{"id":34569,"date":"2018-07-06T14:00:11","date_gmt":"2018-07-06T12:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=34569"},"modified":"2019-09-26T08:19:16","modified_gmt":"2019-09-26T06:19:16","slug":"pieta-per-la-nazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/07\/pieta-per-la-nazione\/","title":{"rendered":"(Nessuna) Piet\u00e0 per la nazione che crede alle bufale su #Pasolini"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_34571\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34571\" class=\"wp-image-34571\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/bufalapitythenation.png\" alt=\"Piet\u00e0 per la nazione\" width=\"650\" height=\"668\" \/><p id=\"caption-attachment-34571\" class=\"wp-caption-text\">Una poesia di Lawrence Ferlinghetti, per giunta scritta trentadue anni dopo la morte di Pasolini, prima viene attribuita a quest&#8217;ultimo, poi viene usata come pezza d&#8217;appoggio per sostenere che era&#8230; cosa? Nazionalista? \u00abSovranista\u00bb? Non l&#8217;hanno nemmeno letta: plausibilmente, qualcuno ha visto la parola \u00abnazione\u00bb e si \u00e8 eccitato all&#8217;istante.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Wu Ming 1<br \/>\n<\/strong>(con la collaborazione di <strong>Y\u00e0dad de Guerre <\/strong>e<strong> Nicoletta Bourbaki<\/strong>)<\/p>\n<h5><strong>INDICE<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>1. Piet\u00e0 per la nazione?<\/strong><br \/>\n<strong>2. Ancora il tormentone del \u00abCaro Alberto\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>3. Chi ha fabbricato il meme del \u00abCaro Alberto\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>4. Due parole in pi\u00f9 su questo &#8220;network&#8221;<\/strong><br \/>\n<strong>5. <em>Scritti corsari<\/em> fa ormai pi\u00f9 danni delle cavallette<\/strong><br \/>\n<strong>6. Ma sempre Pasolini? Come mai?<\/strong><\/h5>\n<p>Lo psichiatra di destra e personaggio televisivo <strong>Alessandro Meluzzi<\/strong> \u00e8 solo uno dei tanti diffusori del meme che vedete qui sopra.<\/p>\n<p>\u00c8 composto da una delle pi\u00f9 celebri foto di <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong> e da una traduzione italiana di <em>Pity The Nation<\/em>, componimento di <strong>Lawrence Ferlinghetti<\/strong>, 99 anni, poeta e scrittore, libraio ed editore, esponente di spicco e mentore della <em>Beat Generation,\u00a0<\/em>pilastro della letteratura e della controcultura americana del XX secolo. Un libertario che si \u00e8 sempre espresso contro ogni nazionalismo, bigottismo, razzismo e ha scritto: \u00ab<em>I am waiting for the final withering away of all governments<\/em>\u00bb [Attendo la scomparsa definitiva di ogni governo].<\/p>\n<p>Nel meme, la poesia \u00e8 per\u00f2 firmata \u00abP. P. P.\u00bb. Meluzzi, poi, l&#8217;introduce con una balzana domanda retorica: \u00abAnche Pasolini era fascista?\u00bb<\/p>\n<p>Il senso sembra essere: voi che chiamate &#8220;fascista&#8221; chi ama la propria nazione, beccatevi questa poesia di Pasolini contro chi non la ama!<\/p>\n<p>Vale a dire: se hanno letto la poesia (cosa di cui dubito), l&#8217;hanno capita esattamente al contrario.<\/p>\n<p>Diamole un&#8217;occhiata.<!--more--><\/p>\n<h4><strong>Piet\u00e0 per la nazione?<\/strong><\/h4>\n<p>Ferlinghetti scrisse <em>Pity The Nation<\/em> nel 2007, ultimo anno dell&#8217;amministrazione Bush Jr. Un&#8217;epoca segnata a fondo dalla \u00abWar on Terror\u00bb, dal liberticida Patriot Act, da imperialismo e militarismo imbellettati con la retorica sull&#8217;\u00abesportare la democrazia\u00bb, dalle torture nel carcere di Abu Ghraib, dalle detenzioni illegali nella base di Guantanamo (che peraltro proseguono). La poesia rimane attualissima.<\/p>\n<p>Al titolo si accompagna una specificazione tra parentesi: \u00ab<em>(After Kahlil Gibran)<\/em>\u00bb, che potremmo rendere con \u00abAlla maniera di <strong>Kahlil Gibran<\/strong>\u00bb.<br \/>\nLa poesia, infatti, \u00e8 anche un omaggio al grande poeta libanese-americano morto nel 1931. \u00c8 costruita su un&#8217;anafora, figura retorica che consiste nel cominciare ogni frase con la stessa parola o sequenza di parole.<br \/>\nL&#8217;anafora \u00abPity the nation\u00bb\u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em>che sarebbe pi\u00f9 corretto tradurre con \u00abcompatite la nazione\u00bb o \u00abcommiserate la nazione\u00bb\u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em>si trova nel libro postumo di Gibran\u00a0<em>Il giardino del profeta <\/em>(1933), nel quale il profeta <strong>Almustafa<\/strong>, \u00abl&#8217;eletto e l&#8217;amato\u00bb, pronuncia un sermone di questo tenore:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab<em>Compatite la nazione il cui uomo di stato \u00e8 un furbo,<br \/>\n<\/em><em>il cui filosofo \u00e8 un giocoliere<br \/>\n<\/em><em>e la cui arte \u00e8 l&#8217;arte del raffazzonare e dello scimmiottare<\/em>\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>[Se volessimo fare il giochino ozioso delle allegorie a chiave retroattive, tradurremmo: compatite la nazione dove al governo c&#8217;\u00e8 Salvini, dove l&#8217;intellettuale organico \u00e8 Fusaro e dove si fabbricano memi con false citazioni.]<\/p>\n<p class=\"quoteText\">Ecco il testo completo, in inglese, della poesia di Ferlinghetti, con mia traduzione di ogni strofa.<\/p>\n<p><strong>\u00abPITY THE NATION\u00bb<\/strong><br \/>\n(After Khalil Gibran)<\/p>\n<p>Pity the nation whose people are sheep<br \/>\nAnd whose shepherds mislead them<br \/>\n<em>(Compatite la nazione il cui popolo \u00e8 un gregge<\/em><br \/>\n<em>che i suoi pastori mal conducono)<\/em><br \/>\nPity the nation whose leaders are liars<br \/>\nWhose sages are silenced<br \/>\nAnd whose bigots haunt the airwaves<br \/>\n<em>(Compatite la nazione i cui capi sono bugiardi<\/em><br \/>\n<em>e i cui saggi sono messi a tacere<\/em><br \/>\n<em>e i cui bigotti infestano le frequenze radio e tv)<\/em><br \/>\nPity the nation that raises not its voice<br \/>\nExcept to praise conquerers<br \/>\nAnd acclaim the bully as hero<br \/>\nAnd aims to rule the world<br \/>\nBy force and by torture<br \/>\n<em>(Compatite la nazione che non alza la voce<\/em><br \/>\n<em>se non per lodare i conquistatori<\/em><br \/>\n<em>e acclamare il bullo come eroe<\/em><br \/>\n<em>e punta a dominare il mondo<\/em><br \/>\n<em>con la forza e con la tortura)<\/em><br \/>\nPity the nation that knows<br \/>\nNo other language but its own<br \/>\nAnd no other culture but its own<br \/>\n<em>(Compatite la nazione che non conosce<\/em><br \/>\n<em>altra lingua che la propria<\/em><br \/>\n<em>e altra cultura che la propria)<\/em><br \/>\nPity the nation whose breath is money<br \/>\nAnd sleeps the sleep of the too well fed<br \/>\n<em>(Compatite la nazione il cui fiato \u00e8 denaro<\/em><br \/>\n<em>e dorme il sonno del troppo ben pasciuto)<\/em><br \/>\nPity the nation oh pity the people<br \/>\nwho allow their rights to erode<br \/>\nand their freedoms to be washed away<br \/>\n<em>My country, tears of thee<br \/>\nSweet land of liberty!<br \/>\n(Compatite la nazione, oh, compatite la gente<\/em><br \/>\n<em>che lascia erodere i propri diritti<\/em><br \/>\n<em>e spazzare via le proprie libert\u00e0<br \/>\n<\/em>Mio paese, lacrime per te<br \/>\ndolce terra di libert\u00e0!)<\/p>\n<p>Gli ultimi due versi sono ironici, parodiano la canzone patriottica <em>My Country, &#8216;Tis Of Thee <\/em>[Paese mio, parlo di te], scritta da <strong>Samuel Francis Smith<\/strong> nel 1831 e rimasta per un secolo inno nazionale ufficioso degli USA, finch\u00e9 nel 1931 non fu imposto per legge <em>Star Spangled Banner<\/em>.<\/p>\n<p>In questo finale Ferlinghetti si autocita, perch\u00e9 il verso \u00ab<em>My country, tears of thee<\/em>\u00bb lo aveva gi\u00e0 usato nella sua raccolta pi\u00f9 famosa, <em>A Coney Island Of The Mind<\/em> (1958), per la precisione nella poesia <em>Junkman&#8217;s Obbligato<\/em>.<\/p>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lKCblAJtzgE\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nDovrebbe risultare evidente a chiunque che\u00a0<em>Pity The Nation<\/em> non esprime alcun \u00abamore per la nazione\u00bb,\u00a0n\u00e9 veicola alcunch\u00e9 di \u00absovranista\u00bb o che altro.<br \/>\nFerlinghetti, del resto, ha definito il nazionalismo \u00abla superstizione idiota che pu\u00f2 far saltare in aria il mondo\u00bb, e in una celebre intervista rilasciata a Robert Dana ha detto: \u00abI nazionalismi devono scomparire. Sono i postumi barbarici di tempi antichi.\u00bb<\/p>\n<p>Perch\u00e9 usare questa poesia per inventarsi un Pasolini nazionalista?<\/p>\n<p>Pasolini una poesia dedicata alla sua nazione la scrisse, si intitola proprio <em>Alla mia nazione<\/em>, ed \u00e8 difficilmente appropriabile dai &#8220;sovranisti&#8221;: negli ultimi versi si augura che l&#8217;Italia, paese di \u00abmilioni di piccoli borghesi come milioni di porci\u00bb, sprofondi in mare e \u00abliberi il mondo\u00bb. Eccola musicata dal gruppo metal bolognese\u00a0<strong>Maln\u00e0tt<\/strong>:<\/p>\n<div align=\"center\"><iframe style=\"border: 0; width: 100%; height: 120px;\" src=\"https:\/\/bandcamp.com\/EmbeddedPlayer\/album=950572548\/size=large\/bgcol=ffffff\/linkcol=0687f5\/tracklist=false\/artwork=small\/track=1295995424\/transparent=true\/\" seamless=\"\"><a href=\"http:\/\/ilmaleproduction.bandcamp.com\/album\/pianura-pagana\">Pianura Pagana by Maln\u00e0tt<\/a><\/iframe><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nMa l&#8217;uso di memi pseudo-pasoliniani come pezze d&#8217;appoggio per discorsi di destra, nazionalisti, a volte razzisti e tout court fascisti, non si limita a questo caso.<\/p>\n<h4><strong>Ancora il tormentone del \u00abCaro Alberto\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Nei giorni scorsi qualcuno ha provato a rimettere in circolazione il meme del \u00abCaro Alberto\u00bb, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/06\/pasolini-fascismo-consumismo-salvini\/\">del quale ci siamo occupati un mese fa<\/a>.<\/p>\n<p>Si tratta di una frase che Pasolini non ha mai scritto n\u00e9 pronunciato, inventata di sana pianta nel gennaio 2017, circolante con la dicitura \u00abLettera di Pasolini a Moravia, 1973\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_34570\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34570\" class=\"wp-image-34570\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/bufalaPPP.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"961\" \/><p id=\"caption-attachment-34570\" class=\"wp-caption-text\">La bufala anti-antifascista del \u00abCaro Alberto\u00bb, riproposta dalla pagina FB Fronte dei Popoli il 4 luglio 2018. Su questa pagina e sul milieu di cui fa parte, si veda sotto.<\/p><\/div>\n<p>Nel mio articolo su <em>Internazionale<\/em> facevo notare che:<\/p>\n<p>\u25a0 la frase non si trova in nessun punto dell&#8217;opera omnia di Pasolini;<\/p>\n<p>\u25a0 nel 1973 la polemica pasoliniana sul \u00abnuovo fascismo della societ\u00e0 dei consumi\u00bb non era ancora cominciata;<\/p>\n<p>\u25a0 l&#8217;espressione \u00abarma di distrazione\u00bb non era in uso nell&#8217;Italia degli anni Settanta;<\/p>\n<p>\u25a0 soprattutto, ricostruendo il contesto, dimostravo che Pasolini non avrebbe mai potuto scrivere una frase cos\u00ec, perch\u00e9 se \u00e8 vero che individuava il \u00abnuovo fascismo\u00bb nel consumismo, \u00e8 altrettanto vero che non sottovalut\u00f2 mai la violenza dei neofascisti. Come avrebbe potuto, lui che diverse volte l&#8217;aveva subita?<\/p>\n<p>Pasolini, in quegli anni, non solo non condann\u00f2 mai le manifestazioni antifasciste, ma chiam\u00f2 pi\u00f9 volte i fascisti \u00abassassini\u00bb e li addit\u00f2 come esecutori materiali di stragi e attentati.\u00a0Nel marzo 1974, in un intervento poi incluso negli <em>Scritti corsari<\/em>, Pasolini<br \/>\nchiam\u00f2 a un \u00abimpegno totale\u00bb per il quale indicava \u00abragioni oggettive\u00bb, tra le quali la<br \/>\nnecessit\u00e0 di difendersi dai<\/p>\n<blockquote><p>\u00abvecchi assassini fascisti che cercano la tensione non pi\u00f9 lanciando le loro bombe, ma mobilitando le piazze in disordini in parte giustificati dal malcontento estremo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dopo aver letto il mio pezzo, il blogger <strong>Y\u00e0dad de Guerre<\/strong>, in un commento pubblicato su <em>Giap<\/em> il 24 giugno scorso, ha ricostruito la genesi del meme, dimostrando che \u00e8 nato in ambienti a cavallo tra neofascismo e rossobrunismo. Ripropongo qui la sua ricostruzione.<\/p>\n<h4><strong>Chi ha fabbricato il meme del \u00abCaro Alberto\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>di <strong>Y\u00e0dad de Guerre<\/strong><\/p>\n<p>Quando la farlocca citazione sull&#8217;antifascismo \u00abrabbioso\u00bb attribuita a Pasolini cominci\u00f2 a girare cercai di spiegarmela. Eppure, nonostante le varie spiegazioni che cercavo di darmi, una cosa non tornava mai, insieme alle parole \u00abarma di distrazione\u00bb: l&#8217;uso dell&#8217;aggettivo \u00abrabbioso\u00bb. Avrebbe mai potuto Pasolini usare l\u2019aggettivo \u00abrabbioso\u00bb in quel modo, cos\u00ec sbrigativo e approssimativo? Non solo e non tanto per <a href=\"http:\/\/www.cinetecadibologna.it\/files\/stampa\/settembre2008\/pressbook%20%20La%20Rabbia%20di%20Pasolini%20%20ITALIANO%20definitivox.pdf\">il film del 1963 intitolato <em>La rabbia<\/em><\/a>, ma anche per il documentario televisivo del 1966 realizzato da <strong>Jean-Andr\u00e9 Fieschi<\/strong> e intitolato <em>Pasolini l\u2019enrag\u00e9<\/em>, ossia Pasolini l&#8217;arrabbiato.<\/p>\n<p>In uno dei momenti del film, Pasolini parla apertamente del concetto di rabbia, associandola alla rivolta, alla rivoluzione, alla Resistenza, al marxismo. Dice chiaramente:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIn fondo la Resistenza \u00e8 stata una sorta di grande rabbia organizzata, organizzata e impiantata soprattutto sull\u2019ideologia marxista\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questa sua definizione di \u00abrabbia\u00bb, cio\u00e8 di motore primario per una rivoluzione condivisa (innanzitutto contro il fascismo e la borghesia, evidentemente), serve a Pasolini per spiegare la mancanza di &#8220;arrabbiati&#8221; nell\u2019Italia degli anni Sessanta.<\/p>\n<p>Per il Pasolini intervistato da Fieschi, i giovani (borghesi) del tempo trovavano conforto in uno schema di critica gi\u00e0 pronto ma invecchiato \u2013 invecchiato \u00abcome tutti gli schemi\u00bb \u2013 quello della Resistenza e della cultura marxista italiana. Uno schema che non funzionava pi\u00f9 perch\u00e9 il tempo l&#8217;aveva reso borghese. Quindi, per Pasolini, l&#8217;arrabbiato (principalmente giovane) \u00absent[iva] immediatamente il dovere di non essere arrabbiato, ma rivoluzionario\u00bb. Questo non vuol dire che Pasolini rinnegasse la rivoluzione, chiaramente. Voleva piuttosto indicare come il senso dell&#8217;essere rivoluzionario fosse stato svuotato, privato della rabbia come motore. Il &#8220;rivoluzionario&#8221; \u00e8 qui associato a una forma di morale borghese, gi\u00e0 sussunta dalla borghesia, tanto da permettere a certi \u00abcomunisti rivoluzionari italiani\u00bb di essere nient\u2019altro che piccolo-borghesi \u00abin doppio petto\u00bb schiacciati dai \u00abdogmi\u00bb dell\u2019ideologia marxista.<\/p>\n<p>Fin qui la lettura dell&#8217;antifascismo \u00abrabbioso\u00bb potrebbe ancora trovare un suo senso, se non fosse che \u2013 come ricorda il titolo stesso del documentario \u2013 Pasolini <em>rivendica<\/em> la rabbia, la sua rabbia \u00abnon catalogabile\u00bb, e precisa che l&#8217;arrabbiato ideale, il \u00abmeraviglioso arrabbiato della tradizione storica\u00bb, \u00e8 Socrate. Pasolini, a me pare, cerca cio\u00e8 una strada per attualizzare e rinnovare la rabbia, renderla collettiva, cercando strumenti che portino alla rivolta e alla rivoluzione contro la borghesia. Questo non pu\u00f2 voler dire disconoscere le forme di fascismo o la Resistenza.<\/p>\n<p>\u00abRabbioso\u00bb e \u00abarrabbiato\u00bb hanno due significati differenti, ovviamente, ma proprio in questa differenza si \u00e8 fondata la mia diffidenza nei confronti di quella citazione. Avrebbe mai potuto Pasolini usare la parola \u00abrabbioso\u00bb nel 1973, lui che sul concetto di rabbia ci aveva costruito un discorso nella met\u00e0 degli anni &#8217;60? Avrebbe mai potuto disconoscere la \u00abrabbia! con tanto sdegno, medicalizzandola mi verrebbe da dire, sminuendola a una sorta di malattia animalesca e momentanea? Avrebbe potuto associare un antifascismo \u00abrabbioso\u00bb alla classe dominante, se la rabbia \u00e8 uno strumento (emotivo e politico) di azione che non fa gli interessi della borghesia? Avrebbe potuto Pasolini associare la rabbia, anche solo in una sua versione deformata, alla classe dominante che \u2013 si ricava dal suo ragionamento \u2013 mai potrebbe essere arrabbiata (e forse neanche \u00abrabbiosa\u00bb)?<\/p>\n<p>Mi sono quindi concentrato sulle parole \u00abantifascismo rabbioso\u00bb e le ho cercate ovunque nei testi di Pasolini che possiedo, nelle interviste e nei documentari. Non sono mai venute alla luce. Ho usato Google, ristretto i campi di ricerca.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 spuntata la prima volta quella citazione e quell&#8217;uso delle parole \u00abantifascismo rabbioso\u00bb da parte di Pasolini? Prima del 29 gennaio 2017, non spunta nulla, da nessuna parte. In quel giorno, su Facebook si sono moltiplicati i post con la citazione: \u00abMi chiedo, caro Alberto\u2026\u00bb accompagnata da foto di Pasolini e Moravia o di Pasolini e basta. Il pi\u00f9 vecchio risultato che avevo ottenuto non \u00e8 pi\u00f9 online, ma era di un tale che lavora per\u00a0il sito fascista<strong> Oltre la Linea<\/strong>\u00a0(ho ancora l\u2019URL, se mai qualcun* volesse controllare da s\u00e9).<\/p>\n<p>La citazione, per\u00f2, non era riferita a una fantomatica lettera del 1973 a Moravia, bens\u00ec recitava: \u00abPier Paolo Pasolini ad Alberto Moravia, &#8220;Incontro con\u2026&#8221;, Rubrica Rai 1973, Trasmesso da Rai Storia\u00bb.<\/p>\n<p>Cito qui, a mo&#8217; d\u2019esempio, l&#8217;uso che si modifica col tempo da parte di una stessa pagina Facebook, cio\u00e8\u00a0<strong>La Via Culturale<\/strong>, \u00abnetwork\u00bb fondato da\u00a0<strong>Alessandro Catto<\/strong>. Il 31 gennaio 2017, La Via Culturale pubblica la citazione con gli stessi riferimenti che ho dato prima. L&#8217;11 luglio 2017, in un attacco di rimozione mnemonica, la stessa pagina Facebook pubblica la stessa citazione con riferimenti pi\u00f9 generici da un punto di vista temporale ma pi\u00f9 precisi rispetto al momento: \u00abPier Paolo Pasolini in una discussione con Alberto Moravia\u00bb. Non sappiamo pi\u00f9 quando, ma sappiamo che c&#8217;era una discussione tra Pasolini e Moravia.<\/p>\n<p>Ancor meglio fa\u00a0la pagina Facebook <strong>Il RossoBruno<\/strong>\u00a0che, addirittura, scrive che la citazione deriverebbe da \u00abPierpaolo [sic] Pasolini ad Alberto Moravia, Incontro con Ezra Pound, Rubrica Rai 1973, Trasmesso da Rai Storia\u00bb.<br \/>\nChe cosa c&#8217;entri Ezra Pound non \u00e8 chiaro;<br \/>\nche cosa ci facesse Alberto Moravia tra Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini e perch\u00e9 si parlasse di antifascismo italiano \u00e8 un non-sense;<br \/>\ncome Ezra Pound potesse nel 1973 essere vivo, quand&#8217;\u00e8 morto nel 1972, resta un miracolo divino;<br \/>\nperch\u00e9 un&#8217;intervista di Pasolini a Pound del 1967 sia celebre e discussa ancora oggi e una rubrica RAI con Pound, Pasolini e presumibilmente Moravia del 1973 non la conosca nessuno \u00e8 un mistero.<\/p>\n<p>Comunque sia, il 29 gennaio 2017 su RaiStoria, in tempi coincidenti con le prime apparizioni della citazione, <a href=\"https:\/\/www.staseraintv.com\/programmi_domenica_29_gennaio_2017_rai_storia.html\">andava in onda <em>Italiani con Paolo Mieli<\/em><\/a>. Forse la puntata dedicata ad Alberto Moravia, \u00abAppunti di viaggio\u00bb, in cui effettivamente si parla dello scontro intellettuale tra Moravia e Pasolini ma, ovviamente, mai si citano quelle esatte parole. N\u00e9, a scanso di equivoci, se ne trova traccia nell&#8217;episodio dedicato a Pasolini stesso, \u00abIl santo infame\u00bb, recuperabile tranquillamente sul web.<\/p>\n<div id=\"attachment_34593\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34593\" class=\"wp-image-34593\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/marras.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"590\" \/><p id=\"caption-attachment-34593\" class=\"wp-caption-text\">Dicembre 2017: dopo l&#8217;invenzione e &#8220;tornitura&#8221; della falsa frase di Pasolini, Antonio Marras la riprende sul Secolo d&#8217;Italia, ex-organo ufficiale del MSI, oggi sito crivellato di pubblicit\u00e0.<\/p><\/div>\n<p>Sar\u00e0, invece,\u00a0<strong>Antonio Marras<\/strong>\u00a0per <em>Il Secolo d&#8217;Italia<\/em> a trasformare la citazione in uno stralcio di lettera, il 12 dicembre 2017, quando\u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em>gi\u00e0 da qualche mese\u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em>aveva cominciato a strabordare fuori da Facebook per via del disegno di legge contro la propaganda fascista, il cosiddetto DDL Fiano. Da quel momento in particolare, la citazione ha cominciato a viaggiare da s\u00e9 perch\u00e9, tanto, chi va a controllare le lettere di Pasolini, anche quelle non raccolte e pubblicate da <strong>Nico Naldini<\/strong>? (Disclaimer: non esiste alcuna lettera scritta da Pasolini a Moravia che contenga quelle parole.)<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa, in tutto questo: non solo nessun@ ha compiuto mai alcun lavoro di ricerca per portare alla luce la citazione (che su internet non si trova se non in forme ridicole), ma soprattutto nessun@ si \u00e8 preso la briga di insegnare a Matteo Salvini che cos\u2019\u00e8, davvero, la rabbia.<\/p>\n<h4><strong>Due parole in pi\u00f9 su questo \u00abnetwork\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Abbiamo visto che il meme del \u00abCaro Alberto\u00bb, prima di essere ripreso dal <em>Secolo d&#8217;Italia<\/em>, \u00e8 circolato per mesi e ha preso la sua forma odierna in un certo arcipelago di blog e pagine Facebook. Descriviamolo brevemente.<\/p>\n<p>Oltre La Linea, Giano Bifronte e Azione culturale sono <a href=\"http:\/\/www.oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/numero-vii.pdf\">sigle riconducibili allo stesso progetto rossobruno<\/a>. Il simbolo \u00e8 Giano che guarda sia a destra sia a sinistra. Un altro simbolo ricorrente \u00e8 la bandiera dell&#8217;Eurasia, progetto geopolitico caro ai rossobruni e teorizzato principalmente dal guru russo\u00a0<strong>Aleksandr Dugin<\/strong>.<\/p>\n<p>Animatore di Oltre La Linea (che \u00e8 solo un altro nome di Giano Bifronte) \u00e8 almeno fino al maggio 2017 tale <strong>Luigi Ciancio<\/strong>, che oggi su Facebook si firma \u00abLuigi Cianciox\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_34584\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34584\" class=\"size-full wp-image-34584\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/PjvCuxrU_400x400.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><p id=\"caption-attachment-34584\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro Catto<\/p><\/div>\n<p>Azione Culturale\u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/web.archive.org\/web\/20160709204118\/http:\/\/www.azioneculturale.eu:80\/chi-siamo\/\">come dichiarano loro stessi<\/a>\u00a0\u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em>\u00a0\u00e8 stata formata da Giano Bifronte e La Via Culturale (gi\u00e0 La Via Culturale al Socialismo), blog &#8220;sovranista&#8221; gestito da <strong>Alessandro Catto<\/strong> <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180706085746\/http:\/\/blog.ilgiornale.it\/catto\/?repeat=w3tc\">sul sito de <em>Il Giornale<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>A quanto sembra, la &#8220;mente&#8221; \u00e8 Catto. Tanto per capirci, Catto, per conto di Azione\u00a0<span class=\"il\">Culturale,\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/web.archive.org\/web\/20160627121458\/http:\/\/www.azioneculturale.eu:80\/2016\/06\/casapound-sovranita-nazione-intervista-simone-stefano\/\">ha intervistato\u00a0<strong>Simone Di Stefano<\/strong> di Casapound<\/a> per cercare una sinergia tra &#8220;comunismo&#8221; e fascismo. Ecco uno stralcio dell&#8217;intervista:<\/p>\n<blockquote class=\"gmail_quote\">\n<div id=\"attachment_34582\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34582\" class=\"wp-image-34582\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/distefano.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"183\" \/><p id=\"caption-attachment-34582\" class=\"wp-caption-text\">Simone Di Stefano<\/p><\/div>\n<p><i><strong>Lei \u00e8 aperto ad un dialogo con formazioni coerentemente comuniste che si rifanno alle esperienze di governo del\u00a0<span class=\"il\">socialismo<\/span>\u00a0reale, per come abbiamo imparato a conoscerle nel \u2018900? Se s\u00ec, su quali temi?\u00a0<\/strong><\/i><\/p>\n<p>\u00abCome detto precedentemente la base del dialogo deve essere il riconoscimento della nazione Italia, l\u2019esistenza dei suoi confini e del suo popolo. I temi possono essere la critica\u00a0<span class=\"il\">al<\/span>\u00a0liberismo, la lotta alla globalizzazione e tanti altri. Resta un fatto: siamo incompatibili con l\u2019idea di abolizione della propriet\u00e0 privata e della esclusiva propriet\u00e0 pubblica dei mezzi di produzione. Il fine ultimo della nostra rivoluzione \u00e8 la potenza della nazione Italia e di conseguenza la piena giustizia sociale [&#8230;]\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_34583\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34583\" class=\"wp-image-34583\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/fergola.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"159\" \/><p id=\"caption-attachment-34583\" class=\"wp-caption-text\">Stelio Fergola<\/p><\/div>\n<p>Oltre a Ciancio e\u00a0<span class=\"il\">Catto<\/span>, in relazione a tutto questo va menzionato\u00a0<strong>Stelio Fergola<\/strong>, direttore responsabile e co-fondatore di Azione\u00a0<span class=\"il\">Culturale<\/span>, Oltre la Linea, ecc. Fergola \u00e8 autore del libro\u00a0<em>L&#8217;inganno antirazzista<\/em>, che ha pubblicato con Passaggio\u00a0<span class=\"il\">al<\/span>\u00a0bosco, <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180706090547\/https:\/\/www.passaggioalbosco.it\/\">casa editrice<\/a> la cui impronta ideologica \u00e8 chiarissima.<\/p>\n<p>In questo milieu telematico troviamo anche Fronte dei Popoli, pagina Facebook attualmente gestita dal bolognese\u00a0<strong>Dario Giovetti<\/strong>. Nel dicembre 2016 Fronte dei Popoli <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/frontelpopolo\/photos\/a.255565634811119.1073741828.255505811483768\/294287620938920\/?type=3&amp;theater\">annunciava soddisfatto e ammiccante<\/a> \u00abla nuova stagione di Azione Culturale\u00bb.<\/p>\n<p>Fronte dei Popoli condivide spesso contenuti delle pagine di Ciancio e Catto, come del resto fa Ufficio Sinistri, pagina FB gestita dal sanremese\u00a0<strong>Roberto Vallepiano<\/strong>, autore di un libro dallo stesso titolo. Vallepiano condivide e commenta favorevolmente contenuti di Ciancio, Catto e Giovetti, che a loro volta condividono e commentano favorevolmente le prese di posizione di Vallepiano.<\/p>\n<p>Il campionario ha poco di sorprendente: contro l&#8217;immigrazione, il complotto di Soros, chiudere i porti alle ONG, la sinistra &#8220;buonista&#8221;, la nazione ecc. Il tutto ornato di specchietti rossi, per le allodole che volano nei dintorni.<\/p>\n<p>Attualmente, la vecchia pagina Facebook di Azione\u00a0<span class=\"il\">Culturale<\/span>\u00a0rimanda a <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ilmondonuovo1\/\">Il Mondo Nuovo<\/a>.<\/p>\n<p>Da quest&#8217;arcipelago di siti e pagine FB, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/06\/samora-machel-immigrazione\/\">come dimostrato nei dettagli da <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong><\/a>, \u00e8 partita anche la diffusione di una falsa frase di <strong>Samora Machel<\/strong> contro i migranti.<\/p>\n<p>In costante interazione con tutte queste pagine \u00e8 il sito rossobruno L&#8217;Antidiplomatico.<\/p>\n<p>Si incazzino pure, descrivano il paragrafo che avete appena letto come una \u00ablista di proscrizione\u00bb. \u00c8 la reazione standard ogni volta che qualcuno, fuori e contro una certa omert\u00e0 \u00abtra compagni\u00bb, ha l&#8217;onest\u00e0 di fare nomi e cognomi.<\/p>\n<p>I rossobruni non sono miei compagni, perch\u00e9, molto semplicemente, non sono compagni.<\/p>\n<h4><strong><em>Scritti corsari<\/em> fa ormai pi\u00f9 danni delle cavallette<\/strong><\/h4>\n<p>Il meme del \u00abCaro Alberto\u00bb \u00e8 stato riproposto il 4 luglio\u00a0\u2014 insieme ad altre citazioni pasoliniane formalmente corrette ma decontestualizzate\u00a0<em>\u2014<\/em> da Fronte dei Popoli, evidentemente non contento della figuraccia appena rimediata con la frase falsa di Samora Machel.<\/p>\n<p>Quando gli \u00e8 stato fatto notare\u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em>a un certo punto <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/BourbakiNicoletta\/photos\/a.1129842167037552.1073741828.1126572304031205\/1962049457150148\/?type=3&amp;theater\">anche da Nicoletta Bourbaki<\/a> \u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em>che pure quella frase era un fake, per giunta &#8220;debunkato&#8221; settimane prima, Giovetti ha arrampicato specchi unti, ha pi\u00f9 volte citato come &#8220;fonte&#8221; il\u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em>per la precisione: dato la colpa al\u00a0\u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em> <em>Secolo d&#8217;Italia<\/em>, infine si \u00e8 &#8220;incantato&#8221;, come un vinile graffiato, a ripetere \u00abanche Wu Ming 1 ha detto che la frase era verosimile!\u00bb. Una balla presto ripetuta a pappagallo da altri commentatori.<\/p>\n<div id=\"attachment_34587\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34587\" class=\"wp-image-34587\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/verosimile.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"433\" \/><p id=\"caption-attachment-34587\" class=\"wp-caption-text\">Due esempi tra i molti rinvenibili sulla pagina Facebook \u00abFronte dei Popoli\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>Ovviamente, costoro si sono ben guardati dal riportare il passaggio del mio articolo in cui la parola \u00abverosimile\u00bb compariva. Ebbene, lo faccio io, con tanto di sottolineature <em>for dummies<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_34588\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/wu-ming-1\/2018\/06\/04\/pasolini-salvini-neofascismo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34588\" class=\"wp-image-34588\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/suonaverosimile.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"398\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-34588\" class=\"wp-caption-text\">Clicca per leggere l&#8217;articolo completo <em>Pasolini e il neofascismo come merce<\/em>.<\/p><\/div>\n<p>Vorrei per\u00f2 soffermarmi sulla cosa pi\u00f9 interessante scritta dall&#8217;amministratore di Fronte dei Popoli: secondo lui Pasolini<\/p>\n<blockquote><p>\u00abin &#8220;Scritti corsari&#8221;, come del resto nell&#8217;editoriale per il &#8220;Corriere della Sera&#8221; &#8220;il fascismo degli antifascisti&#8221; esprimere [sic] concetti che risultano assolutamente compatibili con quelli della citazione di cui stiamo parlando\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 spiegato che non \u00e8 cos\u00ec: gli <em>Scritti corsari<\/em> contengono molte condanne della violenza neofascista, e i neofascisti vi sono chiamati pi\u00f9 volte \u00absicari\u00bb, \u00abassassini\u00bb e quant&#8217;altro. Basterebbe leggere l&#8217;intero libro, anzich\u00e9 ravanare nel web in cerca di virgolettati. Addirittura, nell&#8217;intervento intitolato \u00abFascista\u00bb, incluso nella sezione \u00abDocumenti e allegati\u00bb, Pasolini dice che la violenza dei neofascisti suoi contemporanei \u00e8 <em>peggiore<\/em> di quella del vecchio regime mussoliniano:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abVent&#8217;anni di fascismo credo che non abbiano mai fatto le vittime che ha fatto il fascismo di questi ultimi anni. Cose orribili come le stragi di Milano, di Brescia, di Bologna [quella del treno Italicus, N.d.R.] non erano mai avvenute in vent&#8217;anni. C&#8217;\u00e8 stato il delitto Matteotti certo, ci sono state altre vittime da tutte due le parti, ma la prepotenza, la violenza, la cattiveria, la disumanit\u00e0, la glaciale freddezza dei delitti compiuti dal 12 dicembre del 1969 in poi non s&#8217;era mai vista in Italia.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Pasolini sbagliava: il fascismo &#8220;storico&#8221; di stragi ne aveva fatte eccome, non solo all&#8217;estero ma anche in Italia, e anche prima della RSI. Basti dire che era andato al potere sull&#8217;onda del terrorismo squadrista, che aveva ucciso mezzo migliaio di persone e ne aveva ferite migliaia.<\/p>\n<p>Il punto, tuttavia, non \u00e8 questo: il punto \u00e8 che negli <em>Scritti corsari<\/em> Pasolini non sminuisce <em>mai<\/em> la violenza dei neofascisti, anzi, delle due la accentua.<\/p>\n<p>Il commento di Fronte dei Popoli contiene altri sfondoni:<br \/>\n\u25a0 quello uscito sul Corriere il 16 luglio 1974 non era un \u00abeditoriale\u00bb;<br \/>\n\u25a0 sul giornale l&#8217;articolo si intitolava \u00abApriamo un dibattito sul caso Pannella\u00bb;<br \/>\n\u25a0 nel testo l&#8217;espressione \u00abfascismo degli antifascisti\u00bb non compariva mai;<br \/>\n\u25a0 l&#8217;oggetto della critica non erano affatto gli antifascisti <em>tout court<\/em> bens\u00ec i sedicenti \u00abantifascisti\u00bb che stavano al governo e sedevano in parlamento, colpevoli di non accogliere alcune richieste di <strong>Marco Pannella<\/strong> che digiunava da settanta giorni.<\/p>\n<p>Se non si fosse fermato alla parola \u00abverosimile\u00bb e avesse letto il mio pezzo per intero, Giovetti queste cose le saprebbe: sono spiegate in un apposito paragrafo, intitolato proprio \u00abL&#8217;equivoco sul &#8220;fascismo degli antifascisti&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Problemi ed equivoci, ad ogni modo, sono a monte, e conviene esporli con la massima chiarezza.<\/p>\n<p>Il primo riguarda specificamente Pasolini, o meglio: la sua ricezione nell&#8217;Italia di oggi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-34594 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/scritticorsari.jpg\" alt=\"Scritti corsari\" width=\"200\" height=\"307\" \/><\/p>\n<p><em>Scritti corsari<\/em> \u00e8 una raccolta di articoli di giornale e interventi estemporanei risalenti a quasi mezzo secolo fa. Il libro \u00e8 pieno zeppo di riferimenti alla cronaca e alla situazione politica di quei giorni, di allusioni oggi indecifrabili ai pi\u00f9, di nomi e cognomi oggi ricordati da pochissime persone. Il senso di molti interventi pu\u00f2 essere ricostruito solo con la loro, spesso faticosa, ricontestualizzazione.<\/p>\n<p>Non solo del libro manca un&#8217;edizione critica, ma \u00e8 stato\u00a0<em>eternato<\/em>, pietrificato dalla morte e dalla santificazione <em>post mortem<\/em> di Pasolini, ergo continua a essere ristampato e a tornare in libreria completamente fuori contesto e come una sorta di \u00ablibro sacro\u00bb. Posizioni transitorie, che di certo l&#8217;autore avrebbe approfondito o superato, sono diventate <em>comandamenti incisi su pietra<\/em>. Formulazioni ambigue sono diventate corpi contundenti da usare nelle tenzoni di oggi.<\/p>\n<p>Se aggiungiamo che su alcuni fenomeni allora in corso Pasolini sbagli\u00f2 clamorosamente il giudizio, non penso di esagerare se dico che <em>Scritti corsari<\/em>, suo malgrado, si \u00e8 trasformato in qualcosa di molto simile a uno sciocchezzaio.<\/p>\n<p>L&#8217;altro problema \u00e8 la generale ignoranza su cosa sia una fonte.<\/p>\n<div id=\"attachment_34590\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-34590\" class=\"wp-image-34590\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/secoloditalia.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"307\" \/><p id=\"caption-attachment-34590\" class=\"wp-caption-text\">&#8211; E dove starebbe &#8216;sta frase di Pasolini?<br \/>&#8211; Cosa credi, di cogliermi in castagna? Sta sul Secolo d&#8217;Italia!<\/p><\/div>\n<p>Ieri, su Twitter, Benedetta Pierfederici ha citato una frase di <strong>Marc Bloch<\/strong>:<\/p>\n<blockquote>\n<div id=\"attachment_24498\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24498\" class=\"wp-image-24498\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Marc_Bloch-1.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"211\" \/><p id=\"caption-attachment-24498\" class=\"wp-caption-text\">Marc Bloch (1886 &#8211; 1944)<\/p><\/div>\n<p>\u00abIn tutti i casi in cui non si tratti dei liberi giochi della fantasia, un\u2019affermazione non ha il diritto di presentarsi se non a condizione di poter essere verificata;\u00a0per uno storico, se usa un documento, indicarne il pi\u00f9 brevemente possibile la collocazione, cio\u00e8 il modo di ritrovarlo, non equivale ad altro che a sottomettersi ad una regola universale di probit\u00e0.\u00a0Avvelenata dai dogmi e dai miti, la nostra opinione, anche la meno nemica dei \u201clumi\u201d, ha perduto persino il gusto del controllo.\u00a0Il giorno in cui noi, avendo prima avuto cura di non disgustarla con una vana pedanteria, saremo riusciti a persuaderla a misurare il valore di una conoscenza dalla sua premura di offrirsi in anticipo alla confutazione,\u00a0le forze della ragione riporteranno una delle loro pi\u00f9 significative vittorie.\u00bb (Apologia della storia o Mestiere di storico, Einaudi, Torino 1998, pp. 68-69)<\/p><\/blockquote>\n<p>Benedetta aggiungeva:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCosa significa &#8220;poter essere verificata&#8221;? Significa che chi presenta, ad esempio, una citazione deve rintracciarne e poi dirne l&#8217;origine (la fonte, appunto).\u00a0Chi legge la citazione deve poter rifare la strada a ritroso e, se necessario, confutarla. Se chiedo conto di una citazione &#8220;Pasolini a Moravia&#8221;, la fonte non \u00e8 un articolo online o un blog o un tweet. La fonte \u00e8 il documento che contiene la citazione.\u00a0\u00c8 faticoso trovare le fonti e presentarle? Il pi\u00f9 delle volte, in effetti, lo \u00e8. Risalire la corrente, evitare le rapide, non perdersi negli affluenti\u2026 Ma non ci sono altri modi per procedere nella conoscenza.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Dovrebbe essere l&#8217;ABC, ma non lo \u00e8, per tanti motivi. Per questo Nicoletta Bourbaki ha scritto il suo &#8220;manuale&#8221; su come riconoscere le bufale, intitolato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/questo-chi-lo-dice\/\"><em>Questo chi lo dice? E perch\u00e9?<\/em><\/a><\/p>\n<h4><strong>Ma sempre Pasolini? Come mai?<\/strong><\/h4>\n<p>Pasolini, lo abbiamo visto, non \u00e8 l&#8217;unico intellettuale di sinistra morto e impossibilitato a difendersi il cui pensiero viene decontestualizzato, distorto, falsificato. Ma \u00e8 di gran lunga il pi\u00f9 utilizzato. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Ripropongo qui, per discuterne insieme, uno spunto di riflessione risalente a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/02\/pasolini-antifascismo\/\">qualche mese fa,<\/a>\u00a0quando il lavoro di debunking del Pasolini \u00abanti-antifascista\u00bb era ancora agli inizi.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPrima o poi andr\u00e0 ricostruita la genealogia di quest&#8217;utilizzo di Pasolini come\u00a0<em>auctoritas\u00a0<\/em>per ogni stagione e occasione. Un processo di lungo corso che, banalizzandone l&#8217;opera e la figura, lo ha trasformato in\u00a0<em>fashion icon<\/em>\u00a0per\u00a0<em>ipse dixit<\/em>\u00a0pronti da indossare. Di sicuro c\u2019entra la sua &#8220;santificazione&#8221; dopo il martirio, ma non basta a spiegare tutto. C\u2019entra anche la contraddittoria complessit\u00e0 del suo percorso, unita all\u2019oltraggiosit\u00e0 di molte sue prese di posizione. E c\u2019entra il suo modo di esprimersi, il suo &#8220;senso della frase&#8221; [&#8230;] Il contesto discorsivo costruito da Pasolini \u00e8 un\u00a0<em>campo di tensioni<\/em>, un vasto reticolo di corde tese all&#8217;estremo, a collegare vari temi, concetti, momenti. Corde sempre sul punto di spezzarsi. Seguendole con lo sguardo si trovano vere e proprie &#8220;rime narrative&#8221; e tematiche, ed \u00e8 ci\u00f2 che pi\u00f9 affascina nell\u2019installazione. Ma c\u2019\u00e8 anche un aspetto spaventoso: si capisce che per snaturare un\u2019affermazione di Pasolini basta davvero pochissimo. Il modo pi\u00f9 facile di snaturarla \u00e8 dire, su qualunque argomento: &#8220;Pasolini la pensava cos\u00ec, punto&#8221;.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo <em>punto<\/em>, che rende perentorie affermazioni spesso insensate, toccher\u00e0 ogni volta farlo saltare, finch\u00e9, un giorno, non smetteranno di usare Pasolini, e si concentreranno su qualcun altro. Noi dobbiamo restare vigili.<\/p>\n<p>Nel suo\u00a0<em>The Mexican Night <\/em>Ferlinghetti si fa una domanda che vale la pena riproporre:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abFrom which way will the fascists\u00a0come this time, baby?\u00bb<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Wu Ming 1 (con la collaborazione di Y\u00e0dad de Guerre e Nicoletta Bourbaki) INDICE 1. Piet\u00e0 per la nazione? 2. Ancora il tormentone del \u00abCaro Alberto\u00bb 3. 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