{"id":3292,"date":"2011-02-25T15:53:44","date_gmt":"2011-02-25T13:53:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=3292"},"modified":"2011-02-25T17:23:17","modified_gmt":"2011-02-25T15:23:17","slug":"bestiario-il-falco-lanatra-e-il-leoncavallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2011\/02\/bestiario-il-falco-lanatra-e-il-leoncavallo\/","title":{"rendered":"Bestiario: il falco, l&#8217;anatra e il leoncavallo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3293\" style=\"border: 1px solid black;\" title=\"Skinshout!\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/release.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"338\" \/><\/p>\n<h5>[Domani sera (sabato 26 febbraio) alle 21, al CSA Leoncavallo di Milano (via Watteau 7), concerto + reading per presentare l&#8217;album<em> Altai<\/em>, possibile colonna sonora del <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Altai\/\">nostro romanzo<\/a>, realizzata dal duo <a href=\"http:\/\/www.improvvisatoreinvolontario.com\/bands_detail.php?idband=55\"><strong>Skinshout!<\/strong><\/a> (Francesco Cusa alla batteria e Gaia Mattiuzzi alla voce), con la collaborazione del vulcanico polistrumentista <strong>Xabier Iriondo<\/strong>.<br \/>\nL&#8217;etichetta \u00e8 <strong>Improvvisatore Involontario<\/strong>, che ovviamente \u00e8 ben pi\u00f9 di una label discografica indipendente: \u00e8 un collettivo espanso, un network di musicisti e sobillatori, una fucina di accadimenti sonori della cui importanza e radicalit\u00e0 ci si pu\u00f2 render conto visitando <a href=\"http:\/\/www.improvvisatoreinvolontario.com\/index.php\">il sito ufficiale<\/a>. Alla serata interverr\u00e0 <strong>Wu Ming 1<\/strong>, che oltre a recitare brani da <em>Altai<\/em>, legger\u00e0 frammenti arroventati di <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=3234\"><em>Anatra all&#8217;arancia meccanica<\/em><\/a>.<br \/>\nA proposito di AaAM (ma non solo), segnaliamo <a href=\"http:\/\/www.ilriformista.it\/stories\/Prima%20pagina\/351636\/\">un&#8217;intervista a Wu Ming 4<\/a> uscita oggi su <em>Il Riformista<\/em>. La linkiamo noi, cos\u00ec almeno la legge qualcuno.<br \/>\nTornando ad <em>Altai<\/em>, constatiamo che finora \u00e8 il nostro romanzo che ha ispirato pi\u00f9 progetti musicali (e, di conseguenza, tourn\u00e9es): c&#8217;\u00e8 <strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Altai\/?p=994\">Altai Lyric Suite<\/a><\/strong> della Compagnia lirica di Milano + Fabrizio Pagella feat. Wu Ming 1; c&#8217;\u00e8 il reading\/concerto di Wu Ming 2 con la Contradamerla (presto proporremo lacerti sonori anche di quello); c&#8217;\u00e8 il reading di <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Altai\/?p=374\">Wu Ming 1 con la Maxmaber Orkestar<\/a>; e ora c&#8217;\u00e8 quest&#8217;album oltranzista.<br \/>\nDi seguito, le note di copertina di <em>Altai<\/em> (scritte da noi), il primo brano dell&#8217;album (<em>Fuga da Venezia) <\/em>e i link a nostre precedenti collaborazioni con Francesco Cusa.]<!--more--><\/h5>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nS\u00ec, \u00e8 davvero un \u00aburlo della pelle\u00bb quello del duo Skinshout, qui in combutta con Xabier Iriondo e i suoi strumenti inauditi (come il Mahai Metak, subdolo bouzouki dell&#8217;inferno). E come suol dirsi, tutto torna: il nostro <em>Altai<\/em> \u00e8 infatti un romanzo di grida ed epidermidi urlanti, di scuoiamenti, di uscite di serpenti dalla propria pelle. Questa possibile colonna sonora del libro rende udibile lo <em>skin shout<\/em> del protagonista, Manuel Cardoso, durante la sua muta, la sua uscita dalla crisalide europea. Metamorfosi che, da bruco, lo trasforma in&#8230; un altro bruco. Dalle foci del Po verso oriente, la fuga non \u00e8 un volo di farfalla, ma uno strisciare ventre a terra. Solo a Costantinopoli si guadagner\u00e0 l&#8217;ammissione ai vertebrati, nella classe degli uccelli, famiglia dei falconidi. E scoprir\u00e0 che non basta.<br \/>\nSettembre 1569, fuga da Venezia. Rumore di passi, sospiri, vocalizzi reali e immaginati. Manuel si aggira per le calli all&#8217;imbrunire, braccato dagli sgherri che egli stesso comandava fino a poche ore prima. Una gondola lo porta via, le voci si allontanano nella bruma insieme a San Marco. Sfilano i palazzi, seminascosti dalla tenebra. Pi\u00f9 che distinguerli con nettezza, ne avvertiamo la mole. La memoria riempie i vuoti dove gli occhi non colgono. Dissolvimento, dissolvenza.<br \/>\nAttraverso i Balcani, ancora in fuga, sempre tra acque e terra. Sul fiume Axios attraverso la Macedonia, fino all&#8217;Estuario che sbocca nell&#8217;Egeo. Stavolta Manuel non \u00e8 solo, invano chiede dove lo stiano portando. La voce \u00e8 remota: \u00e8 l&#8217;eco dell&#8217;inseguimento veneziano rimasta nelle orecchie? Oppure \u00e8 ci\u00f2 che attende pi\u00f9 avanti? L&#8217;acqua intorno a noi \u00e8 quella del Golfo Termaico. Benvenuti a Salonicco.<br \/>\nIl mercato: richiami di venditrici, \u00ab<em>Berendjenas! Guevos! Poyo! Sevoya!<\/em>\u00bb Musichette giungono dal fondo della piazza, si insinuano curiose tra le bancarelle, fanno da bordone ai rumori di mille mestieri, stappare di contenitori, cigolii di arnesi di legno.<br \/>\nCostantinopoli, dicembre 1569. Entriamo dal mare, la giornata \u00e8 fredda e turbinosa. Il ritmo \u00e8 quello di un avvicinamento, come un \u00abBydlo\u00bb di Mussorgsky dall&#8217;incedere estenuato. Puzzo di morte, escrementi, urina: il nostro arrivo \u00e8 salutato come si conviene. L&#8217;ultima notte di sonno risale a chiss\u00e0 quando.<br \/>\nI venti che sferzano Istanbul, agguato di tre flagellatori. Sentiamo gli schiocchi dei loro scudisci e, per la prima volta, quelle che udiamo sono parole, passiamo in rassegna interi mondi: <em>italiani a crocchi, veneti e genovesi, olandesi rubizzi, francesi, moscoviti foderati di pelliccia&#8230;<\/em><br \/>\nAltai. La <em>title-track<\/em> raduna tutti i significati del nome: la catena degli Altai, i \u00abmonti d&#8217;oro\u00bb. I popoli altaici e le loro lingue. Il luogo di origine del <em>falco altaicus<\/em>. Siamo sospesi in volo, a testa in gi\u00f9 e circondati d&#8217;azzurro, nell&#8217;istante di stallo che precede la picchiata. Le voci giungono da sotto, dalla pelle del pianeta, e il rumore del mondo \u00e8 soltanto un brus\u00eco&#8230; Poi inizia la picchiata.<br \/>\nPezzi di Famagosta ci vengono incontro. L&#8217;arrivo in una citt\u00e0 agonizzante, spezzata da un anno di assedio, \u00e8 accolto da rottami, assi annerite, botti sfondate. Una veste femminile galleggia sulle onde, insieme a uno stendardo sfilacciato e crivellato di colpi.<br \/>\nUna scena vastissima, immane. I cannoni battono la citt\u00e0, incessanti, simili a giganteschi fabbri ferrai, nudi e sudati, come sulla moneta da cinquanta lire. Un mare di bandiere garrisce nel vento e la musica di guerra suona, monotona e stridente.<br \/>\nLepanto, o meglio: Isole Echinadi. Suona il bouzouki dell&#8217;Ade, le flotte sono ancora lontane ma la tragedia \u00e8 imminente. Vedi? Laggi\u00f9 ci sono tutti i migliori capitani. C&#8217;\u00e8 Ucciali, il calabrese. C&#8217;\u00e8 Caracoggia, c&#8217;\u00e8 il comandante Scirocco. C&#8217;\u00e8 il figlio del Muezzin, il coraggio non gli manca di certo. E ci sar\u00e0 anche Mimi Reis, <em>all&#8217;anima di chi v&#8217;ha mmuerte<\/em>.<br \/>\nL&#8217;ultima traccia \u00e8 post-orgasmica: sul mare di sborra di guerra si macerano, frolli, i resti dello scontro. <em>Et stetit mare a fervore suo<\/em>, sazio del sacrificio di migliaia. Ottobre 1571.<br \/>\nIn diversi dialetti dell&#8217;Italia settentrionale \u00ab<em>al tai<\/em>\u00bb significa \u00abil taglio\u00bb. Taglio netto (illusorio, vagheggiato, vaneggiato) col passato, con la madre, con le radici, e poi nell&#8217;altra direzione: con l&#8217;occidente, con l&#8217;Europa. Questa musica riproduce il \u00abtaglio\u00bb, lo rappresenta acusticamente. E&#8217; una musica di cesura, <em>coupure<\/em>,  contrasto netto, la voce \u00e8 una lama che opera tagli in pi\u00f9 direzioni, fende i suoni da est e da ovest. La voce \u00e8 il conflitto. La voce \u00e8 un&#8217;impotenza che cerca un impossibile, un punto fermo su cui insistere. Ma non lo trova. L&#8217;urlo della pelle di Manuel \u00e8 tutto in queste tracce. E non c&#8217;\u00e8 consolazione. Cusa, Mattiuzzi e Iriondo non portano pace: portano una spada.<br \/>\nE un bouzouki.<\/p>\n<table style=\"width: 90%; text-align: left; margin-left: auto; margin-right: auto;\" border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<h5><span style=\"font-weight: bold;\">Skinshout! feat. Xabier Iriondo, <em>Altai<\/em><br \/>\nTtraccia 1, <em>Fuga da Venezia<\/em><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/h5>\n<\/td>\n<td style=\"width: 10%; text-align: center;\">[mp3_embed playlst=&#8221;http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Skinshout_Altai_01_Fuga_da_Venezia.mp3&#8243;]<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<h5><strong>PRECEDENTI COLLABORAZIONI TRA WU MING E FRANCESCO CUSA<\/strong><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/ourbooks\/news.php?item.61\">Switters + Wu Ming 1 live in Roma: <em>Bradley<\/em> (da <em>New Thing<\/em>) &#8211; 2004<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.manituana.com\/documenti\/78\/8108\">Francesco Cusa, Manituana Drums &#8211; 2007<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/ourbooks\/news.php?item.82\">Wu Ming 1 e Francesco Cusa live en Barcelona: <em>Se ti dimentichi<\/em> (da <em>New Thing<\/em>) &#8211; 2008<\/a><\/h5>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/ourbooks\/news.php?item.82\"> <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Domani sera (sabato 26 febbraio) alle 21, al CSA Leoncavallo di Milano (via Watteau 7), concerto + reading per presentare l&#8217;album Altai, possibile colonna sonora del nostro romanzo, realizzata dal duo Skinshout! 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