{"id":39313,"date":"2019-11-19T10:05:49","date_gmt":"2019-11-19T09:05:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=39313"},"modified":"2019-11-20T15:35:29","modified_gmt":"2019-11-20T14:35:29","slug":"altai-dieci-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/11\/altai-dieci-anni-dopo\/","title":{"rendered":"<em>Altai<\/em> dieci anni dopo. Uno speciale con colonne sonore"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_39803\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Altai_OST_Skinshout_Xabier Iriondo.zip\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39803\" class=\"wp-image-39803\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/skinshout_cover.jpg\" alt=\"Altai, l'album di Skinshout e Xabier Iriondo\" width=\"700\" height=\"626\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-39803\" class=\"wp-caption-text\">La copertina di <em>Altai<\/em>, album degli <strong>Skinshout<\/strong>\u00a0&amp; <strong>Xabier Iriondo<\/strong> (Improvvisatore Involontario, 2010). Clicca sull&#8217;immagine per scaricarlo (cartella zippata, mp3 320k).<\/p><\/div>\n<h5><strong>INDICE<\/strong><\/h5>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/11\/altai-dieci-anni-dopo\/#premessa\"><strong>1. Ieri e oggi<\/strong><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\"><em>Altai<\/em> \u00abpart\u00ec in salita\u00bb. Una riflessione su com&#8217;\u00e8 cambiata nel tempo la ricezione del romanzo e su come \u00e8 stato accolto in altri paesi.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/11\/altai-dieci-anni-dopo\/#barbero\"><strong>2. Due gondole volano in cielo, \u00e8 l&#8217;apocalisse di Venezia<\/strong><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\">Una delle migliori recensioni di <em>Altai<\/em> scritte &#8220;a caldo&#8221;: quella di <strong>Alessandro Barbero<\/strong><em>.<\/em><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/11\/altai-dieci-anni-dopo\/#skinshout\"><strong>3. Il taglio e l&#8217;urlo della pelle<\/strong><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\">Uno speciale-nello-speciale dedicato all&#8217;album <em>Altai<\/em>, possibile colonna sonora del romanzo incisa nel 2010 dal duo <strong>Skinshout<\/strong>\u00a0con <strong>Xabier Iriondo <\/strong>(tra le varie cose, storico chitarrista degli <strong>Afterhours<\/strong>)<strong>.<\/strong>\u00a0L&#8217;album \u00e8 ascoltabile in streaming traccia per traccia e\/o scaricabile in un&#8217;unica cartella.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/11\/altai-dieci-anni-dopo\/#orchestre\"><strong>4. Dalle orchestre di varie contrade<\/strong><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\">Altre sonorizzazioni di <em>Altai<\/em>: <strong>Maxmaber Orkestar<\/strong>, <strong>Compagnia Lirica di Milano<\/strong> e <strong>Contradamerla<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/11\/altai-dieci-anni-dopo\/#preludio\"><strong>5. Il preludio fantasma<\/strong><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\">Un prologo di <em>Altai<\/em> al quale lavorammo a lungo ma che poi decidemmo di tagliare. Si svolge a Mokha, oggi citt\u00e0 dello Yemen, dopo la rivolta zaydita del 1569.<\/span><!--more--><a name=\"premessa\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>1. Ieri e oggi<\/strong><\/h4>\n<p>La <a href=\"http:\/\/bimu.comune.bologna.it\/biblioweb\/mostra-ventennaleq\/\">mostra sui vent&#8217;anni di <em>Q<\/em><\/a> alla Biblioteca dell&#8217;Archiginnasio di Bologna, intitolata <em>Come un incendio d&#8217;estate secca e ventosa<\/em>, si \u00e8 conclusa il 3 novembre dopo sei mesi di allestimento, durante i quali l&#8217;hanno visitata migliaia di persone.<\/p>\n<p>I due ideatori e curatori, <strong>Marcello Fini<\/strong> e <strong>Michele Righini<\/strong>, stanno scrivendo un testo per <em>Giap<\/em> nel quale racconteranno l&#8217;avventura di immaginare il percorso, fare le ricerche \u2013 nonch\u00e9 alcune importanti scoperte \u2013 d&#8217;archivio, allestire la mostra e infine presentarla al pubblico. Presentarla non solo nel suo luogo fisico ma, in versione &#8220;virtuale&#8221;, nelle biblioteche di quartiere.<\/p>\n<p>Il percorso terminava con <a href=\"http:\/\/bimu.comune.bologna.it\/biblioweb\/mostra-ventennaleq\/altai\">un pannello dedicato ad <em>Altai<\/em><\/a>. Naturale: <em>Altai<\/em> fa parte dei vent&#8217;anni di storia di <em>Q.<\/em> Scrivendolo, celebrammo a modo nostro il decennale.<\/p>\n<div id=\"attachment_40162\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Altai_extra-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40162\" class=\"wp-image-40162\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Altai_extra-1.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"307\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40162\" class=\"wp-caption-text\"><em>Altai<\/em>, copertina non in commercio realizzata da <a href=\"https:\/\/twitter.com\/loreatutteleore\/status\/1134241881540485121\">@puntoeacapo<\/a> nel maggio 2019, in vista del decennale.<\/p><\/div>\n<p><em>Altai<\/em> usc\u00ec dieci anni fa, il <strong>20 novembre 2009<\/strong>. E part\u00ec in salita.<\/p>\n<p>Fu subito necessario, infatti, sgombrare il campo da un equivoco: non si trattava di un <em>sequel<\/em> di Q. Semmai di uno <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Spin-off_(media)\">spin-off<\/a>. La trama non aveva come filo principale la prosecuzione delle vicende narrate in <em>Q.<\/em> Del vecchio romanzo recuperava alcuni superstiti, ma cogliendoli in uno scenario e in un periodo completamente diversi, calati da tempo in nuove identit\u00e0, e facendone personaggi <em>comprimari<\/em>, visti dagli occhi di un nuovo protagonista.<\/p>\n<p>Il concetto di sequel \u00e8 pi\u00f9 facile da capire rispetto a quello di spin-off. Per questo gli editori preferiscono i sequel.<\/p>\n<p>A creare aspettative in parte distorte contribu\u00ec la prima fascetta, della quale non eravamo entusiasti e che fu il frutto di una mediazione. Diceva: \u00abQuindici anni dopo l&#8217;epilogo di <em>Q<\/em>\u00bb. Non volevamo spingerci di un millimetro oltre quella semplice constatazione: <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/epilogo_Q.png\">l&#8217;Epilogo di <em>Q<\/em><\/a> era ambientato nel 1555, <em>Altai<\/em> comincia alla fine del 1569. Stop.<\/p>\n<p>A molti, per\u00f2, venne spontaneo sentirci una virgola: \u00abQuindici anni dopo, l&#8217;epilogo di Q\u00bb. O addirittura i due punti: \u00abQuindici anni dopo: l&#8217;epilogo di Q\u00bb. Ergo, credettero che <em>Altai<\/em> <em>stesso<\/em> fosse \u00abl&#8217;epilogo di <em>Q<\/em>\u00bb, bench\u00e9 i conti non quadrassero: dall&#8217;uscita di <em>Q<\/em> erano passati dieci anni, non quindici.<\/p>\n<div id=\"attachment_4292\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/Altai_numeriprimi1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4292\" class=\"wp-image-4292\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/Altai_numeriprimi1.jpg\" alt=\"Altai, edizione numeri primi con fascetta: \u00abUna boiata proprio come Q\u00bb (Libero)\" width=\"200\" height=\"304\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4292\" class=\"wp-caption-text\">La <em>seconda<\/em> fascetta. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>[La seconda fascetta, quella della riedizione nella collana Numeri Primi, era decisamente pi\u00f9 bella.]<\/p>\n<p>Quando <em>Altai<\/em> arriv\u00f2 in libreria, <em>Giap<\/em> non era ancora un blog, ma soltanto una newsletter in via di dismissione. Poich\u00e9 un blog ci serviva, ne aprimmo uno ad hoc, interamente dedicato alla nuova uscita. Lo gestimmo per circa sei mesi, fino all&#8217;aprile 2010, quando inaugurammo il nuovo <em>Giap<\/em>.<\/p>\n<p>Oggi quel blog lo trovate <strong>\u2192<\/strong> <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20100414114634\/https:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Altai\/\">archiviato dalla Wayback Machine di archive.org<\/a>, un po&#8217; &#8220;scombinato&#8221; da varie intemperie digitali, ma pi\u00f9 o meno completo. C&#8217;\u00e8 un sacco di materiale, e molte testimonianze preziose sulla primissima ricezione del romanzo.<\/p>\n<p><em>Altai<\/em> deluse aspettative, perch\u00e9 non era \u00ab<em>Q2.<\/em> <em>La vendetta<\/em>\u00bb, e anche per questo incontr\u00f2 resistenze. Uscirono recensioni palesemente impostate sull&#8217;<em>adesso-gliela-faccio-vedere-io<\/em>. <strong>\u2192<\/strong> <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20100301062504\/http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Altai\/?p=590\">In una stroncatura apparsa sulla rivista <em>Medioevo<\/em><\/a>, addirittura, un docente di Storia bizantina ci accus\u00f2 di avere uno sguardo \u00aborientalistico\u00bb \u2013 nell&#8217;accezione codificata da <strong>Edward Said<\/strong> \u2013 e di coltivare, ancorch\u00e9 inconsapevolmente, pregiudizi nei confronti del mondo musulmano.<\/p>\n<p>La cosa ci stup\u00ec molto, dato che noi \u2013 e proprio sulla lunga scia del dibattito <a href=\"http:\/\/www.prismomag.com\/orientalismo\/\">aperto da Said nel 1978<\/a> \u2013 avevamo concepito <em>Altai<\/em> come romanzo <em>anti-orientalista<\/em>.<\/p>\n<p>Va detto che quel recensore fu l&#8217;unico ad accusarci di una cosa del genere. Ed \u00e8 interessante rileggere la dettagliata risposta che gli diede Wu Ming 4 (anch&#8217;essa disponibile al link fornito sopra), poich\u00e9 vi si trovano, retrospettivamente, alcuni plausibili motivi per cui <em>Altai<\/em> va &#8220;crescendo&#8221; con gli anni e, a quanto pare, \u00e8 percepito come sempre pi\u00f9 attuale.<\/p>\n<div id=\"attachment_40031\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Altaitedesco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40031\" class=\"wp-image-40031\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Altaitedesco.jpg\" alt=\"Altai, edizione tedesca\" width=\"200\" height=\"332\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40031\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;edizione tedesca.<\/p><\/div>\n<p>Questa progressione si nota bene nei pareri pi\u00f9 recenti e nell&#8217;accoglienza riservata alle edizioni estere. Ad esempio, ecco cosa scrive <strong>Florian Schmid<\/strong> <strong>\u2192<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.freitag.de\/autoren\/florian-schmid\/zwischen-ereignislinien\">su <em>Der Freitag<\/em><\/a> del 14 ottobre 2016:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[Altai] ci riporta alla seconda met\u00e0 del XVI secolo, [alle] rivendicazioni imperiali della Repubblica di Venezia e ai suoi scontri militari con l&#8217;Impero ottomano, culminati nel 1571 nella leggendaria battaglia di Lepanto. Tale evento storico \u00e8 stilizzato dalla destra italiana e dai neofascisti come grande vittoria dell&#8217;Occidente contro l&#8217;Oriente islamico. <span class=\"notranslate\">Alla luce delle tese relazioni tra Occidente e Turchia, il tema \u00e8 oggi ancora pi\u00f9 attuale.<\/span> Ma Wu Ming rompe questa classica lettura ideologica dell&#8217;opposizione Est-Ovest. Perch\u00e9 tra i grandi fronti storici si nascondono numerose nicchie sociali, culturali e politiche.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Citiamo anche la recensione <strong>\u2192 <\/strong><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2013\/jun\/01\/altai-by-wu-ming-review\">del <em>Guardian<\/em><\/a>\u00a0a firma del collega <strong>Ian Sansom<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abA volte ci scordiamo che il romanzo storico, ironicamente, \u00e8 nella sua essenza una forma di fiction sperimentale: controfattuale, antirealistica e contro lo sbiadito registro medio dell&#8217;esperienza quotidiana. Usando questa forma in apparenza convenzionale, Wu Ming \u00e8 in grado di reinterpretare e ricostruire la realt\u00e0 secondo le proprie finalit\u00e0 e intenzioni. Ad esempio, ci sono indubbi parallelismi tra i poteri guerrafondai e razziatori descritti in Altai e i rapaci stati-nazione di oggi. Ma, chiaramente, molti di noi preferirebbero leggere le avventure di De Zante piuttosto che arrovellarsi sulla natura della geopolitica. Wu Ming rende possibile fare entrambe le cose.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_40155\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/convegno_20annidi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40155\" class=\"wp-image-40155\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/convegno_20annidi.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40155\" class=\"wp-caption-text\">Bologna, sala Stabat Mater dell&#8217;Archiginnasio, 4 giugno 2019. Il convegno \u00abVent&#8217;anni di Q. Sul rapporto tra ricerca storica e narrativa\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>Abbiamo avuto testimonianza del &#8220;crescere&#8221; di <em>Altai <\/em>anche durante <strong>\u2192<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/06\/20-anni-di-q-audio-e-video-del-convegno\/\">il convegno del 4 giugno scorso all&#8217;Archiginnasio<\/a><em>.<\/em> Subito prima dell&#8217;ultima lettura da <em>Q<\/em>, dalla platea \u00e8 intervenuto <strong>Jonathan Combs-Schilling<\/strong>, docente di Italian Studies all&#8217;Ohio State University, che ci ha ringraziati non per <em>Q<\/em> ma<\/p>\n<blockquote>\n<div id=\"attachment_40044\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40044\" class=\"wp-image-40044\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Combs-Schilling.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"218\" \/><p id=\"caption-attachment-40044\" class=\"wp-caption-text\">Jonathan Combs-Schilling<\/p><\/div>\n<p>\u00abper <em>Altai<\/em>, il romanzo che compie dieci anni&#8230; [Sono] professore di cultura italiana in America e ho avuto il gran piacere di tenere un corso sul romanzo cavalleresco e di concludere il semestre [&#8230;] con <em>Altai<\/em>&#8230; I miei studenti lo trovano molto utile, [erano molto piccoli] l&#8217;11 Settembre, non hanno ricordi precisi e trovano in questo libro scritto da bolognesi e ambientato [ai tempi della battaglia di] Lepanto un modo in cui possono esprimere alcuni dubbi, alcune incertezze, alcuni timori e anche speranze, e dunque ringrazio da parte loro.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il corso tenuto da Combs-Shilling nel 2018 si intitolava \u00ab<em>The Crossroads of Romance: Tales of Heroes and Monsters from the Odyssey to Star Wars<\/em>\u00bb. Citiamo dalla scheda introduttiva:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[Studieremo] il titanico impatto del romanzo [<a href=\"https:\/\/webs.anokaramsey.edu\/stankey\/Eng2230\/Docs2230\/Romantic\/RomNovel.htm\"><em>romance<\/em><\/a>] sulle rappresentazioni dei valori culturali europei, e il modo spesso problematico in cui esso descrive le culture straniere (specialmente del Medio Oriente). Nel mentre, ci porremo la domanda: il romanzo \u00e8 stato un luogo di &#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221;, un orizzonte di scambi culturali, o entrambe le cose?\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><i>Hic saltus. <\/i>E il falco vola. <em>Altai<\/em> \u00e8 stato tradotto in <a href=\"https:\/\/www.versobooks.com\/books\/1413-altai\">inglese<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.assoziation-a.de\/buch\/Altai\">tedesco<\/a> e <a href=\"https:\/\/leesmagazijn.net\/28-2\/boeken\/altaj-wu-ming\/\">olandese<\/a>, ma \u00e8 soprattutto un libro da Europa meridionale, da <em>koin\u00e8<\/em> mediterranea: all&#8217;italiano si sono infatti aggiunti il <a href=\"http:\/\/www.biblionet.gr\/book\/173530\/Wu_Ming\/%CE%91%CE%BB%CF%84%CE%AC%CE%B9\">greco<\/a>, il <a href=\"http:\/\/www.geoturka.com\/kitap-detay.aspx?ID=12\">turco<\/a> e, ultimo in ordine di tempo, il <a href=\"https:\/\/www.tigredepaper.cat\/home\/90-altai.html\">catalano<\/a>. Ci auguriamo che un giorno il testo sia disponibile in ogni lingua dei paesi che si affacciano sul mare <em>nostrum \u2013<\/em>\u00a0cio\u00e8 <em>di noi tutte e tutti<\/em>.<\/p>\n<p><div id=\"attachment_39984\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/altai_edizione_turca-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39984\" class=\"wp-image-39984\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/altai_edizione_turca-1.jpg\" alt=\"Altai, copertina dell'edizione turca\" width=\"700\" height=\"394\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-39984\" class=\"wp-caption-text\">La splendida edizione turca di <em>Altai<\/em>, edita da Geoturka nel 2014. Clicca sull&#8217;immagine per ingrandirla. In seconda e terza di copertina c&#8217;\u00e8 una mappa d&#8217;epoca del Mediterraneo, e non una mappa qualunque ma una tavola del <em>Kitab-i-Bahrye<\/em> [Libro della marina], realizzato nel 1525-26 da <strong>Piri Reis <\/strong>per Solimano il Magnifico.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/altai_mappa_piri-reis.jpg\">Clicca qui per vederla<\/a>.<\/p><\/div>Anche in Italia, molti dei commenti pi\u00f9 recenti, scritti non pi\u00f9 da recensori professionisti ma dai lettori che via via scoprono il libro, <strong>\u2192<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.goodreads.com\/review\/show\/255626692?book_show_action=false\">colgono pi\u00f9 aspetti e risonanze<\/a>.<\/p>\n<p>Se tutte le allegorie scovate in <em>Q<\/em> da lettrici e lettori erano novecentesche \u2013 l&#8217;Ottobre, la Resistenza, gli anni Settanta italiani ecc. \u2013, con <em>Altai<\/em> siamo pienamente nell&#8217;oggi, nel nostro XXI secolo. A essere visto in traluce \u00e8 il Medio Oriente contemporaneo. Un Medio Oriente attraversato da rivolte sociali che, se osservate con le lenti di una dozzinale \u00abgeopolitica\u00bb, divengono incomprensibili e devono essere per forza l&#8217;esito di oscuri complotti <em>plutogiudaicomassonici<\/em>; un Medio Oriente illuminato da esperimenti rivoluzionari nati dal caos; un Medio Oriente segnato da collaborazioni e sinergie economico-militari tra poteri &#8220;orientali&#8221; e &#8220;occidentali&#8221;, mentre i demagoghi farneticano di \u00abNoi\u00bb contro \u00abLoro\u00bb, e i media straparlano di \u00abnuove guerre fredde\u00bb.<\/p>\n<p>In <em>Altai<\/em> si narra anche l&#8217;impossibilit\u00e0 di una rivoluzione calata dall&#8217;alto per <em>gentile concessione<\/em> di un sovrano. Per questo, c&#8217;\u00e8 chi nel romanzo legge anche una critica a rossobruni, sovranisti \u00abdi sinistra\u00bb, putinisti et similia, cio\u00e8 a chi pensa che la rivoluzione possa consistere nel tifo per una grande potenza capitalistica contro un&#8217;altra, o nell&#8217;appoggio al regime corrotto e sanguinario di turno purch\u00e9 sedicente \u00abantimperialista\u00bb, a grottesche dinastie di autocrati purch\u00e9 sedicenti \u00abantiamericane\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_40096\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mediterraneo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40096\" class=\"wp-image-40096\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mediterraneo.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"1213\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40096\" class=\"wp-caption-text\">Sabine R\u00e9thor\u00e9, <a href=\"http:\/\/mediterraneesansfrontieres.org\/index.html\">\u00abMediterraneo senza frontiere\u00bb<\/a>, 2011. Un mare davvero <em>nostrum<\/em>.<\/p><\/div>\n<p>\u00c8 dunque un libro che si trasforma sotto i nostri occhi, un libro in pieno movimento e sviluppo, quello a cui dedichiamo il presente speciale.<a name=\"barbero\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>2. Due gondole volano in cielo: \u00e8 l\u2019apocalisse di Venezia<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_39950\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39950\" class=\"wp-image-39950\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/barbero.jpeg\" alt=\"Alessandro Barbero\" width=\"200\" height=\"128\" \/><p id=\"caption-attachment-39950\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro Barbero<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Alessandro Barbero<\/strong>, <em>Tuttolibri<\/em>, 19\/12\/2009<\/p>\n<p>Dieci anni dopo\u00a0<em>Q<\/em>, i Wu Ming tornano ad affrontare in un romanzo,\u00a0<em>Altai,<\/em>\u00a0il calderone ribollente delle guerre e delle utopie cinquecentesche, in cui \u00e8 sempre pi\u00f9 facile riconoscere uno specchio dei nostri tormenti.<\/p>\n<p>In questo decennio zeppo di eventi sinistri alcune cose sono cambiate, ed altre no. Il gruppo si \u00e8 ritrovato al centro del dibattito su un \u00abNew Italian Epic\u00bb che riunirebbe molti diversi romanzi degli ultimi anni, fra cui opere degli stessi Wu Ming. Ad accomunarli, il rifiuto della frigidit\u00e0 postmodernista, l&#8217;accettazione senza complessi d\u2019inferiorit\u00e0 dell\u2019appartenenza ad un genere, come il giallo o il romanzo storico, e la capacit\u00e0 di parlare anche dell&#8217;Italia di oggi, direttamente o per la via obliqua del passato. Fra dibattiti, convegni, seminari e tavole rotonde, il nuovo romanzo esce portandosi addosso un bagaglio teorico e una visibilit\u00e0 virtuale che il primo non aveva, e non \u00e8 facile leggerlo con la stessa freschezza e la stessa sorpresa.<span id=\"more-350\"><\/span><\/p>\n<p>I personaggi di\u00a0<em>Q<\/em>, da parte loro, sono invecchiati ormai di quattordici anni: le copie del<em>\u00a0Beneficio di Cristo<\/em> che appaiono qua e l\u00e0 sono ingiallite, papa Carafa \u00e8 morto, Beatriz \u00e8 moribonda, suo nipote don Yossef Nasi \u00e8 uno degli uomini pi\u00f9 potenti dell\u2019impero ottomano, e il protagonista dai molti nomi \u00e8 ora il vecchio Ismail al-Mokhawi, che crede di aver smesso di amare e di viaggiare, e ha trovato la quiete in un porto dello Yemen. Ma quel che non \u00e8 cambiato in\u00a0<em>Altai<\/em> \u00e8 la voglia di perseguire l&#8217;utopia e di provare a realizzarla in terra, e non \u00e8 cambiata la <em>pietas<\/em>\u00a0degli autori che palesemente amano i loro eroi e tuttavia non possono impedirsi di sapere com\u2019\u00e8 andata a finire: anche il sogno d\u2019una patria per tutti i perseguitati, ebrei o no, in cui \u00abcoltivare la vite, l\u2019ulivo e la tolleranza\u00bb, finir\u00e0 nell\u2019odore del sangue e nel lezzo dei cadaveri.<\/p>\n<div id=\"attachment_40009\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.tigredepaper.cat\/home\/90-altai.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40009\" class=\"wp-image-40009\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/altaicatalano.jpg\" alt=\"Altai, edizione catalana\" width=\"200\" height=\"310\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40009\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;edizione catalana. \u00abSobre aquest mar, totes les ciutats s\u00f3n la mateixa ciutat.\u00bb<\/p><\/div>\n<p>Ma il romanzo storico, per essere popolare ed epico, deve calarsi in un passato capace di far sognare ad occhi aperti, e i luoghi e gli anni raccontati in\u00a0<em>Altai<\/em>\u00a0rispondono allo scopo. La vicenda si muove tra una Venezia lugubre e poliziesca e una Costantinopoli raggelata dalla neve come dal pennello d\u2019un calligrafo, prosegue nella polvere e nel frastuono dell\u2019assedio di Famagosta e si conclude nelle acque insanguinate di Lepanto.<\/p>\n<p>Tutti gli ingredienti che le cronache degli anni 1569-1571 mettono a disposizione della band sono sfruttati a dovere, senza dover inventare quasi nulla: spioni e attentati, repressioni e torture, schiavi e rinnegati, sultane intriganti e medici traditori.<br \/>\nSapere gi\u00e0 come andr\u00e0 a finire non vanifica la suspense, e questo \u00e8 un segno che la confezione \u00e8 abile: quando Lala Mustaf\u00e0, alla vigilia della capitolazione di Famagosta, promette al narratore \u00abvi far\u00f2 vedere tutto da molto vicino\u00bb, \u00e8 difficile reprimere un piccolo brivido, indovinando che lo spettacolo che si prepara \u00e8 il supplizio (peraltro meritatissimo) di Marcantonio Bragadin.<\/p>\n<p>Lo scontro tra il sogno generoso e il gelo del potere, tra l&#8217;utopia e la Storia, si colora necessariamente di allusioni all\u2019oggi, e non soltanto italiano. Il romanzo si apre con l&#8217;esplosione all\u2019Arsenale di Venezia del 13 settembre 1569, qui trasfigurata rispetto alle sue effettive dimensioni storiche per conferire all&#8217;apertura adeguata drammaticit\u00e0. Nella realt\u00e0 i danni furono scarsi, i pochi sospetti vennero scagionati, e l\u2019unica conseguenza concreta fu che le autorit\u00e0 veneziane decisero di approfittare delle lesioni all\u2019attiguo monastero della Celestia per allargare gli impianti, con grande fastidio del nunzio pontificio. Qui l\u2019esplosione \u00e8 duplice e apocalittica, strade e canali sono pieni di cadaveri e soprattutto di cenere, e il recensore sar\u00e0 perdonato se la descrizione di quel che vede nel cielo il narratore (\u00abDue gondole volavano nel cielo di Venezia. Avevano ali di fiamma e parabole incerte, come di uccelli feriti.Una and\u00f2 a schiantarsi\u2026 L&#8217;altra scomparve alla vista\u00bb) gli fa pensare ad un&#8217;esplicita evocazione di quell\u2019altro duplice attentato da cui tutto ha avuto inizio, in un settembre pi\u00f9 vicino a noi.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong>N.B.<\/strong> Un paio di mesi prima dell&#8217;uscita di <em>Altai<\/em>, Radio 2 aveva mandato in onda <em>Il divano di Istanbul<\/em>, trasmissione in venti puntate nelle quali Barbero, efficace e magnetico come sempre, raccontava la storia dell&#8217;impero ottomano. La consigliammo allora, la consigliamo ancora. \u2192 <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Alessandro-Barbero-Il divano di Istambul-20191117-254.zip\"><strong>Si scarica qui<\/strong><\/a>.<br \/>\n<strong>N.B. 2 <\/strong>Quando recens\u00ec <em>Altai<\/em>, Barbero stava scrivendo un libro sulla battaglia di Lepanto, che sarebbe uscito per Laterza nel novembre 2010: <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788842088936\"><em>Lepanto, la battaglia dei tre imperi<\/em><\/a>.<\/span><a name=\"skinshout\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>3. Il taglio e l&#8217;urlo della pelle<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_39955\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Gaia-Mattiuzzi.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39955\" class=\"wp-image-39955\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Gaia-Mattiuzzi.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-39955\" class=\"wp-caption-text\">Gaia Mattiuzzi<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;album<em> Altai <\/em>fu realizzato dal\u00a0duo\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.improvvisatoreinvolontario.com\/bands_detail.php?idband=55\">Skinshout<\/a> <\/strong>(<strong>Francesco Cusa<\/strong> alla batteria e <strong>Gaia Mattiuzzi<\/strong> alla voce), con la collaborazione del polistrumentista <a href=\"http:\/\/www.xabieririondo.com\/\"><strong>Xabier Iriondo<\/strong><\/a> (chitarrista degli <strong>Afterhours<\/strong>, all&#8217;epoca in procinto di rientrare nella band dopo un intervallo di alcuni anni). Tutti i brani furono registrati e mixati da Iriondo nello studio Metak Zulo il 22 giugno 2010.<\/p>\n<p>L\u2019etichetta era <strong>Improvvisatore Involontario<\/strong>, ben pi\u00f9 di una label discografica indipendente: casa-madre dell&#8217;improvvisazione radicale italiana (e non solo), collettivo espanso, network di musicisti e sobillatori, fucina di accadimenti sonori della cui importanza e radicalit\u00e0 ci si pu\u00f2 render conto visitando <strong>\u2192<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.improvvisatoreinvolontario.com\/index.php\">il sito ufficiale<\/a>.<\/p>\n<p>Le <em>liner notes<\/em> dell&#8217;album le scrivemmo noi. Le riproponiamo qui, intervallate dall&#8217;ascolto in streaming traccia per traccia.<\/p>\n<h5><strong>Note di copertina <\/strong>&#8211; di Wu Ming<\/h5>\n<div id=\"attachment_39966\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/xabier_iriondo.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39966\" class=\"wp-image-39966\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/xabier_iriondo.png\" alt=\"Xabier Iriondo\" width=\"200\" height=\"234\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-39966\" class=\"wp-caption-text\">Xabier Iriondo<\/p><\/div>\n<p>S\u00ec, \u00e8 davvero un \u00aburlo della pelle\u00bb quello del duo Skinshout, qui in combutta con Xabier Iriondo e i suoi strumenti inauditi (come il Mahai Metak, subdolo bouzouki dell\u2019inferno). E come suol dirsi, tutto torna: il nostro\u00a0<em>Altai<\/em>\u00a0\u00e8 infatti un romanzo di grida ed epidermidi urlanti, di scuoiamenti, di uscite di serpenti dalla propria pelle. Questa possibile colonna sonora del libro rende udibile lo\u00a0<em>skin shout<\/em> del protagonista, Manuel Cardoso, durante la sua muta, la sua uscita dalla crisalide europea. Metamorfosi che, da bruco, lo trasforma in\u2026 un altro bruco. Dalle foci del Po verso oriente, la fuga non \u00e8 un volo di farfalla, ma uno strisciare ventre a terra. Solo a Costantinopoli si guadagner\u00e0 l&#8217;ammissione ai vertebrati, nella classe degli uccelli, famiglia dei falconidi. E scoprir\u00e0 che non basta.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/01_Fuga_Da_Venezia.mp3\">Fuga da Venezia<\/a><br \/>\nFuga da Venezia &#8211; 2:50<\/strong><\/p>\n<p>Settembre 1569, fuga da Venezia. Rumore di passi, sospiri, vocalizzi reali e immaginati. Manuel si aggira per le calli all\u2019imbrunire, braccato dagli sgherri che egli stesso comandava fino a poche ore prima. Una gondola lo porta via, le voci si allontanano nella bruma insieme a San Marco. Sfilano i palazzi, seminascosti dalla tenebra. Pi\u00f9 che distinguerli con nettezza, ne avvertiamo la mole. La memoria riempie i vuoti dove gli occhi non colgono. Dissolvimento, dissolvenza.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/02_Verso_Salonicco.mp3\">Verso Salonicco &#8211; 2:00<\/a><br \/>\nVerso Salonicco &#8211; 2:00<\/strong><\/p>\n<p>Attraverso i Balcani, ancora in fuga, sempre tra acque e terra. Sul fiume Axios attraverso la Macedonia, fino all&#8217;Estuario che sbocca nell\u2019Egeo. Stavolta Manuel non \u00e8 solo, invano chiede dove lo stiano portando. La voce \u00e8 remota: \u00e8 l&#8217;eco dell\u2019inseguimento veneziano rimasta nelle orecchie? Oppure \u00e8 ci\u00f2 che attende pi\u00f9 avanti? L&#8217;acqua intorno a noi \u00e8 quella del Golfo Termaico. Benvenuti a Salonicco.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/03_Il_Mercato_Di_Salonicco.mp3\">Il mercato di Salonicco<\/a><br \/>\nIl mercato di Salonicco &#8211; 2:15<\/strong><\/p>\n<p>Il mercato: richiami di venditrici, \u00ab<em>Berendjenas! Guevos! Poyo! Sevoya!<\/em>\u00bb Musichette giungono dal fondo della piazza, si insinuano curiose tra le bancarelle, fanno da bordone ai rumori di mille mestieri, stappare di contenitori, cigolii di arnesi di legno.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/04_Le_Mura_Di_Costantinopoli.mp3\">Le mura di Costantinopoli<\/a><br \/>\nLe mura di Costantinopoli &#8211; 1:47<\/strong><\/p>\n<p>Costantinopoli, dicembre 1569. Entriamo dal mare, la giornata \u00e8 fredda e turbinosa. Il ritmo \u00e8 quello di un avvicinamento, come un \u00abBydlo\u00bb di Mussorgsky dall\u2019incedere estenuato. Puzzo di morte, escrementi, urina: il nostro arrivo \u00e8 salutato come si conviene. L\u2019ultima notte di sonno risale a chiss\u00e0 quando.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/05_I_Tre_Venti_Che_Flagellano_Costantinopoli.mp3\">I tre venti che flagellano Costantinopoli<\/a><br \/>\nI tre venti che flagellano Costantinopoli &#8211; 2:42<\/strong><\/p>\n<p>I venti che sferzano Istanbul, agguato di tre flagellatori. Sentiamo gli schiocchi dei loro scudisci e, per la prima volta, quelle che udiamo sono parole, passiamo in rassegna interi mondi:\u00a0<em>italiani a crocchi, veneti e genovesi, olandesi rubizzi, francesi, moscoviti foderati di pelliccia\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/06_Altai.mp3\">Altai<\/a><br \/>\nAltai &#8211; 2:34<\/strong><\/p>\n<p>Altai. La\u00a0<em>title-track<\/em>\u00a0raduna tutti i significati del nome: la catena degli Altai, i \u00abmonti d\u2019oro\u00bb. I popoli altaici e le loro lingue. Il luogo di origine del\u00a0<em>falco altaicus<\/em>. Siamo sospesi in volo, a testa in gi\u00f9 e circondati d\u2019azzurro, nell\u2019istante di stallo che precede la picchiata. Le voci giungono da sotto, dalla pelle del pianeta, e il rumore del mondo \u00e8 soltanto un brus\u00eco\u2026 Poi inizia la picchiata.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/07_Arrivo_A_Famagosta.mp3\">Arrivo a Famagosta<\/a><br \/>\nArrivo a Famagosta &#8211; 1:43<\/strong><\/p>\n<p>Pezzi di Famagosta ci vengono incontro. L\u2019arrivo in una citt\u00e0 agonizzante, spezzata da un anno di assedio, \u00e8 accolto da rottami, assi annerite, botti sfondate. Una veste femminile galleggia sulle onde, insieme a uno stendardo sfilacciato e crivellato di colpi.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/08_Il_Bombardamento_Di_Famagosta.mp3\">Il bombardiere di Famagosta<\/a><br \/>\nIl bombardiere di Famagosta &#8211; 1:27<\/strong><\/p>\n<p>Una scena vastissima, immane. I cannoni battono la citt\u00e0, incessanti, simili a giganteschi fabbri ferrai, nudi e sudati, come sulla moneta da cinquanta lire. Un mare di bandiere garrisce nel vento e la musica di guerra suona, monotona e stridente.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/09_La_Battaglia_Di_Lepanto_(Schieramento_Delle_Navi).mp3\">La battaglia di Lepanto (Schieramento delle navi)<\/a><br \/>\nLa battaglia di Lepanto (Schieramento delle navi) &#8211; 2:49<\/strong><\/p>\n<p>Lepanto, o meglio: Isole Echinadi. Suona il bouzouki dell&#8217;Ade, le flotte sono ancora lontane ma la tragedia \u00e8 imminente. Vedi? Laggi\u00f9 ci sono tutti i migliori capitani. C&#8217;\u00e8 Ucciali, il calabrese. C&#8217;\u00e8 Caracoggia, c&#8217;\u00e8 il comandante Scirocco. C&#8217;\u00e8 il figlio del Muezzin, il coraggio non gli manca di certo. E ci sar\u00e0 anche Mimi Reis, <em>all&#8217;anima di chi v&#8217;ha mmuerte<\/em>.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/10_La_Battaglia_Di_Lepanto_(Galleggiare_Di_Vivi_E_Morti_E_Di_Detriti).mp3\">La battaglia di Lepanto (Galleggiare di vivi, di morti e di detriti)<\/a><br \/>\nLa battaglia di Lepanto (Galleggiare di vivi, di morti e di detriti) &#8211; 1:54<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;ultima traccia \u00e8 post-orgasmica: sul mare di sborra di guerra si macerano, frolli, i resti dello scontro. <em>Et stetit mare a fervore suo<\/em>, sazio del sacrificio di migliaia. Ottobre 1571.<\/p>\n<div id=\"attachment_39968\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/cusa.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39968\" class=\"wp-image-39968\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/cusa.png\" alt=\"Francesco Cusa\" width=\"200\" height=\"165\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-39968\" class=\"wp-caption-text\">Francesco Cusa, da molti anni nostro complice di scorribande e agguati sonori.<\/p><\/div>\n<p>In diversi dialetti dell&#8217;Italia settentrionale \u00ab<em>al tai<\/em>\u00bb significa \u00abil taglio\u00bb. Taglio netto (illusorio, vagheggiato, vaneggiato) col passato, con la madre, con le radici, e poi nell&#8217;altra direzione: con l&#8217;occidente, con l&#8217;Europa. Questa musica riproduce il \u00abtaglio\u00bb, lo rappresenta acusticamente. \u00c8 una musica di cesura, <em>coupure<\/em>, contrasto netto, la voce \u00e8 una lama che opera tagli in pi\u00f9 direzioni, fende i suoni da est e da ovest. La voce \u00e8 il conflitto. La voce \u00e8 un&#8217;impotenza che cerca un impossibile, un punto fermo su cui insistere. Ma non lo trova. L&#8217;urlo della pelle di Manuel \u00e8 tutto in queste tracce. E non c&#8217;\u00e8 consolazione. Cusa, Mattiuzzi e Iriondo non portano pace: portano una spada.<\/p>\n<p>E un bouzouki.<\/p>\n<div id=\"attachment_39999\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Altai_OST_Skinshout_Xabier Iriondo.zip\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39999\" class=\"wp-image-39999 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Cipro_Piri_Reis.png\" alt=\"Scarica Altai di Skinshout e Xabier Iriondo\" width=\"700\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-39999\" class=\"wp-caption-text\">Scarica l&#8217;album <em>Altai<\/em> di Skinshout e Xabier Iriondo (Improvvisatore Involontario, 2010). Cartella zippata con tracce in formato mp3, 320k.<\/p><\/div>\n<h5><strong>Recensione di <em>Altai<\/em> apparsa su <a href=\"https:\/\/italia.allaboutjazz.com\/\">All About Jazz,<\/a>\u00a07 luglio 2011:<\/strong><\/h5>\n<div id=\"attachment_40007\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/skinshout.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40007\" class=\"wp-image-40007\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/skinshout.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"133\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40007\" class=\"wp-caption-text\">Gli Skinshout in concerto a Cracovia nel 2013.<\/p><\/div>\n<p>Le dieci tracce che ascolterete dimostrano ancora una volta &#8211; se ce ne fosse stata la necessit\u00e0 &#8211; come la comunicazione orale (o pi\u00f9 in generale la <em>phon\u00e8<\/em>) possieda una potenza narrativa che supera di gran lunga quella della parola scritta. <em>Altai<\/em> \u00e8 un romanzo storico di Wu Ming ambientato a Venezia, Costantinopoli, Cipro e altri luoghi sparsi nel XVI secolo e risulta molto di pi\u00f9 che una semplice ispirazione. Dopo <a href=\"https:\/\/www.improvvisatoreinvolontario.com\/shop\/33\/caribbean-songs\"><em>Caribbean Songs<\/em><\/a> il duo acquista per l&#8217;occasione la presenza di Xabier Iriondo. <em>Fuga da Venezia<\/em> parte con un drone prolungato che descrive la tensione sonora di un uomo che scappa, nell&#8217;angoscia di essere catturato, tra le fosche nebbie del Po. La voce di Gaia Mattiuzzi canta semplicemente il successo apparente di una fuga. \u00c8 infatti uno strumento aggiunto all&#8217;interno della narrazione acustica, proprio come la batteria di Francesco Cusa racconta passi, incedere e battito cardiaco. Per Xabier Iriondo sembra pi\u00f9 facile utilizzare strumenti sconosciuti, autoconcepiti e autocostruiti come il taisho koto e il mahai metak, per immergere lo spettatore (non pi\u00f9 oramai semplice ascoltatore, ma vero e proprio spettatore audiovisivo) nelle vicende del romanzo. A questo punto il nostro tentativo di descrivere, raccontare la musica patisce gi\u00e0 un notevole ritardo rispetto allo svolgersi degli eventi sonori. <em>I tre venti che flagellano Costantinopoli<\/em> \u00e8 il primo brano in cui la cantante recita in una lingua vera, l&#8217;italiano, con importante capacit\u00e0 vocale, intesa a farci vedere le strade di Costantinopoli, la gente di tutte le razze, mentre Iriondo e Cusa suonano gli spostamenti d&#8217;aria e i venti. Xabier Iriondo suona spesso sporcando l&#8217;aria, sporcando il bianco dello sfondo acustico, Francesco Cusa \u00e8 pi\u00f9 attento al corporeo, alla materialit\u00e0 degli uomini, degli animali, delle strutture sceniche (<em>La battaglia di Lepanto<\/em>). Nella storiografia, cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 importante e sostanziale della capacit\u00e0 del narratore, del messaggero, di convincere i suoi ascoltatori della veridicit\u00e0 degli accadimenti? Ma questi accadimenti, sono poi davvero successi?<\/p>\n<p>Un&#8217;altra interessante recensione, a tratti costernata, <strong>\u2192<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.jazzitalia.net\/recensioni\/altai.asp\">usc\u00ec su <em>Jazzitalia<\/em><\/a> a firma di <strong>Gianni Montano<\/strong>.<a name=\"orchestre\"><\/a><\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\"><strong>4. Dalle orchestre di varie contrade<\/strong><\/h4>\n<p>La <a href=\"https:\/\/maxmaber.org\/\"><strong>Maxmaber Orkestar<\/strong><\/a> \u00e8 una band nata a Trieste nel 2003, specializzata nel rielaborare musica popolare di tradizione mitteleuropea \u2013 pescata nella vasta area dell&#8217;ex-impero austroungarico \u2013 e balcanica. Nell&#8217;inverno 2009-2010 la piccola orchestra ci accompagn\u00f2 in diverse presentazioni di <em>Altai<\/em>.<\/p>\n<p>Il 16 gennaio 2010 la trasmissione di Radio 2 <em>Tutti i colori del giallo<\/em>, condotta da <strong>Luca Crovi<\/strong>, ospit\u00f2 in studio Wu Ming 1, Wu Ming 4 e la Maxmaber al completo. La puntata si apr\u00ec con una lettura musicata del primo capitolo del romanzo. L&#8217;effetto fu davvero potente. Eccovi quei sei minuti.<\/p>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fNnQiuYGDAA\" width=\"700\" height=\"393\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nCuriosit\u00e0: su YouTube questo brano apre <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/view_play_list?p=716FB5C58084A1C6\">una playlist a tema <em>Altai<\/em><\/a> messa insieme da <a href=\"https:\/\/www.anobii.com\/forum_thread?topicId=69491\">lettrici e lettori su Anobii<\/a>, da un&#8217;idea di <strong>Giuseppe Vergara<\/strong>. Tra i brani si possono ascoltare <em>Cupe vampe<\/em> dei <strong>CSI<\/strong> e <em>The Lamb<\/em> degli <strong>Aphrodite&#8217;s Child<\/strong>. Brano, quest&#8217;ultimo, tratto dall&#8217;album di culto <em>666<\/em>, ascoltato <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20100117085107\/http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Altai\/?p=402#more-402\">\u00abossessivamente\u00bb<\/a> da Wu Ming 1 durante la stesura del romanzo.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra sonorizzazione del romanzo fu lo spettacolo <em>Altai Lyric Suite<\/em>, portato in giro per l&#8217;Italia nel 2010-2011 dalla <strong>Compagnia Lirica di Milano<\/strong> e dall&#8217;attore <strong>Fabrizio Pagella<\/strong>, con la partecipazione \u2013 volta per volta \u2013 di uno o alcuni di noi.<\/p>\n<div id=\"attachment_39952\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39952\" class=\"wp-image-39952\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Compagnia_lirica_di_milano.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-39952\" class=\"wp-caption-text\">Compagnia Lirica di Milano, 2010<\/p><\/div>\n<p>Lo spettacolo durava circa un\u2019ora ed era &#8220;pop&#8221; in un modo spiazzante. Il compositore <strong>Alessandro Bares<\/strong> aveva musicato alcuni brani di <em>Altai<\/em>\u00a0ispirandosi inizialmente al\u00a0<em>Pierrot lunaire<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Arnold Sch\u00f6nberg<\/strong>. Gli strumenti erano infatti gli stessi: clarinetto, violoncello, violino, flauto e pianoforte. Pi\u00f9 le voci: un soprano lirico (<strong>Irene Geninatti Chiolero<\/strong>), un baritono (<strong>Fernando Ciuffo<\/strong>), una voce recitante (Pagella) e uno di noi che leggeva.<\/p>\n<p>Qui vi proponiamo due brani registrati al Teatro Civico di Chivasso (TO) la sera del 16 ottobre 2010. Sono registrazioni da microfono ambientale, un po&#8217; &#8220;sporche&#8221; ma di sicuro fascino.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Altai_8_Muharram_977.mp3\"><strong>PROLOGO, 8 MUHARRAM 977<\/strong><\/a><br \/>\n<strong>Prologo, 8 Muharram 977 &#8211; 3&#8217;26&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Altai_epilogo_Il_volo_dei_falchi.mp3\">EPILOGO \u2013 IL VOLO DEI FALCHI SUGLI ALTIPIANI<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>Epilogo. Il volo dei falchi sugli altipiani &#8211; 2&#8217;24&#8221;<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_39980\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39980\" class=\"wp-image-39980\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/contradamerla.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"466\" \/><p id=\"caption-attachment-39980\" class=\"wp-caption-text\">Contradamerla &amp; Wu Ming 2<\/p><\/div>\n<p>Una sonorizzazione ulteriore fu proposta nel 2012 dal combo <strong>Contradamerla<\/strong> + Wu Ming 2. La particolarit\u00e0 dell&#8217;operazione: i testi scelti erano i due <em>Interludi <\/em>con protagonista il vecchio Ismail al-Mukhawi: <em>Il viaggiatore del mondo<\/em> e <em>Tre giorni di febbre<\/em>.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Altai_in_reading.mp3\">WU MING 2 + CONTRADAMERLA &#8211; <em>ALTAI<\/em> IN READING &#8211; 1h 07&#8242; 11&#8243;<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>WU MING 2 + CONTRADAMERLA &#8211; ALTAI IN READING &#8211; 1h 07&#8242; 11&#8243;<\/strong><br \/>\nLive at Bartleby, 18 novembre 2012.<br \/>\n\u25a0 Il viaggiatore del mondo. Fuori dall&#8217;Europa, Rabi&#8217;al Awwal &#8211; Shabban 977<br \/>\n\u25a0 Tre giorni di febbre. 4-7 Rabi&#8217;at Thani 978<br \/>\nN.B. Nella registrazione la voce &#8220;esce&#8221; rispetto alla musica; quest&#8217;ultima si risolleva e respira profondo negli intervalli.<\/p>\n<p>Da questo reading part\u00ec la collaborazione tra Contradamerla e Wu Ming 2 poi culminata in <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/WuMing2ContradamerlaSURGELATI\/\"><em>Surgelati<\/em><\/a>.<a name=\"preludio\"><\/a><\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\"><strong>5. Il preludio fantasma<\/strong><\/h4>\n<p>I due <em>Interludi<\/em> del romanzo, in origine, erano parte di un trittico, perch\u00e9 c&#8217;era anche un <em>Preludio<\/em>.<br \/>\nCi lavorammo intensamente nell&#8217;autunno 2008, ma a un certo punto decidemmo di non inserirlo nel libro, e di cogliere Ismail pi\u00f9\u00a0<em>in medias res<\/em>.<br \/>\nQui raccontiamo la riconquista incruenta di Mokha da parte della flotta ottomana, dopo la rivolta zaydita, e il ruolo che Ismail gioca nell&#8217;evento. In pratica, \u00e8 grazie a lui se non viene sparso sangue. Poi c&#8217;\u00e8 uno stacco, doveva esserci una scena in cui qualcuno giunto da Costantinopoli consegna a Ismail la lettera di Gracia. Nell&#8217;ultimo paragrafo mostriamo il vecchio mentre, in casa sua, legge la lettera per la prima volta. Intanto, gi\u00f9 in strada, un cantastorie racconta la favola sufi del fiume che voleva attraversare il deserto, favola che viene raccontata (in altri modi) anche in altri punti del romanzo. Buona lettura.<\/p>\n<h5><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mokha.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-40050\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mokha.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"260\" \/><\/a><\/strong><strong>Al Mukha, 27 Dhu al-Hijjah 976<\/strong><\/h5>\n<p>Le galee del sultano giunsero in vista di Mokha sul far della sera. L&#8217;alito del monsone gonfiava le vele di un\u2019aria viscosa, pesante come una tunica intrisa d\u2019acqua bollente.<br \/>\nSulla riva, una striscia di muri bianchi affiorava appena dalla sabbia, tra il mare accaldato e lo sfondo di montagne da cui erano scesi i ribelli.<br \/>\nLe notizie in possesso dell\u2019ammiraglio dicevano che la citt\u00e0 si era arresa senza colpo ferire. Gli abitanti avevano rifiutato di combattere, la guarnigione ottomana era fuggita e i mercanti indiani avevano spinto le loro feluche in Abissinia, sull\u2019altra sponda del Mar Rosso.<br \/>\n&#8211; Siamo a mezzo miglio, <em>pasha<\/em> \u2013 avvis\u00f2 il bombardiere \u2013 Dove volete colpire?<br \/>\nL&#8217;ammiraglio srotol\u00f2 una mappa e scrut\u00f2 ancora la costa. Mokha non aveva n\u00e9 porte n\u00e9 bastioni. Le bande zaydite se l&#8217;erano presa passeggiando, con la complicit\u00e0 di una popolazione imbelle. Entrambe avrebbero conosciuto presto il prezzo del tradimento.<br \/>\nNello schizzo, gli edifici armati di artiglieria erano soltanto tre.<br \/>\n&#8211; Il palazzo del bey \u00e8 troppo vicino alla moschea. \u2013 disse indicando la verticale del grande minareto \u2013 Puntate a babordo, il torrione isolato.<br \/>\nDal castello di prua, l&#8217;ordine rimbalz\u00f2 fino ai banchi dei rematori e la galea vir\u00f2 in posizione di tiro.<br \/>\nIl servente ripul\u00ec con lo scovolo la colubrina centrale. Le infil\u00f2 in bocca l&#8217;involto della carica, una palata di segatura e sei colpi di calcatoio per pressarla a dovere. Poi sollev\u00f2 una palla da settanta libbre e la fece rotolare nella canna di bronzo. Vers\u00f2 nel focone il polverino di innesco, accese la miccia in fondo all&#8217;asta buttafuoco e attese.<br \/>\n&#8211; Alzo quattro \u2013 ordin\u00f2 il bombardiere mentre si faceva consegnare lo scettro incandescente. Nel frattempo, altri cinque serventi ripetevano le stesse operazioni con i pezzi di calibro inferiore.<br \/>\n&#8211; Fuoco! \u2013 grid\u00f2 l&#8217;ammiraglio.<br \/>\nL&#8217;esplosione disperse un branco di delfini ed eccit\u00f2 i gabbiani. La colubrina rincul\u00f2 sul ponte e arrest\u00f2 la sua corsa contro l&#8217;albero maestro. Quando il fumo si dilegu\u00f2, il torrione bersagliato apparve saldo al suo posto. Gli altri cannoni erano gi\u00e0 pronti a tirare, ma dalla citt\u00e0 non venivano risposte: n\u00e9 sparate, n\u00e9 gridate, n\u00e9 altro.<br \/>\nL&#8217;ammiraglio intim\u00f2 al bombardiere di tenersi pronto, poi ordin\u00f2 di spingersi sotto costa e puntare il molo.<br \/>\nA un tratto, oltre la cappa di afa, polvere e sale, gli apparve il miraggio di un vessillo, schiaffi rossi contro il vento, sopra il tetto pi\u00f9 alto del palazzo governativo. Poich\u00e9 non era pi\u00f9 tanto giovane e la vista gli faceva difetto, chiese aiuto al secondo.<br \/>\n&#8211; Capitano, la vedete anche voi quella bandiera?<br \/>\nL&#8217;altro annu\u00ec.<br \/>\n&#8211; E sapreste riconoscerla?<br \/>\nIl capitano si sporse dalla murata e affil\u00f2 gli occhi. Tre mezzelune dentro un&#8217;ovale verde in campo rosso.<br \/>\n&#8211; Si direbbe, non so, per\u00f2, beh, \u00e8 impossibile, non\u2026<br \/>\n&#8211; Dunque?<br \/>\n&#8211; Si direbbe la bandiera del sultano, <em>pasha<\/em>. La <em>nostra<\/em> bandiera.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-40051\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sultansflag.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"135\" \/>Il vecchio \u00e8 seduto al tavolo e scrive. Dalla finestra entra ancora abbastanza luce, le lampade sono spente. Terminato il foglio, lo impila sul mucchio alla sua sinistra: \u00e8 alto almeno un palmo, dieci anni di memorie per ogni dito della mano. Carte consunte, cicatrici di inchiostro, scritte in un latino ormai logoro che il vecchio rattoppa con termini turchi, arabi, tedeschi, veneti. San Girolamo e Sant&#8217;Agostino non riconoscerebbero la loro lingua d\u2019elezione.<br \/>\nStende davanti a s\u00e9 una nuova pagina, raddrizza la schiena e intinge la penna.<br \/>\n&#8211; Arrivano \u2013 dice una voce alle sue spalle \u2013 Cosa dobbiamo fare?<br \/>\n\u00c8 Ali. Il vecchio non lo ha nemmeno sentito salire. Gli anni e la salsedine gli stanno rovinando l&#8217;udito. Si gira, le dita a carezzare la barba bianca.<br \/>\n&#8211; Quanti sono? &#8211; domanda in arabo.<br \/>\n&#8211; Otto galee.<br \/>\n&#8211; Bene. Fai chiamare la gente. Andiamo ad accoglierli alla dogana.<br \/>\nAli sta per rispondere, ma un boato distante spezza la conversazione. I due restano in attesa, immobili, come statue di carne. Rumori di crollo erompono dalla finestra.<br \/>\nIl vecchio si alza, vincendo una fitta alle reni. Si affaccia di sotto e vede a trenta passi il tetto sfondato di una casa, sotto la torre di guardia.<br \/>\n&#8211; \u00c8 il tiro d&#8217;ingaggio \u2013 sentenzia. \u2013 Se non rispondiamo, non sparano pi\u00f9. \u00c8 la regola.<br \/>\nTorna allo scrittoio e ripone il manoscritto in una grande sacca di pelle. Afferra il bastone d&#8217;ebano appoggiato alla sedia e, aiutandosi con quello, cammina dietro ad Ali che gi\u00e0 lo precede sulle scale.<\/p>\n<p>C&#8217;erano almeno duemila persone, schierate di fronte all&#8217;arco che dal molo introduceva in citt\u00e0. Donne velate con lattanti in braccio, vecchi raggrinziti nelle vesti bianche, bambini nudi dalla testa ai piedi. Uomini e ragazzi avevano tutti una guancia sporgente, gonfia di foglie eccitanti, e portavano in cintura un pugnale ricurvo, pi\u00f9 simile a un ornamento che a un\u2019arma pericolosa. Gli unici giovani dall&#8217;aspetto marziale stavano allineati in prima fila, una trentina di arabi, indiani e africani, con solo una futa allacciata ai fianchi.<br \/>\nDavanti a loro, un vecchio dall&#8217;aria solenne, la testa avvolta nel turbante.<br \/>\nL&#8217;ammiraglio si avvicin\u00f2, seguito dai capitani delle galee. Giunto di fronte al vecchio, lo scrut\u00f2 da capo a piedi come un cammello da acquistare.<br \/>\n&#8211; Dunque \u00e8 vero \u2013 disse alla fine \u2013 Voi siete\u2026<br \/>\n&#8211; Ismail al-Mukhawi \u2013 lo anticip\u00f2 l&#8217;altro \u2013 Benvenuto a Mokha, <em>pasha<\/em>.<br \/>\n&#8211; Una spia ci aveva avvertiti che eravate rimasto in citt\u00e0 con i vostri uomini e che gli zayditi non osavano toccarvi. Avete dunque liberato Mokha da solo?<br \/>\n&#8211; Se ne sono andati di notte, appena hanno saputo del vostro arrivo. Non c&#8217;\u00e8 stato bisogno di combattere.<br \/>\n&#8211; E mesi fa, quando arrivarono? \u2013 ora la voce dell\u2019ammiraglio tremava di indignazione \u2013 Nemmeno allora ce ne fu bisogno?<br \/>\nIl vecchio allarg\u00f2 le braccia, come per cingere la citt\u00e0 e la sua gente.<br \/>\n&#8211; Mokha non ha difese, i ribelli erano migliaia. Nessuna resistenza li avrebbe trattenuti.<br \/>\n&#8211; Resta il fatto che il capitano dei giannizzeri ordin\u00f2 agli abitanti di rispondere all&#8217;attacco e non venne ascoltato.<br \/>\nIsmail si appoggi\u00f2 una mano sul petto.<br \/>\n&#8211; La responsabilit\u00e0 \u00e8 mia. Promisi a questa gente che gli zayditi non avrebbero fatto loro alcun male. Il corso degli eventi mi diede ragione.<br \/>\n&#8211; Niente affatto! \u2013 rugg\u00ec l&#8217;ammiraglio \u2013 Voi siete un mercante, pensate agli affari, e i ribelli delle montagne non vi sembrano veri nemici, perch\u00e9 producono il caff\u00e8 che vi sta tanto a cuore. Io invece sono un uomo d&#8217;armi, ragiono in un&#8217;altra maniera. Chi non combatte i nemici del sultano \u00e8 un traditore e come tale va trattato.<br \/>\n&#8211; Se fossimo nemici non saremmo qui ad accogliervi, <em>pasha<\/em>.<br \/>\n&#8211; Accogliermi? Per quel che mi riguarda, voi siete qui in segno di resa!<br \/>\n&#8211; Anche un vecchio come me pu\u00f2 vedere che sul palazzo del bey non sventola bandiera bianca, ma il vessillo del sultano. E se \u00e8 tornato al suo posto, non \u00e8 certo grazie al governatore.<br \/>\nL\u2019ammiraglio ebbe uno scatto di rabbia, si volt\u00f2 e diede ordine ai suoi di caricare gli archibugi e tenersi pronti con gli archi.<br \/>\nI giovani alle spalle del vecchio portarono le mani in cintura, come per slacciarsi la futa. Un attimo dopo ciascuno teneva in pugno una pistola e nell&#8217;altra mano un flagello di grosse strisce metalliche, lunghe quanto un uomo. Dietro di loro, nello stesso istante, un centinaio di lame uscirono dai foderi.<br \/>\nL&#8217;ammiraglio sguain\u00f2 la spada e avanz\u00f2, fino a trovarsi faccia a faccia col vecchio.<br \/>\n&#8211; Ringraziate Yossef Nasi \u2013 gli disse tra i denti \u2013 Se non fosse che lo rappresentate, vi farei pentire di non aver combattuto quand&#8217;era tempo.<br \/>\nFece due passi indietro e alz\u00f2 il braccio armato: \u2013 Fate largo, adesso! \u2013 ordin\u00f2 con un grido. A un cenno del vecchio, la folla si divise in due ali e lasci\u00f2 che le truppe giunte da Costantinopoli entrassero in citt\u00e0.<br \/>\nLe uniformi sfilarono, accompagnate solo dalla sabbia e dal rumore dei sandali sulla terra battuta.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/donagracia.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-40053 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/donagracia.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"293\" \/><\/a>Cal\u00f2 la notte e gli uomini di Mokha si radunarono per cantare, fumare e raccontare storie, sullo spiazzo polveroso davanti ai magazzini di Yossef Nasi, Signore di Tiberiade, Duca di Nasso e delle Sette Isole. Le tazze passavano di mano in mano, colme di <em>qishir<\/em>, l\u2019infuso bollente preparato con i gusci secchi delle bacche di caff\u00e8 e i semi del cardamomo. Nella citt\u00e0 famosa in tutto l&#8217;Impero per il <em>kahve<\/em>, il liquido nero era riservato al risveglio, per pulire la testa dai sogni o per farli emergere pi\u00f9 nitidi dal torpore. Soltanto i mistici sufi lo bevevano in qualunque momento della giornata e Ismail, frequentando il loro monastero, aveva preso la stessa abitudine, ogni volta che doveva riflettere.<br \/>\nI festeggiamenti si tenevano proprio sotto la sua finestra, ma il vecchio aveva preferito la compagnia della lettera appena arrivata. Era scritta in fiammingo, il che lo costringeva a rileggere interi passaggi, per essere certo di averne afferrato il senso. La voce profonda del cantastorie si insinuava tra una frase e l&#8217;altra.<\/p>\n<p><em>Nato in remote montagne, un fiume solc\u00f2 molte regioni e giunse infine alle sabbie del deserto. Prov\u00f2 a superarle, ma pi\u00f9 cercava di avanzare, pi\u00f9 le sue acque si perdevano.<\/em><\/p>\n<p>Il vecchio si alz\u00f2 con il foglio tra le mani, nella speranza che camminare lo aiutasse a concentrarsi, ma il ginocchio, gonfio d&#8217;artrosi, lo costrinse a zoppicare su altri pensieri.<br \/>\nArriva l&#8217;Estate, si disse, stringendo la rotula tra le dita, l&#8217;Estate umida di Mokha. Accus\u00f2 il luogo e la stagione, ma sapeva fin troppo bene che la mano della vecchiaia avrebbe finito per schiacciarlo, Estate o Inverno che fosse, anche nei rifugi pi\u00f9 salubri dell&#8217;Impero. Prima di quell&#8217;istante, per\u00f2, c&#8217;erano ancora la vita, i ricordi ossessivi e progetti sempre pi\u00f9 sfumati.<\/p>\n<p><em>Fu allora che una voce nascosta mormor\u00f2:<\/em><br \/>\n<em>\u00abSe ti lanci nel solito modo, il deserto non ti permetter\u00e0 di attraversarlo. Potrai solo sparire o diventare uno stagno.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>La lettera di Gracia non era la solita, quella che arrivava puntuale ogni anno, insieme alle navi di Yossef cariche di stoffa e legname. Non conteneva lunghe riflessioni sul senso delle cose, resoconti di mille attivit\u00e0, domande rituali ed altre pi\u00f9 sincere. Gli unici elementi comuni erano la firma e la lingua di Anversa. Per il resto, le molte domande si riducevano a una sola: torna, il prima possibile. Le notizie si raggrinzivano anch\u2019esse in poche parole: sono malata, sto morendo.<\/p>\n<p><em>\u00abII vento attraversa il deserto; il fiume pu\u00f2 fare altrettanto, se permette al vento di trasportarlo.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Anche Yossef gli spediva lettere ogni anno. La superficie delle frasi diceva: mi manchi, bramo la tua saggezza, saresti pi\u00f9 utile al mio fianco, come ai vecchi tempi. Ma l\u2019appello era sempre meno sincero e la retorica, sempre meno curata. Ismail scorreva i fogli con gli occhi, non leggeva davvero. Accettava i doni che li accompagnavano, li distribuiva. Il vero messaggio che gli arrivava da Istanbul era molto chiaro. La Citt\u00e0 del Caff\u00e8 era il luogo giusto per lui.<br \/>\nL&#8217;invito di Gracia invece era sincero, appassionato, come lo era il suo desiderio di riabbracciarla e di assecondarne le ultime volont\u00e0.<\/p>\n<p><em>Allora il fiume innalz\u00f2 i suoi vapori verso le braccia accoglienti del vento, che li sollev\u00f2 e li port\u00f2 a Oriente, lasciandoli ricadere come neve sulla cima\u2026<\/em><\/p>\n<p>Il vociare che faceva da bordone al racconto crebbe fino a sovrastarlo, poi si spense improvviso. Un grido in turco interruppe il cantastorie.<br \/>\n&#8211; Tornate alle vostre case, ordine dell&#8217;ammiraglio. Niente raduni dopo il calar del sole.<br \/>\nSi udirono proteste in arabo, maledizioni, goffi tentativi di parlamentare nella lingua dei soldati. Dal tono delle voci, Ismail comprese che non ci sarebbero stati incidenti. Non quella sera.<br \/>\nRipens\u00f2 alle parole della storia. Era un parabola sufi, l&#8217;aveva udita molte volte, in molte diverse varianti e conosceva il finale: al tempo del disgelo la neve si scioglieva e il fiume tornava ad essere s\u00e9 stesso.<br \/>\nQuella era stata la sua vita, per molti anni. Lasciarsi portare dal vento oltre le sabbie e ricominciare a ogni pioggia. Ora non temeva pi\u00f9 di trasformarsi in palude, e dare acqua al deserto gli sembrava altrettanto nobile che correre tra gli argini e irrigare la pianura. O forse era cos\u00ec che gli piaceva credere, ma in realt\u00e0 erano le sue orecchie ad essersi assordate, e la voce del vento non erano pi\u00f9 in grado di avvertirla.<br \/>\nSia come sia, non poteva tornare subito a Istanbul, e non era soltanto il monsone a impedirglielo.<br \/>\nRipieg\u00f2 la lettera e incominci\u00f2 a spogliarsi per andare a dormire.<br \/>\nLe sabbie di Mokha avevano ancora bisogno di acqua.<\/p>\n<p>&#8211;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Un ringraziamento speciale a <strong>Maurizio Vito<\/strong> per la preziosa assistenza nel comporre questo speciale.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"INDICE 1. Ieri e oggi Altai \u00abpart\u00ec in salita\u00bb. Una riflessione su com&#8217;\u00e8 cambiata nel tempo la ricezione del romanzo e su come \u00e8 stato accolto in altri paesi. 2. Due gondole volano in cielo, \u00e8 l&#8217;apocalisse di Venezia Una delle migliori recensioni di Altai scritte &#8220;a caldo&#8221;: quella di Alessandro Barbero. 3. Il taglio [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":39984,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[505,4],"tags":[4076,2519,907,605,4075,765,766,609,603,3975,604],"class_list":["post-39313","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-altai","category-recensioni","tag-alessandro-barbero","tag-altai","tag-compagnia-lirica-di-milano","tag-contradamerla","tag-decennale-altai","tag-francesco-cusa","tag-gaia-mattiuzzi","tag-improvvisatore-involontario","tag-skinshout","tag-ventanni-di-q","tag-xabier-iriondo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Altai dieci anni dopo. 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