{"id":42236,"date":"2020-03-10T18:27:15","date_gmt":"2020-03-10T17:27:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=42236"},"modified":"2025-03-18T14:19:46","modified_gmt":"2025-03-18T13:19:46","slug":"diario-virale-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/03\/diario-virale-3\/","title":{"rendered":"Diario virale \/ 3. Contro chi sminuisce l&#8217;emergenza (1-10 marzo 2020)"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_42271\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/venere_sulla_stazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42271\" class=\"wp-image-42271\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/venere_sulla_stazione.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"395\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-42271\" class=\"wp-caption-text\">Venere risplende sulla stazione di Bologna, 9 marzo 2020, h.21 circa. Foto scattata dal ponte Matteotti da Wu Ming 1. Venere, stella della sera ma anche del mattino, Vespero e Lucifero.<\/p><\/div>\n<p>di <b>Wu Ming<br \/>\n<\/b><span style=\"font-size: small;\">[<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/02\/diaro-virale-1\/\">Prima puntata<\/a>, 23-25 febbraio &#8211; <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/02\/diario-virale-2\/\">Seconda puntata<\/a>, 26-29 febbraio]<\/span><b><br \/>\n<\/b><span style=\"font-size: small;\">[<a href=\"https:\/\/medium.com\/@jaume.allioli\/wu-ming-diario-viral-3-contra-los-que-subestiman-la-emergencia-1-10-de-marzo-de-2020-24ce137c3417\">Traducci\u00f3n al castellano aqu\u00ed<\/a>]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: small;\">Ai caduti di Modena,<br \/>\nnell&#8217;anniversario dell&#8217;uccisione<br \/>\ndi Francesco Lorusso.<\/span><\/p>\n<p>A est la luna piena abbagliante, a ovest Venere risplendente, a sud-ovest l&#8217;elicottero ronzante, a nord la nebbia che s&#8217;alzava dallo Scolo Calamosco e a sud il carcere della Dozza, con i colli e San Luca sullo sfondo.<br \/>\nIl carcere era in fiamme.<br \/>\nErano le undici di sera.<\/p>\n<p>Avevamo aggirato i posti di blocco su via del Gomito, imboccando stradelli che conosceva solo Wu Ming 2, ed eccoci in piedi in mezzo a un campo arato, a cento metri dalla recinzione del carcere. Eravamo visibilissimi, per via del plenilunio, ma le guardie avevano ben altro da fare. <!--more--><\/p>\n<p>Le scarpe appesantite dal fango, le mani impruriginite da qualche pianta urticante afferrata risalendo la ripa del canale. L&#8217;avevamo attraversato su una passerella di fortuna, una scaletta d&#8217;alluminio gettata di traverso.<\/p>\n<p>Solo mezz&#8217;ora prima, nessuno di noi pensava di dover fare quel trekking notturno. Poi lo scatto: \u2013 Andiamo alla Dozza. Becchiamoci al volo in Bolognina.<\/p>\n<p>Dal carcere saliva una tromba di fumo scuro, reso bronzeo dalle luci dei fari.<br \/>\nQualche ora prima erano andate a fuoco due macchine della Penitenziaria.<br \/>\nSagome nere sul tetto, urla: \u00abBASTARDI!\u00bb<br \/>\nSpari di candelotti, clangori, forse colpi di piccone, qualcuno sfasciava barricate.<br \/>\nA fare da bordone, il rombo perenne della tangenziale.<\/p>\n<p>Dietro di noi, curiosamente, c&#8217;era via del Bordone. Una sterrata piena di buche, che avevamo seguito fino a lasciare l&#8217;auto all&#8217;ingresso del podere La Chiocca.<br \/>\n\u2013 <em>\u00abGran Sasso &#8211; Cucina abruzzese\u00bb<\/em>? Mai avrei immaginato di trovare un ristorante sconfundato qui, in ze m\u00ecddol ov n\u00f3uer.<br \/>\n\u2013 All&#8217;incrocio, su via di Cadriano, c&#8217;\u00e8 lo stabilimento Granarolo. Di giorno un po&#8217; di giro c&#8217;\u00e8.<br \/>\n\u2013 Di sera \u00e8 spettrale, per\u00f2.<br \/>\n\u2013 Ma tanto adesso li han chiusi tutti, i ristoranti.<\/p>\n<p>Entrati in un fondo di propriet\u00e0 dell&#8217;Alma Mater, che ci faceva non precisate \u00abcolture sperimentali\u00bb, e dopo avere incrociato un&#8217;enorme nutria albina, avevamo costeggiato lo Scolo Calamosco, poco pi\u00f9 di un rigagnolo che fiatava nebbia densissima. Trovata la scaletta, eravamo passati di l\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_42284\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/dozza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42284\" class=\"wp-image-42284\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/dozza.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"403\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-42284\" class=\"wp-caption-text\">Bologna, il carcere della Dozza in fiamme visto da nord-est, 9 marzo 2020, h. 23 circa. Foto di Wu Ming 4. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>\u2013 Non si vedeva una roba cos\u00ec da quarant&#8217;anni. Da Trani, nell&#8217;80, e Fossombrone, nell&#8217;81&#8230;<br \/>\n\u2013 S\u00ec, \u00abdall&#8217;Ucciardone \/ all&#8217;Asinara, \/ un solo grido: \/ compagno, spara!\u00bb<br \/>\n\u2013 Ma nemmeno negli anni &#8217;70 ci sono mai state cos\u00ec tante rivolte in cos\u00ec tante carceri, in simultanea.<br \/>\n\u2013 Qui comunque va a finire brutta brutta&#8230; Quelli che gli va bene li storpieranno di mazzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-42319\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/vogliamoicolonnelli.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"287\" \/>Un&#8217;ora prima l&#8217;ennesimo decreto aveva trasformato il paese intero in zona \u00aba contenimento rafforzato\u00bb. Ormai facevano un decreto al giorno, dopamina a bal\u00f9s. Intossicati di brutto. Divieto assoluto di \u00abassembramento\u00bb, <em>\u00ab<\/em>#iostoacasa<em>\u00bb<\/em>, \u00abcambiamo abitudini\u00bb, <em>\u00ab<\/em>#iostoacasa<em>\u00bb<\/em>, tutti serrati in casa, dicevano popstar, rapper e trapol\u00e8r famosi e registi sorridenti con case immense ai Parioli e servit\u00f9. \u00abMostriamo responsabilit\u00e0\u00bb, \u00absiamo tutti sulla stessa barca\u00bb, \u00abce la faremo tutti insieme\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abTutti insieme\u00bb, ma contro i detenuti \u00abnon escludiamo di usare l&#8217;esercito\u00bb. Loro mica sono sulla nostra barca. L&#8217;esercito. <em>Vogliamo i colonnelli.<\/em> Con Tognazzi.<\/p>\n<p>\u2013 Visto come succede? Zac, e da un&#8217;ora all&#8217;altra non puoi pi\u00f9 lasciare il paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>Non scrivevamo pi\u00f9 nelle biblioteche. Ormai avevano chiuso anche quelle. Non c&#8217;era pi\u00f9 un posto dove mettersi, a casa c&#8217;erano i cinni e mille distrazioni, e cos\u00ec scrivevamo dove capitava: nei parchi dove c&#8217;era un po&#8217; di wi-fi, sui gradini di San Petronio&#8230; Anche nella sala d&#8217;aspetto della stazione, quella con la breccia della bomba dell&#8217;80. Finch\u00e9 restava aperta.<\/p>\n<p>Ci passavamo spesso, alla stazione, e una sera avevamo visto transitare convogli pieni zeppi diretti a meridione. \u00abFolla sui treni per lasciare Milano\u00bb, avrebbero titolato i giornali.<\/p>\n<p>Da poche ore circolavano le bozze di un nuovo dpcm (decreto della presidenza del consiglio dei ministri). Cos&#8217;era, il quarto in una settimana? L&#8217;annuncio repentino che l&#8217;intera Lombardia e svariate province del resto dell&#8217;Alta Italia sarebbero diventate zone rosse \u2013 poi virate in \u00abarancione\u00bb \u2013 aveva scatenato il fuggi fuggi, assembramenti ai binari, e in generale un rapido spargugliarsi di migliaia di persone sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>\u00abInaccettabile confusione causata dalla diffusione delle bozze del decreto\u00bb, aveva detto il premier <strong>Conte<\/strong>. Si dava la colpa a un <em>whistleblower<\/em>. <a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/governo-dimissioni-immediate-di-attilio-fontana-e-rocco-casalino\">Una petizione<\/a> lo individuava nel governatore <strong>Fontana<\/strong> e\/o nel portavoce della pcm <strong>Casalino<\/strong>, e per non sbagliare chiedeva le dimissioni di entrambi.<\/p>\n<p>Il potere e i suoi zelanti sostenitori si lamentavano che il \u00abpopolo bue\u00bb fosse stato informato <em>prima<\/em> anzich\u00e9 dopo, e che avesse capito e reagito \u00abmale\u00bb.<\/p>\n<p>Ma il caos non lo aveva scatenato il <em>leak<\/em>: lo aveva scatenato il <em>testo stesso<\/em> del decreto. E chi mai, potendo ancora andarsene e avendo un posto dove andare, avrebbe voluto restare intrappolato in una specie di grande lazzaretto?<\/p>\n<p>[Rispondere con sincerit\u00e0, per favore: senza infingimenti n\u00e9 pose da cittadini ligi o da forcaioli a misura di social.]<\/p>\n<p>Inoltre, non era questione di \u00abbozze\u00bb o \u00abfraintendimenti\u00bb: anche il testo definitivo era \u2013 per dirla coi governatori delle regioni dipinte d&#8217;arancione \u2013 \u00abpasticciato\u00bb, \u00abambiguo\u00bb, \u00abdi dubbia interpretazione e difficile applicazione\u00bb, deciso e scritto \u00absenza un confronto preventivo\u00bb ecc. Quanto alle misure che si capivano, erano \u00abesagerate\u00bb e \u00absenza una ratio\u00bb, aveva detto <strong>Zaia<\/strong>, riferendo il parere negativo del comitato scientifico di cui si avvaleva la regione Veneto.<\/p>\n<p>Intanto, il Viminale se la prendeva con le regioni, accusandole di muoversi alla spicciolata. Non quelle dove c&#8217;era il \u00abcontenimento rafforzato\u00bb, ma tutte le altre. Alcune regioni del centro e del sud avevano annunciato la quarantena per chi veniva dalle zone a rischio, altre no.<\/p>\n<p>Il governatore della Puglia <strong>Emiliano<\/strong> aveva criticato i <em>revenants<\/em> suoi corregionali, lagnandosi dell&#8217;\u00abesodo\u00bb che portava a sud l&#8217;\u00abepidemia lombarda\u00bb (sic).<br \/>\nMa l&#8217;esodo non era cominciato la sera prima: era in corso da settimane, semplicemente con meno intensit\u00e0 e in modo meno visibile, perch\u00e9 ogni restrizione decisa in fretta e furia \u2013 e applicata senza la minima chiarezza \u2013 aveva aumentato la mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>La fuga dal centro-nord era iniziata con le prime ordinanze regionali ed era proseguita senza interruzioni.<\/p>\n<p>Molti precari, rimasti senza lavoro e non avendo ammortizzatori di alcun genere, erano tornati dai genitori, al sud o comunque sotto la linea gotica, dove almeno un piatto di minestra sapevano di rimediarlo.<br \/>\n\u2013 Non ho capito: dovevo fare la fame per accontentare Burioni?<\/p>\n<p>Con gli atenei chiusi, anche molti studenti fuorisede erano ripartiti. Tanto, senza luoghi di socialit\u00e0 e cultura, senza musica e senza cinema, in citt\u00e0 non c&#8217;era un cazzo da fare. Qualcuno se n&#8217;era andato gi\u00e0 dopo la prima ordinanza, dopodich\u00e9, di restrizione in restrizione, la vita quotidiana si era fatta penosa e l&#8217;esodo era aumentato: bar, osterie e ristoranti chiusi dopo le 18; vietate persino le esibizioni degli artisti di strada&#8230;<br \/>\n\u2013 Non posso manco studiare, hanno chiuso le biblioteche. Che ci resto a fare in &#8216;sta citt\u00e0 morta?<\/p>\n<p><em>\u266b Bul\u00e5ggna che stai sotto la collina,<br \/>\ndistesa come un vecchio addormentato,<br \/>\nla noia, l&#8217;abbandono, il niente<br \/>\nsono la tua malattia.<br \/>\nBul\u00e5ggna, ti lascio, io vado via.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>Per due giorni Bul\u00e5ggna era rimasta una specie di isola, parte di un arcipelago che includeva Ferrara, Ravenna e Forl\u00ec-Cesena. A ovest la zona arancione cominciava dopo Anzola, a est Rimini era gi\u00e0 dannata. La via Emilia interrotta da checkpoint e confini presidiati: non accadeva dal settembre del \u201944.<br \/>\nPoi, in capo a due giorni, ci eravamo dannati anche noi, con tutto il Paese.<br \/>\n<em>Nowhere to run anymore<\/em>.<\/p>\n<p>In Emilla-Romagna c&#8217;erano 75 persone ricoverate in terapia intensiva. Settantacinque in tutta la regione, e si diceva che la nostra sanit\u00e0, fino a ieri \u00abeccellenza\u00bb, \u00abfiore all&#8217;occhiello\u00bb ecc., era sull&#8217;orlo del collasso.<\/p>\n<p>Ok, bisognava tener conto della crescita esponenziale, nel giro di una settimana potevano diventare 250, ma quello era il classico ragionamento di chi d\u00e0 la colpa \u00aballa Natura\u00bb per le distruzioni di un sisma, senza tener conto di come s&#8217;\u00e8 costruito, di come s&#8217;\u00e8 conciato il territorio.<\/p>\n<p>A forza di chiudere ospedali, una regione di quattro milioni di abitanti s&#8217;era ridotta ad avere poche decine di posti-letto e ventilatori per affrontare l&#8217;epidemia.<\/p>\n<p>Meglio andare con ordine, per\u00f2. Sulla sanit\u00e0, dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>Il mondo del lavoro era stato gettato nel caos. I decreti governativi imponevano la distanza di un metro sui luoghi di lavoro e lo smart working per chi poteva lavorare da casa. Questo creava una discriminazione evidente: c&#8217;era chi veniva messo in sicurezza e chi no.<\/p>\n<p>La campagna comunicativa era ossessionante: \u00abRestate a casa, non siate incoscienti!\u00bb. Ma chi lavorava nei <em>front office<\/em>, chi mandava avanti gli uffici pubblici e i servizi, o rimaneva alla catena di montaggio, iniziava a sentirsi quello a cui era toccata la pagliuzza corta, e minacciava di mollare tutto. Cosa sarebbe successo se uffici e fabbriche non avessero pi\u00f9 funzionato?<\/p>\n<p>Intanto, la chiusura di palestre, centri sportivi, scuole, cinema e teatri aveva messo a casa una miriade di lavoratori autonomi o parasubordinati, che per le caratteristiche contrattuali faticavano ad avere accesso agli ammortizzatori sociali. I sindacati di base chiedevano il \u00abreddito di quarantena\u00bb, cio\u00e8 misure di sostegno al reddito di tutti i cittadini, fossero lavoratori dipendenti, precari, autonomi, partite IVA, operatori sociali, lavoratori dello spettacolo ecc.<\/p>\n<p>I lavoratori messi a casa scrivevano disorientati e disperati ai sindacati anche solo per sapere cosa fare:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSalve,<br \/>\nvi scrivo per segnalare la perdita del periodo lavorativo corrispondente all&#8217;emergenza coronavirus.<br \/>\nUna delle societ\u00e0 per cui sono responsabile di settore mi corrisponde \u20ac250 al mese. L&#8217;altra \u2013 una scuola dove insegno 15 ore a settimana \u2013 me ne corrisponde 300.<br \/>\nPer tutta la durata dell&#8217;emergenza non percepir\u00f2 il compenso pattuito.<br \/>\n\u00c8 una situazione che ci mette in ginocchio. Io ho famiglia e figli. Non \u00e8 possibile essere trattati cos\u00ec.<br \/>\nAiutateci. Grazie.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Erano decine e decine le mail e le telefonate di quel tenore che riempivano le caselle postali e le linee delle Camere del Lavoro.<\/p>\n<p>Dopo anni e anni di desindacalizzazione, emorragia di tesseramenti, disintermediazione, all&#8217;improvviso la gestione delle conseguenze dei decreti statali ricadeva sui &#8220;mediatori&#8221; sociali. Questi si ritrovavano impegnati <em>all day long<\/em> nell&#8217;attivazione delle casse integrazioni, anch&#8217;essi impreparati a reggere una valanga di quella portata, e a loro volta intralciati dalle ordinanze, che imponevano la distanza e il contingentamento degli ingressi. Anche loro rischiavano il collasso.<\/p>\n<p>Lo stato emanava decreti draconiani \u2013 confusi e incoerenti \u2013 e il paese reale doveva interpretarli, tradurli, renderli sostenibili.<\/p>\n<p>Ammesso che fosse possibile.<\/p>\n<p>E non lo era.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_42304\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42304\" class=\"wp-image-42304\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/brusaferro.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"113\" \/><p id=\"caption-attachment-42304\" class=\"wp-caption-text\">Silvio Brusaferro<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;1 marzo il presidente dell&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0 <strong>Brusaferro<\/strong> aveva dichiarato:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSe entro i prossimi sette giorni i contagi scenderanno vuol dire che le chiusure e le misure prese hanno funzionato.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Di giorni ne erano passati dieci e tutti erano d&#8217;accordo: i contagi erano in rapido aumento. Rapidissimo. Tanto che \u00abnon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo\u00bb, aveva detto <strong>Conte <\/strong>annunciando la chiusura dell&#8217;Italia intera. Salvo poi lamentarsi, come sempre, che <em>il popolo non aveva capito<\/em>, perch\u00e9 s&#8217;era precipitato a fare scorte. Ma se mi dici \u00abnon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo\u00bb, che debbo capire io?<\/p>\n<p>Per la precisione, in aumento erano le <em>diagnosi positive<\/em>: il numero reale di contagi \u2013 visto che la maggioranza si beccava il Covid-19 in forma asintomatica o lieve e nemmeno si faceva il tampone \u2013 non lo conosceva nessuno.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, stando alla proposizione condizionale di Brusaferro, si poteva concludere questo: le misure non avevano funzionato.<\/p>\n<p>Del resto, alcune le avevano decise a dispetto dei pareri negativi degli esperti. Il 4 marzo, il comitato scientifico che prestava consulenza al governo aveva detto: chiudere le scuole adesso e per due settimane sarebbe <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2020\/03\/04\/news\/scuole_chiuse_per_coronavirus_per_il_comitato_scientifico_era_una_misura_inefficace-250266197\/\">di dubbia utilit\u00e0<\/a>. Parere ignorato dal governo, uscito sui media ma immediatamente affogato nel clamore, per esser presto dimenticato.<\/p>\n<p>Ma non si trattava solo di inutilit\u00e0: era plausibile che le ordinanze e i decreti fino al penultimo, aumentando gli spostamenti delle persone, avessero in realt\u00e0 <em>esteso<\/em> <em>il contagio<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque cos&#8217;era rimasto da fare, secondo la logica da rotolone lungo il piano inclinato, se non dichiarare <em>l&#8217;intera Italia<\/em> zona \u00abprotetta\u00bb? Per questo il nuovo decreto, a sole 48 ore dal precedente.<\/p>\n<p>Secondo il team dell&#8217;Istituto Sacco e dell&#8217;Universit\u00e0 di Milano che studiava il virus Sars-CoV-2, quest&#8217;ultimo <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/coronavirus-italia-circola-gennaio-confermata-origine-cinese-ADQK6x\">girava in Italia almeno da gennaio<\/a>, mentre il primo decesso collegato al Covid-19 era del 21 febbraio.<\/p>\n<p>Se era vero, allora le misure di contenimento erano tardive e dunque, anche fossero state pi\u00f9 coerenti e la loro applicazione meno cialtronesca, sarebbero servite a poco. Che la tempistica fosse la chiave dell&#8217;efficacia <a href=\"https:\/\/maurovanetti.info\/?q=influenza-contromisure\">lo dicevano diversi studi scovati e passati in rassegna da Mauro<\/a>, e anche accreditati siti di informazione scientifica, <a href=\"https:\/\/www.medbunker.it\/2020\/03\/coronavirus-cosa-dobbiamo-fare.html\">come Medbunker<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPunto fondamentale di tutte queste misure \u00e8 che vanno applicate appena possibile, subito. Un ritardo pu\u00f2 renderle meno efficaci o completamente inutili.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_42246\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42246\" class=\"wp-image-42246\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/renzi.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"133\" \/><p id=\"caption-attachment-42246\" class=\"wp-caption-text\">Si parlava di lui.<\/p><\/div>\n<p>In Italia, nel periodo da dicembre (esplosione dell&#8217;epidemia a Wuhan) al 21 febbraio, cosa si era fatto? Non era tanto difficile intuire che, prima o poi, l&#8217;epidemia di Covid-19 sarebbe uscita dalla Cina. E in ogni caso, era un&#8217;eventualit\u00e0 alla quale prepararsi.<\/p>\n<p>Invece ci si era crogiolati nella disinformazione e nell&#8217;autocompiacimento orientalista. Pi\u00f9 o meno: \u00abGuardate i cinesi, si credevano stocazzo e adesso muoiono come mosche!\u00bb. Per il resto, giornali e tv \u2013 come sempre \u2013 avevano rigurgitato scemenze, ruttato gossip, reiterato gare di cucina e ruminato la solita politichetta di infimo cabotaggio. Pagine e pagine, ore e ore e ore di talk-show a mostrare la buzza di un miracolato come <strong>Salvini<\/strong> o commentare le bizze di un <em>has-been<\/em> come <strong>Renzi<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_42260\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/lastampa21022020.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42260\" class=\"wp-image-42260\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/lastampa21022020.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"519\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-42260\" class=\"wp-caption-text\">Il 21 febbraio \u00abLa Stampa\u00bb faceva ancora battute sul &#8220;virus&#8221; della politica italiana e in prima pagina c&#8217;erano insulsaggini su Renzi. Il giorno dopo, tutti i giornali avrebbero aperto a cinque colonne sul primo morto di Covid-19 in Italia.<\/p><\/div>\n<p>Come <a href=\"http:\/\/www.euronomade.info\/?p=13051\">aveva ben riassunto <strong>Girolamo De Michele<\/strong><\/a>,<\/p>\n<blockquote><p>\u00abse invece di strepitare istericamente sulla chiusura delle frontiere quando \u2013 ora lo sappiamo con certezza \u2013 il virus era gi\u00e0 in Italia (e non lo avevano portato i cinesi) si fossero per tempo rafforzati i presidi sanitari, partendo dalla constatazione che il virus non sarebbe rimasto confinato nella provincia di Hubei, \u00e8 probabile che quello che \u00e8 stato considerato un picco di polmoniti da influenza stagionale sarebbe stato riconosciuto nella sua vera natura. Se fossero stati predisposti, come in Cina, adeguati ricambi al personale medico, evitando turni stressanti che sono la norma e che hanno offuscato la capacit\u00e0 di riconoscere l\u2019improbabile dietro il consueto; se i primi pazienti fossero stati, oltrech\u00e9 identificati, ricoverati in ambienti idonei; il virus non avrebbe avuto una diffusione epidemica.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Dopo la prima morte, in sole ventiquattr&#8217;ore si era passati dal regime della cazzata al regime della paranoia.<\/p>\n<p>E purtroppo il caso del <strong>38enne di Codogno<\/strong> \u2013 il \u00abPaziente Uno\u00bb \u2013 aveva funzionato da diversivo, disperdendo l&#8217;attenzione in troppe direzioni, distogliendola dal fatto che<em> tutte le altre vittime erano anziane e\/o gi\u00e0 indebolite da altre patologie<\/em>. Ogni volta che lo facevi notare, qualcuno ti rispondeva: \u2013 E allora il 38enne di Codogno, eh?<\/p>\n<p>Se constatavi che l&#8217;89% per cento dei morti era sopra i 70 anni, il 58% sopra gli 80, e nel complesso l&#8217;et\u00e0 media era 81, ti accusavano di \u00abfregartene se muoiono i vecchietti\u00bb. In rete, svariati post e commenti di <em>imbez\u00e8l<\/em> ci accusavano di questo.<\/p>\n<p>Al contrario, quei dati \u2013 lampanti com&#8217;erano \u2013 avrebbero dovuto far capire che gli anziani andavano protetti in special modo, senza disperdere energie e diffondere paranoie, informandoli subito e adeguatamente. Qualcosa tipo: \u2013 Nonno, la situazione \u00e8 rischiosa, per un po&#8217; senti i nipoti per telefono e aspetta ben che passi la buriana.<br \/>\nMessaggio a tutta prima simile ma in realt\u00e0 ben diverso dal generico, tardivo e terrorizzante \u00abAnziani chiusi in casa!\u00bb risuonato che ormai eravamo a marzo.<\/p>\n<p>Come avevamo scritto nel <em>Diario virale<\/em> #2, ci sarebbe stato bisogno subito di<\/p>\n<blockquote><p>\u00abcorretta informazione, unita alla capillarit\u00e0 dell\u2019assistenza e a elementari misure di profilassi nella routine quotidiana, [&#8230;] intervenire sulle esigenze dei pi\u00f9 vulnerabili \u2013 principalmente anziani e immunodepressi \u2013 e potenziare le strutture ospedaliere che potessero accoglierli.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Se l&#8217;obiettivo era \u00abnon far collassare la sanit\u00e0\u00bb, allora si sarebbe dovuto agire sui soggetti pi\u00f9 a rischio, e intanto premunirsi aumentando i posti-letto in terapia intensiva, comprando nuovi ventilatori ecc.<\/p>\n<p>Invece tutti i provvedimenti \u2013 chiusura dei luoghi di studio e cultura, poi dei luoghi di lavoro, poi di intere province e infine, in un crescendo di panico, dell&#8217;intera nazione \u2013 erano stati massimalisti e generici, e avevano avvelenato la vita sociale, diffondendo la paura del prossimo, il sospetto verso i rapporti umani, il desiderio di ulteriori misure securitarie.<\/p>\n<p>Per due settimane la regione Emilia-Romagna aveva tenuto chiuse le scuole ma non i centri anziani. E cos\u00ec, sedici dei nuovi ammalati s&#8217;erano passati il virus nella stessa bocciofila. Se era aperta, normale che qualcuno pensasse di poterci andare, no? Se non volevi che ci andassero, dovevi chiuderla, no?<\/p>\n<p>Ma le autorit\u00e0, lungi dal fare autocritica, si erano messe a colpevolizzare gli anziani. Era partito il mantra: \u00abGli anziani a casa!\u00bb.<\/p>\n<p>Mantra inutile, perch\u00e9 era una toppa ipocrita messa sul buco di prima, e perch\u00e9 era un&#8217;ingiunzione vuota, come se negli anni di massima diffusione dell&#8217;Aids ci avessero detto <em>tout court:<\/em> \u2013 Non dovete chiavare! NON chiavate!<\/p>\n<p>Mantra controproducente, perch\u00e9 inibiva anche condotte che invece sarebbero state salutari. Come nell&#8217;apologo raccontato su <em>Giap<\/em> dall&#8217;utente <strong>Vecio Baeordo<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIeri mia madre, che \u00e8 ampiamente nell\u2019et\u00e0 a rischio, mi ha detto: &#8220;Sarei uscita volentieri, sto bene, non faceva freddo e come sai ho tanto bisogno di camminare, ma dicono di stare chiusi in casa e ci sono rimasta&#8221;. Non sarebbe andata in birreria, e nemmeno al supermercato (ci vado io per lei), sarebbe andata a prendere una boccata d\u2019aria, a muovere i muscoli e a far circolare un po\u2019 il sangue. Zero contatti. Zero aumento rischio contagio [&#8230;] Siamo partiti da un virus e siamo arrivati a un Generico Babau che sta &#8220;l\u00e0 fuori&#8221;. Un nemico invisibile ed esterno. Tecnicamente una paranoia.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Finalmente, al TG1 delle 20 dell&#8217;8 marzo, uno scienziato senza aspirazioni sbirresche, l&#8217;infettivologo <strong>Massimo Andreoni<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata, l&#8217;aveva detto chiaro:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abgli anziani non devono restare confinati notte e giorno, \u00e8 importante anche per loro uscire e svagarsi, magari non frequentando luoghi affollati, ma una bella passeggiata non pu\u00f2 fare che bene.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel frattempo, proprio l\u00ec a Bul\u00e5ggna, un paziente proveniente dal piacentino, con la tosse, era stato ricoverato in Urologia per un intervento, senza problemi, nessuno gli aveva chiesto niente&#8230; e avevano dovuto chiudere l&#8217;intero reparto, perch\u00e9 solo dopo giorni s&#8217;erano accorti che aveva la febbre da Covid-19, non da decorso post-operatorio. E i pazienti di Urologia erano stati ricollocati altrove.<\/p>\n<p>L&#8217;episodio faceva capire bene su quale genere di prevenzione\/informazione si sarebbe dovuto puntare \u2013 triage all&#8217;ingresso delle strutture sanitarie, procedure diagnostiche mirate, potenziamento delle strutture ecc. \u2013 e su quale invece ci si era incaponiti a insistere: \u2013 NO interazioni sociali! State A CASA! #IOSTOACASA!!!<\/p>\n<p>Ma quando politici e <em>influencer<\/em> intimavano \u00aba casa!\u00bb, quali case avevano in mente?<\/p>\n<p>Le loro, a quanto pareva.<br \/>\nA leggere le disposizioni sulle misure di contenimento, sembrava che ciascun italiano avesse una stanza tutta per s\u00e9 dentro una casa spaziosissima, e ovviamente ciascuno avesse un bagno separato.<br \/>\nNel decreto del 7 marzo, per esempio, c&#8217;era scritto che chi aveva i sintomi doveva \u00abrimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un\u2019adeguata ventilazione naturale\u00bb.<\/p>\n<p>Ammalato o meno, chi restava in casa passava il tempo davanti alla tv, ad alimentare il proprio terrore, o sui social, dove ci si aizzava e impauriva e caricava la molla a vicenda, commentando gli annunci sempre pi\u00f9 ansiosi e ansiogeni, facendo reload per aggiornare la &#8220;partita doppia&#8221; dei morti e dei guariti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/basket.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-42305\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/basket.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" \/><\/a>Numeri sciorinati minuto per minuto come fosse una partita a basket <em>Italiani contro Coronavirus<\/em>.<\/p>\n<p>Numeri decontestualizzati e perci\u00f2 inutili a farsi un&#8217;idea sensata della situazione, come nel 2011 con l&#8217;aumento del misterioso \u00abSpread\u00bb.<\/p>\n<p>Whatsapp era l&#8217;arma che aveva fatto pi\u00f9 danni, di gran lunga il pi\u00f9 potente amplificatore di paranoia. Messaggi vocali proliferanti parlavano di \u00abventenni intubati\u00bb, uno era attribuito a sanitari del Niguarda di Milano. L&#8217;ospedale aveva smentito. Una bufalazza, giusto per alimentare il terrore. \u00abUna menzogna e una porcheria inqualificabile\u00bb, aveva detto il primario del San Raffaele, aggiungendo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNoi abbiamo 27 persone in terapia intensiva, sei sono guariti e ce n&#8217;\u00e8 uno di 18. Ma uno. E capita anche in periodi normali che un giovane possa ammalarsi di polmonite. L&#8217;et\u00e0 media dei pazienti \u00e8 70 anni.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma c&#8217;era poco da smentire, perch\u00e9 i social giocavano di rimessa. Il problema era il circolo vizioso tra politica e informazione mainstream.<\/p>\n<p>Se si fosse continuato a parlare solo di contagi e morti e zone rosse, la paranoia avrebbe continuato ad autoalimentarsi e a produrre mostri e decreti-mostro sempre pi\u00f9 assurdi.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 i politici reagivano sempre peggio e con meno lucidit\u00e0 man mano che scoprivano di essere positivi al test.<\/p>\n<p>Era come se al governo ci fosse <strong>re Julian<\/strong>, quello di <em>Madagascar<\/em>.<br \/>\n\u2013 Nel secondo film <a href=\"https:\/\/invidio.us\/watch?v=-gNj1L3oiNc&amp;autoplay=0&amp;continue=0&amp;dark_mode=true&amp;listen=0&amp;local=1&amp;loop=0&amp;nojs=0&amp;player_style=youtube&amp;quality=dash&amp;thin_mode=false\">vuole offrire Melman la giraffa in sacrificio al vulcano<\/a>, per far finire la siccit\u00e0.<br \/>\n\u2013 Ecco, uguale.<\/p>\n<p>Era indispensabile allargare il campo dei discorsi e dell&#8217;analisi, oltre la risposta codina \u00abQualcosa devono pur fare!\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-42249\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/rivolta_carceri.jpg\" alt=\"\" width=\"656\" height=\"239\" \/><\/p>\n<p>In un mese e mezzo di emergenza, delle carceri se n&#8217;erano fottuti tutti, come di altre realt\u00e0 di sovraffollamento coatto, tipo CPR, dormitori e <a href=\"https:\/\/coordinamentomigranti.org\/2020\/03\/09\/lettera-aperta-al-comune-di-bologna-alla-prefettura-e-questura-della-citta-alla-regione-emilia-romagna\/\">centri d&#8217;accoglienza<\/a>.<\/p>\n<p>Da anni la situazione nei penitenziari, sovraffollatissimi, era gestita sul filo del rasoio. Con l&#8217;emergenza, le condizioni di vita erano ulteriormente peggiorate, anche per via di restrizioni iper-zelanti e ingiustificate, misure improvvisate che il Garante nazionale dei diritti dei detenuti aveva definito \u00abfrutto di un irragionevole allarmismo che retroagisce determinando un allarme sempre crescente che non trova fondamento n\u00e9 giustificazione sul piano dell\u2019efficacia delle misure.\u00bb<\/p>\n<p>La tensione cresceva da settimane. L&#8217;associazione <strong>Antigone<\/strong> aveva cercato di farlo capire, <a href=\"https:\/\/antigone.voxmail.it\/user\/kyykqd\/show\/z2esdh?_t=8dca5d56\">e avanzato proposte<\/a> di buon senso, restando inascoltata.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non erano esplosi i grandi <em>riot<\/em>. Per ora, solo nelle prigioni. Domani, chiss\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/liberaretutti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-42269\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/liberaretutti.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"271\" \/><\/a>Mentre scrivevamo, era giunta la notizia che a Modena un detenuto era morto, poi i morti erano saliti a tre e c&#8217;era un ferito grave, poi i morti erano diventati sei, poi sette, infine otto. Tre morti anche a Rieti. A Pavia venivano presi in ostaggio due agenti di custodia. A Foggia c&#8217;era stata un&#8217;evasione di massa.<\/p>\n<p>Il 10 marzo era esplosa anche la Dozza. Centinaia di detenuti si erano impadroniti del reparto giudiziario. Verso sera, compagne e compagni avevano raggiunto il carcere ed esposto uno striscione con la scritta \u00abAmnistia subito! Liber* tutt*!\u00bb. A quel punto, le autorit\u00e0 non avevano pi\u00f9 fatto passare nessuno. Noi c&#8217;eravamo arrivati solo perch\u00e9 Wu Ming 2 conosceva ogni cazzo di sentiero e cavedagna dei dintorni.<\/p>\n<p>Da decenni in Italia non si vedevano rivolte carcerarie tanto vaste e radicali. I detenuti erano i primissimi a rivoltarsi apertamente contro la gestione dell&#8217;epidemia sulla pelle dei pi\u00f9 deboli e dei gi\u00e0 esclusi.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 sensata da fare, e (in un paese diverso) realizzabile subito, l&#8217;aveva <a href=\"https:\/\/www.notav.info\/post\/liberarsi-dal-virus-del-carcere-una-proposta-di-buonsenso-su-carcere-e-covid9\/\">enunciata con la massima chiarezza<\/a> <strong>Luca Abb\u00e0<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abliberare chi gi\u00e0 gode di benefici, chi \u00e8 sopra una soglia di et\u00e0 definita &#8220;a rischio&#8221;, chi ha un residuo di pena sotto i due anni. Non sta a me proporre quali misure alternative si potrebbero applicare (tipo obblighi di firma, rientri domiciliari ecc\u2026) e nemmeno la forma legislativa adeguata (amnistia, indulto, decreto legge). Ai detenuti esclusi da tale provvedimento si potrebbero applicare pi\u00f9 facilmente misure di prevenzione e sicurezza adeguate per poter garantire i colloqui con i propri cari e condizioni di detenzione meno disagiate di quelle odierne a causa del sovraffollamento cronico degli ultimi anni.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_42250\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/2020-03-09-17.42.56.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42250\" class=\"wp-image-42250\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/2020-03-09-17.42.56.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"279\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-42250\" class=\"wp-caption-text\">Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>I detenuti non si erano fatti paralizzare dal timore di essere criminalizzati: stavano gi\u00e0 in gaiba, pi\u00f9 di cos\u00ec&#8230;<\/p>\n<p>Fuori, per esser messi alla gogna e additati come delinquenti bastava esprimere un minimo scetticismo sulla gestione dell&#8217;emergenza.<\/p>\n<p>Sui social circolava la solita memetica e &#8220;satira&#8221; fascistoide, in cui si dava la colpa dell&#8217;epidemia a vari capri espiatori: gli \u00abitaliani che se ne fottono delle regole\u00bb, la fauna della \u00abmovida\u00bb, un pingue e sudicio attivista con la bandiera della pace&#8230; Ma anche in questo caso, a fomentare erano i media mainstream, con gli articoli contro i presunti \u00abfurbetti della quarantena\u00bb.<\/p>\n<p>C&#8217;era un chiaro desiderio di \u00abmaniere spicce\u00bb, di uno stato autoritario che facesse \u00abpulizia\u00bb.<br \/>\nTanti dicevano che la Cina ce l\u2019aveva fatta perch\u00e9 l\u00ec c&#8217;era un regime, una dittatura.<br \/>\nAltri blateravano di responsabilit\u00e0 collettiva e di \u00abproteggere i pi\u00f9 deboli\u00bb, quando fino al giorno prima avevano incensato la meritocrazia, il darwinismo sociale e chissenefotte delle persone pi\u00f9 fragili.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 sottile, l&#8217;accusa di \u00absminuire l&#8217;emergenza\u00bb.<\/p>\n<p>A noi sembrava che quell&#8217;accusa andasse rovesciata.<\/p>\n<p>Sminuiva l&#8217;emergenza chi accusava gli altri di sminuire l&#8217;epidemia.<\/p>\n<p>Sminuiva l&#8217;emergenza chi la <i>confondeva<\/i> con l&#8217;epidemia.<\/p>\n<p>Sminuiva l&#8217;emergenza chi voleva parlare solo del virus, del numero dei contagiati, del \u00abbollettino di guerra\u00bb strettamente sanitario ecc.<\/p>\n<p>La fallacia era parlare di provvedimenti politici drastici e senza precedenti, di misure di <i>governance<\/i> con ricadute sociali a cascata, come se fossero procedure <em>cliniche<\/em><em>.<\/em> Lo spettacolo di una \u00abmedicalizzazione della politica\u00bb era messo in scena giorno e notte, tramite l&#8217;insistenza su mascherine e ingressi di ospedali. E se non ti adeguavi a quel modo di parlare dell&#8217;emergenza, ti accusavano di \u00absottovalutare la situazione\u00bb.<\/p>\n<p>Colpa di un equivoco di fondo, un malinteso concettuale che ci vedeva reciprocamente <i>lost in translation<\/i>.<\/p>\n<p>C&#8217;era chi per \u00abemergenza\u00bb intendeva il <em>pericolo<\/em> da cui l\u2019emergenza prendeva le mosse, cio\u00e8 l&#8217;epidemia.<\/p>\n<p>Invece, noi e pochi altri \u2013 in nettissima minoranza ma in continuit\u00e0 con un dibattito almeno quarantennale \u2013 chiamavamo \u00abemergenza\u00bb <em>quel che<\/em><em> v<\/em><em>eniva<\/em><em> costruito sul pericolo<\/em>: il clima che si instaurava, la legislazione speciale, le deroghe a diritti altrimenti ritenuti intoccabili, la riconfigurazione dei poteri&#8230;<\/p>\n<p>Chi, ogni volta che si parlava di tutto ci\u00f2, voleva subito tornare a parlare sempre e solo del virus in s\u00e9, della sua eziologia, della sua letalit\u00e0, delle sue differenze con l&#8217;influenza ecc., a nostro parere <em>sottovalutava la situazione<\/em>.<\/p>\n<p>Qualcuno, poi, accusava a vanvera di \u00abnegazionismo\u00bb.<\/p>\n<p>Noi stessi, pur non avendo mai negato la pericolosit\u00e0 del virus e l&#8217;esistenza dell&#8217;epidemia, ci eravamo beccati l&#8217;epiteto \u00abnegazionisti epidemiologici\u00bb.<\/p>\n<p>Beh, c&#8217;eravamo abituati.<br \/>\nCon calma, ci sarebbe stato da riflettere su quanto l\u2019accusa di \u00abnegazionismo del coronavirus\u00bb avesse in comune con quella, altrettanto farlocca, di \u00abnegazionismo delle foibe\u00bb.<\/p>\n<p>In ogni caso, l&#8217;uso a cuor leggero del concetto di \u00abnegazionismo\u00bb faceva danni: inflazionando il termine e rendendo l\u2019accusa <i>passepartout<\/i>, si toglieva l\u2019erba sotto i piedi a chi cercava di contrastare i negazionisti veri: quelli dei crimini nazifascisti e quelli del cambiamento climatico. Che, tra l\u2019altro, sovente coincidevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>In un commento su<em> Giap<\/em>, Wolf aveva scritto:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab\u00c8 almeno dal 92-93 che non disponiamo pi\u00f9 di un tempo <i>ordinario<\/i>, una qualche emergenza c&#8217;era sempre, come minimo quella farlocchissima dei &#8220;conti pubblici&#8221;; [&#8230;] non riconoscere l\u2019<i>emergenza permanente<\/i> in cui siamo immersi \u00e8, come minimo, sintomo di una totale mancanza di senso storico.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Sempre Wolf, in un altro commento, aveva invitato a ponderare le somiglianze tra la retorica sull&#8217;epidemia e quella che aveva preceduto la nomina e l&#8217;insediamento del governo <strong>Monti<\/strong>.<\/p>\n<p>E cos\u00ec c&#8217;eravamo accorti del parallelismo tra dati sul contagio e \u00abspread\u00bb. Anche nel 2011 si era percossa, <em>martellata<\/em> l&#8217;opinione pubblica con cifre decontestualizzate, facendo crescere la paura dell&#8217;irreparabile, finch\u00e9 non c&#8217;era stato un quasi-<em>coup d&#8217;\u00e9tat<\/em> pilotato dall&#8217;UE per disarcionare il Berlusca e insediare Monti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lutherblissett.net\/archive\/078_it.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-42333 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/nemicidellostato.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"329\" \/><\/a>Ma in realt\u00e0 l&#8217;emergenza permanente era cominciata prima, nella stagione delle leggi speciali sul terrorismo. A fine anni Novanta ci avevamo pure scritto sopra un libro, <a href=\"http:\/\/www.lutherblissett.net\/archive\/078_it.html\"><i>Nemici dello Stato. Criminali, \u00abmostri\u00bb e leggi speciali nella societ\u00e0 di controllo<\/i><\/a> (Derive Approdi, 1999).<\/p>\n<p>Prima del Covid-19, eravamo convinti che la critica dell&#8217;emergenza fosse ormai patrimonio dei movimenti. Una consapevolezza pi\u00f9 acuta in alcuni attivisti e pi\u00f9 vaga in altri, anche astratta volendo, ma in ogni caso presente.<\/p>\n<p>Eravamo anche convinti che le ricette di organizzazioni internazionali come l&#8217;OMS, il Fondo monetario, il WTO, l&#8217;UNESCO, la FAO non venissero prese <em>ipso facto<\/em> come Vangelo.<\/p>\n<p>E invece.<\/p>\n<p>Molti che negli anni, dentro i movimenti sociali, non avevano lesinato discorsi (e retorica) sull&#8217;emergenza come metodo di governo, di fronte all\u2019emergenza coronavirus balbettavano e sembravano sguarniti di strumenti critici, affannati e pavidi di fronte a eventuali accuse di \u00abirresponsabilit\u00e0\u00bb, poco o per nulla desiderosi di \u00abspazzolare contropelo\u00bb i discorsi dominanti. E lo stesso di fronte alla tracotanza di qualunque \u00abesperto\u00bb o ai comunicati dell\u2019OMS.<\/p>\n<p>Qualcuno andava oltre, mostrandosi proprio <em>infastidito dal pensiero critico<\/em>.<\/p>\n<p>Da l\u00ec le accuse di stampo perbenista, rivolte anche da parte di &#8220;insospettabili&#8221; a chi <em>nonostante tutto<\/em> cercava di esercitarlo, il pensiero critico, per bene o male che gli riuscisse, e non rinunciava alla <em>parres\u00eca<\/em>, al parlar franco, anche rischiando attacchi e impopolarit\u00e0.<\/p>\n<p>A saltare per prima era stata la capacit\u00e0 di comprendere i discorsi altrui. \u00abSe fai il paragone con l\u2019influenza\u00bb, aveva scritto <strong>Robydoc<\/strong> su <em>Giap<\/em>, \u00abpoi devi specificare che non \u00e8 un paragone epidemiologico: \u00e8 come se stessi facendo il paragone con i morti sul lavoro.\u00bb<\/p>\n<p>Eh, gi\u00e0. \u00ab<em>Numquam nominare influentiam<\/em>\u00bb, precetto di stretta osservanza burioniana. Chiunque avesse detto cose ovvie sul fatto che, sotto l&#8217;aspetto sintomatico, la maggior parte dei pazienti che s&#8217;accorgeva di avere la malattia la viveva come un&#8217;influenza pi\u00f9 aggressiva, aveva scatenato reazioni pavloviane e s&#8217;era beccato epiteti. RobyDoc proseguiva:<\/p>\n<p>\u00abSe dici che &#8220;non sembra sia il virus in quanto tale che uccide, visto che deve agire a certe condizioni per essere pericoloso&#8221;, devi specificare che questo non significa &#8220;tanto non toccher\u00e0 a me&#8221;; se metti in rilievo l&#8217;insensatezza e la contradditoriet\u00e0 di alcuni provvedimenti, poi devi specificare che non stai proponendo di andare a vedersi la partita, eccetera.\u00bb<\/p>\n<p>Chi non aveva reagito come sopra, spesso aveva scelto l\u2019autocensura, per non passare come \u00abquello che sminuiva\u00bb, il \u00abnegazionista\u00bb, il \u00abdietrologo\u00bb (!) e quant\u2019altro.<\/p>\n<p>Forse con il decreto serale del 9 marzo qualcuno avrebbe cominciato ad aprire gli occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_42289\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42289\" class=\"wp-image-42289\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/agamben.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"134\" \/><p id=\"caption-attachment-42289\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio Agamben<\/p><\/div>\n<p><b>Giorgio<\/b><b> <\/b><strong>Agamben<\/strong>, pi\u00f9 di chiunque altro, aveva subito il tiro al piccione, per <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/lo-stato-deccezione-provocato-da-unemergenza-immotivata\/\">un suo articolo uscito su <i>Il manifesto<\/i><\/a>.<\/p>\n<p>Agamben si era espresso male e frettolosamente parlando del virus vero e proprio (ancora una volta l&#8217;eziologia, alla quale si sarebbero voluti confinare tutti i discorsi!), ma nelle righe sull\u2019emergenza il suo monito era stato: attenzione, la situazione di questi giorni dimostra che, dal punto di vista del controllo e del disciplinamento sociale, sfruttando un\u2019epidemia si pu\u00f2 ottenere di pi\u00f9 e molto pi\u00f9 in fretta che sfruttando altri pericoli. E aveva fatto l&#8217;esempio del terrorismo.<\/p>\n<p>Esempio ripreso anche da <b>Mattia Galeotti<\/b> su <em>Giap<\/em>, ma in un modo che poteva essere d&#8217;ispirazione e al tempo stesso aiutava a ribadire la differenza tra <em>pericolo<\/em> ed <em>emergenza<\/em>.<\/p>\n<p>Nella Francia di fine 2015, dopo il massacro al Bataclan e gli altri attacchi del 13 novembre, il <em>pericolo<\/em> terrorismo era reale: le stragi c&#8217;erano state. Ma l&#8217;<em>emergenza<\/em> terrorismo era una superfetazione, era tutto il \u00abdi pi\u00f9\u00bb costruito sul pericolo reale: la legge marziale, lo stato di polizia, il divieto di manifestare ecc.<\/p>\n<p>Scetticismo e critiche si erano diffusi tra i francesi fin da subito, ma, come aveva scritto Galeotti, non poteva bastare \u00abla semplice evidenza dell&#8217;insensatezza [di divieti e restrizioni]\u00bb, perch\u00e9 erano altrettanto diffusi la paura e il precetto \u00abnon \u00e8 il momento di criticare\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abA un certo punto per\u00f2 qualcun* ha detto qualcosa di completamente diverso. \u00c8 cominciato molto piano con le manifestazioni dei migranti e con la contestazione della COP21: alcune manifestazioni non autorizzate hanno violato i divieti a partire da un rifiuto dell\u2019emergenza (\u00abla vera emergenza \u00e8 il clima\u00bb, uno slogan di quei giorni). Stiamo parlando del finire del 2015, ma quei giorni sono stati importanti per aprire il ciclo in cui l\u2019Esagono si trova anche adesso. Cos\u00ec come \u00e8 stato fondamentale che il movimento contro la Loi Travail dell\u2019anno successivo de-sacralizzasse Place de la Republique, che era all\u2019epoca diventata un simulacro di unit\u00e0 nazionale, con la statua piena di candele e frasi strappalacrime. Destituire l\u2019emergenza \u00e8 un\u2019operazione che in Francia \u00e8 riuscita.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019<em>\u00e9tat d&#8217;urgence<\/em> giustificato col pericolo del terrorismo era stato sfidato e disarticolato dal basso, dall&#8217;avvio del ciclo di mobilitazioni politiche e sindacali partito allora e che durava ancora nel 2020.<\/p>\n<p>I milioni di persone che avevano infranto i divieti non erano \u00abnegazionisti\u00bb, gente che non credeva all\u2019esistenza dell\u2019ISIS. Era gente che contestava ci\u00f2 che si voleva imporre sfruttando il pericolo rappresentato dall\u2019ISIS.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-42313\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/etatdurgence.jpg\" alt=\"\" width=\"660\" height=\"281\" \/><\/p>\n<p>Ci avevano spesso accusati di ottimismo. In passato, bastava che constatassimo \u00abin Italia le lotte ci sono\u00bb e molti: \u2013 Uh, come siete ottimisti&#8230;<\/p>\n<p>Semplicemente, non ci eravamo mai abbandonati a fatalismo e melancolia. E chiss\u00e0 se era ottimismo pensare che, nonostante tutto, l&#8217;emergenza fosse contrastabile, disarticolabile, e lo stato d&#8217;emergenza <i>destituibile<\/i>, e che il conflitto reale sarebbe tornato a manifestarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>Eravamo stati attaccati per avere scritto, nel <em>Diario virale<\/em> #1, quel che in realt\u00e0 avevano scritto anche svariati esperti e rispettati divulgatori, e che il sito Scienza in Rete <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/alcuni-punti-fermi-sul-coronavirus\/enrico-bucci-ernesto-carafoli\/2020-03-03\">aveva cos\u00ec riassunto<\/a>:<\/p>\n<p>\u00abQuello che si DEVE dire \u00e8, <em>sic et simpliciter<\/em>, che <em>molti di quelli che incontrano il virus nemmeno se ne accorgono.<\/em> Di quelli che manifestano sintomi, solo una percentuale minima, forse il 2% o 3% (alla fine dell\u2019emergenza saranno anche meno) ci lasciano le penne; un numero che certamente si vorrebbe, e dovrebbe, evitare, ma che va considerato nella sua giusta dimensione [&#8230;] Per essere ancora pi\u00f9 chiari: non \u00e8 n\u00e9 la febbre gialla n\u00e9 il vaiolo, e non \u00e8 nemmeno la MERS, n\u00e9 la SARS (queste ultime due condizioni sono causate da altri coronavirus). Se lo si dicesse chiaramente, ribadendo il concetto che questa letalit\u00e0, unita alla finora bassa probabilit\u00e0 di contagio individuale, produce un rischio individuale nullo per chi non si trova in zona ad alta densit\u00e0 di contagio [&#8230;] si eviterebbero le code ai supermercati per comperare 50 scatolette di tonno, 6 flaconi di amuchina o 50 bottiglie di acqua.\u00bb<\/p>\n<p>E invece, come gi\u00e0 avevamo fatto notare, altri esperti \u2013 magari per vendere un instant-book con prima tiratura da centomila copie \u2013 alla chiarezza preferivano l&#8217;allarme indiscriminato, fino a lanciare strali contro chi, gi\u00e0 guarito, usciva di casa, dando cos\u00ec un presunto \u00absegnale sbagliato\u00bb.<\/p>\n<p>C&#8217;erano poi vari modi di giustificare le misure prese, trasformando in Sacre Scritture studi dagli esiti dichiaratamente incerti e sfumati.<\/p>\n<p>Mai come in quei giorni s&#8217;era visto che la comunicazione scientifica si presentava come \u00abneutra\u00bb ma era inzuppata di ideologia dominante, come ogni altra comunicazione, e presa nelle contraddizioni del reale. <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/08\/la-neutralita-che-difende-golia-scienza-feticismo-dei-fatti-e-rimozione-del-conflitto\/\">Ne aveva scritto su <em>Giap<\/em><\/a> <strong>Mariano Tomatis<\/strong> qualche anno prima, e in quell&#8217;occasione c&#8217;era stato un bel dibattito.<\/p>\n<p>Ma gli ultimi in grado di rendersene conto sembravano essere gli scienziati. Il <a href=\"https:\/\/www.pattoperlascienza.it\/\">Patto Trasversale per la Scienza <\/a>concludeva cos\u00ec il suo comunicato congiunto sull\u2019emergenza Coronavirus:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab\u00e8 importante ribadire che non c\u2019\u00e8 nessun disaccordo tra scienziati, in quanto le nostre valutazioni ed i nostri obiettivi sono comuni. D\u2019altronde non potrebbe essere altrimenti tra persone che sanno dove iniziano i fatti e dove finiscono le opinioni.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Seguivano le firme di importanti luminari e professori ordinari (tutti rigorosamente maschi), della cui competenza specifica non potevamo discutere. Tuttavia, se la loro preparazione epistemologica e filosofica era quella che emergeva dall\u2019ultima frase, condita peraltro da un&#8217;insopportabile presunzione, non c\u2019era proprio da stare allegri.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/comune-info.net\/la-fragilita-dellhomo-economicus\/\">Come aveva notato l&#8217;urbanista <b>Enzo Scandurra<\/b><\/a>, l&#8217;epidemia aveva mostrato la fragilit\u00e0 della costruzione neoliberista:<\/p>\n<div id=\"attachment_42258\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42258\" class=\"wp-image-42258\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/scandurra.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"168\" \/><p id=\"caption-attachment-42258\" class=\"wp-caption-text\">Enzo Scandurra<\/p><\/div>\n<blockquote><p>\u00abLa ridondanza e la flessibilit\u00e0 assicurano che se una parte del sistema va sotto stress (per es. il fegato nel caso del sistema-uomo) altre parti del sistema collaborano per attenuare lo stato di stress del sottosistema. I sistemi viventi sono infatti sistemi ridondanti e con notevoli caratteristiche di flessibilit\u00e0 [&#8230;] la flessibilit\u00e0 \u00e8 il contrario della specializzazione. Tanto pi\u00f9 un sistema \u00e8 specializzato, ovvero basato su un&#8217;unica variabile o sull&#8217;uso spinto di una tecnologia, tanto pi\u00f9 sar\u00e0 fragile e non capace di resistere a cambiamenti imprevisti. Questo \u00e8 evidente nel caso dell&#8217;Alta Velocit\u00e0 dove uno scambio mal progettato ha praticamente messo in ginocchio tutto il sistema dei trasporti ferroviari [&#8230;] C&#8217;\u00e8 allora da riflettere su come le nostre citt\u00e0 siano sistemi dotati di scarsa flessibilit\u00e0 [&#8230;] quando si verifica il collasso di uno dei sottosistemi (la sanit\u00e0, ad esempio), l&#8217;intero sistema entra in uno stato altamente critico.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Un esempio di parametro che aveva impedito la flessibilit\u00e0 e preparato il disastro era il cosiddetto \u00abrapporto deficit-PIL non superiore al 3%\u00bb, uno dei pi\u00f9 noti dogmi neoliberali, nato in Francia nei primi anni Ottanta e divenuto una delle pietre angolari del Trattato di Maastricht (1992).<\/p>\n<p>Ogni volta che si affrontava una questione seria si chiedeva la deroga a quel parametro. A riprova che era insensato. Del resto, lo aveva ammesso il suo stesso inventore.<\/p>\n<blockquote>\n<div id=\"attachment_42308\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42308\" class=\"wp-image-42308\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/abeille.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"131\" \/><p id=\"caption-attachment-42308\" class=\"wp-caption-text\">Guy Abeille<\/p><\/div>\n<p>\u00abS<span id=\"U1014546027231lB\">e mi chiede se la regola adottata oggi in Europa [&#8230;] secondo cui il deficit di un Paese non deve superare il 3% del Pil abbia basi scientifiche, le rispondo subito di no. Perch\u00e9 sono stato io a idearla, nella notte del 9 giugno 1981, su richiesta esplicita del presidente Fran\u00e7ois Mitterrand che aveva fretta di trovare una soluzione semplice che mettesse rapidamente un freno alla spesa del governo di sinistra che nel frattempo stava esplodendo. Cos\u00ec i<strong>n meno di un\u2019ora, senza l\u2019assistenza di una teoria economica, \u00e8 nata l\u2019idea del 3%<\/strong> [&#8230;] il numero 3, che \u00e8 noto al pubblico per vari motivi ed ha un\u2019accezione positiva, si pensi alle Tre Grazie, ai tre giorni della resurrezione, le tre et\u00e0 di Auguste Comte, i tre colori primari, la lista \u00e8 infinita. <strong>Un numero, magico, quasi sciamanico, facilmente spendibile anche nel marketing politico<\/strong> [&#8230;]\u00bb<br \/>\n(<strong>Guy Abeille<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/abeille-ecco-come-e-nato-parametro-deficit-pil-3percento-e-perche-non-ha-piu-valore-l-europa-ha-bisogno-people-easing-ABPmWbkB\">intervistato dal Sole24Ore, 04\/04\/2019<\/a>)<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>I dogmi neoliberisti inscritti nei trattati europei e recepiti dalle leggi italiane avevano imposto feticci come il \u00abpareggio di bilancio\u00bb, inserito perfino nella Costituzione.<\/p>\n<p>Proprio l&#8217;inseguimento del \u00abpareggio di bilancio\u00bb era quello che aveva devastato il welfare state e in particolare la sanit\u00e0 pubblica, che adesso, dopo quasi trent&#8217;anni di tagli, si ritrovava incapace di gestire l&#8217;epidemia.<br \/>\nCos\u00ec <a href=\"https:\/\/www.dinamopress.it\/news\/virus-la-sanita-pubblica-lemergenza-non-si-ferma-mai\/\">avevano riassunto lo sfascio<\/a> le CLAP (Camere del Lavoro Autonomo e Precario):<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDal 1997 [&#8230;] l\u2019Italia ha perso 100mila posti letto [&#8230;] Tra il 2012 e il 2017 [&#8230;] sono stati soppressi 759 reparti ospedalieri.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ora si diceva che per affrontare l&#8217;epidemia bisognava operare in deficit di oltre sette miliardi. Una super-deroga giustificata dalla situazione.<\/p>\n<p>S\u00ec, si potevano chiedere e ottenere deroghe, ma quanto a soluzioni razionali sul lungo periodo, c&#8217;era poco da sperare.<\/p>\n<p>\u00abIl servizio sanitario \u00e8 al collasso!\u00bb, \u00abi posti-letto gi\u00e0 finiti!\u00bb&#8230; Si parlava di posti-letto e di capienza del sistema sanitario come se fossero premesse assiomatiche, un <em>datum<\/em> quasi immodificabile.<br \/>\nE invece, se c&#8217;era davvero grande pericolo, allora si sarebbero dovuti mettere in questione anche i dogmi pi\u00f9 consolidati.<\/p>\n<p>C\u2019era urgenza? Allora che si precettassero le cliniche e gli ospedali privati, quelli che avevano guadagnato dall\u2019aziendalizzazione, privatizzazione e frammentazione del Sistema Sanitario Nazionale.<\/p>\n<p>Qualcuno non voleva essere precettato? Requisire la struttura. L&#8217;esproprio per pubblica utilit\u00e0 lo prevedeva anche la Costituzione, che quando parlava della propriet\u00e0 privata ne limitava \u00abi modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale\u00bb.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Italia di un universo parallelo, l&#8217;epidemia poteva essere l&#8217;occasione giusta, poteva stimolare un&#8217;inversione di rotta e il ritorno a una sanit\u00e0 veramente pubblica, universale e gratuita.<\/p>\n<p>Ma come arrivarci, in quell&#8217;universo parallelo? Neanche a Reggio Emilia, si poteva andare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>I ruzzoloni in borsa (il 9 marzo Piazza Affari aveva chiuso a -9%) e il fatto che molti settori dell&#8217;economia fossero in sofferenza veniva usato per dire: \u2013 Avete scazzato analisi, il capitalismo non ci guadagna niente.<\/p>\n<p>Chi traeva simili conclusioni non faceva altro che cadere in balia di due equivoci:<br \/>\n1) scambiava l\u2019\u00abeconomia\u00bb nella sua dimensione contingente per il capitalismo come sistema, e<br \/>\n2) confondeva il \u00abgoverno\u00bb \u2013 inteso come la momentanea compagine dei politici che ricoprivano gli incarichi ministeriali \u2013 con la <em>governance<\/em>, cio\u00e8 con l\u2019insieme di strumenti atti ad assicurare la stabilit\u00e0 dei rapporti tra governanti e governat*.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno lo stesso errore di quando si confondeva \u00abil tempo che fa\u00bb con il clima, e si diceva: \u2013 Oggi fa freddo, dove sarebbe questo riscaldamento globale, eh?<\/p>\n<p>L&#8217;emergenza consentiva <a href=\"http:\/\/effimera.org\/allarmismo-stato-deccezione-eterogenesi-della-democrazia-e-tanatopolitica-la-sperimentazione-con-il-covid19-di-turi-palidda\/\">una vastissima speculazione finanziaria<\/a>.<\/p>\n<p>Dall&#8217;emergenza estraevano valore <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/03\/degoogling\/\">le grandi piattaforme, come Google<\/a> che ne approfittava per prendersi sempre pi\u00f9 pezzi di scuola pubblica.<\/p>\n<p>Dell&#8217;emergenza approfittava l&#8217;industria dell\u2019intelligenza artificiale applicata a sorveglianza e controllo, dalle videocamere smart alle nuove macchine biometriche da usare nei checkpoint ai termoscan che si stavano installando anche nei nostri aeroporti e nelle nostre stazioni, fino ai droni progettati ad hoc per i cordoni sanitari. E come si fregavano le mani gli organizzatori della pi\u00f9 grande expo del settore, la <a href=\"https:\/\/innotech.i-hls.com\/\">iHLS InnoTech Expo<\/a>, che si sarebbe tenuta a Tel Aviv a novembre:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abInterested in learning more about the applications of robotics and AI in emergency and disaster scenarios? Attend iHLS InnoTech Expo!\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Sul sito dell&#8217;expo c&#8217;erano vari articoli dove si parlava dell\u2019emergenza coronavirus. Uno, ad esempio, la descriveva come <a href=\"https:\/\/i-hls.com\/archives\/98862\">una grandissima opportunit\u00e0<\/a> per vendere ai governi droni di ultima generazione.<\/p>\n<p>L&#8217;emergenza permetteva anche di dividere, riconfigurare e controllare meglio i territori, stabilendo quali fossero sacrificabili e quali no.<\/p>\n<p>Prima che l&#8217;intera Lombardia diventasse \u00abzona arancione\u00bb e poi tutto il Paese \u00abzona protetta\u00bb, c&#8217;era stato, per dirla con <strong>Zone Rosse<\/strong> su <em>Giap<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abun tentativo di riconfigurare la geografia nel senso di un controllo del territorio che consentisse a Milano e al polo logistico di Piacenza di funzionare a &#8220;regime coronavirus&#8221; [&#8230;] sacrificare le province di Cremona e Lodi e parte della bergamasca per non compromettere la finanza, il flusso della logistica e l\u2019asse Milano-Venezia.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Nelle Marche, si era deciso di <a href=\"https:\/\/www.cronachemaceratesi.it\/2020\/03\/08\/ospedale-dedicato-al-coronavirus-pazienti-trasferiti-camerino-preoccupata-togliete-servizi-a-un-territorio-fragile\/1373713\/\">&#8220;dedicare&#8221; al Coronavirus l\u2019ospedale di Camerino<\/a> \u2013 al centro di un territorio fragile, che gi\u00e0 da quattro anni viveva l\u2019emergenza terremoto, senza nemmeno i medici di famiglia in molti paesi. I ricoverati erano stati trasferiti a San Severino e Macerata, i lungodegenti a Cingoli.<\/p>\n<p>Ma anche dai territori &#8220;sacrificati&#8221; si poteva estrarre valore. Wolf aveva attirato la nostra attenzione su certi discorsi:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abstamattina alla &#8220;voce del padrone&#8221; [Radio24, N.d.R.] un deputato della Lega che si trova in zona rossa (non ricordo il nome, ma poco importa) proponeva la trasformazione delle zone rosse in ZES, zone economiche speciali, cio\u00e8 territori in cui si deroga a normative fiscali, del lavoro, ambientali\u2026 a favore delle imprese.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Si stavano facendo ipotesi ed esperimenti. Caoticamente, alla carlona, scherzando con la catastrofe, ma intanto si insinuavano idee, scenari fino ad allora impensabili diventavano pensabili, e qualcosa sarebbe tornato utile.<\/p>\n<p>Toccava ribadirlo: la funzionalit\u00e0 dell&#8217;emergenza non era la messa in pratica di alcun complotto o Piano perfetto o bella pensata o Volont\u00e0 del Signor Capitale, ma era una funzionalit\u00e0 sistemica, parte dell&#8217;operativit\u00e0 strutturale del capitalismo, ed era sempre l&#8217;esito di contraddizioni e conflitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>Per tornare sulle cause sistemiche delle nuove epidemie: <a href=\"https:\/\/www.scientificamerican.com\/article\/as-earth-warms-the-diseases-that-may-lie-within-permafrost-become-a-bigger-worry\/\">da tempo si preconizzava<\/a> che il surriscaldamento globale, sciogliendo il permafrost, avrebbe &#8220;risvegliato&#8221; virus coi quali noi umani non eravamo mai entrati in contatto.<\/p>\n<p>Avremmo reagito ogni volta come con questo coronavirus?<\/p>\n<p>O avremmo finalmente deciso di farla finita con il capitalismo?<\/p>\n<div id=\"attachment_42323\" style=\"width: 1290px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42323\" class=\"size-full wp-image-42323\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/2020-03-10-16.47.02.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"1215\" \/><p id=\"caption-attachment-42323\" class=\"wp-caption-text\">La Dozza in fiamme, foto di Wu Ming 2.<\/p><\/div>\n<p>In mezzo al campo arato osservavamo il fumo salire denso dal carcere e perdersi nella notte. Sentivamo le urla, gli scoppi dei lacrimogeni, le sirene. Tutto intorno a noi un paesaggio da horror rurale; in lontananza la basilica di San Luca, sempre illuminata; e pi\u00f9 vicino, le luci del quartiere fieristico.<\/p>\n<p>Quel lembo di terra era ancora Bul\u00e5ggna, ma non lo era gi\u00e0 pi\u00f9. Da quella spianata rischiarata dalla luna guardavamo l&#8217;immagine mostruosa del paese riflettersi nelle fiamme. Non sapevamo cosa ci aspettava, ma potevamo immaginarlo. Ci sentivamo grati di essere l\u00ec, l&#8217;uno per l&#8217;altro. Urticati, infangati e forse perfino fuori tempo massimo per saltare canali, ma c&#8217;eravamo. Non da soli.<\/p>\n<p>Saremmo andati a cercare chiunque non avesse ancora ceduto all&#8217;insensatezza. Questo ci avrebbe dato la forza nei tempi a venire. Come sempre.<br \/>\nE avremmo scommesso ancora sull&#8217;intelligenza contro l&#8217;idiozia di stato, la paranoia collettiva, la politica emergenziale. Una volta di pi\u00f9. Un minuto di pi\u00f9.<\/p>\n<p>In fondo, non c&#8217;era mai stato un motivo pi\u00f9 valido per fare ci\u00f2 che andava fatto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Wu Ming [Prima puntata, 23-25 febbraio &#8211; Seconda puntata, 26-29 febbraio] [Traducci\u00f3n al castellano aqu\u00ed] Ai caduti di Modena, nell&#8217;anniversario dell&#8217;uccisione di Francesco Lorusso. 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