{"id":34847,"date":"2018-09-19T08:30:27","date_gmt":"2018-09-19T06:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=34847"},"modified":"2018-09-27T12:19:17","modified_gmt":"2018-09-27T10:19:17","slug":"bufala-monte-manfrei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/09\/bufala-monte-manfrei\/","title":{"rendered":"Monte Manfrei. Un &#8220;crimine partigiano&#8221; inventato di sana pianta. Prima puntata (di 2)"},"content":{"rendered":"<p><div id=\"attachment_34887\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34887\" class=\"wp-image-34887\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/S-Croce-e-Bruttura.jpeg\" alt=\"Monte Manfrei - Croce e bruttura\" width=\"650\" height=\"433\" \/><p id=\"caption-attachment-34887\" class=\"wp-caption-text\">Come annunciato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/09\/il-caso-giuseppina-ghersi-1\/\">esattamente un anno fa<\/a>, il gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki sta conducendo estese ricerche d&#8217;archivio sul caso <strong>Giuseppina Ghersi<\/strong>. I risultati di tali ricerche verranno diffusi quando sar\u00e0 tempo, ma ci sono risultati &#8220;collaterali&#8221; gi\u00e0 pubblicabili. La fabulazione neofascista sulla morte di Giuseppina Ghersi \u00e8 infatti legata ad altre narrazioni ricorrenti in quegli ambienti. Una volta sottoposte anche solo alle pi\u00f9 elementari verifiche, tali narrazioni si sono rivelate nient&#8217;altro che bufale. Le smonteremo una dopo l&#8217;altra. Cominciamo oggi, dal mai avvenuto \u00abEccidio di Monte Manfrei\u00bb. [<strong>WM<\/strong>]<\/p><\/div>di <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> *<\/p>\n<p>INDICE DELLA PRIMA PUNTATA<\/p>\n<h5><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/09\/bufala-monte-manfrei\/#introduzione\">1. Introduzione<\/a><\/strong><\/h5>\n<h5><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/09\/bufala-monte-manfrei\/#sinossi\">2. Cosa intendono i neofascisti per \u00abEccidio di Monte Manfrei\u00bb?<\/a><\/strong><\/h5>\n<h5><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/09\/bufala-monte-manfrei\/#mosaico\">3. \u00c8 andata cos\u00ec. Anzi, no: cos\u00ec. Anche se\u2026<\/a><\/strong><\/h5>\n<h5><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/09\/bufala-monte-manfrei\/#fotofake\">4. I peli ma non i vizi: foto fake e scorribande su Wikipedia<\/a><\/strong><\/h5>\n<blockquote><p>\u00abVedi, i morti possono essere molto utili. A me, personalmente, hanno risolto situazioni difficili pi\u00f9 di una volta. Primo perch\u00e9 non parlano. Secondo, perch\u00e9, se aggiustati bene, possono sembrare vivi. E terzo, anche se gli spari non succede niente perch\u00e9 al massimo dovrebbero morire, ma sono gi\u00e0 morti.\u00bb.<br \/>\n(Sergio Leone, <em>Per un pugno di dollari<\/em>)<!--more--><\/p><\/blockquote>\n<p><a name=\"introduzione\"><\/a><\/p>\n<h4><b>1. Introduzione<\/b><\/h4>\n<p>Durante le ricerche sulla morte di\u00a0<b>Giuseppina Ghersi<\/b>\u00a0ci siamo ripetutamente imbattuti nel cosiddetto \u00abEccidio di Monte Manfrei\u00bb. Di cosa si tratta?<\/p>\n<p>A ridosso del 25 aprile 1945, una non ben precisata brigata partigiana avrebbe ucciso 200 mar\u00f2 tuttora senza nome, seppellendone i corpi in introvabili fosse sui monti della Liguria.<\/p>\n<p>Un episodio a dir poco nebuloso, ma divenuto cavallo di battaglia di molti pubblicisti e agitatori revisionisti, se non\u00a0<i>tout court<\/i>\u00a0neofascisti. Si tratta degli stessi personaggi visti in azione sul caso Ghersi.\u00a0Anche il tema sotteso alla vicenda \u00e8 lo stesso del caso Ghersi: l&#8217;\u00abodiosa crudelt\u00e0 partigiana\u00bb contro persone \u00abcolpevoli solo di non condividerne il fanatismo ideologico\u00bb.<\/p>\n<p>Dare un&#8217;occhiata era dunque doveroso.<br \/>\n<a name=\"sinossi\"><\/a><\/p>\n<h4><b>2. Cosa intendono i neofascisti per \u00abEccidio di Monte Manfrei\u00bb?<\/b><\/h4>\n<p>Prima di esaminare le fonti, proviamo a tracciare gli eventi cos\u00ec come li raccontano e commemorano i neofascisti.<\/p>\n<p>Val d&#8217;Orba, Liguria. Nei giorni della Liberazione \u2013 o addirittura a maggio \u2013 circa duecento mar\u00f2 della San Marco \u2013 pi\u00f9, secondo alcune versioni, alpini collaborazionisti della Monterosa \u2013 si consegnarono a imprecisati partigiani, sconosciuti o di formazioni fuori controllo. Il comandante dei mar\u00f2, il tenente <b>Giorgio Giorgi<\/b>, avrebbe contrattato con questi partigiani, scambiando la vita dei 200 per aver salva la propria, oppure fu tradito. Forse, oltre ai 200, c&#8217;erano anche altre persone (civili o forze militari naziste).<\/p>\n<p>Dopo una prima marcia i soldati sarebbero stati rinchiusi per due o tre giorni nella villa \u00abLa Romana\u00bb. Durante tale permanenza i pochi partigiani a loro guardia avrebbero fatto avanti e indietro armati di pale e picconi tra la villa e luoghi inaccessibili tra i monti della zona, per scavare una cinquantina di piccole fosse. Dopodich\u00e9, i partigiani avrebbero portato i soldati, a piccoli gruppi, legando a ognuno mani e piedi per renderne difficoltosi i movimenti e rallentarne l&#8217;andamento, verso quelle fosse dove li avrebbero uccisi a colpi di mitragliatrice \u2013 o di piccone, o con coltelli \u2013 per poi coprirne i corpi con una manciata di terra e foglie. Il tutto in un&#8217;area molto vasta e senza che nessuna persona del luogo vedesse n\u00e9 sentisse alcunch\u00e9. Tra la fine della guerra e oggi sarebbe stata trovata qualche decina di corpi \u2013 50, 60 o 61 \u2013 mentre la maggior parte delle fosse con i relativi cadaveri sarebbe ancora introvabile.<\/p>\n<p>Questa, a grandi linee, la narrazione-base, grossomodo condivisa dalla maggior parte delle versioni, ognuna delle quali per\u00f2 presenta elementi che la porta a divergere notevolmente dalle altre. Un puzzle di tessere male incastrate.\u00a0O forse calza di pi\u00f9 la metafora del caleidoscopio:\u00a0i pezzi principali possono comparire in forme e combinazioni diverse, ma resta un nocciolo narrativo invariabile, che possiamo sintetizzare cos\u00ec: \u00abalcuni partigiani hanno ucciso dei fascisti indifesi e ne hanno occultato benissimo i corpi\u00bb.<\/p>\n<p>Pur trattandosi di gravissime accuse nei confronti delle forze partigiane, le narrazioni del Manfrei sono assai incerte su chi indicare come colpevole. Tra gli accusati troviamo nominati un partigiano di nome Triste, un altro di nome Mingo e uno di nome Vanni; volta per volta vengono additate la brigata \u00abBuranello\u00bb, la brigata \u00abEmilio Vecchia\u00bb, la divisione \u00abMingo\u00bb, fantomatiche \u00abformazioni bianche\u00bb, o formazioni partigiane mai identificate. Nella maggior parte delle versioni si attribuisce la responsabilit\u00e0 a una brigata partigiana o a due brigate che collaborarono tra loro, anche se <a href=\"https:\/\/archive.li\/ewzId\">vi \u00e8 pure chi sostiene<\/a> che i mar\u00f2, una volta consegnati (o catturati) sarebbero invece stati contesi fra diverse formazioni.<br \/>\n<a name=\"mosaico\"><\/a><\/p>\n<h4><b>3. \u00c8 andata cos\u00ec. Anzi, no: cos\u00ec. Anche se&#8230;<\/b><\/h4>\n<p>Gli anni dell&#8217;immediato dopoguerra. Case distrutte, strade e ferrovie da ricostruire, scuole, ospedali e uffici pubblici chiusi o che funzionano a stento, citt\u00e0 alla fame, episodi di sciacallaggio e furti, l&#8217;amministrazione ordinaria portata avanti da enti straordinari che spesso si arrangiano come possono. \u00c8 in queste condizioni che, anche in Italia, uomini e donne devono riavviare le proprie vite, dovendo al tempo stesso mettere la parola \u00abfine\u00bb alla sequela di drammi e ingiustizie degli anni precedenti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/davide-conti\/gli-uomini-di-mussolini\/978885842490\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-31078\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/uominimussolini.jpg\" alt=\"Gli uomini di Mussolini\" width=\"200\" height=\"307\" \/><\/a>Tutto ci\u00f2 in un clima che vede convivere la speranza in un nuovo assetto democratico e la sempre maggior consapevolezza che, fatta eccezione per le figure pi\u00f9 ingombranti e compromesse, i fascisti che hanno contribuito alla distruzione del paese rimarranno ai loro posti, impuniti. Gli stessi magistrati, carabinieri, militari, insegnanti, funzionari pubblici di vario genere continueranno ad amministrare la nazione, seppur formalmente sotto un diverso cappello (cfr. <strong>Davide Conti<\/strong>, <a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/davide-conti\/gli-uomini-di-mussolini\/978885842490\"><em>Gli uomini di Mussolini. Prefetti, questori e criminali di guerra dal fascismo alla Repubblica italiana<\/em><\/a>, Einaudi, 2017).<\/p>\n<p>Mentre l&#8217;Italia vive una serie di cambiamenti intensi ed estremamente rapidi i fascisti, silenziosamente, &#8220;scompaiono&#8221;. Persone iscritte al PNF dalla prima ora improvvisamente dichiarano di esser state costrette a farlo; chi manifestava sostegno al regime si giustifica dicendo che era &#8220;posa obbligata&#8221;, e cos\u00ec via. Fatta eccezione per pochi irriducibili, tutt&#8217;a un tratto sembra che nessuno in Italia abbia mai avuto a che fare con la dittatura.<\/p>\n<p>La narrazione fascista degli eventi resta viva, ma s&#8217;inabissa, diviene sotterranea, manifestandosi in forme e approcci diversi che spaziano dall&#8217;esplicita nostalgia, ristretta quasi solo agli ambiti missini, alla ben pi\u00f9 diffusa litania qualunquista e deresponsabilizzante, quel <a href=\"http:\/\/www.mimmofranzinelli.it\/tool\/home.php?s=0,1,55,57,102\">giustificazionismo di stampo montanelliano<\/a> di cui ha scritto anche lo storico <strong>Mimmo Franzinelli<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[Montanelli] veicola la propria interpretazione del fascismo come regime tutto sommato accettabile, la cui caduta si deve unicamente alla cospirazione interna dei gerarchi, con buona pace degli antifascisti illusi e ininfluenti. L\u2019autoassoluzione del Mussolini buonuomo non \u00e8 soltanto il frutto di un animo generoso e incline al perdono, ma \u2013 e qui entra in gioco il vissuto di Montanelli \u2013 rappresenta l\u2019autoassoluzione dell\u2019entourage del dittatore: dai gerarchi che in buona fede avevano costruito il piedistallo al duce sino ai milioni di italiani sedotti dall\u2019uomo di Predappio.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Non stupisce, dunque, che in un paese disastrato e con identit\u00e0 in fase di cambiamento, operazioni come il recupero delle salme siano svolte in maniera disomogenea, divise tra lungaggini burocratiche, voglia di chiudere rapidamente con il passato e desiderio di giustizia.<\/p>\n<div id=\"attachment_34947\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34947\" class=\"wp-image-34947\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/castagnone.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"252\" \/><p id=\"caption-attachment-34947\" class=\"wp-caption-text\">Noemi Serra Castagnone<\/p><\/div>\n<p>Con queste premesse e in questo clima avvengono le esumazioni dei corpi sepolti nei dintorni di Urbe, nel savonese. Sulla scena troviamo alcuni personaggi del luogo, legati a vario titolo al regime, che seguono le ricerche svolte dai carabinieri tra il 1948 e il 1956. Si tratta di <strong>Noemi Serra Castagnone<\/strong>, vedova di uno squadrista e milite GNR [Guardia Nazionale Repubblicana] ucciso nel 1945 e successivamente delegata nazionale dell&#8217;Associazione famiglie caduti RSI, del sindaco di Urbe <strong>Giulio Zunini<\/strong>, segretario politico durante la Repubblica di Sal\u00f2, la cui moglie venne rasata a zero dopo la Liberazione in quanto collaboratrice dei fascisti, e di un sacerdote giunto nel dopoguerra, don <strong>Enrico Principe<\/strong>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro che ruolo ebbero costoro nelle esumazioni, ma l&#8217;impressione che si ricava dalle diverse narrazioni \u00e8 che soprattutto la Castagnone abbia, da un lato, agito di sponda con i carabinieri addirittura effettuando scavi indipendenti e, dall&#8217;altro, portato avanti diverse attivit\u00e0 per circonfondere di mito i corpi recuperati.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che al Cimitero delle Croci Bianche di Altare, in provincia di Savona, avvengono le inumazioni dei corpi recuperati e l&#8217;erezione\u00a0 \u2013 secondo diverse fonti nel 1958(ad esempio Oddone e Viale,\u00a0<i>Fratricidio! I caduti della RSI nelle stragi dell&#8217;entroterra ligure,\u00a0<\/i>Novantico, 1998), ma <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180916073749\/http:\/\/www.savonanews.it\/2009\/07\/11\/leggi-notizia\/articolo\/urbe-messa-commemorativa-dei-caduti-di-monte-manfrei.html\">altre dicono nel 1954<\/a> \u2013 della prima croce sul Manfrei. La croce verr\u00e0 per\u00f2 abbattuta poco dopo, da mano ignota, almeno stando a quanto sostenuto nelle stesse fonti che ne narrano la messa in posa.<\/p>\n<p>Non si capisce perch\u00e9, tra tutti i luoghi possibili in cui erigere una croce simbolica, sia stato scelto proprio il Manfrei, dato che, a quanto sembra di capire, il grosso delle fosse venne ritrovato in tutt\u2019altri luoghi (ci arriviamo).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-34951\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/esplosione-1.gif\" alt=\"\" width=\"148\" height=\"275\" \/>Le notizie riguardo le esumazioni e l&#8217;operato della Castagnone provengono principalmente dai racconti fatti negli anni Novanta da coloro che si sono fatti portabandiera delle narrazioni del Manfrei. Sono racconti assai imprecisi e contraddittori, in cui \u00e8 impossibile discernere le testimonianze affidabili dalle chiacchiere.<br \/>\n\u25a0 Si parla di 50 corpi recuperati (Pansa, <i>Il mio viaggio tra i vinti, <\/i>Rizzoli, 2017), o di 50 fosse e 61 corpi (Brenna, <i>Monte Manfrei: storia di un olocausto<\/i>, in: <i>San Marco<\/i> n. 20, anno IV, giugno 1998);<br \/>\n\u25a0 ci si riferisce alla \u00abmemoria\u00bb della Castagnone, senza specificare se si tratti di una memoria scritta o meno;<br \/>\n\u25a0 si accenna all\u2019esistenza di documenti redatti dalla Curia di Acqui Terme, dal Comune di Urbe e dai Carabinieri che tuttavia non vengono mai mostrati e i cui contenuti, riportati solo in forma estremamente sintetizzata (ad esempio in: Oddone, Viale, op.cit.), sembrano consistere perlopi\u00f9 in ipotesi scritte e\/o verbalizzazione di voci di paese;<br \/>\n\u25a0 si racconta di <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/save\/http:\/\/www.italia-rsi.it\/genova-rsi\/memorie\/memorie.htm\">interi costoni di montagna fatti esplodere<\/a> per seppellire i corpi in una fantomatica grande fossa comune, che per\u00f2 non \u00e8 mai stata trovata (<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/12\/la-foiba-volante-non-esiste\/\">vi ricorda qualcosa?<\/a>). Del resto, non risulta vi sia alcun \u00abpezzo di monte esploso\u00bb, n\u00e9 esiste alcuna testimonianza di tale esplosione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 dato sapere con esattezza che forme avessero le narrazioni del Manfrei tra il dopoguerra e gli anni Ottanta, cio\u00e8 risalire i rigagnoli fino alla fonte, ma visto l&#8217;alto grado di incertezza dei testi degli anni Novanta si pu\u00f2 supporre che in quegli anni circolassero giusto alcune idee sommarie, intessute sulla base di alcuni elementi di base: diversi corpi rinvenuti nel dopoguerra, una formazione di soldati della San Marco rinchiusi al Rostiolo e poi fatti marciare verso chiss\u00e0 dove. \u00c8 per\u00f2 abbastanza chiaro che in quegli anni almeno alcune di queste narrazioni indicavano come supposto responsabile il\u00a0capo\u00a0partigiano che nell&#8217;aprile 1945 controllava la zona del Manfrei: <strong>Domenico Patrone<\/strong>, all&#8217;epoca comandante del distaccamento \u00abCalcagno\u00bb della brigata \u00abBuranello\u00bb, inizialmente col nome di battaglia \u00abTriste\u00bb e successivamente col nome \u00abMingo\u00bb. A volte erroneamente indicato come \u00abdon\u00bb Domenico Patrone (Patrone, Toscani, <i>Triste. Storia<\/i>, L. Editrice, 2010, pp. 95-98). Superfluo far notare che nessuno degli accusatori di Patrone ha mai prodotto alcuna prova o testimonianza a supporto di quanto sostenuto. Gli echi di questa attribuzione di responsabilit\u00e0 si sono protratti per decenni, sfociando in minacce anonime allo stesso Patrone e in <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180914075608\/http:\/\/www.ivg.it\/2011\/12\/savona-il-figlio-del-partigiano-sepolto-bieco-utilizzo-del-dolore-per-tornaconto-politico\/\">ulteriori polemiche<\/a>\u00a0dopo la sua morte, avvenuta nel 2011.<\/p>\n<p>Patrone ribad\u00ec per anni di non saper nulla della supposta sparizione di duecento mar\u00f2, aggiungendo che a suo avviso la diceria derivava da un episodio riguardante<\/p>\n<blockquote><p>\u00abun gruppo dei san Marco che si presentarono al mio Distaccamento poco prima del 25 aprile 1945, portando come prigioniero il loro comandante, sottotenente Fantoni, processato e condannato a morte mediante fucilazione, e gli stessi San Marco si incaricarono del plotone di esecuzione. Comunque non era un folto gruppo, quindi venti uomini poco pi\u00f9 poco meno, di loro non seppi pi\u00f9 nulla, essendo prossima l\u2019ora dell\u2019Insurrezione Generale; io con tutto il mio Distaccamento ricevetti l&#8217;ordine di recarmi a Genova per contribuire alla sua liberazione e subito partimmo. Sentii parlare di questo fatto [il supposto eccidio del Manfrei, N.d.R.] molto tempo dopo, ma non gli diedi peso in quanto era un periodo che se ne dicevano di tutti i colori, ma mentre tutto si attenuava, Monte Manfrei ebbe un seguito protraendosi fino ai nostri giorni, perci\u00f2 ritengo sia doveroso finirla con le maldicenze sul mio nome e su quello della Brigata &#8220;Buranello&#8221;.\u00bb (Patrone, Toscani, op.cit., p.96)<\/p><\/blockquote>\n<p>Dall&#8217;<i>Albo Caduti e dispersi dell&#8217;RSI &#8211; Edizione 2017<\/i>\u00a0\u2013 su cui torneremo pi\u00f9 avanti \u2013 effettivamente risulta un sottotenente Fantoni della San Marco caduto il 13 aprile 1945 ad Urbe, seppure con una divergenza sul nome: Giuseppe secondo Patrone, Elis secondo l&#8217;<em>Albo<\/em>.\u00a0I venti mar\u00f2 consegnatisi furono aggregati al distaccamento di Patrone.\u00a0(Patrone, Toscani,\u00a0<i>op. cit.<\/i>, pp. 78-79)<\/p>\n<p>A met\u00e0 degli anni Ottanta, quando la Castagnone muore, nuove persone entrano in scena a mantenere in vita la narrazione del Manfrei: si tratta di <strong>Rosa Melai<\/strong>, <strong>Ernesto Grosso<\/strong> e <strong>Michele Giusto<\/strong> (nel 1943, diciassettenne, \u00e8 volontario della RSI ma presta servizio lontano dalla Liguria). Il secondo si occupa di cercare nuove fosse (ma non risulta abbia trovato alcunch\u00e9), la prima si d\u00e0 da fare per far mettere una nuova croce sul Manfrei nel 1984 e farvi celebrare la prima messa.<\/p>\n<div id=\"attachment_30371\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30371\" class=\"wp-image-30371\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/MassimoNuma.jpg\" alt=\"Massimo Numa\" width=\"200\" height=\"198\" \/><p id=\"caption-attachment-30371\" class=\"wp-caption-text\">Massimo Numa<\/p><\/div>\n<p>All&#8217;inizio degli anni Novanta gli &#8220;Amici di Fra Ginepro&#8221; pubblicano il primo volume di <i>I Caduti della RSI a Genova 1943-1946 <\/i>(Tipo-Lito F.S., Genova 1993), un elenco che contiene i nomi dei caduti a Urbe e Sassello che verranno spesso indicati come caduti \u00abdel Manfrei\u00bb. Nello stesso periodo <strong>Massimo Numa<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/tag\/massimo-numa\/\">vecchia conoscenza<\/a> per chi segue le nostre inchieste e altro personaggio gi\u00e0 incontrato nella prima ricognizione del &#8220;caso Ghersi&#8221;, pubblica <i>La stagione del sangue<\/i> (Ed. La Ricerca, 1992),<i> <\/i>in cui per la prima volta compare in forma scritta una narrazione completa dell&#8217;eccidio (pp. 55-64). La versione di Numa \u00e8 probabilmente basata su quanto riportatogli da Grosso e Melai, ed \u00e8 interessante osservare come certi elementi narrativi ivi contenuti verranno ripresi, alterati o cancellati nelle versioni successive.<\/p>\n<p>La data proposta da Numa \u00e8 incerta (24-28 aprile), cos\u00ec come il numero dei mar\u00f2 (\u00abdecine, forse oltre duecento\u00bb), che vengono indicati come appartenenti al V reggimento della San Marco. Il tenente Giorgio Giorgi consegn\u00f2 gli uomini a un distaccamento sconosciuto della divisione garibaldina \u00abMingo\u00bb, e questi vennero rinchiusi per due-tre giorni in un casolare in localit\u00e0 Romana, sorvegliati da una piccola squadra di partigiani. Successivamente si aggiunse una trentina di militari provenienti da un altro reparto della San Marco.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 Numa sostiene che quel che avvenne fu un eccidio misterioso, in quanto non se ne conoscono ordinanti n\u00e9 esecutori n\u00e9 responsabili, non si conosce il numero e la posizione delle fosse, nulla sulle modalit\u00e0 in cui sarebbero avvenute le uccisioni, n\u00e9 il movente, cos\u00ec come non risulta alcuna prova documentale. Vengono citati misteriosi \u00abtestimoni\u00bb, \u00abdocumenti della curia di Acqui Terme\u00bb, un ex partigiano che invece parla di uccisioni diverse fatte in tempi diversi. Numa scrive che i mar\u00f2 erano \u00abestremamente giovani\u00bb e cita il dettaglio che ai loro corpi sarebbero state tolte le piastrine di riconoscimento. Dice che Giorgi spar\u00ec nel nulla, che i corpi ritrovati furono 61, divisi in una quindicina di fosse, che erano svestiti e senza divise. Dice che per lunghi anni i sindaci vietarono la raccolta di funghi e frutti di bosco per la presenza di salme e resti umani nei boschi, che alle 61 salme non \u00e8 stato possibile dare un nome, che si sospetta che ex partigiani conservino le piastrine in &#8220;luoghi oscuri&#8221;. Tutto senza mai indicare i riferimenti di eventuali riscontri documentali.<\/p>\n<div id=\"attachment_30391\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30391\" class=\"wp-image-30391\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ragazzi_manfrei.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" \/><p id=\"caption-attachment-30391\" class=\"wp-caption-text\">I \u00abRagazzi del Manfrei\u00bb durante una commemorazione.<\/p><\/div>\n<p>Al 1950 va fatta risalire (almeno stando a quanto riportato dallo stesso sodalizio) la fondazione dell&#8217;Associazione Ragazzi del Manfrei. Li abbiamo conosciuti tra gli agitatori del &#8220;caso Ghersi&#8221;. A fondarla \u2013 con la finalit\u00e0 di raccogliere le \u00abtestimonianze e le voci di storie negate\u00bb \u2013, <strong>Stelvio Murialdo<\/strong>, colui che da anni si presenta come testimone oculare nel caso Ghersi. Classe 1935: avrebbe dunque fondato l&#8217;associazione quando aveva 15 anni.<\/p>\n<p>Strano che\u00a0\u2013\u00a0fatto salvo un\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/fiCgg447NHc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=https:\/\/youtu.be\/fiCgg447NHc&amp;source=gmail&amp;ust=1536757986389000&amp;usg=AFQjCNElJSF5kkXGyCW9Hb-5vWxXo5NHNA\"><span class=\"m_-2237388813768107842gmail-Hyperlink1\">video<\/span><\/a><span class=\"m_-2237388813768107842gmail-Nessuno\">, datato 1993, che anticipa in qualche modo la narrazione di\u00a0riferimento, ossia le poche pagine dedicate al Manfrei nel volume di <strong>Carlo Viale<\/strong> e <strong>Pietro Giulio Oddone<\/strong><span class=\"m_-2237388813768107842gmail-Nessuno\"><i>\u00a0Fratricidio! I caduti della RSI nelle stragi dell&#8217;entroterra ligure<\/i>\u00a0<span class=\"m_-2237388813768107842gmail-Nessuno\">\u00a0\u2013\u00a0le uniche tracce di tale associazione risalgano al secolo in corso: una\u00a0<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20090316051614\/http:\/\/www.ragazzidelmanfrei.it:80\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=https:\/\/web.archive.org\/web\/20090316051614\/http:\/\/www.ragazzidelmanfrei.it:80\/&amp;source=gmail&amp;ust=1536757986390000&amp;usg=AFQjCNFZ2OlINZHLZUDwII4GXxcVRwB_sg\">copia archiviata del loro sito<\/a>, una serie di video<span class=\"m_-2237388813768107842gmail-Nessuno\">\u00a0sul loro canale YouTube, tra cui\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/fiCgg447NHc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=https:\/\/youtu.be\/fiCgg447NHc&amp;source=gmail&amp;ust=1536757986390000&amp;usg=AFQjCNFkfQA2AiJERI6q1OY4Re--vCwr2Q\"><span class=\"m_-2237388813768107842gmail-Hyperlink1\">due<\/span><\/a><span class=\"m_-2237388813768107842gmail-Nessuno\">\u00a0che testimoniano la partecipazione alla cerimonia di celebrazione al Manfrei del 2011.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Nel 1996 <strong>Cesare Brenna<\/strong> e <strong>Mario Abriani<\/strong>\u00a0\u2013 repubblichini della San Marco che durante la guerra non ebbero a che fare con i &#8220;fatti del Manfrei&#8221; \u2013 rilasciano interviste per la trasmissione radiofonica Rai dal titolo <i><a href=\"http:\/\/beniculturali.ilc.cnr.it:8080\/Isis\/servlet\/Isis?Conf=\/usr\/local\/IsisGas\/InsmliConf\/Insmli.sys6t.file&amp;Obj=@Insmlie.pft&amp;Opt=search&amp;Field0=zzA00\/04001%20*%20cts=e\">La voce dei vinti<\/a><\/i>, in cui vengono presentate interviste a ex combattenti della RSI raccolte tra il 1994 e il 1996. Brenna, in particolare, dice di avere solo notizie <i>de relato<\/i> sul Manfrei e, sostanzialmente, di non saperne nulla.<\/p>\n<p>Arriviamo infine al 1998, anno in cui l&#8217;accavallarsi di una serie di eventi contribuir\u00e0 a consolidare definitivamente la narrazione del Manfrei, preparandola al &#8220;boost&#8221; che ricever\u00e0 negli anni successivi.<\/p>\n<p>Innanzitutto, Carlo Viale e Pietro Giulio Oddone pubblica <i>Fratricidio!<\/i>, in cui propongono una versione che ricalca quella di Numa e che diventer\u00e0 la base per le versioni successive.<\/p>\n<p>Sul trimestrale dei reduci repubblichini della San Marco (n. 20, anno IV, aprile-giugno 1998), invece, Mario Abriani, all&#8217;epoca segretario dell&#8217;associazione San Marco e direttore dello stesso periodico, pubblica uno <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20040408075542\/http:\/www.carpe-diem.it:80\/storia\/sanmarco\/htm\/marco25.htm\">stralcio<\/a> di quelle che vengono indicate come \u00abparti non pubblicate del diario della San Marco\u00bb, diario redatto dal generale <strong>Amilcare Farina<\/strong> e contenente la testimonianza del tenente Giorgi in cui, sostanzialmente, questi dice solo di aver consegnato gli uomini e che questi ultimi sono poi stati portati in un campo di concentramento.<\/p>\n<p>Notiamo qui un&#8217;operazione interessante.<\/p>\n<p>La prima parte della testimonianza di Giorgi, che Abriani descrive come veritiera, viene pubblicata in virgolettato:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCarcere di Savona, 23 giugno 1946.<\/p>\n<p>Il 25 aprile 1945, nel pomeriggio, io sottoscritto tenente Giorgi Giorgio, assumendone tutte le responsabilit\u00e0, presentavo l&#8217;intera Compagnia che comandavo (duecento uomini circa di cui cinque ufficiali, armata ed equipaggiata al completo, ai partigiani della Brigata E. Vecchia, Divisione MINGO, in localit\u00e0 Palo, pattuendo l&#8217;incolumit\u00e0 assoluta di tutti i dipendenti, cosa che fu accordata dal partigiano &#8220;Vanni&#8221; comandante la brigata. Da Palo, avvenuto il disarmo e la consegna dei materiali, fummo condotti a Vara ed ivi internati.<\/p>\n<p>Dopo tre giorni fui segregato dai soldati e condotto a Piancastagna, sotto la sorveglianza dei partigiani del posto\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La parte successiva della testimonianza \u00e8 per\u00f2 rifiutata da Abriani, perch\u00e9 non avvalora la narrazione dell&#8217;\u00abEccidio del Manfrei\u00bb. Giorgi dice che i mar\u00f2 vennero portati a Sestri Ponente e l\u00ec consegnati agli alleati per essere trasferiti al campo di concentramento di Coltano. Dunque tutta la seconda parte del testo, che Abriani bolla come poco verosimile pur non indicando in base a cosa sia giunto a questa conclusione, anzich\u00e9 essere riportata integralmente \u00e8 soltanto parafrasata:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPoi continua, sostenendo che i detenuti del campo di Vara sarebbero stati trasferiti a Sestri Ponente per consegnarli agli alleati che li avrebbero condotti al campo di concentramento di Coltano, ad eccezione di sei uomini, sottotenente Crupi, maresciallo Ameri, caporalmaggiore Bertelli, sergente Piochi, caporalmaggiore Tedeschi [sic. in realt\u00e0 Todeschini] e caporale Ballo, tutti del plotone ciclisti della Compagnia Comando reggimentale, che, denunciati da tali Boccardo e Alamanni, vennero fucilati la sera del 1\u00b0 maggio nei pressi del cimitero di Sestri Ponente\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Abriani prosegue riportando che Farina redarguisce Giorgi, poich\u00e9 quest&#8217;ultimo non aveva autorit\u00e0 per trattare alcuna resa. In conclusione, Abriani mette in dubbio l&#8217;intera testimonianza di Giorgi partendo dal presupposto indiscutibile che \u00abi mar\u00f2 erano stati trucidati a centinaia\u00bb<i>.<\/i><\/p>\n<p>Non abbiamo accesso alle parti non pubblicate del diario di Farina, ma \u00e8 assai curioso che l&#8217;unica testimonianza diretta citata a proposito del Manfrei non parli di strage, bens\u00ec di una mera consegna di prigionieri. Tanto che i sostenitori dell&#8217;ipotesi dell&#8217;eccidio devono correre ai ripari presentandola tagliata, negando l&#8217;attendibilit\u00e0 della parte \u2013 e <em>solo<\/em> di quella parte \u2013 che non collima con la loro ricostruzione. Lo stralcio della testimonianza Giorgi invece trova ottima corrispondenza nella testimonianza di prima mano della partigiana <strong>Fausta Siri <\/strong>riportata in\u00a0<em>E ma riordu <\/em>(2015).<\/p>\n<p>La maestra Fausta Siri, 93enne partigiana \u2013 nome di battaglia \u00abRita\u00bb \u2013 e testimone oculare della consegna dei mar\u00f2, \u00e8 molto nota ad Urbe e dintorni. Descritta come <a href=\"https:\/\/www.lancorastorico.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/ANC20161127_44.pdf\">personalit\u00e0 vitalissima dalla memoria fotografica<\/a>, da anni si batte contro le false narrazioni sul Manfrei.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20000226102127\/http:\/\/www.carpe-diem.it:80\/sanmarco\/montesm.htm\">Sullo stesso numero della rivista<\/a>, Brenna riporta grossomodo la versione di <i>Fratricidio!<\/i>, ma ibridandola con quella di altre fonti. Diversamente che in <i>Fratricidio!,<\/i> infatti, il &#8220;partigiano cattivo&#8221; \u00e8 <strong>Domenico Patrone<\/strong>, nome di battaglia \u00abTriste\u00bb, con l&#8217;assistenza di&#8230; Mingo.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPer almeno 48 ore rimasero l\u00ec rinchiusi, ed intanto quelli della Brigata Buranello, secondo gli ordini di Don Domenico Patrone, detto &#8220;Triste&#8221;, e con l\u2019assistenza di &#8220;Mingo&#8221; capo di stato maggiore dell\u2019omonima banda che operava tra Crevari e l\u2019Alta Valle dell\u2019Orba, preparavano le fosse.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Qui Brenna deve aver fatto confusione, ritenendo che \u00abDomenico Patrone detto Triste\u00bb e Mingo \u00abdell\u2019omonima banda\u00bb fossero due persone diverse, mentre in realt\u00e0 si tratta della stessa. Confusione dettata probabilmente dal fatto che il nome \u00abMingo\u00bb, oltre ad essere quello il nome della Divisione partigiana \u00e8 un soprannome comune in Liguria (\u00e8 il diminutivo di Domenico) ed era il nome di battaglia di diversi partigiani locali.<\/p>\n<p>La maggior parte delle narrazioni sul Manfrei comparse negli anni Novanta e Duemila indicheranno altri responsabili, ma la versione che indica i colpevoli in \u00abTriste <em>e<\/em> Mingo\u00bb non scomparir\u00e0 mai del tutto, come dimostrano\u00a0le minacce a Patrone e le polemiche <em>post mortem<\/em>. La si ritrover\u00e0 tale e quale, per fare un esempio, nel libro di storia locale <i>Alta Val d\u2019Orba &amp; Sassello<\/i> (don Enrico Principe, Grifl, 2003), che riporta testualmente la versione di Brenna.<\/p>\n<p>Quindi, riepilogando, nelle poche pagine di questo numero del notiziario <i>San Marco<\/i> la responsabilit\u00e0 del fumoso eccidio viene attribuita a Triste, a Mingo, a Vanni della brigata \u00abEmilio Vecchia\u00bb.<\/p>\n<p>Dagli anni Duemila a oggi la narrazione del Manfrei \u00e8 stata ripresa dal circuito mainstream attraverso scrittori come <strong>Marco Pirina<\/strong>\u00a0[del quale abbiamo tracciato un profilo <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/05\/le-nuove-foibe-3a-puntata-viaggio-dandata-al-bus-de-la-lum\/\">qui<\/a>] e, soprattutto, <strong>Giampaolo Pansa <\/strong>(che ha scritto del Manfrei principalmente in <i>I figli dell\u2019aquila, <\/i>Sperling &amp; Kupfer, 2002),\u00a0ogni volta aggiungendo elementi e levigando le versioni precedenti, con dettagli che variabilmente vengono dati certi per uno, incerti per l&#8217;altro e poi di nuovo certi per quello successivo ancora. Mancano, invariabilmente, le fonti.<\/p>\n<div id=\"attachment_30463\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30463\" class=\"wp-image-30463\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Nicolick.jpg\" alt=\"Roberto Nicolick\" width=\"200\" height=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-30463\" class=\"wp-caption-text\">Roberto Nicolick<\/p><\/div>\n<p>Da qui in poi \u00e8 tutto un susseguirsi di versioni copiaincollate e gonfiate. Basti un esempio: l&#8217;ex partigiano che negava la strage e l&#8217;assenza di piastrine, citato da Numa nel 1992, in diverse narrazioni successive \u2013 quella proposta nel <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aAFcVtI0jlI&amp;t=226s\">video<\/a> dei &#8220;Ragazzi del Manfrei&#8221; e, nel 2011, quella riportata in\u00a0<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180910123601\/http:\/www.savonanews.it\/2011\/01\/20\/leggi-notizia\/argomenti\/la-storia\/articolo\/la-strage-del-monte-manfrei.html\">questo articolo<\/a> del sedicente \u00abricercatore\u00bb\u00a0<strong>Roberto Nicolick<\/strong> pubblicato su <i>Savona News <\/i>\u2013<b> <\/b>diventa un \u00abex partigiano che, intervistato al telefono, si diverte a far tintinnare attraverso l&#8217;apparecchio il mazzo di piastrine in sfregio all&#8217;intervistatore\u00bb. E sempre Nicolick, al quale vengono spesso concessi spazi su quotidiani o siti d&#8217;informazione locali (come appunto\u00a0<i>Savona News<\/i>) non si fa problemi ad attribuire responsabilit\u00e0 in maniera confusa a \u00abVanni, comandante della divisione Mingo\u00bb, confondendosi con il Vanni al comando della brigata Emilio Vecchia.<br \/>\n<a name=\"fotofake\"><\/a><\/p>\n<h4><b>4. <\/b><b>I peli ma non i vizi: foto fake e scorribande su Wikipedia<\/b><\/h4>\n<h5><strong>4.1. Foto di strage? S\u00ec, ma strage nazifascista<\/strong><\/h5>\n<p>Ad attirare la nostra attenzione sul caso \u00e8 stata anche l&#8217;iconografia della narrazione che circolava in rete: un&#8217;unica illustrazione, una foto d&#8217;epoca, cadaveri singolarmente scomposti ma collettivamente allineati in un fosso. La testimonianza di una fucilazione di massa.<\/p>\n<div id=\"attachment_34867\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34867\" class=\"wp-image-34867 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/famigeratafoto.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"488\" \/><p id=\"caption-attachment-34867\" class=\"wp-caption-text\">\u00abEccidio di Monte Manfrei\u00bb? Acqua.<\/p><\/div>\n<p>La foto \u00e8 stata postata nel 2007 sul blog di Nicolick accompagnata dalla didascalia <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180822075845\/http:\/nicolickblog.blogspot.com\/2007\/07\/monte-manfrei.html\">\u00abINIZIA COSI&#8217; L&#8217;INCUBO&#8230;\u00bb<\/a> (Sic!).<\/p>\n<p>Successivamente \u00e8 stata inserita nella \u2013 sconclusionatissima e, come vedremo, ora cancellata \u2013 voce di Wikipedia \u00abEccidio di Monte Manfrei\u00bb, quindi nel 2011 \u00e8 comparsa in <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180822080315\/http:\/www.savonanews.it\/2011\/01\/20\/leggi-notizia\/argomenti\/savona\/articolo\/la-strage-del-monte-manfrei.html\">un articolo<\/a> su <i>SavonaNews<\/i>, a firma sempre di Nicolick.<\/p>\n<p>Fino a oggi. Sui social la foto viene condivisa, scuote gli animi ed \u00e8 capace di montare l&#8217;indignazione delle destre per almeno cinque minuti.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va, ce lo diciamo subito: i cadaveri.<\/p>\n<p>I cadaveri nella foto hanno vestiti normali, abiti civili, non militari.<\/p>\n<p>Come per il <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/09\/il-caso-giuseppina-ghersi-1\/\">caso Ghersi<\/a> e tanti altri <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/03\/come-si-manipola-la-storia-attraverso-le-immagini-il-giornodelricordo-e-i-falsi-fotografici-sulle-foibe\/\">casi analoghi<\/a>, cominciamo a sospettare che probabilmente ci troviamo di fronte a un&#8217;immagine vera ma rubata a un&#8217;altra storia.<\/p>\n<p>Da una ricerca inversa su <i>Google immagini<\/i> ricaviamo questo risultato: \u00abMigliore ipotesi per questa immagine: Sant&#8217;Anna di Stazzema\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_34869\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34869\" class=\"wp-image-34869\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/miglioreipotesi-1.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"209\" \/><p id=\"caption-attachment-34869\" class=\"wp-caption-text\">Fuochino. \u00abMigliore ipotesi\u00bb, ma nemmeno questa \u00e8 giusta.<\/p><\/div>\n<p>Anche <i><a href=\"https:\/\/firenze.repubblica.it\/cronaca\/2012\/10\/01\/foto\/sant_anna_di_stazzema_non_dimentica-43643834\/2\/\">Repubblica<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.famigliacristiana.it\/articolo\/la-strage-di-sant-anna-di-stazzema_100811193717.aspx\">Famiglia Cristiana<\/a><\/i>, <a href=\"https:\/\/static.fanpage.it\/socialmediafanpage\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/santanna.jpg\">Fanpage<\/a> e altri organi di informazione la attribuiscono a Sant&#8217;Anna di Stazzema, senza indicare alcun riferimento alla fonte primaria.<\/p>\n<p>Dopo una prima ricognizione, occorre trovare le fonti primarie negli archivi. Del resto, una foto \u00e8 \u2013 o almeno era, prima dell&#8217;avvento del digitale \u2013 un oggetto fisico: c&#8217;\u00e8 un negativo, c&#8217;\u00e8 un originale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/twitter.com\/jan_khler\/status\/959329284044279808\">Su Twitter<\/a> spunta un&#8217;ipotesi: la <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\/?page_id=38&amp;id_strage=4201\"><strong>strage di Castello di Godego<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Indaghiamo.<\/p>\n<p>Troviamo velocemente una fonte: Centro di Ateneo per le Biblioteche &#8211; Universit\u00e0 degli Studi di Padova. Quest&#8217;istituzione ha digitalizzato e <a href=\"https:\/\/phaidra.cab.unipd.it\/detail_object\/o:6253\">reso disponibili online<\/a> parecchie foto originali dell&#8217;eccidio di Castello di Godego (Treviso), avvenuto il 29 aprile 1945 e compiuto dai nazisti in ritirata, con la complicit\u00e0 di fascisti locali.<\/p>\n<p>Scorriamo la galleria fotografica\u2026 ed <a href=\"https:\/\/phaidra.cab.unipd.it\/detail_object\/o:6251?mycoll=o:6253\">ecco la nostra foto<\/a>!<\/p>\n<p>L&#8217;originale \u00e8 fisicamente in un archivio: AIVSREC Foto: Scatola 7, n. 603. I diritti di utilizzo di questa fotografia, tra l&#8217;altro, sono riservati.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-lang=\"it\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"it\">Per l&#8217;ennesima volta, i fascisti spacciano per testimonianza fotografica di un \u00abeccidio partigiano\u00bb (farlocco, ovviamente) una foto di vittime del nazifascismo. Non pu\u00f2 essere un &#8220;errore&#8221;, \u00e8 una condotta sistematica. Ormai abbiamo decine di casi.<\/p>\n<p>\u2014 Wu Ming Foundation (@Wu_Ming_Foundt) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\/status\/959334090737635328?ref_src=twsrc%5Etfw\">2 febbraio 2018<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<\/div>\n<p><i>Repubblica<\/i>\u00a0e altri l&#8217;hanno usata per illustrare il racconto della strage di Sant&#8217;Anna di Stazzema, uccisione di civili italiani da parte di truppe naziste. Un errore, ma almeno sono rimaste inalterate le parti vittime\/carnefici. Nicolick invece ha rovesciato le parti mostrando i corpi di povera gente sterminata dai nazisti e scrivendo che sono stati uccisi dai partigiani.<\/p>\n<p>La foto circolava in rete da oltre dieci anni. Per scoprirne l&#8217;attribuzione falsa e l&#8217;utilizzo disonesto sono bastate poche ore.<\/p>\n<p>A quel punto contattiamo <i>Savona News<\/i>, ottenendo almeno la rimozione della falsa foto.<\/p>\n<h5><strong>4.2. La voce \u00abEccidio di Monte Manfrei\u00bb su Wikipedia<\/strong><\/h5>\n<p>In quegli stessi giorni, febbraio 2018, dopo circa otto anni di non molto onorato servizio, viene cancellata anche la voce di Wikipedia dedicata al presunto eccidio di Monte Manfrei. Creata prima del 18 marzo 2010 da un utente che si firmava \u2013 alquanto immodestamente, ma in modo sintomatico \u2013 \u00abErnst Junger\u00bb, al momento della sua cancellazione la voce non brillava certo per affidabilit\u00e0 e precisione. L&#8217;incipit ricordava piuttosto certi indimenticati sketch comici di <strong>Pier Francesco Loche<\/strong>: \u00abIl <em>presunto<\/em> eccidio di Monte Manfrei <em>sarebbe<\/em> avvenuto in una localit\u00e0 in provincia di Savona\u00bb&#8230;<\/p>\n<p>Scorrendo la cronologia degli edit della voce, salta all&#8217;occhio la presenza di un utente a noi noto: <strong>Jose Antonio<\/strong>, delle cui scorribande nelle voci dell&#8217;enciclopedia libera ci siamo occupati in maniera approfondita nelle due puntate del post <i><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/\">La strategia del ratto. Manomissioni, fandonie e propaganda fascista su Wikipedia: il caso \u00abJose Antonio\u00bb<\/a><\/i>. Jose Antonio \u2013 che dopo la nostra inchiesta \u00e8 scomparso da Wikipedia \u2013 si era premurato di caricare nella voce \u00abEccidio di Monte Manfrei\u00bb la fotografia, parrebbe scattata di suo pugno, della \u00abcroce del Manfrei\u00bb \u2013 foto<i> <\/i><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Croce_del_Manfrei.JPG\">ancora presente<\/a><i> <\/i>nell&#8217;archivio immagini di it.wiki, insieme a quella della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Targa_del_Manfrei.JPG#filehistory\">\u00abtarga del Manfrei\u00bb<\/a> \u2013 e, in generale, di &#8220;presidiare&#8221; la voce.<\/p>\n<div id=\"attachment_34940\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34940\" class=\"wp-image-34940\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Targa_del_Manfrei.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"488\" \/><p id=\"caption-attachment-34940\" class=\"wp-caption-text\">La \u00abtarga del Manfrei\u00bb. Foto scattata e caricata su Wikipedia dal bufalaro neofascista che si firmava \u00abJose Antonio\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>La cancellazione della voce \u00e8 avvenuta in \u00abmodalit\u00e0 semplificata\u00bb, ovvero senza discussione, secondo il principio del silenzio-assenso, sette giorni dopo la proposta avanzata da un utente che rilevava la mancanza di fonti attendibili e la palese faziosit\u00e0 della bibliografia. \u00c8 eloquente il commento con cui l&#8217;utente <strong>Mandalorian<\/strong> rilevava come non fosse nemmeno il caso di aprire una votazione:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abfacendo una ricerca online ho trovato riferimenti a questo eccidio solo in forum e siti tipo &#8220;Il primato nazionale&#8221;, Stragipartigiane.blogspot, <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180917103000\/http:\/\/www.italia-rsi.it\/\">www.italia-rsi.it<\/a> e altre amenit\u00e0; c&#8217;\u00e8 qualche menzione anche in quotidiani online locali ma la trattazione che ne fanno si basa esclusivamente sugli scritti di uno storico dilettante [Nicolick, N.d.R.] che non \u00e8 esattamente il massimo dell&#8217;attendibilit\u00e0 e della neutralit\u00e0. Se questo \u00e8 tutto quello che si trova si pu\u00f2 ben capire come di fatto stiamo parlando del nulla. \u2013 Mandalorian 21:37, 2 feb 2018\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La procedura di cancellazione in it.wiki si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Pagine_da_cancellare\/Eccidio_di_Monte_Manfrei\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>A seguito della cancellazione, la pagina \u00e8 naturalmente sparita da Wikipedia. Per chi fosse curioso di conoscerne il contenuto, a oggi ne rimane una copia fattane da un altro sito e conservata nella cache di Google, visionabile <a href=\"http:\/\/webcache.googleusercontent.com\/search?q=cache:OwIs8xweXMYJ:www.wikiwand.com\/it\/Eccidio_di_Monte_Manfrei+&amp;cd=17&amp;hl=it&amp;ct=clnk&amp;gl=it\">qui<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: small;\">1 di 2 &#8211; Prosegue.<\/span><\/p>\n<p><strong>N.B.<\/strong> I commenti a quest&#8217;inchiesta saranno aperti 72 ore dopo la pubblicazione della seconda e ultima puntata, programmata per il 27 settembre 2018.<\/p>\n<p><strong>Aggiornamento 27\/09:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/09\/bufala-monte-manfrei-2\/\">la seconda puntata \u00e8 on line qui<\/a>.<\/p>\n<p>INDICE DELLA SECONDA PUNTATA<\/p>\n<h5><strong>6. Urbe e Sassello, primavera 1945: gli eventi accertati<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>7. Nomi, cifre, fosse, luoghi, salme<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>8. Spostamenti supersonici di partigiani<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>9. I fantaelenchi dei caduti repubblichini<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>10. Cui prodest?<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>11. Appendice: visita a Monte Manfrei<\/strong><\/h5>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><b><a href=\"https:\/\/it-it.facebook.com\/BourbakiNicoletta\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-33218\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/riunione_Nicoletta.jpg\" alt=\"Nicoletta Bourbaki\" width=\"200\" height=\"294\" \/><\/a>* Nicoletta Bourbaki<\/b>\u00a0\u00e8 un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete, sulle false notizie a tema storico e sulle ideologie neofasciste, nato nel 2012 durante una discussione su\u00a0<i>Giap<\/i>, il blog di Wu Ming. Ne fanno parte storici, ricercatori di varie discipline, scrittori, attivisti e semplici appassionati di storia. Il nome allude al collettivo di matematici noto con lo pseudonimo collettivo \u00abNicolas Bourbaki\u00bb, attivo in Francia dagli anni Trenta agli anni Ottanta del ventesimo secolo.<br \/>\nIl metodo di lavoro di Nicoletta Bourbaki \u00e8 illustrato nell&#8217;ebook\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/questo-chi-lo-dice\/\"><em>Questo chi lo dice? E perch\u00e9?<\/em><\/a> (2018). Il gruppo ha all\u2019attivo diverse inchieste \u2013\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/tag\/nicoletta-bourbaki\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pubblicate su\u00a0<i>Giap<\/i><\/a>\u00a0\u2013 sulle manipolazioni neofasciste della Wikipedia in lingua italiana e sui falsi storici in tema di foibe. Tra i vari risultati, ha contribuito a smontare\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/12\/la-foiba-volante-non-esiste\/\">la bufala della cosiddetta \u00abfoiba di Rosazzo\u00bb<\/a>, altrimenti detta \u00abfoiba volante\u00bb.<br \/>\nPer l\u2019edizione on line della rivista\u00a0<em>Internazionale<\/em>, in occasione del Giorno del Ricordo 2017, Nicoletta Bourbaki ha curato lo speciale\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-storia-intorno-alle-foibe-su-internazionale-uno-speciale-sul-giornodelricordo-a-cura-di-nicoletta-bourbaki\/\"><em>La storia intorno alle foibe<\/em><\/a>.<br \/>\nAl momento, Nicoletta Bourbaki, coi suoi ricercatori sparsi in tutta Italia, sta lavorando sui materiali di diversi archivi per ricostruire, per la prima volta in modo storiograficamente sensato e accurato,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/09\/il-caso-giuseppina-ghersi-1\/\">il caso Giuseppina Ghersi<\/a>.<br \/>\nNicoletta Bourbaki \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/BourbakiNicoletta\/\"><strong>su Facebook<\/strong><\/a>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Nicoletta Bourbaki * INDICE DELLA PRIMA PUNTATA 1. Introduzione 2. Cosa intendono i neofascisti per \u00abEccidio di Monte Manfrei\u00bb? 3. \u00c8 andata cos\u00ec. Anzi, no: cos\u00ec. Anche se\u2026 4. I peli ma non i vizi: foto fake e scorribande su Wikipedia \u00abVedi, i morti possono essere molto utili. 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