{"id":35773,"date":"2018-11-20T08:33:07","date_gmt":"2018-11-20T07:33:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=35773"},"modified":"2018-11-27T15:38:20","modified_gmt":"2018-11-27T14:38:20","slug":"si-trav","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/11\/si-trav\/","title":{"rendered":"SI TRAV. Come la militanza #NoTav mi ha dato il coraggio di diventare me stessa \/ 1"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_35783\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35783\" class=\"wp-image-35783\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ntstsqueerto.jpg\" alt=\"No Tav, S\u00ec Trav. Cartello apparso Nessun* Norma, pride contro decoro e frontiere, Torino, 28 giugno 2018.\" width=\"700\" height=\"525\" \/><p id=\"caption-attachment-35783\" class=\"wp-caption-text\">Cartello apparso alla manifestazione <em>Nessun* Norma<\/em>, pride contro decoro e frontiere, Torino, 28 giugno 2018.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Filo Sottile<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[Filo vive in provincia di Torino, ha 40 anni e una figlia. Ha scritto romanzi, saggi, canzoni e monologhi. Collabora con noi dal 2011 e il suo aiuto \u00e8 stato fondamentale nella stesura di almeno due libri:\u00a0<em>Point Lenana<\/em> e <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em>. \u00c8 una delle voci di Alpinismo Molotov \u2013 ha scritto <a href=\"http:\/\/www.alpinismomolotov.org\/wordpress\/2016\/06\/01\/ailanto-albero-maudit-che-porta-il-paradiso-fra-il-cemento\/\">un articolo sull&#8217;ailanto<\/a> divenuto un piccolo &#8220;classico&#8221; \u2013 ed \u00e8 stata sua la prima spinta a organizzare <em>Diverso il suo rilievo<\/em>, la festa di AM divenuta appuntamento annuale. Senza Filo la Wu Ming Foundation sarebbe diversa. E viceversa. Ci ha affidato questo <em>racconto di formazione<\/em>\u00a0e siamo fieri di presentarvelo. Lo pubblicheremo in due puntate.\u00a0Lo riteniamo uno dei testi pi\u00f9 importanti mai apparsi su <em>Giap.<\/em>\u00a0Buona lettura.<br \/>\n<strong>Wu Ming, <\/strong>20 novembre, TDOR &#8211; <a href=\"https:\/\/transrespect.org\/en\/tmm-update-trans-day-of-remembrance-2018\/\">Transgender Day of Remembrance<\/a>]<\/span><\/p>\n<h5><strong>INDICE DELLA PRIMA PUNTATA<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>1. Commento a un commento<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>2. Alta Felicit\u00e0 (29 luglio 2018)<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>3. Oggi tocca a me (7 giugno 2016)<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>4. Dalla prima volta alla militanza (2003-2010)<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>5. Fra paura e coraggio (ancora 7 giugno 2016)<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>6. La psicopolizia sogna \u00abpecorella\u00bb? (febbraio-marzo 2012)<\/strong><\/h5>\n<p><!--more--><\/p>\n<h4><strong>1. Commento a un commento<\/strong><\/h4>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/profilomarta.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35853\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/profilomarta.png\" alt=\"Il profilo di Marta Battiato su Twitter.\" width=\"150\" height=\"178\" \/><\/a>\u00ab[\u2026] Sono una crossdresser. Frequento diverse comunit\u00e0 on line (Lifetrav, Travcompany, eccetera) dedicate a crossdresser e a &#8220;loro ammiratori&#8221;. Negli anni ho chattato con centinaia di uomini. Forse di pi\u00f9. Una domanda che rivolgo spesso \u00e8: &#8220;cosa ti attrae delle trav?&#8221; La risposta pi\u00f9 gettonata \u00e8: &#8220;siete pi\u00f9 femminili delle femmine&#8221;. Dopo aver ragionato per anni, sono giunta alla conclusione che questa frase si pu\u00f2 parafrasare cos\u00ec: &#8220;le trav mi piacciono perch\u00e9 mettono la gonna corta e i tacchi a spillo, solleticano i miei appetiti sessuali e non rivendicano diritti di alcun tipo, anzi la maggior parte di loro sta chiusa in casa e si vergogna di indossare abiti femminili [&#8230;]&#8221;. In questo senso s\u00ec, le crossdresser sono &#8220;pi\u00f9 femmine delle femmine&#8221;: carne da letto senza diritti e senza ribellioni. E non \u00e8 un caso che a volte quelle che avanzano qualche richiesta di troppo ci lascino le piume [&#8230;]\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo \u00e8 uno dei due commenti che <strong>Marta Battiato<\/strong> ha lasciato su <em>Giap<\/em> nel corso degli anni, uno nel <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2011\/09\/sul-libro-bastardi-senza-storia-di-valerio-gentili-un-intervento-di-wu-ming-5\/#comment-7592\">2011<\/a> e l&#8217;altro nel <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/01\/femminicidio-non-esiste-dice-negazionista\/#comment-30160\">2015<\/a>.<\/p>\n<p>Marta qui si definisce una <em>crossdresser<\/em>, una persona che indossa panni diversi da quelli che il genere assegnatole alla nascita imporrebbe, ma usa quell&#8217;espressione solo perch\u00e9 sta scrivendo su un importante blog letterario, di solito dice di essere una <em>trav in privato<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_35782\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/manelli.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35782\" class=\"wp-image-35782\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/manelli.png\" alt=\"Disegno di Florent Manelli.\" width=\"150\" height=\"197\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-35782\" class=\"wp-caption-text\">Disegno di <a href=\"https:\/\/www.florentmanelli.com\/\"><strong>Florent Manelli<\/strong><\/a>.<\/p><\/div>\n<p>I suoi commenti offrono una prospettiva inusuale \u2013 il mondo visto attraverso le comunit\u00e0 web dedicate a travestite e loro &#8220;ammiratori&#8221; \u2013, ma, aggiungerebbe lei stessa, piuttosto limitata. La vita di Marta, se vita la possiamo chiamare, e lo si intuisce anche dalle parole lasciate sul suo <a href=\"https:\/\/martabattiato.wordpress.com\/\">blog<\/a> striminzito, \u00e8 circoscritta a quattro pareti, l&#8217;unica finestra che apre pare essere quella del browser.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 indossa panni femminili? \u00c8 un vizietto? O qualcosa di patologico, un feticismo? O peggio, indice di una vera e propria disforia di genere?<\/p>\n<p>Probabilmente Marta risponderebbe che non ha vizi, il tabacco \u00e8 una passione, e che, sebbene sia una persona che sta male, malata non si \u00e8 sentita mai. E nemmeno maschio.<\/p>\n<p>Vi direbbe che il travestitismo in privato \u00e8 una delle sue valvole di sfogo. Marta infatti vive il 99,99% della sua vita come un uomo etero, apparentemente a proprio agio con il suo corpo e il suo genere, non ha segni esteriori di effemminatezza, porta la barba e ha una fidanzata. \u00c8 un&#8217;insospettabile, come scrivono in tanti sui siti di <em>cruising<\/em>. Tutto normale. Una normalit\u00e0 che assomiglia all&#8217;inferno.<\/p>\n<p>Nel caso non bastassero le pressioni sociali e culturali, Marta si \u00e8 costruita un sistema autorepressivo molto efficace che le fa sembrare impossibile sperimentarsi e vivere cos\u00ec come si sente davvero, ed \u00e8 principalmente per questa ragione che cos\u00ec di sovente \u00e8 depressa.<\/p>\n<p>Il travestitismo in privato \u00e8 per lei croce e delizia. La delizia di sentirsi un po&#8217; meglio e vedersi per qualche attimo fugace cos\u00ec come potrebbe essere. Croce, perch\u00e9 quella pratica consumata a serrande abbassate, sempre pi\u00f9 spesso, le sembra sporca e squallida. Non capisce perch\u00e9 dovrebbe vergognarsi di non sentirsi maschio, eppure si vergogna.<\/p>\n<p>L&#8217;altra pratica segreta che le permette di mantenere una parvenza di equilibrio mentale sono le chat e le comunit\u00e0 per trav, dove, quando \u00e8 fortunata, pu\u00f2 raccontarsi un po&#8217; e fantasticare. Essere iscritta a queste comunit\u00e0 significa perlopi\u00f9 ricevere avance sessuali da \u00abeterocuriosi\u00bb, omosessuali repressi e supermachos con insospettabili passioni. Marta non ne \u00e8 affatto scandalizzata, che male c&#8217;\u00e8 a desiderare di incontrare una crossdresser? Ma la stessa vergogna che colpisce lei, investe le persone che desiderano le sue attenzioni, per esempio nessuno di questi corteggiatori la inviterebbe a bere una cosa in un locale: si \u00e8 tutti d&#8217;accordo, va bene far le traveste in privato, disonorevole frequentarle in pubblico. Aggiungici questo: se la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legge_di_Sturgeon\">legge di Sturgeon<\/a> dice che il 90% di tutto \u00e8 spazzatura, con le conversazioni on line si raggiunge facilmente il 99%, e quindi, una pratica che dovrebbe alleviare il peso della sua vita in incognito, lascia a Marta ogni volta il sapore della pi\u00f9 clamorosa delle perdite di tempo.<\/p>\n<p>Negli ultimi due anni le cose sono cambiate, chatta molto di meno, ha quasi smesso di travestirsi in privato, perch\u00e9 in pubblico sempre pi\u00f9 spesso si permette di sfoggiare accessori femminili.<\/p>\n<p>Ha chiuso gran parte dei suoi profili, riscriverebbe con altre parole i suoi commenti su <em>Giap<\/em> e chiuderebbe anche il disastratissimo blog se solo ritrovasse le credenziali di accesso.<\/p>\n<p>Quanto al nome che si \u00e8 scelta, Marta Battiato, \u00e8 molto diffuso nelle province di Messina e Catania, ma si tratta in realt\u00e0 di un calembour bifronte. <em>Battiato<\/em> in siciliano significa <em>battezzato<\/em> e quindi suona \u00abbattezzato Marta\u00bb<em>. Marta <\/em>invece in ebraico significa<em> signora, <\/em>e quindi suona: \u00abla signora Battiato\u00bb, in onore dell&#8217;omonimo maestro, di cui conosce interi dischi a memoria.<\/p>\n<p>Come faccio a sapere tutte queste cose?<\/p>\n<p>Semplice, Marta Battiato ero io.<\/p>\n<h4><strong>2. Alta felicit\u00e0 (29 luglio 2018)<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_35784\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35784\" class=\"wp-image-35784\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/AF2018.jpg\" alt=\"Venaus, ultimo weekend di luglio 2018: il festival Alta Felicit\u00e0, le tende viste dall'alto.\" width=\"700\" height=\"525\" \/><p id=\"caption-attachment-35784\" class=\"wp-caption-text\">Venaus, ultimo weekend di luglio 2018: il festival Alta Felicit\u00e0, le tende viste dall&#8217;alto.<\/p><\/div>\n<p>Guardo Sara e le chiedo: \u2013 Lo faccio?<br \/>\nSara sbuffa il fumo e mi incoraggia: \u2013 Fallo.<br \/>\nQuanto vorrei non aver smesso di fumare.<\/p>\n<p>\u00c8 tardo pomeriggio. Siamo a Venaus, \u00e8 l&#8217;ultimo giorno di Alta Felicit\u00e0. Rester\u00f2 a dormire qui stanotte, per dare una mano domani a smontare lo stand di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Fornelli-in-Lotta-552548361483507\/\">Fornelli in lotta<\/a>.<\/p>\n<p>Stamattina con Davide e Mariano abbiamo condotto una delle passeggiate in programma per il festival, quella sulle tracce di Matilde Dell&#8217;Oro Hermil e del nostro <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/?special=rocmaol\"><em>Il Codice dell&#8217;oro<\/em><\/a>. Da stamattina alle 9, dalla mia comparsa a Venaus, il mio aspetto ha continuato a destare curiosit\u00e0. Diverse persone mi hanno chiesto se sono <em>vestito<\/em> da pirata, da circense, da fachiro, da <em>matildehermil<\/em>, e a nessuno ho avuto la forza di dire che semplicemente ho deciso di evitare di travestirmi, come di consueto, da maschio.<\/p>\n<p>Ma non tutti hanno commentato. Molti sono rimasti in silenzio, con le domande confinate negli occhi. Cristina, invece, una compagna che non vedo da diversi mesi, mi ha riconosciuta da lontano ed \u00e8 venuta diretta a salutarmi e, senza che io dicessi nulla, a farmi gli auguri per il mio percorso. Ci sono persone che senza dubbio leggono meglio di altre.<\/p>\n<p>Cedo, chiedo a Sara di farmi fare una nota dalla sua sigaretta. Poi mi alzo e mi piazzo in mezzo allo stand di Fornelli in lotta. Inspiro e niente, l&#8217;aria \u00e8 vuota di materia, i polmoni non si gonfiano. Non ci fosse un tavolo a cui appoggiarsi mi accascerei come una marionetta.<\/p>\n<div id=\"attachment_35785\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35785\" class=\"wp-image-35785\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/FiLstand.jpg\" alt=\"Lo stand di Fornelli in lotta ad Alta Felicit\u00e0 2018.\" width=\"700\" height=\"350\" \/><p id=\"caption-attachment-35785\" class=\"wp-caption-text\">Lo stand di Fornelli in lotta ad Alta Felicit\u00e0 2018.<\/p><\/div>\n<p>Fornelli in lotta \u00e8 una diretta emanazione del Coordinamento dei <a href=\"https:\/\/www.notav-valsangone.eu\/\">comitati No Tav della Valsangone e della collina morenica<\/a> ed \u00e8 composta dalle persone con le quali otto anni fa ho iniziato a fare attivismo No Tav. Sono compagni e compagne in senso stretto: con loro ho condiviso il pane e poi entusiasmi, frustrazioni, paura, incazzature. Anche se raramente sensibilit\u00e0, storie politiche e visioni del mondo coincidono, queste sono persone con le quali ho costruito pensieri, riflessioni, azioni: le stimo e hanno fatto casa nel mio cuore.<\/p>\n<p>Fornelli in lotta gestisce uno degli stand in cui si cucina qui ad Alta felicit\u00e0. In questi giorni le compagne e i compagni hanno lavorato senza sosta, hanno sfamato miriadi di persone.<\/p>\n<p>Questa notte, poche ore fa, truccata, la pelata fasciata in un turbante e piuttosto scollata, sono passata a salutare. Erano nel pieno, davanti al banco code chilometriche in attesa di essere servite, ed \u00e8 quindi con sollievo, facendo appello al buonsenso \u2013 certo, non \u00e8 che mi cago addosso, \u00e8 solo che hanno tanta gente! \u2013 che ho rimandato.<\/p>\n<p>Ora invece \u00e8 un momento di calma, \u00e8 quasi tutto pronto per la cena, ma \u00e8 ancora presto per cominciare a servire. I compagni e le compagne di Fornelli in lotta sono quasi tutti qui, in relax, all&#8217;ombra dei noci. C&#8217;\u00e8 chi beve, c&#8217;\u00e8 chi fuma, c&#8217;\u00e8 chi chiacchiera e chi fa tutte queste cose contemporaneamente. E io sono qui, sostenuta da un tavolo, in mezzo allo stand, smarrita, senza fiato. Torno vicino a Sara.<\/p>\n<p>\u2013 Non ti obbliga nessuno, fallo solo se te la senti.<br \/>\n\u2013 Non me la sento, ma voglio farlo.<br \/>\n\u2013 Allora fallo.<\/p>\n<p>Torno ad alzarmi, inspiro e questa volta l&#8217;aria nei polmoni entra davvero, il diaframma non dico che sia teso come un tamburo, ma \u00e8 pronto a fare il suo lavoro. Salgo sul mio registro comico-solenne:<\/p>\n<p>\u2013 Compagne, compagni, vi voglio rubare un minuto per raccontarvi una cosa importante che mi riguarda, vi chiedo un po&#8217; di attenzione\u2026<\/p>\n<p>Ma mi riesce male, nella voce si aprono incrinature mai sentite prima.<\/p>\n<p>Coming out ne ho gi\u00e0 fatti un bel po&#8217; a questo punto e, dopo questo di oggi, ne far\u00f2 altri ancora pi\u00f9 delicati. Ho una lunga pratica di palco, sono una teatrante e quando ho chiaro in testa un canovaccio \u00e8 molto difficile che mi perda o tentenni. Ma questo che sto facendo, lo percepisco mentre parlo, \u00e8 il coming out pi\u00f9 fiacco e impacciato da che ho cominciato il mio percorso. Rendersene conto non fa che moltiplicare l&#8217;imbarazzo e l&#8217;emozione. Parto male fin dall&#8217;attacco:<\/p>\n<p>\u2013 Non \u00e8 facile dirlo e quindi ve lo dico nella maniera pi\u00f9 secca possibile, da quasi tre mesi ho iniziato un percorso di transizione di genere\u2026<\/p>\n<p>Mentre parlo scruto i visi: alcuni sono tesi, altri emozionati, quelli delle donne vanno tutti a cercare lo sguardo di Sara, probabilmente, mi dico, si stanno calando nei suoi panni: cosa farei, si chiedono, se il mio compagno di vita, il padre dei miei figli, facesse quello che sta facendo ora Filo?<\/p>\n<p>\u2013 Voi per me siete una specie di seconda famiglia, mi avete insegnato cose importanti sullo stare insieme, su come si discute, su cosa significhi fare politica\u2026<\/p>\n<p>Per quanto sgangherato sia il mio discorso, qua e l\u00e0 ci sono lacrime che si appendono agli occhi, poi quando ho quasi finito, Nino parte di slancio e dice:<\/p>\n<p>\u2013 E noi ti vogliamo bene lo stesso! \u2013 e mi abbraccia.<\/p>\n<p>Parte un applauso da non so chi. Gianna dice: \u2013 Ti ringrazio di aver voluto condividere questa cosa con noi \u2013 e poi parte il giro delle pacche, degli abbracci. Ci sono sorrisi e facce preoccupate e imbarazzate e accoglienti.<\/p>\n<p>Sono settimane che nei posti in cui mi sento a mio agio, il centro sociale Gabrio su tutti (il luogo in cui da un anno e mezzo si riunisce Ah, Squeerto!, l&#8217;assemblea transfemminista di cui faccio parte), mi presento inequivocabilmente frocia. Ed \u00e8 cos\u00ec \u2013 non pirata, n\u00e9 circense, n\u00e9 fachiro, n\u00e9 <em>matildehermil<\/em> \u2013 che mi sono presentata oggi, qui, ad Alta Felicit\u00e0, ma \u00e8 solo ora che ho raccontato di me e della mia transizione ai miei compagni e alle mie compagne che mi sento libera e legittimata a essere me stessa. Meno di un&#8217;ora dopo sono ancora allo stand, in prima linea, a servire le insalate di cereali e mi sento orgogliosa e felice.<\/p>\n<p>Finito il grosso della gente, mi prendo una pausa e raggiungo un po&#8217; di compagni e compagne di Alpinismo Molotov. Loro sanno gi\u00e0 e appena arrivo mi chiedono come sia andato il coming out. Mentre rispondo mi accorgo che allo stesso tavolo siede <strong>Paolo Chirio<\/strong>, No Tav, volontario AIB, sindaco di Caprie, una delle persone con cui Alpinismo Molotov <a href=\"http:\/\/www.alpinismomolotov.org\/wordpress\/2018\/05\/18\/un-approfondimento-sugli-incendi-boschivi-la-trascrizione-dellincontro-a-cels-di-exilles\/\">si \u00e8 confrontata a proposito degli incendi in valle<\/a> del 2017. Paolo, \u00e8 evidente, non capisce di cosa stiamo parlando:<\/p>\n<p>\u2013 Tranquillo, tuttapposto Paolo! Ho solo detto ai compagni del comitato che sto facendo una transizione di genere!<\/p>\n<p>Ora, senza il suo accento marchigiano non rende uguale, Simone salta su a dire: \u2013 Eccerto, ieri stava a farsi mille paranoie e sembrava che non doveva nemmeno ven\u00ec al festival e ora te lo spiattella cos\u00ec: <em>tuttapposto, sto solo facendo una transizione<\/em>!<\/p>\n<p>Eggi\u00e0, a un certo punto si passa una linea che fa diventare pi\u00f9 semplici le cose che sembrano difficili.<\/p>\n<h4><strong>3. Oggi tocca a me (7 giugno 2016)<\/strong><\/h4>\n<p>Fra 36 ore scriver\u00f2 su un <a href=\"https:\/\/filosottile.noblogs.org\/post\/2016\/06\/08\/tav-e-criptozoologia-a-caldo-sulle-trivelle-a-rivalta-e-buttigliera\/\">blog disastrato<\/a> quasi quanto quello di Marta Battiato che il movimento No Tav \u00e8 <em>l&#8217;universit\u00e0 popolare del coraggio e della dignit\u00e0 umana<\/em>. Ma quello \u00e8 il futuro, non \u00e8 ancora avvenuto. In questo momento sento di essere la stessa cagasotto di sempre, quella che si nasconde, che vive con la paranoia costante di venire scoperta. Quindi, se qualcuno me lo chiedesse ora, direi che non ho mai frequentato universit\u00e0 del coraggio, n\u00e9 popolari, n\u00e9 tanto meno d&#8217;\u00e9lite.<\/p>\n<p>Sono da poco passate le 7 del mattino del 7 giugno 2016, un sms mi ha appena avvisato che vicino alla cappella di San Vittore, a Rivalta, <a href=\"https:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/06\/07\/news\/tav_a_rivalta_arrivano_trivelle_e_militari_il_sindaco_protesta_paese_militarizzato_per_i_carotaggi_-141484768\/\">c&#8217;\u00e8 una trivella che lavora protetta da forze dell&#8217;ordine in tenuta antisommossa<\/a>. Non ho lavori fissati per oggi, devo andare.<\/p>\n<p>Le azioni di una persona insicura e impaurita oscillano in continuazione fra la prudenza estrema e l&#8217;irruenza panica. E quindi, da una parte ho la freddezza di caricarmi la bici sul furgone, per potermi avvicinare senza dare troppo nell&#8217;occhio, e dall&#8217;altra sono cos\u00ec agitata da rifarmi la fiancata sul cancello di casa, e solo per un miracolo non me lo porto proprio via.<\/p>\n<p>Parcheggio all&#8217;ex monastero di Rivalta, inforco la bici e salgo fino a San Vittore. Lungo il tragitto, riesco a contare una dozzina di camionette di forze armate assortite. Anche qui, fuori dalla Valsusa, fanno le cose in grande stile. Giusto davanti alla cappella incontro <strong>Mauro Marinari<\/strong> \u2013 che rester\u00e0 sindaco del paese fino a giugno 2017 \u2013 e <strong>Alberto Poggio<\/strong>, ingegnere rivaltese, membro della commissione dei tecnici No Tav, consulente del comune sulla NLTL (nuova linea Torino-Lione).<\/p>\n<div id=\"attachment_35791\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35791\" class=\"wp-image-35791\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/7-giugno-trivella.jpg\" alt=\"Rivalta, via San Vittore, 7 giugno 2016. La trivella.\" width=\"700\" height=\"394\" \/><p id=\"caption-attachment-35791\" class=\"wp-caption-text\">Rivalta, via San Vittore, 7 giugno 2016. La trivella.<\/p><\/div>\n<p>Mi indicano la trivella \u2013 gi\u00f9 di l\u00e0 \u2013, sta in un campo, duecento metri da qui, lungo la carrozzabile che va a Rivoli. Mauro si congeda e riparte di corsa, Alberto si ferma ancora a dirmi che \u00e8 inutile rimanere, che non c&#8217;\u00e8 molto da fare, il terreno \u00e8 privato e hanno le carte in regola.<\/p>\n<p>\u2013 Proviamo \u2013 aggiunge \u2013 a lanciare una chiamata per stasera.<\/p>\n<p>Per ora non ci sono altri No Tav. Potrei andarmene \u2013 che sollievo sarebbe! \u2013, mi \u00e8 pure stato detto da una persona che pi\u00f9 di me ha il polso della situazione. E infatti lentamente spingo la bici nella direzione opposta alla trivella. E poi quella gente in divisa mi mette il terrore, che ci vuole a far passare un guaio a una persona da sola? Mi passano davanti agli occhi Cucchi, Aldrovandi, Bolzaneto. E soprattutto continuo a pensare a cosa sanno gi\u00e0 sul mio conto o potrebbero sapere, se solo ne avessero voglia.<\/p>\n<p>\u2013 Meglio andarsene, magari torno stasera.<\/p>\n<p>Inforco la bici e scendo per gravit\u00e0, senza pedalare, verso via Einaudi. Davanti alle strisce pedonali mi fermo e scuoto la testa. Non posso. Non posso andarmene. Il nemico \u00e8 qui, nel paese in cui ho vissuto per 25 anni, in cui vivono i miei genitori e amiche e amici. Non posso andarmene. Gi\u00e0 cos\u00ec mi viene difficile guardarmi allo specchio. Non posso.<\/p>\n<p>Sto per fare dietrofront, per tornare su e invece niente, torna solo il terrore. Scene di sevizie latinoamericane sfilano davanti agli occhi. Respiro profondo e cerco di calmarmi.<\/p>\n<p>\u2013 Ho tutte le ragioni del mondo per aver paura, ma nessuna per andarmene.<\/p>\n<p>Lascio che le parole sortiscano un effetto qualsiasi nella mia testa. Poi parte la voce del piagnisteo:<\/p>\n<p>\u2013 S\u00ec, ma ci sono solo io e loro sono mille sbirri.<\/p>\n<p>Le mani giocano con le leve dei freni, le stringo, le mollo, le stringo, le mollo.<\/p>\n<p>\u2013 \u00c8 vero, ci sono solo io, devo chiamare qualcuno.<\/p>\n<p>Giro la bici e mentre risalgo per San Vittore sono gi\u00e0 attaccata al telefono.<\/p>\n<h4><strong>4. Dalla prima volta alla militanza (2003-2010)<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_35786\" style=\"width: 2058px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35786\" class=\"wp-image-35786 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/borgone-susa-2003.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1360\" \/><p id=\"caption-attachment-35786\" class=\"wp-caption-text\">31 maggio 2003, marcia No Tav da Borgone a Susa. Foto di Claudio Giorno.<\/p><\/div>\n<p>Alla prima manifestazione No Tav ci sono arrivata per caso e un po&#8217; per scherzo, invitata dal Muflu, amico e collega di lavoro. \u00c8 il 31 maggio del 2003 e mi trovo a una marcia Borgone-Bussoleno. Ci sono momenti di quella giornata che mi si sono marchiati a fuoco nella memoria. Quando il corteo parte, resto almeno un quarto d&#8217;ora a vederlo sfilare. Occupano la strada quattro generazioni, gruppi sportivi sui pattini, trattori, gonfaloni, passeggini, biciclette, sandali, scarponi, anfibi, madonne del Rocciamelone e T-shirt di centri sociali. Il dialetto piemontese si intreccia coi vari <em>patois<\/em>, con la parlata spuria di Torino e le cadenze di tutte le emigrazioni d&#8217;Italia, veneta, campana, lucana, sicula, calabrese, pugliese. L&#8217;organizzazione collettiva e l&#8217;iniziativa individuale trovano una felice sintesi; l&#8217;atmosfera \u00e8 goliardica e carnevalesca: c&#8217;\u00e8 un uomo coi baffi alla Obelix e l&#8217;elmo munito di corna; una donna su una sedia a rotelle, pi\u00f9 vicina agli ottanta che ai settanta, regge un cartello, la scritta dice: \u00abAnarcoinsurrezionalista valsusina\u00bb. Qui sembra, mi dico mentre mi inserisco fra gli altri, che la rabbia e l&#8217;indignazione siano attributi della gioia e del buonumore.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;adunata di un&#8217;umanit\u00e0 che sfugge a qualsiasi classificazione di comodo.<\/p>\n<div id=\"attachment_35796\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35796\" class=\"wp-image-35796\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/anarcoinsurrezionalista.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" \/><p id=\"caption-attachment-35796\" class=\"wp-caption-text\">\u00abAnarchico \u00e8 il pensiero, insurrezionale il metodo.\u00bb<\/p><\/div>\n<p>Qui in mezzo, tolto il Muflu, non conosco nessuno, per\u00f2 mi sento subito a casa e, un attimo prima che cominci a considerarmi parte della comunit\u00e0, penso che anche se i No Tav avessero torto, se davvero (come ho sentito dire a un conoscente una volta) sono solo quattro bovari impauriti dal progresso, gente che anche oggi scapperebbe all&#8217;arrivo del treno dei fratelli Lumi\u00e8re, io sto con loro. Se non altro per l&#8217;attitudine irriverente e sincretica e la disposizione alla mescolanza.<\/p>\n<p>Giammario, un compagno del comitato di Rivalta, chiama i No Tav che non fanno militanza attiva, ma che si limitano a partecipare alle manifestazioni, <em>quelli della messa grande<\/em>. Sono stata per anni una di queste fedeli. Ho partecipato alle manifestazioni, alle chiamate pubbliche, <a href=\"http:\/\/www.alpinismomolotov.org\/wordpress\/2016\/08\/01\/visita-guidata-al-mostro-salita-al-seghino-valsusa-altafelicita\/\">mi sono persa la battaglia del<\/a><a href=\"http:\/\/www.alpinismomolotov.org\/wordpress\/2016\/08\/01\/visita-guidata-al-mostro-salita-al-seghino-valsusa-altafelicita\/\"> Seghino<\/a>, ma mi sono data l&#8217;opportunit\u00e0 di trascorrere qualche notte alla Libera Repubblica di Venaus. E mi sembrava gi\u00e0 tanto. \u00c8 stato come se a un certo punto mi fosse venuta incontro un&#8217;altra me che mi prendeva per mano e mi conduceva un passo pi\u00f9 in l\u00e0, oltre le chiacchiere e le dichiarazioni di principio, a metterci il corpo, la faccia, e mi dava il benvenuto nel fango e nella neve, di notte, a presidiare un luogo a sessanta chilometri da casa. Solo che quell&#8217;altra me non era <em>una<\/em>, era semmai la proiezione di una forza collettiva.<\/p>\n<p>La svolta per\u00f2 che mi porta a un impegno pi\u00f9 attivo, a frequentare le assemblee del comitato di Rivalta prima e del Coordinamento comitati della Valsangone e della collina morenica poi, giunge nel gennaio del 2010.<\/p>\n<p>\u00c8 la stagione delle trivelle, un&#8217;intensa campagna di sondaggi geognostici. Dave, il Muflu e io veniamo a sapere che il turno pi\u00f9 scoperto alla stazione di Collegno, dove \u00e8 in corso una trivellazione, \u00e8 quello fra le 6 e le 8 del mattino. Ci organizziamo e ci presentiamo. \u00c8 come al solito un&#8217;esperienza composita: il fuoco nei bidoni, il freddo pungente, il calore umano, i racconti, la faccia del poeta anarchico Gianni Milano che canta al sorgere del sole, la tensione al cambio turno, le facce degli operai che manovrano la trivella, le facce dei poliziotti che si frappongono fra noi e il macchinario.<\/p>\n<p>Puoi elencare tutte le 150mila ragioni tecniche e politiche per cui \u00e8 necessario fermare il Tav, ma non riuscirai mai a raccontare tutto a chi non ha mai fatto un presidio, un picchetto, a chi non si \u00e8 mai chiesto in un&#8217;alba livida di gennaio: <em>che cazzo ci faccio qui? <\/em><em>perch\u00e9 non sono sotto le coperte?<\/em>&#8211; oppure \u2013 <em>cosa dico a questi operai che collaborano con il nemico?<\/em>, perch\u00e9 in quei momenti emozione e pensiero si imprimono nei corpi, e nessuna traduzione a parole sa renderlo con precisione.<\/p>\n<p>Verso le 8,30 comincia ad arrivare gente con i viveri, bench\u00e9 davvero non ce ne sia bisogno. Il Muflu va a lavoro, io e Dave decidiamo di salire in valle a sentire che aria tira, ma prima ci fermiamo sul confine fra Rivoli e Villarbasse. Anche qui \u00e8 previsto un sondaggio e un po&#8217; di compagni stanno costruendo un presidio. Un mio inciso in <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/10\/scarica-un-viaggio-che-non-promettiamo-breve\/\"><em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em><\/a> racconta cos\u00ec quel momento:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAll&#8217;epoca ero ancora un novellino, sono passato con un amico mentre lo tiravano su. Era una mattina infrasettimanale e c&#8217;erano solo pensionati, tutti entusiasti. A un certo punto due si mettono a discutere su non so quale aspetto tecnico costruttivo e uno fa: no, dobbiamo farlo bene, qua dobbiamo resistere a lungo, almeno tutto l&#8217;inverno! Nella primavera 2016 era ancora l\u00ed, nonostante un&#8217;ordinanza di demolizione, coi pilastri rinforzati e un tetto nuovo.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_35952\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35952\" class=\"wp-image-35952\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG-20181119-WA0017.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"394\" \/><p id=\"caption-attachment-35952\" class=\"wp-caption-text\">Gennaio 2015, festa per i primi cinque anni del presidio No Tav Valsangone-Collina morenica. Il prossimo gennaio ne compie nove.<\/p><\/div>\n<p>Un presidio \u00e8 una casa in cui si cucina, si mangia, si fa festa, si discute, si tiene d&#8217;occhio il territorio. Quella casa sghemba, fatta tutta di materiali di recupero, fin dal primo incontro ha tirato fuori un canto di sirena: <em>vieni, torna<\/em>.<\/p>\n<p>Sono una persona dalle risoluzioni avventate a volte, ma rapide molto di rado. Lascio passare ancora tre o quattro mesi prima di decidermi a presentarmi al presidio e, insieme a Sara, cominciare la nostra militanza No Tav.<\/p>\n<h4><strong>5. Fra paura e coraggio (ancora 7 giugno 2016)<\/strong><\/h4>\n<p>Per quale motivo sto raccontando queste cose?<\/p>\n<p>Esibizionismo? Mi manca la fantasia necessaria a scrivere fiction? Mi difetta la disciplina sufficiente a scrivere un saggio? S\u00ec, forse s\u00ec, ma non solo. Voglio raccontare un percorso e di come pratiche e pensieri incontrate con la militanza No Tav mi abbiano aiutato e ancora mi aiutino a manomettere alcune delle manette che mi incidono la carne, di come questa esperienza mi abbia spinto a essere pi\u00f9 libera e pi\u00f9 coraggiosa.<\/p>\n<p>Non sono quella che sta in prima linea, e tuttavia ci sono, trovo la forza per esserci e dare il mio piccolo contributo. A dispetto di tutte le mie paure, le mie difficolt\u00e0 di partenza, le mie debolezze, le mie insicurezze. C&#8217;\u00e8 quell&#8217;altra me, quella collettiva, che \u00e8 qui, in questo 7 giugno a darmi il coraggio di fare inversione con la bici e dirigermi verso la trivella. Da sola, ma ancora per poco: mentre avanzo mando sms e faccio telefonate: so che presto ci saranno altre persone.<\/p>\n<p>Ora sono proprio sotto la trivella, due carabinieri mi bloccano il passo, me ne devo andare, dicono. Io provo a ribattere, come ho visto fare tante volte ad altr* compagn*, che io ho diritto di rimanere, che non sto infrangendo nessuna legge, che non mi possono cacciare, ma non sono n\u00e9 convinta, n\u00e9 convincente. Mi allontano. Faccio dieci metri e squilla il telefono. \u00c8 Maria di Radio Black Out:<\/p>\n<p>\u2013 Mando una canzone e poi passiamo in diretta, va bene?<\/p>\n<p>\u2013 Va bene.<\/p>\n<div id=\"attachment_35792\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35792\" class=\"wp-image-35792\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/7giugno-ore-12.jpg\" alt=\"Via San Vittore, Rivalta, 7 giugno 2016, ore 12.\" width=\"700\" height=\"394\" \/><p id=\"caption-attachment-35792\" class=\"wp-caption-text\">Via San Vittore, Rivalta, 7 giugno 2016, ore 12.<\/p><\/div>\n<p>Metto il cavalletto alla bici e racconto a Maria di cosa sta avvenendo, delle avvisaglie delle settimane precedenti e della assurda militarizzazione a cui \u00e8 sottoposto il paese stamattina. Pi\u00f9 tardi riusciremo a contare oltre cento uomini in assetto antisommossa. Parlo e cammino avanti e indietro, come faccio sempre quando sono al telefono, e nel frattempo quattro o cinque uomini della DIGOS mi marcano con lo sguardo. La diretta volge al termine, Maria mi chiede se c&#8217;\u00e8 un appuntamento fissato. E l&#8217;appuntamento non c&#8217;\u00e8. Meglio, non c&#8217;\u00e8 ancora e quindi invento:<\/p>\n<p>\u2013 Staremo qui tutto il giorno, tutti i giorni, finch\u00e9 ci stanno loro, ma abbiamo due appuntamenti, uno per le 12,30, per permettere a chi fa la pausa pranzo di raggiungerci, e l&#8217;altro alle 18.<\/p>\n<p>Non si tratta di un arbitrio, \u00e8 una pratica che ho visto fare negli anni al movimento, chiamare negli orari in cui \u00e8 presumibile che la gente possa arrivare. Stacco il telefono e un DIGOS attacca a sfottermi:<\/p>\n<p>\u2013 Ma quanti minuti gratis c&#8217;hai? Sei sempre attaccato al telefono!<\/p>\n<p>Io metto su la pi\u00f9 collaudata delle mie facce da scema e chiedo:<\/p>\n<p>\u2013 In che senso? Non ho capito.<\/p>\n<p>Un agente in borghese dice a un altro: \u2013 Stava parlando alla radio, faceva l&#8217;intervista.<\/p>\n<p>Poi esce dalla classica punto grigia quello che ha l&#8217;aria di essere il pi\u00f9 alto in grado, l&#8217;ho gi\u00e0 visto in mille manifestazioni, ma non so come si chiami, io. Lui mi guarda e poi, calmo calmo, calcando su tutte le parole giuste, mi dice:<\/p>\n<p>\u2013 <em>Sottile<\/em>, il questore ha detto che lei non pu\u00f2 stare qui, <em>se ne<\/em> <em>deve andare<\/em>.<\/p>\n<p>Sottile non \u00e8 un vezzo, \u00e8 il mio cognome vero. Sentirlo pronunciare da un poliziotto a cui non hai mostrato i documenti fa un po&#8217; effetto di suo \u2013 oltre al nome, quali altre cose sa di me? \u2013 e se poi senti di avere cose da nascondere, tipo la tua identit\u00e0 di genere, la cosa si complica.<\/p>\n<h4><strong>6. La psicopolizia sogna \u00abpecorella\u00bb? (febbraio-marzo 2012)<\/strong><\/h4>\n<p>Dice Foucault che non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno che il ruolo della sorveglianza sia effettivamente ricoperto da qualcuno: il non sapere se si \u00e8 davvero controllati produce come effetto l&#8217;introiezione dell&#8217;apparato di controllo, cos\u00ec che si finisce per comportarsi come se si fosse sempre sotto osservazione. E in effetti, il primo poliziotto di me stessa sono sempre stata io.<\/p>\n<p>Sono una militante della terza o quarta fila, ho parlato una volta sola a un&#8217;assemblea pubblica del movimento e anche in coordinamento comitati intervengo di rado, conosco tantissim* no tav, ma non sono affatto una persona in vista o con grandi responsabilit\u00e0: \u00e8 assolutamente inutile \u2013 tralasciamo il fatto se sia giusto \u2013 che l&#8217;apparato repressivo-giudiziario-poliziesco si metta a controllare me, \u00e8 tempo perso. Eppure a un certo punto ho avuto la convinzione che mi controllassero, proprio me, una mezza tacca.<\/p>\n<p>Se penso a quell&#8217;episodio mi sale ancora l&#8217;angoscia. Un&#8217;angoscia tale che la prima versione di questo racconto ho dovuto scriverla in terza persona, corredata di filtri e ninnoli romanzeschi, per poterne prendere le distanze. Ho piantato l\u00ec, ho lasciato che passassero due settimane, ho provato a ridimensionare l&#8217;episodio, a vederlo per quel che \u00e8 davvero stato \u2013 un&#8217;inezia \u2013 e ora mi sento pronta a raccontarlo secco, dritto, senza trucchi, senza inganni. Invoco per\u00f2 la protezione di <strong>Philip K. Dick<\/strong>, nume tutelare delle persone paranoiche, dei cantastorie allucinati, delle oppressioni totali, delle distopie realizzabili e realizzate.<\/p>\n<p>\u00c8 fine febbraio 2012. <strong>Luca Abb\u00e0<\/strong> da ieri \u00e8 in ospedale. I No Tav occupano l&#8217;autostrada. Esco dal lavoro piena di rabbia. Ho appuntamento con un compagno, vogliamo raggiungere gli altri, ma a quell&#8217;appuntamento non ci arriver\u00f2 mai. Mentre pompo sui pedali della bici, becco una buca, cado, mi fratturo lo scafoide e ci guadagno due mesi di gesso.<\/p>\n<p>Il giorno dopo i media montano <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/storie-notav-un-anno-e-mezzo-nella-vita-di-marco-bruno\/\">il \u00abcaso pecorella\u00bb<\/a>. <strong>Marco Bruno<\/strong>, un militante No Tav, viene filmato sull&#8217;autostrada mentre chiede a un poliziotto se sia inoffensivo come un cucciolo di ovino. Il video, opportunamente tagliato, impazza sul web e ai telegiornali. \u00c8 quella che si dice un&#8217;arma di distrazione di massa: Marco e il movimento vengono messi alla gogna e si evita di parlare di ci\u00f2 che davvero sta accadendo in Valsusa. Nei mesi successivi il comitato No Tav Spinta dal Bass, con l&#8217;aiuto di scrittori, militanti e artisti, ricostruisce e contestualizza la montatura in un libro che si chiama <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/09\/nemicopubblico-il-libro-notav-che-fa-saltare-i-nervi-a-politici-e-procuratori\/\"><em>Nemico pubblico. <\/em><\/a><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/09\/nemicopubblico-il-libro-notav-che-fa-saltare-i-nervi-a-politici-e-procuratori\/\"><em>Lupi, pecorelle e sciacalli<\/em><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-35788\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/zerocalcarepecorella.jpg\" alt=\"La vignetta di ZeroCalcare sul caso Pecorella, 2012\" width=\"700\" height=\"623\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nLa mano mi fa un male del diavolo e non me la sento proprio di andare anch&#8217;io sull&#8217;autostrada. Oltre al male c&#8217;\u00e8 il prurito: il gesso mi parte dal gomito e mi lascia scoperte solo le prime due falangi delle dita. Impossibile grattarsi.<\/p>\n<p>Ho l&#8217;inclinazione a dare letture psicosomatiche a ogni piccolo sintomo o malessere corporeo: il prurito alla mano \u00e8 certo il segno, mi dico, di una frustrazione dell&#8217;azione e quello al polso di un&#8217;incapacit\u00e0 a decidersi, a risolversi, a fare qualcosa.<\/p>\n<p>Nel quadro di ci\u00f2 che sta avvenendo in Valsusa, con le forze dell&#8217;ordine che hanno appena provocato la caduta di Luca e si scatenano in cacce al No Tav (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pYS9hR3OBvE\">qui<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bb6IDj5u6Nk\">qui<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hnNg1fUOLqM\">qui<\/a> un po&#8217; di immagini di quelle ore), l&#8217;aggressione a Marco Bruno mi sembra mostruosa e infame. E se potessi fare qualcosa? Anche una cosa piccola.<\/p>\n<p>Allora, apro un account Twitter, @Pecorell4, e lo uso per dare visibilit\u00e0, e quindi mettere alla berlina, i messaggi di odio che si abbattono su Marco e sul movimento. Nelle mie intenzioni @Pecorell4 svolge un servizio analogo a quello che ricopre da anni <a href=\"https:\/\/twitter.com\/vendommerda\">@Vendommerda<\/a>, voglio mostrare tutta l&#8217;abiezione, l&#8217;ignoranza, l&#8217;arroganza, la violenza di cui i detrattori dei No Tav sono capaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-35789\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/carcassa.png\" alt=\"Screenshot di un tipico tweet di insulti contro Marco Bruno.\" width=\"700\" height=\"310\" \/><\/p>\n<p>Ho altri due profili su Twitter, quello \u201cufficiale\u201d @fil0s0ttile e quello \u201csegreto\u201d @martabattiato. Mi divido fra l&#8217;uno e l&#8217;altro per fiancheggiare e pubblicizzare le attivit\u00e0 di @Pecorell4. In pochi minuti l&#8217;account si guadagna decine di follower. Il prurito si allevia. L&#8217;umore migliora. Forse ho persino meno male alla mano. Poi, ma sar\u00e0 passata al massimo un&#8217;ora, mi si scarica addosso una secchiata di panico: davanti ai miei occhi sta accadendo qualcosa di tecnicamente impossibile, mi pizzico le guance e il monitor continua a mostrare sempre la stessa schermata.<\/p>\n<p>Mentre sono connessa a @fil0s0ttile, il profilo @Pecorell4 comincia a diffondere \u201cautonomamente\u201d messaggi ripresi dalla timeline di @martabattiato. Chiudo @fil0s0ttile e mi sposto su @Pecorell4 per capire che succede e a quel punto i tweet di @martabattiato cominciano a comparire sul profilo di @fil0s0ttile. \u00c8 ufficiale: i miei account Twitter, di cui io sola dovrei conoscere le credenziali, sono in mano a qualcun&#8217;altro: qualcuno si sta prendendo gioco di me. Qualcuno che sa trafficare coi computer. Qualcuno infastidito dall&#8217;attivit\u00e0 di @Pecorell4. Qualcuno che ha scoperto che dietro a questi tre account ci sono sempre io.<\/p>\n<p>A dispetto delle rivendicazioni piene di orgoglio queer che lascio su Twitter dal profilo di Marta, mi cago addosso. Il panico prende il sopravvento, cambio le password, cancello i tweet e chiudo il profilo @Pecorell4.<\/p>\n<div id=\"attachment_35790\" style=\"width: 605px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35790\" class=\"wp-image-35790 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pecorell4.png\" alt=\"Screenshot. Le poche menzioni residue di @pecorell4 in data 20 novembre 2018. \" width=\"595\" height=\"534\" \/><p id=\"caption-attachment-35790\" class=\"wp-caption-text\">Ci\u00f2 che resta di @pecorell4 su Twitter nel 2018.<\/p><\/div>\n<p>Si tratta di un intervento da psicopolizia. Chi ha hackerato i miei profili, ha scommesso sul fatto che mi sarei sentita in difetto, che avrei avuto paura, che la coscienza che qualcuno sapesse della mia controversa identit\u00e0 di genere mi avrebbe indotta al silenzio. E ci ha preso. <em>Questo \u00e8 il mondo,<\/em> <em>la vita cos\u00ec com&#8217;\u00e8 \u2013 <\/em>avr\u00e0 considerato lo psicopoliziotto \u2013 <em>e <\/em><em>in questo mondo una travesta \u00e8 una persona debole, che si pu\u00f2 attaccare in tutta tranquil<\/em><em>l<\/em><em>it\u00e0, <\/em><em>lei stessa sa che deve vergognarsi di esistere<\/em>.<\/p>\n<p>Tutto vero, il mio comportamento conferma in pieno le sue supposizioni. Ci sono cose che un maschio non fa e se le fa, deve farle di nascosto: \u00e8 la lezione di questa societ\u00e0, di questa psicobuoncostume e io l&#8217;ho imparata a dovere.<\/p>\n<p>Eppure no. Passato il panico mi piglia la carogna, perch\u00e9 io un altro mondo l&#8217;ho gi\u00e0 visto. Un mondo in cui potrei esistere nella mia interezza e nella mia alterit\u00e0. \u00c8 durato poco, ma c&#8217;\u00e8 stato, \u00e8 la Libera Repubblica della Maddalena.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>1 di 2 \u2013 continua.<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: small;\">I commenti saranno aperti con la pubblicazione<br \/>\ndella seconda puntata, il 27 novembre 2018.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>AGGIORNAMENTO.<\/strong> La seconda puntata \u00e8 <strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/11\/si-trav-2\/\">qui<\/a><\/strong>.<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Filo Sottile [Filo vive in provincia di Torino, ha 40 anni e una figlia. Ha scritto romanzi, saggi, canzoni e monologhi. 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