{"id":30911,"date":"2017-10-27T07:53:54","date_gmt":"2017-10-27T05:53:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=30911"},"modified":"2020-01-13T07:07:28","modified_gmt":"2020-01-13T06:07:28","slug":"predappio-toxic-waste-blues-1-di-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/10\/predappio-toxic-waste-blues-1-di-3\/","title":{"rendered":"#Predappio Toxic Waste Blues. Prima puntata (di 3)"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_31124\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/casadelfascio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31124\" class=\"wp-image-31124\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/casadelfascio.jpg\" alt=\"La Casa del Fascio di Predappio\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-31124\" class=\"wp-caption-text\">Predappio. La Casa del Fascio (e \u00abdell&#8217;Ospitalit\u00e0\u00bb, welcome!). Fotografia di Jadel Andreetto. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p><b>Note su Predappio, il progetto di museo nell&#8217;ex-Casa del Fascio, i monumenti, la violenza neofascista, la Legge Fiano e altro<\/b><\/p>\n<p>di <strong>Wu Ming 1<\/strong><\/p>\n<p><strong>INDICE DELLA PRIMA PUNTATA<\/strong><\/p>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/10\/predappio-toxic-waste-blues-1-di-3#Bennywise\"><strong>1. Bennywise (20 settembre 2017, mercoled\u00ec)<\/strong><\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/10\/predappio-toxic-waste-blues-1-di-3#dal1957\"><strong>2. Come si \u00e8 arrivati a <em>questo<\/em><\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/10\/predappio-toxic-waste-blues-1-di-3#dal1957\"><strong>?<\/strong><\/a><\/h5>\n<h5><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/10\/predappio-toxic-waste-blues-1-di-3#Fiano\">3. La Legge Fiano a Predappio, ovvero: l&#8217;\u00abacqua passata\u00bb e lo <em>stupor<\/em><\/a><\/strong><\/h5>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/10\/predappio-toxic-waste-blues-1-di-3#notagiuridica\"><strong>X. Una nota giuridica sull&#8217;apologia di fascismo &#8211; di Luca Casarotti<\/strong><\/a><\/h5>\n<blockquote><p>\u00abPredappio \u00e8 Mussolini\u00bb<strong><br \/>\nGiorgio Frassineti<\/strong>, sindaco di Predappio <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20160131115117\/http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/obelisco-anche-sindaco-pd-predappio-boccia-proposta-boldrini-1120276.html\">*<\/a><\/p>\n<p>\u00abSono andato avanti, e ora sono al traguardo. So gi\u00e0 che ci saranno polemiche. Ma so gi\u00e0 anche che la storia un giorno dir\u00e0 che avevo ragione.\u00bb<strong><br \/>\nGiorgio Frassineti<\/strong>, sindaco di Predappio <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20170412155420\/http:\/\/www.ilfoglio.it\/articoli\/2016\/02\/16\/news\/confermato-lo-scoop-del-foglio-il-governo-renzi-non-si-tira-indietro-dal-museo-del-fascismo-a-predappio-92769\/\">**<\/a><\/p>\n<p>\u00abSe rischio di far danno, sono il primo a tirarmi indietro.\u00bb<strong><br \/>\nGiorgio Frassineti<\/strong>, sindaco di Predappio <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2016\/03\/29\/la-sfida-di-predappio-alla-nostalgia-del-duce42.html\">***<\/a><\/p>\n<p>\u00abA me, ormai, il termine &#8220;antifascista&#8221;, considerando anche chi lo usa con pi\u00f9 forza e frequenza, fa venire subito in mente la DDR.\u00bb<strong><br \/>\nMarcello Flores<\/strong>, storico, presidente del Comitato scientifico del progetto per l&#8217;ex-Casa del Fascio di Predappio <a href=\"http:\/\/www.unacitta.it\/newsite\/articolo.asp?id=1161\">****<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><!--more--><br \/>\n<a name=\"Bennywise\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>1. Bennywise (20 settembre 2017, mercoled\u00ec)<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-30988\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/clown.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"317\" \/>A distanza di giorni, io e Jadel avremo ancora l&#8217;impronta di questo cerchio alla testa, e i postumi di questa nausea.<br \/>\nBisogna andare a\u00a0Predappio\u00a0in una mattina infrasettimanale qualsiasi, sgombra da ricorrenze. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 capire non tanto la banalit\u00e0 del male, quanto il male della banalit\u00e0.<\/p>\n<p>A furia di parlarne,\u00a0da lontano Predappio\u00a0sembra pi\u00f9 grande di quanto effettivamente sia, e anche pi\u00f9\u00a0<i>glamorous\u00a0<\/i>di quanto effettivamente sia. Quando ci arrivi si striminzisce, e\u00a0<i>glamorous\u00a0<\/i>non lo \u00e8 per nulla. \u00c8 una cittadina di fondazione come tante altre (in Italia se ne contano centocinquanta), meno bella di altre. Una Tresigallo pi\u00f9 tracagnotta, meno aerea e metafisica, un paesello che dopo la guerra sarebbe rimasto nel dimenticatoio se nel &#8217;57 non avesse avuto la maledizione, e al tempo stesso la botta di culo, di avere la tomba del duce.\u00a0Un luogo che solo il neofascismo ha reso surrealmente\u00a0<i>centrale<\/i>.<br \/>\nViale Matteotti \u00e8 deserto. Baretti tristi, con dentro un&#8217;umanit\u00e0 rarefatta e attempata, china sui gratta-e-vinci. Negozi senza un&#8217;anima viva, tranne i negozi dei souvenir fascisti. L\u00ec devono esserci clienti\u00a0<i>sempre<\/i>, se arrivano anche in un giorno cos\u00ec smorto.<\/p>\n<p>Viale Matteotti. Chiamarlo cos\u00ec doveva essere un contrappasso, o almeno un contrap<em>peso<\/em> al fatto che qui tutto essudava Ventennio. E invece il contrappasso lo subisce Matteotti, poveretto, come lo subisce Gramsci, del cui nome si fregia una traversa. \u00abViale Matteotti\u00bb sulle borse di tela coi loghi dei negozi di ciarpame fascista, \u00abViale Matteotti\u00bb sui biglietti da visita, sulla carta intestata&#8230; Matteotti oltraggiato ogni istante di ogni ora d&#8217;ogni giorno.<\/p>\n<p>Jadel mi convince ed entriamo nel negozio\u00a0<i>Ferlandia\u00a0<\/i><i><\/i>mentre un cliente sui sessant&#8217;anni, appena giunto dalle Marche, accento anconetano, sta dicendo: \u2013 Bisogna andare a Roma \u00a0col mitra, io lo tengo carico!<br \/>\nLa moglie gli fa:\u2013 Sssht! \u2013 e intanto rovista in una scatola di braccialetti di cuoio. Ne sceglie uno con la scritta DVX.<br \/>\nQuando la coppia se ne va, parliamo con la ragazza al bancone, un po&#8217; sospettosa \u2013 \u00abSiete giornalisti?\u00bb \u2013 ma gentilissima, soave. Pompignoli Jr. no, lui ci aveva dato un&#8217;occhiata storta, cattiva, dalla soglia di\u00a0<i>Predappio\u00a0Tricolore<\/i><i>.<\/i><\/p>\n<p>Affabile, la ragazza \u2013 \u00abragazza\u00bb come lo si \u00e8 in Italia: in realt\u00e0 ha trent&#8217;anni \u2013 circondata da adesivi con il grugno di Hitler, tazze con Hitler che saluta, ciondoli con la svastica, pagliaccetti per neonati con motti squadristi, album di rock band neonazi, \u00abcapsule compatibili Nespresso\u00bb con l&#8217;effigie del duce, e goliardia ovunque: \u00abMORIREMO MA NON DI SETE\u00bb, \u00abAMICI MIEI QUI SI TROMBA\u00bb&#8230; C&#8217;\u00e8 una maglietta con la scritta \u00abTHOR MIT UNS\u00bb, ma il Thor raffigurato \u00e8 quello della Marvel. Cuscini da sof\u00e0 della X Mas. Ciabatte, ciabatte infradito con il motto \u00abME NE FREGO\u00bb, pantofole, ancora cuscini&#8230; I fascisti ostentano audacia, millantano il culto del vivere pericolosamente, ma il loro <em>merchandising<\/em> titilla il poltronismo, la voglia di comfort, di una vita piccolo-borghese e ciabattara, col pericolo contemplato a debita distanza. <em>Memento audere semper<\/em>,\u00a0ma intanto facciamoci un po&#8217; di coccole.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 pure <em>Hello Kitty<\/em> in versione nazista.<\/p>\n<div id=\"attachment_30980\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_7321.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30980\" class=\"wp-image-30980\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_7321.jpg\" alt=\"Hello Nazi Kitty in Predappio\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-30980\" class=\"wp-caption-text\">Vetrina di Ferlandia. Fotografia di Jadel Andreetto. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>La ragazza non parla con noi come parlerebbe coi camerati, non usa le parole che userebbe con loro, non si sbilancia in giudizi troppo forti. Si mostra scettica, dice che secondo lei il museo nell&#8217;ex-Casa del Fascio non si far\u00e0, perch\u00e9 dopo anni che se ne parla non \u00e8 nemmeno iniziato il restauro e l&#8217;edificio resta diroccato. \u2013 Dentro spiegheranno la storia gli &#8220;storici veri&#8221;. \u2013 dice sorridendo, e traccia virgolette nell&#8217;aria con indici e medi. \u00c8 simpatica, ma io penso: <em>se fossimo africani, sarebbe cos\u00ec simpatica?<\/em><br \/>\nCi d\u00e0 indicazioni turistiche, consiglia anche un ristorante a Predappio Alta. Ci d\u00e0 un po&#8217; di materiale gratuito: opuscoli, flyer&#8230;<br \/>\n\u2013 Vi lascio anche il santino \u2013, dice. Lo chiama proprio cos\u00ec, \u00absantino\u00bb. C&#8217;\u00e8 il logo del negozio, e il duce in veste di motociclista, un&#8217;espressione stolida in volto.<\/p>\n<p>Il negozio che sta tra\u00a0<i>Ferlandia<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Predappio\u00a0Tricolore<\/i> \u2013 anonimo, insegna coperta di cellophane nero \u2013 \u00e8 quello dal look pi\u00f9 arcigno e funebre. Si sforza di evocare un \u00ablusso spirituale\u00bb, come direbbe <strong>Furio Jesi<\/strong>. Valori\u00a0<i>elevati<\/i>, presuntamente aristocratici e guerrieri, e rispetto a\u00a0<i>Ferlandia\u00a0<\/i>un&#8217;impronta pi\u00f9 religiosa, fascio-cattolica: Lefebvre e Codreanu, croci e svastiche, pugnali, cimeli dall&#8217;aria pesante. Meno paccottiglia contemporanea, meno estetica trash, nessuna frase goliardica. Tra i pugnali, un libro definisce l&#8217;aborto \u00abgenocidio del XX secolo\u00bb, ma siamo da un pezzo nel XXI, dev&#8217;essere anche quello un libro\u00a0<i>vintage<\/i>.<\/p>\n<p>Il nome del negozio \u00e8 coperto, ma ho letto che si chiama (o si chiamava?)\u00a0<em>La Madonna del Fascio<\/em> \u2013 come il mosaico che si pu\u00f2 ammirare dentro l&#8217;asilo di Santa Rosa, dall&#8217;altra parte della strada \u2013 e che la signora al bancone \u2013 in realt\u00e0 un piccolo scrittoio \u2013 \u00e8 la segretaria del prete fascista <strong>Giulio Tam<\/strong>.<br \/>\nTam lo ricordo candidato sindaco per Forza Nuova alle amministrative di Bologna del 2009.<\/p>\n<div id=\"attachment_30981\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_7301.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30981\" class=\"wp-image-30981\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_7301.jpg\" alt=\"La Madonna del Fascio (non \u00e8 una bestemmia) a Predappio\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-30981\" class=\"wp-caption-text\">Una delle due vetrine de <em>La Madonna del Fascio<\/em>. Fotografia di Jadel Andreetto. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>In due ore visitiamo quasi tutti i luoghi del &#8220;museo urbano&#8221;. Le architetture del Ventennio, in buona parte di <strong>Florestano Di Fausto<\/strong>, sono sproporzionate rispetto al paese \u2013 sembra di vedere un bambino con stivali da uomo \u2013 e meno sfarzose e luccicanti di quanto sembrino in foto.<\/p>\n<p>In vari punti del paese, segni dei pellegrinaggi neri: adesivi di Casapound, di Forza Nuova, di bikers fascisti, di curve fasciste, di blog fascisti.<\/p>\n<p>La casa natale del duce \u00e8 chiusa, apre solo nei weekend, e fuori \u00e8 del tutto insignificante. La tipa di\u00a0<i>Ferlandia\u00a0<\/i>ci ha detto: \u2013 Dentro, del duce c&#8217;\u00e8 pochissimo, ma le ragazze che ci lavorano\u00a0<i>sono oneste<\/i>, ve lo raccontano com&#8217;era.<\/p>\n<p>L&#8217;ex Casa del Fascio \u2013 \u00abe dell&#8217;Ospitalit\u00e0\u00bb, come recita il nome originale completo, pronunciato con gusto dai fautori e difensori del progetto di museo \u2013 \u00e8 sporca, malconcia, in attesa di tornare a nuovo lustro. Proprio di fronte, oltre il grande sagrato, c&#8217;\u00e8 la chiesa di S. Antonio. Sulla facciata spicca un grande fascio littorio. Entriamo. Non c&#8217;\u00e8 nessuno. Sul libro degli \u00abinviti alla preghiera\u00bb scrivo, in bella evidenza: \u00abPrego perch\u00e9 si estinguano i fascisti.\u00bb<\/p>\n<div id=\"attachment_30982\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_7340.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30982\" class=\"wp-image-30982\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_7340.jpg\" alt=\"Predappio \u00e8 pi\u00f9 grossa che grande\" width=\"650\" height=\"867\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-30982\" class=\"wp-caption-text\">La Casa del Fascio e la caserma dei Carabinieri viste dal sagrato della Chiesa di S. Antonio. Al centro c&#8217;\u00e8 Viale Matteotti. Predappio \u00e8 pi\u00f9 <em>grossa<\/em> che grande: dove si vede finire il viale, l\u00ec finisce l&#8217;abitato. Fotografia di Jadel Andreetto. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Usciamo dall&#8217;abitato e puntiamo al cimitero, camminando sul ciglio della strada, prima tra due file di villette geometrili, e poi solo tra due file di alberi.<\/p>\n<p>Fuori dal paese, da quasi ogni punto si vede l\u00e0 in alto, sulle colline, il faro del duce, quello della Rocca delle Caminate. La Rocca era la residenza del duce. Da lass\u00f9, dominava la Valle del Rabbi. Il faro, visibile in un raggio di sessanta chilometri, veniva acceso le sere che c&#8217;era LVI, proprio a segnalare che c&#8217;era LVI. \u2013 Guarda, su alla Rocca c&#8217;\u00e8 LVI!<br \/>\nOra <a href=\"https:\/\/osservatoriopromemoria.org\/2017\/02\/22\/non-riaccendiamo-il-faro-del-duce\/\">vorrebbero riaccenderlo<\/a>. Forse per dire che LVI \u00e8 tornato? (Ammesso che se ne fosse mai andato.)<\/p>\n<p>Nella Rocca fece la sua prima riunione il governo della RSI. Poi vi furono imprigionati e torturati partigiani. Il pi\u00f9 noto \u00e8 <a href=\"https:\/\/osservatoriopromemoria.org\/2017\/02\/22\/la-storia-di-antonio-carini-detto-orsi\/\"><strong>Antonio Carini<\/strong><\/a>, reduce della guerra civile spagnola, membro del comando generale delle Brigate Garibaldi. Nella Rocca fu seviziato, sfigurato, legato a un&#8217;auto e strascicato per la strada, infine ucciso e gettato nel fiume Bidente.<\/p>\n<p>Qualche anno fa la Rocca \u00e8 stata ristrutturata, non senza polemiche, e adibita anche a \u00abeventi\u00bb <a href=\"http:\/\/www.forlitoday.it\/eventi\/rocca-delle-caminate-non-solo-storia-concerto-e-degustazioni-in-terrazza-1.html\">culturali e mangerecci<\/a>. Le celle dove avvenivano le torture, mi hanno detto, sono chiuse e non visitabili. Mal si concilierebbero con l&#8217;appetito?<br \/>\nPi\u00f9 tardi andremo lass\u00f9, se non altro per rendere omaggio a Carini, ma troveremo il cancello chiuso.<\/p>\n<div id=\"attachment_30983\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_7347.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30983\" class=\"wp-image-30983\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_7347.jpg\" alt=\"Il faro del duce sovrasta Predappio\" width=\"650\" height=\"593\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-30983\" class=\"wp-caption-text\">Lass\u00f9, il faro. Accendetelo, LVI \u00e8 tornato! Fotografia di Jadel Andreetto. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Nel frattempo, siamo arrivati al cimitero. Scendiamo nella cripta dei Mussolini, dove riposano, in bare esposte, il duce e la sua famiglia.<br \/>\nAll&#8217;ingresso c&#8217;\u00e8 una stampa a colori dello stemma falangista spagnolo, ma \u00e8 &#8220;scalettata&#8221;, sgranata. Devono avere ingrandito un jpg a 72 dpi trovato con Google Immagini.<\/p>\n<p>Constatiamo che un libro delle visite \u2013 a occhio un centinaio di pagine \u2013 si riempie in pochi giorni: questo \u00e8 del 31 agosto, venti giorni fa, ed \u00e8 gi\u00e0 pieno per tre quarti, pur in assenza di particolari ricorrenze.<br \/>\nPieno, s\u00ec, di commenti tutti uguali, seriali, due o tre clich\u00e9s ripetuti all&#8217;infinito: \u00abPresente!\u00bb, \u00abDuce ci manchi\u00bb, \u00abEja eja alal\u00e0\u00bb&#8230; I fascisti hanno poca fantasia. Io scrivo: \u00abOnore a <a href=\"https:\/\/youtu.be\/CNVSBqwPMgA\"><strong>Walter Audisio<\/strong><\/a>\u00bb. Chiss\u00e0, magari lo crederanno un camerata&#8230;<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;ora di pranzo, il resto del cimitero \u00e8 deserto, ma qui continua ad arrivare gente. Un viavai lento e languido, da tarda estate, ma senza pause: coppie attempate, un panzone pelato, una signora minuta dall&#8217;aria sperduta e l&#8217;accento americano. \u2013 \u00c8 qui la tomba di M<em>oo<\/em>sol<em>ee<\/em>n<em>ee<\/em>?<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultima saletta prima di uscire dalla cripta, ci sono gli &#8220;ex voto&#8221;, targhette affisse da partitini, gruppi e conventicole neofasciste, con tentativi di grafica solenne e un cattivo gusto abissale, proprio quei dettagli fuori posto, quelle cadute di stile che secondo Jesi rovinano tutto e impediscono al fascismo italiano di diventare una compiuta\u00a0<i>religio mortis<\/i>. Il fascismo non sa se essere popolare o aristocratico, e allora cerca di essere tutt&#8217;e due, ma l&#8217;elemento popolare \u2013 pi\u00f9 precisamente, piccolo-borghese \u2013 rende vano lo sforzo di evocare valori aristocratici.<\/p>\n<p>Quel che da lontano avevo intuito e analizzato col raziocinio, ora lo sento nello stomaco. Questa\u00a0comunit\u00e0 convive da trent&#8217;anni con un commercio mefitico, negozi come\u00a0<i>Ferlandia\u00a0<\/i>prosperano senza che nessuno lanci un mattone contro la vetrina. Mi viene in mente <a href=\"http:\/\/www.unacitta.it\/newsite\/articolo.asp?id=1286\">una frase della storica <strong>Anna Foa<\/strong><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPredappio ha gi\u00e0 avuto le sue <em>chances<\/em>, nel bene e nel male\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 come la Derry dei romanzi di <strong>Stephen King<\/strong>, ma arci-italiana, con il duce nella parte del clown.<\/p>\n<p>Bennywise.<\/p>\n<p>In fondo, sempre di pagliacci e fogne\u00a0<em>fabula narratur<\/em>.<\/p>\n<p>Solo\u00a0<i>fuori<\/i>\u00a0dall&#8217;abitato sono visibili piccole resistenze, probabilmente non autoctone. Sul cartellone pubblicitario che promuove Villa Mussolini, al posto di \u00abMussolini\u00bb hanno scritto a bomboletta: \u00abMERDE\u00bb.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, percorriamo i pochi chilometri che separano\u00a0Predappio\u00a0da Villa Carpena\/Mussolini. Non entriamo, non vogliamo regalare venti euro al camerata Morosini (che \u00e8 anche proprietario de\u00a0<em>La Madonna del Fascio<\/em>), ma gi\u00e0 da fuori, guardando la facciata e il giardino, si vede la rozzezza dell&#8217;operazione. Anche qui, gli orpelli e la mancanza di gusto sabotano il tentativo di evocare valori &#8220;alti&#8221;.<br \/>\n\u2013 Guarda, \u2013 mi fa Jadel. \u2013 Ci sono i pavoni.<\/p>\n<p>Ecco, i pavoni sono la ciliegina.<\/p>\n<p>Tutt&#8217;intorno, desolazione rurale.<\/p>\n<div id=\"attachment_31015\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_7371.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31015\" class=\"wp-image-31015\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_7371.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-31015\" class=\"wp-caption-text\">Cripta Mussolini, saletta delle targhe e degli ex-voto, dettaglio. Fotografia di Jadel Andreetto. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p><a name=\"dal1957\"><\/a><\/p>\n<h4><b>2. Come si \u00e8 arrivati a <em>questo<\/em>?<\/b><\/h4>\n<p>Quella che oggi chiamiamo Predappio \u00e8 una citt\u00e0 di fondazione nata nel 1925 in localit\u00e0 Dov\u00eca, nella valle del fiume Rabbi, col nome di Predappio Nuova.<\/p>\n<p>Fino a quel momento, Dov\u00eca era stata una semplice frazione del comune di Predappio.\u00a0Come dice il nome, era un semplice bivio con poche case. Il capoluogo, la Predappio vera e propria,\u00a0era un antico borgo collinare. Ma a Dov\u00eca era nato il duce, il che la rendeva una borgata fatidica, luogo da trasformare a fini di propaganda.<br \/>\nCogliendo al balzo la palla della \u00abmessa in sicurezza\u00bb dopo una frana, il regime annunci\u00f2 lo spostamento a valle di ci\u00f2 che era sempre stato a monte, e mise mano a carriole e cazzuole. Fu cos\u00ec che, dopo la rinascita come \u00abPredappio Nuova\u00bb, nel 1927 la frazione venne promossa a nuovo capoluogo, mentre il vecchio paese fu retrocesso a frazione e fu denominato \u00abPredappio Alta\u00bb.<br \/>\nNel frattempo, il comune di Predappio era stato allargato, a inglobare quello di Fiumana, in modo da confinare con Forl\u00ec.<\/p>\n<p>La nuova cittadina, con le sue architetture celebrative, divenne scenografia per i pellegrinaggi di balilla, avanguardisti e militi. Ad esempio, il 16 maggio 1937\u00a0<em>La Stampa<\/em>\u00a0titolava:<br \/>\n\u00abNell&#8217;annuale dell&#8217;Impero &#8211; L&#8217;omaggio di Torino fascista alle tombe dei genitori del Duce &#8211; La superba autocolonna partita ieri mattina da Piazza Vittorio sar\u00e0 oggi a Predappio\u00bb.<\/p>\n<p>Il duce fece anche trasformare la casa natale in una mostra permanente sulla sua infanzia e la sua famiglia. Furono ricreate le camere da letto dei genitori e dei figli, e al piano terra la fucina di babbo Alessandro, fabbro ferraio del paese.<\/p>\n<p>Le visite ufficiali del duce furono frequenti e, ovviamente, strombazzate. Come il 29 luglio 1937, quando inaugur\u00f2 la nuova Casa del Balilla. L&#8217;indomani\u00a0<i>La Stampa\u00a0<\/i>titolava:<br \/>\n\u00abL&#8217;incitatrice parola di Mussolini &#8211; a duemila allievi capi-centuria &#8211; La nuova Casa del Balilla inaugurata dal Capo e da donna Rachele &#8211; &#8220;Come l&#8217;impero fascista vi vuole&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 grandi fanfare l&#8217;8 giugno 1938, quando Benito incontr\u00f2 a Predappio\u00a0 re Vittorio Emanuele. Sempre <i>La Stampa<\/i>, titolo a otto colonne:<br \/>\n\u00abIn Romagna, ardente terra di Mussolini &#8211; Il Saluto del Duce al Sovrano &#8211; Nell&#8217;incontro a Predappio\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo la fine del nazifascismo e della guerra, il paese cadde nell&#8217;insignificanza.\u00a0Un limbo di dodici anni, finch\u00e9 la sua storia non incroci\u00f2 di nuovo quella del corpo del duce.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-31068 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/piazzaleLoreto.jpg\" alt=\"Piazzale Loreto\" width=\"650\" height=\"448\" \/><\/p>\n<p>La storia della salma di Mussolini negli anni dal 1945 al 1957 \u00e8 stata ricostruita dallo storico <strong>Sergio Luzzatto<\/strong> nel suo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/sergio-luzzatto\/il-corpo-del-duce\/978880620988\"><i>Il corpo del duce\u00a0<\/i>(Einaudi, 1998)<\/a>. Una sequela di tentennamenti, mezze decisioni ed errori marchiani da parte delle autorit\u00e0; una vicenda pruriginosa e grottesca che tenne a lungo l&#8217;attenzione puntata sul corpo\u00a0<i>latitante<\/i>, sulle \u00abspoglie insepolte e senza pace\u00bb del duce, creando un&#8217;atmosfera morbosa e rinfocolando le braci della sottocultura neofascista. Il proibito attrae, e il divieto di officiare i funerali di Mussolini fin\u00ec per gonfiare l&#8217;orchitico culto della morte che oggi vediamo a Predappio.<\/p>\n<p>Mezze decisioni, si diceva: il corpo non fu sepolto dopo normali esequie, ma non fu nemmeno eliminato \u2013 magari bruciato e le ceneri disperse in mare, come anni dopo si fece con Eichmann. Fu invece nascosto, e per giunta male, come per un <em>lapsus d&#8217;azione<\/em>, sintomatico della cattiva coscienza dell&#8217;apparato statale e di una parte di societ\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;esposizione in Piazzale Loreto e l&#8217;autopsia, il cadavere di Mussolini fu sepolto in una tomba anonima nel campo 16 del cimitero di Musocco, a Milano. L&#8217;ubicazione della tomba era un segreto pubblico: che\u00a0<i>el crap\u00f9n\u00a0<\/i>fosse l\u00ec lo sapeva un bel po&#8217; di gente, tanto che qualcuno vi si recava per pregare, e qualcun altro \u2013 raccontavano voci scandalizzate \u2013 per ballare sulla tomba o addirittura pisciarci sopra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-31087\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/leccisi.jpg\" alt=\"Leccisi\" width=\"200\" height=\"283\" \/>Nella notte tra il 22 e il 23 aprile 1946, un&#8217;organizzazione neofascista clandestina \u2013 il \u00abPartito Fascista Democratico\u00bb \u2013 trafug\u00f2 il corpo e lo nascose in un casolare in Valtellina. Il manipolo era guidato dal futuro deputato del MSI <strong>Domenico Leccisi<\/strong>.<br \/>\nPer la sua valenza simbolica, si pu\u00f2 definire quel blitz uno degli atti costitutivi del neofascismo italiano. Se non il pi\u00f9 importante, di certo il pi\u00f9 eclatante. L&#8217;impressione fu enorme.<\/p>\n<p>Dopo varie peripezie e una sfrenata circolazione di leggende metropolitane, lo Stato rientr\u00f2 in possesso della salma (popolarmente detta \u00abil Salmone\u00bb), in avanzatissimo stato di decomposizione. Recidivo, torn\u00f2 a nasconderla in una localit\u00e0 segreta: un convento di frati cappuccini a Cerro Maggiore, a nord di Milano. La vedova di Mussolini, Rachele, ne chiese invano la restituzione. Continu\u00f2 a chiederla per anni.<\/p>\n<p>Solamente ai primi di giugno del 1957 la salma fu resa alla famiglia, su decisione del neopresidente del consiglio democristiano <strong>Adone Zoli<\/strong>, cesenate la cui famiglia era originaria di Predappio. Il MSI pretese il Salmone in cambio del voto di fiducia al governo Zoli, un monocolore DC. Proprio quello del riesumatore Leccisi, all&#8217;epoca in dissidio col partito e &#8220;parcheggiato&#8221; nel gruppo misto, fu il voto decisivo.<\/p>\n<p>Il 31 agosto 1957 la salma di Mussolini fu tumulata a Predappio, nel cimitero di San Cassiano. Una curiosit\u00e0: la tomba della famiglia Zoli distava solo pochi metri da quella dei Mussolini. Le due famiglie, del resto, si conoscevano bene. Addirittura, nella tenuta agricola degli Zoli era nata nel 1890 Rachele Guidi, futura sposa di Benito.<\/p>\n<p>Nel 1957 era sindaco il comunista\u00a0<strong>Egidio Proli<\/strong>, che diede il beneplacito e si racconta abbia detto: \u00abNon ci ha fatto paura da vivo, non ci far\u00e0 paura da morto.\u00bb<br \/>\nDecenni dopo, un altro sindaco, Frassineti, avrebbe ripetuto quella frase innumerevoli volte.<\/p>\n<p>E invece, come aveva condizionato la vita del paesello da vivo, cos\u00ec il duce l&#8217;avrebbe fatto da morto. Anzi, di pi\u00f9. E non attese nemmeno un giorno. Gi\u00e0 durante le esequie part\u00ec una \u00abgazzarra\u00bb, come la definiva l&#8217;indomani il quotidiano\u00a0<i>Stampa Sera.<\/i><\/p>\n<div id=\"attachment_29934\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-29934\" class=\"wp-image-29934 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1settembre1957.png\" alt=\"Stampa Sera, 1 settembre 1957. Una cerimonia sconcertante nel cimitero di San Cassiano - Gazzarra di gruppi neofascisti durante le esequie di Mussolini - In maglione da 'ardito' e gagliardetto, 'giurano' in ginocchio e tentano di gettar fuori dalla cappella i giornalisti - La vedova interviene: 'Portate un po' di rispetto al morto!' - Terminata la funzione, i 'fedelissimi' assaltano i fotografi e rompono alcune macchine - L'arrivo di Edda Ciano e la visita alla salma - Piccolo contrasto per l'inumazione tra Rachele e le autorit\u00e0: la cerimonia stasera al tramonto\" width=\"650\" height=\"654\" \/><p id=\"caption-attachment-29934\" class=\"wp-caption-text\">Stampa Sera, 1 settembre 1957.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">E fu baraonda ogni domenica a seguire. L&#8217;8 settembre, per i fascisti anniversario della \u00abmorte della Patria\u00bb, giunsero a Predappio in pi\u00f9 di tremila, e gli abitanti si ritrovarono affissi sui muri manifesti inneggianti a una rinascita del fascismo. Il 22 settembre giunsero addirittura in settemila, molti in camicia nera. La polizia, su disposizione del Viminale, li obblig\u00f2 a togliersela, i fascisti sghignazzarono e trasformarono anche quella in una goliardata di massa.<\/p>\n<p>PCI e PSI chiamarono a contromobilitazioni: domenica 29 settembre vi fu un presidio antifascista al cimitero. Lungo la strada che portava a San Cassiano, ex-partigiani accolsero con lanci di sassi i torpedoni dei pellegrini. Tradizione oggi, purtroppo, caduta in disuso.<\/p>\n<p>A Predappio l&#8217;amministrazione comunale \u00e8 stata a lungo \u00abrossa\u00bb (PCI-PSI), poi \u00abdi centrosinistra\u00bb, e oggi \u00e8 nominalmente \u00abcivica\u00bb, ma in realt\u00e0 a guida PD. Il pellegrinaggio nero ha avuto un andamento discontinuo, con forti tensioni \u2013 in particolare negli anni Settanta \u2013 seguite da periodi di bonaccia. Per qualche tempo il flusso si \u00e8 stabilizzato o addirittura inaridito, ma nel 1983 ha ripreso a ingrossarsi, aumentando a dismisura negli ultimi vent&#8217;anni, col venir meno di molti segmenti di &#8220;argine&#8221; antifascista.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il 1983?<br \/>\nPerch\u00e9 fu un anno-chiave: centenario della nascita del duce (29 luglio), ma anche quarantennale delle fondazioni del Partito Fascista Repubblicano e della Repubblica Sociale Italiana. Quell&#8217;anno, inoltre, il MSI ebbe un grande successo alle elezioni politiche, toccando il 6,81% a livello nazionale e il 10,33% a Predappio, quarto migliore risultato in Emilia-Romagna. Infine, sempre quell&#8217;anno la Prefettura di Forl\u00ec revoc\u00f2 un&#8217;ordinanza che vietava la vendita di gadget fascisti.<\/p>\n<p>Dopo alcuni anni di \u00abnomadismo\u00bb (cos\u00ec lo definisce l&#8217;ex-sindaco <strong>Ivo Marcelli<\/strong> nel documentario francese\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lemonde.fr\/laducevita\/\"><em>La duce vita<\/em><\/a>), ovvero di bancarelle davanti al cimitero o in altri punti della citt\u00e0, nel\u00a01997\u00a0un&#8217;ordinanza del Comune permise l&#8217;apertura di negozi, con lo scopo dichiarato di circoscrivere il fenomeno.<\/p>\n<p>Fenomeno che, al contrario, si \u00e8 esteso a dismisura: negli introiti, nell&#8217;immaginario, nella rete. A Predappio si \u00e8 sviluppata un&#8217;industria via via pi\u00f9 florida. Florida in paese, negli inquietanti negozi\u00a0che sono anche avviatissimi siti di e-commerce fascista, ma viva anche nel resto d&#8217;Italia, in spazi fisici e sul web, e di cui si parla in mezzo mondo. Manganelli, gagliardetti, bandiere, calendari, elmetti, fez, fiaschi di vino, accendini, spillette, camicie nere, repliche di divise della Milizia, cd, dvd, addirittura bottiglie di olio di ricino. Un&#8217;industria che ha reso il pellegrinaggio nel borgo nat\u00eco del duce ancora pi\u00f9 kitsch e nauseabondo.<br \/>\nPer qualche tempo una gelateria del paese ha proposto anche il <a href=\"http:\/\/www.forlitoday.it\/cronaca\/predappio-lancia-il-nuovo-gelato-al-gusto-del-duce.html\">\u00abgelato del duce\u00bb<\/a>, ovviamente nero. Io e Jadel lo abbiamo cercato invano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-31097 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/duxbusters.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"218\" \/>Negli anni Novanta il Comune fece ristrutturare la casa natale del duce, e la riapr\u00ec al pubblico nel 1999.<br \/>\nL&#8217;anno dopo un&#8217;altra residenza del duce, quella a San Martino in Strada \u2013 nota come \u00abVilla Carpena\u00bb o \u00abVilla Mussolini\u00bb \u2013 dove Rachele era tornata a vivere nel 1957, fu acquistata da tale <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20170801073640\/http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/stato-mi-perseguita-lacquisto-villa-duce-1426372.html\"><strong>Domenico Morosini<\/strong><\/a> e divenne un mausoleo neofascista. Nominalmente \u00e8 un \u00abcentro studi\u00bb, ma tra quelle mura non sembra venga studiato granch\u00e9.<\/p>\n<p>In compenso, sostiene Morosini, vi si aggira <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20161223034425\/http:\/\/www.secoloditalia.it:80\/2014\/03\/lui-e-qui-il-fantasma-di-mussolini-spunta-a-villa-carpena-fantasie-si-pero-ce-un-video\/\">il fantasma di Benito<\/a>. Sul serio. Ogni tanto lo si vede anche passare nello specchio. Sono arrivati dei <em>ghostbusters<\/em> da Padova, hanno fatto misurazioni ad hoc e hanno confermato: proprio cos\u00ec, la casa \u00e8 infestata dal duce. Come tutto il paese, del resto. E il Paese.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 molto di ridicolo in questa storia, ma ridicolo non vuol dire innocuo. Il fascismo \u00e8 sempre stato\u00a0<i>anche\u00a0<\/i>ridicolo. Il fascismo italiano non \u00e8 mai arrivato a una compiuta mistica della morte. Per quanto si sforzasse, non \u00e8 mai riuscito a sembrare &#8220;serio&#8221; \u2013 tragico s\u00ec, ma mai serio \u2013 come il cugino tedesco. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto, per dirla con <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/01\/il-piu-odiato-dai-fascisti-conversazione-su-furio-jesi\/\">il Furio Jesi\u00a0di\u00a0<i>Cultura di destra<\/i><\/a>, a \u00abuna carenza di stile e, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, di temperatura mitologica\u00bb. Mentre quella del fascismo tedesco \u00e8 una \u00abvera e propria mistica della morte\u00bb, \u00abuna mitologia funeraria egemonica, totalizzante, posta come unico punto di riferimento vero delle norme che obbligano ad agire o a non agire, delle modalit\u00e0 di approccio a se stessi, agli altri uomini, al mondo\u00bb, il fascismo italiano al massimo mette insieme \u00abun armamentario simbolico tale da mettere in circolazione o da formalizzare valori che, per dimostrare di possedere il desiderato peso specifico, devono anche gettare ombre cimiteriali\u00bb.<\/p>\n<p>In parole povere, nel fascismo italiano il culto della morte \u00e8 sempre attenuato, annacquato, involgarito dall&#8217;intrufolarsi di altri elementi, di apparenti &#8220;stonature&#8221;. Sovente si tratta di note goliardiche, di un umorismo crasso che nel nazismo \u00e8 assente. Si veda, proprio nella cornice cimiteriale di Predappio, questa scena di benedizione officiata da don Giulio Tam, descritta in <a href=\"https:\/\/www.newstatesman.com\/culture\/observations\/2017\/09\/mussolini-fans-selling-flip-flops-slogan-death-traitors\">un recente articolo del\u00a0<i>New Statesman<\/i><\/a> (traduzione mia):<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPadre Giulio Tam appoggia una mano sul ventre gravido di Fiamma, chiude gli occhi e si prepara alla benedizione. &#8220;Signore, rendi forte questo bambino, cos\u00ec potr\u00e0 cacciare dal nostro Paese, a calci nel culo, quei maledetti immigrati&#8221;. Poi d\u00e0 un&#8217;occhiata alla folla intorno e aggiunge: &#8220;E, per favore, non farlo nascere culattone!&#8221;.<br \/>\nArrivano sghignazzi dal mare di teste rasate. Il sacerdote, figura ben nota negli ambienti di destra, alza un bicchere di vino e grida: &#8220;A noi!&#8221;. Le braccia si alzano nel saluto romano. Persino i bambini smettono di giocare intorno alla statua a grandezza naturale di Benito Mussolini e ripetono il motto fascista. &#8220;A noi!&#8221;\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Le battute xenofobe e omofobe del prete sono banali, potremmo sentirle in qualunque bar sport. Se proferite con quel tono durante un cerimoniale nazista, rovinerebbero la cornice mistica e &#8220;sacra&#8221;. Qui invece non sono fuori posto, perch\u00e9 il fascismo \u00e8 anche questo, il continuo oscillare tra l&#8217;aspirazione a un \u00ablusso spirituale\u00bb \u2013 sempre per dirla con Jesi \u2013 e un ostentato adeguarsi al parlare \u00abschietto\u00bb del \u00abpopolo\u00bb.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, quella che il fascismo spaccia per \u00abpiglio popolano\u00bb e approccio \u00absenza peli sulla lingua\u00bb non \u00e8 altro che la grettezza della piccola borghesia pi\u00f9 retriva. Nel suo classico\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788842057543\"><em>L&#8217;uomo e le masse nelle ideologie nazionaliste<\/em><\/a>, lo storico tedesco-americano <strong>George L. Mosse<\/strong> scrisse:<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-31070\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Mosse.png\" alt=\"George L. Mosse\" width=\"120\" height=\"104\" \/>\u00abLa cultura fascista [&#8230;] assorb\u00ec gran parte di ci\u00f2 che nel passato aveva esercitato (o mostrato di esercitare) il pi\u00f9 grande richiamo di massa. [Mentre il socialismo] cercava di educare e di affinare i gusti dei lavoratori, il fascismo non fece alcun tentativo del genere: esso accett\u00f2 le preferenze dell&#8217;uomo comune e cerc\u00f2 di dirigerle in vista dei propri fini.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>E viceversa. L&#8217;\u00abuomo comune\u00bb, l&#8217;\u00abitaliano medio\u00bb, il piccolo-borghese accetta volentieri le sintesi che gli fornisce il fascismo (o il neofascismo, nel caso in esame) e le utilizza ai propri fini. Quali?<\/p>\n<p><i>Follow the money<\/i>. A Predappio il neofascismo ha procurato un grande &#8220;indotto&#8221;. Di quei pellegrinaggi e commerci la comunit\u00e0 campa, anche se molti predappiesi faticano \u2013 sempre meno \u2013 ad ammetterlo, e allora ridimensionano, dicono che \u00abci campano solo tre negozianti\u00bb. Certi si dicono infastiditi o indignati, e magari lo sono davvero, ma il turismo nero\u00a0<i>rende<\/i>, \u00e8 ormai innervato all&#8217;economia del paese e dei vicini dintorni, e sempre pi\u00f9 gente lo ammette: nel settembre 2016 la trasmissione televisiva<em> Tagad\u00e0<\/em> <a href=\"http:\/\/www.la7.it\/tagada\/video\/souvenir-da-predappio-se-il-duce-produce-ricchezza-21-09-2016-193626\">ha raccolto dichiarazioni come<\/a>: \u00abA Predappio abbiamo due cose: Mussolini e il sangiovese\u00bb e \u00abSe chiudono i negozi, ne soffrono i ristoratori\u00bb.<\/p>\n<p>Se nei paraggi prospera il grande \u00ab<em>wine resort<\/em>\u00bb\u00a0<a href=\"http:\/\/www.borgoconde.it\/it\/index.html\">Borgo Cond\u00e8<\/a>, e se solo con la sosta a pagamento dei pullman il Comune incamera qualche decina di migliaia di euro all&#8217;anno (<a href=\"http:\/\/www.forli24ore.it\/news\/forli\/0032359-predappio-tassa-autobus-troppo-cara-si-pranza-cesena\">infatti non sono mancate lamentele<\/a>), \u00e8 grazie alla\u00a0 reputazione di \u00abculla e tomba del duce\u00bb della cittadina. Non \u00e8 solo questione di \u00abuna tomba in un cimitero\u00bb: l&#8217;<i>intero paese\u00a0<\/i>\u00e8 una proiezione del corpo del duce, \u00e8 visto come il suo sepolcro esteso, il luogo di venerazione delle sue spoglie. In tutta Italia, \u00abPredappio\u00bb significa quello. Da soli, il sangiovese, le piadine e la (relativa) vicinanza alla Riviera non potrebbero attirare folle da Catanzaro, Sassari, Siracusa, Gorizia, Chieti, Atene, Valladolid&#8230; E forse non saranno tutti neofascisti, ma di certo son tutti <i>fascio-curiosi<\/i>. Esistono appositi pacchetti turistici a tema e buoni-sconto, e i camerati hanno a disposizione una lista dei ristoranti, bar e negozi pi\u00f9 &#8220;fascio-friendly&#8221;. Uno dev&#8217;essere quello di Predappio Alta consigliatoci dalla tipa di <em>Ferlandia<\/em>.<\/p>\n<p>Eppure il sindaco Frassineti, nelle interviste, <a href=\"http:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2015\/08\/22\/news\/vini_resort_e_mussolini_boom_di_turisti_a_predappio_-121414624\/\">descrive un andamento esattamente opposto<\/a>, invero poco credibile (corsivo mio): \u00abGli stranieri sono attratti principalmente dalla cittadella del vino e dal nuovissimo resort immerso nelle vigne, aperto da neanche un anno dall\u2019azienda Cond\u00e8, poi <i>una volta qui<\/i> scoprono la storia della citt\u00e0 e di\u00a0Mussolini.\u00bb<a name=\"Fiano\"><\/a><\/p>\n<h4><b>3. La Legge Fiano a Predappio, ovvero: l&#8217;\u00abacqua passata\u00bb e lo <em>stupor<\/em><\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_31136\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31136\" class=\"size-full wp-image-31136\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Fiano.jpeg\" alt=\"Emanuele Fiano\" width=\"200\" height=\"201\" \/><p id=\"caption-attachment-31136\" class=\"wp-caption-text\">Emanuele Fiano<\/p><\/div>\n<p>\u2013 Per\u00f2 quando la legge Fiano passer\u00e0 anche al Senato, quei negozi, quei pellegrinaggi saranno fuorilegge. Li faranno chiudere, finalmente!<\/p>\n<p>Erano\u00a0<i>gi\u00e0\u00a0<\/i>fuorilegge. Tutto quel che avviene a Predappio e ho descritto sopra era gi\u00e0 fuorilegge. L&#8217;apologia di fascismo divenne reato ancor prima che il corpo del duce fosse tumulato nella sua cripta. La legge n. 645 del 20\/06\/1952 (\u00abLegge Scelba\u00bb) prevede pene dai 18 mesi ai 4 anni non solo per chi in senso stretto riorganizza il disciolto partito fascista, ma anche per chi<\/p>\n<blockquote><p>\u00abin numero di persone non inferiore a cinque [&#8230;] rivolge la sua attivit\u00e0 alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del [partito fascista] o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 vero che nel 1958 la Corte Costituzionale ne restrinse l&#8217;applicabilit\u00e0 ai comportamenti e fatti concreti \u00abidonei alla riorganizzazione del partito fascista\u00bb, ma su questo vanno fatte alcune precisazioni.<\/p>\n<p>Quando si usa l&#8217;espressione \u00abriorganizzazione del partito fascista\u00bb, lo si fa presentando l&#8217;ipotesi come lontana e poco plausibile. E invece, dal Dopoguerra a oggi partiti e partitini neofascisti sono stati organizzati e riorganizzati. Nel 1958, gi\u00e0 da tempo ne esisteva uno, per giunta rappresentato in parlamento.<\/p>\n<p>Detto ci\u00f2, quel che accade a Predappio \u00e8\u00a0<i>concreto. \u00c8\u00a0<\/i><i>sempre stato\u00a0<\/i>concreto, e oggi lo \u00e8 pi\u00f9 che in passato. A impedire di rendersene conto \u00e8 l&#8217;uso di <em>frame<\/em> concettuali sbagliati e termini fuorvianti. Uno su tutti: \u00abnostalgici\u00bb. A usare questa parola non sono solo i media mainstream, ma anche \u2013 ed \u00e8 grave \u2013 alcuni accademici. Ad esempio, lo storico <strong>Marcello Flores<\/strong> ha parlato, riguardo a Predappio, di <a href=\"http:\/\/www.unacitta.it\/newsite\/articolo.asp?id=982\">\u00abflussi pi\u00f9 deleteri della nostalgia\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p>Per poter definire \u00abnostalgici\u00bb i fascisti che vanno a Predappio, servono due precondizioni, o meglio, preconcetti.<\/p>\n<p>Il primo consiste nel pensare fascismo e fascisti come appartenenti al passato: \u2013 \u00c8 roba vecchia, perd\u00eco, siamo nel 2017!<\/p>\n<p>L&#8217;alt-right statunitense satireggia quest&#8217;atteggiamento con la battuta: <a href=\"http:\/\/knowyourmeme.com\/memes\/come-on-its-2015-current-year\">\u00ab<em>It&#8217;s the current year!<\/em>\u00bb<\/a>. Negli USA, infatti, a dire: \u00abFascismo? Ma siamo nel 2017!\u00bb sono gli\u00a0<em>avversari<\/em> del fascismo. Gi\u00e0 <strong>Walter Benjamin<\/strong> nelle sue\u00a0<i>Tesi di filosofia della storia\u00a0<\/i>aveva individuato la buona sorte del fascismo nel fatto che<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-31041\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Benjamin.png\" alt=\"Walter Benjamin\" width=\"120\" height=\"125\" \/>\u00abi suoi avversari lo combattono in nome del progresso come di una legge storica. Lo stupore perch\u00e9 le cose che viviamo sono &#8220;ancora&#8221; possibili nel ventesimo secolo \u00e8 tutt&#8217;altro che filosofico. Non \u00e8 all&#8217;inizio di nessuna conoscenza, se non di quella che l&#8217;idea di storia da cui proviene non sta pi\u00f9 in piedi.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>In Italia, invece, frasi come \u00ab\u00c8 il 2017!\u00bb vengono dette in polemica non coi fascisti, ma\u00a0con\u00a0gli<i> anti<\/i>fascisti: \u2013 Ancora di queste cose vi occupate? Il fascismo \u00e8 acqua passata, siamo nel [<em>inserire l&#8217;anno corrente<\/em>]!<br \/>\n\u00abCome faccio a essere fascista se sono nato nel 1978?\u00bb, ha dichiarato pi\u00f9 volte <strong>Alessandro Di Battista<\/strong> del M5S, dando voce a un diffuso clich\u00e9.<br \/>\nGli si potrebbe rispondere con le parole di Sergio Luzzatto, dal suo pamphlet <i>La crisi dell&#8217;antifascismo<\/i> (Einaudi, 2004):<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPurtroppo, o per fortuna, la &#8220;grazia della nascita tardiva&#8221; [&#8230;] non esclude un&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 rispetto al passato oltrech\u00e9 rispetto al futuro [&#8230;] Certo, n\u00e9 i parenti n\u00e9 gli antenati si scelgono: la storia ce li assegna irrevocabilmente. In compenso, ci \u00e8 dato di scegliere quali antenati onorare e quali ricusare\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Sacrosanto, per\u00f2 non si tratta solo di antenati, non \u00e8 soltanto questo. \u00c8 proprio che ci sono fascisti <em>adesso<\/em>, e nemmeno pochi.<br \/>\nIn un recente intervento <a href=\"https:\/\/www.politika.io\/fr\/notice\/a-permanent-exhibition-on-fascism-at-predappio-a-strange-discussion-among-historians\">apparso in inglese<\/a> sulla rivista on line <em>Politika<\/em>, Flores ha scritto (traduzione mia):<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-31038\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/flores2.jpg\" alt=\"Marcello Flores\" width=\"120\" height=\"120\" \/>\u00abPensare che, pi\u00f9 di settant&#8217;anni dopo la caduta del fascismo, il suo revival \u2013 anche soltanto culturale o storiografico \u2013 sia ancora una minaccia, equivale a ignorare i cambiamenti avvenuti nel modo in cui parliamo del passato \u2013\u00a0non solo nella societ\u00e0 italiana, ma in tutta Europa e nel mondo.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Forse \u00e8 proprio Flores a non essersi accorto dei cambiamenti avvenuti in Europa e nel mondo.<br \/>\nIn Europa e nell&#8217;Occidente tutto, dagli USA di Trump all&#8217;Ungheria di Orban, dall&#8217;Austria di Kurtz alla Polonia di Kaczynski, dai rigurgiti neofranchisti in Spagna alla xenofobia dilagante in Italia, l&#8217;estrema destra prende piede, va al governo o influenza le politiche dei governi, facendo l&#8217;ago della bussola, imponendo parole d&#8217;ordine e nemici pubblici, rendendo pi\u00f9 agevoli riscritture della storia che, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/10\/barcellona-minniti\/\">anche nel mainstream<\/a>, stanno via via riabilitando i fascismi.<br \/>\nIn Italia lo stato dell&#8217;arte nel \u00abmodo in cui parliamo del passato\u00bb ce lo offrono ogni giorno <a href=\"https:\/\/www.vice.com\/it\/article\/d3894m\/bufale-storiche-sul-fascismo-mussolini-pensioni-tredicesima-terremoto\">i social network<\/a>, la tv, i giornali e la liturgia politica anche della presunta &#8220;sinistra&#8221; (si veda il capitolo 2 di <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/06\/casapound-rapporti-con-lestrema-destra-nel-ventre-del-partito-renziano\/\">questa rassegna<\/a>).<\/p>\n<p>Il tutto condito da violenze assortite, che forse Flores e altri accademici non vedono, perch\u00e9 i media mainstream <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/04\/omicidio-di-alatri-e-parola-con-la-f\/\">tendono a &#8220;deidologizzarle&#8221;<\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_31059\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31059\" class=\"wp-image-31059 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/8settembre.jpg\" alt=\"Morte della patria\" width=\"650\" height=\"1054\" \/><p id=\"caption-attachment-31059\" class=\"wp-caption-text\">\u00abIl modo in cui parliamo del passato\u00bb. Nei giorni in cui termino di scrivere questa prima puntata, i quotidiani del gruppo Monrif (Il Resto del Carlino, la Nazione e il Giorno) discutono amabilmente dell&#8217;8 settembre come \u00abmorte della patria\u00bb. Il dibattito \u00e8 un omaggio filiale a <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20171017160152\/http:\/\/www.secoloditalia.it\/2017\/10\/laddio-a-franco-cangini-il-suo-ultimo-viaggio-e-in-camicia-nera\/\">un tale<\/a> che ha voluto farsi seppellire in camicia nera. Che cos&#8217;\u00e8 \u00abl&#8217;armistizio come morte della patria\u00bb se non un giro di parole per dire che era giusto stare con Hitler? \u00c8 quello, non un altro, \u00abl&#8217;ideale sconfitto\u00bb con cui si sarebbe dovuti restare \u00abcoerenti\u00bb, rimanendo nell&#8217;Asse. La \u00abnazione\u00bb che l&#8217;8 settembre 1943 and\u00f2 \u00abin frantumi\u00bb era in combutta con la Germania hitleriana, aveva attaccato e invaso diversi paesi europei (e africani) ed era complice delle stragi naziste, delle deportazioni nei lager, della Shoah. Anche quando si celebrano i \u00abnostri eroi di El Alamein\u00bb dicendo che \u00abmanc\u00f2 la fortuna, non il valore\u00bb, di quale <em>sfortuna<\/em> ci si sta lamentando, se non del fatto\u00a0che l&#8217;Italia fascista abbia perso la guerra, cio\u00e8 che l&#8217;abbia persa Hitler? Ci indigniamo per quel che succede nella\u00a0curva della Lazio, ma quella curva \u00e8 solo uno dei luoghi dove certe cose vengono dette in modo pi\u00f9 esplicito.<\/p><\/div>\n<p>E qui arriviamo al secondo preconcetto, che deriva dal <em>non avere il culo in strada<\/em>.<\/p>\n<p>Quanti commentatori, quanti storici che disquisiscono su Predappio hanno mai incrociato dal vivo un neofascista?<br \/>\nQuanti hanno non dico sub\u00ecto direttamente un&#8217;aggressione, ma conosciuto qualcuno che l&#8217;ha subita?<br \/>\nQuanti sanno che ogni anno in Italia avvengono decine di aggressioni fasciste?\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ecn.org\/antifa\/article\/357\/AZIONI%20FASCISTE\">Qui l&#8217;elenco continuamente aggiornato.<\/a><\/p>\n<p>I fascisti in visita a\u00a0Predappio\u00a0 non sono fascisti solo il giorno in cui si mettono in ghingheri: lo sono tutti i giorni. E se non tutti quelli che vanno a Predappio sono neofascisti attivi, tutti i neofascisti attivi prima o poi vanno a Predappio. Costoro sono gli stessi che nelle citt\u00e0 fanno propaganda xenofoba, fanno i presid\u00ee anti-migranti e le ronde razziste nei quartieri, e sovente sono coinvolti in attivit\u00e0 criminali, aggrediscono, picchiano, accoltellano, sparano, a volte uccidono.<\/p>\n<p>Milano, 16 marzo 2003. Neofascisti uccidono a coltellate <strong>Davide Cesare<\/strong>, 27 anni, attivista del centro sociale O.R.So.<\/p>\n<p>Bolzano, 30 novembre 2003. Neofascisti uccidono a pugni e calci <strong>Fabio Tomaselli<\/strong>, 26 anni, dopo un banale alterco in un pub.<\/p>\n<p>Focene (Roma), 27 agosto 2006. Neofascisti aggrediscono dopo una festa in spiaggia e uccidono a coltellate <strong>Renato Biagetti<\/strong>, 26 anni, attivista del centro sociale Acrobax.<\/p>\n<p>Verona, 30 aprile 2008. In una piazza del centro, neofascisti uccidono a pugni <strong>Nicola Tommasoli<\/strong>, 29 anni, &#8220;colpevole&#8221; di avere capelli lunghi e un aspetto &#8220;di sinistra&#8221;. Uno degli assassini si era candidato con Forza Nuova alle amministrative del 2007.<\/p>\n<p>Roma, 26 giugno 2011. Quattro persone aggrediscono a pugni e calci <strong>Alberto Bonanni<\/strong>, 29 anni, musicista, dopo un banale alterco in una via del rione Monti. Nei loro profili FB, alcuni aggressori <a href=\"http:\/\/roma.repubblica.it\/cronaca\/2011\/07\/01\/news\/brigate_monti_e_saluto_romano_la_firma_del_pestaggio_al_musicista-18481407\/\">ostentano saluti romani<\/a> e altri simboli del noto repertorio. Pur di non chiamarli neofascisti, i giornali usano perifrasi: \u00abteppisti con simpatie per l&#8217;ultradestra\u00bb.\u00a0Alberto, entrato in coma, morir\u00e0 dopo tre anni senza aver mai ripreso conoscenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_31099\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31099\" class=\"size-full wp-image-31099\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/184002751-38c67280-7bee-4868-9551-f5d69f60f7b9-2.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" \/><p id=\"caption-attachment-31099\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;assassino razzista Gianluca Casseri \u2013 ultimo a destra, nel cerchio rosso\u00a0\u2013 con altri militanti davanti alla sede di Casapound Pistoia.<\/p><\/div>\n<p>Firenze, 13 dicembre 2011. In piazza Dalmazia, il neofascista Gianluca Casseri, attivista di Casapound, uccide a colpi d&#8217;arma da fuoco <strong>Samb Modou<\/strong>, 40 anni, e <strong>Diop Mor<\/strong>, 54 anni, venditori ambulanti senegalesi. Un terzo colpito, <strong>Moustapha Deng<\/strong>, 33 anni, non muore ma riporta danni gravissimi al midollo spinale e <a href=\"http:\/\/firenze.repubblica.it\/cronaca\/2012\/04\/09\/news\/l_inferno_di_moustapha_riparte_ogni_mattina-33021671\/\">non potr\u00e0 pi\u00f9 camminare<\/a>. Il movente \u00e8 l&#8217;odio razziale.<\/p>\n<p>Roma, 3 maggio 2014. Nei pressi dello Stadio Olimpico, <a href=\"http:\/\/roma.repubblica.it\/cronaca\/2014\/05\/08\/news\/nel_bunker_di_gastone_tra_le_baracche_di_tor_di_quinto_l_ossessione_per_la_curva_sud_svastiche_e_slogan_anti-cops-85540282\/\">il neofascista Daniele De Santis detto \u00abGastone\u00bb<\/a> \u2013 ex membro del Movimento Politico Occidentale e del Movimento Sociale Europeo \u2013 uccide a colpi d&#8217;arma da fuoco <strong>Ciro Esposito<\/strong>, 31 anni, tifoso del Napoli.<\/p>\n<p>Roma, 3 luglio 2014. Il neofascista Giovanni Battista Ceniti, <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/07\/17\/omicidio-fanella-la-rete-nera-di-ceniti-dal-trentino-al-kosovo\/1060862\/\">gi\u00e0 dirigente di Casapound a Verbania<\/a>, uccide a colpi d&#8217;arma da fuoco <strong>Silvio Fanella<\/strong>, 41 anni, mediatore finanziario, durante un tentativo di sequestro.<\/p>\n<p>Fermo, 5 luglio 2016. Il neofascista Amedeo Mancini, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/04\/omicidio-di-alatri-e-parola-con-la-f\/\">molto vicino a Casapound<\/a>, uccide a pugni <strong>Emmanuel Chidi Namdi<\/strong>, 36 anni, profugo nigeriano. Il movente \u00e8 l&#8217;odio razziale.<\/p>\n<div id=\"attachment_31034\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.ecn.org\/antifa\/article\/357\/AZIONI+FASCISTE\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31034\" class=\"wp-image-31034 size-full\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/uccisidaifascisti.png\" alt=\"Uccisi dai fascisti\" width=\"600\" height=\"392\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-31034\" class=\"wp-caption-text\">Alcune vittime della violenza neofascista nell&#8217;Italia del XXI secolo. Nella fila in alto, da sinistra: Davide &#8220;Dax&#8221; Cesare (1977-2003); Nicola Tommasoli (1979-2008); Renato Biagetti (1980-2006). Nella fila in basso, sempre da sinistra: Alberto Bonanni (1982-2014); Ciro Esposito (1986-2014); Emmanuel Chidi Namdi (1980-2016). Clicca sull&#8217;immagine per consultare la <strong>lista delle aggressioni fasciste in Italia<\/strong>, in continuo aggiornamento.<\/p><\/div>\n<p>Altro che \u00abnostalgia\u00bb, il neofascismo \u00e8 <i>oggi<\/i>, \u00e8 un problema di oggi. E non \u00e8 \u00abfolklore\u00bb: quelli che vanno a Predappio per le cerimonie non sono cos\u00ec \u00abfolkloristici\u00bb nei loro luoghi di provenienza. Vanno in pellegrinaggio a Predappio <a href=\"http:\/\/it.euronews.com\/2014\/06\/25\/le-foto-che-inchiodano-alba-dorata-allideologia-nazista-\">i nazisti greci di Alba Dorata<\/a>; erano stati a Predappio <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/online\/cronaca\/scontrimi\/casa\/casa.html\">gli assassini di Davide Cesare<\/a>; prima o poi vanno in pellegrinaggio a Predappio tutti i protagonisti dell&#8217;odio e della violenza neofascista.<\/p>\n<p>Nel 2009, per dirne una, il leader di CasaPound <strong>Gianluca Iannone<\/strong> \u00e8 stato <a href=\"http:\/\/www.romagnaoggi.it\/cronaca\/predappio-picchio-carabiniere-condannato-leader-della-destra-radicale.html\">condannato a quattro anni di reclusione<\/a> per un reato commesso proprio a Predappio: dopo aver fatto parte della \u00abguardia d&#8217;onore\u00bb presso la tomba del duce, Iannone aveva aggredito a calci e pugni, insieme ad alcuni camerati, un carabiniere in borghese.<\/p>\n<div id=\"attachment_31036\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31036\" class=\"size-full wp-image-31036\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Iannone.jpg\" alt=\"Iannone\" width=\"650\" height=\"302\" \/><p id=\"caption-attachment-31036\" class=\"wp-caption-text\">Gianluca Iannone in compagnia di Vittorio Feltri in una foto del 2015.<\/p><\/div>\n<p>Ergo, come si diceva sopra, quel che accade a Predappio \u00e8 <em>concreto<\/em>, e non solo risulta \u00abidoneo a riorganizzare\u00bb, ma \u00e8 <em>da sempre<\/em> connesso a processi riorganizzativi di varia intensit\u00e0. Gli estremi per fermare <i>in forza di legge<\/i> quanto accade a Predappio c&#8217;erano gi\u00e0, ci sono sempre stati. Eppure tutto prosegue, anzi, cresce, nonostante Flores, nell&#8217;intervento gi\u00e0 citato, scriva \u2013 non si capisce basandosi su cosa\u2013 che Predappio \u00e8 meta di neofascisti \u00ab<em>in small and increasingly less relevant ways<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Coltivare false aspettative \u00e8 pericoloso. \u00c8 altamente probabile che anche la \u00abLegge Fiano\u00bb abbia gli stessi risultati della XII disposizione finale della Costituzione e della Legge Scelba, che <i>non<\/i> hanno impedito l&#8217;esistenza di partiti fascisti n\u00e9 la perdurante apologia di fascismo, o della legge Mancino del 1993, che in teoria doveva impedire le incitazioni all&#8217;odio razziale. Un quarto di secolo dopo la sua approvazione, un esercito di politici, editorialisti e conduttori televisivi incita all&#8217;odio razziale senza sosta, tutti i giorni.<\/p>\n<p>\u2013 Ma stavolta \u00e8 diverso, il divieto \u00e8 esteso ed espresso in modo pi\u00f9 chiaro, viene colpito chi &#8230;<\/p>\n<blockquote><p>&#8230;\u00abpropaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualit\u00e0.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><i>Ogni volta<\/i> si \u00e8 detto che era diverso, che era una \u00absvolta\u00bb, perch\u00e9 il divieto era meglio espresso, perch\u00e9 si usavano le tali parole inequivocabili. Ma l&#8217;effettiva applicazione delle leggi dipende dalla costituzione <i>materiale<\/i> di un Paese, cio\u00e8 dalla sua struttura reale come la definiscono i rapporti di forza, i conflitti e negoziati tra diversi poteri, tra classi sociali, tra fazioni politiche, tra gruppi di interesse.<\/p>\n<div id=\"attachment_30972\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30972\" class=\"wp-image-30972\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Il-sangue-dei-vinti.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"297\" \/><p id=\"caption-attachment-30972\" class=\"wp-caption-text\">La prima delle tante fandonie raccontate in questo libro figura gi\u00e0 nel titolo: \u00abvinti\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>Attendersi che l&#8217;antifascismo sia messo in pratica da questure, prefetture, procure e tribunali \u00e8 sempre stato illusorio, in un Paese dove non c&#8217;\u00e8 stata l&#8217;epurazione e dove, a dispetto dei loro piagnistei, i presunti \u00abvinti\u00bb hanno vinto.<\/p>\n<p>Dopo la Liberazione, in tutta Italia furono rimossi dal lavoro solo 449 dipendenti pubblici, molti dei quali reintegrati a distanza di pochi anni, con liquidazione degli arretrati.<\/p>\n<p>A partire dal 1946, la magistratura applic\u00f2 l&#8217;Amnistia Togliatti nei modi pi\u00f9 estesi e capziosi, lasciando liberi collaborazionisti, delatori, torturatori, fucilatori, addetti alle deportazioni&#8230;<br \/>\nQuei giudici erano ancora gli stessi del fascismo, dovevano le loro carriere al regime, e spesso erano legati agli amnistiati da vincoli di solidariet\u00e0 politica e dal comune odio per partigiani e antifascisti.<\/p>\n<p>Intanto, i militari accusati di crimini di guerra non venivano estradati nei paesi che volevano processarli: Jugoslavia, Albania, Grecia, Etiopia&#8230; Molti continuarono a fare carriera nelle forze armate e in altre istituzioni della Repubblica.<\/p>\n<p>Quindici anni dopo la Liberazione, 62 prefetti su 64 provenivano dall\u2019amministrazione fascista, e con loro tutti i 241 viceprefetti. Quasi tutti i questori \u2013 120 su 135 \u2013 avevano fatto parte della polizia fascista. E <strong>Guido Leto<\/strong>, che della polizia politica era stato il capo, dopo aver contribuito a riorganizzare i servizi segreti termin\u00f2 la carriera come direttore delle scuole di formazione della polizia. Eccoli, i \u00abvinti\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_31078\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/davide-conti\/gli-uomini-di-mussolini\/978885842490\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31078\" class=\"wp-image-31078\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/uominimussolini.jpg\" alt=\"Gli uomini di Mussolini\" width=\"200\" height=\"307\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-31078\" class=\"wp-caption-text\">Altro che \u00abvinti\u00bb&#8230;<\/p><\/div>\n<p>Come ha ricostruito lo storico <strong>Davide Conti<\/strong> nel suo <a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/davide-conti\/gli-uomini-di-mussolini\/978885842490\"><i>Gli uomini di Mussolini<\/i> (Einaudi, 2016)<\/a>, la presenza di fascisti in numerosi punti strategici dello stato ha condizionato pesantemente la vita pubblica italiana, il modo in cui le istituzioni si sono rapportate al mondo del lavoro, alle relazioni sindacali, ai fermenti culturali, al concetto di ordine pubblico, all&#8217;esercizio dell&#8217;azione penale.<\/p>\n<p>Nel mentre, si assestava nella coscienza nazionale una vulgata consolatoria: gli italiani erano stati <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/terrorismo-migranti-foibe-maro-fascismo-appunti-sul-vittimismo-italiano\/\">solo\u00a0<i>vittime<\/i><\/a>: del duce\u00a0che aveva voluto per forza trascinarli in guerra, di Hitler e dei tedeschi cattivi, delle circostanze, della malasorte&#8230; Vittime, ma grazie alle loro proverbiali doti di \u00abbrava gente\u00bb se l&#8217;erano cavata, e <i>si erano lasciati il fascismo alle spalle<\/i>. Chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato&#8230;<\/p>\n<p>Date simili premesse, \u00e8 logico che la sottocultura fascista, e poi neofascista, sia rimasta radicata nelle forze dell&#8217;ordine. \u00c8 un dato di fatto generalmente ignorato, nonostante frequenti episodi\u00a0lo rendano appariscente.<\/p>\n<p>Alla fine degli anni Ottanta, dentro la questura di Bologna si forma <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/12\/23-dicembre-1990-la-strage-di-via-gobetti-25-anni-di-amnesia-razzista-a-bologna\/\">la banda della Uno Bianca<\/a>, che commetter\u00e0 diverse stragi, alcune motivate da odio razziale. Il capo \u00e8 il poliziotto\u00a0<strong>Roberto Savi<\/strong>, neofascista.<\/p>\n<p>Nel luglio 2001, dopo il G8 di Genova, i torturatori in divisa di Bolzaneto obbligano le loro vittime a unirsi a questo coro: \u00abUn, due, tre, viva Pinochet! Quattro, cinque, sei, a morte gli ebrei! Sette, otto, nove, il negretto non si muove!\u00bb<\/p>\n<p>Nel maggio 2012 una ragazza ucraina, <strong>Alina Bonar Diachuk<\/strong>, muore durante uno stato di fermo illegale nel commissariato di Opicina, frazione di Trieste. In quel frangente <a href=\"http:\/\/ilpiccolo.gelocal.it\/trieste\/cronaca\/2012\/05\/11\/news\/dirigente-indagato-anche-libri-antisemiti-1.4494357\">si scopre<\/a> che <strong>Carlo Baffi<\/strong>, responsabile dell&#8217;Ufficio immigrazione della Questura, possiede poster di Mussolini, gadget fascisti e una bibliotechina di testi antisemiti, <em>Mein Kampf<\/em> compreso. <a href=\"http:\/\/ilpiccolo.gelocal.it\/trieste\/cronaca\/2012\/06\/21\/news\/baffi-non-sono-un-nazista-1.5292486\">Intervistato dal quotidiano locale<\/a>, Baffi si difende: \u00abNon sono un nazista&#8230; Sono un appassionato di storia e storia militare.\u00bb<\/p>\n<p>Il 23 dicembre 2016, a Sesto San Giovanni, i poliziotti <strong>Cristian Movio<\/strong> e <strong>Luca Scat\u00e0<\/strong> uccidono il terrorista <strong>Anis Amri<\/strong>, tra i responsabili della \u00abStrage di Natale\u00bb a Berlino. La Germania decider\u00e0 di <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/esteri\/17_febbraio_12\/germania-non-premia-due-agenti-che-fermarono-stragista-berlino-18545844-f0a0-11e6-811e-b69571ccd9d9.shtml\">non dare ai due agenti alcuna onorificenza<\/a>, perch\u00e9 i loro profili Facebook e Instagram rivelano chiare simpatie neofasciste.<\/p>\n<p>Nell&#8217;aprile 2015 la direzione centrale della Polizia di prevenzione (l&#8217;ex-Ucigos) trasmette al Tribunale di Roma un&#8217;informativa su Casapound, gruppo dichiaramente fascista. Il documento, <a href=\"https:\/\/insorgenze.net\/2016\/01\/30\/il-documento-shock-del-ministero-dellinterno-casapound-solo-bravi-ragazzi\/\">reso pubblico alcuni mesi dopo<\/a> dal sito <em>Insorgenze<\/em>, desta una certa impressione. Secondo l&#8217;estensore, Casapound si dedica alla \u00abrivalutazione degli aspetti innovativi e di promozione sociale del ventennio\u00bb, le attivit\u00e0 del gruppo comprendono l&#8217;\u00abimpegno a tutela delle fasce deboli\u00bb, la \u00ablotta al precariato\u00bb e la \u00abdifesa dell&#8217;occupazione\u00bb e, nonostante il coinvolgimento di militanti di Casapound in numerosi episodi di violenza e persino in alcuni omicidi, le iniziative del gruppo avvengono \u00abnel rispetto della normativa vigente e senza dar luogo a illegalit\u00e0 e turbative dell&#8217;ordine pubblico\u00bb.<\/p>\n<p>La Legge Scelba e la Legge Mancino non sono mai state applicate con coerenza e continuit\u00e0. Chi mai avrebbe dovuto e potuto farlo? Nel complesso, non sono servite pressoch\u00e9 a nulla. E parliamo di leggi concepite e approvate in un Paese dove, nonostante tutto, erano presenti forze antifasciste di massa. Oggi, dopo decenni di cedimento, consociativismo della memoria ed egemonia del \u00absenso comune post-antifascista\u00bb (S. Luzzatto), perch\u00e9 l&#8217;ennesimo intervento legislativo dovrebbe fare qualche differenza?<br \/>\nCi\u00f2 a prescindere dalle buone intenzioni di Fiano, che non ho motivo di non riconoscergli.<\/p>\n<p>[Sull&#8217;applicabilit\u00e0 della Legge Fiano, si veda anche l&#8217;appendice a questo post, a cura del giurista\u00a0<strong>Luca Casarotti<\/strong>.]<\/p>\n<p>Una questione politica, sociale e culturale profonda non pu\u00f2 essere risolta in forza di legge. Il bric-\u00e0-brac neofascista di Predappio \u00e8 solo la manifestazione pi\u00f9 vistosa di un fenomeno molto pi\u00f9 grande, duraturo, profondo. Scambiare per cura del male la mera soppressione del sintomo \u00e8 un errore da medicastri, spesso fatale.<br \/>\nPer giunta, qui la soppressione del sintomo \u00e8 soltanto proclamata, mai ottenuta.<\/p>\n<p>Epper\u00f2, tali proclami bastano a ottenere l&#8217;effetto opposto. In un paese la cui cultura reazionaria si fonda sul vittimismo, un antifascismo fortemente sbilanciato sul <i>proibire<\/i> non pu\u00f2 funzionare. Non solo perch\u00e9 il proibito attrae \u2013 questo, con altri rapporti di forza, sarebbe un problema minore \u2013 ma perch\u00e9 in questo modo si rafforzano associazioni che capovolgono la realt\u00e0 e favoriscono il proselitismo fascista tra gli insoddisfatti, gli arrabbiati, le fasce sociali pi\u00f9 deboli: fascista \u2194 perseguitato; fascismo \u2194 libera espressione; razzismo \u2194 verit\u00e0 scomoda che nessuno osa dire; migrante\u00a0\u2194 causa dei tuoi guai; antifascismo \u2194 censura ecc.<\/p>\n<p>Sui negozi di Predappio, come su tutto il resto, si trover\u00e0 un <i>modus vivendi<\/i>. Non chiuderanno. Non conviene a nessuno.<\/p>\n<p>E del resto, \u00abdavvero abbiamo ancora paura di un accendino col fascio littorio comprato su una bancarella?\u00bb.<\/p>\n<p>La <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2016\/12\/22\/italia\/cronache\/arrivano-i-fondi-dellue-per-il-museo-del-fascismo-67mvbYZIT8POtTA5Q8QPzM\/pagina.html\">domanda retorica<\/a> \u00e8 del sindaco Frassineti.<\/p>\n<p>E, come stiamo per vedere, dice molto pi\u00f9 di quel che sembra.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[1\/3 \u2013 Continua]<\/p>\n<p><strong>INDICE DELLA SECONDA PUNTATA<\/strong><\/p>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-2-di-3#inmarcia\"><strong>1. In marcia verso il museo<br \/>\n<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-2-di-3#frassineide\"><strong>2. Frassineide<\/strong><\/a><\/h5>\n<p><strong>INDICE DELLA TERZA PUNTATA<\/strong><\/p>\n<h5><strong><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-3-di-3\/#antifa\">6. Il metodo e il (de)merito<\/a><\/strong><strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-3-di-3\/#submacchina\">7. Generatore automatico di clich\u00e9s \u00abpost-antifascisti\u00bb<\/a><br \/>\n<\/strong><\/h5>\n<ul>\n<li><strong>7a. Genesi della submacchina<\/strong><\/li>\n<li><strong>7b. \u00abIl fascismo \u00e8 finito settant\u2019anni fa\u00bb<\/strong><\/li>\n<li><strong>7c. \u00abTroppo a lungo si \u00e8 taciuto di\u2026\u00bb<\/strong><\/li>\n<li><strong>7d. \u00abIl fascismo ha fatto anche cose buone\u00bb<\/strong><\/li>\n<li><strong>\u2013 La bonifica dell\u2019Agro Pontino<\/strong><\/li>\n<li><strong>\u2013 Le politiche sociali<\/strong><\/li>\n<li><strong>\u2013 \u00abNon c\u2019era criminalit\u00e0\u00bb<\/strong><\/li>\n<li><strong>\u2013 \u00abLe cose funzionavano\u00bb<\/strong><\/li>\n<li><strong>\u2013 Guarda che bella la Casa del Fascio<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<h5><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-3-di-3\/#monumenti\"><strong>8. Architettura e monumenti del regime: un dibattito falsato<br \/>\n<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-3-di-3\/#progetto\"><strong>9. Un progetto museografico ambiguo e sciatto<\/strong><\/a><\/h5>\n<ul>\n<li><strong>9a. L\u2019importanza di tenere il culo in strada<\/strong><\/li>\n<li><strong>9b. Il mostro della lacuna nera<\/strong><\/li>\n<li><strong>9c. Se c\u2019\u00e8 qualcosa che non c\u2019entra \u00e8 la Germania<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><a name=\"notagiuridica\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>Appendice: una nota giuridica sull&#8217;apologia di fascismo &#8211; di Luca Casarotti<\/strong><\/h4>\n<p>Nel marzo 2014, la prima sezione penale della Cassazione confermava la condanna inflitta sia in primo che in secondo grado a due militanti di Casapound, tra cui il futuro consigliere comunale di Bolzano <strong>Andrea Bonazza<\/strong>, per il reato di \u00abmanifestazioni fasciste\u00bb di cui all\u2019art. 5 della Legge Scelba. Come si legge nella sentenza della Cassazione,\u00a0il 10 febbraio 2009 i due avevano chiamato il \u00abpresente!\u00bb e fatto il saluto romano durante un presidio per il giorno del ricordo, a cui avevano presenziato una sessantina di neofascisti. La Corte d\u2019appello di Trento, facendo eco alla Sentenza costituzionale n. 74 del 1958, aveva scritto:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abnon tutte le espressioni di adesione al disciolto partito fascista possono integrare la condotta punibile ma solo quelle rese in pubblico e reputate idonee a provocare adesioni e consensi ed a concorrere alla diffusione di concezioni favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste; [\u2026] il cosiddetto saluto romano rappresenta una manifestazione esteriore propria e usuale di organizzazioni o gruppi tesi a diffondere idee fondate sulla superiorit\u00e0 o sull&#8217;odio razziale.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel caso di specie, concludevano i giudici, i due imputati avevano fatto il saluto romano durante una manifestazione pubblica, alla presenza di pi\u00f9 persone: quindi la loro condotta, idonea a provocare adesioni e consensi, costituiva reato. La Cassazione aveva condiviso questo sillogismo e confermato la condanna. Era stato liquidato in poche righe il ricorso dell\u2019Avv. <strong>Domenico Di Tullio<\/strong>, legale di svariati camerati e a sua volta presenza fissa alle iniziative di casapound, che aveva riproposto nel giudizio di Cassazione un grande classico dei processi ai neofascisti: il \u00abcontrasto con pi\u00f9 articoli della costituzione (artt. 21, 3 e 117)\u00bb; la \u00abnatura di &#8220;reato di opinione&#8221; della previsione incriminatrice\u00bb; la \u00abnecessit\u00e0 di adeguamento della previsione di legge al mutato clima politico e istituzionale\u00bb; \u00abl&#8217;obbligo di adeguamento alla normativa sovranazionale in tema di libera manifestazione delle opinioni\u00bb. In parole povere, la consueta autorappresentazione dei fascisti come vittime del sistema che li censura e reprime [<strong>1<\/strong>].<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31094\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/211406351-62ef2512-915b-4165-bda2-d319bb5c96e4.jpg\" alt=\"Fasci a Milano\" width=\"620\" height=\"412\" \/><\/p>\n<p>Ma con due sentenze del 2016, la stessa prima sezione penale della Cassazione ha ribaltato il suo orientamento, nonostante a parole dica il contrario. Il processo riguardava questa volta il corteo neofascista del 2014 in memoria del repubblichino Carlo Borsani e dei missini Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi, che si tiene ogni anno a Milano il 29 aprile. Anche qui \u2013 \u00e7a va sans dire \u2013 era stato pi\u00f9 volte chiamato il \u00abpresente!\u00bb e le braccia si erano romanamente alzate in ricordo dei camerati caduti, nello sventolio di bandiere con le celtiche. Le stesse condotte del presidio di Bolzano, quindi, ma alla presenza di molte pi\u00f9 persone: circa un <i>migliaio<\/i>, secondo gli atti del processo. Il video del corteo era anche stato diffuso su internet. Identica l\u2019imputazione: art. 5 della legge Scelba, \u00abmanifestazioni fasciste\u00bb. Opposta la valutazione del giudice dell\u2019udienza preliminare del tribunale di Milano che, scrive la Cassazione avallandone la sentenza,<\/p>\n<blockquote><p>\u00abevidenziava la natura della manifestazione e del corteo, organizzati al solo fine commemorativo di tre defunti, tutti storicamente vittime di una violenta lotta politica che aveva attraversato diverse fasi storiche, sottolineando che le manifestazioni di carattere fascista e con indubbia simbologia fascista erano finalizzate a detta commemorazione, in segno di omaggio e di umana piet\u00e0, senza alcuna finalit\u00e0 di restaurazione fascista;<\/p>\n<p>\u2013 rappresentava, inoltre, le modalit\u00e0 ordinate e rispettose del corteo, svoltosi in assoluto silenzio, portando i manifestanti le fiammelle in mano accompagnati dal solo suono dei tamburi senza inni, canti, frasi o slogan evocativi dell\u2019ideologia fascista, senza comportamenti aggressivi, minacciosi o violenti nei confronti dei presenti, armi o altri strumenti; [\u2026]<\/p>\n<p>\u2013 escludeva, alla luce della complessiva valutazione delle circostanze e modalit\u00e0 del corteo, e pur in presenza di ostentazione di simboli e saluti fascisti, che la manifestazione avesse assunto connotati tali da suggestionare in concreto la folla inducendo nei presenti sentimenti nostalgici in cui ravvisare un serio pericolo di riorganizzazione del partito fascista.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La contraddizione \u00e8 evidente: la manifestazione \u00e8 stata indetta per commemorare un repubblichino e due neofascisti, ma non ha indotto nei presenti sentimenti nostalgici. Inutilmente il Procuratore della Repubblica di Milano aveva provato a far notare nel suo ricorso in Cassazione che il giudice di primo grado \u00abha valorizzato aspetti e circostanze oggettivi del tutto irrilevanti, come l\u2019assenza di violenza o di minaccia\u00bb: l\u2019art. 5 della legge Scelba, infatti, non richiede in alcun modo che le manifestazioni vietate debbano essere violente o minacciose; basta che siano \u00abusuali del disciolto partito fascista\u00bb. Nonostante ci\u00f2, per la Cassazione la ricostruzione del GUP di Milano \u00e8 ineccepibile [<strong>2<\/strong>].<\/p>\n<p>Il nuovo art. 293-bis del codice penale, che sar\u00e0 introdotto se la legge Fiano verr\u00e0 promulgata, dovr\u00e0 tra le altre cose essere applicato dalla stessa magistratura che sul reato di manifestazioni fasciste \u00e8 giunta ad autocontraddirsi in sentenze emesse a pochi anni di distanza l\u2019una dall\u2019altra, interpretando le norme della legge Scelba in senso molto pi\u00f9 restrittivo rispetto addirittura a quanto non avesse fatto la Corte costituzionale nel 1958, nel clima che caratterizzava la cultura giuridica nel 1958, con i giudici che componevano la Corte costituzionale nel 1958 [<strong>3<\/strong>].<\/p>\n<p>Prima e al di l\u00e0 delle convinzioni personali dei singoli magistrati, l\u2019impressione \u00e8 che l\u2019intera categoria non sia preparata a giudicare questo tipo di reati a connotazione politica, anche perch\u00e9 non riceve alcuna formazione in materia. Succede cos\u00ec che nel 2015 quattro neofascisti, che dalla curva dell\u2019Ellas Verona avevano fatto il saluto romano durante una partita tra Verona e Livorno, siano stati assolti in primo grado, perch\u00e9 il gesto era una \u00abprovocazione rivolta verso gli avversari\u00bb durante una manifestazione sportiva, che \u00abnon \u00e8 normalmente il luogo deputato a fare opera di proselitismo\u00bb, e quindi non sussiste il pericolo di ricostituzione del partito fascista [<strong>4<\/strong>]: un\u2019argomentazione del genere ignora del tutto, per fare un solo esempio, le strategie di reclutamento di militanti negli stadi attuate dal <i>national front <\/i> inglese negli anni \u201980 [<strong>5<\/strong>].<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><b>1.\u00a0<\/b>Tutte le citazioni sono tratte da Cass., sez. I penale, n. 37577\/2014.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> Tutte le citazioni da Cass., sez. I penale, n. 28298\/2017. La sentenza \u00e8 stata accolta con entusiasmo dal <em>Primato nazionale<\/em>, il giornale online di Casapound, che l\u2019ha pubblicata integralmente sul suo sito.<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong> Su potenzialit\u00e0 e limiti intrinseci alla formulazione del nuovo reato, che paradossalmente oscilla dal troppo restrittivo al troppo vago, si veda anche quanto scrive l\u2019Avv. <strong>Marco Sommariva<\/strong> in C. Torrisi, <u><a href=\"https:\/\/www.vice.com\/it\/article\/8x89wb\/legge-contro-propaganda-fascista-ddl-fiano\"><i>Un avvocato spiega cosa cambierebbe con la legge contro la propaganda fascista<\/i><\/a><\/u>, vice.com, 14 settembre 2017.<\/p>\n<p><strong>4.<\/strong> Il virgolettato \u00e8 in L. Pisapia, <u><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2015\/04\/18\/saluto-fascista-non-reato-stadio-perche-li-non-si-fa-politica\/1603237\/\"><i>Saluto fascista allo stadio non \u00e8 reato perch\u00e9 non \u00e8 luogo dove si fa politica<\/i><\/a><\/u>, ilfattoquotidiano.it, 18 aprile 2015.<\/p>\n<p><strong>5.<\/strong> Per approfondire il tema, un punto di riferimento imprescindibile nella saggistica italiana sono gli scritti di Valerio Marchi. Si vedano su tutti V. Marchi, <i>Inghilterra 1890-1990. Un secolo di sottocultura \u201chooligan\u201d, in Id. <\/i>(a cura di), <i>Ultr\u00e0. Le sottoculture giovanili negli stadi d\u2019europa, [ed. or. <\/i>Roma-Koin\u00e8 1994] ora Roma-Red Star 2014; Id., <i>Il derby del bambino morto. Violenza e ordine pubblico nel calcio, <\/i>[ed. or. Roma-DeriveApprodi 2005) nuova ed. Roma-Alegre 2014.<\/p>\n<p>\u2013<\/p>\n<p><strong>Aggiornamento:<\/strong> la seconda puntata <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-2-di-3\/\"><strong>\u00e8 qui<\/strong><\/a>, la terza <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/11\/predappio-toxic-waste-blues-3-di-3\/\"><strong>\u00e8 qui<\/strong><\/a>. I commenti sono attivi in calce alla terza puntata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Note su Predappio, il progetto di museo nell&#8217;ex-Casa del Fascio, i monumenti, la violenza neofascista, la Legge Fiano e altro di Wu Ming 1 INDICE DELLA PRIMA PUNTATA 1. Bennywise (20 settembre 2017, mercoled\u00ec) 2. Come si \u00e8 arrivati a questo? 3. La Legge Fiano a Predappio, ovvero: l&#8217;\u00abacqua passata\u00bb e lo stupor X. 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