{"id":41670,"date":"2020-01-03T11:17:53","date_gmt":"2020-01-03T10:17:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=41670"},"modified":"2020-01-12T10:23:31","modified_gmt":"2020-01-12T09:23:31","slug":"la-sfida-di-xm24-contro-il-nulla-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/01\/la-sfida-di-xm24-contro-il-nulla-2\/","title":{"rendered":"La sfida di XM24 contro il Nulla \/ Seconda puntata (di 2)"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_41672\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41672\" class=\"wp-image-41672\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/marea_assemblea-1.jpg\" alt=\"L\u2019assemblea del 15 novembre nella \u00abCattedrale\u00bb della Caserma Sani.\" width=\"700\" height=\"271\" \/><p id=\"caption-attachment-41672\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019assemblea del 15 novembre nella \u00abCattedrale\u00bb della Caserma Sani, sotto lo sguardo benedicente di quella che \u00e8 stata subito battezzata come \u00abMadonna Trans\u00bb<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Wolf Bukowski<\/strong> * &#8211; <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/12\/la-sfida-di-xm24-contro-il-nulla-1\/\">La prima puntata \u00e8 qui<\/a>.<\/p>\n<p>Jacques Pantale\u00f3n, da pochi mesi papa <strong>Urbano IV<\/strong>, il 23 dicembre del 1261 apponeva il suo sigillo alla bolla <em>Sol ille verus<\/em>. Poco dopo, una copia del documento veniva consegnata a un messo e questi lasciava il Palazzo dei Papi, attraversava al trotto le strade della provvisoria sede pontificia di Viterbo.<\/p>\n<p>Oggi su quel centro medievale spira un alito di gentrificazione, fatto di offerta gastronomica pervasiva, di <a href=\"http:\/\/www.lafune.eu\/san-pellegrino-in-fiore-2018-tripudio-di-fiori-e-di-turisti\/\">retorica del \u00abbello\u00bb<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/viterbo\/il_quartiere_medievale_di_san_pellegrino_candidato_all_unesco_grazie_alla_regione-4783109.html?\">della candidatura<\/a> a diventare parte del patrimonio Unesco. All&#8217;epoca, tutto ci\u00f2 era non solo lontano, ma inimmaginabile. Tanto per il papa, quanto per il messo, che veloce si allontanava e puntava verso nord.<\/p>\n<p>In pochi giorni, l&#8217;attesa notizia del riconoscimento dell&#8217;ordine religioso-militare della <em>beata Maria Vergine Gloriosa<\/em> giungeva a destinazione. In questa seconda citt\u00e0 \u2013 vi fosse arrivato oggi \u2013 il cavaliere avrebbe trovato non un alito come a Viterbo, ma una <em>tempesta<\/em> di gentrificazione, fatta di <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/westworld-fico-1-di-2\/\">nauseante sovraofferta gastronomica<\/a>, crescita insostenibile dei valori immobiliari, Grandi Eventi e Opere e, di nuovo, la nefasta candidatura a diventare patrimonio Unesco. \u00abUnescocide\u00bb, lo chiama <a href=\"https:\/\/newleftreview.org\/issues\/II88\/articles\/marco-d-eramo-unescocide\"><strong>Marco d&#8217;Eramo<\/strong> sulla <em>New Left Review<\/em><\/a>: omicidio urbano per mezzo dell\u2019inserimento nelle liste Unesco.<\/p>\n<p>\u00c8, la citt\u00e0 d\u2019arrivo, Bologna; e la sede dell\u2019<em>Ordo Militiae beatae Mariae Virginis Gloriosae<\/em> si raccoglieva <a href=\"https:\/\/collezioni.genusbononiae.it\/products\/dettaglio\/10146#\">attorno a<\/a><a href=\"https:\/\/collezioni.genusbononiae.it\/products\/dettaglio\/10146#\">lla chiesa<\/a> di \u00abS. Mariae de Caxaraltola\u00bb. <!--more--><\/p>\n<p>Siamo in Bolognina est, e precisamente nell&#8217;area \u00abliberata\u00bb da XM24 757 anni e 11 mesi dopo, cio\u00e8 <a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/il-viaggio-nello-spazio-di-xm24\/\">il 15 novembre <\/a><a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/il-viaggio-nello-spazio-di-xm24\/\">2019<\/a>: il terreno dell&#8217;ordine comprendeva infatti tanto l&#8217;attuale caserma Sani quanto gli ex stabilimenti metalmeccanici <em>Casaralta<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;ordine religioso-militare era composto tanto di <em>fratres conventuales<\/em>, che facevano voto di castit\u00e0 e di comunit\u00e0 di beni, quanto di <em>fratres<\/em> coniugati, che potevano risiedere al proprio domicilio e le cui mogli erano ammesse all\u2019ordine. Nonostante la presenza dei conventuali, l&#8217;ordine fu da subito percepito come prevalentemente laico: \u00abNobilissimo ordin secolare\u00bb, lo aveva chiamato <strong>Guittone d\u2019Arezzo<\/strong>. <em>Nobilissimo<\/em>, appunto: come scrive <strong><a href=\"http:\/\/www.rmoa.unina.it\/1005\/1\/RM-Gazzini-Milizie.pdf\">Marina Gazzini<\/a><\/strong>, l\u2019ordine aveva \u00abfisionomia prettamente aristocratica\u00bb, e \u00abvi era ammessa la sola \u00e9lite della societ\u00e0 comunale\u00bb. Nei decenni successivi,<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abil reclutamento della milizia fu ancor meglio circoscritto: nel 1314, in occasione di un\u2019altra riunione dei fratres milites a Bologna, le condizioni personali necessarie per l\u2019ammissione furono ritenute le seguenti: \u201cprudentia, nobilitas, substantia, virtus, fama, vita, aetas\u201d\u00bb. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>I <em>milites<\/em> potevano portare armi per combattere i movimenti ereticali; potevano inoltre intervenire \u00ab<em>pro sedandis tumultibus civitatum<\/em>\u00bb, ma in questo caso solo con armi da difesa e bastoni privi di parti in ferro. Il nomignolo con cui vengono da subito indicati, quello di <em>frati gaudenti<\/em>, non deve condurci nei territori della commedia sexy degli anni Settanta, rendendoci un po\u2019 pi\u00f9 simpatici i membri di quest&#8217;aristocratica confraternita. Inizialmente infatti l&#8217;aggettivo faceva riferimento al \u00abgaudio spirituale, alla gioia derivante dalla visione di Dio\u00bb; poi, a causa della sua polisemia, \u00absi prest\u00f2 [\u2026] a essere frainteso nell\u2019accezione prosastica di \u2018coloro che godono\u2019, dei beni terreni e dei benefici spirituali, un\u2019antitesi dunque con la filosofia pauperistica dei mendicanti, ed assunse una connotazione denigratoria\u00bb.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una continuit\u00e0, dunque, tra quegli avidi e ricchi <em>fratres<\/em> e l\u2019avida Cassa Depositi e Prestiti, attuale proprietaria dell\u2019area, che gode di molti beni terreni e ampi benefici.<\/p>\n<h4><strong>1. Dalla chiesa allo stato<\/strong><\/h4>\n<p>Attorno alla met\u00e0 dell&#8217;ottocento Casaralta aveva assunto importanza militare perch\u00e9 si trovava in direzione del confine con il regno Lombardo-Veneto, ed era cos\u00ec diventata <em>Forte Galliera<\/em>. Dopo l&#8217;annessione del Veneto al regno d&#8217;Italia l&#8217;area era rimasta del Ministero della Guerra, che vi aveva impiantato lo \u00abStabilimento Militare di Casaralta in Bologna per la preparazione di scatolette di carne in conserva e di boccette di brodo concentrato per uso del Regio Esercito\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;ufficiale che aveva diretto i <a href=\"http:\/\/badigit.comune.bologna.it\/ilrestodelcarlino\/casaralta.htm#1\">grandi lavori di trasformazione dell\u2019area negli anni 1896-1905<\/a> era il marchese <strong>Giuseppe d&#8217;Havet<\/strong>. Durante la prima guerra mondiale il nobile d&#8217;Havet avrebbe preso parte alla direzione di un altro macello, quello di operai e contadini sul fronte trentino, guadagnandosi il grado di Generale di Corpo d&#8217;Armata.<\/p>\n<div id=\"attachment_41674\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41674\" class=\"wp-image-41674\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/casaralta-carnificio.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"534\" \/><p id=\"caption-attachment-41674\" class=\"wp-caption-text\">Il marchese Giuseppe d&#8217;Havet, le mani dietro la schiena, osserva \u00abil grande macello\u00bb dello stabilimento di Casaralta.<\/p><\/div>\n<p>D&#8217;Havet, come generale, scriveva anche le lettere \u2013 le odiose lettere, imbevute di ipocrisie patriottiche \u2013 alle famiglie di chi era rimasto schiacciato nel tritacarne bellico. <a href=\"https:\/\/transcribathon.com\/en\/documents\/id-21721\/item-256074\/\">Cos\u00ec <\/a><a href=\"https:\/\/transcribathon.com\/en\/documents\/id-21721\/item-256074\/\">annunciava<\/a>, a chi aveva gi\u00e0 perso un altro figlio e fratello, il nuovo lutto:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abIo non posso dimenticare che qui, donde scrivo, nell&#8217;intimit\u00e0 di un ritrovo famigliare, or sono alcuni mesi, io ho constatato colla pi\u00f9 schietta compiacenza i profondi vincoli d&#8217;affetto che legavano il povero Oscar alla sua buona Mamma, alle sue gentili Sorelle. [\u2026] Ma la bellezza Eroica della morte, con cui si \u00e8 chiusa l&#8217;esistenza preziosa del Loro diletto Oscar e l&#8217;unanime rimpianto che essa ha suscitato siano di profondo conforto al Loro dolore! Ma pi\u00f9 che tutto lenisca la loro angoscia la certezza che il caro Estinto rivivr\u00e0 nel culto riconoscente della Patria.\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<h4><strong>2. \u00abViva la rivoluzione, morte ai signori, noi si far\u00e0 la festa\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Durante la prima guerra mondiale nel carnificio lavoravano <a href=\"https:\/\/www.bibliotecasalaborsa.it\/cronologia\/bologna\/1915\/1613\">1500 persone<\/a>, tra cui centinaia di donne. Nell&#8217;aprile del 1917 le operaie del carnificio si erano unite a scioperi e <a href=\"https:\/\/www.storiaememoriadibologna.it\/il-malcontento-in-citta-scioperi-diffusi-degli-ope-808-evento\">manifestazioni spontanee<\/a> per l\u2019adeguamento salariale e contro la guerra. <strong>Giovanna Procacci<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.unive.it\/media\/allegato\/dep\/n31_2016\/006_Procacci_modello.pdf\">descrive <\/a><a href=\"https:\/\/www.unive.it\/media\/allegato\/dep\/n31_2016\/006_Procacci_modello.pdf\">cos\u00ec<\/a> il vento che soffiava in quella primavera:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abLe notizie della rivoluzione [russa] di febbraio giunsero in aprile non solo nelle citt\u00e0, ma anche nelle campagne, diffuse di bocca in bocca. Si parla dappertutto di moto rivoluzionario, riferivano i prefetti; [\u2026] \u201cdella rivoluzione si parla come della cosa pi\u00f9 naturale del mondo\u201d [&#8230;]. \u201cDappertutto parlasi di moto rivoluzionario [&#8230;] che dovrebbe scoppiare a breve scadenza\u201d, avvertiva il prefetto di Torino; in Toscana ragazzi e ragazze gridano \u201cviva la rivoluzione, morte ai signori, noi si far\u00e0 la festa\u201d. \u201cSi parla di rivoluzione come di un fatto che possa verificarsi da un momento all\u2019altro\u201d (Reggio Emilia).\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Le operaie bolognesi che erano scese in piazza in quell\u2019aprile lo avevano fatto nonostante la timidezza dimostrata dai socialisti e dalla camera del lavoro, e, ancora, nonostante la citt\u00e0 di Bologna fosse considerata \u00abzona di guerra\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.unive.it\/media\/allegato\/dep\/Ricerche\/4_Latini.pdf\">Scrive <strong>Carlotta Latini<\/strong><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abNella zona di guerra, che si distingueva in zona delle operazioni e zona delle retrovie, ai comandanti militari era riconosciuta una potest\u00e0 legislativa ex art. 251 c.p.e. Si trattava di una delega permanente del potere legislativo \u2013 circoscritta al tempo di guerra \u2013 che il parlamento aveva attuato a favore dei comandanti militari e che si esercitava attraverso bandi, ordinanze e regolamenti.\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Bandi, ordinanze e regolamenti<\/em>: ovvero atti amministrativi, gerarchicamente inferiori alle leggi, che pure plasmavano la vita pubblica in senso repressivo e ne facevano una <em>vita da caserma<\/em>. Non possiamo fare a meno di pensare, per analogia, alla pretestuosa <em>guerra all\u2019illegalit\u00e0<\/em> dichiarata con i <em>decreti sicurezza<\/em> di Minniti e Salvini. Decreti con cui si incoraggiano i sindaci a defecare <em>ordinanze e regolamenti<\/em> in testa alla vita cittadina, usando come carta igienica i diritti civili e politici garantiti, <em>in teoria e sempre pi\u00f9 solo in teoria<\/em>, dalla costituzione repubblicana. Cos\u00ec, con <em>ordinanze e regolamenti<\/em> si impedisce la libera circolazione delle persone (Daspo urbano), si conculca la libert\u00e0 di riunirsi con <a href=\"https:\/\/iltirreno.gelocal.it\/massa\/cronaca\/2019\/12\/06\/news\/non-solo-no-alle-sardine-basta-cortei-in-centro-citta-1.38098257\">divieti a manifestare<\/a> nei centri cittadini o con <a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2017\/04\/04\/bologna-25-aprile-del-pratello-strozzato-dagli-obblighi-090565\">prescrizioni impossibili<\/a> da ottemperare, nonch\u00e9 si opprime la libert\u00e0 di esprimere il proprio pensiero (per esempio con le multe per le affissioni, <a href=\"http:\/\/archive.ph\/fVIyt\/image\">persino quelle fatte con il nastro adesivo<\/a>).<\/p>\n<p>Al termine della guerra, il sindaco socialista <strong>Francesco Zanardi<\/strong> immaginava per il carnificio militare un futuro civile, pubblico e cooperativo, per dare occupazione a proletari e proletarie e, allo stesso tempo, calmierare i prezzi dei prodotti alimentari. Diceva all\u2019<a href=\"http:\/\/www.comune.bologna.it\/storiaamministrativa\/media\/files\/zanardi_sindaco.pdf#page=247\"><em>Avanti!<\/em><\/a>:<\/p>\n<p><em>\u00abFino a ieri lo Stabilimento produceva pane e conserve alimentari per l&#8217;Esercito. Il nuovo Istituto dovrebbe preparare tutto quanto \u00e8 necessario alle nostre Cooperative ed ai nostri Enti di Consumo. Cos\u00ec oltre alle conserve di carne fabbricher\u00e0 conserve di frutta, di pomodori, ecc. [&#8230;] Lo Stabilimento comprende poi un frigorifero che potr\u00e0 magnificamente servire per la conservazione di parecchi prodotti agricoli. Vi sono inoltre un Molino ed un Forno e con opportuni macchinari esistono gi\u00e0 costruzioni adatte per la fabbricazione di paste alimentari. Oltre questi generi che sono di prima necessit\u00e0, si potranno fabbricare altri prodotti, liquori, vini, cioccolato, ecc. giacch\u00e9 l&#8217;ambiente \u00e8 adatto ad ulteriori sviluppi d&#8217;industrie alimentari\u00bb.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_41675\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41675\" class=\"wp-image-41675\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/ex-caserma-sani-dal-carnificio.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-41675\" class=\"wp-caption-text\">Dal carnificio alla cucina senza crudelt\u00e0: ex caserma, dicembre 2019 (Foto Michele Lapini).<\/p><\/div>\n<p>Ma le cose stavano gi\u00e0 prendendo un\u2019altra piega. Carnificio e scatolettificio erano ormai diventati un \u00abimpianto frigorifero militare\u00bb all\u2019avanguardia e si stavano dotando di tecnologie per la conservazione delle carni che sarebbero arrivate fino al \u00abcongelamento giornaliero di 800 buoi\u00bb, come testimonia l\u2019<a href=\"http:\/\/badigit.comune.bologna.it\/codibo\/reader\/27F06.htm#page\/19\/mode\/1up\">articolo del 1927<\/a> che tesse le lodi della \u00abgrandiosa opera\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>3. Scatolette per un massacro<\/strong><\/h4>\n<p>Il cinegiornale dell\u2019Istituto Luce <a href=\"https:\/\/www.invidio.us\/watch?v=qvtEFDWAHWQ\">dell\u201911 dicembre 1935<\/a> \u00e8 dedicato alla \u00abproduzione di scatolette di carne e di brodo, nello stabilimento militare di Casaralta, per il rifornimento alimentare dell\u2019esercito\u00bb. Dura tre minuti, e se si riesce a sopportare la marcetta di sottofondo \u00e8 di grande interesse. Anche perch\u00e9 mostra quanto sia posticcio il mito del <em>cibo di una volta<\/em>, locale e genuino. Quella che si vede \u00e8 infatti carne che viene dalle Americhe, trasformata e conservata in uno stabilimento ad altissima automazione. Ma i fotogrammi su cui \u00e8 importante soffermarsi sono quelli finali, insistiti, che mostrano il cartello inchiodato alla cassa in legno che contiene le scatolette in spedizione:<\/p>\n<div id=\"attachment_41676\" style=\"width: 923px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41676\" class=\"size-full wp-image-41676\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Al-comando-AO-Napoli.png\" alt=\"\" width=\"913\" height=\"640\" \/><p id=\"caption-attachment-41676\" class=\"wp-caption-text\">\u00abAl Comando Base A.O. &#8211; Stazione Marittima &#8211; Napoli\u00bb<\/p><\/div>\n<p>A.O. sta per Africa Orientale: dopo Napoli, la destinazione finale \u00e8 certamente quella. Quindi l\u2019aggressione italiana all\u2019Etiopia, iniziata da due mesi quando nelle sale si proiettava il cinegiornale, si era nutrita di carne inscatolata a Casaralta; gli avieri che, una settimana dopo, avrebbero iniziato a sganciare bombe all\u2019iprite si corroboravano col brodo bovino di Casaralta. Scrivono <strong>Wu Ming 1<\/strong> e <strong>Roberto Santachiara<\/strong> in <em>Point Lenana<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abSolo sul fronte nord, dal 22 dicembre 1935 al 29 marzo 1936 l\u2019aviazione italiana rovescia sull\u2019esercito etiopico 972 bombe C-500.T, per un totale di 272 tonnellate di iprite. [\u2026] Dal 10 al 19 febbraio, durante la battaglia dell\u2019Amba Aradam, l\u2019artiglieria italiana spara 1367 proiettili caricati ad arsine. Al termine della battaglia l\u2019aviazione insegue, mitraglia e bombarda col vescicante le colonne di nemici in ritirata. [\u2026] Raccontando di questo giorno, il generale Colombini scriver\u00e0: \u201cVidi scene raccapriccianti: la pelle degli etiopici si scioglieva, si rompeva, si sfogliava e veniva via lasciando la piaga aperta. Cos\u00ec era per i guerrieri dell\u2019esercito nemico come per le donne e i bambini (fortunatamente pochi) che vivevano in quei luoghi.\u201d\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Nell\u2019ottobre del 1944 gli impianti militari di Casaralta finivano sotto i <a href=\"https:\/\/www.bibliotecasalaborsa.it\/cronologia\/bologna\/1944\/il_bombardamento_pi_lungo_e_massiccio_di_tutta_la_guerra\">bombardamenti <\/a><a href=\"https:\/\/www.bibliotecasalaborsa.it\/cronologia\/bologna\/1944\/il_bombardamento_pi_lungo_e_massiccio_di_tutta_la_guerra\">angloamericani<\/a> che colpivano Bologna. Nel dopoguerra l\u2019ex carnificio, che da qui in poi indicheremo come Caserma Sani (da Giacomo, <a href=\"https:\/\/notes9.senato.it\/web\/senregno.nsf\/a52b2f6040cae29dc125785d0059c4c9\/b201c7a20de6102f4125646f006049b2?OpenDocument\">militare e deputato<\/a> morto nel 1912), perde importanza; neppure tutti i danneggiamenti delle bombe vengono risanati, e viene progressivamente dismesso dall\u2019esercito, fino <a href=\"https:\/\/www.bibliotecasalaborsa.it\/cronologia\/bologna\/2003\/chiude_la_caserma_deposito_di_casaralta#top\">alla chiusura ufficiale<\/a> nel 2003.<\/p>\n<p>I progetti per l\u2019area che si susseguono rispecchiano il clima culturale circostante. Negli entusiastici e sviluppisti anni Sessanta il comune di Bologna vi aveva ipotizzato <em>megastrutture<\/em> (un palazzo per uffici finanziari e un teatro); negli Ottanta, quando l\u2019ambientalismo era senso comune e non era ancora stato degradato a <em>green<\/em>, prevedeva di farne un parco pubblico.<\/p>\n<div style=\"width: 2210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/excasermasani2019.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/excasermasani2019.jpg\" width=\"2200\" height=\"1468\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Ex caserma Sani, dicembre 2019 (foto Michele Lapini).<\/p><\/div>\n<h4><strong>4. La citt\u00e0 neoliberale come chiesa<\/strong><\/h4>\n<p>In questo nuovo millennio il capitalismo riassume in s\u00e9 anche le istanze di dominio precedenti, quali sono la chiesa e lo stato. La chiesa cede il passo al capitalismo fattosi religione, diventato culto <a href=\"https:\/\/www.alfabeta2.it\/2014\/12\/06\/capitalismo-come-religione\/\">senza tregua e senza piet\u00e0<\/a> che determina ogni ambito della nostra vita e della citt\u00e0. Compresa la porzione di territorio di cui ci stiamo occupando, la cui mancata messa a reddito suona ormai come una bestemmia (e infatti osserveremo una decisa accelerazione sull\u2019area Sani a partire dagli anni Zero).<\/p>\n<p>In questo capitalismo fattosi religione trovano spazio anche il \u00abgaudio spirituale\u00bb e la \u00abgioia derivante dalla visione di Dio\u00bb, proprio come fu per i frati gaudenti di Casaralta. Con la differenza che qui per <em>dio<\/em> si intende il capitale, e per <em>visione<\/em> i riti del consumo, quando non direttamente la <a href=\"https:\/\/www.fondazioneinnovazioneurbana.it\/images\/Bolognacitybranding\/Q2_Bologna_City_Branding_WEB_bassa.pdf#page=16\"><em>vision<\/em><\/a> <a href=\"https:\/\/www.fondazioneinnovazioneurbana.it\/images\/Bolognacitybranding\/Q2_Bologna_City_Branding_WEB_bassa.pdf#page=16\">del <\/a><em><a href=\"https:\/\/www.fondazioneinnovazioneurbana.it\/images\/Bolognacitybranding\/Q2_Bologna_City_Branding_WEB_bassa.pdf#page=16\">city branding<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>La riproduzione di testi di canzoni pop in forma di luminarie stradali riassume questa prassi di governo spirituale. Essa avviene per Natale, festa del consumo ma con un retrogusto religioso; produce <em>hype<\/em>, che \u00e8 un succedaneo del <em>gaudio<\/em>, e questo hype consiste in \u00ab<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/12\/la-sfida-di-xm24-contro-il-nulla-1\/#comment-33556\">milioni di condivisioni sui social e fotografie<\/a>\u00bb. Il tema della luce, poi ci rispedisce diritti alla bolla papale <em>Sol ille verus<\/em>, con cui Urbano quell&#8217;antivigilia di Natale del 1261 aveva approvato il nuovo ordine installatosi a Casaralta:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abIl periodo iniziale [della bolla] rimanda al prologo del Vangelo di Giovanni, di cui riprende alcune significative immagini: il sole vero, fonte di luce incorruttibile, che illumina (\u201cillustrat\u201d) i cuori dei fedeli \u201cin hac ima et caliginosa valle\u201d [\u2026].\u00bb<\/em> (Paolo Borsa, <a href=\"https:\/\/air.unimi.it\/retrieve\/handle\/2434\/23669\/506505\/Paolo_Borsa_-_La_nuova_poesia_di_Guido_Guinizelli.pdf\"><em>La nuova poesia di Guido Guinizelli<\/em><\/a>, 2007)<\/p><\/blockquote>\n<p>Le luminarie \u2013 fonte di luce incorruttibile, e dunque certamente anche <em>green<\/em> &#8211; si risolvono infine, una volta smontate, in aste di beneficenza. Cos\u00ec la virt\u00f9 teologale della <em>carit\u00e0<\/em> \u00e8 sistemata; per esempio finanziando il reparto oncologico del pi\u00f9 importante ospedale cittadino.<\/p>\n<p>Se qui avete pensato \u2013 <em>anche solo per un momento!<\/em> \u2013 che curare il cancro, malattia centrale nell\u2019epidemiologia del presente, dovrebbe essere compito assolto pienamente, dalla <em>a<\/em> alla <em>zeta<\/em> e senza omissione alcuna, dallo stato per mezzo della tassazione, ebbene siete gi\u00e0 in odore d\u2019eresia, e i <em>fratres milites<\/em> potrebbero avventarvisi contro. E non coi bastoni privi di ferro usati per sedare i tumulti cittadini, ma con mazze chiodate a difesa dell\u2019ortodossia. Il solo e unico <em>Credo<\/em> neoliberale recita infatti: <em>lo stato non ha soldi, le tasse devono sempre calare, soprattutto per i ricchi, perch\u00e9 che male c\u2019\u00e8 a essere ricchi? Se si \u00e8 ricchi infatti si pu\u00f2 fare un po\u2019 di beneficenza, e ce n\u2019\u00e8 molto bisogno perch\u00e9 lo stato non ha soldi, le tasse devono calare,<\/em> e cos\u00ec via, ricorsivamente.<\/p>\n<p>Il rito delle luminarie si conclude con una cena per ricchi che prelude a un\u2019asta in cui i ricchi comprano le scritte luminose che esporranno nelle loro ricche case \u2013 potendosi per di pi\u00f9 sentire anche buoni. Il principale officiante di <a href=\"https:\/\/matteolepore.it\/2019\/06\/03\/le-luminarie-di-lucio-dalla-per-l-oncologia-del-santorsola\/\">questo rito<\/a>, nel capitolo bolognese, \u00e8 ovviamente l\u2019assessore <strong>Matteo Lepore<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_41677\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41677\" class=\"wp-image-41677\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/65612834_2532756366774953_229740003981262848_n.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" \/><p id=\"caption-attachment-41677\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Matteo Lepore<\/strong> narra la parabola del buon ricco.<\/p><\/div>\n<p>Non meno entusiasta di Lepore, nel testimoniare la prodigalit\u00e0 di chi ha gi\u00e0 troppo, \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/bologna\/cronaca\/lucio-dalla-luminarie-asta-1.4674604\"><em>Il Resto del Carlino<\/em><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>\u00abLa prima offerta<\/em><\/strong><em> (telefonica) \u00e8 arrivata direttamente dal Dubai: 10mila euro per la frase \u201c<\/em><strong><em>Caro amico ti scrivo\u201d<\/em><\/strong><em> [&#8230;]. Particolarmente agguerrita la competizione per aggiudicarsi le frasi pi\u00f9 famose, come \u201c<\/em><strong><em>E si far\u00e0 l&#8217;amore\u201d,<\/em><\/strong><em> per la quale sono stati offerti 17mila euro e \u201cCaro amico ti scrivo\u201d all&#8217;asta per 14mila euro. Superstar dell&#8217;asta [&#8230;] \u00e8 stata la scritta<\/em><strong><em> \u201c<\/em><\/strong><strong><em>C<\/em><\/strong><strong><em>iao Lucio\u201d,<\/em><\/strong><em> aggiudicata dall&#8217;imprenditrice Manuela Dradi per 28mila euro.\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/corrieredibologna.corriere.it\/bologna\/cronaca\/19_luglio_05\/sara-come-avere-lucio-casa-sempre-noi-98ae1618-9f05-11e9-a7c9-4d5ed6856c1c.shtml\">Corriere di Bologna<\/a> intervista <strong>Manuela Dradi<\/strong> in persona, che rivela:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abquel \u201cCiao Lucio\u201d \u00e8 carico di significato [\u2026], \u00e8 un ciao che non \u00e8 un addio, come dire sei sempre con noi, nella tua citt\u00e0, con la stima di tante persone, e grazie perch\u00e9 ci hai fatto fare questa bellissima cosa per il reparto di oncologia\u00bb. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il natale successivo &#8211; quello del 2019 &#8211; il lotto di luminarie comprato all&#8217;asta dall&#8217;imprenditore <strong>Claudio Sabatini<\/strong> comparir\u00e0 a Casalecchio di Reno, col testo di <em>Caro amico ti scrivo<\/em> ormai mutilo di parti, un po&#8217; come quando si canticchia una canzone senza saperla tutta. Ma le luci non si limiteranno a risplendere a Casalecchio, ci fa sapere il <a href=\"https:\/\/corrieredibologna.corriere.it\/bologna\/cultura-spettacoli\/19_luglio_04\/asta-luci-dallaraccolti-236-mila-euro-fe5dd48a-9e3d-11e9-ad99-4fc84ce32b0c.shtml\">Corriere di Bologna<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abla vita di queste opere potrebbe essere ancora pi\u00f9 spettacolare e legata a un progetto che da tempo ha in mente di realizzare Sabatini: una multisala teatrale in citt\u00e0. &#8220;Le luci saranno all\u2019ingresso dell\u2019edificio, a salutare gli spettatori. Ho gi\u00e0 avuto alcuni incontri a Palazzo d\u2019Accursio [&#8230;], ho illustrato il progetto, presentato lo studio di architettura, dato conto dell\u2019investitore pronto a mettere 20 milioni di euro per realizzare su terreno privato un teatro con tre sale, da 250, da 800 e da 3.600 posti&#8221;\u00bb. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ops, e come sar\u00e0 oggi questo terreno? Magari verde? Magari il teatro sar\u00e0 una bella colata di cemento? E poi, guarda un po&#8217; cosa ci viene da pensare, non \u00e8 che si trover\u00e0 in Bolognina o in zona Fiera? Chiss\u00e0. \u00abMi ha accennato qualcosa, vedremo\u00bb, conferma Lepore.<\/p>\n<p>Sempre sia lodato il capitale privato!<\/p>\n<h4><strong>5. La citt\u00e0 neoliberale come caserma<\/strong><\/h4>\n<p>Altra caratteristica del capitalismo di questo inizio di ventunesimo secolo \u00e8 il suo pieno controllo sullo stato; uno stato che &#8211; nella sua versione neoliberale e securitaria &#8211; fa della vita cittadina una vita da caserma. La prassi amministrativa d\u2019oggi consiste quindi nel miscelare sapientemente i due elementi: chiesa e caserma.<\/p>\n<p>Se Lepore consola le anime, \u00e8 il suo collega di partito e di giunta <strong>Alberto Aitini<\/strong> a comandare la guarnigione. Il suo nome viene evocato come quello del giovane mito, dell\u2019eroe sgravato di ogni legame con un passato di mollezze, <a href=\"http:\/\/archive.ph\/ZBaRc\">in discorsi su Facebook<\/a> tra senili ex-comunisti che di fronte a problemi urbani, che chiamano \u00abdegrado\u00bb, invocano \u00abuna repressione decisa, che non dia tregua\u00bb e si danno ragione tra loro (se vi interessa sapere cosa li avesse fatti <em>sbroccare<\/em> lo trovate spiegato nell\u2019ultimo commento tra quelli <a href=\"http:\/\/archive.ph\/ZBaRc\">archiviati<\/a>).<\/p>\n<p>Evocando Aitini e le sue politiche essi si sentono esonerati dalla necessit\u00e0 di riconoscere la violenza strutturale di una societ\u00e0 oscenamente diseguale; si scoprono di destra, e pure di destra estrema, pur continuando a sedere, e a dirsi, comodamente a sinistra.<\/p>\n<p>L\u2019eroe dal canto suo, diversamente dall\u2019anziano <em>fandom<\/em>, non ha bisogno di conquistarsi il diritto a essere beceramente giustizialista: l\u2019hanno disegnato gi\u00e0 cos\u00ec. Per Aitini infatti la societ\u00e0, roba complessa, piena di miserie ed esigenze, pare non esistere proprio. Ci sono gli individui, e gli individui si dividono in buoni e cattivi.<\/p>\n<p>I buoni non sporcano i muri e rispettano le regole, felici di vivere sotto il costante occhio delle telecamere (sono buoni, cosa hanno da nascondere?), e i pi\u00f9 coraggiosi e nobili dei buoni sono quelli che indossano la divisa. Dall\u2019altra parte ci sono caos, sporco e la barbarie dei cattivi. Per i cattivi c\u2019\u00e8 la punizione, e che sia esemplare. Nella caserma non c\u2019\u00e8 spazio per le sfumature, bisogna solo eseguire gli ordini. Aitini \u00e8 l\u00ec per questo.<\/p>\n<div id=\"attachment_41679\" style=\"width: 1870px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/AitiniCollage2019.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41679\" class=\"wp-image-41679 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/AitiniCollage2019.jpg\" alt=\"\" width=\"1860\" height=\"1992\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-41679\" class=\"wp-caption-text\">Collage di post Facebook di <strong>Alberto Aitini<\/strong> dell\u2019autunno 2019. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<h4><strong>6. Speculare contro di te usando i tuoi soldi<\/strong><\/h4>\n<p>Dalla citt\u00e0-caserma \u00e8 tempo di tornare alla Caserma Sani, dove gli anni zero segnano l\u2019inizio di una frenesia privatizzatrice. Nel 2007 la finanziaria sancisce il passaggio di centinaia di immobili <a href=\"https:\/\/www.edilportale.com\/news\/2007\/03\/mercati\/trasferiti-al-demanio-201-immobili-ex-militari_9506_13.html\">dal ministero della Difesa all\u2019agenzia del demanio<\/a> allo scopo di venderli o <em>valorizzarli<\/em>; nel 2008 il comune firma un\u2019intesa con l\u2019agenzia e nel 2010 iniziano le vendite. O meglio: le <em>svendite<\/em>, come quella con cui il 28 dicembre 2013 Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) si aggiudica <a href=\"https:\/\/labasbo.org\/2014\/02\/12\/bologna-20-02-14-chi-decide-in-citta-contrastiamo-i-poteri-forti-assediamo-secirealestate\/\">le ex caserme Sani, Mazzini e Masini<\/a> a 50 milioni di euro.<\/p>\n<p>Cdp \u00e8 uno dei pi\u00f9 nocivi operatori sul mercato immobiliare, e riassume in s\u00e9 la relazione incestuosa con le stanze dei poteri pubblici (\u00e8 all\u201984% di propriet\u00e0 del Ministero dell\u2019Economia e delle Finanza) e la morbosa tensione al profitto privato. Il finanziamento delle sue attivit\u00e0 <a href=\"https:\/\/osservatoriocpi.unicatt.it\/cpi-archivio-studi-e-analisi-cdp-e-i-conti-pubblici\">deriva per i tre quarti dalla raccolta postale<\/a>, quindi dai libretti postali e dai buoni a garanzia statale collocati da Poste Spa. Ci\u00f2 produce uno straordinario paradosso: Cdp promuove in diverse citt\u00e0 la \u00abriqualificazione urbana\u00bb, cio\u00e8 quella gentrificazione che colpisce i ceti popolari, e lo fa con i soldi dei risparmi di quegli stessi ceti popolari. O, pi\u00f9 precisamente, di quella loro sezione che, per reddito un poco pi\u00f9 elevato o per generazione, ha potuto <em>mettere da parte qualcosa<\/em>, scegliendo il risparmio postale per la naturale prudenza che caratterizza chi, di risparmi, ha quelli e solo quelli.<\/p>\n<p>I soldi dei <em>Buoni Postali del Tesoro<\/em> dei nonni di Alice, poniamo, finanziano grazie a Cdp le operazioni di studentati privati come <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/07\/student-hotel\/\">The Student Hotel<\/a>, e questi studentati <em>dopano<\/em> il mercato dell\u2019affitto studentesco. Cos\u00ec Alice, quando a diciannove anni vorr\u00e0 lasciare il paese per frequentare l\u2019universit\u00e0, sar\u00e0 ostacolata dai prezzi delle case troppo alti, e questo anche a causa di quegli studentati privati che i suoi nonni hanno contribuito a finanziare tramite Cdp.<\/p>\n<p>Non si tratta di teoria, e neppure di un apologo morale: ci sono 22 milioni di risparmiatori che, fidandosi delle <em>poste<\/em> e dello <em>stato<\/em>, si trovano inconsapevolmente intruppati nelle strategie privatistiche e volte al profitto di Cdp. E si tratta di una quantit\u00e0 di denaro, 250 miliardi di euro, che, se Cdp fosse posta sotto stretto controllo sociale <a href=\"https:\/\/www.italia.attac.org\/socializzazione-cassa-depositi-e-prestiti\/\">come propone Attac<\/a>, potrebbe essere utilizzata per garantire affitti a un canone equo e modesto, messa in sicurezza del territorio, tutela del patrimonio artistico&#8230; E invece.<\/p>\n<p>Dopo la cessione a Cdp un bando internazionale del 2016 seleziona il progetto per il futuro dell\u2019area Sani, e il vincitore \u00e8 lo studio <em>Dogma<\/em>. Nella <a href=\"https:\/\/www.cdp.it\/sitointernet\/page\/it\/urban_transformation_la_nuova_caserma_sani_targata_cdp?contentId=PRG12263\">descrizione <\/a><a href=\"https:\/\/www.cdp.it\/sitointernet\/page\/it\/urban_transformation_la_nuova_caserma_sani_targata_cdp?contentId=PRG12263\">del progetto<\/a> fatta da Cdp fa capolino, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/07\/la-giunta-merola-e-la-pelle-di-xm24-e-i-suoi-muri-di-wolf-bukowski\/\">di nuovo<\/a>, anche la retorica del cohousing:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abIl masterplan prescelto valorizza gli spazi esterni e recupera gli immobili gi\u00e0 esistenti: giardini, cortili, percorsi ciclabili e pedonali circonderanno l\u2019area che ospiter\u00e0 le nuove costruzioni e i vecchi edifici, convertiti in spazi domestici e di lavoro. Le nuove soluzioni abitative saranno dedicate non solo alle famiglie tradizionali, ma anche ad inquilini temporanei che vogliono sperimentare nuovi modi di vivere insieme.\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/sit.comune.bologna.it\/alfresco\/d\/d\/workspace\/SpacesStore\/c84c9f7d-299a-41a9-b12f-9c692ca3d7a9\/POC_RPP_norme_appr_odg.pdf#page=28\">Piano Operativo Comunale<\/a> (Poc) del 2016, su cui si basa il <em>masterplan<\/em>, prevede il 70% a edilizia residenziale privata e il 30% a commerciale (supermercati, parcheggi&#8230;) e ricettivo (hotel e simili). La contropartita urbanistica d\u2019interesse pubblico \u00e8 un po\u2019 di verde, una scuola e la quota di \u00abedilizia residenziale sociale\u00bb (10%, ma l\u2019esperienza ci dice che gli affitti Ers sono analoghi a quelli di mercato).<\/p>\n<p>\u00abScuola\u00bb e \u00abverde pubblico\u00bb non hanno ovviamente nulla a che vedere con il diritto all\u2019istruzione e con la tutela ambientale. Se infatti il governo locale ritenesse necessarie scuole e verde pubblico farebbe ristrutturare gli edifici necessari per mettervi le scuole e tutelerebbe il verde pubblico che gi\u00e0 c\u2019\u00e8, compreso quello interno all\u2019area Sani (e che \u00e8 ben visibile, spietatamente visibile, anche in <a href=\"https:\/\/www.invidio.us\/watch?v=K3Zn_gdXYKY\">questo spottone<\/a> del sindaco Merola).<\/p>\n<p>\u00abScuola\u00bb e \u00abverde pubblico\u00bb, nella chiesa e caserma neoliberale, sono solo parole intimidatorie nei confronti di chi osa opporsi al cemento; sono le scritte che decorano i manganelli, proprio come un tempo la croce decorava la spada.<\/p>\n<div id=\"attachment_41729\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/01-1024x717-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41729\" class=\"wp-image-41729\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/01-1024x717-1.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"490\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-41729\" class=\"wp-caption-text\">Il verde che gi\u00e0 c\u2019\u00e8, il <em>common<\/em> gi\u00e0 realizzato. Dalla fotoserie \u00abil tesoro sottratto e promesso alla speculazione\u00bb, <a href=\"http:\/\/www.ecn.org\/xm24\/2019\/12\/24\/ex-caserma-sani-il-tesoro-sottratto-e-promesso-alla-speculazione\/\">qui<\/a><\/p><\/div>\n<h4><strong>7. Com\u2019era verde il mio <em>common<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>In modo molto sofisticato, nel <a href=\"http:\/\/www.progettosani.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/170618_Bologna_Book_D.pdf\">masterplan<\/a> si chiamano gli spazi verdi <em>commons<\/em>. Effettivamente essi sono (o meglio <em>torneranno<\/em>, una volta colato il cemento) di propriet\u00e0 pubblica, ma il messaggio che si vuole realmente dare \u00e8 questo: la Sani, un luogo che era pubblico e che con la fine dell\u2019uso militare potrebbe diventare davvero <em>di tutti<\/em>, potr\u00e0 fregiarsi di <em>commons<\/em> solo nel momento in cui sar\u00e0 privato nella sua quasi interezza. L\u2019unico modo di godere di un <em>bene comune<\/em>, insomma, \u00e8 quello di accettare che <em>intorno sia tutto privato<\/em>. Il <em>common<\/em> \u00e8 un brufolo. Un brufolo pubblico, ma comunque un brufolo.<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abCiascuno dei quattro common ha una proporzione diversa, rispecchiando cos\u00ec il carattere unico di ciascuna parte del comparto. [\u2026] Specialmente il percorso di collegamento tra via Ferrarese e via Stalingrado \u00e8 immaginato come un luogo <\/em><em>di passeggio e incontro, in cui le fronde dei grandi <\/em><em>platani posti lungo i lati sono capaci di definire un luogo ombreggiato e coperto, una scena fissa capace di accogliere e fare da sfondo alla molteplicit\u00e0 di situazioni che si vengono a definire lungo l\u2019estensione del percorso stesso.\u00bb <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questi brani sono tratti dal masterplan Dogma per Cdp. Si noti la rappresentazione delle interazioni umane come \u00abmolteplicit\u00e0 di situazioni\u00bb che avvengono su uno \u00absfondo\u00bb: si tratta della trasposizione di un rendering grafico in parole. Questa prosa pu\u00f2 essere considerata espressione precipua del <em>Nulla che avanza<\/em>.<\/p>\n<p>Ma la sofisticazione va anche pi\u00f9 in l\u00e0. Uno di quei verdi <em>common<\/em> avr\u00e0 sotto di s\u00e9 un parcheggio, e quindi sar\u00e0 un <em>toupet<\/em> di terra ed erba sopra una colata di cemento, con funzione estetica e non ecologica. Inoltre, nonostante le parole di Dogma \u00abil nostro progetto pone il trasporto pubblico e la mobilit\u00e0 dolce davanti all\u2019automobile\u00bb, i parcheggi interrati saranno ben cinque, pi\u00f9 uno seminterrato, assai remunerativi per chi li vende o mette in affitto, e produrranno traffico <em>fuori e attorno<\/em> all\u2019area Sani, quindi a spese di chi non ha il privilegio di vivere immerso nel <em>green<\/em> neoliberale.<\/p>\n<div id=\"attachment_41680\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/toupet.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41680\" class=\"wp-image-41680\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/toupet.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"390\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-41680\" class=\"wp-caption-text\">Il grande parcheggio interrato e il suo toupet d\u2019erba (elaborazione dal masterplan Dogma).<\/p><\/div>\n<p>Un altro <em>common<\/em> sar\u00e0 il giardino della scuola, che sar\u00e0 una scuola media. Non \u00e8 difficile immaginare che esso sar\u00e0 assolutamente inaccessibile a chiunque sia estraneo all\u2019istituto. Sequestrare preadolescenti e adolescenti dalla societ\u00e0, alimentando con ci\u00f2 stesso le naturali preoccupazioni genitoriali (proprio mentre si finge di placarle), \u00e8 parte fondamentale della costruzione della citt\u00e0-caserma. Questo \u00e8 apparso in tutta la sua evidenza quando nel 2017 <strong>Valeria Fedeli<\/strong>, ministra Pd dell\u2019istruzione, di fronte all\u2019ingiunzione della Cassazione a ritirare personalmente i figli a scuola anche alle medie, invece di denunciarne l\u2019insostenibilit\u00e0 sociale e la nocivit\u00e0 diseducativa, si era limitata a dire, <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/cronaca\/bambini_accompagnati_scuola_media_valeria_fedeli-2295811\/news\/2017-10-27\/\">come riporta Agi<\/a>,<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00ab&#8221;Questa \u00e8 la legge, e deve essere rispettata. I genitori devono esserne consapevoli&#8221;. E se i genitori non possono perch\u00e9 sono impegnati al lavoro? &#8220;Ci vadano i nonni&#8221; esorta la ministra, &#8220;i miei nipoti sono piccoli, e non ci riesco mai, ma \u00e8 cos\u00ec piacevole per noi nonni farlo&#8221;\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>In generale, parlare di <em>commons<\/em> in quello che sar\u00e0 un comparto privato nuovo di zecca, i cui accessi saranno regolati da mura perimetrali, telecamere, magari security privata e perch\u00e9 no \u00ab<a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/nuove-forme-vivere-urbano\">controllo di vicinato<\/a>\u00bb, \u00e8 quasi beffardo. La fruizione di quegli spazi, per chi non sar\u00e0 legittimato da motivi di residenza o di consumo, nel concreto sar\u00e0 <em>come minimo<\/em> fortemente disincentivata. E non \u00e8 un caso che la scuola \u2013 quello che dovrebbe essere il presidio pubblico \u2013 sia posta con un piede dentro e uno fuori, presso l\u2019ingresso all\u2019area di via Ferrarese. Non \u00e8 invece al contrario difficile immaginare, per l\u2019area Sani pensata da Dogma e Cdp, una tensione verso la <em>gated community<\/em>.<\/p>\n<p>Tutto questo non \u00e8 un futuro futuribile: con l\u2019approvazione degli strumenti urbanistici di dettaglio, che potrebbe aver luogo gi\u00e0 nel corso del 2020, l\u2019area Sani, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/SvendereCitta3.pdf\">avverte il laboratorio di urbanistica LaBurba<\/a>, \u00absar\u00e0 a disposizione del mercato. Frazionata in lotti sar\u00e0 preda degli speculatori che arricchiranno Cassa depositi e Prestiti (l\u201985% del ricavato) e poche briciole al Comune\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>8. In caserma contro la citt\u00e0-caserma<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_41682\" style=\"width: 2210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Madonna-Sani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41682\" class=\"wp-image-41682 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Madonna-Sani.jpg\" alt=\"\" width=\"2200\" height=\"1467\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-41682\" class=\"wp-caption-text\">La \u00abMadonna Trans\u00bb (foto Michele Lapini).<\/p><\/div>\n<p>Come abbiamo raccontato nella <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/12\/la-sfida-di-xm24-contro-il-nulla-1\/\">prima parte<\/a>, dopo lo sgombero del 6 agosto il comune di Bologna si era seduto al tavolo della \u00abtrattativa\u00bb con XM24. La delegazione istituzionale sembrava avere le mani indaffarate nello sfogliare dossier, indicando col ditino l\u2019uno o l\u2019altro punto dei documenti, ma era tutta una finzione. Con le braccia vere, infatti, stava segando le gambe del tavolo. Al punto che, approssimandosi la scadenza del 15 novembre, questo era rovinosamente crollato a terra.<\/p>\n<div id=\"attachment_41683\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41683\" class=\"wp-image-41683 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/fake-arm.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" \/><p id=\"caption-attachment-41683\" class=\"wp-caption-text\">Una delle braccia utilizzate dall&#8217;amministrazione comunale nel corso della \u00abtrattativa\u00bb con XM24.<\/p><\/div>\n<p>Diversamente dal comune, XM24 aveva preso sul serio l\u2019impegno assunto il 6 di agosto. La battaglia contro <em>il Nulla che avanza<\/em> era diventata un\u2019<em>Odissea per lo spazio<\/em>; XM24 si era levato in volo ma il comune stava negando ogni pista d\u2019atterraggio. Cos\u00ec, proprio il 15 novembre, ultimo giorno per mantenere la promessa, i compagni e le compagne avevano toccato terra nell\u2019ex caserma Sani. Questo il <a href=\"http:\/\/www.ecn.org\/xm24\/2019\/11\/15\/xm24-nello-spazio\/\">primo messaggio<\/a> con cui rompevano il silenzio del Nulla:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abOccupando oggi stiamo costruendo dal basso una realt\u00e0 possibile, senza prime n\u00e9 ultime, in cui il mercato non definisca cosa \u00e8 possibile e cosa no, fatta di uguali e libere, senza gerarchie n\u00e9 autorit\u00e0. Da questa occupazione ripartiamo collettivamente [\u2026 e] ci riappropriamo non solo di uno spazio ma della pratica dell\u2019occupazione. Una pratica demonizzata dai decreti sicurezza, scritti apposta per zittire le lotte sociali. [\u2026] Oggi una comunit\u00e0 forte e in espansione dimostra di non aver bisogno di riconoscimenti ufficiali: il nostro stesso esistere ed occupare spazio \u00e8 un atto politico che si legittima di per s\u00e9.\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_41684\" style=\"width: 843px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.invidio.us\/watch?v=Jewh8_TWHoo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41684\" class=\"wp-image-41684 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/confernza-stampa.png\" alt=\"\" width=\"833\" height=\"465\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-41684\" class=\"wp-caption-text\">Clicca per aprire il video della conferenza stampa.<\/p><\/div>\n<p>Entrando in quello che era un convento, XM24 aveva bestemmiato la religione del profitto. Entrando in una ex caserma, XM24 aveva aperto un varco nelle mura nella citt\u00e0-caserma.<\/p>\n<p>Aitini aveva subito <a href=\"https:\/\/www.zic.it\/aitini-invoca-lo-sgombero-per-lex-caserma-sani\/\">invocato lo sgombero<\/a>, prendendosela persino con il sentiero di ciottoli e <em>tessuto-non-tessuto<\/em> che i militanti di XM24 avevano realizzato per evitare che lo scalpicc\u00eco rovinasse il manto erboso di un passaggio verso la ex caserma. Nella finezza argomentativa dell\u2019assessore, nonch\u00e9 nella <a href=\"https:\/\/www.invidio.us\/watch?v=dHH87cQpEik\">plasticit\u00e0 della sua espressione<\/a>, ci era subito parso di riconoscere l\u2019eredit\u00e0 di RoboCop, indimenticato maestro di retorica e politica:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abAbbiamo mandato la polizia locale a controllare, in effetti ci sono delle <strong>strutture abusive<\/strong>, in particolare una passerella che sembra sia stata posizionata per favorire l\u2019accesso alla ex caserma Sani occupata dall\u2019XM24. Chiaramente sono<strong> strutture abusive<\/strong> che vanno rimosse, lo dovrebbero fare loro, senn\u00f2 lo faremo noi chiaramente addebitando le spese a chi ha montato queste <strong>strutture abusivamente<\/strong>. [\u2026] C\u2019\u00e8 in corso un\u2019<strong>occupazione illegale<\/strong> da parte dell\u2019XM24 [&#8230;] ci aspettiamo che le autorit\u00e0 competenti facciano i dovuti interventi [\u2026].\u00bb <\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_41678\" style=\"width: 830px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41678\" class=\"wp-image-41678 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/cornice-luigi-xiii-c-RoboCop.jpg\" alt=\"\" width=\"820\" height=\"650\" \/><p id=\"caption-attachment-41678\" class=\"wp-caption-text\">RoboCop distrugge strutture abusive.<\/p><\/div>\n<p>In attesa che l\u2019assessore Lepore ritrovasse parola e carisma, era stato il sindaco Merola a guidare <a href=\"https:\/\/www.zic.it\/ex-sani-gli-sgomberi-legalitari-come-le-bombe-intelligenti\/\">le preghiere<\/a><a href=\"https:\/\/www.zic.it\/ex-sani-gli-sgomberi-legalitari-come-le-bombe-intelligenti\/\"> al capitale finanziario<\/a> affinch\u00e9 continuasse a plasmare a propria immagine e somiglianza la citt\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abCi sar\u00e0 l\u2019espansione a Nord della Fiera, il tecnopolo, i progetti di Unipol per l\u2019ex Samputensili. Qui nascer\u00e0 la nuova Bolognina. E l\u2019ex caserma Sani, far\u00e0 parte di questo disegno\u2026 A febbraio ci saranno novit\u00e0 sulla caserma Sani, ve le diremo allora\u2026\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Dalla Procura della Repubblica era invece giunto un esorcismo: non esistono \u00abragioni genericamente sociali\u00bb che giustifichino l\u2019occupazione. Neppure, <a href=\"https:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2019\/12\/11\/news\/xm24-243161998\/\">riporta Repubblica<\/a>,<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abcome protesta per un uso diverso dell&#8217;immobile: \u201cA nessuno \u00e8 consentito arrogarsi il diritto di disporre delle propriet\u00e0 altrui\u201d. E ancora, il diritto di associarsi liberamente \u201cnon implica il diritto di occupare immobili altrui, a proprio piacimento, in spregio al diritto di propriet\u00e0, anch&#8217;esso costituzionalmente garantito\u201d.\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Nessuno si aspettava altro dalla magistratura inquirente; ma \u00e8 sintomatico del ribaltamento di ruoli nella citt\u00e0-caserma che sia stata la Procura a citare \u00abragioni genericamente sociali\u00bb, seppure per negarle, mentre la politica neppure le aveva nominate. Ma, ci\u00f2 detto, cambia poco: nel momento in cui chiudiamo questo resoconto spira di nuovo il vento gelido della minaccia di sgombero per questo <em>XM24 non pi\u00f9 XM24 ma oltre XM24 <\/em>che si sta agglutinando tra le mura della ex caserma Sani.<\/p>\n<p>Eppure, anche dopo lo sgombero che forse ci sar\u00e0, per le migliaia di persone che hanno attraversato quegli spazi, partecipato alle assemblee, alle escursioni nel verde da difendere dal cemento e tra i <em>commons<\/em> che-gi\u00e0-ci-sono, per le migliaia di persone che hanno annusato \u2013 qualcuno e qualcuna per la prima volta \u2013 il profumo e la possibilit\u00e0 di vivere in uno spazio e in un momento liberati dal profitto, dall\u2019oppressione, dall\u2019ossessione legalitaria, per tutti e tutte loro il richiamo verso nuove odissee sar\u00e0 irresistibile.<\/p>\n<div style=\"width: 2210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/Passerella.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/Passerella.jpg\" width=\"2200\" height=\"1467\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">La passerella di XM24 verso nuove odissee (foto Michele Lapini).<\/p><\/div>\n<p>* <strong>Wolf Bukowski<\/strong> scrive su <em>Giap<\/em>, <a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/autore\/bukowski-wolf\/\"><em>Jacobin Italia<\/em><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/tag\/autori\/wolf-bukowski\"><em>Internazionale<\/em><\/a>. \u00c8 autore per Alegre di <em>La danza delle mozzarelle: Slow Food, Eataly Coop e la loro narrazione <\/em>(2015), <em>La santa crociata del porco<\/em> (2017) e <em>La buona educazione degli oppressi: piccola storia del decoro<\/em> (2019).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Wolf Bukowski * &#8211; La prima puntata \u00e8 qui. 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