{"id":35904,"date":"2018-11-27T08:30:16","date_gmt":"2018-11-27T07:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=35904"},"modified":"2018-11-27T15:26:52","modified_gmt":"2018-11-27T14:26:52","slug":"si-trav-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/11\/si-trav-2\/","title":{"rendered":"SI TRAV. Come la militanza #NoTav mi ha dato il coraggio di diventare me stessa \/ 2"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_35964\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35964\" class=\"wp-image-35964\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/lou_dalfin13.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-35964\" class=\"wp-caption-text\">Libera Repubblica della Maddalena, Val Clarea, sera del 10 giugno 2011. Concerto dei Lou Dalfin.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Filo Sottile <\/strong>&#8211; <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/11\/si-trav\/\">La prima puntata \u00e8 qui<\/a>.<\/p>\n<h5><strong>INDICE<\/strong><br \/>\n<strong>1. Nostalgia di futuro (maggio-giugno 2011)<\/strong><br \/>\n<strong>2. Ancora una volta il personale \u00e8 politico (ancora una volta 7 giugno 2016)<\/strong><br \/>\n<strong>3. La scoperta del queer (2011-2018)<\/strong><br \/>\n<strong>4. Cerco casa (febbraio 2017)<\/strong><br \/>\n<strong>5. Ogni lotta \u00e8 tutte le lotte: transfemminismo e No Tav<\/strong><br \/>\n<strong>6. These important years<br \/>\n<\/strong><strong>* Ancora una cosa<br \/>\n<\/strong><strong>* Ringraziamenti<\/strong><\/h5>\n<p><!--more--><\/p>\n<h4 class=\"western\"><strong>1. Nostalgia di futuro (maggio-giugno 2011)<\/strong><\/h4>\n<p>La Libera Repubblica della Maddalena \u00e8 stata uno spazio fisico, un campo di forze, una discontinuit\u00e0 temporale, una connessione di corpi, una struttura sociale e relazionale. Si \u00e8 materializzata per un solo mese. Non avevo mai sperimentato una situazione cos\u00ec esaltante. Ci sono andata ogni volta che ho potuto. Tutti gli aspetti positivi che ha saputo produrre in tanti anni la comunit\u00e0 delle persone No Tav in lotta, l\u00ec erano centuplicati.<\/p>\n<p>A Chiomonte, in quei giorni, era chiarissimo che la lotta del movimento non \u00e8 solo contro un treno, ma contro un modello economico, contro un determinato tipo di organizzazione della societ\u00e0, delle relazioni, del lavoro, perch\u00e9 l\u00ec una comunit\u00e0 si era data altre modalit\u00e0 e le ridiscuteva nella pratica, ogni giorno.<\/p>\n<p>Stando alla Maddalena, quel certo grado di benessere esistenziale che il movimento spesso riesce a donarti aumentava di intensit\u00e0; veniva proprio la certezza di essere uscita dalla cornice cinica \u2013\u00a0<i>\u00e8 tutto inutile, tanto la fanno lo stesso \u2013<\/i>\u00a0e da quella vittimista \u2013\u00a0<i>oh me tapina, mi deturpano casa e non ci posso fare niente<\/i>\u00a0\u2013 per entrare nell&#8217;ottica del protagonismo: <i>cosa possiamo fare ora tutt<\/i><i>e e tutti<\/i><i> insieme in questo territorio?<\/i><\/p>\n<p>Alla Libera Repubblica della Maddalena si \u00e8 aperta una porta nascosta. La lotta \u00e8 in corso, non hai perso \u2013 <em>Evviva!<\/em> \u2013 ma non hai ancora vinto \u2013 <em>A sar\u00e0 d\u00fcra!<\/em> \u2013 eppure puoi gi\u00e0 cominciare a sperimentare pratiche ed esperienze che sembrano venire direttamente da quella dimensione futura in cui hai gi\u00e0 vinto, la realt\u00e0 parallela in cui l&#8217;umanit\u00e0 si \u00e8 gi\u00e0 liberata dal capitalismo \u2013 e magari persino dall&#8217;eteropatriarcato \u2013 e siamo tutte persone libere.<\/p>\n<p>Mi ricordo distintamente di una domenica mattina alla baita. Durante una colazione luculliana, con compagni e compagne, in quel momento di intelligenza, comprensione e condivisione fra esseri umani, nella mia percezione l&#8217;unica cosa che davvero stonava era il mio dover tacere una parte fondamentale di me. Ed \u00e8 stato l\u00ec, credo, che ho iniziato a pensarlo seriamente: e se potessi raccontarmi davvero? Se potessi davvero vivere cos\u00ec come mi sento?<\/p>\n<h4 class=\"western\"><strong>2. Ancora una volta il personale \u00e8 politico (ancora una volta 7 giugno 2016)<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_35914\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35914\" class=\"wp-image-35914\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/canzoniere.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"236\" \/><p id=\"caption-attachment-35914\" class=\"wp-caption-text\"><em>Canzoniere delle pippe<\/em><\/p><\/div>\n<p>Per un bel pezzo ancora, per\u00f2, continuo a vivere la solita vita di merda. Nel quotidiano indosso la faccia che mi \u00e8 stata assegnata e rispetto \u2013 e con quanto zelo! \u2013 tutte le prescrizioni di un maschio adulto, bianco, fertile, normodotato, eterosessuale e cisgender, incluso il comandamento di nascondere ogni devianza dalla norma.<\/p>\n<p>Nel 2008 esce il <i>Canzoniere delle pippe<\/i>, una mia raccolta di poesie eroticomiche. Ho 30 anni e a questo punto sono pi\u00f9 di tre lustri che indosso panni femminili in privato. La poesia che apre la raccolta contiene due versi che potrebbero suonare transfobici o quantomeno offensivi per le persone che si travestono, eppure li lascio, scientemente, perch\u00e9 nessuno possa dubitare che io sono proprio un \u00abmaschio vero\u00bb a cui piacciono, ovviamente, le \u00abfemmine vere\u00bb. \u00c8 un copione infame ed \u00e8 uno strazio recitarlo, ma non mi sottraggo.<\/p>\n<p>Casco in una depressione dopo l&#8217;altra, ogni volta mi ci tiro fuori con un \u00abd\u00e0i, posso starci dentro\u00bb, ma senza mai la speranza reale di cominciare a vivere una vita pi\u00f9 autentica. Il mio presente \u00e8 marcito, il mio futuro \u00e8 tarlato.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.miraggiedizioni.it\/prodotto\/lo-spleen-di-mompracem-yanez-non-ci-sta\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-35915\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Lo-spleen-di-Mompracem_cat.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"218\" \/><\/a>Nel 2011, due settimane prima che parta l&#8217;esperienza della Libera Repubblica della Maddalena, esce <a href=\"http:\/\/www.miraggiedizioni.it\/prodotto\/lo-spleen-di-mompracem-yanez-non-ci-sta\/\"><i>Lo Spleen di Mompracem, ovvero Yanez non ci sta!<\/i><\/a>, il mio primo romanzo. Sotto le sembianze di un <i>pastiche<\/i> salgariano, ho nascosto una riflessione \u2013 un semino del movimento che germina \u2013 sulla necessit\u00e0 della lotta e dell&#8217;impegno politico.<\/p>\n<p>Yanez, il fido compagno di Sandokan, si trova a fronteggiare una ciurma che si rifugia nell&#8217;<i>art pour l&#8217;art<\/i> e rifiuta di prendere il mare e insidiare le navi europee. L&#8217;unico personaggio della mia storia che tratto con un minimo di rispetto \u2013 l&#8217;unica presenza femminile \u2013 \u00e8 <strong>Yang Indah<\/strong>, una crossdresser malese, ed \u00e8 anche l&#8217;unica che riesce a lasciare l&#8217;asfissia dell&#8217;isola di Mompracem. Col senno di poi, ho l&#8217;impressione che con quella dipartita io censuri la polarit\u00e0 femminile. Silenzio, assenza. Da l\u00ec, da quella parte negata, non pu\u00f2 venire aiuto. Yanez \u00e8 completamente solo.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, sola, mi sento anche io, e pure peggio. <a href=\"https:\/\/www.ildeposito.org\/canti\/linternazionale-di-fortini\"><i>Chi ha compagni non m<\/i><\/a><a href=\"https:\/\/www.ildeposito.org\/canti\/linternazionale-di-fortini\"><i>orir\u00e0<\/i><\/a> dice la canzone, e io di compagni e compagne nel movimento ne avevo trovati e trovate, ma lo stesso mi sentivo morta.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che le persone con cui fai attivismo, le persone con cui resti a presidiare di notte, al freddo, sotto la pioggia, quelle con cui affronti una carica di\u00a0polizia, quelle con cui ti vedi ogni settimana in assemblea, con cui organizzi una marcia, un volantinaggio o un incontro pubblico, quelle che ti vengono a dare il cambio davanti a una rete quando stai cascando dal sonno, quelle con cui hai cantato, mangiato, parlato, bevuto, brindato, respirato lacrimogeni, quelle ti si ficcano nel cuore e ti sembra di conoscerle profondamente. E tu? Tu, in cambio delle loro parole, dei loro sorrisi, dei loro abbracci offri le parole registrate, il sorriso prestampato, l&#8217;abbraccio rigido di un fantoccio. Lo stesso fantoccio che presenti a tutte le altre persone: partner, amici, amiche, parenti. Non \u00e8 condivisione, non \u00e8 vita.<\/p>\n<p>Negli anni delle chattate solitarie ho conversato con svariate centinaia di altre crossdresser, il 90% delle quali pratica solo in privato. Sono moltissime quelle che sentono stretti i panni e l&#8217;identit\u00e0 maschile, eppure in tutte regna la rassegnazione: <i>sto coi piedi per terra, <\/i><i>mia moglie, i miei figli, i miei amici, i miei parenti, la societ\u00e0 non capirebbero<\/i>. E ancora: <i>Come faccio con il lavoro?<\/i><br \/>\nLa sofferenza di molte di queste persone \u00e8 autentica. La loro vita, no.<\/p>\n<p>Ho detto anch&#8217;io per anni le stesse identiche cose, in accordo perfetto con ci\u00f2 che la societ\u00e0 ci ha fatto intendere fin dai primi vagiti: <em>l<\/em><i>e vite <\/i><i>di chi non si attiene alla norma binaria, al genere assegnato, all\u2019orientamento presunto, <\/i><i>non <\/i><i>sono<\/i><i> degne di essere vissute<\/i>. E ci siamo adeguate: rassegnazione o morte. E non cambia poi molto, perch\u00e9 la rassegnazione \u00e8 morte.<\/p>\n<div id=\"attachment_35970\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35970\" class=\"wp-image-35970\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/rastello.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"160\" \/><p id=\"caption-attachment-35970\" class=\"wp-caption-text\">Luca Rastello<\/p><\/div>\n<p><strong>Luca Rastello<\/strong> nella sua ultima lettera alle figlie scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSe c&#8217;\u00e8 un augurio che posso farvi \u00e8 di non cadere mai nella trappola della rassegnazione e dell&#8217;accettazione: quasi sempre quella che si presenta come &#8220;la vita cos\u00ec com\u2019\u00e8&#8221;, secondo un&#8217;espressione cara ai realisti (gente che in segreto ama la schiavit\u00f9) \u00e8 una truffa.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ed \u00e8 questo che ho imparato coi No Tav. Dall&#8217;alto una voce ti dice che l&#8217;opera, piaccia o non piaccia, si deve fare e si far\u00e0. E se il movimento ci avesse creduto avremmo qui a nord ovest un&#8217;altra Salerno-Reggio Calabria, solo pi\u00f9 devastante e pi\u00f9 costosa. Uomini in divisa si mettono di traverso, piazzano videocamere, reti elettrosaldate, jersey, filo spinato e dicono <i>di qui non si passa<\/i>. E poi scopri che invece, tutt* insieme, con un po&#8217; di determinazione e creativit\u00e0 si pu\u00f2 passare. E non solo.<\/p>\n<p>Quando affondi nella palude del quotidiano, nel presente marcito, nel futuro tarlato in cui ci relega questa societ\u00e0, quando davanti non c&#8217;\u00e8 alcuna prospettiva, hai una risorsa in pi\u00f9: puoi tornare \u2013 anche solo con la memoria \u2013 a un altro modo di vivere, alla solidariet\u00e0, all&#8217;amicizia, alla condivisione che hai potuto sperimentare. \u00c8 una nostalgia di futuro, del mondo che sar\u00e0: quel mondo esiste, l&#8217;hai toccato. E in quel mondo la tua vita \u00e8 degna di essere vissuta e puoi essere te stessa. E puoi vivere.<\/p>\n<p>A un certo punto, ho deciso che ci provavo davvero a salvarmi. Era il 2014, e il 24 di aprile, per celebrare il proposito, mi sono fatta i primi buchi nelle orecchie. Di l\u00ec a poco, ho smesso di infagottarmi in stracci sformati e ho iniziato a indossare abiti dal taglio pi\u00f9 femminile anche fuori di casa. Mi sentivo leggermente pi\u00f9 a mio agio con me stessa, ma orecchini e vestiti non cambiano le relazioni, non rovesciano i rapporti di potere, non contrastano le oppressioni. A quel primo, larvale, tentativo di liberazione personale mancavano due cose fondamentali. La dimensione collettiva e la prospettiva critica.<\/p>\n<p><strong>Paulo Freire<\/strong> dice che nessuna si libera da sola, nessuna libera nessuna, tutte e tutti ci liberiamo insieme. Ed \u00e8 con questa consapevolezza che nei giorni della trivella a Rivalta, ho capito che da sola non ce l\u2019avrei mai fatta, e che quello che mi ostinavo a vivere come un mio problema personale era in realt\u00e0 una questione politica.<\/p>\n<div id=\"attachment_35954\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35954\" class=\"wp-image-35954\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/7giugnocorteo.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-35954\" class=\"wp-caption-text\">Rivalta, sera del 7 giugno 2016, il corteo spontaneo.<\/p><\/div>\n<p>Quella sera, il 7 giugno 2016, dopo una giornata di presidio, dopo un gatto-e-topo con le divise blu culminato con un tamponamento fra due blindati, dopo una partecipatissima assemblea cittadina convocata d&#8217;urgenza, dopo un corteo spontaneo che andava a urlare sul grugno degli armigeri <em>\u00abVe ne dovete andare!<\/em>\u00bb, una volta a casa, ho preso l&#8217;indirizzo di una compagna di Ah, Squeerto! che mi ero procurata nelle settimane precedenti e le ho scritto che avrei voluto mettere il naso a un loro incontro. Volevo vivere e volevo compagne con cui combattere per la vivibilit\u00e0 di persone come me, persone queer.<\/p>\n<h4 class=\"western\"><strong>3. La scoperta del queer (2011-2018)<\/strong><\/h4>\n<p>In queste settimane presto il mio tempo in biblioteca. Giorno dopo giorno prendo confidenza con la classificazione decimale Dewey. Si tratta di quella combinazione di numeri e lettere che si trova appiccicata sul dorso dei libri, serve a dargli un indirizzo sugli scaffali delle biblioteche. Ora, qui non \u00e8 importante spiegare come funzioni la classificazione Dewey, la cosa che voglio sottolineare \u00e8 la sua arbitrariet\u00e0. Un esempio. Tutta la narrativa del mondo comincia con il numero 8, la seconda cifra invece indica la lingua in cui \u00e8 scritto il libro. Funziona cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>810 letteratura americana in lingua inglese<br \/>\n820 letteratura inglese<br \/>\n830 letteratura tedesca<br \/>\n840 letteratura francese<br \/>\n850 letteratura italiana, sarda, dalmatica, romena, ladina<br \/>\n860 letteratura in lingua spagnola e portoghese<br \/>\n870 letteratura latina<br \/>\n880 letteratura greca<br \/>\n890 altre letterature<\/p><\/blockquote>\n<p>La classificazione da una parte ordina l&#8217;universo della parola scritta, dall&#8217;altra ci mostra la mentalit\u00e0 dell\u2019ordinatore primo, Dewey, e dei suoi epigoni. Gente che sente la necessit\u00e0 di distinguere in due diverse classi inglese e americano, ma non si imbarazza ad accorpare lingue diverse \u2013 italiano e romeno, spagnolo e portoghese \u2013 e non ha nessuna vergogna a confinare tutte le altre lingue del mondo in una sola classe. La sua funzionalit\u00e0 esprime anche una precisa visione del mondo.<\/p>\n<p>La classificazione Dewey tuttavia ha la possibilit\u00e0 di fare distinzioni sottili. \u00c8 vero che in 890 ci sono tutte \u00able altre letterature\u00bb, ma se vogliamo cercare <i>Anna Karenina<\/i> lo posso trovare in 891.733, la sezione che raccoglie la narrativa russa scritta fra il 1800 e il 1917. Se invece cerco le poesie di Esenin saranno in 891.713. Ogni libro ha il suo posto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35918\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/butler.jpg\" alt=\"Questione di genere\" width=\"150\" height=\"230\" \/>Facciamo un&#8217;altra prova? Poniamo che io voglia cercare <i>Questione di genere<\/i> (Laterza, 2013) di <strong>Judith Butler<\/strong>. Lo cerco in tre luoghi diversi \u2013 la <a href=\"http:\/\/www.bibliando.it\/SebinaOpac\/.do?q=BID:RML0350554#1\">biblioteca Peppino Impastato di Melpignano<\/a>, il <a href=\"https:\/\/sol.unibo.it\/SebinaOpac\/resource\/questione-di-genere-il-femminismo-e-la-sovversione-dellidentita\/UBO4012590\">Centro documentazione Arcigay Cassero<\/a> di Bologna e la <a href=\"https:\/\/www.beweb.chiesacattolica.it\/benilibrari\/libro\/230257490\/Questione+di+genere\">Biblioteca arcivescovile cardinal Carlo Confalonieri de L\u2019Aquila<\/a> \u2013 e, a sorpresa, lo trovo con tre catalogazioni diverse. Sempre nella classe che inizia col 3, quella che include le scienze sociali, ma a Melpignano \u00e8 marchiato col 305 (Gruppi sociali), a Bologna col 305.3 (Gruppi sociali: uomini e donne), e a L&#8217;Aquila col 305.4 (Gruppi sociali: donne). Vogliamo provare in una quarta biblioteca? Scelgo quella di Settimo Torinese, e qui \u00e8 catalogato come 305.42 (Gruppi sociali: donne, ruolo sociale e condizione).<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 sempre quello, lo stesso identico oggetto fisico, le stesse identiche parole fra le pagine, ma la sensibilit\u00e0 e la visione del mondo di chi lo ha catalogato lo assegnano a una sezione piuttosto che all&#8217;altra. Se in un sistema con cos\u00ec tante sfumature la scelta \u00e8 arbitraria, e in qualche caso scorretta o addirittura ingiusta, in un sistema binario i casi in cui ogni scelta diventa un taglio del nodo di Gordio si moltiplicano.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso del sesso. Quasi tutte le legislazioni degli stati occidentali impongono che a ogni individuo sia assegnato un sesso. Le uniche due scelte possibili sono maschio e femmina, ma sappiamo che esistono, distribuite su tutto il globo, diverse situazioni intermedie: persone con diverse conformazioni corporee e cromosomiche, alcune di queste \u2013 attiviste e attivisti \u2013 a partire dagli anni &#8217;90 hanno preso a definirsi persone intersex.<\/p>\n<p>Gli\/le intersex vengono assegnate arbitrariamente a un sesso o all&#8217;altro, i medici che si ispirano ai <a href=\"https:\/\/www.intersexioni.it\/eterosessualita-obbligatoria-ed-esistenza-intersex\/\">protocolli Hopkins<\/a> operano sui corpi di queste persone gi\u00e0 nel loro primo anno di vita, e quindi senza il loro esplicito consenso, <a href=\"https:\/\/www.intersexioni.it\/basta-interventi-chirurgici-e-terapie-non-necessarie-su-bambinie-intersex\/\">chirurgie correttive molto invasive<\/a>: amputazioni della clitoride, ricostruzioni della vagina, eccetera. <i>Tertium non datur:<\/i> \u00e8 all&#8217;opera un complesso di poteri, consuetudini, saperi che rendono il binarismo obbligatorio.<\/p>\n<p>Quando parliamo di sesso, siamo nell&#8217;ambito del dato biologico. Parliamo di genere se invece ci riferiamo all&#8217;identit\u00e0, al senso di s\u00e9 e alla relazione sociale che ogni individuo sperimenta. Persino la Chiesa cattolica ammette che sesso e genere sono distinti, ma propugna \u2013 ed \u00e8 l&#8217;orientamento che permea il senso comune \u2013 che questi debbano coincidere. Per questo le persone transgender sono e sono state un&#8217;aberrazione da compatire nel migliore dei casi, da guarire, escludere o eliminare nei peggiori.<\/p>\n<p>Non mi sento molto in grado di fare una lezione sulle teorie queer. Consiglio di leggere l&#8217;illuminante panoramica che ne fa <strong>Lorenzo Bernini<\/strong> in <i>Le teorie queer. <\/i><i>U<\/i><i>n&#8217;introduzione<\/i>, Mimesis, 2017, testo di cui mi dichiaro debitrice per la costruzione di tutto questo capitolo. Qui mi interessa dire che il pensiero queer mette in critica le assegnazioni di sesso e genere e le relazioni che queste istituiscono con l&#8217;orientamento sessuale. \u00c8 un pensiero che nasce dal basso, maturato sulla pelle di chi sfugge alla norma e a ci\u00f2 che viene considerato naturale ma che di naturale non ha proprio niente. Il termine queer stesso, in effetti, \u00e8 sfuggente, polisemico, privo di un significato univoco<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab&#8221;Queer&#8221; pu\u00f2 essere [&#8230;] il contrario di &#8220;straight&#8221;, che vuol dire dritto, retto [\u2026] In italiano pu\u00f2 essere tradotto come storto, strano, strambo, bizzarro, bislacco, ma equivale a insulti come frocio, finocchio, culattone, che in inglese possono per\u00f2 essere rivolti anche a una donna. [L. Bernini, <i>Le teorie queer<\/i>, cit., p. 119]<\/p><\/blockquote>\n<p>Pensatori e pensatrici, attivisti e attiviste, hanno provocatoriamente preso possesso degli insulti per farne una vera e propria identit\u00e0 politica, inclusiva di tutte quelle persone che sfuggono o si ribellano alle classificazioni consuete e si pongono in aperto contrasto a sessismo, maschilismo, omofobia, transfobia, bifobia, binarismo sessuale, etero e omonormativit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Judith Butler<\/strong>, <strong>Michel Foucault<\/strong>, <strong>Mario Mieli<\/strong>, <strong>Leo Bersani<\/strong>, <strong>Lee Edelman<\/strong>, <strong>Paul Preciado<\/strong>, <strong>Guy Hocquenghem<\/strong>\u00a0per limitarsi solo ad alcuni nomi\u00a0 hanno prodotto pensiero queer, cio\u00e8 hanno provato a smontare l&#8217;apparato classificatorio \u00absesso, genere e orientamento sessuale\u00bb, a mostrarne i meccanismi, le mire, gli effetti segreganti, i rapporti di potere sottesi e a individuarne ragioni storiche, economiche, sociali, culturali, politiche.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ci viene fatto passare per naturale e trascendente, ci dicono i lavori dei pensatori e delle pensatrici queer, \u00e8 in realt\u00e0 collocabile nella storia e si modifica nel tempo. <strong>Monique Wittig<\/strong>, per esempio, in <a href=\"https:\/\/anarcoqueer.wordpress.com\/2014\/05\/08\/monique-wittig-non-si-nasce-donna\/\"><i>Non si nasce donna<\/i><\/a>, seguendo questo filo, arriva addirittura ad affermare che quelle di uomo e donna, \u00abcome le razze, altro non sono che classi politiche esito dello sfruttamento del primo sulla seconda\u00bb (L. Bernini, <i>Le teorie queer<\/i>, cit., pp. 155-156, nota 57) e quindi un&#8217;identit\u00e0 che viene spacciata come astorica, quella femminile, \u00e8 anch&#8217;essa frutto di una costruzione sociale, plasmata da rapporti di dominio.<\/p>\n<p>Binarismo sessuale e di genere, eterosessualit\u00e0 assunta come norma \u2013 classificazioni molto pi\u00f9 rudimentali e <i>tranchant<\/i> della Dewey \u2013 danno luogo a un ordine gerarchico dell\u2019umanit\u00e0 e dei suoi comportamenti: ci sono corpi e pratiche che hanno un peso e sono messe in evidenza e altri corpi e altre pratiche che vengono ignorate, stigmatizzate, escluse. Ci sono persone che in certi casi, proprio a causa dell&#8217;etichetta che ricevono, vengono perseguitate e\/o uccise e in ogni caso costrette a vivere una vita minore.<\/p>\n<p>Sesso, genere e orientamento sessuale nell&#8217;ottica queer funzionano come muri, come confini, e argini alla fluidit\u00e0 e alla mobilit\u00e0 dei comportamenti degli esseri umani, istituiscono luoghi del privilegio e riserve indiane e linee che non possono essere valicate se non a caro prezzo. Ma il mondo non \u00e8 uno scaffale, gli esseri viventi non sono oggetti da mettere in ordine. A questo sistema discriminatorio, spacciato per immutabile, il pensiero queer muove una critica radicale e, nell&#8217;atto stesso di decostruirlo, apre spazi di libert\u00e0 e di vivibilit\u00e0. In questo somiglia molto alla lotta contro il <i>Comandamento della Grande Opera<\/i> e contro la <i>Legge dell&#8217;Ormai<\/i>, portata avanti da quasi tre decenni dal movimento No Tav.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35920\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/lefthand.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"238\" \/>Mi sono avvicinata al pensiero queer in maniera sghemba. Da una parte ci sono state alcune letture fantascientifiche \u2013 quanto mi hanno emozionata i\/le gethenian* de <i>La mano sinistra delle tenebre<\/i> di <strong>Ursula K. LeGuin<\/strong> che ogni 26 giorni entrano in un estro che li\/le rivela di volta in volta come maschi o femmine \u2013 e dall&#8217;altra sono stati fondamentali alcuni libri che parlano di piante. A casa ho diversi manuali per il riconoscimento degli alberi e in pi\u00f9 di un caso mi \u00e8 capitato di accorgermi di quanto a volte foto, disegni e descrizioni sono distanti dall\u2019esemplare che trovi nel bosco o in un giardino, a testimonianza che i viventi sono sempre pi\u00f9 complessi, fluidi, mutevoli della pi\u00f9 precisa delle nostre catalogazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-35921\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/clement.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"228\" \/>Ma sono soprattutto i libri di <strong>Gilles Cl\u00e9ment<\/strong> sulle comunit\u00e0 vegetali composite e cosmopolite che si creano nei residui, i luoghi che l&#8217;uomo smette di governare e irregimentare, e il lavoro di <strong>Stefano Mancuso<\/strong> sulla collaborazione fra specie diverse di vegetali, la loro intelligenza e la loro sessualit\u00e0, a svelarmi che la manifestazione del reale \u00e8 infinitamente molteplice e niente affatto binaria. Meno di una settimana prima della trivella a Rivalta, sul blog di <strong>Alpinismo Molotov<\/strong> esce un mio scritto che parla dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.alpinismomolotov.org\/wordpress\/2016\/06\/01\/ailanto-albero-maudit-che-porta-il-paradiso-fra-il-cemento\/\">ailanto<\/a>, una pianta che non solo travalica confini geografici, ma anche quelli sessuali, pu\u00f2 infatti presentare caratteri maschili, femminili o misti, ed \u00e8 questa una delle ragioni del suo successo biologico.<\/p>\n<p>\u00c8 dalle piante e dalle stelle dunque che mi giungono le prime rassicurazioni sul fatto che una persona come me, che si sente transgender, queer, non binaria, pu\u00f2 esistere.<\/p>\n<h4 class=\"western\"><strong>4. Cerco casa (Febbraio 2017)<\/strong><\/h4>\n<p>Non ho mai formulato un&#8217;esplicita richiesta di aiuto per la sofferenza psichica che mi hanno causato repressione e clandestinit\u00e0. Ho dovuto attendere il 2018 prima di vedere una psicologa nel suo habitat naturale, lo studio. Nel frattempo, il mio agnosticismo di ferro mi ha impedito di cercare conforto nelle religioni. Una dozzina di anni fa c&#8217;\u00e8 stato un momento in cui ho preso in mano qualcuno di quei libri dai titoli tipo <i>Metti tutto a posto con le forze quantiche<\/i>, <i>Fine dei problemi con l&#8217;autoipnosi<\/i>, <i>Va tutto molto molto bene se ci credi veramente, <\/i>ma non ne ho mai finito uno e non posso nemmeno dire che non funzionino.<\/p>\n<p>In tutto questo, una delle poche esperienze che mi ha dato davvero sollievo e strumenti \u2013 oltre a scrivere, cantare, esibirmi \u2013 \u00e8 stata la militanza No Tav attiva, illuminante e prodiga di doni persino nei suoi aspetti pi\u00f9 pesanti: le discussioni che finiscono in merda, la frustrazione, la stanchezza, i ripiegamenti, gli insuccessi. Non \u00e8 poi cos\u00ec strano che, giunta al culmine della paranoia e della negazione di me, mi sia venuto in mente di cercare persone con cui fare politica, invece che angeli salvatori.<\/p>\n<p>In Italia ci sono diverse assemblee e collettivi che fanno attivismo transfemminista e queer. In alcune citt\u00e0 la collaborazione con la rete femminista Non una di meno \u00e8 cos\u00ec stretta da permeare di <em>queerness<\/em> il suo intero operato. Esiste anche un coordinamento che si chiama <a href=\"https:\/\/sommovimentonazioanale.noblogs.org\/\">somMovimentonazioAnale<\/a> che cerca di mettere in contatto tutte le varie esperienze locali. A Torino c\u2019\u00e8 <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ahsqueerto\/\">Ah, Squeerto!<\/a>, ed \u00e8 a loro che busso.<\/p>\n<p>A questo punto del racconto si deve essere capito che la tempestivit\u00e0 non \u00e8 il mio forte. Prendo contatto con l\u2019assemblea a giugno 2016, e mi presento alla prima riunione otto mesi dopo.<\/p>\n<p>Piove a dirotto e, mentre guido per raggiungere la citt\u00e0, continuo a ripetermi che sono calma, rilassata, in perfetta armonia con me stessa e con il mondo. La verit\u00e0 \u00e8 che ho un frullatore impazzito nella pancia e snocciolo bestemmie a ogni semaforo. A nessuna prima teatrale, a nessun esame universitario, a nessun colloquio di lavoro, mi sono sentita cos\u00ec emozionata.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/logoahsqueerto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35996\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/logoahsqueerto.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>In quella fase Ah, squeerto! non ha un posto fisso in cui riunirsi, \u00e8 nomade, e attraversa diversi spazi cittadini. Da un mesetto si vede nei locali del circolo GLBTQ Maurice. Parcheggio distantissimo e mi avvicino a piedi, ma sembra sia l&#8217;ombrello a trascinarmi. Il dito si poggia sul campanello, ma non riesco a pigiarlo. Dubbi, paure, domande imperversano nella testa. <i>Cosa vorr\u00e0 poi dire transfemminismo? Gay e lesbiche ne conosco, ma chiss\u00e0 come sono fatte delle persone queer? Andr\u00f2 bene anche se non ho ancora finito nemmeno un libro di Butler? Mi piaceranno? <\/i><i>P<\/i><i>iacer\u00f2?<\/i> Sono sul punto di tornare indietro e lasciare stare. Poi la meschinit\u00e0 e l&#8217;omofobia interiorizzata mi spingono al coraggio: <i>E se mi riconosce qualcuno qui piazzata davanti al portone di un\u2019associazione di froci?<\/i> E suono.<\/p>\n<p>Quelle sono settimane in cui Ah, Squeerto! attraversa una fase di crisi e scazzi e il clima non \u00e8 dei migliori, ma l\u2019espressione da pulcino bagnato che lo stress emotivo mi disegna in faccia, induce le compagne \u2013 per noi i plurali sono sempre femminili \u2013 a riservarmi una buona accoglienza. Prima di cominciare l&#8217;assemblea vera e propria si cena, io ho gi\u00e0 mangiato, ma anche fossi digiuna non potrei mandare gi\u00f9 una nocciolina. Ogni volta che qualcuna delle compagne mi rivolge la parola riesco ad andare poco oltre i monosillabi e gli schiarimenti di gola. Ho la paura fottuta che se tolgo il tappo non possa poi evitare di vomitare 38 anni di censure, reticenze, non detti.<\/p>\n<p>Nel frattempo mi guardo intorno e comincio a rispondere a una delle domande: come sono fatte le persone queer? Carne, ossa, pelle, nervi, uguali a tutti gli altri esseri umani e ognuna diversa a modo suo.<\/p>\n<p>Finiscono di mangiare, mi affaccendo a sparecchiare, soprattutto per evitare di pensare a cosa dire, a cosa fare, in che posizione mettermi. Loro sembrano tutte cos\u00ec disinvolte. Riprendiamo posto e la persona che mi ha fatto da tramite mi chiede se voglio dire due parole per presentarmi. In effetti non voglio, non so bene cosa dire senza cominciare da Adamo ed Eva, ma dalla mia bocca le parole hanno preso a uscire, lo psicopoliziotto che \u00e8 in me interviene e le piglia per briglie, in qualche modo le governa: ne viene fuori una roba che pi\u00f9 che una presentazione sembra un indovinello. Ho provato a farci attenzione e miracolosamente ci sono riuscita: ho parlato di me evitando declinazioni di genere. E quindi arriva la domanda:<\/p>\n<p>\u2013 Che pronome preferisci? Maschile o femminile?<\/p>\n<p>Eccomi, mi dico, sono a casa.<\/p>\n<h4 class=\"western\"><strong>5. Ogni lotta \u00e8 tutte le lotte (transfemminismo e No Tav)<\/strong><\/h4>\n<p>Che significa transfemminismo?<\/p>\n<p>Sebbene l&#8217;alleanza femminista fra donne assegnate femmine alla nascita e persone trans sia decisamente pi\u00f9 antica, la parola \u00e8 piuttosto recente e la introduce nel 2001 <strong>Emi Koyama<\/strong> nel suo <a href=\"https:\/\/lesbitches.wordpress.com\/2018\/07\/13\/manifesto-transfemminista\/\">Manifesto <\/a><a href=\"https:\/\/lesbitches.wordpress.com\/2018\/07\/13\/manifesto-transfemminista\/\">transfemminista<\/a>. Il testo nasce dall&#8217;esigenza di contrastare ogni deriva essenzialista e di \u00abelaborare una teoria femminista che [sia] decisamente pro-trans e un discorso trans che [sia] radicato nel femminismo\u00bb. L&#8217;istanza prima del transfemminismo \u00e8 proporre un fronte femminista pi\u00f9 ampio e inclusivo, perch\u00e9 il sessismo eteropatriarcale non si accanisce solo sulle donne nate donne, ma su chiunque provi ad abbattere o anche solo a scavalcare, aggirare, i suoi muri e le sue recinzioni.<\/p>\n<h5><strong>Inclusivit\u00e0<\/strong><\/h5>\n<p>L&#8217;inclusivit\u00e0 \u00e8 un tratto tipico della lotta in Valsusa. Il fronte No Tav \u00e8 davvero composito: dal mondo cattolico a quello anarchico, da quello autonomo ai transfughi dal PD, c&#8217;\u00e8 spazio per tutti e tutte. Restano fuori i fascisti e i razzisti. Ci\u00f2 che unisce tutte le persone No Tav \u00e8 la consapevolezza di essere vittime della medesima oppressione, quella esercitata dallo Stato in combutta con le lobby del cemento e del tondino. Il successo e la tenuta di questa lotta si deve proprio alla sua molteplicit\u00e0 \u2013 sia nelle identit\u00e0, che nelle pratiche \u2013 e alla resistenza che ha saputo opporre ai tentativi di dividere il movimento in buoni e cattivi, in \u00abautentici valligiani\u00bb e \u00abanarcoinsurrezionalisti dei centri sociali\u00bb. Uno dei pi\u00f9 noti slogan del movimento \u00e8 \u00abper essere No Tav non \u00e8 necessario essere valsusini, basta essere onesti e informati\u00bb. \u00c8 un rifiuto esplicito di ogni gretto localismo: si pu\u00f2 gridare \u00abgi\u00f9 le mani dalla Valsusa\u00bb indipendentemente da dove si \u00e8 nati e da dove si viva e in ogni \u00aba sar\u00e0\u00a0d\u00fcra\u00bb che si leva c&#8217;\u00e8 spazio anche per il mio accento siculotorinese.<\/p>\n<div id=\"attachment_35968\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35968\" class=\"wp-image-35968\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/soloinvalsusa.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"395\" \/><p id=\"caption-attachment-35968\" class=\"wp-caption-text\">Festival Alta Felicit\u00e0, Venaus, 28 luglio 2017. Lo stand della Federazione Anarchica Italiana accanto a quello dei Cattolici per la vita della Valle.<\/p><\/div>\n<p>Allo stesso modo Emi Koyama nel suo manifesto allarga la pratica transfemminista \u00aballe persone queer, intersex, agli uomini trans, alle donne non-trans, agli uomini non-trans e a tutt* coloro che siano solidal* nei confronti dei bisogni delle donne trans, e che considerino l\u2019alleanza con le donne trans come una parte essenziale della loro stessa liberazione\u00bb. \u00c8 una visione del mondo futuro, e in quel mondo ci siamo tutte e tutti, esclusi fascisti, razzisti, transomofobi, sessisti e maschilisti e tutte le altre forme di oppressione e discriminazione, anche quelle che il nostro privilegio ancora ci nasconde.<\/p>\n<p>Mescolanza e pluralit\u00e0 nelle fasi decisionali, nella partecipazione, nelle pratiche sono fondamentali sia per i No Tav sia per le transfemministe.\u00a0<em>Entrambe le lotte esplicitamente bandiscono ogni forma di purezza.<\/em><\/p>\n<h5><strong>Mediazione al rialzo<\/strong><\/h5>\n<p>L&#8217;inclusivit\u00e0, il desiderio di un modo plurale, per\u00f2 \u00e8 una forma di \u2013 per usare un&#8217;espressione di Wu Ming \u2013 <em>mediazione al rialzo<\/em> e permette critiche pi\u00f9 affilate, proposte pi\u00f9 articolate e rende pi\u00f9 radicali le posizioni, non le annacqua, non le compromette.<\/p>\n<p>Nel 2017 a Rivalta ci sono state le elezioni amministrative, le ha vinte per 50 voti l\u2019ex assessore all&#8217;ambiente della regione Piemonte, <strong>Nicola De Ruggiero<\/strong>. Sventola un&#8217;ambigua bandiera No Tav, ma la sua posizione \u00e8 che sia necessario allontanare il pi\u00f9 possibile la linea dal paese (e gli altri si arrangino). Per conseguire questo risultato, uno dei primi atti della sua giunta \u00e8 stato quello di far rientrare Rivalta nell&#8217;Osservatorio per l&#8217;asse ferroviario Torino-Lione, organo che si occupa di capire <i>come<\/i> realizzare l\u2019opera, non <i>se<\/i> realizzarla. Il comitato No Tav di Rivalta continua a evidenziare l<a href=\"https:\/\/www.notav-valsangone.eu\/2018\/10\/tav-continua-incombere-rivalta\/\">e ambiguit\u00e0 dell&#8217;attuale amministrazione<\/a> e continua a ribadire che No Tav significa <i>n\u00e9 qui, n\u00e9 altrove<\/i>.<\/p>\n<p>Alla base del transfemminismo c&#8217;\u00e8 la consapevolezza che esiste un&#8217;oppressione sistemica e si chiama eteropatriarcato. La violenza eteropatriarcale pu\u00f2 essere agita da chiunque, ed essere diretta contro chiunque, indipendentemente da sesso, genere e orientamento, ma ci\u00f2 che femministe e transfemministe danno per assodato \u00e8 che questa violenza \u00e8 agita nella stragrande maggioranza dei casi da maschi etero <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cisessualit%C3%A0\">cisgender<\/a>. Non c&#8217;\u00e8 infatti un&#8217;emergenza di uomini uccisi dalle loro compagne, le violenze contro lesbiche, gay e persone transgender sono quasi sempre commesse da maschi. L&#8217;eteropatriarcato normalizza, propone come inevitabili, naturali, la discriminazione, la diversit\u00e0 dei salari, l\u2019assoggettamento dei corpi. Chi nega questi assunti, che esista un privilegio maschile, che esista un\u2019oppressione su donne e lesbiche, gay, bisex, transgender, intersex, queer, non pu\u00f2 dichiararsi transfemminista.<\/p>\n<p>Indipendentemente da sesso, genere e orientamento, tutte possiamo condurre queste lotte, ma non siamo tutt* sulla stessa barca. <em>No Tav e transfemministe si ritrovano anche in questo: sono inclusive, ma allergiche alle supercazzole.<\/em><\/p>\n<h5><strong>Saperi costruiti dal basso<\/strong><\/h5>\n<p>Il movimento No Tav nel corso degli anni ha continuato a studiare i progetti della controparte, a smontarli, a criticarli dal punto di vista scientifico, economico e politico, senza delegare, con un&#8217;autoformazione costante e un continuo scambio fra militanti e tecnici.<\/p>\n<p>\u00c8 ci\u00f2 che continuano a fare attiviste, attivisti, collettive, collettivi e assemblee transfemministe di tutto il mondo: mettere a disposizione esperienza, conoscenze, capacit\u00e0 per esplorare ogni ambito dell&#8217;eteropatriarcato, difendersi dalla sua oppressione e immaginare nuovi strumenti di lotta, di piacere, di liberazione. Nell&#8217;ambito dell&#8217;attivismo queer si continuano ad autoprodurre fanzine (<a href=\"https:\/\/anarcoqueer.wordpress.com\/\">qui<\/a> e <a href=\"http:\/\/archive.qzap.org\/\">qui<\/a> alcuni archivi) che spaziano dalle <a href=\"https:\/\/anarcoqueer.wordpress.com\/2015\/01\/02\/storia-della-resistenza-queer-radicale-rivolta\/\">genealogie nei movimenti queer<\/a>, all&#8217;<a href=\"https:\/\/ahsqueerto.noblogs.org\/files\/2018\/10\/queerizzare-leterosessualit%C3%A0-SCAN.pdf\">eteronormativit\u00e0 nelle relazioni<\/a>, dalla <a href=\"https:\/\/ahsqueerto.noblogs.org\/files\/2017\/09\/Epistemologia-ruminante-completo3.pdf\">discriminazione delle persone grasse<\/a>, a <a href=\"https:\/\/anarcoqueer.wordpress.com\/2017\/11\/10\/violenza-di-genere-in-ambienti-antiautoritari-e-in-spazi-liberati\/\">violenza e consenso<\/a>, dal <a href=\"https:\/\/anarcoqueer.wordpress.com\/2013\/12\/16\/papilloma-come-difenderci-dallhpv-e-da-chi-ci-specula\/\">papilloma virus<\/a>, fino ad arrivare alla <a href=\"https:\/\/gayplants.noblogs.org\/files\/2017\/10\/Gay-Plants-One-Monsters-viewing-colour.pdf\">queerness nel mondo vegetale<\/a>, per citarne solo alcune. Quasi tutto ci\u00f2 che raggiunge un livello accademico \u2013 esistono corsi di laurea in gender e queer studies \u2013 trae linfa dalle esperienze e dalle riflessioni dell\u2019attivismo di base.<\/p>\n<h5><strong>Ju-jitsu<\/strong><\/h5>\n<p>All&#8217;indomani della manifestazione del 3 luglio 2011, successiva allo sgombero <i>manu militari<\/i> della Maddalena, i media concentrano tutte le loro attenzioni su qualche sasso lanciato da No Tav. Evitano cos\u00ec di raccontare sia le ragioni della protesta, sia le <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ev7Sa-cuz5w\">documentate violenze delle forze di polizia<\/a>. Il movimento risponde con un nuovo slogan: \u00abSiamo tutti black bloc\u00bb.<br \/>\nAncora: \u00e8 il 2014 quando si istruisce un processo per terrorismo contro Chiara, Claudio, Mattia e Niccol\u00f2 accusati di aver sabotato un compressore, il movimento organizza una grande manifestazione a Torino e la intitola \u00ab<a href=\"http:\/\/www.notav.info\/senza-categoria\/colpevoli-di-resistere-105-manifestazione-notav-a-torino\/\">colpevoli di resistere\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p><em>Flessibili come rami di salice<\/em>\u00a0\u00e8 il principio del ju-jitsu: usare contro il nemico la sua stessa forza. Rivendicarsi quelle che dovrebbero essere etichette denigranti \u00e8 una strategia che permette di narrare storie altre, indigeste al potere. \u00c8 <em>un&#8217;attitudine punk<\/em>.<\/p>\n<p>Lorenzo Bernini sostiene che il primo uso politico del termine queer sia bicefalo: dal basso lo inaugura la <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Queer_Nation\">Queer Nation<\/a>, un collettivo di attiviste e attivisti contro la sierofobia (discriminazione nei confronti delle persone sieropositive e affette da HIV) e, a livello accademico, poco dopo, ma in maniera indipendente, <strong>Teresa De Lauretis<\/strong> lo riprende per un convegno del 1990 intitolato <i>Queer theory<\/i>.<\/p>\n<p>Anche in Italia il termine \u00abfrocio\u00bb prima \u2013 gi\u00e0 negli <i>Elementi di critica omosessuale<\/i> di <strong>Mario Mieli<\/strong> \u2013 e \u00abfrocia\u00bb poi, si caricano di significati politici. \u00c8 un\u2019operazione che va al di l\u00e0 dell&#8217;ironia: \u00e8 un&#8217;irruzione nella cornice del nemico per rovesciarla, sabotarla, distruggerla. E inoltre, per parafrasare Adorno, \u00e8 un precipitato gioioso della rabbia.<\/p>\n<div id=\"attachment_35958\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35958\" class=\"wp-image-35958\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/rivoltafrocia-1.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" \/><p id=\"caption-attachment-35958\" class=\"wp-caption-text\">Torino, 28 giugno 2018. \u00abI nostri corpi non hanno frontiere. Rivolta frocia!\u00bb<\/p><\/div>\n<h5><strong>Permeabilit\u00e0 delle lotte<\/strong><\/h5>\n<p>Negli ultimi due anni, migliaia di persone migranti percorrono la Valsusa, cercano di oltrepassare il confine attraverso le Alpi. Interi settori del movimento No Tav si sono autorganizzati per dare supporto, conforto, aiuto, informazioni a queste persone. A motivare questo impegno, oltre ai sentimenti di solidariet\u00e0, c&#8217;\u00e8 una consapevolezza: le stesse forze che sacrificherebbero la vita di una valle e dei viventi che la abitano per muovere pi\u00f9 velocemente merci, non contemplano il diritto di tutti gli esseri umani a spostarsi liberamente.<\/p>\n<p>I\/le sacrificabili della Valsusa e i\/le migranti che la attraversano vivono piani di oppressione diversi: il luogo di nascita, il possesso di documenti, la possibilit\u00e0 di ottenere un contratto di lavoro, il sesso, il colore della pelle sono tutti fattori che creano gerarchie: rendersene conto, imparare ad ascoltare i racconti di chi vive diverse oppressioni, \u00e8 un passo verso l&#8217;autodeterminazione e un&#8217;alleanza reale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-35961\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sgombero.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"345\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 <em>la permeabilit\u00e0 delle lotte.<\/em>\u00a0\u00c8 il tentativo di abbracciare diversi piani di oppressione e mettere in relazione chi ne \u00e8 oggetto per elaborare strategie che pongano argine alla frammentazione e immaginare mondi in cui i diritti di alcun* non siano a discapito dei diritti di altr*.<\/p>\n<p>A inizio ottobre il laboratorio <a href=\"https:\/\/smaschieramenti.noblogs.org\/\">Smaschieramenti<\/a> in combutta con Non Una Di Meno ha organizzato a Bologna <a href=\"https:\/\/smaschieramenti.noblogs.org\/post\/2018\/10\/08\/nudm-blocco-del-traffico-contro-fascismo-e-islamofobia\/\">un blocco del traffico contro fascismo e islamofobia<\/a>. Lo scorso 28 giugno, Ah, SqueerTO! insieme ad altre sette realt\u00e0 di movimento cittadine ha costruito Nessun* Norma (<a href=\"https:\/\/anarresinfo.noblogs.org\/2018\/07\/01\/laltro-pride-contro-frontiere-e-decoro\/\">qui<\/a> la sintesi che pi\u00f9 mi sento di sottoscrivere), un pride contro le frontiere, per la libert\u00e0 dei corpi e contro le politiche repressive del decoro. Un corteo che per la quantit\u00e0 di uomini in armi e Digos mobilitati assomigliava moltissimo, anche quello, a un&#8217;iniziativa No Tav. Sono solo due eventi fra decine, a testimoniare che l&#8217;intenzione di uscire dagli orticelli e la volont\u00e0 di contaminazione delle lotte sono fondanti in chi fa attivismo queer.<\/p>\n<div id=\"attachment_35955\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35955\" class=\"wp-image-35955\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/appendino.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"943\" \/><p id=\"caption-attachment-35955\" class=\"wp-caption-text\">Sabato. \u2013 Guardatemi: apertura mentale, solidariet\u00e0, diritti per tutt*, no perbenismi! <br \/>Mercoled\u00ec. \u2013 Guardatemi: grettezza, repressione, tolleranza zero, \u00abdecoro\u00bb!<\/p><\/div>\n<h5><strong>Autodeterminazione<\/strong><\/h5>\n<p>Quando Emi Koyama scrive \u00abriteniamo di avere diritto esclusivo di prendere decisioni in merito ai nostri corpi e che nessuna autorit\u00e0 politica, medica o religiosa possa violare l\u2019integrit\u00e0 dei nostri corpi contro la nostra volont\u00e0 o intralciare le nostre decisioni riguardo a ci\u00f2 che di essi facciamo\u00bb, <em>sta parlando di autodeterminazione,<\/em> la stessa che chiedono i\/le No Tav riguardo al territorio che abitano. \u00abIl mio corpo, la nostra terra\u00bb, dice una T-shirt delle donne No Tav.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Mi cuerpo, mi primer territorio<\/em>\u00bb \u00e8 uno slogan diffuso in America latina, mette in relazione le lotte contro la voracit\u00e0 di terra del capitale e quelle contro l&#8217;irregimentazione dei corpi condotta dal patriarcato e dall&#8217;eterosessismo. Si tratta della stessa opposizione, della stessa azione, dello stesso obiettivo: acquisire la piena responsabilit\u00e0, sottrarsi a ogni imposizione dall\u2019alto, su ci\u00f2 che accade sul proprio corpo e sul proprio spazio vitale.<br \/>\n<b><\/b><\/p>\n<h5><strong>C&#8217;\u00e8 ancora una cosa&#8230;<\/strong><\/h5>\n<p>&#8230;e non \u00e8 secondaria per nulla: l&#8217;importanza che sia nel mondo No Tav sia in quello transfemminista queer si d\u00e0 alla convivialit\u00e0, all&#8217;incontro, al piacere, alla festa.<\/p>\n<h4 class=\"western\"><strong>6. These important years<\/strong><\/h4>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Knjh4K_QqUQ\" width=\"700\" height=\"394\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nQuando \u00e8 iniziata la mia transizione?<\/p>\n<p>Sono sette anni, se parto da quel pensiero fatto alla Maddalena. Quattro, se stiamo ai primi simbolici buchi nelle orecchie. Quasi due anni e mezzo, invece, da quel 7 giugno 2016. Ventidue mesi se l&#8217;inizio \u00e8 il mio approdo ad Ah, Squeerto!.<\/p>\n<p>Il percorso &#8220;ufficiale&#8221; per\u00f2, quello sancito dalla legge 164 del 1982 che regolamenta le transizioni di genere in Italia, \u00e8 molto pi\u00f9 recente, ed \u00e8 partito a maggio di quest\u2019anno. Ho imboccato questo sentiero perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica possibilit\u00e0 di aver accesso legale alla cura ormonale, ed \u00e8 l\u2019unico cammino \u2013 per quanto assai arduo \u2013 per ottenere un cambio dei documenti. Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 che mettermici su mi ha finalmente indotto a prendere a picconate l\u2019auto-repressione, a uscire dalla clandestinit\u00e0 e cominciare a <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/paul-preciado\/2018\/03\/08\/nome-identita\">chiedere che mi si chiami con il mio nome<\/a>, che era e resta Filo, la forma abbreviata di Filomena.<\/p>\n<p>Sono sei mesi che racconto della mia transizione, le persone che mi conoscono da tempo spesso mi hanno chiesto: <i>e<\/i> <i>ora<\/i> <i>come ti senti?<\/i><\/p>\n<p>Eh, bella domanda!<\/p>\n<p>Mi sento come Frodo e Sam quando decidono di liberarsi di elmi, scudi, abiti da orco e attraversare Mordor senza mascherarsi, esibendo i loro corpi e la loro fragilit\u00e0. Mi sento pi\u00f9 vicina a me stessa e infinitamente pi\u00f9 leggera. Quel travisamento \u2013 la mia socializzazione maschile \u2013 mi ha protetta fin qui, ma allo stesso tempo mi pesava, mi strozzava, mi impediva di respirare a pieni polmoni, di camminare, di agire.<\/p>\n<p>Anche <strong>Marta Battiato<\/strong>: alcune compagne di Ah, Squeerto! mi hanno chiesto perch\u00e9 fossi cos\u00ec dura e giudicante e usassi toni cos\u00ec supponenti e denigratori nei suoi confronti. Una compagna mi ha detto: \u00abnel mio femminismo c\u2019\u00e8 posto anche per lei\u00bb. Solo dopo aver preso atto che quella durezza e quella supponenza, quella incapacit\u00e0 di empatizzare con lei \u2013 lo so che sembra assurdo, sto parlando di me! \u2013 fossero i segni dell&#8217;eteropatriarcato interiorizzato, sono riuscita a mitigare il linguaggio nel brano in cui ne parlo. Marta a modo suo, dalla sua postazione, ha combattuto e mi ha condotto qualche passo pi\u00f9 avanti, fin dove poteva arrivare e le sono grata. Ora me ne libero, di lei e di quell\u2019altro me, per proseguire il cammino e potermi vedere allo specchio e mostrarmi a volto scoperto.<\/p>\n<p>Resta da attraversare questa Mordor, questa Terra desolata, questo paese guasto.<\/p>\n<p>\u00c8 il 21 dicembre 2017, il solstizio d&#8217;inverno, la giornata pi\u00f9 corta dell\u2019anno, fra poco si aprir\u00e0 la notte pi\u00f9 lunga e io sono depressa sul divano. Il sollievo non \u00e8 mai una volta per tutte.<\/p>\n<p>Gli spiragli di futuro utopico che ho visto balenare davanti ai miei occhi alla Maddalena e in altre situazioni di autogestione No Tav, gli spazi di autenticit\u00e0 e libert\u00e0 che mi concede Ah Squeerto! non mi sono sufficienti, tanto pi\u00f9 che \u2013 paradosso dei paradossi \u2013 il mio attivismo transfemminista in questa fase \u00e8 in incognito, solo Sara e pochissime altre persone sanno che cosa vada a fare ogni settimana al Gabrio, nuova sede delle assemblee di Ah Squeerto!. Il mio quotidiano resta quello di sempre, sul mio corpo continuano a spadroneggiare le forze nemiche, la libera espressione di me e della mia identit\u00e0 di genere \u00e8 meno di un part time, si manifesta tre ore la settimana.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2011\/06\/locchio-del-purgatorio-la-rivolta-e-lutopia\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-4354\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Spitz_Occhio_big.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"219\" \/><\/a>Sono esperta solo delle mie depressioni e non so farne leggi universali, so che ci finisco dentro quando sento il futuro come la copia esatta del presente bacato in cui vivo, la sua logica conseguenza. \u00c8 l\u2019esperienza che fa il pittore Jean Pondolski nel romanzo di <strong>Jacques Spitz<\/strong> <i>L&#8217;occhio del purgatorio:<\/i> se il futuro \u00e8 dritto davanti al momento attuale, vedo solo ripetizione prima, e morte poi.<\/p>\n<p>Il futuro di cui abbiamo bisogno \u00e8 diverso, non \u00e8 lineare, \u00e8 obliquo, sghembo \u2013 \u00e8 queer! \u2013 \u00e8 frutto di uno scarto ed \u00e8 il prodotto di un impulso utopico, \u00e8 un tempo realmente altro da questo presente e bisogna immaginarselo (<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2011\/06\/locchio-del-purgatorio-la-rivolta-e-lutopia\/\">qui\u00a0<\/a><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2011\/06\/locchio-del-purgatorio-la-rivolta-e-lutopia\/\"><strong>Wu Ming 1<\/strong> lo spiega bene<\/a>). Ci vogliono immagini che lo suggeriscano e azioni che lo rendano possibile, altrimenti non pu\u00f2 che scorrere negli alvei profondi dell&#8217;<i>Ormai<\/i> e dell&#8217;<i>Inevitabile<\/i>.<\/p>\n<blockquote><p>Il tunnel \u00e8 ormai iniziato, dobbiamo andare avanti.<br \/>\nLa linea \u00e8 satura.<br \/>\nCe lo chiede l\u2019Europa.<br \/>\nSe non lo facciamo interrompiamo il corridoio Lisbona-Kiev, la Via della seta.<br \/>\nTorino, il Piemonte, l\u2019Italia resteranno fuori dai traffici se non ci adeguiamo.<br \/>\nFaremo un Tav sostenibile, una soluzione low cost.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ci devi studiare sopra per sapere che il tunnel non c\u2019\u00e8, che la linea attuale \u00e8 sottoutilizzata, che a Lisbona, a Kiev, a Pechino se ne fottono del nostro TAV e che non c\u2019\u00e8 risparmio e sostenibilit\u00e0 possibile per un\u2019opera cos\u00ec socialmente ed economicamente impattante. E poi immaginare il tuo territorio come il frutto dei desideri e delle esigenze di tutte le componenti della comunit\u00e0 che lo abitano. Immaginare che vai a un\u2019assemblea e puoi prendere parola ed essere parte di un processo collettivo e non un burattino nelle mani dei burocrati, dei politici, del capitale. Tutto chiaro per me: tradurlo sul mio corpo, sulla mia esistenza \u00e8 un\u2019altro paio di maniche. Essere pi\u00f9 libera e radicale nella mia frociaggine, aumentarne il raggio di azione nello spazio e nel tempo, mi pare irrealizzabile, velleitario, utopistico.<\/p>\n<blockquote><p>E come fai con il lavoro?<br \/>\nE con gli amici?<br \/>\nI parenti?<br \/>\nLa societ\u00e0?<br \/>\nI vicini di casa?<br \/>\nI conoscenti?<br \/>\ni passanti?<br \/>\nLascia perdere. Frocia part time \u00e8 gi\u00e0 un gran lusso.<\/p><\/blockquote>\n<p>Io non me lo ricordo come ci \u00e8 capitato, ma so che a un certo punto il 21 dicembre del 2017 mi trovo per le mani un libro e inizio a leggerlo. \u00c8 <i>Stella distante<\/i> di <strong>Roberto Bola\u00f1o<\/strong>. Io i libri li riempio di segni, sottolineature, punti esclamativi, commenti. Questo qui \u00e8 bianco fino a met\u00e0. Sto sprofondando nella Palude della tristezza come Arthax, il cavallo di Atreiu. Ancora grazie che stia leggendo, invece di piangere in silenzio o dormire.<br \/>\nPoi all&#8217;improvviso mi tiro su e mi siedo a gambe incrociate: leggere diventa un atto volontario e non pi\u00f9 solo lettere che scorrono sotto gli occhi. Il brano che risveglia la mia attenzione comincia cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35946\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/stelladistante.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"235\" \/>Un giorno si arrampic\u00f2 su uno di questi pali e ricevette una scossa cos\u00ec forte che perse entrambe le braccia. Gliele dovettero amputare quasi all&#8217;altezza delle spalle. Cos\u00ec Lorenzo crebbe in Cile e senza braccia, cosa che gi\u00e0 di per s\u00e9 rendeva la sua situazione piuttosto svantaggiosa, ma crebbe per di pi\u00f9 nel Cile di Pinochet, cosa che trasformava qualsiasi situazione svantaggiosa in disperata, ma questo non era tutto, perch\u00e9 ben presto scopr\u00ec di essere omosessuale, cosa che trasformava la situazione disperata in inconcepibile e inenarrabile.<br \/>\nLe sue delusioni (per non parlare di umiliazioni, sgarbi, mortificazioni) furono terribili e un giorno \u2013 giorno da segnare con un sassolino bianco \u2013 decise di suicidarsi. Un pomeriggio d&#8217;estate particolarmente triste, quando il sole scompariva nell&#8217;Oceano Pacifico, Lorenzo si butt\u00f2 in mare da uno scoglio usato esclusivamente dai suicidi (e che non manca in ogni tratto di litorale cileno che si rispetti). [&#8230;] La sua vita allora, proprio come si racconta, gli pass\u00f2 davanti agli occhi come un film. [&#8230;] Con improvviso coraggio decise che non sarebbe morto. Dice di aver detto ora o mai pi\u00f9 e torn\u00f2 in superficie. Risalire gli parve interminabile; tenersi a galla, quasi insopportabile, ma ce la fece. Quella sera impar\u00f2 a nuotare senza braccia, come un&#8217;anguilla o una biscia. Suicidarsi, disse, in questa congiuntura sociopolitica, \u00e8 assurdo e ridondante.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Bola\u00f1o bara, lo fa per tutto il romanzo cucendo reale, verosimile e fantastico in una sola tela. Quella di Lorenzo non \u00e8 una fiaba, ma la storia di <strong>Lorenza\u00a0B\u00f6ttner<\/strong> (1959-1994), pittrice, danzatrice, cantante transgender priva di braccia.<\/p>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Sd6bJSSl-sg\" width=\"700\" height=\"394\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nBalzo dal divano. Comincio ad agitarmi per casa. Cucino, pulisco, mi lavo, apro le finestre, metto sulla scrivania il materiale ancora intonso che devo studiare per un esame, mando la storia di Lorenza cos\u00ec come la racconta Bola\u00f1o nella mailing list di Ah, Squeerto!.<\/p>\n<p>Non sono fuori dalla palude, non ho risolto nulla, ma ho un\u2019immagine potente, quella di Lorenza che esiste e che balla e dipinge. Un\u2019immagine che ne richiama altre, la Maddalena, le chiacchiere intorno al fuoco, i canti con i compagni e le compagne No Tav, il calore, gli abbracci e la comprensione delle mie compagne queer. Sento che davanti ci sono tanti futuri e che voglio prendermi il tempo, lo spazio, la possibilit\u00e0 di incarnarne \u2013 ora! \u2013 uno vivibile per me. Averne il coraggio.<\/p>\n<p>Un atto coraggioso pu\u00f2 essere azzardato o rischioso, ma non \u00e8 mai una bravata, lo spiega bene <strong>Valentina Fulginiti<\/strong> in un <a href=\"https:\/\/parlacoimuri.wordpress.com\/?s=Luca+no+tav&amp;submit=Cerca\">articolo<\/a> che conservo appeso al mio <i>al<\/i><i>t<\/i><i>arino delle cose ricordevoli<\/i>. Io propongo un passo ulteriore: il coraggio autentico anche quando \u00e8 un atto individuale presuppone una collettivit\u00e0 di riferimento, ed \u00e8 in qualche modo un atto di restituzione di qualcosa di molto prezioso che dalla collettivit\u00e0 si \u00e8 ricevuto. Il coraggio \u00e8 contagioso, esattamente come la paura, ed \u00e8 per questo che si lotta, perch\u00e9 la paura amplifica il silenzio, la solitudine, l\u2019immobilit\u00e0, la rassegnazione; il coraggio al contrario \u00e8 una forza plurale che si nutre di musica, danza, immagini, parole e le ispira. Ed ecco spiegata la forza di Lorenza, di Luca, di Turi,\u00a0di <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2012-04-11\/susa-iniziano-espropri-radunano-093442_PRN.shtml\">Marisa<\/a>, di <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2016\/11\/03\/news\/nicoletta-dosio-quella-prof-di-greco-antico-simbolo-della-resistenza-no-tav-1.287290\">Nicoletta<\/a> e di tantissime altre.<\/p>\n<p><div id=\"attachment_35959\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35959\" class=\"wp-image-35959\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/turi-verticale.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"466\" \/><p id=\"caption-attachment-35959\" class=\"wp-caption-text\">\u00abNel pomeriggio del 5 settembre [2015], Turi aveva eluso la sorveglianza ed era apparso all&#8217;improvviso nel cantiere, a due passi dai poliziotti allibiti, a torso nudo e in calzoncini, la barba grigia, i capelli lunghi e caldi di sole, nelle mani una bandiera No Tav, inatteso e pi\u00f9 che mai incongruo, come un ologramma, per\u00f2 tangibile. Prima che le guardie potessero battere le ciglia due volte, si era messo nella posizione yoga del S\u00eers\u00e2sana o, pi\u00f9 prosaicamente, &#8220;la verticale&#8221; [&#8230;] il fotografo Michele Lapini aveva colto l&#8217;attimo.\u00bb (Wu Ming 1, <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em>)<\/p><\/div>L&#8217;ho gi\u00e0 detto e scritto altrove e non temo di ripetermi. Il valore della lotta \u00e8 in s\u00e9. Non c&#8217;\u00e8 un paradiso eterno di l\u00e0 da venire, messo in premio per \u00abquando avremo vinto\u00bb.<br \/>\nEtimologicamente il paradiso \u00e8 un giardino e i margini che abitiamo \u2013 valligiane e valligiani, frocie, abitanti delle periferie, migranti, escluse, esclusi \u2013 si trasformano in giardini ogni volta che ci opponiamo alla violenza dello Stato, del capitale e dell&#8217;eteropatriarcato. Sono giardini fragili i nostri, come quelli descritti da Cl\u00e9ment nei suoi libri: plurali, compositi, permeabili, effimeri ma rinnovabili, in continua trasformazione e ridiscussione, immersi nel conflitto e nel confronto. Ogni centimetro, ogni minuto di questi paradisi, ci fa desiderare di lottare ancora, perch\u00e9 fuori di l\u00ec \u2013 lo chiamino pure ordine, normalit\u00e0, \u00abla vita cos\u00ec com&#8217;\u00e8\u00bb, l&#8217;inevitabile, l&#8217;ineluttabile, l&#8217;immutabile \u2013 c&#8217;\u00e8 la sopraffazione, la paura. L&#8217;inferno. Mordor.<\/p>\n<p>L&#8217;ho accennato prima, e quando avr\u00f2 di voglia di scrivere un pezzo comico, approfondir\u00f2: in quella trappola del self-helping, del tirarsi fuori da sola, dei leader motivazionali, per una breve stagione, ci sono caduta anche io. Magari funziona, ma io non ci credo. Credo nel mettere a disposizione le proprie abilit\u00e0 e nell&#8217;osservare di quali meraviglie siano capaci le altre persone.<\/p>\n<p>Chiedete a <strong>Claudio Giorno<\/strong> quanta fatica gli sia costato e quanto piacere gli abbia procurato mettere il primissimo tracciato del TAV su un lenzuolo lungo 12 metri, perch\u00e9 in Valle si potessero davvero rendere conto di dove passasse e cosa tirava gi\u00f9 al suo passaggio.<\/p>\n<p>Chiedete alle persone che li fanno a ogni iniziativa cosa significhi impastare e cuocere e guarnire biscotti a forma di cuore con scritto NO TAV.<\/p>\n<p>Chiedete ad <strong>Alberto Poggio<\/strong> e <strong>Luca Giunti<\/strong>\u00a0\u2013 dico loro perch\u00e9 li conosco meglio \u2013 se e quanto si divertono quando vanno in giro a fare i tecnici No Tav.<\/p>\n<p>Chiedete a chi cucina e serve perch\u00e9 lo fa. A chi mette su il vin brul\u00e9; a chi smazza i volantini; a chi regala dieci chili delle patate che ha coltivato; a chi ogni settimana, da sette anni, organizza un&#8217;apericena ai cancelli del fortino; a chi sta provando a costituire un <a href=\"http:\/\/traccenotav.org\/\">centro di documentazione No Tav<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-35994\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/biscotti-no-tav.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><\/p>\n<p>Non \u00e8 gi\u00e0 un mondo altro? Una prospettiva di condivisione e di collaborazione: la conferma che esiste una dimensione in cui lavoro e piacere possono coincidere? Non si intravede gi\u00e0 un tempo diverso da questo in cui bisogna nascondersi, incatenarsi a situazioni, facciate, e occupazioni abiette?<\/p>\n<p>Prestarsi a fare quel che si sa, godere dei saperi altrui, sperimentarsi in ci\u00f2 che non si \u00e8 mai fatto e stupirsi di ci\u00f2 che ci accade intorno e di come diventiamo ogni giorno, sempre pi\u00f9 noi stesse, noi stessi. Sono questi i benefici della lotta quando \u00e8 inclusiva e paritaria: trasforma \u2013 qui chioso le parole di <strong>Audre Lorde<\/strong> \u2013 il silenzio (la sottomissione, la negazione degli individui) in linguaggio e azione.<\/p>\n<p>Io oggi sono qui. Guardo indietro a questi 15 anni di militanze varie e vedo i sentieri che ho percorso con questo complesso di materia, emozione e pensiero che \u00e8 il mio corpo. Ogni passo una trasformazione. Ogni incontro un sorriso. La transizione non ha fatto ricominciare da capo la mia vita, non sono morta e rinata: \u00e8 stato un processo lungo, tortuoso, sghembo (queer!) quanto vuoi ma <em>unico<\/em>. Ora inspiro e sono pronta a mettere <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=iMfGpxFIILU\">un piede davanti all&#8217;altro piede davanti <\/a><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=iMfGpxFIILU\">all&#8217;altro piede davanti all&#8217;altro piede\u2026<\/a><\/p>\n<div id=\"attachment_35907\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35907\" class=\"wp-image-35907\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/notavsisbav.jpg\" alt=\"No Tav S\u00ec Trav\" width=\"700\" height=\"977\" \/><p id=\"caption-attachment-35907\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;<strong>8 dicembre<\/strong> tutte e tutti a Torino! Partenza alle h.14 da Piazza Statuto e poi in marcia verso Piazza Castello. Tenetevi le &#8220;madamin&#8221;, viva le frocie! Disegno originale di Zerocalcare, &#8220;frocizzato&#8221; da <a href=\"http:\/\/eugenionittolo.tumblr.com\/\">Eugenio Nittolo<\/a>.<\/p><\/div>\n<h4 class=\"western\"><strong>Ancora una cosa<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_36004\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36004\" class=\"wp-image-36004\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/PorporaMarcasciano.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"225\" \/><p id=\"caption-attachment-36004\" class=\"wp-caption-text\">Porpora<\/p><\/div>\n<p>Nel suo ultimo lavoro\u00a0<a href=\"http:\/\/ilmegafonoquotidiano.it\/libri\/laurora-delle-trans-cattive\"><i>L&#8217;aurora delle trans cattive<\/i><\/a> (Alegre, 2018) <strong>Porpora Marcasciano<\/strong> dice che non siamo noi transgender ad avere la disforia di genere, ma \u00e8 la societ\u00e0 ad avere una disforia nei nostri confronti.<\/p>\n<p>Non siamo noi che dobbiamo integrarci o essere accettate: \u00e8 il patriarcato eterosessista che va combattuto, \u00e8 la societ\u00e0 che deve cambiare ed essere a misura di tutte e tutti.<br \/>\nRaccontare, raccontarsi, uscire dalle cornici avvilenti, denigratorie e violente delle narrazioni mainstream \u00e8 \u2013 n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno \u2013 uno strumento di lotta. \u00c8 con questo spirito che ho scelto di condividere un pezzo della mia storia.<\/p>\n<p>Una scelta cos\u00ec non si matura in dieci minuti ed \u00e8 sempre il frutto di molteplici spinte. L&#8217;ultima pedata nelle terga \u2013 ma data con una zeppa! \u2013 me l&#8217;ha assestata\u00a0<a href=\"http:\/\/www.manifestolibri.it\/shopnew\/product.php?id_product=284\"><i>Tra le rose e le viole<\/i><\/a>\u00a0(manifestolibri, 2002) un libro di interviste a persone trans raccolte da Porpora.<br \/>\nAbbiamo bisogno di immaginari diversi. Le sessualit\u00e0, le identit\u00e0, le prospettive e le possibilit\u00e0 relazionali e sentimentali sono assai di pi\u00f9 di quante il paraocchi patriarcale consenta di vederne. Abbiamo bisogno di ascoltare storie diverse.\u00a0<span style=\"color: #ffffff;\">S\u00ec Trav!<\/span><\/p>\n<h4 class=\"western\"><strong>Ringraziamenti<\/strong><\/h4>\n<p>L&#8217;acquisto collettivo di terreni in cui si prevede giunga lo scarpone del nemico \u00e8 una delle pratiche adottate nel corso degli anni dal movimento No Tav. \u00c8 un sovvertimento: la propriet\u00e0 privata viene svuotata del suo senso esclusivo, trasformata in gestione e partecipazione responsabile. Le parole di questo testo mi appartengono in maniera astratta e puramente nominale. Sono il mio metro quadrato in un terreno condiviso da diverse comunit\u00e0, un ramo in una fascina di storie e azioni collettive e non esisterebbero senza l&#8217;aiuto e il supporto, lo stimolo del Coordinamento dei comitati No Tav della Valsangone e della Collina morenica, di Fornelli in lotta, di Ah, SqueerTO! Assemblea transfemminista queer Torino, di Alpinismo Molotov, della Wu Ming Foundation tutta.<\/p>\n<p>Sono stata accompagnata da molte persone nella stesura e nella revisione del racconto, dovrei fare troppi nomi e rischierei di dimenticarne qualcuno, mi limito a dirne due: <strong>Franco Berteni<\/strong> e <strong>Mariano Tomatis<\/strong> coi quali mi sono confrontata <i>ogni santo giorno<\/i> nelle ultime settimane. Grazie infinite a tutte e tutti e tuttu.<\/p>\n<p>Un ringraziamento speciale, infine, a <strong>Sara e Miriam<\/strong>, mie principali supporter e <i>sopporter<\/i> in questo viaggio niente affatto <i>straight<\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Filo Sottile &#8211; La prima puntata \u00e8 qui. INDICE 1. Nostalgia di futuro (maggio-giugno 2011) 2. Ancora una volta il personale \u00e8 politico (ancora una volta 7 giugno 2016) 3. La scoperta del queer (2011-2018) 4. Cerco casa (febbraio 2017) 5. Ogni lotta \u00e8 tutte le lotte: transfemminismo e No Tav 6. These important [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":35958,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[3796,3826,3795,3823,3822,3825,3824,959,3827,3803,3805,3804],"class_list":["post-35904","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","tag-ah-squeerto","tag-emi-koyama","tag-filo-sottile","tag-gender","tag-judith-butler","tag-lorenza-bottner","tag-nessun-norma","tag-no-tav","tag-porpora-marcasciano","tag-queer","tag-rivalta","tag-transfemminismo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>SI TRAV. 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