{"id":32720,"date":"2017-12-29T14:22:56","date_gmt":"2017-12-29T13:22:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=32720"},"modified":"2018-10-26T22:40:32","modified_gmt":"2018-10-26T20:40:32","slug":"la-leggenda-dellarchitettura-fascista-un-dibattito-distorto-su-memoria-e-spazio-urbano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/12\/la-leggenda-dellarchitettura-fascista-un-dibattito-distorto-su-memoria-e-spazio-urbano\/","title":{"rendered":"La leggenda dell&#8217;\u00abarchitettura fascista\u00bb: un dibattito distorto su memoria e spazio urbano"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-32729\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Schermata-2017-12-29-alle-13.53.46.png\" alt=\"Paolo Mieli\" width=\"150\" height=\"158\" \/>[Apprendiamo che ieri sera \u00e8 andata in onda su Rai 3 una puntata de <em>La grande storia<\/em> dedicata all&#8217;\u00abarchitettura fascista\u00bb, introdotta e commentata dal solito\u00a0<strong>Paolo Mieli<\/strong>.\u00a0Da ormai vent&#8217;anni costui \u00e8 il testimonial n. 1 e il primo officiante di ogni rituale basato sul clich\u00e9 \u00abil fascismo ha fatto anche cose buone\u00bb.<br \/>\nA detta di chi l&#8217;ha visionato, il programma ha riproposto in modo acritico e sciatto molti dei luoghi comuni e dei veri e propri <em>sfondoni<\/em> che ammorbano il dibattito su retaggi e relitti del ventennio. In pratica, per l&#8217;ennesima volta, si sono dati al regime meriti &#8211; reali e presunti &#8211; che non ebbe.<br \/>\nIl provincialismo italiano \u00e8 tra i fattori che hanno impedito una chiara messa in prospettiva dell&#8217;esperienza fascista. Al pari di quella sul &#8220;miracoloso&#8221; welfare state fascista, riguardo al quale circolano <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\/status\/943022040310829056\">bufale impressionanti<\/a>, la leggenda di un&#8217;\u00abarchitettura fascista\u00bb diversa da quella che si svilupp\u00f2 nello stesso periodo nel resto d&#8217;Europa (e non solo) continua ad autoalimentarsi. Stavolta, \u00e8 stata riproposta coi soldi dei contribuenti.<br \/>\nNel novembre scorso Wu Ming 1 ha dedicato a tale leggenda un capitolo della sua inchiesta <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-3-di-3\/\"><em>Predappio Toxic Waste Blues<\/em><\/a>. Lo riproponiamo, da solo, per chi non lo avesse ancora letto.]<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_31972\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31972\" class=\"wp-image-31972\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/rhodesremoved.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"156\" \/><p id=\"caption-attachment-31972\" class=\"wp-caption-text\">Aprile 2015. La statua di Cecil Rhodes mentre viene rimossa dall&#8217;Universit\u00e0 di Citt\u00e0 del Capo.<\/p><\/div>\n<p>Le polemiche sull\u2019architettura e i monumenti del ventennio sono sempre pi\u00f9 frequenti e ravvicinate. Tali \u201csfoghi\u201d sono certamente sintomi della cattiva coscienza\u00a0\u2014 e cattiva memoria\u00a0\u2014 \u00a0nazionale, ma sono anche parte di un processo di ridefinizione post-novecentesca e post-coloniale della memoria che sta investendo tutto l\u2019occidente.<\/p>\n<p>In Sudafrica e nel Regno Unito, ad esempio, c\u2019\u00e8 stata la campagna\u00a0<em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Rhodes_Must_Fall\">Rhodes Must Fall<\/a><\/em>\u00a0per la rimozione dei monumenti al colonizzatore razzista\u00a0<strong>Cecil Rhodes<\/strong>.<\/p>\n<p>Negli USA si rimuovono dagli spazi pubblici i monumenti \u00abconfederati\u00bb, cio\u00e8 commemorativi della causa sudista nella guerra civile americana. Monumenti spesso nemmeno d\u2019epoca, ma eretti nel ventesimo secolo e alcuni addirittura nel ventunesimo, dunque meramente revanscisti, apologie della schiavit\u00f9 e simboli del perdurante razzismo contro i neri. Come tali, vengono difesi\u00a0<em>manu militari<\/em>\u00a0da neonazisti e suprematisti bianchi di varie tendenze. Gli scontri di Charlottesville, Virginia, dell\u201911 agosto 2017, culminati nell\u2019assassinio della manifestante antirazzista\u00a0<strong>Heather D. Heyer<\/strong>, furono scatenati dall\u2019estrema destra per impedire la rimozione\u00a0di una statua del generale\u00a0<strong>Robert E. Lee<\/strong>.<!--more--><\/p>\n<p>In Italia, data la monumentalit\u00e0 insita in molte realizzazioni architettoniche e addirittura urbanistiche del fascismo, \u00e8 difficile distinguere tra architettura e monumenti. I monumenti al fascismo non sono semplici\u00a0<em>statue<\/em>, almeno non pi\u00f9.<\/p>\n<div id=\"attachment_31917\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31917\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bronzoprimaedopo.png\" alt=\"\" width=\"646\" height=\"232\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Bologna. Sette tonnellate di bronzo, prima e dopo. A sinistra: 27 ottobre 1929, inaugurazione della statua equestre del duce al Littoriale. Realizzata dallo scultore modenese Giuseppe Graziosi con il bronzo di alcuni cannoni abbandonati in citt\u00e0 dagli Austriaci nel 1848, la statua era alta cinque metri e lunga sei. A destra: il prato di Porta Lame oggi. Il\u00a0<em>Monumento al partigiano e alla partigiana<\/em>\u00a0(quella con mitra e cartucciera \u00e8 una donna) fu realizzato nel 1947 dallo scultore bolognese Luciano Minguzzi, per commemorare la Battaglia di Porta Lame.<\/p>\n<\/div>\n<p>Di statue del duce e dei gerarchi ce n\u2019erano a bizzeffe, ma molte\u00a0\u2014 purtroppo non tutte \u2014 furono distrutte gi\u00e0 all\u2019epoca, alcune dopo la caduta del duce, altre dopo la Liberazione. A Bologna, ad esempio, la grande statua equestre del duce al Littoriale (oggi Stadio Dall\u2019Ara) venne decapitata dalla folla la sera del 25 luglio 1943. Dopo la Liberazione venne fusa, e col suo bronzo furono realizzate le statue di partigiani che oggi\u00a0presidiano Porta Lame.<\/p>\n<p>Statue di fascisti ne esistono ancora, ma in generale i monumenti fascisti sopravvissuti fino a oggi sono edifici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-31816\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/melonicorvialeobelisco.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"370\" \/>Scalpellati via \u2014 ma nemmeno sempre \u2014 i simboli pi\u00f9 vistosamente legati all\u2019ideologia del regime (come\u00a0i fasci littori), quegli edifici oggi sono parte delle nostre citt\u00e0 e della nostra vita quotidiana. Solo che la maggior parte degli italiani non ne conosce la storia o, peggio, la conosce in modo parziale, distorto, encomiastico: \u00abGuarda l\u00ec, il duce s\u00ec che costruiva bei palazzi!\u00bb Appunto: il fascismo ha fatto anche cose buone.<\/p>\n<p>Sfruttando questa percezione, i partiti \u00abpost\u00bb-fascisti e neofascisti usano sempre pi\u00f9 quegli edifici per le loro campagne politiche. Come quando a Roma, nel 2015, Fratelli d\u2019Italia ha proposto\u00a0<a href=\"http:\/\/urloweb.com\/municipi\/municipio-xi\/eur-o-corviale-seguita-la-polemica\/\">un paragone del tutto improprio col Foro Italico<\/a>\u00a0per chiedere la demolizione del \u201cserpentone\u201d di Corviale.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, grazie al nostro mancato fare i conti col fascismo, quei monumenti tornano a essere\u00a0\u2014 se mai smisero di esserlo\u00a0\u2014 propaganda<em>\u00a0nel presente e per il presente.<\/em><\/p>\n<p>La\u00a0storica\u00a0<strong>Ruth Ben Ghiat<\/strong>\u00a0ha provato a dire esattamente questo in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/reportage\/ruth-ben-ghiat\/2017\/10\/30\/monumenti-fascisti\">un articolo pubblicato dal\u00a0<em>New Yorker<\/em>\u00a0poche settimane fa<\/a>\u00a0e in seguito tradotto da\u00a0<em>Internazionale<\/em>. Articolo subito frainteso come istigazione a demolire quei monumenti, e accolto in Italia con un fuoco di sbarramento degno di un\u2019invasione militare. Fuoco proveniente,\u00a0<em>of course<\/em>, dall\u2019incendio di decine di migliaia di code di paglia.<\/p>\n<p>Ruth Ben Ghiat \u00e8 un\u2019esperta non solo di fascismo, ma anche di architettura razionalista (ha fatto la tesi di dottorato su\u00a0<strong>Giuseppe Terragni<\/strong>) e figura tra i nomi del comitato scientifico per Predappio. Ergo, \u00e8 quantomeno assurdo ritenerla ostile a priori agli edifici del ventennio. Cionondimeno, \u00e8 stata criticata a sproposito dai nostri \u201cillustri\u201d e come sempre ignorantissimi opinionisti, insultata per giorni e giorni sui social network, paragonata ai talebani che fecero saltare in aria i Buddha di Bamyan, chiamata \u00abfanatica\u00bb o peggio, esortata a \u00abfarsi i cazzi suoi\u00bb, accusata\u00a0\u2014 per il solo fatto di essere americana\u00a0\u2014 di complicit\u00e0 con le guerre USA in Medio Oriente e, ovviamente, di essere a libro paga di SOROS!!!1!!1<br \/>\n\u00abIl New Yorker attacca l\u2019Italia\u00bb, ha sobriamente titolato un quotidiano romano.<\/p>\n<p>Una reazione da ubriachi fradici,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2017\/10\/12\/con-i-monumenti-siamo-a-posto-ma-forse-qualche-problema-col-fascismo-c\/35810\/\">come ha fatto notare\u00a0<strong>Andrea Coccia<\/strong><\/a>\u00a0su Linkiesta:<\/p>\n<blockquote>\n<div id=\"attachment_31920\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31920\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Ruth.png\" alt=\"Ruth Ben Ghiat\" width=\"150\" height=\"196\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Ruth Ben Ghiat<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00ab\u00e8 come se la studiosa americana, vedendo che qui in Italia beviamo alcool a qualsiasi ora del giorno, ci avesse chiesto: Non \u00e8 che avete problemi con l\u2019alcool? E noi, invece di sorriderle bonariamente e spiegarle che vino, grappa, liquori e birra, sono parte integrante della nostra cultura \u2014 come d\u2019altronde l\u2019architettura razionalista \u2014 le abbiamo iniziato a sbraitare davanti. \u201cNo, che cazzo dici?\u201d, \u201cSei una mentecatta a pensare una cosa del genere!\u201d, \u201cMa guardati te!\u201d, \u201cPensa ai vostri problemi con le armi!\u201d. E forse a questo punto se fossimo in lei, indietreggiando, predicando pace e calma e abbozzando una specie di sorriso, ce ne andremmo pensando che s\u00ec, qualche problemino con l\u2019alcool questi ce l\u2019hanno, e pure grosso.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Che in Italia quel nervo sia scoperto lo dimostrano\u00a0<a href=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/politica\/2017\/07\/12\/scritte-dvx-renzi-folle-buttare-giu-palazzi-fascisti_BVGnuaWDn8eDAAlaT8YryH.html\">le bufale diffuse a getto continuo<\/a>\u00a0sulla volont\u00e0 di questo o quell\u2019esponente della sinistra\u00a0<em>\u2014\u00a0<\/em>quasi sempre\u00a0<strong>Laura Boldrini\u00a0<\/strong><em>\u2014<\/em>\u00a0di demolire il tal o il tal altro monumento. Bufale periodicamente riproposte da siti e giornali di destra:\u00a0\u00abEcco i capolavori fascisti che Boldrini vorrebbe abbattere\u00bb,\u00a0<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/0\/http:\/\/www.secoloditalia.it\/2017\/07\/ecco-i-capolavori-fascisti-che-la-boldrini-vorrebbe-abbattere\/\">titolava tempo fa\u00a0<\/a>il\u00a0<em>Secolo d\u2019Italia<\/em>,\u00a0in cima a un articolo dove si paventava il rischio che Boldrini riducesse l\u2019Italia a \u00abuna citt\u00e0 [sic] post-atomica,\u00a0praticamente un rudere con macerie\u00a0in ogni angolo delle principali citt\u00e0\u00a0italiane\u00bb.<br \/>\nSimili bufale si \u201cviralizzano\u201d e scatenano le solite reazioni violente, facendo crescere la sensazione che di quest\u2019argomento in particolare non sia possibile discutere in modo minimamente sensato.<\/p>\n<p>Al netto delle bufale, a essere sbagliato \u00e8 il frame, la cornice che inquadra tutti questi discorsi. Per disattivare il frame, dobbiamo porci una domanda, anzi,\u00a0<em>la<\/em>\u00a0domanda: l\u2019\u00abarchitettura fascista\u00bb \u00e8 davvero fascista?<br \/>\nL\u2019ho chiesto a un amico architetto, docente, saggista e scrittore.<\/p>\n<div id=\"attachment_31254\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31254\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Biondillo.png\" alt=\"Gianni Biondillo\" width=\"200\" height=\"223\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Gianni Biondillo<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Gianni Biondillo<\/strong>:\u00a0<em>\u2014 Non esiste una architettura fascista tout court. Esiste un\u2019architettura prodotta sotto il fascismo, spesso da architetti in assoluto contrasto coi dettami di classicit\u00e0 spinti dal regime. Ti faccio un esempio clamoroso: nel 1931, alla\u00a0II<sup>a<\/sup>Esposizione di architettura razionale, gli architetti legati al movimento moderno presentano un collage che chiamano \u00abTavola degli orrori\u00bb, dove mostrano architetture contemporanee che aborriscono, comprese quelle dello \u201cSpeer\u201d italiano, Marcello Piacentini. Mussolini \u201csopportava\u201d il razionalismo (soprattutto se prodotto in provincia, lontano da Roma, ad esempio a Como)\u00a0perch\u00e9 voleva dare un colpo al cerchio e uno alla botte, dovendo tenere a bada il \u201cfascismo di sinistra\u201d, che ancora vagheggiava rivoluzioni artistiche futuriste, ma personalmente spingeva per uno stile aulico.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_31247\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/tavoladegliorrori.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31247\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/tavoladegliorrori.jpeg\" alt=\"Tavola degli orrori\" width=\"650\" height=\"446\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La \u00abTavola degli orrori\u00bb, realizzata da Pier Maria Bardi ed esposta alla IIa Esposizione universale di architettura razionale, 1931.<\/p>\n<\/div>\n<p>Nessuna di queste due spinte contrastanti\u00a0<em>\u2014<\/em>\u00a0la neoclassica\/monumentale e la razionalista\u00a0<em>\u2014<\/em>\u00a0fu esclusivamente italiana, men che meno fascista.<\/p>\n<p>Il razionalismo rientra nel pi\u00f9 vasto Movimento moderno in architettura, che si svilupp\u00f2 in tutto l\u2019Occidente tra le due guerre. Il razionalismo italiano ha \u00abcugini\u00bb in molti paesi, basti guardare\u00a0<a href=\"http:\/\/www.bauhaus-dessau.de\/en\/history\/unesco-world-cultural-heritage-1.html\">gli edifici realizzati dal Bauhaus<\/a>, a partire dalla sede della scuola a Dessau (1925); la Ville Savoye di Le Corbusier poco fuori Parigi (1928);\u00a0<a href=\"https:\/\/diepresse.com\/home\/kultur\/kunst\/561953\/Tabakfabrik_Linz-plant-MegaKulturzentrum\">la\u00a0<em>Tabakfabrik<\/em><\/a>\u00a0a Linz (1929), e tante altre realizzazioni dell\u2019epoca.<\/p>\n<div id=\"attachment_31908\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31908\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/villesavoye.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"421\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Ville Savoye a Poissy, \u00cele-de-France. Progettata da Le Corbusier, realizzata tra il 1928 e il 1931.<\/p>\n<\/div>\n<p>Quanto al neoclassicismo e monumentalismo, li ritroviamo in altri paesi europei e addirittura nella Washington del New Deal. Si pensi al palazzo della Federal Reserve, costruito nel 1935-1937: \u00e8 il tempio del dollaro, dell\u2019occhio sulla piramide, eppure ha un aspetto incredibilmente \u201cfascista\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019architettura per mezzo della quale lo Stato\u00a0<em>\u2014<\/em>\u00a0<i>ogni\u00a0<\/i>Stato\u00a0<em>\u2014<\/em>\u00a0voleva essere fortemente assertivo, soprattutto in reazione alla crisi del 1929. Reazione politicamente trasversale, che and\u00f2 dalla Francia del Fronte Popolare alla Svezia, passando per gli USA e la Finlandia. Il Palazzo del Parlamento di Helsinki, l\u2019<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Eduskuntatalo_-_the_Finnish_House_of_Parliament_-_panoramio.jpg\">Eduskuntatalo<\/a>, fu ultimato nel 1931 e potrebbe essere trasportato di peso all\u2019Eur senza sembrare minimamente fuori contesto.<\/p>\n<div id=\"attachment_31243\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31243\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/federalreserve.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"366\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Eccles Building, Washington DC, sede della Federal Reserve (Banca centrale degli USA). Progettato da Paul Philippe Cret, realizzato tra il 1935 e il 1937.<\/p>\n<\/div>\n<p>I neofascisti che s<i>i vantano\u00a0<\/i>dell\u2019\u00abarchitettura fascista\u00bb non solo danno l\u2019ennesima dimostrazione di provincialismo e limitatezza di orizzonti, ma attribuiscono al regime \u201cmeriti\u201d e tendenze che lo trascendono di gran lunga.<\/p>\n<p>Ecco come si disinnesca la metonimia storica: sprovincializzando i termini del dibattito. Quel che di \u201cbuono\u201d o \u201cbello\u201d fece il fascismo, lo fece perch\u00e9 non poteva non farlo: la fase storica lo richiedeva ovunque, e lo Stato \u201ckeynesiano\u201d dell\u2019epoca \u2014 dittatoriale o democratico che fosse \u2014 ovunque lo realizz\u00f2. Vale per le politiche sociali, il\u00a0<em>welfare state<\/em>, le opere pubbliche.<\/p>\n<div id=\"attachment_31818\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31818\" class=\"wp-image-31818\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/BBPR.gif\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"202\" \/><p id=\"caption-attachment-31818\" class=\"wp-caption-text\">Lo studio di architettura BBPR. Da sinistra: Enrico Peressutti, Lodovico Barbiano di Belgioioso, Ernesto Nathan Rogers e Gian Luigi Banfi. Foto del 1935.<\/p><\/div>\n<p>Va poi fatto notare che diversi tra i migliori architetti del ventennio scelsero l\u2019antifascismo, e ben prima del 25 luglio o dell\u20198 settembre 1943.<\/p>\n<p>Come i quattro dello studio BBPR di Milano,\u00a0autori anche del Palazzo delle Poste, Telegrafi e Te.Ti, all\u2019Eur:<br \/>\n\u2013<strong>\u00a0Gian Luigi Banfi<\/strong>\u00a0fu partigiano di Giustizia e Libert\u00e0 e mor\u00ec nel lager nazista di Gusen;<br \/>\n\u2013\u00a0<strong>Ernesto Nathan Rogers<\/strong>, colpito dalle leggi razziali, fu partigiano di Giustizia e Libert\u00e0, anch\u2019egli deportato a Gusen, ma sopravvisse;<br \/>\n\u2013\u00a0<strong>Lodovico Barbiano di Belgiojoso<\/strong>\u00a0ader\u00ec a Giustizia e Libert\u00e0 nel 1938, fu deportato nei campi di Gusen e Mauthausen, sopravvisse;<br \/>\n\u2013\u00a0<strong>Enrico Peressutti<\/strong>\u00a0ader\u00ec a Giustizia e Libert\u00e0 nel 1939, poi fece parte del comando militare del CLN, e dopo la Liberazione si iscrisse al partito socialista.<\/p>\n<p>O come\u00a0<strong>Giovanni Michelucci<\/strong>, uno degli autori della Stazione di Santa Maria Novella a Firenze.<\/p>\n<p>O come l\u2019istriano\u00a0<strong>Giuseppe Pagano\u00a0<\/strong>(italianizzazione di Pogatschnig), autore dell\u2019istituto di Fisica della Sapienza a Roma. Fu dapprima ardente fascista, ma divenne oppositore del regime gi\u00e0 nel 1942, si dedic\u00f2 all\u2019attivit\u00e0 antifascista clandestina ancora prima del 25 luglio 1943, fu arrestato due volte, torturato dalla banda Koch e infine deportato a Mauthausen, dove mor\u00ec.<\/p>\n<p>Quasi ogni volta che si parla di architettura italiana degli anni Trenta lo si fa denunciando una sorta di \u201ccensura\u201d che si starebbe sfidando, quale audacia! Si evoca una sorta di dittatura culturale di sinistra che sarebbe durata sessanta o settant\u2019anni e avrebbe impedito un \u00absereno giudizio\u00bb su quelle realizzazioni. \u00c8 ancora una volta il frame del \u00ablungo silenzio\u00bb. Ad esempio,\u00a0<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20171112182518\/http:\/\/www.iltempo.it\/cultura-spettacoli\/2013\/08\/15\/news\/la-damnatio-memoriae-dellarchitettura-fascista-902401\/\">intervistato da\u00a0<em>Il<\/em>\u00a0<em>Tempo<\/em>\u00a0nell\u2019agosto 2015<\/a>, l\u2019architetto\u00a0<strong>Massimo Zammerini<\/strong>\u00a0ha denunciato<\/p>\n<blockquote><p>\u00abla\u00a0<em>damnatio memoriae<\/em>\u00a0[aridaje, N.dR.] di una architettura, quella fascista, che, al di l\u00e0 delle considerazioni politiche fu un vero e proprio stile, molto studiato. All\u2019estero\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019impressione \u00e8\u00a0quella di una\u00a0<em>disobbedienza civile<\/em>\u00a0<i>retroattiva\u00a0<\/i>contro interdizioni che non risulta siano esistite. E infatti\u2026<\/p>\n<p><strong>Gianni Biondillo<\/strong>:\u00a0<em>\u2014\u00a0Dopo la guerra, sostanzialmente, tutti gli architetti del ventennio continuarono a lavorare. Persino Piacentini, settuagenario, con commissioni di rilevo, e pubbliche! Altro caso esemplare: Luigi Moretti. Grande razionalista metafisico. Non ha mai nascosto le sue inclinazioni di destra, e nel dopoguerra ha lavorato moltissimo. Il Watergate, quello dello scandalo, \u00e8 suo.<\/em><\/p>\n<p>Del resto, se non si faceva l\u2019epurazione per i funzionari statali, perch\u00e8 si sarebbe dovuta fare per gli architetti?<\/p>\n<p>\u2014<em>\u00a0<\/em>E la critica,\u00a0\u2014 ho chiesto a Gianni, \u2014\u00a0la storia dell\u2019architettura? \u00c8 vero che c\u2019\u00e8 stata\u00a0<em>damnatio memoriae<\/em>? Che l\u2019architettura \u201cfascista\u201d \u00e8 stata studiata solo all\u2019estero?<\/p>\n<p><strong>Gianni Biondillo<\/strong>:\u00a0<em>\u2014 Assolutamente no.\u00a0Gi\u00e0 nel 1968 Bruno Zevi, ebreo e antifascista, dedica un omaggio a Giuseppe Terragni, considerato insieme a Piacentini l\u2019architetto \u201cdi regime\u201d per eccellenza.\u00a0E per tornare a\u00a0 Moretti, il pi\u00f9 autorevole critico marxista \u2013 Manfredo Tafuri \u2013 non lo \u201cepura\u201d affatto nella sua fondamentale\u00a0<\/em>Storia dell\u2019architettura italiana 1944-1985<em>, che esce a met\u00e0 degli anni Ottanta.<\/em><\/p>\n<p>Nel suo documentario\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/btJ-EoJxwr4\"><i>La forma della citt\u00e0<\/i><\/a>, che \u00e8 del 1974, il comunista Pasolini gi\u00e0 scinde regime fascista e architettura del ventennio. Parlando di Sabaudia, citt\u00e0 di fondazione sul litorale pontino, dopo averla definita \u00abincantevole\u00bb spiega:<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-31844\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/pasolini_sabaudia.png\" alt=\"Pasolini a Sabaudia\" width=\"250\" height=\"187\" \/>\u00abSabaudia \u00e8 stata creata dal regime, non c\u2019\u00e8 dubbio, per\u00f2 non ha niente di fascista, in realt\u00e0, se non alcuni caratteri esteriori [\u2026] Sabaudia, bench\u00e9 ordinata dal regime secondo certi criteri di carattere razionalistico, estetizzante, accademico, non trova le sue radici nel regime che l\u2019ha ordinata, ma in quella realt\u00e0 che il fascismo ha dominato tirannicamente ma che non \u00e8 riuscito a scalfire.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Dalle mie parti, all\u2019improvviso e come dal nulla, nella pianura spuntano citt\u00e0 di fondazione e colonie rurali risalenti al fascismo. L\u2019esempio pi\u00f9 noto \u00e8 Tresigallo, borgo nat\u00eco del gerarca\u00a0<strong>Edmondo Rossoni<\/strong>, che negli anni Trenta lo fece trasformare radicalmente.<br \/>\nDi Tresigallo il giornalista di viaggi\u00a0<strong>Folco Quilici<\/strong>\u00a0ha detto: \u00abIn tutti gli anni che sono venuto a Ferrara, nessuno mi ha mai portato a vedere Tresigallo. C\u2019era una specie di barriera.\u00bb<br \/>\nIo, che a Tresigallo sono stato molte volte senza accorgermi di alcuna \u201cbarriera\u201d, mi chiedo: perch\u00e9 Quilici, un uomo che ha esplorato l\u2019intero orbe terracqueo, a Tresigallo non ci \u00e8 andato\u00a0<em>sua sponte<\/em>? Perch\u00e9 inventarsi interdizioni?<\/p>\n<div id=\"attachment_31877\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31877\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Trasgal.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"431\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Architettura razionalista a Tresigallo (FE). Gli ex bagni pubblici e l\u2019ex-Casa della GIL.<\/p>\n<\/div>\n<p>A conti fatti, dunque, che fare degli edifici e monumenti del ventennio?<br \/>\nIo credo esistano tre strade.<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong>\u00a0Nel caso di quelli meno \u201ccarichi\u201d ideologicamente e meno direttamente veicolanti il mito fascista, \u00e8 sufficiente raccontarne la storia, stando bene attenti a discernere tra architettura\u00a0<em>coeva<\/em>\u00a0al regime e architettura\u00a0<em>del<\/em>\u00a0regime, spiegando l\u2019iter sovente accidentato di quelle opere, raccontando il rapporto spesso contraddittorio o addirittura conflittuale di quegli architetti con il regime.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong>\u00a0Nel caso dei monumenti pi\u00f9 \u201ccarichi\u201d e celebrativi, bisogna agire per\u00a0<em>risemantizzarli<\/em>, aggiungervi nuovi significati, incorporare alla loro immagine la critica al significato originario e al loro committente.<\/p>\n<p>In Italia esiste una citt\u00e0-laboratorio dove da tempo si conducono esperimenti di questo tipo. Si tratta di Bolzano\/Bozen, dove i monumenti del ventennio sono comunemente chiamati \u00abrelitti fascisti\u00bb (in tedesco\u00a0<em>faschistische Relikte<\/em>).\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/10\/reading-point-lenana-in-alto-adige-urbanistica-architettura-e-colonialismo\/\">Lo ha raccontato su\u00a0<em>Giap\u00a0<\/em><strong>Flavio Pintarelli<\/strong><\/a>\u00a0gi\u00e0 nel 2013. Nel frattempo, la situazione si \u00e8 ulteriormente evoluta.<\/p>\n<p>Il percorso che ha portato alla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.monumentoallavittoria.com\/it.html\">musealizzazione del Monumento alla Vittoria<\/a>\u00a0pu\u00f2 essere di grande ispirazione, ed \u00e8 di pochi giorni fa l\u2019avvio della nuova installazione che\u00a0<em>risemantizza<\/em>\u00a0uno dei pi\u00f9 ingombranti monumenti fascisti d\u2019Italia, il fregio marmoreo di\u00a0<strong>Hans Piffrader<\/strong>\u00a0col duce a cavallo, di cui\u00a0<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/reportage\/wu-ming-1\/2015\/03\/30\/wu-ming-nordest-inchiesta\">ho scritto anche su\u00a0<em>Internazionale<\/em><\/a>. Oggi sul grande bassorilievo appare, tradotta nelle principali tre lingue dell\u2019Alto Adige\/S\u00fcdtirol,\u00a0la massima di\u00a0<strong>Hannah Arendt<\/strong>: \u00abNessuno ha il diritto di obbedire\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_31923\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/piffrader.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31923 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/piffrader.jpg\" alt=\"\" width=\"627\" height=\"418\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Bolzano, Piazza Tribunale. Il fregio di Hans Piffrader \u201ccoperto\u201d dalla scritta di luce \u00abNessuno ha il diritto di obbedire\u00bb. Il motto \u00e8 di Hannah Arendt e appare in ladino, tedesco e italiano. L\u2019installazione \u00e8 stata proposta da\u00a0Arnold Holzkecht e Michele Bernardi.<\/p>\n<\/div>\n<p>Una soluzione bella e suggestiva, forse un po\u2019 criptica. E troppo facilmente reversibile: basta spegnere l\u2019installazione. Basta che alle prossime elezioni vinca un\u2019amministrazione ostile a quel percorso e faccia un\u2019ordinanza per pigiare il bottone. La pietra \u00e8 durevole, la luce no.<\/p>\n<p>Intanto, per\u00f2, quella luce ha fatto imbufalire i neofascisti: \u00abBolzano, i nuovi talebani tentano di oscurare il bassorilievo di Mussolini\u00bb,\u00a0<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20171106133333\/http:\/\/www.ilprimatonazionale.it\/politica\/bolzano-i-nuovi-talebani-tentano-di-oscurare-il-bassorilievo-di-mussolini-75160\/\">ha titolato\u00a0<em>Il Primato Nazionale<\/em><\/a>, quotidiano on line di CasaPound. \u00c8 la conferma che si sta seguendo una buona strada.<\/p>\n<p>Bolzano\/Bozen \u00e8 al momento la realt\u00e0 dove il dibattito \u00e8 pi\u00f9 avanzato. Ci\u00f2 avviene, sia chiaro, per via di peculiarit\u00e0 non riproducibili altrove, prodotte dalla coesistenza di due comunit\u00e0 distinte, quasi due mondi accostati uno all\u2019altro. Per semplificare al massimo: gli eredi degli invasori e gli eredi degli invasi. Tale situazione rende impossibile a chiunque blaterare con superficialit\u00e0 di \u00abmemoria condivisa\u00bb. Nell\u2019impossibilit\u00e0 di smussare, appianare, edulcorare, si \u00e8 dunque spinti a cercare nuove soluzioni, in quella che noi Wu Ming chiamiamo da sempre \u00abmediazione al rialzo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong>\u00a0Poi c\u2019\u00e8 la terza via, che \u00e8 demolire.<\/p>\n<p>Demolire va considerato l\u2019<em>extrema ratio<\/em>, certo, ma non pu\u00f2 essere un tab\u00f9. Ad esempio, siamo tutti d\u2019accordo sul fatto che vadano demoliti i monumenti fascisti del tutto indifendibili, quelli nemmeno d\u2019epoca, come il monumento al macellaio Graziani eretto nel 2012 ad Affile. Siamo d\u2019accordo, giusto? Quella roba va demolita col tritolo, e sulle macerie va sparso il sale da lavastoviglie.<\/p>\n<div id=\"attachment_31928\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2012\/09\/laguzzino-jettatore-e-il-mausoleo-delle-sfighe\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31928 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/vespasiano.png\" alt=\"Vespasiano di Affile\" width=\"650\" height=\"489\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Affile, provincia di Frosinone. Il \u00abVespasiano\u00bb dedicato alla memoria del criminale fascista Rodolfo Graziani, costruito nel 2012 con fondi regionali chiesti per altra finalit\u00e0. Pochi giorni fa, il Tribunale di Tivoli ha condannato per apologia di fascismo il sindaco di Affile\u00a0<strong>Ercole Viri<\/strong>\u00a0e due suoi assessori. Su\u00a0<em>Giap<\/em>\u00a0ci occupammo di questa porcheria in tempo reale, clicca sulla foto per leggere il post\u00a0<em>Affile, Grazianilandia. L\u2019eredit\u00e0 razzista e il mausoleo delle sfighe<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>Ebbene, non dev\u2019essere ritenuto impensabile nemmeno demolire relitti fascisti d\u2019epoca.\u00a0Non tutto quel che \u00e8 durato fino ad oggi merita per forza di durare ancora. Durare non \u00e8 di per s\u00e9 una virt\u00f9, un manufatto pu\u00f2 durare per tanti motivi, per indifferenza, per forza d\u2019inerzia, per ignavia, o per ostinazione dei pubblici poteri.<\/p>\n<p>Ci sono monumenti fascisti che furono imposti a un territorio, veri e propri schiaffi in faccia alla comunit\u00e0 che ci viveva, e diventarono simboli negativi da colpire. \u00c8 il caso del Monumento all\u2019Alpino di Brunico\/Bruneck, eretto per celebrare in un colpo solo la guerra d\u2019Etiopia e l\u2019italianizzazione del\u00a0S\u00fcdtirol. Italianizzazione fittizia, s\u2019intende: ancora oggi gli abitanti germanofoni sono il 70% nella provincia autonoma di Bolzano, e l\u201980% in Val Pusteria, dove si trova Brunico<em>.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/alpinidenkmal.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-31944\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/alpinidenkmal.jpg\" alt=\"L'attentato all'Alpino del 1979\" width=\"250\" height=\"190\" \/><\/a>L\u2019Alpino fu\u00a0abbattuto dalla popolazione dopo l\u20198 settembre 1943, ricollocato al suo posto nel 1951, fatto saltare in aria nel 1966, ricostruito e reinstallato nel 1968, di nuovo distrutto nel 1979, rimesso sul piedistallo nel 1980. \u00c8 stato preso di mira con azioni pi\u00f9 o meno simboliche anche negli ultimi anni.<br \/>\nIn pratica, la storia della statua \u00e8 la storia dei tentativi di sbarazzarsene. C\u2019\u00e8 molto pi\u00f9\u00a0<em>genius loci<\/em>\u00a0negli attentati che nel monumento, corpo estraneo che pervicacemente lo Stato italiano torna a imporre. Si potrebbe dire,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/contro-il-museo-del-fascismo-predappio\"><strong>con Simon Levis Sullam<\/strong>\u00a0sulla scia di Foucault<\/a>, che si \u00e8 fatto il \u00abprocesso al monumento\u00bb, facendone quindi un\u00a0<em>documento<\/em>.<\/p>\n<p>Ancora: un anno fa il comune austriaco di Braunau am Inn, dove nacque Hitler, ha deciso di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/oct\/17\/adolf-hitlers-first-home-to-be-torn-down-and-replaced-with-a-new-building\">demolire la sua casa natale<\/a>. Subito, dall\u2019Italia, Frassineti\u00a0<a href=\"http:\/\/derstandard.at\/2000046134139\/Buergermeister-von-Mussolinis-Heimatstadt-gegen-Abriss-von-Hitler-Geburtshaus\">si \u00e8 dichiarato contrario<\/a>.\u00a0Lo stesso sindaco che risponde \u2013 testualmente \u2013 di \u00abfarsi i cazzi propri\u00bb a chi, da non predappiese, scrive di Predappio in un modo che non gli va a genio, poi non ha remore a intervenire, criticando e dando lezioni di memoria, su una decisione presa in Austria. Forse teme che qualcuno proponga di demolire l\u2019ex-Casa del Fascio e dell\u2019Ospitalit\u00e0? Si tranquillizzi: nessuno pensa che sia quella la strada.<a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-3-di-3\/#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\"><\/a><\/p>\n<p>A coloro che, certamente, reagiranno scandalizzati alla mia ipotesi che\u00a0<em>qualcosa<\/em>\u00a0di fascista si possa demolire, a coloro che chiamano \u00abtalebano\u00bb chi ce l\u2019ha con lo scempio di Affile e persino chi accende una scritta su un bassorilievo perch\u00e9 \u00ab\u00e8 arte\u00bb, vorrei chiedere: avevate di questi mal di pancia quando nei paesi dell\u2019est buttarono gi\u00f9 le statue di Lenin? Io ricordo che la destra festeggi\u00f2. Non erano \u00abarte\u00bb quelle statue? Ed eravate cos\u00ec indignati quando nel 2003 avete visto cadere le statue di Saddam Hussein?<\/p>\n<p>\u2014 Eh, ma quello era a caldo, durante rivolte e guerre, mica a freddo!<br \/>\n\u2014 \u00abA caldo\u00bb? Perch\u00e9, nel 1989 Lenin era vivo?<br \/>\n\u2014 No, ma il regime che veniva rovesciato aveva riempito le citt\u00e0 di sue statue, buttarle gi\u00f9 era colpire il regime!<br \/>\n\u2014 Lo vedi? \u00abCaldo\u00bb e \u00abfreddo\u00bb non dipendono da quanti anni sono passati. Dipendono da cosa significano quei monumenti per chi vive oggi. Negli USA stanno rimuovendo i monumenti del razzismo confederato\u00a0<em>adesso<\/em>, ma non certo \u00aba freddo\u00bb, tant\u2019\u00e8 che la polemica \u00e8 rovente. Li rimuovono per il ruolo e il peso che hanno\u00a0<em>nel presente<\/em>.<\/p>\n<p>Dopo aver fatto\u00a0\u2014 almeno spero\u00a0\u2014 un po\u2019 di chiarezza sulla questione \u00abarchitettura e monumenti fascisti\u00bb, torniamo a Predappio, e all\u2019attitudine: \u00abNon si pu\u00f2 demonizzare tutto quel che fece il fascismo, guarda com\u2019\u00e8 bella la Casa del Fascio!\u00bb<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Lo spazio commenti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-3-di-3\/\"><strong>\u00e8 qui<\/strong><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Apprendiamo che ieri sera \u00e8 andata in onda su Rai 3 una puntata de La grande storia dedicata all&#8217;\u00abarchitettura fascista\u00bb, introdotta e commentata dal solito\u00a0Paolo Mieli.\u00a0Da ormai vent&#8217;anni costui \u00e8 il testimonial n. 1 e il primo officiante di ogni rituale basato sul clich\u00e9 \u00abil fascismo ha fatto anche cose buone\u00bb. 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