{"id":42048,"date":"2020-02-28T13:44:56","date_gmt":"2020-02-28T12:44:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=42048"},"modified":"2025-03-18T14:20:26","modified_gmt":"2025-03-18T13:20:26","slug":"diario-virale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/02\/diario-virale-2\/","title":{"rendered":"Diario virale \/ 2. Bul\u00e5ggna brancola nel buio delle ordinanze (26-28 febbraio 2020)"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_42062\" style=\"width: 3274px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/deepblue.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42062\" class=\"size-full wp-image-42062\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/deepblue.jpg\" alt=\"\" width=\"3264\" height=\"1840\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-42062\" class=\"wp-caption-text\">Bologna, la stazione al termine del crepuscolo, vista dal ponte Matteotti, 27 febbraio 2020. Foto di WM1.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Wu Ming<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: small;\">[<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/02\/diaro-virale-1\/\">Prima puntata<\/a>, 23-25 febbraio 2020 &#8211; <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/03\/diario-virale-3\/\">Terza puntata<\/a>\u00a0(1-10 marzo 2020)]<\/span><\/p>\n<p>Tra i modi di dire felsinei, il nostro preferito era sempre stato: \u00ab<em>As vadd di can cagh\u00e8r di viul\u00e9n<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Nel loro <em>Dizionario bolognese<\/em>, <strong>Gigi Lepri<\/strong> e <strong>Daniele Vitali<\/strong> lo rendevano con: \u00abSuccedono cose inaudite\u00bb. Letteralmente, per\u00f2, si vedevano \u00abcani cagare violini\u00bb. E in quei giorni di virus cagavano liuti, violoncelli, contrabbassi, pronti a suonare melodie stridule.<\/p>\n<p>Dopo <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/02\/diaro-virale-1\/\">la prima puntata del nostro <em>Diario virale<\/em><\/a>, avevamo ricevuto decine di racconti, testimonianze, aneddoti sullo sfascio che l&#8217;ordinanza di Bunaz\u00e9n stava causando nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p>La settimana prima c&#8217;era stato lo sciopero degli edili, con manifestazione a Milano. Il 25 febbraio un&#8217;impresa di costruzioni romagnola, visto che i suoi lavoratori avevano partecipato al corteo, li aveva avvertiti con un sms che erano tutti in quarantena per quattordici giorni, e dovevano fare il tampone altrimenti li metteva in cassa integrazione.<!--more--><\/p>\n<p>Nelle aziende di alcune province, Confindustria voleva imporre ai dipendenti di riempire questionari invasivi, per appurare se erano entrati in contatto con \u00abqualcuno che \u00e8 stato in Cina\/zone italiane attenzionate e presentava sintomi come tosse e\/o febbre\u00bb o se avevano avuto rialzi di temperatura \u00aboltre 37.2\u00b0\u00bb. In alcuni call center si misurava la febbre ai dipendenti in entrata.<\/p>\n<p>Il padronato, insomma, coglieva l&#8217;occasione per aumentare il controllo aziendale sui lavoratori. La Cgil aveva dovuto precisare:<\/p>\n<p>\u00abnon \u00e8 obbligatorio compilare nessun questionario proposto dall\u2019azienda o altri enti che non siano quelli preposti (Dipartimento di Igiene Pubblica dell\u2019Ausl);<br \/>\nl\u2019autocertificazione che alcune imprese stanno richiedendo \u00e8 illegittima oltre che essere una falsa tutela per i lavoratori [&#8230;] Dobbiamo evitare che le aziende, fuori dalle procedure definite dalle Autorit\u00e0 competenti, in modo unilaterale prendano iniziative che possono creare allarmismo e panico e ledere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.\u00bb<\/p>\n<p>Alcune aziende usavano il coronavirus per imporre ferie forzate ai dipendenti, in modo da fargliele smaltire tutte \u2013 a febbraio! \u2013 e averli a disposizione per il resto dell&#8217;anno.<\/p>\n<p>Vodafone aveva indetto la chiusura nazionale \u00abad esclusione delle attivit\u00e0 di vendita, supporto vendita [\u2026] presidi del Customer Care, Security Operations Center e Network Operations\u00bb, obbligando i lavoratori degli altri comparti aziendali \u2013 anche quelli delle zone non toccate dall&#8217;emergenza \u2013 a utilizzare le proprie ferie. Tentativo bloccato dalla Cgil di Bologna.<\/p>\n<p>Una lavoratrice interinale era stata allontanata dal luogo di lavoro solo perch\u00e9 il marito lavorava in un&#8217;azienda del modenese dove il padrone era risultato positivo al virus.<br \/>\n\u2013 Solo dopo l&#8217;intervento del sindacato han tirato il culo indietro!<br \/>\nDi storie cos\u00ec ce n&#8217;erano uno sbanderno.<\/p>\n<p align=\"left\">Tutto questo mentre il Garante per gli scioperi rivolgeva \u00ab<span lang=\"zxx\"><u><a href=\"https:\/\/www.cgsse.it\/web\/guest\/visualizza-pdf?uuid=f3bf2d90-1d6d-4c72-9baa-27fa1de417ba&amp;set=\">un fermo invito<\/a><\/u>\u00bb ai sindacati perch\u00e9 evitassero le astensioni collettive dal lavoro fino al 31 marzo. <\/span><\/p>\n<p>Quindi, niente scioperi per pi\u00f9 di un mese, proprio mentre i lavoratori subivano uno dei peggiori attacchi degli ultimi decenni.<\/p>\n<p>In teoria non si potevano convocare nemmeno le assemblee sindacali, ma la Cgil le aveva fatte comunque, minacciando denuncia ai sensi dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.brocardi.it\/statuto-lavoratori\/titolo-iv\/art28.html\">articolo 28<\/a> se i padroni avessero cercato di impedirle.<\/p>\n<p>Ogni vertenza era comunque bloccata, dato che lavoratori e sindacalisti dovevano occuparsi dell&#8217;emergenza. Anche perch\u00e9 l&#8217;Inps dell&#8217;Emilia-Romagna aveva deciso di chiudere, mentre tutte le attivit\u00e0 collegate \u2013 Caf e patronati \u2013 gestite dai sindacati restavano aperte al pubblico e assorbivano tutto il lavoro in pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;emergenza che toccava affrontare non era quella del virus, ma quella generata da ordinanze e circolari attuative, che ormai facevano epidemia per conto loro. Scollegate una dall&#8217;altra, da regione a regione, e recepite in misura diversa da comune a comune, con direttive applicative che si susseguivano a distanza di 24 ore, per rammendare i buchi che le direttive precedenti avevano prodotto.<\/p>\n<div id=\"attachment_42101\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42101\" class=\"size-full wp-image-42101\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/VIRGINIO-MEROLA-1141x768-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"183\" \/><p id=\"caption-attachment-42101\" class=\"wp-caption-text\">Merola.<\/p><\/div>\n<p>A Bologna si toccavano picchi di ridicolo. \u00abBologna non si ferma\u00bb, aveva detto il sindaco <strong>Merola<\/strong> mentre chiudevano musei, cinema e teatri, saltavano festival e fiere&#8230;<br \/>\nRestavano aperte le biblioteche. Proprio nelle biblioteche scrivevamo il <em>Diario virale<\/em>.<br \/>\nIn quella pi\u00f9 grande, Sala Borsa, frequentata da migliaia di utenti al giorno, l&#8217;amministrazione dispensava i dipendenti comunali dai contatti col pubblico. Precauzione che per\u00f2 non valeva per i lavoratori ausiliari della coop appaltatrice, i quali evidentemente potevano essere esposti al virus, purch\u00e9 mandassero avanti la baracca. [Su questo cfr. <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/02\/diario-virale-2\/#comment-34022\">la precisazione nei commenti<\/a>, N.d.R.]<\/p>\n<p>La circolare applicativa della regione non disponeva la chiusura dei centri sportivi, ma la sindaca di un comune della cintura aveva deciso di chiuderli lo stesso. Cos\u00ec i dipendenti So.Ge.Se delle piscine di quel comune erano rimasti a casa, mentre quelli delle piscine di altri comuni continuavano a lavorare. Quella gente doveva spendere giorni di&#8230; cosa? Malattia? Ferie? Cassa integrazione?<\/p>\n<p>Con le scuole chiuse, gli insegnanti percepivano comunque lo stipendio, ma i servizi di pulizia e mense erano in gran parte esternalizzati, e quei lavoratori erano senza paga. Idem i lavoratori del privato sociale, spesso impiegati nel sostegno alla didattica. Per loro i sindacati avevano chiesto il fondo d\u2019Integrazione salariale, la vecchia &#8220;cassa integrazione&#8221;. Un sussidio noto per i suoi cronici ritardi e comunque ridotto del 20\/30% rispetto allo stipendio. In realt\u00e0, i servizi svolti da quei lavoratori erano gi\u00e0 pagati, gi\u00e0 a bilancio, perch\u00e9 le cooperative che li fornivano avevano vinto bandi pubblici. Non ci sarebbe voluta chiss\u00e0 quale organizzazione per far arrivare quei soldi subito nelle tasche dei lavoratori. Dove invece non c&#8217;era un baiocco che inzuccasse con quell&#8217;altro.<\/p>\n<p>I lavoratori delle coop sociali o delle piattaforme di servizi a domicilio \u2013 come l&#8217;accompagnamento di disabili e malati, la formazione e aggiornamento sui luoghi di lavoro, ecc. \u2013 si vedevano cancellato ogni appuntamento e di conseguenza i guadagni di intere settimane.<\/p>\n<p>L&#8217;intero settore dello spettacolo era stato scaraventato in una crisi senza precedenti. Le imprese coinvolte non potevano sostenere i costi della chiusura, cos\u00ec finivano per chiedere ai lavoratori di rinunciare allo stipendio, o al posto di lavoro stesso. Il rischio della chiusura definitiva di piccoli teatri e cinema era altissimo.<\/p>\n<p>Non solo: tutti i luoghi di lavoro ad alta concentrazione di personale o di pubblico erano a rischio. Ogni azienda bloccata dall&#8217;ordinanza si ritrovava ad affrontare il problema senza avere ricevuto la minima indicazione su come comportarsi.<\/p>\n<p>Le disdette nel settore alberghiero e turistico arrivavano a raffica, sui giornali si parlava di un calo del 40% a livello nazionale. Tutte le fiere bolognesi erano state rimandate a maggio. Anche le forniture iniziavano a scarseggiare e molte aziende dovevano mettere in cassa integrazione i dipendenti perch\u00e9 impossibilitate a proseguire la produzione.<\/p>\n<p>I sindacati gestivano l&#8217;emergenza caso per caso, azienda per azienda, cercando di non far perdere giornate di stipendio e chiedendo l&#8217;attivazione degli ammortizzatori sociali straordinari alle amministrazioni e al governo, che invece baccagliavano di \u00abzone rosse\u00bb da isolare. L&#8217;insipienza di una classe dirigente selezionata in peggio da anni di retoriche populiste e tecnocratiche risultava in tutta la sua evidenza.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;accavallarsi di competenze amministrative e governative faceva danni, dimostrando che gli ambiti non erano chiari a nessuno.<\/p>\n<p>Un lavoratore del modenese, malato di polmonite e positivo al coronavirus, era stato invitato dai medici a non recarsi all&#8217;ospedale, per non rischiare di infettare altri pazienti, e a farsi assistere a casa; ma il Prefetto era intervenuto per imporre il ricovero, nonostante il precedente dell&#8217;ospedale &#8220;bomba&#8221; di Codogno.<\/p>\n<p>Il governatore delle Marche, bench\u00e9 nella sua regione non risultasse nemmeno un contagiato (<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2020\/02\/26\/news\/coronavirus_scontro_stato-regioni_ceriscioli_marche-249607131\/\">\u00abma abbiamo avuto casi al confine, a Cattolica\u00bb<\/a>), aveva decretato la chiusura delle scuole. Il governo centrale aveva <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2020\/02\/26\/news\/coronavirus_scontro_stato-regioni_ceriscioli_marche-249607131\/\">impugnato il provvedimento<\/a>, talmente peregrino da illuminare la peregrinit\u00e0 degli altri. \u00abNo a iniziative autonome dei governatori\u00bb, aveva tuonato il premier <strong>Conte<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.scuolainforma.it\/2020\/02\/28\/coronavirus-ultimora-caos-chiusura-scuole-tar-marche-sospende-ordinanza-regione.html\">Il TAR gli aveva dato ragione<\/a>.<\/p>\n<p>Lo stesso Conte ora parlava espressamente di \u00abrischio recessione\u00bb e chiedeva di abbassare i toni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/marconi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-42076\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/marconi.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"309\" \/><\/a>Eh, gi\u00e0, i toni\u2026<\/p>\n<p>Nel giro di poche ore i media mainstream avevano cambiato linea. Gli stessi giornali che fino al giorno prima titolavano a tutta pagina che \u00abmezza Italia\u00bb (sic) era in quarantena, il giorno dopo pubblicavano articoli rassicuranti, che ridimensionavano l&#8217;emergenza. Dopo aver tifato paranoia per una settimana, se ne uscivano con analisi forbite sul Paese \u00abin crisi di nervi\u00bb. Pfui, che povevacci, che cveduloni&#8230;<\/p>\n<p>Ma dopo ettolitri di benzina sul fuoco, spegnere l&#8217;incendio non sarebbe stato facile.<\/p>\n<p>Soprattutto perch\u00e9 ora gli amministratori \u2013 che da quei media si erano lasciati influenzare, reagendo nei modi pi\u00f9 irrazionali possibili \u2013 si trovavano in un paradosso a spirale, una trappola senza uscita: non sapevano come rimangiarsi il &#8220;decisionismo&#8221; e il celodurismo di pochi giorni prima.<\/p>\n<p>Revocare le direttive inutili mentre il virus era ancora in giro non equivaleva forse ad ammettere di avere sbagliato tutto, o almeno di avere esagerato?<\/p>\n<p>L&#8217;altra opzione era fingersi imperterriti, mantenere in essere le direttive in nome di una loro presunta efficacia, <em>almeno<\/em> per un\u2019altra settimana, poi si sarebbe visto.<\/p>\n<p>Questo, per\u00f2, avrebbe reso sempre pi\u00f9 ingestibile la situazione sul piano socioeconomico. Quante settimane di scuola o lezioni universitarie o esami avrebbero perso gli studenti? Quante giornate avrebbero perso i lavoratori precari, autonomi e quelli non coperti dagli ammortizzatori? Quanti giorni di malattia o di ferie accumulate sarebbero stati bruciati? Quanti soldi si sarebbero ancora buttati in inutili blocchi e militarizzazione?<\/p>\n<p>E soprattutto, quei provvedimenti erano stati presi in attesa&#8230; di cosa?<br \/>\nDi un vaccino?<br \/>\nDella bella stagione?<br \/>\n<em>Ch&#8217;al vgn\u00e9ss z\u00f2 la Mad\u00f2na<\/em>?<\/p>\n<p>Un esempio clamoroso era il coprifuoco imposto ai locali e bar di Milano. Che significato aveva il ritiro di quella disposizione, dopo soli quattro giorni dalla sua entrata in vigore? Delle due l\u2019una: o la misura era stata una cazzata fin dall\u2019inizio, oppure era stata una buona idea ma la si revocava per le pressioni della Confcommercio e dei <em>dan\u00e9 <\/em>(<a href=\"https:\/\/t.me\/offtopic_lab\/634\">ne andava del \u00abmodello Milano\u00bb!<\/a>), sacrificando all\u2019economia la salute dei cittadini pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>In entrambi i casi, il sindaco <strong>Sala<\/strong> non ci faceva una bella figura, cos\u00ec come non ce la faceva <strong>Cirio<\/strong>, il governatore del Piemonte, che voleva \u00abritornare alla normalit\u00e0\u00bb e tentava di giustificare questo desiderio con varie supercazzole, non avendo dati medici che lo giustificassero, ma soltanto ragioni economiche.<\/p>\n<p>Come sempre la faccia pi\u00f9 tosta, di quelle <em>ch&#8217;as i amacar\u00e9v i n\u00fb\u1e61<\/em> (che ci si ammaccherebbero le noci), l&#8217;aveva il veneto <strong>Zaia<\/strong>: mentre il suo omologo marchigiano, sbertucciatissimo, chiudeva le scuole, lui bel bello le riapriva dichiarando: <a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/tgr\/veneto\/video\/2020\/02\/ven-marghera-zaia-protezione-civile-coronavirus-vertice-riunione-regione-veneto-emergenza-f988fb7c-1a59-4d7c-9475-1a87de458544.html\">\u00abLa situazione \u00e8 sotto controllo\u00bb<\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_42006\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/decisionista.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42006\" class=\"wp-image-42006\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/decisionista.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-42006\" class=\"wp-caption-text\">Bunaz\u00e9n.<\/p><\/div>\n<p>Almeno altrove si faceva marcia indietro, o si provava a farla, seppure maldestramente o paraculamente, perlomeno su alcuni dei provvedimenti. In Emilia-Romagna no, <em>brisa<\/em>, nessun cenno di autocritica, amministratori allineati, coperti e pure infastiditi dal \u00abdiscutere\u00bb. <strong>Bonaccini<\/strong> aveva persino dichiarato che la chiusura delle scuole era stata \u00abrichiesta da oltre il 90% dei genitori\u00bb (!), un dato bello tondo e levigato, <em>pr\u00eat-\u00e0-porter<\/em>.<\/p>\n<p>Meno di un mese dopo la \u00abstravittoria\u00bb (sic) alle regionali, al primo test significativo del presunto \u00abnuovo corso\u00bb il <em>golden r\u00e8gaz<\/em> Bonaccini e il PD emiliano davano prova di un frastornato dilettantismo, e si stavano alienando proprio i lavoratori del comparto cultura e spettacoli, gente che si era turata il naso in massa per sconfiggere la Lega.<\/p>\n<p>Ma niente, i nostri amministratori andavano dritti come treni e non li avresti mai sentiti dire \u00abho sbagliato\u00bb.<br \/>\n\u2013 Bonaccini sembra quello che pensa di potersi pisciare a letto e dire: \u00ab<em>E al\u00e5ura? Ai \u00f2 sud\u00e9!<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>A parte stringere la ganassa, comunque, non sapevano che altro fare. Avevano un piede a mollo e l&#8217;altro in acqua. Non potevano neanche dar la colpa al ministero della sanit\u00e0, perch\u00e9 era il ministero di un governo amico, e soprattutto perch\u00e9 i pi\u00f9 assurdi spropositi presenti nelle ordinanze erano farina del sacco locale.<\/p>\n<p>Questo era successo ovunque: ad aver dato il peggio erano state le regioni. La\u00a0 regionalizzazione della sanit\u00e0 si era dimostrata d&#8217;intralcio nella gestione della crisi, alimentando un caos pi\u00f9 volte <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/coronavirus-ce-un-nodo-governance-nella-sanita-italiana-ecco-quale-lanalisi-del-prof-ricciardi\/\">criticato dai vertici dell&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0<\/a> e addirittura spingendo Conte a <a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/politica\/2020\/02\/25\/coronavirus-italia-conte-fontana.html\">minacciare la Lombardia<\/a> di toglierle le prerogative. Nemmeno sul vero numero dei contagiati c&#8217;era consenso: secondo l&#8217;ISS le regioni comunicavano numeri non controllati.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;emergenza \u2013 nazionale e planetaria \u2013 stava sfasciando importanti settori dell&#8217;economia, mentre altri puntavano a cogliervi opportunit\u00e0, a sfruttarla per il proprio tornaconto.<\/p>\n<p>I provvedimenti presi erano contrari agli interessi di una parte di borghesia, che infatti stava tirando le orecchie ai politici, reclamando il dietrofront. Non per questo avrebbero danneggiato il capitalismo come sistema, perch\u00e9 a un livello superiore esso avrebbe integrato e usato quel precedente, traendone profitti. Con tutta probabilit\u00e0, lo stava gi\u00e0 facendo. Ma se dicevi che l&#8217;emergenza non era tutta disfunzionale al capitale, anzi, per certi versi era molto funzionale, ti davano del \u00abdietrologo\u00bb o del \u00abcomplottista\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_42124\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42124\" class=\"wp-image-42124\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/marx.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/><p id=\"caption-attachment-42124\" class=\"wp-caption-text\">\u00abDietrologo!\u00bb<\/p><\/div>\n<p>In realt\u00e0 non c&#8217;era nulla di nuovo n\u00e9 di astruso, tantomeno si trattava di \u00abcomplotti\u00bb: era solo la classica contraddizione, per dirla col <strong>Marx<\/strong> dei <em>Grundrisse<\/em>, \u00abtra [la] potenza generale sociale alla quale si eleva il capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione.\u00bb Una crisi, una catastrofe o una rovinosa serie di cazzate potevano danneggiare il potere privato di uno o pi\u00f9 capitalisti \u2013 cio\u00e8 rovinare aziende o determinati comparti dell&#8217;economia, provocare ruzzoloni in borsa ecc. \u2013 e al tempo stesso <em>rafforzare il capitale come potenza generale sociale<\/em>, come sistema nel suo complesso.<\/p>\n<p>Non sarebbero stati gli errori del ceto politico, non sarebbe stata la \u00abrecessione da coronavirus\u00bb a fermare il capitalismo. Il capitalismo usava la distruzione \u2013 \u00abcreatrice\u00bb, diceva quel tale \u2013 di alcuni suoi settori e si ristrutturava per raggiungere un livello superiore. Non si fermava nemmeno davanti al baratro ecologico e climatico, anzi, cercava modi di mercificare il baratro. Trovava limiti solo nei conflitti sociali che si opponevano all&#8217;estrazione di valore, cio\u00e8 nelle lotte contro lo sfruttamento. Nessuna crisi lo aveva mai fermato, perch\u00e9 non poteva fermarsi da s\u00e9. Come ogni modo di produzione precedente, sarebbe finito solo quando una rivoluzione ne avesse imposto un altro gi\u00e0 maturo.<\/p>\n<p>Erano tanti i modi in cui il capitale come potenza generale sociale poteva trarre profitto dall&#8217;emergenza.<\/p>\n<p>Ad esempio, grazie ai <em>big data<\/em>. Estrarre valore dai comportamenti delle persone, dalla loro sorveglianza, dal tracciamento di ogni azione compiuta online \u2013 e ormai, con l&#8217;\u00ab<em>Internet of things<\/em>\u00bb e le case <em>smart<\/em>, \u00abonline\u00bb voleva dire tantissime cose \u2013 era il business pi\u00f9 redditizio di quella fase storica. I <em>big data<\/em> prodotti a fantastiliardi di gigabite in quelle settimane di emergenza e paura sarebbero stati materiale prezioso, anzi, erano <em>gi\u00e0<\/em> materiale prezioso da vendere sul mercato, e da usare per propinare pubblicit\u00e0 micropersonalizzata, vendere sicurezza, acuminare algoritimi per produrre nuove app sempre pi\u00f9 pervasive e <em>addictive<\/em>, disciplinare e sorvegliare meglio ecc.<\/p>\n<p>Inoltre si era stabilito l&#8217;ennesimo precedente, utile a perfezionare il comando capitalistico sui territori. Il <a href=\"https:\/\/primocircoloerice.edu.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/DECRETO-LEGGE-23-febbraio-2020-n.6.pdf\">decreto-legge del governo<\/a> prevedeva <em>lockdown<\/em> di vaste dimensioni di territorio anche in presenza di <em>un solo<\/em> tampone positivo non collegabile a focolai noti.<\/p>\n<div id=\"attachment_42078\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42078\" class=\"wp-image-42078\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/nonefedriga.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"220\" \/><p id=\"caption-attachment-42078\" class=\"wp-caption-text\">Illustrazione fuori testo.<\/p><\/div>\n<p>Che una simile formulazione fosse l\u00ec per voglia di controllo orwelliano o semplicemente perch\u00e9 il decreto era scritto in fretta e furia, come <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2020\/02\/23\/20A01228\/sg\">le sue disposizioni attuative<\/a>, senza che nessuno ponderasse le conseguenze, poco importava. Contavano le conseguenze, appunto, non le intenzioni. Si trattava dell\u2019ennesimo \u00abdecreto sicurezza\u00bb che sarebbe rimasto nel nostro ordinamento, adagiato su quelli gi\u00e0 in essere e fatto di pura propaganda.<\/p>\n<p>Era probabile che quando l\u2019anno venturo il Covid19 \u2013 divenuto malanno stagionale, come <a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/health\/archive\/2020\/02\/covid-vaccine\/607000\/\">diversi esperti prevedevano<\/a> \u2013 fosse tornato, le reazioni non sarebbero state spropositate come la prima volta, ma intanto si era introdotta la possibilit\u00e0 di trasformare in zone rosse ampie porzioni di territorio italiano, al cui interno potevano essere sospesi diritti elementari, di fatto per la presenza di un solo ammalato.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>Procedura controversa, quella del l<em>ockdown<\/em>, anche sotto l&#8217;aspetto strettamente sanitario. In <a href=\"https:\/\/arxiv.org\/pdf\/1908.05261.pdf\">uno dei testi scientifici che avevamo letto<\/a> si studiava l&#8217;effetto di una quarantena su due territori contigui, uno con servizi medico-sanitari migliori e quindi a minor rischio di epidemia (chiamiamolo \u00abricco\u00bb) e uno con servizi medico-sanitari peggiori e quindi a maggior rischio di epidemia (chiamiamolo \u00abpovero\u00bb).<\/p>\n<p>Nel caso di focolai nel territorio povero, chiudendo quest&#8217;ultimo diminuivano s\u00ec i contagi nel territorio ricco, ma aumentavano e si aggravavano nella zona sottoposta a quarantena, e a tal punto che <em>l&#8217;intera situazione<\/em> peggiorava: \u00abpi\u00f9 bassa sar\u00e0 la mobilit\u00e0 relativa delle persone della comunit\u00e0 ad alto rischio, pi\u00f9 vasta sar\u00e0 la dimensione complessiva dell&#8217;epidemia.\u00bb<\/p>\n<p>Al contrario, proseguiva il paper,<\/p>\n<blockquote><p>\u00abse la comunit\u00e0 a basso rischio ha una risposta abbastanza forte alle infezioni, allora non restringere gli spostamenti tra le due comunit\u00e0 pu\u00f2 ridurre o addirittura spezzare le catene di trasmissione nella comunit\u00e0 ad alto rischio. Esportando casi secondari di infezione nella comunit\u00e0 a basso rischio, la produzione complessiva di casi secondari pu\u00f2 essere ridotta.\u00bb <em><br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Non era necessario pensare all&#8217;Africa per immaginare una situazione simile a quella studiata in quel testo. In Italia c&#8217;erano <em>moltissime<\/em> zone sfigate sotto l&#8217;aspetto sanitario, confinanti con altre messe molto meglio.<\/p>\n<p>Idea: scrivere un racconto su un <em>lockdown<\/em> da qualche parte lungo la dorsale appenninica, o in una valle alpina, o nella zona del Delta del Po, dove poteva capitare di vivere a ottanta chilometri dal primo ospedale e in assenza di presidii sanitari territoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/edizionialegre.it\/product\/la-buona-educazione-degli-oppressi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-38373\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/labuonaeducazione.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"287\" \/><\/a>C&#8217;era continuit\u00e0 tra i \u00abdecreti sicurezza\u00bb degli ultimi anni \u2013 \u00abMinniti-Orlando\u00bb, \u00abSalvini\u00bb e \u00abSalvini bis\u00bb, che il governo Pd-M5S si guardava bene dell&#8217;abrogare \u2013 e quello sull&#8217;emergenza coronavirus, perch\u00e9 c&#8217;era una continuit\u00e0 tra <em>retoriche<\/em>. La fobia del contagio si era incanalata nel solco gi\u00e0 tracciato dalle pseudo-emergenze legate all&#8217;immigrazione, e dalle campagne securitarie e sul \u00abdecoro\u00bb. Ancora una volta <a href=\"https:\/\/edizionialegre.it\/product\/la-buona-educazione-degli-oppressi\/\">il libro di Wolf<\/a> si dimostrava prezioso.<\/p>\n<p>Al virus si era data una risposta in chiave di militarizzazione del territorio, la stessa che si era sempre data a povert\u00e0, esclusione, disuguaglianze. Si era ricorso alla logica della \u00abzona rossa\u00bb, ma spingendola <em>ben oltre<\/em> i confini della zona da circoscrivere per contenere il focolaio. Si era data la caccia a presunti \u00abuntori\u00bb \u2013 il \u00abPaziente Zero\u00bb, sfuggente come Igor il Russo!\u00a0 \u2013 alzando di diverse tacche il livello di paranoia.<\/p>\n<p>Foto e racconti sui giornali descrivevano citt\u00e0 vuote, piazze deserte. Spesso si trattava di luoghi scelti <span lang=\"it-IT\"><i>ad hoc<\/i>: non i quartieri dove la gente viveva davvero, ma le strade del turismo e dello shopping. Zone in realt\u00e0 <i>gi\u00e0 morte, <\/i>al cui cadavere l\u2019emergenza Covid veniva soltanto a togliere un dito di belletto. E lo stesso poteva dirsi per l\u2019agorafobia da coronavirus, che ci pareva strettamente collegata all\u2019ideologia del decoro. Laddove gi\u00e0 si era diffusa una certa paura per i luoghi pubblici, magari velata di nostalgia, perch\u00e9 considerati \u00abnon pi\u00f9 sicuri come un tempo\u00bb, proprio l\u00e0 colpiva pi\u00f9 duro il vuoto. Ma come per il razzismo contro i cinesi, non era il virus a indurre nuovi atteggiamenti: l\u2019emergenza portava a galla verit\u00e0 nascoste dal tran tran quotidiano o rivestite da strati di retorica. Come scrivevamo ai tempi del terremoto in Emilia: a uccidere non \u00e8 il sisma, ma la realt\u00e0 su cui il sisma getta luce. <\/span><\/p>\n<p>L\u2019emergenza era come un interruttore, che d\u2019improvviso aumenta l\u2019intensit\u00e0 della luce e rende visibili contorni e gesti che altrimenti sarebbero rimasti nell\u2019ombra. La quarantena, le zone rosse, i confini invalicabili, i posti di blocco, le limitazioni alla mobilit\u00e0, le chiusure: i termini e le questioni erano identici a quelli di un\u2019altra \u00abemergenza\u00bb, quella che riguardava profughi, migranti, richiedenti asilo. In un caso come nell\u2019altro, i confini erano la risposta a un attacco di panico, dovuto al trovarsi smarriti, in mezzo a una folla sconosciuta, bombardati dall\u2019insicurezza, disorientati dallo spazio. I confini erano le pareti alle quali si aggrappa chi si trova circondato dai suoi simili e ne ha paura: perch\u00e9 sono stranieri o perch\u00e9 sono infetti. Perch\u00e9 sono altri.<\/p>\n<div id=\"attachment_42088\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-42088\" class=\"wp-image-42088\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fedriga.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"193\" \/><p id=\"caption-attachment-42088\" class=\"wp-caption-text\">Fedriga<\/p><\/div>\n<p>Lo si vedeva bene da certe reazioni, come quella del governatore del Friuli-Venezia <strong>Fedriga<\/strong>, che subito aveva unito le due emergenze, chiedendo <a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/tgr\/fvg\/articoli\/2020\/02\/fvg-fedriga-migranti-quarantena-coronavirus-lubiana-d862fbe9-66f5-49cf-9bb5-5182ff617220.html\">la quarantena anti-Covid19 per i migranti in arrivo dalla Slovenia<\/a>. Salvo poi ritrovarsi con la Slovenia che voleva chiudere i confini, come no, ma per non far entrare gli italiani. E lo stesso, in giro per il mondo, dalle isole Mauritius ai Caraibi al Brennero, per treni, aerei e navi con italiani a bordo.<\/p>\n<p>Rifiuti che facevano montare l\u2019indignazione per lo smacco subito: una ferita sanguinosa, specie per quei sovranisti che di solito invocavano i porti chiusi e sbattevano le frontiere in faccia a chi scappava dalla guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>Da farsa, il \u00abcontenimento\u00bb era divenuto lugubre carnevale in quel di Taranto, dove ArcelorMittal, il colosso siderurgico proprietario dell\u2019Ilva, aveva predisposto nientemeno che <a href=\"https:\/\/www.corriereditaranto.it\/2020\/02\/25\/arcelormittal-task-force-per-tutelare-personale-da-coronavirus\/\">una task force<\/a> per \u00ab<em>meglio tutelare il personale considerata l\u2019evoluzione del nuovo Coronavirus 2019-nCoV\u00bb<\/em>,<u> <\/u>e disposto: \u00ab<em>i dipendenti che entrano in contatto con personale esterno (vettori, fornitori, vigilanti) sono tenuti a indossare apposita mascherina con filtro\u00bb<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>Era <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/11\/taranto-alien\/\">la stessa azienda<\/a> che ogni giorno riversava nell\u2019aria \u2013 e sulle case di quegli stessi dipendenti \u2013 acido solfidrico e anidride solforosa <a href=\"https:\/\/www.lagazzettadelmezzogiorno.it\/news\/taranto\/1207553\/mittal-taranto-qualita-dell-aria-ai-tamburi-in-aumento-le-emissioni-inquinanti.html\">oltre i valori soglia<\/a>. Tanto da ricevere <a href=\"https:\/\/bari.repubblica.it\/cronaca\/2020\/02\/27\/news\/taranto_stop_impianti_arcelormittal-249719223\/?ref=RHPPTP-BL-I249713490-C12-P1-S2.4-T1\">un ultimatum dal sindaco<\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_39811\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39811\" class=\"wp-image-39811 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/taranto_fumi_teschio.jpg\" alt=\"\" width=\"690\" height=\"442\" \/><p id=\"caption-attachment-39811\" class=\"wp-caption-text\">Un beffardo teschio di fumo s&#8217;innalza dall&#8217;Ilva\/AlcelorMittal. <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/italia\/taranto\/ultima-ora\/fumi_ilva_come_teschio_menzione_a_foto-58210900.html\">Foto di <strong>Maria Rosaria Suma<\/strong><\/a>.<\/p><\/div>\n<p>Si era arrivati a quel punto, a quell&#8217;ipocrisia, perch\u00e9 del contenimento s&#8217;era fatto spettacolo, diversivo.<\/p>\n<p>Razionali misure di contenimento non potevano prescindere dall&#8217;informare adeguatamente i cittadini, in particolare i soggetti pi\u00f9 a rischio, affinch\u00e9 evitassero determinati comportamenti e circostanze. Era chiaro \u2013 o avrebbe dovuto esserlo \u2013 che questo non si poteva ottenere con il terrore, n\u00e9 con gli energumeni in mimetica. Solo la corretta informazione, unita alla capillarit\u00e0 dell&#8217;assistenza e a elementari misure di profilassi nella routine quotidiana di tutte e tutti noi avrebbe potuto prevenire le condotte pericolose.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-42104\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/romero.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"275\" \/>Invece si era fatto l&#8217;opposto: si era rovesciata addosso ai soggetti pi\u00f9 deboli una disinformazione massiva, martellante, contraddittoria, e li si era spinti a tenere i comportamenti pi\u00f9 a rischio. Affollare i supermercati in cerca di amuchina, ad esempio. Invece di intervenire sulle esigenze dei pi\u00f9 vulnerabili \u2013 principalmente anziani e immunodepressi \u2013 e potenziare le strutture ospedaliere che potessero accoglierli, si era deciso di promulgare ordinanze assurde e incoerenti, che probabilmente avevano tutelato ben poco, ma in compenso avevano mandato in tilt mezzo mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Dal ponte Matteotti guardavamo il tramonto scendere su Bul\u00e5ggna e, tutt&#8217;intorno, sull&#8217;Emilia-Romagna, sulla pianura padana, sull&#8217;Italia.<\/p>\n<p>I media avevano descritto scenari da film di Romero, come <em>La citt\u00e0 verr\u00e0 distrutta all&#8217;alba<\/em> (1973). A noi invece veniva in mente uno scenario da western crepuscolare.<\/p>\n<p>La sensazione era che il paese fosse in balia di chiunque e di qualunque cosa. Una frontiera selvaggia dove tanti aspiranti sceriffi gonfiavano i muscoli e alzavano la voce, mimando un decisionismo tanto nocivo nei modi e nelle implicazioni quanto farlocco e pagliaccesco.<\/p>\n<p>Il Covid 19 non ci avrebbe annientati.<\/p>\n<p>Il problema era tutto il resto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Wu Ming [Prima puntata, 23-25 febbraio 2020 &#8211; Terza puntata\u00a0(1-10 marzo 2020)] Tra i modi di dire felsinei, il nostro preferito era sempre stato: \u00abAs vadd di can cagh\u00e8r di viul\u00e9n\u00bb. Nel loro Dizionario bolognese, Gigi Lepri e Daniele Vitali lo rendevano con: \u00abSuccedono cose inaudite\u00bb. Letteralmente, per\u00f2, si vedevano \u00abcani cagare violini\u00bb. 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