{"id":4183,"date":"2011-05-22T23:30:21","date_gmt":"2011-05-22T21:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=4183"},"modified":"2015-11-02T21:19:20","modified_gmt":"2015-11-02T20:19:20","slug":"pasolini-e-foucault-appunti-per-un-%c2%abvite-parallele%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2011\/05\/pasolini-e-foucault-appunti-per-un-%c2%abvite-parallele%c2%bb\/","title":{"rendered":"Pasolini e Foucault: appunti per un \u00abVite parallele\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4196\" title=\"Foucault e Pasolini\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/foucault_pasolini.jpg\" alt=\"\" width=\"481\" height=\"301\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Wu Ming 1<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso degli anni, leggendo diversi libri di e su <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong> (1922-1975) e <strong>Michel Foucault <\/strong>(1926-1984), mi sono reso conto di numerose coincidenze, risonanze e convergenze, non solo tra le loro opere, ma anche tra le loro vite. Non posso dire con sicurezza di averle colte per primo: su entrambi i suddetti \u00e8 ormai disponibile una letteratura sterminata, inassimilabile da chiunque. L&#8217;ermeneutica pasoliniana e quella foucaultiana producono a getto continuo nuove \u00abletture\u00bb pi\u00f9 o meno pertinenti, e nelle varie lingue i libri si contano a centinaia, forse migliaia. Pu\u00f2 dunque darsi che altri abbiano gi\u00e0 steso \u00abappunti\u00bb simili ai miei. Al momento, per\u00f2, ne dubito. Pur seguendo &#8211; nei limiti delle mie possibilit\u00e0 e competenze &#8211; i dibattiti su Pasolini e su Foucault, e avendo trovato alcuni (pochi ma importanti) riferimenti incrociati, non mi \u00e8 ancora capitato di leggere una trattazione dei molti parallelismi fra i due autori. Cosa sorprendente, dato che certe analogie, come suol dirsi, saltano agli occhi.<!--more--><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-4205\" title=\"Roberto Esposito\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/Esposito.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"120\" \/>Ho preso la decisione di espandere e rendere pubbliche queste \u00abnoterelle\u00bb (scritte a partire dall&#8217;estate 2010) dopo aver letto il recente libro di <strong>Roberto Esposito<\/strong> <em>Pensiero vivente. Origine e attualit\u00e0 della filosofia italiana<\/em> (Einaudi, 2010).<br \/>\nEsposito propone una genealogia alternativa della nostra filosofia, un <em>phylum<\/em> di alterit\u00e0 e critica al potere che include \u00abnon-filosofi\u00bb come Leopardi e Pasolini, oltre a pensatori\/politici come Gramsci, Tronti, Negri etc. Secondo Esposito, il pensiero italiano sarebbe caratterizzato da un perenne movimento verso l&#8217;esterno, oltre i confini che il potere assegna alla filosofia, verso la definizione e la sperimentazione di rapporti tra vita e storia, vita e politica, vita e lotta.<br \/>\nQuesta vita appena menzionata \u00e8 il <em>b\u00ecos<\/em>, forma-di-vita che lotta per avere un senso, vita umana che sia degna di essere vissuta.<br \/>\nNon \u00e8 un caso\u00a0 che nella filosofia italiana degli ultimi anni abbia assunto sempre maggiore importanza il concetto di \u00abbiopolitica\u00bb, che Michel Foucault introdusse per la prima volta nelle pagine finali de <em>La volont\u00e0 di sapere<\/em> (1976, primo volume di una progettata e mai terminata \u00abStoria della sessualit\u00e0\u00bb), e a cui dedic\u00f2 il corso al Coll\u00e8ge de France dell&#8217;anno 1979 (intitolato appunto: \u00abNascita della biopolitica\u00bb).<br \/>\nUn capitolo del libro di Esposito \u00e8 dedicato a Pasolini e al suo partire dai corpi, alla sua ricognizione dei modi in cui il potere incide sui corpi i propri codici, alla disperata riflessione su come i corpi potrebbero resistere a tale codificazione. Per Pasolini, \u00e8 noto, scrivere e militare significava \u00abgettare il proprio corpo nella lotta\u00bb (da un verso di <em>Poeta delle ceneri<\/em>, 1966-1967).<br \/>\nLa trattazione di Esposito ha rafforzato la mia convinzione che si possa stabilire una connessione forte tra Pasolini e Foucault, e mi ha spronato &#8211; come dicevo poc&#8217;anzi &#8211; a tirar fuori gli appunti.<\/p>\n<p><strong>Cosa sapevano l&#8217;uno dell&#8217;altro?<\/strong><\/p>\n<p>Non risulta che Pasolini fosse un lettore di Foucault: nei suoi scritti non ho trovato alcuna menzione del filosofo francese [<strong><span style=\"color: #ff0000;\">*<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">]<\/span><\/span>. Eppure negli anni Sessanta il futuro polemista \u00abcorsaro\u00bb studi\u00f2 con grande interesse gli strutturalisti (lo testimoniano i saggi raccolti nel 1972 in <em>Empirismo eretico<\/em>), confrontandosi con le teorie di <strong>Roland Barthes<\/strong> e altri autori di quella temperie. La stessa temperie da cui stavano emergendo post-strutturalisti come Foucault e <strong>Gilles Deleuze<\/strong>. Inoltre, Pasolini lesse i libri di <strong>Pierre Klossowski<\/strong> sul marchese De Sade, tanto che Klossowski \u00e8 citato nei titoli di testa e, con felice anacronismo, in un dialogo di <em>Sal\u00f2<\/em>, insieme al gi\u00e0 citato Barthes.<br \/>\nKlossowski era un buon amico di Foucault, e Sade era uno degli oggetti di studio prediletti anche da quest&#8217;ultimo, che se n&#8217;era occupato sin dai tempi di <em>Storia della follia nell&#8217;et\u00e0 classica<\/em>, opera concepita e scritta nei tardi anni Cinquanta.<br \/>\nA completare una sorta di ideale \u00abtrittico\u00bb, va citato un altro pensatore caro a Foucault: <strong>Maurice Blanchot<\/strong>, il cui <em>Lautr\u00e9amont e Sade<\/em> (1963) \u00e8 una delle opere citate da Pasolini nella bibliografia che precede <em>Sal\u00f2<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4223\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/bibliografia_Salo.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"268\" \/><\/p>\n<p>Se dovessimo allargare il triangolo scaleno Barthes-Blanchot-Klossowski per ottenere una figura quadrangolare, il punto da includere nel perimetro corrisponderebbe senz&#8217;altro al nome di Foucault.<\/p>\n<p>A conti fatti, c&#8217;erano tutte le \u00abprecondizioni\u00bb per una conoscenza di Foucault da parte di Pasolini. Nondimeno, sembra plausibile affermare che, quando Pasolini mor\u00ec (novembre 1975), Foucault non era ancora entrato nel suo radar [<span style=\"color: #ff0000;\"><strong>*<\/strong><\/span>].<br \/>\nMi si lasci introdurre un elemento di &#8220;ucronia&#8221;, un <em>come-sarebbe-potuta-andare<\/em>: se Pasolini fosse sopravvissuto, probabilmente avrebbe letto gli scritti foucaultiani sulla sessualit\u00e0, trovandovi riflessioni molto vicine alle sue. Mentre Pasolini vergava la sua <em>Abiura della \u00abTrilogia della vita\u00bb<\/em>, Foucault stava scrivendo <em>La volont\u00e0 di sapere<\/em>.<\/p>\n<p>E&#8217; d&#8217;altronde possibile che, durante la stesura de <em>La volont\u00e0 di sapere<\/em>, Foucault avesse tra i suoi riferimenti Pasolini. Del fatto che avesse letto Pasolini abbiamo addirittura una testimonianza autografa.<\/p>\n<p>Il 23 marzo 1977, quasi un anno e mezzo dopo la morte di Pasolini, <em>Le Monde<\/em> pubblica una recensione del suo documentario <em>Comizi d&#8217;amore<\/em>, proiettato di recente in una retrospettiva parigina. L&#8217;autore della recensione, intitolata \u00abI grigi mattini della tolleranza\u00bb, \u00e8 proprio Michel Foucault. Quest&#8217;ultimo legge il film del &#8217;63 alla luce delle analisi successive di Pasolini (\u00abcorsare\u00bb e \u00abluterane\u00bb), che implicitamente fa coincidere con le proprie. Foucault d\u00e0 mostra di aver letto gli <em>Scritti corsari<\/em> e visto svariate altre pellicole pasoliniane, a cominciare da <em>Mamma roma<\/em>. Ecco gli ultimi capoversi dell&#8217;articolo:<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4213\" style=\"margin: 2px;\" title=\"Comizi d'amore\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/lovemeetings1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"144\" \/>\u00abIl film [&#8230;] pu\u00f2 servire da punto di riferimento. Un anno dopo <em>Mamma Roma<\/em>, Pasolini continua su ci\u00f2 che diventer\u00e0, nei suoi film, la grande saga dei giovani. Di quei giovani nei quali non vedeva affatto degli adolescenti da consegnare a psicologi, ma la forma attuale di quella &#8220;giovent\u00f9&#8221; che le nostre societ\u00e0, dopo il Medioevo, dopo Roma e la Grecia, non hanno mai saputo integrare, che hanno sempre avuto in sospetto o hanno rifiutato, che non sono mai riuscite a sottomettere, se non facendola morire in guerra di tanto in tanto. E poi il 1963 era il momento in cui l&#8217;Italia era entrata da poco e rumorosamente in quel processo di espansione-consumo-tolleranza di cui Pasolini doveva redigere il bilancio, dieci anni dopo, nei suoi <em>Scritti corsari<\/em>. La violenza del libro d\u00e0 una risposta all&#8217;inquietudine del film. Il 1963 era anche il momento in cui aveva inizio un po&#8217; ovunque in Europa e negli Stati Uniti quella messa in questione delle forme molteplici del potere, che le persone sagge ci dicono essere &#8220;alla moda&#8221;. E sia pure! Quella &#8220;moda&#8221; rischia di rimanere in voga ancora per un po&#8217; di tempo, come accade in questi giorni a Bologna.\u00bb<br \/>\n(Traduzione dal francese di Raoul Kirchmayr, tratta da <em>Aut Aut<\/em> n. 345, \u00abInattualit\u00e0 di Pasolini\u00bb, gennaio-marzo 2010)<\/p><\/blockquote>\n<p>[L&#8217;ultima frase \u00e8, ovviamente, un riferimento alla rivolta di massa seguita all&#8217;uccisione di Francesco Lorusso.]<br \/>\nA pensarci, \u00e8 alquanto implausibile che Foucault &#8211; studioso del sadismo, dei meccanismi disciplinari e del rapporto sesso-potere &#8211; non avesse visto <em>Sal\u00f2<\/em>, proiettato in anteprima al Festival di Parigi il 22 novembre 1975, pochi giorni dopo la morte violenta del suo autore e regista.<\/p>\n<p><strong>Le courage de la v\u00e9rit\u00e9<\/strong><\/p>\n<p>Che Foucault, negli ultimi anni della sua vita, avesse in mente il percorso poetico\/critico e le riflessioni di Pasolini, parrebbe evidente anche dal titolo del suo ultimo corso al Coll\u00e8ge de France (1984), quello dedicato al concetto di <em>parres\u00eca<\/em>, ovvero al \u00abparlare franco\u00bb, al \u00abdiscorso veritiero\u00bb della cultura greca. Il corso si intitolava: \u00abIl coraggio della verit\u00e0\u00bb. La traduzione italiana delle trascrizioni arriver\u00e0 in libreria a settembre, edita da Feltrinelli, a cura di <strong>Mario Galzigna<\/strong>.<br \/>\nA quanto mi consta (ne ho parlato anche con Galzigna), nessuno ha riconosciuto la citazione pasoliniana. Eppure l&#8217;espressione figura in uno degli scritti pi\u00f9 conosciuti del Pasolini corsaro: \u00abIl romanzo delle stragi\u00bb, noto anche col titolo \u00abChe cos&#8217;\u00e8 questo golpe?\u00bb, uscito sul <em>Corriere della sera<\/em> il 14 novembre 1974. Pasolini scrive (sottolineature mie):<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl potere [&#8230;] ha escluso gli intellettuali liberi [&#8230;] dalla possibilit\u00e0 di avere prove ed indizi. Mi si potrebbe obiettare che io [&#8230;] potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico [&#8230;] compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilit\u00e0, prove ed indizi. Ma a tale obiezione io risponderei che ci\u00f2 non \u00e8 possibile, perch\u00e9 \u00e8 proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale <span style=\"text-decoration: underline;\">coraggio intellettuale a dire la verit\u00e0<\/span>: cio\u00e8 a fare i nomi. Il <span style=\"text-decoration: underline;\">coraggio intellettuale della verit\u00e0<\/span> e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Due vite<\/strong><\/p>\n<h5><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8888833129\/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=wumingfound09-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8888833129\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Pasolini. Una vita violentata\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/unavitaviolentata.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"252\" \/><\/a><\/strong><\/strong><\/h5>\n<p>Pasolini e Foucault erano quasi coetanei. Nacquero a quattro anni di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro e furono battezzati con due nomi, uno dei quali era &#8220;Paolo&#8221;: Paul-Michel Foucault e Pier Paolo Pasolini.<br \/>\nNacquero e crebbero in provincia, sospesi tra citt\u00e0 e campagna: Foucault tra Poitiers e la fattoria dei nonni a Vendeuvre-du-Poitou; Pasolini tra Bologna e Casarsa. Ebbero un rapporto forte con la madre (che sarebbe loro sopravvissuta) e di quasi estraneit\u00e0 col padre (che sarebbe morto prima di loro). Vissero l&#8217;occupazione tedesca dei rispettivi paesi, e nelle loro educazioni ebbe un ruolo importante la Resistenza. L&#8217;occupazione e la guerra partigiana incisero pi\u00f9 tragicamente nella vita di Pasolini, che perse il fratello Guido, ma anche la vita di Foucault ne fu influenzata, e proprio nel rapporto col suo futuro pane quotidiano, ovvero la filosofia: due insegnanti di filosofia del suo liceo, il Coll\u00e8ge Saint-Stanislas di Poitiers, furono uccisi dai nazisti in quanto membri della Resistenza. E negli ultimi anni di vita, Foucault ricorse almeno una volta a uno pseudonimo, \u00ab<strong>Louis Appert<\/strong>\u00bb, che era in realt\u00e0 un sottile omaggio alla Resistenza: Louis Appert era un partigiano, un membro del Comit\u00e9 de Lib\u00e9ration di Poitiers.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno alla stessa et\u00e0, Pasolini e Foucault si iscrissero ai rispettivi partiti comunisti: Pasolini nel 1947, Foucault nel 1950. Ne uscirono due anni pi\u00f9 tardi, e in malo modo: Foucault nel 1952, in polemica con l&#8217;antisemitismo diffuso nel PCF; Pasolini espulso dal PCI nel 1949, dopo lo scandalo di Ramuscello. Per la diversa natura dei due partiti (quello francese tetragonamente stalinista, quello italiano meno rigido e pi\u00f9 dotato di \u00abcontrappesi\u00bb quali l&#8217;eredit\u00e0 di Gramsci), Pasolini pot\u00e9 ristabilire un rapporto e un confronto, seppure a tratti molto critico, mentre la rottura di Foucault fu assoluta.<\/p>\n<p>I due si stabilirono nelle capitali dei rispettivi paesi. Attraversarono marxismo e psicanalisi. Vissero la loro attivit\u00e0 intellettuale in modo \u00abmilitante\u00bb e, in modi diversi, polemizzarono con la \u00abnuova sinistra\u00bb nata dal &#8217;68. Viaggiarono in Africa e negli Stati Uniti. Si interessarono alle arti underground e alla controcultura USA.<\/p>\n<p>Fin da giovanissimi si scoprirono omosessuali.<br \/>\nFurono aggrediti fisicamente durante o subito dopo \u00abspedizioni\u00bb notturne legate al sesso: Foucault fu picchiato a Tunisi nel 1968 (probabilmente da elementi in borghese della polizia politica); Pasolini fu aggredito a Roma diverse volte, fino alla fatidica serata all&#8217;Idroscalo.<br \/>\nAll&#8217;affermarsi dei movimenti di liberazione omosessuale, Pasolini e Foucault ammisero &#8211; implicitamente o esplicitamente &#8211; di rimpiangere la (o provare piacere nella) dimensione del segreto e della doppiezza. In una lettera aperta a Calvino dell&#8217;8 luglio 1974, poi raccolta negli <em>Scritti corsari, <\/em>Pasolini si paragon\u00f2 con un certo compiacimento a Mister Hyde: \u00abIo, come il dottor Hyde, ho un&#8217;altra vita.\u00bb Foucault, in alcune interviste, descrisse la vecchia, codificata clandestinit\u00e0 in toni sottilmente elegiaci.<\/p>\n<p>Morirono entrambi in circostanze legate alla loro ricerca del sesso: Pasolini massacrato all&#8217;Idroscalo di Ostia (da chi?) dopo aver rimorchiato Pelosi; Foucault stroncato dall&#8217;AIDS, plausibilmente contratto nelle saune gay di San Francisco.<\/p>\n<p><strong>Una diversa violenza sui corpi<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" style=\"margin-left: 2px; margin-right: 2px;\" title=\"Michel Foucault\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/foucault_frown-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>La \u00abTrilogia della vita\u00bb (composta dai film <em>Il Decameron<\/em>, <em>I racconti di Canterbury<\/em> e <em>Il fiore delle Mille e una notte<\/em>) metteva in scena il sesso e il suo &#8220;linguaggio&#8221;, narrava la potenza dell&#8217;eros.<br \/>\nLa presa di distanza che Pasolini esprime nella <em>Abiura della \u00abTrilogia della vita\u00bb<\/em> (1975) ha molto in comune con quel che scriver\u00e0 Foucault un anno dopo nel primo capitolo de <em>La volont\u00e0 di sapere<\/em>, intitolato \u00abNoialtri vittoriani\u00bb: \u00e8 falsante descrivere il rapporto tra sesso e potere solo in termini di repressione del primo da parte del secondo; \u00abscegliere il sesso non significa di per s\u00e9 essere contro il potere\u00bb, perch\u00e9 il \u00abdivieto del sesso\u00bb non \u00e8 <em>la<\/em> strategia universale del potere, semmai \u00e8 una strategia locale, singolare, che in certe fasi e in certi luoghi prevale sulle altre. Il rapporto tra sesso e potere si basa su un continuo \u00abdiscorso sul sesso\u00bb, sollecitato in tanti modi, e dunque una societ\u00e0 pu\u00f2 esercitare il potere sul sesso anche \u00abiper-sessualizzando\u00bb le pratiche e i discorsi.<br \/>\nScrive Pasolini:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIo abiuro dalla <em>Trilogia della vita<\/em>, bench\u00e9 non mi penta di averla fatta. Non posso negare la sincerit\u00e0 e la necessit\u00e0 che mi hanno spinto alla rappresentazione dei corpi e del loro simbolo culminante, il sesso [&#8230;] Nella prima fase della crisi culturale e antropologica cominciata verso la fine degli anni Sessanta &#8211; in cui cominciava a trionfare l&#8217;irrealt\u00e0 della sottocultura dei &#8220;mass- media&#8221; e quindi della comunicazione di massa &#8211; l&#8217;ultimo baluardo della realt\u00e0 parevano gli &#8220;innocenti&#8221; corpi con l&#8217;arcaica, fosca, vitale violenza degli organi sessuali [&#8230;] Ora, tutto si \u00e8 rovesciato. Primo: la lotta progressista per la democratizzazione espressiva e per la liberazione sessuale \u00e8 stata brutalmente superata e vanificata dalla decisione del potere consumistico di concedere una vasta (quanto falsa) tolleranza. Secondo: anche la &#8220;realt\u00e0&#8221; dei corpi innocenti \u00e8 stata violata, manipolata, manomessa dal potere consumistico; anzi, tale violenza sui corpi \u00e8 diventata il dato pi\u00f9 macroscopico della nuova epoca umana.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Negli anni in cui i movimenti per la liberazione del corpo e per la rivoluzione sessuale combattevano importantissime battaglie, e i movimenti omosessuali iniziavano la loro lunga lotta per libert\u00e0 e apertura, Foucault e Pasolini mettevano in guardia tutti quanti, esortavano a sospettare di quella libert\u00e0 e di quell&#8217;apertura, sostenendo che il problema della sessualit\u00e0 non era pi\u00f9 &#8211; o non era soltanto &#8211; la sua repressione. Ipostatizzare una strategia locale (il divieto del sesso, il castigo del corpo in costumi repressivi), descriverla come operativa sempre e comunque, significava non capire che il rapporto tra sesso e potere pu\u00f2 essere di segno molto diverso e non per questo produrre soggettivit\u00e0 pi\u00f9 libere.<\/p>\n<p>Pensiamo al \u00abberlusconismo\u00bb, qui inteso nell&#8217;accezione pi\u00f9 ampia, come manifestazione esemplare e al tempo stesso versione <em>molto italiana<\/em> (cfr. Stanis La Rochelle) di quello che <strong>Jacques Lacan<\/strong> chiamava il \u00abdiscorso del capitalista\u00bb, cio\u00e8 l&#8217;esortazione al godimento immediato, a scapito di ogni regola e legame sociale.<br \/>\nNel <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=1675\">\u00abdiscorso di Berlusconi\u00bb<\/a> non c\u2019\u00e8 <em>pruderie<\/em> n\u00e9 tantomeno \u00abdivieto del sesso\u00bb, anzi: c&#8217;\u00e8 la continua titillazione para-pornografica dell\u2019immaginario, e l&#8217;accusa di \u00abmoralismo bacchettone\u00bb \u00e8 usata come clava contro chiunque si azzardi a criticare l&#8217;andazzo corrente. E\u2019 precisamente lo scenario dell\u2019Abiura.<br \/>\nIl \u00abdiscorso di Berlusconi\u00bb dimostra anche che il rapporto tra potere e sesso \u00e8 fatto di strategie diverse tra loro, mai riducibili <em>ad unum<\/em>, a un&#8217;unica logica a cui ricondurre ogni mossa. Basti un esempio: nell&#8217;Italia berlusconizzata si auto-alimenta da tempo un circolo vizioso tra incitazione all&#8217;omofobia (con sempre pi\u00f9 episodi di violenza di strada) e rutilante esibizione\/esaltazione del gay o del transgender famoso e possibilmente di destra (da Platinette a Signorini a Lele Mora, passando per Dolce &amp; Gabbana). <strong>Platinette<\/strong>, non a caso, \u00e8 l&#8217;esempio posto all&#8217;apice del sermone sulla \u00ablocura\u00bb\u00a0 nell&#8217;ultima puntata della serie TV <em>Boris<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-4189\" style=\"margin: 3px;\" title=\"Platinette ci assolve da tutti i nostri mali\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/platinette_piume_rosa1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/locura.mp3\">\u00ab&#8230;Io parlo della locura, Ren\u00e9, la <em>locura<\/em>!<\/a><em><br \/>\n\u00ab<\/em>&#8230;Io parlo della locura, Ren\u00e9, la locura! La pazzia, che cazzo, Ren\u00e9&#8230; La <em>cerveza<\/em>! la tradizione (o &#8216;merda&#8217;, come la chiami tu), ma con una bella spruzzata di pazzia. Il peggior conservatorismo&#8230; che per\u00f2 si tinge di simpatia, di colore, di <em>paillettes<\/em>. In una parola: Platinette! Perch\u00e9 Platinette, hai capito, ci assolve da tutti i nostri mali, da tutte le nostre malefatte&#8230; &#8216;Sono cattolico, ma sono giovane e vitale perch\u00e9 mi divertono le minchiate del sabato sera!&#8217; \u00c8 vero o no? Ci fa sentire la coscienza a posto, Platinette. Questa \u00e8 l&#8217;Italia del futuro: un paese di musichette&#8230; mentre fuori c&#8217;\u00e8 la morte! \u00c8 questo che devi fare tu: &#8216;<em>Occhi del cuore&#8217;<\/em>, s\u00ec, ma&#8230; Con le sue pappardelle, con le sue tirate contro la droga, contro l&#8217;aborto&#8230; ma con una strana, colorata, luccicante&#8230; <em>frociaggine<\/em>! Smaliziata e allegra come una cazzo di <em>lambada<\/em>! \u00c8 la <em>locura<\/em>, Ren\u00e9, \u00e8 la cazzo di <em>locura<\/em>! Se l&#8217;acchiappi, hai vinto.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il potere non si basa sul divieto del sesso, ma sulla continua sollecitazione di un <em>discorso<\/em> <em>sul<\/em> sesso, che pu\u00f2 s\u00ec includere strategie di interdizione e condanna, ma giocandole con altre finalizzate alla spettacolarizzazione, alla mercificazione, alla distrazione di massa, alla creazione di perversi \u00abdoppi vincoli\u00bb tra l&#8217;imperativo \u00abGodi!\u00bb e la condizione \u00abPurch\u00e9 tu rimanga al tuo posto\u00bb. Musichette, mentre fuori c&#8217;\u00e8 la morte. E&#8217; la <em>locura<\/em>. E&#8217; la cazzo di <em>locura<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Postilla su Pasolini e la \u00abDopostoria\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Anche alla luce di questo, \u00e8 riduttivo, anzi, \u00e8 del tutto fuori luogo dire che Pasolini fu un \u00abreazionario\u00bb. E&#8217; una misera scorciatoia. Certamente gli piaceva <em>\u00e9pater les modernes<\/em>, ma i suoi contrattacchi culturali li azzard\u00f2 <em>partendo<\/em> dal rammarico per la scomparsa dell&#8217; \u00abillimitato mondo contadino\u00bb, non approdandovi. Soprattutto nei suoi anni \u00abcorsari\u00bb (ma gi\u00e0 dai primi anni Sessanta), Pasolini cerc\u00f2 di aggredire il nemico non nelle postazioni che stava abbandonando, bens\u00ec in quelle che stava per occupare.<br \/>\nSi ricorda sempre il celeberrimo incipit \u00abIo sono una forza del passato, \/ solo nella tradizione \u00e8 il mio amore\u00bb (da <em>Poesia in forma di rosa<\/em>, 1964), ma quei versi andrebbero riletti ponendo maggiore attenzione alle prime quattro parole: \u00abIo sono una forza\u00bb. Il tempo \u00e8 il presente, e non c&#8217;\u00e8 un accasciarsi nella perdita, non c&#8217;\u00e8 facile melancolia: il poeta <em>\u00e8<\/em> una <em>forza<\/em>, una forza che viene dal passato ma agisce nel presente, anzi, nel presente avanzato. Il poeta sta assistendo ai \u00abprimi atti della Dopostoria\u00bb da una postazione paradossalmente privilegiata (\u00abdall&#8217;orlo estremo di qualche et\u00e0 \/ sepolta&#8230;\u00bb). E&#8217; la postazione di chi, incarnando la cesura tra tradizione e futuro, intuisce cosa riservi quest&#8217;ultimo e pu\u00f2 aggirarsi in esso, \u00abpi\u00f9 moderno d&#8217;ogni moderno\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p><a title=\"La voce di Pasolini\" href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Iosonounaforzadelpassato.mp3\">Io sono una forza del Passato.<\/a><br \/>\nIo sono una forza del Passato.<br \/>\nSolo nella tradizione \u00e8 il mio amore.<br \/>\nVengo dai ruderi, dalle chiese,<br \/>\ndalle pale d&#8217;altare, dai borghi<br \/>\nabbandonati sugli Appennini o le Prealpi,<br \/>\ndove sono vissuti i fratelli.<br \/>\nGiro per la Tuscolana come un pazzo,<br \/>\nper l&#8217;Appia come un cane senza padrone.<br \/>\nO guardo i crepuscoli, le mattine<br \/>\nsu Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,<br \/>\ncome i primi atti della Dopostoria,<br \/>\ncui io assisto, per privilegio d&#8217;anagrafe,<br \/>\ndall&#8217;orlo estremo di qualche et\u00e0<br \/>\nsepolta. Mostruoso \u00e8 chi \u00e8 nato<br \/>\ndalle viscere di una donna morta.<br \/>\nE io, feto adulto, mi aggiro<br \/>\npi\u00f9 moderno di ogni moderno<br \/>\na cercare fratelli che non sono pi\u00f9.<\/p><\/blockquote>\n<h5><span style=\"color: #ff0000;\">* <\/span>Su questo, cfr. gli aggiornamenti nei commenti qui sotto.<\/h5>\n<h5>[Un montaggio diverso e pi\u00f9 breve di questi appunti \u00e8 uscito sul n.3 di <em>Nuova Rivista Letteraria<\/em>, Edizioni Alegre, maggio 2011.]<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA SELEZIONATA<br \/>\n<\/strong>Guy Casadamont, &#8220;Masques de Foucault&#8221;, in: AA.VV., <em>Discipline, Security and Beyond<\/em>, <a href=\"http:\/\/www.thecarceral.org\/journal-vol4.html\">Carceral Notebooks vol. 4<\/a>, Chicago, 2008<br \/>\nDidier Eribon, <em>Michel Foucault<\/em>, Leonardo, Milano, 1991<br \/>\nRoberto Esposito, <em>Pensiero vivente. Origine e attualit\u00e0 della filosofia italiana<\/em>, Einaudi, Torino, 2010<br \/>\nMichel Foucault, <em>La volont\u00e0 di sapere<\/em>, Feltrinelli, Milano, 1978<br \/>\nFranco Grattarola, <em>Pasolini. Una vita violentata<\/em>, Coniglio, Roma, 2005<br \/>\nDavid Macey, <em>Michel Foucault<\/em>, Reaktion Books, London, 2004<br \/>\nJames Miller, <em>La passione di Michel Foucault<\/em>, Longanesi &amp; Co., Milano, 1993<br \/>\nPier Paolo Pasolini, <em>Empirismo eretico<\/em>, Garzanti, Milano, 1972<br \/>\nPier Paolo Pasolini, <em>Scritti corsari<\/em>, Garzanti, Milano, 1975<br \/>\nPier Paolo Pasolini, <em>Lettere luterane<\/em>, Einaudi, Torino, 1976<br \/>\nEnzo Siciliano, <em>Vita di Pasolini<\/em>, Mondadori, Milano, 2005<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>***<\/strong><\/p>\n<p><strong>LINK CORRELATI<br \/>\n( Wu Ming 1 su \/ a partire da \/ Foucault e\/o Pasolini<\/strong> )<br \/>\n<script src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/playtagger_mod\/playtagger_mod.js\" type=\"text\/javascript\"><\/script><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=114\">BRANCO &#8217;75<\/a><\/strong><br \/>\nUnire quel che appare diviso: <em>Sal\u00f2<\/em> e <em>Amici miei<\/em>, note per una visione comparata. Aprile 2010.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.materialifoucaultiani.org\/it\/materiali\/altri-materiali\/56-forum-giornalismo-filosofico\/130-wu-ming-1.html\"><strong>INTERVISTA SU &#8220;MATERIALI FOUCAULTIANI&#8221;<\/strong><\/a><br \/>\nCliccando si arriva ai primi due botta-e-risposta. Per proseguire, cliccare su &#8220;Suivant&#8221;, in basso a sinistra. Autunno 2010.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=2123\"><strong>FOUCAULT IN IRAN: RIVOLUZIONE, ENTROPIA, UGUAGLIANZA<\/strong><\/a><br \/>\nArticolo apparso su <em>Nuova Rivista Letteraria<\/em>, n.2, edizioni Alegre, dicembre 2010.<\/p>\n<p><strong>DAL FILOSOFO MASCHERATO ALLO SCRITTORE-GUERRIGLIA<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/WM1_Sottrazioni_Arsenale_Venezia23102009.mp3\"><br \/>\nDAL FILOSOFO MASCHERATO ALLO SCRITTORE-GUERRIGLIA<\/a><\/strong><br \/>\nMp3, 128k, 29 minuti. Intervento all&#8217;incontro &#8220;Scrittori all&#8217;Arsenale \/ Sottrazioni d&#8217;autore&#8221;, organizzato dal laboratorio Ibridamenti e svoltosi alla Sala delle Galeazze dell&#8217;Arsenale di Venezia il 23 ottobre 2009.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Giap\/giap3_VIIa.htm#pasolini\"><strong>PASOLINI PARTIVA PER PRIMO<\/strong><\/a><br \/>\nScazzottate, inseguimenti e minacce di ritorsione fisica. La pacifica vita violenta di un poeta. Novembre 2005.<\/p>\n<p><strong>DIALOGO TRA WU MING 1 E MARIO GALZIGNA: COS&#8217;E&#8217; UN AUTORE<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/WM1_e_Mario_Galzigna_VEGA_Marghera16032010.mp3\"><strong>DIALOGO TRA WU MING 1 E MARIO GALZIGNA: COS&#8217;\u00c8 UN AUTORE<\/strong><\/a><br \/>\nWu Ming 1 e il filosofo <a href=\"http:\/\/www.unive.it\/nqcontent.cfm?a_id=7043&amp;persona=000342&amp;vista=curr\">Mario Galzigna<\/a> (docente di Storia della scienza e Storia e metodi della psichiatria all&#8217;Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari di Venezia, nonch\u00e9 curatore delle edizioni italiane degli ultimi corsi di Michel Foucault al Coll\u00e8ge de France) dialogano a ruota libera &#8211; partendo da una celebre conferenza tenuta da Foucault nel 1969 &#8211; sul seguente tema: cos&#8217;\u00e8 un autore? O meglio: come funziona? L&#8217;incontro si \u00e8 svolto al VEGA, Parco tecnologico di Marghera (VE), il 16 marzo 2010. Mp3 160k. 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