{"id":33656,"date":"2018-05-04T14:57:21","date_gmt":"2018-05-04T12:57:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=33656"},"modified":"2018-05-26T11:48:56","modified_gmt":"2018-05-26T09:48:56","slug":"oltre-il-debunking-ovvero-perche-coinvolgere-un-prestigiatore-nel-dibattito-sulle-fake-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/05\/oltre-il-debunking-ovvero-perche-coinvolgere-un-prestigiatore-nel-dibattito-sulle-fake-news\/","title":{"rendered":"Oltre il <em>debunking<\/em>, ovvero: Perch\u00e9 coinvolgere un prestigiatore nel dibattito sulle fake news?"},"content":{"rendered":"<p><div id=\"attachment_33658\" style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33658\" class=\"size-full wp-image-33658\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso01.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"639\" \/><p id=\"caption-attachment-33658\" class=\"wp-caption-text\">Anonimo, \u00abNapoleone come illusionista\u00bb, s.d. [~1802].<\/p><\/div>di <strong>Mariano Tomatis<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[Domenica 22 aprile 2018 <strong>Mariano Tomatis<\/strong> ha messo in scena una presentazione-spettacolo al <a href=\"https:\/\/barricatedicarta.noblogs.org\/eterotopie-2-secondo-festival-della-libreria-indipendente-sabot-di-jesi\/\">Festival letterario Eterotopie #2<\/a> organizzato allo <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/scatnt\/\">Spazio Comune Autogestito TNT<\/a>\u00a0di Jesi dalla <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/libreriaindipendenteSABOT\/\">libreria indipendente Sabot<\/a>. I tre giorni del festival (20-22 aprile 2018) &#8211; cui hanno partecipato tra gli altri <strong><a href=\"https:\/\/twitter.com\/captblicero\">Leonardo Bianchi<\/a><\/strong>\u00a0(<em>La gente<\/em>, 2017) e\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/not.neroeditions.com\/autori\/alessandro-lolli\/\">Alessandro Lolli<\/a><\/strong>\u00a0(<em>La guerra dei meme<\/em>, 2018) &#8211; erano dedicati al rapporto tra verit\u00e0 e nuovi media nell&#8217;epoca della \u00abpost-verit\u00e0\u00bb e delle \u00abfake news\u00bb.\u00a0Nel corso del suo intervento, pubblicato di seguito nella sua versione annotata, Mariano ha ripreso alcuni temi introdotti nel post <a href=\"http:\/\/quintotipo.edizionialegre.it\/content\/esiste-un-%E2%80%9Cinganno-etico%E2%80%9D-qualche-riflessione-tra-il-santo-graal-e-il-rocciamelone\">Esiste un &#8220;inganno etico&#8221;?<\/a> (pubblicato sul blog di Quinto Tipo il 23 aprile scorso) e presentato due libri di cui ha recentemente curato la riedizione: <em>Il visionario<\/em> (1789) di <strong>Friedrich Schiller<\/strong> e <em>Roc Maol e Mompantero<\/em> (1897) di <strong>Matilde Dell&#8217;Oro Hermil<\/strong>.<br \/>\nNel corso dell&#8217;incontro Mariano ha presentato tre numeri di illusionismo, sotto riassunti in altrettante brevi parentetiche; non \u00e8 come vederli dal vivo, ma sul blog\u00a0<a href=\"https:\/\/barricatedicarta.noblogs.org\/oltre-il-debunking-mariano-tomatis-a-eterotopie-2\/\">Barricate di carta<\/a> \u00e8 possibile riascoltarne la traccia audio comprensiva dell&#8217;introduzione di <strong>Giovanni Cacciani<\/strong>.]<\/span><\/p>\n<p>Perch\u00e9 coinvolgere un prestigiatore nel dibattito sulle <i>fake news<\/i>? Per illustrarlo, prendo a prestito <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/christian-raimo\/2017\/01\/21\/post-verita-antidoto\">un articolo di <strong>Christian Raimo<\/strong><\/a> uscito sull&#8217;edizione <i>online<\/i> di <i>Internazionale<\/i>. Forse ricorderete quello sciamano che a Roma, in piazza San Giovanni, aveva promesso di sconfiggere il cancro entro il 2013. Raimo parte da quella sparata per metterne in luce la strategia comunicativa sottostante.<!--more--><\/p>\n<p>Quando la comunicazione politica \u00e8 satura di annunci del genere,<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_quote\">\n<div class=\"row\">\n<blockquote><p>quello che conta [\u2026] non \u00e8 mai il messaggio in s\u00e9 ma \u2013 in una perversione del piano performativo \u2013 l&#8217;effetto. L&#8217;effetto sostituisce il significato. Per questo ha senso pronunciare una balla colossale e venire smentiti il giorno successivo: il significato di quella notizia sar\u00e0 corrispondente alla differenza tra coloro che hanno ascoltato la notizia ma non la smentita. [\u2026] L\u2019effetto s\u2019impone come significato.\u00a0<abbr class=\"foot-note\" title=\"Christian Raimo, \u201cUn antidoto al veleno della post-verit\u00e0\u201d, Internazionale online, 21.1.2017.\">(1)<\/abbr><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Lo slogan \u00abQuello che conta \u00e8 l\u2019effetto\u00bb mi provoca un <i>dej\u00e0 vu<\/i> perch\u00e9 \u00e8 anche la regola numero uno dell&#8217;illusionismo. Non a caso, quello che il pubblico chiama \u00abnumero di magia\u00bb nel gergo dei prestigiatori si chiama \u00abeffetto\u00bb. Nello specifico, l&#8217;effetto che vuole evocare il prestigiatore \u00e8 l&#8217;effetto magico. Compito del prestigiatore \u00e8 creare l&#8217;impressione che succeda qualcosa di magico, con ogni mezzo necessario.<\/p>\n<p>Aprite un&#8217;antologia di giochi di prestigio e vedrete che ogni capitolo \u00e8 diviso in tre parti: l&#8217;effetto, la presentazione e il trucco. Il trucco \u00e8 quello che succede davvero ma deve restare nascosto; la presentazione \u00e8 la cornice narrativa della performance mentre l&#8217;effetto \u00e8 l&#8217;aspetto sconcertante di ci\u00f2 che avviene ed \u00e8 ci\u00f2 che il pubblico percepisce. La magia si sprigiona quando trucco ed effetto sono alla massima distanza; ecco perch\u00e9 conoscere o intravedere il trucco rovina l\u2019esperienza. Da secoli l\u2019arte magica mette a punto bugie sempre pi\u00f9 sofisticate e impercettibili in grado di creare effetti sorprendenti e misteriosi.<\/p>\n<p>Per consentirvi di vivere in prima persona quella esperienza, ho portato un mazzo di carte.<\/p>\n<p><div id=\"attachment_33691\" style=\"width: 2058px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33691\" class=\"wp-image-33691 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso10.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1365\" \/><p id=\"caption-attachment-33691\" class=\"wp-caption-text\">[Mariano presenta l\u2019effetto di lettura del pensiero descritto nel capitolo \u00abL\u2019aura\u00bb del libro <em>Te lo leggo nella mente<\/em> (2013). A sinistra, Giovanni Cacciani.]<\/p><\/div>Quello che avete visto \u00e8 in gran parte falso, ma se ho lavorato bene, il confine tra vero e falso non \u00e8 chiarissimo. L&#8217;effetto che cerco di creare non ha niente a che vedere con la realt\u00e0. In superficie, un esercizio del genere dimostra che sono in grado di leggere i segnali del corpo in modo particolarmente raffinato. In realt\u00e0 sto sfruttando un trucco descritto in un libro del 1593. Chi volesse impararlo lo trova nel mio libro <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/index.php?page=libro&amp;b=mentalismo\"><i>Te lo leggo nella mente<\/i><\/a>.<\/p>\n<p>Si parla di \u00abillusionismo\u00bb perch\u00e9 ci\u00f2 che viene percepito \u00e8, appunto, illusorio: in ambito teatrale, chiamiamo illusionista chiunque ricavi un&#8217;esperienza estetica dallo scostamento tra la verit\u00e0 di ci\u00f2 che accade e ci\u00f2 che viene percepito. Quando andiamo a vedere un mago, gli concediamo di mentirci perch\u00e9 \u2013 quando \u00e8 bravo \u2013 ne ricaviamo un\u2019esperienza di meraviglia. Come scriveva <strong>Karl Germain<\/strong>, \u00abquella dell\u2019illusionista \u00e8 l\u2019unica professione onesta: promette di ingannarti e lo fa\u00bb. Con i prestigiatori instauriamo lo stesso patto finzionale che ci fa piangere al cinema, dove \u2013 pur sapendo che Leonardo Di Caprio non muore tra i ghiacci \u2013 lasciamo che la cornice narrativa agisca su di noi dal punto di vista emotivo. Quando \u00e8 fatta bene, la <i>fiction<\/i> \u00e8 un tipico caso di bugia dagli esiti terribilmente autentici.<\/p>\n<p>Togliete all&#8217;illusionista l&#8217;esperienza estetica e avrete Salvini, Grillo e Trump. Anche loro si muovono su un palcoscenico, ma l\u2019obiettivo delle loro bugie \u00e8 creare consenso, manipolare le coscienze, rimuovere le contraddizioni e offrire nemici facili da riconoscere. A rendere velenoso il tutto \u00e8 che, nel loro caso, non c&#8217;\u00e8 alcun patto con il pubblico: l\u2019esistenza di un trucco, di una consapevole manipolazione della realt\u00e0, resta nascosta. Non a caso da tempo si usa la metafora del prestigiatore per riferirsi ad alcuni personaggi politici: l\u2019immagine del mago mette a nudo l\u2019aspetto ingannevole e illusorio di una comunicazione basata sulla attiva distorsione della verit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_img\">\n<div class=\"row\">\n<p class=\"IMG_1\"><span style=\"line-height: 1.42em;\">All&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, molte vignette satiriche ritraggono <strong>Napoleone<\/strong> nei panni di un prestigiatore. In un\u2019incisione del 1802, si esibisce davanti al pubblico nel classico gioco dei bussolotti usando \u2013 al posto dei bicchieri \u2013 delle piramidi.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Per nascondere le mosse sospette, Napoleone acceca gli spettatori buttando loro della sabbia negli occhi; il riferimento \u00e8 alla campagna d&#8217;Egitto, una manovra che \u00e8 servita per distrarre l\u2019opinione pubblica dal colpo di stato che lo far\u00e0 diventare Primo Console. Nel nostro paese accade a <strong>Cavour<\/strong>, ritratto accanto a <strong>Bartolomeo Bosco<\/strong>, il pi\u00f9 grande illusionista dell&#8217;epoca: sono entrambi torinesi, ma mentre il secondo fa sparire delle palline sotto i bussolotti, l\u2019altro fa sparire i fondi pubblici. [<abbr class=\"foot-note\" title=\"\u201cSimile al celebre prestidigitatore Bosco, che appunto nel maggio 1860 dava spettacolo in Torino, anche il Cavour dimostra una destrezza impareggiabile di mano. I ducati dell\u2019Italia centrale, Savoia, Nizza, la Toscana, i portafogli ministeriali, le note diplomatiche... ecco gli arnesi su cui egli spiega la sua valent\u00eca di prestidigitatore\u201d in Augusto Ferrero, Caricature di Teja, Roux e Viarengo, Torino 1900, p. 16.\">2]<\/abbr><\/p>\n<div class=\"container-fluid div_img\">\n<div class=\"row\">\n<div id=\"attachment_33659\" style=\"width: 1438px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33659\" class=\"wp-image-33659 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso02.jpg\" alt=\"\" width=\"1428\" height=\"811\" \/><p id=\"caption-attachment-33659\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/archive.org\/stream\/caricaturediteja00teia#page\/18\/mode\/2up\">Casimiro Teja, \u00abDue celebri prestidigitatori torinesi\u00bb, 13.5.1860.<\/a><\/p><\/div>\n<p class=\"IMG_2\"><span style=\"line-height: 1.42em;\">Uno degli accostamenti pi\u00f9 sofisticati tra illusionismo e politica si deve a <strong>Thomas Mann<\/strong>. Nel 1926, mentre \u00e8 in vacanza a Forte dei Marmi, lo scrittore assiste allo spettacolo di un mentalista e ne resta impressionato. Il modo in cui l&#8217;ipnotizzatore <strong>Cesare Gabrielli<\/strong> manipola il pubblico e ne soggioga la volont\u00e0 gli ricorda la figura di <strong>Mussolini<\/strong> e l\u2019inquietante accostamento \u00e8 alla base del racconto <em>Mario e il mago<\/em>, un cupo resoconto autobiografico della vicenda pubblicato quattro anni dopo.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Se vogliamo evitare la pistola che Mario scarica addosso al mago fascista, quali antidoti abbiamo contro questi illusionisti?<\/p>\n<p>A un primo livello, una pratica virtuosa \u00e8 quella del <i>debunking<\/i>: l\u2019analisi e il disvelamento pubblico dei trucchi retorici impiegati dai manipolatori della verit\u00e0. Una guida imprescindibile l&#8217;ha pubblicata recentemente il collettivo <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong>, un gruppo di ricerca sui falsi storici nato nell\u2019alveo della Wu Ming Foundation. Si intitola <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/questo-chi-lo-dice\/\"><i>Questo chi lo dice? E perch\u00e9?<\/i><\/a> Per illustrarne gli intenti, <strong>Wu Ming<\/strong> cita la contrariet\u00e0 di <strong>Marx<\/strong> agli illusionismi [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Wu Ming, tweet del 6.3.2018 (link) che cita Karl Marx, Per la critica della filosofia del diritto di Hegel, 1843.\">3]<\/abbr>:<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-lang=\"it\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"it\">Per combattere su un piano di realt\u00e0 e non nel mondo dei sogni, bisogna smetterla di illudersi. L&#8217;esigenza di abbandonare le illusioni sulla nostra condizione \u00e8 l&#8217;esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni.<\/p>\n<p>\u2014 Wu Ming Foundation (@Wu_Ming_Foundt) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\/status\/970989404788527105?ref_src=twsrc%5Etfw\">6 marzo 2018<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"container-fluid div_img side\">\n<div class=\"row\"><span style=\"line-height: 1.42em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-33660 alignright\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso03.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"558\" \/>Ho curato con <\/span><strong style=\"line-height: 1.42em;\">Fabio Camilletti<\/strong><span style=\"line-height: 1.42em;\"> la <\/span><a style=\"line-height: 1.42em;\" href=\"https:\/\/www.novadelphi.it\/sfingi_schiller_il_visionario.html\">riedizione de <i>Il visionario<\/i> di <strong>Friedrich Schiller<\/strong><\/a><span style=\"line-height: 1.42em;\"> perch\u00e9 \u00e8 un libro che offre un contributo eccezionale al dibattito sul rapporto tra illusionismo, politica e letteratura. Questo romanzo \u00e8 tante cose insieme. Esce nel 1789, un anno chiave per le vicende politiche europee. \u00c8 il primo capolavoro del gotico tedesco, ed \u00e8 \u2013 tra le altre cose \u2013 un libro di\u00a0<\/span><i style=\"line-height: 1.42em;\">debunking<\/i><span style=\"line-height: 1.42em;\">.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<p>Scrivendolo, Schiller ha in mente i politici tedeschi come il principe <strong>Carlo di Sassonia<\/strong>. Quando muore suo zio, il principe Carlo si convince che il defunto abbia nascosto da qualche parte un\u2019enorme eredit\u00e0. Ad approfittare della situazione \u00e8 un mago: <strong>Johann Schr\u00f6pfer<\/strong> si presenta come un necromante e organizza una seduta spiritica durante la quale il fantasma dello zio rivela il nascondiglio. Quello che va in scena \u00e8, ovviamente, un sofisticato spettacolo di illusionismo \u2013 che per\u00f2 viene presentato come autentico fenomeno medianico.<\/p>\n<p>Nell&#8217;epoca di <strong>Voltaire<\/strong> e degli illuministi, Schiller \u00e8 sconcertato dalla credulit\u00e0 del principe e preoccupato all&#8217;idea che le sorti del suo Paese siano in mano a individui manipolabili tanto facilmente. La preoccupazione \u00e8 comprensibile: chiamiamo Et\u00e0 della Ragione quella emersa dall&#8217;Illuminismo, ma le vicende umane continuano a essere dominate da spinte e forze irrazionali.<\/p>\n<p>Schiller fa le sue indagini, scopre i trucchi con cui Schr\u00f6pfer fa apparire i fantasmi accreditandosi poteri paranormali e decide di scriverne un libro. Ma invece di pubblicare un saggio, sceglie la forma del romanzo.<\/p>\n<p>L&#8217;autore tedesco sposta la scena in Italia, a Venezia, e racconta la vicenda di un principe completamente soggiogato da un necromante siciliano. Il riferimento \u00e8 a <strong>Cagliostro<\/strong>, che in quegli anni stava seguendo la stessa parabola politico-illusionistica di Schr\u00f6pfer. Nel romanzo l&#8217;illusionista mette in scena una lunga serie di prodigi che il principe attribuisce al sovrannaturale. Culmine dell\u2019inganno \u00e8 l\u2019evocazione di un fantasma. Ad apparire \u00e8 lo spirito del <strong>Marchese di Lanoy<\/strong>, amico del principe, morto sul punto di rivelargli un segreto terribile.<\/p>\n<p>Al termine della seduta medianica la polizia arresta il siciliano e lo mette in prigione. Qui Cagliostro vuota il sacco, svelando uno per uno i trucchi con cui ha realizzato tutti quegli apparenti fenomeni paranormali. Non vi toglier\u00f2 la sorpresa di scoprirli da voi, ma sono d\u2019accordo con lo storico del cinema <strong>Gian Piero Brunetta<\/strong> quando scrive che \u2013 ieri come oggi \u2013 si poteva leggere <i>Il visionario <\/i>come un manuale di giochi di prestigio, contenente le istruzioni per evocare i fantasmi con il trucco. [<abbr class=\"foot-note\" title=\"\u201cCome non pensare che, per molto tempo, Il visionario non fosse il livre de chevet del giovane aspirante mago, che voleva muoversi nello stesso spirito di Schiller, tra fascinazione e desiderio di smascheramento?\u201d in Gian Piero Brunetta, Il viaggio dell\u2019icononauta, Marsilio, Venezia 1997, p. 314.\">4]<\/abbr>\u00a0 Schiller approfondisce molti dettagli tecnici, spiegando che il necromante deve allestire una stanza di cui si possano oscurare le finestre, disegnare un cerchio magico per terra per evitare che i presenti si muovano liberamente e nascondere una lanterna magica \u2013 un rudimentale proiettore a candela \u2013 per proiettare l\u2019immagine del defunto. Usando come schermo del fumo, il fantasma sembra muoversi e ha una consistenza tridimensionale, \u00e8 dotato di una strana luminescenza ma \u00e8 impossibile trafiggerlo con la spada o colpirlo con un proiettile.<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_img\">\n<div class=\"row\">\n<div id=\"attachment_33661\" style=\"width: 1610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33661\" class=\"wp-image-33661 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso04.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"676\" \/><p id=\"caption-attachment-33661\" class=\"wp-caption-text\">A sinistra: il frontespizio da <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/?page=biblioteca&amp;code=HA11784\">Johann Samuel Halle, <em>Fortgesetzte Magie: oder, die Zauberkr\u00e4fte der Natur<\/em>, Vol. 1, Bey J. Pauli, Berlino 1784<\/a> evidenzia il cerchio da non superare tracciato dal necromante e lo spettro tridimensionale che appare sul fumo. A destra: la tavola 5 da <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/?page=biblioteca&amp;code=FUN1783\">Christlieb Benedict Funk, <em>Nat\u00fcrliche Magie<\/em>, Bey Friedrich Nicolai, Berlino 1783<\/a> mostra il braciere con l\u2019aspetto di una bara da cui usciva il sottile schermo di fumo su cui si proiettavano i fantasmi.<\/p><\/div>\n<p class=\"IMG_4\"><span style=\"line-height: 1.42em;\">Il siciliano svela come procurarsi un ritratto del defunto per riprodurne le fattezze sul vetrino da caricare nella lanterna magica, come creare un\u2019atmosfera orrorifica producendo artificialmente il rumore della pioggia e dei tuoni, come fare in modo che le candele si spengano da sole e come sfruttare un ventriloquo per far parlare il fantasma. La descrizione della seduta \u00e8 incredibilmente accurata, e include aspetti che solo un testimone oculare pu\u00f2 aver notato; per esempio, se \u2013 come me \u2013 provate a proiettare delle immagini sul fumo in una stanza chiusa, vi accorgete che dopo due o tre minuti l\u2019aria \u00e8 irrespirabile. Nel romanzo, il rituale si interrompe dopo qualche minuto quando si spalanca una porta all\u2019improvviso.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"container-fluid div_quote\">\n<div class=\"row\">\n<blockquote><p>\u00abLa sala ritorn\u00f2 chiara come prima\u00bb [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Friedrich Schiller, Il visionario, Nova Delphi, Roma 2017, p. 58.\">5]<\/abbr><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>commenta l\u2019autore, ed entra un uomo in carne e ossa, vestito come il fantasma, che si sostituisce alla proiezione. L\u2019ingresso dell\u2019attore ha il duplice scopo di cambiare l\u2019aria e rendere pi\u00f9 semplice la conversazione dello spirito con i presenti.<\/p>\n<p>Ma se Schiller avesse voluto fare solo <i>debunking<\/i>, avrebbe scritto un saggio. La forma romanzo gli consente di confondere il lettore in modo sottile, trasformando il libro stesso in un gioco di prestigio. Mentre il siciliano svela i trucchi usati, ci coglie il sospetto che la spiegazione non sia esaustiva. Come fa notare Fabio nell\u2019introduzione, Schiller ci mette davanti al paradosso del mentitore [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Fabio Camilletti in Schiller 2017, p. 29.\">6]<\/abbr>\u00a0: possiamo credere a chi dice \u00absto mentendo\u00bb? Cagliostro dice la verit\u00e0 quando spiega l&#8217;inganno? \u00c8 un testimone affidabile? Diverse cose non tornano, la spiegazione dei trucchi non \u00e8 esaustiva, e scopriamo che il siciliano \u00e8 manovrato da un personaggio che sembra davvero dotato di poteri paranormali. E dietro questo personaggio c\u2019\u00e8 una strana setta, i cui riti in maschera ricordano quelli di <i>Eyes Wide Shut<\/i>. <i>Il visionario<\/i> richiama &#8211; nelle atmosfere &#8211; l&#8217;onirismo dell&#8217;ultimo film di <strong>Kubrick<\/strong> ed \u00e8 un antenato di pellicole come <i>The Prestige<\/i> o <i>Now You See Me<\/i>, il cui regista si comporta da prestigiatore tanto quanto i protagonisti.<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_img\">\n<div class=\"row\">\n<div id=\"attachment_33662\" style=\"width: 768px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33662\" class=\"wp-image-33662 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso05.jpg\" alt=\"\" width=\"758\" height=\"426\" \/><p id=\"caption-attachment-33662\" class=\"wp-caption-text\">Stanley Kubrick, <em>Eyes Wide Shut<\/em>, 1999 (fotogramma).<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>L&#8217;operazione di Schiller \u00e8 sofisticata, perch\u00e9 non si ferma al <i>debunking<\/i>: il romanzo \u00e8 una vera e propria macchina per coltivare il dubbio nel lettore, allenandolo a non fidarsi di alcuna autorit\u00e0 \u2013 neppure quella dell\u2019autore.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di fornire una spiegazione razionale incompleta \u00e8 un tratto tipico dell\u2019illusionismo del Settecento. Ho portato con me questa <i>houlette<\/i> per illustrarvi praticamente questa interessante dinamica.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[Mariano presenta una \u201choulette<i> per carte da gioco\u201d, una macchina concepita nel Settecento il cui bizzarro funzionamento resta inspiegabile anche dopo che ne viene svelata la sofisticata meccanica.]<\/i><\/span><\/p>\n<p>Per me, illusionista, l&#8217;equilibrio tra lo svelare un trucco e conservare la meraviglia \u00e8 un argomento cruciale. Per spiegarmi meglio, prendo spesso a prestito due termini che descrivono i fan del\u00a0<i>wrestling<\/i>: Mark e Smart. I Mark prendono per vero tutto quello che accade dentro e fuori il ring: le botte, gli insulti, le rivalit\u00e0 tra gli atleti, i siparietti dietro le quinte. Per loro, il <i>wrestling<\/i> \u00e8 uno sport che premia il perfetto mix tra muscoli, agilit\u00e0 e astuzia. Il fatto di chiamare \u00abmark\u00bb i pi\u00f9 ingenui deriva dal mondo delle fiere: quando qualcuno si lasciava abbindolare da qualche scommessa-truffa come il gioco delle tre carte, veniva segretamente marchiato con del gesso sulla spalla, in modo che gli altri ciarlatani potessero riconoscerlo e infierire.<\/p>\n<p>Gli Smart sono pi\u00f9 avveduti: considerano il <i>wrestling<\/i> uno spettacolo messo in scena da attori\/stuntmen, che recitano una parte in una trama messa a punto da un team di autori. Secondo loro il <i>wrestling<\/i> \u00e8 una forma di intrattenimento senza alcuna vera competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>La terza categoria, la mia preferita, \u00e8 quella degli Smark, che prende il meglio dalle altre due. \u00c8 Smark chi riesce a godere pienamente dello spettacolo pur sapendo che si tratta di una messa in scena.<\/p>\n<p>Diventare Smark richiede un certo impegno: si tratta di coltivare una \u201ccredulit\u00e0 distaccata\u201d ed \u00e8 tutto un gioco di acceleratore, frizione e freno. E si tratta di un&#8217;attitudine intorno alla quale ci si interroga anche tra autori. Il dibattito di questi giorni intorno alla <i>non fiction novel<\/i> \u00e8 tutto incentrato sulle questioni etiche sollevate dalla possibilit\u00e0 di fare inchiesta intrecciando realt\u00e0 e finzione, fornendo al lettore gli strumenti per intuire dove finisca l&#8217;una e inizi l&#8217;altra. Il blog <i>Quinto Tipo<\/i> dell\u2019editore Alegre sta ospitando una serie di contributi sull\u2019argomento, che hanno preso il via da <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/04\/108-metri\/\">una recensione del libro <i>108 metri<\/i> di <b>Alberto Prunetti<\/b><\/a>. Wu Ming 1 chiama \u00abmostrare la sutura\u00bb la pratica di disseminare nel testo degli elementi \u00abmarcatori\u00bb che permettano a chi legge di capire il lavoro fatto, di cogliere e seguire i passaggi da un registro all\u2019altro.<\/p>\n<p>Riflessioni sull&#8217;argomento si facevano gi\u00e0 all&#8217;epoca di Schiller. In un libro di giochi di prestigio del 1786 <strong>Henri Decremps<\/strong> spiega come improvvisare lunghe poesie in versi &#8211; come nel moderno <em>poetry slam<\/em>. Il metodo consisteva nel ricombinare una serie di moduli imparati a memoria (i cosiddetti <i>passe-partout<\/i>) fingendo di comporre i testi sul momento. Lo stratagemma consente di simulare doti di improvvisazione molto maggiori di quelle effettive \u2013 almeno agli occhi degli spettatori ignari della tecnica. Ma cosa si risponde a chi, conoscendo il trucco, chiede apertamente: \u00abUsi i <i>passe-partout<\/i> per improvvisare?\u00bb<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_img\">\n<div class=\"row\">\n<div id=\"attachment_33663\" style=\"width: 2624px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33663\" class=\"wp-image-33663 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso06.jpg\" alt=\"\" width=\"2614\" height=\"1389\" \/><p id=\"caption-attachment-33663\" class=\"wp-caption-text\">Alcuni passe-partout proposti da Henri Decremps nel suo manuale di trucchi \u00abche si possono eseguire senza spesa alcuna\u00bb, tra cui quelli relativi all\u2019arte \u00abdi comporre canzoni impromptu\u00bb. Frontespizio e pp. 294 e 296 da <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/?page=biblioteca&amp;code=DEC1786\">Henri Decremps, <em>Testament de J\u00e9rome Sharp pour servir de complement \u00e0 la magie blanche d\u00e9voil\u00e9e<\/em>, Parigi 1786<\/a>.<\/p><\/div>\n<p class=\"IMG_6\"><span style=\"line-height: 1.42em;\">Il libro affronta la questione in modo non banale, riconoscendo che si tratta di una domanda imbarazzante. Come si mostra la sutura, come si svela il trucco senza rovinare l\u2019esperienza complessiva?<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>L\u2019autore sconsiglia sia di ammetterlo, sia di negarlo. Nel primo caso il performer<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_quote\">\n<div class=\"row\">\n<blockquote><p>rovinerebbe il piacere dell&#8217;illusione in chi \u00e8 ormai disposto a riconoscergli doti eccezionali.\u00a0<abbr class=\"foot-note\" title=\"Henri Decremps, Testament de J\u00e9rome Sharp pour servir de complement \u00e0 la magie blanche d\u00e9voil\u00e9e, Chez l\u2019Auteur, Paris 1793 (I ed. 1786), p. 249\">(7)<\/abbr><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Se per\u00f2 negasse di usare quel trucco,<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_quote\">\n<div class=\"row\">\n<blockquote><p>rischierebbe di creare disappunto negli spettatori pi\u00f9 colti, consapevoli che \u00e8 impossibile comporre versi in quel modo senza usare strutture linguistiche pronte all&#8217;uso.\u00a0<abbr class=\"foot-note\" title=\"Ibidem.\">[8]<\/abbr><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>La via d&#8217;uscita \u00e8 un sapiente modo di salvare capra e cavoli: l&#8217;artista deve dire la verit\u00e0 in versi, ammettendo di usare i <i>passe-partout<\/i> ma fingendo di improvvisare anche in occasione della confessione \u2013 dove in realt\u00e0 recita un testo in rima memorizzato in precedenza. La performance produce due effetti diversi: gli spettatori pi\u00f9 avveduti apprezzano la sincerit\u00e0 e l&#8217;originale modalit\u00e0 dell&#8217;ammissione; gli altri sentono l&#8217;ennesima risposta in versi a una domanda imprevista e ne interpretano il contenuto come una replica ironica. La risposta in rima dimostra, alle orecchie di questi ultimi, l\u2019esatto contrario di quanto afferma \u2013 come quando si dice \u00abS\u00ec\u2026 s\u00ec\u2026\u00bb in tono sarcastico, con l\u2019intenzione di negare qualcosa.<\/p>\n<p>Questa idea di \u201cdire la verit\u00e0 in versi\u201d mi sembrava la chiave giusta per affrontare il secondo libro della serata \u2013 a prima vista, qualcosa di completamente diverso dal <i>Visionario<\/i>: un libro di montagna uscito un secolo pi\u00f9 tardi. Questa pietra vi consentir\u00e0 di intuire la continuit\u00e0 che esiste tra i due testi.<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_img\">\n<div class=\"row\">\n<div id=\"attachment_33664\" style=\"width: 1410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33664\" class=\"wp-image-33664 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso07.jpg\" alt=\"\" width=\"1400\" height=\"585\" \/><p id=\"caption-attachment-33664\" class=\"wp-caption-text\">Pietra del Rocciamelone (Valsusa, Piemonte).<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Si tratta di un pezzo del Rocciamelone, la montagna pi\u00f9 alta della Valsusa; un luogo dove<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_quote\">\n<div class=\"row\">\n<blockquote><p>\u00abtutta la terra ed ogni roccia pare solcata e imbevuta di potenza occulta e magnetica, abitata come fu da una razza dotata di facolt\u00e0 strane ereditate e esercitate a lungo.\u00bb\u00a0<abbr class=\"foot-note\" title=\"Matilde Dell\u2019Oro Hermil, Roc Maol e Mompantero, Edizioni Tabor, Valsusa 2018, p. 12.\">[9]<\/abbr><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Come avrebbe fatto Cagliostro, proviamo a sfruttarne il magnetismo per far accadere qualcosa di impossibile.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">[Mariano presenta un effetto di chiaroveggenza basato sulle doti psicomagnetiche stimolate dalla pietra del Rocciamelone.]<\/span><\/p>\n<p>Nel 1897 una nobildonna di Susa, <strong>Matilde Dell&#8217;Oro Hermil<\/strong>, pubblica <i>Roc Maol e Mompantero<\/i>, un saggio su tradizioni, costumi e leggende della Valsusa. \u00abRoc Maol\u00bb \u00e8 il vecchio nome del Rocciamelone. Mompantero \u00e8 uno dei comuni che si trovano sulle sue pendici. Il libro viene stampato in poche copie e ha una circolazione molto limitata.<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_img side\">\n<div class=\"row\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-33666\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso09.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"391\" \/><\/div>\n<\/div>\n<p>Sarebbe destinato all&#8217;oblio ma, negli Anni Settanta, un&#8217;associazione di appassionati di dischi volanti, il\u00a0<i>Gruppo Clypeus<\/i>, lo ristampa come <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/index.php?page=biblioteca&amp;code=CLYP042&amp;shelf=CLYPEUS\">numero monografico della propria rivista<\/a>.<\/p>\n<p>Da quel momento diventa un piccolo libro-culto nell&#8217;<i>underground<\/i> ufologico ed esoterico piemontese. Il motivo \u00e8 presto detto. Cercando di isolare l&#8217;elemento che fa di un&#8217;opera letteraria un libro-culto, <strong>Umberto Eco<\/strong> lo identifica nella \u00absgangherabilit\u00e0\u00bb: testi come la Bibbia, la Divina Commedia e <em>Il\u00a0Signore degli Anelli<\/em> presentano una tale molteplicit\u00e0 di storie, personaggi e registri narrativi da poter essere smontati, studiati alla ricerca di codici nascosti, saccheggiati per farne <i>spin-off<\/i> e riassemblati in mille modi diversi.<\/p>\n<p>Il libro mi finisce in mano nei primi Anni Duemila, mentre consulto gli archivi del <i>Centro Italiano Studi Ufologici<\/i>, e la sua sgangheratezza mi salta subito all&#8217;occhio: <i>Roc Maol e Mompantero<\/i> mescola \u2013 senza alcun rigore metodologico \u2013 evidenze archeologiche, leggende, simboli esoterici, cronache medievali, astrologia, magnetismo, alchimia\u2026. L&#8217;autrice vi fa confluire imperatori e contadini, empirici e maghi, professori e ciarlatani, dai frati dell\u2019Abbazia di Novalesa a Dante Alighieri, dalle streghe del Pampal\u00f9 a Victor Hugo. Il libro traccia percorsi che tengono insieme fantasmi, folletti, UFO <i>ante litteram<\/i>, apparizioni sinistre, metalli preziosi e portali interdimensionali.<\/p>\n<p>Uno degli elementi del libro di cui si parla ancora oggi in Valsusa \u00e8 la cosiddetta \u00abcitt\u00e0 di Rama\u00bb: un insediamento ricco e tecnologicamente avanzato, che usava la cima del Rocciamelone come forziere dei suoi tesori e che si sarebbe inabissato misteriosamente, proprio come l&#8217;Atlantide. Se fate qualche escursione intorno a Susa pu\u00f2 capitarvi di incontrare persone che cercano nei boschi rovine e manufatti dell&#8217;antica citt\u00e0 di Rama.<\/p>\n<p>L&#8217;elemento pi\u00f9 spiazzante \u00e8 il realismo magico che trasuda dalle pagine del libro: le sue vicende non sono ambientate in una terra di mezzo di fantasia, ma a pochi chilometri da casa mia. I protagonisti delle varie storie hanno un nome e un cognome, l\u2019autrice spiega dove abitano con una precisione che ricorda la scritta che apre tanti film dell\u2019orrore: \u00abTratto da una storia vera\u00bb.<\/p>\n<p>Un libro del genere si prestava a un lavoro di <i>debunking<\/i> sistematico: la citt\u00e0 di Rama non \u00e8 mai esistita, il contadino che ha visto il fantasma era ubriaco, la leggenda sulla strega del Pampal\u00f9 \u00e8 una\u00a0<i>fake news<\/i>, eccetera. Non ero interessato a questo approccio.<\/p>\n<p><i>Roc Maol e Mompantero<\/i> mi sembrava il perfetto <i>tapis roulant<\/i> su cui allenare l\u2019attitudine Smark, ma per farlo funzionare non bastava ripubblicarlo cos\u00ec com\u2019\u00e8. Da qui l\u2019idea di affrontarlo in tre.<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_img\">\n<div class=\"row\">\n<div id=\"attachment_33665\" style=\"width: 1580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33665\" class=\"wp-image-33665 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso08.jpg\" alt=\"\" width=\"1570\" height=\"1190\" \/><p id=\"caption-attachment-33665\" class=\"wp-caption-text\">A sinistra: Mariano Tomatis, Davide Gastaldo, Filo Sottile, <em>Il codice Dell&#8217;Oro. Sulle tracce del Rocciamelone<\/em>, Tabor, Valsusa 2018. A destra: Matilde Dell&#8217;Oro Hermil, <em>Roc Maol e Mompantero<\/em>, Torino, 1897.<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Con <strong>Davide Gastaldo<\/strong> e <strong>Filo Sottile<\/strong> abbiamo scritto <i>Il codice Dell\u2019Oro<\/i>, una serie di cornici che facilitassero un approccio di credulit\u00e0 distaccata al lavoro della Hermil. Ognuno con la propria sensibilit\u00e0 e da un punto di vista diverso. Davide vive a Mompantero ed \u00e8 l&#8217;autoctono, l&#8217;unico che pu\u00f2 cogliere certe sfumature nel testo. <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/lincendio-in-valsusa-raccontato-da-dentro\/\">Avendo vissuto in prima persona il terribile incendio<\/a> che lo scorso ottobre ha devastato la zona, gli vengono i brividi quando legge del drago di fuoco che \u2013 secondo la tradizione locale \u2013 avrebbe disegnato i fianchi del Rocciamelone in tempi antichissimi. Il disastro ci ha spinto ancora di pi\u00f9 a riproporre un libro che ci consentisse di far conoscere Mompantero in giro per l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Filo si interroga sulla possibilit\u00e0 di usare il paranormale, il bizzarro e l&#8217;alieno per sfidare ci\u00f2 che ogni giorno ci viene propinato come \u201cnormale\u201d. In Valsusa \u00e8 normale che si proceda alla realizzazione di una grande opera come il TAV, anche quando tutti sono d&#8217;accordo sul fatto che \u00e8 perfettamente inutile e nulla ne giustifica i costi esorbitanti, usando come unico argomento che ormai si \u00e8 iniziata. In Valsusa \u00e8 normale che una coppia venga fermata sul confine perch\u00e9 non ha i documenti, la donna perda il bambino che ha in grembo e un uomo venga arrestato con l&#8217;accusa di aver aiutato un&#8217;altra donna a partorire oltre confine. In Valsusa \u00e8 normale riproporsi per organizzare le Olimpiadi Invernali 2026 dopo che l&#8217;edizione del 2006 ha lasciato un buco di bilancio mostruoso. Se tutto questo \u00e8 normale, mirare al paranormale non \u00e8 follia. Come si esortava a fare nel Sessantotto, per essere realisti non solo possiamo ma <i>dobbiamo<\/i> chiedere l&#8217;impossibile.<\/p>\n<p>Io ho trovato stimolante la sfida di affrontare un autore a tratti ripugnante come Matilde Hermil. In alcuni passaggi la signora esprime simpatie proto-naziste, si dichiara apertamente razzista verso mori e saraceni e l&#8217;intero libro caldeggia il ritorno a un passato mitico dove a Mompantero tutto funzionava perch\u00e9 i treni arrivavano in orario, non c&#8217;era la droga e non si dicevano parolacce. Hermil era seguace di <strong>Saint Yves d\u2019Alveydre<\/strong>, teorico della sinarchia \u2013 una dottrina politica antitetica rispetto all&#8217;anarchia, che auspica una societ\u00e0 a caste, basata su un rigido sistema di regole, su un capillare controllo di polizia e sulla totale immobilit\u00e0 sociale. L&#8217;idea di rimettere in circolazione farneticazioni del genere non ci faceva dormire sonni tranquilli. Come si evita che retoriche del genere possano stimolare nostalgia ed emulazione, in un&#8217;epoca di revival di organizzazioni neofasciste e in una valle gi\u00e0 pesantemente militarizzata?<\/p>\n<p>Un modo \u00e8 quello di far polemizzare l&#8217;autrice con se stessa, facendo esplodere le contraddizioni in seno al suo sentire politico. C&#8217;\u00e8 un elemento autobiografico nel mio lavoro. Mio nonno ha fatto la guerra in Valsusa, e come tanti reduci, non \u00e8 mai riuscito a raccontarne gli orrori. C\u2019era in lui un&#8217;urgenza narrativa che non ha mai trovato sfogo. Pi\u00f9 volte l&#8217;ho sentito dire che avrebbe voluto la capacit\u00e0 di espressione di uno scrittore, perch\u00e9 una rielaborazione narrativa l&#8217;avrebbe liberato da molti demoni.<\/p>\n<div id=\"attachment_33693\" style=\"width: 2058px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-33693\" class=\"wp-image-33693 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fcomefalso11.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1365\" \/><p id=\"caption-attachment-33693\" class=\"wp-caption-text\">A sinistra: Giovanni Cacciani. A destra: Mariano Tomatis legge un brano di Matilde Dell&#8217;Oro Hermil.<\/p><\/div>\n<p>A me spiace che sia morto senza conoscere le pagine che Matilde Hermil ha dedicato agli orrori della vita militare valsusina. L&#8217;autrice riecheggia l&#8217;isolamento di <strong>Jack Torrance<\/strong> in <i>Shining<\/i> quando descrive l\u2019esperienza dei soldati al fronte:<\/p>\n<div class=\"container-fluid div_quote\">\n<div class=\"row\">\n<blockquote><p>\u00ab[Lo vedete] l\u2019elegante ufficiale della citt\u00e0, lindo, attillato, apparentemente leggero e spensierato, bel parlatore in salotto o sorridente alle giovani bellezze, trasformato qui in [\u2026] prigioniero [\u2026] in lotta col gelo, coll\u2019umido, colla nebbia, col fumo della stufa, sgangherata, colla scarsezza o lontananza dell\u2019acqua, per cui bisogna talvolta accontentarsi dell\u2019acqua piovana o della neve sciolta; coi facili guasti alla casetta e alle strade e ai difficili mezzi di riattamento; colla nostalgia della vita, del movimento, della famiglia, [\u2026] della civilt\u00e0. Tutto intorno \u00e8 l\u2019abisso, la solitudine, la segregazione completa da tutti i suoi simili, lo spazio che quasi schiaccia in alto, trascina al basso, manca dappresso e sotto ai piedi; la vita vi \u00e8 come il luogo: aspra, arida, monotona, con culmini acuti e vuoti, incolmabili paurosi; \u00e8 stagnante sul luogo, \u00e8 faticosa ad occorrenza, ad ogni mossa per ogni cosa. [\u2026] \u00c8 troppo, fuggirebbero anche i lupi.\u00bb\u00a0<abbr class=\"foot-note\" title=\"Matilde Dell\u2019Oro Hermil, \u201cVita alpina militare\u201d in La vita italiana, N. 17, 10.7.1895, p. 460.\">(10)<\/abbr><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Se riesci al contempo a sostenere la Sinarchia e nutrire orrore per questa vita, quello che ti sfugge \u00e8 che una \u00e8 figlia dell&#8217;altra.<\/p>\n<p>L&#8217;altro modo che ho usato per bonificare gli aspetti velenosi del libro fa appello all&#8217;illusionismo. \u00abIlludere\u00bb deriva dal latino <i>in-ludere<\/i>, dove \u00abin\u00bb \u00e8 un rafforzativo e \u00abludere\u00bb \u00e8 l&#8217;atto di giocare, di scherzare. Da appassionato della saga di <strong>Indiana Jones<\/strong> e degli enigmi storici <i>\u00e0 la<\/i> <strong>Dan Brown<\/strong>, ho trovato nel libro un potenziale ludico ed enigmistico. Il mio contributo si sviluppa intorno a una domanda abbastanza insolita: <i>Roc Maol e Mompantero<\/i> \u00e8, in realt\u00e0, una mappa del tesoro cifrata?<\/p>\n<p>Non scendo nei dettagli per non rovinare il piacere della lettura, ma il fatto di virare il libro su un gioco di ruolo alpinistico \u00e8 un modo obliquo di profanarne la solennit\u00e0 e farlo a pezzi per poterlo ricostruire in mille modi diversi.<\/p>\n<p>Questo era il tipo di <i>debunking<\/i> che ci premeva fare: portare a galla la cornice ideologica dell&#8217;operazione Hermil, farne esplodere le contraddizioni e sperimentare il Gioco e l\u2019Immaginario come strumenti di lotta politica. Se ci siamo riusciti, lo giudicherete voi.<\/p>\n<h4>Lettura consigliata<\/h4>\n<p>Nel suo articolo <a href=\"https:\/\/not.neroeditions.com\/apologia-del-complotto\/\">&#8220;Apologia del complotto&#8221;<\/a> (<em>Not<\/em>, 5 febbraio 2018)\u00a0<strong>Alessandro Lolli<\/strong> analizza la possibilit\u00e0 che il <em>debunking<\/em> si traduca in un\u2019acritica accettazione delle narrazioni ufficiali.<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><span style=\"line-height: 1.42em;\">1. <\/span><a style=\"line-height: 1.42em;\" href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/christian-raimo\/2017\/01\/21\/post-verita-antidoto\">Christian Raimo, \u00abUn antidoto al veleno della post-verit\u00e0\u00bb, <i>Internazionale<\/i> online, 21.1.2017.<\/a><\/p>\n<div class=\"container-fluid div_note\">\n<div class=\"row\">\n<p>2. \u00abSimile al celebre prestidigitatore Bosco, che appunto nel maggio 1860 dava spettacolo in Torino, anche il Cavour dimostra una destrezza impareggiabile di mano. I ducati dell\u2019Italia centrale, Savoia, Nizza, la Toscana, i portafogli ministeriali, le note diplomatiche&#8230; ecco gli arnesi su cui egli spiega la sua valent\u00eca di prestidigitatore\u00bb in <a href=\"https:\/\/archive.org\/stream\/caricaturediteja00teia#page\/16\/mode\/2up\">Augusto Ferrero, <i>Caricature di Teja<\/i>, Roux e Viarengo, Torino 1900, p. 16.<\/a><br \/>\n3. Wu Ming, tweet del 6.3.2018 (<a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\/status\/970989404788527105\">link<\/a>) che cita Karl Marx, <i>Per la critica della filosofia del diritto di Hegel<\/i>, 1843.<br \/>\n4. \u00abCome non pensare che, per molto tempo, <i>Il visionario<\/i> non fosse il <i>livre de chevet<\/i> del giovane aspirante mago, che voleva muoversi nello stesso spirito di Schiller, tra fascinazione e desiderio di smascheramento?\u00bb in Gian Piero Brunetta, <i>Il viaggio dell\u2019icononauta<\/i>, Marsilio, Venezia 1997, p. 314.<br \/>\n5. Friedrich Schiller, <i>Il visionario<\/i>, Nova Delphi, Roma 2017, p. 58.<br \/>\n6. Fabio Camilletti in Schiller 2017, p. 29.<br \/>\n7. <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/?page=biblioteca&amp;code=DEC1786\">Henri Decremps, <i>Testament de J\u00e9rome Sharp pour servir de complement \u00e0 la magie blanche d\u00e9voil\u00e9e<\/i>, Chez l\u2019Auteur, Paris 1793 (I ed. 1786), p. 249.<\/a><br \/>\n8. Ibidem.<br \/>\n9. Matilde Dell&#8217;Oro Hermil, <i>Roc Maol e Mompantero<\/i>, Edizioni Tabor, Valsusa 2018, p. 12.<br \/>\n10. <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/specials\/rocmaol\/articoli\/18950710_VitaAlpinaMilitare.pdf\">Matilde Dell&#8217;Oro Hermil, \u00abVita alpina militare\u00bb in <i>La vita italiana<\/i>, N. 17, 10.7.1895, p. 460.<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Mariano Tomatis [Domenica 22 aprile 2018 Mariano Tomatis ha messo in scena una presentazione-spettacolo al Festival letterario Eterotopie #2 organizzato allo Spazio Comune Autogestito TNT\u00a0di Jesi dalla libreria indipendente Sabot. 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