luglio 2002: Un piccolo Miracolo Laico. Excursus dal basso Appennino bolognese a piazza Alimonda, passando per\u2026<\/a>\u00bb <span class=\"\">Molti dei motivi per cui Sabbiuno esercita su di noi un fascino particolare sono raccontati in quel testo:<\/span><\/p>\n<blockquote><p>\u00aba Sabbiuno c&#8217;\u00e8 un monumento, un monumento che non \u00e8 mai stato chiuso n\u00e9 monologico, che non ha davvero niente di retorico n\u00e9 di burocratico [\u2026] Un piccolo miracolo. <span class=\"\">Nel trentennale dell&#8217;eccidio, per co-memorare quei cento combattenti antifascisti, sul ciglio del burrone furono posati massi di piccole e medie dimensioni, ciascuno con inciso il nome di un partigiano. Quasi un intervento di &#8220;land art&#8221;, leggero e armonioso, tanto perfettamente inserito nell&#8217;ambiente circostante da apparire <i class=\"\">naturale<\/i>.<br \/>\n[\u2026] <\/span><span class=\"\">Quei massi <i class=\"\">parlano<\/i>, li interroghi e ti danno mille risposte.\u00bb<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Gi\u00f9 in basso, ai piedi del calanco e del contrafforte Pliocenico, lungo la sponda destra del Reno, si snoda la prima tappa della Via degli Dei. Ma vent\u2019anni fa, quando il tracciato non era ancora completo e la prima tappa iniziava da Sasso Marconi, <a class=\"\" href=\"http:\/\/www.volipindarici.it\/appunti\/bo_trekking\/bo_note1.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer nofollow noopener\">chi voleva partire da Piazza Maggiore<\/a>, a Bologna, usciva da Porta San Mamolo, prendeva la strada dei Colli, sempre sul crinale, e usciva dalla citt\u00e0 seguendo l\u2019asfalto e passando accanto ai massi di Sabbiuno.<\/p>\n<p>\u00c8 un altro dei motivi che ci lega a quel posto e ci spinge a salire lass\u00f9 \u2013 a piedi, in bici, in auto o in bus \u2013 quando ci frulla in testa qualche domanda importante.<\/p>\n<p>Il 21 aprile era il 75esimo anniversario della Liberazione di Bologna. Siamo andati in pellegrinaggio a Sabbiuno per coronare la nostra prima iniziativa pubblica in citt\u00e0 dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza coronavirus. E per meditare sul da farsi, sul futuro.<\/p>\n<h4><strong>2. Un reading itinerante in pieno lockdown<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>La mattina del 21 abbiamo fatto la riunione del collettivo. Riunione fisica, non virtuale, per organizzare l\u2019iniziativa del pomeriggio.<\/p>\n<p>A partire dalle 15 e senza averlo annunciato prima, abbiamo celebrato il nostro 21 aprile\u00a0 con un reading itinerante in centro. Il percorso ha congiunto quattro delle librerie che avevano gi\u00e0 riaperto. Librerie con cui abbiamo collaborato, in cui abbiamo fatto presentazioni. Nell\u2019ordine:<br \/>\n\u25a0 Ubik Irnerio, in via Irnerio;<br \/>\n\u25a0 Modo Infoshop, in via Mascarella (nel giorno stesso dell&#8217;attesa riapertura);<br \/>\n\u25a0 Trame, in via Goito;<br \/>\n\u25a0 Giannino Stoppani, in piazza Re Enzo.<\/p>\n<p>Ogni volta ci siamo messi in fila e abbiamo letto per un pubblico occasionale di 10-15 persone.<\/p>\n<div id=\"attachment_43293\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43293\" class=\"wp-image-43293\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/readingubik21aprile.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"395\" \/><p id=\"caption-attachment-43293\" class=\"wp-caption-text\">Bologna, 21 aprile, h:15:20, libreria Ubik Irnerio.<\/p><\/div>\n<blockquote><p>\u00abChe sollievo, temevo che per la Liberazione nessuno facesse niente\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abNon sembra vero di assistere di nuovo a un\u2019iniziativa\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abCazzo, ci voleva!\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Durante il giro, abbiamo letto brani dai seguenti libri:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-43307\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/lunafalo.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"308\" \/>\u25a0 Cesare Pavese, <em>La casa in collina<\/em>.<br \/>\n\u25a0 Cesare Pavese,<em> La luna e i fal\u00f2<\/em>.<br \/>\nBen due titoli, perch\u00e9 quest\u2019anno cade il settantennale della morte di Pavese, e proprio in quest&#8217;aprile cadeva il settantennale de <em>La luna e i fal\u00f2<\/em>.<br \/>\nIl primo brano da <em>La casa in collina<\/em> parlava della sospensione della normalit\u00e0 in tempi di guerra, di come cambia la percezione delle cose, e si concludeva con la domanda: \u00abQuando riaprono le scuole?\u00bb; il secondo, tratto dal celeberrimo finale, \u00e8 una delle pi\u00f9 belle riflessioni sulla necessit\u00e0 per chi sopravvive a una guerra \u2013 che \u00e8 sempre guerra civile \u2013 di fare i conti con i morti, con la loro umanit\u00e0, chiunque essi siano, e con la responsabilit\u00e0 di essere sopravvissuti al posto loro.<br \/>\nIl brano da <em>La luna e i fal\u00f2<\/em> raccontava le conseguenze del ritrovamento, tre-quattro anni dopo la fine della guerra, di due morti repubblichini. Pavese mostra l&#8217;allargarsi di una spirale di chiacchiere diffamatorie nei confronti dei partigiani, e noi quelle chiacchiere fatte da borghesi al bar le riconosciamo: le abbiamo udite tante volte, tali e quali. Sono le stesse di oggi.<br \/>\nSu Pavese eravamo freschi: tra il dicembre e il febbraio scorsi ce lo siamo riletto tutto, per scrivere una prefazione alla nuova edizione Einaudi de <em>La luna e i fal\u00f2<\/em>.<\/p>\n<p>Poi un trittico di bolognesi:<\/p>\n<div id=\"attachment_43303\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43303\" class=\"wp-image-43303\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/meluschivigano.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"214\" \/><p id=\"caption-attachment-43303\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Antonio Meluschi<\/strong> (1909-1977) e <strong>Renata Vigan\u00f2<\/strong> (1900-1976).<\/p><\/div>\n<p>\u25a0 Giovanna Zangrandi, <em>I giorni veri<\/em>. <em>Diario della resistenza<\/em>.<br \/>\n\u25a0 Renata Vigan\u00f2, <em>L\u2019Agnese va a morire<\/em>.<br \/>\n\u25a0 Antonio Meluschi, <em>L\u2019armata in barca<\/em>.<br \/>\nGiovanna Zangrandi, pseudonimo di Alma Bevilacqua, nata a Galliera (BO), fu partigiana in Cadore durante l\u2019annessione della provincia di Belluno al Terzo Reich.<br \/>\nVigan\u00f2 e Meluschi, moglie e marito, fecero la Resistenza nel basso ferrarese e la raccontarono nei due romanzi che abbiamo scelto. Vivevano nella stessa via di Modo Infoshop, al civico 63\/2, dove dal 2018 li commemora una targa. Sotto i loro nomi si legge: \u00abCon loro questa casa \u00e8 stata un crocevia di intellettuali e un punto di riferimento per la cultura antifascista.\u00bb<\/p>\n<p>\u25a0 Italo Calvino, <em>Il sentiero dei nidi di ragno.<br \/>\n<\/em>Nella celebre prefazione scritta vent&#8217;anni dopo la prima uscita del romanzo, Calvino spiega le due pulsioni che lo mossero a immaginare la storia di una banda partigiana di sottoproletari non ideologizzati: affermare che l&#8217;adesione istintiva e prepolitica alla Resistenza da parte di soggetti &#8220;discutibili&#8221; era stata comunque meglio dell&#8217;acquiescenza di tante &#8220;brave&#8221; persone neutrali; sventare la tentazione agiografica sugli &#8220;eroi romantici&#8221;.<\/p>\n<p>\u25a0 Beppe Fenoglio, <em>Una questione privata.<\/em><br \/>\nIl brano dell&#8217;incontro tra Milton e il vecchio che gli dice: i fascisti dovete ammazzarli tutti, tutti quanti, non ne deve rimanere uno vivo. Un esempio di come a volte la &#8220;gente comune&#8221; possa essere pi\u00f9 radicale dei militanti.<\/p>\n<p>\u25a0 Albert Camus, <em>La peste<\/em>.<br \/>\nIl finale del romanzo di Camus lo abbiamo letto per ultimo, in piazza Re Enzo. <em>La peste<\/em> fu scritto come metafora della seconda guerra mondiale e della lotta contro il nazifascismo, e si addice perfettamente alla circostanza della lotta contro un &#8220;pestilenza&#8221; reale e contro l&#8217;autoritarismo che su di essa si edifica. Metafora e realt\u00e0 collassano l&#8217;una sull&#8217;altra.<\/p>\n<div style=\"width: 2010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/lapeste2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/lapeste2.jpg\" width=\"2000\" height=\"1335\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Foto di Michele Lapini.<\/p><\/div>\n<p>Il tutto \u00e8 durato circa due ore e mezza. Sono passate un paio di autopattuglie, ma ogni volta hanno visto persone in fila, a distanza di sicurezza, svariate con le mascherine. Se nella forma stavamo rispettando le norme (stando sul limite), nella sostanza \u00e8 stato il primo evento letterario e trekking urbano in citt\u00e0 dall&#8217;inizio del lockdown.<\/p>\n<p>Mentre accadeva tutto questo, in via Broccaindosso si cantava <em>Bella ciao<\/em>.<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab\u00c8 stato bellissimo. Abbiamo ricordato il 21 Aprile cantando \u201cBella ciao\u201d in mezzo alla strada. \u00c8 stato un momento incredibile. Questa cosa \u00e8 stata possibile perch\u00e9 la mia proposta di \u201cfesteggiare\u201d la Liberazione di Bologna \u00e8 stata accolta e sostenuta da un piccolo gruppo di abitanti della mia strada. In un clima surreale ci siamo trovati tutti insieme e abbiamo messo un fiore nella corona sulla lapide del partigiano Giancarlo Romagnoli, di soli 19 anni. Nessuno si \u00e8 affacciato alla finestra e noi abbiamo cantato per esorcizzare la paura, trattenendoci pi\u00f9 possibile insieme per cantare mille volte la stessa canzone, per spezzare il silenzio, per non sentirci soli, per non avere paura.\u00bb (Sara, una delle organizzatrici)<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"center\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/411413506?dnt=1\" width=\"700\" height=\"393\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<h4><strong>2bis. L&#8217;apparizione della C.<\/strong><\/h4>\n<p>Arrivando in via Goito ci siamo imbattuti nella C., una senzatetto che normalmente vive intorno alla zona universitaria, tra piazza Verdi e piazza VIII agosto. Prima del lockdown la si incontrava spesso nei locali di via Mascarella, dove entrava per sonnecchiare qualche ora. Ci si stringeva per farla sedere, le si offriva da mangiare e bere, le si dava qualche soldo, si facevano due chiacchiere&#8230; Minime azioni individuali, occasionali, discontinue, ma che insieme facevano reticolo.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;abbiamo rivista, \u00e8 stato sconvolgente.<\/p>\n<p>Chiusi i luoghi pubblici e svuotate le vie, i marginali, i dropout, gli homeless che vivono accanto a noi e che prima incrociavamo, sono precipitati in fondo a un pozzo. Non che prima se la passassero bene, tra angherie e Daspo urbani, ma poi sono passati dalla griglia all&#8217;altoforno. Nel primo periodo del lockdown, quando l&#8217;ubriacatura da #stareincasa era ai massimi, addirittura si sono visti i vigili di Bologna <a href=\"http:\/\/archive.is\/mN1Nv\">multare gli homeless perch\u00e9 \u00abnon erano a casa\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p>La C. stava accasciata sul gradino di un uscio di via Goito, in stato confusionale, farfugliante, sporchissima, incapace di alzarsi. Coi compagni presenti ci siamo consultati, c&#8217;era plv che ha chiamato l&#8217;associazione Piazza Grande, che ha avvisato l&#8217;Help Center. Speriamo che a qualcosa sia servito<em>.<\/em><\/p>\n<h4><strong>3. In base a cosa hanno recluso in casa i nostri bambini?<\/strong><\/h4>\n<p>Due giorni dopo, il 23 aprile, uno di noi ha deciso di combinare un appuntamento tra il pi\u00f9 piccolo dei nostri figli e un compagno di scuola alla libreria Giannino Stoppani, nel cuore di Bologna. I due settenni non si vedevano dal vivo da due mesi. Con guanti\u00a0 e mascherina hanno organizzato una lettura in simultanea, sfogliando due copie dello stesso libro illustrato, per poter restare a distanza. \u00c8 stato il primo momento di socialit\u00e0 recuperata in regime di lockdown. Usciti dalla libreria i due bambini hanno giocato a rincorrersi \u2013 attenti a non prendersi mai \u2013 davanti al sacrario ai caduti in Piazza del Nettuno.<\/p>\n<div id=\"attachment_43331\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/stoppani23aprile-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43331\" class=\"wp-image-43331\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/stoppani23aprile-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"652\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43331\" class=\"wp-caption-text\">Pomeriggio del 23 aprile 2020, libreria Giannino Stoppani, piazza Re Enzo, Bologna.<\/p><\/div>\n<p>Sotto gli sguardi delle decine di partigiani e partigiane si \u00e8 svolta una commovente scena di liberazione: tornare a correre all&#8217;aria aperta, recuperare il diritto allo spazio per la propria infanzia. Questo momento di libert\u00e0 \u00e8 idealmente dedicato a chi per mesi ha dipinto i bambini come untori perfetti, potenziali omicidi dei loro nonni; a chi gi\u00e0 prima della pandemia li definiva<\/p>\n<blockquote><p>\u00abmaligni amplificatori biologici che si infettano con virus per loro innocui, li replicano potenziandoli logaritmicamente e infine li trasmettono con atroci conseguenze per l&#8217;organismo di un adulto\u00bb (<strong>Roberto Burioni<\/strong>, 31\/03\/2019);<\/p><\/blockquote>\n<p>a chi ha scatenato il panico sociale contro di loro, spingendo i genitori a murarli vivi dentro casa, in certi casi rimandando perfino importanti visite mediche o terapie per loro essenziali.<\/p>\n<p>La pericolosit\u00e0 dei bambini \u00e8 stata presa per oro colato, anche se i dati sul comportamento del Covid19 sono ancora contraddittori. Il 21 aprile scorso, il virologo dell&#8217;universit\u00e0 di Padova <strong>Andrea Crisanti<\/strong>, che ha condotto lo studio sul focolaio di Vo&#8217; Euganeo, <a href=\"https:\/\/www.globalist.it\/science\/2020\/04\/21\/il-virologo-crisanti-dallo-studio-su-vo-euganeo-emerge-che-i-bambini-non-si-infettano-e-non-infettano-2056690.html\">ha fatto sapere<\/a> che in quella comunit\u00e0 \u00abi bambini sotto i 10 anni, seppure conviventi con infettati in grado di infettare, non si infettano. E se sono negativi non infettano\u00bb. Ecco come riassume la scoperta <a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/studio-crisanti-coronavirus-vo\">un articolo apparso sul sito dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[&#8230;] nessuno dei 234 bambini al di sotto dei 10 anni, 13 dei quali hanno vissuto a contatto con positivi in grado di trasmettere l\u2019infezione, \u00e8 risultato positivo al virus. Questo dato avvalora l\u2019ipotesi (ancora da verificare) che i pi\u00f9 piccoli possano essere immuni al contagio per via del fatto che potrebbero non aver sviluppato ancora un numero sufficiente di recettori (Ace2), che costituiscono la porta di ingresso per il virus.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/burioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-43371\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/burioni.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"192\" \/><\/a>Non significa che, in assoluto, i bambini non possano essere contagiati, come \u00e8 stato riscontrato altrove, o in casi molto rari non possano anche ammalarsi, ma va messa quantomeno un&#8217;ipoteca sull&#8217;assunto che siano vettori privilegiati del virus a danno degli adulti. Questo almeno dicono i risultati sui 234 bambini testati a Vo&#8217;.<\/p>\n<p>Insomma, molti aspetti delle modalit\u00e0 di trasmissione di questo virus non sono ancora chiari, e sarebbe davvero paradossale se un domani dovesse emergere che abbiamo segregato i bambini pi\u00f9 piccoli per niente, con un provvedimento dettato dal panico. Tanto, non essendo parte della popolazione produttiva potevano rimanere reclusi, mentre uno dei loro genitori magari doveva continuare ad andare al lavoro grazie alle deroghe prefettizie al codice Ateco (praticamente autocertificazioni d&#8217;impresa), a prescindere da qualunque controllo effettivo sulla sicurezza sanitaria.<\/p>\n<p>Intanto in Danimarca hanno riaperto gli asili e materne en plein air, e <a href=\"http:\/\/archive.is\/qlWtr\">qualcuno lo propone anche in Emilia-Romagna<\/a>. Qualcosa si muove. Dopo due mesi di delirante <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/04\/coronavirus-nell-aria\/\">demonizzazione dell&#8217;aria aperta<\/a> e di apologia dell&#8217;autoreclusione domestica, finalmente si torna alla banale constatazione che, epidemiologicamente parlando, stare all&#8217;aperto \u00e8 mediamente pi\u00f9 sicuro che stare al chiuso.<\/p>\n<p>Noi siamo convinti che la segregazione in casa di bambine e bambini si potesse evitare, e con essa le sofferenze psichiche che quella reclusione ha gi\u00e0 causato e continuer\u00e0 a causare nel tempo.<\/p>\n<p>Ricordiamo che, per poter fare una micragnosa passeggiata con figli\/e intorno a casa <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/03\/bambini-scomparsi-coronavirus\/\">si \u00e8 dovuto battagliare<\/a>, fare petizioni, lettere aperte e quant&#8217;altro. Governanti, governatori e sindaci hanno fatto la faccia feroce per stigmatizzare \u00abl&#8217;ora d&#8217;aria\u00bb concessa ai bambini, vicini di casa imparanoiati insultavano i genitori dai balconi&#8230; Chi pagher\u00e0 per tutto questo?<\/p>\n<h4><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/logobvg-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-43454\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/logobvg-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"175\" \/><\/a>4. L&#8217;epidemia pi\u00f9 duratura e letale<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>Anonimi ci segnalano che nella notte tra il 24 e il 25 aprile ignote hanno affisso cartelli accanto a molte importanti targhe e lapidi dedicate alla Resistenza bolognese.<\/p>\n<p>L&#8217;azione ha toccato i quartieri Navile, Porto-Saragozza e San Donato-San Vitale ed \u00e8 stata rivendicata dalla \u00ab<strong>Brigata Violet Gibson<\/strong>\u00bb, nome gi\u00e0 apparso in Cirenaica quando Piazzetta degli Umarells <a href=\"https:\/\/www.zic.it\/8-marzo-torna-la-piazzetta-delle-partigiane-foto\/\">fu ribattezzata (per la seconda volta) \u00abPiazzetta delle Partigiane\u00bb<\/a>. Stavolta \u00e8 apparso anche un logo.<\/p>\n<p>Nel 1926 l&#8217;irlandese Violet Gibson cerc\u00f2 di uccidere Mussolini con un colpo di pistola, riuscendo soltanto a ferirlo di striscio al naso.<\/p>\n<p>I cartelli affissi stanotte recano scritte come<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab(Covid)1919 &#8211; 2020<br \/>\nIl fascismo \u00e8 l&#8217;epidemia pi\u00f9 duratura e letale.<br \/>\nIl vaccino non esiste.<br \/>\nL&#8217;immunit\u00e0 di gruppo si ottiene<br \/>\nRESISTENDO.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_43394\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/brigata-violet-gibson-cartelli-affissi-a-bologna-tra-il-24-e-il-25-aprile-2020\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43394\" class=\"wp-image-43394\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/casermerosse.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"394\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43394\" class=\"wp-caption-text\">Cartello affisso la notte tra il 24 e il 25 aprile all&#8217;ingresso del parco delle Caserme Rosse, via Corticella, quartiere Navile. Durante l&#8217;occupazione, le Caserme Rosse furono un luogo di detenzione e smistamento di prigionieri destinati ai lager nazisti. <strong>Clicca sulla foto per vedere tutti i cartelli della Brigata Violet Gibson<\/strong>.<\/p><\/div>\n<h4><strong>5. Pensiero reazionario e pensiero della liberazione<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/cromwellvhs.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-43356\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/cromwellvhs.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"288\" \/><\/a>Re Carlo I: \u2013 La democrazia, Mr. Cromwell, fu una ridicolaggine greca, fondata sulla sciocca idea che vi siano straordinarie potenzialit\u00e0 in persone molto ordinarie.<\/em><br \/>\n<em>Oliver Cromwell: \u2013 Sono le persone ordinarie, mio signore, quelle che pi\u00f9 prontamente darebbero la vita in difesa del vostro regno. Semplicemente, essendo ordinarie, preferirebbero fosse loro chiesto anzich\u00e9 comandato.<\/em><br \/>\n<em>Cromwell, regia di Ken Hughes, Columbia Pictures, 1970<\/em><\/p>\n<p>Quando ti coglie una sensazione di smarrimento, \u00e8 saggio tornare ai fondamentali. Per noi sono i partigiani, i resistenti, gli antifascisti che per istinto o per ideale fecero la scelta giusta anzich\u00e9 quella facile. Tra loro c&#8217;erano differenze e divisioni anche aspre, che avrebbero avuto conseguenze sia durante sia dopo la lotta di Liberazione. Nondimeno quegli uomini e donne, con la loro comune scelta, tracciarono un solco nella storia, ancora visibile.<\/p>\n<p>In questa quarantena prolungata abbiamo registrato una gamma molto ampia di sfumature d&#8217;opinione sui comportamenti da assumere e conseguentemente di comportamenti assunti durante il lockdown &#8220;all&#8217;italiana&#8221;. Proprio perch\u00e9 esistono quasi tanti gradi di distanza dai Dpcm e dalle loro interpretazioni quante sono le persone occorre essere netti. Ovvero tracciare due linee di confine: una tra l&#8217;accettazione e il rifiuto della narrazione per cui stare all&#8217;aria aperta \u00e8 pi\u00f9 pericoloso che stare al chiuso, e quindi si pu\u00f2 uscire soltanto per lavorare e acquistare beni di sostentamento; l&#8217;altra, tra l&#8217;accettazione e il rifiuto della narrazione per cui \u00abgli italiani\u00bb sono un popolo indisciplinato e autolesionista per natura, ergo incapace di rispettare le distanze di sicurezza senza che una qualche Forza dell&#8217;Ordine lo costringa a farlo.<\/p>\n<p>Queste due linee di confine rimandano rispettivamente a due discrimini sostanziali:<\/p>\n<p>1. Quello tra l\u2019accettare o il rifiutare lo slittamento da \u00abstare a casa\u00bb a \u00abstare in casa\u00bb, slittamento avvenuto in modo cos\u00ec drastico soltanto da noi e, su imitazione nostra, in Spagna. Ovvero: l&#8217;aver introiettato o, al contrario, rispedito al mittente la condizione domestico-carceraria che ci viene imposta. Poco importa che l&#8217;adesione sia convinta o rassegnata, perch\u00e9 la differenza \u00e8 tra pensarsi galeotti intenti a scontare l&#8217;ineluttabile pena, o pensarsi soggetti a una reclusione eccessiva e ingiusta, e comportarsi di conseguenza.<\/p>\n<p>2. Quello tra pensiero reazionario e pensiero della liberazione. Immaginare che gli esseri umani debbano essere coscritti, conculcati, controllati, perch\u00e9 altrimenti, per loro natura, non sarebbero in grado di regolarsi; ovvero che debbano adeguarsi senza discutere a un modello che li trascende, che sia la Tradizione, la parola del Capo&#8230; o il parere degli Esperti. Questo \u00e8 pensiero reazionario. All&#8217;opposto si pongono invece le forze che cercano di trasformare in soggetto ci\u00f2 che viene considerato oggetto, perch\u00e9 ritengono gli esseri umani capaci di cambiare, migliorare, rendersi responsabili attraverso le relazioni, costruire soggetti collettivi, prendersi cura gli uni degli altri.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 ancora questa la linea tracciata per terra. Oggi come settant&#8217;anni fa. All&#8217;improvviso ci ritroviamo tutti e tutte davanti allo specchio \u2013 magari dopo una vita passata a professarci libertari o democratici o perfino rivoluzionari \u2013 e davanti alla morte non solo evocata ma incombente, e qualcuno si accorge di essere disposto a passare sopra a tutto ci\u00f2 che aveva pensato \u2013 o creduto di pensare \u2013 fino a un attimo prima. Non abbiamo potuto scoprire di che pasta intellettuale e politica eravamo fatti, prima di trovarci di fronte a una reale minaccia, e qualcuno si \u00e8 trovato ad accettare di buon grado costrizione, arresti domiciliari di massa, dittatura dell&#8217;esecutivo, controllo poliziesco, senza fiatare o addirittura tifando per chi queste cose le imponeva d&#8217;imperio.<\/p>\n<p>Magari ripetendosi che quest&#8217;emergenza non ha niente a che fare con le altre, con quelle che abbiamo criticato nei cicli di lotte passati ,e quindi non si pu\u00f2 fare alcun paragone; che questo \u00e8 un caso inedito, che \u00abniente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima\u00bb\u2026 In altre parole, giustificando la propria incoerenza. E se questo \u00e8 umanamente e psichicamente comprensibile, non pu\u00f2 esserlo &#8211; non potr\u00e0 mai esserlo &#8211; sul piano politico.<\/p>\n<h4><strong>6. Il \u00abnulla pi\u00f9 come prima\u00bb: un&#8217;iperbole antistorica e un alibi ideologico<\/strong><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/lussu.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-43368\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/lussu.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"334\" \/><\/a>\u00c8 senz&#8217;altro importante, foucaultianamente, saper vedere le fratture dove l&#8217;abitudine fa vedere solo continuit\u00e0, ma bisogna anche saper vedere le continuit\u00e0 dove lo shock fa vedere solo fratture.<\/p>\n<p>Lo shock&#8230; o la paraculaggine. Il \u00abniente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima\u00bb \u00e8 infatti molto utile, quando si vuole dire senza pagar dazio il contrario di quel che si diceva prima.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di un secolo fa, molti pensavano che la Grande Guerra fosse necessaria perch\u00e9 era \u00abla guerra che avrebbe messo fine a tutte le guerre\u00bb. Mentre finiva rapidamente la Belle Epoque, avanguardie storiche come il futurismo proclamavano il rifiuto totale del vecchio mondo. Scoppi\u00f2 la guerra, e tanto netta fu la cesura che qualcuno disse: \u00abNulla di quanto \u00e8 stato scritto e pensato finora ha pi\u00f9 valore, nessun concetto, nessuna categoria \u00e8 pi\u00f9 utile a spiegare il nuovo mondo che nasce\u00bb.<\/p>\n<p>La fotta di avere un ruolo in quel mondo, la FOMO \u2013 <em>Fear Of Missing Out<\/em> \u2013 fu tale che diversi socialisti e anarchici divennero interventisti. Avevano sempre parlato di internazionalismo proletario, o quantomeno di fratellanza tra i popoli, ora invece predicavano la necessit\u00e0 che i proletari di un paese scannassero quelli di un altro, agli ordini delle loro classi dominanti. Nascondevano la propria incoerenza dietro un frasario che manteneva una parvenza &#8220;rivoluzionaria&#8221;, e dietro quella che oggi chiameremmo \u00abl&#8217;emergenza\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo la guerra, queste tendenze continuarono a manifestarsi, stavolta nell&#8217;adesione di ex-socialisti ed ex-sindacalisti rivoluzionari al fascismo. Che si manifest\u00f2 come una vera e propria epidemia di &#8220;svolte&#8221; \u2013 anzi, di giravolte \u2013 personali in nome di una svolta pi\u00f9 grande. Cos\u00ec lo descrive <strong>Emilio Lussu<\/strong> nella sua imprescindibile testimonianza, <em>Marcia su Roma e dintorni.<\/em><\/p>\n<p>Bisognerebbe sospettare sempre della ciclica pretesa che nulla \u00absia pi\u00f9 come prima\u00bb. Discontinuit\u00e0 <em>totali<\/em> non se ne sono mai viste, ogni discontinuit\u00e0 \u00e8 per forza di cose parziale. A volte, poi, una &#8220;svolta&#8221; \u00e8 soltanto apparente: viene percepita sul momento, percepita anche con forza, ma rimane sulla superficie degli eventi, mentre sotto i piedi e nelle menti le <em>strutture<\/em> rimangono le stesse.<\/p>\n<div id=\"attachment_43373\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/marinetti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43373\" class=\"wp-image-43373\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/marinetti.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43373\" class=\"wp-caption-text\">F. T. Marinetti<\/p><\/div>\n<p>Anche una discontinuit\u00e0 reale, indubbia nel suo manifestarsi, col passare del tempo e dopo le &#8220;scosse di attestamento&#8221; diviene oggetto di uno sguardo retrospettivo e a lunga gittata, e trova la propria collocazione nella turbolenta &#8220;continuit\u00e0&#8221; del flusso storico pi\u00f9 vasto. Succede con le guerre, con le grandi pestilenze, e persino coi passaggi da un modo di produzione all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Per tornare agli esempi di prima, oggi il futurismo \u00e8 parte della tradizione, sta nei curricula insieme ai lirici greci e a Dante; centodue anni dopo la fine della Grande guerra, che avrebbe dovuto far piazza pulita di ogni concetto di prima, continuiamo a usare il &#8220;rasoio di Occam&#8221; e i sillogismi, e ad aprire le cassette degli attrezzi di Platone, Tommaso d&#8217;Aquino, Spinoza, Marx o Nietzsche, e a interrogare la grande poesia e letteratura dei secoli passati per trovare risposte sul presente. Durante l&#8217;emergenza coronavirus si \u00e8 citato Manzoni come mai negli ultimi decenni.<\/p>\n<p>Nemmeno le rivoluzioni pi\u00f9 radicali segnano discontinuit\u00e0 totali, perch\u00e9 le fanno persone cresciute nel mondo di prima, e perch\u00e9 il nuovo assetto eredita dal mondo di prima strutture, mentalit\u00e0, &#8220;debiti&#8221; di vario tipo che poi toccher\u00e0 pagare. Ad esempio, l&#8217;apparato buro-poliziesco zarista e l&#8217;ideologia grande-russa sopravvissero nascosti nel marasma della Rivoluzione d&#8217;Ottobre. Le conseguenze si videro poco dopo e si continuano a vedere oggi.<\/p>\n<p>Sul fatto che dopo l&#8217;emergenza coronavirus \u00abniente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima\u00bb, abbiamo serissimi dubbi. <a href=\"https:\/\/www.recommon.org\/nulla-sara-piu-come-prima-non-ne-siamo-proprio-sicuri\/\">Come ha scritto l&#8217;associazione <strong>Re:common<\/strong><\/a>,<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPotremmo anche tornare a leggere cosa si scrisse dopo lo scoppio della bolla della digital economy ad inizio anni 2000, dopo la crisi finanziaria delle tigri asiatiche del 1997 e dopo il luned\u00ec nero di Wall Street del 1987. Probabilmente noteremmo proclami simili, se non uguali. Poi cosa successe dopo ognuna di queste crisi? Continu\u00f2 quella lenta trasformazione a cui la \u201cmega-macchina\u201d della globalizzazione \u00e8 soggetta da secoli, al netto di poche scosse. Si dir\u00e0, per\u00f2, che questa \u00e8 un\u2019emergenza sanitaria e il tutto non nasce n\u00e9 da fenomeni finanziari, n\u00e9 economici, n\u00e9 sociali. Vero, ma trovata poi la cura e il vaccino, anche se forse ci vorr\u00e0 pi\u00f9 di un anno, i processi della mega-macchina continueranno, seppur con piccoli aggiustamenti. Magari fino al prossimo virus e al conseguente <em>lockdown<\/em>. Se guardiamo alle tendenze fondanti del processo di lungo termine, [&#8230;] in realt\u00e0 questa attuale crisi sistemica le mette tutte in rilievo, ed anzi le rafforza, senza produrre particolari rotture.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Aggiungiamo una notazione che dovrebbe essere ovvia, ma evidentemente non lo \u00e8: la gestione politica di un\u2019emergenza non pu\u00f2 spuntar fuori dal nulla, priva di storia, portata avanti da improvvisi signori nessuno. A gestirla sono le istituzioni esistenti e i governanti in carica, che stanno ai loro posti perch\u00e9 sono successe certe cose e non altre, in un dato contesto e in un dato sistema.<\/p>\n<p>La gestione dell&#8217;emergenza, dunque, non pu\u00f2 essere incoerente con la storia politica del paese: avviene nelle condizioni create da quella storia politica. E la storia politica d&#8217;Italia si presenta come un&#8217;<em>immane accumulazione di emergenze<\/em>, e ogni singola emergenza si presenta come <em>forma elementare<\/em> dell&#8217;esercizio del potere politico in Italia.<\/p>\n<p>Oggi chi ritiene che quest&#8217;emergenza sia talmente diversa dalle precedenti da giustificare lo stato di polizia non \u00e8 un nostro compagno di strada ed \u00e8 assai probabile che non lo sar\u00e0 nemmeno nel prossimo futuro. Non importa quali siano i suoi trascorsi o le sue medaglie: se non \u00e8 in grado di criticare i provvedimenti assurdi e fascistoidi a cui la popolazione di questo paese \u00e8 stata sottoposta e la criminalizzazione di comportamenti innocui che ha dovuto subire, significa che \u00e8 pronto ad accettare tutto ci\u00f2 che nella vita ha professato di avversare.<\/p>\n<p>E facilmente, come appunto un secolo fa, accadr\u00e0 che ritroveremo svariati &#8220;compagni&#8221; e &#8220;compagne&#8221; su posizioni ultrareazionarie. Inconsapevolmente o ipocritamente, al lato pratico non fa molta differenza. Accadr\u00e0, purtroppo. Anzi, lo abbiamo gi\u00e0 visto accadere sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno durante questa quarantena prolungata.<\/p>\n<h4><strong>7. Dieci punti fermi per il futuro<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<div>\n<p>Saranno giorni di incertezza, ci dicono. \u00c8 una situazione nuova, mai vista prima, che ha spazzato via tutti i riferimenti. Bisogna darsi il tempo di elaborare nuove categorie di pensiero. Occorre essere cauti, tenere un profilo basso, non esporsi troppo, attendere il momento pi\u00f9 opportuno, a bocce ferme, passata la buriana, quando ci sar\u00e0 da rimboccarsi le maniche.<\/p>\n<p>Noi, affacciati sul calanco di Sabbiuno, mentre scendeva la sera, ci dicevamo che come sempre avremmo coltivato il dubbio e interrogato le nostre contraddizioni, ma allo stesso tempo, sull\u2019orizzonte, scorgevamo il profilo di alcune certezze e sentivamo di doverle chiamare per nome, subito, come un marinaio che grida \u00abTerra!\u00bb dalla coffa sull\u2019albero di maestra.<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> Non accetteremo che il prossimo DPCM imponga ancora l\u2019obbligo di rimanere all\u2019interno del proprio comune di residenza e di autocertificare i \u00abvalidi motivi\u00bb dei propri spostamenti. Pertanto, dobbiamo immaginare fin da subito come intendiamo reagire nel caso in cui quel provvedimento venga reiterato.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 16 della Costituzione, proprio in risposta alle pratiche fasciste del confino di polizia, garantisce che \u00abogni cittadino pu\u00f2 circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanit\u00e0 o di sicurezza\u00bb. In questo momento, l\u2019unico \u00abmotivo di sanit\u00e0\u00bb che pu\u00f2 limitare i miei movimenti sul territorio \u00e8 la necessit\u00e0 di mantenere una certa distanza dalle altre persone non conviventi. Per il resto, non c\u2019\u00e8 alcuna ragione sanitaria che imponga di discriminare i motivi per i quali mi muovo sul suolo pubblico, se vado a incontrare un amico mantenendo il distanziamento, a fare un presidio con un compagno di lavoro o a raccogliere ortiche per una sfoglia verde.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> Fin dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza e dal primo DPCM abbiamo raccolto testimonianze e richieste d&#8217;aiuto da parte di persone che sono state sanzionate in maniera ingiusta o illegale, con l&#8217;aggiunta di trattamenti vessatori da parte delle forze dell&#8217;ordine, a causa della discrezionalit\u00e0 che \u00e8 stata data a queste ultime nell&#8217;applicazione di norme imprecise, mal scritte, che mettono nella condizione di non sapere nemmeno se, quando e come le si sta violando. Multe molto salate che incidono in maniera pesante su persone gi\u00e0 messe in difficolt\u00e0 economica dalla situazione attuale. Occorre organizzarsi e istituire squadre d&#8217;avvocati con l&#8217;obiettivo che tutte queste sanzioni siano annullate dagli organi competenti.<br \/>\n[Abbiamo inserito questo punto, molto importante, dopo un commento di Mr.Skimpole, dal momento che il nostro &#8220;decalogo&#8221; conteneva in realt\u00e0 solo nove punti, avendo saltato il numero sette. Quando si dice la forza di una cornice concettuale, di uno schema di pensiero&#8230;]<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong> Non accetteremo che la ripresa dell\u2019anno scolastico, a settembre, sia ancora affidata alla <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/04\/scuole-coronavirus-emergenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer nofollow noopener\">Didattica a Distanza<\/a>. Ci sono cinque mesi di tempo per studiare, sperimentare e implementare modalit\u00e0 sicure per tornare in aula. Dobbiamo pretendere che non vadano sprecati. Accettare mezze soluzioni nel prossimo futuro, potr\u00e0 significare l&#8217;apertura a una ristrutturazione della didattica che minaccer\u00e0 la stessa vita scolastica e finanche il mantenimento del tempo pieno.<\/p>\n<p><strong>4.<\/strong> Non possiamo pi\u00f9 accettare che la vita e le relazioni dei soggetti \u201cnon produttivi\u201d vengano messe in secondo piano e addirittura dimenticate dai decreti d\u2019emergenza. Tutelare la salute di anziani e bambini significa anche prevedere che possano avere relazioni e alternative al rimanere chiusi in casa o in prossimit\u00e0 delle proprie abitazioni. Lo stesso vale per altri discriminati in quanto improduttivi: senza fissa dimora, disabili, sofferenti psichici, detenuti&#8230;<\/p>\n<p><strong>5.<\/strong> Non accetteremo che le specificit\u00e0 dei singoli territori vengano scavalcate e uniformate, come se lo spazio fosse soltanto un concetto geometrico, una categoria del pensiero, e non un ecosistema. Lombardia e Basilicata non si possono trattare allo stesso modo. Montagna e pianura nemmeno. E lo stesso vale per le metropoli e i piccoli borghi, per il continente e le piccole isole, per Milano e <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/04\/le-foto-delle-vie-piene-di-untori\/#comment-37561\">Caprera<\/a>. \u00c8 assurdo, ad esempio, promulgare ordinanze che valgano per tutte le biblioteche d\u2019Italia, o per tutte le forme di trasporto pubblico, dal bus cittadino alla corriera che raggiunge una frazione di cinquanta anime.<\/p>\n<p><strong>6.<\/strong> Occorre organizzarsi per riattivare al pi\u00f9 presto la possibilit\u00e0 di riunirsi fisicamente per fare politica e fare cultura. Attendere che la situazione si sblocchi dall\u2019alto comporterebbe un\u2019attesa lunga e malsana. Affidarsi a videoconferenze, videoriunioni e videospettacoli rischia di renderla ancora pi\u00f9 lunga. Dobbiamo inventarci luoghi e modalit\u00e0 nuove, che consentano di incontrarsi in sicurezza, all\u2019aperto, in strada, nella spazio pubblico, sfruttando ogni possibilit\u00e0 per leggere, discutere, stare insieme.<\/p>\n<p><strong>7.<\/strong> Il problema della sicurezza sul lavoro non nasce con il coronavirus, ma l\u2019emergenza dovrebbe essere l\u2019occasione per affrontarlo finalmente da una posizione di forza. Soltanto a Bologna, le aziende che hanno lavorato in deroga, in attesa che il Prefetto si esprimesse sulla liceit\u00e0 della richiesta, sono 8000 &#8211; e parliamo di una citt\u00e0 che vive(va) per lo pi\u00f9 di terziario, universit\u00e0, turismo\u2026 In tutta la Regione sono 28mila. Non si pu\u00f2 accettare che valutazioni cos\u00ec importanti vengano affidate ai prefetti.<\/p>\n<p><strong>8.<\/strong> In questi due mesi si sono attivate reti di solidariet\u00e0 attiva, mutuo soccorso o carit\u00e0 cristiana, in favore di chi \u2013 come al solito \u2013 ha pagato l\u2019emergenza pi\u00f9 caro degli altri. La solidariet\u00e0 \u00e8 benemerita e chi l\u2019ha resa possibile \u00e8 degno della massima stima. Tuttavia \u00e8 bene ricordare che la solidariet\u00e0 senza conflitto \u00e8 monca e rischia di diventare beneficenza o supplenza. Su queste questioni, anche recentemente, si sono prodotte tante ottime riflessioni che vanno ripescate nella loro radicalit\u00e0 e approfondite nei tempi che ci aspettano.<\/p>\n<p><strong>9.<\/strong> Una conseguenza del lockdown \u00e8 stata la riduzione nel consumo di combustibili fossili. Tanti hanno sperimentato com&#8217;\u00e8 respirare aria pi\u00f9 pulita. Il collegamento tra l\u2019incidenza del contagio e i livelli d\u2019inquinamento \u00e8 per ora soltanto un\u2019ipotesi, ma che sembra piuttosto fondata. Lo stesso pu\u00f2 dirsi per la correlazione tra epidemie, allevamento intensivo, disboscamento, distruzione di habitat e cambiamento climatico. Da tutte queste considerazioni, il movimento contro il surriscaldamento globale e l\u2019ambientalismo radicale non possono che trarre nuova linfa e nuovi argomenti.\u00a0 Per questo non deve tardare a riprendere l&#8217;iniziativa e a ribadire il bisogno di ridurre i consumi di energia, di combustibili fossili e di carne.<\/p>\n<p><strong>10.<\/strong> Lo \u00absmart working\u00bb, con la scusa delle comodit\u00e0 che offre anche ai lavoratori, verr\u00e0 difeso, implementato e imposto. \u00c8 qui per rimanere. E se \u00e8 stato dimostrato nei fatti che tanti spostamenti altamente veloci da una citt\u00e0 all&#8217;altra possono non essere necessari per gestire gli affari, al tempo stesso, nei piani pi\u00f9 bassi della gerarchia lavorativa il rischio concreto \u00e8 quello di veder cancellare ogni rapporto collettivo tra chi lavora, e tra chi lavora e le imprese, in favore di rapporti individuali molto pi\u00f9 vantaggiosi da gestire per il padronato. Di fatto, si tratterebbe di tornare a una situazione molto simile al lavoro casalingo a cottimo \u2013 con tutto lo sfruttamento che questo comportava.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sabbiuno_nomi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-43452 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sabbiuno_nomi_700px.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"700\" \/><\/a><\/p>\n<h4><strong>8. ritorno da Sabbiuno<\/strong><\/h4>\n<p>Dopo avere percorso il sentiero leggendo incisi sui massi i nomi dei morti di Sabbiuno, ci siamo ritrovati sull&#8217;orlo del burrone, lo sguardo prima nell&#8217;orrido sotto di noi, poi alto, verso le colline all&#8217;orizzonte.<\/p>\n<p>Storie partigiane divenute cinema e letteratura. Echi di leggende millenarie. Quello di cui da sempre ci nutriamo. L&#8217;immaginario deve ridiventare carne e sangue e relazioni e contatti umani. Cuore oltre l&#8217;ostacolo, anzi, oltre il dirupo.<\/p>\n<p>Abbiamo respirato a pieni polmoni l&#8217;aria umida della sera. Era tempo di tornare gi\u00f9 in citt\u00e0. Tempo di liberarsi.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Wu Ming 1. Monte Sabbiuno 2. Un reading itinerante in pieno lockdown 2b. L&#8217;apparizione della C. 3. In base a cosa hanno recluso in casa i nostri bambini? 4. L&#8217;epidemia pi\u00f9 duratura e letale 5. Pensiero reazionario e pensiero della liberazione 6. Il \u00abnulla pi\u00f9 come prima\u00bb: un&#8217;iperbole antistorica e un alibi ideologico 7. 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