{"id":37952,"date":"2019-05-09T07:30:06","date_gmt":"2019-05-09T05:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=37952"},"modified":"2019-05-15T17:21:43","modified_gmt":"2019-05-15T15:21:43","slug":"via-i-fascisti-dal-salone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/05\/via-i-fascisti-dal-salone\/","title":{"rendered":"Via i neofascisti dal Salone del Libro. Abbiamo vinto. Ecco alcune cose da imparare per la prossima volta."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_37963\" style=\"width: 738px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37963\" class=\"wp-image-37963 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/arton61101.jpg\" alt=\"\" width=\"728\" height=\"451\" \/><p id=\"caption-attachment-37963\" class=\"wp-caption-text\">Abbiamo pensato subito a Macerata, al 10 febbraio 2018. Uno dei momenti pi\u00f9 alti di antifascismo dal basso degli ultimi anni. Il precedente pi\u00f9 vicino di un risultato ottenuto tenendo il punto, contro ogni diktat.<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[<strong>Attenzione:<\/strong> articolo aggiornato il 10 maggio 2019 alle h.13:20. Gli otto punti adesso sono dieci.]<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;antifascismo ha ottenuto un risultato importante, che far\u00e0 precedente: Casapound \u00e8 fuori dal Salone internazionale del libro di Torino. Aprire la contraddizione \u00e8 servito, eccome se \u00e8 servito. <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/05\/non-andremo-al-salone-del-libro\/\">Dare un segnale chiaro<\/a> \u00e8 stato determinante. Grazie a tutte e tutti quelli che, insieme a noi, lo hanno dato.<\/p>\n<p>Eppure nei giorni scorsi il dibattito ha avuto momenti molto tossici e, nel vortice di &#8220;voltairismi&#8221; d&#8217;accatto, pseudo-obiezioni, diversivi, sfondoni e hashtag malissimo concepiti, pochi speravano nel buon esito della lotta.<\/p>\n<p>Abbiamo compilato, come strumento utile per il futuro, un glossario di equivoci e malintesi rimbalzati sui giornali e sui social media, dopo l&#8217;annuncio che non avremmo partecipato al Salone per non condividere quello spazio con un editore fascista.<\/p>\n<p>Ne abbiamo individuati <span style=\"text-decoration: line-through;\">otto<\/span> dieci, che a nostro avviso raccontano qualcosa sull\u2019Italia dei libri, su come oggi viene percepita e percepisce se stessa. E forse anche qualcosa di pi\u00f9.<!--more--><\/p>\n<h4><strong>1. \u00abLibert\u00e0 di espressione\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Credere nella libert\u00e0 d&#8217;espressione non significa considerare ogni espressione equivalente a qualunque altra. Ci sono idee alle quali non si pu\u00f2 concedere la dignit\u00e0 del dibattito, perch\u00e9 rappresentano la negazione di ogni dibattito \u2013 e lo hanno dimostrato in mille occasioni. Non si pu\u00f2 concedere spazio a chi difende e inneggia al nazifascismo, perch\u00e9 non si tratta di una semplice \u00abidea\u00bb, della quale discettare belli comodi, seduti sul divano. Nelle strade i fascisti ancora prevaricano, bastonano e uccidono. Per questo vanno tenuti fuori dalla porta e gli va conteso il terreno <em>oltre<\/em> quella porta.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 esserci alcun confronto con chi diffonde odio per una parte della specie umana e fa della violenza sui deboli la cifra del proprio predicare e agire. Questo a prescindere da quanti e quali reati costoro possano avere commesso in nome di certe idee. Lo abbiamo detto e non siamo stati i soli: il problema non \u00e8 legale, ma politico e culturale. Per affrontarlo non serve un magistrato, ma determinazione e senso di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Forti della vittoria ottenuta a Torino, gli organizzatori di feste del libro, rassegne, kermesse e fiere editoriali vanno messi di fronte alla necessit\u00e0 di scegliere: se vuoi dare spazio a un editore fascista, non avrai autori antifascisti, n\u00e9 sopravvissuti all\u2019Olocausto o vecchi partigiani. La cultura non si pu\u00f2 piegare al modello del supermercato, dove puoi trovare tutto, dal biologico all\u2019OGM, dalla frutta esotica al Km Zero. La scelta deve farla chi organizza e non soltanto il consumatore. Perch\u00e9 i libri e la cultura non sono una merce qualsiasi e diffondere certi contenuti comporta delle conseguenze.<\/p>\n<h4><strong>2. Lezioni di antifascismo<\/strong><\/h4>\n<p>Il nostro \u00e8 stato un gesto unilaterale e non abbiamo mai detto o pensato che fosse l&#8217;unico efficace nella battaglia antifascista. Il movimento No Tav ci ha insegnato che ogni forma di lotta \u00e8 legittima, purch\u00e9 non danneggi quella degli altri. Chi vuole pregare, prega. Chi vuole tagliare le reti di un cantiere, le taglia. Se le questioni tattiche monopolizzano la discussione, si finisce per perdere di vista gli obiettivi strategici. Disquisire se sia pi\u00f9 \u00abculturalmente efficace\u00bb andare o non andare a Torino ha rischiato di far uscire dal mirino i veri bersagli, cio\u00e8 la presenza di Altaforte al Salone e le responsabilit\u00e0 del comitato d&#8217;indirizzo.<\/p>\n<p>Una scrittrice o scrittore va al Salone per fare il proprio lavoro: presentare un libro. Dunque la nostra azione \u00e8 stata simile a uno sciopero politico, una forma di lotta e di protesta che vanta una consolidata tradizione. Proprio perch\u00e9 con i fascisti non si dialoga, il destinatario della nostra azione non era Altaforte, ma il comitato di indirizzo del Salone, che aveva permesso a costoro di acquistare uno stand, quando avrebbe potuto benissimo escluderli dalla fiera fin dal principio.<\/p>\n<p>Per farlo, non aveva certo bisogno di una sentenza per apologia di reato. Ci sono molte amministrazioni comunali, compresa quella di Torino, che per concedere sale, spazi e suolo pubblico chiedono una dichiarazione scritta di antifascismo, in nome della Costituzione italiana. Non \u00e8 certo un\u2019arma fine-di-mondo, ed \u00e8 facile aggirarla, ma quantomeno dimostra che si pu\u00f2 evitare di offrire a certi soggetti un comodo palcoscenico.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 abbiamo indetto lo sciopero, e accusare chi sciopera di abbandonare il campo di battaglia \u00e8 una stupidaggine che si commenta da s\u00e9. Ma abbiamo dovuto sentire anche questo, e da parte di colleghe e colleghi che evidentemente si sentono in diritto di dare lezioni agli altri. Ci spiace, ma va detto: non \u00e8 stato grazie a loro che si \u00e8 vinta questa lotta.<\/p>\n<h4><strong>3. \u00abL&#8217;Aventino\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Per alcuni la scelta nostra e di chi come noi ha annunciato il proprio ritiro dal Salone equivaleva a una \u00absecessione dell\u2019Aventino\u00bb, e quindi a un errore, visto che l\u2019abbandono del parlamento da parte di alcuni deputati nel 1924 non indebol\u00ec il regime fascista.<\/p>\n<p>Innanzitutto, \u00e8 bene sottolineare che il problema della secessione aventiniana non fu la secessione stessa, bens\u00ec il suo scarso tempismo: Mussolini era gi\u00e0 andato al potere con la violenza e i brogli e aveva gi\u00e0 svuotato il parlamento di ogni significato. La mossa non poteva che concludersi in un insuccesso.<\/p>\n<p>Detto questo, ci tocca ricordare che il Salone del libro di Torino non \u00e8 il parlamento della repubblica democratica dei lettori, la quale si riunisce in tanti altri luoghi e circostanze. Il Salone \u00e8 un evento importante, senza dubbio, ma copre solo cinque giorni all&#8217;anno e non \u00e8 certamente l&#8217;unico presidio culturale antifascista \u2013 anzi: ci sono fronti ben pi\u00f9 attivi e pi\u00f9 avanzati. Chi ha chiamato in causa l&#8217;Aventino, scambia \u2013 o finge di scambiare \u2013 il Salone per il mondo intero e il mondo intero per un Aventino.<\/p>\n<h4><strong>4. \u00abDare ai fascisti questa visibilit\u00e0 significa far loro un favore.\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Quanto detto sopra, dimostra che nel combattere il fascismo \u00e8 necessario, come in tante altre lotte, agire per tempo. Parlare di un fenomeno preoccupante quando \u00e8 gi\u00e0 diffuso, significa farlo quando \u00e8 troppo tardi. Chi non conosceva Altaforte e la galassia dell\u2019editoria nera dovrebbe ringraziare quanti l&#8217;hanno additata all\u2019attenzione degli antifascisti. Anche perch\u00e9 molte realt\u00e0 dell\u2019estrema destra amano giocare a nascondino: si presentano davanti agli ipermercati per raccogliere cibo per i poveri, salvo poi distribuirlo con criteri razzisti e buttare fuori di casa rom e stranieri. Dare loro visibilit\u00e0 non \u00e8 affatto fargli un favore.<\/p>\n<p>La situazione a cui siamo giunti in questo paese \u00e8 il risultato dell&#8217;atteggiamento lassista di chi per anni ha guardato con sufficienza all&#8217;antifascismo militante, come fosse qualcosa di residuale e superfluo, suggerendo piuttosto di ignorare i fascisti, visti come fenomeno nostalgico e folkloristico. Ed ecco che da qualche anno i fascisti flirtano con chi sta al governo. Altaforte pubblica un libro intervista con il ministro dell&#8217;Interno e fa riferimento a una forza politica che si presenta alle elezioni. La regione Veneto, di recente, ha acquistato per le scuole centinaia di copie di <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/\">un fumetto inguardabile<\/a> prodotto da Ferro Gallico, un\u2019altra casa editrice neofascista, distribuita da Altaforte.<\/p>\n<p>Anche se non stiamo parlando di grandi numeri, costoro godono di appoggi politici e mettono in atto le loro strategie indipendentemente dalla visibilit\u00e0 \u2013 e in certi casi, proprio <em>grazie<\/em> all\u2019indifferenza generale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/d\/u\/2\/viewer?mid=1zGE0OJF-Cq0sN616hn_zto9q3-H3BmpM&amp;ll=42.080324051839234%2C13.419826621875018&amp;z=6\">La mappa delle aggressioni di matrice fascista<\/a>, su e gi\u00f9 per la Penisola, mostra come la violenza di strada faccia parte del repertorio &#8220;retorico&#8221; di questa gente, pronta a metterla in atto senza troppe remore.<\/p>\n<h4><strong>5. \u00abMentre voi vi occupate di questo, Casapound si prende le periferie!\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Altra fallacia logica. Occuparsi di una cosa non significa ignorarne un&#8217;altra. La battaglia antifascista si conduce su pi\u00f9 fronti. Cio\u00e8 su tutti i fronti. E non c\u2019\u00e8 bisogno di ricordare quali e quanti sono quelli che abbiamo frequentato, in oltre vent\u2019anni di lavoro politico e culturale.<\/p>\n<h4><strong>6. Mi si vede di pi\u00f9 se vado o se non vado?<\/strong><\/h4>\n<p>Per alcuni particolarmente dediti a scimmiottare le prese di posizione altrui la questione si riduce al celebre quesito &#8220;morettiano&#8221;, non ci sarebbe alcuna sostanza in questa protesta, sarebbe soltanto una gara tra scrittori a chi si fa notare di pi\u00f9. Sminuire i termini del dibattito \u00e8 l&#8217;argomento salva-coscienza per qualunque immobilista paraculo: chi fa, lo fa per farsi vedere. E allora tanto vale non fare niente, o tutt&#8217;al pi\u00f9 pontificare e tirare frecciatine dalle pagine di qualche quotidiano o blog.<br \/>\nPraticamente il secondo sport nazionale.<\/p>\n<h4><strong>7. Giammai accodarsi a Wu Ming!<\/strong><\/h4>\n<p>Inutile nasconderselo: per alcuni il malcelato problema \u00e8 stato chi ha aperto le danze. O anche l&#8217;eventualit\u00e0 stessa di accodarsi a chicchessia, guai a passare per gregari. Men che meno gregari di quei &#8220;cinesi&#8221;\u2026 Forse per questo il primo ad &#8220;accodarsi&#8221; \u00e8 stato un signore che di queste menate pu\u00f2 farsene un baffo, <strong>Carlo Ginzburg<\/strong>.<\/p>\n<p>Tuttavia, proprio perch\u00e9 sappiamo di stare sulle balle a molti, non abbiamo promosso azioni collettive, boicottaggi o grandi campagne. Abbiamo voluto soltanto porre una questione, con uno degli strumenti che abbiamo a disposizione.<\/p>\n<h4><strong>8. Individualisti &amp; divisivi?<\/strong><\/h4>\n<p>Qualcuno ci ha scritto che avremmo fatto meglio a concordare con altri una <strong>linea comune<\/strong>. Quali altri? Non esiste un&#8217;assemblea permanente degli scrittori, i quali sono un paradossale branco di cani sciolti, spesso fin troppo intenti a cullare le loro malattie professionali, come il narcisismo e la voglia di distinguersi, per poter condividere una presa di posizione forte. In questo frangente ogni scrittore, editore, addetto ai lavori, ha scelto in coscienza come comportarsi e quali gesti mettere in atto. Ed \u00e8 giusto cos\u00ec. Ci sono azioni che hanno senso solo se sono collettive e altre che si possono fare anche da soli, specie quando la risposta da dare \u00e8 urgente e non c\u2019\u00e8 modo di organizzarsi meglio.<\/p>\n<p>Noi non abbiamo linee di condotta da dettare ai colleghi. Siamo consapevoli che col nostro atto di sottrazione abbiamo spinto altri a scegliere. Li abbiamo costretti a schierarsi, a prendere posizione, ciascuno con le proprie parole e sfumature di discorso. Ben venga. Che gli scrittori si schierino non pu\u00f2 far loro che bene.<\/p>\n<p>Di sicuro ha fatto bene alla causa antifascista.<\/p>\n<p>Oggi Casapound ha uno spazio di meno da inquinare.<\/p>\n<p>Lo sdoganamento dei camerati nel mondo culturale ha subito un&#8217;importante battuta d&#8217;arresto.<\/p>\n<p>E adesso, metro dopo metro, vanno ricacciati indietro.<\/p>\n<p>Vanno cacciati non solo dai festival letterari, ma dalle strade, dai quartieri, dalle citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: small;\">\u2042<\/span><\/p>\n<p><strong>P.S.<\/strong> Per chi vorr\u00e0 incontrarci al Salone, saremo l\u00e0 domenica <strong>12 maggio, alle ore 11:30, Sala Bronzo<\/strong>, per la presentazione de <em>Il fabbro di Oxford<\/em> (Eterea Edizioni)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: small;\">\u2042<\/span><\/p>\n<p><strong>ADDENDUM DEL 10 MAGGIO: I PUNTI 9 E 10<\/strong><\/p>\n<h4><strong>9. \u00abDuri e puri\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Chi aveva annunciato lo sciopero contro il Salone del Libro, oggi viene accusato di aver assunto una posizione da \u00abduro e puro\u00bb, salvo poi avere la contraddizione X, l\u2019incoerenza Y.<\/p>\n<p>\u00c8 uno schema retorico molto comune. Si va dal vegano e gli si dice: \u00abEh, tu non mangi carne, ma in realt\u00e0 \u00e8 dimostrato che nel processo di produzione della farina vengono uccisi migliaia di insetti, per non parlare di quelli che ti mangi con l\u2019insalata\u00bb.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la nostra non era affatto una posizione \u00abdura e pura\u00bb, ma una forma di lotta piuttosto scontata, addirittura banale. Questo non significa che tutte le contraddizioni si debbano affrontare allo stesso modo. <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2010\/08\/boicotta-wu-ming\/\">Abbiamo scritto fino allo sfinimento<\/a> intorno al nostro pubblicare per una casa editrice di propriet\u00e0 della famiglia Berlusconi. In quel caso, abbiamo scelto di restare \u00abdentro\u00bb, per ragioni ben precise e discusse coram populo, mentre nel caso del Salone abbiamo scelto di stare \u00abfuori\u00bb. Ma questa tra il \u00abdentro\u00bb in una situazione e il \u00abfuori\u00bb in un\u2019altra non \u00e8 un\u2019ulteriore contraddizione. Semplicemente, problemi diversi si devono affrontare in maniera diversa.<\/p>\n<p>La mentalit\u00e0 del \u00abduro e puro\u00bb finisce quindi per averla proprio chi accusa gli altri di assumere quella posizione. Da chi rifiuta compromessi in una situazione si pretende la \u201cpurezza\u201d di rifiutarli in qualunque ambito, senza distinzioni.<\/p>\n<p>Per noialtri, gi\u00e0 andare al Salone \u00e8 un compromesso: prima del 2017 noi non eravamo mai stati nel programma del Salone come relatori. Ci eravamo andati nel 1999 per assistere di nascosto a una delle fasi del Premio Strega \u2013 in quell&#8217;occasione <a href=\"http:\/\/www.lutherblissett.net\/archive\/429_it.html\">scrivemmo un breve resoconto \u00ad<\/a>\u2013 e nel 2004 per sostenere la campagna di Greenpeace \u00abScrittori per le foreste\u00bb. Quella kermesse ci sembrava soltanto un grande mercato, poco interessante per un autore che voglia davvero incontrare lettori e lettrici. Abbiamo cominciato a partecipare nel 2017, come atto di fiducia nel nuovo corso diretto da Nicola Lagioia. E un contributo a quel nuovo corso, nel nostro piccolo, in questi tre anni lo abbiamo dato.<br \/>\nCome si vede, nessuna purezza da sbandierare.<\/p>\n<h4><strong>10. \u00abI fasci esultano, quindi hanno vinto!\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Esercizio critico: chiedetevi come mai stiano esultando (\u00absuccesso d&#8217;immagine!\u00bb) e frignando (\u00abci censurano!\u00bb) allo stesso tempo.<br \/>\nL&#8217;esultanza \u00e8 la posa che devono mantenere, il piagnucolio \u00e8 la loro vera cifra.<\/p>\n<p>Detto questo: per quale motivo a noialtri dovrebbe fregare qualcosa se i fascisti comprano libri fascisti?<\/p>\n<p>Risposta: per nessun motivo. Noi dobbiamo curarci di tutt&#8217;altro: di sbatterli fuori dagli spazi che fin qui si sono presi e che in molti casi gli sono stati semplicemente regalati, offerti su un piatto d\u2019argento, spesso da chi oggi sostiene che vendono i loro libri grazie a chi li contrasta. Dobbiamo liberare dalla loro presenza gli spazi di vita comune. Ormai fanno i presidii di intimidazione nell&#8217;androne di casa, vogliamo aspettare che buttino gi\u00f9 la porta?<\/p>\n<p>Inoltre, stiamo parlando di un libro-intervista con il Ministro dell\u2019Interno e segretario di uno dei principali partiti italiani. Roba che qualche migliaio di copie lo vende di default. Sarebbe diventato il titolo pi\u00f9 venduto di Altaforte a prescindere da qualsiasi ulteriore pubblicit\u00e0. E in Italia, dove si acquistano pochissimi libri, mille copie in pi\u00f9 (su sessanta milioni di abitanti) fanno la differenza.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 nello specifico: quando vi fermate a pisciare in autogrill e vedete uno di quei libri con la fascetta gialla o rossa, di un editore minuscolo, che strilla in caratteri da grafico dilettante \u00ab100.000 copie vendute!\u00bb , \u00ab15 ristampe!\u00bb, \u00abUn successo internazionale grazie al passaparola\u00bb, voi ci credete? Perch\u00e9 d\u2019accordo, se ci credete allora potete credere anche a Francesco Polacchi, quando dice che tutta questa storia gli ha portato un grande beneficio e sta vendendo carrettate di copie dei suoi libri. Ma se in autogrill esercitate il minimo sindacale di spirito critico, perch\u00e9 non fate altrettanto in questa situazione?<\/p>\n<p>Dice: \u00abHo le prove! Su Amazon il libro di Salvini \u00e8 schizzato ai vertici della classifica dei bestseller!\u00bb. S\u00ec, ma sarebbe bene, prima di strombazzare certi risultati, avere una minima idea di come funzionano le classifiche su Amazon. Ad esempio, una clausola come questa:<\/p>\n<p>\u00abLa classifica di libri con una cronologia di vendite consistenti che sono stati disponibili su Amazon per un lungo periodo pu\u00f2 subire variazioni minori rispetto alla classifica di nuovi libri o di libri la cui cronologia di vendita non \u00e8 stabile. La singola vendita di un libro molto popolare potrebbe non influire sulla sua classifica, ma la vendita di un libro con un volume minore potrebbe migliorare in maniera significativa la classifica di tale libro.\u00bb<\/p>\n<p>Traduzione: se un libro che ieri ha venduto 2 copie oggi ne vende 30 sale in classifica pi\u00f9 di un libro che ieri ne ha vendute 200 e oggi ne vende 90. Gi\u00e0 solo questo dovrebbe rimettere in prospettiva il \u00abgrande ritorno\u00bb che la vicenda Salone avrebbe avuto per Altaforte. Oltretutto, non stiamo parlando dell\u2019intero catalogo, ma di un solo libro.<\/p>\n<p>Infine, va fatto notare che non si tratta di reali dati di vendita su cui discutere, perch\u00e9 Amazon non fornisce cifre ma solo posizionamenti relativi, decisi dall&#8217;algoritmo dell&#8217;azienda stessa e non verificabili da terzi.<\/p>\n<p>Tutto molto opaco, insomma, e nell&#8217;opacit\u00e0 i fascisti ci sguazzano. Evitiamo di sguazzarci anche noi, cadendo nelle loro trappole. Chiarezza di idee e posizioni, spirito critico, rigore e pazienza: siano queste le nostre armi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Attenzione: articolo aggiornato il 10 maggio 2019 alle h.13:20. Gli otto punti adesso sono dieci.] L&#8217;antifascismo ha ottenuto un risultato importante, che far\u00e0 precedente: Casapound \u00e8 fuori dal Salone internazionale del libro di Torino. Aprire la contraddizione \u00e8 servito, eccome se \u00e8 servito. Dare un segnale chiaro \u00e8 stato determinante. 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