{"id":34741,"date":"2018-08-14T12:01:39","date_gmt":"2018-08-14T10:01:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=34741"},"modified":"2018-08-14T14:11:04","modified_gmt":"2018-08-14T12:11:04","slug":"intervista-humanite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/08\/intervista-humanite\/","title":{"rendered":"Complottismi vs. potenza della letteratura. Intervista al quotidiano francese \u00abL&#8217;Humanit\u00e9\u00bb, versione integrale"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_34742\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34742\" class=\"wp-image-34742\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/frontpage_Huma.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"455\" \/><p id=\"caption-attachment-34742\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Humanit\u00e9 celebra il \u00abBook Bloc\u00bb studentesco, Roma, autunno 2010.<\/p><\/div>\n<p>Oggi sul quotidiano francese \u00abL\u2019Humanit\u00e9\u00bb c\u2019\u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.humanite.fr\/conspirationnisme-le-venin-de-qanon-se-repand-chez-les-partisans-de-trump-659248\" rel=\"nofollow\">un lungo speciale<\/a>\u00a0dedicato a complottismi e mitopoiesi, che prende le mosse dal <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/08\/qanon\/\">fenomeno #QAnon<\/a> e risale al Luther Blissett Project, includendo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.humanite.fr\/puissance-de-la-fiction-si-un-roman-cree-un-tel-tsunami-la-litterature-compte-encore-659265\" rel=\"nofollow\">un&#8217;ampia intervista a noialtri<\/a>, incentrata sul \u00abche fare\u00bb.<\/p>\n<p>Sul nostro Tumblr si pu\u00f2 leggere <a href=\"http:\/\/wumingfoundation.tumblr.com\/post\/176981426435\/lhumanit%C3%A9-entretien-avec-wu-ming\">la versione integrale dello speciale<\/a> (in francese).<\/p>\n<p>Qui\u00a0proponiamo la traduzione in italiano dell&#8217;intervista.<\/p>\n<p><strong> Potenza della narrativa | <\/strong><b>\u00abSe un romanzo genera un tale tsunami, la letteratura \u00e8 ancora importante.\u00bb<\/b><\/p>\n<p><b>Wu Ming, il collettivo di scrittori italiani, esamina le tracce di uno dei loro romanzi, <em>Q<\/em>, seminate nel delirio QAnon.\u00a0E difende una pratica politica dell&#8217;arte che sovverta, con narrazioni altre, il semplicismo dei dominanti, complottisti o meno.<\/b><\/p>\n<p>Intervista realizzata da <strong>Thomas Lemahieu <\/strong><\/p>\n<p>Il loro nome \u00e8 nessuno. Anzi, non ce l&#8217;hanno, un nome: in mandarino, Wu Ming significa\u00a0 \u00abnessuno\u00bb o \u00absenza nome\u00bb. Con questo pseudonimo, infatti, si \u00e8 fatto conoscere il collettivo di scrittori italiani che interviene oggi su queste pagine.\u00a0Molto noti in Italia e in numerosi altri paesi, un po&#8217; meno in Francia, dove le loro opere sono quasi tutte tradotte e pubblicate delle edizioni M\u00e9taili\u00e9, i Wu Ming si dedicano da oltre vent&#8217;anni a un&#8217;opera romanzesca eminentemente politica, sia nel contenuto sia nella forma. Firmato Luther Blissett \u2013 nome del collettivo che negli anni Novanta si impegnava a seminare il caos nel sistema mediatico italiano \u2013, il loro primo grande romanzo, <i>Q<\/i> (pubblicato in Francia dalle \u00c9ditions du Seuil nel 2001, col titolo\u00a0<a href=\"https:\/\/charybde2.wordpress.com\/2014\/02\/04\/note-de-lecture-loeil-de-carafa-luther-blissett-a-k-a-wu-ming\/\"><i>L\u2019\u0152il de Carafa<\/i><\/a>), divenne in breve tempo uno dei riferimenti dei sorgenti movimenti altermondialisti. Vent&#8217;anni dopo, \u00e8 proprio quel libro, insieme alle pratiche di guerriglia comunicativa dei Wu Ming, ad apparire in filigrana in QAnon, l&#8217;ultima teoria del complotto in voga tra i sostenitori di Donald Trump. Cosa che d\u00e0 loro l&#8217;occasione, in questa lunga intervista, di dirottare [<em>d\u00e9tourner<\/em>] e scompigliare a loro volta i racconti semplicistici dei fascisti, e di porre l&#8217;accento sulla potenza di una letteratura che possa contrastare sia le narrazioni dei dominanti sia quelle dei loro epigoni complottisti.<\/p>\n<p><b>Quali sovrapposizioni vedete tra il vostro romanzo <i>Q<\/i> e il delirio trumpiano-cospirazionista QAnon? E come le interpretate?<\/b><!--more--><\/p>\n<p>Guardando al fenomeno QAnon, un nostro lettore non pu\u00f2 fare a meno di pensare che abbia tratto ispirazione dal nostro romanzo. E molti ci hanno scritto per chiederci cosa ne pensassimo. Queste persone si dicevano frustrate, perch\u00e9 ai loro occhi il collegamento era ovvio, mentre i commentatori mainstream statunitensi facevano ogni sorta di congetture ma non menzionavano mai il romanzo n\u00e9 il Luther Blissett Project.<\/p>\n<p>Con l&#8217;eccezione della Francia \u2013 dove \u00a0fu \u00a0un autentico fiasco, cosa che pregiudic\u00f2 per diversi anni la ricezione del nostro lavoro \u2013, il romanzo\u00a0 \u00e8 stato un best-seller in tutta Europa, ma negli USA resta poco conosciuto, per questo i media americani hanno tardato a trovare quella pista.<\/p>\n<p>Non solo i riferimenti al romanzo sono difficili da ignorare \u2013 a partire dal pi\u00f9 ovvio di tutti: lo stesso Q, coi suoi dispacci \u2013 ma sono evidenti le somiglianze tra QAnon e il genere di beffe mediatiche che organizzavamo ai tempi di Luther Blissett. QAnon sembra un&#8217;applicazione distorta del nostro &#8220;manuale di strategie&#8221; degli anni Novanta. Anche noi ci occupavamo dell&#8217;allarme-pedofilia, di abusi rituali satanici, di cospirazioni che coinvolgevano il Vaticano ecc. Anche noi adottavamo tattiche e tecniche narrative tipiche dei giochi di ruolo dal vivo, degli alternate reality games ecc.<\/p>\n<p>Sospettiamo che chi ha avviato QAnon lo abbia concepito come una beffa, o un esperimento, ai danni della \u00a0destra USA, una &#8220;psy-op&#8221; direttamente ispirata al nostro lavoro. In breve tempo, per vari motivi \u2013 motivi che non erano certo imprevedibili \u2013 la beffa ha acquisito una vita propria: \u00e8 diventata un gioco di ruolo fascista in cui i giocatori pi\u00f9 influenti aizzavano la parte pi\u00f9 credulona dei sostenitori di Trump, e a quel punto tutti hanno spinto per rendere il tutto sempre pi\u00f9 sfrenato, assurdo, estremo, sbalorditivo. In questo modo, chi giocava a QAnon ha preso due uccelli con una fava: ha sparso ai quattro venti messaggi razzisti e fascisti, e al contempo ha seriamente spiazzato e lasciato storditi i commentatori dei media mainstream \u2013 o \u00abMSM\u00bb, come scrivono sempre loro. Questi ultimi non si capacitavano, non potevano credere che cos\u00ec tanta gente credesse a stronzate del genere.<\/p>\n<p>A un certo livello, QAnon \u00e8 rimasto una beffa, ma non era pi\u00f9 chiaro ai danni di chi. Chi prendeva in giro chi? Qualunque &#8220;spigolo&#8221; critico e radicale che la beffa poteva avere all&#8217;inizio, presto \u00e8 rimasto sepolto nel rumore bianco. Come fai a prendere in giro persone che sfrutterebbero qualunque cosa e trasformerebbero in &#8220;game&#8221; qualunque cosa pur di\u00a0 colpire i loro nemici? Non \u00e8 intelligente dare corda a persone il cui fine \u00e8 impiccarti a qualunque costo.<\/p>\n<p>A quel punto, ci siamo inseriti noi, rendendo manifesta l&#8217;ipotesi che si sia trattato di una beffa ispirata a Q. Questa mossa ha almeno seminato un po&#8217; di incertezza e confusione nei forum di destra, e soprattutto ha fornito ai commentatori una nuova chiave interpretativa che poteva depotenziare la teoria del complotto.<\/p>\n<p>Le ultime notizie riportano di un notevole imbarazzo nella destra USA: sia i settori pi\u00f9 intelligenti dell&#8217;alt-right sia gli ambienti pi\u00f9 tradizionalmente conservatori dicono che QAnon li danneggia, tanto che il principale forum trumpista su Reddit ha <a href=\"https:\/\/www.nbcnews.com\/tech\/tech-news\/far-right-struggling-contain-qanon-after-giving-it-life-n899741\">messo al bando<\/a> ogni contenuto relativo alla teoria del complotto.<\/p>\n<p>Non possiamo escludere che, presto o tardi, QAnon venga rivendicato come beffa. Se accadr\u00e0, \u00e8 comunque difficile prevedere le conseguenze. E la situazione rimane rischiosa.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: se un romanzo pu\u00f2 generare un simile tsunami, significa che la letteratura \u00e8 ancora importante.<\/p>\n<p><b>Potreste spiegare in poche frasi chi era Luther Blissett, autore di Q, e cos&#8217;era il Luther Blissett Project?<\/b><\/p>\n<p>Il LBP nacque all&#8217;incrocio tra diverse influenze: il &#8220;marxismo autonomo&#8221; italiano,\u00a0 lo\u00a0 zapatismo, la tradizione agit-prop della sinistra, la tradizione delle avanguardie da Dada al Neoismo passando per Fluxus e l&#8217;arte postale, e\u00a0 gli esempi \u00a0di agitazione culturale che trovammo nel monumentale numero monografico della rivista americana <i>Re:Search<\/i>\u00a0dedicato alle beffe, intitolato \u00abPranks!\u00bb<\/p>\n<p>Tutto questo era tenuto insieme da una piuttosto eclettica teoria della &#8220;mitopoiesi&#8221;, ovvero volevamo creare miti, narrazioni comunitarie che stimolassero l&#8217;immaginazione collettiva e la cooperazione.<\/p>\n<p>Il &#8220;mito dei miti&#8221; era lo pseudonimo collettivo \u00abLuther Blissett\u00bb, che prendemmo in prestito da un calciatore britannico. Centinaia di persone adottarono e condivisero il nome con l&#8217;intento di creare, azione dopo azione, beffa dopo beffa, scritto dopo scritto, la reputazione aperta di un immaginario guerrigliero culturale.<\/p>\n<p>Senza questo intento mitopoietico, la nostra principale attivit\u00e0 negli anni del Luther Blissett Project \u2013 dal 1994 al 1999 \u2013 potrebbe essere sminuita come &#8220;fabbricazione di fake news&#8221;, ma le false notizie non erano il fine.<\/p>\n<p>Le nostre beffe avevano scopi precisi. Ad esempio, alcune beffe aiutarono campagne di solidariet\u00e0 a vittime della repressione giudiziaria.<\/p>\n<p>Soprattutto, le beffe avevano un aspetto &#8220;educativo&#8221;, pedagogico, finalizzato al &#8220;do it yourself&#8221;: eravamo sempre noi a fare &#8220;ingegneria inversa&#8221; delle nostre false notizie, rivelando pubblicamente che erano beffe e spiegando nei dettagli quali automatismi culturali e quali punti deboli nel sistema dell&#8217;informazione avevamo sfruttato.\u00a0<b><a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/blog.php?post=blog\/20180802\">Mariano Tomatis<\/a><\/b>, un mago e storico dell&#8217;illusionismo che oggi fa parte della Wu Ming Foundation,\u00a0 teorizza modi di rivelare il trucco dietro un numero di magia che non solo non rovinano il senso di meraviglia, ma lo amplificano. Ecco, per noi una buona beffa mediatica era questo: un numero di magia che trae beneficio dal proprio disvelamento.<\/p>\n<p>Infine, ogni beffa aggiungeva qualcosa alla reputazione mitica di Luther Blissett, e rendeva il chiamarsi Luther Blissett sempre pi\u00f9 interessante e stimolante. Adottando quel nome multi-uso, ti sentivi parte di una comunit\u00e0, condividevi un certo stile, un certo immaginario, persino se non avevi mai incontrato gli altri membri.<\/p>\n<p>Oggi fabbricare &#8220;fake news&#8221; \u00e8 pi\u00f9 facile che mai. Quel che \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile \u00e8 mantenere quell&#8217;equilibrio, quell&#8217;aspetto educativo, quel senso di un intento comune, e la fiducia che il pensiero critico non sia nemico del senso di meraviglia, e viceversa.<\/p>\n<div id=\"attachment_34743\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34743\" class=\"wp-image-34743\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/primapagina_huma.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"900\" \/><p id=\"caption-attachment-34743\" class=\"wp-caption-text\">La prima pagina de L&#8217;Humanit\u00e9 di oggi.<\/p><\/div>\n<p><strong> Quali lezioni avete tratto dall&#8217;influenza che ha avuto il vostro romanzo Q sulla contestazione altermondialista? <\/strong><\/p>\n<p>Nel 2009, dieci anni dopo la prima pubblicazione di <em>Q<\/em> in Italia, abbiamo scritto <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Giap\/giap6_IXa.htm\">un lungo testo autocritico intitolato\u00a0<i>Spettri di Muntzer all&#8217;alba<\/i><\/a>, nel quale rievocavamo il periodo 1999-2002, l&#8217;influenza che il romanzo aveva avuto sulla generazione di attivisti che visse il ciclo di lotte dalla &#8220;Battaglia di Seattle&#8221; (novembre 1999) al G8 di Genova. <em>Q<\/em> ebbe la fortuna di essere pubblicato subito prima del montare di quell&#8217;onda mondiale, e divenne presto un <em>livre de chevet<\/em> per una parte del movimento italiano e non solo. Il motto \u00abOmnia sunt communia!\u00bb cominci\u00f2 ad apparire sui muri e negli striscioni dei cortei.<\/p>\n<p>Nel nostro testo facevamo principalmente tre cose:<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> spiegare quale incrocio di infuenze aveva plasmato il nostro immaginario fino a ispirare la progettazione e la scrittura di <em>Q<\/em>; retrospettivamente, identificavamo l&#8217;influenza principale nello zapatismo.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> ricostruire come l&#8217;immaginario rappresentato in <em>Q<\/em>, legato soprattutto a insurrezioni contadine e liberazioni di villaggi e citt\u00e0 dal potere di principi, vescovi e imperatore, fosse entrato &#8220;in risonanza&#8221; con l&#8217;immaginario del movimento altermondialista. Quel movimento si autorappresentava come in lotta contro un impero, e agiva in base a un&#8217;allegoria di fondo, quella dell&#8217;\u00abAssedio del castello\u00bb, cio\u00e8 dei luoghi dove i potenti della terra \u2013 G8, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Organizzazione Mondiale del Commercio ecc. \u2013 si riunivano per tenere i loro summit. Era un immaginario tardo-medievale. Anche le tattiche del Black Bloc in fondo rimandavano alle antiche <em>jacqueries<\/em>. Ma l&#8217;allegoria era sbagliata: non stavamo davvero assediando il potere, perch\u00e9 il potere capitalistico non era in quelle liturgie. Stavamo agendo su un piano simbolico, ma commettendo l&#8217;errore di prendere alla lettera le nostre figure retoriche.<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong> raccontare il nostro lavoro di agit-prop dentro il movimento italiano e internazionale, spiegando quali errori avevamo commesso. Nel biennio 2000-2001, galvanizzati dal successo di <em>Q<\/em>, facemmo tutto quanto ci era possibile per rafforzare l&#8217;allegoria dell&#8217;Assedio: <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2001\/07\/10\/siamo-esercito-dei-ribelli-ecco-il-manifesto.html\">scrivemmo testi &#8220;medievaleggianti&#8221;<\/a>, compimmo azioni di\u00a0 propaganda \u00a0per convincere il maggior numero di persone possibile ad andare a Genova per contestare il G8. E cos\u00ec un\u00a0 movimento reticolare e policentrico, che traeva forza dal suo essere ovunque, incanal\u00f2 tutte le proprie energie verso un unico luogo e un unico appuntamento. Era proprio l&#8217;errore dei contadini rivoluzionari guidati da <strong>Thomas Muntzer<\/strong>: giocare tutto il proprio destino nella battaglia di Frankenhausen. A Genova cademmo in trappola, fummo sorpresi dall&#8217;intensit\u00e0 della repressione, l&#8217;avversario era riuscito a spiazzarci. Fummo sconfitti proprio su quel piano simbolico e allegorico che avevamo incentivato, e in Italia le conseguenze furono devastanti.<\/p>\n<div class=\"gmail_default\">\n<p>In Italia la &#8220;cattura&#8221; fascista dell&#8217;immaginario, l&#8217;affermarsi di una forza qualunquista come il Movimento 5 Stelle, la recente formazione del governo pi\u00f9 reazionario e razzista della storia d&#8217;Italia, sono tutte conseguenze della sconfitta del movimento altermondialista.\u00a0 Sconfitta alla quale anche noi, nel nostro piccolo, avevamo contribuito. \u00a0Quel movimento lasci\u00f2 uno spazio vuoto, e in politica il vuoto non pu\u00f2 esistere a lungo, ben presto qualcosa lo riempie. A riempirlo fu <strong>Beppe Grillo<\/strong>.<\/p>\n<p>Da quell&#8217;eccesso di fiducia prometeica nella &#8220;mitopoiesi&#8221; siamo ripartiti, per nuove riflessioni, nuovi esperimenti. E da questi esperimenti si \u00e8 sviluppata la Wu Ming Foundation.<\/p>\n<div id=\"attachment_34747\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Giap\/giap6_IXa.htm\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34747\" class=\"size-full wp-image-34747\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Giap_2009.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"397\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-34747\" class=\"wp-caption-text\">Giap nel 2009, quand&#8217;era una newsletter, un anno prima di diventare un blog.<\/p><\/div>\n<p><b>La vostra prassi e riflessione collettiva sulla letteratura pu\u00f2 aiutare a superare la sinistra ironia della Storia che vede gli immaginari di estrema destra, dei quali QAnon sembra l&#8217;espressione pi\u00f9 misera e sordida, soppiantare gli altri?<\/b><\/p>\n<p>Noi siamo scrittori, le nostre elaborazioni e le nostre storie non possono sostituire il movimento reale, e non possono nemmeno dirigerlo. Nel 2000-2001 il nostro errore fu proprio quello di provare a \u00abdare la linea\u00bb mitopoietica. Noi stessi avevamo ridotto la complessit\u00e0 e la ricchezza del nostro lavoro blissettiano, per cercare la narrazione pi\u00f9 &#8220;aerodinamica&#8221; e acuminata possibile. In inglese si usa il verbo <i>weaponize<\/i>, trasformare qualcosa in arma. Noi avevamo &#8220;weaponizzato&#8221; la mitopoiesi.<\/p>\n<p>In seguito abbiamo reintrodotto tutta la complessit\u00e0, eliminato l&#8217;aspetto guerresco\/prometeico, e scommesso di nuovo sul fare comunit\u00e0, sull&#8217;estendere le reti di collaborazione, sulla &#8220;biodiversit\u00e0&#8221; delle strategie, sullo smontaggio di quelle che chiamiamo \u00abnarrazioni tossiche\u00bb. Smontaggio che per\u00f2 non \u00e8 sufficiente, va accompagnato alla creazione di narrazioni\u00a0<i>altre<\/i>. A condizione che queste narrazioni altre non siano a loro volta <em>weaponizzate<\/em>.<\/p>\n<p>Nel frattempo abbiamo continuato a scrivere romanzi \u2013 <i>54<\/i>,\u00a0<i>Manituana<\/i>,\u00a0<i>Altai<\/i>,\u00a0<i>L&#8217;Armata dei Sonnambuli<\/i>, e proprio in questi giorni stiamo finendo un nuovo romanzo intitolato\u00a0<i>Proletkult\u00a0<\/i>\u2013 ma abbiamo affiancato ai romanzi narrazioni pi\u00f9 stranianti e meno classificabili, che abbiamo definito \u00aboggetti narrativi non-identificati\u00bb. Sono inchieste \u00a0\u2013 inchieste \u00a0sul territorio,\u00a0 sulla memoria pubblica, sull&#8217;ambiente, su come l&#8217;amnesia del passato coloniale italiano influenzi il razzismo di oggi ecc. \u2013 \u00a0densamente documentate ma scritte con tecniche letterarie. Fanno parte di quella &#8220;terra di nessuno&#8221; difficilmente delimitabile che gli anglosassoni a volte chiamano \u00abcreative non-fiction\u00bb. Col tempo \u00a0gli oggetti narrativi non-identificati hanno cominciato a &#8220;retroagire&#8221; sulla nostra scrittura di romanzi, e un risultato \u00e8\u00a0<i>L&#8217;Invisibile Ovunque <\/i>[in uscita in francese per le edizioni M\u00e9taili\u00e9].<\/p>\n<p>Da tutto questo lavoro, dalle discussioni sul nostro blog\u00a0<i>Giap<\/i>\u00a0e dalla collaborazione con sempre pi\u00f9 persone \u00e8 nata la <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/che-cose-la-wu-ming-foundation\/\">Wu Ming Foundation<\/a>, un \u00abcollettivo di collettivi\u00bb, un insieme di esperimenti, narrazioni transmediali, progetti collaborativi, laboratori e seminari, dai quali nascono continuamente nuovi collettivi e blog. \u00c8 un processo che era gi\u00e0 iniziato negli anni Zero ma ha avuto un&#8217;accelerazione negli anni Dieci. Oggi la Wu Ming Foundation \u00e8 pi\u00f9 estesa di quanto fosse il Luther Blissett Project. Se dal nostro lavoro verr\u00e0 fuori qualcosa di buono e utilizzabile dai movimenti futuri, sar\u00e0 grazie alla WMF.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Oggi sul quotidiano francese \u00abL\u2019Humanit\u00e9\u00bb c\u2019\u00e8\u00a0un lungo speciale\u00a0dedicato a complottismi e mitopoiesi, che prende le mosse dal fenomeno #QAnon e risale al Luther Blissett Project, includendo\u00a0un&#8217;ampia intervista a noialtri, incentrata sul \u00abche fare\u00bb. Sul nostro Tumblr si pu\u00f2 leggere la versione integrale dello speciale (in francese). Qui\u00a0proponiamo la traduzione in italiano dell&#8217;intervista. 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