{"id":36461,"date":"2019-01-15T09:08:35","date_gmt":"2019-01-15T08:08:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=36461"},"modified":"2024-10-01T11:47:14","modified_gmt":"2024-10-01T09:47:14","slug":"partigiani-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/01\/partigiani-migranti\/","title":{"rendered":"Partigiani migranti. La Resistenza internazionalista contro il fascismo italiano."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_36543\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36543\" class=\"size-full wp-image-36543\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/2018-04-21_09-45-19_407349.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><p id=\"caption-attachment-36543\" class=\"wp-caption-text\">Lapide nel cimitero partigiano internazionale di Pozza (AP).<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Wu Ming 2<\/strong><\/p>\n<p>Qualche settimana fa, poco prima di Natale, l&#8217;account twitter dell&#8217;<a href=\"https:\/\/twitter.com\/AnpiBrescia\">ANPI Brescia<\/a> ha segnalato l&#8217;ennesimo tentativo di ridurre la Resistenza italiana a un movimento patriottico, bianco e nazionalista.<br \/>\nAncora una volta, ci \u00e8 toccato leggere frasi di questo genere: \u00abA coloro che accostano i #migranti ai #partigiani e che cantano #bellaciao faccio notare che i VERI partigiani (non i #sinistri che s&#8217;atteggiano dell&#8217;#anpi) combattevano per difendere la propria patria!!! E combattevano contro &#8220;l&#8217;invasor&#8221; ovvero lo straniero! E non scappavano!!!\u00bb<br \/>\nGiustamente <a href=\"https:\/\/twitter.com\/AnpiBrescia\/status\/1076391160984334336\">l&#8217;ANPI Brescia ha risposto<\/a>: \u00abI partigiani combattevano contro i fascisti, italiani e stranieri, per la liberazione dell&#8217;Italia dalla dittatura, e i migranti di allora, cio\u00e8 le persone costrette a lasciare il loro Paese (ad esempio dalla guerra), li accoglievano nelle loro file. E non scappavano.\u00bb<\/p>\n<p>Per aiutare a smontare la mistificazione, abbiamo iniziato ad elencare alcuni esempi di quanto la Resistenza sia stata invece multietnica, creola, internazionalista e migrante. Il thread ha avuto una rapida diffusione e molte persone hanno aggiunto notizie e testimonianze familiari sulla partecipazione di \u00abpartigiani stranieri\u00bb alle \u00abnostre\u00bb brigate.<\/p>\n<p>Per questo, abbiamo pensato che potesse essere utile radunare in un post i principali riferimenti reperibili on-line alle <strong>oltre 50 nazionalit\u00e0<\/strong> rappresentate nella Resistenza italiana, e agli italiani che affiancarono i partigiani di altre nazioni. Cos\u00ec, la prossima volta che qualcuno tirer\u00e0 fuori la solita &#8220;bufala sovranista&#8221;, sar\u00e0 sufficiente citare questo post per stroncarla sul nascere.<!--more--><\/p>\n<p>Il caso pi\u00f9 numeroso, pi\u00f9 noto e studiato \u00e8 quello dei <strong><a href=\"http:\/\/www.cnj.it\/PARTIGIANI\/monumenti\/sovietici.htm\">partigiani sovietici<\/a><\/strong>: <a href=\"https:\/\/i.ebayimg.com\/images\/i\/302526505169-0-1\/s-l1000.jpg\">nel primo libro scritto sull&#8217;argomento<\/a>, Mauro Galleni ricav\u00f2 dai ruolini militari la cifra di 4981 combattenti e 425 caduti, che oggi \u00e8 ritenuta sottostimata. Quattro di loro sono insigniti di medaglia d\u2019oro al valor militare: <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/2941\/danijl-varfolomeievic-avdeev\">Danijl Avdeev<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/onorificenze\/insigniti\/13995\">Pore Musolishvili<\/a> (che in realt\u00e0 si chiamava <a href=\"https:\/\/www.eastjournal.net\/archives\/87288\">Mosulishvili<\/a> &#8211; grazie ad Anna Roberti per la segnalazione, nei commenti qui sotto), <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/onorificenze\/insigniti\/311641\">Nicolaj Bujanov<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.memorieincammino.it\/persone\/fedor-andrianovic-poletaev\/\">F\u00ebdor Poletaev<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-36513\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1200px-\u041f\u043e\u043b\u0435\u0442\u0430\u0435\u0432..jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"354\" \/><\/p>\n<p>Dopo la scomparsa dell&#8217;Unione Sovietica, ulteriori studi hanno indagato pi\u00f9 nel dettaglio la partecipazione alla resistenza italiana di <strong>ucraini<\/strong> (<a href=\"http:\/\/resistenzatoscana.org\/monumenti\/cavriglia\/cippo_a_bujanov\/\">come lo stesso Bujanov<\/a>), <strong>georgiani<\/strong> (<a href=\"https:\/\/ka.wikipedia.org\/wiki\/%E1%83%A4%E1%83%9D%E1%83%A0%E1%83%94_%E1%83%9B%E1%83%9D%E1%83%A1%E1%83%A3%E1%83%9A%E1%83%98%E1%83%A8%E1%83%95%E1%83%98%E1%83%9A%E1%83%98\">come Musolishvili<\/a>), <strong><a href=\"http:\/\/www.sandrotetieditore.it\/project\/mikhail-talalay-dal-caucaso-agli-appennini-gli-azerbaigiani-nella-resistenza-italiana\/\">azeri<\/a><\/strong>\u00a0(come\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giuseppevergara.com\/mikhajlo-e-ivan\/\">Mehdi Huseynzade<\/a> &#8211; attivo nella zona di Trieste &#8211; e <a href=\"http:\/\/www.visions.az\/en\/news\/596\/7b3b66c0\/\">Nuri Aliyev<\/a> &#8211; che spos\u00f2 la partigiana bolognese <a href=\"https:\/\/www.storiaememoriadibologna.it\/negrini-gina-501784-persona\">Gina Negrini<\/a>). E ancora <strong>armeni<\/strong> (come <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=1168\">Babasian Armenak<\/a>), <strong>lettoni<\/strong> (come <a href=\"http:\/\/intranet.istoreto.it\/partigianato\/dettaglio.asp?id=26464\">Vasilij Corimiachi<\/a>), <strong>kazaki<\/strong> (come <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=20644\">Vago Ieblegan<\/a>), <strong>bielorussi<\/strong> (come <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=34680\">Ignatij Selvanovi\u010d<\/a>), <strong>daghestani<\/strong> (come <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=20669\">Imir Sakhaio<\/a>).<\/p>\n<p>Erano sovietici anche i cosiddetti &#8220;<strong>mongoli<\/strong>&#8221; che si unirono alle brigate partigiane &#8211; per esempio la &#8220;<a href=\"http:\/\/old.anpiginolombardiversilia.it\/documenti\/Dalla%20Versilia%20a%20Sarzana.pdf\">Cacciatori delle Apuane<\/a>&#8220;, in Versilia. In alcuni casi si trattava di prigionieri dei tedeschi internati in Italia e in altri di disertori della <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=297&amp;ricerca=241&amp;lang=en\">162\u00aa Divisione &#8220;Turkistan&#8221;<\/a> della Wehrmacht, formata da soldati azeri e dell&#8217;Asia centrale russa. Alcuni di loro, quando tornarono in URSS dopo la guerra, furono puniti per essersi arruolati nell&#8217;esercito nazista, a prescindere dal loro successivo &#8220;ravvedimento partigiano&#8221;, come racconta <strong>Catia Giaconi<\/strong> &#8211; figlia di una partigiana pisana e di un azero confinato in Siberia &#8211; <a href=\"http:\/\/www.istorecolivorno.it\/pubblicazioni\/catia-giaconi-buriazia-ets-pisa-2013\/\">nel suo romanzo <em>Buriazia<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>Di un&#8217;altra nazione che non \u00e8 pi\u00f9 nazione &#8211; la <strong>Jugoslavia<\/strong> &#8211; \u00e8 ben noto il contributo alla resistenza italiana, ma il primo studio davvero completo \u00e8 stato il libro di <strong>Andrea Martocchia<\/strong>,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.odradek.it\/Schedelibri\/partigianijugoslavi.html\">I partigiani jugoslavi nella Resistenza italiana<\/a>\u00a0<\/em>(Odradek, 2011). Il volume \u00e8 completato da <a href=\"http:\/\/www.partigianijugoslavi.it\">un sito<\/a> con moltissime informazioni aggiuntive. Martocchia calcola che i caduti jugoslavi in Italia &#8211; in battaglia o per via del loro antifascismo &#8211; furono 175. Tra le tante formazioni nelle quali combatterono questi partigiani, una menzione particolare\u00a0 merita l&#8217;<strong>ISLAFRAN<\/strong>,\u00a0 brigata composta da Italiani, SLAvi e FRANcesi, che oper\u00f2 nelle Langhe e la cui storia \u00e8 stata ricostruita grazie al lavoro di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/EzioZubbiniIslafran\/\">Ezio Zubbini<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/0MtXQTvyyPc\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Anche per la ex-Jugoslavia abbiamo trovato esempi di partigiani provenienti dalle diverse nazionalit\u00e0 che un tempo costituivano la repubblica federale: <strong>croati<\/strong> come <a href=\"https:\/\/www.storiaememoriadibologna.it\/kitarovic-vinka-508418-persona\">Vinka Kitarovi\u010d<\/a>, nativa di Sibenik; <strong>sloveni<\/strong> come <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rado_Bordon\">Rado Bordon<\/a>, <strong>bosniaci<\/strong> come <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=12310\">Etel Josef<\/a>, <strong>serbi<\/strong> come <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=4267\">Mihailo Bjelakevic<\/a>, <strong>montenegrini<\/strong> come <a href=\"https:\/\/anpiperugia.noblogs.org\/post\/2010\/11\/27\/milan-tomovic\/\">Milan Tomovi\u0107<\/a>. Ci manca un macedone, ma contiamo di trovarlo presto.<\/p>\n<p>Va ricordato, inoltre, che <a href=\"http:\/\/www.resistenzapp.it\/eventi.php?Id=70\">il primo gruppo partigiano italiano<\/a> &#8211; il \u00abdistaccamento Garibaldi\u00bb, sulle Prealpi Giulie &#8211; naque nel marzo 1943 in sostegno ai reparti sloveni della resistenza armata jugoslava, che fu in qualche modo la &#8220;matrice&#8221;, l&#8217;esempio al quale si ispirarono i ribelli italiani.<\/p>\n<p>Sempre restando alle nazioni che non esistono pi\u00f9 sulla mappa, anche ai partigiani della <strong>Cecoslovacchia<\/strong> che combatterono in Italia sono stati dedicati diversi studi e in particolare <a href=\"http:\/\/www.jacabook.it\/ricerca\/schedalibro.asp?idlibro=192\">un libro<\/a>. I loro nomi &#8211; ma a volte nemmeno quelli &#8211; compaiono tra le vittime delle stragi nazifasciste di <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=5052\">Cercina<\/a> (FI), <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=1040\">Susa<\/a> (TO), <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=2605\">Anzola d&#8217;Ossola<\/a> (VB). Ad Argenta (FE) c&#8217;\u00e8 una via intitolata a <a href=\"http:\/\/www.pam.epocha.sk\/index.php\/zahorie\/okres-myjava\/824-juraj-basnar-1922-1945-tura-luka\">Juraj Ba\u0161n\u00e1r<\/a>, <strong>slovacco<\/strong>, morto in uno scontro con l&#8217;esercito tedesco nelle Valli di Comacchio, mentre in provincia di Imperia, partecip\u00f2 alla resistenza il <strong>ceco<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=17436\">Vladislav Hana<\/a>.<\/p>\n<p>Numerosa e documentata \u00e8 anche la presenza in Italia di <a href=\"http:\/\/www.italia-resistenza.it\/wp-content\/uploads\/ic\/RAV0068570_1967_86-89_09.pdf\">partigiani <strong>polacchi<\/strong><\/a>: <a href=\"http:\/\/www.isrecsavona.it\/pubblicazioni\/quaderni\/numero-1\/wygoda.pdf\">Hermann Wygoda<\/a>, ingegnere ebreo, reclutato a forza nella <a href=\"http:\/\/lavoroforzato.topografiaperlastoria.org\/temi.html?id=6&amp;cap=25&amp;l=it\">TODT<\/a>, divent\u00f2 il &#8220;comandante Enrico&#8221; della 4\u00aa Brigata e poi delle divisione &#8220;Gin Bevilacqua&#8221;, in provincia di Savona; Mieczyslaw Bogarki diresse la squadra <em>Mietek<\/em>, nel reggiano; Borian Frejdrik <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=2133\">venne fucilato a La Storta<\/a>, subito fuori Roma, dai nazisti in fuga dalla capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qeWAamLFK-M\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Nello stesso frangente mor\u00ec anche <a href=\"http:\/\/anpi.it\/media\/uploads\/patria\/2009\/8\/29-32_LOMBARDI.pdf\">Gabor Adler<\/a>,\u00a0<strong>ungherese,\u00a0<\/strong>volontario dell&#8217;esercito britannico e agente dello Special Operations Executive. Come ungherese era <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/2303\/simone-teich-alasia\"><strong>Simone Teich Alasia<\/strong><\/a>, nato a Budapest e laureato in medicina a Torino, organizzatore dell&#8217;ospedale partigiano di Richiardi (TO).<\/p>\n<p>Un altro caso noto agli storici, ma ben poco ricordato nella <em>vulgata,\u00a0<\/em>\u00e8 quello dei <a href=\"https:\/\/www.rosalux.de\/fileadmin\/rls_uploads\/pdfs\/175Brieger.pdf\">disertori della Wermacht<\/a>,\u00a0 soprattutto <strong>tedeschi,\u00a0<\/strong><strong>austriaci, <\/strong>cecoslovacchi e<strong> olandesi\u00a0<\/strong>che si unirono alle brigate partigiane. Uomini come <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/1957\/rudolf-jacobs\">Rudolf Jacobs<\/a>, che mor\u00ec nell&#8217;assalto alla caserma delle Brigate Nere di Sarzana (SP), alla testa di 12 partigiani travestiti da soldati del Reich. O come il marconista <a href=\"https:\/\/resistenza.de\/deutsche-deserteure-in-der-resistenza\/\">Hans Schmidt<\/a>, ucciso ad Albinea (RE), insieme ad <a href=\"https:\/\/www.antiwarsongs.org\/canzone.php?lang=it&amp;id=40904\">altri quattro commilitoni<\/a>, durante un&#8217;azione di &#8220;tradimento&#8221;. Tra la Carnia e l&#8217;Austria, i disertori dell&#8217;esercito tedesco costituirono addirittura un intero battaglione, il &#8220;<a href=\"http:\/\/www.storiastoriepn.it\/partigiani-tedeschi-tra-friuli-ed-austria-il-battaglione-garibaldi-freies-deutschland\/\"><strong>Freies Deutschland Battalion<\/strong><\/a>&#8220;, inserito nella Brigata Garibaldi Carnia, con il commissario politico Gino Unfer &#8220;Vesuvio&#8221; &#8211; italiano di madrelingua tedesca, originario di Paluzza (UD).<\/p>\n<p>Un giovane ufficiale medico austriaco, disertore della Luftwaffe, contribu\u00ec a curare i feriti dell&#8217;<strong>infermeria partigiana di Bologna<\/strong>, in via Duca d&#8217;Aosta 77, e mor\u00ec insieme ai suoi pazienti &#8211; tra i quali un disertore olandese e un partigiano sovietico &#8211; quando il luogo venne <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/wp-content\/uploads\/schede\/POLIGONO%20DI%20TIRO%20BOLOGNA%2013.12.1944.pdf\">scoperto e attaccato dai fascisti<\/a>. Nella lapide che ricorda l&#8217;eccidio, le vittime di nazionalit\u00e0 estera vengono definite, con un ossimoro illuminante, &#8220;patrioti stranieri&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-36503 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/10-5.jpg\" alt=\"\" width=\"528\" height=\"441\" \/><\/p>\n<p>Sempre nella zona di Bologna, partecip\u00f2 alla resistenza con la Brigata &#8220;Bolero&#8221;\u00a0<strong>Wilhelm Beckers<\/strong> detto Willy, forse il pi\u00f9 conosciuto tra i disertori di origine olandese, grazie al suo libro di memorie, scritto direttamente in italiano:<em><a href=\"https:\/\/www.wienzeile.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Beckers-_-Banden-Waffen-Raus.pdf\"> Banden! Waffen Raus!<\/a> <\/em>(Edizioni Alfa, Bologna, 1965).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/intranet.istoreto.it\/partigianato\/dettaglio.asp?id=81941\">Caj Sorensen<\/a>, <strong>danese<\/strong>, fu arruolato nella marina tedesca dopo l&#8217;invasione nazista della Danimarca. Spedito a combattere nel Mediterraneo, disert\u00f2, si un\u00ec ai partigiani della 7\u00aa divisione Vigan\u00f2 e pi\u00f9 tardi alla <a href=\"http:\/\/antoniomartino.altervista.org\/storia01.pdf\">missione alleata &#8220;Indelible&#8221;<\/a>, sulle montagne tra Alessandria e Savona. Dopo la guerra spos\u00f2 una ragazza savonese e torn\u00f2 a vivere con lei nel suo paese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-36516\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/australiani_fronte_f.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"286\" \/>Un altro capitolo importante della &#8220;resistenza internazionalista&#8221; \u00e8 quello dei <strong>Prisoners Of War (POW)<\/strong> degli eserciti alleati. La maggior parte fugg\u00ec dai campi di prigionia dopo la caduta del fascismo e l&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre 1943. Molti riuscirono a nascondersi grazie all&#8217;aiuto della popolazione e a mettersi in contatto, dopo lunghe peripezie, con i propri eserciti di appartenenza. Altri si aggregarono ai partigiani e combatterono per diversi mesi con gli irregolari.<\/p>\n<p>L&#8217;ormai centenario\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.abc.net.au\/news\/2017-12-09\/war-veteran-celebrates-100th-birthday\/9243592\">Bill Rudd<\/a><\/strong>, australiano, <a href=\"http:\/\/www.anzacpow.com\/intro\">nel suo sito<\/a> dedicato ai soldati <strong>neozelandesi<\/strong> e <strong>australiani<\/strong> che combatterono in Europa, sostiene che 55 di loro lo fecero insieme ai partigiani. Uno di essi, <strong>Ian Sproule<\/strong>, ha scritto un libro dedicato ai\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.baimaronchetti.it\/prodotto\/partigiani-australiani-nel-biellese\/\">Partigiani australiani nel biellese<\/a>,\u00a0<\/em>tradotto in italiano\u00a0dagli studenti della classe 5B del Liceo Scientifico &#8220;A. Moro&#8221; di Rivarolo Canavese, nell&#8217;anno scolastico 2016-2017. <a href=\"http:\/\/www.storia900bivc.it\/pagine\/memoguerra\/webster189.html\">La testimonianza di Malcolm R. Webster<\/a>, anche lui australiano, \u00e8 invece apparsa su\u00a0<em>L&#8217;impegno<\/em>, a. IX, n. 1, aprile 1989. Jack Lang, Frank Gardner, Bob Smith, Pat Moncur, Dave Russell &#8211; tutti dalla Nuova Zelanda &#8211; hanno raccontato la loro esperienza di guerriglia al confine tra Italia e Yugoslavia in <a href=\"https:\/\/www.nzherald.co.nz\/nz\/news\/article.cfm?c_id=1&amp;objectid=150617\">un lungo articolo del NZ Herald<\/a> e nel libro di F. N. Millar, <a href=\"https:\/\/www.mcleodsbooks.co.nz\/p\/nz-military-signor-kiwi-saga-the\"><em>The &#8220;Signor Kiwi&#8221; saga<\/em><\/a> (1993).<\/p>\n<p>Per restare in ambito anglosassone, del tutto diversa \u00e8 la vicenda di <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/1528\/mary-rose-evelyn-cox\"><strong>Mary Cox<\/strong>,<\/a> nata a Firenze da genitori <strong>scozzesi<\/strong>, collaboratrice del CLN, arrestata dalla &#8220;banda Carit\u00e0&#8221;, torturata a Villa Triste e quindi lasciata cadavere in via di Capornia. Sorte meno definitiva, ma forse ancor pi\u00f9 tragica, tocc\u00f2 quasi vent&#8217;anni prima a un&#8217;altra antifascista, l&#8217;<strong>irlandese<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.enciclopediadelledonne.it\/biografie\/violet-gibson\/\"><strong>Violet Gibson<\/strong><\/a>, che il 7 aprile 1926 spar\u00f2 in faccia a Benito Mussolini, riuscendo solo a ferirlo in maniera lieve. Di tutti gli attentati contro Mascellone, il suo fu senz&#8217;altro quello pi\u00f9 prossimo al successo. Morir\u00e0 nel manicomio di Northampton, dopo trent&#8217;anni di internamento.<\/p>\n<p>Ci sono poi molti casi di <strong>britannici\u00a0<\/strong>&#8211; come <a href=\"https:\/\/www.bbc.co.uk\/history\/ww2peopleswar\/stories\/41\/a2001141.shtml\">George E. Evans <\/a>&#8211; che imbracciarono le armi a fianco dei partigiani italiani, oppure di\u00a0<strong>irlandesi\u00a0<\/strong>come Samuel Boone Conley, che <a href=\"http:\/\/www.istitutocervi.it\/2014\/09\/16\/la-storia-dei-cervi\/\">venne catturato insieme ai fratelli Cervi<\/a> e a due POW <strong>sudafricani<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche questi ultimi sono ben rappresentati nelle file della Resistenza, come dimostra <a href=\"http:\/\/anpi.it\/media\/uploads\/patria\/2005\/8\/25-27_MARCHETTI.pdf\">la storia di Mich Bryant e Desmond Ford<\/a>, attivi nella zona di Feltre (BL), e ancor pi\u00f9 quella dei 10 sudafricani aggregati come reparto autonomo alla Brigata Italia Libera Campo Croce e\u00a0uccisi nella <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=4991\">strage di Carpan\u00e9 San Nazario<\/a> (VC). Nello stesso episodio perse la vita anche Miramat Shah, soldato\u00a0<strong>indiano<\/strong> dell&#8217;Indian Army e &#8220;partigiano alleato&#8221;.<\/p>\n<p>Abbiamo trovato notizie on line anche di altri due partigiani di nazionalit\u00e0 indiana: uno \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.storiaememoriadibologna.it\/sad--508935-persona\">Sad<\/a> &#8211; il sikh con tanto di turbante che si aggreg\u00f2 alla brigata &#8220;Stella Rossa&#8221; del comandante Lupo &#8211; mentre l&#8217;altro pare si chiamasse <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=1793\">Bakhtiar Rana<\/a>, nome di battaglia &#8220;<a href=\"http:\/\/ricerca.gelocal.it\/messaggeroveneto\/archivio\/messaggeroveneto\/2007\/03\/21\/PN_05_PNE2.html\">Nobile<\/a>&#8220;, torturato e fucilato a Ponte di Corva (PN). Di lui, i fascisti pordenonesi scrissero che la sua fine stava &#8220;a\u00a0dimostrare all&#8217;ineffabile signor Roosvelt che quella accozzaglia di razze inferiori da lui inviate in Europa (&#8230;) \u00e8 destinata a finire cos\u00ec miseramente&#8221;.<\/p>\n<div id=\"attachment_36505\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36505\" class=\"wp-image-36505\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Sad.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"462\" \/><p id=\"caption-attachment-36505\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;indiano Sad della Brigata &#8220;Stella Rossa&#8221;<\/p><\/div>\n<p>Prigionieri di guerra britannici, fuggiti dai campi fascisti, combatterono anche nel maceratese, e in particolare nel battaglione &#8220;Mario&#8221;, sul Monte San Vicino. &#8220;A very mixed bunch&#8221;, lo defin\u00ec <a href=\"https:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/obituaries\/military-obituaries\/army-obituaries\/7369988\/Maj-Gen-John-Cowtan.html\">il maggior generale John Cowtan<\/a>, che si trov\u00f2 in compagnia di russi, jugoslavi, italiani, polacchi,\u00a0<strong>somali ed etiopi\u00a0<\/strong>(come abbiamo gi\u00e0 raccontato <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/carlo-abbamagal-e-i-cinquanta-delloltremare\/\">qui<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/02\/partigiani-africani-a-macerata\/\">qui<\/a>)<\/p>\n<p>Su Giap, abbiamo ribattezzato questi partigiani provenienti dalle colonie italiane &#8220;Liberatori d&#8217;Oltremare&#8221;, e per quanto il loro sia un caso piuttosto raro, non smettiamo di trovarne: a parte l&#8217;ormai famoso <a href=\"http:\/\/www.razzapartigiana.it\"><strong>Giorgio Marincola<\/strong><\/a>, italo-somalo, ci sono infatti\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gandino.it\/news\/il-tripolino-partigiano-a-11-anni\"><strong>Italo Caracul<\/strong><\/a>, un ragazzino <strong>libico<\/strong> di 11 anni, portato in Italia dai militari del reggimento &#8220;Sabrata&#8221;, di ritorno dalla campagna d&#8217;Africa, che entr\u00f2 nella Resistenza dalle parti di Gandino (BG), e <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=34302\">Brahame Segai<\/a>, partigiano <strong>eritreo<\/strong>\u00a0della\u00a0175\u00aa Brigata Garibaldi Sap Guglielmetti, in Liguria. Di lui purtroppo non sappiamo altro, ma conosciamo invece la vicenda di <a href=\"http:\/\/www.centrostudiustica.it\/images\/PDF\/pdf-copertine-rivista-lettera\/Lettera-N.-17-18-Anno-VI-Agosto-Dicembre-2004\/L17-18_Conf_menghistu_Lenci.pdf\"><strong>Isahac Menghistu<\/strong><\/a>, studente di Ingegneria all&#8217;Universit\u00e0 di Roma e unico eritreo a sperimentare il confino fascista, nel 1936, prima a Ustica e poi a Ventotene, per &#8220;aver esternato accaniti sentimenti antitaliani&#8221;, arrivando a gioire per la decapitazione del tenente Tito Minniti durante la guerra d&#8217;Etiopia.<\/p>\n<div id=\"attachment_36520\" style=\"width: 560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36520\" class=\"size-full wp-image-36520\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/4111-image_1.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"348\" \/><p id=\"caption-attachment-36520\" class=\"wp-caption-text\">Italo Caracul, detto &#8220;Il tripolino&#8221;<\/p><\/div>\n<p>Non lontani dal Dodecaneso italiano, erano nati i <strong>ciprioti<\/strong> greci\u00a0<a href=\"http:\/\/www.pietredellamemoria.it\/pietre\/cimitero-partigiano-internazionale-di-pozza-acquasanta-terme\/\">Gregorio Kondaxis e Giorgio Vreteas<\/a>, caduti in <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/wp-content\/uploads\/schede\/Pozza,%20Pito,%20Umito,%20San%20Martino,%20Acquasanta%20Terme,%2011.03.1944.pdf\">combattimento ad Acquasanta Terme (AP)<\/a>, insieme a inglesi, jugoslavi, italiani e allo\u00a0<strong>statunitense\u00a0<\/strong>Lawrence Parker.<\/p>\n<p><strong>Greco\u00a0<\/strong>era pure il partigiano &#8220;Aristotele&#8221;, <a href=\"https:\/\/storiedimenticate.wordpress.com\/2012\/08\/06\/anzola-dossola-no-6-agosto-1944\/\">morto ad Anzola d&#8217;Ossola<\/a> il 6 agosto &#8217;44, mentre sulle montagne del piacentino, a Costalta di Pecorara, aveva la sua base la <a href=\"https:\/\/www.gracpiacenza.com\/gli-inizi-del-movimento-partigiano-in-val-tidone.html\">&#8220;banda del Greco&#8221;<\/a>, un gruppo di una trentina di ex-prigionieri greci, fuggiti dal castello di Rezzanello e guidati dal sergente <strong>Andrea Spanoyannis<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/resistenzatoscana.org\/monumenti\/civitella_in_val_di_chiana\/cippo_dell_eccidio_di_cornia\/\">Nel cippo che ricorda la strage di Cornia<\/a> (Civitella Val di Chiana &#8211; AR) \u00e8 nominato &#8220;Asbi &#8211; patriota <strong>albanese<\/strong>&#8220;, mentre nei <a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwj2sPiLj9zfAhViMOwKHeafBtsQFjAAegQICBAC&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.comune.civitella-in-val-di-chiana.ar.it%2Fupload%2Ffiles%2Fcartella7_interrogatorio_scmhalz.pdf&amp;usg=AOvVaw10ucca77wNNzKmNSTdOnHe\">verbali del procedimento<\/a> contro il generale Wilhelm Schmalz- accusato di quell&#8217;eccidio &#8211; compare il nome dell&#8217;albanese Harbi Dushmi (che diventa Ismail Harbi e Hasbi Ismaili nell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/wp-content\/uploads\/schede\/CIVITELLA%20IN%20VAL%20DI%20CHIANA%2029.06.1944.pdf\">Atlante delle Stragi Nazifasciste<\/a>).<\/p>\n<div id=\"attachment_36521\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Lapide_Castelluccio-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36521\" class=\"wp-image-36521\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Lapide_Castelluccio.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"293\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36521\" class=\"wp-caption-text\">Nella lapide, il misterioso Paolo Monsatard \u00e8 in realt\u00e0 il francese Paul Henri Moscard. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Se si trovasse anche un cinese di <strong>Tianjin<\/strong> avremmo almeno un partigiano da ciascuno dei territori occupati dagli italiani, dall&#8217;Unit\u00e0 fino alla seconda guerra mondiale. Compresa la Francia, dato che <strong>francesi <\/strong>erano i ribelli della gi\u00e0 citata brigata ISLAFRAN, e molti altri se ne potrebbero citare: <a href=\"https:\/\/www.storiaememoriadibologna.it\/moscard-paul-henri-508668-persona\">Paul Henri Moscard<\/a>, detto &#8220;il francesino&#8221;, disert\u00f2 dall&#8217;esercito tedesco e difese la repubblica partigiana di Montefiorino (MO); Robert Hayden (o piuttosto Houdin), mor\u00ec in seguito alle ferite riportate durante <a href=\"http:\/\/www.regione.toscana.it\/storiaememoriedel900\/eccidi-nazifascisti\/geografia\/siena\/-\/asset_publisher\/zN6cEUxL1Vrl\/content\/comune-di-monticiano-si-;jsessionid=E15FB5E8FB13FEA9A84535274724E043.web-rt-as01-p1\">il rastrellamento di Monte Quoio (SI)<\/a>. Militava nell&#8217;esercito francese anche il <strong>marocchino<\/strong> Joseph Besonces, ex-prigioniero di guerra diventato partigiano, <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=2161\">morto a Nocera Umbra (PG) nell&#8217;aprile &#8217;44<\/a>.<\/p>\n<p>Di <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=14255\">Amkonop Fublapucs<\/a>, sappiamo soltanto che era <strong>bulgaro<\/strong>, che il suo nome di battaglia era <em>Tortori<\/em> e che fece parte, dal 28 gennaio 1945, della 117\u00aa Brigata SAP &#8220;Jori&#8221;, operante in Val Polcevera (GE).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=30000\">Dimitri Popescu<\/a> detto &#8220;Bucarest&#8221;, <strong>rumeno<\/strong>, fu vicecomandante di distaccamento nella brigata &#8220;Pio&#8221; della Divisione Garibaldi &#8220;Mingo&#8221;, che operava sulle alture tra Genova e Alessandria.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/memoria.provincia.ar.it\/biografie\/morton_perez.asp\">Morton Perez<\/a>, conosciuto come <strong>messicano <\/strong>(ma forse era un ispano-americano degli Stati Uniti), partigiano della &#8220;Francini&#8221;, mor\u00ec <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=3193\">il 3 giugno &#8217;44 a Condotto di Sansepolcro (AR)<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/camp59survivors.com\/2008\/06\/14\/the-partisan-from-brooklyn\/\">Manuel Serrano<\/a>, <strong>portoricano<\/strong> di Brooklyn, cittadino statunitense, fugg\u00ec dal campo 59 di Servigliano (FM) e si un\u00ec ai partigiani (come i suoi <a href=\"https:\/\/camp59survivors.com\/list-of-camp-59-prisoners\/\">compagni di prigionia<\/a> Robert Dickinson, inglese, e Joseph Maly, dall&#8217;Illinois &#8211; grazie a <strong>Matteo Petracci<\/strong> per la segnalazione). Dopo la guerra, Serrano si stabil\u00ec a Roma e recit\u00f2 <a href=\"https:\/\/www.imdb.com\/name\/nm0784834\/?ref_=fn_al_nm_1\">in una quindicina di film<\/a> (<em>Sotto a chi tocca, Tot\u00f2 a colori, Quella sporca storia nel west&#8230;<\/em>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pendragon.it\/libro.do?id=2388\">Carlos Collado Martinez<\/a>, <strong>costaricano<\/strong>, laureato in medicina all&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, collabor\u00f2 alla cura dei feriti partigiani e nell&#8217;estate del &#8217;44 si mise in contatto con la 63\u00aa Brigata &#8220;Bolero&#8221;. Catturato dai nazisti fu impiccato e fucilato nella <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=5129\">strage del cavalcavia di Casalecchio di Reno (BO)<\/a>.<\/p>\n<p>Dall&#8217;America Latina arrivava anche il partigiano &#8220;Zama&#8221;, attivo in Val Varaita (CN) e comandante della 15\u00aa Brigata Garibaldi &#8220;Saluzzo&#8221;. <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/467\/antonio-giolitti\" rel=\"nofollow\">Antonio Giolitti<\/a> lo ricorda come Eduardo Zamacois, &#8220;di<strong> cittadinanza ecuadoriana<\/strong>&#8220;. <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/2\/emanuele-artom\" rel=\"nofollow\">Emanuele Artom<\/a> scrive <a href=\"https:\/\/www.omeka.unito.it\/omeka\/files\/original\/d0264d2e5dc3b5a9fd66fa6ace6b36c8.pdf#page=144\" rel=\"nofollow\">nel suo diario<\/a> che &#8220;nacque in Ecuador, venne a studiare a Genova, lavor\u00f2 come giornalista in Francia, poi nella Legione Straniera in Africa, poi paracadutista per l&#8217;Inghilterra&#8221;. Altre fonti &#8211; tra le quali due processi nel Dopoguerra &#8211; lo battezzano Eduardo Zappata, nato a Guayaquil (Ecuador), oppure in Colombia&#8230; Di lui parla estesamente Giovanni De Luna, <i>La Resistenza perfetta<\/i>, Feltrinelli, 2015.<br \/>\nMa se si cerca sul sito dell&#8217;ISTORETO, nell&#8217;archivio del partigianato piemontese, non si trovano combattenti nati in Ecuador. <a href=\"http:\/\/intranet.istoreto.it\/partigianato\/dettaglio.asp?id=90773\" rel=\"nofollow\">Eduardo Zamacois &#8220;Zama&#8221;<\/a> risulta invece <strong>colombiano<\/strong>, come <a href=\"http:\/\/intranet.istoreto.it\/partigianato\/dettaglio.asp?id=30811\" rel=\"nofollow\">Jos\u00e9 Delgado<\/a>, del quale per il momento non sappiamo nulla (Grazie a Lorenzo Teodonio per la dritta sul comandante Zama).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=24650\">F. Abdon Miranda<\/a>, detto Tinico, <strong>peruviano<\/strong>, venne fucilato a Seborga (IM) il 9 settembre &#8217;44. Di lui sappiamo che mor\u00ec insieme a due giovani partigiane italiane, le sorelle Carmen e Gioconda Manassero, nate nella sua stessa citt\u00e0 &#8211; il porto di Callao. Forse si trattava di un domestico, o di un amico, che segu\u00ec la famiglia Manassero al suo rientro in Italia?<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 misteriosa \u00e8 la figura di <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/partigiano.php?RicercaID=11934\">Nicol\u00f2 Do Rosario<\/a>, <strong>portoghese di Capo Verde<\/strong><strong>,\u00a0<\/strong>partigiano dal 20 aprile &#8217;45, morto solo quattro giorni dopo, durante la Liberazione di Genova.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giuseppe_Maiani\">Giuseppe Maiani<\/a>, comunista <strong>sanmarinese<\/strong>, fu staffetta della 5\u00aa Brigata Garibaldi in Montefeltro. Due suoi connazionali, Claudio Canti e Vittorio Ghiotti, sono ricordati nella\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.pietredellamemoria.it\/pietre\/in-ricordo-dei-partigiani-stranieri-caduti-per-la-liberta-e-riconosciuti-come-cittadini-onorari-di-genova\/\">lapide per i 50 partigiani stranieri, caduti per la liberazione di Genova<\/a> e dichiarati cittadini onorari della citt\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_36522\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36522\" class=\"wp-image-36522\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/MIrko-levak.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"271\" \/><p id=\"caption-attachment-36522\" class=\"wp-caption-text\">Emilio &#8220;Mirko&#8221; Levak<\/p><\/div>\n<p>Concludiamo questa prima scorribanda citando alcuni partigiani italiani che mettono ulteriormente in crisi l&#8217;idea di una resistenza bianca, italofona e nazionalista: ad esempio <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/723\/alessandro-sinigaglia\"><strong>Alessandro Sinigaglia<\/strong><\/a>, figlio di David &#8211; ebreo mantovano &#8211; e dell&#8217;afroamericana Cynthia White, oppure i tre sinti uccisi al <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=3476\">Ponte dei Marmi di Vicenza<\/a>, o il battaglione sinto dei &#8220;<a href=\"http:\/\/sucardrom.blogspot.com\/2014\/04\/liberazione-sinti-e-rom-partigiani.html\">Leoni di Breda Solini<\/a>&#8220;, attivi nella pianura tra Reggio e Mantova, o ancora<strong> <a href=\"http:\/\/sucardrom.blogspot.com\/2010\/12\/mirko-levak-e-taro-debar-scomparsi-due.html\">Emilio &#8220;Mirko&#8221; Levak<\/a><\/strong>, rom kalderash, fuggito da Birkenau e diventato partigiano, come <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/eventi\/2399\/partigiani-rom\">molti altri rom e sinti di nazionalit\u00e0 italiana.<\/a><\/p>\n<p>Alle nazioni elencate fin qui, possiamo poi aggiungerne altre, grazie alle ricerche svolte sui partigiani stranieri in alcune regioni e province italiane.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cnj.it\/PARTIGIANI\/stranieri_in_emilia.pdf\">Partigiani stranieri in Emilia Romagna<\/a>:<br \/>\nIn tutto 1401, dei quali: 1284 sovietici, 70 jugoslavi, 49 polacchi, 23 cecoslovacchi, 14 inglesi, 122 tedeschi, 33 austriaci, 23 francesi, 7 olandesi, 2 neozelandesi, 1 australiano, 8 greci, 2 <strong>lussemburghesi<\/strong>, 2 <strong>turchi<\/strong>, 1 danese, 2 americani, 1 <strong>svizzero<\/strong>, 9 imprecisati.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.anpibrescia.it\/wp-content\/uploads\/Partigiani-sovietici-nella-resistenza-bresciana.pdf\">Partigiani stranieri in provincia di Brescia<\/a>:<br \/>\n44 russi, 7 polacchi, 7 tedeschi\/austriaci, 4 cecoslovacchi, 15 jugoslavi, 28 inglesi, 4 <strong>belgi<\/strong>, 6 francesi, 1 svizzero, 42 sudafricani, 1 <strong>canadese<\/strong>, 1 statunitense<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cgil.bergamo.it\/SPI\/index.php\/ricerche-e-convegni\/181-indagine-sulla-composizione-del-partigianato-bergamasco\">Partigiani stranieri in provincia di Bergamo<\/a>:<br \/>\nNegli archivi risultano soltanto 15 partigiani di nazionalit\u00e0 straniera:\u00a05 francesi, 4 belgi, 2 <strong>iraniani<\/strong> (!?), 1 tedesco, 1 polacco, 1 turco, 1 &#8220;slavo&#8221;. Si conoscono i nomi di molti sovietici, che per\u00f2 non risultano nelle fonti scritte.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/palmironews.blogspot.com\/2018\/11\/partigiani-stranieri-nella-resistenza.html\">Partigiani stranieri in provincia di Forl\u00ec<\/a>:<br \/>\n82 in tutto, dei quali: 44 sovietici, 15 jugoslavi, 11 cecoslovacchi, 5 polacchi, 2 tedeschi, 3 austriaci, 1 francese, 1 belga<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.memoriedimarca.it\/uploads\/r\/istituto-di-storia-di-urbino\/3\/5\/b\/35b774c69433994b0a37c375abf827a2904d07cb7cbd1cfc54863b6ff5165df8\/ISCOP_AMG_188.pdf\">Elenco di partigiani stranieri caduti in provincia di Macerata<\/a> (39).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/resistenzatoscana.org\/monumenti\/tag\/partigiani_stranieri\/\">Monumenti che ricordano partigiani stranieri caduti in Toscana.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/memoria.provincia.ar.it\/protagonisti\/partigiani_stranieri.asp?page=1&amp;str=straniero\">Partigiani stranieri in provincia di Arezzo<\/a>:\u00a047 in totale.<\/p>\n<div id=\"attachment_36523\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36523\" class=\"wp-image-36523\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Targa_allinterno_del_Monumento_ai_partigiani_stranieri_Civago.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"393\" \/><p id=\"caption-attachment-36523\" class=\"wp-caption-text\">Targa all&#8217;interno del Monumento ai partigiani stranieri di Civago (RE)<\/p><\/div>\n<p>Questa ricerca, per quanto superficiale e a largo spettro, sarebbe incompleta se non si citassero, come in un chiasmo, le esperienze di italiani che aiutarono i partigiani di altre nazioni nella loro battaglia contro il fascismo e i suoi alleati.<\/p>\n<p>L&#8217;esempio pi\u00f9 noto in assoluto \u00e8 quello dei <a href=\"http:\/\/www.aicvas.org\/2012\/09\/11\/antifascisti-italiani-caduti-nella-guerra-di-spagna-1936-1939-combattenti-antifascisti-di-spagna-caduti-nella-lotta-di-liberazione-in-italia\/\">volontari antifascisti nella Guerra di Spagna<\/a>, sul quale non c&#8217;\u00e8 bisogno di soffermarsi, vista la vastissima documentazione e pubblicistica sull&#8217;argomento. Ma prima ancora ci fu <strong>Carmine Iorio<\/strong>, bufalaro di Altavilla (SA), fucilato nel 1928, all&#8217;ombra delle palme di Gialo, in Cirenaica, per essere passato nelle fila della resistenza libica.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/193074103?dnt=1\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi la <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/10\/le-guerre-sbagliate-dellitalia-la-guerra-giusta-di-un-italiano\/\">missione di supporto<\/a> ai partigiani <em>arbegnuoc<\/em> etiopi intrapresa nel 1938 da <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/1601\/ilio-barontini\">Ilio Barontini<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/2315\/anton-ukmar\">Anton Ukmar<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/218\/domenico-rolla\">Domenico Rolla<\/a>, oltre all&#8217;aiuto medico prestato agli stessi guerriglieri dall&#8217;infermiere <strong>Saverio Briglio<\/strong>, che gi\u00e0 si trovava in Etiopia per motivi di lavoro (grazie a Matteo Petracci per averci segnalato: R. Pankhurst, &#8220;Un italiano a fianco dei patrioti etiopici&#8221;, in <em>Materiali di Lavoro: Rivista di Studi Storici,<\/em> 9\/10, 1991\/92, pp. 179-82)<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Durante la seconda guerra mondiale, ci furono moltissimi &#8220;partigiani migranti&#8221; all&#8217;interno dei confini italiani, da una regione all&#8217;altra. <a href=\"http:\/\/www.italia-liberazione.it\/pubblicazioni\/83\/per_provincia_zangara.pdf\">Centinaia di siciliani<\/a> che combatterono al Nord, <a href=\"http:\/\/www.anpicremona.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Cremonesi-nella-resistenza.pdf#page=26\">cremonesi<\/a> in Val Susa, <a href=\"https:\/\/www.storiaememoriadibologna.it\/partigiani-bolognesi-nel-veneto-618-evento\">bolognesi<\/a> in Veneto, <a href=\"https:\/\/www.storiaememoriadibologna.it\/partigiani-imolesi-in-istria-417-organizzazione\">imolesi<\/a> in Istria&#8230; Se poi si vanno a guardare negli archivi le nazioni d&#8217;origine di tanti protagonisti della Resistenza, si scoprono mille altre storie di migrazione, italiani &#8220;oriundi&#8221; e di seconda generazione. Solo in Piemonte,\u00a0 <a href=\"http:\/\/intranet.istoreto.it\/partigianato\/risultato_ricerca.asp\">239 partigiani risultano nati in Argentina<\/a>, 49 in Brasile, 18 in Egitto. In Liguria <a href=\"https:\/\/www.ilsrec.it\/database\/risultati.php?cognome=&amp;nome=&amp;sesso=&amp;paternita=&amp;maternita=&amp;data_di_nascita=&amp;luogo_comune_di_nascita=&amp;provincia_di_nascita=&amp;regione_di_nascita=&amp;nazione_di_nascita=ECUADOR&amp;caduto=&amp;data_di_morte=&amp;luogo_comune_di_decesso=&amp;provincia_di_decesso=&amp;nazione_di_decesso=&amp;professione_dichiarata=&amp;nome_di_battaglia=&amp;brigata=*&amp;divisione=*&amp;zona_operativa=*&amp;qualifica=&amp;ruolo=&amp;detenzione=&amp;deportato=&amp;s_n_riferito_a_posizione_militare=&amp;posizione_militare_all_8_set=&amp;arma=&amp;reparto=&amp;adesione_rsi=&amp;reparto_rsi=\">4 arrivano dall&#8217;Ecuador<\/a>, 12 dal Cile, uno da Cuba (Italo Calvino).<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre, <a href=\"http:\/\/anpi.it\/media\/uploads\/patria\/2013\/militari_partigiani_in_jugoslavia_scotti_aprile.pdf\">migliaia di soldati italiani<\/a> entrarono nelle <strong>Brigate partigiane jugoslave<\/strong>. In Montenegro (e Bosnia) fu attiva la <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=6p7yOgOvzQY\">divisione Garibald<\/a>i, con 16mila effettivi, inquadrata come unit\u00e0 dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo.<\/p>\n<div id=\"attachment_36529\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36529\" class=\"wp-image-36529\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/39057527_228585931159570_900190858517676032_n.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"650\" \/><p id=\"caption-attachment-36529\" class=\"wp-caption-text\">Pljevlja, Montenegro &#8211; Monumento in ricordo della &#8220;Divisione Garibaldi&#8221;<\/p><\/div>\n<p>In <strong>Albania<\/strong> si form\u00f2 la &#8220;<a href=\"http:\/\/www.italia-resistenza.it\/wp-content\/uploads\/ic\/RAV0068570_1956_40-45_03.pdf\">Brigata Gramsci<\/a>&#8220;, al comando di <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/donne-e-uomini\/2220\/terzilio-cardinali\">Terzilio Cardinali<\/a>, un fornaio del Valdarno. Forse non per caso questa formazione combatt\u00e9 tra <a href=\"http:\/\/www.pietredellamemoria.it\/stati\/albania\/\">Berat &#8211; prima capitale dell&#8217;Albania libera<\/a> &#8211; e Gramsh, paese d&#8217;origine della famiglia di Antonio Gramsci.<\/p>\n<p>In <strong>Grecia<\/strong>, sono molto conosciute le gesta dei <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/storia\/134\/la-resistenza-dei-militari-italiani-allestero-la-grecia\">reparti dell&#8217;esercito italiano che combatterono contro i nazisti<\/a> dopo l&#8217;otto settembre. La <a href=\"http:\/\/www.anpi.it\/storia\/135\/la-divisione-pinerolo\">24\u00aa divisione di fanteria &#8220;Pinerolo&#8221;<\/a>, che aveva compiuto <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zk1Q-i32f5U\">violenze e massacri<\/a> in Tessaglia, dopo l&#8217;armistizio strinse un accordo con l&#8217;Esercito Popolare Greco di Liberazione (ELAS). La divisione venne smembrata all&#8217;interno di varie brigate, ma la collaborazione fu difficile, e dopo neanche due mesi i militari italiani furono disarmati e internati nei campi di Greven\u00e0, Neraida e Karpenison. Altri soldati della Pinerolo si diedero alla macchia e formarono il distaccamento <strong>TIMO (Truppe Italiane della Macedonia Orientale)<\/strong> che continu\u00f2 ad appoggiare la Resistenza greca. Altri ancora entrarono nelle formazioni dell&#8217;ELAS e dell&#8217;EDES (Esercito nazionale democratico ellenico). Sappiamo che <a href=\"http:\/\/www.storiastoriepn.it\/la-divisione-pinerolo-nella-resistenza-greca-2\/\">45 partigiani italiani sfilarono a Volos<\/a> il 19 ottobre 1944, giorno della liberazione della citt\u00e0 e conosciamo i nomi di alcuni uomini dell&#8217;Alta Val Tiberina che parteciparono alla guerriglia contro i nazisti nella Grecia continentale: Antonio Magrini di Citerna (PG), Pietro Marconi e Leonello Ceccacci di Pietralunga (PG), Giuseppe Brachelente di Umbertide (PG), Natale Balducci, Amedeo Cardinali, Oneglio Giornelli e Paolo Guidi di Citt\u00e0 di Castello (PG) (per dare un&#8217;idea del fenomeno: si calcola che <a href=\"http:\/\/www.storiatifernate.it\/pubblicazioni.php?&amp;id=1381\">furono 122<\/a> gli altotiberini a fare la Resistenza fuori dall&#8217;Italia e 3180 gli emiliano-romagnoli, come si ricava dalla lapide riprodotta pi\u00f9 sopra)<\/p>\n<div id=\"attachment_36526\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/affiche-rouge-f.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36526\" class=\"wp-image-36526\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Ra0Pt.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"313\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-36526\" class=\"wp-caption-text\">Il celebre \u00abmanifesto rosso\u00bb affisso in Francia dagli occupanti nazisti dopo l&#8217;arresto e l&#8217;esecuzione, nel febbraio 1944, di 23 partigiani. L&#8217;<em>affiche rouge<\/em> ne mostrava dieci e ne sottolineava, per additarla al disprezzo, la provenienza da vari paesi (nonch\u00e9 per alcuni l&#8217;essere \u00ab<em>juifs<\/em>\u00bb, ebrei).\u00a0 Nel gruppo degli arrestati c&#8217;erano cinque italiani. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Meno noti dei partigiani italiani che combatterono nei Balcani, sono invece quelli che <a href=\"http:\/\/www.resistenti.eu\/spip.php?rubrique12\">parteciparono alla <strong>resistenza francese<\/strong><\/a>. I nuclei pi\u00f9 consistenti furono <a href=\"https:\/\/www.cairn.info\/revue-guerres-mondiales-et-conflits-contemporains-2005-2-page-67.htm\">quelli legati alla MOI<\/a> (Main d&#8217;Oeuvre Immigr\u00e9e), un&#8217;organizzazione del Partito Comunista Francese, e al cosiddetto &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/L%27affiche_rouge#Il_gruppo_Manouchian\">gruppo Manouchian<\/a>&#8221; (<a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Cesare_Luccarini\">Cesare Luccarini<\/a>, <a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Amedeo_Usseglio\">Amedeo Usseglio<\/a>, <a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Spartaco_Fontanot\">Spartaco Fontanot<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.resistenti.eu\/spip.php?article22\">Ines Tonsi<\/a>&#8230;) . Cellule importanti operarono in <a href=\"http:\/\/www.resistance-en-isere.fr\/2609-lliberta-antifascistes-et-resistants-italiens-en-isere.htm\">Is\u00e8re<\/a>, <a href=\"http:\/\/migrations.besancon.fr\/histoire\/1939-1945\/202-italiens-dans-la-resistance-franc-comtoise.html\">Franche-Comt\u00e9<\/a> e <a href=\"http:\/\/museedelaresistanceenligne.org\/expo.php?expo=81\">Pays d&#8217;Arles<\/a>.<\/p>\n<p>Anche in <strong>Belgio<\/strong>, gli immigrati italiani si unirono alle brigate partigiane per combattere contro gli occupanti nazisti. Anne Morelli, nel suo libro <a href=\"http:\/\/www.centrostudilucianoraimondi.it\/anne-morelli-gli-emigrati-italiani-nella-resistenza-belga\/\"><em>Gli emigrati italiani nella resistenza belga <\/em><\/a>&#8211; pubblicato in francese nel 1983 e da poco tradotto anche in italiano &#8211; ne ha censiti 200, di cui 19 donne.<\/p>\n<p>Casi simili esistono di certo anche in molti altri paesi europei, vista la capillarit\u00e0 dell&#8217;emigrazione italiana all&#8217;estero. Si tratta di un fenomeno da studiare e approfondire con ulteriori ricerche.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>Come giusta conclusione, bisognerebbe infine ricordare tutti i partigiani stranieri che combatterono il fascismo italiano all&#8217;estero, nei territori occupati e nelle colonie.<\/p>\n<p>Da diversi anni, con il collettivo di collettivi <a href=\"https:\/\/resistenzeincirenaica.com\/\"><em>Resistenze in Cirenaica<\/em><\/a>, cerchiamo di allargare proprio in questo senso il concetto stesso di &#8220;Resistenza italiana&#8221;. Perch\u00e9 un contributo alla caduta del regime di Mussolini lo hanno dato senza dubbio anche <a href=\"http:\/\/www.gennarocarotenuto.it\/516-colonialismo-italiano-omar-al-mukhtar-leroe-della-resistenza-libica\/\">Omar Al-Mukhtar<\/a>, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Lorenzo_Taezaz\">Lorenzo Taezaz<\/a>,il pilota afroamericano <a href=\"https:\/\/www.selamtamagazine.com\/stories\/the-legacy-of-the-brown-condor\">John Charles Robinson<\/a>, istruttore volontario dell&#8217;aviazione etiope, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Manolis_Glezos\">Manolis Glezos<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/mehmet-shehu\/\">Mehmet Shehu<\/a>, i militanti del <a href=\"https:\/\/thezaurus.com\/tigr_-_anti-fascist_resistance_movement\/\">TIGR<\/a>, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Janko_Premrl\">Janko Premrl<\/a> e migliaia di altri uomini e donne come loro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Wu Ming 2 Qualche settimana fa, poco prima di Natale, l&#8217;account twitter dell&#8217;ANPI Brescia ha segnalato l&#8217;ennesimo tentativo di ridurre la Resistenza italiana a un movimento patriottico, bianco e nazionalista. 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