{"id":36954,"date":"2019-02-05T08:55:11","date_gmt":"2019-02-05T07:55:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=36954"},"modified":"2025-12-03T15:30:29","modified_gmt":"2025-12-03T14:30:29","slug":"fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/","title":{"rendered":"Gli incontrollati fantasy su Norma Cossetto, 3a parte | Leggende metropolitane e ricatti morali. Con un appello agli storici: rialzate la testa!"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><span style=\"font-size: small;\">Tutte le puntate dell&#8217;inchiesta<br \/>\nsul caso Norma Cossetto sono <strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/norma-cossetto-inchiesta\/\">qui<\/a>.<\/strong><\/span><\/div>\n<div id=\"attachment_36963\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/foiberosse.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36963\" class=\"wp-image-36963 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/foiberosse.png\" alt=\"Due operazioni editoriali su Norma Cossetto\" width=\"700\" height=\"500\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36963\" class=\"wp-caption-text\">Ad accomunare questi due libri non \u00e8 solo il titolo quasi uguale.<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[<strong>WM<\/strong>: Nella prima puntata di questa miniserie, il gruppo di lavoro <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> ha <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/01\/fantasy-norma-cossetto-1-red-land\/\">smontato il film <em>Red Land &#8211; Rosso Istria<\/em><\/a>, elencandone anche i committenti politici e i mandanti ideologici.<br \/>\nNella seconda puntata, ha ricostruito <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/01\/fantasy-norma-cossetto-2-cosa-sappiamo\/\">la genealogia delle innumerevoli dicerie<\/a> che circondano la morte di <em>Norma Cossetto <\/em>e allontanano\u00a0qualunque possibilit\u00e0 di capire cosa avvenne davvero.<br \/>\nIn questa terza e ultima puntata, Nicoletta analizza altre due opere: il semi-romanzo <em>Foibe rosse<\/em> di <strong>Frediano Sessi<\/strong> e il quasi omonimo <em>Foiba rossa<\/em>, fumetto di chiarissima \u2013 e facilmente verificabile \u2013 matrice neofascista.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: small;\">\u25a0 Prima di scrivere di foibe (stiamo per vedere come), Frediano Sessi era gi\u00e0 noto come narratore e divulgatore della Shoah e dei crimini nazisti. Nel 2002 aveva curato l&#8217;edizione italiana del testo definitivo del diario di <strong>Anne Frank<\/strong>. Col nome dell&#8217;autore a gettare un simbolico ponte tra due storie completamente diverse,\u00a0e grazie all&#8217;espediente narrativo del \u00abdiario\u00bb (fittizio),\u00a0<em>Foibe rosse<\/em>\u00a0ha dunque contribuito alla paradossale \u00abannafrankizzazione\u00bb di Norma Cossetto \u2013 martire di una famiglia convintamente fascista e collaborazionista \u2013 e al pi\u00f9 generale processo di <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/nicoletta-bourbaki\/2017\/02\/10\/foibe#p_744305_i_6\">\u00abolocaustizzazione delle foibe\u00bb<\/a>, ben descritto dallo storico <strong>Federico Tenca Montini<\/strong>.<br \/>\nAllo smontaggio di <em>Foibe rosse<\/em> \u00e8 linkato un approfondimento\u00a0su\u00a0<strong>Guido Rumici<\/strong>, consulente storico di <em>Red Land<\/em> e fonte di Sessi.<\/span><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n\u25a0 Quanto al fumetto\u00a0<em>Foiba rossa<\/em>, si tratta di un prodotto dozzinale, sciatto e pieno zeppo di incredibili sfondoni storici e non solo. Se ce ne occupiamo, \u00e8 per tre motivi:<br \/>\n1) la Regione Veneto ne ha appena acquistate migliaia di copie per distribuirle nelle scuole medie;<br \/>\n2) a quest&#8217;operazione editoriale hanno partecipato molte nostre &#8220;vecchie conoscenze&#8221;;<br \/>\n3) \u00e8 il perfetto anello di congiunzione tra il libro di Sessi e <em>Red Land<\/em>.<\/span><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\nLa miniserie si chiude con alcune riflessioni sull&#8217;uso distorto, censorio e ricattatorio dell&#8217;epiteto \u00abnegazionisti\u00bb, e con un appello alla comunit\u00e0 dei ricercatori storici.<br \/>\nBuona lettura.]<br \/>\n<\/span><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\ndi <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> *<\/p>\n<h5><strong>INDICE DELLA TERZA PUNTATA<\/strong><\/h5>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/#premessa\"><strong>0. Premessa<\/strong><\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/#storiaorale\"><strong>1. Come si fa e come non si fa storia orale<\/strong><\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/#silvestri\"><strong>2. L&#8217;\u00abinterlocutore privilegiato\u00bb di Sessi: Pierpaolo Silvestri<\/strong><\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/#fintodiario\"><strong>3. \u00abLampi di verit\u00e0\u00bb? Il finto diario di Norma e il fascismo <em>politically correct<\/em><\/strong><\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/#stupro\"><strong>4. \u00abRicostruire i fatti come se accadessero davanti a noi\u00bb<\/strong><\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/#fascismoterzo\"><strong>5. Il fascismo \u00abterzo\u00bb e il partito della nazione<\/strong><\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/#foibarossa\"><strong>6. Un fumetto neofascista nelle scuole medie: <em>Foiba rossa<\/em><\/strong><\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/#negazionismo\"><strong>7. Come e perch\u00e9 \u00e8 stato capovolto il senso del termine \u00abnegazionismo\u00bb<\/strong><\/a><\/h5>\n<p><a name=\"premessa\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>Premessa<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_37007\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37007\" class=\"size-full wp-image-37007\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/foto-di-Frediano-Sessi.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"186\" \/><p id=\"caption-attachment-37007\" class=\"wp-caption-text\">Frediano Sessi<\/p><\/div>\n<p>Il volume di Frediano Sessi <i>Foibe rosse. Vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel \u201943 <\/i>(Marsilio, Venezia 2007) <a href=\"http:\/\/www.sissco.it\/recensione-annale\/frediano-sessi-foibe-rosse-vita-di-norma-cossetto-uccisa-in-istria-nel-43-2007\/\">\u00e8 stato definito<\/a> \u00abben costruito e di gran pregio\u00bb e di esso si \u00e8 scritto che il suo \u00abforte impatto emotivo\u00bb \u00e8 dovuto \u00aball\u2019abile penna\u00bb dell&#8217;autore, \u00abche \u00e8 riuscito a ricucire in una narrazione sospesa tra realt\u00e0 storica ed immaginazione numerose testimonianze\u00bb.<\/p>\n<p>Allontanandoci\u00a0da\u00a0questo giudizio, criticheremo il libro di Sessi per il suo scarso rigore metodologico, che a nostro avviso si traduce in un&#8217;ambigua e poco felice commistione di storia, memoria e letteratura, in uno di quelli che Wu Ming 1, con particolare riferimento alle produzioni di <strong>Giampaolo Pansa<\/strong>, ha definito <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/04\/108-metri\/\">\u00aboggetti narrativi <em>male<\/em> identificati\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p><a name=\"storiaorale\"><\/a><\/p>\n<h4><b>1. Come si fa e come non si fa storia orale<\/b><\/h4>\n<p>A pi\u00f9 riprese (pp. 8; 15; 18; 21; 65; 66; 112) Sessi sottolinea la scarsit\u00e0 di documentazione rimasta sulla vicenda della tragica morte di Norma Cossetto. A fronte di tale ammessa carenza, la scelta dichiarata \u00e8 quella di \u00abprivilegiare quel che resta della memoria del dolore, e di dare voce a una morte che in ogni caso, quale ne sia l&#8217;interpretazione che si vuole autentica, fu atroce e ingiustificata\u00bb (p. 15).<\/p>\n<p>Le pagine che sembrano pi\u00f9 coerenti con il programma di recupero memoriale intrapreso da Sessi sono quelle delle lunghe interviste dell\u2019autore ad <b>Andreina Festi Bresciani<\/b>, compagna di universit\u00e0 di Norma Cossetto (pp. 21-31), e a <strong>Licia Cossetto<\/strong>, sorella di Norma (pp. 33-49). Ci troviamo forse di fronte alla complessa problematica che \u00e8 propria ad ogni saggio di <i>storia orale<\/i>?<\/p>\n<p>Il metodo della storia orale, <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/storia-orale_(Enciclopedia-Italiana)\/\">secondo quanto scrive <b>Giovanni Contini<\/b> nella voce dell&#8217;Enciclopedia Treccani dedicata all&#8217;argomento<\/a>, pone \u00abin relazione dialogica non solo due individui, intervistato e intervistatore, ma i due fondamentali modi di trasmissione-elaborazione della memoria del passato\u00bb: quello della tradizione orale \u2013 \u00abossia il ricordo collettivo e spontaneo, familiare, del passato (il punto di vista dell\u2019intervistato)\u00bb \u2013 e quello della storiografia \u2013 in cui \u00abil passato viene trattato da specialisti i quali selezionano una memoria che non \u00e8 pi\u00f9 quella della famiglia o del clan, ma \u00e8 memoria generale e fin dall&#8217;inizio si pone il problema della scientificit\u00e0 degli assunti\u00bb.<\/p>\n<p>Lo storico orale, dunque, non si limita a riportare passivamente il racconto del suo intervistato, ma (dopo averlo fedelmente registrato) lo <i>assume criticamente<\/i>, mettendolo continuamente a confronto con i risultati della scienza storica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-36965\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/portelli.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"312\" \/>Consideriamo, ad esempio, le indicazioni di metodo premesse da <b>Alessandro Portelli<\/b> al suo <i>L&#8217;ordine \u00e8 gi\u00e0 stato eseguito<\/i> (ultima edizione, Feltrinelli 2012), un classico della storia orale. Portelli enuncia tempi e luoghi del suo lavoro di raccolta delle fonti orali, i criteri della trascrizione e le modalit\u00e0 della \u00abpresentazione finale della ricerca\u00bb (pp. 25-27).<\/p>\n<p>Il lavoro dello storico orale, \u00abfaticoso e difficile perch\u00e9 chiede [\u2026] di lavorare sia sulla dimensione fattuale sia su quella narrativa, sul referente e sul significante, sul passato e sul presente, e soprattutto sullo spazio che intercorre fra i due\u00bb, prevede fra l&#8217;altro il confronto con le fonti scritte, le quali servono \u00absoprattutto a disporre di un quadro problematico ma plausibile degli eventi, su cui verificare e misurare il lavoro creativo della memoria e del racconto\u00bb (pp. 23-24).<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 puntualmente documentato nell\u2019apparato critico del volume, fittissimo di note.<\/p>\n<p>Tale consapevolezza metodologica si cercherebbe invano nel libro di Frediano Sessi, pressoch\u00e9 privo di apparato critico, tolte una <i>Bibliografia essenziale<\/i> comprendente meno di cinquanta titoli (pp. 145-147) e una breve nota di <i>Ringraziamenti<\/i> in cui sono sommariamente indicate le fonti orali e scritte utilizzate (p. 149). Le interviste ad Andreina Festi Bresciani e a Licia Cossetto, inoltre, appaiono condotte secondo modalit\u00e0 di tipo giornalistico; le risposte sono inframmezzate da frequenti commenti dell&#8217;autore, talora di carattere fortemente retorico, come questo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl suo risentimento \u00e8 forte, ma altrettanto forte \u00e8 il ricordo della condizione di abbandono in cui la sua famiglia, la sua gente, italiani come gli altri, sono stati lasciati a partire dal 1945. Per non parlare dell\u2019esodo, e dei campi profughi. Quando si riusciva a sopravvivere alla furia degli slavi, rimanevano la tristezza dell\u2019esilio, la miseria della nuova condizione di nullatenenti e la vergogna del campo profughi, se non la fuga (pp. 23-24).\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>O quest&#8217;altro:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abChe cosa significa tutto questo? Perch\u00e9 mai, nel dopoguerra, si \u00e8 detto che fu Concetto Marchesi a seguire la tesi di Norma? [\u2026] Oppure si tratta di un vero e proprio falso, costruito allo scopo di manipolare la storia e di nascondere la tragedia delle foibe istriane, opera criminale delle milizie comuniste titoiste, pur affermando il dovere di &#8220;onorare la memoria&#8221; di Norma Cossetto, come dice la lapide dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova, &#8220;caduta per la libert\u00e0&#8221;? Quale libert\u00e0? Caduta per mano di barbari criminali in nome del comunismo e di un progetto di colonizzazione di alcune parti dell&#8217;Italia da parte della Jugoslavia! Resto in silenzio, perch\u00e9 non riesco a dare un ordine a questi pensieri forti e poco ponderati.\u00bb (p. 26)<\/p><\/blockquote>\n<p>Al posto del reciproco riscontro critico tra fonti orali e fonti scritte, di cui parlano Contini e Portelli, in queste pagine troviamo invece la dichiarata volont\u00e0 dell&#8217;autore di colmare il vuoto dato dalla \u00abscarsa documentazione\u00bb (p. 21). Vediamo come.<a name=\"silvestri\"><\/a><\/p>\n<h4><b>2. L&#8217;\u00abinterlocutore privilegiato\u00bb di Sessi: Pierpaolo Silvestri<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_36977\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Silvestri.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36977\" class=\"wp-image-36977\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Silvestri.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"133\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36977\" class=\"wp-caption-text\">Pierpaolo Silvestri. In questa foto la sua \u00abpassione\u00bb \u00e8 ben evidente. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Dopo la testimonianza di Licia Cossetto un paio di capitoli, basati prevalentemente su fonti documentali, sono dedicati alle vicende di alcuni familiari di Norma Cossetto e del suo fidanzato, poi alla vicenda del conferimento della laurea postuma da parte dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova e infine a una succinta esposizione del contenuto del Rapporto Harzarich (un resoconto del ritrovamento del cadavere di Norma) (pp. 51-64).<\/p>\n<p>L&#8217;individuazione delle fonti documentali non \u00e8 sempre possibile, dato che il pi\u00f9 delle volte manca una loro puntuale indicazione (come abbiamo detto, il testo di Sessi \u00e8 totalmente privo di note). Viene comunque indicato il principale fornitore del materiale d&#8217;archivio di cui si \u00e8 servito Sessi in questi capitoli, ossia <b>Pierpaolo Silvestri<\/b>, gi\u00e0 organizzatore di una \u00abmostra itinerante\u00bb su Norma Cossetto:<\/p>\n<p><em>\u00abTra le informazioni che ricevo da Licia ci sono un nome e un numero di telefono di un certo Pierpaolo Silvestri, che si \u00e8 occupato a lungo della storia di Norma e che ha raccolto del materiale d&#8217;archivio (fotografie, documenti, testimonianze, ritagli di giornali ecc.) con il quale ha organizzato una mostra itinerante. La sua chiave di lettura del fenomeno pi\u00f9 generale delle foibe \u00e8 semplice: gli eccidi perpetrati in Istria furono programmati dagli uomini di Tito per cancellare definitivamente ogni traccia di italianit\u00e0 nella zona. Simili posizioni comportano di solito una rivalutazione nostalgica del fascismo: ma la passione con cui Silvestri ha cercato di restituire una trama di memoria alla vita perduta di Norma \u00e8 toccante.\u00bb (p.51)<\/em><\/p>\n<p>Dopo aver messo le mani avanti \u2013 come per dirci: \u00abnon sono cos\u00ec ingenuo da non riconoscere un fascista\u00bb \u2013 Sessi usa una circonlocuzione per dire che, se anche la \u00abpassione\u00bb di Silvestri dovesse rivelarsi una passione fascista, andrebbe bene comunque.<\/p>\n<p>\u00abAncora una volta, non serve giudicare i propositi o le idee. I fatti e le azioni che si collocano nella sfera pubblica non possono essere valutati esclusivamente in rapporto alle intenzioni che li hanno motivati. Quel che appare della nostra esistenza, la vita pubblica, dipende pi\u00f9 dall\u2019etica della responsabilit\u00e0 che da quella della convinzione. Sono gli effetti che ci parlano pi\u00f9 che le idee che li motivano.\u00bb (p.51)<\/p>\n<p>\u00c8 sulla base di queste considerazioni che Sessi definisce Silvestri<\/p>\n<blockquote><p>\u00abun interlocutore privilegiato; un testimone indiretto, vale a dire un &#8220;terzo&#8221; che non avendo partecipato direttamente agli avvenimenti se ne fa carico. E la memoria per parlarci ha bisogno anche di questi passatori (Ivi).\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ricapitoliamo: \u00e8 lo stesso Sessi a dirci che la chiave di lettura del fenomeno delle foibe proposta da Silvestri \u2013 le foibe come momento di un piano deliberato di genocidio anti-italiano \u2013 comporta di solito \u00abuna rivalutazione nostalgica del fascismo\u00bb. Sessi non ci dice se il suo \u00abinterlocutore privilegiato\u00bb sia effettivamente un nostalgico del fascismo. Alcune cronache successive alla pubblicazione di <i>Foiba rossa <\/i>vedono la presenza di un Pierpaolo Silvestri a Milano, il 23 marzo 2014, ad una <a href=\"https:\/\/www.vice.com\/it\/article\/av5axa\/arditi-milano\">commemorazione della fondazione dei Fasci di combattimento<\/a>. Certo, potrebbe sempre trattarsi di un omonimo con <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pierpaolo.silvestri.33?hc_ref=ARQkQFcnbYeUZTkL0-FAaWA7Ym_428vlYuPcsnF1gFGibMxCzGiXbOHVvN0r_inF_qY&amp;fref=nf\">la stessa identica \u00abpassione\u00bb<\/a>, anche <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo.php?fbid=10213702156735548&amp;set=a.10209698757293064&amp;type=3&amp;theater\">per Norma Cossetto<\/a>.<\/p>\n<p>Per giustificare la scelta di un personaggio dalle idee alquanto discutibili come \u00abinterlocutore privilegiato\u00bb, Sessi si richiama \u2013 in modo non del tutto chiaro \u2013 alla distinzione weberiana tra <i>etica della convinzione<\/i> ed <i>etica della responsabilit\u00e0<\/i>, qui interpretata nel senso che \u00abgli effetti ci parlano pi\u00f9 che le idee che li motivano\u00bb: ossia, se abbiamo capito bene, non importa quali idee e quali propositi abbiano guidato Silvestri nella raccolta e nella presentazione di materiali d\u2019archivio su Norma Cossetto; conta solo il risultato.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che il fine politicamente orientato di una ricerca possa influenzarne metodi e risultati sembra non sfiorare Sessi, il quale, qui come altrove, si affida alle sue fonti in modo totalmente acritico.<\/p>\n<p>Tra gli <em>effetti<\/em> delle ricerche storiche di Silvestri, e ripresi da Sessi, vale comunque la pena di menzionare il resoconto \u2013 alquanto tragicomico, in verit\u00e0 \u2013 della morte, nel dopoguerra, di <b>Alberto Jacobacci<\/b>, gi\u00e0 fidanzato di Norma Cossetto.\u00a0Qui Sessi assume acriticamente anche i <em>toni<\/em> di Silvestri:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLo ritroviamo il 12 novembre del 1960, all\u2019et\u00e0 di quarantatr\u00e9 anni, vittima della sua passione: il mare. [\u2026] Alberto Jacobacci era scomparso in mare. A bordo del suo panfilo, lungo quasi quindici metri, oltre a un battello di emergenza c\u2019era uno di quei siluri chiamati \u201cmaiali\u201d che, nel corso della Seconda guerra mondiale, lui stesso aveva cavalcato per violare le basi inglesi fortificate.\u00bb\u00a0(p. 54)<\/p><\/blockquote>\n<p>E il tasso di &#8220;nostalgismo&#8221; negli interlocutori di Sessi si avvicina al 100% nel momento in cui apprendiamo che Andreina Festi Bresciani \u00e8 stata consigliera missina e poi <a href=\"https:\/\/elezionistorico.interno.gov.it\/candidati.php?tpel=C&amp;dtel=19\/05\/1968&amp;tpa=I&amp;tpe=I&amp;lev0=0&amp;levsut0=0&amp;lev1=16&amp;levsut1=1&amp;ne1=16&amp;es0=S&amp;es1=S&amp;ms=S&amp;ne=16&amp;nlg=7&amp;ts=C&amp;ccp=10\">candidata alla Camera<\/a>, sempre per il Movimento Sociale Italiano, nelle elezioni politiche del 1968.\u00a0Non lo apprendiamo certo da Sessi medesimo, che in dieci pagine di intervista ha omesso di menzionare la circostanza, bens\u00ec dal <a href=\"https:\/\/www.lanazione.it\/arezzo\/cronaca\/e-morta-andreina-bresciani-professoressa-per-una-vita-memoria-storica-del-classico-1.3892856\">&#8220;coccodrillo&#8221;<\/a> pubblicato l\u20198 maggio 2018 sull&#8217;edizione locale de \u00abLa Nazione\u00bb.<\/p>\n<p>Sempre per quanto riguarda l&#8217;estrazione politica degli interlocutori di Sessi, a p. 58 quest&#8217;ultimo definisce <strong>Guido Rumici<\/strong> \u00abun giovane ricercatore di area progressista\u00bb. Non si capisce da cosa si deduca tale presunta estrazione. Sull&#8217;impronta ideologica del lavoro di Rumici segnaliamo un nostro approfondimento, scritto ad hoc come nota al presente testo. Si intitola: <a href=\"https:\/\/medium.com\/@nicolettabourbaki\/2a5a4ede6725\">\u00abNorma Cossetto, foibe e fiction: a proposito di un saggio di Guido Rumici\u00bb<\/a>. Qui basti far notare che, insieme a <strong>Marino Micich<\/strong>, Rumici ha fatto da consulente storico per <i>Red Land &#8211; Rosso Istria<\/i>, stando almeno a quanto dichiarato dal produttore del film <b>Alessandro Centenaro<\/b>.<a name=\"fintodiario\"><\/a><\/p>\n<h4><b>3. \u00abLampi di verit\u00e0\u00bb? Il finto diario di Norma e il fascismo <em>politically correct<\/em><\/b><\/h4>\n<p>Giunto all&#8217;ottavo capitolo, Frediano Sessi introduce una sua \u00abstoria verosimile in forma di diario\u00bb, con parole che meritano di essere riportate in modo esteso:<\/p>\n<p><em>\u00abAl punto in cui siamo, \u00e8 possibile dare forma ai pensieri di Norma e a quella parte della sua vita che solo lei avrebbe potuto raccontare; farne una storia verosimile in forma di diario, a partire dai &#8220;lampi di verit\u00e0&#8221; emersi dalle testimonianze e dalla scarna documentazione, per colmare i tanti, troppi vuoti lasciati dal tempo e dall\u2019incuria degli amici e degli storici [\u2026] In questa ricostruzione realt\u00e0 storica e immaginazione convergono nel tentativo di restituire corposit\u00e0 ai fatti e ai pensieri. Un metodo che si giustifica, almeno in parte, con la scarsa documentazione disponibile a fronte della ricchezza di particolari, spesso coincidenti, emersi dai racconti dei testimoni. Un azzardo storico? In fondo, tutte le storie fanno i conti con la finzione perch\u00e9 arrivano a noi solo attraverso il linguaggio e la scrittura. Una vita quando si avvera sulla pagina non \u00e8 altro che una trama di parole. Tutto, proprio tutto \u00e8 parola.\u00bb (p.65)<\/em><\/p>\n<p>Come pezze d&#8217;appoggio per la sua decisione di colmare i buchi inventando, Sessi ricorre a due <em>ipse dixit<\/em>:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-37020\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/caz_de_chien-1.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"492\" \/><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<em>\u00abLe lingue, scrive <strong>Michel Foucault<\/strong>, &#8220;stanno con il mondo in un rapporto di analogia pi\u00f9 che di significazione; o piuttosto il loro valore di segno e la loro funzione di raddoppiamento si sovrappongono&#8221;. Sappiamo bene tuttavia che &#8220;se la scrittura della storia assume spesso la forma di un racconto, quest&#8217;ultimo \u00e8 in ogni caso qualitativamente diverso da una fiction romanzesca. Non si tratta di negare la dimensione creatrice della scrittura storica&#8221; (Traverso), ma di riaffermare che il racconto storico si propone di prendere avvio da un contenuto di verit\u00e0 (che sia almeno verificabile). Certo ha ragione chi sostiene che occorre guardarsi dall&#8217;illusione positivista che vuole la storia ancorata in modo autosufficiente ai fatti. Gli archivi, che sono la principale fonte degli storici, non sono mai un riflesso neutro e incontaminato del reale, poich\u00e9 possono occultare la verit\u00e0 o mentire. \u2013 Allora, se qualche testo scritto di Norma fosse pervenuto fino a noi, avrebbe potuto avere questa forma e questi contenuti.\u00bb (p. 66)<\/em><\/p>\n<p>Partiamo dalle citazioni.<\/p>\n<p>La frase di Foucault \u00e8 tratta dal secondo capitolo de <i>Le parole e le cose <\/i>(edizione italiana, Rizzoli 1967, p. 52), testo peraltro assente dalla Bibliografia di <i>Foibe rosse. <\/i>In questo capitolo Foucault non parla delle lingue <i>in generale<\/i>, n\u00e9 del rapporto tra la realt\u00e0 e il linguaggio <i>in generale<\/i>, bens\u00ec del ruolo rivestito dal linguaggio nella <i>episteme <\/i>del XVI secolo. La citazione di Foucault, avulsa dal suo contesto, viene usata da Sessi in modo del tutto arbitrario per suffragare la tesi secondo cui \u00abtutto, proprio tutto \u00e8 parola\u00bb e per avvalorare la \u00abconvergenza\u00bb tra \u00abrealt\u00e0 storica e immaginazione\u00bb.<\/p>\n<p>Le parole di <strong>Enzo Traverso<\/strong>\u00a0\u2013 stavolta l&#8217;opera da cui sono tratte appare menzionata in bibliografia: Enzo Traverso, <i>Le pass\u00e9 modes d\u2019emploi<\/i>, La fabrique \u00e9ditions, 2005 \u2013 vengono invece citate solo per essere subito contraddette: \u00abha ragione chi sostiene che occorre guardarsi dall&#8217;illusione positivista che vuole la storia ancorata in modo autosufficiente ai fatti\u00bb.<\/p>\n<p>E ora gli azzardi storici.<\/p>\n<div id=\"attachment_36996\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36996\" class=\"size-full wp-image-36996\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ginzburg.jpeg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"265\" \/><p id=\"caption-attachment-36996\" class=\"wp-caption-text\">Carlo Ginzburg<\/p><\/div>\n<p>A proposito di un&#8217;altra narrazione di tipo completamente diverso (ma l\u2019interrogativo ha portata generale), <b>Carlo Ginzburg<\/b> si \u00e8 chiesto:<\/p>\n<p><em>\u00abMa \u00e8 legittimo surrogare la mancanza di riscontri esterni sul comportamento di un individuo con dati non documentati, ma semplicemente compatibili con quanto \u00e8 stato effettivamente accertato?\u00bb<\/em> (Carlo Ginzburg, <i>Il giudice e lo storico. Considerazioni in margine al processo Sofri<\/i>, Feltrinelli, Milano 2006, pp. 82-83).<\/p>\n<p>Per rispondere a questa domanda, Ginzburg prende in esame alcuni casi tratti dalla letteratura storiografica, in cui, alla mancanza di documentazione diretta, studiosi anche celebri hanno supplito formulando congetture basate sul contesto storico. La storica inglese <b>Eileen Power<\/b>, ad esempio, nel suo <i>Vita nel Medioevo<\/i>, dopo aver delineato il contesto in cui visse Bodo, un contadino francese dell\u2019epoca di Carlo Magno, tenta di immaginare una tipica giornata della sua vita. Pur legittimo, questo metodo presenta secondo Ginzburg alcuni limiti da tenere ben presenti:<\/p>\n<p><em>\u00abQuando leggiamo &#8220;Bodo si sar\u00e0 preso certamente una vacanza e sar\u00e0 andato alla fiera&#8221;, capiamo subito che si tratta di una congettura. Ma di fronte a una frase formalmente non congetturale come &#8220;Bodo se ne va fischiettando nell&#8217;aria fredda&#8221; sarebbe ingenuo chiedersi se \u00e8 basata su una fonte. La prima integrazione \u00e8 suggerita [\u2026] da un giudizio di compatibilit\u00e0 storica; la seconda, da una considerazione generica di plausibilit\u00e0 (i contadini fischiettano oggi, certo fischiettavano anche al tempo di Carlo Magno) decisamente discutibile (gli uomini non sono usignoli, il loro fischiettare non \u00e8 un atto naturale).\u00bb (pp.87-88)<\/em><\/p>\n<p>Conclude Ginzburg:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl contesto, inteso come luogo di possibilit\u00e0 storicamente determinate, serve dunque a colmare ci\u00f2 che i documenti non ci dicono sulla vita di un individuo. Ma queste integrazioni sono possibilit\u00e0, non conseguenze necessarie; congetture, non fatti accertati. Chi arrivasse a conclusioni diverse negherebbe la dimensione aleatoria e imprevedibile che costituisce una parte importante (anche se non esclusiva) della vita del singolo.\u00bb (Ivi)<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma in <em>Foibe rosse<\/em> c&#8217;\u00e8 qualcosa di pi\u00f9. Spesso le congetture proposte da Sessi circa la personalit\u00e0, i comportamenti, i modi di pensare e di vivere di Norma Cossetto, quali lo stesso Sessi espone nel diario immaginario ma posto fin dall&#8217;inizio sotto il segno del \u00abverosimile\u00bb (pp. 66-90), non sembrano formulate sulla base del contesto, ma sembrano <em>direttamente contraddirlo<\/em>; e tuttavia non appare chiaro sulla base di quale altra documentazione Sessi le abbia potute scrivere.<\/p>\n<p>Un esempio. A un certo punto Sessi attribuisce a Norma le seguenti considerazioni:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLa violenza non fa per me e anche la mia esaltazione per le conquiste coloniali del regime non era certo legata all\u2019elogio della guerra [\u2026]. Ma la guerra e la violenza no, perch\u00e9 accrescono l\u2019odio tra i popoli e alimentano il loro spirito di vendetta. Per non parlare della persecuzione degli ebrei! Il solo pensiero mi fa rabbrividire. E del resto il Duce non ha mai aderito a questo aspetto della politica hitleriana.\u00bb\u00a0(p. 86)<\/p><\/blockquote>\n<p>Qui e altrove Sessi dipinge una Norma Cossetto convintamente fascista, per\u00f2 non razzista, non imperialista, non bellicista e assolutamente non antisemita, e le attribuisce inoltre la \u2013 falsa, ma Sessi non lo precisa \u2013 convinzione che Mussolini non abbia \u00abmai aderito\u00bb all&#8217;antisemitismo di Hitler.<\/p>\n<p>Sorge spontanea la domanda: basandosi su quali pezze documentali o testimoniali Sessi avr\u00e0 ricostruito queste idee e convinzioni che attribuisce a Norma Cossetto e che sembrano atipiche per un&#8217;aderente all&#8217;ideologia fascista nel 1943?<\/p>\n<p>Non \u00e8 dato saperlo, dal momento che in queste righe manca ogni riferimento a fonti. Non solo, ma tali caratteristiche non sembrano confermate da quanto Andreina Festi Bresciani riferisce a Sessi:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abaveva una vera e propria passione per la politica. Ricordo che partecipava con entusiasmo alle manifestazioni per la guerra d&#8217;Africa e non faceva mistero del suo nazionalismo spinto. Posso dire che sentiva molto decisamente la sua italianit\u00e0. E diceva sempre che in Istria erano gli sloveni e i croati a essere fuori posto; perch\u00e9 gli italiani abitavano quella terra con pi\u00f9 diritti. Su questo punto era molto intransigente.\u00bb (p. 31)<\/p><\/blockquote>\n<p>Si ha in realt\u00e0 l&#8217;impressione che Frediano Sessi, quando cerca di ricostruire la personalit\u00e0 e le idee anche politiche di Norma Cossetto, si basi non tanto sull&#8217;effettivo contesto storico in cui si svolge la vicenda (l&#8217;Istria del 1943), quanto piuttosto sul contesto <i>contemporaneo allo scrittore<\/i>. In altre parole, Sessi sembra mosso dall&#8217;intento di disegnare un&#8217;immagine che possa essere percepita come positiva dal pubblico contemporaneo a lui, &#8220;adattando&#8221; perci\u00f2 il personaggio di Norma Cossetto a determinati ideali di tolleranza, di nonviolenza e di &#8220;correttezza politica&#8221; che sembrano oggi ineludibili.<\/p>\n<p>Un altro esempio di questo adattamento <i>politically correct<\/i> della figura di Norma (sempre nella sezione del &#8220;diario&#8221;) \u00e8 l&#8217;episodio del dialogo fra la protagonista e Ivan, un personaggio presumibilmente immaginario, maestro elementare moderatamente antifascista, amico di Norma. Qui Ivan esprime il proprio misurato dissenso circa la politica di italianizzazione forzata condotta dal fascismo nei confronti delle popolazioni iugoslave:<\/p>\n<p><em>\u00ab&#8221;Durante la ricreazione, mi sono accorto che i bambini parlavano piano tra loro usando la lingua croata, a me completamente sconosciuta, mentre in classe, come sai bene, devono esprimersi in italiano. Ti sembra giusto? Per non parlare dell&#8217;obbligo di cambiare i cognomi, e i nomi di persona e dei luoghi. [\u2026]&#8221;\u00bb (p.74)<\/em><\/p>\n<p>Ecco come commenta queste frasi la Norma Cossetto di Sessi:<\/p>\n<p><em>\u00abEra una provocazione, una delle solite con cui Ivan cercava di farmi perdere la pazienza per mettere in discussione la mia fede fascista e soprattutto il mio convinto nazionalismo italiano. Con queste argomentazioni, toccava comunque un nodo politico di forte dibattito. Se il rispetto era dovuto a tutti gli esseri umani, perch\u00e9 mai impedire a delle popolazioni di mantenere le proprie tradizioni? Perch\u00e9 non far convivere la lingua croata e la lingua italiana? [\u2026] \u2013 Non che mi invitasse a diventare comunista. Nemmeno lui lo era. Mi proponeva una visione democratica della vita civile e sociale, venata di un moderato antifascismo. [\u2026] Idee che non condivido in generale, se escludiamo il rispetto per le persone e il diritto di tutti a vivere dignitosamente, ovviamente secondo quanto \u00e8 consentito dalla classe di appartenenza. \u2013 Nonostante tutto, resto convinta dell&#8217;idea che il fascismo abbia in s\u00e9 molte cose buone. \u2013 Quanto a Ivan, ci\u00f2 che conta \u00e8 la nostra amicizia. E nessuna idea che ci vede in contrasto ci potr\u00e0 mai separare. Anche per me, prima di tutto, vengono le persone e le relazioni umane.\u00bb (pp. 74-75).<\/em><\/p>\n<p>Questo monologo interiore inventato da Sessi non trova il minimo riscontro in nulla di quanto sappiamo di Norma Cossetto, della sua famiglia, del contesto storico e sociale in cui viveva e della sua fede politica.<\/p>\n<p>Sessi afferma in altra parte del suo volume:<\/p>\n<p><em>\u00abLe tante testimonianze sui Cossetto dell&#8217;Istria ci dicono di una famiglia che si sente e vuole rimanere italiana, senza compromessi, che non ama gli slavi ma li rispetta, anche perch\u00e9 se ne serve per i propri poderi agricoli\u00bb (p. 56).<\/em><\/p>\n<p>In verit\u00e0 niente di ci\u00f2 che ci viene detto nel libro \u2013 al di fuori delle sezioni pi\u00f9 marcatamente <i>fictional \u2013<\/i>\u00a0circa l&#8217;atteggiamento della famiglia Cossetto nei confronti degli iugoslavi sembra andare al di l\u00e0 di un generico paternalismo venato di senso di superiorit\u00e0 di classe. Non sembra infatti sufficiente a caratterizzare come particolarmente illuminista la mentalit\u00e0 di <strong>Giuseppe Cossetto<\/strong> il passo del maresciallo Harzarich citato da Licia Cossetto, secondo cui il padre \u00abera un noto fascista, privo per\u00f2, dalle voci circolanti sul suo conto, di idee violente\u00bb (p. 48).<\/p>\n<p>Inoltre, Sessi tende a qualificare come violente le sole espressioni pi\u00f9 scopertamente squadristiche e dittatoriali del fascismo, trascurando la violenza <i>sistemica<\/i> della dominazione italiana sulle popolazioni iugoslave, che si manifestava anche attraverso quello sfruttamento dei contadini ad opera dei proprietari terrieri (italiani) che Sessi sembra considerare del tutto ovvio e aproblematico.<\/p>\n<p>Un tale atteggiamento si spiega, forse, nei testimoni intervistati. Gli stessi <b>Raoul <\/b><b>Pupo<\/b> e <b>Roberto <\/b><b>Spazzali<\/b>, in un libro non certo imputabile di giustificazionismo filoiugoslavo, scrivono che \u00abla classe dirigente italiana non riusci[va] assolutamente a rendersi conto del cumulo di rancori, nazionali e sociali, che si era sedimentato nella societ\u00e0 locale croata\u00bb (R. Pupo e R. Spazzali, <i>Foibe<\/i>, Milano 2018, p. 101). Lo stesso atteggiamento risulta meno spiegabile quando viene condiviso dallo stesso Sessi.<a name=\"stupro\"><\/a><\/p>\n<h4><b>4. \u00abRicostruire i fatti come se accadessero davanti a noi\u00bb<\/b><\/h4>\n<p>La sezione dedicata al &#8220;diario&#8221; di Norma \u00e8 immediatamente seguita da tre capitoli (<i>Gli ultimi giorni di Norma Cossetto<\/i>, <i>Licia e Norma<\/i>, <i>Lo stupro<\/i>) in cui la narrazione torna alla terza persona, ma conservando un carattere ampiamente romanzato:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAdesso possiamo riprendere il racconto del primo incontro di Norma con un giovane di nome Giorgio, e ricostruire i fatti come se accadessero davanti a noi.<br \/>\nLa chiesa di Santa Domenica di Visinada ha da poco fatto sentire i rintocchi del mezzogiorno. \u00c8 il 26 settembre del 1943. Intorno, il silenzio \u00e8 rotto solo dal rumore metallico del motore di una motocicletta.<br \/>\nGiorgio ha messo la prima e accelera, mentre Norma si regge forte tenendosi stretta alla maniglia del sedile.<br \/>\n&#8220;Non cos\u00ec&#8221; le dice, mentre affronta la prima curva, &#8220;sarai pi\u00f9 sicura se ti stringi a me\u2026 e non avere paura di seguire le oscillazioni della moto. Fidati, sono anni che vado su queste strade&#8221;.<br \/>\n&#8220;Dove mi porti?&#8221;<br \/>\n&#8220;Al comando partigiano di Visignano. Ti vogliono parlare:&#8221;\u00bb (p. 91)<\/p><\/blockquote>\n<p>Sono pagine condotte secondo la tecnica classica del narratore onnisciente, cui nulla sfugge e che conosce e descrive anche i pensieri, le percezioni e i ricordi dei suoi personaggi:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNorma ripensa a Giorgio e lo ricorda bene nell&#8217;ultimo banco della terza A della scuola magistrale: svogliato e sempre pronto a copiare. Non aveva nessuna voglia di fare il maestro, ed era l\u00ec perch\u00e9 lo avevano obbligato i genitori, ambedue insegnanti nelle scuole elementari. Un bel ragazzo che faceva girare la testa a tante sue compagne di classe e ad altre di classi e corsi diversi. Asciutto e muscoloso, viso altero e occhi decisi di un verde profondo. Vestiva da povero, ma aveva un portamento quasi nobile. Un giovane che mostrava un certo stile innato.\u00bb (p. 94).<\/p><\/blockquote>\n<p>In pagine che sembrano attendere una trasposizione cinematografica, talora l\u2019uso ripetuto della locuzione \u00abin realt\u00e0\u00bb sembra voler conferire un carattere di comprovato realismo alla narrazione:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIn realt\u00e0, Norma si chiedeva tante cose sulla sua vita.\u00bb (p. 101)<br \/>\n\u00abIn realt\u00e0 i suoi pensieri non seguivano una linea logica.\u00bb (p. 102)<br \/>\n\u00abIn realt\u00e0 Giorgio, come tutti coloro che costituivano il braccio esecutivo degli ordini del comando partigiano dell\u2019Istria, era informato molto bene di quel che accadeva ai prigionieri.\u00bb (p. 104)<\/p><\/blockquote>\n<p>Queste modalit\u00e0 narrative suscitano perplessit\u00e0 che si infittiscono nel capitolo <i>Lo stupro<\/i>, in cui Sessi narra lo stupro collettivo subito da Norma immedesimandosi infine nella mente e nella carne della sua protagonista, in pagine che sembrano tratte da un pessimo romanzo d&#8217;appendice:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab&#8221;Che cosa volete da me? Che cosa mi fate&#8221;?\u00bb url\u00f2, divincolandosi con rabbia, e con un residuo di forze che non spavent\u00f2 affatto i quattro uomini che le erano saltati addosso. &#8220;Zitta, cagna fascista. Vedrai come ti divertirai! Non facciamo altro che applicare le regole dei tuoi camerati, quando arrestano le donne dei partigiani. Trattamento identico\u2026&#8221; [&#8230;] D&#8217;improvviso dolore, strazio, terrore sembrano come scomparsi per effetto di un\u2019anestesia totale, inspiegabile. Norma pensa alla mamma e sa che la Madonna ha compiuto un miracolo, perch\u00e9 adesso non sente pi\u00f9 nulla, non le sembra nemmeno di possedere un corpo. Anche il lamento, le urla non le escono pi\u00f9 dalla bocca. L\u2019anima \u00e8 salva e con l&#8217;anima, che nessuno le ruber\u00e0 mai, anche lei pu\u00f2 dirsi liberata.\u00bb (pp. 124-126).<\/p><\/blockquote>\n<p>Non sembri irrispettosa la nostra scelta di non commentare tali pagine.<\/p>\n<p>Ci sembra invece importante tornare su alcuni aspetti ideologici del libro di Sessi, che prima abbiamo solo accennato.<a name=\"fascismoterzo\"><\/a><\/p>\n<h4><b>5. Il fascismo \u00abterzo\u00bb e il partito della nazione<\/b><\/h4>\n<p>Per caratterizzare l\u2019ideologia condivisa dalla famiglia Cossetto, Sessi introduce la categoria storiografica del \u00ab<i>fascismo &#8220;terzo&#8221;<\/i>\u00a0\u00bb(p. 57; le virgolette sono nel testo).<i> <\/i>Vediamo meglio di\u00a0cosa si tratta. Scrive Sessi (abbiamo gi\u00e0 incontrato parte di questa citazione):<\/p>\n<p><em>\u00abSembra utile [\u2026] parlare di differenti esperienze e percezioni del fascismo da parte di coloro che vi aderirono. Negli anni quaranta-cinquanta, con la spartizione del mondo e la guerra fredda, tutto fu considerato uguale; ma essere fascisti di fede e ideologia nelle campagne della Pianura padana emiliana o lombarda era assai diverso che sentirsi fascisti al Sud, o nelle terre di confine, dove la questione nazionale, per tradizioni storiche, per buona parte della popolazione italiana assumeva un carattere forte, a tratti irredentista e violento o semplicemente &#8220;romantico&#8221;.\u00bb (p.56)<\/em><\/p>\n<p>A quel punto, Sessi si chiede: \u00abperch\u00e9 si diventa fascisti in casa Cossetto?\u00bb, e come risposta \u00abpi\u00f9 probabile\u00bb si d\u00e0 questa:<\/p>\n<p>\u00abper adesione a una causa di italianit\u00e0 che poteva voler dire difesa della terra, delle <em>propriet\u00e0 e pi\u00f9 in generale delle tradizioni nazionalistiche, contro i moti autonomistici delle minoranze slave e i propositi internazionalistici dei gruppi operai. In breve, per &#8220;sentimenti&#8221; non violenti [!], uniti a ragioni di ceto (o classe); per esempio un certo paternalismo, di tradizione fondiaria, in contrapposizione alla condizione di salariati, contadini e mezzadri di una popolazione povera, in prevalenza di origini slave.\u00bb (p.57)<\/em><\/p>\n<p>Ergo, conclude Sessi:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abQuello di Norma non fu certamente un fascismo &#8220;romano&#8221; guerrafondaio e violento, assolutista e colonizzatore, carico di espressioni razziste e antisemite, sebbene partecipare alle grandi manifestazioni di piazza le piacesse. Fu semmai un fascismo &#8220;terzo&#8221; (assai diverso da quello di &#8220;confine&#8221;, espansionista e combattente), condiviso da Licia nel dopoguerra, anche a causa dei crimini subiti dalla sua famiglia, in nome e per conto del comunismo che propugnava una societ\u00e0 \u201cgiusta\u201d ed egualitaria oltre che slava.\u00bb (Ivi)<\/p><\/blockquote>\n<p>Non ci soffermiamo sulla significativa inversione cronologica in virt\u00f9 della quale i crimini del comunismo sembrano chiamati a giustificare l&#8217;ideologia fascista condivisa dalla famiglia Cossetto (laddove tale ideologia evidentemente preesisteva ai crimini \u00absubiti dalla sua famiglia\u00bb e addebitati senz\u2019altro al comunismo \u00abslavo\u00bb). Proviamo invece a chiarire meglio il significato dell&#8217;espressione \u00abfascismo \u201cterzo\u201d\u00bb usata da Sessi e in verit\u00e0 non chiara (terzo rispetto a cosa?).<\/p>\n<p>In un&#8217;analisi pubblicata undici anni prima del libro di Sessi, il politologo <b>Marco Revelli<\/b> parla di \u00abtre anime\u00bb del fascismo:<\/p>\n<div id=\"attachment_37060\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37060\" class=\"wp-image-37060\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcorevelli.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"135\" \/><p id=\"caption-attachment-37060\" class=\"wp-caption-text\">Marco Revelli<\/p><\/div>\n<p><em>\u00abIntendiamoci: di &#8220;identit\u00e0 fasciste&#8221; ce ne sono pi\u00f9 d&#8217;una. C\u2019\u00e8 il fascismo sovversivista della fase movimentista, di derivazione sindacalista-rivoluzionaria, socializzatore, anticapitalista, rodomontesco, erede del primo Mussolini, quello della retorica massimalista, dell\u2019antropologia guerriera; e c\u2019\u00e8 il fascismo liberalautoritario o liberalnazionale dei Gentile, dei Rocco, dei teorici di uno Stato liberale forte, organico, disposto a sacrificare i diritti dei cittadini in nome dell&#8217;interesse della Nazione, di una patria identificata con i suoi poteri forti; n\u00e9 manca il fascismo conformistico, unanimistico, familistico dei pletorici, onnipervasivi ceti medi, l&#8217;anima pi\u00f9 autentica del &#8220;fascismo-regime&#8221;, la base esistenziale del &#8220;consenso&#8221; degli anni trenta.\u00bb <\/em>(Marco Revelli, <em>Le due destre. Le derive politiche del postfordismo<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino 1996, p. 57).<\/p>\n<p>Sembra possibile identificare in tale fascismo conformistico dei ceti medi il <i>fascismo &#8220;terzo&#8221; <\/i>cui allude Sessi. Un fascismo che, in Sessi, pare a tratti perdere le proprie connotazioni politiche per assumere i tratti di quella \u00abzona grigia\u00bb vagheggiata in alcuni scritti di <b>Renzo De Felice<\/b>, quella maggioranza silenziosa, apolitica, nella quale s&#8217;incarnava (secondo De Felice) la vera identit\u00e0 nazionale italiana e che, durante la guerra civile del 1943-45, sarebbe rimasta vittima incolpevole degli opposti estremismi (cfr. M. Revelli, <i>op. cit.<\/i>, p. 70).<\/p>\n<p>Vediamo ad esempio un brano tratto dalle prime pagine del volume di Sessi, in cui \u00e8 appunto delineata l&#8217;immagine di un&#8217;Istria nel settembre 1943 ove la \u00abmaggioranza italiana\u00bb appare martire dello scontro selvaggio fra opposte ideologie:<\/p>\n<p><em>\u00abE cos\u00ec era in questa regione di confine per le fazioni in aperto conflitto in quelle ore. Nel mezzo una maggioranza italiana, a cui si univano non poche famiglie slave, di inermi che avrebbero preferito di gran lunga continuare le loro abituali occupazioni, sebbene qualcuno cominciasse a lasciarsi sedurre da quella anarchia di costumi e regole che bussava alle porte (p. 9).\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Le pagine di Marco Revelli da cui abbiamo tratto il brano citato sopra sono dedicate all\u2019analisi delle tesi politiche approvate nel Congresso di Fiuggi del MSI-DN (gennaio 1995), quello che sanc\u00ec la nascita di Alleanza Nazionale. Nel capitolo conclusivo di quelle tesi, intitolato \u00abAN, partito degli italiani\u00bb, secondo Revelli risulta particolarmente evidente l&#8217;impronta del \u00abterzo tipo\u00bb di fascismo, quello \u00abmediatore, tipica espressione dei ceti medi\u00bb, ossia \u00abla dimensione unanimistica, conformistica, ostile all&#8217;idea stessa del conflitto sociale e alla lotta delle idee\u00bb. Sempre secondo Revelli, il partito degli italiani \u00absi contrappone, qui, a tutte le altre forme di organizzazione politica e alle concezioni della politica basate sull\u2019idea della separazione tra le posizioni, sulla loro parzialit\u00e0\u00bb (M. Revelli, <i>op. cit.<\/i> p. 59).<\/p>\n<p>Nei decenni successivi all&#8217;uscita del libro di Revelli l\u2019appellativo di \u00abpartito degli italiani\u00bb <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2014\/10\/20\/news\/renzi_alla_direzione_pd_profondo_rispetto_per_la_prova_piazza_della_cgil-98581048\/\">fu rivendicato da altre forze politiche<\/a>, mentre l\u2019ideologia espressa da tale formula divenne egemone a tal punto da influenzare anche autori provenienti da aree politiche lontane da quella originaria. Tale, se non andiamo errati, \u00e8 il caso rappresentato dal testo di Frediano Sessi che abbiamo cercato di analizzare.<a name=\"foibarossa\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>Un fumetto neofascista nelle scuole medie: <em>Foiba rossa<\/em><\/strong><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ferrogallico_firenze-1-724x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-37015 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ferrogallico_firenze-1-724x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"283\" \/><\/a>Da <em>Foibe rosse<\/em> sono stati tratti diversi adattamenti teatrali e al libro di Sessi si \u00e8 liberamente ispirato un fumetto, fin dal titolo:\u00a0<i>Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un&#8217;italiana<\/i>, pubblicato nel 2018 da Ferrogallico.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ferrogallico, aka Signs Publishing S.r.l., \u00e8 una casa editrice di fumetti <em>vicinissima<\/em> all&#8217;estrema destra, nel cui consiglio d&#8217;amministrazione siedono, tra gli altri, il cantautore fascista Federico Goglio, nome d&#8217;arte <strong>Skoll<\/strong>, e i dirigenti di Forza Nuova <strong>Alfredo Durantini<\/strong> (segretario provinciale a Milano) e <strong>Marco Carucci<\/strong> (responsabile della comunicazione, noto alle cronache per <a href=\"https:\/\/milano.repubblica.it\/cronaca\/2015\/03\/27\/news\/milano_forza_nuova_manda_al_rogo_i_libri_inneggiano_all_omosessualita_-110632847\/\">aver annunciato un rogo di libri<\/a> \u00abinneggianti all&#8217;omosessualit\u00e0\u00bb).<\/p>\n<p class=\"p1\">Ferrogallico \u00e8 anche unita da <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190204193654\/http:\/\/www.lavedettaditaliabz.it\/2019\/01\/22\/tornano-i-fumetti-nonconformi-di-ferrogallico-per-altaforte-edizioni\/\">un \u00abaccordo di collaborazione\u00bb<\/a> a un&#8217;altra casa editrice, Altaforte, che \u00e8 espressione di Casapound e in particolare del suo esponente <strong>Francesco Polacchi<\/strong>, titolare anche del marchio d&#8217;abbigliamento Pivert. Sul sito di Altaforte c&#8217;\u00e8 la categoria \u00abFerrogallico\u00bb, il che produce una forte impressione di subalternit\u00e0: Ferrogallico sembra proprio una collana di Altaforte. Giusto per capire chi oggi ha l&#8217;egemonia nella galassia nera.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Gli autori di <em>Foiba rossa<\/em> sono <strong>Beniamino Delvecchio<\/strong> (disegni) ed <strong>Emanuele Merlino<\/strong> (soggetto e sceneggiatura). Quest&#8217;ultimo \u00e8 figlio di <strong>Mario Merlino<\/strong>, nome notissimo del neofascismo italiano.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">La vicinanza al fascismo, del terzo o del secondo millennio, trasuda fin dalle prime vignette e <i>balloon<\/i> di quest&#8217;opera, dedicati alla storia dell&#8217;Istria, esposta con le omissioni e i falsi storici tipici della vulgata fascista: il passato mitico puramente italico con la presenza slava, pur millenaria, completamente rimossa; la riproduzione di una falsa ordinanza di pulizia etnica anti-italiana nel Trentino e sull&#8217;Adriatico orientale che sarebbe stata firmata dall&#8217;imperatore austriaco <strong>Francesco Giuseppe<\/strong> in persona (p. 13, completamente <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/10\/i-45-cavalieri-di-wikipedia-da-chi-e-cosa-e-libera-lenciclopedia-libera\/\">smentita dai fatti<\/a>), per arrivare infine alla rappresentazione di un plebiscitario anelito all&#8217;Italia che si sarebbe espresso, secondo gli autori, nei nomi finalmente italiani dei fanciulli istriani dopo l&#8217;annessione al Regno d&#8217;Italia (p. 17) \u2013 mostrando dunque come entusiastica e spontanea quella che fu in molti casi un&#8217;italianizzazione forzata e una snazionalizzazione violenta.<\/p>\n<p class=\"p1\">Come al solito, l&#8217;anelito all&#8217;Italia si concretizza nell&#8217;anelito al fascismo: il buon patriarca italico di casa Cossetto esibisce la camicia nera in scene di altruismo e magnanimit\u00e0 e tutti i saluti fra i popolani assomigliano decisamente a saluti romani, persino le risposte all&#8217;appello dei bambini a scuola. Sembra quindi ovvio che, arrivati alla guerra, quando Tito ordina di cacciare i fascisti un suo compagno risponda perplesso \u00abMa anche in Istria? Li sono quasi tutti italiani\u00bb, a completa sovrapposizione delle due categorie (p. 47). Cos\u00ec si arriva a un falso ordine di Tito, simile a quello di Francesco Giuseppe, che avrebbe ordinato <em>sic et simpliciter<\/em> di cacciare gli italiani dall&#8217;Istria (p. 48).<\/p>\n<div id=\"attachment_2757\" style=\"width: 185px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2757\" class=\"wp-image-2757 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/donazzan.jpg\" alt=\"\" width=\"175\" height=\"221\" \/><p id=\"caption-attachment-2757\" class=\"wp-caption-text\">Elena Donazzan<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Insomma il solito bric-\u00e0-brac fascista che mischia imperialismo, razzismo, irredentismo oltranzista e vittimismo,\u00a0di cui non varrebbe neanche la pena occuparsi\u00a0se non fosse di questi giorni la <a href=\"https:\/\/www.padovaoggi.it\/politica\/fumetto-foiba-rossa-scuole-regione-veneto-padova-31-gennaio-2019.html\">notizia<\/a> che la Regione Veneto ha deliberato di distribuire il fumetto nelle scuole secondarie di primo grado in occasione del prossimo Giorno del Ricordo (10 febbraio). Ne ha dato annuncio alla fine di gennaio l&#8217;assessore regionale all&#8217;istruzione, la solita <strong>Elena Donazzan<\/strong>. Per Ferrogallico \u00e8 un colpaccio: migliaia di copie piazzate non sul mercato \u2013 dove ci sarebbe il rischio d&#8217;impresa \u2013 ma grazie al potere politico, che le acquista coi soldi di tutti, anche degli antifascisti.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il fumetto sar\u00e0 distribuito assieme a \u00abun opuscolo informativo curato dallo storico [ancora lui, N.d.R.]\u00a0<a href=\"https:\/\/medium.com\/@nicolettabourbaki\/2a5a4ede6725\">Guido Rumici<\/a>\u00a0che inquadra le complesse vicende storiche del confine orientale\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p2\">Non varrebbe la pena, dicevamo, occuparsi di questo fumetto, dal momento che la sua qualit\u00e0 \u2013 da <em>tutti<\/em> i punti di vista: artistico, storiografico e anche come mero prodotto editoriale \u2013 \u00e8 tale da renderlo pressoch\u00e9 insuscettibile di valutazione critica. L&#8217;attuale normativa sul copyright ci impedisce di riprodurre le immagini: dovete fidarvi se vi diciamo che \u00e8 disegnato in modo [segue eufemismo:] dilettantesco.<\/p>\n<p class=\"p3\">Dal punto di vista ideologico,\u00a0il fumetto \u00e8 una sorta di anello di congiunzione tra\u00a0<em>Foibe rosse<\/em>\u00a0di Frediano Sessi e il film\u00a0<em>Red land \u2013 Rosso Istria<\/em>.\u00a0Il\u00a0film non \u00e8 che il\u00a0grottesco punto d&#8217;arrivo di un \u00abprocesso di produzione e demonizzazione del nemico\u00bb (Umberto Eco) che \u00e8 gi\u00e0 presente nel libro di Sessi e che viene fortemente accentuato nel fumetto.<\/p>\n<p class=\"p3\">Nel fumetto, infatti, \u00e8 gi\u00e0 nettissima e manichea la contrapposizione fra italiani, tutti buoni e generosi, e slavocomunisti tutti vili e perfidi. Emblematico da questo punto di vista \u00e8 il personaggio di Drazen, uno dei contadini che lavorano le terre della famiglia Cossetto. A p. 31, prima della guerra, Giuseppe Cossetto gli salva la vita; a p. 54 lo stesso Giuseppe Cossetto, ferito in un agguato tesogli dai partigiani iugoslavi mentre sta correndo in soccorso di sua figlia, viene ucciso proprio da Drazen, che sul punto di finirlo con un colpo di pistola (\u00abDrazen&#8230; Ma sei tu? Come puoi farlo?\u00bb) pronuncia la fatidica frase: \u00abIstra je na\u0161\u00bb. Un improbabilissimo errore grammaticale: dice infatti \u00abl&#8217;Istria \u00e8 nostr<em>o<\/em>\u00bb, anzich\u00e9 \u00abIstra je na\u0161a\u00bb, nostr<em>a. <\/em>Per avere la traduzione corretta <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/istriatrad.png\">basta Google Translate<\/a>, ma sarebbe stata troppa fatica:\u00a0Merlino Jr. ha semplicemente ricalcato alla cieca il motto partigiano \u00abTrst je na\u0161\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_37012\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37012\" class=\"wp-image-37012\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Codarin.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"266\" \/><p id=\"caption-attachment-37012\" class=\"wp-caption-text\">Renzo Codarin, presidente nazionale ANVGD, si lamenta di strumentalizzazioni politiche \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2019\/02\/01\/news\/foibe_film_red_land_fratelli_d_italia_giorgia_meloni_giorno_del_ricordo-217967097\/\">\u00abaddirittura da parte di Casapound\u00bb<\/a>\u00a0\u2013 ma firma un contributo su un libro di una casa editrice vicinissima a Forza Nuova, unita da un \u00abaccordo di collaborazione\u00bb a una casa editrice vicinissima a Casapound.<\/p><\/div>\n<p class=\"p3\">Si direbbe che gran parte dei vertici delle associazioni che si arrogano la rappresentanza degli esuli \u00abgiuliano-dalmati\u00bb si siano dati convegno per la redazione di queste strisce. In appendice al volume sono infatti presenti interventi di <strong>Renzo Codarin<\/strong> (presidente nazionale ANVGD), <strong>Antonio Ballarin<\/strong> (presidente Federazione Associazioni Esuli Istriani Fiumani e Dalmati) e\u00a0<strong>Michele Pigliucci<\/strong> (presidente Comitato 10 Febbraio).<\/p>\n<p class=\"p3\">Stupisce la recente <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2019\/02\/01\/news\/foibe_film_red_land_fratelli_d_italia_giorgia_meloni_giorno_del_ricordo-217967097\/\">esternazione<\/a> di sdegno da parte di Codarin per le strumentalizzazioni politiche, tra gli altri di Casapound, del film <em>Red Land &#8211; Rosso Istria<\/em>, quando lo stesso Codarin ha partecipato a una pubblicazione del genere.<\/p>\n<p class=\"p3\">Da segnalare il capitolo \u00abLe foibe\u00bb ( pp. 70-72) vergato da un vero esperto del settore: <strong>Lorenzo Salimbeni<\/strong>, uno dei tre membri del BUS (Buttignon &#8211; Urizio &#8211; Salimbeni) che qualche anno fa innesc\u00f2 la bufala della cosiddetta \u00ab<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/12\/la-foiba-volante-non-esiste\/\">foiba volante\u00bb<\/a>.\u00a0La sua \u00e8 una pagina di storia patria\u00a0che contiene un unico, fuggevole accenno (una riga) a una minuzia come l&#8217;invasione nazifascista della Iugoslavia.<\/p>\n<p class=\"p3\">Interessante anche il valzer delle cifre degli infoibati nello stesso volume, prima quantificati in 10.000 (nel fumetto, p.60), poi\u00a0 8.000 (da Codarin, p. 66) quindi\u00a0da 5.000 a 12.000 (Salimbeni, p. 71). Si mettessero almeno d&#8217;accordo tra loro.<\/p>\n<div id=\"attachment_37013\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37013\" class=\"wp-image-37013\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/vincenzo-bellini.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"209\" \/><p id=\"caption-attachment-37013\" class=\"wp-caption-text\">Vincenzo Bellini, in <em>Foiba rossa<\/em> confuso con Giacomo Puccini.<\/p><\/div>\n<p class=\"p3\">Sempre per illustrare la qualit\u00e0 generale di un volume che fra pochi giorni sar\u00e0 distribuito nelle scuole della Regione Veneto: a p. 69 la sedicente \u00abesule di terza generazione\u00bb di \u00absangue dalmata\u00bb <strong>Carla Isabella Elena Cace<\/strong> ci spiega che se \u00abil nome \u00e8 davvero lo specchio, come ritenevano i latini, del destino, quello della giovane istriana Norma Cossetto \u00e8 legato indissolubilmente ai versi pucciniani\u00bb. Il riferimento sarebbe alla\u00a0<em>Norma<\/em>\u00a0di <strong>Vincenzo Bellini<\/strong> (1801-1835), qui confuso con <strong>Giacomo Puccini<\/strong> (1858-1924).<br \/>\nDel resto a p. 62 ci viene detto che la\u00a0<em>Norma<\/em>\u00a0\u00e8 stata \u00abrealizzata da Vincenzo Bellini nel 1931\u00bb, spostando quindi in avanti esattamente di un secolo la data della prima rappresentazione.<br \/>\nInfine, nel fumetto, a p. 21, il verso \u00abtempra ancor lo\u00a0zelo\u00a0audace\u00bb, dall&#8217;aria\u00a0<em>Casta diva<\/em>,\u00a0diventa \u00abTempra ancora lo\u00a0<em>zero<\/em> audace\u00bb. Un consiglio a Merlino Jr.: meglio che non s&#8217;avventuri su terreni che non conosce.<\/p>\n<p class=\"p3\">La sciatteria non risparmia nemmeno i propri associati: \u00e8 clamorosamente sbagliato anche il cognome di <strong>Andreina Bresciani<\/strong>, storpiato in \u00abBenassi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p3\">Ma la mancanza di rispetto persino per le persone che dicono di celebrare si evince soprattutto nella rappresentazione pruriginosa dello stupro presunto di Norma Cossetto con una vignetta finale esplicita con tanto di seno scoperto e schizzo di sangue tra le gambe, le cui macchie vanno a finire sul fantomatico titolo della sua tesi \u00abIstria rossa\u00bb. Un accostamento indecente come indecente \u00e8 sottoporre questa roba ai ragazzi delle scuole medie.<a name=\"negazionismo\"><\/a><\/p>\n<p><a name=\"negazionismo\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>Come e perch\u00e9 \u00e8 stato capovolto il senso del termine \u00abnegazionismo\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Al processo che <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/04\/il-giornodelricordo-dieci-anni-di-medaglificio-fascista-un-bilancio-agghiacciante\/\">port\u00f2 alla<i>\u00a0<\/i>legge sul Giorno del Ricordo<\/a> contribuirono anche alcuni storici, al prezzo per\u00f2 di chiudere un occhio sul metodo utilizzato per ricostruire le vicende delle foibe. Era infatti impossibile concedere un margine di &#8220;gioco&#8221; a discorsi\u00a0 sviluppati in ambienti revanscisti senza che l&#8217;alchimia politica intaccasse il rigore del metodo, soprattutto rispetto alle foibe la cui narrazione \u00e8 retta anche da\u00a0<a class=\"m_8125913915184467701gmail-markup--anchor m_8125913915184467701gmail-markup--p-anchor\" href=\"https:\/\/www.cicap.org\/n\/articolo.php?id=274592\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/medium.com\/r\/?url%3Dhttps%253A%252F%252Fwww.cicap.org%252Fn%252Farticolo.php%253Fid%253D274592&amp;source=gmail&amp;ust=1549317545948000&amp;usg=AFQjCNFU1AVTZSd4CqWNDy3VdWggP2EORQ\">fallacie logiche <em>ad ignorantiam<\/em><\/a>\u00a0\u2013 la famosa \u00abteiera di Russell\u00bb fluttuante nello spazio fino a impossibile prova contraria \u2013 e ragionamenti <em><a class=\"m_8125913915184467701gmail-markup--anchor m_8125913915184467701gmail-markup--p-anchor\" href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/post-hoc-ergo-propter-hoc_%28Dizionario-di-filosofia%29\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/medium.com\/r\/?url%3Dhttp%253A%252F%252Fwww.treccani.it%252Fenciclopedia%252Fpost-hoc-ergo-propter-hoc_%252528Dizionario-di-filosofia%252529%252F&amp;source=gmail&amp;ust=1549317545948000&amp;usg=AFQjCNHWHSPxy59vjlXtdYgXUIIvYRH95A\">post hoc ergo propter hoc<\/a><\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;esempio pi\u00f9 classico di fallacia <em>ad ignorantiam<\/em>: ci sono 1.700 &#8220;foibe&#8221; (cavit\u00e0 carsiche) in Istria, solo una minima parte fu setacciata dopo l\u2019ottobre del &#8217;43, ergo in tutte le foibe inesplorate si celavano cadaveri ora non pi\u00f9 recuperabili.<\/p>\n<p>L&#8217;esempio pi\u00f9 classico di ragionamento <em>post hoc<\/em>:\u00a0 dopo le foibe\u200a \u2013 <em>quanto\u00a0<\/em>dopo non importa \u2013 \u200agran parte degli italiani lasciarono l\u2019Istria, ergo le foibe furono una pulizia etnica per mandare via gli italiani.<\/p>\n<p>Proprio nel momento in cui si raffinava il metodo della storia orale, che guadagnava faticosamente riconoscimento scientifico grazie a regole rigorose, sul confine orientale si apriva invece la porta alle leggende metropolitane.<\/p>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-m_3412901739954500747gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-m_3412901739954500747gmail-graf--p\">Per capire quanto sia facile imbastire storie da pochi dettagli basta dare un&#8217;occhiata a questo\u00a0<a class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-m_3412901739954500747gmail-markup--anchor m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-m_3412901739954500747gmail-markup--p-anchor\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo.php?fbid=10213763717594531&amp;set=a.10209698757293064&amp;type=3&amp;theater\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.facebook.com\/photo.php?fbid%3D10213763717594531%26set%3Da.10209698757293064%26type%3D3%26theater&amp;source=gmail&amp;ust=1549274156831000&amp;usg=AFQjCNHHPyqg5FvSFhA_nk8cUvF8GopUkw\">post pubblico<\/a>\u00a0di Pierpaolo Silvestri, proprio lui, l&#8217;\u00abinterlocutore privilegiato\u00bb di Sessi nella ricostruzione della morte di Norma Cossetto:<\/p>\n<div id=\"attachment_36971\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/silvestri_screenshot.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36971\" class=\"wp-image-36971\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/silvestri_screenshot.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"405\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36971\" class=\"wp-caption-text\">Silvestri all&#8217;opera, tra horror, splatter e madri profanate. \u00abLa memoria per parlarci ha bisogno anche di questi passatori.\u00bb (Frediano Sessi, parlando di Silvestri)<\/p><\/div>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--p\">Partendo da una bislacca interpretazione dell&#8217;epitaffio sulla tomba di una giovane sposina istriana morta negli anni della guerra \u2013 in un\u2019epoca peraltro in cui l&#8217;Istria era sotto il tallone di ferro nazista \u2013 viene tirata fuori da chiss\u00e0 dove un&#8217;allucinante storia splatter. Nessuno dei nominativi indicati risulta nemmeno nei pi\u00f9 &#8220;generosi&#8221; tra gli elenchi di caduti RSI e martirologi degli infoibati.<\/p>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--p\">Il discorso revanscista e nazionalista predilige gli articoli di fede alle evidenze storiche perch\u00e9 \u00e8 un discorso che mira a persuadere e non ad analizzare, celando dietro il codice del lutto un intento eversivo sul piano storico. Cos\u00ec la ricerca storica viene sottoposta al ricatto morale del pietismo e un debunking sulle leggende non verificate sulle foibe viene respinto come un\u2019offesa al dolore dei congiunti.<\/p>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--p\">E se l\u2019articolo di fede sostituisce l\u2019evidenza storica \u00e8 facile manipolare anche il concetto di negazionismo: da termine usato per qualificare coloro che negano le evidenze storiche dello sterminio nazista diventa interdizione a effettuare verifiche e contestualizzazioni storiche sulle foibe.<\/p>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--p\">Un esempio di questo dispositivo lo troviamo nella\u00a0<a class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--anchor m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--p-anchor\" href=\"http:\/\/arcipelagoadriatico.it\/risposta-alla-lettera-aperta-sul-giorno-del-ricordo-pubblicata-da-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/arcipelagoadriatico.it\/risposta-alla-lettera-aperta-sul-giorno-del-ricordo-pubblicata-da-internazionale\/&amp;source=gmail&amp;ust=1549274156831000&amp;usg=AFQjCNE_cg2e5s5EZj9eWBS8g8nQweJCwg\">risposta<\/a>\u00a0che a suo tempo una serie di personalit\u00e0 legate all&#8217;associazionismo nazionalista \u00abgiuliano-dalmata\u00bb firm\u00f2 in reazione alla nostra\u00a0<a class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--anchor m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--p-anchor\" href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/2016\/12\/20\/lettera-aperta-giorno-del-ricordo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/2016\/12\/20\/lettera-aperta-giorno-del-ricordo&amp;source=gmail&amp;ust=1549274156831000&amp;usg=AFQjCNGJDWdf2dSXNV-K-ywpCHL7oURxWw\">lettera aperta<\/a>\u00a0ad <em>Internazionale<\/em>, dalla quale scatur\u00ec il relativo\u00a0<a class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--anchor m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--p-anchor\" href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/nicoletta-bourbaki\/2017\/02\/10\/foibe\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/nicoletta-bourbaki\/2017\/02\/10\/foibe&amp;source=gmail&amp;ust=1549274156832000&amp;usg=AFQjCNGa8l5sfA_vtde3jgJXUlkd6jfnwQ\">speciale<\/a>:<\/p>\n<blockquote class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--pullquote\"><p>\u00abcome sopravvissuti e testimoni della Shoah vengono interpellati in occasione del Giorno della Memoria ed i tentativi revisionisti o negazionisti vengono silenziati, cos\u00ec anche la comunit\u00e0 degli esuli chiede rispetto per i propri lutti, empatia per le proprie sofferenze e assenza di livore e di velleit\u00e0 giustificazioniste nelle ricerche storiche che li riguardano da\u00a0vicino\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--p\">Lo stesso argomento lo troviamo usato dal senatore <strong>Maurizio Gasparri<\/strong> in un attacco ad ANPI Brescia, che aveva segnalato la prima puntata di questa miniserie.<\/p>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--p\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-36974\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/tweet_gasparri.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"610\" \/><\/p>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--p\">A questo ribaltamento semantico contribuirono indirettamente anche quegli studiosi che avevano intrapreso un processo di negoziazione con le realt\u00e0 politiche che volevano il Giorno del Ricordo. <strong>Raoul Pupo<\/strong> e <strong>Roberto Spazzali<\/strong>, nel loro volumetto <em class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--em m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--p-em\">Foibe<\/em>\u00a0uscito per Bruno Mondadori nel 2003, elaborarono una curiosa classificazione a mo&#8217; di \u00abgironi danteschi\u00bb di storici, ricercatori ed opinionisti che avevano trattato la storia del confine orientale nel secondo dopoguerra (perlopi\u00f9 triestini e qualche sloveno).<\/p>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--p\">Pur non richiamando esplicitamente i negazionisti della Shoah, Pupo e Spazzali annoverarono nella categoria \u00abnegazionismo e riduzionismo\u00bb sia i comunicati partigiani jugoslavi dell\u2019epoca che tentavano di contrastare la propaganda nazifascista, come la relazione di\u00a0<strong class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--strong m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--p-strong\">Anton Vratu\u0161a\u00a0<\/strong>al CLNAI, sia coloro che pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni dopo intrapresero verifiche sugli elenchi dei caduti come\u00a0<strong class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--strong m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--p-strong\">Claudia Cernigoi<\/strong>. Accomunati dal tentativo di \u00abgiustificare\u00bb le foibe.<\/p>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--p\">Ma queste classificazioni che si propongono di sistematizzare in maniera definitiva un canone storiografico sono in realt\u00e0 facilmente rinegoziabili. Basta un niente per ritrovarsi nel gradino pi\u00f9 basso dell\u2019inferno. Nel 2011 usc\u00ec il libro <em>Nel nome di Norma<\/em>\u00a0(Solfanelli) di\u00a0<strong class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--strong m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--p-strong\">Luciano Garibaldi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--strong m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-markup--p-strong\">Rossana Mondoni<\/strong>\u00a0che, dopo aver messo esplicitamente Claudia Cernigoi e Alessandra Kersevan accanto ai negazionisti della Shoah, infilava gli stessi Pupo e Spazzali in \u00abquella storiografia che li annovera tra i cosiddetti \u201cgiustificazionisti\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf m_7691436877408137870m_-8575460580935933607gmail-graf--p\">Forse \u00e8 troppo tardi, forse il danno \u00e8 gi\u00e0 irreversibile, ma noi vogliamo comunque rivolgere un accorato appello a tutti gli storici: la storia non \u00e8 negoziabile con chi rifiuta il metodo storico, farlo significa permettere a costoro di distruggere la credibilit\u00e0 delle istituzioni storiche, e fidatevi, non mostreranno alcuna piet\u00e0 per chi li ha fatti entrare.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Fine della terza e ultima puntata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p><b><a href=\"https:\/\/it-it.facebook.com\/BourbakiNicoletta\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-33218\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/riunione_Nicoletta.jpg\" alt=\"Nicoletta Bourbaki\" width=\"200\" height=\"294\" \/><\/a>* Nicoletta Bourbaki<\/b>\u00a0\u00e8 un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete, sulle false notizie a tema storico e sulle ideologie neofasciste, nato nel 2012 durante una discussione su\u00a0<i>Giap<\/i>, il blog di Wu Ming. Ne fanno parte storici, ricercatori di varie discipline, scrittori, attivisti e semplici appassionati di storia. Il nome allude al collettivo di matematici noto con lo pseudonimo collettivo \u00abNicolas Bourbaki\u00bb, attivo in Francia dagli anni Trenta agli anni Ottanta del ventesimo secolo.<br \/>\nIl metodo di lavoro di Nicoletta Bourbaki \u00e8 illustrato nell\u2019ebook\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/questo-chi-lo-dice\/\"><em>Questo chi lo dice? E perch\u00e9?<\/em><\/a>\u00a0(2018). Il gruppo ha all\u2019attivo diverse inchieste \u2013\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/tag\/nicoletta-bourbaki\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pubblicate su\u00a0<i>Giap<\/i><\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/medium.com\/@nicolettabourbaki\">su Medium<\/a>\u2013 sulle manipolazioni neofasciste della Wikipedia in lingua italiana e sui falsi storici in tema di foibe. Tra i vari risultati, ha contribuito a smontare\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/12\/la-foiba-volante-non-esiste\/\">la bufala della cosiddetta \u00abfoiba di Rosazzo\u00bb<\/a>, altrimenti detta \u00abfoiba volante\u00bb.<br \/>\nPer l\u2019edizione on line della rivista\u00a0<em>Internazionale<\/em>, in occasione del Giorno del Ricordo 2017, Nicoletta Bourbaki ha curato lo speciale\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-storia-intorno-alle-foibe-su-internazionale-uno-speciale-sul-giornodelricordo-a-cura-di-nicoletta-bourbaki\/\"><em>La storia intorno alle foibe<\/em><\/a>.<br \/>\nAl momento, Nicoletta Bourbaki, coi suoi ricercatori sparsi in tutta Italia, sta lavorando sui materiali di diversi archivi per ricostruire, per la prima volta in modo storiograficamente sensato e accurato,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/09\/il-caso-giuseppina-ghersi-1\/\">il caso Giuseppina Ghersi<\/a>.<br \/>\nNicoletta Bourbaki \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/nicolettabourbaki.medium.com\/\"><strong>su Medium<\/strong><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tutte le puntate dell&#8217;inchiesta sul caso Norma Cossetto sono qui. [WM: Nella prima puntata di questa miniserie, il gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki ha smontato il film Red Land &#8211; Rosso Istria, elencandone anche i committenti politici e i mandanti ideologici. 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