{"id":36564,"date":"2019-01-29T09:00:31","date_gmt":"2019-01-29T08:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=36564"},"modified":"2025-12-03T15:29:46","modified_gmt":"2025-12-03T14:29:46","slug":"fantasy-norma-cossetto-2-cosa-sappiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/01\/fantasy-norma-cossetto-2-cosa-sappiamo\/","title":{"rendered":"Gli incontrollati fantasy su Norma Cossetto, 2a parte | Cosa sappiamo davvero di questa storia?"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><span style=\"font-size: small;\">Tutte le puntate dell&#8217;inchiesta<br \/>\nsul caso Norma Cossetto sono <strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/norma-cossetto-inchiesta\/\">qui<\/a>.<\/strong><\/span><\/div>\n<p><div id=\"attachment_36893\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36893\" class=\"wp-image-36893\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/stele-norma-cosetto-alpini.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" \/><p id=\"caption-attachment-36893\" class=\"wp-caption-text\">Trieste, quartiere Chiarbola, via Capodistria: la stele che commemora Norma Cossetto. Sulla targa \u00e8 scritto: \u00abA Norma \/ cui l&#8217;amore patrio\u00a0[sic] \/ spinse a far dono della vita \/ per l&#8217;italianit\u00e0 della sua Istria.\u00bb<\/p><\/div><span style=\"font-size: small;\">[<strong>WM<\/strong>: Dopo <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/01\/fantasy-norma-cossetto-1-red-land\/\">l&#8217;analisi del film <em>Red Land \/ Rosso Istria<\/em><\/a>, e prima di <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/\">occuparsi del libro <em>Foibe rosse<\/em><\/a>, il gruppo di lavoro <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> risale a quel che si sa davvero della morte di <strong>Norma Cossetto<\/strong>, analizzando le svariate ricostruzioni circolate dall&#8217;immediato dopoguerra fino ad oggi. La strategia di sopperire alle incongruenze fattuali con la fiction\u00a0 non nasce certo con il recente film e nemmeno con il libro, ma \u00e8 parte di un&#8217;inveterata &#8220;tradizione&#8221;, fondata nel periodo dell&#8217;<em>Operationszone Adriatisches K\u00fcstenland<\/em>, la zona dell&#8217;ex-confine orientale d&#8217;Italia annessa di fatto al Terzo Reich. Norma Cossetto non ha mai smesso di essere un simbolo per una determinata parte politica, che si serve della sua tragica vicenda solo per imporre il proprio immaginario al paese. Buona lettura.]<\/span><\/p>\n<p>di <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> *<\/p>\n<p>Di Norma Cossetto si sa allo stesso tempo pochissimo e troppo. Pochissimi i dati certi, troppe le dicerie. Dicerie che non dicono quasi niente sulla sua storia, ma molto su chi le ha raccontate e sui momenti storici in cui sono state diffuse.<!--more--><\/p>\n<p>Tutto quel che si sa della sua persona, del suo pensiero e delle sue idee ci \u00e8 giunto perlopi\u00f9 per bocca di suoi familiari, ed \u00e8 inestricabilmente legato alle loro idee e ai loro ruoli politici. Indipendentemente da loro, sappiamo solo che Norma Cossetto nacque il 17 maggio del 1920 nella frazione istriana di Santa Domenica di Visinada \u2013 <i>Labinci<\/i> in croato \u2013 e che\u00a0scomparve dopo essere stata prelevata dagli insorti istriani nel caotico settembre del 1943.\u00a0[<b>Aggiornamento:<\/b> sulla data della cattura di Norma Cossetto, si veda l<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2024\/04\/fantasy-norma-cossetto-5-cambiare-le-date\/\">a quinta puntata della presente inchiesta<\/a>].\u00a0Due mesi dopo, in dicembre \u2013 sul giorno preciso le versioni sono discordanti \u2013 il suo corpo fu estratto dalla foiba di Surani, vicino ad Antignana\/Tinjan nell&#8217;Istria centrale, assieme ad altri 25 corpi.<\/p>\n<div id=\"attachment_36820\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36820\" class=\"wp-image-36820\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Norma_2.jpg\" alt=\"Norma Cossetto\" width=\"200\" height=\"258\" \/><p id=\"caption-attachment-36820\" class=\"wp-caption-text\">Norma Cossetto<\/p><\/div>\n<p>Norma era una studentessa universitaria in procinto di laurearsi, ma aveva gi\u00e0 svolto incarichi di supplenza nei licei, per questo alla sua riesumazione fu qualificata come professoressa. La data della morte viene stimata nella notte tra il 4 ed il 5 ottobre del 1943, probabilmente una congettura poich\u00e9 il territorio in cui\u00a0fu uccisa cadde sotto il controllo della Wehrmacht proprio il 5 ottobre.<\/p>\n<p>Negli stessi giorni cadde, forse in un&#8217;imboscata, il padre <strong>Giuseppe Cossetto<\/strong>. Era aggregato al 134\u00b0 Battaglione d&#8217;assalto delle Camicie Nere, un reparto impegnato,\u00a0sotto il comando tedesco, nelle azioni di rastrellamento antipartigiano di inizio ottobre. Giuseppe apparteneva a una famiglia di proprietari terrieri, era stato squadrista della prima ora, aveva partecipato alla marcia su Roma (vi presero parte solo trenta squadristi da tutta l&#8217;Istria), diventando poi segretario politico del partito fascista locale, podest\u00e0 di Visinada e infine Commissario Governativo per le Casse Rurali dell&#8217;Istria.<\/p>\n<p>Al momento della morte, Giuseppe era ufficiale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Tra gli esponenti del passato regime caduti in Istria nell&#8217;autunno 1943, era forse quello al pi\u00f9 alto livello delle gerarchie. Questa fu probabilmente la ragione, insieme al doppio e simultaneo lutto, per cui l&#8217;attenzione della stampa collaborazionista si focalizz\u00f2 sulla sua famiglia.<\/p>\n<p>Il primo articolo che ne evidenziava il \u00abtributo di sangue\u00bb usc\u00ec sul quotidiano <em>Il Piccolo<\/em> di Trieste il 16 dicembre 1943. Il titolo era: \u00ab26 salme estratte dalla foiba presso Antignana\u00bb. Un ruolo attivo nella propaganda venne quindi dato a <strong>Licia Cossetto<\/strong>, figlia di Giuseppe e sorella di Norma, al cui matrimonio con il tenente pilota <strong>Guido Tarantola<\/strong> fu dato ampio risalto per il dono in denaro offerto dagli sposi alle famiglie degli infoibati (5\/10\/1944 \u00abElargizioni a favore degli italiani trucidati nelle foibe\u00bb, Il Piccolo, 5 ottobre 1944). Successivamente, Licia tenne a battesimo una speciale brigata nera femminile intitolata alla sorella Norma, composta perlopi\u00f9 da congiunte di infoibati (\u00abPavolini passa in rassegna le forze fasciste della citt\u00e0\u00bb, <em>Il Piccolo<\/em>, 28 gennaio 1945).<\/p>\n<p>All&#8217;epoca l&#8217;Istria era inquadrata nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico (<i>Operationszone Adriatisches K\u00fcstenland<\/i>, da ora <i>OZAK<\/i>), istituita il 10 settembre del 1943 per ordine dello stesso Adolf Hitler. Trieste e Pola erano finite sotto il giogo tedesco fin dal 10-11 settembre e da subito i due principali giornali locali \u2013 <i>Il Piccolo<\/i> di Trieste e il <i>Corriere Istriano<\/i> di Pola \u2013 furono posti sotto il diretto controllo del Terzo Reich, dapprima sotto il consolato generale \u2013 e quindi alle dirette dipendenze del ministero degli esteri di Berlino \u2013 e poi, da novembre, sotto uno specifico dipartimento di \u00abstampa, propaganda, cultura\u00bb a bilancio del Ministero della Propaganda di Goebbels. Da quel momento ogni giornale del litorale divenne poco pi\u00f9 di un bollettino tedesco in lingua italiana.<\/p>\n<div id=\"attachment_36832\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36832\" class=\"wp-image-36832\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bandekampf-fontespizio-originale.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"271\" \/><p id=\"caption-attachment-36832\" class=\"wp-caption-text\">La copertina originale di <em>Banden-Kampf<\/em>, il manuale di controguerriglia e propaganda antipartigiana voluto da Globocnik. Immagine tratta da: Enzo Collotti, <em>Il Litorale Adriatico nel Nuovo Ordine Europeo, 1943-45<\/em>, Milano, Vangelista, 1974.<\/p><\/div>\n<p>La propaganda divenne un momento fondamentale della macchina repressiva nazista nell&#8217;OZAK, area che lo stesso <strong>Heinrich Himmler<\/strong> con un decreto aveva\u00a0 proclamato \u00abterritorio di guerra antipartigiana\u00bb (<i>Bandenkampfgebiet<\/i>). Proprio un uomo di Himmler, <strong>Odilo Globo\u010dnik<\/strong>\u00a0\u2013 capo delle SS e delle forze di polizia nell&#8217;OZAK, spostato da Lublino dove aveva coordinato l&#8217;<i>Aktion Reinhardt<\/i>, l&#8217;operazione di sterminio degli ebrei polacchi \u2013\u00a0aveva esposto le linee che la propaganda avrebbe dovuto seguire nell&#8217;OZAK, facendo pubblicare addirittura un manuale.<\/p>\n<p>Il fine principale degli sforzi propagandistici nazisti sul territorio era impedire il consolidarsi di un fronte compatto tra italiani, sloveni e croati in senso antitedesco, pertanto si alimentavano gli antagonismi nazionali con una politica di <i>divide et impera<\/i>. Mentre si cercava di persuadere gli sloveni che i tedeschi avrebbero riparato i torti inflitti loro dai fascisti italiani, si rinfocolava nelle popolazioni italiane il terrore per le \u00abbande slave\u00bb.<\/p>\n<p>In questo quadro si inserisce la campagna di riesumazioni degli \u00abinfoibati\u00bb, cominciata immediatamente dopo l&#8217;operazione di <i>S\u00e4uberung\u00a0<\/i>(Repulisti) del territorio istriano di inizio ottobre.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;8 settembre, i tedeschi si erano subito impadroniti dei centri principali, ma non erano riusciti ad estendere il loro controllo sulle zone interne e sui centri costieri minori dell&#8217;Istria, dove dopo l&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre si erano invece instaurati dei precari poteri popolari. Le operazioni di rastrellamento cominciarono sin dai primi giorni, per iniziativa dei singoli reggimenti della 71a divisione di fanteria. Ne furono vittime, ad esempio, <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=5440\">i sedici fucilati di Dignano<\/a>. Ma soltanto il 29 settembre part\u00ec in Istria una vasta operazione di bonifica anti-partigiana, spesso erroneamente identificata con l&#8217;<i>Unternehmen Wolkenbruch <\/i>\u2013 Operazione Nubifragio \u2013 che invece interess\u00f2 la provincia di Lubiana.<\/p>\n<p>Si tratt\u00f2 probabilmente del pi\u00f9 brutale atto di guerra che abbia interessato l&#8217;Istria in tutta l&#8217;et\u00e0 moderna. A essere colpiti non furono solo i partigiani: si tratt\u00f2 di una vera e propria guerra ai civili, con incendi di intere borgate e massacri sistematici di tutta la popolazione di determinate aree. A fine operazione i tedeschi rivendicarono 4.983 \u00abbanditi\u00bb morti e 6.877 prigionieri, cifre probabilmente gonfiate, ma nella sola Istria, quell&#8217;autunno, i morti furono comunque almeno 2.800 e i prigionieri 2.500.<\/p>\n<p>I reggimenti tedeschi erano affiancati da reparti di fascisti volontari, come quello di Giuseppe Cossetto. Spesso gli abitanti venivano radunati e, su delazione dei fascisti locali, si decideva chi passare per le armi, come accadde <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=5442\">a Kanfanar\/Canfanaro<\/a> gi\u00e0 il 16 settembre e <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=5449\">a Nova Vas\/Villanova del Quieto<\/a> il 4 ottobre.<\/p>\n<div id=\"attachment_36884\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/LITORALE-adriatico-ISTRIA.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36884\" class=\"wp-image-36884\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/LITORALE-adriatico-ISTRIA.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"416\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36884\" class=\"wp-caption-text\">A sinistra, segnata in rosso, la Zona d&#8217;Operazioni Litorale Adriatico (OZAK), 1943-1945. A destra, l&#8217;Istria e i luoghi menzionati in quest&#8217;articolo. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Le notizie dell&#8217;avanzata tedesca e degli eccidi su indicazione\u00a0dei fascisti arrivarono al comando partigiano a Pisino\/Pazin. Pare che proprio allora si verific\u00f2 la maggioranza delle fucilazioni dei prigionieri ritenuti collusi col fascismo e in contatto con i nazisti, con successivo occultamento dei corpi per cercare di evitare le rappresaglie. Fino a quel momento era stato stabilito che le sentenze definitive sarebbero state pronunciate a guerra terminata. Probabilmente i partigiani avevano sopravvalutato le proprie forze. Sembra che Norma Cossetto sia stata uccisa proprio in questa fase.<\/p>\n<p>Queste liquidazioni avvennero in maniera disordinata, senza nessun coordinamento, in alcuni casi uccidendo persone che non potevano essere accusate di nulla, in altri al contrario rilasciando fascisti pericolosi, pagando talvolta molto cara quell&#8217;indulgenza, come nel caso di Canfanaro, dove i delatori erano stati due prigionieri fascisti. In un rapporto del 6 novembre 1943 il capitano partigiano <strong>Zvonko Babi\u0107-Zulja<\/strong> scrisse:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p6\">\u00abLa lotta contro i nemici del popolo fu condotta in modo diseguale, essendo in alcune zone del tutto insufficiente mentre in altre zone era radicale. \u00c8 caratteristico, a questo proposito, anche il fatto che in alcuni posti i comandi locali comunicavano l&#8217;eliminazione dei prigionieri anche se ci\u00f2 non corrispondeva al vero. Era evidente la scarsa capacit\u00e0 di riconoscere i veri nemici del popolo, come anche la mancanza di dati riguardo i loro delitti, cose che ora si pagano immancabilmente.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>L&#8217;insurrezione istriana fu infatti perlopi\u00f9 locale e spontanea, anche perch\u00e9 l&#8217;armistizio italiano prese del tutto alla sprovvista i partigiani di Tito. Nello stesso rapporto di Babi\u0107-Zulja si legge:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl popolo si mobilit\u00f2 e prese la armi spontaneamente, ma non era il caso di parlare di una guida organizzata delle unit\u00e0 militari e del comando militare. Il gruppo di comando che era arrivato dalla Jugoslavia giunse con ritardo.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La loro spontaneit\u00e0 rese le insurrezioni molto eterogenee, facendo loro assumere aspetti diversi a seconda della zona: sulla costa furono perlopi\u00f9 un fatto &#8220;italiano&#8221;, nelle campagne furono una <em>jacquerie<\/em> contadina, mentre nella zona mineraria dell&#8217;Arsa ebbero caratteri rivoluzionari. In ogni scenario la prima fase fu caotica e non mancarono vendette personali, linciaggi e rese dei conti la cui coloritura dipendeva molto dalla storia recente locale. A Vines il movente delle vendette fu la gestione delle miniere di carbone, nelle quali <a href=\"https:\/\/www.irsml.eu\/didattica-presentazione\/confine-orientale-italiano\/65-materiali-sul-confine-orientale\/195-a-millo-il-disastro-minerario-del-28-febbraio-1940-alla-miniera-dell-arsa\">il 28 febbraio 1940<\/a> erano morti 185 minatori, un incidente che l&#8217;autorit\u00e0 aveva messo a tacere incolpando gli operai. Nelle campagne, si trattava dei pignoramenti con cui, nel corso degli anni, i piccoli proprietari croati erano stati privati delle loro terre e risospinti nel bracciantato e nella miseria. Le vendette colpirono notai, impiegati delle casse rurali e commercianti creditori. Altre volte le vendette colpirono coloro che a torto o a ragione erano semplicemente identificati\u00a0 come \u00abil potere\u00bb.<\/p>\n<p>Ma negli schemi della <i>kampfpropaganda<\/i> nazista era necessario che \u00able foibe\u00bb diventassero da un lato uno scontro etnico, e dall&#8217;altro un terribile massacro bolscevico pianificato dall&#8217;alto, in modo da giustificare l&#8217;inaudita violenza della repressione tedesca.<\/p>\n<div id=\"attachment_36830\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36830\" class=\"wp-image-36830\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/LapperKarl.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"262\" \/><p id=\"caption-attachment-36830\" class=\"wp-caption-text\">Karl Lapper, l&#8217;uomo di Goebbels nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico.<\/p><\/div>\n<p>Per esempio, nello stesso necrologio di Norma Cossetto pubblicato dal <em>Piccolo<\/em> si legge \u00abVittima della barbarie balcano-comunista\u00bb, e ci\u00f2 a dispetto delle stesse testimonianze familiari secondo le quali sarebbe stata arrestata da partigiani italiani.<\/p>\n<p>Ma la &#8220;mano&#8221; di Goebbels \u2013 per il tramite del fido <strong>Karl Lapper<\/strong>, capo del dipartimento propaganda dell&#8217;OZAK \u2013 si vede soprattutto nei riferimenti dei primi titoli di giornale a Katy\u0144, il famoso massacro di ufficiali polacchi operato dai sovietici. L&#8217;operazione mediatica di recupero dei cadaveri era stata orchestrata dallo stesso ministro della propaganda nazista.\u00a0<span class=\"s8\">\u00abCome a Katyn: i sistemi bolscevichi in Istria \u2013 I massacratori di Vines hanno superato quelli di Katyn\u00bb. <\/span><\/p>\n<p>\u00abLe foibe\u00bb in realt\u00e0 non avevano nulla a che spartire con quanto accaduto nelle foreste russe, a partire gi\u00e0 dai numeri. In Istria in quell&#8217;autunno furono recuperati 217 corpi, di cui solo 134 furono riconosciuti. Peraltro tra i corpi riesumati figuravano anche 18 soldati tedeschi e almeno 6 militari italiani morti in combattimento. Molti corpi non furono recuperati, ma sulla base degli scomparsi prima dell&#8217;arrivo dei tedeschi si pu\u00f2 presumere una cifra nell&#8217;ordine delle 400-500 vittime.<\/p>\n<p>Il riferimento a Katy\u0144 \u00e8 comunque un sintomo significativo, in quanto con quell&#8217;operazione mediatica \u00able foibe\u00bb condividevano il feticismo per i cadaveri putrefatti esposti come evidenza bastante a s\u00e9 stessa. \u00c8 emblematico, peraltro, che le riesumazioni di Katy\u0144 fossero state programmate nello stesso periodo (primavera 1942) in cui si pianificava la famigerata <i>Sonderaktion 1005<\/i> all&#8217;interno dell&#8217;operazione Reinhardt, ovvero il disseppellimento dei cadaveri ammassati nelle fosse comuni a Be\u0142\u017cec e Treblinka e la loro cremazione. Ed \u00e8 significativo che l&#8217;<i>SS<\/i>&#8211;<i>Gruppenf\u00fchrer<\/i> Globo\u010dnik avesse trasferito a Trieste, quartier generale dell&#8217;OZAK, i suoi uomini di fiducia coinvolti nell&#8217;<i>Aktion Reinhardt,<\/i>\u00a0per istituire il lager della Risiera di San Sabba, dotandolo di forno crematorio. Con una mano si esponevano i corpi delle vittime degli \u00abslavo-bolscevichi\u00bb mentre con l&#8217;altra si incenerivano i propri scheletri nell&#8217;armadio.<\/p>\n<div id=\"attachment_36840\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36840\" class=\"wp-image-36840\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/propaganda-udine4-1.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"458\" \/><p id=\"caption-attachment-36840\" class=\"wp-caption-text\">Un pannello della mostra \u00abBolscevismo senza maschera\u00bb, organizzata dagli occupanti nazisti, inaugurata a Trieste il 29 giugno 1944 e a Udine il 19 luglio. Per un approfondimento, si consiglia: Paolo Ferrari, \u00ab<em>Bolscevismo senza maschera<\/em>. Una mostra nazista del 1944\u00bb, in \u00abItalia contemporanea\u00bb, n. 268-269, luglio-dicembre 2012.<\/p><\/div>\n<p>Sarebbe infatti riduttivo circoscrivere la propaganda nell&#8217;OZAK ai soli articoli di giornale: oltre a un battage fatto di volantini, opuscoli, giornali murali e mostre, parte integrante dell&#8217;azione propagandistica era lo stesso coinvolgimento della popolazione nelle operazioni di recupero, condotte da una squadra di vigili del fuoco di Pola con scorta di Camicie nere e marinai tedeschi. Al fine di scavare il pi\u00f9 possibile il solco tra popolazione e partigiani veniva prestata grande attenzione alla propaganda orale, da attuare reclutando elementi autoctoni. In pratica si incoraggiavano dicerie e leggende.<\/p>\n<p>Cos\u00ec riferiva Lapper in un rapporto inviato a Berlino:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p6\">\u00abNel settore della propaganda attiva si lavora molto con la propaganda orale. Qui io collaboro strettamente con l&#8217;Alto capo delle SS e della polizia, SS-Gruppenf\u00fchrer Roessener-Lubiana e con lo SS-<i>Gruppenf\u00fchrer<\/i> Globotschnigg-Trieste\u00a0 servendomi di agenti di collegamento da una parte per sentire che cosa agita la popolazione e dall&#8217;altra per dare la controparola.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La ricostruzione della morte di Norma Cossetto \u00e8 esemplare in questo senso, soggetta a una vera e propria escalation di dettagli orrorifici accumulatisi ad ogni successivo resoconto.<\/p>\n<p>Fin da subito si diede per certo lo stupro. La fonte sarebbe stata una testimone non identificata che avrebbe assistito di nascosto alla violenza sulla donna.\u00a0Secondo la presunta testimone, Norma sarebbe stata abusata da ben 17 partigiani, numero probabilmente fatto coincidere a posteriori con quanto scritto nell&#8217;articolo del <em>Piccolo<\/em> sull&#8217;esumazione, dove si sosteneva che accanto al corpo fossero stati recuperati 17 berretti partigiani con la stella rossa.<\/p>\n<p>Successivamente si aggiunsero pugnalate ai seni\u00a0e pezzi di legno nella vagina. Di questi atti sadici in punto di morte non furono mai indicati presunti testimoni, nemmeno anonimi. I dettagli truculenti erano comuni nelle dicerie dell&#8217;epoca, ad esempio in quella su <strong>don Angelo Tarticchio<\/strong>, del quale si diceva fosse stato evirato e i genitali gli fossero stati inseriti in bocca. In un articolo di un periodico repubblichino si leggeva del ritrovamento di barche dal fondo ricolmo di viscere umane e sangue, teste senza occhi, corpi sventrati ecc.<\/p>\n<p>Descrizioni splatter mai suffragate da\u00a0una testimonianza\u00a0diretta,\u00a0in linea con la propaganda nazifascista, che tuttavia furono ritenute utili anche dopo la fine del Reich. Il maresciallo dei vigili del fuoco <strong>Armando Harzarich<\/strong>, colui che aveva condotto la squadra addetta ai recuperi dei corpi nel &#8217;43, fu interrogato dagli Alleati a Pola nel luglio del 1945. Pola non era un campo neutro, non in quel momento: allora il porto istriano era una semi-enclave angloamericana in un&#8217;Istria altrimenti tutta in mano titoista. Il discorso pubblico in citt\u00e0 era fortemente orientato in funzione anti-jugoslava, nell&#8217;attesa del Trattato di pace.<\/p>\n<p>Per ogni riesumazione compiuta due anni prima Harzarich forn\u00ec dettagli su nomi e stato delle salme. Ma su Norma Cossetto tacque la sua testimonianza diretta, preferendo invece riferire la vox populi, quella dei pugnalamenti e del pezzo di legno, portando come pezza d&#8217;appoggio l&#8217;articolo del <em>Piccolo<\/em> del 16\/12\/43. Il suo resoconto sullo stato della salma di Norma Cossetto fu divulgato tempo dopo \u2013 riprodotto in nota da una pubblicazione del &#8217;49 a firma Paolo De Franceschi (pseudonimo di\u00a0<strong>Luigi Papo<\/strong>,\u00a0autore con un passato collaborazionista nella Milizia per la Difesa Territoriale) \u2013 e riferiva di un corpo intatto, privo di segni di sevizie.<\/p>\n<div id=\"attachment_36854\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36854\" class=\"wp-image-36854\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/storia_illustrata_1983.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"255\" \/><p id=\"caption-attachment-36854\" class=\"wp-caption-text\">La copertina del n.306 (maggio 1983) di <em>Storia illustrata<\/em>. Nello strillo in alto a destra: \u00abLa verit\u00e0 sulle foibe\u00bb. L&#8217;articolo di Antonio Pitamitz fu subito\u00a0 contestato e smontato da storici e testimoni di quel periodo, ma innesc\u00f2 la ri-narrazione della vicenda di Norma Cossetto, con la progressiva aggiunta di nuovi dettagli, assenti da ogni fonte primaria.<\/p><\/div>\n<p>Molti anni pi\u00f9 tardi, a partire dalla pubblicazione di un articolo di <strong>Antonio Pitamitz<\/strong> sul mensile\u00a0<em>Storia Illustrata<\/em>\u00a0(n.306 del maggio 1983), iniziarono a fioccare dettagli nuovi, che spesso si contraddicevano a vicenda, in un crescendo di fantasie morbose. A rigore, alla riesumazione avevano assistito solo le persone nominate da Harzarich nella sua relazione agli Alleati, mentre lo zio di Norma, <strong>Emanuele Cossetto<\/strong>, fu il familiare convocato per l&#8217;identificazione, eppure, anni dopo, molti altri dichiararono di essere stati presenti e, col pi\u00f9 classico \u00ab<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/rashomon_effect\">Effetto Rashomon\u00bb<\/a>, diedero i resoconti pi\u00f9 disparati.<\/p>\n<p>Vi fu chi dichiar\u00f2 che era stata rinvenuta nuda, chi vestita, chi con la camicia aperta sul petto e la gonna abbassata, chi con un golfino tirolese, chi con le mani libere, con le mani legate con filo di ferro, legate col filo spinato, legate davanti, legate dietro, e il viso era sereno, il viso era tumefatto, il corpo era integro e composto, il corpo era in una posizione innaturale a seguito della caduta, le gambe e le braccia spezzate, con segni di arma da taglio, con ferite riconducibili solo alla caduta e cos\u00ec via, in un proliferare di versioni che dura ancora oggi.<\/p>\n<p>Il corpo di Norma Cossetto era stato definitivamente sottratto alla sua persona per diventare un argomento politico. Anche lo stupro, di cui si cerc\u00f2 di dimostrare l&#8217;evidenza calcando la mano su dettagli sempre pi\u00f9 espliciti, assume un significato particolare. Va detto che in pratica su tutte le (poche) donne rinvenute nelle foibe \u2013 comprese sulle altre due riesumate a Surani, <strong>Ada Riosa<\/strong> e <strong>Maria Valenti<\/strong> \u2013 fu presunta a prescindere la violenza sessuale, quasi che per una donna essa fosse un dettaglio pi\u00f9 grave della stessa morte.<\/p>\n<p>Non va dimenticato che quello nazionalista \u00e8 un discorso essenzialmente maschile\/patriarcale, dove le donne sono una propriet\u00e0 della Patria e il loro ruolo principale \u00e8 la riproduzione della stirpe. La violazione di questa funzione &#8220;sacra&#8221; rappresenta il grado massimo del deturpamento nemico nella simbologia revanscista. Di quest&#8217;uso politico dello stupro da parte del potere patriarcale <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/12\/cultura-dello-stupro\/\">ci siamo occupati qui<\/a>.<\/p>\n<p>Norma Cossetto era iscritta alla facolt\u00e0 di Lettere e filosofia dell&#8217;universit\u00e0 di Padova. L&#8217;ateneo, come ha comunicato alla ricercatrice <a href=\"http:\/\/www.nuovaalabarda.org\/leggi-articolo-il_caso_di_norma_cossetto..php\"><strong>Claudia Cernigoi<\/strong><\/a>, a tutt&#8217;oggi ignora l&#8217;argomento e il titolo di quella che sarebbe dovuta essere la sua tesi. Il titolo \u00abIstria rossa\u00bb e il presunto argomento, inerente la terra istriana \u00abrossa di bauxite\u00bb, fanno la loro prima comparsa nel 1983, nel gi\u00e0 citato articolo di Pitamitz, da pi\u00f9 parti reputato privo di qualunque attendibilit\u00e0. [Lo storico triestino <strong>Galliano Fogar<\/strong> invi\u00f2 alla rivista <a href=\"http:\/\/www.didaweb.net\/fuoriregistro\/leggi.php?a=6977\">un puntuale smontaggio<\/a>, che venne ignorato.]<\/p>\n<p>Risulta che Norma Cossetto fosse allieva del latinista \u2013 e futuro deputato del PCI all&#8217;Assemblea Costituente \u2013\u00a0<strong>Concetto Marchesi<\/strong>, ma non ci sono elementi per affermare che Marchesi avesse accettato di essere il relatore della sua tesi, altra diceria entrata in circolazione dopo l&#8217;articolo di Pitamitz (ma assente persino dall&#8217;articolo stesso).<\/p>\n<p>L&#8217;8 maggio 1949 l&#8217;universit\u00e0 concesse a Norma, con una solenne cerimonia, la laurea ad honorem, con la motivazione ufficiale: \u00abcaduta il 5 ottobre 1943 per la difesa della libert\u00e0\u00bb. Fu una prima trasposizione del simbolo Norma Cossetto da martire per la stampa nazifascista a eroina nella Repubblica nata dalla Resistenza, sullo sfondo della questione di Trieste e dell&#8217;aspra contrapposizione nazionale alla Jugoslavia di Tito, a cui non si sottraeva nemmeno il PCI dopo la rottura Tito-Stalin del 1948.<\/p>\n<p>Le foibe, tuttavia, smisero di essere un argomento spendibile politicamente dopo il memorandum di Londra del 1954, con il riavvicinamento fra Italia e Jugoslavia. La memoria di Norma Cossetto torn\u00f2 a essere un&#8217;esclusiva dei neofascisti e dell&#8217;Unione degli Istriani, che a Norma dedic\u00f2 un&#8217;associazione culturale.<\/p>\n<p>Le cose cambiarono con il nuovo secolo, non solo con l&#8217;istituzione del Giorno del Ricordo, ma anche grazie all&#8217;interessamento dell&#8217;esperto di Shoah <strong>Frediano Sessi<\/strong>. Sempre pi\u00f9 spesso, negli ambienti degli esuli Norma Cossetto venne chiamata \u00abla nostra Anna Frank\u00bb, definizione quantomeno curiosa per la martire di una famiglia che si era convintamente schierata con i nazisti.<\/p>\n<p>Il 9 dicembre 2005 l&#8217;allora presidente <strong>Carlo Azeglio Ciampi<\/strong> confer\u00ec a Norma Cossetto la medaglia d&#8217;oro al merito civile, con la seguente motivazione:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abGiovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Con questo riconoscimento la vicenda di Norma Cossetto sembra staccarsi da un uso esclusivo della destra per entrare nel Pantheon\u00a0bipartisan\u00a0delle \u00abvittime\u00a0innocenti\u00bb,\u00a0degne di essere celebrate per il solo fatto di aver sofferto. Un paradigma vittimario che, fondendosi con la \u00abmemoria condivisa\u00bb, diventa una delle basi pi\u00f9 solide della storia nazionale.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, l&#8217;entrata di Norma Cossetto nelle figure celebrate dalla Repubblica, pi\u00f9 che una forma di riconciliazione, rappresenta un tentativo di egemonia culturale da parte di neo- e post-fascisti, poich\u00e9 da costoro continua a essere rivendicata come loro simbolo. D&#8217;altronde, la medaglia d&#8217;oro fu concessa da Ciampi su richiesta di <strong>Francesco Servello<\/strong>, storico deputato dell&#8217;MSI fin dal 1958. E a Trieste la sua figura continua essere oggetto di celebrazioni da parte della sezione locale di Fratelli d&#8217;Italia. Nel 2014 il locale candidato alle elezioni europee per quel partito dichiar\u00f2: \u00abPuntiamo a rinnovare i fasti della destra triestina ispirandoci a Italo Balbo, Norma Cossetto e Giorgio Almirante\u00bb.<\/p>\n<p>Questa affezione \u00e8 forse determinata dal fatto che tutto quanto ruota attorno alla vita e alla memoria di Norma Cossetto \u00e8 riconosciuto come \u00abfascistissimo\u00bb: i parenti, le amiche, il fidanzato arruolato nella X MAS&#8230; Ma ancora pi\u00f9 probabilmente ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla stessa agiografia del personaggio, che secondo un&#8217;altra leggenda avrebbe seccamente rifiutato un ruolo dirigenziale nel movimento di liberazione offertole al momento del fermo. Di pi\u00f9: lo avrebbe sdegnosamente respinto, inneggiando all&#8217;Italia e al duce in faccia ai partigiani, da qui la loro furia. Di questo botta-e-risposta, per\u00f2, non esiste nessuna testimonianza diretta. \u00c8 solo l&#8217;ennesima diceria nata intorno alla figura di Norma Cossetto, riportata per la prima volta dal solito Pitamitz.<\/p>\n<div id=\"attachment_36886\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/norma_fratelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36886\" class=\"wp-image-36886\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/norma_fratelli.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"495\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36886\" class=\"wp-caption-text\">Manifesto su Norma Cossetto realizzato da Fratelli d&#8217;Italia e Giovent\u00f9 Nazionale a San Severo (Foggia). Il testo \u00e8 <em>interamente<\/em> basato sulle dicerie di cui abbiamo ricostruito la genealogia. Non c&#8217;\u00e8 una sola affermazione che, una volta presa in esame, non risulti totalmente priva di riscontri. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nAncora una volta, dunque, non rinunciamo a porre le domande fondamentali: <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/questo-chi-lo-dice\/\">\u00abQuesto chi lo dice? E perch\u00e9?\u00bb<\/a><\/p>\n<p>Domande che invece Frediano Sessi sembra essersi posto di rado, mentre raccontava la storia di Norma Cossetto nel suo libro\u00a0<em>Foibe rosse<\/em>. Se lo avesse fatto, forse quel libro non esisterebbe, o sarebbe molto diverso. Di certo, non avrebbe avuto un ruolo decisivo nella trasformazione di Norma Cossetto in una \u00abAnna Frank italiana\u00bb, come invece \u00e8 accaduto. Di questo ci occuperemo nella terza e ultima puntata.<a name=\"appendice\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>Ma allora chi \u00e8 stato? E a fare che?<\/strong><\/h4>\n<p>Norma Cossetto viene sempre associata al suo (presunto) stupro, al punto da renderlo quasi un elemento pi\u00f9 importante della stessa uccisione. Le prove addotte, come abbiamo visto, sono quantomeno traballanti: la testimonianza di una sconosciuta e lo stato della salma, sulla quale peraltro i resoconti si contraddicono. Sembra che la violenza sessuale sia un \u201ca priori\u201d incontestabile per una giovane donna italiana rivenuta in una foiba, di cui si sottolinea ossessivamente il bell\u2019aspetto. Le ricostruzioni s\u2019avvitano pi\u00f9 che altro nel cercare di spiegare come questa certezza sia potuta giungere fino a noi, visto che a parte i presunti colpevoli non ci sono testimoni.<\/p>\n<p>La certezza di una violenza sessuale particolarmente efferata \u00e8 legata a doppio filo all\u2019identit\u00e0 dei responsabili, sempre invariabilmente \u201cslavi\u201d, sebbene a tutt\u2019oggi non siano mai stati fatti dei nomi precisi. La prima fonte a insistere sulla \u00abbarbarie balcano-comunista\u00bb come causa della morte, lo abbiamo visto, fu il necrologio pubblicato il 16 dicembre 1943 sul quotidiano \u00abIl Piccolo\u00bb, allora alle dipendenze dirette del ministero di Goebbels. Nell\u2019articolo che rendeva conto delle riesumazioni, nello stesso numero, si diceva che nella foiba sarebbero state rinvenute 17 bustine con la stella rossa. Si riferiva inoltre che i partigiani avrebbero trasferito i prigionieri da Parenzo ad Antignana.<\/p>\n<p>\u00c8 lo zio di Norma, l\u2019ammiraglio\u00a0<b>Emanuele Cossetto<\/b>, a riportare per primo il giorno esatto dell\u2019arresto: 26 settembre 1943 (relazione datata 1\u00b0 marzo 1945), aggiungendo inoltre che la nipote sarebbe stata rilasciata e poi riarrestata tre volte.\u00a0[Aggiornamento: scoperte d&#8217;archivio rivelano che la data esatta \u00e8 il 2 ottobre, si veda <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2024\/04\/fantasy-norma-cossetto-5-cambiare-le-date\/\">la quinta puntata della presente inchiesta<\/a>].\u00a0Dalla sua relazione si viene a conoscenza che i particolari del suo supplizio sarebbero stati estorti a partigiani catturati dai tedeschi. Per molto tempo, fino a quando non spunter\u00e0 la storia della \u00abdirimpettaia nascosta dietro le imposte\u00bb, questa rimarr\u00e0 la giustificazione alla dovizia di dettagli sull\u2019episodio.<\/p>\n<p>Quando il 12 luglio del \u201945 gli Alleati interrogano\u00a0<b>Arnaldo Harzarich<\/b>, capo dei vigili del fuoco reclutati a suo tempo dai tedeschi per il recupero degli infoibati, lui si limita a riferire la vox populi, che sembra cercare di unire i puntini incongrui di questa storia: Norma Cossetto sarebbe stata legata ad un tavolo della caserma dei Carabinieri di Antignana (identificato da Il Piccolo come luogo di detenzione \u00ablogico\u00bb \u2013 data la vicinanza alla foiba di Surani) e qui violentata da ben 17 partigiani \u201cslavi\u201d (i \u00abbalcano-comunisti\u00bb), ovvero il numero delle bustine rinvenute nella foiba secondo \u00abIl Piccolo\u00bb, gettate quindi da ogni singolo stupratore per \u201cfirmare\u201d sprezzantemente il delitto. Un vero e proprio controsenso: la tumulazione dei corpi in una foiba serviva ad occultarli velocemente per evitare le rappresaglie.<\/p>\n<p>Quando nel 1949 l\u2019ex-collaborazionista\u00a0<b>Luigi Papo<\/b>\u00a0pubblica il suo libello\u00a0<em>Foibe<\/em> emergono le prime testimonianze conflittuali sulla salma e sui responsabili, nonch\u00e9 l\u2019unico nome mai fatto fino ad oggi: tale\u00a0<b>Antonio Paizan<\/b>, capo dei partigiani di Antignana. Papo lo qualifica come un doppiogiochista che \u00abtrad\u00ec l\u2019Italia, gli slavi, i tedeschi, gli slavi ancora e da questi, alla fine, fu arrestato per furto\u00bb. Nel testo si allude vagamente a un primo abuso subito da Norma Cossetto proprio da parte di Paizan. Anche qui gli aguzzini sono comunque slavi ma ridotti a 16, poi catturati dai tedeschi su delazione estorta da altri partigiani prigionieri (come riferito da Emanuele Cossetto) dai quali sarebbe venuta \u00abcos\u00ec alla luce la verit\u00e0\u00bb. Costoro sarebbero poi stati rinchiusi nella cappella di Castellier di Visinada a vegliare sulla salma semi-decomposta di Norma Cossetto. Tre partigiani sarebbero impazziti per il rimorso prima di venir tutti falciati dai mitra tedeschi.<\/p>\n<p>La ricostruzione di Papo \u2013 altamente contraddittoria rispetto alle altre \u2013 verr\u00e0 dimenticata e con essa sparir\u00e0 il nome di Antonio Paizan, ma curiosamente il dettaglio dei prigionieri impazziti nella veglia alla salma sar\u00e0 mantenuto nei successivi racconti, a testimonianza di come nella narrazione del martirio di Norma Cossetto vengano selezionati i dettagli pi\u00f9 suggestivi rispetto a quelli pi\u00f9 verosimili.<\/p>\n<p>In teoria dunque i responsabili sarebbero stati presi e trucidati anche se rimanevano ignoti.<\/p>\n<p>Il caso Cossetto viene \u201criaperto\u201d dall\u2019articolo di\u00a0<b>Antonio Pitamitz<\/b>\u00a0del 1983 e da quel momento cominciano a moltiplicarsi le varianti della storia. Nella cronistoria degli arresti sparisce la detenzione a Parenzo per essere sostituita da quella pi\u00f9 vicina a Visignano. I dettagli delle sevizie sarebbero poi stati confessati dalla stessa Norma a una misteriosa donna accorsa in seguito ai suoi lamenti e non dai partigiani catturati. Nella ricostruzione di\u00a0<a href=\"https:\/\/medium.com\/@nicolettabourbaki\/2a5a4ede6725\"><b>Guido Rumici<\/b><\/a>\u00a0del 2002 i particolari dissonanti anzich\u00e9 contraddirsi si sommano, per cui Norma Cossetto sarebbe andata prima a Visignano (volontariamente assieme a un partigiano che conosceva), poi rilasciata dopo le presunte offerte di collaborazione e quindi riarrestata e condotta a Parenzo, infine tradotta ad Antignana per ordine del Comitato Popolare di Liberazione di Parenzo (italiano). I presunti responsabili catturati e poi giustiziati sarebbero stati per\u00f2 solo 6 sui famigerati 17 (tre dei quali impazziti).<\/p>\n<p>Da allora i divulgatori, i parenti pi\u00f9 o meno lontani \u2013 tutti testimoni \u2013 e i cultori vari di Norma Cossetto, come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/#silvestri\"><b>Pierpaolo Silvestri<\/b><\/a>\u00a0e\u00a0<b>Mario Varesi<\/b>, cominciano a moltiplicarsi e con essi si moltiplicano le gi\u00e0 molteplici versioni a seconda dell\u2019estro del narratore, non rendendo certo un buon servigio alla memoria di Norma Cossetto, a prescindere dalle opinioni che si possano avere sulla sua figura. A Frediano Sessi\u00a0<b>Licia Cossetto<\/b>\u00a0dichiara addirittura che l&#8217;omicidio della sorella non avrebbe avuto ragioni politiche ma proprio sessuali e che le presunte profferte dei partigiani rifiutate da Norma sarebbero state \u00abproposte indecenti\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_37165\" style=\"width: 231px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37165\" class=\"wp-image-37165 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/ErminiaDionisBernobi.jpeg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"228\" \/><p id=\"caption-attachment-37165\" class=\"wp-caption-text\">Erminia Dionis Bernobi<\/p><\/div>\n<p>Negli ultimi tempi le commemorazioni vengono officiate da una cugina &#8220;acquisita&#8221;,\u00a0<b>Erminia Dionis Bernobi<\/b>, che dichiara di essere scappata dall&#8217;Istria per aver pubblicamente dato del vigliacco a un uomo che si stava vantando di aver personalmente ucciso Norma Cossetto, fatto che avrebbe deciso di rivelare solo di recente dopo la sua morte. Eppure continuano a mancare i nomi e i cognomi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.diecifebbraio.info\/2012\/01\/il-caso-norma-cossetto\/\"><b>Claudia Cernigoi<\/b><\/a>\u00a0ha addirittura ventilato l&#8217;ipotesi che Norma Cossetto possa essere stata uccisa dai tedeschi assieme ai partigiani. Ci\u00f2 potrebbe giustificare il dettaglio delle bustine rinvenute nella foiba. L\u2019ipotesi non \u00e8 del tutto peregrina: la data della sua uccisione corrisponde in effetti con l\u2019arrivo dei tedeschi nella zona e assieme al suo corpo furono ritrovati dei cadaveri non identificati, peraltro non mancarono casi in cui i nazisti abbiano ucciso sia i carcerieri che i loro prigionieri, sospettati di essere passati dall\u2019altra parte, come avvenne con il podest\u00e0 di Grisignana.<\/p>\n<p>Tuttavia sembra pi\u00f9 logico che Norma Cossetto sia stata uccisa dagli insorti, assieme agli altri prigionieri, per evitare di venir identificati all\u2019arrivo dei tedeschi, che \u00e8 poi quello che Licia Cossetto dichiara di aver fatto con i famosi sei partigiani ammazzati dai tedeschi (senza chiarire se fossero i reali responsabili della morte della sorella).<\/p>\n<p>Rimane il fatto che i colpevoli rimangono a tutt&#8217;oggi ignoti, e forse anche questo dettaglio non \u00e8 casuale: non conoscendo l\u2019identit\u00e0 dei responsabili, i loro moventi e i loro eventuali precedenti, non si pu\u00f2 escludere nemmeno l\u2019ipotesi dello stupro che tuttavia rimane improbabile, specie se Norma Cossetto \u2013 come appare abbastanza chiaro \u2013 fosse stata sotto la custodia dei partigiani, in quella fase letteralmente braccati dai tedeschi.<\/p>\n<p>Sarebbe pertanto corretto ricorrere perlomeno al condizionale quando se ne parla, cosa che non avviene mai: l\u2019impressione \u00e8 che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/12\/cultura-dello-stupro\/\">sia assolutamente \u201cnecessario\u201d dire che Norma fu violentata<\/a>\u00a0\u2013 e da &#8220;slavi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>Fine della seconda puntata (di 3).<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\u2192\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Bibliografia_Norma_Cossetto.pdf\">Scarica la bibliografia usata per scrivere questo articolo (pdf)<\/a>.<\/p>\n<p><strong>N.d.R.<\/strong>\u00a0Lo spazio dedicato ai commenti \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/02\/fantasy-norma-cossetto-3-foibe-rosse\/\">in calce alla terza puntata<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p><b><a href=\"https:\/\/it-it.facebook.com\/BourbakiNicoletta\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-33218\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/riunione_Nicoletta.jpg\" alt=\"Nicoletta Bourbaki\" width=\"200\" height=\"294\" \/><\/a>* Nicoletta Bourbaki<\/b>\u00a0\u00e8 un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete, sulle false notizie a tema storico e sulle ideologie neofasciste, nato nel 2012 durante una discussione su\u00a0<i>Giap<\/i>, il blog di Wu Ming. Ne fanno parte storici, ricercatori di varie discipline, scrittori, attivisti e semplici appassionati di storia. Il nome allude al collettivo di matematici noto con lo pseudonimo collettivo \u00abNicolas Bourbaki\u00bb, attivo in Francia dagli anni Trenta agli anni Ottanta del ventesimo secolo.<br \/>\nIl metodo di lavoro di Nicoletta Bourbaki \u00e8 illustrato nell\u2019ebook\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/questo-chi-lo-dice\/\"><em>Questo chi lo dice? E perch\u00e9?<\/em><\/a>\u00a0(2018). Il gruppo ha all\u2019attivo diverse inchieste \u2013\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/tag\/nicoletta-bourbaki\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pubblicate su\u00a0<i>Giap<\/i><\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/medium.com\/@nicolettabourbaki\">su Medium<\/a>\u2013 sulle manipolazioni neofasciste della Wikipedia in lingua italiana e sui falsi storici in tema di foibe. Tra i vari risultati, ha contribuito a smontare\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/12\/la-foiba-volante-non-esiste\/\">la bufala della cosiddetta \u00abfoiba di Rosazzo\u00bb<\/a>, altrimenti detta \u00abfoiba volante\u00bb.<br \/>\nPer l\u2019edizione on line della rivista\u00a0<em>Internazionale<\/em>, in occasione del Giorno del Ricordo 2017, Nicoletta Bourbaki ha curato lo speciale\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-storia-intorno-alle-foibe-su-internazionale-uno-speciale-sul-giornodelricordo-a-cura-di-nicoletta-bourbaki\/\"><em>La storia intorno alle foibe<\/em><\/a>.<br \/>\nAl momento, Nicoletta Bourbaki, coi suoi ricercatori sparsi in tutta Italia, sta lavorando sui materiali di diversi archivi per ricostruire, per la prima volta in modo storiograficamente sensato e accurato,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/09\/il-caso-giuseppina-ghersi-1\/\">il caso Giuseppina Ghersi<\/a>.<br \/>\nNicoletta Bourbaki \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/nicolettabourbaki.medium.com\/\"><strong>su Medium<\/strong><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tutte le puntate dell&#8217;inchiesta sul caso Norma Cossetto sono qui. [WM: Dopo l&#8217;analisi del film Red Land \/ Rosso Istria, e prima di occuparsi del libro Foibe rosse, il gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki risale a quel che si sa davvero della morte di Norma Cossetto, analizzando le svariate ricostruzioni circolate dall&#8217;immediato dopoguerra fino ad [&hellip;]","protected":false},"author":5356,"featured_media":36893,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1943],"tags":[3453,2035,2357,3886,2359,3872,2252],"class_list":["post-36564","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-inchieste","tag-cultura-dello-stupro","tag-foibe","tag-giorno-del-ricordo","tag-giuseppe-cossetto","tag-nicoletta-bourbaki","tag-norma-cossetto","tag-revisionismo-storico"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Fantasy su Norma Cossetto, 2 | Cosa sappiamo davvero di questa storia?<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Di Norma Cossetto si sa allo stesso tempo pochissimo e troppo. 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