{"id":38809,"date":"2020-08-03T09:00:53","date_gmt":"2020-08-03T07:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=38809"},"modified":"2020-08-03T16:50:05","modified_gmt":"2020-08-03T14:50:05","slug":"simone-ramilli-un-anno-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/08\/simone-ramilli-un-anno-dopo\/","title":{"rendered":"Per Simone Ramilli, un anno (e molte vite) dopo"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_44825\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44825\" class=\"wp-image-44825 size-full\" title=\"Simone Ramilli\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Simone3-1.jpg\" alt=\"Simone Ramilli\" width=\"700\" height=\"897\" \/><p id=\"caption-attachment-44825\" class=\"wp-caption-text\">Simone, maggio 2015.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Wu Ming 1<\/strong><\/p>\n<h5><strong>0. La mazzata<\/strong><br \/>\n<strong>1. L&#8217;ultima sera in balotta<\/strong><br \/>\n<strong>2. Il funerale, il puzzle, l&#8217;archivio<\/strong><br \/>\n<strong>3. Gli \u00abautonomazzi\u00bb e la Pantera<\/strong><br \/>\n<strong>4. 2 agosto 1990, uno \u00abscambio di persona\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>5. Il blitz di Capo Rizzuto, la fuga, la cattura<\/strong><br \/>\n<strong>6. I processi di Catanzaro e la mobilitazione<\/strong><br \/>\n<strong>7. La malattia, la nuova vita<\/strong><br \/>\n<strong>8. Gli ultimi anni di lotta<\/strong><br \/>\n<strong>9. E dunque&#8230;<br \/>\n<\/strong><\/h5>\n<p>L&#8217;ultima serata trascorsa con Simone fu a Cesena, il 10 luglio 2019.<br \/>\nIl 3 agosto mi giunse la notizia che era morto.<!--more--><\/p>\n<p>La mazzata mi colp\u00ec a Ventotene, dov&#8217;ero in vacanza con la mia compagna e nostra figlia. Seduto sulla panchina di un belvedere rivolto al litorale pontino, leggevo un romanzo di Vargas Llosa. Il telefono era spento. Durante una pausa lo riaccesi e vidi i messaggi. Chiamai Flip e Lupo, sgomento. Piansi, tanto da dover asciugare il telefono. Raggiunsi le ragazze in spiaggia. Mi abbracciarono e consolarono. Ero in balia dei ricordi, che arrivavano a urti e scossoni, a cominciare dai pi\u00f9 recenti. Da quella sera al Magazzino Parallelo, tre settimane prima.<\/p>\n<h4><strong>1. L&#8217;ultima sera in balotta<\/strong><\/h4>\n<p>Si era fatto tardi. Di tutta la combriccola eravamo rimasti solo Simone, io e mia figlia Matilde. Ci incamminammo verso l&#8217;uscita. Stavamo gi\u00e0 per salutarci, quando Mati espresse un timore: \u2013 Pap\u00e0, tutti mi dicono <em>\u00abooooh, come sei diventata alta\u00bb&#8230;<\/em> Ma io non voglio diventare troppo alta.<br \/>\n\u2013 Stai tranquilla, \u2013 le rispose Simone, \u2013 crescerai ancora di qualche centimetro e basta.<br \/>\n\u2013 Ma s\u00ec, \u2013 aggiunsi io \u2013 e poi, che c&#8217;\u00e8 di male a essere alti? Prendi Simone, ad esempio&#8230;<br \/>\n\u00c8 bello prendersi per i fondelli tra vecchi amici. Vallo a sapere che era l&#8217;ultima volta.<br \/>\n\u2013 Diglielo, a Matilde: per te l&#8217;altezza \u00e8 stata forse un handicap?<\/p>\n<p>Si blocc\u00f2 per mezzo secondo, poi annu\u00ec, con aria sconsolata e solenne. Subito dopo gli apparve in faccia quel sorrisetto, il suo sogghigno tipico, e tutti e tre scoppiammo a ridere, i cinquantenni e la quattordicenne (lei per contagio, non poteva cogliere i sottintesi). Poi ci dicemmo buonanotte.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima immagine che ho di lui: di spalle, si allontanava da solo nella notte cesenate, lento, quasi <em>ieratico<\/em>. E perch\u00e9 no? In fondo, per molte e molti era una specie di guru.<\/p>\n<div id=\"attachment_44820\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/tomsimone.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44820\" class=\"wp-image-44820\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/tomsimone.jpg\" alt=\"Tom Waits e Simone Ramilli - Separati alla nascita.\" width=\"200\" height=\"134\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-44820\" class=\"wp-caption-text\">Tom Waits da giovane e Simone a 19 anni (1986), nella fototessera del suo libretto universitario Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Quant&#8217;era alto Simone? \u00abStatura: 2.00\u00bb, dice la sua carta d&#8217;identit\u00e0. Stranamente, per\u00f2, in diversi verbali di polizia, atti giudiziari e volantini di movimento \u00e8 dato per pi\u00f9 basso: \u00ab1 e 90\u00bb, \u00ab1 e 92\u00bb, \u00ab1 e 93\u00bb&#8230;<\/p>\n<p>Ad ogni modo, s\u00ec, per lui l&#8217;altezza era stata un handicap. Anche politicamente. Ai cortei era quello che pi\u00f9 si notava: sovrastante e fulvo come avesse una fiamma in testa, gli arti lunghi, il viso ossuto e spigoloso&#8230; Una volta qualcuno mi fece notare che somigliava a <strong>Tom Waits<\/strong> da giovane, a parte il colore dei capelli. <em>Cazzo, \u00e8 vero<\/em>, pensai.<\/p>\n<p>Insomma, nella lista dei compagni da denunciare Simone c&#8217;era sempre. Era quello che digossini o carabinieri ricordavano pi\u00f9 facilmente. Pure quando non c&#8217;entrava. La storiaccia di Catanzaro e Capo Rizzuto, nell&#8217;estate del &#8217;90, cominci\u00f2 proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p>Quel 10 luglio 2019, nel cortile del Magazzino Parallelo, presentai <em>La macchina del vento<\/em>. Prima e dopo, la serata all&#8217;aperto divenne una rimpatriata tra vecchi compagni di Pantera e di Autonomia, che fui felice di presentare a Matilde. C&#8217;era Lupo, c&#8217;era Paolo \u2013 con cui avevo condotto programmi a Radio Citt\u00e0 103 \u2013 e a un certo punto apparve Simone, a sorpresa. Non sapevo che si fosse ritrasferito a Cesena. Una classica apparizione &#8220;alla Ramilli&#8221;: a mia memoria, l&#8217;avevo <em>sempre<\/em> visto apparire all&#8217;improvviso. Mi fece piacere, perch\u00e9 non lo vedevo da un pezzo, e le ultime notizie che avevo non erano buone.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/librosimone.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44861\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/librosimone.jpg\" alt=\"L'ultimo libro di Simone Ramilli\" width=\"190\" height=\"266\" \/><\/a>Tempo addietro, Flip mi aveva raccontato di una presentazione del nuovo libro di Simone \u2013 intitolato <a href=\"https:\/\/www.darioflaccovio.it\/benessere-e-crescita-personale\/1427-tutto-quello-che-sai-sulla-malattia-e-falso-simone-ramilli.html\"><em>Tutto quello che sai sulla malattia \u00e8 falso<\/em><\/a> \u2013 alla libreria Ubik di Bologna. Flip lo aveva visto molto provato: magrissimo, emaciato pi\u00f9 del solito, in affanno&#8230; Anch&#8217;io lo trovai affaticato, e cereo, e Lupo not\u00f2 che aveva l&#8217;addome gonfio. Eppure il suo conversare era brillante come sempre, forse solo pi\u00f9 intermittente di altre volte, con momenti pi\u00f9 marcati di introspezione. Ma me le ero sempre godute, le chiacchiere con lui, e me le godetti ancora.<\/p>\n<p>Tirammo tardi ricordando vecchie storie. Rievocammo quel compagno che parlava dei <i>Grundrisse<\/i> pronunciandoli \u00abgrundr\u00e0is\u00bb, e quell&#8217;altro sprofondato nell&#8217;abominio, da tempo divenuto rossobruno \u2013 \u00abesperto di questioni internazionali\u00bb per Radio Padania \u2013, e un altro compagno ancora, che aveva la memoria devastata da una malattia e ormai non riconosceva pi\u00f9 nessuno. Su di lui, Simone mi raccont\u00f2 un aneddoto da groppo in gola.<\/p>\n<p>\u2013 Un giorno l&#8217;ho incontrato per strada, non era ancora messo come ora ma aveva gi\u00e0 quei vuoti di memoria. Lo becco in un momento di lucidit\u00e0, parliamo un po&#8217; e a un certo punto gli spiego come la penso, quali sono le concause del suo male secondo me e cosa potrebbe fare per affrontare la cosa. Lui ascolta, poi c&#8217;\u00e8 un lungo silenzio, e alla fine mi dice: \u00abHo l&#8217;impressione che tu mi abbia appena detto una cosa importantissima, ma non la ricordo pi\u00f9\u00bb.<i> <\/i><\/p>\n<h4><strong>2. Il funerale, il puzzle, l&#8217;archivio<\/strong><\/h4>\n<p>Anch&#8217;io, nei giorni che seguirono la notizia, avevo la netta impressione che Simone, in tutti quegli anni, mi avesse detto cose importantissime. E temevo di averle dimenticate.<br \/>\nTimore infondato, per buona sorte: i ricordi tornavano prorompenti. Riaffioravano lunghi brani di conversazioni avute con lui pi\u00f9 di un quarto di secolo prima.<br \/>\nA pensarci, non l&#8217;avevo mai sentito dire una banalit\u00e0, se non per contestarla subito dopo. Una cazzata magari s\u00ec, una banalit\u00e0 mai.<br \/>\nPer tenere a bada quei ricordi, cominciai ad appuntarli sul taccuino.<\/p>\n<p>Tornai a Bologna giusto in tempo per il funerale. Era il 7 agosto, e presi un regionale per Cesena. Durante il viaggio, conobbi due amiche di Simone. Parlammo della sua malattia e di tante altre cose. Alla stazione venne a prendermi Lupo, e al cimitero ci raggiunse Manuela, che non vedevo da tempo.<\/p>\n<p>Accanto alla bara chiusa Luca, il fratello maggiore di Simone, tenne un discorso, con la voce che ogni tanto scemava o si spezzava. Parl\u00f2 degli ultimi giorni, paragon\u00f2 l&#8217;esperienza di accudire Simone in quei momenti allo stare vicino a \u00abun santo\u00bb. Al tempo stesso defin\u00ec il fratello \u00abun compagnone\u00bb, \u00abun guascone\u00bb e \u00abun boh\u00e9mien\u00bb.<\/p>\n<p>\u2013 Questo ragazzone, \u2013 disse posando la mano sul legno lucido, \u2013 ci ha fatto stare bene. Ma ha vissuto tutta la vita da adulto sotto una spada di Damocle. La prima diagnosi gliel&#8217;han fatta che aveva venticinque anni, e gli avevano dato pochi anni di vita. A sua detta, sulla sua salute avevano pesato anche le altre esperienze extra-ordinarie che aveva dovuto passare. Simone aveva subito una persecuzione giudiziaria, non so se qui tutti lo sanno o lo ricordano&#8230;<\/p>\n<p>Riassunse la vicenda per sommi capi, poi prosegu\u00ec con le lacrime agli occhi, la voce sempre pi\u00f9 rotta.<\/p>\n<p>\u2013 Era buonissimo, questo ragazzone qua. Buonissimo, e dolce, anche se era duro come la roccia. Io e Ale [Alessandro, il fratello pi\u00f9 giovane] abbiamo vissuto l&#8217;esperienza straordinaria di stargli vicino negli ultimi anni, quando ormai le energie erano poche, e infatti qualcuno di voi avr\u00e0 cominciato a vederlo di meno&#8230; Mi ha esalato l&#8217;ultimo respiro tra le braccia, sono immagini che non mi lasceranno pi\u00f9&#8230; Per\u00f2 io lo ringrazio. Lo ringrazio, per tutto. E adesso che non c&#8217;\u00e8, io penso che siamo tutti pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>Dopo la cerimonia, in un bar del centro storico di Cesena, con Manu e Lupo cominciammo a scambiarci aneddoti, a incastrare le tessere per ricostruire il passato. Lupo conosceva Simone dall&#8217;85, e due anni dopo si erano presi la prima denuncia politica insieme, a Roma, dopo <a href=\"https:\/\/archive.is\/FGlrK\">gli scontri alla manifestazione nazionale per la pace<\/a> del 17 ottobre &#8217;87. Scontri che avevano spaventato <strong>Giorgio Napolitano<\/strong>, al punto che aveva annullato il proprio intervento.<\/p>\n<p>Lupo aveva anche accompagnato Simone a Catanzaro, nel &#8217;92, al processo d&#8217;appello per la storiaccia. A Catanzaro c&#8217;era anche Manu, non &#8220;solo&#8221; come amica, ma come assistente dell&#8217;avvocato di Simone, <strong>Alessandro Gamberini<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_45095\" style=\"width: 1003px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45095\" class=\"wp-image-45095 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Simone_puzzle-2.jpg\" alt=\"Il puzzle di Simone Ramilli\" width=\"993\" height=\"783\" \/><p id=\"caption-attachment-45095\" class=\"wp-caption-text\">Al lavoro, per ricostruire l&#8217;immagine di Simone.<\/p><\/div>\n<p>Fu cos\u00ec che prendemmo a sentirci e vederci periodicamente, per lavorare al puzzle.<br \/>\n\u2013 Dobbiamo ringraziare Simone, \u2013 disse una volta Manu, \u2013 ci ha fatti riavvicinare.<\/p>\n<p>Io continuavo a scrivere appunti, a fissare reminiscenze. Mi ero assunto un impegno: scrivere qualcosa per il primo anniversario della morte. Ne parlai al telefono con Luca, che ne fu contento. Doveva ancora sgombrare l&#8217;appartamento di Simone. Disse che, tramite Lupo, mi avrebbe prestato qualunque cosa potesse servirmi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44951\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/xxi_lemonde-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"385\" \/>Poi venne l&#8217;emergenza coronavirus, con tutte le sue ricadute, ed era gi\u00e0 estate quando ricevetti l&#8217;archivio privato di Simone. Rimasi a bocca aperta: faldoni e cartelle di documenti, segmenti della sua storia politica e giudiziaria, tappe della <em>via crucis<\/em> sanitaria, la rassegna stampa sui suoi libri e le sue attivit\u00e0, ma anche oggetti di vario tipo, gettati alla rinfusa in tre grandi borse. C&#8217;erano gli occhiali da vista di Simone, un suo cappello, il suo libretto universitario, una carta \u2013 una soltanto \u2013 dei tarocchi di Camoin e Jodorowsky (\u00abXXI- Le Monde\u00bb), le ultime medicine prescritte (blister pressoch\u00e9 intatti), bollette della luce, fatture di artigiani&#8230;<\/p>\n<p>Luca non aveva avuto la forza di ravanare e discernere. Troppo doloroso. Che facessi io.<\/p>\n<p>Per me, Claudia e Matilde fu come ritrovarci in casa un fantasma. Anzi, in certi momenti mi parve di avere l\u00ec Simone in carne e ossa.<\/p>\n<p>Dovevo tracciare dei limiti. Fin dove potevo spingermi? Dov&#8217;era il confine tra ricostruire la sua storia usando memorie e documenti e calpestare la sua privacy post mortem? Potevo trattare argomenti di cui, quand&#8217;era vivo, non amava parlare? Qual era la <em>giusta distanza<\/em>? Me lo sarei chiesto ogni giorno, e ancora me lo chiedo. Spero di aver fatto le scelte migliori. Mi auguro di non offendere nessuno.<\/p>\n<p>Gli occhiali, il cappello e gli altri oggetti personali li chiusi in una cassapanca, e sono ancora l\u00ec. Sul tavolo tenni i documenti e mi misi di buona lena, almeno un&#8217;ora al giorno, a leggerli, selezionarli, digitalizzarli.<\/p>\n<p>Avevo ormai un grosso brogliaccio di note da sistemare. Note scritte dalla mia angolatura, sul Simone che avevo conosciuto, vissuto <em>prima di<\/em> e <em>accanto<\/em> <em>al<\/em> Simone naturopata, scrittore, dandy, sodale di <strong>John Malkovich<\/strong> (!)&#8230;<\/p>\n<div id=\"attachment_44838\" style=\"width: 204px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Ramilkovich.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44838\" class=\"wp-image-44838 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/simonejohn.jpg\" alt=\"Simone Ramilli e John Malkovich\" width=\"194\" height=\"260\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-44838\" class=\"wp-caption-text\">Simone e John Malkovich, clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Era stato pi\u00f9 persone in pi\u00f9 mondi diversi, come a molti di noi capita d&#8217;essere. Sui giornali era addirittura diventato <a href=\"https:\/\/www.riminitoday.it\/eventi\/rimini-simone-ramilli-presentazione-libri-14-giugno.html\">\u00abil guru delle star di Hollywood\u00bb<\/a>. La sua sghemba frequentazione del jet-set divertiva molto noi vecchi compagni, quando ne coglievamo sprazzi. Nessuno si sarebbe mai sognato di dargli del \u00abvenduto\u00bb. Sembrava pi\u00f9 una grande performance, un esperimento.<br \/>\n\u2013 Simone era un grande, \u2013 commentai con Lupo, \u2013 per\u00f2 <em>al iera anc un paj\u00e0z<\/em>, in fondo era il suo bello.<\/p>\n<p>\u00abTeorico dell&#8217;estetica techno-bohemian\u00bb&#8230; Un certo stile, un suo portamento lo aveva sempre avuto, anche <em>obtorto collo<\/em> (ne parlo dopo), ma chi poteva immaginarsi che avrebbe <a href=\"https:\/\/bolognainforma.wordpress.com\/2014\/06\/16\/il-technobohemian-di-john-malkovich-parla-italiano\/\">ispirato una linea d&#8217;abbigliamento<\/a>?<br \/>\nE mi divertiva il paradosso: un super-sionista come Malkovich gomito a gomito con un fondatore del collettivo antagonista Intifada.<\/p>\n<p>Quando lo incontravo, ad ogni modo, tutto ci\u00f2 passava in disparte e automaticamente <em>regredivamo<\/em>, tornavamo ai nostri codici, al nostro lessico di un tempo. Lui non era il &#8220;guru&#8221; \u2013 e io non ero Wu Ming 1, se \u00e8 per quello. Eravamo i compagni e amici di una volta, e basta.<\/p>\n<h4><strong>3. Gli \u00abautonomazzi\u00bb e la Pantera<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_44877\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/volantino_Cesena.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44877\" class=\"wp-image-44877\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/volantino_Cesena.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"263\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-44877\" class=\"wp-caption-text\">Volantino ciclostilato sulla perquisizione a casa Ramilli, scritto e diffuso dal Comitato Rossovivo di Cesena. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>La prima immagine che ho di Simone \u2013 giacca di jeans attillata, kefiah al collo, capelli rossi tagliati corti \u2013 risale a pi\u00f9 di trent&#8217;anni fa, a un pomeriggio di novembre del 1989. Era in corso un&#8217;assemblea dei collettivi universitari nell&#8217;Aula Bianca al pianterreno di Lettere, via Zamboni 38. Io ero matricola a Storia, ancora pendolare tra casa e Bologna, e non conoscevo ancora nessuno. A causa dell&#8217;anagrafe, m&#8217;ero perso le proteste contro le celebrazioni del IX centenario dell&#8217;ateneo, prodromi di quanto stava per accadere un anno dopo: la cosiddetta \u00abPantera\u00bb.<\/p>\n<p>Simone aveva quasi tre anni pi\u00f9 di me, faceva Scienze politiche \u2013 dopo qualche esame dato ad Agraria \u2013 e aveva la nomea di autonomo duro. \u00abAutonomazzi\u00bb, era il termine per quelli come lui. Aveva gi\u00e0 diverse denunce e perquisizioni alle spalle.<\/p>\n<p>Un episodio in particolare era notorio. All&#8217;alba del 27 aprile 1988 la polizia, mitra alla mano, aveva fatto irruzione in casa dei suoi genitori a Cesena, terrorizzandoli e mettendo ogni stanza a soqquadro, nel tentativo di trovare collegamenti tra l&#8217;Autonomia e l&#8217;omicidio di <strong>Roberto Ruffilli<\/strong> da parte delle BR-PCC. Una sorta di mini-\u00abteorema Calogero\u00bb. La montagna aveva partorito un caccolo: dopo due ore a rovesciare e rovistare, avevano sequestrato un grammo di fumo e un pacchetto di cartine. Sequestro convalidato in pretura il giorno dopo.<\/p>\n<div id=\"attachment_44874\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Hobo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44874\" class=\"wp-image-44874\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Hobo.png\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"266\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-44874\" class=\"wp-caption-text\">Peppe Voltarelli (\u00abHobo\u00bb) nel 1990. Dettaglio da una foto di Luciano Nadalini.<\/p><\/div>\n<p>A quell&#8217;assemblea in Aula Bianca, indetta per organizzare la \u00abprotesta dei vassoi\u00bb contro prezzo e pessima qualit\u00e0 delle mense, c&#8217;erano persone che ancora frequento e altre che non vedo da tempo ma alle quali mi uniscono le esperienze di allora. Di queste ultime mi viene in mente <a href=\"https:\/\/www.peppevoltarelli.net\/\"><strong>Peppe Voltarelli<\/strong><\/a>, oggi stimato cantautore, all&#8217;epoca soprannominato \u00abHobo\u00bb.<\/p>\n<p>La protesta scoppi\u00f2 il 20 novembre. Terminato il pasto alla mensa di Piazza Verdi (era negli spazi delle <a href=\"https:\/\/www.bibliotecasalaborsa.it\/content\/cartigli\/?u=ex_scuderie_dei_bentivoglio\">ex-scuderie dei Bentivoglio<\/a>, dove pochi anni dopo si insedi\u00f2 il centro sociale occupato Pellerossa e dove oggi c&#8217;\u00e8 il Bentivoglio Club), centinaia di studenti non rimisero a posto i vassoi ma li portarono fuori, carichi di piatti e bicchieri, e li posarono sul pav\u00e9 della piazza e di via Zamboni, a formare un serpentone lunghissimo. Pi\u00f9 o meno la stessa scena di fronte alla mensa di viale Berti Pichat.<\/p>\n<p>Simone, per\u00f2, diede un tocco personale alla giornata: pos\u00f2 il suo vassoio non per terra, ma sul cofano dell&#8217;auto della Digos. Quelli si incazzarono, si incazz\u00f2 pure lui, e fin\u00ec che si prese una denuncia perch\u00e9 \u00abin concorso con persona che non si \u00e8 potuta identificare rendeva in tutto o in parte inservibili, pestandoli con i piedi, piatti e bicchieri della mensa universitaria\u00bb (dal Decreto di citazione a giudizio).<\/p>\n<p>S\u00ec, aveva quel genere di sbuzzo, e sembrava avercela in particolare con le auto. Una notte di qualche mese dopo, io, lui e non ricordo chi giravamo con secchio, colla e manifesti, attacchinando per chiss\u00e0 quale iniziativa. A un certo punto vedemmo un macchinone solingo, posteggiato in una viuzza della zona universitaria. Una Mercedes grigiofumo. Simone ebbe un guizzo e incoll\u00f2 il manifesto <em>direttamente sul parabrezza<\/em>, di fronte al posto di guida. Chiss\u00e0 gli scancheramenti, la mattina dopo.<\/p>\n<p>Ma gi\u00e0 allora sbagliava di grosso chi lo riteneva solo un autonomazzo, un esagitato. Era uno di quelli che andava a Parigi ai seminari del \u00abProf\u00bb, a quei tempi ancora esule. Lo ricordo leggere e sottolineare i libri del Negri anni Ottanta: <em>Lenta ginestra<\/em>, <em>L&#8217;anomalia selvaggia<\/em>, <em>Fine secolo<\/em> e l&#8217;impenetrabile <em>Fabbriche del soggetto<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/fabbrichedelsoggetto.jpg\">col suo sottotitolo neobarocco<\/a>. Il rapporto di Simone col pensiero di Negri sarebbe rimasto intenso anche dopo. Nel 2002 fece un intervento dal palco, la sera che Negri venne a presentare <em>Impero<\/em> al TPO di viale Lenin.<\/p>\n<p>Nel dicembre 1989, per protesta contro <a href=\"https:\/\/www.studistorici.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/03_LEGROTTAGLIE.pdf\">il disegno di legge Ruberti<\/a>, dall&#8217;universit\u00e0 di Palermo part\u00ec la Pantera. Nessuno la chiamava ancora cos\u00ec: si sarebbe guadagnata il soprannome solo a gennaio, non sto qui a raccontare perch\u00e9. In poco tempo gli studenti occuparono quasi tutti gli atenei italiani. Quei primi mesi del &#8217;90 furono per me <em>cruciali<\/em>, fondativi. Via Zamboni 38 fu il mio primo domicilio a Bologna.<\/p>\n<div id=\"attachment_45097\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45097\" class=\"wp-image-45097 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Simone_Scienze_Politiche_1990.png\" alt=\"Gennaio 1990, Simone Ramilli a Scienze Politiche occupata.\" width=\"700\" height=\"379\" \/><p id=\"caption-attachment-45097\" class=\"wp-caption-text\">Gennaio 1990, Simone a Scienze Politiche occupata. Fotogramma dal <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/videogiornale\/about\">Videogiornale<\/a> del Dams.<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;occupazione di Scienze politiche dur\u00f2 poco, fin\u00ec gi\u00e0 a febbraio, perch\u00e9 la sua prosecuzione fu messa ai voti e la mozione sconfitta, con strascichi di accuse incrociate tra le diverse anime del movimento. Si denunci\u00f2 il ricorso alla vetusta tattica delle \u00abtruppe cammellate\u00bb, si disse che al voto avevano partecipato anche i CP \u2013 Cattolici Popolari, i polli da batteria di CL \u2013 e perfino dei fasci. [Questa triste storia \u00e8 raccontata da <strong>Valerio Evangelisti<\/strong> \u2013 all&#8217;epoca ricercatore a Scienze Politiche &#8211; <em>et alii<\/em> nell&#8217;articolo<span class=\"g\"><span class=\"a\"> \u00ab<\/span><\/span><span class=\"g\"><span class=\"a\">Il ragno e la pantera\u00bb, <\/span><\/span><span class=\"a\">in <\/span><em><span class=\"a\">Progetto Memoria. Rivista di storia dell&#8217;antagonismo sociale<\/span><\/em><span class=\"a\">, anno 3, numero 7, luglio 1990.]<\/span><\/p>\n<p>Un po&#8217; di reietti di Scien.Po. \u2013 Simone compreso \u2013 li accogliemmo a Lettere, dove simili democraticismi non ci erano neanche passati per la testa. La nostra, non a caso, fu una delle esperienze pi\u00f9 longeve d&#8217;Italia: a giugno c&#8217;erano ancora due aule autogestite.<\/p>\n<p>Una volta \u2013 si era ormai a primavera inoltrata \u2013 un manipolo di CP entr\u00f2 in Aula Bianca per fare una provocazione. La racconto come la ricordo. Nell&#8217;aula c&#8217;era solo Antonietta, e in particolare uno di loro la prese di mira, usando epiteti per lui dispregiativi come \u00abputtana\u00bb e \u00ablesbicona\u00bb. Era uno conosciuto, con gli occhiali tondi e il capello lunghetto, da vorrei-sembrare-John-Lennon-ma-sono-un-r\u00e8gaz-di-Formigoni.<\/p>\n<p>Quel pomeriggio Simone stava al Bar Piccolo, in Piazza Verdi. Quando seppe del blitz part\u00ec alla ricerca del tizio, lo scov\u00f2 non so dove, l&#8217;afferr\u00f2 per un orecchio e gli fece attraversare la piazza a calci nel culo e coppini, fino a portarlo al cospetto di Antonietta e obbligarlo a chiedere scusa. Non tanto per gli epiteti, che erano insulti solo per lui, ma per l&#8217;odiosa incursione. Dopodich\u00e9, gi\u00f9 altri coppini, e lo riport\u00f2 dove l&#8217;aveva preso. Un grande. Come potevi non amarlo?<\/p>\n<p>\u00abTesta pensante e gentile\u00bb, lo ha definito Flip, e gentile lo era anche ai tempi, ma con chi se lo meritava.<\/p>\n<p>Insomma, fu in quella prima met\u00e0 del &#8217;90 che diventammo amici, e in seguito compagni di collettivo, quando insieme ad altri reduci della Pantera entrai nel Centro di Comunicazione Antagonista di via Avesella, nodo bolognese del Coordinamento Nazionale Antinucleare Antimperialista.<\/p>\n<p>Il CNAA \u2013 per semplicit\u00e0, \u00abCoordinamento Anti-Anti\u00bb \u2013 era la struttura che si era data la vecchia Aut.Op. negli anni Ottanta. Oggi \u00e8 ricordato soprattutto per i blocchi alle centrali nucleari \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/archive.is\/tTxcL\">PEC del Brasimone<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.infoaut.org\/storia-di-classe\/24-marzo-1985-marcia-contro-il-nucleare-a-trino\">Trino Vercellese<\/a>, <a href=\"https:\/\/archive.is\/7PoHt\">Montalto di Castro<\/a> \u2013 e i campeggi contro le basi NATO, pratica che risaliva a <a href=\"https:\/\/www.infoaut.org\/storia-di-classe\/8-agosto-1983-la-battaglia-di-comiso\">Comiso 1983<\/a> e di cui parler\u00f2 tra poco.<\/p>\n<p>Il Coordinamento Anti-Anti sarebbe imploso intorno al &#8217;93, lasciando sul campo principalmente due macroaree, oggi ancora riconoscibili, pi\u00f9 un sacco di profughi incamminati in pi\u00f9 direzioni. Ma sono andato troppo avanti. Torniamo all&#8217;immediato post-Pantera.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/luogo-comune-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44941\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/luogo-comune-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"262\" \/><\/a>Nel novembre 1990 usc\u00ec <a href=\"https:\/\/www.deriveapprodi.com\/2020\/02\/cionondimeno\/\">il primo numero della rivista <em>Luogo comune<\/em><\/a>, su cui scrivevano molti ex di Potere Operaio e dell&#8217;Autonomia. Svariati di loro erano stati redattori della vecchia <em>Metropoli<\/em>. Alcune firme <em>off the top of my head<\/em>: Virno, Negri, Piperno, Enzo Modugno, Andrea Colombo, Augusto Illuminati&#8230; In quel primo numero, che nel nostro giro discutemmo in lungo e in largo, si parlava molto dell&#8217;\u00abEsodo\u00bb come strategia. Simone l&#8217;aveva anticipata: da tempo un suo cavallo di battaglia era l&#8217;\u00abesodo del 1321\u00bb.<\/p>\n<p>Nel 1321 gli studenti universitari abbandonarono Bologna, trasferendosi prima a Imola e poi a Siena. Un atto di protesta provocato dall&#8217;arresto di un fuorisede spagnolo, un certo Jacopo da Valenza, colpevole di una &#8220;fuga d&#8217;amore&#8221; con la figlia di un ricco notabile cittadino, ma chiaramente sotto c&#8217;era di pi\u00f9, c&#8217;era il modo in cui gli studenti si sentivano trattati. L&#8217;esodo priv\u00f2 Bologna di uno dei suoi principali indotti, gettando nella disperazione locandieri e bottegai. Il Senato felsineo dovette mandare a Siena un delegato, il giurista Jacopo Bottrigari, con l&#8217;incarico di negoziare le condizioni per un ritorno.<\/p>\n<p>In diverse assemblee durante e poco dopo la Pantera, Simone aveva proposto di riprendere quella strategia: i fuorisede dovevano <em>andarsene in massa<\/em>, per mettere in ginocchio Bologna, trattare con l&#8217;universit\u00e0 e il comune da un punto di forza, e farla finita con lo strozzinaggio degli affitti e le varie angherie che subivamo.<\/p>\n<p>Il piano fu ritenuto suggestivo, ma inapplicabile.<\/p>\n<h4><strong>4. 2 agosto 1990, uno \u00abscambio di persona\u00bb<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_45078\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/volantino_campeggio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45078\" class=\"wp-image-45078\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/volantino_campeggio.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"267\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-45078\" class=\"wp-caption-text\">Volantino per il terzo campeggio di lotta a Isola Capo Rizzuto, 1990.<\/p><\/div>\n<p>Il \u00abcaso Ramilli\u00bb ebbe il suo prologo il 2 agosto 1990, decennale della bomba alla stazione di Bologna, e il suo inizio ufficiale il 6 agosto, 45ennale dell&#8217;atomica su Hiroshima.<\/p>\n<p>Da l\u00ec in avanti, per un paio d&#8217;anni, il processo a Simone fu una <em>cause c\u00e9l\u00e8bre<\/em> del movimento antagonista italiano. Tante attiviste e attivisti si fecero le ossa anche in quella campagna di solidariet\u00e0, soprattutto al Sud.<\/p>\n<p>Ma bisogna spiegare il contesto, com&#8217;erano i campeggi anti-NATO.<\/p>\n<p>Il primo \u2013 e il pi\u00f9 famoso \u2013 fu a Comiso nel luglio-agosto 1983, contro l&#8217;installazione dei missili nucleari Cruise. La campagna contro gli \u00abeuromissili\u00bb, le servit\u00f9 militari e il ruolo dell&#8217;Italia come piattaforma per le guerre americane\u00a0 prosegu\u00ec in quelle forme anche negli anni successivi. Ogni estate si organizzavano uno o pi\u00f9 campeggi di lotta nelle vicinanze di basi NATO, quasi sempre al Sud o nelle Isole: Sigonella, La Maddalena, tre volte a Isola Capo Rizzuto&#8230; Dai campeggi si partiva per manifestazioni, blocchi, assemblee itineranti nelle localit\u00e0 vicine. La partecipazione, va detto, non torn\u00f2 mai ai livelli di Comiso: il campeggio dell&#8217;83 era stato organizzato da varie realt\u00e0 non solo antagoniste ma del mondo pacifista e di una sinistra pi\u00f9 ampia, mentre quelli dopo furono indetti quasi solo dal Coordinamento Anti-Anti.<\/p>\n<p>Io, per vari motivi, partecipai a un solo campeggio, quello del &#8217;92 a Brucoli, provincia di Siracusa, a una quarantina di minuti d&#8217;auto dalla base di Sigonella.<\/p>\n<p>Dunque non c&#8217;ero, quel 29 luglio del &#8217;90, quando compagne e compagni si insediarono al camping Sant&#8217;Antonio di Capo Rizzuto. A pochi chilometri di distanza c&#8217;era l&#8217;aeroporto S. Anna, che la NATO voleva ampliare e trasformare in una base per i cacciabombardieri F16. Una parte della popolazione non li voleva, e <a href=\"https:\/\/archive.is\/4BSFx\">aveva gi\u00e0 protestato in vari modi<\/a>.<\/p>\n<p>Per la mattina del 2 agosto, il movimento indisse una manifestazione a Catanzaro. Data e luogo simbolici, entrambi legati alla storia delle stragi di stato. Infatti il concentramento era in piazza Matteotti, di fronte al famigerato palazzo di Giustizia del processo di piazza Fontana. Il corteo era regolarmente autorizzato, con istanza di preavviso presentata in questura da \u00abCASARINI Luca, nato a Mestre (VE) il [&#8230;]\u00bb.<\/p>\n<p>Arrivarono circa 300 persone. Su quest&#8217;ordine di grandezza concordano tutte le relazioni di servizio dei carabinieri. Il corteo cominci\u00f2 a sfilare intorno alle dieci. Un&#8217;ora e mezza dopo, l&#8217;Arma caric\u00f2 da dietro i manifestanti, in quel momento fermi per consentire ai compagni di fare scritte sulle lamiere di un cantiere (e gi\u00e0 che c&#8217;era, qualcuno ruppe i vetri di una sede neofascista). La carica provoc\u00f2 tafferugli.<\/p>\n<p>Fu in quel frangente che E.B., tenente dei carabinieri, venne ferito all&#8217;occhio sinistro mentre inseguiva un giovane alto circa uno e novanta e coi capelli rossi. All&#8217;inizio E.B. non si accorse nemmeno di essere ferito: fu un commilitone, G.G.L., a dirgli che aveva sangue intorno all&#8217;occhio.<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[&#8230;] ho notato\u00bb, scrisse G.G.L. nella sua relazione di servizio, \u00abil Sig. Tenente Bxxxxxx che rincorreva un giovane molto alto, con bermuda, con maglietta chiara, capelli rossici [sic] non troppo lunghi ed occhiali neri, quando tutto ad un tratto vidi il Sig. Tenente che cadeva, allora mi sono avvicinato per soccorrerlo al quale [sic] notavo che all&#8217;occhio six era ferito e sanguinava, faccio presente inoltre che lo stesso non se ne era accorto e sono stato io che gli facevo notare che era ferito [&#8230;]\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il tenente E.B. disse di non aver visto il proprio aggressore. Non sapeva nemmeno dire da cosa fosse stato colpito, se da un pugno o da un oggetto contundente. In quel momento, del resto, era in corso una sassaiola in risposta alla carica di poco prima.<\/p>\n<p>In questa ricostruzione, dunque, abbiamo tre personaggi-chiave: l&#8217;inseguitore, l&#8217;inseguito e l&#8217;ignoto che \u2013 non si sa in che modo \u2013 colpisce l&#8217;inseguitore. Ma la ricostruzione stava per cambiare.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio, infatti, in un bizzarro <em>d\u00e9tournement<\/em>, la descrizione del manifestante che Bxxxxxxx stava inseguendo divenne <em>quella del suo aggressore<\/em>. Accadde nelle relazioni di servizio di altri carabinieri.<\/p>\n<p>\u00abDurante la sassaiuola\u00bb, scrisse il maresciallo capo G.B., \u00abvidi il Sig. Tenente Bxxxxxxx Exxxxxxx, venirmi incontro, con il volto sanguinate [sic] e, dicendo che un giovane alto con i capelli rossi, gli aveva procurato le ferite\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNotavamo il Signor Tenente Bxxxxxx\u00bb, dichiararono il vicebrigadiere G.C. e due carabinieri della sua compagnia, \u00abche veniva sgambettato da un manifestante, e poi successivamente ferito, con qualcosa che non riuscivamo a vedere, da un uomo dall&#8217;apparente et\u00e0 di anni 25-28 circa, di statura alta 1,90-1,93, corporatura snella, capelli rossi corti ondulati, con accento non meridionale [&#8230;] Indossava un paio di pantaloncini tipo militare (corti), ed aveva al collo un foulard di tipo &#8220;Arabo&#8221;, che successivamente gli \u00e8 servito per nascondersi il volto\u00bb.<\/p>\n<p>Il riferimento all&#8217;accento \u00e8 curioso e potenzialmente rivelatore: quando lo avevano sentito parlare? E cos&#8217;aveva detto? La spiegazione arriv\u00f2 qualche giorno dopo, quando il carabiniere R.G. dichiar\u00f2 di<\/p>\n<blockquote><p>\u00abricordare l&#8217;inflessione dialettale dell&#8217;individuo in argomento in quanto, prima degli incidenti, nel corso della manifestazione, lo fiancheggiava dal lato sinistro da una distanza di mt. 1.5, dirigendo in direzione del Carabiniere con assiduit\u00e0 la seguente frase: &#8220;SIETE SERVI DEI SERVI, SERVI DEI SERVI&#8221;.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Se la circostanza era autentica, dimostrava solo che alcuni carabinieri avevano gi\u00e0 notato Simone <em>prima degli scontri<\/em> e plausibilmente, oltre a stamparsi nella memoria il suo aspetto (quello andava da s\u00e9), si erano legati al dito lo slogan.<\/p>\n<p>Il 4 agosto la Legione dei Carabinieri di Catanzaro mand\u00f2 alla Procura una segnalazione di notizia di reato dove si diceva: \u00abPer quanto riguarda l&#8217;autore della lesione in pregiudizio del S. Tenente Bxxxxxxxxxx, sono [in corso] le indagini del caso, poich\u00e9 il responsabile \u00e8 stato notato da alcuni militari dipendenti e quindi sommariamente descritto. I predetti militari, interpellati, hanno fatto presente che rivendendolo [sic] sarebbero in grado di riconoscerlo senza ombra di dubbio.\u00bb<\/p>\n<p>Da un&#8217;annotazione dei carabinieri di Isola Capo Rizzuto risulta che in quella fase Simone era gi\u00e0 stato \u00abindividuato mediante ricognizione fotografica\u00bb. \u00abUn riconoscimento informale su fotocopie\u00bb, stando alla Procura di Catanzaro. In parole povere, ai carabinieri erano state mostrate foto del corteo e\/o di noti militanti, e loro, che avevano gi\u00e0 Simone in testa, erano andati a colpo sicuro.<\/p>\n<p>Come avrebbe detto l&#8217;avvocato Gamberini, Simone era \u00abtroppo riconoscibile per non essere riconosciuto\u00bb.<\/p>\n<h4><strong> 5. Il blitz di Capo Rizzuto, la fuga, la cattura<\/strong><\/h4>\n<p>Alle sei di sera del 6 agosto, i carabinieri entrarono in forze al campeggio di Capo Rizzuto. Cercavano l&#8217;uomo alto coi capelli rossi&#8230; e lo videro subito, seduto al bar.<\/p>\n<p>Simone aveva il ginocchio sinistro fasciato. Si era fatto male qualche giorno prima, era anche andato in pronto soccorso a Crotone. Per via del ginocchio valgo, era facilmente soggetto a dolori articolari o meniscopatie. Nelle relazioni di servizio sul blitz, invece, il dettaglio della fascia \u2013 pi\u00f9 volte ribadito \u2013 sembra voler alludere a una ferita riportata negli scontri.<\/p>\n<p>I carabinieri lo raggiunsero e lo attorniarono. Simone, stupito e allarmato per l&#8217;irruzione, si alz\u00f2 di scatto. Fecero per bloccarlo, gli chiesero i documenti, lui si divincol\u00f2 e url\u00f2 per chiamare i compagni. Secondo una relazione di servizio, grid\u00f2 questa frase: \u00abCi sono i carabinieri assassini!\u00bb Mah.<\/p>\n<p>Ad ogni modo i compagni accorsero e affrontarono gli uomini in divisa, gridarono \u00abAndate via!\u00bb, volarono slogan e insulti. Nel parapiglia, un carabiniere afferr\u00f2 di nuovo Simone per un braccio. Simone, si legge in una relazione, oppose \u00abuna resistenza SERVAGGIA [sic]\u00bb. Ormai aveva capito che volevano proprio lui, anche se non sapeva il perch\u00e9. Mentre arrivavano altri militari, scapp\u00f2 verso l&#8217;uscita posteriore del camping, zoppicando, affiancato da un altro compagno. Due carabinieri li videro, uscirono da dov&#8217;erano entrati, salirono in macchina e fecero il giro per intercettarli.<\/p>\n<p>Avvistarono Simone mezzo chilometro pi\u00f9 in l\u00e0, lungo una strada in mezzo ai campi. Lo superarono e lo fermarono con l&#8217;auto di traverso. Stando alla loro versione, lui fece ancora resistenza e grid\u00f2 loro: \u2013 Schiavi dello Stato! \u2013 Un&#8217;altra espressione che mi suona improbabile, soprattutto in un frangente cos\u00ec. Comunque, lo ficcarono nell&#8217;auto e lo portarono in caserma a Crotone, dove un carabiniere, per caso \u00abtransitando per un corridoio\u00bb (magari fischiettava pure), lo riconobbe come \u00abla persona che\u00a0 il giorno 2 agosto 1990 in Catanzaro, aveva sferrato un pugno all&#8217;occhio del S. Tenente dei Carabinieri Bxxxxxxx Exxxxxx\u00bb.<\/p>\n<p>Radio locali spararono la notizia e ci ricamarono sopra. Dissero che le forze dell&#8217;ordine, in una grossa operazione con tanto di elicotteri, avevano dato la caccia per ore a \u00abun brigatista\u00bb, riuscendo infine a catturarlo.<\/p>\n<div id=\"attachment_45088\" style=\"width: 2842px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/blitz.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45088\" class=\"wp-image-45088 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/blitz.jpg\" alt=\"Articolo del Manifesto sull'arresto di Simone Ramilli\" width=\"2832\" height=\"1512\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-45088\" class=\"wp-caption-text\">Il manifesto, 8 agosto 1990.<\/p><\/div>\n<h4><strong>6. I processi di Catanzaro e la mobilitazione<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>La mattina dopo, Simone fu processato per direttissima per quanto avvenuto al campeggio. Patteggi\u00f2 una condanna di otto mesi con la condizionale per oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, e vilipendio dell&#8217;Arma dei Carabinieri.<\/p>\n<p>Era a piede libero, perci\u00f2 torn\u00f2 a Cesena, ma il giorno dopo la Procura di Catanzaro fece richiesta di custodia cautelare per il ferimento di Bxxxxxxx. Il 13 agosto i carabinieri arrestarono Simone e lo portarono in carcere a Forl\u00ec. Il 17 agosto, eccolo di nuovo a Catanzaro, davanti al Gip <strong>Salvatore Curcio<\/strong>, che almeno revoc\u00f2 la custodia in carcere e la convert\u00ec in arresti domiciliari, per motivi di salute: \u00abil Ramilli\u00bb, scrisse, \u00ab\u00e8 affetto da patologia cardiaca individuata nel blocco di branca destra\u00bb.<\/p>\n<p>Il 24 agosto, accogliendo un&#8217;istanza della difesa, il Gip convert\u00ec gli arresti domiciliari in obbligo di firma presso i carabinieri di Cesena e divieto di uscire dall&#8217;Emilia-Romagna.<\/p>\n<p>Un mese pi\u00f9 tardi, 23 settembre, lo riportarono a Catanzaro per l&#8217;incidente probatorio. Durante quest&#8217;ultimo, il tenente Bxxxxxx lo riconobbe in un confronto \u00aball&#8217;americana\u00bb, e anche qui tornano in mente Piazza Fontana e il caso Valpreda: Simone fu messo accanto ad altri due uomini \u2013 due carabinieri \u2013 \u00abil pi\u00f9 possibile somiglianti\u00bb. In realt\u00e0, come si legge nel verbale, uno era alto 1,79 e l&#8217;altro 1,71. Non solo: uno dei due aveva quarant&#8217;anni (Simone ne aveva ventitre). Avevano almeno i capelli rossi? Non c&#8217;\u00e8 scritto.<\/p>\n<div id=\"attachment_45056\" style=\"width: 895px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45056\" class=\"size-full wp-image-45056\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/valpreda.jpeg\" alt=\"\" width=\"885\" height=\"523\" \/><p id=\"caption-attachment-45056\" class=\"wp-caption-text\">Roma, Palazzo di Giustizia, 16 dicembre 1969. Il confronto all&#8217;americana per identificare Pietro Valpreda.<\/p><\/div>\n<p>Il processo di primo grado si tenne un anno dopo. Il 16 settembre 1991 Simone ricevette una condanna durissima: due anni e due mesi di carcere, che si sommarono agli otto mesi gi\u00e0 patteggiati, perch\u00e9 gli venne negato il cumulo giuridico della pena. Non gli fu riconosciuta alcuna attenuante generica.<\/p>\n<p>L&#8217;avvocato Gamberini annunci\u00f2 il ricorso in appello, e part\u00ec una campagna nazionale di solidariet\u00e0. Una petizione raccolse centinaia di adesioni individuali e collettive nella sinistra, nell&#8217;arcipelago pacifista, nel cattolicesimo del dissenso. Uno dei primi firmatari fu <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/ernesto-balducci_(Dizionario-Biografico)\/\">padre <strong>Ernesto Balducci<\/strong><\/a>. Ricordo benissimo la sera in cui Simone mi port\u00f2 a una\u00a0 sua conferenza e lo aspettammo, e lo ringrazi\u00f2 di persona per l&#8217;appoggio.<\/p>\n<p>A Roma fu stampato un manifesto da affiggere in tutta Italia che lasci\u00f2 Simone perplesso ma pazienza. Rimase celebre per il titolo un po&#8217; sopra le righe: \u00abLa NATO si vendica su Simone Ramilli!\u00bb<\/p>\n<p>A sbattersi parecchio furono le compagne e i compagni calabresi: realt\u00e0 come il centro sociale Gramna di Cosenza e il collettivo Barricada di Catanzaro organizzarono assemblee, convegni, eventi politici e musicali.<\/p>\n<p>Il 26 maggio 1992, alla vigilia del processo d&#8217;appello, a Cosenza si tenne <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/corteoCZ27maggio.jpg\">un grande concerto<\/a> per aiutare Simone con le spese legali (otto milioni di lire solo per il primo grado). Si esib\u00ec il meglio dell&#8217;allora giovanissima scena hip-hop\/ ragga italiana: <strong>99 Posse<\/strong>, <strong>AK47<\/strong>, <strong>Lou X<\/strong>, <strong>Sud Sound System<\/strong>, <strong>Nuovi Briganti<\/strong>&#8230;<\/p>\n<p>L&#8217;indomani, a Catanzaro, ci fu la manifestazione nazionale. Le compagne e i compagni trovarono il percorso del corteo pieno di scritte di fasci contro Simone, e si misero a cancellarle e correggerle.<\/p>\n<div id=\"attachment_44917\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44917\" class=\"wp-image-44917 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Catanzaro1990_scritta-contro-Simone.png\" alt=\"Catanzaro, 1991, scritta fascista SIMONE RAMILLI IN GALERA\" width=\"700\" height=\"499\" \/><p id=\"caption-attachment-44917\" class=\"wp-caption-text\">Catanzaro, 27 maggio 1992. Corteo di solidariet\u00e0 a Simone, un compagno corregge una scritta neofascista. Fotogramma di un video girato da Bernardo Iovene.<\/p><\/div>\n<p>Stavolta, finalmente, and\u00f2 come doveva andare dal principio: Simone venne assolto per non aver commesso il fatto. Bast\u00f2 applicare la logica pi\u00f9 elementare: \u00abl&#8217;uomo alto dai capelli rossi\u00bb, ammesso e non concesso che fosse lui, correva dando le spalle al tenente e stava diversi metri avanti, come avrebbe potuto colpirlo con un pugno?<\/p>\n<p>Era finita bene, ma la vicenda carceraria e processuale lo aveva segnato. Nel giro di pochi anni si allontan\u00f2 dalla militanza, almeno da quella in senso stretto. Anche perch\u00e9, nel frattempo, gli avevano diagnosticato la malattia.<\/p>\n<p>Di tutta la storiaccia, serb\u00f2 sempre il ricordo migliore per i compagni calabresi, per la solidariet\u00e0 e l&#8217;affetto che gli avevano dimostrato. E una sera di ben ventidue anni dopo (ventidue spaccati pi\u00f9 un giorno!), ringraziandoli, li commosse. Anche questo \u00e8 un aneddoto da raccontare.<\/p>\n<p>Nel tardo pomeriggio del 28 maggio 2014 <strong>Giuliano Santoro<\/strong> present\u00f2 il suo libro <i>Cervelli sconnessi<\/i> alla Ubik di Bologna. Ne discutemmo con lui io, <strong>WM2<\/strong>, <strong>Marco Trotta<\/strong> e <strong>Mazzetta<\/strong> (anche lui un ex-compagno di Pantera). Terminato l&#8217;incontro, ci dirigemmo verso Piazza Verdi dove, coincidenza tutta cosentina, <strong>Claudio Dionesalvi<\/strong> stava per presentare <a href=\"https:\/\/quintotipo.edizionialegre.it\/content\/il-derby-del-bambino-morto\">la riedizione de <em>Il derby del bambino morto<\/em><\/a> di <strong>Valerio Marchi<\/strong>.<\/p>\n<p>Era stata una giornata particolare, in zona universitaria. In piazza c&#8217;erano freschi reduci dello sgombero avvenuto poche ore prima, quello dello studentato occupato Taksim di via Zanolini.<\/p>\n<div id=\"attachment_45081\" style=\"width: 206px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45081\" class=\"wp-image-45081 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Claudio.png\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"262\" \/><p id=\"caption-attachment-45081\" class=\"wp-caption-text\">Claudio.<\/p><\/div>\n<p>Claudio l&#8217;avevo conosciuto nel &#8217;92 al campeggio di Brucoli, era uno dei fondatori del Gramna e ai tempi si era fatto il mazzo per Simone. A un certo punto, mentre la presentazione stava finendo, all&#8217;altro capo della piazza apparve \u2013 alla sua maniera, cio\u00e8 <em>a sorpresa<\/em>, come sempre \u2013 proprio lui, Simone. Lo vidi che passeggiava cogitabondo, ignaro dell&#8217;iniziativa e del fatto che fossimo l\u00ec.<\/p>\n<p>\u2013 Sapete chi c&#8217;\u00e8 l\u00e0? \u2013 dissi a Claudio e Giuliano, indicando davanti a me. \u2013 Quello \u00e8 Simone Ramilli.<br \/>\nClaudio si emozion\u00f2: \u2013 Simone? Non lo vedo da almeno vent&#8217;anni!<br \/>\nQuanto a Giuliano, che \u00e8 pi\u00f9 giovane di noi, per lui Simone era addirittura un personaggio mitologico.<br \/>\n\u2013 Aspettate che vado a chiamarlo, ve lo porto qui.<\/p>\n<p>Lo raggiunsi e mi salut\u00f2 con un gran sorriso.<br \/>\n\u2013 Simone, sai chi c&#8217;\u00e8 l\u00e0? Claudio Dionesalvi. Claudio del Gramna di Cosenza, te lo ricordi?<br \/>\n\u2013 Claudio?! Se me lo ricordo? Ma scherzi?<br \/>\nBaci e abbracci, e volentieri si aggreg\u00f2 al gruppo. Andammo a zonzo, poi prendemmo delle pizze e andammo a mangiarle nel retro di Modo Infoshop, in via Mascarella. A che serve una libreria amica se non puoi andarci a mangiare una pizza alla bisogna?<\/p>\n<p>Raccontai agli ospiti che l\u00ec, dove stavamo chiacchierando, era morto <strong>Francesco Lorusso<\/strong>. Anche nel &#8217;77 quel posto era una libreria, la libreria anarchica \u00abIl Picchio\u00bb.<br \/>\nL&#8217;11 marzo, colpito dal carabiniere Tramontani all&#8217;incrocio con via Irnerio, Francesco riusc\u00ec a risalire per qualche metro via Mascarella, sanguinando e barcollando, poi i compagni lo presero e lo portarono al Picchio. Arriv\u00f2 un&#8217;ambulanza, ma era tardi. Quando raggiunsero l&#8217;ospedale, poterono solo stilare il referto di morte. Dico da anni che Modo Infoshop dovrebbe mettere una targa.<\/p>\n<div id=\"attachment_45114\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45114\" class=\"wp-image-45114\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/ModoInfoshop.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" \/><p id=\"caption-attachment-45114\" class=\"wp-caption-text\">Il retro di Modo Infoshop, circa 2014.<\/p><\/div>\n<p>Eravamo immersi in quell&#8217;atmosfera quando Simone disse a Claudio:<br \/>\n\u2013 \u00c8 stato grazie a voi, a voi del movimento calabrese, se ho conservato la fiducia nei compagni. \u00c8 grazie a voi se, nonostante tutto, sono rimasto un comunista.<br \/>\nClaudio aveva gli occhi lucidi.<\/p>\n<p>Noi <em>eravamo<\/em> \u00abgli autonomazzi\u00bb. Oggi siamo vecchi scureggioni sentimentali.<\/p>\n<h4><strong>7. La malattia, la nuova vita<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>Problemi di salute, Simone ne aveva sempre avuti. I medici avevano in parte attribuito alla tumultuosa crescita in altezza i suoi \u00abdisassamenti\u00bb (aveva l&#8217;anca e la spalla sinistra un po&#8217; pi\u00f9 alte delle destre), le ipostenie (stanchezza nei muscoli), i problemi al rachide (da cui una certa rigidit\u00e0 nei movimenti, che col tempo trasform\u00f2 in andamento solenne), i mal di schiena che nei periodi di dolore acuto gli rendevano difficile persino camminare. Uno di quei periodi fu nella seconda met\u00e0 del &#8217;90, mentre elaborava i traumi dell&#8217;estate e cercava di tenere a bada lo stress per il processo che l&#8217;attendeva. E poi c&#8217;erano quei problemi al cuore, che lo avevano tirato fuori di galera ma ovviamente lo preoccupavano.<\/p>\n<p>Nel 1993, secondo i documenti che ho consultato, gli diagnosticarono anche la sindrome di Tourette, ma non ricordo in lui le manifestazioni comunemente associate a quel disturbo. Qualche tic, ma i tic tipici della Tourette si possono controllare, forse era il suo caso. Coprolalia? No, anzi, parlava controllato e addirittura forbito. Deficit di attenzione? Non saprei: leggeva e studiava un casino, teneva conferenze e seminari, ha scritto cinque libri&#8230; Sei, se si conta <em>Roqk<\/em>, il romanzo ancora inedito.<\/p>\n<p>Nel 1995, la scoperta: il male di cui soffriva era la trombocitemia essenziale. Il suo midollo osseo produceva troppe piastrine, il suo sangue era soggetto a \u00abipercoagulazione\u00bb, con forte rischio di trombosi. Diversi dei sintomi accusati negli anni \u2013 la cardiopatia, i dolori alle articolazioni e alle ossa \u2013 erano associabili alla malattia.<\/p>\n<p>Il farmaco che gli prescrissero fu l&#8217;Onco Carbide (idrossiurea), un chemioterapico per bocca, capsule rigide da mandare gi\u00f9 con molta acqua.<\/p>\n<p>L&#8217;idrossiurea \u00e8 un farmaco citotossico e \u00abmielosoppressivo\u00bb, blocca i processi in corso nel midollo osseo e dunque ha come principali effetti collaterali anemia, astenia (perdita di tono muscolare, stanchezza) e leucopenia (diminuzione dei globuli bianchi). Per questo si \u00e8 ipotizzato che alla lunga possa favorire la leucemia. Gli studi al riguardo, se ho ben capito, non confermano n\u00e9 smentiscono. Altri effetti indesiderati sono disturbi gastrointestinali ed eruzioni cutanee. Durante i periodi di assunzione, \u00e8 consigliabile non esporsi ai raggi solari.<\/p>\n<p>Per qualche anno, Simone fece il giro degli ospedali e centri ematologici: Bologna, Cesena, Genova, Pesaro, Parigi, Milano&#8230; Ma l&#8217;esperienza del carcere in Calabria, breve ma dura, gli aveva lasciato una spiccata claustrofobia, che lo assaliva anche in ospedale. Avrebbe sempre temuto i ricoveri.<\/p>\n<p>Non parlava della malattia n\u00e9 della chemio, se non con pochissime persone. Chi sapeva, assecondava quel suo desiderio, che in realt\u00e0 era insofferenza.<\/p>\n<p>Prese l&#8217;Onco Carbide fino al 2001. Quell&#8217;anno sospese del tutto farmaci e controlli, per intraprendere un proprio percorso di autocura.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.spkpfh.de\/KKW_ital_Indice.htm\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44937\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/SPK.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"271\" \/><\/a>Per il viatico della propria malattia, infatti, si era interessato alla malattia in generale, all&#8217;inizio partendo \u2013 cos\u00ec l&#8217;ho ricostruita \u2013 da una critica alla medicina capitalistica tipica degli anni Settanta. Al CCA di via Avesella, che fu la nostra sede politica nel periodo 1990-93, girava un vecchio opuscolo dell&#8217;SPK (<em>Sozialistischen Patientenkollektiv<\/em>, Collettivo dei Pazienti Socialisti dell&#8217;ospedale universitario di Heidelberg), <a href=\"http:\/\/www.spkpfh.de\/KKW_ital_Indice.htm\">\u00abFare della malattia un&#8217;arma\u00bb<\/a>. Simone lo aveva letto.<\/p>\n<p>Divent\u00f2 naturopata e nel 2005 fond\u00f2 addirittura una sua disciplina, la psicobiotica.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questa la sede per disquisire sulla fondatezza o meno di tutto quel che diceva o scriveva. Il nocciolo rimaneva che a farci ammalare sono i rapporti sociali. E come potrei non essere d&#8217;accordo? In linea di massima \u00e8 cos\u00ec: la societ\u00e0 capitalistica ha un suo complessivo <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/05\/effetto-nocebo-coronavirus\/\">effetto nocebo<\/a>. Osservazioni molto chiare su questo le fa <strong>Mark Fisher<\/strong> nel quinto capitolo di <em>Realismo Capitalista<\/em>, dove propone di \u00abripoliticizzare la malattia mentale\u00bb (ma vale per la malattia tout court). A volte \u00e8 cos\u00ec anche <em>in senso stretto<\/em>: i rapporti sociali possono essere causa <em>diretta<\/em> della malattia. Antropologia medica ed etnopsichiatria si occupano di questo. Anche a livello pi\u00f9 molecolare, lo studio dei meccanismi epigenetici va in quella direzione.<\/p>\n<p>Per\u00f2 da l\u00ec Simone partiva per una tangente <em>new-agey<\/em> che personalmente mi tangeva poco. Lo dico sinceramente, molte cose mi lasciavano perplesso (i \u00abRamilli Flowers\u00bb, per dirne una), ma non mi interessa disquisirne ora. Me ne fotto di apparire poco critico nei confronti delle sue tesi e del suo approccio. Non sono il Cicap, mica devo fare debunking a ogni costo. Sto ricordando un amico e un compagno a cui volevo bene.<\/p>\n<h4><strong>8. Gli ultimi anni di lotta<\/strong><\/h4>\n<p>Nel 2015 riprese esami e controlli: i medici constatarono una splenomegalia (ingrossamento della milza) e un esame del sangue rivel\u00f2 che era in corso una leucocitosi, cio\u00e8 un eccessivo aumento dei globuli bianchi, a volte indicativo di tumore osseo o leucemia.<\/p>\n<p>Segu\u00ec una biopsia al midollo, e la diagnosi fu netta: la trombocitemia era diventata mielofibrosi con osteomielosclerosi. In parole povere, nel midollo osseo le cellule staminali che producono il sangue erano in diminuzione, sostituite da tessuto fibroso e osseo. Le conseguenze erano molteplici: i globuli rossi avevano forme anomale, la milza si era ingigantita, Simone era costantemente anemico&#8230; Riprese ad assumere l&#8217;Onco Carbide, ma sospese il trattamento dopo sei mesi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/appello.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44902\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/appello.jpg\" alt=\"Copertina dell'Appello agli abitanti della Terra, di Simone Ramilli\" width=\"200\" height=\"310\" \/><\/a>Nel febbraio 2016 l&#8217;ASL di Bologna gli riconobbe un&#8217;invalidit\u00e0 del 75%. In pubblico, nondimeno, era iperattivo, in eruzione perenne come lo Stromboli. Visite, seminari, conferenze, libri, presentazioni, abbigliamento&#8230; e anche un ritorno all&#8217;attivismo, a una scrittura pi\u00f9 militante, sebbene lontana dal vecchio stile post-operaista. Nel 2017 pubblic\u00f2 il pamphlet <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/appello-agli-abitanti-della-terra-libro-simone-ramilli\/e\/9788865988145\"><em>Appello agli abitanti della Terra contro il cancro della paura<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>A partire dal 2016, per tre edizioni, fu tra i protagonisti del <a href=\"https:\/\/www.festivalmigrazione.world\/\">Festival della migrazione di Modena<\/a>, tramite cui avvi\u00f2 una collaborazione con settori del mondo cattolico. Nel 2018 contribu\u00ec al libro collettaneo <a href=\"https:\/\/www.giappichelli.it\/il-diritto-al-viaggio-21792\"><em>Il diritto al viaggio. Abbecedario delle migrazioni<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>Nel maggio 2018 la sua salute peggior\u00f2 ancora: astenia, anemia, aggravamento della leucocitosi&#8230; Gli diedero di nuovo l&#8217;Onco Carbide, ancora una volta sospeso dopo sei mesi. \u00abPer inefficacia\u00bb, si legge nella sua cartella clinica.<\/p>\n<p>Nel gennaio 2019, a Bologna, fin\u00ec al pronto soccorso per via dell&#8217;astenia. Non riusciva a stare in piedi. Lo ricoverarono e gli prescrissero ancora l&#8217;Onco Carbide. Nonostante il parere contrario dei medici, firm\u00f2 per essere dimesso.<\/p>\n<p>Di l\u00ec a poco, una nuova biopsia midollare conferm\u00f2 che l&#8217;osteomielosclerosi avanzava. Gli proposero il ricovero e un trattamento preliminare in vista di un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche.<\/p>\n<p>Ho letto di che si tratta <a href=\"https:\/\/www.msdmanuals.com\/it-it\/professionale\/immunologia-malattie-allergiche\/trapianto\/trapianto-di-cellule-staminali-emopoietiche\">sul <em>Manuale MSD<\/em><\/a>, cercando di vedere le opzioni dal punto di vista di Simone: mesi di degenza tra prima e dopo, assunzione di immunosoppressori per prevenire <a href=\"https:\/\/www.msdmanuals.com\/it-it\/casa\/disturbi-immunitari\/trapianti\/panoramica-sui-trapianti#v34670655_it\">la malattia del trapianto<\/a>, probabilit\u00e0 fino al 40% che la malattia si ripresentasse&#8230; Simone rifiut\u00f2. A quel punto gli prescrissero una terapia finalizzata al controllo dei sintomi.<\/p>\n<p>Il 5 maggio fu ricoverato a Cesena per dispnea ingravescente (cio\u00e8 respirava sempre pi\u00f9 a fatica), astenia, edemi declivi (cio\u00e8 gambe gonfie) e febbre. Oltre alla milza, risultava ingrossato anche il fegato. Lo rimisero in sesto per quanto possibile, gli fecero una trasfusione, ma gli dissero che la mielofibrosi era in progressione leucemica, e di nuovo proposero il trapianto di staminali. Simone prese tempo. Lo dimisero.<\/p>\n<p>Due giorni dopo, con molta fatica, present\u00f2 il suo ultimo libro alla Ubik di Bologna. Flip, nel vederlo, trasecol\u00f2.<\/p>\n<p>Il 10 luglio, ignaro dei dettagli ma vedendo che stava peggio del solito, trascorsi la serata con lui e altri vecchi amici. Matilde non lo aveva mai incontrato prima. Rientrando le dissi:<br \/>\n\u2013 Sono contento che tu abbia parlato con Simone, lo conosco da quasi trent&#8217;anni, ne abbiamo passate tante, \u00e8 una bella persona.<br \/>\n\u2013 \u00c8 molto simpatico, \u2013 disse lei.<\/p>\n<p>A fine luglio la condizione di Simone, ormai leucemico <em>tout court<\/em>, precipit\u00f2. Non riusciva a respirare, e torn\u00f2 in ospedale. L&#8217;1 agosto lo attaccarono all&#8217;ossigeno criogenico e prescrissero vari farmaci, tra cui il solito Onco Carbide.<\/p>\n<p>Ma era tardi.<\/p>\n<p>Se ne and\u00f2 il 3 agosto.<\/p>\n<p>Due giorni dopo avrebbe compiuto 52 anni.<\/p>\n<div id=\"attachment_45020\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45020\" class=\"wp-image-45020 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Simone_1990-1.jpg\" alt=\"Simone Ramilli, fototessera primi anni Novanta.\" width=\"700\" height=\"465\" \/><p id=\"caption-attachment-45020\" class=\"wp-caption-text\">Simone, primi anni Novanta.<\/p><\/div>\n<h4><strong>9. E dunque&#8230;<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>Qualcuno sosterr\u00e0 che il suo rifiuto delle cure &#8220;canoniche&#8221; \u2013 tutti quegli anni senza chemio n\u00e9 esami, l&#8217;ostinazione nel non volere il trapianto \u2013 abbia fatto peggiorare il male.<\/p>\n<p>Chi gli era pi\u00f9 vicino, all&#8217;opposto, dice che il percorso intrapreso lo fece vivere meglio, e pi\u00f9 a lungo di quanto ci si aspettasse.<\/p>\n<p>Io non so pronunciarmi al riguardo. Ma ho provato, per quanto possibile, a mettermi nei suoi panni. Penso che considerasse la malattia del sangue e l&#8217;Onco Carbide pi\u00f9 o meno alla medesima stregua, che la prospettiva di stare a lungo in ospedale lo facesse impazzire, e che immaginasse la vita da trapiantato appena migliore di quella che gi\u00e0 faceva, dunque il gioco non valeva la candela.<\/p>\n<p>Non so pronunciarmi, dicevo. Ma so che ha vissuto una vita piena. E ha fatto star bene altre persone.<\/p>\n<p>\u00c8 passato un anno, e ci siamo leccati le ferite, e ciascuno di noi ricorda dov&#8217;era quando arriv\u00f2 la notizia. Per me, quella panchina a Ventotene sar\u00e0 sempre legata a Simone, che forse su quell&#8217;isola non ci mise mai piede. E <em>La citt\u00e0 e i cani<\/em> di Vargas Llosa sar\u00e0 sempre il romanzo che stavo leggendo quando mi dissero che il mio amico era morto.<\/p>\n<p>Ho elaborato il lutto componendo il puzzle.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 ancora molto lavoro da fare. Intanto, spero di aver messo un po&#8217; d&#8217;ordine.<\/p>\n<p>Te lo dovevo, Simone. E lo dovevo a me stesso.<\/p>\n<p>Ora ti lascio andare. \u00c8 tempo.<\/p>\n<p>Addio, compagno techno-bohemian.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: small;\">Ventotene &#8211; Bologna, 03\/08\/2019 &#8211; 03\/08\/2020.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Wu Ming 1 0. La mazzata 1. L&#8217;ultima sera in balotta 2. Il funerale, il puzzle, l&#8217;archivio 3. Gli \u00abautonomazzi\u00bb e la Pantera 4. 2 agosto 1990, uno \u00abscambio di persona\u00bb 5. Il blitz di Capo Rizzuto, la fuga, la cattura 6. I processi di Catanzaro e la mobilitazione 7. 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