{"id":28297,"date":"2017-03-15T11:00:08","date_gmt":"2017-03-15T10:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=28297"},"modified":"2023-04-03T23:27:41","modified_gmt":"2023-04-03T21:27:41","slug":"a-ottantanni-dalla-morte-di-h-p-lovecraft-lovecraft-litalia-la-valsusa-il-polesine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/03\/a-ottantanni-dalla-morte-di-h-p-lovecraft-lovecraft-litalia-la-valsusa-il-polesine\/","title":{"rendered":"A ottant&#8217;anni dalla morte di H.P. Lovecraft. Lovecraft, l&#8217;Italia, la Valsusa, il Polesine"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_28319\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28319\" class=\"wp-image-28319 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Lovegraf.jpg\" alt=\"La prima tavola di Lovecraft nel Polesine di Aleksandar Zograf\" width=\"650\" height=\"851\" \/><p id=\"caption-attachment-28319\" class=\"wp-caption-text\">La prima tavola di <em>Lovecraft nel Polesine<\/em> del fumettista serbo <strong>Aleksandar Zograf<\/strong>, opera abbinata\u00a0all&#8217;omonimo album di <strong>Jet Set Roger<\/strong> (Snowdonia, 2016).<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Wu Ming 1<\/strong><\/p>\n<p>Oggi cade l&#8217;ottantesimo anniversario della morte di <strong>Howard Phillips\u00a0Lovecraft<\/strong>, morto\u00a0all&#8217;et\u00e0 di 46 anni il 15 marzo 1937.<\/p>\n<p>Quasi sconosciuto in vita, nei decenni dopo la sua morte Lovecraft fu\u00a0riscoperto e ottenne\u00a0una celebrit\u00e0 postuma prima in alcune nicchie e poi presso un pubblico sempre pi\u00f9 vasto,\u00a0fino a divenire un \u00abclassico\u00bb. Le\u00a0sue opere hanno influenzato gran parte dell&#8217;horror e della fantascienza del XX secolo, e\u00a0anche nel XXI il suo mondo continua a ispirare\u00a0il cinema, i videogame, le arti visive e, non ultima, la musica. Soprattutto nel metal, HPL si aggira\u00a0<a href=\"https:\/\/daily.bandcamp.com\/2016\/08\/19\/metal-bands-influenced-by-lovecraft-list\/\">nei territori delle sonorit\u00e0 pi\u00f9 estreme<\/a>.<\/p>\n<p>A\u00a0lungo ritenuto un mero cacatore\u00a0di \u00abmonnezzoni\u00bb, nonch\u00e9 \u2014 per via dello stile ipotattico e carico di aggettivi \u2014 uno scrittore sgraziato, anno dopo anno\u00a0l&#8217;eremita di Providence colleziona\u00a0attestati di stima. Nel\u00a02005 una raccolta di suoi racconti \u00e8 stata pubblicata, a cura di <strong>Peter Straub<\/strong>, dalla prestigiosa casa editrice <a href=\"https:\/\/www.loa.org\/books\/223-tales\">Library of America<\/a>.<br \/>\nA un esame attento e non\u00a0pregiudiziale, lo\u00a0stile di Lovecraft rivela infatti una sorprendente,\u00a0singolare maestria.<br \/>\nSoprattutto,\u00a0l&#8217;immaginario che ha costruito risulta\u00a0sempre pi\u00f9 attuale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Un\u00a0esempio? Si legga\u00a0con gli occhi del nostro presente avanzato il racconto\u00a0<em>The Colour Out of Space<\/em>, scritto nel marzo 1927. Esattamente novant&#8217;anni fa.<\/p>\n<p>Anni Ottanta del XIX secolo. A occidente dell&#8217;immaginaria citt\u00e0 di Arkham, una \u00abbrughiera maledetta\u00bb \u2014\u00a0<em>a blasted heath\u00a0\u2014<\/em>\u00a0\u00e8 gradualmente contaminata da una sorta di radiazione ignota, descritta come un \u00abcolore\u00bb, portata da un meteorite caduto nel giugno 1882. Un colore inclassificabile, che sfida ogni descrizione.<br \/>\nIl colore agisce\u00a0nell&#8217;acqua: dal fondo di un pozzo, inquina la falda acquifera\u00a0e il terreno, d\u00e0 alle piante un \u00abaspetto blasfemo\u00bb e divora gli umani dall&#8217;interno, come biascicandoli e\u00a0svuotandoli.<\/p>\n<div id=\"attachment_28447\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/lovecraftianscience.wordpress.com\/2015\/03\/11\/so-what-exactly-is-the-colour-out-of-space\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28447\" class=\"wp-image-28447\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Colour_erik_kriek.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28447\" class=\"wp-caption-text\">Il \u00abcolore venuto dallo spazio\u00bb visto dal fumettista Erik Kriek. Clicca la vignetta per leggere un tentativo di interpretazione scientifica di quanto avviene nel racconto. Il \u00abcolore\u00bb \u00e8 una sorta di sostanza radioattiva proveniente da un&#8217;altra dimensione? \u00c8 un&#8217;arma quantistica prodotta da una civilt\u00e0 aliena? \u00c8 un\u00a0essere vivente?<\/p><\/div>\n<p>A un certo punto la\u00a0situazione sembra avere una svolta:\u00a0il colore abbandona il pianeta e nel corso del tempo la vicenda &#8211; che in fondo ha riguardato una microcomunit\u00e0 rurale in una valle ultraperiferica &#8211; \u00e8\u00a0quasi dimenticata;\u00a0ma l&#8217;unico testimone che si ostina a ricordarla, un uomo di nome Ammi Pierce, sa che il colore \u00e8 ancora nella brughiera, ne \u00e8 rimasto un frammento, Ammi\u00a0l&#8217;ha visto\u00a0separarsi dalla massa\u00a0in fuga, per andare a nascondersi\u00a0chiss\u00e0 dove.<\/p>\n<p>Trent&#8217;anni dopo quei fatti,\u00a0accanto alla\u00a0<em>blasted heath<\/em>\u00a0sta per essere costruita una grande opera. Una diga. \u00abMet\u00e0 della valle sar\u00e0 allagata\u00a0per formare il nuovo bacino idrico. Allora gli oscuri boschi verranno abbattuti e la brughiera maledetta dormir\u00e0 nel profondo delle acque blu\u00bb&#8230; ma\u00a0il colore sar\u00e0 sveglio.<br \/>\nTutto questo, in un maestoso crescendo di orrore, viene scoperto \u2014 e ci \u00e8 raccontato \u2014 da un\u00a0agrimensore giunto da Boston per una stima della superficie da allagare.<\/p>\n<p>Non a caso qualcuno ha definito Lovecraft \u00ab<a href=\"http:\/\/www.slate.com\/articles\/technology\/future_tense\/2015\/10\/h_p_lovecraft_and_the_environmental_horror_of_the_21st_century.html\">master of environmental horror<\/a>.\u00bb<br \/>\nSolo che novant&#8217;anni fa non si parlava di radioattivit\u00e0 n\u00e9 di scorie, perch\u00e9 non esistevano centrali nucleari; si sapeva pochissimo delle cause dei tumori e certo non si parlava di mesotelioma, perch\u00e9 gli effetti dell&#8217;asbesto erano sconosciuti; non si parlava di contaminazione delle falde acquifere, n\u00e9\u00a0era contemplato che le grandi opere avessero un impatto ambientale, perch\u00e9 non esisteva\u00a0una \u00abquestione ambientale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni si sono svolti principalmente due dibattiti su Lovecraft: uno sulla sua attualit\u00e0, l&#8217;altro sul suo razzismo. Che \u00e8 inequivocabile e innegabile. Se ne trovano abbondanti tracce nei racconti \u2014 <em>The Call of Cthulhu<\/em> \u00e8 pieno di considerazioni ostili su \u00absanguemisti\u00bb e umani \u00abdi specie bassa\u00bb \u2014 e il suo epistolario ci consegna molte\u00a0invettive contro \u00abgli italiani del Sud brachicefali &amp; gli ebrei russi e polacchi mezzi mongoloidi coi musi da ratti &amp; tutta quella feccia maledetta\u00bb e altre descrizioni del genere.<\/p>\n<p>Quelli che\u00a0negano il razzismo di Lovecraft si dividono in tre categorie:<\/p>\n<p>\u25a0 chi la pensa come lui e cerca di schivare <em>per se stesso<\/em> l&#8217;accusa di razzismo (penso sia il caso di alcuni insigni esperti di Lovecraft\u00a0italiani);<\/p>\n<p>\u25a0 chi, a forza di guardare il\u00a0contesto, fa svanire l&#8217;oggetto: se \u00aball&#8217;epoca <em>tutti<\/em> erano razzisti\u00bb (cosa falsa, tra l&#8217;altro), \u00e8 come se Lovecraft\u00a0non lo fosse stato;<\/p>\n<p>\u25a0 chi ha in testa la fallacia logica \u00abmi piace Lovecraft, io non sono razzista, ergo Lovecraft non \u00e8 razzista\u00bb \u2014 fallacia che a suo tempo descrivemmo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/outtakes\/intervista_CaryGrant.htm\">in un&#8217;intervista su\u00a0<strong>Cary Grant<\/strong><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSi tende ad avere del prossimo un&#8217;immagine bidimensionale, la faccia che il prisma rivolge verso di noi, non cogliamo la profondit\u00e0, vediamo un quadrato dove c&#8217;\u00e8 un ipercubo. Pretendiamo che l&#8217;Io di una persona sia unitario anzich\u00e9 frammentato, denunciamo le incoerenze, e a nostra volta cerchiamo di mostrarci coerentissimi, ogni elemento deve incastrarsi bene con tutto il resto. Se uno ci chiede: &#8220;Come mai uno come te, che ha ben presente i guasti di una certa ideologia <em>stars &amp; stripes<\/em>, nondimeno ascolta <em>Country &amp; Western<\/em>?&#8221;; oppure: &#8220;Ma se sei ecologista, come fai a dire che la tale automobile \u00e8 bella?&#8221;, la tentazione immediata \u00e8 quella di &#8220;forzare&#8221; per ricondurre quella tua passione o preferenza sotto l&#8217;ombrello della tua ideologia. I &#8220;sovversivi&#8221; fanno i salti mortali per dimostrare che la musica che ascoltano \u00e8 a sua volta &#8220;sovversiva&#8221;, persone di sinistra che spiegano come portare le tali scarpe non sia affatto di destra etc.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;unico modo di <em>andare oltre<\/em> il razzismo di Lovecraft \u00e8 riconoscerlo e portarlo in piena luce. Altrimenti il rimosso continuer\u00e0 a tornare, e ogni volta saremo costretti\u00a0a discuterne, quando invece c&#8217;\u00e8 molto altro.<\/p>\n<p>Ebbene s\u00ec, Lovecraft era un razzista schifoso e la sua opera \u00e8 permeata di razzismo.<br \/>\nAl tempo stesso, la sua opera non \u00e8 in alcun modo <em>riducibile<\/em> al suo razzismo. Quando un&#8217;opera\u00a0<em>eccede<\/em> la\u00a0piccolezza di certe vedute del suo autore, essa va <em>spersonalizzata<\/em>. Dell&#8217;opera di Lovecraft si pu\u00f2 parlare \u2014 e ci si pu\u00f2 far ispirare da essa \u2014\u00a0<em>a prescindere<\/em> dal suo razzismo. Infatti,\u00a0la sua eredit\u00e0 \u00e8 rivendicata \u2014 giustamente in modo non pacifico n\u00e9 pacificato, anzi conflittuale \u2014 <a href=\"https:\/\/www.wired.com\/2017\/01\/geeks-guide-writers-of-color-lovecraft\/\">anche da scrittrici e scrittori \u00abdi colore\u00bb<\/a>. Questo \u00e8 possibile perch\u00e9 Lovecraft\u00a0non \u00e8 uno scribacchino, ma uno spiazzante inventore\u00a0di mondi. Di pi\u00f9: un inventore di modi spiazzanti di descrivere una\u00a0pluralit\u00e0\u00a0di mondi e il\u00a0mondo come molteplicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lovecraftzine.com\/2013\/12\/12\/review-weird-realism-lovecraft-and-philosophy-by-graham-harman\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-28428\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/weirdrealism.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"386\" \/><\/a>Una precisa e appassionata analisi dello stile e delle tecniche di Lovecraft\u00a0si trova nel saggio del filosofo\u00a0<strong>Graham Harman<\/strong> <a href=\"https:\/\/lovecraftzine.com\/2013\/12\/12\/review-weird-realism-lovecraft-and-philosophy-by-graham-harman\/\"><em>Weird Realism: Lovecraft and Philosophy<\/em><\/a> (Zero Books, Londra\/New York, 2012). L&#8217;ho\u00a0 acquistato e letto su consiglio di <strong>Mariano Tomatis<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong>che ringrazio.<\/p>\n<p>Nella\u00a0prima parte, Harman fa la dichiarazione dei termini\u00a0e la prolessi delle tesi,<em>\u00a0s<\/em>piegando perch\u00e9 Lovecraft \u00e8 interessante dal punto di vista filosofico \u2014 almeno quanto lo era\u00a0H\u00f6lderlin per Heidegger<i> \u2014 <\/i>\u00a0e anticipando il proprio metodo di lettura e \u00abmessa alla prova\u00bb della prosa lovecraftiana.<br \/>\nA seguire,\u00a0la sezione pi\u00f9 lunga del libro, intitolata \u00abLovecraft&#8217;s Style at Work\u00bb, prende in esame\u00a0ben cento estratti dai racconti di Lovecraft e dal romanzo <em>At The Mountains Of Madness<\/em>.<\/p>\n<p>Harman chiama il proprio metodo \u00ab<em>ruination<\/em>\u00bb, che potremmo rendere\u00a0con \u00abprincipio di rovinabilit\u00e0\u00bb, sulla falsariga del\u00a0\u00abprincipio di falsificabilit\u00e0\u00bb introdotto da <strong>Karl Popper<\/strong> nel\u00a0discorso sulla scienza.<br \/>\nLa riuscita, la tenuta, l&#8217;efficacia della frase di uno scrittore risultano pi\u00f9 chiare mostrando che ogni modifica la rovinerebbe.<br \/>\nTutte le\u00a0frasi di Lovecraft esaminate\u00a0e <em>rovinate<\/em> da Harman rivelano una costruzione attenta, tesa a produrre <em>determinati effetti<\/em>. Le figure retoriche utilizzate sono numerose, ma al servizio di poche grandi strategie testuali.<br \/>\nIn particolare, Lovecraft produce continuamente divisioni\u00a0(<em>gaps<\/em>) nell&#8217;apparire di un oggetto, nel manifestarsi di un fenomeno. Ad esempio,\u00a0<em>separa l&#8217;oggetto\u00a0dalle proprie\u00a0caratteristiche<\/em>, per poterlo descrivere e al tempo stesso<em> sabotarne la descrizione<\/em>,\u00a0comunicandone la natura perturbante, l&#8217;estraneit\u00e0 a tutto quanto siamo abituati a percepire.<br \/>\nEcco\u00a0la celeberrima prima descrizione di Cthulhu:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSe dicessi che la mia alquanto stravagante immaginazione evocava immagini di una piovra, di un drago e di una caricatura umana, non sarei infedele allo spirito di quell&#8217;essere [the spirit of the thing]&#8230; ma era la sua sagoma\u00a0complessiva [the general outline of the whole] a renderlo sconvolgente e spaventoso.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Harman <em>rovina<\/em>\u00a0questa descrizione rendendola letterale e pedestre: \u00abSembrava un incrocio tra una piovra, un drago e un essere umano\u00bb, e giustamente conclude che una descrizione del genere non farebbe paura a nessuno. Infatti\u00a0Lovecraft ne propone\u00a0una ben diversa: ricorrendo a un periodo ipotetico seguito da\u00a0una litote, dice\u00a0che una simile descrizione <em>non sarebbe infedele<\/em> allo <em>spirito<\/em> della cosa (qui inteso come senso, come impressione generica), ma subito specifica che Cthulhu \u00e8 di pi\u00f9 e altro; a impaurire e sconvolgere \u00e8, come in gran parte dei racconti lovecraftiani, una qualit\u00e0 complessiva e sfuggente\u00a0<i>\u2014<\/i> \u00ab<em>the general outline of the whole<\/em>\u00bb\u00a0<i>\u2014<\/i> che il linguaggio non pu\u00f2 afferrare.<\/p>\n<p>\u00abIl fatto che sulle magliette\u00a0e nelle illustrazioni fantasy in giro per il mondo Cthulhu sia rappresentato <em>tout court<\/em> come un drago con la testa di piovra non \u00e8 colpa di Lovecraft\u00bb, scrive Harman. Quell&#8217;immagine \u00e8 un&#8217;approssimazione per difetto, \u00e8 ci\u00f2 che rimane di Cthulhu senza ci\u00f2\u00a0che lo rende spaventoso.<\/p>\n<p>Un esempio ancora pi\u00f9 bello, sempre da <em>The Call of Cthulhu<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab&#8230;e Johansen giura che [Parker] fu inghiottito da un angolo in muratura che non avrebbe dovuto esserci: un angolo acuto, ma che si comportava come se fosse ottuso.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Anche in questo caso, la\u00a0<em>rovina<\/em> della frase si otterrebbe parafrasandola ed evocando un&#8217;immagine meno straniante: \u00abParker fu inghiottito da un angolo in muratura di cui nessuno di noi si era accorto, un angolo pi\u00f9 largo di quanto ci fosse sembrato all&#8217;inizio\u00bb. Puah. Lovecraft scrive ben altro: ci infila in testa l&#8217;immagine di un angolo acuto e immediatamente\u00a0<em>ne sabota la visualizzazione<\/em>.\u00a0Non solo l&#8217;angolo non dovrebbe esserci,\u00a0ma \u00absi comporta\u00bb come tutt&#8217;altro angolo! In che senso? Non riusciamo davvero ad averne un&#8217;immagine. La separazione di un oggetto dalle sue caratteristiche giunge qui all&#8217;apoteosi.\u00a0In questo passaggio, come scrive Harman,<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[scopriamo] che persino gli angoli acuti e ottusi devono essere qualcosa oltre e al di sopra delle loro stesse caratteristiche. Sembra esserci uno &#8220;spirito&#8221; degli angoli acuti [&#8230;] che permette loro di restare acuti anche quando si comportano come fossero ottusi. Dai tempi di Pitagora, alle entit\u00e0 geometriche non era mai stata attribuita una tale potenza\u00a0extrasensoriale [<em>psychic potency<\/em>], al punto che hanno un&#8217;essenza profonda al di l\u00e0 delle loro qualit\u00e0 misurabili ed esperibili\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>In Italia, Lovecraft \u00e8 rimasto a\u00a0lungo prigioniero\u00a0di traduzioni mediocri ed edizioni frettolose e sciatte. Si pensi ai volumi <em>Tutto Lovecraft<\/em> pubblicati da Fanucci negli anni Ottanta, a cura di <strong>Sebastiano Fusco<\/strong> e <strong>Gianni Pilo<\/strong>:<br \/>\n\u25a0 criteri di compilazione incoerenti;<br \/>\n\u25a0 apparati critici tradotti e inseriti nei volumi apparentemente alla rinfusa, senza indicare dove fossero apparsi gli originali\u00a0e senza note biobibliografiche degli autori;<br \/>\n\u25a0 numerosi errori di traduzione \u2014 un rapido controllo a campione su tre volumi mi ha permesso di trovare una ventina di errori che cambiavano senso alle rispettive frasi, oltre a un\u00a0frequente ricorso alla parafrasi, ma per parlarne servirebbe un intero post e non vale la pena, basti dire che l&#8217;agrimensore di <em>The Colour Out Of Space<\/em> diventa\u00a0il direttore dei lavori della diga, il che produce\u00a0una discrepanza nel finale del racconto.<\/p>\n<p>Col tempo la situazione \u2014 grazie soprattutto al lavoro di <strong>Giuseppe Lippi<\/strong> \u2014 \u00e8 sensibilmente migliorata, anche se molte vecchie traduzioni restano in circolo e i responsabili di quelle curatele sono ancora riveriti, almeno in alcune cerchie, come \u00abmassimi esperti di Lovecraft\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_28464\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Lovecraft_nel_Polesine.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28464\" class=\"wp-image-28464\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Lovecraft_nel_Polesine.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"329\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28464\" class=\"wp-caption-text\">Lovecraft nel Polesine. Cover art di Zograf. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Quel che \u00e8 pi\u00f9 curioso \u00e8: negli ultimi tempi Mr. Lovecraft\u00a0<i>\u2014<\/i> o, se non proprio lui, \u00ab<em>the spirit of the thing<\/em>\u00bb\u00a0<i>\u2014<\/i>\u00a0ha stabilito rapporti con almeno due zone d&#8217;Italia, una a Nordovest e l&#8217;altra a Nordest: la Val di Susa e il Polesine.<\/p>\n<p>Nel mio libro <em>Un viaggio che non promettiamo breve. Venticinque anni di lotte No Tav<\/em> (Einaudi Stile Libero, Torino 2016), il personaggio che interpreta l&#8217;autore e dice \u00abio\u00bb\u00a0intrattiene una corrispondenza con Lovecraft, che nell&#8217;aldil\u00e0\u00a0<i>\u2014<\/i> o ovunque si trovi oggi\u00a0<i>\u2014<\/i> riceve le stesure parziali del libro stesso, le commenta, d\u00e0 suggerimenti.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 partito\u00a0da una scelta poetica, quella di rappresentare il progetto della Nuova Torino-Lione come una sorta di mostro intangibile chiamato \u00abl&#8217;Entit\u00e0\u00bb\u00a0<i>\u2014<\/i> e dai conseguenti dubbi: come incastonare un simile\u00a0piano allegorico e horror nella complicata costruzione di un libro di non-fiction dove ogni affermazione doveva essere ancorata a fonti, riscontrabile, verificabile?<\/p>\n<p>Nel libro\u00a0la\u00a0domanda viene posta a Lovecraft, il quale, inaspettatamente, risponde, e lo fa\u00a0per iscritto.<br \/>\nDa quel momento, lo scrittore diventa una sorta di <em>editor<\/em>, segue il libro nel suo farsi e non solo aiuta a mantenere coerente l&#8217;allegoria, ma ne precisa i risvolti filosofici (e mitologici).<\/p>\n<p>Mentre scrivevo <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em>, non sapevo che <strong>Jet Set Roger<\/strong> e <strong>Aleksandar Zograf<\/strong> stessero lavorando a <em>Lovecraft nel Polesine<\/em>, progetto musicale e fumettistico poi uscito per Snowdonia il 2 dicembre 2016.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno nello stesso periodo,\u00a0la band italiana di prog-rock <strong>Ingranaggi della valle<\/strong> ha fatto uscire <em><a href=\"http:\/\/www.progarchives.com\/album.asp?id=52877\">Warm Spaced Blue<\/a><\/em>, album ispirato e dedicato a Lovecraft. Ne ho scoperto l&#8217;esistenza sfogliando un numero di <em>Rockerilla<\/em> trovato durante il veglione di Capodanno e mi sono detto:\u00a0<i>\u2014<\/i> Toh, anche loro! Sta succedendo qualcosa.<\/p>\n<p>Il musicista italo-inglese Jet Set Roger, al secolo <strong>Roger Rossini<\/strong>, lo\u00a0conosco da tanti anni e ha pi\u00f9 volte collaborato con Wu Ming. Ad esempio, ai tempi di <em>Manituana<\/em> compose e registr\u00f2 un&#8217;omonima canzone, e anche quella volta coinvolse Zograf (al secolo <strong>Sa\u0161a Rakezi\u0107<\/strong>), che illustr\u00f2 il pezzo con due tavole a colori\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Zograf_per_Manituana.jpg\">[<strong>1<\/strong>]<\/a>\u00a0[<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/Manituana_Zograf_02a.jpg\"><strong>2<\/strong><\/a>].<\/p>\n<p>Quando presentammo il romanzo a Brescia, Roger apparve\u00a0con la sua band in <em>red jacket<\/em> imperiale <em>XVIII\u00b0 si\u00e8cle.<\/em>\u00a0Il percussionista <strong>Francesco Pelliccioli<\/strong>\u00a0era\u00a0conciato da guerriero irochese e alla fine del set si \u00abautoscalp\u00f2\u00bb, c&#8217;era &#8220;sangue&#8221; dappertutto.<\/p>\n<div id=\"attachment_28455\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/jetsetroger_280208_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28455\" class=\"wp-image-28455\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/jetsetroger_280208_1.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28455\" class=\"wp-caption-text\">Brescia, Caff\u00e8 letterario \u00abUn mondo di carta\u00bb, 28 febbraio 2008. Jet Set Roger e la sua band eseguono <em>Manituana<\/em>.<\/p><\/div>\n<p>Negli ultimi anni, Roger lo avevo perso di vista, e di udito. Quando nell&#8217;autunno scorso \u00e8 ritornato con quest&#8217;album, mi ha stupito\u00a0e meravigliato, non solo per la coincidenza lovecraftiana, ma perch\u00e9 <em>Lovecraft nel Polesine<\/em> \u00e8 davvero\u00a0un&#8217;opera importante, un salto di livello rispetto a tutti i suoi lavori precedenti.<\/p>\n<p>L&#8217;oggetto \u00e8 molto ben curato: un vero e proprio libro con copertina rigida, formato\u00a014 x 18.\u00a0Quindici pagine con la storia a fumetti di Zograf e i testi delle canzoni,\u00a0che \u00e8\u00a0un\u00a0piacere sfogliare e soppesare mentre si ascolta il cd. La carta \u00e8 di alta\u00a0qualit\u00e0\u00a0e grammatura, le pagine fanno <em>twang<\/em> quando le giri.<br \/>\nQuesta\u00a0cura e questa\u00a0<em>tangibilit\u00e0<\/em>\u00a0sono possibili antidoti\u00a0alla frammentazione dell&#8217;esperienza dell&#8217;ascolto, all&#8217;evanescenza del\u00a0<em>senso<\/em> della musica, a\u00a0una fruizione sempre pi\u00f9 distratta, in cui tutta la musica \u00e8\u00a0data per scontata, come l&#8217;arredamento del soggiorno.\u00a0<strong>Frank Zappa<\/strong> us\u00f2 l&#8217;espressione\u00a0\u00abcarta da parati acustica\u00bb, e non aveva ancora visto niente.<\/p>\n<p>Il\u00a0concept album \u00e8 coeso e coinvolgente: dodici canzoni che, in felice discrasia con il nero dell&#8217;artwork, risultano piene di colori\u00a0<i>\u2014 colours out of space<\/i>?\u00a0<i>\u2014\u00a0<\/i>ed\u00a0emozionano, tirano\u00a0fili di pensieri come corde per il bucato, dalle quali\u00a0<i>\u2014<\/i> come l&#8217;<em>Arnold Layne<\/em> cantato dai primissimi Pink Floyd\u00a0<i>\u2014<\/i> possiamo rubare camicie, mutande, suggestioni.<\/p>\n<p>I musicisti danno il meglio e la\u00a0line-up \u00e8 arricchita da due ospiti che hanno contribuito a stagioni gloriose del rock e del pop inglese: <strong>Andy Rourke<\/strong>,\u00a0gi\u00e0 bassista degli Smiths, e\u00a0<strong>Marco Pirroni<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong>ex-Siouxsie and the Banshees, ex-Adam and the Ants, collaboratore di Sinead O&#8217;Connor ecc. Pi\u00f9 gli ospiti italiani, come\u00a0<strong>Giorgia Poli<\/strong>\u00a0degli Scisma al contrabbasso.<\/p>\n<p>Tutte<em> margaritas a los marranos<\/em>, in questo\u00a0paese disattento. Il paese dove Roger, pur essendo mezzo inglese, ha deciso di vivere e suonare. In Gran Bretagna, un album cos\u00ec avrebbe milioni di possibilit\u00e0. Qui, ottime recensioni sulla stampa specializzata e sui siti tematici, ma meriterebbe davvero di pi\u00f9. Molto di pi\u00f9. Anche per questo ho deciso di scriverne.<\/p>\n<p>Prima di parlare dell&#8217;album in modo approfondito, \u00e8 d&#8217;uopo\u00a0risalire alla sua ispirazione.<\/p>\n<p>Sapevate che nel 1926 Lovecraft visit\u00f2 Venezia, Rovigo e svariati paesini\u00a0del basso Veneto?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>Un giorno del 1999, sfruculiando tra i libri di una bancarella a Montecatini, il giornalista <strong>Roberto Leggio<\/strong> trova un vecchio manoscritto scritto in inglese, decine di pagine ingiallite coperte da una grafia\u00a0fitta e corredata da disegnini. \u00c8 un diario risalente al giugno 1926. L&#8217;autore descrive un suo viaggio dagli Stati Uniti al\u00a0Polesine. Alcune\u00a0tappe sono narrate in modo esplicito, come una\u00a0visita alla Biblioteca Marciana di Venezia, altre sono meno intellegibili: il linguaggio \u00e8 allusivo, i riferimenti criptici, e dei toponimi appare\u00a0solo l&#8217;iniziale (\u00abL.\u00bb).<br \/>\nIl manoscritto \u00e8 firmato \u00abGrandpa Theo\u00bb, uno degli pseudonimi a cui ricorreva Lovecraft. Inoltre, a Montecatini viveva il suo amico e corrispondente <strong>Alfred Galpin<\/strong>. L&#8217;attribuzione scatta subito.<\/p>\n<p>Nella zona del Delta del Po, lo scrittore\u00a0viene a contatto con il rituale\u00a0del <em>fil\u00f2<\/em>, la veglia trascorsa raccontandosi storie, e quindi con alcune leggende locali, in particolare quella di uno spaventoso \u00abuomo-pesce\u00bb che vive nel fiume e ogni tanto ne esce in cerca di vittime. Una creatura\u00a0molto simile a quelle che popoleranno i racconti di Lovecraft negli anni a venire, in particolare i \u00ab<em>Deep Ones<\/em>\u00bb [Quelli-del-profondo] di\u00a0<em>The Shadow over Innsmouth<\/em> (1931).<\/p>\n<p>L&#8217;ipotesi \u00e8 dunque che <em>The Shadow over Innsmouth<\/em>\u00a0sia una trasposizione letteraria del viaggio in Polesine. Anche la descrizione dell&#8217;Ordine esoterico di Dagon \u2014 setta che presiede\u00a0ai rapporti tra gli abitanti di Innsmouth e i <em>Deep Ones \u2014 <\/em>ricorderebbe a tratti la Confraternita della Santissima Trinit\u00e0 di Loreo, popolarmente\u00a0nota come \u00ab<em>i Fradei<\/em>\u00bb [i fratelli]. La \u00abL.\u00bb del manoscritto sarebbe proprio\u00a0Loreo, paesello in provincia di Rovigo che oggi conta poco pi\u00f9 di tremila abitanti.<\/p>\n<div id=\"attachment_28520\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/villa_Vianelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28520\" class=\"wp-image-28520\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/villa_Vianelli.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28520\" class=\"wp-caption-text\">Villa Vianelli, Tornova, frazione del comune di Loreo (RO).<\/p><\/div>\n<p>Ma perch\u00e9 Lovecraft, dopo la stesura del diario ritrovato a Montecatini,\u00a0non fece pi\u00f9\u00a0alcuna menzione esplicita di quel viaggio? Il corpus delle sue lettere \u00e8 sterminato, ma non vi si trova accenno di un viaggio in Italia.\u00a0Forse l&#8217;esperienza non era raccontabile? Forse nella zona del Delta del Po si era sentito in presenza\u00a0di\u00a0un orrore lovecraftiano <em>reale<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-28472\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/misterodiLovecraft.jpg\" alt=\"Il mistero di Lovecraft\" width=\"250\" height=\"329\" \/>La trovata \u00e8 suggestiva\u00a0e si rif\u00e0 in parte alle atmosfere di quell&#8217;\u00abhorror padano-orientale\u00bb esplorato al cinema dal\u00a0<strong>Pupi Avati<\/strong> de\u00a0<em>La casa dalle finestre che ridono<\/em> \u2014 girato poco pi\u00f9 a sud \u2014 e in letteratura da <strong>Eraldo Baldini<\/strong> (<em>Mal&#8217;aria<\/em>, <em>Gotico rurale<\/em>).<br \/>\nI\u00a0principali propagatori\u00a0della burla sono Leggio\u00a0e il film-maker <strong>Federico Greco<\/strong>, con la complicit\u00e0 del gi\u00e0 citato Sebastiano Fusco, di <strong>Gianfranco De Turris<\/strong> (critico, saggista, \u00a0presidente della Fondazione Julius Evola) e <strong>Alfredo Castelli<\/strong> (il creatore di <em>Martin Myst\u00e8re<\/em>).<br \/>\nIl manoscritto ritrovato\u00a0diviene il perno\u00a0di una campagna cross-mediale avviata con notevole potenza di fuoco. A breve giro, vengono prodotti:<\/p>\n<p>\u25a0 il\u00a0documentario\u00a0<em>H.P. Lovecraft: ipotesi di un viaggio in Italia<\/em>, presentato pure al Festival di Venezia del 2004. Un lavoro tecnicamente ben fatto e dall&#8217;effetto avvolgente, con interviste a Fusco, De Turris, Castelli, Baldini, oltrech\u00e9 al poeta, scrittore e storico locale polesano <strong>Gianni Sparapan<\/strong> e all&#8217;antropologa <strong>Chiara Crepaldi<\/strong>.<\/p>\n<p>\u25a0 il\u00a0film\u00a0<em>Road to L.<\/em>, prodotto da Minerva. Si tratta di un <em>mockumentary<\/em>\u00a0\u00abde paura\u00bb.\u00a0Io l&#8217;ho trovato piuttosto tedioso.\u00a0Mi sembra abbia\u00a0\u00abbuttato in vacca\u00bb la storia, dissipando la conturbante ambiguit\u00e0 delle parti pi\u00f9 riuscite del documentario.<\/p>\n<p>\u25a0 una versione a fumetti di <em>Road to L.<\/em>, adattata da Castelli e\u00a0intitolata <em>Il mistero di Lovecraft.<\/em>\u00a0\u00c8 uscita\u00a0in allegato a <em>Martin Myst\u00e8re Special<\/em> n. 22, estate 2005. L&#8217;ho comprato su eBay. \u00c8 il <em>mockumentary<\/em> pi\u00f9 o meno paro paro. Un\u00a0Bonelli di livello medio-medio. Dimenticabile.<\/p>\n<p>Di queste tre opere, la pi\u00f9 riuscita \u00e8 senz&#8217;altro la prima.<\/p>\n<div id=\"attachment_28340\" style=\"width: 631px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28340\" class=\"size-full wp-image-28340\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/EspositoBros.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"567\" \/><p id=\"caption-attachment-28340\" class=\"wp-caption-text\">Alcune vignette tratte da <em>Il mistero di Lovecraft<\/em>. Testo di Alfredo Castelli, disegni degli Esposito Bros, lettering di Luca Corda.<\/p><\/div>\n<p>Nonostante il <em>parterre<\/em> e i grandi mezzi dispiegati \u2014 e forse anche per la diseguale\u00a0qualit\u00e0 delle opere derivate\u00a0\u2014 dopo il 2005 la beffa\u00a0ha perso l&#8217;impeto\u00a0e si \u00e8 arenata.<\/p>\n<p>Il successo di queste beffe si riscontra\u00a0quando ci cascano gli addetti ai lavori. Ai tempi del Luther Blissett Project, nel 1994-95\u00a0la scomparsa dell&#8217;inesistente artista inglese <strong>Harry Kipper<\/strong> fu creduta vera dalla redazione di <em>Chi l&#8217;ha visto?, <\/em>e nel 1999-2000 vita, opere e morte dell&#8217;inesistente artista serbo <strong>Darko Maver<\/strong> furono credute vere da critici d&#8217;arte e illustri testate di quel settore.<br \/>\nVero, Internet era ancora ai primordi, oggi basterebbe googlare e&#8230;<br \/>\nMacch\u00e9! Nel vicinissimo 2015, <strong>Renato Barilli<\/strong> \u2014 decano della critica d&#8217;arte, ex-membro di spicco del Gruppo 63 e professore emerito dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna \u2014 \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/01\/linvisibileovunque-e-le-sue-sfide-rassegna-di-pareri-e-invito-alla-discussione-spoiler-libero\/#comment-28594\">inciampato\u00a0malamente<\/a>, prendendola per vera, nella finzione\u00a0su cui \u00e8 costruito \u00abQuarto\u00bb, il racconto conclusivo del nostro <em>L&#8217;Invisibile Ovunque<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Darko_Maver.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-28384\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Darko_Maver.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"989\" \/><\/a><\/p>\n<p>Invece,\u00a0nella burla su\u00a0Lovecraft in Polesine non \u00e8 cascato nessuno studioso di Lovecraft. <strong>S.T. Joshi<\/strong>, il pi\u00f9 importante lovecraftologo del pianeta, non sembra averle\u00a0dedicato un rigo n\u00e9 una frazione di secondo del suo tempo.<\/p>\n<p>Del resto, chi davvero conosce vita e opera di Lovecraft fatica a sospendere l&#8217;incredulit\u00e0 e trova subito l&#8217;ipotesi implausibile.\u00a0Infatti, il presunto \u00abbuco\u00bb di biografia nel quale \u00e8 stato\u00a0inserito il viaggio in Italia&#8230; non c&#8217;\u00e8. L&#8217;alluvionale epistolario\u00a0di HPL ci permette di sapere, in ogni momento della sua vita, dove fosse e dove intendesse andare. In una lettera datata giugno 1926 e spedita da Providence, Lovecraft scrisse:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abI am saving cash deperately [sic] for a series of New England tours in the summer&#8230; As for N.Y. &#8211; I have some doubt of my ability to include that remote and widely advertised region in my summer&#8217;s wanderings, since the fare is atrociously piratical, and I need every farthing for New-England trips.\u00bb (SL II:56-57)<\/p><\/blockquote>\n<p>Si trovava a Providence e non\u00a0poteva permettersi di andare in giro per il New England, figurarsi attraversare l&#8217;Atlantico\u00a0per arrivare fino a Comacchio.<\/p>\n<p>Quanto agli uomini-pesce, comparivano gi\u00e0 nel racconto <em>Dagon<\/em>, che \u00e8 del 1917: \u00ab[Erano]\u00a0umani nell&#8217;aspetto complessivo,\u00a0nonostante mani e piedi palmati, labbra larghe e flosce che mi lasciarono sconvolto,\u00a0occhi acquosi e sporgenti,\u00a0e altre caratteristiche meno gradevoli da ricordare.\u00bb<\/p>\n<p><em>En passant<\/em>: ecco\u00a0un&#8217;altra tecnica narrativa di Lovecraft presa in esame\u00a0da Graham Harman: chi d\u00e0 testimonianza dell&#8217;orrore elenca\u00a0cose spaventose, ma dichiarando\u00a0che ne sta omettendo altre ancor\u00a0pi\u00f9 spaventose. Le parole possono portarci solo fino al\u00a0bordo, \u00ab<em>on the merest fringe of [the] abhorred area<\/em>\u00bb, espressione usata in <em>The Call of Cthulhu<\/em>.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, la\u00a0burla ha avuto\u00a0effetti limitati, vita breve e \u2014 nonostante gli sforzi di <em>internazionalizzarla<\/em>, quantomeno all&#8217;inizio \u2014 risonanza solo italiana, e solo in certi ambienti.<\/p>\n<p>\u00abAl tempo, una volta rinvenuto il diario lovecraftiano, i due registi contattarono i due maggiori esperti di Lovecraft <em>in Italia<\/em>\u00bb (corsivo mio).<br \/>\nCos\u00ec\u00a0scrive <strong>Andrea Scarabelli<\/strong> sulla rivista \u00abdeturrisiana\u00bb\u00a0<em>Antar\u00e8s<\/em>, in <a href=\"http:\/\/www.bietti.it\/riviste\/h-p-lovecraft-2-lorrore-cosmico-del-maestro-di-providence-3\/\">un numero monografico su HPL<\/a>\u00a0uscito nel settembre 2014.<br \/>\nAppunto:\u00a0la beffa \u00e8 rimasta confinata all&#8217;Italia e ai suoi soliti \u00abmaggiori esperti\u00bb.\u00a0Esperti che &#8211; abbiamo avuto modo di parlarne <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2011\/12\/il-professore-il-barone-e-i-bari-il-caso-tolkien-e-le-strategie-interpretative-della-destra\/\">occupandoci di <strong>J.R.R. Tolkien<\/strong><\/a> &#8211; viaggiano per gran parte del tempo su una rete ferroviaria tutta loro, autarchica e a scartamento ridotto, scollegata da quelle mondiali.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNel corso degli anni\u00bb, scrive ancora Scarabelli, \u00abla questione [della veridicit\u00e0 del manoscritto]\u00a0ha fatto discutere \u2013 e non poco \u2013 gli esperti di Lovecraft, ovviamente folgorati dall\u2019eventualit\u00e0, anche remota, di questa possibilit\u00e0.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_28402\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28402\" class=\"wp-image-28402\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Joshi.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"133\" \/><p id=\"caption-attachment-28402\" class=\"wp-caption-text\">\u00abTi faccio una faccia cos\u00ec!\u00bb Sunand Tryambak Joshi, il pi\u00f9 grande esperto di Lovecraft.<\/p><\/div>\n<p>Su Internet, di tale\u00a0dibattito tra gli esperti di Lovecraft sull&#8217;eventualit\u00e0 \u2014 \u00abanche remota\u00bb \u2014 di un suo viaggio in Polesine non si trova la minima traccia. Le reazioni nel fandom internazionale furono poche e blande <a href=\"http:\/\/www.yog-sothoth.com\/topic\/4896-did-lovecraft-travel-to-italy\/\">gi\u00e0 nel 2005<\/a>: \u00ab<em>Sounds interesting, like a Lovecraftian<\/em>\u00a0Blair Witch Project,\u00a0<em>but undoubtedly just as fictional.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Da notare\u00a0che, nello\u00a0stesso numero di <em>Antar\u00e8s <\/em>citato sinora, proprio\u00a0<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20170105130658\/http:\/\/www.bietti.it\/riviste\/h-p-lovecraft-2-lorrore-cosmico-del-maestro-di-providence-3\/intervista-a-s-t-joshi-di-gianfranco-de-turris-e-andrea-scarabelli\/\">Scarabelli intervista\u00a0<strong>S. T. Joshi<\/strong><\/a>&#8230; senza\u00a0sollevare l&#8217;argomento. Ma come? Poche pagine prima parlavi di un \u00abcaso\u00bb importantissimo, epocale, un&#8217;eventualit\u00e0 folgorante che ha fatto discutere gli esperti di Lovecraft&#8230; Poi intervisti il pi\u00f9 grande studioso di Lovecraft sulla faccia della Terra, e di quella roba non gli chiedi nulla?<br \/>\nDi Joshi si dice che abbia\u00a0l&#8217;incazzatura facile. Forse Scarabelli non ha voluto correre rischi.<\/p>\n<p>Non potendo avere effetti nel mondo dei veri studi lovecraftiani n\u00e9\u00a0riuscendo a catturare l&#8217;interesse del\u00a0fandom, la beffa si\u00a0\u00e8 diffusa pi\u00f9 che altro nella nostrana <em>bufalandia.<\/em>\u00a0Il territorio Giacobbo-e-dintorni, per intenderci. Un mondo, del resto, coinvolto nell&#8217;operazione sin dall&#8217;inizio: le\u00a0narrazioni tipiche di quell&#8217;ambiente\u00a0sono state\u00a0usate come pezze d&#8217;appoggio per il fake letterario\/audiovisivo. Sempre su <em>Antar\u00e8s<\/em> si scrive, con piglio\u00a0da <em>Kazzenger<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abvanno ricordati gli studi accurati dell\u2019ufologo e presidente dell\u2019USAC <strong>Sebastiano Di Gennaro<\/strong>, che gi\u00e0 nel 1988 rilev\u00f2 le impronte d\u2019un essere misterioso sugli argini del Po. Questa creatura, cui lo studioso ha dato il nome di <em>homo saurus<\/em>, sarebbe di natura anfibia, potendo vivere sia nelle acque paludose sia sulle sponde del fiume. Le testimonianze dei locali riferiscono d\u2019un essere antropomorfo di notevole altezza, dalla pelle squamosa e verde, con grossi occhi rossastri, che s\u2019aggirerebbe tra i canali e gli acquitrini di quelle zone desolate\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_28359\" style=\"width: 659px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28359\" class=\"size-full wp-image-28359\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/homosaurus.jpg\" alt=\"\" width=\"649\" height=\"921\" \/><p id=\"caption-attachment-28359\" class=\"wp-caption-text\">A proposito di pezze d&#8217;appoggio.<\/p><\/div>\n<p>Di Gennaro, appunto, \u00e8 intervistato nel documentario di Leggio e Greco.<\/p>\n<p>Tra Ferrara e\u00a0Rovigo, nel corso degli anni,\u00a0intorno alla leggenda dell&#8217;uomo-pesce si sono mossi diversi burloni e mitomani, e la stampa locale carente di news non ha mai negato loro un articolo o almeno un trafiletto. Di quel passo,\u00a0si\u00a0fa molto presto a raccogliere una rassegna-stampa da esibire. Noi ex del Luther Blissett Project ce ne intendiamo.<\/p>\n<p>Ma qui si arriva\u00a0al\u00a0dilemma: quella di Lovecraft in Polesine \u00e8 una <em>beffa mediatica<\/em> o una <em>bufala<\/em>?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p>Il confine \u00e8 mobile, ma la distinzione c&#8217;\u00e8. Nelle beffe, a un certo punto si ride. La beffa ha un momento di disvelamento e catarsi. Ma una\u00a0beffa non rivendicata che cos&#8217;\u00e8? Un falso che non viene rivendicato e sul quale si continua a ciurlare nel manico, che cos&#8217;\u00e8? Dopo quanto tempo una beffa diventa una bufala?<\/p>\n<p>Per capirci: la falsa biografia di <strong>Howard Hughes<\/strong>\u00a0venduta nel 1971 da <strong>Clifford Irving<\/strong>\u00a0all&#8217;editore McGraw-Hill e i falsi diari di Hitler comprati nel 1983\u00a0dalla rivista tedesca <em>Stern<\/em>\u00a0per l&#8217;equivalente odierno di cinque milioni di euro non erano \u00abbeffe mediatiche\u00bb: erano truffe.<\/p>\n<p>Non sono io a tirare in ballo vicende del genere, \u00e8\u00a0Scarabelli che su <em>Antar\u00e8s<\/em> cita un libro\u00a0appartenente a quell&#8217;insieme:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abdopotutto, non sarebbe la prima scoperta avvenuta in modo fortuito di documenti di cui nessuno avrebbe mai sospettato l\u2019esistenza. Pensiamo ai famosi diari di Mussolini [&#8230;]\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-28393\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/diarioinedito.jpg\" alt=\"hhghgghhg\" width=\"200\" height=\"285\" \/>Appunto:\u00a0anche i \u00abdiari di Mussolini\u00bb \u2014\u00a0acquistati da <strong>Marcello Dell&#8217;Utri<\/strong>, allegati al quotidiano <em>Libero<\/em> e citati da Berlusconi come veri \u2014 sono conclamatamente falsi. Si veda a questo proposito: Mimmo Franzinelli, <a href=\"http:\/\/www.mimmofranzinelli.it\/tool\/home.php?s=0,1,4,12,109\"><em>Autopsia di un falso<\/em><\/a>, Bollati Boringhieri, 2011.<br \/>\nNon \u00e8 nemmeno il primo caso: diari falsi di Mussolini erano gi\u00e0 spuntati decenni fa, e altri ancora ne spunteranno.<\/p>\n<p>Da qui la domanda: chi ha ideato, vergato e fatto &#8220;ritrovare&#8221;\u00a0il manoscritto polesano\u00a0di Lovecraft ha inteso fare uno scherzo o ha tentato di introdurre un falso nel dibattito storico? Siamo pi\u00f9 dalle parti delle <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/01\/24\/modigliani-32-anni-fa-la-burla-delle-teste-false-che-fece-arrossire-il-mondo-dellarte\/2957324\/\">teste di Modigliani<\/a> o dalle parti dei diari di Mussolini?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0bnm3UDryS0\">Nel documentario<\/a>, Fusco e De Turris \u2014 serissimi, facce da poker \u2014 fanno la parte degli &#8220;scettici possibilisti&#8221;. De Turris dichiara:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCerto, non possiamo escludere che sia falso. Ma perch\u00e9 falsificare un manoscritto \u2014 il che richiede tempo e denaro \u2014 per poi farlo trovare su una bancarella da chiss\u00e0 chi?\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Questa pseudo-obiezione \u00e8 stata ripetuta varie volte, nel pur piccolo\u00a0mondo di chi ha discusso la vicenda, e\u00a0in rete c&#8217;\u00e8 chi\u00a0la fa seriamente e in buona fede.<\/p>\n<p>Il trucco sta nel dare per scontata la premessa. Ma come fa notare <strong>Woody Allen<\/strong> in\u00a0<em>Magic in the moonlight<\/em>, \u00e8 proprio\u00a0la premessa che va\u00a0rifiutata. A dover essere decostruito \u00e8 il\u00a0<em>frame<\/em> iniziale. Leggio avrebbe\u00a0trovato per caso il manoscritto\u00a0nel 1999 su una bancarella di Montecatini;\u00a0tutti ragionano dando per inteso questo scenario;<i>\u00a0<\/i>ma appunto, \u00e8 uno <em>scenario<\/em>.<i><br \/>\n<\/i><\/p>\n<p>Una delle\u00a0verit\u00e0 dell&#8217;illusionismo \u00e8 che il trucco primevo, il padre\u00a0di tutti i trucchi, sta nel <em>setting<\/em>, nell&#8217;inizio, in ci\u00f2 che il mago ti segnala\u00a0di dare per inteso.<br \/>\nDi questa verit\u00e0 abusano anche medium, paragnosti e truffatori di varie risme, e non sono pochi gli illusionisti che, come <strong>Harry Houdini<\/strong>, <strong>Silvan<\/strong>, <strong>James Randi<\/strong> o l&#8217;immaginario <strong>Stanley Crawford\/Wei Ling Soo<\/strong> del film di Allen, si sono dedicati\u00a0a smascherarli.<\/p>\n<div id=\"attachment_28362\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28362\" class=\"size-full wp-image-28362\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Magic_in_moonlight_02.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" \/><p id=\"caption-attachment-28362\" class=\"wp-caption-text\">Colin Firth e Simon McBurney in un fotogramma dal film <em>Magic in the Moonlight<\/em> di Woody Allen (2014).<\/p><\/div>\n<p>Un&#8217;altra cosa: per scrivere un manoscritto falso ci vuole tempo, \u00e8 vero; ma perch\u00e9 De Turris afferma che ci vuole denaro? Basta avere\u00a0inchiostro (<a href=\"http:\/\/www.subito.it\/hobby-collezionismo\/inchiostro-vari-tipi-d-epoca-palermo-155486116.htm\">magari d&#8217;epoca<\/a>) e carta vecchia o\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikihow.com\/Invecchiare-la-Carta\">opportunamente invecchiata.<\/a><br \/>\nA proposito, qualcuno ha analizzato inchiostro e carta del diario rovigoto di Lovecraft?\u00a0\ud83d\ude43<\/p>\n<p>Ad ogni modo, come si diceva, la\u00a0beffa dopo un po&#8217; si \u00e8 fermata. Si\u00a0\u00e8 cercato di riattivarla, ma invano. Alla fine, sono arrivate\u00a0le ammissioni, per quanto oblique. Sempre Scarabelli su <em>Antar\u00e8s<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abpossiamo rilevare come spesso il valore di un documento prescinda dalla sua storicit\u00e0. Vale a dire: sovente i documenti inventati sono pi\u00f9 veritieri di quelli storicamente accertati, in quanto contengono condensata e sunteggiata efficacemente una visione del mondo. In barba allo storicismo imperante, per chi sia interessato al divenire delle idee, le quali attraversano le epoche manifestandosi nei pi\u00f9 svariati ambiti, un documento va considerato in base al suo contenuto \u2013 a prescindere da chi ne sia il reale autore. Dobbiamo forse metterci a far rassegne di tutti quei documenti prodotti nel Rinascimento e retrodatati all\u2019Antichit\u00e0? [&#8230;] Anche se dovesse trattarsi di un falso, crediamo che tale operazione non sarebbe spiaciuta all\u2019inventore del <em>Necronomicon<\/em>\u00a0[&#8230;]\u00a0<em>Last but not least<\/em>, sarebbe la dimostrazione che esperimenti del genere sono praticabili anche in Italia, nonostante il realismo imperante in letteratura e un fantastico che spesso si riduce a svago da tempo libero per ragazzini annoiati. Solo il fatto che sia stato creduto vero dimostra come sia possibile creare uno <em>pseudo<\/em> anche nel primo decennio del Duemila, facendo vibrare certe corde che, a quanto pare, la letteratura realistica e \u201cimpegnata\u201d nemmeno riesce a sfiorare\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Qui c&#8217;\u00e8 un grosso problema, perch\u00e9 queste sono supercazzole. Supercazzole pericolose, per giunta.<\/p>\n<div style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/gal_47421-300x256.jpg\" width=\"200\" height=\"133\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Gianluca Casseri, l&#8217;assassino razzista di Piazza Dalmazia a Firenze. In questa foto, regge la bandiera di Casapound.<\/p><\/div>\n<p>Il discorso \u00absovente i documenti inventati sono pi\u00f9 veritieri di quelli storicamente accertati ecc.\u00bb \u00e8 pari pari\u00a0quello usato per giustificare la diffusione dei <em>Protocolli dei Savi Anziani di Sion<\/em>, ritenuti <em>veri bench\u00e9 falsi<\/em>.\u00a0Discorso fatto anche da <strong>Gianluca Casseri<\/strong>, il fascista autore\u00a0della strage di Firenze, nel suo <em>I protocolli del Savio di Alessandria<\/em> (Solfanelli, 2011), libello con prefazione di chi?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2011\/12\/il-professore-il-barone-e-i-bari-il-caso-tolkien-e-le-strategie-interpretative-della-destra\/#comment-10132\">Di Gianfranco De Turris<\/a>.<\/p>\n<p>La gnagnera \u00abin barba allo storicismo imperante&#8230; il divenire delle idee\u00a0ecc.\u00bb \u00e8 appunto tipica della cultura \u2014 termine che qui uso\u00a0in senso lato \u2014 di destra quando un qualche suo esponente \u00e8\u00a0beccato con le dita nella marmellata, si tratti della\u00a0portavoce di Trump <strong>Kellyanne Conway<\/strong>\u00a0\u2014 propagatrice\u00a0di \u00ab<em>alternative facts<\/em>\u00bb come <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/us-news\/2017\/feb\/06\/kellyanne-conway-fake-bowling-green-massacre-three-times\">la\u00a0mai avvenuta strage di Bowling Green<\/a>\u00a0\u2014\u00a0o di certi\u00a0evoliani di casa nostra. In fondo che importa il mero dato fattuale, che importa la storia, noi ci rifacciamo a\u00a0una verit\u00e0 superiore che <em>trascende<\/em> la storia ecc. ecc.<br \/>\nIl problema per costoro non \u00e8 lo \u00abstoricismo\u00bb, \u00e8 proprio la storia &#8211; o meglio, il metodo storiografico.<\/p>\n<p>Proseguiamo la disamina: \u00abSolo il fatto che sia stato creduto vero\u00bb. Ma creduto vero da\u00a0chi? A me sembra che Leggio, Greco, Fusco, De Turris e Castelli se la siano sempre cantata e suonata da soli.<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Infine,\u00a0quest<em>o fake<\/em>\u00a0sarebbe la riprova che \u00abesperimenti del genere sono praticabili anche in Italia\u00bb. Nel paese delle false teste di Modigliani, della scomparsa di Harry Kipper, della morte di Darko Maver, forse qualche riprova c&#8217;era gi\u00e0 stata.<\/p>\n<p>Nel settembre 2014 si prospettava \u00abun\u2019edizione integrale del manoscritto per i tipi di Bietti\u00bb. Al momento, non si \u00e8 ancora vista.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p><em>Lovecraft nel Polesine<\/em> di\u00a0Jet Set Roger e Aleksandar Zograf si ispira alla burla del 2004, ma assai liberamente, reinventandola, senza rifarsi alle\u00a0opere gi\u00e0 esistenti, cio\u00e8 le produzioni del\u00a0<em>combo<\/em>\u00a0Leggio-Greco-Castelli. Roger si \u00e8 proprio rifiutato di guardarle: \u00abNon volevo rovinare le suggestioni che mi stavo facendo e che non sapevo ancora bene dove mi avrebbero portato\u00bb, ha scritto sul suo profilo FB.<\/p>\n<p>In pratica, viene\u00a0colto solo lo spunto iniziale: un viaggio di Lovecraft nel Polesine (con una puntata nel\u00a0basso Ferrarese).<\/p>\n<div id=\"attachment_28535\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28535\" class=\"size-full wp-image-28535\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Lovecraft_Comacchio.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"837\" \/><p id=\"caption-attachment-28535\" class=\"wp-caption-text\">Lovecraft a Goro e Comacchio visto da Zograf.<\/p><\/div>\n<p>A Roger e\u00a0Sa\u0161a\u00a0non importa granch\u00e9\u00a0dell&#8217;uomo-pesce, dei <em>Fradei<\/em> ecc. Nell&#8217;album non c&#8217;\u00e8 la minima <em>exploitation<\/em>. A essere esplorata \u00e8\u00a0l&#8217;interiorit\u00e0 di Lovecraft, l&#8217;occasione poetica \u00e8 il suo spaesamento in terra straniera e in una fase interlocutoria della sua vita, dopo l&#8217;angosciante periodo newyorkese e il fallimento del matrimonio con Sonia Greene. <a href=\"http:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2016-jetsetroger-lovecraftnelpolesine.htm\">Come ha scritto <strong>Michele Saran<\/strong>\u00a0su Onda Rock<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abStrano caso di ambizione non ambiziosa. \u00c8\u00a0un\u2019opera rock, anche rappresentata come\u00a0<em>musical<\/em>, che per\u00f2 procede per monologhi interiori di un solo personaggio, H. P. Lovecraft.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ne nascono\u00a0un&#8217;opera e una storia nuova, felicissime e per nulla derivative.<\/p>\n<p>I dogmatici potrebbero dire che\u00a0l&#8217;io narrante di <em>Lovecraft nel\u00a0Polesine<\/em> non suona granch\u00e9 come Lovecraft, ma il suo\u00a0spaesamento \u00e8 del tutto\u00a0lovecraftiano, una variazione sul tema del trovarsi <em>senza paese<\/em>, deterritorializzati, confusi di fronte al pensiero di mondi <em>altri<\/em>, ben\u00a0pi\u00f9 vasti\u00a0del nostro, rispetto ai quali il nostro esistere\u00a0non \u00e8 pi\u00f9 di un\u00a0incidente di percorso, come perdere il treno a Rovigo.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<div style=\"position: relative; height: 0; padding-bottom: 56.25%;\"><iframe loading=\"lazy\" style=\"position: absolute; width: 100%; height: 100%; left: 0;\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/H6LT_wKGOE0?ecver=2\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe>recensione<\/div>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nIl suono dell&#8217;album \u00e8 corposo, le influenze stratificate. Naturalmente c&#8217;\u00e8 il glam rock, antica passione di Roger, soprattutto nelle qualit\u00e0 timbriche del cantato, in alcune\u00a0accentuazioni dandyistiche, come nella <em>delivery<\/em> delle strofe di <em>Rovigo<\/em>: \u00abAltri tre giorni \/ in questa pigra citt\u00e0 \/ scruter\u00f2 i dintorni \/ qualche idea forse verr\u00e0\u00bb&#8230; Ma la parola che mi \u00e8 venuta in mente al primo ascolto e mi ha accompagnato negli ascolti successivi\u00a0\u00e8: \u00abpsichedelia\u00bb. Ho\u00a0sentito subito riverberi di acid-rock statunitense \u2014 territorio\u00a0<em>Sunfighter<\/em> di <strong>Paul Kantner<\/strong> e <strong>Grace Slick\u00a0<\/strong>\u2014 e\u00a0soprattutto di psichedelia \u00abneo-edoardiana\u00bb inglese, magari filtrata dagli <strong>XTC<\/strong>. Penso alla marcetta di\u00a0<em>Un fortuito incontro \u2014 <\/em>fin dall&#8217;incipit: \u00abChe pittoresco ambiente!\u00bb<em> \u2014\u00a0<\/em>e\u00a0all&#8217;ostinato pianistico di\u00a0<em>La fine del viaggio<\/em>, screziato di lapilli\u00a0di chitarra e accompagnato da coretti allucinati. Il\u00a0pezzo pi\u00f9 psichedelico \u2014 <em>transatlanticamente<\/em> psichedelico \u2014 \u00e8 <em>La ricorrenza<\/em>, dove l&#8217;avvistamento dell&#8217;uomo-pesce \u00e8 reso in modo ellittico: \u00abPoi qualcosa mi riscuote, \/ mi riporta a queste spiagge ignote. \/ Un errore, una stortura \/ che non pu\u00f2 esistere in natura\u00bb. Inoltre, certe\u00a0inattese aperture d&#8217;arrangiamento, come nell&#8217;ingresso dei &#8220;fiati&#8221;\u00a0<em>\u2014<\/em>\u00a0non sono fiati, \u00e8 mellotron\u00a0<em>\u2014<\/em>\u00a0in <em>Giorni d&#8217;attesa<\/em>,\u00a0sembrano omaggiare\u00a0i <strong>Pink Floyd<\/strong> di un periodo pi\u00f9 tardo, circa\u00a0<em>Atom Heart Mother.<\/em><\/p>\n<p>Sono\u00a0richiami, espliciti e impliciti, all&#8217;epoca in cui la <em>popular music<\/em> divenne visionaria. A contatto con la tradizione cantautoriale italiana, con la figura di Lovecraft, con le immagini della bassa padana e del Delta del Po, queste influenze formano un concatenamento inedito, o \u2014 pi\u00f9 appropriatamente \u2014 inaudito.<\/p>\n<div id=\"attachment_28538\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28538\" class=\"wp-image-28538\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/jet-set-roger.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"133\" \/><p id=\"caption-attachment-28538\" class=\"wp-caption-text\">Jet Set Roger<\/p><\/div>\n<p>La canzone\u00a0che pi\u00f9 mi emoziona \u00e8\u00a0<em>Grand Tour<\/em>, aperta dai due versi: \u00abMi chiamano l&#8217;inglese \/ per via di certe storie di antica nobilt\u00e0&#8230;\u00bb Qui Roger racconta anche se stesso, \u00e8 <em>lui<\/em> ad aggirarsi\u00a0in un nuovo territorio, straniato e al tempo stesso esaltato da un senso di possibilit\u00e0: \u00abPosso dire che di sicuro mi divertir\u00f2 \/ [&#8230;] Gi\u00e0 intravedono il futuro dandy che sar\u00f2.\u00bb<br \/>\nIn <a href=\"http:\/\/baraonda.radiondadurto.org\/2017\/02\/11\/intervista-jet-set-roger-martedi-31-gennaio-17\/\">un&#8217;intervista alla trasmissione di Radio Onda d&#8217;Urto <em>Baraonda<\/em><\/a>, Roger ha dichiarato che, prima di avere l&#8217;idea del <em>concept album<\/em> e scrivere queste canzoni, aveva attraversato una fase di disorientamento.\u00a0La vena sfruttata\u00a0per i primi tre dischi\u00a0si era esaurita e sentiva il\u00a0bisogno di spostarsi in nuovi territori. Quest&#8217;album \u00e8 anche il racconto del <em>suo<\/em>\u00a0\u00abgrand tour\u00bb. Tale\u00a0dimensione allegorica rende l&#8217;operazione importante anche dal punto di vista letterario.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque un doppio \u00abromanzo di ri-formazione\u00bb quello che ci troviamo tra le mani e nelle orecchie, e ne \u00e8 degno coronamento l&#8217;ultima traccia, <em>Che cosa \u00e8 stato?<\/em>, dove Lovecraft tornato a Providence e Roger tornato a Brescia riflettono su questo \u00absogno dentro un sogno \/ o forse il solo vero \/ tempo che ho vissuto\u00bb.<\/p>\n<p>Terminato\u00a0il viaggio in Polesine, Lovecraft \u00a0torna\u00a0\u00abal [suo]\u00a0privato regno, \/ sentinella ai margini di un&#8217;altra realt\u00e0 \/ nascosta appena sotto un velo\u00bb.\u00a0<em>On the merest fringe of the abhorred area.<\/em><\/p>\n<p>Quanto a\u00a0Roger, dove andr\u00e0 \u00e8 tutto da capire.\u00a0Ma dopo una ripartenza del genere, c&#8217;\u00e8 da avere\u00a0fiducia. Fiducia nell&#8217;intuito e nel senso dell&#8217;orientamento di questo viandante.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: 0; width: 600px; height: 472px;\" src=\"https:\/\/bandcamp.com\/EmbeddedPlayer\/album=1632340062\/size=large\/bgcol=ffffff\/linkcol=0687f5\/artwork=small\/transparent=true\/\" width=\"300\" height=\"150\" seamless=\"\"><a href=\"http:\/\/snowdonia.bandcamp.com\/album\/lovecraft-nel-polesine\">Lovecraft nel Polesine by Jet Set Roger<\/a><\/iframe><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.audioglobe.it\/disk.php?code=8016670127611\"><em>Lovecraft nel Polesine<\/em> su Audioglobe<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/lovecraft-nel-polesine-cd-jet-set-roger\/e\/8016670127611\"><em>Lovecraft nel Polesine<\/em> su IBS<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/snowdonia.bandcamp.com\/\"><em>Lovecraft nel Polesine<\/em> su Bandcamp<\/a><br \/>\n<a name=\"Monteriggioni\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<h4><strong>Lovecraft, la Valsusa, le api. Un importante aggiornamento da Alberto Prunetti, 19\/03\/2017<\/strong><\/h4>\n<p>Compagno,<\/p>\n<p>ti segnalo un avvistamento curioso e un po&#8217; inquietante.<\/p>\n<p>Stavo facendo un giro in campagna nella zona di Monteriggioni, dove tengo le arnie delle api in condivisione con alcuni amici. Dopo aver visitato le arnie, ho visto che hanno cominciato a immagazzinare del miele chiaro e liquido. Sono andato allora a fare un giro per capire che tipi di fioriture sono a disposizione per la bottinatura, quali campi sono disponibili nei dintorni con le principali fioriture, se c&#8217;era erba medica, se fosse stato seminato del coriandolo, etc etc. Sono le api che cito nella mia lettera che tu hai girato a Lovecraft in <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em>, a cui affidavo l&#8217;ipotesi di colpire l&#8217;Entit\u00e0.<\/p>\n<p>Bene, mi sono mosso in un raggio di circa due chilometri dal bosco in cui stanno le arnie, che grossomodo corrisponde alla loro zona di esplorazione. A un certo punto, costeggiando una strada provinciale, ho trovato un casottino rosso dell&#8217;Anas ai margini di un bosco, in avanzato stato di fatiscenza, nella strada che dalla localit\u00e0 Il ceppo va verso Monteriggioni. Sulla lamiera rossa del capanno c&#8217;era un graffito che non avevo mai visto prima e che mi ha lasciato allibito.<\/p>\n<p>Ti allego la foto e attendo un tuo parere.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Alberto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Lovecraft_in_Toscana-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-28637\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Lovecraft_in_Toscana-1.jpg\" alt=\"Lovecraft a Monteriggioni\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Wu Ming 1 Oggi cade l&#8217;ottantesimo anniversario della morte di Howard Phillips\u00a0Lovecraft, morto\u00a0all&#8217;et\u00e0 di 46 anni il 15 marzo 1937. Quasi sconosciuto in vita, nei decenni dopo la sua morte Lovecraft fu\u00a0riscoperto e ottenne\u00a0una celebrit\u00e0 postuma prima in alcune nicchie e poi presso un pubblico sempre pi\u00f9 vasto,\u00a0fino a divenire un \u00abclassico\u00bb. 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